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STORIA DELLA FAMIGLIA E DELLA VITA DI ALBINO REALE

TRATTA DAI MESSAGGI DEL DIO VIVENTE

INTRODUZIONE Mai nessuno riuscito a rendere evidente ci che di una grande semplicit: e cio, la fede incrollabile di Albino Reale; quella fede che travolge tutte le prove, cos dette scientifiche ed ogni sospetta incredulit. Se si guardano di fatto i libri e le testimonianze, che in vari tempi sono state prodotti su Albino, ci si accorger che si tratta in genere pi di stupidi resoconti, di prodigi e avvenimenti misteriosi, che di spaccati di vita e di fede, autenticamente vissuti e sofferti. La vera umanit di Albino, il suo messaggio straordinario, non emerge da queste opere e operette, quasi che le sue cose soprannaturali cerchino una spiegazione dettata dal cervello e non dal cuore. Trovare in questi libri ci che ha detto veramente Albino cosa ardua; anche impossibile se si vuole, perch non avendo una cultura, Albino, non detto che essi abbiano saputo ben interpretare il pensiero o lispirazione mistica di Albino. Anzitutto, induce a ritenere, che sovente le vere indicazioni, fornite da Albino, siano state alterate, forse per piacere la grammatica e la sintassi; in realt, sminuendo la parte, forse, pi autentica del messaggio cristiano di Albino. Io Ges, riesco ad esprimermi, anche attraverso gli animali, le rocce e le piante; figuriamoci se non riesco ad esprimermi, attraverso una mia creatura che sa leggere nel suo cuore e trasmetterci, con le poche o le tante parole che possiede, il suo messaggio, che non fatto di parole o per le parole, ma di amore per lamore. E questo, Albino, lo sa esprimere meglio di qualunque altro. Ci che dovete sapere, che Albino non un uomo straordinario terreno, ma lo nel Cielo. Questuomo, non proviene da un altro mondo a voi sconosciuto o vietato, come sembrano credere in tanti; un uomo semplice, che semplicemente riesce a compiere tutti quegli atti di amore e di piet, che la natura, se lo volessimo, potrebbe portare a compimento. Ma se lo volessimo, con fede vera, autentica, e non con le solite giaculatorie domenicali, che servono a scaricarvi la coscienza, ma non avvicinarvi veramente a Dio. E questo, spiega lattenzione che verso il mondo del sacerdozio, si pu leggere nei messaggi e nei colloqui di Albino, con le sue voci interiori. Unattenzione, non dettata da effimere contingenze, quanto dalla necessit strutturale, che la Chiesa ritrovi il suo ruolo e il suo cammino, nella coscienza di ognuno di voi. Ed per questo, che la Chiesa non abbandona Albino; anzi, lo riceve con amore e misericordia, cerca di lenirne le piaghe e le pene damore a Dio, lo considera proprio figlio prediletto, e non come uno dei tanti ciarlatani che in un periodo di crisi spirituale, trovano vie alternative, che quasi mai pulite, di riaffermare una propria scandalosa vanit e un proprio smisurato orgoglio. Considerare Albino, come uno qualsiasi di voi; soltanto pi buono e pi

pervaso da una fede ardente, ma, a ben vedere, per niente eccezionale in anime semplici, pu servirci a riconoscere, prima di tutto, la parte buona che ognuno di voi ha con s, e poi a vedere come la fede pu aiutare a superare qualsiasi difficolt o avversa fortuna. (Ges di Nazareth 5.11.1997)

Figlio mio, figlio caro,oggi ti voglio raccontare un po di storia della tua vita e della tua famiglia. La tua famiglia, era formata da 7 persone, cio: il babbo Antonio, la mamma Restituta e 5 figli. Il babbo, tornato dalla guerra, spos la mamma Restituta. Passando dei mesi, aspettavano il figlio primogenito. Il babbo lavorava in una cartiera e la mamma lavorava nei campi. Mentre il mio caro figlio prediletto, era nel ventre della mamma Restituta e lei lavorava i campi, io la seguivo passo passo, perch sapevo che doveva nascere il mio figlio prediletto Albino di cui mi sono compiaciuto. Arrivata la tua nascita, cominciasti con le tue sofferenze fin da piccino, piccino. Andando in avanti, tu crescevi sotto gli occhi dei tuoi genitori, ma il Padre celeste ti seguiva passo passo; giorno dopo giorno, crescevi sotto gli occhi del babbo Antonio e la mamma Restituta. Poi arriv la sorella Tecla, ancora il fratello Gino, poi il fratello Michele, e poi la sorella Anna. La famiglia, come ripeto, era formata da 7 persone. Poi il babbo Antonio, con la sua giornata, non poteva sfamare tutta la sua famiglia, allora la mamma Restituta, si dava da fare, giorno dopo giorno, aiutando i contadini, senza avere una lira; si accontentava solo con un po di patate, di fagioli e farina, per sfamare la sua famiglia. Ero io, Dio lOnnipotente che guidavo passo passo, questa famiglia, e a te, piccolino, piccolino, ti mandavano gi ad imparare larte del calzolaio. Peccato che, malgrado la tua intelligenza, i tuoi genitori non potevano farti continuare le scuole. Da 6 anni a 15 anni, hai lavorato le scarpe. Compiuto i 15 anni, il tuo babbo si interess a farti entrare nella cartiera dove lavorava lui. In questa cartiera, lavorasti dai 15 ai 20 anni; Ma tu eri sempre guidato da me, Dio onnipotente. A 20 anni, ti hanno licenziato per il servizio militare che dovevi fare. Fosti destinato in Lombardia, in una citt chiamata Vigevano, nellartiglieria pesante. Ma mentre eravate in Piemonte, nella provincia di Torino, e facevate esercitazioni di guerra, scoppi la guerra Italia-Francia e siete stati chiamati subito, per partire verso il fronte occidentale. Allora, eri solo un ragazzo di 20 anni; arrivato al fronte occidentale, hai visto tanti ragazzi mal ridotti: a chi mancava una gamba, a chi un braccio, chi aveva la testa fasciata. In un primo momento, ti sei impressionato; ma poi, ti sei fatto coraggio e ti sei detto in te stesso: Albino, sei stato chiamato al servizio militare e devi difendere la tua Patria. Questa la voce che ti arrivata interiormente. Durante il combattimento, tanti tuoi fratelli, sono rimasti uccisi su quella montagna, ma il tuo buon Dio, ti guidava passo passo, perch sapeva nel futuro cosa ti aspettava. Terminata la guerra nel fronte occidentale, sei rientrato in caserma, ma sei andato verso linferno; ma tu, sempre coraggioso, e con una grande fede, dicevi sempre: Signore, sia fatta la tua volont! Eravamo nel mese di dicembre 1941. Terzo, quarto, quinto gruppo, destinato al fronte greco-albanese, dove tu appartenevi al quarto gruppo. Nel mese

