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Piano Triennale di Attivit

2011 - 2013

Direttore Responsabile: Enzo Boschi Coordinamento Editoriale: Gianluca Valensise e U f ficio Relazioni Scienti fiche Istituzionali Redazione Testi: Massimo Crescimbene, Giuseppe Di Capua Aggiornamento Dati: Gabriella Cano fari, Gianluca Ceccucci, Antonella Cianchi, Simona Mennella, Francesca Torregrossa, Viviana Vacchi Redazione Bibliografia: Anna Grazia Chiodetti, Gabriele Ferrara Progetto Grafico: Laboratorio Grafica e Immagini - INGV Roma Progetto Editoriale ed Impaginazione: Francesca Di Ste fano, Rossella Celi - Centro Editoriale Nazionale - INGV Roma

2011 INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Via di Vigna Murata, 605 - 00143 Roma Tel. 06/518601 Fax 06/5041181 http://www.ingv.it

Indice ___________________________________________________________________________________________________________

Guida alla lettura del documento Premessa Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale 2011 - 2013 I. Lattuale assetto dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia 1. Generalit 2. Processo costitutivo dell'INGV e principali eventi organizzativi 3. Gli organi dellINGV 4. La realt operativa dellINGV 5. Strutture e sedi geografiche 6. Temi Trasversali Coordinati (TTC) II. Stato di attuazione delle attivit e obiettivi generali da conseguire nel triennio 2011-2013 III. Risorse finanziarie disponibili 1. Bilancio di previsione 2. Rapporti con il MIUR 3. Rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile 4. Rapporti con altre istituzioni nazionali 5. Rapporti con istituzioni extra-nazionali IV. Collaborazioni internazionali di rilievo e interazioni con le altre componenti della rete di ricerca 1. Attivit in ambito comunitario 2. Le grandi infrastrutture di ricerca a scala europea 3. Accordi bilaterali 4. Rapporti con il mondo produttivo e rilevanza economico-sociale delle attivit svolte 5. Il mondo produttivo 6. Rilevanza economica-sociale V. Principali infrastrutture di ricerca 1. Reti strumentali di monitoraggio e di ricerca 2. Laboratori analitici e sperimentali 3. Risorse di calcolo 4. Banche dati 5. Partecipazione a grandi infrastrutture di ricerca a scala europea VI. Quadro generale della partecipazioni societarie VII. Risorse umane 1. Dotazione organica vigente 2. Situazione del personale di ruolo in servizio al 1 gennaio 2011 3. Costo del personale per tipologia (aggiornamento al 16 ottobre 2010) 4. Programmazione triennale del fabbisogno di personale Prima annualit (2011) VIII. Azioni per la Formazione 1. Iniziative istituzionali 2. Iniziative individuali coordinate 3. Trasferimento delle conoscenze scientifiche 4. Attivit di Divulgazione IX. Elenco commentato delle proposte concernenti i progetti premiali X. Elenco dei progetti bandiera XI. Spesa amministrativa sostenuta per la gestione dell'ente Obiettivi da conseguire nel triennio 2010 - 2012 Introduzione Tabelle di sintesi Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 Introduzione Schede per Obiettivo Specifico Pubblicazioni 2010 1. Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR

VII IX XI XIII

XVI XVII XXXII XXXIII XXXIII XXXV XXXV XXII

XXXII

XXXVII XLIII XLIII XLIII XLVI XLVI L L L L LI LII LII LII 1 3 5 43 45 47 205 207

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

2. Articoli in stampa su riviste JCR (al 27 gennaio 2011) 3. Articoli pubblicati nel 2010 su riviste non-JCR e altre pubblicazioni Documento di Vision decennale Parere del Comitato di Consulenza Scientifica

220 223 237 237

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Guida alla lettura del documento ___________________________________________________________________________________________________________

Guida alla lettura del documento


Il Piano Triennale 2011-2013 dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si presenta particolarmente ricco di informazioni e parzialmente rinnovato nella struttura, avendo recepito tutte le raccomandazioni del MIUR sulle informazioni che devono essere inserite nei piani annuali di attivit e in particolare le indicazioni contenute nella circolare MIUR prot. 37 del 19 gennaio 2010, avente come oggetto Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziati dal MIUR esercizio finanziario 2011. A partire dal Piano Triennale 2007-2009 lINGV ha elaborato ogni anno un documento contenente sia unampia sezione descrittiva delle attivit previste corredata da ampia iconografia, sia una sintesi dello stato dellarte delle attivit gi in svolgimento, esponendo in forma tabellare le risorse assegnate ad ognuno degli obiettivi perseguiti. Il Piano Triennale 2011-2013 riprende lo stesso schema ed articolato in cinque grandi blocchi di informazioni: 1) una sezione di Presentazione e Inquadramento che descrive i fatti salienti della vita operativa e normativa dellente, con particolare riguardo alla strutturazione delle attivit scientifiche e di sorveglianza in Obiettivi Generali e Obiettivi Specifici e alla struttura del finanziamento e delle risorse disponibili umane e materiali disponibili; 2) una serie di tabelle che sviluppano sinteticamente i raccordi tra attivit, progetti e strutture dellente nei diversi settori disciplinari, con proiezioni di impegni in mesi/persona per il 2011; 3) una descrizione sintetica dello stato delle attivit relativa al 2010, accompagnata da immagini significative e da liste di prodotti bibliografici completati nello stesso anno nellambito di ogni specifica attivit; 4) una descrizione sintetica delle attivit previste per il 2011, anche in questo caso accompagnata da immagini significative; 5) la bibliografia completa dei lavori scientifici pubblicati nel 2010 su riviste censite dal Journal of Citation Reports, somma dei prodotti gi elencati a margine delle diverse attivit, e una selezione delle pubblicazioni di altra natura (monografie, banche dati, siti web, etc.). In appendice al Piano Triennale viene riportato il documento di Vision decennale presentato al MIUR nel corso del 2010. Come gi in passato, le attivit dellINGV vengono descritte mediante una griglia a tre livelli gerarchici: gli Obiettivi Generali, gli Obiettivi Specifici, e i Progetti o Convenzioni. Gli Obiettivi Generali sono i temi portanti dellattivit dellente e coincidono con gli Obiettivi Generali nellaccezione comunemente usata dal MIUR. Al raggiungimento di questi grandi obiettivi concorrono tutte le strutture scientifiche, tecniche e amministrative dellente. ll Piano Triennale 2011-2013 conferma i cinque Obiettivi Generali gi identificati a partire dal 2004. Gli Obiettivi Specifici rendono invece conto della ricchezza e diversit delle attivit e degli ambiti disciplinari che caratterizzano lINGV, e coincidono con gli Obiettivi Specifici nellaccezione comunemente usata dal MIUR. Al raggiungimento di questi obiettivi concorrono una o pi delle strutture dellINGV, spesso in regime di scambio e collaborazione con strutture esterne allente. ll Piano Triennale 2011-2013 conferma i 43 temi gi identificati con il Piano Triennale 2010-2012. I Progetti e le Convenzioni esprimono la ricchezza culturale e la capacit dellente nellottenere, grazie alle proprie capacit e specificit e sovente in regime competitivo, i finanziamenti necessari a svolgere attivit scientifiche e tecnologiche, non solo a livello nazionale ma anche a scala europea e globale. I Progetti in senso stretto vengono generalmente svolti secondo il meccanismo del cofinanziamento e vedono la partecipazione di numerose strutture dellente a fianco di partner istituzionali italiani o di corrispondenti scientifici italiani e stranieri. Le Convenzioni riguardano spesso la fornitura di servizi di elevato valore scientifico e tecnologico ad amministrazioni pubbliche, societ private, industrie attive nel settore energetico, secondo un meccanismo che associa al soddisfacimento della richiesta del committente una estensione dei compiti istituzionali dellINGV (ad esempio, linstallazione di nuovi strumenti di rilevazione o lindagine della pericolosit sismica a scala locale). Alcune di essere rivestono un carattere di consulenza poich riguardano la fornitura di elaborazioni o pareri di elevato valore scientifico e tecnologico a grandi committenti istituzionali, e sono caratterizzate da una particolare delicatezza se non addirittura riservatezza dei temi trattati (ad esempio previsioni di radiopropagazione, indagini a favore delle autorit giudiziarie, indagini sul rispetto di trattati internazionali).

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Premessa ___________________________________________________________________________________________________________

Premessa
Per un insieme di circostanze a carattere sia finanziario che organizzativo, il 2011 segna linizio di un triennio cruciale per lo sviluppo dellINGV e dei settori disciplinari in cui listituto quotidianamente impegnato. Dal punto di vista finanziario lINGV registra una decisa contrazione dei finanziamenti istituzionali, solo parzialmente compensata dal successo nella ricerca di finanziamenti sul mercato competitivo internazionale. Alla riduzione del Fondo Finanziamento Ordinario del MIUR resa necessaria dallavvio dei Progetti Bandiera e e dei Progetti Premiali ha purtroppo corrisposto una riduzione di circa il 30% del finanziamento concesso annualmente dal Dipartimento della Protezione Civile a partire dal 2010. Stante il fatto che lINGV non intende ridurre il proprio impegno nellosservazione sistematica dei fenomeni geofisici e nella mitigazione dei numerosi rischi naturali che affliggono il nostro paese, questa sfortunata congiuntura economica porter necessariamente lIstituto a rivedere profondamente le proprie strategie e lallocazione complessiva delle risorse disponibili. Dal punto di vista organizzativo giover ricordare che lINGV, come del resto tutti gli altri enti del comparto Ricerca, sta affrontando limportante ristrutturazione prevista dal D.L. 31 dicembre 2009, n. 213 "Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell'articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165. Nel corso del 2010 lINGV ha elaborato e approvato un nuovo Statuto, che prefigura una nuova struttura organizzativa a carattere dipartimentale e un nuovo assetto dei rapporti tra le sue diverse componenti; un assetto finalizzato a rispondere in maniera pi efficace alle sfide globali che lINGV si trova di fronte in questo secondo decennio del XXI secolo. Al momento della stesura di questo Piano Triennale si in attesa della pubblicazione definitiva degli statuti di tutti gli enti del comparto, atto che segner lavvio concreto del processo di riordino con il rinnovo dei vertici e la creazione delle nuove strutture. LINGV si affaccia al nuovo decennio con unaccresciuta capacit di coordinare la ricerca a scala europea, come dimostra la leadership delle grandi infrastrutture EMSO e EPOS; con un impegno sempre crescente in progetti di respiro mondiale, come il programma che ha come obiettivo lelaborazione di un Global Earthquake Model e come il sempre crescente coinvolgimento nelle ricerche in aree polari; e con il desiderio di estendere la propria sfera di attivit a nuovi settori disciplinari della Terra fluida, come gli studi sul clima e quelli sulla dinamica oceanica. Questultimo obiettivo verr raggiunto sfruttando il know-how acquisito nellosservazione e nella modellazione dei fenomeni geofisici della Terra solida e avvalendosi di quella forte multidisciplinariet che rappresenta oggi una delle cifre principali dellINGV, non solo in raffronto ad altre realt nazionali ma anche in relazione al contesto globale. Per tutte queste ragioni il programma triennale di attivit qui presentato si pone necessariamente come un elementoponte tra lINGV del primo decennio del secolo e lINGV del futuro. Il programma ovviamente riflette la situazione di incertezza corrente sul piano sia finanziario che organizzativo, ma allo stesso tempo ricchissimo di spunti e proposte concrete per il progresso della ricerca in geofisica, per una efficace mitigazione dei rischi naturali e per una sempre maggiore presenza e incisivit dei ricercatori italiani nellagone scientifico internazionale.

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

I. Lattuale assetto dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia


1. Generalit
LIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) stato istituito con d.l. n. 381con del 29 settembre 1999 ed andato a regime circa un anno dopo con la nomina degli organi direttivi e lapprovazione dei regolamenti. A oltre 11 anni dal concreto avvio delle attivit del nuovo istituto certamente possibile delineare un primo bilancio. La prima met del decennio stata consapevolmente dedicata allassimilazione delle eterogeneit derivanti dalla diversa vocazione scientifica, natura amministrativa e collocazione geografica delle istituzioni confluite. Pur essendo nato ereditando una ricca storia di contesti preesistenti anche molto diversi tra loro, lINGV appare oggi come una istituzione compiutamente nazionale e ben omogenea attraverso tutte le sue sedi sparse sul territorio italiano, grazie anche ad una favorevole dinamica delle carriere e alla progressiva promozione e dei giovani ricercatori. LINGV cos diventato "un ente coeso e maturo con una spiccata capacit operativa", come ha osservato la Corte dei Conti in una lusinghiera relazione al Parlamento sugli ultimi anni di attivit dellINGV (Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dellIstituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), per gli esercizi dal 1999 al 2007, Delibera Corte dei Conti n. 31/2009). La storia dellINGV abbastanza singolare nella sua ricchezza e complessit. Intorno alla met degli anni 30 del secolo scorso Guglielmo Marconi, allora presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), propose la creazione di un istituto che promuovesse ed eseguisse, coordinandoli, studi e ricerche sui fenomeni fisici della Terra e sulle loro applicazioni pratiche. La comunit scientifica dellepoca e lo stesso governo ritenevano infatti che lapprofondimento di una giovane disciplina come la geofisica avrebbe potuto avere importanti ricadute in numerosi settori determinanti per lo sviluppo nazionale. La disposizione presidenziale firmata dallo stesso Marconi il 13 novembre 1936 dava vita allIstituto Nazionale di Geofisica (ING) dotandolo di quattro geofisici e quattro tecnici e di un ambizioso programma scientifico. Tra le attivit scientifiche previste primeggiava la sismologia, ma si intendeva approfondire anche altri settori della fisica terrestre come la fisica ionosferica, lelettricit atmosferica e terrestre, le radiazioni naturali e lottica atmosferica, il geomagnetismo. Incaricato con disposizione di legge di assolvere il servizio geofisico nazionale, lIstituto allest la prima rete geofisica italiana. Per oltre mezzo secolo, dalla sua fondazione al 1999, lIstituto Nazionale di Geofisica si impegnato con ogni mezzo, talvolta con difficolt, per ottemperare agli incarichi istituzionali stabiliti per statuto a seguito dellacquisizione dellautonomia giuridica (d.l.l. 1 marzo 1945 n. 82), dotandosi delle risorse umane e tecnologiche necessarie a farne un riferimento nella comunit scientifica e in quella civile per lo studio delle calamit naturali e la prevenzione dei loro effetti. Non vanno dimenticati, tra gli altri, gli originali contributi dati alla sismologia teorica, che ricevettero riconoscimenti internazionali, e limpegno nella sorveglianza magnetica e ionosferica nazionale svolti nei primi decenni di attivit. Un percorso virtuoso, anche se realizzato con risorse umane e finanziarie sempre esigue, culminato con la costituzione della Rete Sismica Nazionale Centralizzata, nata dopo il terremoto dellIrpinia del 1980 per garantire un servizio di sorveglianza sismica H24 su tutto il territorio italiano. Il citato d.l. 29.9.1999 n. 381 ha aperto una nuova pagina nella storia della Geofisica e delle Scienze della Terra in Italia. Con questo decreto stato costituito lIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nel quale sono confluiti lexING, lOsservatorio Vesuviano (OV) e alcuni istituti affini per vocazione scientifica, gi parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche, quali lIstituto Internazionale di Vulcanologia di Catania (IIV), lIstituto di Geochimica dei Fluidi di Palermo (IGF) e lIstituto di Ricerca sul Rischio Sismico di Milano (IRRS). LOsservatorio Vesuviano, il pi antico osservatorio vulcanologico del mondo la sua fondazione risale addirittura al 1841 ad opera del re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone - aveva operato nella sorveglianza dei vulcani campani, non senza intuibili difficolt. Non va dimenticato a questo proposito lo sforzo fatto dallOsservatorio Vesuviano in occasione del bradisisma flegreo del 1983-84, che vide questa istituzione in prima linea nel fornire la propria competenza alle istituzioni pubbliche impegnate nella tutela della popolazione e del territorio. LIstituto Internazionale di Vulcanologia del CNR aveva dato un importante contributo al monitoraggio dellEtna, favorendo lo scambio con ricercatori stranieri ed attivando un primo nucleo di sorveglianza geofisica e vulcanologica. LIstituto di Geochimica dei Fluidi di Palermo va ricordato tra laltro per aver iniziato la raccolta dati in tempo reale sui vulcani italiani, e particolarmente su quelli delle Isole Eolie, creando il primo nucleo della moderna sorveglianza geochimica. Infine lIRRS di Milano, attivo nel settore del rischio sismico, aveva dato positivi esempi di collaborazione tra mondo della ricerca e istituzioni pubbliche per la fruizione e per lapplicazione a scopo normativo delle proprie competenze. Il nuovo INGV ha cos notevolmente accresciuto le competenze scientifiche che caratterizzavano gli enti confluiti, competenze che oggi spaziano dalla sismologia alla vulcanologia, dalla geochimica al geomagnetismo e aeronomia, dalle scienze ambientali alla climatologia e alloceanografia. Lampiezza degli interessi e la presenza di 328 ricercatori e 158 tecnologi, di ruolo e assunti con contratto a termine, fanno oggi dellINGV il maggiore raggruppamento di ricerca geofisica a livello europeo. Le potenzialit di ricerca sono notevolmente accresciute dalla presenza di 112 giovani dottorandi, assegnisti e borsisti, nonch dalla collaborazione di 56 docenti e ricercatori universitari configurati come incaricati di ricerca dalle sezioni dellINGV (si veda il Capitolo VII Risorse umane di questa sezione di Presentazione e Inquadramento).

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

2. Processo costitutivo dell'INGV e principali eventi organizzativi


LINGV stato costituito attraverso diverse fasi, con accelerazioni e rallentamenti legati anche a contingenze di carattere politico e amministrativo. La prima fase di creazione e consolidamento della nuova struttura si conclusa nella prima met del 2002. Gli atti normativi che hanno accompagnato questo processo sono elencati nello schema seguente: Il decreto legislativo 29/9/1999 n. 381 ha fatto nascere l'INGV, con una struttura articolata su 6 sezioni. Con DPCM 17/3/2000 il Prof. Enzo Boschi stato nominato Presidente dell'INGV. Il 20/12/2000 il comitato per la redazione dei regolamenti di organizzazione e funzionamento, di amministrazione, contabilit e finanza dell'INGV, nominato con decreto del ministro dell'Universit e Ricerca Scientifica e Tecnologica il 24 luglio dello stesso anno, ha approvato definitivamente i regolamenti citati. Il 10/1/2001, alla presenza del Ministro dell'Universit e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, il comitato si insediato in qualit di Consiglio Direttivo dell'ente e l'INGV stato ufficialmente costituito. Il 18/1/2001 il Dott. Cesidio Lippa stato nominato Direttore Generale (Decr. Pres. n. 3/01) e sono state costituite le strutture nelle quali si articola l'ente (Delibera C. D. n. 1/01). Il 16/2/2001 sono stato nominati i Direttori delle strutture in cui si articola lINGV (Delibera C. D. n. 3/01). Il 23/5/2001 stato nominato il Comitato di Consulenza Scientifica (Delibera C. D. n. 19/01). Il 23/5/2001 stato nominato il Collegio di Valutazione e Controllo Strategico (Delibera C. D. n. 33/01). Il 7/11/2001 stato approvato il Regolamento del personale, poi riformulato il 22/05/2002 sulla base delle osservazioni del MIUR (Delibera C.D. n. 4.1.2.02). Il 6/3/2002 sono stati costituiti i Collegi di Struttura nell'ambito dei Gruppi Nazionali (GNV e GNDT) precedentemente afferenti al CNR (Delibera C.D. n. 4.2.1.02). Il 28/3/2002 stata riorganizzata la sezione di Catania e nominato il nuovo direttore (Decr. Pres. n. 40/02).

Nel quadriennio successivo la nuova struttura si consolidata e i suoi principali meccanismi di funzionamento hanno cominciato ad andare a regime. In questa fase sono state necessarie opportune modifiche anche importanti nella strutturazione dellINGV. Infatti, durante il 2005, per favorire una migliore organizzazione delle attivit di ricerca, sono state costituite le due nuove sezioni di Bologna e Pisa (Delibera C.D. n. 4.1.2.05 del 12 luglio 2005), precedentemente sedi distaccate dell'ente (si veda pi avanti la sezione Gli organi dellINGV). Nel corso del 2004 sono scaduti i mandati del Presidente, del Direttore Generale e del Consiglio Direttivo: il Presidente stato confermato con DPCM 7/5/2004; il Direttore Generale stato confermato con Decr. Pres. n. 353 del12 luglio 2005; il Consiglio Direttivo stato rinnovato il 26 maggio 2005 con Decr. MIUR Prot. 1135/Ric.

Nel maggio 2007 stato aggiornato l'organigramma del Collegio di Istituto, essendo ormai decaduti gli incarichi di direzione delle sezioni dellINGV esistenti alla data di avvio del nuovo ente (Delibera n. 4.1.2.07 del 09/05/2007). Il 18 novembre 2007, dopo lunga malattia deceduto il Dott. Cesidio Lippa. Il 29 novembre 2007 (Decr. Pres. 514) stato nominato Direttore Generale il Dott. Tullio Pepe, gi Direttore Amministrativo dellINGV. Essendo rimasto vacante lincarico di Direttore Amministrativo, nel provvisorio si convenuto che la Amministrazione Centrale rispondesse direttamente al Direttore Generale. Il 2 aprile 2008 (con successive modificazione del 22 maggio 2008) stata emanato lOrdine di Servizio 1.2008, che ha riorganizzato in modo abbastanza significativo le strutture dellAmministrazione Centrale. Il 16 gennaio 2009 con DPCM (protocollo PCM n. 304 del 26/01/2009) il Ministro dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca Mariastella Gelmini ha prorogato le funzioni di Presidente al Prof. Enzo Boschi fino a 60 giorni dopo lentrata in vigore del decreto legislativo di riordino dellente. Il 28 gennaio 2010, infine, stato nominato il nuovo Consiglio Direttivo (Decreto n. 7 del 28/01/2010), in sostituzione di quello decaduto nellestate del 2009. A seguito della pubblicazione delle legge-delega 4 marzo 2009, n.15, e del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, lINGV ha costituito il proprio Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) in forma monocratica. LIng. Mauro Massulli, dirigente di II fascia del MIUR, stato nominato unico componente del nuovo organismo con Delibera del Consiglio Direttivo n. 4.3.5.10 del 20 luglio 2010. Il 5 agosto 2010 stato consegnato al MIUR il Documento di Vision decennale richiesto a tutti gli enti del comparto. Infine, come previsto dal Decreto Legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 "Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell'articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165", nel corso del 2010 stato insediato un organismo composito formato dai componenti ordinari del Consiglio di Amminstrazione e da alcuni esperti di nomina ministeriale, con lincarico di elaborare il nuovo Statuto dellINGV. Dopo una fase di elaborazione durata alcuni mesi, il 30 novembre 2010 la versione finale dello Statuto stata sottposta al MIUR.

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Tutti i documenti citati sono reperibili nelle pagine istituzionali del sito web dellINGV. Istituzione dei Temi Trasversali Coordinati Tra la fine del 2004 e linizio del 2005, per rispondere ad una necessit di rafforzare i legami tra strutture diverse dell'INGV, stata avviata una fase definita come riorganizzazione della rete scientifica. Tale fase stata attuata attraverso i seguenti passaggi (si veda anche la sezione Temi Trasversali Coordinati pi avanti in questo stesso Capitolo): Il 30 settembre 2004 stata avviata una prima fase di riorganizzazione, con istituzione di 7 Temi Trasversali Coordinati (TTC) e avvio di una verifica di fattibilit per ulteriori 15 (Decr. Pres. n. 326). Il 31 gennaio 2005 sono stati avviati 8 TTC tra quelli gi sottoposti a verifica (Decr. Pres. n. 34). Il 27 ottobre 2005 stato fissato in 19 il numero dei TTC operativi durante il 2006. Per alcuni sono stati modificati i temi di attivit e la struttura di coordinamento (Decr. Pres. n. 627). Il 30 ottobre 2006 la rete scientifica INGV stata aggiornata, con modifiche nella struttura e nel numero degli Obiettivi Specifici e dei TTC, fissati rispettivamente in 40 e 18 (Decr. Pres. n. 354). Il 5 novembre 2007 la rete scientifica INGV stata ancora aggiornata, con piccole modifiche nella struttura e nel numero degli Obiettivi Specifici e dei TTC, fissati rispettivamente in 40 e 19 (Decr. Pres. n. 486). Il 23 dicembre 2008 la rete scientifica stata aggiornata per il 2009, con laggiunta di un nuovo Obiettivo Specifico e piccole modifiche nel coordinamento di alcuni TTC (Decr. Pres. n. 664). Il 21 dicembre 2009 la rete scientifica stata aggiornata per il 2010, con laggiunta di due nuovi Obiettivi Specifici e modifiche nel coordinamento di alcuni TTC (Decr. Pres. n. 637). Il 31 dicembre 2010 la rete scientifica stata aggiornata per il 2011, senza alcuna variazione rispetto a quanto stabilito per il 2010 (Decr. Pres. n. 757).

Istituzione dellUfficio Relazioni Scientifiche Istituzionali (URSI) Per favorire uno scambio pi immediato e proficuo tra la direzione dellente e le sue strutture, il 17 ottobre 2005 con Decr. Pres. n. 557 stato istituito l'Ufficio di diretta collaborazione del Presidente Relazioni Scientifiche Interne, che svolge diverse funzioni, tra cui: raccordo tra la Presidenza e le Sezioni ai fini della elaborazione e presentazione dei documenti di programmazione e di rendicontazione delle attivit scientifiche istituzionali dell'ente; riferimento organizzativo stabile per le attivit dei Temi Trasversali Coordinati (TTC); raccordo operativo tra la Presidenza e gli organi di valutazione.

Il decreto 223 del 28 giugno 2007 ha lievemente modificato la denominazione dellURSI, ribattezzandolo Ufficio Relazioni Scientifiche Istituzionali, e ne ha modificato la struttura. Lufficio era costituito da: Dott. Edoardo Del Pezzo, Geofisico ordinario della Sezione di Napoli - Osservatorio Vesuviano, Dott. Fabio Florindo, Dirigente di Ricerca della Sezione di Roma 2, Dott. Massimo Pompilio, Primo Ricercatore della Sezione di Pisa, Dott. Gianluca Valensise, Dirigente di ricerca della Sezione di Roma 1, anche con funzioni di portavoce.

Il decreto n. 381 del 30 settembre 2009 ha ulteriormente modificato la composizione dellUfficio, con la sostituzione del Dott. Edoardo Del Pezzo, passato ad altro incarico, da parte del Dott. Alessandro Bonaccorso, Dirigente di Ricerca della sezione di Catania. Il Dott. Valensise svolge la funzione di Responsabile dell'Ufficio e di Portavoce di Presidenza. La Sig.ra Antonella Cianchi assicura all'Ufficio il necessario supporto operativo. Nel maggio 2010 lURSI si dotato di un Servizio Relazioni Internazionali con unica sede a Roma, nato per assicurare un punto di riferimento e di contatto tra i ricercatori dellINGV e tutti gli stakeholders internazionali. Le mansioni e i ruoli del personale assegnato allURSI sono stati ulteriormente precisati dall lOrdine di Servizio 3.2010 dellAmministrazione Centrale. Istituzione del Centro Servizi Scientifici, Tecnici e Culturali Il 25 settembre 2006 stato istituito a titolo sperimentale il Centro Servizi Scientifici, Tecnici e Culturali, una struttura dellAmministrazione Centrale che ha come scopo lottimizzazione di tali servizi e la valorizzazione delle competenze esistenti presso tutte le Sezioni dellente (Decr. Pres. n. 286). Negli anni successivi le competenze del Centro sono state progressivamente ampliate. Con Delibera n. 4.1.3.09/A del 17/06/2009, a decorrere dalla data del 01/07/2009 alla direzione del Centro stato chiamato il Dott. Fabio Florindo, Dirigente di Ricerca della Sezione di Roma 2.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

3. Gli organi dellINGV


Alla data del 1 gennaio 2011 lorganigramma dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si compone come da schema seguente: Organi di Indirizzo Presidente Prof. Enzo Boschi Consiglio Direttivo Prof. Claudio Eva, Ordinario di Fisica terrestre, Universit degli Studi di Genova, rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Dott. Italo Giulivo, Dirigente Settore Difesa del Suolo Regione Campania, rappresentante Conferenza della Stato-Regioni; Prof. Stefano Gresta, Ordinario di Geofisica della Terra solida dell'Universit di Catania, rappresentante MIUR; Dott. Rodolfo Guzzi, Ispettore Generale dell'Agenzia Spaziale Italiana, rappresentante MIUR. Organi Consultivi Comitato di Consulenza Scientifica Prof. Enzo Boschi, Presidente dell'INGV; Prof.ssa Lucia Civetta, Ordinario di Geofisica presso l'Universit degli Studi di Napoli "Federico II"; Dott. Massimiliano Stucchi, Dirigente di ricerca dell'INGV - Sezione di Milano-Pavia*; Prof. Peter Suhadolc, Associato di Sismologia presso l'Universit degli Studi di Trieste; Prof. Aldo Zollo, Ordinario di Sismologia presso l'Universit degli Studi di Napoli "Federico II".
* Il Dott. Stucchi dimissionario a causa della sua nomina a Commissario della Sezione di Milano-Pavia

Organi della Gestione Direttore Generale Dott. Tullio Pepe Collegio di Istituto Prof. Enzo Boschi, presidente; Dott. Tullio Pepe, direttore generale; Dott. Fabio Florindo, dirigente di ricerca, direttore del centro Servizi Scientifici, Tecnici e Culturali Dott. Massimiliano Stucchi, dirigente di ricerca, commissario straordinario della sezione di Milano-Pavia; Dott. Sergio Gurrieri, dirigente di ricerca, direttore della sezione di Palermo; Dott. Marcello Martini, dirigente tecnologo, direttore della sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano; Dott. Antonio Meloni, dirigente di ricerca, direttore dalla sezione Roma 2; Dott. Andrea Morelli, dirigente di ricerca, direttore della sezione di Bologna; Dott. Augusto Neri, dirigente di ricerca, direttore della sezione di Pisa; Dott. Domenico Patan, dirigente di ricerca, direttore della sezione di Catania; Dott. Antonio Piersanti, dirigente di ricerca, direttore della sezione Roma 1; Dott. Giulio Selvaggi, dirigente di ricerca, direttore del Centro Nazionale Terremoti - Roma. Organi di Controllo Collegio dei Revisori di Conti Dott. Dante Piazza, dirigente del ministero Economia e Finanze, designato da questo ministero (presidente); Dott. Luciano Criscuoli, direttore generale del MIUR, designato dallINGV, membro effettivo; Dott.ssa Ida Mercuri, dirigente del MIUR, designata dal MIUR, membro effettivo; Dott. Sergio Pasquantonio, consulente aziendale, designato dallINGV, membro effettivo; Dott. Antonio Valeo, dirigente del MIUR, designato del MIUR, membro effettivo; Dott.ssa Giulietta Iorio, funzionario del MIUR, membro supplente del Dott. Criscuoli e del Dott. Pasquantonio; Rag. Alberto Paesano, direttore amministrativo contabile del ministero dellEconomia e delle Finanze, designato dallo stesso ministero, membro supplente del Dott. Piazza; Sig.ra Maria Testa, funzionario del Dip. per lUniversit e la ricerca scientifica e tecnologica (A.F.A.M.), membro supplente del Dott. A. Valeo e della Dott.ssa I. Mercuri. Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) Ing. Mauro Massulli, dirigente di II fascia del MIUR. XVI

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Si ricorda che in data 1 agosto 2010, in concomitanza con lavvio delle attivit dellOrganismo Indipendente di Valutazione, decaduto il precedente Collegio Unico di Valutazione Scientifica e Controllo Strategico.

4. La realt operativa dellINGV


LINGV ha una struttura abbastanza articolata che riflette la molteplicit dei suoi compiti e la forte connotazione territoriale di alcune delle sue attivit. Le strutture organizzative principali, le Sezioni, coincidono nella maggior parte dei casi con le sedi geografiche, che sono distribuite in modo abbastanza omogeneo sul territorio nazionale. Al contrario, i Temi Trasversali Coordinati (TTC) si pongono come strutture organizzative di raccordo tra Sezioni e quindi sedi geografiche diverse e in molti casi distanti. Si ricorda che il nuovo Statuto dellINGV propone modifiche sostanziali allattuale schema organizzativo.

Strutture e sedi geografiche Ormai da qualche anno lINGV risulta stabilmente articolato nelle seguenti Strutture: Amministrazione Centrale Sezione di Bologna Sezione di Catania Sezione di Milano-Pavia Sezione di Napoli - Osservatorio Vesuviano Sezione di Palermo Sezione di Pisa Sezione di Roma 1 Sezione di Roma 2 Centro Nazionale Terremoti

XVII

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Oltre che presso le sedi delle Strutture, le attivit si svolgono anche presso le sedi distaccate di: Ancona Arezzo Ercolano (NA) Gibilmanna (PA) Grottaminarda (AV) L'Aquila Lecce Lipari (ME) Messina Nicolosi (CT) Portovenere (SP) Rocca di Papa (RM) Roma - Via XXIV Maggio Roma - Viale Pinturicchio Stromboli (ME) Vulcano (ME)

A queste sedi vanno aggiunti piccoli presdi presenti in numerose altre localit e finalizzati ad ospitare o gestire strumentazione geofisica. Infine, alcune unit di personale prestano servizio in regime di comando o sono ospitati presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, il MIUR, l'Archivio generale dello Stato, la Regione Marche, l'INOGS (Istituto Nazionale di Ocenografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste e le Universit di Genova e Messina. Di seguito si riassume la composizione interna delle strutture e la consistenza del personale per ognuna di esse. Si noti che per Personale dipendente si intende il personale di ruolo o assunto con contratto a termine, mentre con la voce Altro personale si fa riferimento a personale non strutturato, quali assegnisti, borsisti e co.co.co. (contratto di collaborazione coordinata e continuativa), o dipendente da altre amministrazioni, come gli incaricati di ricerca. AMMINISTRAZIONE CENTRALE (AC) Direttore ad interim: Il Direttore Generale, Dott. Tullio Pepe Uffici: Ufficio I - Affari generali e ordinamento Ufficio II Risorse umane Ufficio III - Trattamento giuridico ed economico del personale Ufficio IV - Risorse finanziarie e contabilit Ufficio V - Approvigionamenti e patrimonio Servizio VI - Servizi tecnici Servizio VII Servizi informatici Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 81 unit (pi 4 dipendenti comandati presso altre amministrazioni e un dipendente in congedo temporaneo) Altro personale (al 1/1/2010): n. 4 unit

CENTRO SERVIZI SCIENTIFICI, TECNICI E CULTURALI Responsabile: Dott. Fabio Florindo, dirigente di ricerca della sezione Roma 2 Laboratori e Servizi: Laboratorio di Didattica e Divulgazione Scientifica (Resp. Dott.ssa Giuliana DAddezio) Laboratorio Grafica e Immagini (Resp. sig.ra Daniela Riposati) Servizio Biblioteca e Documentazione Scientifica (Resp. Dott.ssa Anna Grazia Chiodetti) Servizio Redazione Centro Editoria Nazionale (Resp. Sig.ra Francesca Di Stefano) Servizio Redazione Annals of Geophysics (Resp. Dott. Fabio Florindo) Ufficio di Segreteria e Organizzazione Congressuale (Resp. Dott.ssa Silvia Nardi) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 24 unit (di cui 22 gi incluse tra il personale dipendente dellAmministrazione Centrale e 2 appartenenti alle sezioni scientifiche) SEZIONE DI NAPOLI - OSSERVATORIO VESUVIANO (NA-OV) Direttore: Dott. Marcello Martini, dirigente tecnologo Unit funzionali: UF Centro di monitoraggio (Resp. Dott.ssa Flora Giudicepietro) UF Geochimica dei fluidi (Resp. Dott. Giovanni Chiodini) UF Geodesia - (Resp. Dott. Marcello Martini) UF Sismologia e sismotettonica (Resp. Dott.ssa Francesca Bianco) UF Vulcanologia e petrologia (Resp. Prof. Giovanni Orsi) Servizio Amministrativo (Resp. Dott. Giuseppe Patrizi, con funzioni di Direttore Amministrativo) Servizi Tecnici e Scientifici Comuni (Resp. Dott. Marcello Martini) Unit di progetto: UP Centro di Ingegneria Sismica e Sismologia Applicata (CISSA) (Resp. Dott. Giovanni Iannaccone) UP Dinamica dei Sistemi Vulcanici (DSV) (Resp. Dott. Giuseppe De Natale) UP Modellistica dei Processi Vulcanici ed Ambientali (MPVA) (Resp. Dott. Giovanni Macedonio) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 115 unit XVIII

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Altro personale (al 1/1/2010): n. 17 unit

SEZIONE DI MILANO - PAVIA SISMOLOGIA APPLICATA ALLINGEGNERIA (MI) Direttore: Dott. Massimiliano Stucchi, dirigente di ricerca (Commissario pro-tempore) Unit funzionali: UF 1 Infrastruttura (Resp. Dott. Mariano Maistrello) UF 2 Pericolosit sismica e sismologia storica (Resp. Dott. Massimiliano Stucchi) UF 3 Scenari sismici e acquisizione dati strumentali (Resp. Dott.ssa Lucia Luzi) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 30 unit (pi un dipendente in congedo) Altro personale (al 1/1/2010): n. 10 unit

SEZIONE DI PALERMO (PA) Direttore: Dott. Sergio Gurrieri, Dirigente di Ricerca Unit funzionali: UF Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche (Resp. Dott. Giorgio Capasso) UF Laboratori Geochimici e Tecnologici (Resp. Dott. Salvatore Inguaggiato) Unit di Progetto: UP Potenziamento delle reti di monitoraggio geochimico nelle aree vulcaniche e sismiche della Sicilia (Resp. Dott. Rocco Favara) Servizi Amministrativi (Resp. Dott.ssa Maria Corvo) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 58 unit (pi un dipendente in servizio a tempo parziale) Altro personale (al 1/1/2010): n. 21 unit SEZIONE DI CATANIA (CT) Direttore: Dott. Domenico Patan, dirigente di ricerca Unit funzionali: UF Deformazioni, geodesia e geofisica (Resp. Dott. Giuseppe Puglisi) UF Gravimetria e Magnetismo (Resp. Dott. Ciro Del Negro) UF Sala operativa (Resp. Ing. Danilo Reitano) UF Sismologia (Resp. Dott. Raffaele Azzaro) UF Vulcanologia e geochimica (Resp. Dott. Mauro Coltelli) Unit di Progetto: UP Nubi vulcaniche (Resp. Dott. Mauro Coltelli) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 103 unit Altro personale (al 1/1/2010): n. 17 unit

SEZIONE DI ROMA 1 - SISMOLOGIA E TETTONOFISICA (RM1) Direttore: Dott. Antonio Piersanti, dirigente di ricerca Unit funzionali: UF Geodinamica (Resp. Dott. Carlo Giunchi) UF Tettonica attiva (Resp. Dott.ssa Daniela Pantosti) UF Geochimica dei fluidi, stoccaggio geologico e geotermia (Resp. Dott.ssa Fedora Quattrocchi) UF Sismologia (Resp. Dott.ssa Claudia Piromallo) UF Effetti dei terremoti e pericolosit sismica (Resp. Dott. Antonio Rovelli) UF Laboratori (Resp. Dott. Giovanni Romeo e Dott. Piergiorgio Scarlato) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 117 unit (pi un dipendente in comando presso altra amministrazione) Altro personale (al 1/1/2010): n. 31 unit SEZIONE DI ROMA 2 - GEOMAGNETISMO, AERONOMIA E GEOFISICA AMBIENTALE (RM2) Direttore: Dott. Antonio Meloni , dirigente di ricerca Unit funzionali: UF Geomagnetismo (Resp. Dott.ssa Paola De Michelis) UF Fisica dellAlta Atmosfera (Resp. Dott. Bruno Zolesi) UF Laboratorio di Paleomagnetismo (Resp. Dott. Leonardo Sagnotti) UF Laboratorio di Geofisica Ambientale (Resp. Dott. Cesidio Bianchi) UF Ricerche Interdisciplinari Geomarine RIDGE (Resp. Dott. Paolo Favali) UF Osservatorio Geofisico di LAquila (Resp. Dott. Paolo Palangio) Unit di progetto: UP Misure e Metodi per la Geofisica dellAmbiente (Resp. Dott. Massimo Chiappini) UP Geofisica e Tecnologie Marine (Resp. Dott. Cosmo Carmisciano) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 87 unit XIX