di Dicembre, fino al mese di Aprile, non si avanzava di un metro ed i giovani continuavano a morire. Poveri ragazzi! E tu dicevi sempre: Oh mio Signore, toccher anche a me; sia fatta la tua volont, o mio Signore! Ma tu eri sempre coraggioso sul campo di battaglia. Eravamo nel mese di aprile, durante la Pasqua. Dopo tanto freddo e bufere di neve, avete sfondato il fronte, dove siete stati portati in una grande citt chiamata Patrasso. In questa citt di Patrasso, siete stati solo 15 giorni, e poi via per lisola di Creta. Come ripeto, il buon Dio ti guidava passo passo;, ti ho mandato tante prove e tante le hai superate. In questisola di Creta, cera solo un presidio, non cera la guerra. In questisola, sei stato per ben 48 mesi; e lultimo anno, hai sofferto tanto figlio mio! Eri diventato soltanto uno scheletro, ma non pregavi mai la morte. Dicevi sempre: Signore, sia fatta la tua volont!Ma un giorno, pensasti di scrivere ai tuoi genitori e ai genitori della tua fidanzata Lidia, affinch ti fosse consentito ritornare in Italia, per sposarti, pensando sempre che durante questo mese di licenza, ci fosse un capovolgimento in questisola di Creta. Il tuo reparto, faceva la posta militare 121; ma un bel giorno, un tuo paesano carabiniere, ti invit in caserma per una cena. Quella sera, il tuo Dio, ha illuminato lo Spirito Santo, affinch tu tornassi in Italia. Il buon maresciallo, ti fece la domanda per entrare nei carabinieri, ma che tu non volevi accettare. Questo maresciallo napoletano, stato illuminato dallo Spirito Santo, e ti disse queste parole: Albino, noi ci possiamo considerare fratelli e paesani, perch siamo a 4000 chilometri lontani da casa. Io sono di Napoli e tu sei di Frosinone. Ascolta le mie parole! Io ti faccio questa domanda e ti assicuro che vedrai la tua famiglia. Ringraziasti questo maresciallo e lo ringrazi sempre da parte mia. Poi, hai trovato tante difficolt nel tuo ritorno, perch cerano i partigiani e i croati che disturbavano il vostro ritorno. Ma io, Dio Onnipotente, il mio figlio Ges, la mia serva Maria, ed anche san Michele, eravamo tutti alla tua difesa, affinch tu mettessi piede in Italia. Ritornasti a Roma dopo 48 mesi e l arrivarono in caserma, il tuo babbo Antonio, la tua mamma Restituta e la tua fidanzata Lidia. Fu una mezza giornata di gioia. Ma passarono pochi giorni, ed il babbo Antonio, prese un tumore alla gola e fu ricoverato al Regina Elena. Ma io, Dio lOnnipotente, illuminai subito lo Spirito Santo affinch tu potessi visitare, giorno dopo giorno, tuo padre in ospedale. Infatti, dopo due giorni, fu un brigadiere che ti disse di fare lattendente a un sottotenente. Tu accettasti, e questo brigadiere ti disse: Tu sei dispensato da tutti i servizi; hai il permesso dalle 6 la mattina, fino alla mezzanotte. Fosti mandato con un permesso di 5 giorni a casa, come premio di aver fatto 4 anni in quellIsola. Fosti premiato, ma rientrato a Roma, fosti destinato a Cagliari, in Sardegna. Ma il tuo buon Dio, disse di no. Durante la tua permanenza in Albania e Grecia, avevi sofferto tanto di malaria, ma era tanto tempo che

non ti tornava pi questa febbre. Ma, siccome allindomani dovevi partire per la Sardegna e tu ti trovavi ancora a Roma, ti mandarono al Buon Pastore per un accertamento. Quando eri entrato in questo ospedale , stavi benissimo, ma dopo di unora, avevi la febbre a 41. Il mattino successivo, mentre il capitano, passava la visita, ti dissero che ti avrebbero mandato, a Spoleto; tu dicesti, sempre per mia Volont: Signor capitano, perch non mi mandi al mio paese Arpino, dove ce il convalescenziario e dove ci sono i malati di malaria? Ero io, Dio lOnnipotente, che illuminava lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo, illuminava questo capitano. Il capitano accett e disse: Domani, puoi partire per Arpino! L, rimanesti per 60 giorni. Terminata la guerra, ti dimisero dallospedale e ti mandarono a casa. Dopo poco tempo, ti sposasti con Lidia che ti dette due figlie: Pia e Santina. Queste due bimbe, crescevano sotto i vostri occhi, ma, arrivate signorinelle, avete conosciuto una certa Filomena Carnevale. Per precisare: Maria Pia e Santina, sono state con lei 15 giorni. Ma un bel giorno, mentre stava sorgendo la primavera, il Sacro Cuore di Ges, trasmise a Filomena Carnevale, che nel futuro, tu dovevi diventare come lei. E passando gli anni, questo si avver! (17.7.1996) LA GUARIGIONE DI ALBINO NEL 1950 In quellanno 1950, ormai la tua vita era perduta; ma io Ges, ho fatto scendere lo Spirito Santo, ad illuminare lo zio Giacomo a portarti a san Giovanni Rotondo, da mio figlio cappuccino, padre Pio. arrivati a san Giovanni Rotondo, lo zio Giacomo, ti port dal cappuccino padre Pio e gli parl del tuo caso. Parla padre Pio: Io padre Pio, in quel momento, gli feci limposizione delle mani e invocai leterno Padre, Ges e Maria, affinch questuomo fosse guarito. Caro uagghione e fratello mio, se ben ricordi, dissi delle parole al tuo zio, dopo aver fatto limposizione delle mani e terminate le mie preghiere, esse furono: Caro Giacomo, questuomo, fa parte gi dellaldil. E un uomo solo visibile sulla terra: ma domani diventer un grande personaggio e tutto il mondo parler di quest uomo, ma tanto deve soffrire! (12.11.1996)

ALBINO, UN CONQUISTATORE DI ANIME Albino Reale, veggente mondiale della Valle del Liri un uomo umile, ed un veggente conosciuto e amato in tutto il mondo e non solo dai cristiani. Sono passati 11 anni e la fama della sua personalit caratteristica, non solo non si sbiadita, ma ha conquistato toni di pi intenso colore e pi splendida luce. Albino, nel pur fantasmagorico panorama di nobili figure di veggenti, brilla come una stella di prima grandezza. Albino si incastona come una gemma preziosa tra i lampi di fulgore di innumerevoli altre gemme; eppure unico nella sua specialit di uomo moderno, che si sente integrato al massimo nella natura animata e inanimata. La prorompente lode al Creatore, con tutte le sue creature, la logica conseguenza del suo atteggiamento profondamente naturale, cristiano, eppure cos originale nellespressione nuova che Albino ha saputo darle. Quando tutte le creature saranno accordate in armonia, sboccer naturale e spontanea la lode al Creatore, nella ritrovata pace terrena, universale e cosmica. Ecco, lho detto! Albino, prima ancora che ricevesse il dono, stato sempre luomo della pace. E luomo che vive nella pace, esprime la pace nella sua vita, fa lelogio della pace con le parole, con il suo soffrire nel silenzio, con lumilt, con lumanit santificata nellamore a Dio, che sparso e vivente e palpitante in tutte le sue creature della terra, dei cieli, del cosmo immenso. Tra gli episodi della vita di Albino, tutti originali e caratteristici, ve ne uno eccezionale: quello della sua visita in bilocazione. Ed ecco la santa follia di un uomo unico come Albino. Davanti a questuomo, piccolo, gigante, povero e sublime, non inchina il capo il superbo sultano, ma piega il suo spirito, rendendo lomaggio della sua stima e della sua considerazione. E Albino torna sano e salvo da ogni suo pellegrinaggio, tra la meraviglia generale. Non torna vinto e umiliato, ma torna convinto di aver deposto un seme di bene e di pace, nel cuore del nemico ammaliato e conquistato. Sono passati 11 anni; il solco lasciato da Albino non stato riempito e cancellato dalla polvere di tutti questi anni. In questo solco, tracciato attraverso le vie del mondo, durante i suoi pellegrinaggi, ancora affondano i poveri sandali da pellegrino, i suoi seguaci, e tanti uomini di buona volont. La storia di Albino piena del canto soave, che si sprigiona dalle parole e dalle opere di pace, nato nel solco di Albino di Isola del Liri. Un episodio fra i tanti, uno dei pi toccanti, perch sullo stile della visita che riceve giorno dopo giorno, da ogni parte del mondo: prima che esplodesse la nefasta guerra del Golfo persico, gli fu annunciata in un messaggio. Ebbene figli miei tutti, ve ne supplico! Ascoltate i messaggi che vengono dal cielo e metteteli in pratica. Parla Albino: Gli insegnamenti di Ges, non ci permettono di passare la vita camminando in punta di piedi. Infatti, il mondo deve capire che io amo il Padre e che faccio esattamente come mi ha comandato.

Il mondo deve capire! Ma come capir, se i cristiani camminano in punta di piedi? Cio, si tirano indietro, si nascondono, si mimetizzano? Insomma, se non danno esempio buono, deciso e ben visibile? Non per niente, Ges ha detto: Gli uomini vedano le vostre opere buone e glorificano il Padre vostro che nei cieli. (15.11.1996)

IL PRIMO INCONTRO CON IL SIGNORE E MARIA. Figli miei, nella vita di questuomo, Dio si manifesta con fatti e parole intimamente connessi, che interpretati alla luce della fede, fa percepire il suo passaggio. Quando inizia una storia di salvezza, la luce molto forte, e anche se passa il tempo, non diminuisce il suo splendore che segna il cammino, specie nei momenti bui; come la fiamma del roveto ardente, che brilla ma non si consuma. Per Albino ormai, da 13 anni questo segno e diventato una cosa grande. Uomo semplice e umile come una goccia di rugiada in un mattino di primavera in cui si rispecchia la bellezza del cielo. Guardate come grande questo dono, sempre di dare desiderio e gloria al Signore e alle sue opere. Albino ha vinto ogni resistenza. ripensando alla storia di questuomo con il Signore, ha dato sempre pi amore a Ges. Lincontro con questanima prediletta, avvenne in una notte di primavera; fu il pi bel mese; il mese consacrato alla mia cara Mamma. Quella notte, il nostro figlioletto Albino, non dormiva, ma incominciavano i nostri colloqui damore. Albino apr gli occhi e ci accolse con un grande sorriso, ma anche un po sorpreso della nostra presenza, quando entrammo nella sua camera.