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Altro personale (al 1/1/2010): n. 31 unit

CENTRO NAZIONALE TERREMOTI (CNT) Direttore: Dott. Giulio Selvaggi, dirigente di ricerca Unit funzionali: UF Laboratorio di Sismologia (Resp. Dott. Alberto Delladio) UF Analisi Dati per la Sismologia (Resp. Dott. Salvatore Mazza) UF Analisi Dati per la Geodesia (Resp. Dott. Roberto Devoti) UF Sismologia, Sismotettonica e Geodinamica (Resp. Dott.ssa Lucia Margheriti) UF SISMOS (Resp. Dott. Graziano Ferrari, sezione di Bologna) UF Osservatorio di Grottaminarda (Resp. Dott. Gianpaolo Cecere) UF Osservatorio di Gibilmanna (Resp. Dott. Giuseppe DAnna) UF Laboratorio di Telerilevamento (Resp. Dott.ssa Maria Fabrizia Buongiono) UF Servizi Informatici e Reti (Resp. Dott. Lucio Badiali) Unit di Progetto: UP Informazione in Ambiente geopaziale (Resp. Dott. Fawzi Doumaz) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 148 unit (pi un dipendente a tempo parziale e 5 dipendenti ospitati presso altra amministrazione) Altro personale (al 1/1/2010): n. 22 unit

SEZIONE DI BOLOGNA (BO) Direttore: Dott. Andrea Morelli, dirigente di ricerca Unit funzionali: UF Pericolosit dei fenomeni sismici e vulcanici (Resp. Dott. Romano Camassi) UF Sismologia e Geodinamica (Resp. Dott.ssa Silvia Pondrelli) UF Terremoti e Vulcani: Storia e Archeologica (Resp. Dott.ssa Emanuela Guidoboni) Unit di progetto: UP Oceanografia Operativa (Resp. Prof.ssa Nadia Pinardi) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 46 unit (pi un dipendente a tempo parziale e 7 dipendenti comandati presso Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici) Altro personale (al 1/1/2010): n. 15 unit

SEZIONE DI PISA (PI) Direttore: Dott. Augusto Neri, Dirigente di ricerca Unit funzionali: UF Vulcanologia e Magmatologia (Resp. Dott. Massimo Pompilio) UF Modellistica Fisico-Matematica dei Processi Vulcanici (Resp. Dott. Paolo Papale) UF Geomorfologia e Tettonica (Resp. Dott. Francesco Mazzarini) Personale dipendente (al 1/1/2010): n. 25 unit Altro personale (al 1/1/2010): n. 15 unit

Temi Trasversali Coordinati Ormai da diversi anni lINGV ha strutturato molte delle proprie attivit secondo lo schema dei cosiddetti Temi Trasversali Coordinati (TTC). I passaggi salienti che hanno portato alla ideazione e sviluppo dei TTC sono riassunti nella sezione di Presentazione e Inquadramento dei Piani Triennali 2005-2007 e 2006-2008. La lista dei TTC che saranno operativi nel trienno 2011-2013 non ha subito alcuna modifica rispetto a quella gi prevista dal Piano Triennale 2010-2012 e che viene riportata di seguito: OS/TTC 1.1 1.2 1.3 Tema dellOS/TTC Monitoraggio sismico del territorio nazionale Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche attive Sorveglianza geodetica delle aree vulcaniche attive Sezione/i di riferimento CNT PA CT Coordinatore/i (sezione di appartenza) Marco Cattaneo (CNT) Rocco Favara (PA) Giuseppe Puglisi (CT)

XX

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

1.4 1.5 1.10 1.11 2.1 2.3 2.4 2.6 4.2 4.3 5.1 5.2 5.3 5.5 5.6 5.7 5.9

Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attive Sorveglianza dell'attivit eruttiva dei vulcani Telerilevamento Osservazioni e monitoraggio macrosismico del territorio nazionale Laboratorio per le reti informatiche, GRID e calcolo avanzato Laboratori di chimica e fisica delle rocce Laboratori di geochimica dei fluidi Laboratorio di gravimetria, magnetismo ed elettromagnetismo in aree attive Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale Scenari di pericolosit vulcanica Banche dati e metodi macrosismici Banche dati di sismologia strumentale Banche dati vulcanologiche Sistema informativo territoriale Attivit di Sala Operativa Biblioteche ed editoria Sistema web

NA-OV CT CNT CT, RM1 CNT, MI, RM1 PI PA CT MI, RM1 NA-OV BO, MI CNT, MI CT, OV, PI CNT, NA-OV, PI CNT AC, RM1 MI, RM1

Francesca Bianco (NA-OV) Sonia Calvari (CT) Fabrizia Buongiorno (CNT) Raffaele Azzaro (CT) Andrea Tertulliani (RM1) Lucio Badiali (CNT) Fabrizio Meroni (MI) Daniele Melini (RM1) Massimo Pompilio (PI) Salvatore Inguaggiato (PA) Ciro Del Negro (CT) Roberto Basili (RM1) Carlo Meletti (MI) Giovanni Macedonio (NA-OV) Romano Camassi (CT) Massimiliano Stucchi (MI) Lucia Luzi (MI) Francesco Mele (CNT) Stefano Branca (CT) Sandro De Vita (OV) Paolo Papale (PI) Fawzi Doumaz (CNT) Maria Teresa Pareschi (PI) Giuseppe Vilardo (NA) Alberto Basili (CNT) Anna Grazia Chiodetti (AC) Luigi Cucci (RM1) Paola Montone (RM1) Giuliana Rubbia (MI)

XXI

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

II. Stato di attuazione delle attivit e obiettivi generali da conseguire nel triennio 2011-2013
Vengono riassunti in questa sezione i 5 Obiettivi Generali e i 43 Obiettivi Specifici dell'INGV per il prossimo triennio. Per ogni Obiettivo Generale e Obiettivo Specifico viene fornita anche una descrizione sintetica. Lo schema, contenuto nel Decr. Pres. n. 757 del 31 dicembre 2010 ("Aggiornamento della rete scientifica dell'INGV per lanno 2011"), ricalca quello gi utilizzato a partire dal 2004 ed lo stesso utilizzato per il 2010. Si ricorda che alcuni Obiettivi Specifici sono identificati come Temi Trasversali Coordinati, una forma organizzativa dell'ente che esiste ormai dal 2004 e a cui dedicato il Capitolo I, Par. 4 La realt operativa dellINGV di questa sezione di Presentazione e Inquadramento. Si noti che agli Obiettivi Specifici a suo tempo identificati come Temi Trasversali Coordinati sono assegnati uno o pi coordinatori con esplicite responsabilit operative, mentre agli Obiettivi Specifici non trasversalizzati sono preposti dei semplici referenti. In quest'ultimo caso, per garantire completezza di rappresentazione ad attivit molto diversificate, sono di norma coinvolti almeno due o anche tre referenti, uno dei quali identificato come responsabile globale dei contenuti della scheda (il nome di tale referente evidenziato con una sottolineatura). A partire dal Piano Triennale 2007-2009 ad ogni Obiettivo Generale sono stati preposti due "referenti globali", che hanno il compito di omogeneizzare i testi prodotti dai responsabili di Obiettivo Specifico, eventualmente integrandoli o proponendo modifiche. Segue lo schema di dettaglio degli Obiettivi Generali e Obiettivi Specifici identificati per il trienno 2011-2013.

Obiettivo Generale 1 - Sviluppo dei sistemi di osservazione


Referenti globali: Alessandro Amato e Angelo De Santis
L'INGV esplica le sue attivit istituzionali di ricerca principalmente nei settori della geofisica, vulcanologia e geochimica. L'INGV svolge un ruolo di consulenza a vantaggio della Protezione Civile nella sorveglianza sismica e vulcanica del territorio nazionale e si avvale di numerose reti di osservazione e misura, alcune delle quali multidisciplinari. Lo sviluppo delle metodologie di sorveglianza, sia della sismicit del territorio nazionale che dell'attivit delle aree vulcaniche, quindi parte fondamentale del Piano Triennale. La modernizzazione e lo sviluppo di tutte le reti - sismiche, geodetiche, geochimiche, geomagnetiche, ionosferiche e atmosferiche - condizione necessaria per un intervento strutturale ed efficace nei temi del monitoraggio geofisico e ambientale. Lo studio e il monitoraggio dell'attivit sismica, vulcanica e ambientale del territorio nazionale hanno raggiunto oggi risultati di notevole interesse scientifico, in ultima analisi migliorando il servizio funzionale alla mitigazione dei rischi naturali. Data l'enorme velocit del progresso tecnologico attuale, le reti esistenti possono e devono essere modernizzate sempre pi rapidamente con l'utilizzo di strumenti pi sensibili e con una diffusione delle informazioni in tempo reale per una completa condivisione da parte di tutti i ricercatori. Queste premesse portano alla formulazione di una proposta di installazione, sull'intero territorio nazionale, di una nuova rete integrata che faccia uso della tecnologia pi moderna per quanto riguarda sensori, elettronica di controllo, trasmissione, memorizzazione e gestione dati.

OS 1.1. TTC

Tema dell'OS Monitoraggio sismico del territorio nazionale Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche attive Sorveglianza geodetica delle aree vulcaniche attive Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attive

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)


Marco Cattaneo (CNT)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


La sorveglianza sismologica uno dei temi primari dell'attivit dell'INGV. Con questo TTC si realizza il coordinamento di tutti gli sviluppi che queste attivit avranno nel prossimo triennio, tra cui la rete sismica nazionale, la rete sismica mediterranea e tutte le relative sale di sorveglianza. Il TTC coordina lo sviluppo di reti permanenti per la misura dei parametri geochimici legati alle fenomenologie pre-, sin- e post-eruttive. Cura l'installazione delle reti di sorveglianza e l'integrazione dei dati nelle sale di monitoraggio per i vulcani attivi italiani. Armonizza inoltre il monitoraggio per tutti i vulcani italiani. Il TTC cura l'omogeneizzazione e lo sviluppo organico delle reti GPS, tiltmetriche, EDM e di livellazione esistenti sui vulcani italiani, armonizzando la qualit del monitoraggio. Promuove inoltre lo sviluppo e la razionalizzazione del controllo dei vulcani tramite interferometria satellitare. Questo TTC garantisce che le reti di monitoraggio esistenti sui vulcani italiani siano armonizzate e portate allo standard della RSN (predominanza di stazioni digitali a tre componenti a larga banda). Inoltre coordina gli interventi (mediante stazioni mobili) e le analisi da effettuare da parte delle diverse sezioni dell'INGV in caso di riattivazione delle dinamiche eruttive. Questo TTC coordina le attivit di monitoraggio e ricerca applicata alla definizione dello stato dei sistemi vulcanici attivi, basandosi su dati raccolti da reti e tecniche multiparametriche di monitoraggio vulcanologico e da campagne periodiche di misure dirette eseguite sui vulcani attivi, nonch su dati analitici prodotti dai laboratori chimici e fisici. Il TTC coordina l'analisi dei dati raccolti in occasione di eventi eruttivi. All'interno di questo OS vengono curate la gestione della

1.2. TTC

Rocco Favara (PA)

1.3. TTC

Giuseppe Puglisi (CT)

1.4. TTC

Francesca Bianco (NA-OV)

1.5. TTC

Sorveglianza dell'attivit eruttiva dei vulcani Osservazioni di

Sonia Calvari (CT)

1.6. XXII

Antonio Meloni

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

geomagnetismo

(RM2) Paolo Palangio (RM2)

1.7.

Osservazioni di alta e media atmosfera

Bruno Zolesi (RM2) Cesidio Bianchi (RM2)

1.8.

Osservazioni di geofisica ambientale

Laura Beranzoli (RM2)

1.9. TTC

Rete GPS nazionale

Roberto Devoti (CNT)

1.10. TTC

Telerilevamento

Fabrizia Buongiorno (CNT)

1.11 TTC

Osservazioni e monitoraggio macrosismico del territorio nazionale

Raffaele Azzaro (CT) Andrea Tertulliani (RM1)

strumentazione di registrazione delle variazioni del campo magnetico, l'effettuazione delle misure assolute e la preparazione e validazione dei risultati, per gli osservatori geomagnetici di L'Aquila, Castello Tesino (TN), Gibilmanna (PA) e Stazione Mario Zucchelli (SMZ) in Antartide. Ricadono in questo OS anche le osservazioni per la ripetizione presso i caposaldi della rete magnetica italiana. All'interno di questo OS viene curata la gestione degli osservatori ionosferici di Roma, Gibilmanna (PA) e Stazione Mario Zucchelli (SMZ) in Antartide, che utilizzano sistemi radar in alta frequenza (HF) realizzati dall'INGV o ionosonde commerciali. Viene curata inoltre la sperimentazione del monitoraggio delle scintillazioni ionosferiche in regioni polari presso Ny-Alesund (Svalbard) e SMZ (Antartide). Questo OS cura l'esecuzione di indagini sistematiche per cartografia magnetica ad alta risoluzione spaziale con rilevamento sia da terra sia da elicottero, anche in campo archeologico. Cura inoltre il rilevamento di parametri elettromagnetici di interesse ambientale e gli osservatori multiparametrici derivati da progetti EC e successivi per acquisizione di dati geofisici e oceanografici integrati. Questo OS cura lo sviluppo di una rete permanente di stazioni GPS finalizzata ad aumentare le conoscenze relative alla cinematica, alla tettonica attiva e alla sismicit della penisola. Nellambito di questo OS vengono ideate le innovazioni di carattere tecnologico delle rete stessa, vengono messe a punto nuove tecniche di analisi e viene costituita una banca dati unificata. Le tecnologie di Telerilevamento aereo, satellitare e prossimale rappresentano da alcuni decenni insostituibili strumenti per lo studio e la sorveglianza di aree sismogenetiche e zone vulcaniche. Questo TTC promuove l'interazione tra ricercatori e tecnologi che utilizzano tecniche simili in aree geografiche e per scopi scientifici anche molto diversi. Questo TTC armonizza le attivit INGV nel settore dello studio degli effetti macrosismici dei terremoti sul costruito e sulle persone e la relativa raccolta di dati, integrando le diverse procedure attualmente in uso: losservazione diretta, i questionari on-line, il Bollettino Macrosismico. Nel caso di terremoti al di sopra della soglia del danno questo TTC collabora con il Dipartimento della Protezione Civile per eventuali interventi di stima dellintensit nellarea colpita.

XXIII

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Obiettivo Generale 2 - Attivit sperimentali e Laboratori


Referenti globali: Salvatore Inguaggiato e Leonardo Sagnotti
L'osservazione e la comprensione dei fenomeni legati alla dinamica della Terra necessitano di dati registrati in continuo da reti di sensori distribuiti sul territorio ma anche di misure ed esperimenti condotti in laboratorio. Negli ultimi anni l'INGV ha investito in maniera significativa nell'innovazione tecnologica, nell'acquisto e messa in funzione di apparecchiature all'avanguardia, nella sperimentazione e nella messa a punto di metodi analitici e sperimentali innovativi ed in tutte quelle attivit che migliorano la qualit e la quantit delle misure, riducono i tempi di acquisizione e di calcolo, facilitano la fruibilit dei dati per tutta la comunit scientifica. Tutte queste attivit sono state organizzate nell'ente sotto forma di laboratori. Il laboratorio quindi non solo un luogo fisico dove sono localizzati gli apparati e dove si svolgono le attivit analitiche e sperimentali, ma anche un struttura dinamica dove le necessit della ricerche vengono recepite e armonizzate e dove si producono sviluppi tecnologici e metodologici. Lo sviluppo e la gestione di questi laboratori e delle attivit sperimentali associate costituiscono il secondo Obiettivo Generale dell'INGV per il triennio. Apre la lista d'insieme il Laboratorio per le reti informatiche e il calcolo avanzato, una tipica infrastruttura nazionale che affianca aspetti di ricerca avanzata a una costante attenzione ai miglioramenti tecnologici per le attivit di routine di tutto l'INGV. Si prosegue con i tre laboratori nei quali vengono condotte misure sulle propriet delle rocce e dei fluidi e vengono riprodotte le condizioni di pressione e temperatura tipiche dell'interno delle terra: il laboratorio di paleomagnetismo, arricchito da una pluriennale esperienza, la rete dei laboratori di chimica e fisica delle rocce, e i laboratori di geochimica dei fluidi, che rappresentano il supporto analitico e sperimentale alle attivit di monitoraggio ed alle ricerche geofisiche e vulcanologiche. Contribuiscono all'Obiettivo Generale 2 anche il laboratorio che sviluppa sistemi osservativi multidisciplinari in ambienti estremi come quello marino, ed il laboratorio che sviluppa e coordina le attivit di osservazione dei segnali gravimetrici, magnetici ed elettromagnetici in aree attive da un punto di vista geodinamico.

OS

Tema dell'OS

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)


Lucio Badiali (CNT) Fabrizio Meroni (MI) Daniele Melini (RM1)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


Il monitoraggio dellattivit sismica e vulcanica e i relativi modelli interpretativi richiedono lo sviluppo di sistemi di calcolo veloce e/o in tempo reale. Questo TTC ha come obiettivo il completamento della rete di linee di connessione numerica e trasmissione satellitare per lacquisizione dei dati sismologici in aree sismogenetiche e vulcaniche, il miglioramento dellinterconnessione tra le sezioni INGV e lo sviluppo di sistemi di supercalcolo. Il laboratorio sviluppa strumentazione e tecnologie per il campionamento di rocce e altri materiali sia naturali che sintetici e per la misura e l'analisi delle loro propriet magnetiche. Le misure svolte hanno applicazioni in numerosi campi delle Scienze della Terra, dalla geodinamica alla climatologia all'inquinamento ambientale. I laboratori di chimica e fisica delle rocce svolgono ricerche metodologiche, producono sviluppi tecnologici e forniscono il supporto analitico e sperimentale alle attivit di monitoraggio ed alle ricerche geofisiche e vulcanologiche. Le misure e gli esperimenti sono utilizzati per la formulazione di modelli fisico-matematici e per la descrizione quantitativa dei processi sismogenetici e dei processi magmatici. I dati raccolti contribuiscono alla definizione dello stato di attivit dei vulcani, degli scenari eruttivi ed alla valutazione della pericolosit. Il compito primario di questo TTC l'armonizzazione dell'attivit dei quattro poli tecnologici attivi nel settore della geochimica dei fluidi all'interno dell'INGV, con lo specifico obiettivo di razionalizzare l'acquisizione di nuova strumentazione e il funzionamento dei laboratori stessi. I sistemi osservativi multidisciplinari sottomarini completano la rete geofisica di monitoraggio del territorio. In questo OS viene sviluppata la tecnologia per ladattamento allambiente marino di sensori realizzati per osservazioni in terra e vengono sviluppati prototipi, diversi dei quali gi in funzione. Al Laboratorio, che ha sede presso lOsservatorio INGV di Gibilmanna, affidata la gestione della rete sismica sottomarina di pronto intervento nonch gli studi per lestensione a mare della rete sismica terrestre. Questo TTC nasce per coordinare le attivit di osservazione dei segnali gravimetrici, magnetici ed elettromagnetici in aree attive. Le relative tecniche di osservazione e analisi, di grande rilevanza e largamente applicate anche in altri ambiti internazionali, vengono messe in atto in maniera coordinata alla scala nazionale dell'INGV grazie a questo TTC.

2.1 TTC

Laboratorio per le reti informatiche, GRID e calcolo avanzato

2.2.

Laboratorio di paleomagnetismo

Leonardo Sagnotti (RM2)

2.3. TTC

Laboratori di chimica e fisica delle rocce

Massimo Pompilio (PI)

2.4. TTC

Laboratori di geochimica dei fluidi

Salvatore Inguaggiato (PA)

2.5

Laboratorio per lo sviluppo di sistemi di rilevamento sottomarini

Giuseppe D'Anna (CNT)

2.6. TTC

Laboratorio di gravimetria, magnetismo ed elettromagnetismo in aree attive

Ciro Del Negro (CT)

XXIV

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Obiettivo Generale 3 - Studiare e capire il sistema Terra


Referenti globali: Andrea Morelli e Paolo Papale
Uno degli scopi fondamentali della ricerca in geofisica e vulcanologia rappresentato dalla comprensione dei processi in atto all'interno della Terra i cui effetti si ripercuotono sull'uomo e sull'ambiente. Solo attraverso lo studio della struttura e della complessa dinamica profonda del pianeta possiamo infatti migliorare la nostra conoscenza sui processi che generano i vulcani, i terremoti, le variazioni del campo magnetico, le oscillazioni del livello marino e tutti gli altri fenomeni naturali su grande scala. La ricerca teorica permette inoltre di migliorare l'accuratezza di tutti i codici di calcolo e dei modelli di riferimento. L'INGV inserito a pieno titolo nell'avanguardia delle ricerche geofisiche e vulcanologiche fondamentali, al pari delle altre principali istituzioni europee, ed ha fornito importanti contributi all'avanzamento dello stato delle conoscenze in diversi campi. Oltre a fornire gli elementi per perfezionare le nostre conoscenze dell'interno della Terra, la geofisica e la vulcanologia hanno tra i propri obiettivi ultimi anche quello della mitigazione del rischio associato ai terremoti e alle eruzioni vulcaniche. Per un'efficace opera di mitigazione del rischio sono indispensabili conoscenze che vanno dalla ricostruzione di processi geodinamici recenti, alla conoscenza della struttura della crosta terrestre, alla ricostruzione della storia dei vulcani attivi e dei loro sistemi di alimentazione, allo studio delle caratteristiche dello scuotimento durante forti terremoti, alla risposta dell'ambiente antropico, alla storia sismica dei secoli passati. Una valutazione accurata del rischio sismico e vulcanico deve essere infatti il frutto di un processo di raccolta ed elaborazione di informazioni provenienti da ambiti disciplinari molto diversi. Tale valutazione rappresenta uno strumento indispensabile per gli organi della Protezione Civile ai fini della predisposizione dei piani per la gestione delle emergenze e per la definizione delle priorit per gli interventi di prevenzione sul territorio. L'esistenza all'interno dell'INGV di competenze estese e multidisciplinari offre la grande opportunit di poter considerare in un quadro unitario lo studio dei fluidi geofisici, dalla dinamica delle interazioni tra atmosfera e oceani, al complesso sistema di fenomeni che hanno sede nella media ed alta atmosfera le cui variazioni, causate dalla interazione Sole-Terra, mostrano anche una componente antropica. Nonostante gli enormi passi in avanti fatti negli ultimi anni, rimangono ancora molte incertezze e problemi da risolvere nel comportamento fondamentale di questi fluidi. La comprensione di tale comportamento assume una grande importanza nell'aumentare l'attendibilit delle stime dei cambiamenti climatici che ci attendono, le cui conseguenze rappresentano oggi una grande questione non solo nazionale ma planetaria. I processi fondamentali che regolano la dinamica dei fluidi geofisici sono alla base di una serie di indagini in campi che hanno acquisito una grande rilevanza politica e sociale. Basti pensare che il vasto ambito degli studi sui cambiamenti climatici, sugli effetti dei componenti inquinanti nell'atmosfera e sulla previsione di fenomeni di natura elettromagnetica nel cosiddetto spazio circumterrestre, e le loro possibili conseguenze sull'uomo e sul suo ambiente, sono basati sulle simulazioni numeriche dei gusci fluidi del pianeta (atmosfera e oceano) e sulla osservazione dei parametri chimico-fisici del sistema Sole-Terra.

OS

Tema dell'OS

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


L'OS ha come tema centrale il processo sismogenetico. Le applicazioni riguardano la meccanica della sorgente sismica in tutti i suoi aspetti spaziali, geometrici e dinamici includendo la caratterizzazione del tensore momento dei sismi vulcanici (Vulcano-tettonici, tremore e terremoti a bassa frequenza). L'OS si occupa inoltre dell'analisi statistica della sismicit, della quantificazione dell'energia, dello studio delle interazioni tra faglie, dello studio del campo d'onda (arrays). La ricerca include la propagazione in strutture eterogenee (scattering elastico), con attenzione alle variazioni temporali dei parametri di propagazione associate a variazioni del campo di sforzo (velocit, attenuazione "splitting" delle onde di taglio). Questo OS fortemente pluridisciplinare promuove tutte le ricerche finalizzate a comprendere e quantificare la tettonica attiva. Include ricerche sulla deformazione crostale da dati di geodesia spaziale, dati di stress-in-situ, osservazioni sulle caratteristiche dei fluidi crostali e osservazioni dirette di terreno. Attraverso queste ricerche, le osservazioni paleosismologiche e la quantificazione della deformazione crostale fornisce dati di ingresso essenziali per le analisi di pericolosit sismica. Questo OS affronta lo studio delle propriet e della dinamica dell'interno terrestre attraverso la modellazione numerica e l'analisi della propagazione di onde sismiche e delle caratteristiche reologiche. Le ricerche, che coinvolgono numerosi settori disciplinari, vengono svolte a scala globale, continentale, regionale e locale, potendo cos esplorare aspetti diversi e progressivamente pi dettagliati della struttura terrestre. Le ricerche svolte in questo OS affrontano i problemi connessi con l'origine ed evoluzione del campo magnetico su diverse scale spazio-temporali. I temi portanti sono indirizzati a risolvere i fondamentali quesiti sulla dinamica che nel nucleo fluido genera il campo e sullo studio delle anomalie magnetiche, che consentono di indagare le strutture crostali e la loro evoluzione.

3.1.

Fisica dei terremoti

Edoardo Del Pezzo (NA-OV) Rita Di Giovambattista (CNT) Stephan Nielsen (RM1)

3.2.

Tettonica attiva

Nicola D'Agostino (RM1) Daniela Pantosti (RM1) Franco Italiano (PA)

3.3.

Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

Claudio Chiarabba (CNT) Carlo Giunchi (RM1) Stefania Danesi (BO)

3.4.

Geomagnetismo

Paola De Michelis (RM2)

XXV

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

OS

Tema dell'OS

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)


Mauro Coltelli (CT) Giovanni Orsi (NA-OV) Patrizia Landi (PI)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


Gli studi geologici, le indagini sull'origine, evoluzione e dinamica dei magmi e la raccolta dei dati sull'attivit storica dei vulcani sono elementi fondamentali per la ricostruzione dei comportamenti eruttivi, per la formulazione degli scenari eruttivi e per la definizione della pericolosit associata. Questo OS cura lo sviluppo di queste tematiche sui sistemi vulcanici, con particolare attenzione a quelli italiani. La comprensione della fisica dei processi eruttivi presuppone lo sviluppo di modelli dinamici basati su equazioni fondamentali e la loro verifica sperimentale. Questo OS affronta la fisica del vulcanismo studiando gli equilibri liquido-solido-gas nei magmi, i sistemi idrotermali, la termodinamica dei magmi, le propriet dei condotti di risalita nonch la dinamica della dispersione e ricaduta della cenere vulcanica, delle colate laviche, dei flussi piroclastici e dei collassi delle colonne vulcaniche. Questo OS affronta lo studio delle interazioni fra atmosfera ed oceano, consentendo di affrontare i temi della variabilit dinamica del clima a scale annuali ed interannuali. Si tratta di un tema oggi dominante nelle applicazioni della climatologia alla conoscenza dell'evoluzione del clima, cos come tale evoluzione viene percepita sia nell'ambito scientifico che a livello di opinione pubblica. Lo studio del cambiamento climatico globale non pu prescindere da una accurata conoscenza del clima in epoche passate, un tema affrontato dall'INGV con indagini glaciologiche e magnetiche in particolare in Antartide. Lo studio dell'inquinamento, la detezione di fusti tossici e la riqualificazione delle aree inquinate vengono affrontate in questo OS con tecniche di indagine geofisiche integrate. Questo OS affronta tutti quei temi che rientrano nella migliore comprensione delle relazioni Sole-Terra. Le ricerche sono finalizzate sia ad una migliore conoscenza dell'ambiente elettromagnetico terrestre, sia a valutare le conseguenze economico-sociali che possono derivare da forti perturbazioni magneto-ionosferiche nell'ambito del cosiddetto "space weather". Le ricerche svolte in questo OS mirano a creare un alveo comune alle ricerche che usano il metodo storico e archeologico per migliorare le conoscenze nel lungo periodo su terremoti, eruzioni, cambiamenti climatici ed eventi idrogeologici, valutandone anche l'impatto antropico e ambientale. Dato il carattere innovativo dei metodi e delle procedure utilizzate, questo OS punta anche ad aprire un confronto allargato con altre sedi della ricerca storica e archeologica esterne all'INGV, favorendo scambi di opinioni ed esperienze su metodi, obiettivi e risultati e stimolando nuove ricerche multidisciplinari.

3.5.

Geologia e storia dei vulcani ed evoluzione dei magmi

3.6.

Fisica del vulcanismo

Paolo Papale (PI)

3.7.

Dinamica del clima e dell'oceano

Simona Masina (BO)

3.8.

Geofisica per l'ambiente

Cesidio Bianchi (RM2) Leonardo Sagnotti (RM2)

3.9.

Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

Giorgiana De Franceschi (RM2) Paola De Michelis (RM2)

3.10.

Storia e archeologia applicate alle Scienze della Terra

Emanuela Guidoboni (BO) Giovanni Ricciardi (OV)

XXVI

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Obiettivo Generale 4 - Comprendere e affrontare i rischi naturali


Referenti globali: Gianni Macedonio e Antonio Rovelli
Questa sezione delle attivit dell'INGV si configura proprio come una vera e propria "cinghia di trasmissione" tra la ricerca a carattere fondamentale da un lato e la societ civile dall'altro. Pur rappresentando manifestazioni normali della vita del pianeta, numerosi fenomeni naturali possono avere un impatto fortemente negativo sulle attivit umane. Le ricerche in campo geofisico e vulcanologico hanno da sempre nella mitigazione dei rischi naturali la loro motivazione pi ovvia; si pu affermare con certezza che almeno due terzi dei ricercatori dell'INGV svolgono studi che in modo pi o meno indiretto puntano alla comprensione dei fenomeni naturali e alla mitigazione dei loro effetti. Tuttavia, l'esperienza degli ultimi decenni mostra chiaramente che a questi ricercatori non si chiede pi solo una elencazione delle aree a rischio o degli scenari di danno attesi, anche perch i fenomeni naturali dannosi spesso operano su scale temporali infinitamente pi lunghe di quelle che sono caratteristiche della vita umana; tanto lunghe che anche le situazioni di maggior rischio possono quindi risultare irrilevanti per le generazioni dell'epoca in cui viviamo e per i loro figli e nipoti. A questi ricercatori si chiedono piuttosto valutazioni che aiutino amministratori e decision-makers a valutare con serenit, ma sulla scorta di solide valutazioni scientifiche, il rischio corso dalla popolazione, dalle loro abitazioni e dal complesso delle infrastrutture. Si tratta spesso di valutazioni a carattere probabilistico, che esprimono cio la probabilit che si verifichi un dato fenomeno entro un determinato lasso di tempo coinvolgendo una determinata superficie geografica. Se una sottovalutazione del rischio pu portare a conseguenza tragiche, una sua sopravvalutazione comporta sicuramente dei costi e dei disagi per la societ nel suo insieme. Ne sono un esempio evidente le valutazioni di pericolosit sismica o vulcanica che, soprattutto in un paese come l'Italia, devono aiutare a far convivere la popolazione con terremoti e vulcani - seppure con le necessarie precauzioni - piuttosto che limitarsi a terrorizzarla. L'accuratezza delle stime di pericolosit e delle stime di rischio che ne conseguono, tuttavia, si basa in larga misura sulla sempre migliore comprensione dei fenomeni potenzialmente dannosi, sulle loro cause, sulla loro dinamica, sulle caratteristiche del loro impatto.

OS

Tema dell'OS

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)


Giovanni Iannaccone (NA-OV) Giuliano Milana (RM1) Gaetano Zonno (MI) Roberto Basili (RM1) Carlo Meletti (MI)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


Questo OS sviluppa gli aspetti metodologici globalmente riferibili al settore internazionalmente conosciuto come "engineering seismology". In particolare, cura gli aspetti di interesse specifico per l'ingegneria sismica, quali ad esempio le relazioni di attenuazione di parametri strumentali del moto del suolo e le metodologie di valutazione della risposta locale. Questo TTC cura laggiornamento dei modelli di sismicit, di sismogenesi, di attenuazione ecc. necessari per le stime di pericolosit a scala nazionale, includendo tra gli altri dati geologici di varia natura e a varie scale, dati sismotettonici, dati sui maremoti. Aggiorna inoltre i modelli di calcolo della pericolosit a scala nazionale e il database di pericolosit sismica di supporto alla normativa sismica. La stima della pericolosit vulcanica si basa sull'integrazione di conoscenze osservative e sperimentali con modelli fisico-matematici che descrivono la dinamica dei processi pre-, sin-, e post-eruttivi pericolosi. Obiettivo del presente TTC la definizione di scenari di pericolosit vulcanica per fornire stime quantitative dell'evoluzione spazio-temporale dei principali fenomeni pericolosi nei vulcani attivi italiani. Ricadono in questo OS attivit di consulenza relativa ai vulcani attivi italiani a favore di diversi soggetti istituzionali. Lo sviluppo delle attivit in campo ambientale ha portato l'INGV a impegnarsi anche nel complesso campo dei rischi provenienti da fattori ambientali. Ricadono in questo OS temi di grande rilevanza sociale come la detezione di inquinanti di varia natura nel sottosuolo e nelle acque e gli studi-pilota sul tema del sequestro e dello stoccaggio geologico della CO2. LOS include le ricerche sullorigine, migrazione ed emissione in atmosfera di gas endogeni e petroliferi e sui loro effetti sullambiente e sul clima (CO 2, CH 4 come gas serra e idrocarburi come inquinanti fotochimici). Le manifestazioni gassose sulla superficie terrestre possono costituire un rischio per la popolazione e le infrastrutture. Linterpretazione dellorigine degli idrocarburi e della CO 2 riveste particolare importanza nelle ricerche petrolifere e tettoniche. LOS cura i rapporti con gli organismi attivi in campo ambientale per gli inventari delle sorgenti di gas serra, e si avvale di collaborazioni internazionali con i massimi esperti del settore.

4.1.

Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica

4.2. TTC

Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale

4.3. TTC

Scenari di pericolosit vulcanica

Giovanni Macedonio (NA-OV)

4.4.

Scenari e mitigazione del rischio ambientale

Marco Marchetti (RM2) Fedora Quattrocchi (RM1)

4.5.

Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

Giovanni Chiodini (OV) Giuseppe Etiope (RM2)

XXVII

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

OS

Tema dell'OS

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


Questo OS ha come tema centrale lo sviluppo e il mantenimento di un sistema di monitoraggio e previsioni marine basato su modelli numerici le cui simulazioni vengono corrette con osservazioni sia in situ che da satellite. Il sistema opera in tempo reale e rilascia regolarmente tramite protocolli prestabiliti dati di supporto alle attivit di gestione delle emergenze in mare e al monitoraggio dellambiente marino in generale. LOS si realizza allinterno del Gruppo Nazionale di Oceanografia Operativa, che coordina le attivit tra INGV e OGS, ENEA, CNR, CoNiSMA, Istituto Idrografico della Marina, Ufficio Spazio Aereo e Meteorologia, ARPA Emilia-Romagna e ISPRA.

4.6.

Oceanografia operativa per la valutazione di rischi in aree marine

Giovanni Coppini (BO)

XXVIII

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Obiettivo Generale 5 - L'impegno verso le istituzioni e verso la Societ


Referenti globali: Massimiliano Stucchi e Bruno Zolesi
L'INGV profondamente impegnato nel cercare di rendere sempre pi intenso e fruttuoso il rapporto tra i suoi programmi di ricerca e le necessit della societ e del sistema economico. Al centro di questo sistema di rapporti si pone il pilastro della collaborazione con la Protezione Civile, alla quale viene fornito un supporto scientifico essenziale per le sue attivit, ma analoga attenzione viene rivolta alla diffusione al grande pubblico, alla formazione ad alto livello, universitaria ed post-universitaria, alla protezione e mantenimento del patrimonio storico e bibliografico dell'INGV e alla consulenza scientifica per le altre pubbliche amministrazioni. Questo Obiettivo Generale prevede lo sviluppo delle banche dati, intese non pi come semplici depositi di dati, ma come organizzazioni di sapere e conoscenza che permettono agli attori all'esterno dell'INGV di accedere ai prodotti e al know-how dell'INGV e quindi di sfruttarne pienamente le capacit. I prossimi anni vedranno le banche dati transitare verso una forma sempre pi multimediale, dotarsi di potenti strumenti di navigazione e renderne pi facile l'accesso e la comprensione. Oltre alle banche dati ricadono in questo Obiettivo Generale le attivit per il continuo miglioramento del sistema web, che include informazioni sugli eventi sismici e vulcanici e sulla loro evoluzione, l'accesso alla letteratura scientifica, e l'accesso a vari livelli di complessit a informazioni sui fenomeni geofisici. In questo Obiettivo Generale ricadono anche le attivit di divulgazione, le attivit a carattere espositivo e museale e quelle delle diverse biblioteche dell'INGV, nonch la sua produzione editoriale.

OS

Tema dell'OS

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)


Romano Camassi (BO) Massimiliano Stucchi (MI) Lucia Luzi (MI) Francesco Mele (CNT) Stefano Branca (CT) Sandro De Vita (OV) Paolo Papale (PI) Giorgiana De Franceschi (RM2) Silvio Gualdi (BO)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


Questo TTC garantisce la miglior armonizzazione nel settore della archiviazione e disseminazione dei dati storico/macrosismici e dei cataloghi parametrici dei terremoti. Opera inoltre per promuovere e migliorare l'integrazione con le altre attivit che l'INGV svolge nel settore delle banche dati. Questo TTC ha il compito di armonizzare e potenziare le iniziative di archiviazione e disseminazione dei dati sismologici strumentali acquisiti dall'INGV e di assicurare la piena integrazione con le altre attivit che l'INGV svolge nel settore delle banche dati, sia a scala nazionale che a scala europea e globale. Questo TTC ha il compito di organizzare, armonizzare a scala pienamente nazionale e potenziare le attivit di archiviazione e disseminazione dei dati acquisiti dallINGV sui vulcani e sullattivit vulcanica. Questo OS armonizza la raccolta sistematica di parametri dell'alta atmosfera e di misure effettuate presso gli osservatori geomagnetici, anche per l'approntamento di informazioni sullo "space weather", di dati della rete magnetica, di dati riguardanti la glaciologia, la climatologia, l'oceanografia operativa e altre attivit ambientali. L'OS cura la gestione di banche dati che permettano un'efficace diffusione dei dati verso il mondo della ricerca, le istituzioni e la societ. Questo TTC risponde alla necessit di censire e armonizzare il notevole patrimonio di dati e iniziative in corso presso l'INGV nel settore delle banche dati territoriali. Attraverso la realizzazione di sistemi di immagazzinamento, diffusione e rappresentazione dei dati e attraverso il loro continuo aggiornamento, questo TTC garantisce un contributo irrinunciabile a supporto delle decisioni in materia di mitigazione dei rischi ambientali nei diversi campi d'azione dell'INGV. Questo TTC rende ragione e quantifica l'attivit del personale INGV che presta regolarmente attivit di sorveglianza nelle diverse Sale Operative dell'ente. Esso si propone inoltre di rappresentare una sede permanente per il confronto e l'armonizzazione delle procedure utilizzate nella prassi quotidiana delle Sale Operative, promuovendo un maggior scambio di informazioni tra le sale stesse.

5.1. TTC

Banche dati e metodi macrosismici

5.2. TTC

Banche dati di sismologia strumentale

5.3. TTC

Banche dati vulcanologiche

5.4.