Era bella la tua infanzia, quando crescevi giorno dopo giorno, davanti agli occhi dei tuoi genitori, Restituta e Antonio. Io ti guardavo e ti plasmavo; eri molto intelligente, ma non hai potuto frequentare la scuola perch i tuoi genitori non avevano la possibilit; e chiss se un domani potevi essere un sacerdote, o un vescovo, o un cardinale, o un papa! Ma io, lonnipotente Dio, ho voluto farti conoscere tutte le sofferenze, fin da quando eri piccolino, piccolino. Arrivato alla tua prima giovinezza, hai avuto un posto di lavoro; ma tu soffrivi sempre e pensavi sempre allaldil. Arrivati ai tuoi 20 anni, fosti chiamato al servizio militare; e sei stato sempre coraggioso. Scoppi la seconda guerra mondiale al fronte occidentale in Francia e davanti ai tuoi occhi, morirono tanti tuoi commilitoni, tanti tuoi fratelli; e tu dicevi: O mio Signore, io aspetto che tu vieni; sono sempre pronto a servire la patria. Ma il Signore ti premi, perch tu avevi tanta fede; pregavi giorno dopo giorno. Peccato che l non cerano messe, non cerano sacerdoti, per colpa di quella maledetta guerra! Quando fu terminata, ti riportarono in caserma; si avvicinava linverno, e per farti soffrire di pi, fosti portato sul fronte greco-albanese, dal dicembre allaprile. In quelle alte montagne, soffristi tanto freddo, ma il tuo buon Dio era sempre vicino a te, perch sapeva che tu, un domani, dovevi essere chiamato a questa missione mondiale. Terminato il fronte greco-albanese, fosti portato allisola di Creta per ben 48 mesi. Nello scadere del quarto anno, insieme a tutti i tuoi commilitoni, vi siete nutriti solo di carrube. Allora, tu figlio mio, avevi solo 22 anni; i tuoi 85 chili, scesero a 35. Tu vedi quanto hai sofferto? Ma il tuo buon Dio, dopo di 48 mesi, in quelle terre lontane, ti ha riportato alla tua patria sano e salvo. Ma questo stato solo per la tua grande fede. Tornato a casa, ti sei formato una famiglia, ma eri molto esaurito, quasi da impazzire. Ecco, in questo momento, arrivato padre Pio in mezzo a noi e faccio parlare lui. Fratello mio, tu sei il mio successore! Ricordo bene, in quel settembre del 1950, quando tuo zio Giacomo ti port da me, parlandomi delle tue atroci sofferenze. Se ben ricordi, ti ho fatto limposizione delle mani e pregavo Ges, Maria e lOnnipotente, affinch ti guarissero da questo male. Allora eri molto giovane; e avevi una famiglia da portare avanti. Terminate le mie preghiere, se ben ricordi, io dissi allo zio Giacomo che io, sulla tua persona, vedevo qualche cosa di grande, qualcosa dellaldil! Infatti, dopo poco tempo, sei guarito da questo male; ed ora il tuo fratello padre Pio, sempre insieme a te in ogni bilocazione. Quando siamo stati per ben tre mesi a Washington, che era il punto di riferimento per poi girare tutte le nazioni del mondo, tu, trovandoti a New York, hai fatto come San Tommaso; sei voluto andare a Washington per vedere se esisteva quella chiesa; e se ben ricordi, prima di entrarvici (eravate 13 persone), tutte le campane di Washington suonavano a festa, ma nessuno di questi americani, si rendeva conto di quanto

stava accadendo. Siete entrati nella chiesa e subito hai riconosciuto dove pregavamo io, tu e i tre Arcangeli e tante volte con la nostra vergine Maria e con Ges, il nostro Ges! Parla lOnnipotente Dio: Figlio mio dolcissimo Albino, tante persone che ti sono vicine, ancora non hanno capito nulla di questo grande mistero. (13.3.1997) LA POVERTA DI ALBINO DELLA CROCE Sembra un controsenso, parlare di povert nella vita di un uomo, che per le sue capacit, la sua intelligenza, ingegno, la fama e la posizione sociale, avrebbe potuto avere tutti i beni materiali che poteva desiderare. Eppure cos: Albino era povero! Lo affermano tutti coloro che lo hanno conosciuto, citando particolari di questa povert; era un semplice operaio, ed ha lavorato per ben 44 anni in una cartiera. Non solo non era attaccato al denaro, e come pure tuttora, ma continua a dare ai poveri quel poco che ha: amare e donare amore a chi non lo conosce, a chi lo chiede, a chi non lo possiede, a chi non lo ha ricevuto in dono, a chi non sa domandarlo, a chi non sa cosa sia, a chi non conosce il suo potere, a chi si crede indegno di riaverlo ancora per essergli stato infedele. E solo luomo che giudica luomo; amore perdono per tutti e per tutte le colpe delluomo. Al mio caro Albino gli faccio le mie pi care congratulazioni per dimostrargli tutto il bene che gli voglio, con riconoscenza e per dargli il coraggio e la forza necessaria per continuare a portare.. . il mio Cuore nel mondo... (19.8. 1997)

IL PROGRAMMA Figlio mio Albino della Croce, questo stato sempre il tuo desiderio: di amare Dio ed il prossimo. Io lo so, perch era questo il mio desiderio: di amarti e di cullarti; io lho suscitato in te. Ora tu mi conosci per quel tanto che hai voluto e saputo cercarmi, nel cuore di tutti gli uomini che hai avvicinati. Ora ti far conoscere in me il programma che avevo stabilito. E un programma di conquiste vittoriose. Albino, non ti devi affannare a cercare niente; io ti dar tutto quello che ti servir! Ti dar, ogni giorno, ogni mattino, qualche cosa di nuovo; ti far vedere quello che non avevi ancora visto; ti far conoscere ci che ancora non conoscevi. Non devi mai chiedermi perch lo faccio! Devi solo credere che cos era stato stabilito da me. Ora prematuro, ma un giorno saprai anche il perch! La tua vita, deve svolgersi cos, come quella di tanti altri uomini. La differenza in te, sar la presenza costante di me. Quello che farai, sar io a volerlo; nulla verr a caso, tutto preparato da me. Non permetter a nessuno di giudicare quello che farai. Gi venuto il momento di parlare chiaro, con autorit! E necessario che io ti renda autorevole. Rendendoti autorevole, ti potrai meglio far conoscere. Farai conoscere il mio programma, per la tua autorit. Io sapr rendere autorevole la tua parola. Lautorit, ti data per avere amato coloro che io ti inviai, malati, per la non conoscenza di me. E questo che io volevo da te; questo che vorrei da tutti; specie da quelli che dicono di essere al mio servizio. Ma io, non servo coloro che vogliono essere serviti con la finzione di servire me. In realt, questi uomini mi vorrebbero al loro servizio, perch sanno quanto io sia potente. Essi sanno che tutto nelle mie mani e allora si inchinano a me. Il loro inchinarsi, riconoscere la mia onnipotenza; la mia presenza. Ma questo inchinarsi a me, in questa maniera non quello che io voglio. Preferisco coloro che non si inchinano davanti a me, solo perch non sanno quanto io posso. Questi sono meno responsabili. Da costoro, potrei ottenere molto, se mi facessi conoscere. Chi si inchina a me, chi mi supplica, chi mi prega, non sempre colui che mi ama. Pi spesso, colui che vuole fare inchinare me ai suoi voleri egoistici; cos avviene anche a voi che mi amate. Quelli sanno e sentono che per amore vostro, non so dire di no; perci spesso chiedono a voi quello che non ottennero da me, perch era ingiustizia e non lo meritavano. Ecco perch a volte vi accade di essere delusi da chi a voi ricorre con apparente amore. Questi che io ho esaudito, solo per amore vostro, credono di essere riusciti ad ingannarvi; si sbagliano! Tentarono si di ingannare voi, per via di me, ma io gi conoscevo i loro programmi ed ho previsto tutto! Quello che ho loro concesso, stato per ingannarli

verso di voi che li avete amato; a voi appartiene tutto quello che hanno ricevuto da me, senza merito, e solo per le vostre suppliche a me. (29.8.1997)