Banche dati di geomagnetismo, aeronomia, clima e ambiente

5.5. TTC

Sistema informativo territoriale

Fawzi Doumaz (CNT) Maria Teresa Pareschi (PI) Giuseppe Vilardo (NA-OV)

5.6. TTC

Attivit di Sala Operativa

Alberto Basili (CNT)

XXIX

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

OS

Tema dell'OS

Referente/i (o coordinatore/i se TTC)

Breve descrizione dell'Obiettivo Specifico


Questo OS raggruppa attivit di consulenza scientifica e tecnologica a favore di ministeri ed altre istituzioni, tra cui spicca il Ministero della Difesa, che beneficia di servizi nel settore geomagnetico e della radiopropagazione. Rilievi geomagnetici sono alla base di consulenze sull'inquinamento ambientale. Nel quadro degli studi sui gas serra, l'INGV svolge consulenze a favore di ENI. Inoltre da diversi anni l'INGV fornisce consulenze scientifico-tecnologiche a favore del Ministero Affari Esteri (MAE), sia nell'ambito di trattati come il Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty (CTBT), sia nel quadro di rapporti bilaterali con paesi evoluti e in via di sviluppo. L'INGV svolge inoltre attivit di supporto scientifico nel quadro di iniziative dell'ONU e dell'UNESCO. Questo TTC cura tutti gli aspetti organizzativi e pratici per lo scambio di informazioni e documentazione scientifica che una moderna biblioteca distribuita pu fornire, rendendo di fatto il sistema bibliotecario INGV un servizio nazionale e internazionale d'eccellenza nei settori di competenza. Inoltre cura tutta l'editoria dell'INGV, con la sola eccezione degli Annals of Geophysics. Questo TTC cura le strutture museali esistenti e sviluppa i nuovi progetti in corso di avvio in questo ambito. Inoltre coordina i meccanismi di divulgazione delle attivit dell'INGV, comprese quelle on-line. Gestisce le attivit svolte a favore delle scuole e, in sinergia con il TTC "Biblioteche ed editoria", la partecipazione a mostre e congressi in cui l'INGV presente con un proprio spazio espositivo. Il sistema di comunicazione costituito dai siti Internet rappresenta oggi un elemento fondamentale della vita di una struttura di ricerca aperta ed efficiente. Questo TTC punta a garantire la migliore organizzazione e sviluppo del sito INGV anche in considerazione del suo importantissimo ruolo in occasione delle emergenze sismiche e vulcaniche.

5.7.

Consulenze in favore di istituzioni nazionali e attivit nell'ambito di trattati internazionali

Massimo Chiappini (RM2) Bruno Zolesi (RM2)

5.8. TTC

Biblioteche ed editoria

Anna Grazia Chiodetti (AC) Luigi Cucci (RM1)

5.9.

Formazione e informazione

Giuliana DAddezio (RM1) Susanna Falsaperla (CT) Rosella Nave (OV)

5.10. TTC

Sistema web

Paola Montone (RM1) Giuliana Rubbia (MI)

XXX

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

III. Risorse finanziarie disponibili


1. Bilancio di previsione
L'esercizio finanziario 2011 costituisce la prima annualit del Piano triennale di attivit 2011-2013; gli obiettivi programmatici generali dell'attivit 2010 sono discussi nel Capitolo II di questa sezione di Presentazione e Inquadramento, e sono riassumibili nei seguenti cinque Obiettivi Generali: 1. 2. 3. 4. 5. Sviluppo dei Sistemi di Osservazione Attivit Sperimentali e Laboratori Studiare e Capire il Sistema Terra Comprendere e Affrontare i Rischi Naturali L'impegno verso le Istituzioni e la Societ

L'INGV riceve supporto finanziario per le sue attivit secondo due canali principali di stretta collaborazione. Il primo include le grandi strutture nazionali ed europee che hanno il compito di indirizzare e coordinare gli interventi sulla ricerca scientifica. Il capofila di questo gruppo di enti ovviamente il MIUR, che anche il ministero vigilante dell'INGV. Il secondo riguarda le strutture che svolgono attivit nella valutazione e protezione dai rischi naturali, il cui capofila il Dipartimento della Protezione Civile nazionale. Come si evince dal documento Bilancio di Previsione elaborato dallINGV per l'esercizio finanziario 2011, le risorse finanziarie ordinarie in linea di massima considerate disponibili ammontano a 65.900.056,00 cos ripartiti:

MIUR (prevista ripartizione del c.d. Fondone) MIUR (contributo ex legge n. 61/98 c.d. Colfiorito 2) Min. Economia e Finanze (contributi per maggiori oneri di personale) altri enti pubblici (per rimborso oneri di personale comandato) Dipartimento della Protezione Civile (I annualit della prevista Convenzione 2010 - 2012, quota ordinaria) Totale

48.515.793 1.128.301 1.192.755 63.207

15.000.000 65.900.056

Le risorse ordinarie non garantiscono la totale copertura delle spese c.d. incomprimibili quantificate in 69.909.056, di cui 63.296.854 per spese di gestione fisse e centralizzate (Organi, Personale, Spese di funzionamento, Esigenze dell'Amministrazione centrale, Operazioni immobiliari e Accantonamenti obbligatori) ed 6.612.202 per il fabbisogno ordinario delle Sezioni nelle quali si articola l'INGV. Il deficit, pari a 4.009.000, viene ripianato tramite l'intero utilizzo dell'avanzo di amministrazione non vincolato al 31/12/09, di corrispondente importo. Alle risorse ordinarie vanno aggiunti i seguenti 8.754.182 fondi finalizzati accertati per il 2011. Tali fondi finalizzati non garantiscono la totale copertura delle spese nellambito delle gestioni speciali che ammontano a 26.701.083. Il deficit, pari a 14.289.510, viene ripianato tramite l'intero utilizzo dell'avanzo di amministrazione a destinazione vincolata al 31/12/09, di corrispondente importo. In realt, il volume del bilancio 2010 risulter sensibilmente maggiore di quanto finora illustrato in quanto in sede di previsioni iniziali si ritenuto di non esporre le altre entrate per contratti attivi, in attesa di conoscere la tempistica e l'esatto ammontare dei notevoli accertamenti che l'Istituto continuer a realizzare anche nel 2010 in relazione a numerosi contratti e convenzioni di ricerca con enti di ricerca, enti pubblici e Comunit Europea, il cui elenco completo presentato nella sezione Obiettivi da conseguire nel triennio 2010-2012 di questo Piano Triennale. Lo stesso criterio stato seguito per i corrispondenti capitoli di spesa, in modo da non alterare l'equilibrio contabile. Analogamente, l'avanzo di amministrazione al termine dell'esercizio in corso stato presunto al netto delle quote vincolate afferenti alle gestioni speciali: nel corso dell'esercizio 2010 si provveder, tramite variazione di Bilancio, a definire esattamente le predette poste contabili in entrata e in uscita. In altri termini, l'incidenza dei fondi finalizzati allattivit oggetto di contratti e convenzioni di ricerca (c.d. entrate proprie) sul volume di bilancio destinata ad aumentare sensibilmente nel corso dell'esercizio, quando si concretizzeranno le entrate, delle quali inizialmente risulta difficile prevedere la misura e la tempistica, relative a iniziative gi in corso. Tra quelle finanziate o cofinanziate dal MIUR ricordiamo: progetti di ricerca avviati nellambito del programma FIRB, tra i quali "Rischi naturali" e "Airplane"; progetti di ricerca avviati nellambito del programma PRIN; il Programma Nazionale delle Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato per il tramite del Consorzio ad hoc.

Tra le iniziative finanziate da altre amministrazioni ricordiamo: XXXI

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

contratti di ricerca con l'ASI; accordi di programma con il Ministero dell'Ambiente; convenzioni con il Ministero della Difesa; diversi programmi di cooperazioni scientifiche curati dal Ministero degli Affari Esteri; convenzioni con Regioni ed Enti locali; convenzioni con Universit nazionali, dellEuropa comunitaria e extra-comunitarie; contratti di ricerca con la Comunit Europea; vari servizi scientifici a terzi.

Lo schema che segue riassume la natura e provenienza di tali fondi finalizzati: Fondi DPC (Programma Quadro Sorveglianza Sicilia) Fondi MIUR Fondi PNRA Fondi MAE MEF MIN. DIFESA Fondi Altri Enti Pubblici Fondi ASI Fondi Commissione Europea Fondi Privati Totale 2.292.790 1.322.747 17.143 217.357 643.466 227.810 2.549.507 1.483.362 8.754.182

Le risorse finanziarie sopra indicate verranno "calate" nella realt operativa dell'INGV, che viene illustrata in dettaglio nella sezione Obiettivi da conseguire nel Triennio 2011 2013 di questo Piano Triennale, nella quale viene anche fornito lelenco dettagliato dei Progetti e delle Convenzioni attive. I sottocapitoli che seguono forniscono ulteriori dettagli sui meccanismi di finanziamento dell'INGV e sui rapporti con i principali enti sovventori.

2. Rapporti con il MIUR


La collaborazione con il MIUR avviene nel quadro dei compiti di indirizzo, sostegno, valorizzazione e valutazione della ricerca che il Ministero esplica a livello nazionale e internazionale. L'INGV partecipa attivamente alle diverse iniziative in corso con una forte presenza in programmi nazionali ed internazionali di ricerca. La ricerca dell'INGV finanziata attraverso tutti gli strumenti di finanziamento approntati nel corso degli anni, come il FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base), il PON (Programma Operativo Nazionale per la ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, alta formazione, che si inserisce nella strategia del Piano di Sviluppo del Mezzogiorno), e la Legge 488/92, con cui stato finanziato l'importante "Progetto Irpinia" (PRO.S.IS. Programma Sperimentale per la Sismologia e l'ingegneria sismica), concluso nel 2008. Tra i programmi di maggior respiro finanziati dal MIUR si devono certamente ricordare i progetti FIRB Sviluppo Nuove Tecnologie per la Protezione e Difesa del Territorio dai Rischi Naturali (2005-2009), recentemente concluso, e Airplane - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani (2007-2009). Entrambe queste iniziative si caratterizzano per un ampio respiro internazionale e per un cospicuo sforzo sperimentale, e coinvolgono numerose strutture dellente e importanti partner del mondo accademico. Un finanziamento di particolare prestigio quello concesso al PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), nell'ambito del quale l'INGV ha un ruolo centrale e partecipa anche al Consorzio per l'attuazione del Programma scientifico. I progetti e le attivit di ricerca da conseguire con il contributo finanziario del MIUR sono elencati in dettaglio nelle tabelle riassuntive a corredo della sezione Obiettivi da conseguire nel Triennio 2011 - 2013 di questo Piano Triennale.

3. Rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile


Con il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) vengono affrontati, in un sistema sinergico, gli aspetti tecnico-scientifici relativi ai rischi sismico, vulcanico e da maremoto. Il territorio italiano si estende infatti su un'area che come noto caratterizzata dalla presenza di aree fortemente sismiche e da aree vulcaniche attive, uniche nella realt europea. I rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile sono attualmente regolati dall'allegato tecnico alla Convenzione DPC INGV 2007 - 2009 stipulata in data 14/3/2007. Al momento della stesura di questo documento in corso di elaborazione la Convenzione 2010-2012. I finanziamenti concessi dal Dipartimento all'INGV per il 2007-2009 sono dettagliati nell'art. 5 della Convenzione, e sono raggruppati in tre categorie: XXXII

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Mantenimento delle attivit di monitoraggio e sorveglianza (art. 5.2a). Si tratta di un importante finanziamento che alimenta l'oggetto principale della Convenzione, ovvero la sorveglianza sismica e vulcanica del territorio lungo tutto l'arco delle 24 ore. Sviluppo e innovazione tecnologica delle reti di monitoraggio e ottimizzazione di tutte le attivit di monitoraggio (art. 5.2b). Questa porzione del finanziamento ha come obiettivo il progressivo amplimento delle reti e la modernizzazione della strumentazione utilizzata nella sorveglianza, nonch la razionalizzazione e lottimizzazione della strumentazione esistente. Studi e ricerche su tematiche finalizzate alle attivit di monitoraggio sismico e vulcanico e su zone di particolare interesse sismologico e vulcanologico, specificatamente individuate (art. 5.2c). D'intesa con il Dipartimento, l'INGV ha organizzato tale attivit in dieci progetti, la cui gestione affidata a due ricercatori per progetto (tranne che per il progetto vulcanologico, di seguito denominato con la sigla V2, che prevede due coordinatori interni). Con Decreto del Presidente datato 5/12/2007 la Dott.ssa Daniela Pantosti, dirigente di ricerca della Sezione di Roma 1, ed il Dott. Paolo Papale, dirigente di ricerca della Sezione di Pisa, sono stati nominati Coordinatori Generali, rispettivamente dei progetti sismologici e dei progetti vulcanologici.

Ampia documentazione su questa importante iniziativa congiunta dell'INGV e del Dipartimento della Protezione Civile pu essere reperita a partire dalla pagina Internet http://www.ingv.it/.

4. Rapporti con altre istituzioni nazionali


L'INGV offre da molti anni servizi tecnico-scientifici di fondamentale importanza per la sicurezza delle popolazioni e del patrimonio esposti a tali rischi naturali, in piena intesa con la Protezione Civile nazionale, regionale e locale e con diversi altri enti e aziende che operano sul territorio, come ad esempio l'ENI, l'APAT, le ARPA regionali. Tra i temi di grande rilevanza sociale affrontati dall'INGV va ricordato quello dell'inquinamento, con la sua specifica variante del seppellimento abusivo di materiali pericolosi. In questo ambito l'INGV attivo da anni in valida sinergia con la Magistratura e con gli organi di Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e Guardia di Finanza. Sempre nel quadro dei rischi naturali, recentemente l'INGV ha aggiunto alle attivit pi strettamente classificabili come sorveglianza una funzione di riferimento scientifico di alto livello, offrendo la propria collaborazione al Governo per l'elaborazione della nuova normativa sismica nazionale. Le collaborazioni sono molto attive anche con il Ministero dell'Ambiente, con il quale l'INGV negli anni ha siglato diversi accordi di programma in settori scientifici anche molto diversi tra loro. In particolare, l'INGV svolge da anni, sotto l'egida di questo Ministero, attivit nell'ambito della convenzione internazionale sui cambiamenti climatici, mentre di pi recente avvio un accordo per studi sul processo di sequestrazione di anidride carbonica nel sottosuolo. Si segnalano anche importanti accordi con il Ministero della Difesa per la fornitura di mappe aggiornate dei parametri ionosferici utili alla gestione immediata delle radio frequenze in onda corta. Un ruolo istituzionale di primo attore viene svolto dall'INGV nel servizio di consulenza tecnico-scientifica per il Ministero degli Affari Esteri (MAE), in particolare nell'ambito della realizzazione del Centro Dati Nazionale che il Ministero ha creato per assolvere ai suoi impegni nel trattato per la proibizione totale delle esplosioni nucleari (CTBTO). Vanno infine ricordate le numerose collaborazioni in essere con l'ASI, l'ENI, l'INAF, il CNR, le Universit e gli altri Enti di ricerca, nonch con diverse altre strutture, anche di governo regionale e locale, che vengono avviate sia per iniziativa di singoli gruppi di ricercatori, sia nell'ambito di convenzioni di ricerca e programmi-quadro.

5. Rapporti con istituzioni extra-nazionali


Oltre a essere ben posizionato nell'area internazionale per la qualit della ricerca svolta e la leadership oggettiva riconosciutagli in alcuni ambiti disciplinari, l'INGV trae da questo ambito importanti fonti di finanziamento. La Comunit Europea concede finanziamenti a diversi settori trainanti dell'ente (sismologia, vulcanologia, clima e ambiente) nell'ambito di grandi programmi pluriennali come il VII Framework Programme dalla Comunit Europea, COST, ECONTENT. Alcuni programmi di grande respiro internazionale vengono supportati da prestigiose istituzioni come la National Science Foundation (NSF), l'ONU e l'UNESCO. Per il 2011 diverse strutture dellINGV hanno sottomesso o stanno sottomettendo progetti nellambito delle chiamate del VII Framework Programme della Comunit Europea, avviato nel corso del 2007. Le tabelle che seguono dettagliano il coinvolgimento dellINGV in progetti attivi per il 2011 finanziati rispettivamente dalla Comunit Europea e da altri soggetti europei ed extraeuropei. Ulteriori dettagli su ciascun progetto possono essere evinti dalla consultazione della banca-dati dei progetti dellINGV (http://portale.ingv.it/portale_ingv/l-ingv/progetti). Brevi note sui principali progetti sono fornite nel successivo Capitolo IV Collaborazioni internazionali di rilievo e interazioni con le altre componenti della rete di ricerca.

XXXIII

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Progetti finanziati dalla Comunit Europea Acronimo CIGALA CIRCE DS3F EMSO EPOS ESONET GEISER Genesi DEC GLASS Nazionalit coordinatore Spagna Italia (INGV) 16 nazioni europee a rotazione Italia (INGV) Italia (INGV) Francia Germania Francia Germania Titolo completo Concept for Ionospheric-Scintillation Mitigation for Professional GNSS in Latin America Climate change and impact research: Mediterranean environment The Deep Sea & Sub-Seafloor Frontier European Multidisciplinary Seafloor Observation European Plate Observing System European Seafloor Observatory NETwork Geothermal Engineering Integrating Mitigation of Induced Seismicity in Reservoirs Ground European Network for Earth Science Interoperations - Digital Earth Community InteGrated Laboratories to investigate the mechanics of ASeismic vs. Seismic faulting In situ monitoring of oxygen depletion in hypoxic ecosystems of coastal and open seas, and land-locked water bodies Magma Ascent Mathematical Modelling and Analysis Mitigate and assess risk from volcanic impact on terrain and human activities. Development and pre-operational validation of GMES Marine Core Services Network of European Research Infrastructures for Earthquake Risk Assessment and Mitigation Quantitative Estimation of Earth's Seismic Sources and Structures Raising earthquake awareness and coping with children's emotions Services and applications for emergency response A pan-European infrastructure for ocean and marine data management Southern european seas: assessing and modelling ecosystem changes Seismic hazard HARmonization in Europe Uncovering the secrets of an earthquake: multydisciplinary study of physico-chemical processes during the seismic cycle Durata 15/02/2010 - 15/02/2012 01/04/2007 - 30/06/2011 01/01/2010 - 30/06/2012 01/04/2008 - 31/03/2012 01/11/2010 - 31/10/2014 03/01/2003 - 28/02/2011 01/01/2010 - 30/06/2013 01/05/2010 - 30/04/2012 01/10/2010 - 30/09/2015

HYPOX

Germania

01/04/2009 - 31/03/2012

MAMMA MIAVITA MYOCEAN NERA QUEST RACCE SAFER SEADATANET SESAME BO SHARE

Francia Francia Francia Svizzera Germania Grecia Francia Francia Grecia Svizzera

01/09/2010 - 31/12/2012 11/02/2008 - 11/02/2011 01/01/2009 - 31/03/2012 01/11/2010 - 31/10/2014 01/12/2009 - 30/11/2013 01/01/2011 - 31/12/2012 01/01/2009 - 31/12/2011 01/04/2006 - 31/03/2011 01/11/2006 - 30/04/2011 01/06/2009 - 31/05/2012

USEMS

Italia (INGV)

01/06/2008 - 31/05/2013

XXXIV

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Progetti finanziati da altri soggetti Acronimo AUTOSCALA Convenzione Tenerife Ente sovventore Polish Academy of Sciences - Space Research Centre Gobierno de Espana Ministero de Fomiento Universit Autonoma di Barcellona European Environment Agency Fondo de cooperacion internacional en ciencia y tecnologia Union Europea-Mexico GEM Foundation Titolo completo Software per l'interpretazione automatica della traccia di uno ionogramma tramite un modello adattivo Convenzione di collaborazione tra Instituto Geogrfico Nacional e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per studi geochimici del vulcanismo di Tenerife Evolucion de los dinosaurios en el este iberico y su entorno, durante el cretacico: registro estratigrafico y paleoambiental del maadtrichtiense pirenaico European Topic Centre on Inland, Coastal and Marine waters 2011-2013 Osservazioni di campo, strumentali e studi sperimentali applicati a prevenire i disastri vulcanici: sviluppo di strumenti e metodi innovativi per lo studio dell'attivit vulcanica. Global Earthquake Model - Global component Global earthquake history SAtellite/seafloor/Ground data Analyses for Earthquake Pattern Recognition Analisi congiunta di dati satellite, su fondo mare e a terra per il riconoscimento di segnali geofisici anomali nella generazione dei terremoti Support to aviation for volcanic ash avoidance Durata 30/09/2010 - 31/12/2012

01/11/2008 - 30/10/2011

EDI/ICM ETC/ICM

18/10/2010 - 31/12/2011 01/01/2011 - 31/12/2011

FIEL-VOLCAN

06/11/2009 - 30/06/2011

GEM

01/11/2010 - 31/12/2012

SAGA-4-EPR

Ministero Affari Esteri (Accordo Italia-Cina) European Space Agency

01/01/2010 - 31/12/2012

SAVAA

01/11/2008 - 30/10/2011

6. Spesa prevista per la realizzazione dei progetti


Per l'esercizio finanziario 2011 sono da prevedere spese c.d. incomprimibili (gestione ordinaria centralizzata - spese fisse di funzionamento - e gestione ordinaria decentrata - funzionamento delle sezioni) per complessivi 65.923.967,00 secondo la seguente ripartizione: Tabella 1 Sintesi delle uscite ordinarie (in Euro).

Uscite ordinarie centralizzate 2011


Spese personale Mensa Fondo Assistenza TFR Spese Organi e Direttore Generale Spese fisse centralizzate ed esigenze di Amm. Centrale Operazioni immobiliari Fondo Riserva Totale uscite ordinarie centralizzate 43.825.787,00 897.000,00 219.000,00 433.000,00 610.000,00 11.806.573,00 1.990.000,00 263.430,00 60.044.790,00

Uscite ordinarie decentrate 2011


Sezioni Napoli Osservatorio Vesuviano Milano Palermo Catania 1.136.503,00 236.287,00 563.919,00 969.017,00

XXXV

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________ Roma 1 Roma 2 Centro Nazionale Terremoti Bologna Pisa Totale uscite ordinarie decentrate 779.981,00 590.885,00 1.117.589,00 291.297,00 193.699,00 5.879.177,00

Totale uscite ordinarie 2011


65.923.967,00

In ciascuna sezione il budget disponibile verr a sua volta ripartito sulla base dei progetti esecutivi annuali sezionali in tre grandi aggregati di spesa: spese correnti (incluse spese per missioni, corsi di aggiornamento, studi e ricerche, organizzazione di convegni, contributi per pubblicazione articoli scientifici); spese per il mantenimento del livello tecnologico esistente; spese per l'innalzamento del livello tecnologico esistente.

Le spese dellAmministrazione Centrale riguarderanno sostanzialmente attivit di supporto a tutte le strutture dell'ente (adempimenti ex d.l. n. 626/'94 e indumenti di lavoro, gestione autoparco sede centrale, adempimenti doganali, attivit divulgative e museali, abbonamento a riviste anche on-line, biblioteca, acquisto di mezzi speciali per le attivit nell'ambito del servizio di sorveglianza sismica e vulcanica). Tuttavia, va tenuto presente che le spese di personale sono state quantificate sulla base della attuale consistenza organica. Se l'evoluzione normativa consentir all'Istituto, come programmato, di saturare la pianta organica attuale entro il termine del triennio di riferimento, sar necessario prevedere un fabbisogno finanziario ordinario incrementato delle poste di cui alla Tabella 1. Alla luce di quanto sopra possibile rideterminare l'andamento della spesa per il personale e, di conseguenza, il fabbisogno finanziario generale secondo il prospetto di Tabella 2, che tiene conto dell'aumento fisiologico (2% delle spese ordinarie al netto di quelle per il personale) e delle spese per acquisto di beni e servizi dovuto al processo inflattivo. Tabella 2 Andamento atteso dellaumento delle uscite ordinarie nel prossimo triennio (in Euro).
Anno 2011 2012 2013 Maggiori oneri per il personale 651.927 651.927 651.927 Maggiori oneri funzionamento --236.131 240.854 Spese ordinarie consolidate 65.923.967 65.923.967 65.923.967 Fabbisogno totale 66.575.894 66.812.025 66.816.748

Per ulteriori dettagli si rimanda il lettore al Bilancio di Previsione 2011 (http://portale.ingv.it/l-ingv/programmazione-eattivita-1).

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

IV. Collaborazioni internazionali di rilievo e interazioni con le altre componenti della rete di ricerca
In passato le attivit internazionali della ricerca italiana, sia europee che extraeuropee, venivano solitamente viste come elemento integrativo rispetto a quelle nazionali. Oggi la progressiva contrazione del finanziamento ordinario da un lato e la necessit di continuare ad impegnarsi per una ricerca allavanguardia dallaltro hanno cambiato la visione prospettica della strategia riguardo alle attivit internazionali. Infatti, il nuovo Programma Nazionale di Ricerca (PNR) 2010/2013 vede la componente internazionale come elemento fondante di quella nazionale. In particolare lAzione 16 si pone come obiettivo proprio il miglioramento del grado di internazionalizzazione del Sistema Ricerca, massimizzando lo sfruttamento degli strumenti di collaborazione in ambito UE e perseguendo altri tipi dimpegno a livello internazionale basati su accordi bilaterali e multilaterali. Il PNR destina specifiche risorse allimpulso delle attivit di ricerca, anche tramite la creazione di nuove infrastrutture e il potenziamento di quelle esistenti, nella logica dellindividuazione delle eccellenze nazionali, per promuovere a livello pan-europeo ed internazionale la ricerca italiana. A questo si aggiunge il rilancio della Strategia di Lisbona, il cosiddetto Processo di Lubiana avvenuto nel maggio 2008 che, partendo dalla definizione di un quadro di obiettivi condivisi sintetizzati dalla European Research Area o ERA (ERA Vision 2020) e degli strumenti necessari al loro perseguimento (ERA Governance), prevede la realizzazione di iniziative finalizzate ad intensificare limpegno per la costruzione dello Spazio Europeo della Ricerca. LERA si propone di favorire lintegrazione ed il coordinamento delle attivit e delle politiche nazionali nel settore della ricerca, superando le frammentazioni esistenti. In base allERA Vision 2020, tutti dovranno poter beneficiare pienamente, entro il 2020, della libera circolazione dei ricercatori, delle conoscenze e delle tecnologie. Sulla base di questa nuova visione si comprende come anche allINGV lorganizzazione, i programmi e le attivit di ricerca debbano convergere verso obiettivi comuni ed essere sinergici con quelli intergovernativi e comunitari. A tal fine lIstituto da Maggio 2010 si dotato di un ufficio Relazioni Internazionali con unica sede a Roma, per assicurare un punto di riferimento e di contatto tra i ricercatori dellEnte e tutti gli stakeholders internazionali. Allo stato attuale, a causa dellesiguit dei mezzi e del personale che lINGV pu mettere a disposizione, questufficio non in grado di assistere appieno i ricercatori, ma deve limitarsi ad unattivit informativa e a seguire a livello istituzionale i rapporti con la Comunit Europea e le Direzioni Generali dei Ministeri competenti.

1. Attivit in ambito comunitario


I dati attualmente disponibili relativi alla partecipazione alle attivit comunitarie dellINGV (si veda il Capitolo III Risorse finanziarie disponibili), evidenziando una consistente partecipazione ai programmi europei di ricerca ed in particolare al Settimo Programma Quadro e testimoniano la competitivit a livello europeo dellEnte. Segue una breve descrizione dei principali progetti attivi per il 2011. CIRCE. Si tratta del pi grande progetto sullevoluzione del clima del Mediterraneo. Il progetto, coordinato dallINGV, coinvolge 65 partner europei e nordafricani, di cui 62 sono centri di ricerca, con l'obiettivo di valutare gli impatti climatici nel Mediterraneo e le migliori strategie di adattamento e mitigazione. I risultati, frutto della collaborazione tra matematici, fisici, climatologi, agronomi, economisti e informatici, saranno messi a disposizione sia della comunit scientifica che dei decisori politici. Con questo progetto la ricerca diventa strumento per supportare le azioni di risposta ai mutamenti indotti dai cambiamenti climatici. USEMS. Si tratta di una iniziativa finanziata dalla Unione Europea nellambito del Settimo Programma Quadro e allinterno del Programma Specifico IDEAS dellERC (European Research Council). Il progetto, della durata di cinque anni (2008-2013), vede lINGV come Host Institution in quanto il ruolo di Principal Investigator svolto da un brillante ricercatore (ora professore associato) dellUniversit di Padova. Il progetto si propone di comprendere i processi fisico-chimici che controllano la genesi del terremoto che sono essenziali nella valutazione della pericolosit sismica. Il monitoraggio delle faglie attive in superficie e linterpretazione dei dati derivanti dalle onde sismiche offrono una informazione limitata sulla meccanica del terremoto. Il progetto ha come obiettivo quello di indagare i processi sismogenetici: - installando un apparato per effettuare esperimenti in condizioni di deformazione tipiche dei terremoti, - studiando sorgenti sismiche fossili sulla superficie della Terra; - analizzando materiali rocciosi naturali e sperimentali con un nuovo approccio multidisciplinare che coinvolga quanto conosciuto delle tecniche di analisi microstrutturali, mineralogia e petrologia, - producendo di nuovi modelli teorici di terremoto calibrati (e strettamente vincolati) da osservazioni sul campo. Lo studio proposto ha ulteriori implicazioni per la comprensione di altri processi di attrito controllato importanti nel campo delle scienze della Terra e mitigazione del pericolo (ad esempio di frane). Questo progetto che alla met del suo ciclo di vita, ha ricevuto un encomio particolare da Bruxelles in quanto considerato outstanding e segnalato dallERC per follow-up actions. GLASS. Anche questo progetto stato finanziato nellambito dellFP7 ERC Starting Grant, ed anche per questo progetto lINGV Host Institution. Questo dimostra le effettive capacit dellEnte di attirare le eccellenze nel campo scientifico e fare della ricerca italiana in campo geofisico una punta di diamante per lintera Europa. Il progetto, XXXVII

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

iniziato ad Ottobre 2010 terminer a Settembre 2015. GLASS si propone di sviluppare una ricerca innovativa e multidisciplinare per svelare i processi fisico-chimico responsabili di fenomeni di fogliazione che partono da scorrimenti asismici a slittamento sismico e ha individuato nel centro Italia un sito di prova unico che pu servire come un laboratorio naturale per l'integrazione dei dati ad alta risoluzione raccolti da diverse discipline. La ricerca proposta consentir di creare una visione senza precedenti della meccanica dei terremoti e dei processi di deformazione della crosta terrestre. Gli obiettivi principali del progetto sono i seguenti: - individuare e analizzare i diversi tipi di segnali sismici generati dalla crosta in continua deformazione; - studiare i processi di deformazione in affioramenti di vecchie faglie; - caratterizzare il flusso dei fluidi e le propriet di attrito delle faglie in esperimenti di deformazione di rocce; - indagare sulla genesi del terremoto e sulla sua ricorrenza, sviluppando modelli numerici che saranno vincolati da dati sperimentali e calibrati da registrazioni sismologiche. MYOCEAN. Finanziato dalla Commissione Europea a partire dal 2009, questo progetto si propone di creare infrastrutture, servizi e risorse per preparare un prodotto pan-europeo: il Marine Core Service (MCS). MyOcean risponde al tema SPA.2007.1.1.01 - sviluppo delle capacit di aggiornamento per gli attuali servizi GMES di fast-track e relativi servizi pre-operativi. Tramite un sistema di monitoraggio oceanografico solido e ottimizzato e uninfrastruttura di previsione, il consorzio MyOcean si compone da 61 partner di 28 paesi diversi. Il servizio verso gli utenti del MCS verr realizzato durante una fase pre-operativa attraverso un processo di validazione pianificata con 3 anni di sperimentazione e con l'intento di seguire il piano d'azione a lungo termine del MCS. L'Oceano globale e i mari europei saranno monitorati con un sistema eddy-resolving, basato sullassimilazione di dati in situ e da satellite in modelli tridimensionali che rappresentano lo stato fisico, il ghiaccio e gli ecosistemi delloceano; nel passato (25 anni), in tempo reale e nel futuro (1-2 settimane). L'alta qualit dei prodotti si baser sull'aggregazione di modelli europei e la metodologia scientifica sar prodotta attraverso un intenso scambio tra comunit operativa e di ricerca. NERA. Questo progetto, di cui lINGV partner maggioritario, stato finanziato da FP7 Infrastructure, ha una durata di 48 mesi ed iniziato a Novembre 2010. L'obiettivo generale di NERA di raggiungere un miglioramento quantificabile e un impatto a lungo termine nella valutazione e nella riduzione della vulnerabilit delle costruzioni e dei cittadini rispetto ai terremoti. Il progetto integrer le infrastrutture che hanno un ruolo chiave nella ricerca geofisica in Europa e combiner le varie competenze nella sismologia e ingegneria sismica. NERA garantir la fornitura di servizi di alta qualit, compreso l'accesso ai dati e ai parametri del terremoto agli strumenti per la valutazione del rischio sismico. NERA si coordiner con altri progetti finanziati dalla CE (SHARE, SYNER-G) e contribuir al programma GEM dellOCSE e alle infrastrutture ESFRI (European Strategy Forum for Research Infrastructures) di EPOS.

2. Le grandi infrastrutture di ricerca a scala europea


Da alcuni anni lo sviluppo delle grandi infrastrutture di ricerca uno dei temi principali dellazione dei governi e delle istituzioni di ricerca di tutta Europa. A riguardo il PNR 2010-2012 recita: La realizzazione di grandi Infrastrutture di Ricerca di eccellenza mondiale uno dei cinque assi strategici per la strutturazione e lo sviluppo dello Spazio Europeo della Ricerca. Le infrastrutture di Ricerca rappresentano un mezzo per promuovere la cooperazione su scala pan-Europea e per offrire alle comunit scientifiche un efficiente accesso a metodi e tecnologie avanzati. Grazie alla pluriennale partecipazione a progetti di ricerca europei nei settori disciplinari di sua competenza, sia con il ruolo di coordinatore, sia con il ruolo di partner, lINGV si affermato recentemente come referente di alcune Infrastrutture di Ricerca a scala europea. Lo stesso PNR ricorda anche due importanti infrastrutture INGV entrate a far parte del settore Ambiente della roadmap ESFRI (European Strategy Forum for Research Infrastructures), che definisce il fabbisogno di infrastrutture internazionali di ricerca per i prossimi due decenni. European Plate Observing System (EPOS) Questo progetto, finanziato da FP7 Infrastructure, ha una durata di 48 mesi, iniziato a Novembre 2010 e vede lINGV come coordinatore. EPOS uninfrastruttura di ricerca che propone un piano di integrazione nel lungo termine a livello pan-Europeo di infrastrutture esistenti per lo studio della Terra solida. EPOS propone lintegrazione, larmonizzazione e lo sviluppo di infrastrutture di ricerca per il monitoraggio di terremoti, vulcani e maremoti (reti sismiche, accelerometriche, GPS, osservazioni spaziali) e per lo studio della tettonica e della geologia dellarea Euro-Mediterranea. EPOS include infrastrutture sia per lo studio di fenomeni naturali sia per la loro simulazione in laboratorio attraverso esperimenti e simulazioni numeriche. EPOS ha come scopo quello di fornire un servizio allutenza per larchiviazione e la distribuzione di dati multidisciplinari per promuovere la ricerca sulle scienze della Terra solida in Europa. EPOS intende dunque creare i presupposti affinch l'Europa abbia un ruolo di primo piano nella ricerca delle scienze della Terra solida. Il progetto dar libero accesso a dati geofisici e geologici e a strumenti di modellazione, consentendo un passo in avanti nella ricerca scientifica multidisciplinare in campi diversi, tra cui il rischio sismico e vulcanico, i cambiamenti ambientali, la sostenibilit a lungo termine e lenergia, con un impatto sociale certamente benefico.

XXXVIII

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

European Multidisciplinary Seafloor Observation (EMSO) Lo European Multidisciplinary Seafloor Observation - Preparatory Phase (EMSO-PP) un progetto coordinato dallINGV della durata di 4 anni, iniziato ad Aprile 2008 e finanziato anchesso da FP7 Infrastructure. Il suo obiettivo principale quello di stabilire il quadro giuridico e di governance per EMSO, una delle infrastrutture al servizio degli scienziati e degli altri soggetti interessati, in Europa e fuori dellEuropa, alle osservazioni e agli studi a lungo termine in acque profonde. EMSO una infrastruttura di ricerca che si basa sulla realizzazione di una rete di osservatori marini multidisciplinari estesa lungo i margini continentali della placca Eurasiatica dal Mar Baltico al Mar Nero attraverso lOceano Atlantico nord-orientale e il Mar Mediterraneo. EMSO rivolto allosservazione in mare profondo di processi geofisici, geochimici, biologici, oceanografici su una scala temporale che si estende dai millesimi di secondi ai decenni, ed ha come obiettivo scientifico fondamentale il monitoraggio dei processi ambientali che avvengono nella biosfera geosfera, idrosfera dei mari europei. EMSO accrescer quindi le conoscenze sullinsorgere e levolvere dei rischi naturali (es. eventi sismici, maremoti) e sui cambiamenti climatici attraverso i loro effetti sugli ecosistemi profondi. Linfrastruttura EMSO attualmente in fase preparatoria avendo la Commissione Europea finanziato un Progetto EMSOPreparatory Phase della durata di 4 anni (2008-2012) con lo scopo di stabilire e strutturare lentit legale che gestir linfrastruttura stessa. Il progetto EMSO-PP coordinato dallINGV e raccoglie 12 partners da 12 stati membri delegati dai rispettivi ministeri della ricerca scientifica. La fase preparatoria svolger tutte le azioni che porteranno all'effettiva realizzazione dellinfrastruttura e la sua gestione a lungo termine. Inoltre coordiner e armonizzer, a livello europeo e nazionale, tutte le risorse messe a disposizione, in collegamento con la rete di eccellenza ESONET.

3. Accordi di ricerca bilaterali


LINGV impegnato in un congruo numero di attivit di ricerca bilaterali con numerosi paesi europei ed extraeuropei. Visto il ruolo che ha ormai assunto la Comunit Europea e lefficacia della sua azione nel coordinamento della ricerca, gli accordi di collaborazione tra lINGV e le istituzioni di ricerca di paesi extraeuropei sono particolarmente significative, anche perch attraverso di esse lINGV pu giocare un ruolo-ponte tra la Comunit stessa e il resto del mondo. Tra gli accordi in atto ricordiamo: Il Memorandum of Understanding tra lINGV e il Battelle Memorial Institute, gestore del Pacific Northwest National Laboratory, stato firmato il 23 ottobre 2009. Laccordo sul "Low Carbon Technologies", in particolare CO 2 Capture & Storage (CCS) e sulla ricerca a livello geologico dello smaltimento dei rifiuti nucleari ad alta radioattivit HLW (High Level Waste). Il memorandum sar valido per un periodo di tre anni. Tavolo Canada. Lo scorso Gennaio a Victoria B.C. e a Vancouver si tenuto lItalian Ocean Technologies Innovation Mission to British Columbia, organizzata dallambasciata del Canada in Italia e dal Canadian Trade Commissioner Service sotto legida del MIUR. Scopo della missione, cui hanno partecipato anche i ricercatori dellINGV era di promuovere una collaborazione bilaterale nel settore delle tecnologie marine applicate a sistemi di osservazione dei fondali oceanici e di mare aperto. Nel dicembre del 2010, i due Stati hanno firmato una Lettera dIntenti formalizzando quattro anni di accordi e progetti congiunti. Il Tavolo Canada divenuto, cos, la struttura di riferimento ed il marchio unificatore che guida le iniziative di partnership fra Italia e Canada nel campo dellinnovazione tecnologica. LINGV, coordinatore dellinfrastruttura EMSO, ha parte attiva nelle iniziative nel settore della ricerca e della osservazione marina.

4. Rapporti con il mondo produttivo e rilevanza economico-sociale delle attivit svolte


LINGV svolge attivit di ricerca, sorveglianza e consulenza in Geofisica, Geochimica e Vulcanologia. Lobiettivo principale che si propone di raggiungere la conoscenza dei fenomeni naturali che costituiscono, nel loro insieme, la dinamica del nostro pianeta. Ma, ovviamente, proprio in funzione di questo obiettivo, lIstituto anche fortemente e naturalmente coinvolto in tutte le attivit che presuppongono un utilizzo immediato e pratico delle conoscenze via via acquisite. Per questo motivo convivono quindi allinterno dellINGV, completandosi a vicenda, sia progetti scientifici di ampio raggio volti al miglioramento delle conoscenze ed allo sviluppo della scienza, che potremmo definire di ricerca pura, sia progetti pi applicativi volti allutilizzo immediato dei dati che vengono acquisiti per risolvere specifici problemi di rilevanza economico-sociale, ambientale e industriale, che possiamo definire di ricerca applicata. Le risorse materiali ed umane coinvolte nello sviluppare in modo parallelo ed armonico queste due anime non sono necessariamente equipartite, perch spesso per valorizzare ed applicare i risultati della ricerca necessario uno sforzo organizzativo e tecnologico molto elevato. Il mondo produttivo La tendenza ad avviare attivit che abbiano un rilevante impatto anche al di fuori dellambito della ricerca in senso stretto cresciuta nel corso degli ultimi anni, anche in relazione a una pi marcata finalizzazione delle attivit di ricerca voluta dal ministero vigilante (MIUR) e al varo di nuove strategie di finanziamento della ricerca da parte di enti sovventori italiani ed internazionali (ad esempio i fondi concessi dal MIUR tramite la legge 482/92, iniziative comunitarie per lo sviluppo di tecnologia per il monitoraggio dei fondali marini, etc.). A seguito di questa nuova tendenza anche per lINGV i rapporti con il mondo produttivo in senso stretto e con lindustria sono considerevolmente cresciuti, fino a diventare in alcuni casi XXXIX

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

anche intensi e fecondi pur se necessariamente limitati nel numero, data la natura delle ricerche svolte. Tali rapporti includono essenzialmente lo sviluppo di sensoristica per vari tipi di osservazioni geofisiche, da quelle gi citate sui fondali marini, alla sismometria e magnetometria, ed alla misura di parametri glaciologici in aree polari. Ricercatori INGV partecipano anche allo sviluppo di sensori per il telerilevamento, attivit questa che ha diverse applicazioni anche al di fuori dellambito strettamente geofisico. Inoltre, vengono spesso messe in atto consulenze per la fornitura di elaborazioni o pareri di elevato valore scientifico e tecnologico a grandi committenti istituzionali, spesso caratterizzate da una particolare riservatezza o delicatezza dei temi trattati (ad esempio, previsioni di radiopropagazione, indagini a favore delle autorit giudiziarie nella geofisica di esplorazione o indagini sul rispetto di trattati internazionali). Come esempio di alcuni dei risultati tangibili del coinvolgimento con il mondo dellindustria citiamo lapprovazione del brevetto internazionale PCTn.1565PTIT relativo ad un sensore magnetico di nuova concezione, o la sottomissione di un altro brevetto relativo a un sistema integrato di orientamento magnetico basato sulla correzione della rotta con lausilio dellIGRF. stata avviata la produzione in serie di due magnetometri per le alte frequenze rispettivamente da 0.001 Hz 25 Hz e 1 Hz 100 kHz, interamente progettati e industrializzati allOsservatorio di LAquila. Altre attivit sperimentali e di misurazione si sono svolte presso la nuova sede dellINGV a Portovenere. Queste ultime rientrano nellambito delle attivit di collaudo, taratura e verifica di apparati magneto-gradiometrici dellIstituto Idrografico della Marina, nonch per la manutenzione e aggiornamento di strumentazione magnetica e gravimetrica e allo sviluppo di software per la loro gestione. Nellambito di un progetto di ricerca effettuato nel PNRA citiamo la realizzazione di un Glacio-radar, uno strumento sviluppato e costruito dallINGV (potenza 4 kW, frequenza 60 MHz, penetrazione 5 km, risoluzione 10 m) idoneo ad essere aerotrasportato e misurare lo spessore della copertura glaciale antartica. Riteniamo di dover citare inoltre il sistema chiamato Archimede, una convenzione tra lINGV ed un consorzio industriale (ref. Eliservizi srl) per lo sviluppo di un sistema aviotrasportato su elicottero dedicato al rilevamento di immagini georeferenziate nel visibile e nellinfrarosso, con un primo test effettuato ai Campi Flegrei. Ulteriori esempi sono rappresentati dalle consulenze per i requisiti dei sistemi satellitari: tra queste un incarico ESAper lanalisi dei requisiti dello strumento IR previsto a bordo del futuro sistema di satelliti europei GMES. Rilevanza economica-sociale Il quadro delle attivit che hanno ampia rilevanza sociale, e in alcuni casi dirette implicazioni economiche, decisamente ricco sia per quanto riguarda rapporti con istituzioni italiane sia in riferimento allo scenario internazionale. Partendo da questultimo, si deve sottolineare che nel 2005 lINGV ha puntualmente onorato gli impegni assunti dallAccordo di Programma stipulato con il Ministero Affari Esteri (MAE), proseguendo nella realizzazione del sistema di verifica del Trattato internazionale per la Proibizione Totale degli Esperimenti Nucleari (Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty CTBT). La Legge n. 197 del 24 luglio 2003 ha infatti stabilito che lINGV svolga il ruolo istituzionale di primo attore nel servizio di consulenza tecnico-scientifica per il Ministero degli Affari Esteri. Il sistema di verifica si basa sulla realizzazione di un centro dati nazionale che cura gli aspetti tecnici di comunicazione ed di interfaccia tecnico-scientifica qualificata con lOrganizzazione internazionale (CTBTO) che ha sede a Vienna e che cura il monitoraggio geofisico e radionuclidico attivo sullintero pianeta. Tra i compiti del centro dati vi sono quelli legati al miglioramento e allapplicazione di numerose tecniche geofisiche previste dal Trattato, durante le cosiddette ispezioni in sito, per lindividuazione di eventuali violazioni del Trattato stesso. La consulenza per la Farnesina consistita anche nella partecipazione ai tavoli negoziali presso la sede delle Nazioni Unite a Vienna per la preparazione dei manuali operativi necessari al funzionamento dellintero regime di verifica del Trattato. La consulenza verso la CTBTO ha costituito un valido esempio di penetrazione del mercato intellettuale italiano nelle organizzazioni internazionali, in linea con la politica estera del Governo. In particolare, gli esperti del Laboratorio di Aerogeofisica dellINGV hanno fornito, durante le ispezioni, le opportune raccomandazioni sullutilizzo delle tecniche geofisiche di esplorazione (magnetiche, gravimetriche ed elettromagnetiche) sia a terra che in volo. Numerose sono le iniziative avviate sul piano strettamente nazionale. Tali iniziative comprendono consulenze e convenzioni con diversi ministeri e amministrazioni pubbliche, sia a scala nazionale che regionale e locale, finalizzate allo studio di particolari elementi di rischio per lambiente e per la popolazione. Tra queste iniziative ricadono indagini sul clima a varie scale spaziali e temporali, indagini sullinquinamento in aree urbane, indagini di sottosuolo per la ricerca di eventuali discariche abusive di rifiuti tossici. Due esempi particolarmente significativi di questa categoria di rapporti tra INGV e il mondo sociale e produttivo sono rappresentati dalla sorveglianza geofisica del territorio edalle consulenze sulla pericolosit sismica, vulcanica ed ambientale del territorio. Per quanto riguarda la sorveglianza baster ricordare le diverse turnazioni H24 svolte dal personale scientifico, che in numerose sezioni dellINGV forniscono alla Protezione Civile preziose informazioni in tempo reale sui processi geodinamici in atto in Italia sia nei mari che nei territori circostanti. Le informazioni sono basate sulla strumentazione pi avanzata e su analisi svolte con le migliori metodologie attualmente disponibili, con un notevole impegno finanziario ed umano quantificabile in oltre la met di tutte le risorse materiali dellINGV e in quasi il 40% di quelle umane. Le consulenze agli organi governativi e alle pubbliche amministrazioni nel campo della pericolosit sismica, vulcanica ed ambientale si esplicano attraverso pareri in merito alle azioni sociali da intraprendere nelle emergenze si pensi, ad esempio, al possibile impatto delle eruzioni dellEtna sul traffico aereo - nonch attraverso la produzione di elaborati da utilizzare come base per le formulazioni legislative tra i quali spicca la Mappa di Pericolosit sismica completata nel 2004, nel quadro dellOrdinanza 3274 PCM del 20 marzo 2003, relativa alla Riclassificazione sismica del territorio italiano. Tale mappa ormai diventata parte integrante della normativa per le costruzioni in zona sismica attraverso un XL

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

nuovo atto legislativo congiunto del Dipartimento della Protezione Civile e del Ministero delle Infrastrutture (Norme Tecniche per le Costruzioni Decreto 14/01/2008 del Ministero delle Infrastrutture - GU n.29 del 04/02/2008). Dati, elaborazioni e riferimenti normativi sono disponibili allindirizzo: http://esse1.mi.ingv.it/. Complessivamente queste attivit impegnano oltre il 30% delle risorse umane dellINGV. Sul piano delle ricerche di indiscussa valenza sociale va ricordato che lINGV il principale socio del Centro EuroMediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC), una Societ Consortile a Responsabilit Limitata che ha sede legale in Lecce e unit locali a Bologna, Venezia, Capua, Sassari e Milano. Il CMCC ha per oggetto la promozione e il coordinamento delle ricerche e delle diverse attivit scientifiche e applicative nel campo dello studio dei cambiamenti climatici, favorendo anche collaborazioni tra Universit, Enti di ricerca nazionali e internazionali, enti territoriali e il settore industriale. Per concludere questa sezione vogliamo anche citare lintensa opera svolta dai ricercatori dellINGV per la formazione dei ricercatori e il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso una vasta platea. Questa opera rivolta non solo al mondo della ricerca nazionale e internazionale, alle istituzioni e alle amministrazioni nazionali e locali, ma anche al grande pubblico e a componenti importanti del mondo dellindustria. Per quanto riguarda linterazione con il grande pubblico, doveroso citare la partecipazione attiva e qualificata dellINGV a numerose manifestazioni a diverse scale, come ad esempio la Settimana della Cultura Scientifica organizzata ogni anno dal MIUR. In alcuni casi le iniziative sono ideate, proposte e gestite direttamente dallINGV, come nel caso della mostra Terra: viaggio nel cuore del pianeta, che si svolge ogni anno a Roma. Per quanto riguarda linterazione con il mondo produttivo e dellindustria, un valido esempio di attivit svolta dallINGV lorganizzazione di corsi che vengono tenuti presso universit, o corsi di master presso enti locali e altri corsi di alta formazione. Attivit questa svolta a favore di un pubblico molto diversificato, che include studenti, liberi professionisti, insegnanti scolastici a vario livello, tecnici appartenenti ad istituzioni pubbliche ed enti locali e tecnici del mondo industriale, con particolare riferimento al settore energetico ed ambientale.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

V. Principali infrastrutture di ricerca


Le ricerche e le attivit di monitoraggio condotte allinterno dellINGV comportano i) la necessit di disporre di dati di alta qualit; ii) la possibilit di utilizzare apparecchiature allavanguardia per eseguire analisi e verifiche sperimentali; iii) la possibilit di avvalersi di strumenti tecnologicamente avanzati per la trasmissione, elaborazione, calcolo e modellazione dei dati raccolti. pertanto importante, per essere e rimanere competitivi, sviluppare e gestire delle infrastrutture di ricerca in grado di assicurare fino in fondo lo svolgimento delle attivit tradizionalmente condotte dallINGV e di produrre avanzamenti nellinnovazione tecnologica e metodologica. Le moderne infrastrutture di ricerca hanno bisogno, per le attivit di routine e per lo sviluppo, di investimenti significativi in termini di risorse umane e finanziarie. In molti casi gli investimenti richiesti sono al di sopra delle dotazioni delle singole sezioni ed si quindi reso necessario centralizzare le principali infrastrutture di ricerca in alcune sedi al fine, a parit di risorse impegnate, di ottimizzare lutilizzo delle apparecchiature senza pregiudicare la qualit dei servizi, la fruibilit e la diffusione dei dati. LINGV sin dalla sua nascita, utilizzando anche lo strumento dei TTC, ha promosso lintegrazione e lottimizzazione delle infrastrutture gi presenti nei singoli istituti che sono confluiti nellente, ed ha cercato di organizzare uno sviluppo armonico tenendo conto delle attivit di ricerca e di monitoraggio da svolgere, delle necessit e delle professionalit acquisite dai ricercatori e dai tecnologi, delle richieste degli enti finanziatori e pi in generale della comunit scientifica nazionale ed internazionale. Per la gestione e lo sviluppo delle infrastrutture di ricerca lINGV ha potuto contare sulla dotazione ordinaria, sui fondi dei progetti FIRB e dei programmi EC e soprattutto sui finanziamenti provenienti dalle convenzioni stipulate con la Protezione Civile. Le ricerche e le attivit di monitoraggio che lINGV svolge sono molteplici, ma le infrastrutture di ricerca attualmente presenti possono essere suddivise in quattro grandi categorie: reti strumentali di monitoraggio e di ricerca laboratori analitici e sperimentali risorse di calcolo banche dati

A margine vengono poi brevemente discusse le implicazioni della partecipazione dellINGV alle grandi infrastrutture europee identificate dallESFRI (European Strategy Forum for Research Infrastructures). Reti strumentali di monitoraggio e di ricerca LINGV ha sullintero territorio italiano e sui vulcani attivi numerose reti di monitoraggio e di ricerca (permanenti e mobili). Le reti sono infatti in grado di misurare i parametri geofisici dinteresse della Protezione Civile Nazionale e degli enti locali, ma sono anche fondamentali per svolgere le diiverse attivit di ricerca che lINGV svolge. I sistemi dosservazione sul territorio sono la pi grande infrastruttura gestita dallINGV ed quella sulla quale lEnte ha investito di pi in termini di personale e risorse finanziarie. Nel corso degli anni lIstituto ne ha promosso lo sviluppo ed ha assicurato laggiornamento tecnologico costante, migliorando la qualit e la quantit della strumentazione e dei sensori e incrementando la capacita di trasmissione e la diffusione dei dati. Nella gestione delle diverse reti coinvolta gran parte delle sezioni. I dettagli sulle attivit svolte, sulle filosofie di sviluppo e sui risultati ottenuti sono riportate per gran parte allinterno della descrizione dellObiettivo Generale 1 Sviluppo dei sistemi dosservazione ed in maniera minore negli OS 2.5 e 5.5 e nel TTC 2.6. Laboratori analitici e sperimentali Nei laboratori sono concentrate tutte le attivit analitiche e sperimentali dellente a supporto delle ricerche e del monitoraggio. I laboratori analitici e sperimentali sono anche il luogo dove si mettono a punto sviluppi tecnologici e nuove metodologie analitiche. Negli ultimi anni i laboratori analitici e sperimentali hanno avuto uno sviluppo significativo in termini di acquisizioni di nuova strumentazione, di rinnovo ed ammodernamento degli apparati esistenti e di personale dedicato. Sono nate nuove infrastrutture ed in esse si sono concentrate alcune attivit di rilievo dellEnte. Le pi recenti riguardano lo sviluppo di un laboratorio di alta pressioni ed alte temperature presso la sezione di Roma 1, dove conducono esperimenti e misure legata alla fisica delle rocce ed alle propriet chimico-fisiche dei magmi. Ugualmente importante stata la crescita ed il rinnovo delle apparecchiature avvenuta nel Laboratorio di Paleomagnetismo di Roma 2 e quelle in atto nelle sezioni di Palermo e Catania e Napoli. Nel complesso i laboratori analitici e sperimentali sono stati anche un formidabile polo di attrazione per i ricercatori italiani e stranieri esterni allente e molteplici sono stati gli scambi di personale ed esperienze con centri analoghi presenti in altre nazioni. Le attivit ed i risultati dei laboratori sono sintetizzate principalmente sotto lObiettivo Generale 2 Attivit sperimentali e Laboratori, di questo documento. Risorse di calcolo Le numerose ricerche teoriche, e la modellistica dei processi naturali non possono prescindere da potenza e velocit di calcolo elevate. Sin dalla sua formazione, nelle diverse sezioni dellente, si sono sviluppate e gestite importanti risorse di calcolo quali supercalcolatori e clusters. Queste infrastrutture hanno posto lINGV ad un livello avanzato allinterno del panorama di ricerca italiano ed europeo. Numerose sono state le iniziative che hanno visto lINGV impegnato in questo campo anche attraverso la partecipazione a consorzi. Le attivit dellINGV nel campo delle risorse di calolo sono riportate in questo documento principalmente allinterno del TTC 2.1. Banche dati La continua raccolta di numerosi parametri geofisici e geochimici attraverso le reti di monitoraggio, le indagini geofisiche, geologiche, storiche e sperimentali, comporta la necessit di risolvere i problemi di archiviazione, distribuzione e fruibilit XLII

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

dei dati (sia per i ricercatori dellente che per quelli della comunit scientifica nazionale ed internazionale): Lo sviluppo delle banche dati, viste come infrastrutture mirate allorganizzazione del sapere e della conoscenza, sono sempre state una priorit importante dellINGV. Gran parte delle attivita di organizzazione e gestione delle banche dati di diverso tipo sono riportate allinterno della sezione relativa allObiettivo Generale 5 Limpegno verso le istituzioni e verso la Societ. Partecipazione a grandi infrastrutture di ricerca a scala europea Nel capitolo IV Collaborazioni internazionali di rilievo e interazioni con le altre componenti della rete di ricerca si delineata la partecipazione dellINGV a grandi infrastrutture di ricerca europee fortemente finalizzate al monitoraggio dei fenomeni geofisici, come EPOS e EMSO. In questa sede si vuole sottolineare il fatto che attraverso la leadership di queste due grandi iniziative da parte dellINGV sar possibile promuovere lo sviluppo anche a scala nazionale italiana di un sistema di osservazione terrestre e marino, integrato e multidisciplinare, che contribuir in modo innovativo al conseguimento degli obiettivi primari della ricerca scientifica italiana attraverso lo studio e la comprensione dei fenomeni geofisici con un approccio innovativo, secondo i recenti indirizzi scientifici della ricerca mondiale. La leadership INGV di queste due infrastrutture potr inoltre rafforzare il ruolo dellINGV nellambito delle attivit del settore spaziale ed in particolare per quanto concerne il GMES (Global Monitoring Environment and Security). Le sfide tecnologiche poste dalla realizzazione di queste infrastrutture e laccesso ad unampia utenza a dati di alta qualit secondo politiche condivise contribuiranno inoltre alla formazione dei giovani ricercatori e alla creazione di figure professionali in grado di competere a livello internazionale.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

VI. Quadro generale della partecipazioni societarie


Gi da alcuni anni lINGV partecipa ad un certo numero di consorzi senza fini di lucro costituiti in societ con il mondo accademico e con il mondo produttivo. Si tratta di consorzi, in alcuni casi estesi anche a soggetti non italiani, nati per soddisfare due categorie principali di bisogni: sviluppare e trasferire nuove tecnologie in campo geofisico, in campo ambientale e nel settore della sicurezza; promuovere e coordinare ricerche e attivit scientifiche e applicative nei settori della geofisica e dei rischi naturali, utilizzando approcci multisciplinari e innovativi.

Alla data del 1 gennaio 2011 lINGV risulta partecipare alle seguenti societ: Acronimo
DLTM

Tipologia
SCRL

Denominazione completa
Distretto Ligure delle Tecnologie Marine

Sito web
www.unige.it/consorzi/ docs/dltm.shtml www.cmcc.it

Quota INGV
1.96%

CMCC

SCRL

Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici

37.58%

AMRA

SCRL

Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni di Tecnologie Innovatove per il Risparmio Energetico e per lo Sviluppo di Tecnologie Laser nel Campo della Fisica dellAtmosfera Monitoraggio Ambientale e Ricerca Innovativa Strategica Consorzio per la Realizzazione del Piano Nazionale Ricerche in Antartide*

www.amracenter.com

9%

CRATI

SCRL

www.crati.it

1.62%

MARIS

SCRL

www.maris-ricerca.it

80%

PNRA

SCRL

www.pnra.it

25%

*Consorzio in via di liquidazione

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

VII. Risorse umane necessarie per la realizzazione delle attivit


1. Dotazione organica vigente
La dotazione organica attuale dell'INGV (Tabella 1), come da Delibera CD N. 6.1.3.09/A del 17/06/2009 approvata da UPPA con nota n. 38626 del 15/09/2009 e da IGOP con nota n. 98365 del 22/09/2009 e modificata in automatico a seguito della applicazione degli artt. 52 e 65 del CCNL 2002-2005, di n. 582 posti di ruolo (a tempo indeterminato), cos ripartiti per profili professionali e livelli retributivi : Tabella 1 Dotazione organica attuale Profilo Dirigente Amministrativo Parziale Dirigenti Dirigente di Ricerca Primo Ricercatore Ricercatore Parziale Ricercatori Dirigente Tecnologo Primo Tecnologo Tecnologo Parziale Tecnologi EP Parziale EP CTER Parziale Tecnici specializzati Funzionario Amministrativo Collaboratore Amministrativo Operatore Amministrativo Parziale Amministrativi Operatori tecnici Parziale altro personale Totale posti di ruolo Dotazione organica 3 3 48 81 103 232 13 29 57 99 1 1 162 162 6 24 8 38 47 47 582

2. Situazione del personale di ruolo in servizio al 1 gennaio 2011


Come dettagliato in Tabella 2, alla data del 1 gennaio 2011 risultano in servizio n. 556 dipendenti con contratto a tempo indeterminato (di ruolo). Restano disponibili, dunque, n. 26 posti organici, di tali n. 26 posti organici vacanti, n. 7 stanno per essere coperti. Risultano, pertanto, effettivamente vaganti solo 19 posti, come si evince anche dalla tabella che segue: Tabella 2 Consistenza del personale di ruolo al 1 gennaio 2011 Profilo
Dirigente Parziale Dirigenti Dirigente di Ricerca Primo Ricercatore Ricercatore Parziale Ricercatori Dirigente Tecnologo Primo Tecnologo Tecnologo Parziale Tecnologi EP Parziale EP CTER Parziale Tecnici specializzati Funzionario Amministrativo

Dotazione organica
3 3 48 81 103 232 13 29 57 99 1 1 162 162 6

Personale in servizio
3 3 48 81 94 223 13 29 56 98 1 1 155 155 6

Vincitori in sospeso
5 5 -

Vacanze organiche
4 4 1 1 7 7 -

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________ Collaboratore Amministrativo Operatore Amministrativo Parziale Amministrativi Operatore Tecnico Parziale altro personale 24 8 38 47 47 22 5 33 43 43 2 2 2 1 3 4 4

Totale personale di ruolo

582

556

19

Per quanto concerne il personale con contratto a tempo determinato (non di ruolo), si deve distinguere tra personale stabilizzando (con contratto a tempo determinato ex art. 1, comma 519, L. n. 296/06) e personale non stabilizzando; la prima categoria, con n. 197 contratti, rappresenta la maggioranza dei contratti a tempo determinato attivi, mentre la seconda composta da n. 72 contratti. Allinterno di questa classificazione abbiamo: n. 1 dipendente con contratto a tempo determinato ex art. 19, comma 6, D. L.vo 165/2001 (oneri a carico dei fondi istituzionali); n. 180 dipendenti con contratto a tempo determinato con oneri a carico dei fondi istituzionali; n. 88 dipendenti con contratto a tempo determinato con oneri a carico di fondi "esterni".

Complessivamente, sono in servizio (alla data del 01/01/2011): - 556 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, su una dotazione organica di complessivi n. 582 posti; - 269 dipendenti con contratto a tempo determinato (di cui 181 con oneri a carico del Bilancio dell'ente e 88 con oneri a carico di fondi esterni), per un totale di 825 unit di personale dipendente. Nell'ambito di tale consistenza organica generale, i dirigenti sono 4 (tutti di II fascia) di cui uno in aspettativa senza assegni, i ricercatori sono 312 (dei quali 48 di I livello, 81 di II livello e 183 di III livello - nel computo sono ricompresi i 19 ricercatori del ruolo a esaurimento ex D.Lgs. n. 381/'99 in servizio presso la Sezione di Napoli), i tecnologi sono 158 (dei quali 13 di I livello, 31 di II livello e 114 di III livello), i tecnici specializzati (CTER) sono 222, mentre le restanti 129 unit di personale rivestono profili amministrativi o di supporto o (in un caso, presso la Sezione di Napoli) qualifiche proprie del Comparto Universit. Tabella 3 Situazione globale personale di ruolo ripartito per sezioni (aggiornato al 1 gennaio 2011). Profilo
Dirigente Parziale Dirigenti Dirigente di Ricerca Geofisico Ordinario Primo Ricercatore Geofisico Associato Ricercatore Ricercatore Geofisico Parziale Ricercatori Dirigente Tecnologo Primo Tecnologo Tecnologo Parziale Tecnologi Parziale EP Parziale EP CTER IV CTER V CTER VI Parziale Tecnici Funzionario IV Funzionario V Collaboratore Amministrativo V Collaboratore Amministrativo VI Collaboratore Amministrativo VII Operatore Amministrativo VII Operatore Amministrativo VIII Parziale Amministrativi Operatore Tecnico VI Operatore Tecnico VII Operatore Tecnico VIII AC 2 2 1 2 3 6 6 8 19 3 30 1 2 3 1 2 3 12 6 4 4 CNT 6 13 11 1 31 6 4 8 18 18 23 2 43 1 5 2 RM1 9 18 19 1 47 2 7 5 14 10 4 1 15 1 1 2 1 RM2 8 9 10 27 3 5 1 9 6 5 3 14 1 1 2 2 1 NA-OV 1 1 5 2 8 3 14 32 2 2 22 26 1 1 9 11 20 1 1 4 2 8 5 1 CT 6 10 11 27 3 4 7 5 9 4 18 2 3 2 7 2 2 PA 2 5 6 13 4 4 3 2 1 6 1 1 2 1 1 MI 2 6 4 12 4 2 6 1 1 1 1 BO 4 3 1 9 17 3 3 6 3 2 5 1 1 1 PI 3 8 3 14 1 1 2 3 3 -

Totale
3 3 46 2 80 1 78 16 223 13 29 56 98 1 1 60 79 16 155 4 2 6 8 8 2 3 33 17 13 13

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________ Parziale altro personale Totale 14 67 8 100 3 80 5 56 6 94 4 63 2 27 20 1 30 19 43 556

Tabella 4 Situazione globale personale non di ruolo ripartito per sezioni (aggiornato al 1 gennaio 2011). Profilo
Dirigente Parziale Dirigenti Ricercatore Parziale Ricercatori Primo Tecnologo Tecnologo Parziale Tecnologi CTER IV CTER VI Parziale Tecnici Funzionario Amministrativo V Collaboratore Amministrativo VII Operatore Amministrativo VIII Parziale Amministrativi Operatore Tecnico VI Operatore Tecnico VIII Parziale altro personale Totale AC 1 1 3 3 2 2 3 6 9 3 3 18 CNT 26 26 6 6 1 16 17 3 3 52 RM1 26 26 7 7 6 6 1 1 1 1 41 RM2 17 17 1 7 8 7 7 4 4 36 NA-OV 4 4 4 4 5 5 1 1 1 1 15 CT 15 15 10 10 1 9 10 1 1 36 PA 3 3 1 8 9 9 9 7 7 3 3 31 MI 2 2 1 1 3 3 1 1 1 1 8 BO 8 8 9 9 7 7 24 PI 4 4 3 3 1 1 8

Totale
1 1 105 105 2 58 60 2 65 67 3 16 1 20 16 16 269

Tabella 5 Consistenza globale personale in servizio e non (aggiornato al 1 gennaio 2011). Condizione
Totale dipendenti Comandati presso altre amministrazioni Congedo temporaneo Dipendenti in servizio effettivo AC 85 3 1 81 CNT 152 3 1 148 RM1 121 1 120 RM2 92 92 NA-OV 109 1 108 CT 99 99 1 57 PA 58 MI 28 1 27 BO 54 7 1 46 PI 27 27

Totale
825 14 6 805

Al personale dipendente si aggiungono, infine, 56 incaricati di ricerca, 10 titolari di borse di studio, 85 titolari di assegni di ricerca, 13 dottorandi, 4 titolari di contratti di collaborazione UE, 5 unit di personale dipendente da altre amministrazioni in regime di comando presso l'INGV, oltre a 2 portieri di stabili, per un totale di 981 unit di personale complessivamente coinvolte nelle attivit dell'ente e ripartite tra le sezioni nelle quali l'INGV si articola: Tabella 6 Altro personale non appartenente alle categorie precedenti (aggiornato al 1 gennaio 2011). Tipologia
Portieri Assegnisti Borsisti Dottorandi Co.Co.Co. Incaricati di Ricerca Personale comandato c/o INGV Totale AC 1 2 3 CNT 10 2 4 3 3 22 RM1 14 1 2 12 29 RM2 14 3 2 1 10 30 NA-OV 7 9 16 CT 14 3 3 2 22 PA 8 1 10 19 MI 6 1 1 8 BO 1 6 2 2 11 PI 6 1 8 15

Totale
2 85 10 13 4 56 5 175

XLVII

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Tabella 7 Totale risorse umane (aggiornato al 01 gennaio 2011).


AC Totale 84 CNT 170 RM1 149 RM2 122 NA-OV 124 CT 121 PA 76 MI 35 BO 57 PI 42

Totale
980

3. Costo del personale per tipologia (aggiornamento al 16 ottobre 2010)


Come si evince dal Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2011, i costi previsti del personale in servizio sono riassunti nella tabella che segue. Si noti che le stime sono relative alle previsioni del costo del personale al 16 ottobre 2010, mentre i dati relativi alle risorse umane necessarie per la realizzazione delle attivit sono riferiti al 1 gennaio 2011. Tabella 8 Costo del personale in servizio nel 2011 (in Euro). (a) Personale a tempo indeterminato (n. 478 unit + n. 63 unit = n. 541 unit al 16/10/2010) Emolumenti fissi Emolumenti accessori Oneri riflessi Oneri indiretti (mensa e formazione) Totale personale a tempo indeterminato 21.276.280 2.694.034 7.777.241 725.964 32.473.519

(b) Personale a tempo determinato su fondi istituzionali (n. 199 unit al 16/10/2010) * Emolumenti fissi Emolumenti accessori Oneri riflessi Oneri indiretti (mensa e formazione) Totale personale a tempo determinato (c) Maggiori oneri 2011 Per rinnovi ex lege, stabilizzazioni e assunzioni autorizzate (oneri omnicomprensivi a regime) Totale maggiori oneri 2011 1.229.244 1.229.244 6.094.823 990.966 2.860.759 267.036 10.213.584

Totale generale (a+b+c) = 43.916.347

*Le restanti n. 82 unit di personale a tempo determinato ex art. 23 DPR n. 171/91 sono a carico di fondi non istituzionali.

4. Programmazione triennale del fabbisogno di personale Prima annualit (2011)


Nel corso del 2011 l'INGV proceder alle seguenti operazioni: - Assunzione di n. 9 unit di personale, a valere sul turn over 2009, cos suddistinte: n. 2 Ricercatori - III livello n. 2 CTER - VI livello n. 1 CAM - VII livello n. 3 Operatori Tecnici - VIII livello n. 1 Operatore Amministrativo VIII livello.

- Assunzione di n. 5 unit di personale di III livello ex art. 1, comma 561, legge finanziaria 2007, cos suddistinte: n. 5 Ricercatori - III livello.

- Assunzione di n. 2 unit di personale di VIII livello ai sensi della Legge n. 68/99, cos suddistinte:

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

n. 2 Operatori Amministrativi VIII livello. Nella tabella che segue viene riepilogata l'intera operazione.

Tabella 9 Riepilogo delle assunzioni previste per il 2011 in relazione alla dotazione organica.
Profilo Dirigente Ricercatore Tecnologo EP CTER Funzionario Amministrativo Collaboratore Amministrativo Operatore Amministrativo Operatore Tecnico Totale posti di ruolo Dotazione organica 3 232 99 1 162 6 24 8 47 582 In servizio 3 223 98 1 155 6 22 5 43 556 Assunzioni 2011 7 2 1 3 3 16 Vacanze organiche 2 1 5 1 1 10

Tabella 10 Maggiori oneri per personale da assumere nel 2011 (in Euro). a) Maggiori oneri per assunzioni in ambito turnover
Profilo Ricercatore III livello CTER - VI livello Collaboratore Amministrativo - VII livello Operatore Tecnico - VIII livello Operatore Amministrativo VIII livello Totale Unit 2 2 1 3 1 9 Costo per unit (2011) 46.556,00 41.277,00 37.285,00 34.366,00 34.366,00 Costo (2011) 93.112,00 82.554,00 37.285,00 103.098,00 34.366,00 350.415,00

b) Oneri per assunzioni ex art. 1, comma 561, Legge Finanziaria 2007


Profilo Ricercatore III livello Totale Unit 5 5 Costo per unit (2011) 46.556,00 Costo (2011) 232.780,00 232.780,00

c) Oneri per assunzioni ex Legge n. 68/99


Profilo Operatore Amministrativo VIII livello Totale Unit 2 2 Costo per unit (2010) 34.366,00 Costo (2010) 68.732,00 68.732,00

Totale assunzioni (a+b+c) = 16

Totale generale costo (a+b+c) = 651.927,00

Tabella 11 Costo del personale da assumere o stabilizzare e relativo costo per il triennio 2011-2013 (in Euro).
Profilo Ricercatore CTER Collaboratore Amministrativo Operatore Tecnico Livello III VI VII VIII 2011 7 2 1 3 2012 2013 Totale 7 2 1 3 Costo unitario 46.556 41.277 37.285 34.366 Costo 2011 325.892 82.554 37.285 103.098 Costo nel Triennio 977.676 247.662 111.855 309.294

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________ Operatore Amministrativo Totale VIII 3 16 3 16 34.366 103.098 651.927,00 309.294 1.955.781,00

Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

VIII. Le azioni connesse alla formazione


LINGV s volge da molti anni unintensa opera rivolta alla formazione dei ricercatori e al tras ferimento delle conoscenze scienti fiche verso una vasta platea. Questa include non solo il mondo della ricerca nazionale e internazionale, le istituzioni, le amministrazioni locali e il grande pubblico, ma anche lindustria, con particolare riferimento a quella che opera in campo energetico e ambientale. Nel seguito si riportano le iniziative di formazione a carattere istituzionale. Le iniziative di formazione di natura individuale, come laver tenuto corsi e seminari pressi atenei e altri centri di ricerca, sono al momento oggetto di un censimento sistematico e verranno presentate in dettaglio nel Rapporto sullatti vit Scienti fica 2009.

1. Iniziative istituzionali
Tra le grandi iniziative istituzionali spicca la partecipazione a consorzi universitari, programmi della Comunit Europea, scuole di specializzazione. Si tratta per lo pi di iniziative a carattere internazionale e di alto profilo scientifico, alle quali lINGV contribuisce con ingenti risorse sia umane che finanziarie. Segue un elenco sintetico delle iniziative pi recenti. LINGV uno dei soci fondatori dello European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering (Eucentre: http://www.eucentre.it/), un centro di ricerca avanzata senza scopo di lucro. Il centro, organizzato in Fondazione, stato co-fondato dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC), dallUniversit degli Studi di Pavia (UniPV) e dallIstituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (IUSS), con il fine di promuovere, sostenere e curare la formazione e la ricerca nel campo della riduzione del rischio sismico ... attraverso... la formazione di operatori aventi spiccate capacit scientifiche e professionali nel settore dell'ingegneria sismica, con particolare riferimento alla sismologia, geologia, geotecnica, comportamento di materiali e strutture, analisi strutturale, progetto di nuove strutture, valutazione ed adeguamento di strutture esistenti, anche in situazioni di emergenza.... LINGV partecipa, assieme alle Universit di Pavia, Patrasso e Grenoble, lImperial College di Londra e il Centro Comune di Ricerca di Ispra, alliniziativa Masters in Earthquake Engineering and Engineering Seismology (MEEES), uno dei programmi Erasmus Mundus riconosciuti dalla Comunit Europea. Nel 2005 lINGV ha firmato con lUniversit degli Studi di Pavia e lIstituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, la Middle East Technical University di Ankara e il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri un Memorandum of Understanding per la costituzione di un Centre for Advanced Studies and Research in the Field of Earthquake Engineering, Seismology, Seismotectonics and Disaster Management (Chess Centre). Il Memorandum prevede listituzione di una scuola di master e di dottorato, la collaborazione in attivit di gestione del rischio e dellemergenza e lo sviluppo di progetti di ricerca comuni. Dal 1984 lINGV (e in precedenza lING) svolge a Erice delle scuole che vanno sotto il nome collettivo di International School of Geophysics. Il ciclo, che nel 2010 giunto alla trentacinquesima edizione, tratta un ampio spettro di discipline geofisiche, includendo sia studi a carattere eminentemente teorico sia studi di natura applicativa. In oltre due decenni la International School of Geophysics ha ospitato alcune centinaia di scienziati e oltre mille giovani ricercatori provenienti da tutti i paesi del mondo. A partire dalla met degli anni 90 lINGV (e in precedenza lING) ha stipulato convenzioni per lo svolgimento e il finanziamento di corsi di dottorato presso le Universita' di Bologna, Milano, Roma, Catania. Altre convenzioni sono in corso di attivazione. Da circa un decennio lINGV (e in precedenza lING) membro del Consorzio Area di ricerca in astrogeofisica con sede presso luniversit di LAquila che, fra i suoi obiettivi, oltre alla ricerca nel settore specifico, sviluppa attivit di formazione avanzata e convegnistica in discipline geofisico-spaziali. Dal 2003 lINGV membro del Centro per lo studio della variabilit del Sole (CVS) istituito dalla Regione Lazio con legge regionale nellambito di una collaborazione scientifica con l'Osservatorio Astronomico di Roma e l'Universit degli Studi di Roma "Tor Vergata". Fra i compiti del centro spicca lattivit di formazione ad alto livello, attraverso la promozione di tesi di laurea, gestione di corsi di dottorato e concessione di borse di studio e di contratti postdottorato. Nellambito di una convenzione tra lINGV e il Ministero della Difesa avviata nel 2001 e rinnovata fino al 2009 vengono organizzati seminari tecnico-scientifici di aggiornamento per ufficiali delle Forze Armate. I seminari, con frequenza semestrale, riguardano tutte le tematiche connesse alla fisica della radiopropagazione.