AMORE ALLA PREGHIERA. Si pu affermare senza paura di sbagliare, che Albino della Croce prega sempre; in continua preghiera. Il suo contatto con il Signore, con la Mamma celeste, costante, ininterrotto. specialmente quando sta fuori casa, lo si vede spesso, anche se fisicamente presente, estraniato da tutto e da tutti. Anche quando viaggia in macchina, questo il suo atteggiamento. Le labbra si muovono in un colloquio orante, viene subito la sua esortazione, e subito dice il rosario alla Madonna. A volte, rimprovera le persone che parlano troppo invece di pregare; non si dedicano molto alla preghiera. Molto spesso, si domanda come fanno certe persone a vivere senza pregare, senza pensare al Padre e alla Mamma celeste; la loro vita, deve essere veramente molto triste. Albino della croce, vive la vera vita cristiana. Nel suo lungo soffrire, spesso sento ripetere: Signore, dammi sempre pi sofferenze! Quando vanno da lui per lamentarsi delle croci della vita, dice spesso: Tutto passa, che cos mai un anno o due di sofferenza, oppure lintera vita, nel confronto alleternit? Meglio soffrire un poco qui, e poi godere insieme a Ges e alla Mamma celeste in Paradiso. Quanto contento, quando ritorna in s dopo le estasi e racconta di aver visto Ges e la Madonna; I suoi occhi, hanno uno splendore veramente di cielo. Tutto linsieme del suo volto, cos luminoso, fa intravedere la visione che ha goduto; poi, se notate la sua voce argentina, veramente angelica, intona: Andr in cielo a vederla un d; e la sua voce si fa sempre pi commovente da fargli uscire dei lacrimoni agli occhi. Altre volte, pur sempre immerso in un mare di sofferenza, di notte, seduto in mezzo al letto, esclama sbattendo e fregandosi le mani in un sorriso celestiale: Che bello, che bello; il Paradiso ci aspetta; staremo sempre con la Mamma celeste. Parla albino: La Madonna ha detto che ci vuole vicini a s. Quando verr questo bel giorno? Altre volte, diceva tutto contento: la Madonna ha detto che verr presto a prendermi; come sono felice! Si dichiara disposto, pronto a tutte le sofferenze non solo per poter meritare il Paradiso per s, ma per tutti gli uomini che, nellunico sacrificio redentore di Cristo Ges in croce, riteneva suoi fratelli. Se vogliamo dare una spiegazione alla vita di Albino, se c un perch della sua offerta per la salvezza delle anime, lunica risposta che possiamo darci, questa: solo lamore per il Signore ha potuto fare tutto ci! Ges ha messo nel Vangelo, come termine di paragone dellamore, le seguenti espressioni: Chi mi ama, osserva i miei comandamenti; chi mi ama, ama colui che mi ha mandato. Io ed il Padre, siamo una cosa sola. Albino, ha centrato in pieno questa verit. E stato uno di quelle anime che, scarsa di erudizione e di insegnamento, andato diritto, diritto al sodo. Non si soffermato alla teoria, lui ha praticato, ha vissuto

in pieno attimo per attimo della sua vita, lamore verso Dio. Dire che Albino sia un santo nato, quanto di pi errato si possa dire. Una caratteristica che render accettabile agli uomini del nostro secolo, il messaggio di Albino proprio questa: il fatto che Albino sente il peso della sofferenza, avverte di essere sotto il torchio per lamore che porta al Signore, e deve subire le prove di continuo, prove di fuoco, come si cola loro, e non solo per questo. Ges chiarisce come va conciliato un edificio materiale con unopera spirituale: I primi adoratori, secondo il mio nuovo messaggio, saranno gli abitanti di quella fortunata dimora. (3 9. 1997) IL SIGNORE MI INVITA A RICORDARE LA MIA INFANZIA. Parole della mamma Restituta: Se sei buono, quando sarai pi grande, ti mander dal santo profeta. Queste parole, spesso ritornano e rivivono nel ricordo della mamma. Io non capivo nulla, ma quel santo profeta, era padre Pio che a me, primo figlio, la mamma insegnava a conoscere per riconoscere e amare nel profeta, linviato di Dio. I racconti meravigliosi dei prodigi e della bont di padre Pio, per quelle amate parole, quando abbiamo i nostri colloqui e bilocazioni di amore, i colloqui suscitano interessi di conoscere padre Pio anche dopo la sua morte, spiritualmente; quel padre Pio, che nel mese di settembre 1950, a San Giovanni Rotondo, facendomi limposizione delle mani, per volont del Signore, mi guar da un forte esaurimento nervoso, dovuto alle grandi sofferenze, dopo aver partecipato a due fronti, e per aver sofferto tanto freddo e tanta fame. Il buon Dio, dopo circa 6 anni di vita militare, volle che tornassi alla mia patria, per poi assegnarmi unimportante missione, che tuttora sto portando avanti. Il buon Dio ci manda tante benedizioni giorno dopo giorno. Linteresse di conoscere padre Pio spiritualmente, era perch abbiamo fatto poi, lunghi viaggi in bilocazione. La conoscenza spirituale per padre Pio si accrebbe insieme al desiderio di far presto a diventare grande. Io Albino, sono nato ad arpino il 4 marzo 1920! Pap Antonio lavorava in una cartiera, e mamma Restituta aiutava i contadini lavorando i campi, perch eravamo 5 figli e per pap Antonio e mamma Restituta, stato molto duro a portarci avanti, perch i tempi di allora non erano i tempi di oggi. Mio padre, instancabile nel lavoro, a causa di questo, viveva lambiente meno propizio a coltivare ed a crescere la conoscenza dei problemi dello spirito. Alla vita dello spirito di Dio, dava alimento continuo alla fede, e lamore di mia madre. Del caro pap, molti ricordano e ricorderanno le eccezionali prove di amore al prossimo, in estrema umilt. I doni di Dio, in mio padre, per la buona fede nella sua natura, lo portarono ad eccessi di fiducia

nelluomo, quindi di generosit verso persone che non in buona fede, ne approfittarono. Il comandamento di Dio ama il prossimo tuo come te stesso, nel grande cuore di pap, fin per essere amore al prossimo pi che a s stesso. Per questa ragione, negli anni precedenti e immediatamente successivi alla mia nascita, i miei genitori si trovarono in gravissime difficolt. Dovettero ricominciare dal niente o quasi, dopo avere speso una vita di lavoro pesantissimo e con ben 5 figli cui provvedere. La divina provvidenza, sempre amata ed invocata dalla fede incrollabile dello spirito di mia madre, non tard a tendere la sua mano, il suo consiglio, il consiglio dello Spirito Santo che gli apr la strada di un difficile cammino, dandogli una prova. Ma tutto superarono! (26.9.1997) E stata una lunga notte di colloquio con lamatissimo padre Pio, che mi ha insegnato tante altre belle cose. Voglio concludere come avvenne la mia guarigione da un forte esaurimento nervoso, dovuto alle grandi sofferenze, subite durante i 6 anni di vita militare, dovute alla mancanza di cibo ecc. ecc. Nel 1950, mio zio Giacomo, mi port a San Giovanni Rotondo, e precisamente nel mese di settembre. Giunti a San Giovanni Rotondo, mio zio si fece annunciare da un cappuccino. Infatti, poco dopo, padre Pio usc in un corridoio dove lo attendavamo. Ci trovavamo nel corridoio del convento, alle cui pareti vi erano appese numerose stampe. Padre Pio usc dalla cella e venne verso di noi; lo zio Giacomo gli parl del caso mio, e mentre mi faceva l imposizione delle mani sulla testa, disse queste parole: Giacomo, in quest uomo vedo qualcosa dell Aldil. Io, in quel momento, non capii il significato, ma ebbi la possibilit di ricevere parole di conforto per il mio grande dolore, nel quale egli si rese partecipe. Gli occhi di padre Pio, tanto pieni di amore per tutti gli uomini, in quel momento non seppero placare il dolore del mio cuore. Riuscii a dire soltanto queste parole: la mamma le vuole tanto bene, padre Pio; ha fede, e sembra che la conosca intimamente, nonostante non avesse mai parlato con lei. Padre Pio camminava lentamente nel corridoio, per dirigersi al coro della vecchia chiesetta. Alle mie parole, sembrava non voler rispondere, mi guardava fisso con i suoi occhi grandi, pieni di bont e di amore. Si ferm improvvisamente, alz la mano, e col dito, mi indic una delle stampe, appese alle pareti, come se la vedesse per la prima volta. Lesse quanto era scritto ed io pure lessi insieme a lui. Stava scritto: La comunione dei santi. La sapienza di Dio, in padre Pio, trov una maniera inconsueta per spiegare un mistero, che fin dall infanzia, per i racconti della mamma, aveva suscitato in me di conoscere. Per quel mistero rivelato, ebbi maggior conoscenza delluomo, che di quel mistero doveva far parte per la conoscenza di molti divini segreti. Padre Pio mi aiut ad alleviare la mia sofferenza,