2. Iniziative individuali coordinate


Il secondo alveo grazie al quale lINGV esplica intensa attivit di Alta Formazione quello rappresentato dai suoi ricercatori e tecnologi, che in forma coordinata ma talora anche per iniziativa dei singoli tengono corsi universitari e seminari di aggiornamento ed elaborano testi e documenti per la didattica di livello universitario o per laggiornamento professionale. Un capitolo a parte merita lattivit di tutoraggio di studenti ai vari livelli di istruzione superiore previsti dallattuale ordinamento universitario. Tutte queste iniziative ricadono generalmente nel quadro dei rapporti di scambiodati e di collaborazione scientifica tra lINGV e numerose universit italiane e straniere, enti di ricerca non accademica e enti locali. Lo schema che segue riassume lattivit svolta nel biennio 2008-2009 da ricercatori e tecnologi dellINGV, ordinata LI

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secondo tre voci indipendenti. Corsi tenuti presso universit, corsi di master presso enti locali, altri corsi di alta formazione Attivit svolta a favore di un pubblico molto diversificato, che include studenti s.s., liberi professionisti, insegnanti scolastici a vario livello, tecnici appartenenti ad istituzioni pubbliche, enti locali e industria e specializzazione postuniversitaria in genere. Corsi Alta Formazione Corsi di Laurea Corsi di Dottorato Corsi di Master Altri Corsi Totale Corsi 2 45 19 7 17 90

Tutoraggio Attivit svolta a favore di studenti universitari a vari livelli in collaborazione con un relatore dello stesso ateneo. Lanalisi stata condotta con riferimento a sei diverse categorie studenti (vedi tabella). Tutoraggi Laurea Breve 49 Tutoraggi Laurea Specialistica 45 Tutoraggi Dottorato 56 Tutoraggi Master 4 Tirocini universit 27 Altro 3 Totale Allievi 184

3. Trasferimento delle conoscenze scientifiche


Da molti anni lINGV svolge una attenta politica di trasferimento delle conoscenza scientifiche rivolta alla comunit scientifica nazionale ed internazionale ma anche a tecnici, amministratori e semplici cittadini. Lo strumento principe per questo trasferimento rappresentato dalle banche dati su web, attraverso le quali si pu accedere a dati di base ed elaborazioni in campi diversissimi come la pericolosit sismica, lo stato attuale dei vulcani italiani, landamento delle tempreature della superficie del mare. Quello che segue un elenco sintetico delle diverse tipologie di banche-dati che lINGV mette a disposizione di tutti attraverso la propria pagina http://portale.ingv.it/servizi-e-risorse/banche-dati/: Sismologia Strumentale Sismicit Storica e Macrosismica Tsunami Sorgenti Sismogenetiche Pericolosit Sismica Geofisica GPS e Telerilevamento Sistemi Informativi Territoriali

Si tratta di oltre 30 banche-dati a carattere regionale, nazionale o globale, alcune delle quali georeferenziate, generalmente corredate da note esplicative e istruzioni per lutilizzo. Richiamiamo lattenzione in particolare su una banca-dati di recente costituzione, denominata Dati online della pericolosit sismica in Italia e che consente a chiunque di ottenere dati di pericolosit a qualunque scala anche per un singolo edificio in ottemperanza delle recenti Norme Tecniche per le Costruzioni (Decreto Ministeriale del 14/01/2008, Allegato A), che identificano lINGV come ente di riferimento a scala nazionale. Un sistema particolarmente innovativo per lefficace trasferimento delle conoscenze Earth-Prints, un archivio internazionale ad accesso aperto per le Geoscienze nato nel settembre 2005 (http:// www.earth-prints.org/). Esso conserva e rende disponibili a ricercatori italiani e stranieri diverse migliaia di documenti di vario tipo: articoli scientifici, report, tesi di dottorato, atti di convegno, poster e presentazioni elettroniche. Il sito riceve ogni anno diverse decine di migliaia di contatti da parte di ricercatori di tutto il mondo. Attraverso di esso lINGV si posto con decisione allavanguardia mondiale nel settore emergente delleditoria elettronica. Ulteriori informazioni e descrizioni di fenomeni naturali e dei relativi metodi di studio sono fornite da numerose pagine a carattere divulgativo, sempre raggiungibili dal sito principale http://www.ingv.it/. Per dettagli sugli sviluppi pi recenti di questa attivit si rimanda alla scheda relativa allObiettivo Specifico 5.10 Sistema web, allinterno di questo Piano Triennale. Le informazioni fornite via Internet complementano una vasta produzione di articoli divulgativi, rapporti e libri che negli anni ha gi raggiunto centinaia di migliaia di italiani. Completa il quadro unampia Rassegna Stampa (http://portale.ingv.it/stampa-e-comunicazione/) e una nuova collezione di filmati divulgativi registrati dai ricercatori e che sfruttano la piattaforma YouTube (http://www.youtube.com/INGVterremoti).

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

4. Attivit di Divulgazione
Uno specifico alveo allinterno del grande tema del trasferimento delle conoscenze scientifiche quello che riguarda la polazione studentesca delle scuole primarie e secondarie e i loro insegnanti, che vengono raggiunti attraverso il web, visite allINGV e pubblicazioni dedicate. Le numerose attivit in corso possono essere schematizzate come segue: Visite scolastiche e seminari Settimana della Cultura Scientifica Mostre e Manifestazioni Progetti di Formazione per insegnanti: progetto EDURISK Percorsi educativi in aree di particolare interesse geosifico Percorsi di divulgazione Realizzazione di DVD divulgativi Biblioteca Scientifica per ragazzi Nautilus

Per una descrizione pi dettagliata delle attivit svolte nel 2010 e programmate nel 2011 il lettore pu fare riferimento alla scheda dellObiettivo Specifico 5.9 Formazione e informazione, allinterno di questo Piano Triennale.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

IX. Elenco commentato delle proposte concernenti i progetti premiali


LINGV segue con attenzione levoluzione delliniziativa riguardante i cosiddetti progetti premiali. La scelta delle proposte da sottoporre resa pi difficile dallassenza di specifiche operative e di criteri di selezione, che verranno presumibilmente resi noti contestualmente allemissione dei bandi. In attesa che questo si verifichi vengono comunque presentate alcune attivit che si ritengono degne di considerazione in virt della loro rilevanza scientifica e sociale ma anche perch sono tra quelle che potrebbero risentire maggiormente della contrazione dei finanziamenti istituzionali prevista per il 2011. Lattivit dellINGV si divide tra compiti di sorveglianza del territorio e servizi di alta consulenza per le amministrazioni dello stato, esplicitamente previsti dal decreto legislativo n. 381 tramite il quale lente stato istituito nel 1999, e compiti di ricerca fondamentale sulla geofisica della Terra solida e fluida a scala sia nazionale che planetaria. Questi due grandi filoni di attivit, servizio e ricerca fondamentale, sono fortemente interconnessi - un caso quasi unico nel panorama mondiale - cos che le attivit di sorveglianza, valutazione e prevenzione delle situazioni potenzialmente pericolose possano contare su elaborazioni scientifiche avanzatissime ai massimi livelli internazionali. Ci premesso, le sei schede che seguono illustrano una selezione delle principali attivit dellINGV. Quasi tutte queste attivit sono fortemente incardinate nella programmazione pluriennale dellINGV, potendo spesso disporre anche di finanziamenti ottenuti in regime competitivo sul mercato internazionale e di ricercatori specializzati su temi di ricerca altamente innovativi. Ogni scheda contiene cenni alla struttura attuale del finanziamento di cui gode lattivit descritta. E opportuno porre laccento sul fatto che, se da un lato la capacit dei ricercatori dellINGV di vedere finanziata la propria ricerca sul mercato internazionale e resta alta rispetto alla media italiana, dallaltro la recente e significativa contrazione dei finanziamenti concessi dal Dipartimento della Protezione Civile mette decisamente a rischio la continuit delle attivit di maggior rilevanza per la societ civile. In vista di queste prevedibili difficolt si auspica che il MIUR possa garantire continuit al finanziamento finora concesso, cos da consentire, anche attraverso una razionalizzazione della spesa corrente, una progressiva compensazione dellattuale situazione di deficit. Ogni scheda organizzata secondo quattro voci:

Generalit Prospettive e Tempistica Coinvolgimento di strutture INGV Finanziamento

ed completata da immagini che sintetizzano le tematiche di ricerca proposte.

1. Sorveglianza sismica e vulcanica del territorio nazionale


Generalit La sorveglianza sismica del territorio nazionale e il monitoraggio dei diversi vulcani attivi italiani sono da sempre uno dei tratti principali dellazione dellINGV. Le reti di sorveglianza sismologica forniscono dati di qualit elevata a tre Sale Operative localizzate a Roma (vedi immagine), Napoli e Catania. Attraverso protocolli molto stringenti stabiliti con il Dipartimento della Protezione Civile queste Sale Operative, che sono presidiate 24 ore su 24 tutto lanno e che costituiscono una realt unica a livello globale, consentono di ottenere in tempo reale osservazioni e stime sulle fenomenologie sismiche in corso che possono guidare eventuali misure di emergenza o di allertamento della popolazione.

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Lelevata qualit dei dati registrati dalle reti di sorveglianza dellINGV consente di ottenere in tempo reale o semi-reale elaborazioni che possono risultare cruciali per comprendere a fondo la dinamica delle zone di faglia, se non addirittura per predire levoluzione di una sequenza sismica in atto. Limmagine in basso pone in relazione il campo di spostamento causato dal terremoto del 6 aprile 2009 a LAquila con landamento della sismicit che ricade sul piano di faglia.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

La sorveglianza dei vulcani attivi italiani si concentra particolarmente sulle aree a pi elevata pericolosit, a causa del carattere esplosivo dellattivit, e a maggior rischio, per lelevata concentrazione di popolazione ed infrastrutture. Limmagine mostra una fotocomposizione di immagini termiche riprese in localit Pisciarelli (Campi Flegrei), e rivela il progressivo spostamento dellarea interessata da anomalie termiche da dicembre 2008 (a) a luglio 2009 (d), accompagnate da un significativo incremento dellemanazione gassosa. Queste osservazioni formano la base per valutazioni sulla localizzazione di possibili fenomenologie eruttive in corso di preparazione. Prospettive e Tempistica La sorveglianza sismica e vulcanica rappresenta il compito principale che lINGV svolge a favore della societ civile, ed quindi unattivit che non viene mai sospesa e che non prevede scadenze. Le prospettive sono legate alla dinamica dei finanziamenti che lINGV conseguir nei prossimi anni. Coinvolgimento di strutture INGV Lattivit coinvolge principalmente il Centro Nazionale Terremoti e le sezioni di Napoli (Osservatorio Vesuviano), Catania e Palermo. Le sezioni Roma 1, Roma 2 e Pisa forniscono personale per la materiale esecuzione dei turni di sorveglianza ed expertise per lelaborazione delle osservazioni raccolte. Finanziamento La sorveglianza sismica e vulcanica finanziata principalmente dal Dipartimento della Protezione Civile e cofinanziata dal MIUR per quanto riguarda lingente impegno di personale di ricerca e di tecnici. La contrazione del finanziamento da

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parte della Protezione Civile pone con forza la questione della continuit di una attivit evidentemente cruciale per la sicurezza nazionale.

2. Consulenza agli organi dello stato in materia di pericolosit sismica e vulcanica e prevenzione dei danni attesi
Generalit Fin dalla sua nascita nel 2000 lINGV ha svolto unimportante attivit di consulenza in favore delle amministrazioni pubbliche, della amminstrazioni locali, dei tecnici e dei semplici cittadini sul tema della valutazione della pericolosit sismica e vulcanica a varie scale.

Limmagine riproduce la homepage del portale INGV della pericolosit sismica italiana (http://esse1.mi.ingv.it). Il portale fornisce supporto alla nuova normativa antisismica introdotta nel 2008 (Norme Tecniche per le Costruzioni, Decreto 14/01/2008 del Ministero delle Infrastrutture (GU n.29 del 04/02/2008). Si osserva stilizzata la Mappa di Pericolosit Sismica dellItalia, realizzata dallINGV dal 2004 anche come una risposta delle istituzioni al tragico terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 e alle arretratezze normative che quellevento aveva messo in luce. Limmagine alla pagina successiva mostra invece una simulazione tridimensionale di uno scenario eruttivo al Vesuvio. Le condizioni iniziali utilizzate dal modello multifase sono rappresentative di un'eruzione sub-Pliniana. La sequenza superiore mostra l'evoluzione della distribuzione della frazione volumetrica totale delle particelle nell'atmosfera (le due isosuperfici grigio scuro e grigio chiaro corrispondono rispettivamente a valori di 10-4 e 10-6) dopo 300, 500, e 750 secondi dall'inizio del collasso della colonna. I risultati delle simulazioni sono stati sovrapposti ad un modello digitale del terreno della Zona Rossa (con risoluzione di 10 metri) ricoperto da ortofoto aeree. Elaborazioni di questo tipo hanno evidenti implicazioni nella costruzione di attendibili scenari eruttivi e nella pianificazione delle eventuali evacuazioni. Prospettive e Tempistica LINGV si propone sempre di pi come un leader europeo e mondiale su queste tematiche. Non esiste una specifica tempistica se non quella dettata dalla velocit nellacquisizione di nuove conoscenze e dalle specifiche necessit di natura organizzativa e normativa avanzate dalle amministrazioni che commissionano le attivit in questo campo.

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Coinvolgimento di strutture INGV Lattivit in campo sismologico coinvolge principalmente le sezioni INGV di Milano e Roma 1 e il Centro Nazionale Terremoti, con contributi da tutte le altre sezioni. Le attivit in campo vulcanologico impegnano le sezioni di Pisa, Catania, Napoli (Osservatorio Vesuviano) e Roma 1. Finanziamento Il finanziamento prevalente deriva dalla Convenzione con il Dipartimento della Protezione Civile, con il cofinanziamento indiretto del MIUR per quanto riguarda le spese di personale. Un importante contributo deriva anche da diversi programmi della Comunit Europea, che a partire dal V Programma Quadro hanno finanziato ricerca fondamentale e applicata sul tema dei rischi sismico e vulcanico. LVIII

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3. Attivit di ricerca fondamentale in Antartide


Generalit Nel corso degli ultimi anni proseguito il coinvolgimento di personale INGV nelle ricerche in aree polari, sia nelle tipiche attivit di osservatorio e di indagine strutturale, sia in quelle inquadrabili nel cambiamento climatico planetario. Le ricerche che lINGV sta svolgendo in Antartide si pongono ai pi elevati livelli delleccellenza scientifica internazionale e conferiscono allente e allItalia notevole visibilit in un ambito disciplinare di particolare quanto drammatica attualit. Limmagine panoramica mostra i diversi moduli dellosservatorio geomagnetico nella Stazione Mario Zucchelli (geog. coord. 74.69S, 164.12 E): A) ufficio e centro di controllo; B) casetta sensori; C) sistema di acquisizione; D) casetta misure assolute. Limmagine mostra anche la cupola dellosservatorio astronomico.

Tra le principali iniziative spicca certamemte ANDRILL (ANtarctic geological DRILLing; www.andrill.org) un progetto di ricerca internazionale (Italia, USA, Nuova Zelanda e Germania) nell'ambito del quale sono state effettuate delle perforazioni profonde in Antartide per studi paleoclimatici. La rappresentanza italiana stata coordinata dall'INGV. E' considerato il pi importante progetto delle Scienze della Terra approvato nellambito dellAnno Polare Internazionale (IPY) ed i dati ottenuti sono gi utilizzati dal comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) (premio Nobel 2007), per le proiezioni del clima nel corso del XXI secolo. Sono in corso prospezioni geofisiche in vista delle future perforazioni nel Mare di Ross. Limmagine mostra il sito di perforazione dl progetto ANDRILL durante la stagione antartica 2007/2008. La perforazione stata effettuata attraversando la piattaforma di ghiaccio di Ross, spessa in questarea circa 85 metri, galleggiante sul Mare di Ross. Superata questa barriera di ghiaccio, le aste sono state calate in oltre 900 metri di mare sottostante. Sul fondale marino iniziata la perforazione vera e propria che progredita nei giorni successivi con velocit giornaliere molto variabili, in relazione alla tipologia di sedimenti attraversati. Avanzando ad una media di 50 metri al giorno, stata raggiunta una profondit di circa 1285 metri con un recupero record di sedimenti e rocce pari quasi al 100%. Dallo studio integrato di fossili (diatomee, nannoplancton, foraminiferi e macrofossili), stratigrafia magnetica e datazioni assolute con il metodo Ar/Ar, stato possibile ricostruire in modo accurato let di questa carota che racchiude ben 14 milioni di anni di storia paleoclimatica del pianeta.

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Prospettive e Tempistica In considerazione del successo di ANDRILL e' stato sviluppato il consorzio europeo (10 nazioni) EUROANDRILL (www.euroandrill.com), coordinato sempre dall'INGV. Coinvolgimento di strutture INGV Lattivit coinvolge principalmente le sezioni INGV di Roma 2 (coordinamento del progetto e analisi di paleomagnetismo), Roma 1 (analisi del campo di stress), Pisa (Vulcanologia). Finanziamento In questa prima fase di attivit, il progetto ha avuto finanziamenti per la logistica, per un totale di circa 10 milioni di dollari, da: USA - NSF (50%), NZ - Foundation for Research Science and Technology; Antarctica New Zealand (25%), IT PNRA (20%), GER - AWI (5%). Per la componente italiana al progetto, il proseguo di questa attivit prevede un finanziamento sempre nell'ordine del 15-20% del totale.

4. Ricerca fondamentale in campo geodinamico


Generalit Una delle novit scientifiche pi importanti degli ultimi anni nel campo delle Scienze della Terra la posibilit di misurare le deformazioni in atto nellintero globo terrestre attraverso i sistemi GPS (Global Positioning System). Grazie ad una accorta politica di investimenti progressivi nel corso dellultimo decennio, lItalia oggi molto ben posizionata nel contesto di queste importanti ricerche. Limmagine mostra la velocit di spostamento osservate presso le circa 150 stazioni che compongono la RING (Rete Integrata Nazionale GPS) dellINGV, una rete tra le pi dense che esistono al mondo e che pone lItalia in una posizione di estremo rilievo nel panorama internazionale.

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Lesame delle velocit misurate consente di verificare in modo inequivocabile la tendenza allestensione, alla contrazione o alla semplice traslazione delle diverse porzioni della crosta italiana, ponendo le premesse per predizioni particolarmente accurate della localizzazione e delle caratteristiche cinematiche dei terremoti del futuro. Questo vale particolarmente per la deformazione delle aree marine, per le quali le osservazioni GPS risultano essere un mezzo di indagine quasi esclusivo. Si noti ad esempio la progressiva riduzione di lunghezza tra i vettori di velocit osservati in Sicilia sud-orientale, quelli che ricadono lungo la costa tirrenica della Sicilia e quelli posti sulle isole poste a nord della Sicilia. Complessivamente queste misure documentano una contrazione in senso N-S della crosta della Sicilia e del Tirreno meridionale. A questa contrazione devono far riscontro forti terremoti di cui non si ha evidenza storica, forse proprio a causa della loro localizzazione in mare. Limmagine successiva mostra come i dati di deformazione crostale possono essere utilizzati in uno schema di analisi della velocit di accumulo di deformazione lungo le principali aree sismogenetiche italiane. Lo spessore delle bande in colore indica la velocit (in mm/anno) delle principali faglie sismogenetiche. Lanalisi conferma lesistenza di una regione in rapida deformazione nel Tirreno meridionale; una regione poco considerata dalle analisi di pericolosit sismica tradizionali, necessariamente basate su dati provenienti dalla terraferma.

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Prospettive e Tempistica La rete RING ha ormai raggiunto una densit che consente di ricavarne le informazioni descritte in questa scheda. E tuttavia necessario consentire alla rete di rimanere in efficienza, anche senza necessariamente crescere, prevedendo il necessario aggiornamento tecnologico della strumentazione. Coinvolgimento di strutture INGV Lattivit coinvolge principalmente il Centro Nazionale Terremoti e le sezioni di Napoli e Catania per quanto riguarda il mantenimento della rete e le misure. Le elaborazioni vengono svolte sempre presso il Centro Nazionale Terremoti e presso le sezioni Roma 1 e Bologna. Finanziamento La rete RING stata finanziata principalmente dal Dipartimento della Protezione Civile e da accordi di progrenmma con il MIUR nellambuto dei programmi FISR e MIUR. Tutte le attivit in questo settore sono cofinanziate dal MIUR per quanto riguarda il personale di ricerca e tecnico. Anche in questo caso la contrazione del finanziamento concesso dalla Protezione Civile costituisce una minaccia per il proseguimento di queste attivit.

5. Attivit in in campo climatico


Generalit Unulteriore estensione delle competenze dell'INGV ha come oggetto il monitoraggio e la ricerca su fenomenologie che hanno luogo nella Terra fluida. In particolare, l'INGV ha esteso le sue competenze scientifiche alla oceanografia operativa e alla climatologia dinamica, consentendo di affrontare i temi della variabilit dinamica del clima a scale annuali ed interannuali. Per meglio promuovere queste nuove attivit lINGV ha avviato numerose iniziative, ristrutturando la sua rete scientifica, modificando la sua presenza sul territorio e proponendosi come leader nellambito del neonato Centro Euro-

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC), un consorzio tra enti di ricerca nazionali con sede a Lecce, di cui lINGV lente guida. Le attivit di ricerca si concentrano principalmente sulle seguenti lienee di ricerca 1) Il Cambiamento Climatico e il ciclo del carbonio. 2) La variabilit climatica a scale decadali. 3) Studi di dinamica del clima presente e passato. 4) I sistemi monsonici e le teleconnessioni tropici-extratropici. 5) La variabilit interannuale e le previsioni stagionali. 6) La dinamica oceanica e lassimilazione di dati.

Limmagine mostra un bollettino del sistema MFS, che come esempio riporta una previsione della temperatura superficiale del Mar Mediterraneo. Com noto, la temperatura del mare uno dei principali parametri che controllano le caratteristiche della circolazione atmosferica a grande scala. Prospettive e Tempistica Tra le varie attivit in corso e future, citiamo lo sviluppo di un modello climatico sempre pi accurato per il Mediterraneo, utilizzando un modello accoppiato globale composto da oceano, ghiaccio marino e atmosfera, finalizzato a migliorare la conoscenza sugli impatti che i cambiamenti climatici potrebbero comportare su questa regione. Parallelamente a questa attivit si previsto di produrre un insieme di esperimenti di proiezione climatica a breve termine per questa regione per il periodo 1965-2035 con il modello accoppiato ad alta risoluzione orizzontale per latmosfera (~80 Km).

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Coinvolgimento di strutture INGV Lattivit coinvolge principalmente le sezioni INGV di Bologna e Roma 2 e il Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, un Consorzio di Ricerca costituito da diversi istituti di Ricerca italiani, pubblici e privati, diretti dallIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Finanziamento Le attivit dellINGV in campo climatico sono finanziate attraverso accordi di programma con i ministeri dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dellEconomia e delle Finanze, oltre che naturalmente con il MIUR. Le attivit beneficiano inoltre di finanziamenti ottenuti attraverso il programma MIUR-FISR e di fondi comunitari provenienti da diversi progetti. Il MIUR cofinanzia le attivit attravero il supporto delle spese di personale.

6. Attivit in campo ambientale e per lo sviluppo sostenibile


Generalit Accanto alle discipline pi tradizionalmente legate alla ricerca sismologica e vulcanologica, negli ultimi anni si sono affermate attivit in campo ambientale che possono avere notevoli implicazioni di natura economica e sociale. Costruendo sulle proprie competenze disciplinari in campo geofisico e geodinamico, lINGV stato in grado di sviluppare rapidamente un expertise di livello internazionale in diversi ambiti anche molto distanti tra loro. Le due attivit descritte nel seguito rappresentano solo due esempi di questo nuovo impegno dellINGV verso lAmbiente e la Societ. Numerosi altri esempi sono descritti nei documenti di programmazione triennale dellINGV. Tra le attivit in campo ambientale di maggior attualit va certamente citato il tema dello stoccaggio geologico-industriale (di anidride carbonica, metano, scorie nucleari etc. ) e della geotermia profonda ai fini di produzione elettrica sostenibile. Limmagine che segue mostra lo schema concettuale del Progetto Europeo EEPR ENEL Alto Adriatico per lo stoccaggio geologico al di sotto dei fondali del mare Adriatico settentrionale dellanidride carbonica prodotta dalla centrale a carbone pulito (quasi zero emission) di Porto Tolle. LINGV partecipa a questo progetto dal 2009 attraverso il suo gruppo di ricerca denominato Geochimica dei Fluidi, Stoccaggio Geologico e Geotermia

Sempre in ambito ambientale spiccano le ricerche sullinquinamento atmosferico da polveri sottili (particulate matter PM) basate sulle propriet magnetiche delle particelle accumulate sulle foglie degli alberi. Queste ricerche beneficiano della lunga tradizione di studi sul Geomagnetismo terrestre di cui lINGV portatore e dellesistenza di laboratori di misura unici nel panorama italiano e. E stata quindi sviluppata una tecnica originale di analisi delle polveri sottili che unisce le misure delle loro propriet magnetiche ad osservazioni ed analisi al microscopio elettronico. Una prima applicazione al problema dellinquinamento a Roma ha evidenziato le forti potenzialit del metodo per una definizione della distribuzione capillare del PM prodotto dai veicoli in circolazione. Limmagine che segue, ripresa al FESEM (Field Emission Scanning Electron Microscope), mostra un dettaglio della superficie inferiore di una foglia di leccio (Quercus ilex) raccolta in una strada del centro di Roma. I peli che proteggono gli stomata della foglia sono un efficace collettore naturale di polveri sottili atmosferiche. Prospettive e Tempistica Nel prossimo triennio gli studi di fattibilit di stoccaggio geologico di anidride carbonica condotti presso lINGV adotteranno i pi recenti avanzamenti metodologici e tecnologici nellambito delle tecnologie per il Carbon Capture and

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

Storage (CCS), come richiesto urgentemente dalla Piattaforma Europea ZEFFPP (Zero Emission Fossil Fuels Power Plants). Per quanto riguarda le applicazioni allo studio dellinquinamento atmosferico da polveri sottili (particulate matter - PM), l'INGV si propone come un leader europeo e mondiale su queste tematiche. Le prospettive di sviluppo ed applicazione sono notevoli, se si considera che gli studi effettuati finora possono essere considerati studi-pilota di messa a punto di una metodologia dalle grandi potenzialit. Coinvolgimento di strutture INGV Le attivit in campo ambientale e per lo sviluppo sostenibile coinvolgono le sezioni INGV di Roma 1 (laboratorio sperimentale di geofisica e vulcanologia, Geochimica dei Fluidi Stoccaggio geologico e geotermia), Roma 2 (laboratorio di paleomagnetismo), Bologna e Milano, oltre al Centro Nazionale Terremoti.

Finanziamento Sul tema dello stoccaggio geologico lINGV pu contare su finanziamenti gi concessi - o in corso di negoziazione - con industrie e societ quali ENEL, ENI, Edison, Raffinerie SARAS. Le ricerche svolte sull'inquinamento da PM hanno potuto finora contare su una convenzione con la Regione Lazio per lo studio dei filtri delle centraline di rilevamento automatico della qualit dellaria e su strumentazione acquisita nellambito del progetto FIRB Sviluppo Nuove Tecnologie per la Protezione e Difesa del Territorio dai Rischi Naturali. Entrambe le attivit vengono cofinanziate dal MIUR per quanto riguarda i costi di personale e le infrastrutture utilizzate.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

X. Elenco dei progetti-bandiera


Il 23 marzo 2011 il Cipe ha approvato il Piano Nazionale della Ricerca 2011- 2013, che prevede lavvio di 14 Progetti Bandiera da finanziare con una quota pari al 7% del fondo di finanziamento degli enti di ricerca e con una quota del Fondo Agevolazione e Ricerca (FAR). LINGV partecipa a pieno titolo a due di queste grandi iniziative. Al momento i progetti sono in fase istruttoria e non sono ancora noti i loro dettagli operativi e finanziari. Segue una breve sintesi. RitMare Ricerca italiana per il mare Questo progetto, di cui capofila il CNR, propone una ricerca scientifica e tecnologica dedicata al mare e a tutte le sue problematiche Il progetto orientato principalmente allinnovazione nel trasporto marittimo, nel sistema-pesca e nel monitoraggio e tutela dellambiente marino. Nellambito del progetto verranno svolti studi per la localizzazione di aree ad alto rischio tsunami da frane sottomarine, in collegamento con il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, e lo studio delle aree lagunari, tra cui la laguna di Venezia. Oltre al CNR e allINGV il progetto coinvolge diversi altri enti come ENEA, CoNISMa, OGS, INSEAN, SZN, ISPRA, CETENA. Ricerca e innovazione tecnologica nei processi di conoscenza, tutela, valorizzazione e sicurezza dei beni culturali Si tratta di un importante progetto a cui concorrono il CNR, lASI e lINGV in sinergia con il Ministero dei Beni Culturali. Esso rappresenta unopportunit di ricerca di alto valore aggiunto con aspetti di forte validit intrinseca dal punto di vista storico, culturale e architettonico del nostro Paese e di impatto potenziale notevolissimo nei confronti del turismo culturale di nuova generazione.

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Presentazione e Inquadramento del Piano Triennale ___________________________________________________________________________________________________________

XI. Spesa amministrativa sostenuta per la gestione dellente

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Obiettivi da conseguire nel Triennio 2011 - 2013

Obiettivi da conseguire nel Triennio 2011 2013 ___________________________________________________________________________________________________________

Introduzione
LIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia uno dei centri di ricerca pi grandi del mondo nei settori della Sismologia, della Vulcanologia, della Geofisica Ambientale e della Geochimica. Il suo obiettivo principale il miglioramento delle conoscenze dei fenomeni naturali che costituiscono, nel loro insieme, la dinamica del nostro pianeta. Ovviamente, proprio in funzione di questo obiettivo, lIstituto fortemente e naturalmente coinvolto in tutte le attivit che presuppongono un utilizzo immediato e pratico delle conoscenze via via acquisite. Per questo motivo convivono allinterno dellINGV, complementandosi a vicenda, sia progetti scientifici ad ampio raggio volti al miglioramento delle conoscenze scientifiche, che potremmo definire di ricerca pura, sia progetti pi applicativi volti allutilizzo dei dati che vengono acquisiti per risolvere specifici problemi di carattere ambientale e industriale, un ambito che ci sembra lecito definire di ricerca applicata. Le risorse materiali ed umane coinvolte nello sviluppare in modo parallelo ed armonico queste due anime non sono necessariamente equipartite perch spesso, per valorizzare ed applicare i risultati della ricerca, necessario uno sforzo organizzativo e tecnologico molto elevato. Per tutte queste ragioni gi da alcuni anni le attivit dellINGV sono strutturate secondo cinque Obiettivi Generali, ciascuno dei quali viene perseguito attraverso un rapporto variabile tra ricerca pura e ricerca applicata (si veda anche il Capitolo xxx della sezione di Presentazione e Inquadramento di questo Piano Triennale). Ad esempio gli Obiettivi Generali 1, 4 e 5 sono caratterizzati da un elevato contenuto di ricerca immediatamente fruibile - e quindi fortemente applicativa - mentre al contrario lObiettivo Generale 3 ha una forte caratterizzazione di ricerca non immediatamente fruibile. LObiettivo Generale 2, allinterno del quale vengono sviluppati i laboratori e le tecniche di analisi, ha invece una funzione di raccordo tra questi due mondi. Allinterno degli Obiettivi Generali il diverso rapporto tra ricerca pura e ricerca applicata riscontrabile nella individuazione di Obiettivi Specifici, alcuni dei quali sono stati identificati come Temi Trasversali Coordinati (TTC) proprio a sottolineare la loro importanza come temi sviluppati alla scala di tutto lente, in contrapposizione con le ricerche di carattere teorico che vengono svolte da piccoli gruppi di punta (si veda in proposito il capitolo VI della sezione di Presentazione e Inquadramento di questo Piano Triennale). In altre parole, gli Obiettivi Specifici identificati come TTC hanno maggiore valenza nellorientamento dei risultati alla fruibilit da parte del mondo civile e produttivo, mentre gli altri Obiettivi Specifici non trasversali allente hanno un orientamento che punta al conseguimento di avanzamenti scientifici significativi in settori disciplinari molto specialistici, in aperta competizione con le altre realt della ricerca internazionale - e talora anche con altri gruppi dello stesso INGV sia per quanto attiene ai risultati che per laccesso ai finanziamenti. altres ovvio che gli uni non sono separabili dagli altri, perch non ci pu essere sviluppo tecnologico e applicativo senza avanzamento scientifico, e che le risorse spese per gli uni hanno ovvie ricadute sugli altri. Queste ed altre caratteristiche e particolarit dellINGV comportano che le normali procedure di valutazione degli istituti di ricerca, basate essenzialmente sulla stima della produzione scientifica in termini di numero e valore delle pubblicazioni per ricercatore, non siano facilmente applicabili allo schema organizzativo che lIstituto si dato a partire dal 2004. Questo in primo luogo perch lINGV effettua il monitoraggio sismologico, vulcanologico, geofisico e geochimico del territorio nazionale; un territorio che include, come ben noto, diversi vulcani attivi e numerose zone sismicamente attive. La valenza scientifica di questa attivit, dettagliata dalle tabelle che seguono, indirizzata mediante diversi Temi Trasversali Coordinati e risiede essenzialmente nella produzione continua di osservazioni che diventano successivamente oggetto di analisi da parte di tutta la comunit scientifica, interna ed esterna allINGV. Ma limportanza di questa attivit in termini sociali non sicuramente rapportabile al numero di pubblicazioni prodotte, n pu essere mai adeguatamente rappresentata da esse. Due esempi eclatanti di questa particolarit dellINGV sono rappresentati dalla sorveglianza geofisica del territorio e dalle consulenze di alto profilo ad organi governativi e a pubbliche amministrazioni. Per quanto riguarda la sorveglianza baster ricordare le diverse turnazioni h24 svolte dal personale scientifico, che in numerose sezioni dellINGV forniscono alla Protezione Civile preziose informazioni in tempo reale sui processi geodinamici in atto in Italia e nei mari e territori circostanti. Le informazioni sono basate sulla strumentazione pi avanzata e su analisi svolte con le migliori metodologie attualmente disponibili, con un notevole impegno finanziario e umano quantificabile in oltre la met di tutte le risorse materiali dellINGV e in quasi il 40% di quelle umane. Per quanto riguarda invece le consulenze agli organi governativi e alle pubbliche amministrazioni, si pu ricordare il fondamentale ruolo che lINGV svolge ormai da molti anni nel campo della protezione dal rischio sismico, dal rischio vulcanico e da quello ambientale. Questo ruolo viene svolto attraverso pareri in merito alle azioni da intraprendere nelle emergenze si pensi ad esempio al possibile impatto delle eruzioni dellEtna sul traffico aereo - nonch attraverso la produzione di elaborati da utilizzare come base per le formulazioni legislative tra i quali spicca la Mappa di Pericolosit sismica completata nel quadro dellOrdinanza PCM 3519 del 28 aprile 2006 relativa alla Mappa di Pericolosit Sismica di Riferimento per il Territorio Nazionale. Complessivamente queste attivit impegnano oltre il 30% delle risorse umane dellINGV.

Tabelle di sintesi

Obiettivi da conseguire nel Triennio 2011 2013 ___________________________________________________________________________________________________________

Tabelle riepilogative degli Obiettivi Generali e Obiettivi Specifici


Le tabelle che seguono riassumono tutti gli Obiettivi Generali e gli Obiettivi Specifici presentati nel Piano Triennale 20102012. Lo schema adottato quello gi utilizzato per tutti i Piani Triennali a partire da quello relativo al triennio 2004-2006 ed descritto nel Capitolo IV della sezione Presentazione e Inquadramento di questo volume. Le tabelle offrono inoltre il dettaglio di come le diverse attivit sono raggruppate nei Temi Trasversali Coordinati (TTC, descritti nel Capitolo VI della citata sezione Presentazione e Inquadramento) e dei Progetti e Convenzioni a finanziamento esclusivamente o prevalentemente esterno che contribuiscono a ogni obiettivo. Segue una breve descrizione delle diverse voci che compongono le tabelle. Tanto gli Obiettivi Generali quanto gli Obiettivi Specifici sono descritti seguendo la stessa numerazione utilizzata altrove in questo documento. Tale numerazione la stessa utilizzata per il Piano Triennale 2010-2012. Si noti che le stime esposte includono sia limpegno in mesi/persona su attivit strettamente istituzionali, ovvero condotte solo con finanziamenti ordinari o comunque stabili, come il cosiddetto Fondone concesso dal MIUR, sia limpegno in mesi/persona su Progetti e Convenzioni di cui lINGV protagonista o a cui comunque partecipa. La natura e composizione dei fondi disponibili dettagliata nel Capitolo VII della sezione di Presentazione e Inquadramento di questo volume. Limpegno in mesi/persona relativo a Progetti e Convenzioni poi presentato in dettaglio in una successiva tabella. In fondo alle tabelle riepilogative dei cinque Obiettivi Generali stata introdotta una tabella che riassume limpegno delle diverse sezioni in attivit di amministrazione e supporto alla ricerca. Segue uno schema riassuntivo dellimpegno delle diverse sezioni dellINGV sui diversi Obiettivi Generali e su Progetti e Convenzioni, sempre espresso in mesi/persona. Si noti che le tabelle sono aggiornate al quadro del personale disponbile alla data del 1 gennaio 2011. Data l'elevata dinamica che caratterizza l'INGV, le tabelle rappresentano un elemento di previsione che sar necessariamente soggetto ad aggiornamenti nel corso dell'anno. Segue una descrizione dettagliata dei diversi campi in cui si articolano le Tabelle. Identificativo numerico e denominazione dellObiettivo Specifico. Si tratta di un codice numerico di due cifre e di una denominazione che identificano univocamente la specifica attivit in tutti i documenti di programmazione, indirizzo e rendicontazione dellINGV. Leventuale specifica TTC indica se il corrispondente Obiettivo Specifico considerato uno dei Temi Trasversali Coordinati (TTC) varati dallINGV nel 2004 e successivamente aggiornati periodicamente (per ulteriori dettagli si veda il Capitolo VI della sezione Presentazione e Inquadramento di questo volume). Sezioni INGV coinvolte. Molti dei temi trattati sono caratterizzati da una forte interdisciplinariet e trasversalit rispetto alle competenze presenti nellINGV. Per questa ragione, in quasi tutte le attivit previste sono coinvolte pi sezioni dellente. Analogamente, quasi tutte le sezioni sono coinvolte in attivit svolte a scala nazionale, come ad esempio il monitoraggio dei terremoti e lo studio della pericolosit sismica. In queste colonne riportato sezione per sezione il totale di mesi/persona allocato per ogni specifica attivit, sulla base di 12 mesi per anno/persona. Limpegno si riferisce al primo anno del triennio considerato (2011). Si consideri che nel calcolo totale dei mesi/persona sono stati considerati solo i ricercatori, I tecnologi e il personale tecnico direttamente coinvolto nelle attivit descritte. Restano quindi esclusi da questo computo sia il personale che svolge attivit amministrative in senso stretto, il cui impegno riassunto sezione per sezione in una tabella riepilogativa posta in fondo alle tabelle relative ai cinque Obiettivi Generali, sia il personale non strutturato come borsisti e assegnisti. Sezioni: AC, Amministrazione Centrale; BO, Bologna; CNT, Centro Nazionale Terremoti; CT, Catania; MI, Milano; NAOV, Napoli-Osservatorio Vesuviano; PA, Palermo; PI, Pisa; RM1, Roma 1; RM2, Roma 2. Mesi/persona Progetti e Convenzioni. Viene indicata la somma dei m/p complessivamente impegnati su Progetti e Convenzioni riconducibili in tutto o in parte al dato Obiettivo Specifico. Allavvio di ogni nuovo Progetto e Convenzione viene stabilito lObiettivo Specifico o gli Obiettivi Specifici, con un massimo di tre, a cui quella particolare attivit contribuisce in forma diretta o indiretta. I mesi/persona impegnati e I fondi ricevuti vengono quindi assegnati allObiettivo Specifico di riferimento, o ripartiti in parti uguali e assegnati agli Obiettivi Specifici di riferimento nel caso questi siano pi duno. Totale mesi/persona (totale). Totale dellimpegno delle singole strutture INGV coinvolte nel dato Obiettivo Specifico per il primo anno del triennio considerato in questo Piano Triennale (2011), comprensivo dei mesi impegnati su Progetti e Convenzioni (vedi punto precedente). Progetti, Convenzioni. Elenco dei Progetti e delle Convenzioni che forniscono risorse finanziarie e materiali per il completamento delle attivit descritte sotto ogni Obiettivo Specifico, e che di conseguenza afferiscono a quellObiettivo Specifico anche dal punto di vista culturale e organizzativo. Vengono considerati solo Progetti e Convenzioni attivi per il 2011 o almeno parte di esso. La numerazione di Progetti e Convenzioni segue quella adottata nella relativa banca-dati implementata presso lAmministrazione Centrale dellINGV e accessibile via web (ma solo dallinterno della rete informatica dellINGV). La stessa numerazione riportata nella successiva Tabella riepilogativa dei Progetti e delle Convenzioni. Si noti che i progetti sono suddivisi in Unit di Ricerca, identificate come unit organizzative e operative elementari. 7

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Breve descrizione. Descrizione dellObiettivo Specifico desunta dal Decr. Pres. n. 757 del 30 dicembre 2010 Aggiornamento della rete scientifica (http://portale.ingv.it/portale_ingv/l-ingv/programmazione-e-attivita-1/os-1/os). Per ulteriori dettagli si veda il Capitolo VI della sezione Presentazione e Inquadramento di questo volume.