attraverso la maggior conoscenza dello zio Giacomo. In quella risposta, mi fu detto lamore di Dio per lanima della mamma, e che padre Pio mi dimostr di avere al pari di me, la promessa fattami, fin dall infanzia, dall amore di Dio, per lanima della mamma, fu promessa data da Dio alla mamma, per essere mantenuta dallo spirito suo, nelle parole di padre Pio. Il volere di amore, del verbo accolto, riconosciuto, amato dalla madre, promesso dal verbo di amore che si dona per essere mantenuto alla fedelt del verbo di amore, delle sue promesse. La fedelt della mia mamma, a volere accogliere, mettere in pratica i consigli del divino Spirito, per le parole del fedele sacerdote di Dio, padre Pio, si fece promessa di fedelt, da parte di padre Pio, nel volere essermi amoroso padre spirituale per insegnarmi a conoscere lo spirito di Dio, ad insegnarmi a rigettare, nelluomo, lo spirito, che di Dio non . Gli uomini tutti, che lumile bont di mio padre, seppe amare, senza avere imparato a conoscere lo spirito che animava molti di quelli che volevano portarlo sullorlo della rovina materiale, fu lintervento dello spirito di amore di padre Pio, che salv, con i consigli dati, la famiglia dalla miseria. E stata una notte piena di amore, insieme a padre Pio, che mi consiglia di andare avanti con questa missione senza paura. Padre Pio ci benedice. Amen. (26.9.1997)

Figli miei tutti, c unanima santa che ha conquistato con la sua spiritualit, milioni di anime a Dio. Non una di quelle anime che ha fatto acerbe penitenze; ha avuto rapimenti di estasi, bilocazioni, visioni. E una dolce creatura che ha capito lessenziale; cio che Dio amore e trasportata da un potente sentimento di amore, denso di gratitudine, di ferma volont, del dono totale di s, si votata allinfinito amore. Albino Reale, veggente mondiale della Valle del Liri, che appena adolescente, affront i rigori spirituali con una santa audacia, che solo le anime veramente umili possono avere, perch pienamente fiduciosa nellonnipotente amore di Dio. Come un perfetto ricamo fu la sua vita, per cui, attimo dopo attimo, seppe offrire ogni sua azione nel sacrificio e nellamore, dando il suo tributo allEterno Padre, datore di ogni bene. Quel suo non lasciar inutilmente nessuna occasione di offrire qualcosa di bello al Signore, quel guardarsi continuamente da conferire a s stesso dei meriti, ha fatto di Albino Reale, un uomo molto amato e seguito, perch la sua piccola via alla santit, un programma accessibile a tutti. Lui aveva capito linvito di Ges e di Maria, ad essere come i bambini, perch di essi il regno dei cieli. E consapevole di non essere unanima capace di tante cose, accett pienamente i suoi limiti con umilt

grande e percorse fedelmente i suoi giorni fino ad oggi con grande coraggio e fino ai suoi giorni spirituali, del distacco da consolazioni umane e del totale, fiducioso abbandono alla volont di Dio Padre; via, che lui chiam con saggio intuito: La piccola via alla santit. Egli ha saputo meravigliosamente realizzare, nella sua vita, la spiritualit che troviamo in questuomo eccezionale, come testimoniano tanti miei figli. Entriamo nei segreti di questanima, leggenda dei suoi brani, delle sue parole e dei suoi scritti, che sono un vero tesoro di sapienza angelica. Dice Albino: Il Signore mi invita a parlare ancora sulla mia vita. La mia vita fatta tutta di confidenza e damore. Scrivo e non capisco le anime che hanno paura di un cos tenero amico. Qualche volta, quando leggo certi tratti spirituali nei quali la perfezione viene presentata attraverso tante intricate difficolt, circondato da una folla di illusioni, il mio povero piccolo spirito, non tarda a stancarsi. In questo scritto, tutto mi diventa luminoso; una sola parola e si schiudono, alla mia anima, orizzonti infiniti, e la perfezione mi sembra facile. Vedo che basta riconoscere il proprio nulla e abbandonarsi come un bambino nelle braccia del buon Dio. A volte io mi paragono ad un piccolo fiore, altre volte ad un uccello, traendoli dalla natura che tanto amo. A volte io mi considero come un uccellino debole, coperto di un po di piuma lieve. Non sono unaquila; ho dellaquila soltanto gli occhi ed il cuore, perch, nonostante la mia estrema piccolezza, oso fissare il sole divino, il sole dellamore e il mio cuore prova tutte le aspirazioni dellaquila. Luccellino vorrebbe volare verso quel sole che affascina gli occhi, vorrebbe imitare le aquile, sue sorelle, che vede elevarsi fino alla divina dimora della Santissima Trinit. Ahim! Tutto quello che pu fare, sollevare le alucce, ma volare via, questo non nelle sue possibilit. Che ne sar di lui? Morir di dolore, vedendosi cos impotente? No! Luccellino non se ne affligger nemmeno. Con un abbandono audace, vuol fissare ancora il suo sole divino; niente gli fa paura; n vento, n pioggia, e se le nuvole pesanti nascondono lastro damore, luccellino non cambia posto; sa che aldil delle nubi, c il sole che sempre splende, che la sua luce non si offuscher nemmeno per un attimo. Come risalta meravigliosa, in queste righe, la fiducia della bont infinita di Dio! Ed ecco come mi esprimo nel momento della prova. (20.10.1997)

IL CAVALIERE INTREPIDO DI CRISTO! Tutto gi stato scritto su Albino: ambiente, vita, opere, carattere. Qui accenneremo soltanto quello che lo riguarda nella lotta incessante, per affermare le sue azioni nel mondo. Albino, non certo di coloro che si appagano solo di pie pratiche, ma neppure indulge sulle sue scritture dei messaggi, pi di quanto non basti per raccoglierne le direttive essenziali, da cui trasse la sua perfetta letizia; perviene a questa, per la sua esemplare Imitazione di Cristo. I tre libri che deve consegnare il mese di Aprile 1998 ad un sacerdote, segreto venuto dallAlto. Albino ancora il pi fedele discepolo di Cristo: luomo di Dio. E il solo vincitore del demonio. E anche Albino nacque in una casa povera, dopo che la mamma Restituta, affranta dalle doglie, vera discesa su consiglio pellegrino, e che poi riapparve ad abbracciare il bimbo al suo battesimo, col nome di Albino. Questo piacque tanto al padre Antonio, a cui il buon Dio aveva dato la fede, il guadagno alla moglie. Il bambinello Albino, cresceva nel clima, reso pi libero dalla cacciata dei feudatari, ma gi represso con la conquista della citt di Isola del Liri, per opera del suo operato cristiano. Egli obbedisce, subendo umiliazioni dai concittadini. Parla Albino: Alto e glorioso Dio, illumina il cuor mio; dammi una fede retta, speranza certa e carit perfetta. Fa che io compia la tua volont e con sempre questa risposta. Va Albino, ripara la mia missione. Dio lo sta ancora formando, ed egli supera anche questaltra prova di umilt, non considerandosi un grande ricostruttore di civilt, ma ingenuamente, correndo dietro agli uomini, anche spiritualmente, maggiormente ai giovani che ha tanto a cuore. Dice Ges: Albino, comincia a guardare tutti gli apostoli, con grande umilt e severit, perch questo un apostolato mondiale. Parla Albino: Il Signore mi parla dicendomi come bisogna comportarsi nella societ. Che cos lumilt? E calarsi nella verit, riconoscendoci creature che tutto hanno ricevuto da Dio Creatore; che tutto dobbiamo a Lui, a Lui solo, datore della vita e di ogni bene. La legge di Dio, di conseguenza, diviene il nostro manuale di vita da consultare spesso, perch di tutto dovremo rendere conto, il giorno del giudizio. Il cielo e la terra passeranno dice il Signore, e non una sola virgola si pu cambiare di quanto egli ha disposto per noi. La persona umile, non si preoccupa tanto del giudizio delle persone, ma cerca di piacere in tutto al Signore; non solo per una doverosa sudditanza, ma per grato amore filiale. Nelle liete vicende della vita, come nelle avverse, colui che umile, vede sempre la permissione di Dio; in un certo senso, il suo divino Volere. Possiamo supporre, che lEterno Padre, sorrida di compiacenza, nellascoltare un suo figlio che dice: Padre, se hai permesso