Obiettivo Generale 1: Sviluppo dei sistemi di osservazione


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2


4.0
645.5

AC

BO

CNT

NA-OV

1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC)

0.0

15.0

471.5

57.0

18.0

40.0

0.0

6.0

34.0

Totale m/p
[280] UR1, UR3; [312] UR10; [459] UR10; [461] UR10; [477] UR10, UR20, UR30; [481] UR10

La sorveglianza sismologica uno dei temi primari dell'attivit dell'INGV. Con questo TTC si realizza il coordinamento di tutti gli sviluppi che queste attivit avranno nel prossimo triennio, tra cui la rete sismica nazionale, la rete sismica mediterranea e tutte le relative sale di sorveglianza.

1.2. Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche attive (TTC)

0.0
300.0
[312] UR20; [442] UR 10, UR 20

0.0

0.0

36.5

0.0

10.0

218.0

6.5

29.0

0.0

Il TTC coordina lo sviluppo di reti permanenti per la misura dei parametri geochimici legati alle fenomenologie pre-, sin- e post-eruttive. Cura l'installazione delle reti di sorveglianza e l'integrazione dei dati nelle sale di monitoraggio per i vulcani attivi italiani. Armonizza inoltre il monitoraggio per tutti i vulcani italiani.

1.3. Sorveglianza geodetica delle aree vulcaniche attive (TTC)

0.0
226.5
[357] UR10

15.0

7.5

106.0

0.0

98.0

0.0

0.0

0.0

0.0

Il TTC cura l'omogeneizzazione e lo sviluppo organico delle reti GPS, tiltmetriche, EDM e di livellazione esistenti sui vulcani italiani, armonizzando la qualit del monitoraggio. Promuove inoltre lo sviluppo e la razionalizzazione del controllo dei vulcani tramite interferometria satellitare.

1.4. Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attive (TTC)

0.0
182.0

0.0

0.0

87.0

0.0

93.0

0.0

2.0

0.0

0.0

Questo TTC garantisce che le reti di monitoraggio esistenti sui vulcani italiani siano armonizzate e portate allo standard della RSN (predominanza di stazioni digitali a tre componenti a larga banda). Inoltre coordina gli interventi (mediante stazioni mobili) e le analisi da effettuare da parte delle diverse sezioni dell'INGV in caso di riattivazione delle dinamiche eruttive.

1.5. Sorveglianza dell'attivit eruttiva dei vulcani (TTC)

0.0
193.0
[312] UR10

0.0

5.0

96.5

0.0

85.0

0.0

4.0

2.5

0.0

Questo TTC coordina le attivit di monitoraggio e ricerca applicata alla definizione dello stato dei sistemi vulcanici attivi, basandosi su dati raccolti da reti e tecniche multiparametriche di monitoraggio vulcanologico e da campagne periodiche di misure dirette eseguite sui vulcani attivi, nonch su dati analitici prodotti dai laboratori chimici e fisici. Il TTC coordina l'analisi dei dati raccolti in occasione di eventi eruttivi.

1.6. Osservazioni di geomagnetismo

0.0
89.0

0.0

0.0

0.0

0.0

2.0

0.0

0.0

0.0

87.0

[280] UR10;

All'interno di questo OS vengono curate la gestione della strumentazione di registrazione delle variazioni del campo magnetico, l'effettuazione delle misure assolute e la preparazione e validazione dei risultati, per gli osservatori geomagnetici di L'Aquila, Castello Tesino (TN), Gibilmanna (PA) e Stazione Mario Zuccchelli (SMZ) in Antartide. Ricadono in questo OS anche le osservazioni per la ripetizione presso i caposaldi della rete magnetica italiana.

1.7. Osservazioni di alta e media atmosfera

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

9.0

80.0

89.0

[464] UR10

All'interno di questo OS viene curata la gestione degli osservatori ionosferici di Roma, Gibilmanna (PA) e Stazione Mario Zucchelli (SMZ) in Antartide, che utilizzano sistemi radar in alta frequenza (HF) realizzati dall'INGV o ionosonde commerciali. Viene curata inoltre la sperimentazione del monitoraggio delle scintillazioni ionosferiche in regioni polari presso Ny-Alesund (Svalbard) e SMZ (Antartide).

(continua Obiettivo Generale 1)


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2

AC

BO

CNT

NA-OV

Totale m/p
155.0
[131] UR10

1.8. Osservazioni di geofisica ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

7.0

0.0

0.0

2.0

146.0

Questo OS cura l'esecuzione di indagini sistematiche per cartografia magnetica ad alta risoluzione spaziale con rilevamento sia da terra sia da elicottero, anche in campo archeologico. Cura inoltre il rilevamento di parametri elettromagnetici di interesse ambientale e gli osservatori multiparametrici derivati da progetti EC e successivi per acquisizione di dati geofisici e oceanografici integrati.

1.9. Rete GPS nazionale (TTC)


[428] UR10;

0.0
203.0

11.0

169.5

10.5

0.0

12.0

0.0

0.0

0.0

0.0

Questo TTC coordina lo sviluppo di una rete permanente di stazioni GPS finalizzata ad aumentare le conoscenze relative alla cinematica e tettonica attiva della penisola. Armonizza le diverse iniziative in corso nelle sezioni dell'INGV, sia dal punto di vista della configurazione e tecnologia delle rete stessa che dal punto di vista delle tecniche di analisi e della costituzione di una banca dati unificata.

1.10. Telerilevamento (TTC)

0.0
188.5

12.0

133.0

16.5

0.0

11.0

4.0

11.0

1.0

0.0

[329] UR10, [347] UR10; [357] UR10; [358] UR10; [412] UR10; [424] UR10;

Le tecnologie di Telerilevamento aereo, satellitare e prossimale rappresentano da alcuni decenni insostituibili strumenti per lo studio e la sorveglianza di aree sismogenetiche e zone vulcaniche. Questo TTC promuove l'interazione tra ricercatori e tecnologi che utilizzano tecniche simili in aree geografiche e per scopi scientifici anche molto diversi.

1.11 Osservazioni e monitoraggio macrosismico del territorio nazionale (TTC)

0.0
110.0

5.0

11.0

15.0

4.0

0.0

0.0

0.0

65.0

10.0

Totale Obiettivo Generale 1


425.0 22.0 358.0 222.0 29.5 142.5 327.0 2381.5

0.0

58.0

797.5

Obiettivo Generale 2: Attivit sperimentali e Laboratori


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2


3.0
179.5

AC

BO

CNT

NA-OV

2.1. Laboratorio per le reti informatiche, GRID e calcolo avanzato (TTC)

0.0

9.0

76.0

6.5

15.0

22.0

6.0

10.0

32.0

Totale m/p

Il monitoraggio dell'attivit sismica e vulcanica richiede un forte sviluppo di sistemi di calcolo veloce e/o in tempo reale. Questo TTC ha come obiettivo il completamento della rete di linee di connessione numerica e trasmissione satellitare per l'acquisizione dei dati sismologici in aree sismogenetiche e vulcaniche. Tale rete permetter l'interconnessione tra le sezioni INGV, che potranno condividere le risorse di osservazione e calcolo e gli strumenti informatici che verranno sviluppati.

2.2. Laboratorio di paleomagnetismo

0.0
63.0
[482] UR10

0.0

0.0

0.0

0.0

4.0

0.0

0.0

0.0

59.0

Il laboratorio sviluppa strumentazione e tecnologie per il campionamento di rocce e altri materiali sia naturali che sintetici e per la misura e l'analisi delle loro propriet magnetiche. Le misure svolte hanno applicazioni in numerosi campi delle Scienze della Terra, dalla geodinamica alla climatologia all'inquinamento ambientale.

2.3. Laboratori di chimica e fisica delle rocce (TTC)

0.0
170.5

2.5

0.0

24.5

0.0

22.0

3.0

17.0

101.5

0.0

I laboratori di chimica e fisica delle rocce svolgono ricerche metodologiche, producono sviluppi tecnologici e forniscono il supporto analitico e sperimentale alle attivit di monitoraggio ed alle ricerche geofisiche e vulcanologiche. Le [280] UR6; [364] UR10; [456] UR10 misure e gli esperimenti sono utilizzati per la formulazione di modelli fisicomatematici e per la descrizione quantitativa dei processi sismogenetici e dei processi magmatici. I dati raccolti contribuiscono alla definizione dello stato di attivit dei vulcani, degli scenari eruttivi ed alla valutazione della pericolosit.

2.4. Laboratori di geochimica dei fluidi (TTC)

0.0
165.0
[442] UR10, UR20;

0.0

0.0

0.0

0.0

9.0

116.0

0.0

40.0

0.0

Il compito primario di questo TTC l'armonizzazione dell'attivit dei quattro poli tecnologici attivi nel settore della geochimica dei fluidi all'interno dell'INGV, con lo specifico obiettivo di razionalizzare l'acquisizione di nuova strumentazione e il funzionamento dei laboratori stessi.

2.5. Laboratorio per lo sviluppo di sistemi di rilevamento sottomarini

0.0
78.0

0.0

61.0

3.0

0.0

3.0

11.0

0.0

0.0

0.0

[101] UR1; [392] UR10; [432] UR10

I sistemi osservativi multidisciplinari sottomarini completano la rete geofisica di monitoraggio del territorio. In questo OS vengono sviluppati prototipi (uno attualmente in funzione in Sicilia Orientale) e viene sviluppata la tecnologia per l'adattamento all'ambiente marino di sensori realizzati per osservazioni in terra. Vengono inoltre sviluppate iniziative per estendere a mare le reti di monitoraggio permanente.

2.6. Laboratorio di gravimetria, magnetismo ed elettromagnetismo in aree attive (TTC)

0.0

0.0

0.0

51.0

0.0

28.0

0.0

0.0

0.0

43.0

122.0

[280] UR10; [312] UR30

Questo TTC nasce per coordinare le attivit di osservazione dei segnali gravimetrici, magnetici ed elettromagnetici in aree attive. Le relative tecniche di osservazione e analisi, di grande rilevanza e largamente applicate anche in altri ambiti internazionali, vengono messe in atto in maniera coordinata alla scala nazionale dell'INGV grazie a questo TTC.

Totale Obiettivo Generale 2


85.0 15.0 88.0 136.0 27.0 173.5

0.0

11.5

137.0

105.0

778.0

Obiettivo Generale 3: Studiare e capire il sistema Terra


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2


6.0
206.0

AC

BO

CNT

NA-OV

3.1. Fisica dei terremoti

0.0

7.0

36.0

32.0

0.0

17.0

0.0

8.0

100.0

Totale m/p
295.5
[381] UR10; [389] UR10

L'OS ha come tema centrale il processo sismogenetico. Le applicazioni riguardano la meccanica della sorgente sismica in tutti i suoi aspetti spaziali, geometrici e dinamici includendo la caratterizzazione del tensore momento dei sismi vulcanici (Vulcano-tettonici, tremore e terremoti a bassa frequenza). L'OS [280] UR6; [364] UR10; [435] UR10; si occupa inoltre dell'analisi statistica della sismicit, della quantificazione [457] UR10 dell'energia, dello studio delle interazioni tra faglie, dello studio del campo d'onda (arrays). La ricerca include la propagazione in strutture eterogenee (scattering elastico), con attenzione alle variazioni temporali dei parametri di propagazione associate a variazioni del campo di sforzo (velocit, attenuazione "splitting" delle onde di taglio).

3.2. Tettonica attiva

0.0

11.0

58.0

17.0

0.0

27.0

20.5

6.5

151.5

4.0

Questo OS affronta lo studio delle propriet e della dinamica dell'interno terrestre attraverso la modellazione numerica e l'analisi della propagazione di onde sismiche e delle caratteristiche reologiche. Le ricerche, che coinvolgono numerosi settori disciplinari, vengono svolte a scala globale, continentale, regionale e locale, potendo cos esplorare aspetti diversi e progressivamente pi dettagliati della struttura terrestre.

3.3. Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

0.0
220.0

35.0

46.5

3.0

3.0

18.0

0.0

18.0

90.5

6.0

[423] UR10; [459] UR10; [481] UR10; [491] UR10; [492] UR10, UR20

Le ricerche svolte in questo OS affrontano i problemi connessi con l'origine ed evoluzione del campo magnetico su diverse scale spazio-temporali. I temi portanti sono indirizzati a risolvere i fondamentali quesiti sulla dinamica che nel nucleo fluido genera il campo e sullo studio delle anomalie magnetiche, che consentono di indagare le strutture crostali e la loro evoluzione.

3.4. Geomagnetismo

0.0
41.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

40.0

[436] UR10; [480] UR10; [483] UR10

La raccolta dei dati sull'attivit storica dei vulcani italiani un campo di interesse sia per l'applicazione alla vulnerabilit che per la definizione di particolari comportamenti eruttivi caratteristici di ogni vulcano. Questo OS cura lo sviluppo di approfondimenti su questi aspetti per tutti i vulcani italiani e la preparazione di banche dati.

3.5. Geologia e storia dei vulcani ed evoluzione dei magmi

0.0
118.0

0.0

0.0

11.0

0.0

66.0

0.0

29.5

9.5

2.0

[280] UR4

La comprensione della fisica dei processi eruttivi presuppone lo sviluppo di modelli dinamici basati su equazioni fondamentali e la loro verifica sperimentale. Questo OS affronta la fisica del vulcanismo studiando gli equilibri liquido-solido-gas nei magmi, i sistemi idrotermali, la termodinamica dei magmi, le propriet dei condotti di risalita nonch la dinamica della dispersione e ricaduta della cenere vulcanica, delle colate laviche, dei flussi piroclastici e dei collassi delle colonne vulcaniche.

3.6. Fisica del vulcanismo

0.0

10.0

2.0

52.5

0.0

63.0

0.0

52.0

17.5

6.0

203.0

[430] UR10; [448] UR10; [454] UR10

Questo OS affronta lo studio delle interazioni fra atmosfera ed oceano, consentendo di affrontare i temi della variabilit dinamica del clima a scale annuali ed interannuali. Si tratta di un tema oggi dominante nelle applicazioni della climatologia alla conoscenza dell'evoluzione del clima, cos come tale evoluzione viene percepita sia nell'ambito scientifico che a livello di opinione pubblica.

(continua Obiettivo Generale 3)


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2

AC

BO

CNT

NA-OV

3.7. Dinamica del clima e dell'oceano

0.0
15.0

10.5

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.5

1.0

0.0

Totale m/p
[314] UR10; [320] UR10; [324] UR10

Lo studio del cambiamento climatico globale non pu prescindere da una accurata conoscenza del clima in epoche passate, un tema affrontato dall'INGV con indagini glaciologiche e magnetiche in particolare in Antartide. Lo studio dell'inquinamento, la detezione di fusti tossici e la riqualificazione delle aree inquinate vengono affrontate in questo OS con tecniche di indagine geofisiche integrate.

3.8. Geofisica per l'ambiente

0.0
71.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

0.0

0.0

1.0

69.0

[280] UR9; [338] UR10, UR20, UR30, UR40; [384] UR10; [404] UR10; [429] UR10, UR20

Questo OS affronta tutti quei temi che rientrano nella migliore comprensione delle relazioni Sole-Terra. Le ricerche sono finalizzate sia ad una migliore conoscenza dell'ambiente elettromagnetico terrestre, sia a valutare le conseguenze economico-sociali che possono derivare da forti perturbazioni magneto-ionosferiche nell'ambito del cosiddetto "space weather".

3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0
48.5

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

48.5

[131] UR10, [134] UR10; [256] UR10; [265] UR1; [409] UR10; [433] UR10; [464] UR10; [488] UR10; [489] UR10; [493] UR10; [494] UR10; [A4] UR10

Le ricerche svolte in questo OS mirano ad approfondire le conoscenze sulla distribuzione spazio-temporale e sugli effetti che i terremoti del passato hanno avuto sul territorio. Gli elementi innovativi e peculiari di questo OS risiedono nella forte componente multidisciplinare che ne caratterizza tutte le attivit, sviluppate attraverso l'apporto specifico di competenze in campo storico, archeologico, geologico e sismologico.

3.10. Storia e archeologia applicate alle Scienze della Terra

0.0
64.0
[465] UR10

49.0

0.0

0.0

3.0

0.0

0.0

0.0

8.0

4.0

Questo OS fortemente pluridisciplinare promuove tutte le ricerche finalizzate a comprendere e quantificare la tettonica attiva. Include ricerche sulla deformazione crostale da dati di geodesia spaziale, dati di stress-in-situ, osservazioni sulle caratteristiche dei fluidi crostali e osservazioni dirette di terreno. Attraverso queste ricerche, le osservazioni paleosismologiche e la quantificazione della deformazione crostale fornisce dati di ingresso essenziali per le analisi di pericolosit sismica.

Totale Obiettivo Generale 3


115.5 3.0 192.0 20.5 117.5 372.0 181.5 1218.0

0.0

73.5

142.5

Obiettivo Generale 4: Comprendere e affrontare i rischi naturali


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2


0.0
230.0

AC

BO

CNT

NA-OV

4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica

3.0

0.0

0.0

3.0

39.0

16.0

0.0

0.0

169.0

Totale m/p
[326] UR10; [402] UR10, UR20; [441] UR10; [455] UR10; [477] UR10, UR20, UR30; [486] UR10

Questo OS sviluppa gli aspetti metodologici globalmente riferibili al settore internazionalmente conosciuto come "engineering seismology". In particolare cura gli aspetti di interesse specifico per l'ingegneria sismica, quali ad esempio le relazioni di attenuazione di parametri strumentali del moto del suolo e le metodologie di valutazione della risposta locale.

4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale (TTC)

0.0
145.0

32.0

0.0

0.0

46.0

13.0

0.0

0.0

53.0

1.0

In questo TTC vengono sviluppati gli aspetti applicativi delle metodologie trattate nell'OS "Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica", e in [280] UR2, UR5; [326] UR10; [389] particolare tutte le applicazioni di valutazione della pericolosit sismica a casi UR10; [402] UR10, UR20; [451] concreti, sia a scala di scenario che a scala regionale/nazionale. Ricadono in UR10, UR20; [461] UR10; [465] questo TTC le attivit di consulenza per la valutazione della pericolosit sismica UR10 a favore di diversi soggetti istituzionali, come pure quelle relative alla generazione di mappe di scuotimento in tempo quasi-reale.

4.3. Scenari di pericolosita vulcanica (TTC)

0.0
130.0

17.0

0.0

16.0

0.0

40.0

12.0

32.0

13.0

0.0

[280] UR4; [329] UR10; [430] UR10; [442] UR10, UR20; [443] UR10; [448] UR10; [451] UR10, UR20; [456] UR10

La stima della pericolosit vulcanica si basa sull'integrazione di conoscenze osservative e sperimentali con modelli fisico-matematici che descrivono la dinamica dei processi pre-, sin-, e post-eruttivi pericolosi. Obiettivo del presente TTC la definizione di scenari di pericolosit vulcanica per fornire stime quantitative dell'evoluzione spazio-temporale dei principali fenomeni pericolosi nei vulcani attivi italiani. Ricadono in questo OS attivit di consulenza relativa ai vulcani attivi italiani a favore di diversi soggetti istituzionali.

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0
16.0

0.0

0.0

0.0

0.0

2.0

0.0

0.0

7.0

7.0

[86] UR10; [255] UR20; [341] UR10; [347] UR10; [358] UR10; [380] UR10; [383] UR10; [384] UR10; [387] UR10; [396] UR10; [398] UR10; [399] UR10; [412] UR10; [416] UR10; [419] UR10; [438] UR10; [446] UR10; [447] UR10, UR20; [449] UR10; [451] UR10, UR20; [453] UR10; [456] UR10;

Lo sviluppo delle attivit in campo ambientale ha portato l'INGV a impegnarsi anche nel complesso campo dei rischi provenienti da fattori ambientali. Ricadono in questo OS temi di grande rilevanza sociale come la detezione di inquinanti di varia natura nel sottosuolo e nelle acque e gli studi-pilota sul tema del sequestro e dello stoccaggio geologico della CO2.

4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0
56.5

0.0

0.0

1.0

0.0

14.0

12.0

5.0

20.0

4.5

[255] UR20; [396] UR10; [398] UR10; [399] UR10; [406] UR10; [430] UR10; [444] UR10; [449] UR10; [484] UR10

Questo OS coordina le numerose ricerche condotte presso l'INGV sui diversi aspetti del degassamento naturale, con particolare riferimento a CO2, CH4, Rn. L'OS promuove lo sviluppo di tecniche di sorveglianza remota dell'attivit vulcanica e di modelli del degassamento di CO2 d'origine profonda, un fenomeno che pu comportare rischi per la popolazione. L'OS cura inoltre i rapporti con le discipline limitrofe nei settori vulcanologico e sismologico.

4.6. Oceanografia operativa per la valutazione dei rischi in aree marine

0.0

12.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

15.0

[90] UR1; [320] UR10; [324] UR10; [388] UR10; [479] UR10

Totale Obiettivo Generale 4


20.0 85.0 85.0 24.0 37.0

3.0

61.0

0.0

262.0

15.5

592.5

Obiettivo Generale 5: L'impegno verso le istituzioni e verso la Societ


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2


1.0
121.0

AC

BO

CNT

NA-OV

5.1. Banche dati e metodi macrosismici (TTC)

0.0

38.0

10.0

7.0

26.0

2.0

0.0

0.0

37.0

Totale m/p
378.0

Questo TTC garantisce la miglior armonizzazione nel settore della archiviazione [280] UR2, UR5; [389] UR10; [401] e disseminazione dei dati storico/macrosismici e dei cataloghi parametrici dei UR10 terremoti. Opera inoltre per promuovere e migliorare l'integrazione con le altre attivit che l'INGV svolge nel settore delle banche dati.

5.2. Banche dati di sismologia strumentale (TTC)

0.0

13.5

300.0

45.5

6.0

12.0

0.0

0.0

0.0

1.0

Questo OS armonizza la raccolta sistematica di parametri dell'alta atmosfera e di misure effettuate presso gli osservatori geomagnetici, anche per l'approntamento di informazioni sullo "space weather", di dati della rete magnetica, di dati riguardanti la glaciologia, la climatologia, l'oceanografia operativa e altre attivit ambientali. L'OS cura la gestione di banche dati che permettano un'efficace diffusione dei dati verso il mondo della ricerca, le istituzioni e la societ.

5.3. Banche dati vulcanologiche (TTC)

6.0
34.0

0.0

3.0

12.0

0.0

0.0

0.0

3.0

1.0

9.0

Questo TTC risponde alla necessit di censire e armonizzare il notevole patrimonio di dati e iniziative in corso presso l'INGV nel settore delle banche dati territoriali. Attraverso la realizzazione di sistemi di immagazzinamento, diffusione e rappresentazione dei dati e attraverso il loro continuo aggiornamento, questo TTC garantisce un contributo irrinunciabile a supporto delle decisioni in materia di mitigazione dei rischi ambientali nei diversi campi d'azione dell'INGV.

5.4. Banche dati di geomagnetismo, aeronomia, clima e ambiente

0.0
35.0

10.5

0.0

0.0

0.0

6.0

0.0

0.0

0.0

18.5

Questo OS rende ragione e quantifica l'attivit del numeroso personale INGV che presta regolarmente attivit di sorveglianza nelle diverse Sale Operative dell'ente. Esso si propone inoltre di rappresentare una sede permanente per il confronto e l'armonizzazione delle procedure utilizzate nella prassi quotidiana delle Sale Operative, promuovendo un maggior scambio di informazioni tra le sale stesse

5.5. Sistema informativo territoriale (TTC)

0.0
49.5

0.0

10.5

5.5

0.0

15.0

2.5

7.0

9.0

0.0

Questo OS raggruppa attivit di consulenza scientifica e tecnologica a favore di ministeri ed altre istituzioni, tra cui spicca il Ministero della Difesa, che beneficia di servizi nel settore geomagnetico e della radiopropagazione. Rilievi geomagnetici sono alla base di consulenze sull'inquinamento ambientale. Nel quadro degli studi sui gas serra, l'INGV svolge consulenze a favore di ENI. Inoltre da diversi anni l'INGV fornisce consulenze scientifico-tecnologiche a favore del Ministero Affari Esteri (MAE), sia nell'ambito di trattati come il Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty (CTBT), sia nel quadro di rapporti bilaterali con paesi evoluti e in via di sviluppo. L'INGV svolge inoltre attivit di supporto scientifico nel quadro di iniziative dell'ONU e dell'UNESCO.

5.6. Attivit di Sala Operativa (TTC)

0.0

0.0

163.0

118.5

0.0

68.0

0.0

0.0

22.5

2.0

374.0

Questo TTC cura tutti gli aspetti organizzativi e pratici per lo scambio di informazioni e documentazione scientifica che una moderna biblioteca distribuita pu fornire, rendendo di fatto il sistema bibliotecario INGV un servizio nazionale e internazionale d'eccellenza nei settori di competenza. Inoltre cura tutta l'editoria dell'INGV, con la sola eccezione degli Annals of Geophysics.

5.7. Consulenze in favore di istituzioni nazionali e attivit nell'ambito di trattati

0.0

0.0

0.0

2.0

0.0

0.0

0.0

0.0

4.5

104.0

110.5

Questo TTC cura le strutture museali esistenti e sviluppa i nuovi progetti in corso di avvio in questo ambito. Inoltre coordina i meccanismi di divulgazione delle attivit dell'INGV, comprese quelle on-line. Gestisce le attivit svolte a favore delle scuole e, in sinergia con il TTC "Biblioteche ed editoria", la partecipazione a mostre e congressi in cui l'INGV presente con un proprio spazio espositivo.

(continua Obiettivo Generale 5)


Progetti, Convenzioni Breve descrizione

Obiettivo Specifico CT MI PA PI RM1 RM2


9.5
178.5

AC

BO

CNT

NA-OV

5.8. Biblioteche ed editoria (TTC)

92.0

1.0

2.0

7.0

1.0

44.0

10.0

2.0

10.0

Totale m/p

Il sistema di comunicazione costituito dai siti Internet rappresenta oggi un elemento fondamentale della vita di una struttura di ricerca aperta ed efficiente. Questo TTC punta a garantire la migliore organizzazione e sviluppo del sito INGV anche in considerazione del suo importantissimo ruolo in occasione delle emergenze sismiche e vulcaniche.

5.9. Formazione e informazione

125.0
318.5

17.5

39.0

15.0

16.0

43.0

5.0

10.5

34.0

13.5

[431] UR10; [437] UR10; [460] UR10; [466] UR10 [478] UR10; [485] UR10; [495] UR10

5.10. Sistema web (TTC)

0.0
73.5

5.0

8.0

9.0

20.0

6.0

3.5

6.5

12.5

3.0

Questo TTC ha il compito di armonizzare e potenziare le iniziative di archiviazione e disseminazione dei dati sismologici strumentali acquisiti dall'INGV e di assicurare la piena integrazione con le altre attivit che l'INGV svolge nel settore delle banche dati, sia a scala nazionale che a scala europea e globale.

Totale Obiettivo Generale 5


212.5 49.0 190.0 17.5 22.5 118.0 158.5 1599.0

223.0

80.5

527.5

Servizi amministrativi e di supporto al monitoraggio e alla ricerca

AC

BO

CNT CT

MI

NA-OV PA PI

RM1

RM2
48.0
1,065.0 562.0 1627.0

a.1. Servizi Amministrativi e Segreterie

452.0 92.0
179.0 52.0 284.0 94.5 45.0 89.5 48.0

60.0 27.0 90.0 41.0 12.0 12.0 0.0

35.0

87.0

25.0

194.0

53.5

33.0

77.5

a.2. Uffici Tecnici e Servizi Generali

280.0

7.0

1.0

Totale Servizi Amministrativi

732.0

67.0

36.0

Totale m/p

Dati riassuntivi

AC

BO

CNT CT

MI

NA-OV PA PI

RM1

RM2
327.0 2381.5 105.0 778.0 181.5 1218.0 15.5 592.5 158.5 1599.0 48.0 1627.0 8196.0 261.5 1342.5 9538.5

Totale Obiettivo Generale 1

0.0

58.0

797.5

425.0

22.0

358.0

222.0

29.5

142.5

Totale Obiettivo Generale 2

0.0

11.5

137.0

85.0

15.0

88.0

136.0

27.0

173.5

Totale Obiettivo Generale 3

0.0

73.5

142.5

115.5

3.0

192.0

20.5

117.5

372.0

Totale Obiettivo Generale 4

3.0

61.0

0.0

20.0

85.0

85.0

24.0

37.0

262.0

Totale Obiettivo Generale 5

223.0

80.5

527.5

212.5

49.0

190.0

17.5

22.5

118.0

Totale Servizi Amministrativi

732.0

67.0

36.0

179.0

52.0

284.0

94.5

45.0

89.5

Totale attivit istituzionali


226.0 1197.0 514.5 278.5 1157.5 835.5 142.0 63.0 82.0 142.0 39.0 274.0

958.0

351.5 1640.5 1037.0

Totale Progetti e Convenzioni


289.0 1279.0 656.5 317.5 1431.5 1097.0

14.0

161.5

163.5

Totale Generale INGV


98 24 107 55 26 119 91

972.0

513.0 1804.0 1179.0

Corrispondente a unit di personale a tempo pieno

81

43

150

Totale m/p
795

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Tabella riepilogativa dei Progetti e delle Convenzioni


La tabella che segue riassume tutti I Progetti e le Convenzioni censiti come attivi per il 2010 (o parte di esso) nella banca-dati implementata presso lAmministrazione Centrale dellINGV (https://magma.ingv.it/ProgUff/stp_progettoufficiale.php?md=1). La banca-dati accessibile e modificabile via web (ma solo dallinterno della rete informatica INGV). Tale strumento consente di visualizzare istante per istante le attivit INGV che sono supportate da fondi non istituzionali (esterni) e di valutarne il corrispondente flusso finanziario e impegno di risorse umane. Si noti che tutti i Progetti e le Convenzioni sono presentati suddivisi in Unit di Ricerca, identificate come unit organizzative e operative elementari. La numerazione utilizzata in tabella e richiamata nelle precedenti Tabelle riepilogative degli Obiettivi Generali e Obiettivi Specifici - segue quella assegnata nella banca-dati. Si noti anche che le tabelle sono aggiornate al quadro di Progetti e Convenzioni disponbile alla data del 1 gennaio 2011. Data l'elevata dinamica che caratterizza l'INGV, la tabella cristallizza una situazione che inevitabilmente destinata ad evolvere gi dai primi mesi dellanno. Il quadro aggiornato dello stato dei Progetti e Convenzioni quindi solo quello disponibile nella relativa banca-dati, a cui il lettore invitato a fare riferimento. Segue una descrizione dettagliata dei diversi campi in cui si articola la tabella. Identificativo numerico e denominazione del Progetto o Convenzione. Si tratta di un codice numerico di due-tre cifre posto tra parentesi quadre, di un ulteriore codice numerico e di un acronimo o nome breve che identificano univocamente una delle Unit di Ricerca o lunica Unit di Ricerca - di un Progetto o di una Convenzione. A partire dal 2008 sono stati inseriti nella banca-dati anche gli Accordi di collaborazione bilaterali, nazionali e internazionali, siglati dallINGV con vari organismi scientifici o con amministrazioni, inclusi quelli che non prevedono un contributo finanziario a favore dell'INGV stesso. Questa novit ha consentito di quantificare leventuale impegno di personale INGV nello svolgimento dellattivit prevista dallaccordo. Lidentificativo numerico seguito dal nome per esteso del Progetto, della Convenzione o dellAccordo di collaborazione, e quindi dal nome del Ricercatore o Tecnologo che funge da responsabile per esso. Ente sovventore. Viene indicato per esteso o con un acronimo il soggetto giuridico, pubblico o privato, che fornisce le risorse finanziarie per il dato Progetto, Convenzione o Accrod bilateral (se a titolo oneroso). Nel caso di attivit a carico del Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca viene specificato anche il tipo di fondo o strumento di finanziamento utilizzato (FIRB, Fondo Incentivazione Ricerca di Base; PON, Piano Operativo Nazionale; PRIN, Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale). Acronimi: ASI CNIT DPC EC EEA ENEL ENI ESA GEM EUCENTRE FIRB IGM INOGS MAE MEF MIUR NATO PNRA RELUIS SARAS SEI STOGIT

= Agenzia Spaziale Italiana = Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni = Dipartimento della Protezione Civile Nazionale = Comunit Europea = European Environment Agency = Ente Nazionale Energia Elettrica S.p.A. = Ente Nazionale Idrocarburi = European Space Agency = Global Earthquake Model = European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering = Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base = Independent Gas Management s.r.l. (Italia) = Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale = Ministero degli affari Esteri = Ministero dellEconomia e delle Finanze = Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca = North Atlantic Treaty Organization = Consorzio per lattuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, finanziato dal Ministero dellUniversit e della Ricerca = Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica = SARAS S.p.A. = Societ Energia Saline S.p.A. = Stoccaggi Gas Italia S.p.A.

Fianziamento 2011. Indica lentit in Euro del finanziamento 2011 previsto per il dato Progetto o Convenzione. Nel caso la durata del Progetto o Convenzione sia superiore al solo anno 2011 che il caso pi frequente - viene riportata la quota di finanziamento ottenuta rapportando la durata totale al 2011, salvo che la quota prevista per il 2011 non sia specificata nel contratto. Il totale di questa colonna indica il finanziamento massimo teorico conseguibile attraverso Progetti e Convenzioni che risultano attivi al 1 gennaio 2011, e naturalmente non include nuovi Progetti o Convenzioni avviati o perfezionati nei mesi successivi. Obiettivo Specifico di riferimento. Identifica uno o pi Obiettivi Specifici a cui il Progetto o Convenzione apporta risorse finanziarie e umane. Il legame viene stabilito sulla base di affinit culturali e disciplinari per i progetti a carettere 10

Obiettivi da conseguire nel Triennio 2011 2013 ___________________________________________________________________________________________________________

pi strettamente scientifico, o sulla base di criteri operativi e organizzativi per quelli di natura eminentemente tecnologica e applicativa. Sezioni INGV coinvolte. Cos come avviene per gli Obiettivi Specifici, molti dei Progetti e delle Convenzioni sono caratterizzati da interdisciplinariet e trasversalit rispetto alle competenze presenti nelle diverse sedi e sezioni dellINGV. Per questa ragione, molti Progetti e Convenzioni coinvolgono pi sezioni dellINGV. In queste colonne riportato sezione per sezione il totale di mesi/persona allocato per la specifica voce, sulla base di 12 mesi per anno/persona. Limpegno si riferisce al primo anno del triennio considerato (2011). Si consideri che il totale dei mesi/persona allocati su un dato Progetto o Convenzione spesso riflette la somma dellimpegno di personale di ruolo dellINGV, di personale con contratto a tempo determinato retribuito con fondi istituzionali INGV e di personale assunto con contratto art. 23 a valere sui fondi stessi. Sezioni: AC, Amministrazione Centrale; BO, Bologna; CNT, Centro Nazionale Terremoti; CT, Catania; MI, Milano; NA-OV, Napoli-Osservatorio Vesuviano; PA, Palermo; PI, Pisa; RM1, Roma 1; RM2, Roma 2. Totale mesi/persona (totale). Totale dellimpegno delle singole strutture INGV coinvolte nel dato Progetto o Convenzione per il primo anno del triennio considerato in questo Piano Triennale (2011).