questo dolore per me, senzaltro sar per ricavarne un bene pi grande.. .Si, giacch ogni nostra azione, anche la pi piccola, ha valore di eternit, ed soggetta a premio o castigo. Bisogna imparare a rinunciare a vedere le cose dal nostro punto di vista; secondo esperienze acquisite, pur sempre limitate ma secondo lottica di Dio, impegnarsi alla realizzazione del suo piano damore, per ciascuno di noi. Oggi, nella nostra epoca moderna, pi che mai, luomo si sente al centro del mondo, vuole affermare le proprie idee, la propria personalit, e mettere in mostra, il pi possibile, le proprie capacit, per conseguire onore, potere, ricchezza. Ma questo lo scopo della vita? E ora di fare un profondo esame di coscienza meditando la virt dellumilt, altrimenti rischiamo di fare un pietoso naufragio, e tutti i nostri sogni di valorizzare la vita al massimo, periranno miseramente. Tutti, religiosi e laici, siamo chiamati a testimoniare con la vita che Dio esiste e ci ama, e ogni nostra azione, deve essere diretta verso di Lui, in unadorazione vissuta. (22.10.1997)

Giovinezza, eri un ragazzo pieno di salute, di fede e di umilt; tu crescevi come tutti gli altri giovani, ma il Signore ti voleva nel mondo, in modo singolare e straordinario; apostolo del suo amore fra la gente, fra i bambini. La Madonna infatti ti disse: lamore tuo, non deve consistere in effetti, ma deve essere operoso; devi esercitarlo specialmente con i miei figli traviati e con i sacerdoti. Questa dunque la missione, che stai svolgendo, spesa totalmente al servizio degli altri. La tua personalit, luminosa e vivace, attira i cuori ad infiammare, in tal modo, nellamore di Dio; da lasciare sicuramente un segno del tuo profumo indelebile, ovunque passi. I fenomeni della tua misticit, lasciano a pensare tanta gente; molte e pi disparate visioni, locuzioni interiori, bilocazioni e perfino il dono dello scambio del cuore, operato dallo stesso bambino Ges. Albino infatti, unanima totalmente libera dagli eccessivi attaccamenti umani e ardente di amore per Dio; attira su di s grazie veramente eccezionali. Cos accadde, che una notte il Bambino Ges gli apparve e in un discorso che rimase nel segreto, in un discorso che potrebbe apparire incomprensibile a molti, gli parl dello scambio del cuore, dove per tale, intendeva in realt una grande effusione di amore per Dio nellanima. Ges Bambino, per rendere pi viva e penetrante per Albino tale azione veramente ingegnosa; Ges Bambino, che assecondava cos gli ardenti desideri di donazione, attuava in Lui il suo piano damore: farlo potente strumento di salvezza per i grandi peccatori. Il dono che caratterizza questanima mistica di Albino, il pi attinente alla sua missione, per quello straordinario della sua bilocazione, che gli permette di trovarsi con il corpo, contemporaneamente in due luoghi, Allorch il Signore lo invita misteriosamente a compiere la sua missione ovunque, girando il mondo intero, sia di giorno che di notte. Il Signore, a cui nulla impossibile, lo fa passare a porte chiuse, come se avesse gi un corpo glorificato, nei luoghi e nei momenti cruciali, quando urge la sua presenza, per salvare qualcuno o evitare che fosse commesso un peccato mortale. Albino pu chiedere il permesso di recarsi ovunque, in qualsiasi ora; ci che pare importante sottolineare che i doni concessi dal Signore, ad anime da lui prescelte, non sono mai fini a s stessi, o dati per adornare una persona particolarmente buona, ma tendono alla salvezza delle anime. E come tali, sono stati accolti con la massima umilt, gratitudine e trasporto alla volont di Dio. Straordinaria la bilocazione di Albino, maggiormente con San Michele, San Gabriele, San Raffaele e Padre Pio, con il punto di riferimento che fu Washington, per poi girare, per ben tre mesi, tutte le cattedrali del mondo. E tuttora, tante persone, nel vederlo, l presente misteriosamente nelle loro case, ne restano stupiti. E un uomo che soffre, ma soffre con amore verso il Signore. Ora siate benedetti da me

Ges. Amen. (29.10.1997)

. Nel Millenovecentottanta Albino la notte sentiva delle voci ma non capiva cosa significassero queste voci; il tutto inizia nel 1985 con la visione del sole, come il fenomeno di Fatima, altri segni premonitori lo preparavano alla sua missione. Niente di strano! Il profeta Giele annuncia Negli ultimi giorni, dice il Signore, Io effonder il mio spirito su ogni persona e i vostri figli e le vostre figlie profeteranno e i vostri giovani avranno visioni.., sogni. Di quello che accadeva ne parla la prima volta in confessione nel 1990. Fuori confessione parler delle locuzioni a S.Francesco dAssisi ad un altro sacerdote nel 1993 a Roma. Solo nel 1993 comincia a far vedere i messaggi al parroco suo padre spirituale Don Paolo Savona, fino a quando venuto a mancare nel 2001 avr da Ges stesso il suo sacerdote Don Domenico Ferri che lo affianca e lo guida come gli aveva detto cinque anni prima Ges. Una tappa fondamentale del suo cammino stata la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, il 19 Maggio 1991. La Mamma gli aveva detto: Albino della Croce, sono contenta della tua decisione di consacrarti al mio Cuore Immacolato. Ma prima ancora Ges gli aveva detto: Devi consacrarti alla Madonna, il Rosario ogni giorno e riflessioni su un brano della Bibbia. Tutto questo rimasto un segreto per Albino. La Mamma Santissima gli permette di iniziare il gruppo di preghiera Puoi continuare questo gruppo di preghiera in casa coi tuoi veri apostoli e veri amici, ma come vedo tanti ti hanno tradito. Il 18 Febbraio le sue locuzioni hanno inizio con Padre Pio (1993). Poi con San Leopoldo anche larcangelo S.Michele, San Gabriele, San Raffaele. Dopo una locuzione con Ges che laveva molto intimorito, sar la Mamma Santissima a condurlo e a formarlo per diverso tempo, poi ha ripreso a condurlo Ges. Passa ad essere Guardia dOnore e Ges: Questo mio desiderio: averti vittima del mio amore eucaristico. Poi ci sar la consacrazione del gruppo di preghiera alla Madonna e gli disse: Vi ho visti consacrarvi a Me, pensate che Io possa abbandonare i miei figli consacrati? Si tratta di una vera consacrazione alla casetta che ha scelto il Padre Celeste ad Isola del Liri. Alla fedelt al suo divino volere Ges risponde con altri doni. Dona ad Albino una preghiera di liberazione e gli fa dono della Benedizione e quindi lo fa il suo Angelo per mezzo di Maria Santissima e per ultimo lo consacra con lunzione per la sua missione di Profeta. Per compiere questo lavoro gli da lincarico: Mettete tutto in un libro.., sar un bel lavoro impegnativo

di ogni luce che pu illuminare e dare a tutti la Parola che viene dal Cielo. Sar un forte richiamo alle anime assetate di Luce Divina. E Chiesa? E garanzia? Lo strumento Albino ha vissuto seguendo le indicazioni e la formazione di Ges che spesso faceva passare attraverso i tanti sacerdoti che lui ha conosciuto. Poi, adempiendo alla sua promessa, Ges gli ha messo accanto il sacerdote da Lui stesso scelto: Don Domenico Ferri. Ges gli disse: In questi tempi tu hai bisogno di una guida spirituale, prega per averla, di sembrer di averlo sempre conosciuto. Allarrivo del sacerdote, tuo padre spirituale, tanto caro a Me, disse: Albino, io quando passavo qui avanti a casa tua mi nauseavo; io risposi: Perch ti nauseavi? Lui rispose Nel vedere tutta quella gente, perch io non ti credevo. Ma penso col passar del tempo come lui ed anche sua Eccellenza il Vescovo Luca Brandolini non rimettono le cose come prima acciocch tante anime si potrebbero convertire invece di tenere tutti questi messaggi archiviati! Albino, sei stato bravo Ti benedico e benedico anche mio figlio...! Si, lui che ti ho scelto e farete strada insieme al sacerdote Don Domenico; accetta questa mia richiesta e seguila, ne ho bisogno. Ges opera nelle Chiesa e usa come vuole i suoi sacerdoti. Dopo questo incontro con lui Dio mi ha dimostrato la verit del suo operare con questo strumento attraverso avvenimenti e profezie che mi riguardavano e che si sono puntualmente avverate, nonostante le libere volont delluomo che erano contrarie ha voluto darmi prove per la sua presenza e della sua potenza. (1/1O/2005)

Ed ora, io Ges, voglio fare un riepilogo sulla tua famiglia; cio Antonio e Restituta. Il tuo babbo Antonio, partecip in guerra, cio alla prima guerra mondiale. Ma terminata questa guerra, e tornato a casa, si spos con Restituta. Quando la tua mammina Restituta ti aveva nel suo ventre, il Padre celeste, io Ges e la mamma Maria, giorno e notte ti plasmavamo. Arrivato il giorno della tua nascita, la tua mamma Restituta, ti teneva sempre sul suo seno. Mentre crescevi sotto i loro occhi, tu crescevi anche sotto i nostri occhi, perch tutto era predestinato gi da quando eri nel ventre di tua madre. Giorno dopo giorno, mesi dopo mesi, anni dopo anni, tu crescevi sotto i loro occhi e sotto i nostri occhi. Ti rivediamo ancora; e per qualcuno che non lo sa, questa grande missione ti doveva essere affidata allet di 14 anni. Ma un giorno, il Padre celeste, disse: No, questuomo deve incominciare le sue sofferenze fin dalla sua giovent. Tu figlio, eri in combattimento, ma pregavi pregavi, pregavi sempre con la corona in mano; e ricordo sempre queste parole, quando cio mi dicevi: O mio Signore, quanti miei compagni morti, qui per terra! Quando arriva lora mia, ve ne supplico, o mio Signore, fate che non resti in mezzo a queste montagne piene di neve, come questi compagni morti, che si vedono con le scarpe fuori. Mi si stringeva il cuore, continua a dire Albino: ma io allora ero solo un ragazzo di 20 anni; non avevo mai una risposta dal cielo; dovevo solo soffrire e basta. Ma dentro di me, sentivo una pace interiore e sembrava che il Signore mi parlasse. Io ero sempre sereno. Ti ringrazio o mio Signore, ti ringrazio o Vergine Santa, ti ringrazio o Padre celeste, di avermi salvato da quel terribile fuoco! Terminata la guerra, per me era molto difficile rientrare in Italia; Ma tu,o mio Signore, mi apristi la strada su come dovevo fare. Grazie al cielo, dopo aver fatto tanti giorni di treno, rientrai nella mia patria. Io, di questa missione ne ero alloscuro. Ma dopo anni di sacrifici, di fame, di freddo, il buon Dio mi riport nella mia terra, mi fece formare una famiglia. Mia moglie Lidia, mi diede 2 figlie: Pia e Santina; e da allora il mio cuore si spezzava per te, o mio Signore, ripensando a tutte le sofferenze ed i sacrifici passati. Non credevo a me stesso di trovarmi nella mia terra. Passando del tempo, o mio Ges, o Vergine Santa, perdonatemi, perdonatemi ancora se nella prima apparizione vi ho detto, per 3 volte, un seco:no! Ma questo non era perch io non volevo accettare questa pesante missione, ma perch pensavo che non ce lavrei fatta a sopportare gli atroci dolori, e maggiormente per 4 volte la crocifissione. Ma con grande amore, accettai questa pesante missione e, sempre con grande amore, la sto portando avanti. Vi ringrazio ancora, o mio Signore, o Vergine Maria! Dice Ges: Figlio mio prediletto Albino della croce, in questi lunghi anni, hai sofferto tanto, e tanti figli hai riportato allovile; ma lanno 1998, cio il corrente anno, lanno che stato pi triste per te, per le atroci sofferenze

che hai avute. Tu sai bene che abbracci il mondo intero; ma in questa stagione molto calda, non puoi immaginare i grandi peccati che ci sono stati nel mondo e ci saranno ancora. E tu non sai e non saprai mai, quanti figli hai salvato e quanti ne hai portati a Dio. Ed ecco perch tu soffri tanto! (03.9.1998) Parla Ges: Figlio mio, giunta lora che ledificio della mia gloria, si innalzi sul tuo nulla. Lasciami pieno possesso dellanima tua, affinch io possa agire liberamente...lasciami pieno possesso del tuo essere, perch io ne disponga secondo i miei disegni...Ora te lo ripeto: Affido a te la missione di far sapere alla mia Chiesa, che renda un culto di maggior gloria allo Spirito Santo. Si accender cos questo fuoco nei fedeli, per la loro salvezza ed a gloria ed onore anche della Santissima Trinit, alla quale tutto dovuto per tutti i secoli eterni. Sono le ore 8,20, lanima in tribolazione: Mio Dio.. .per la tua gloria.. .per il tuo regno damore. . .per il tuo nome santo, aiutami! Forse il nemico ha gi iniziato la sua azione. Io non mi capisco pi; tutto in me confusione e smarrimento. Io so che la mia anima sta nelle tue mani, mani sicure, mani divine. . .0 Dio eterno e onnipotente, essere e principio di ogni cosa, noi ti ringraziamo dei doni eletti e delle grazie che hai accordato a noi . Tu hai fatto per noi, lesempio di tutte le virt cristiane; noi imploriamo la tua infinita maest, se pu servire alla gloria del tuo nome e al bene delle anime. Dice Ges: Figli miei, guardate Albino! Noi ci troviamo di fronte a una creatura mandata dal Padre e che ha appreso subito ed a pieno, il significato della verginit e della purezza, e ne incantato. Egli ha un comportamento di una modestia e di una riservatezza unica, e nei discorsi che fa con certe persone, compreso i miei pastori, sente il puzzo dellimpurit a molta distanza. Ricordiamo solo quando era giovane; un giovane combattente, senza paura, ma con grande fede. I santi, appartengono, nella loro totalit, anima e corpo, a Dio. Egli li vuole tutti per s, per farne strumenti della sua misericordia per voi. Cari figliuoli, vivete in un mondo in cui sembra essere guidato solo da bassi istinti. Bisogna recuperare i veri valori della vita; bisogna impegnarsi a vivere il sesto e nono comandamento: non commettere atti impuri e non desiderare la donna altrui. Si richiede mortificazione degli occhi, evitare le curiosit pi volte:. Io sono un granellino di sabbia . Lui si sente un niente. I pensieri di superbia, per lui sono una grande sofferenza. Spesso le persone vogliono sovrastare e dominare morbose e la fuga dalle occasioni. Potete riuscirci solo mettendovi sotto la protezione della Madonna, e come tanto bene che fa Albino della croce di Ges. Altra virt: lumilt! Cosa vuol dire umilt? Riconoscere quello che si . Albino ama dire, ed io ho sentito le opere di Dio; cose che sono accadute spesso anche intorno a padre Pio. Oggi c in giro una grande superbia; sono tutti grandi professori, e tutti vogliono giudicare tutto, compreso il Papa e tutto ci che egli fa e dice. Altra virt: la pazienza. Oggi siete sopraffatti da incertezze e dubbi, e tentate di risolvere problemi e

difficolt di ogni genere: lavoro, contrasti in famiglia, tentazioni del diavolo. (11 Gennaio 1999 ) Per tutte le persone che vanno da Albino, o per mali fisici, o per problemi morali, o per insicurezza del loro avvenire, o per discordie, o per conseguenze del peccato originale, Albino ha sempre una risposta: Vivi in grazia di Dio, e poi tutto il resto il Signore te lo dar. Egli stesso invita i miei figli alla conversione, alla santa Messa; d sempre una parola buona a tutti. Mi preme terminare col dire: Albino un capolavoro di Dio, che come tale ce ne sono pochi sulla terra. Quando verr riconosciuto, per tutta la vita saranno ascoltate le testimonianze; quando si vedr il dito di Dio, che si manifester straordinariamente al suo tempo e luogo, allora capirete chi stato Albino della croce di Ges. Io vi dico: pregate Ges, e offrite il sacrificio della Santa Messa per lui. (10.1.1999)