11

Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni e relativo impegno in mesi/persona


Ente sovventore Obiettivo Specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1 NA-OV Finanziamento 2011 (Euro)

RM2
6.0 0.0 0.0 0.0 14.0 0.0 0.0 1.0 0.0 4.0 9.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 16.5

[86] STOGIT - Monitoraggio Cortemaggiore - UR10 Quattrocchi Fedora - Test di iniezione di CO2 in un livello del giacimento di Cortemaggiore: Monitoraggio dei gas del suolo e degli acquiferi superficiali STOGIT S.p.A. 62,068.97 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 7.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

13.0

[90] SEADATANET - UR1 Pinardi Nadia - SEADATANET - A PAN-EUROPEAN INFRASTRUCTURE FOR OCEAN AND MARINE DATA MANAGEMENT EC 9,937.50 4.6 Oceanografia operativa per la valutazione dei rischi in aree marine 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

6.0

6.0

[101] ESONET - UR1 Favali Paolo - European Seafloor Observatory NETwork EC 10,053.34 0.0 0.0 0.0

2.5. Laboratorio per lo sviluppo di sistemi di rilevamento sottomarini

0.0

0.0

0.0

0.0

2.0

16.0

[131] ASI-OLIMPO - UR10 Romeo Giovanni - Attivita' per il programma OLIMPO 6,572.81 0.0 0.0

Universit di Roma La Sapienza - Dip. Fisica

1.8. Osservazioni di geofisica ambientale 3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

[134] ASI-BOOMERANG - UR10 Romeo Giovanni - Attivita' per la missione B2K5 del programma BOOMERANG 3,749.41

Universit di Roma La Sapienza - Dip. Fisica

3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

4.0

[255] RIVARA MODENA - UR20 Sciarra Alessandra - Studio sul background di degassamento naturale del sito di stoccaggio gas naturale di Rivera Modena IGM srl 14,857.14

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

9.0

[256] LOTHAR - UR10 - LOTHAR - FATT LOTHAR-FATT Studio di fattibilit di un radar HF ad onda ionosferica per la sorveglianza del mediterraneo, con caratteristiche LPI CNIT 19,685.04

3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[265] CONV. TELEDIFE 2006 - UR1 Zolesi Bruno Convenzione tra la Direzione Generale delle Telecomunicazioni, dell'informatica e delle Tecnologie Avanzate del Ministero della Difesa e l'INGV 13,750.00

Ministero della Difesa

3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

16.0

0.0

0.0

0.0

16.0

[280] AIRPLANE - UR1 Boschi Enzo - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 146,532.86

1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC)

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

16.5

Totale

Progetto/Convenzione

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
7.0 0.0 0.0 0.0 2.0 29.0 9.5 0.0 20.0 0.0 0.0 0.0 9.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

[280] AIRPLANE - UR2 Stucchi Massimiliano - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 105,114.64 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale (TTC) 5.1. Banche dati e metodi macrosismici (TTC)

0.0

7.0

[280] AIRPLANE - UR3 Amato Alessandro - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 124,363.39 1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[280] AIRPLANE - UR4 Neri Augusto - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 207,339.64 0.0 0.0 0.0

3.5. Geologia e storia dei vulcani ed evoluzione dei magmi 3.6. Fisica del vulcanismo 4.3. Scenari di pericolosita vulcanica (TTC) 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

31.0

[280] AIRPLANE - UR5 Valensise Gianluca - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 63,789.64 0.0 0.0

4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale (TTC) 5.1. Banche dati e metodi macrosismici (TTC)

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

9.5

[280] AIRPLANE - UR6 Cocco Massimo - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 118,164.64

2.3. Laboratori di chimica e fisica delle rocce (TTC) 3.1. Fisica dei terremoti

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

20.0

[280] AIRPLANE - UR9 Chiappini Massimo - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 53,070.00 3.8. Geofisica per l'ambiente

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[280] AIRPLANE - UR10 Zolesi Bruno - Piattaforma di ricerca multidisciplinare su terremoti e vulcani MIUR/FIRB 203,806.82

1.6. Osservazioni di geomagnetismo 2.6. Laboratorio di gravimetria, magnetismo ed elettromagnetismo in aree attive (TTC)

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

9.0

[312] PQ Sorv. Sicilia - UR10 Patan Domenico - Programma Quadro per l'attuazione del programma triennale della sorveglianza sismica e vulcanica in Sicilia 1,300,726.67

DPC - Regione Sicilia

1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 1.5. Sorveglianza dell'attivit eruttiva dei vulcani (TTC)

0.0

0.0

0.0

128.0

0.0

0.0

0.0

0.0

128.0

[312] PQ Sorv. Sicilia - UR20 Favara Rocco - Programma Quadro per l'attuazione del programma triennale della sorveglianza sismica e vulcanica in Sicilia 912,396.67

DPC - Regione Sicilia

1.2. Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche attive (TTC)

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

122.5

0.0

122.5

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
0.0 11.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 3.0 0.0 0.0 0.0 0.0

[312] PQ Sorv. Sicilia - UR30 Zolesi Bruno - Programma Quadro per l'attuazione del programma triennale della sorveglianza sismica e vulcanica in Sicilia 79,666.67 2.6. Laboratorio di gravimetria, magnetismo ed elettromagnetismo in aree attive (TTC) 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

DPC - Regione Sicilia

0.0

11.0

[314] CIRCE - UR10 Navarra Antonio - CIRCE - CLIMATE CHANGE AND IMPACT RESEARCH: MEDITERRANEAN ENVIRONMENT EC 18,716.25 3.7. Dinamica del clima e dell'oceano 0.0 6.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

6.0

[320] Dati oceanografici - ENI - UR10 Pinardi Nadia Fornitura dati oceanografici previsionali ENI 14,440.33 0.0 12.0 0.0

3.7. Dinamica del clima e dell'oceano 4.6 Oceanografia operativa per la valutazione dei rischi in aree marine 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

12.0

[324] SESAME BO - UR10 Vichi Marcello - SESAME SOUTHERN EUROPEAN SEAS: ASSESSING AND MODELLING ECOSYSTEM CHANGES EC 12,740.74 0.0 0.0

3.7. Dinamica del clima e dell'oceano 4.6 Oceanografia operativa per la valutazione dei rischi in aree marine

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[326] ANKARA - UR10 Cocco Massimo - ANKARA VALUTAZIONE E RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO DI GRANDI OPERE INFRASTRUTTURALI MIUR/FIRB 2,317.83

4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale (TTC)

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[329] ASI SRV - UR10 Buongiorno Maria Fabrizia - Progetto Pilota Sistema Rischio Vulcanico ASI 185,279.06

1.10. Telerilevamento (TTC) 4.3. Scenari di pericolosita vulcanica (TTC)

0.0

0.0

1.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

[338] ANDRILL - UR10 Pompilio Massimo Nicola - ANDRILLANtarctic DRILLing - Rapporti Temporali tra Attivit Vulcanica e Sedimentazione nell'Area McMurdo Sound - Ross Ice Shelf : Implicazioni Tettoniche e Paleoclimatiche PNRA 4,380.95 3.8. Geofisica per l'ambiente

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

4.0

[338] ANDRILL - UR20 Florindo Fabio - ANDRILL- ANtarctic DRILLing - Rapporti Temporali tra Attivit Vulcanica e Sedimentazione nell'Area McMurdo Sound - Ross Ice Shelf : Implicazioni Tettoniche e Paleoclimatiche PNRA 6,285.71

3.8. Geofisica per l'ambiente

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[338] ANDRILL - UR30 Del Carlo Paola - ANDRILL- ANtarctic DRILLing - Rapporti Temporali tra Attivit Vulcanica e Sedimentazione nell'Area McMurdo Sound - Ross Ice Shelf : Implicazioni Tettoniche e Paleoclimatiche PNRA 4,380.95

3.8. Geofisica per l'ambiente

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

3.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
5.0 0.0 12.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 36.0 0.0 0.0 0.0 5.0 0.0 0.0 0.0

[338] ANDRILL - UR40 Montone Paola - ANDRILL- ANtarctic DRILLing - Rapporti Temporali tra Attivit Vulcanica e Sedimentazione nell'Area McMurdo Sound - Ross Ice Shelf : Implicazioni Tettoniche e Paleoclimatiche PNRA 2,095.24 3.8. Geofisica per l'ambiente 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

5.0

[341] SEI - Saline Ioniche - UR10 Quattrocchi Fedora Studio di fattibilit per lo stoccaggio geologico di CO2 nei dintorni del polo energetico di Saline Ioniche (RC) SEI S.p.A. 54,446.46 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

12.0

[347] SIGRIS - UR10 Salvi Stefano - SIGRIS - SIstema di osservazione spaziale per la Gestione del RIschio Sismico ASI 42,530.93 0.0 0.0 18.0

1.10. Telerilevamento (TTC) 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

18.0

[357] MIAVITA - UR10 Buongiorno Maria Fabrizia - MITIGATE AND ASSESS RISK FROM VOLCANIC IMPACT IN TERRAIN AND HUMAN ACTIVITIES EC 100,000.00 0.0 0.0

1.3. Sorveglianza geodetica delle aree vulcaniche attive (TTC) 1.10. Telerilevamento (TTC)

25.0

1.0

0.0

0.0

0.0

0.0

26.0

[358] TERRAFIRMA - UR10 Stramondo Salvatore - SERVICE CONSOLIDATION ACTION OF THE EARTHWATCH ESA 28,640.48

1.10. Telerilevamento (TTC) 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

3.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[364] USEMS - UR10 Piersanti Antonio - USEMS-Uncovering the Secrets of an Earthquake: Multydisciplinary Study of Physico-Chemical Processes During the Seismic Cycle EC 398,400.00

2.3. Laboratori di chimica e fisica delle rocce (TTC) 3.1. Fisica dei terremoti

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

36.0

[380] SARAS - UR10 Quattrocchi Fedora - Studio di fattibilita' per lo stoccaggio geologico di CO2 nei dintorni della Raffineria SARAS in Sardegna SARAS S.p.A. 18,126.89

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[381] ASSESS - GALADINI - UR10 Galadini Fabrizio ASSESS - CARATTERISTICHE CINEMATICHE DELLE FAGLIE ATTIVE MEDIANTE INDAGINI GEOMORFOLOGICHE E PALEOSISMOLOGICHE INOGS 8,912.04

3.2. Tettonica attiva

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

5.0

[383] ENEL PORTO TOLLE - UR10 Quattrocchi Fedora Individuazione di siti idonei al confinamento geologico della CO2 prodotta dagli impianti di generazione elettrica ENEL nell'area dell'Alto Adriatico 53,248.81

ENEL PRODUZIONE S.p.A. - RICERCA

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
0.0 0.0 0.0 3.0 0.0 0.0 39.5 0.0 0.0 13.0 3.0 0.0 6.0 0.0 3.0 0.0 0.0 0.0

[384] MASTER RISCHIO AMBIENTALE - UR10 Del Negro Ciro Unversit degli Studi Master in Analisi, Monitoraggio e Mitigazione del Rischio di Catania Ambientale 3,094.78 3.8. Geofisica per l'ambiente 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 0.0 1.0 0.0 0.0 0.0

0.0

1.0

[387] PROBA - UR10 Carmisciano Cosmo - PROSPEZIONE ORDIGNI BASSO ADRIATICO Regione Puglia 98,802.53 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[388] MYOCEAN - UR10 Pinardi Nadia - Development and preoperational validation of GMES Marine Core Services EC 335,327.28 0.0 88.5 0.0

4.6 Oceanografia operativa per la valutazione dei rischi in aree marine

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

88.5

[389] SHARE - UR10 Valensise Gianluca - SHARE - Seismic Hazard Harmonization in Europe EC 122,733.33 0.0 0.0

3.2. Tettonica attiva 4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale (TTC) 5.1. Banche dati e metodi macrosismici (TTC)

0.0

0.0

17.0

0.0

0.0

0.0

56.5

[392] EMSO - UR10 Favali Paolo - EMSO - European Multidisciplinary Seafloor Observation EC 174,019.88

2.5. Laboratorio per lo sviluppo di sistemi di rilevamento sottomarini

0.0

0.0

1.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

14.0

[396] SORVEGLIANZA GEOCHIMICA REGIONE PIEMONTE UR10 Galli Gianfranco - Attivita' di monitoraggio geochimico per lo studio dell'attivita' sismica nell'area di NizzaMonferrato (AT) Regione Piemonte 6,993.01

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

0.0

2.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

5.0

[398] RIDUZIONE RISCHIO EMISSIONE GAS REGIONE LAZIO - UR10 Carapezza Maria Luisa - Verifica efficacia delle operazioni di messa in sicurezza a Cava dei Selci (Marino) e valutazione pericolosit emissione gas endogeni area Colli Albani, provincia di Viterbo, Lago di Posta Fibreno (Frosinone) e Parco della Mola. Regione Lazio 62,912.88

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

6.0

[399] STeGE - UR10 Voltattorni Nunzia - The application of soil gas technique to geothermal exploration: study of hidden potential geothermal systems. 12,605.04

Universidad Autnoma de Mxico

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[401] ASSESS - UR10 Camassi Romano - Studio della sismicit storica per la realizzazione di un archivio storico macrosismico avanzato per il Friuli 4,638.55

Regione Friuli Venezia Giulia

5.1. Banche dati e metodi macrosismici (TTC)

0.0

11.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

11.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 23.5 0.0 10.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

Agenzia Regionale di Protezione Civile Regione Emilia Romagna 13,843.65 4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale (TTC) 0.0 2.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

2.0

[402] Convenz. Agenzia Protez. Civile ER-INGV - UR10 Camassi Romano - Convenz. quadro quinquennale tra l'Agenzia Regionale di Protezione Civile e INGV per il supporto tecnico, scientifico ed informativo nelle attivit di protezione civile di competenza regionale [402] Convenzione Agenzia Protezione Civile ER-INGV UR20 Cattaneo Marco - Convenzione quadro quinquennale tra l'Agenzia Regionale di Protezione Civile e L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per il supporto tecnico, scientifico ed informativo 13,029.31 4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale (TTC) 0.0 0.0 1.0 0.0 0.0 0.0 0.0

Agenzia Regionale di Protezione Civile Regione Emilia Romagna

0.0

1.0

[404] Dati Gravimetrici -ENI- - UR10 Del Negro Ciro Acquisizione dati gravimetrici continui ENI 85,263.16 3.8. Geofisica per l'ambiente 0.0 0.0 0.0

8.0

0.0

0.0

0.0

0.0

8.0

[406] HYPOX - UR10 Etiope Giuseppe - HYPOX - In situ monitoring of oxygen depletion in hypoxic ecosystems of coastal and open seas, and land-locked water bodies EC 76,680.00 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

23.5

[409] LOTHAR-FATT - UR10 Zolesi Bruno - LOTHAR-FATT Studio di fattibilit di un radar HF ad onda ionosferica per la sorveglianza del mediterraneo, con caratteristiche LPI CNIT 35,211.27 3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

10.0

[412] SAFER Buongiorno - UR10 Buongiorno Maria Fabrizia SERVICES AND APPLICATIONS FOR EMERGENCY RESPONSE EC 152,533.33

1.10. Telerilevamento (TTC) 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

27.0

0.0

0.0

0.0

0.0

4.0

31.0

[416] STOGIT - MI - UR10 Augliera Paolo - STOGIT REALIZZAZIONE DI UN MONITORAGGIO DELLA MICROSISMICITA' NATURALE E/O INDOTTA NELL'AREA POOL A DEL GIACIMENTO DI CORTEMAGGIORE STOGIT S.p.A. 100,000.00

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

11.0

0.0

0.0

0.0

11.0

[419] Convenzione Comune Colli a Volturno: Osservatorio Ambientale permanente della Biodiversit (dr.Milano) - UR10 Milano Girolamo - Osservatorio Ambientale permanente della Biodiversit Comune di Colli a Volturno Comune di Colli a Volturno 17,793.59

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

5.0

0.0

0.0

5.0

[423] QUEST - UR10 Morelli Andrea - Quantitative Estimation of Earth's Seismic Sources and Structures EC 80,510.98

3.3. Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

0.0

4.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

4.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 39.0 0.0 12.0 0.0 0.0 1.0 4.5 0.0 10.0 0.0 17.0 0.0 4.0

[424] SAVAA - UR10 Buongiorno Maria Fabrizia - Support to aviation for volcanic ash avoidance ESA 22,222.22 1.10. Telerilevamento (TTC) 0.0 0.0 15.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

15.0

[428] LEICA INGV - UR10 Mattia Mario - Convenzione quadro tra Ingv e Leica LEICA Geosystems S.p.A. 6,587.37 1.9. Rete GPS nazionale (TTC) 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[429] ENI - DATI OPEN - UR10 Carmisciano Cosmo - ENI DATI OPEN - Acquisizione ed elaborazione dati gravimetrici/Gradiometrici e Magnetometrici ENI 343,750.00 3.8. Geofisica per l'ambiente 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

39.0

[429] ENI - DATI OPEN - UR20 Iannaccone Giovanni - ENI DATI OPEN - Acquisizione ed elaborazione dati gravimetrici/Gradiometrici e Magnetometrici ENI 20,000.00 3.8. Geofisica per l'ambiente 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

12.0

[430] GEISER - Progetto UE De Natale - UR10 De Natale Giuseppe - Progetto UE GEISER: Geothermal Engineering Integrating Mitigation of Induced Seismicity in Reservoirs De Natale EC 143,042.86

3.6. Fisica del vulcanismo 4.3. Scenari di pericolosita vulcanica (TTC) 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

29.0

0.0

0.0

29.0

[431] TERRA DINAMICA - UR10 Di Mauro Domenico - TERRA DINAMICA - Il pianeta si racconta, un percorso geofisico illustrato da DVD multimediali MIUR 4,833.33 5.9. Formazione e informazione

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

5.5

[432] DS3F - UR10 De Santis Angelo - DS3F - The Deep Sea & Sub-Seafloor Frontier EC 32,000.00

2.5. Laboratorio per lo sviluppo di sistemi di rilevamento sottomarini

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

10.0

[433] CIGALA - UR10 De Franceschi Giorgiana - CIGALA Concept for Ionospheric-Scintillation Mitigation for Professional GNSS in Latin America EC 40,490.50

3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

17.0

[435] SAGA-4-EPR - UR10 De Santis Angelo - SAGA-4-EPR SAtellite/seafloor/Ground data Analyses for Earthquake Pattern Recognition MAE 20,000.00

3.1. Fisica dei terremoti

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

4.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
0.0 4.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 2.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

[436] SIM-MAG - UR10 De Santis Angelo - SIM-MAG Orientamento magnetico negli uccelli: magnetorecezione, regioni cerebrali coinvolte nell'elaborazione degli stimoli magnetici e ruolo dei parametri geomagnetici nella navigazione MIUR 11,500.00 3.4. Geomagnetismo 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

4.0

[437] Progetto riduzione rischio sismico - UR10 Nostro Concetta - "Tutte je munne trma....Je no!" Formazione e Informazione nelle scuole della provincia di Frosinone Regione Lazio 6,976.74 5.9. Formazione e informazione 2.0 0.0 3.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

5.0

[438] RISMED-WALL - UR10 Gagliano Candela Esterina - subprogetto WALL (water and land legacy)- lotta alla Osservatorio desertificazione:tecniche locali per un uso efficiente della Interregionale per la Cooperazione allo risorsa idrica e del suolo; uso sostenibile delle falde acquifere Sviluppo e coinvolgimento degli attori locali nel miglior utilizzo delle risorse. 85,615.07 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

16.0

0.0

16.0

[441] Attivit in ambito RISKNAT - UR10 Di Capua Giuseppe Attivit tecnico scientifica nell'ambito del Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera ALCOTRA 20072013 - Progetto Strategico Transfrontaliero sui rischi naturali (RISKNAT) - Volet C, Attivit 6. Regione Piemonte 2,426.47 4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 1.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

[442] FIEL-VOLCAN - UR10 Inguaggiato Salvatore Fondo de Cooperacion Osservazioni di campo, strumentali e studi sperimentali Internacional en applicati a prevenire i disastri vulcanici: sviluppo di strumenti Ciencia y Tecnologia Union Europea-Mexico e metodi innovativi per lo studio dell'attivit vulcanica. 1,250.58

1.2. Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche attive (TTC) 2.4. Laboratori di geochimica dei fluidi 4.3. Scenari di pericolosit vulcanica

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.5

0.0

1.5

[442] FIEL-VOLCAN - UR20 Taddeucci Jacopo - Osservazioni di campo, strumentali e studi sperimentali applicati a prevenire i disastri vulcanici: sviluppo di strumenti e metodi innovativi per lo studio dell'attivit vulcanica. 1,882.47

Fondo de Cooperacion Internacional en Ciencia y Tecnologia Union Europea-Mexico

1.2. Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche attive (TTC) 2.4. Laboratori di geochimica dei fluidi 4.3. Scenari di pericolosit vulcanica

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

2.0

[443] PRIN 2008 - Prot.n. 2008LFPRFC-002 - ORSI - UR10 Orsi Giovanni - PRIN 2008: Ricostruzione di eruzioni complesse dei Campi Flegrei e di Ischia. Resp. Orsi MIUR/PRIN 17,500.00

4.3. Scenari di pericolosit vulcanica

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

14.0

0.0

0.0

14.0

[444] PRIN 2008 - Prot.n. 2008S89Y8R_002 - Chiodini UR10 Chiodini Giovanni - Progetto Prin 2008:Osservazione multidisciplinare e modellazione fisica del processo di degassamento terrestre - Chiodini MIUR/PRIN 14,000.00

4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

21.0

0.0

0.0

21.0

[446] SIMPAS - POR - De Natale - UR10 De Natale Giuseppe SIMPAS - Sistemi Innovativi di misura per la protezione dell'ambiente e della salute - Resp. De Natale Regione Toscana 81,035.29

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

0.0

3.0

6.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
4.0 0.0 1.0 0.0 0.0 0.0 13.5 0.0 0.0 0.0 4.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

[447] Fondi MEF - Decreto 48528 del 9/6/2010 e 5164 del 25/02/2010 - UR10 Cantucci Barbara - Contributi MEF a valere sul Fondo per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo del territorio. MEF 65,573.77 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

4.0

[447] Fondi MEF - Decreto 48528 del 9/6/2010 e 5164 del 25/02/2010 - UR20 Favara Rocco - Contributi MEF a valere sul Fondo per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo del territorio. MEF 118,032.79 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.5

0.0

1.5

[448] MAMMA - UR10 Neri Augusto - Magma Ascent Mathematical Modelling and Analysis EC 81,828.73 0.0 0.0 0.0

3.6. Fisica del vulcanismo 4.3. Scenari di pericolosit vulcanica

0.0

0.0

0.0

0.0

13.0

13.0

[449] ZEPT ENEL - UR10 Quattrocchi Fedora - ZEPT ENEL monitoraggio CO2 storage 165,254.24 0.0 0.0

ENEL PRODUZIONE S.p.A. - GEM/A.T. RICERCA

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

13.5

[451] FIRB Selva - UR10 Selva Jacopo - QUANTIFICAZIONE DEL MULTI-RISCHIO CON APPROCCIO BAYESIANO: UN CASO STUDIO PER I RISCHI NATURALI DELLA CITTA DI NAPOLI MIUR 122,862.33

4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale 4.3. Scenari di pericolosit vulcanica 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

13.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

13.0

[451] FIRB Selva - UR20 Faenza Licia - QUANTIFICAZIONE DEL MULTI-RISCHIO CON APPROCCIO BAYESIANO: UN CASO STUDIO PER I RISCHI NATURALI DELLA CITTA DI NAPOLI MIUR 80,671.00

4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale 4.3. Scenari di pericolosit vulcanica 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

6.0

7.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

17.0

[453] Convenzione Parco delle Madonie - UR10 Nigro Fabrizio - Collaborazione svolta a sviluppare un modello scientifico professionalizzante rivolto allo studio dell'assetto geologico ed idrogeologico dell'area delle Madonie Ente Parco delle Madonie 22,062.09

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.5

0.0

1.5

[454] PRIN 2008 - AshErupt - UR10 Pompilio Massimo Nicola - Studio sperimentale della cristallizzazione sineruttiva e dell' alterazione di alta temperatura dei prodotti delle eruzioni dominate da emissione di cenere MIUR/PRIN 5,250.00

3.6. Fisica del vulcanismo

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

5.0

5.0

[455] Valutazione del rischio sismico territoriale - UR10 Di Capua Giuseppe - Valutazione del rischio sismico territoriale EUCENTRE 7,862.07

4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica

2.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

2.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
8.0 0.0 11.0 0.0 13.5 1.0 0.0 0.0 0.0 0.0 6.0 0.0 0.0 3.0 0.0 0.0 0.0 0.0

[456] PRIN 2008 - Prot. n. 2008MC82JJ_002 - Scarlato UR1O Scarlato Piergiorgio - PRIN 2008: Studio sperimentale dell'emissione di radon da parte di rocce sottoposte a stress meccanico e termico. Implicazione per la sorveglianza vulcanica e sismica. MIUR/PRIN 18,750.00 2.3. Laboratori di chimica e fisica delle rocce 4.3. Scenari di pericolosit vulcanica 4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

8.0

[457] GLASS - UR10 Piersanti Antonio - GLASS - InteGrated Laboratories to investigate the mechanics of ASeismic vs. Seismic faulting EC 254,880.00 3.1. Fisica dei terremoti 0.0 0.0 6.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

17.0

[459] EPOS - UR10 Cocco Massimo - European Plate Observing System EC 197,749.64 0.0 3.0 2.0

1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 3.3. Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

4.0

2.0

6.0

0.0

2.0

33.5

[460] Progetto Irpinia - UR10 Pignone Maurizio - Progetto Irpinia " Nei luoghi del terremoti.....23 novembre 1980/2010" 8,571.43 5.9. Formazione e informazione 0.0 0.0

Gruppo Banca Popolare dell'Emilia Romagna Banca Campana S.p.A.

3.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[461] Convenzione Regione Marche 2010 - UR10 Selvaggi Giulio - Convenzione tra Regione Marche ed INGV per il supporto tecnico, scientifico ed informativo nelle attivit di Protezione Civile di competenza regionale - Anno 2010 Regione Marche 37,500.00 1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale

0.0

0.0

15.5

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

15.5

[462] CONVENZIONE CONSORGAS S.r.l. - INGV - UR10 Braun Thomas - Analisi geochimiche e di subsidenza in prossimit del Pozzo Pieve S. Stefano 1 (PSS1) Societ Consorgas S.r.l. 12,500.00

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

6.0

[464] AUTOSCALA - SRC - UR10 Pezzopane Michael AUTOSCALA SRC - Software per l'interpretazione automatica della traccia di uno ionogramma tramite un modello adattivo 8,000.00

POLISH ACADEMY OF SCIENCES SPACE RESEARCH CENTRE

1.7. Osservazioni di alta e media atmosfera 3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[465] GEM - UR10 Albini Paola - GEM - GLOBAL COMPONENTS "GLOBAL EARTHQUAKE HISTORY" GEM FOUNDATION 50,100.00

3.10. Storia e archeologia applicate alle Scienze della Terra 4.2. Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale

0.0

0.0

0.0

0.0

14.0

0.0

0.0

0.0

14.0

[466] Non Chiamarmi Terremoto - UR10 Camassi Romano Non chiamarmi terremoto. Percorsi di riflessione sulla prevenzione del rischio. MIUR 13,125.00

5.9. Formazione e informazione

0.0

1.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
3.0 0.0 13.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 3.0 0.0 1.0 0.0 2.0 0.0 16.0

[477] NERA - UR10 Michelini Alberto - Network of European Research Infrastructures for Earthquake Risk Assessment and Mitigation EC 96,375.00 1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 0.0 0.0 24.0 0.0 0.0 1.0 0.0

0.0

28.0

[477] NERA - UR20 Piatanesi Alessio - Network of European Research Infrastructures for Earthquake Risk Assessment and Mitigation EC 76,500.00 1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

13.0

[477] NERA - UR30 Luzi Lucia - Network of European Research Infrastructures for Earthquake Risk Assessment and Mitigation EC 13,125.00 1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 0.0 0.0 0.0 0.0

3.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[478] INGV - L'AquilAltra - UR10 La Longa Federica - Coprogettazione e realizzazione di attivit educative nell'ambito del progetto "L'AquilAltra". Save the Children Italia Onlus 3,746.88 5.9. Formazione e informazione 4.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

4.0

[479] ETC_ICM - UR10 Pinardi Nadia - European Topic Centre on Inland, Coastal and Marine waters 2011-2013 EEA 34,700.00

4.6. Oceanografia operativa per la valutazione dei rischi in aree marine

0.0

7.5

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

7.5

[480] CPI ENI - Fabio Speranza - UR10 Speranza Fabio - CPI Curie Point for Deep structural basin Interpretation ENI 169,354.84 3.4. Geomagnetismo

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[481] GENESI - DEC - UR10 Favali Paolo - GENESI - DEC Ground European Network for Earth Science Interoperations Digital Earth Community EC 101,625.00

1.1. Monitoraggio sismico del territorio nazionale (TTC) 3.3. Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

[482] EDI - Jaume Dinares - UR10 Dinares Turell Jaume Evolucion de los dinosaurios en el este iberico y su entorno, durante el cretacico: registro estratigrafico y paleoambiental del maadtrichtiense pirenaico 4,027.78

Universit Autonoma di Barcellona

2.2. Paleomagnetismo

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

2.0

[483] CAIMAN - UR10 Faggioni Osvaldo - Coastal Anti Intruder Magnetic and Acoustic Network 33,333.33

WHITEHEAD ALENIA SISTEMI SUBACQUEI S.p.A.

3.4. Geomagnetismo

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

16.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
6.0 0.0 2.0 0.0 0.0 0.0 0.0 2.0 0.0 12.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 4.0

[484] ENI- Contratto di Ricerca Nr. 3500011331 - UR10 Quattrocchi Fedora - Attivit sulle opzioni nazionali di applicazione della tecnologia CCS ENI S.p.A. 250,800.00 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale 4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi

0.0

6.0

[485] La Terra si racconta in 3D - UR10 D'Addezio Giuliana La Terra si racconta in 3D: Cose c'e' sotto? Un percorso didattico composto da filmati tridimensionali realizzati dagli studenti con il supporto tecnico-scientifico dell'INGV. MIUR 9,756.10 5.9. Formazione e informazione 5.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

7.0

[486] ReLUIS - UR10 Pacor Francesca - ReLUIS - Aspetti ingegneristici nell'input sismico Consorzio RELUIS 8,333.33 4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

[488] PNRA - IDIPOS 2009/C3.01 V. Romano - UR10 Romano Vincenzo - Infrastruttura di base di dati per le scienze di osservazione nelle aree polari PNRA 0.00 3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale 0.0

0.5

0.5

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[489] PNRA 2009/B.03 De Franceschi - UR10 De Franceschi Giorgiana - Osservazioni in alta atmosfera e climatologia spaziale PNRA 0.00 3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

12.0

[491] PNRA A2.09 Danesi - UR10 Danesi Stefania Osservatori sismici tra Concordia e Vostok per lo studio della struttura litosferica e porfonda della terra PNRA 0.00

3.3. Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

0.0

4.0

1.5

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

5.5

[492] PNRA 2009/B.05 Morelli - UR10 Morelli Andrea Osservatori sismologici permanenti in Antartide PNRA 0.00

3.3. Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

0.0

3.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

3.0

[492] PNRA 2009/B.05 Morelli - UR20 Delladio Alberto Osservatori sismologici permanenti in Antartide PNRA 0.00

3.3. Geodinamica e struttura dell'interno della Terra

0.0

0.0

1.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

1.0

[493] PNRA 2009/B.01 L. Cafarella - UR10 Cafarella Lili Osservazioni di geomagnetismo ed elettromagnetismo in Antartide PNRA 0.00

3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

4.0

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

(continua Tabella riepilogativa Progetti e Convenzioni)

Progetto/Convenzione Obiettivo specifico di riferimento AC BO CNT CT MI PA PI RM1

NA-OV

RM2
0.0 7.0 0.0 0.0 0.0 6.0 274.00 261.50

[494] PNRA 2009/A4.05 A. Zirizzotti - UR10 Zirizzotti Achille Emanuele - Tecnologia per la glaciologia in Antartide, SSCC snowRADAR PNRA 0.00 3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

7.0

[495] RACCE Progetto UE - UR10 Nave Rosa - RACCE "Raising earthquake Awareness and Coping with Chirldren's Emotions" Responsabile Nave Rosa EC 20,238.00 5.9. Formazione e informazione 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0

3.0

0.0

0.0

3.0

[A4] NATO-ITALIA - UR 10 - Zolesi Bruno - Thermosphere monitoring based on routine ionospheric observations for operational use based on routine ionospheric observations for operational use. NATO/ITALIA 0.00 3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale 0.0 0.0 0.0 0.0

0.0

0.0

0.0

0.0

6.0

14.00

63.00

82.00

161.50

163.50

142.00

142.00

39.00

1,342.50

Totale

8,754,182.36

Totale

Ente sovventore

Finanziamento 2011 (Euro)

Stato di Attuazione delle Attivit relativamente al 2010 e da svolgere nel Triennio con particolare riferimento al 2011

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

Introduzione
Questa sezione rappresenta il nucleo centrale del del Piano Triennale. In essa vengono delineate in forma sisntetica tutte le attivit svolte nel 2010 e vengono presentati i programmi per il 2011. Tutte le attivit vengono presentate con riferimento agli Obiettivi Specifici identificati in questo documento per il triennio 2011-2013 (si veda il Capitolo IV della sezione di Presentazione e Inquadramento e il Decr. Pres. n. 757 del 30 dicembre 2010 Aggiornamento della rete scientifica per l'anno 2011, disponibile sul sito web dellINGV). Pi specificamente lampia sezione che segue si sviluppa mediante schede sintetiche, una per ognuno dei 43 Obiettivi Specifici previsti per il triennio 2011-2013, che contengono: una descrizione dello stato di attuazione delle attivit per il dato Obiettivo Specifico, aggiornata al 31 dicembre 2010; una descrizione delle attivit previste per il triennio 2011-2013, sempre per il dato Obiettivo Specifico, con particolare riferimento al 2011; una selezione di immagini significative che illustrano le attivit svolte o programmate; un lista di pubblicazioni 2010 maturate nellambito del dato Obiettivo Specifico o comunque riconducibili ad esso, sottoinsieme della bibliografia generale riportata nella Sezione Pubblicazioni 2010 fornita alla fine del presente documento. Si noti che ogni pubblicazione pu afferire a pi di un Obiettivo Specifico e che la numerazione dei singoli articoli la stessa usata nella lista completa.

opportuno ricordare che la nuova griglia delle attivit, presentata in dettaglio nella sezione "Obiettivi da Conseguire nel Triennio 2011-2013" (sezione di Presentazione e Inquadramento di questo volume), coincide con quella proposta nel precedente Piano Triennale (2010-2012). Ogni scheda stata curata da uno o pi ricercatori o tecnologi, che hanno agito in qualit di coordinatori nel caso di Obiettivi Specifici a suo tempo identificati come Temi Trasversali Coordinati, ovvero come referenti nel caso di Obiettivi Specifici non trasversalizzati. In quest'ultimo caso, per garantire completezza di rappresentazione ad attivit molto diversificate, sono stati di norma coinvolti due o anche tre referenti, uno dei quali identificato come responsabile globale dei contenuti della scheda (il nome di tale referente evidenziato con una sottolineatura). Infine, tutte le schede che fanno riferimento a un Obiettivo Generale sono state riviste globalmente da una coppia di referenti, di norma identificati tra i Dirigenti di Ricerca e Dirigenti Tecnologi dellINGV (per i nomi si faccia di nuovo riferimento al Capitolo IV della sezione di Presentazione e Inquadramento).

43

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

1.1. TTC - Monitoraggio sismico del territorio nazionale


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Marco Cattaneo (CNT) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, BO, CT, MI, NA-OV, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Lattivit di monitoraggio sismico del 2010 stata ancora influenzata dal proseguire della sequenza sismica a seguito del terremoto di LAquila, av venuto il 6 Aprile 2009. In particolare, alcune stazioni della rete sismica temporanea installata immediatamente dopo levento sono state rese semi-permanenti, stabilizzandone quindi linstallazione, ed hanno operato anche per tutto il 2010. Inoltre, a seguito dello s vilupparsi di unatti vit sismica molto frequente nellarea contigua di Montereale - Amatrice, si installata anche in questarea una rete temporanea di tre stazioni, integrate nella Rete Sismica Nazionale e quindi centralizzate in tempo reale presso la Sala Sismica di Roma. Lanalisi dei dati di queste reti integrate ha portato ad ottenere una visione molto dettagliata dello s viluppo della sequenza (Fig. 1.1.1). Questa atti vit di monitoraggio di dettaglio non ov viamente stata s viluppata a scapito del monitoraggio su scala nazionale: pur nei limiti imposti dalla minore disponibilit di fondi, la rete sismica nazionale si ulteriormente s viluppata, aggiungendo stazioni in aree finora meno coperte da strumentazione. Si installato un nuovo sensore in pozzo profondo (175m, il sensore pi profondo finora installato per la rete nazionale) nei dintorni di Imola. Si proseguita la migrazione dei supporti trasmissi vi su nuove tecnologie, iniziando la sperimentazione di due nuove tecnologie di trasmissione satellitare (Nanometrics Libra2 e Astra2Connect). Per quanto riguarda la tipologia di collegamenti, ormai la rete sismica nazionale usa prevalentemente collegamenti satellitari (il 55%), mentre i collegamenti terrestri utilizzano sia tecnologie in cavo o fibra, sia tecnologie radio. Dal punto di vista della sensoristica, ormai la rete nazionale per larga parte strumentata con sensori Broad Band (164) o Very Broad Band (63). In particolare per la Sicilia, nel corso del 2010 continuata lespansione della rete secondo quanto previsto dallAccordo di Programma Quadro Sicilia. In Sicilia centro-occidentale sono state installate le nuove stazioni di Favara (AG), Agira (EN), Pantelleria (TP) e S. Fratello (ME), mentre il processo di upgrade tecnologico prosegue con la conversione da analogico corto periodo in digitali larga banda delle stazioni di Al Terme, Castroreale (ME) e Scilla (RC). Inoltre, sono stati scelti i siti che ospiteranno 10 nuove stazioni, per alcune delle quali sono state gi realizzate le infrastrutture. A queste stazioni, dedicate Figura 1.1.1 Distribuzione degli eventi della sequenza dellAquila (da precipuamente al monitoraggio della sismicit su Chiaraluce et al., submitted JGR) e meccanismi focali degli eventi tutto il territorio nazionale, si aggiungono le reti con Ml>4.4 (da Scognamiglio et al., SRL 2010). PaF: Paganica Fault; sismiche dedicate al monitoraggio delle zone GSFS: Gran Sasso Fault system; MLF: Monti della Laga Fault. vulcaniche, af ferenti al TTC 1.4, e gestite principalmente da CT e NA-OV, che partecipano comunque al monitoraggio nazionale. Anche queste reti sono soggette a continui miglioramenti: per esempio le reti di Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia sono incrementate del 50% con nuova strumentazione digitale. Pertanto il monitoraggio sismico, condotto in modo abbastanza omogeneo su tutto il territorio nazionale ed aree immediatamente adiacenti, ha portato nel 2010 alla localizzazione di 12147 terremoti, di cui 544 con magnitudo superiore a 2.5 (Fig. 1.1.2). Si pu notare come con il liv ello qualitati vo attuale del monitoraggio sismico un solo anno di analisi consente di delineare piuttosto dettagliatamente le caratteristiche principali di distribuzione geografica ed in profondit della sismicit sul territorio. Ad un livello di dettaglio molto maggiore, proseguita latti vit di monitoraggio del laboratorio naturale dellAlta Val Tiberina; qui in fatti stata installata una rete sismica permanente densa, centralizzata in tempo reale, a cui si aggiungono installazioni temporanee mobili, che forniscono materia prima molto interessante per studi di sismogenesi e propagazione delle onde sismiche. Altri monitoraggi di dettaglio hanno riguardato nel 2010 larea del Montello (TV), con linstallazione di 12 stazioni temporanee nellambito de progetto OMBRA gestito da BO e MI-PV, e due interv enti di rete mobile sul versante SE etneo, gestiti da CT. 45

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Nellambito delle attivit organizzate dal TTC1.1, si tenuto a Roma il 20 e 21 Dicembre 2010 il Workshop Stato dellarte e s viluppo delle reti di monitoraggio sismico, finalizzato ad uno scambio din formazioni tecniche e di esperienze tra i gruppi di lavoro che, nelle varie sezioni/sedi INGV o nelle altre istituzioni che collaborano alla Rete Sismica Nazionale, si occupano della gestione delle reti. I temi principali discussi sono stati: stato dellarte delle Reti Sismiche (permanenti e temporanee) e strumentazione utilizzata; - sale Sismiche di Sorveglianza, sistemi di acquisizione, gestione, archiviazione e scambio dati, controllo di qualit del dato. Il workshop si articolato in 45 presentazioni orali o posters, e 4 tavole rotonde. Hanno partecipato pi di 80 tecnici, tecnologi e ricercatori. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Lo sviluppo dellatti vit di monitoraggio sismico del 2011 dovr necessariamente tenere conto della ridotta disponibilit finanziaria, legata alla riduzione dellimporto previsto per queste attivit dalla convenzione con il Dipartimento della Protezione Civile. Il primo obietti vo sar quindi quello di un mantenimento in e f ficienza dellesistente, operando in unottica di ottimizzazione delle risorse; per esempio la completa dismissione dei Figura 1.1.2 Localizzazione degli eventi registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel 2010. canali di trasmissione analogica, av venuta a inizio 2011, consentir un notevole risparmio, che potr essere reinvestito nel potenziamento degli altri vettori trasmissivi. In particolare ci si propone di riorganizzare parzialmente i vari canali di trasmissione satellitare, con latti vazione completa del secondo Hub, puntato sul satellite HellaSat2, presso il CUAD di Catania, e linizio di utilizzo del nuovo sistema di trasmissione Libra2, sperimentato nel corso del 2010. In questo modo sar possibile garantire la completa ridondanza dei canali di trasmissione satellitare, con la condivisione dei canali tra gli Hubs di Roma, Grottaminarda e Catania. Le atti vit di s viluppo saranno concentrate nelle aree dove altri rapporti convenzionati consentono un finanziamento speci fico di questi monitoraggi; in particolare in Sicilia le attivit previste in questo ambito sono legate al completamento dellAccordo di Programma Quadro Sicilia, finalizzato allo s viluppo e potenziamento del sistema di monitoraggio sismico e vulcanico della Sicilia e delle isole minori. Nei primi mesi del 2011 si proceder alla installazione delle 3 infrastrutture gi disponibili (Ucria, Stromboli Osservatorio e Stromboli Pizzo) e alla individuazione di 12 nuovi siti in Sicilia occidentale e Canale di Sicilia. Contemporaneamente si dar av vio alla gara dappalto per la realizzazione delle 22 infrastrutture mancanti (inclusi i siti gi validati nel 2010). Sempre in Sicilia saranno atti vate nuove stazioni sismiche digitali, in sostituzione di vecchie stazioni analogiche, utilizzando vettori trasmissivi radio centralizzati presso lOsservatorio di Gibilmanna. In Campania, nellarea del Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia si proceder nuove installazioni ed upgrade di sensori (con installazione di sismometri BB e VBB), acquisitori (con tras formazione da analogici a digitali), e sistemi di trasmissione (con il potenziamento delle infrastrutture Wi-Fi di trasmissione dati). Saranno anche installati in forma 46

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

sperimentale due sismometri rotazionali a Stromboli. Anche in Emilia Romagna un rapporto convenzionato con lAgenzia di Protezione Civile regionale consente di s viluppare la rete di monitoraggio; in particolare, ci si propone di installare sismometri in due/tre pozzi resi disponibili dal Servizio Geologico della Regione nei pressi del Po tra le province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara, in unarea quindi in cui, dato lalto livello di rumore antropico, linstallazione in pozzo riveste un particolare interesse. Nella Regione Marche sar av viato un progetto di monitoraggio accelerometrico denso in tempo reale con linstallazione di 10 stazioni, utilizzando le infrastrutture logistiche e trasmissi ve gi esistenti grazie ad una sinergia tra Protezione Civile regionale e Comunit montane. Questa sotto-rete si complementa con il monitoraggio strong-motion gi atti vo su scala nazionale (rete CNT) e su alcune scale regionali (rete RAIS in Italia Settentrionale, reti regionali nelle Marche ed in Sicilia Orientale). Anche in Toscana, grazie al supporto di strutture locali (Prato Ricerche, Osservatorio Astronomico del Chianti), la rete sismica regionale potr essere s viluppata e resa pi omogenea agli standards della rete nazionale. Inoltre, sempre in Toscana, ed in particolare nellarea del Mugello, sar avviato un esperimento di monitoraggio sismico di dettaglio, con linstallazione di 8 stazioni temporanee. Questo esperimento si aggiunger alle atti vit di monitoraggio di dettaglio in aree particolari gi atti ve nel 2010: il progetto OMBRA nel Montello (12 stazioni) ed il laboratorio naturale dellAlta Val Tiberina. In questultima area gi installata una rete semi-permanente, centralizzata in tempo reale, di 15 stazioni; a queste si aggiungeranno 16 stazioni temporanee a registrazione locale, e tre installazioni di sensori in pozzo. Tecniche di analisi automatiche dei segnali sismici, sviluppate negli ultimi anni, consentiranno di studiare con estremo dettaglio la micro-sismicit presente nellarea. Dal punto di vista tecnologico, le reti sismiche di pronto intervento del CNT e di CT saranno ulteriormente potenziate, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione dati in tempo reale per la rete di Catania, ed il consolidamento delle esperienze sviluppate nel 2010 con gli interventi nellAquilano e nel Reatino per la rete del CNT. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 17. Augliera, P., D'Alema, E., Marzorati, S., Massa, M., (2010). A strong motion network in northern Italy: detection capabilities and first analysis, Bull. Earthq. Eng., 5, 8, 1091-1104. http://www.earthprints.org/handle/2122/6620. 68. Cheloni, D., D'Agostino, N., D'Anastasio, E., Avallone, A., Mantenuto, S., Giuliani, R., Mattone, M., Calcaterra, S., Gambino, P., Dominici, D., Radicioni, F., Fastellini, G., (2010). Coseismic and initial postseismic slip of the 2009 Mw 6.3 lAquila earthquake, Italy, from GPS measurements, Geophys. J. Int., 3, 181, 1539-1546. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6137. 91. D'Alema, E., Marzorati, S., Massa, M., Franceschina, G., Augliera, P., (2010). The 6th April 2009, Mw 6.3, L'Aquila sequence: weak and strong motion data recorded by RAIS temporary stations, Ann. Geophys., 2, 53, 101-113. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6618. 115. Di Luccio, F., Ventura, G., Di Giovambattista, R., Piscini, A., Cinti, F. R., (2010). Normal faults and thrusts re-activated by deep fluids: the 6 April 2009 Mw 6.3 LAquila earthquake, central Italy., J. Geophys. Res., 115, B06315. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5908. 200. Luzi, L., Augliera, P., Gorini, A., (2010). Strong motion monitoring in Italy, Bull. Earthq. Eng., 5, 8, 1073-1074. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6670. 229. Morasca, P., Massa, M., Laprocina, E., Mayeda, K., Phillips, S., Malagnini, L., Spallarossa, D., Costa, Gi., Augliera, P., (2010). Improved 2-D attenuation analysis for Northern Italy using a merged dataset from selected regional seismic networks, J. Seismol., 4, 14, 727-737. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6658. 261. Pondrelli, S., Salimbeni, S., Morelli, A., Ekstrom, G., Olivieri, M., Boschi, E., (2010). Seismic moment tensors of the April 2009, L'Aquila (Central Italy). earthquake sequence, Geophys. J. Int., 1, 180, 238-242. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6351. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 351. Chiaraluce, L., Chiarabba, C., De Gori, P., Di Ste fano, R., Improta, L., Piccinini, D., Schlagenhauf, A., Traversa, P., Valoroso, L., Voisin, C., The 2009 LAquila (Central Italy) Seismic Sequence., Boll. Geofis. Teor. Appl. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6487. 378. Lomax, A., Michelini, A., Tsunami early warning using earthquake rupture duration and P-wave dominantperiod: the importance of length and depth of faulting, Geophys. J. Int. http://www.earthprints.org/handle/2122/6546. 5.3 Altre pubblicazioni 433. Braun, T., Heinicke, J., Dahm, T., (2010). The dif ficulty to distinguish natural and human related seismicit y in a complex tectonically acti ve area, Cahiers Bleus, 30, 63-68. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6745. 466. D'Alessandro, A., Papanastassiou, D., Baskoutas, I., (2010). La nuova Rete Sismica Ellenica Unificata (HUSN): s viluppo, performance e prospetti ve. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6167. 467. D'Alessandro, A., Stickney, M., (2010). La rete sismica del Montana (U.S.A.): performance di localizzazione e magnitudo di completezza. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6168. 468. D'Alessandro, A., Stickney, M., (2010). Montana Regional Seismic Network Perf ormance: an evaluation through SNES method. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6176. 471. D'Ambrosio, C., Memmolo, A., Minichiello, F., (2010). 4EVO: s viluppi del tripode short-drilled-braced dell'INGV per le Reti GPS permanenti, Rapporti Tecnici INGV, 149. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6138. 481. Di Prima, S., Manni, M., Marturano, M., Patan, D., Pellegrino, A., (2010). L'Osservatorio Geofisico di Lipari ed i 40 anni della Rete Sismica Permanente del Tirreno Meridionale, Quaderni di Geofisica, 81, 1-40. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6762. 492. Eva, C., Barani, S., Carenzo, G., De Ferrari, R., Eva, E., Ferretti, G., Pasta, M., Pavan, M., Sca fidi, D., 47

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

494. 519.