UNA GUIDA DAL CIELO. Ma torniamo alla vita di Albino e a ci che sta dietro alla sua prova dolorosa e umiliante. Nella sua difficilissima vita egli solo, timido e senzappoggio. Ha sentito, almeno per il momento, anche Sua Eccellenza il vescovo Luca Brandolini, cambiato al suo riguardo. Egli ha pi volte detto risolutamente: Io non creder mai a queste fantasticherie!. E a chi deve confidare il poverino tutto ci che accade in lui? Pieno di fiducia si rivolge a Ges sacramentato e gli affida la sua causa. Fatta questa preghiera si sente raccogliere internamente. Al raccoglimento succede il rapimento dei sensi ed egli si trova dinanzi a Ges. Ma egli non solo: ha accanto spiritualmente un passionista dai capelli bianchi, che a mani giunte ardentemente prega. Figlio mio, lo conosci ? Domanda il Signore ad Albino. Il buono figlio risponde di no. Quel sacerdote sar il tuo direttore, gli dice Ges, e sar quello che conoscer in te, misera creatura, lopera infinita della mia misericordia. Albino, dopo la visione avuta, nella quale gli fu rivelato anche il nome del suo futuro direttore, vive nella ferma certezza che Don Domenico non sar mai sostituito e a lui affida la sua anima. E questo il desiderio di Albino, affidarsi a quella guida illuminata, che sta vivendo, giorno dopo giorno, molto immerso nella mistica teologica, per vedere cos divisa la sua responsabilit. Una volta Albino in unestasi disse a Ges: Giacch sei venuto, torno a supplicarti per il peccatore pi aspro verso di me, diceva lestatico, E tuo fratello, figlio tuo, fratello mio, salvalo, Ges ... per unanima sola hai fatto tanto. Tu non hai misurato il sangue che hai versato per i peccatori e poi quella non la vuoi salvare? Salvala Ges ! Salvala ... tu non hai non misurato il sangue che hai versato per i peccatori e ora vuoi misurare la quantit dei nostri peccati? ... Il sangue lo hai versato per lui ad anche per me ... ma salvi me e lui no? ... non mi alzer pi da qui ! Salvalo ! ... non cerco la tua giustizia, ma la tua misericordia. O Ges, tu dici che gli hai dato molti assalti per convincerlo, ma non lhai mai chiamato figlio prova adesso; digli che sei suo Padre e lui tuo figlio! Vedrai, vedrai che a questo dolce nome di Padre il suo cuore indurito si ammoller. Ges mostr ad Albino che per quellanima la misura era colma e gliene and enumerando le colpe. Albino trasse un profondo sospiro .. sbigottito, lasci cadere le braccia; ma rianimandosi tosto e

tornando allassalto: Lo so! Lo so!, disse, che te ne ha fatte tante; ma te ne ho fatte pi io! Eppure mi hai usato misericordia. Lo so! Lo so Ges! Che ti ha fatto piangere; ma, in questo momento, non devi pensare ai peccati suoi; devi pensare al sangue che hai sparso. Quanta ne hai anche con me, Ges, di carit! Tutte finezze di amore, che hai usate per me, te ne prego usale anche con il mio peccatore. Ricordati, Ges, che lo voglio salvo. Trionfa! Trionfa! Te lo chiedo per carit.. Innanzi allinflessibilit divina gli balena, ad un tratto, unidea. Essa peccatrice, lo sa: confessa di non meritare di essere esaudita. Ma gli presenta unaltra interlocutrice e dice a Ges: E la stessa Mamma tua che ti prega per lui. Oser mai dirle di no? Oh no! Non potr negarglielo. Infatti, poco dopo, tutta lieta: E salvo! E salvo!. Esclama Albino: Hai vinto, o Ges! Trionfa sempre, o Ges!. Il padre si ritira in camera commosso e assorto in profondi pensieri, quando sente bussare alla porta e sente annunziare un signore forestiero che cerca di lui. Introdotto, questi cade in ginocchio dicendo: Padre mi confessi!. E il peccatore di Albino, il padre lo confessa. Albino, fiore del mio Paradiso, sii benedetto in ogni momento, insieme a tutti i miei figli sacerdoti, i miei strumenti e il mondo intero. Ges. Amen. 09-07-2002

Per le vie aspre e dolorose per le quali Dio vuole condurlo, egli deve trovare la sua gioia. Albino della Croce ti sembra che ti manchi sotto i piedi la terra, dinanzi gli occhi il cielo, ma tu non mancare di fede, di amore, di speranza. Attendi solo a guadagnare pi meriti con questa nuova missione che hai iniziato, con lesercizio della virt. Disprezza le dicerie del mondo e a dispetto dei tuoi nemici, cammina come sempre hai fatto per le vie del divino volere, stringiti forte a me, umiliati innanzi a me, ricorri in tutti i momenti alla mia Divina Bont e sappi giovarti di questi mezzi che il demonio tenta continuamente per rovinarti. Se veramente mi ami, come sembra, mi hai amato tra le tenebre. Si delizia il Signore a scherzare con le mie anime e a lui pi care e schern per amore; ora le consola, ora le mette in venerazione presso gli uomini, ora permette che diventino il ludibrio del mondo, ora le fa coraggiose contro tutto linferno, ora le lascia atterrire da un nulla. Chi crede di patire, ha poca luce, chi soffre in cielo e vive in Croce, chi ha il primo luogo in terra ha lultimo innanzi a Dio, chi conosce la Croce la prega, chi non la conosce la fugge.. Segue ai tempi delle mie estasi la prima volta che la Madonna del Carmine durante lestasi dal momento che i tre Arcangeli pregavano la mia anima da quel momento che la Vergine del Carmine mi ispir il desiderio di vedere tante anime che liberava dal purgatorio per portarle in paradiso lho sempre desiderato; e se Dio avesse lasciato a me la scelta, avrei preferito disciogliermi il corpo e volarmene In cielo. Ogni volta che mi sentivo male era per me una consolazione, ma era anche un gran dolore quando sentivo crescermi le forze. Anzi, un giorno, dopo la comunione, domandai a Ges perch non mi prendesse in Paradiso. Figlio, mi rispose, da oggi ti tolgo le estasi perch sei molto sofferente, e perch nel tempo della tua vita ti dar tante occasioni di merito maggiore, raddoppiando in te il desiderio del cielo, dandoti la grazia di visitare linferno, purgatorio e Paradiso, e di sopportare con pazienza anche la vita.. Infatti, sempre anelando al cielo Albino doveva provare tutti i dolori della terra, doveva associarsi a quelli di Cristo, sperimentare che questo mondo un esilio, una valle di lacrime e che le anime sono prezzo di infinito dolore. Per quanto guarito, Albino rimase cos debole che i medici non vi capirono e tuttora non vi capiscono nulla. Albino oggi porta avanti una nuova missione con grande amore, perch stato allontanato tutto il

fanatismo; Albino porta sempre il ramoscello dulivo. Quando poi esce da casa per ascoltare la Santa Messa, era ed un correrle incontro di poverelli che chiedono preghiere: Sono i cari amici. Essi sapevano, per esperienza, da tanti anni chi era e chi Albino, tante persone ha guarito con le sue preghiere. Infatti, egli dava e d tutto se stesso e se non gli avessimo messo un freno, se non fosse venuta lobbedienza a intimare: fin qui e basta!, Albino avrebbe dato fondo a perdere la sua vita per gli altri. Ma avvenne un giorno in unestasi che chiedeva: O mio Signore, consumami tutto, fammi diventare polvere, affinch gli uomini si salvino.. Albino fin da quando gli abbiamo affidato quella missione ha fatto tanto bene ai poveri, anche quando era in combattimento ed anche terminata la guerra, che si trovava in terre straniere, si privava del cibo per aiutare maggiormente i bambini. stato sempre umile con tutti, ha sempre pregato, anche nelle terre straniere e per questo il Padre Celeste lha premiato. Figli convertitevi, frequentate la Santa Messa, ora Ges di Misericordia vi benedice tutti. Amen. (12-072002)