527.

528. 531.

532. 534.

535. 544. 563. 564.

Solarino, S., Spallarossa, D., Turino, C., Zunino, E., (2010). 30 years o f seismicity in the south-western Alps and northern Apennines as recorded by the Regional Seismic Network of north-western Italy. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6586. Falco, L., D'Ambrosio, C., Cardinale, V., Castagnozzi, A., Memmolo, A., Minichiello, F., (2010). Wi-Fi Mesh Network: integrazione dell'infrastruttura telematica della rete sismica e geodetica nazionale, Rapporti Tecnici INGV, 141. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6133. Margheriti, L., Anselmi, M., Antonioli, A., Azzaro, R., Baccheschi, P., Bono, A., Castello, B., Chiarabba, C., Chiaraluce, L., Ciaccio, M.G., Cimini, G.B., Colasanti, G., Colasanti, M., Criscuoli, F., D'Amico, S., De Gori, P., Delladio, A., Di Bona, M., Di Ste fano, R., Frepoli, A., (2010). Emergenza LAquila2009: la campagna di acquisizione dati della Rete Sismica Mobile stand-alone del Centro Nazionale Terremoti. http://www.earthprints.org/handle/2122/6114. Memmolo, A., D'Ambrosio, C., Minichiello, F., Cardinale, V., D'Anastasio, E., Avallone, A., Falco, L., D'Agostino, N., De Luca, G., Criscuoli, F., Castagnozzi, A., Migliari, F., Zarrilli, L., Abruzzese, L., Cecere, G., (2010). La Rete GPS Permanente di Pronto Intervento: l'esperienza del terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6144. Michelini, A., Lauciani, V., Selvaggi, G., Lomax, A., (2010). The 2010 Chile Earthquake: Rapid Assessments of Tsunami, EOS Trans., 35, 91, 305-306. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6317. Moretti, M., Govoni, A., Margheriti, L., Zuccarello, L., Speciale, S., Mandiello, A. G., Basili, A., Bono, A., Castellano, C., Criscuoli, F., Rapisarda, S., Abruzzese, L., Aiesi, G., Baccheschi, P., D'Anna, R., De Luca, G., Franceschi, D., Giovani, L., Lucente, F. P., Mangano, G., (2010). Messina 1908-2008: Progetto di ricerca integrato per larea Calabro - Peloritana. Lesperimento di sismica passiva. http://www.earthprints.org/handle/2122/6113. Moretti, M., Amato, A., Basili, A., Doumaz, F., Govoni, A., Selvaggi, G., Vinci, S., (2010). Progettazione e realizzazione del Centro Operati vo Emergenza Sismica (COES). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6448. Moretti, M., Govoni, A., Cattaneo, M., Monachesi, G., Frapiccini, M., Basili, A., Doumaz, F., Vinci, S., Lauciani, V., Abruzzese, L., Cardinale, V., Castagnozzi, A., D'Alema, E., De Luca, G., Memmolo, A., Minichiello, F., Giovani, L., Criscuoli, F., Serratore, A., Marcocci, C., (2010). Operazione Blue Mountains 2008: la partecipazione dellINGV allesercitazione della Protezione Civile della Regione Marche (23-25 maggio 2008). Rapporti Tecnici INGV, 144. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6051. Moretti, M., Govoni, A., Colasanti, G., Silvestri, M., Giandomenico, E., Silvestri, S., Criscuoli, F., Giovani, L., Basili, A., Chiarabba, C., Delladio, A., (2010). La Rete Sismica Mobile del Centro Nazionale Terremoti, Rapporti Tecnici INGV, 137. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5982. Nostro, C., Baroux, E., Tertulliani, A., Casale, P., Castellano, C., Ciaccio, M. G., Frepoli, A., Graziani, L., Maramai, A., Pignone, M., Pino, N. A., Di Laura, F., (2010). Terremoti e Maremoti, Seconda edizione. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6724. Saccorotti, G., Piccinini, D., Braun, T., (2010). Array Analy ses o f Low-Frequency (0.1-0.5 Hz) Ambient Noise in Central Italy. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6749. Salvaterra, L., Rao, S., Acerra, C., (2010). So ftware per l'installazione e la configurazione della stazione sismica GAIA2. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5967.

48

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

1.2. TTC - Sorveglianza geochimica delle aree vulcaniche attive


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Rocco Favara (PA) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM1, CT, NA-OV, PA 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Le attivit del TTC 1.2 hanno seguito quanto previsto nel Piano Triennale. Lobietti vo sempre quello di mantenere le reti, ampliarle e innovarne tecnologicamente le stazioni. Questa strategia, negli ultimi anni ha consentito di implementare la capacit di ef fettuare valutazioni di pericolosit dei vulcani controllati. Etna, Stromboli, Vulcano, Vesuvio, Campi Flegrei, per le loro pericolosit, sono i vulcani nei quali viene fatto il maggiore s forzo di monitoraggio. Nelle restanti aree vulcaniche (Ischia, Pantelleria, Panarea, Colli Albani) gli interventi sono stati meno frequenti. Lattenzione sempre rivolta al miglioramento dei modelli di funzionamento dei vulcani monitorati per consentire una migliore interpretazione delle anomalie geochimiche che precedono, accompagnano e seguono le eruzioni. Prosegue lo sforzo per rendere sempre pi multidisciplinare lapproccio alla valutazione della pericolosit vulcanica. A Stromboli e sullEtna i risultati sono gi abbastanza consolidati. Tenere in ef ficienza i sistemi di misura automatica sullEtna, comporta un notevole impegno, specialmente in inverno ed in particolare nelle aree sommitali, dove sono ubicate le stazioni per la misura in tempo reale della temperatura, dei rapporti CO2/SO2 ed H2S/SO2 nei gas fumarolici (PA). Nellarea etnea sono inoltre presenti reti: UV-Scanner FLAME per la misurazioni in continuo del flusso di SO2 (CT) nel 2009 stato aggiornato il so ftware di gestione e istallata nuova stazione; ETNAGAS (Fig.1) per il monitoraggio dei flussi di CO2 dai suoli (PA); ETNAACQUE per il monitoraggio delle acque (PA) (Fig. 2); ETNAPLUME per la misura del rapporto C/S nel plume (PA). Radon nei suoli in continuo (CT-RM1). Altre atti vit di tipo discreto vengono svolte: misure del flusso di SO2 con MiniDoas (CT); misure con FTIR dei rapporti SO2/HCl e SO2/HF nel plume (CT); misure dellattivit di radon e thoron nei suoli (CT); stima dei flussi di CO2 dai suoli (PA); gas acidi nel plume vulcanico (rapporto C/S, S/Cl) (PA); campionamenti acque; prelievo gas da emissioni anomale al suolo (PA); campionamento di fumarole dellarea craterica (PA); campioni per la misura di radon disciolto nelle acque (RM1). A Vulcano sono presenti le seguenti reti continue: VULCANOGAS monitoraggio dei flussi di CO2 dai suoli (PA); VULCANOACQUE monitoraggio delle acque (PA); VULCANOFUM misura delle temperature delle fumarole crateriche; UVScanner FLAME (CT); misura della temperatura dal suolo per la stima del flusso di calore (PA); misura dei flussi di CO2 e del gradiente termico sul cratere La Fossa (PA). Altre atti vit discrete sono: campionamento acque nellarea di Vulcano Porto (PA); campionamento fumarole dellarea craterica (PA); misura dei flussi di CO2 dai suoli nellarea di Vulcano Porto (PA). Sullo Stromboli sono presenti le seguenti reti continue: flussi di CO2 dai suoli anche in area craterica (PA); monitoraggio delle acque (PA); misura del rapporto C/S nel plume (PA); temperatura nei suoli in area craterica (PA); UV-Scanner FLAME per la misurazioni del flusso di SO2 (CT), stato installato uno spettrometro FTIR permanente sullo Stromboli (Sistema CERBERUS) (Fig.3), dotato di una piccola telecamera termica per il rilevamento automatico delle variazioni di calore (CT). Altre atti vit discrete sono: monitoraggio delle acque di falda (PA);monitoraggio gas fumarole dellarea craterica (PA). Al Vesuvio vengono campionate: fumarole crateriche (NA-OV); misura di flussi di CO2 (NA-OV); campionamento acque (PA). Nellarea Flegrea sono operanti: 2 stazioni automatiche per la misura in continuo dei flussi di CO2 (NAOV). Inoltre vengono campionate: fumarole della sol fatara (NA-OV); misura di flussi di CO2 (NA-OV); gas fumarole della Solfatara (PA). in sperimentazione un sensore per la misura delle velocit di emissione dei fluidi fumarolici. Nellisola di Ischia sono stati e f fettuati i seguenti campionamenti: fumarole (NAOV); acque di pozzi e sorgenti (PA); gas in siti di degassamento anomalo (PA). Sullisola di Pantelleria operante una stazione in continuo per il monitoraggio del flusso di CO2 dai suoli e dei tenori di CO2 in atmos fera. Dal punto di vista dei campionamenti periodici sono stati ef fettuati campionamenti di acque e di gas in siti di emissione anomala (PA). Nellarea di Panarea stato ef fettuato un campionamento delle emissioni in terra ferma (PA). Le indagini sono consistite nel campionamento di acque e gas (PA). Nellarea dei Colli Albani operante una stazione a Cava dei Selci per la misura in continuo delle emissioni di CO2 dal suolo (RM1) nel corso del 2009 alla stazione sono stati aggiunti sensori per la misura della concentrazione di H2S e CO2 atmos ferici. Per il monitoraggio discreto nellarea dei Colli Albani sono state eseguite prospezioni di flusso di CO2 dal suolo a Cava dei Selci (RM1). 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Nel 2011 proseguiranno le attivit del 2010 cercando sempre di migliorare le reti esistenti. I campionamenti saranno pi frequenti per Etna, Stromboli, Vulcano, Vesuvio e Campi Flegrei; nelle altre aree (Panarea, Pantelleria, Ischia e Colli Albani) le campagne saranno meno frequenti ma pi estese nel numero dei siti monitorati. I dati acquisiti attraverso il monitoraggio discreto e continuo serviranno a realizzare i modelli geochimici di ri ferimento per la valutazione di pericolosit dei vulcani controllati. Inoltre, attraverso lo studio delle variazioni composizionali ed isotopiche delle fasi fluide rilasciate, si ricaveranno le informazioni necessarie sui tras ferimenti di massa ed energia dal sistema pro fondo verso la superficie. L'utilizzo dei parametri geochimici integrati con quelli di altre discipline riescono a dare indicazioni sui fenomeni di risalita magmatica divenendo elementi di fondamentale importanza nella formulazione di possibili ipotesi, a lungo, medio e breve termine, sullevoluzione dellattivit vulcanica. Ad esempio le misura del rapporto C/S integrate con i dati di flussi di SO2 danno informazioni estensive sul degassamento dell'Etna ed allo Stromboli. Nellarea etnea aumenteranno le stazioni delle reti acque, gas e plume (PA). Inoltre, le stazioni acque saranno integrare dal sensore per la misura della pressione parziale della CO2 disciolta nelle acque (PA). Sar ampliata la rete FLAME (CT). Sar implementata la rete radon (CT-RM1). Verr sperimentato sul campo il sistema di elaborazione dei dati di flusso di CO2 emesso dai crateri sulla base del rapporto C/S e del flusso di SO2 (CT-PA-PI). Sar ottimizzata lelaborazione dei dati FTIR e UV-DOAS (CT-PI). Sar 49

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

realizzato un radiometro, per installazione rapida, per il rilievo in continuo della radiazione infrarossa da bocche ef fusi ve/esplosive e fratture eruttive (CT); saranno istallate sonde radon in prossimit della sommit lungo i fianchi (CT-RM1). Per lIsola di Stromboli previsto: lampliamento della rete per la misura del flusso di CO2 e del gradiente termico in area sommitale (PA); l'uso nella rete acque dei sensori per la misura della pressione parziale della CO2 disciolta nelle acque (PA); Potenziamento della rete C/S in area sommitale (PA); lampliamento della rete FLAME (CT); linstallazione di una stazione per la misura dei parametri ambientali a supporto della stazione FTIR Cerberus (CT); lottimizzazione del sistema di analisi FTIR Cerberus(CT-PI); la messa a punto di sistemi di elaborazione dei dati di flusso di CO2 emesso dai crateri sulla base del rapporto C/S e del flusso di SO2 (CT-PA-PI). Per lIsola di Vulcano lampliamento delle reti VULCANOGAS e VULCANOACQUE (PA). Estensione della rete VULCANOFUM per la misura delle temperature in area fumarolica (PA). Mantenimento delle stazioni per la misura del gradiente termico nel suolo (PA). Sar e f fettuata lottimizzazione del sistema UV-Scanner FLAME Vulcano con un sistema di trasmissione dati WiFi (CT) e lampliamento della rete UV-Scanner FLAME (CT). Nellarea Flegrea sar mantenuta la rete per la misura in continuo dei flussi di CO2 (NA-OV); la fine della sperimentazione del sensore per la misura in continuo delle velocit dei "vent fumarolici", nel caso di risultati positivi saranno istallate stazioni nei siti di Pisciarelli, e/o Vesuvio, e/o Ischia (NA-OV). Sullisola di Pantelleria sar ampliata la rete per il monitoraggio del flusso di CO2 dai suoli e dei tenori in atmos fera di CO2 (PA). Nellarea dei Colli Albani sar implementato il sito di Cava dei Selci per la misura in continuo delle emissioni di CO2 e radon dal suolo, con una sonda Barasol e sensori per la misura della concentrazione di H2S e CO2 atmos ferici (RM1). Sar eseguita linstallazione di una sonda per il monitoraggio in continuo del livello e della temperatura dellacqua di falda (RM1). Nell'area di Ciampino sar istallata una sonda per il monitoraggio in continuo del livello e della temperatura nelle acque di falda. Sar e f fettuato il monitoraggio del lago di Albano con sonda multiparametrica e Tinytag per la registrazione in continuo della temperatura in vari punti e a varie pro fondit del lago (RM1). Sui Colli Albani, sar ef fettuato il potenziamento della stazione gas nei suoli con un sensore per la misura del flusso di CO2, con un sensore per la misura di CO2 in atmos fera, con un sensore per la misura di radon nel suolo e con una centralina per la rilevazione dei parametri ambientali. Sar installata di una stazione per il monitoraggio in continuo di acque di falda dotata di sensori atmos ferici. Verr installata una rete pluviometrica per le misure isotopiche delle precipitazioni. Si segnale, per tutte le Sezioni, linsu f ficienza delle unit di personale rispetto agli impegni di sorveglianza, questo problema, presso losservatorio Vesuviano talmente grave da mettere a rischio alcune attivit di sorveglianza. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 1. 2. 3. Aiuppa, A., Bertagnini, A., Mtrich, N., Moretti, R., Di Muro, A., Liuzzo, M., Tamburello, G., (2010). A model o f degassing for Stromboli volcano, Earth Planet. Sci. Lett., 1-2, 295, 195-204. http://www.earthprints.org/handle/2122/6497. Aiuppa, A., Burton, M., Caltabiano, T., Giudice, G., Gurrieri, S., Liuzzo, M., Mur, F., Salerno, G., (2010). Unusually large magmatic CO2 gas emissions prior to a basaltic parox ysm, Geophys. Res. Lett., 37, L17303. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6295. Aiuppa, A., Cannata, A., Cannav, F., Di Grazia, G., Ferrari, F., Giudice, G., Gurrieri, S., Liuzzo, M., Mattia, M., Montalto, P., Patan, D., Puglisi, G., (2010). Patterns in the recent 20072008 acti vity o f Mount Etna volcano investigated by integrated geophysical and geochemical observations, Geochem. Geophys. Geosyst., 11, Q09008. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6286. Allard, P.(2010). A CO2-rich gas trigger of explosive paroxysms at Stromboli basaltic volcano, Italy, J. Volcanol. Geotherm. Res., 3-4, 189, 363374. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6723. Campion, R., Salerno, G. G., Coheur, P. F., Hurtmans, D., Clarisse, L., Kazahaya, K., Burton, M., Caltabiano, T., Clerbaux, C., Bernard, A., (2010). Measuring volcanic degassing of SO2 in the lower troposphere with ASTER band ratios, J. Volcanol. Geotherm. Res., 194, 42-54. http://www.earthprints.org/handle/2122/6273. Chiodini, G., Caliro, S., Cardellini, C., Granieri, D., Avino, R., Baldini, A., Donnini, M., Minopoli, C., (2010). Long term variations of the Campi Flegrei (Italy) volcanic s ystem as revealed by the monitoring of hydrothermal acti vit y, J. Geophys. Res., 115, B03205. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6065. Edmonds, M., Aiuppa, A., Humphreys, M., Moretti, R., Giudice, G., Martin, R. S., Herd, R. A., Christopher, T., (2010). Excess volatiles supplied by mingling of mafic magma at an andesite arc volcano, Geochem. Geophys. Geos yst., 4, 11, Q04005. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5988. Federico, C., Capasso, G., Paonita, A., Favara, R., (2010). E f fects o f steam-heating processes on a strati fied volcanic aquifer: Stable isotopes and dissolved gases in thermal waters of Vulcano Island (Aeolian archipelago). J. Volcanol. Geotherm. Res., 192, 178-190. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6308. Federico, C., Corso, P.P., Fiordilino, E., Cardellini, C., Chiodini, G., Parello, E., Pisciotta, A., (2010). CO2 degassing at La Sol fatara volcano (Phlegrean Fields): Processes a f fecting d13C and d18O of soil CO2, Geochim. Cosmochim. Acta, 12, 74, 3521-3528. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6067. Finizola, A., Ricci, T., Deiana, R., Barde Cabusson, S., Rossi, M., Praticelli, N., Giocoli, A., Romano, G., Delcher, E., Suski, B., Revil, A., Menny, P., Di Gangi, F., Letort, J., Peltier, A., Villasante-Marcos, V., Douillet, G., Avard, G., Lelli, M., (2010). Adventive hydrothermal circulation on Stromboli volcano (Aeolian Islands, Italy) revealed by geophysical and geochemical approaches: Implications for general fluid flow models on volcanoes, J. Volcanol. Geotherm. Res., 196, 111-119. http://www.earthprints.org/handle/2122/6557. Granieri, D., Avino, R., Chiodini, G., (2010). Carbon dioxide dif fuse emission from the soil: ten years o f

8. 53.

72. 122. 138. 139. 140.

157. 50

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

171. 183. 202. 240. 246.

observations at Vesuvio and Campi Flegrei (Pozzuoli). and linkages with volcanic acti vity, Bull. Volcanol., 72, 103-118. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6066. Iacono Marziano, G., Paonita, A., Rizzo, A., Scaillet, B., Gaillard, F., (2010). Noble gas solubilities in silicate melts: New experimental results and a comprehensive model of the e f fects o f liquid composition, temperature and pressure, Chem. Geol., 3-4, 279, 145-157. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6265. La Spina, A., Burton, M., Salerno, G. G., (2010). Unravelling the processes controlling gas emissions from the central and northeast craters of Mt. Etna, J. Volcanol. Geotherm. Res., 3-4, 198, 368-376. http://www.earthprints.org/handle/2122/6288. Madonia, P., Liotta, M., (2010). Chemical composition of precipitation at Mt. Vesuvius and Vulcano Island, Italy: volcanological and environmental implications, Environ. Earth Sci., 1, 61, 159-171. http://www.earthprints.org/handle/2122/6078. Paonita, A.(2010). Long-range correlation and nonlinearity in geochemical time series of gas discharges from Mt. Etna, and changes with 2001 and 2002-03 eruptions, Nonlinear Process Geophys., 17, 733-751. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6303. Paternoster, M., Parisi, S., Caracausi, A., Favara, R., Mongelli, G., (2010). Groundwaters of Mt. Vulture volcano, southern Italy: Chemistry and sul fur isotope composition of dissolved sulfate, Geochem. J., 44, 125-135. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6595.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 352. Chiodini, G., Caliro, S., Aiuppa, A., Avino, R., Granieri, D., Moretti, R., Parello, F., First 13C/12C isotopic characterisation o f volcanic plume CO2, Bull. Volcanol. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6506. 399. Viveiros, F., Cardellini, C., Ferreira, T., Caliro, S., Chiodini, G., Silva, C., Soil CO2 emissions at Furnas volcano (So Miguel Island, Azores archipelago) - volcano monitoring perspecti ves, geomorphologic studies and land-use planning application, J. Geophys. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6697. 5.3 Altre pubblicazioni 407. Aliotta, M., Montalto, P., Presti filippo, M., Cannata, A., D'Agostino, M., Ferrari, F., Torrisi, O. (2010). Banca dati per la gestione delle reti strumentali in dotazione allINGV - Sezione di Catania: dalla progettazione concettuale al software applicativo, Rapporti Tecnici INGV, 153. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6280. 442. Carapezza, M.L., Lelli, M., Tarchini, L., (2010). Geochemistry o f the Albano crater lake, 259-267. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6860. 443. Carapezza, M.L., Cigolini, C., Coppola, D., Laiolo, M., Ranaldi, M., Ricci, T., Tarchini, L., (2010). The Role Played By The Environmental Factors On Di f fuse Soil Degassing At Stromboli Volcano. http://www.earthprints.org/handle/2122/6833. 444. Carapezza, M.L.,, Ricci, T., Pagliuca, N., De Simone, G., Lucchetti, C., Ranaldi, M., Tarchini, L., (2010). Pericolo di emanazioni gassose nelle aree urbane dei Colli Albani. http://www.earthprints.org/handle/2122/6837. 453. Chiodini, G. (2010). Inquinamento indotto dai gas delle eruzioni vulcaniche, 857-865. http://www.earthprints.org/handle/2122/6084. 454. Chiodini, G., Caliro, S., Cardellini, C., Avino, R., Minopoli, C., Granieri, D., (2010). Long Time Series O f Fumarolic Compositions At Volcanoes: The Key To Understand The Acti vity O f Quiescent Volcanoes. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6684. 455. Chiodini, G., Costa, A., Rouwet, D., Tassi, F., (2010). Modeling CO2 air dispersion from gas driven lake eruptions (Invited). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6718. 470. D'Alessandro, W., Brusca, L., Martelli, M., Rizzo, A., Kyriakopoulos, K., (2010). Geochemical characterization of natural gas mani festations in Greece. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6030. 476. De Rubeis, V., Vinciguerra, S., Tosi, P., Sbarra, P., Benson, P. M., (2010). Acoustic Emission spectra classi fication from rock samples of Etna basalt in deformation-decompression laboratory experiments. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6629. 486. Diste fano, S., (2010). Metodologia di preparazione di cristalli di olivina contenuti in piroclastiti dell'Etna per l'analisi delle melt inclusions. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6209. 561. Rouwet, D., Ohba, T., (2010). Studying activ e lakes o f Costa Rica. http://www.earthprints.org/handle/2122/6255.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

1.3. TTC - Sorveglianza geodetica delle aree vulcaniche attive


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Giuseppe Puglisi (CT) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, BO, CT, NA-OV 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Le Sezioni coinvolte gestiscono sistemi osservati vi costituiti complessi vamente da 124 stazioni permanenti e quasi 2000 capisaldi. Oltre la normale gestione dei sistemi osservati vi, la sorveglianza geodetica ha avuto unimportane ruolo nel monitoraggio dei fenomeni geodinamici della primavera-estate dellEtna. Tutte le attivit si sono av valse dell'indispensabile collaborazione di personale non strutturato. Importanti le sinergie con i TTC 9 e 10, alcuni progetti INGV-DPC, FIRB ed il PNA. Di seguito si riportano i risultati pi significativi raggruppati secondo i sistemi osservativi utilizzati. Sistemi Geodetici Satellitari NA-OV ha realizzato una nuova stazione CGPS nellarea napoletana ed una, ancora in prova, ad Ischia anche in collaborazione con il CNT. Ha condotto una campagna di misure sulla rete dellisola dIschia (Fig. 1). CT ha installato due nuove stazioni permanenti allEtna (Linera e Pedara), oltre a condurre le programmate campagne di misura sulle reti di Lipari-Vulcano, Vulcano-Nord e dellEtna. BO ha av viato uno studio metodologico per misurare con precisione le variazioni di quota mediante misure GPS statiche con sessioni brevi di misura. Sistemi Geodetici Terrestri NA-OV ha svolto campagne di livellazione di precisione sullintera rete dellisola dIschia e su parte di quella flegrea, per un percorso totale di circa 150 km (Fig. 1). Con CT, NA-OV ha realizzato campagne di livellazione allEtna: due sulla Faglia Pernicana (Settore NE - Etna) (Fig. 2) ed una sulla Faglia di Trecastagni, per un percorso totale di circa 34 km. I numerosi guasti occorsi al sistema THEODOROS (Stromboli) ne hanno richiesto una manutenzione straordinaria. Sistemi di Misura Diretta della De formazione NA-OV, oltre alla gestione della rete mareografica (9 stazioni), ha ripristinato il sito di Torre del Greco ed atti vato le procedure per 3 nuove installazioni: Stromboli, Ischia e Napoli. CT ha installato due clinometri di nuova generazione sul fianco O dellEtna (M. Gallo e M. Spagnolo), ha ripristinato la stazione di G. Palizzi (Vulcano) ed ha monitorato le condizioni idrogeologiche del sito di Timpone del Fuoco (Stromobili) per una prossima installazione, oltre ad av viare una serie di attivit di potenziamento dei sistemi di acquisizione, trasmissione e visualizzazione dei dati clinometrici. Sono state av viate le perforazioni per linstallazione di due dilatometri nel fianco occidentale dellEtna. Interferometria SAR CT e NA-OV hanno svolto unintensa atti vit di analisi di coppie interferometriche SAR al Vesuvio, Ischia, C. Flegrei ed Etna, sia in banda C (Envisat) sia in banda X ed L, grazie anche al supporto di diversi progetti esterni (ASI-SRV e ESA-GlobVolcano). Le analisi DInSAR hanno supportato il monitoraggio degli eventi sismici di aprile, allEtna (Fig. 2), ed il fenomeno di upli ft dei C. Flegrei (Fig. 3). DEM e DEM di f ferenziali In seguito allacquisizione e calibrazione del sistema laser a scansione terrestre ILRIS3D, BO ha ef fettuato campagne di misura sullisola di Vulcano e sui Colli Albani (Lago di Nemi), rispetti vamente in collaborazione con CT e CNT. Nel primo caso stato ripetuto il rilievo della Forgia Vecchia per identi ficare le zone in frana af fette da movimento. Inoltre, sono stati eseguiti numerosi test ed esperimenti per la valutazione delle reali precisioni e risoluzioni e per verificare le procedure di allineamento delle immagini. Analisi dei dati Nellarea flegrea lanalisi delle serie temporali GPS evidenzia un progressivo e quasi costante sollevamento ed inflazione dellarea a partire dal 2008 (Fig. 3). Le diverse misure di deformazione di Ischia mostrano che lisola interessata da un dif fuso fenomeno di subsidenza. In particolare vertice GPS sullEpomeo (EPOM) evidenzia un regolare abbassamento di circa -8 mm/anno (Fig. 1). Lo studio dei modelli relativi al Vesuvio ha permesso di mappare le zone in deformazione af fette da crolli correlabili con gli eventi atmos ferici ed i terremoti. Lanalisi congiunta di dati deformativi, geochimici e sismici associati alle fontane di lava del 2007 dellEtna ha permesso di indagare sui processi di ricarica del sistema superficiale di questo vulcano nelle fasi intra-erutti ve. La partecipazione a tutti i progetti vulcanologici s volti nellambio della Convenzione INGV-DPC ha portato ad una nutrita produzione scienti fica che ha a f frontato temi quali la modellazione di processi vulcanici o la collaborazione alla messa a punto di sistemi integrati di allerta o previsione di atti vit. Inoltre, i numerosi dati di de formazione hanno permesso di monitorare lattuale fase di ricarica dellEtna e la crisi sismica di aprile (Fig. 2). Lanalisi dei dati TLS acquisiti durante numerosi esperimenti su target specifici ha permesso di ricavare una legge empirica che lega la risoluzione del modello e la distanza di lavoro. Il CNT ha completato il DEM complessivo (batimetria e topogra fia) del vulcano Panarea, unendolo a quello dello Stromboli. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Di seguito sono riportate le principali linee della piani ficazione delle attivit per il 2011, organizzate per sistemi 52

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

osservativi; laddove necessario queste sono di f ferenziate per le diverse aree vulcaniche. Sistemi GPS - Colli Albani: sar avanzata la richiesta al CNT di realizzare interventi minimali per il mantenimento dei sistemi osservativi esistenti (p. es. campagne GPS sulla rete esistente, anche con leventuale collaborazione di BO per testare criteri di analisi per lo studio delle variazione di quota ad alta precisione). Nel caso in cui le condizioni economiche lo consentissero, sarebbe auspicabile reperire almeno 1 ricevitore GPS per incrementare la densit della rete continua di monitoraggio. - Area Napoletana: NA-OV prevede di s volgere le campagne GPS ai Campi Flegrei, Vesuvio e sulla rete CAPGN (ultimo rilevamento nel 1997). BO disponibile a partecipare alla progettazione ed esecuzione di campagne di misura GPS non permanenti basate su nuovi criteri di analisi per lo studio delle variazione di quota ad alta precisione. NA-OV implementer inoltre 1 stazione GPS permanente ai Campi Flegrei, 2 a Ischia-Procida e 2 al Vesuvio. - Isole Eolie: CT ripeter la campagna GPS sulle reti di Lipari e Vulcano; CNT prevede, se le condizioni operative lo consentiranno, di ripetere le misure sulla rete di Panarea e di ripristinare la stazione di Lisca Bianca. - Etna: CT ripeter le misure della campagna GPS Etna e svolger la normale manutenzione delle reti GPS permanenti. - Pantelleria: Compatibilmente con le risorse economiche si prover a ripetere le misure sulla rete GPS. Geodesia Terrestre (Livellazione e Stazioni Totali) - Colli Albani: sar avanzata la richiesta al CNT di realizzare interventi minimali per il mantenimento dei sistemi osservativi esistenti (p. es., ripetizione di un tratto di linea di livellazione). - Area Napoletana: NA-OV prevede di e f fettuare la ripetizione di brevi tratti della rete di livellazione ad Ischia e, compatibilmente con le risorse economiche, la livellazione completa dei Campi Flegrei. - Isole Eolie: si ripeteranno le misure di livellazione della rete di Vulcano e si prov veder alla manutenzione ordinaria del sistema THEODOROS. - Etna: NA-OV e CT ripeteranno le misure di livellazione sulla Faglie della Pernicana e di Trecastagni. Clinometria - Area Napoletana: inoltre NA-OV implementer 1 stazione clinometrica ai Campi Flegrei e 2 al Vesuvio. - Isole Eolie: a Stromboli CT ultimer linstallazione del clinometro al sito di Timpone del Fuoco. - Etna: potenziamento della rete clinometrica con nuovi sensori in area sommitale. Saranno ultimate le operazione di installazione di 2 dilatometri nel fianco occidentale (nel progetto FUMO). Mareometria - Area Napoletana: NA-OV installer i mareometri a Ischia-Procida e Napoli. - Isole Eolie: NA-OV installer la stazione mareografica a Stromboli. - Etna: qualora si dovesse av viare un progetto di potenziamento di monitoraggio del fianco orientale dellEtna si prov veder allinstallazione di una nuova stazione mareografica a Riposto. Interferometria SAR Le attivit saranno svolte secondo quanto indicato nel Triennale 2007-2009, anche nellambito dei progetti esterni a finanziamento nazionale ed internazionale gi atti vi. DEM e DEM di f ferenziali - Colli Albani: lago craterico di Nemi: si ripeteranno le misure Laser scanning da terra e si prevede di realizzare una batimetria single beam. - Area Napoletana: BO e NA-OV ripeteranno le misure Laser Scanner al Vesuvio ed alla Solfatara. - Isole Eolie: CT e BO e f fettueranno la ripetizione di misure di Laser Scanner a Vulcano. - Etna: CT e BO ef fettuate ranno in collaborazione degli esperimenti Laser Scanner dellarea dei Crateri Sommitali (in particolare nellarea del Cratere di SE). 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 3. Aiuppa, A., Cannata, A., Cannav, F., Di Grazia, G., Ferrari, F., Giudice, G., Gurrieri, S., Liuzzo, M., Mattia, M., Montalto, P., Patan, D., Puglisi, G., (2010). Patterns in the recent 20072008 acti vity o f Mount Etna volcano investigated by integrated geophysical and geochemical observations, Geochem. Geophys. Geosyst., 11, Q09008. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6286. Bonaccorso, A., Bon forte, A., Gambino, S., (2010). Thermal expansion-contraction and slope instability o f a fumarole field in ferred from geodetic measurements at Vulcano, Bull. Volcanol., 7, 72, 791-801. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6341. Bottiglieri, M., Falanga, M., Tammaro, U., De Martino, P., Obrizzo, F., Godano, C., Pingue, F., (2010). Characterization of GPS time series at the Neapolitan volcanic area by statistical analysis, J. Geophys. Res., 115, B10416. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6631. Carbone, D., Zuccarello, L., Saccorotti, G., R ymer, H., Rapisarda, S., (2010). The effect o f inertial accelerations on the higher frequenc y components o f the signal from spring gravimeters, Geophys. J. Int., 2, 182, 772-780. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6331. Del Gaudio, C., Aquino, I., Ricciardi, G. P., Ricco, C., Scandone, R., (2010). Unrest episodes at Campi 53

34. 40. 61. 107.

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

129. 189. 238. 271. 293. 321.

Flegrei: A reconstruction of vertical ground movements during 19052009, J. Volcanol. Geotherm. Res., 195, 4856. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6673. Fabris, M., Baldi, P., Anzidei, M., Pesci, A., Bortoluzzi, G., Aliani, S., (2010). High resolution topographic model o f panarea island by fusion o f photogrammetric, lidar and bathymetric digital terrain models, Photogramm. Rec., 25, 382-401. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6615. Lesparre, N., Gibert, D., Marteau, J., Dclais, Y., Carbone, D., Galichet, E., (2010). Geophysical muon imaging: feasibilit y and limits, Geophys. J. Int., 3, 183, 1348-1361. http://www.earthprints.org/handle/2122/6332. Palano, M., Rossi, M., Cannav, F., Bruno, V., Aloisi, M., Pellegrino, D., Pulvirenti, M., Siligato, G., Mattia, M., (2010). Etn@ref: a geodetic reference frame for Mt. Etna GPS networks, Ann. Geophys., 4, 53, 48-79. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6469. Ruch, J., Acocella, V., Storti, F., Neri, M., Pepe, S., Solaro, G., Sansosti, E., (2010). Detachment depth revealed by rollover de formation: An integrated approach at Mount Etna, Geophys. Res. Lett., 37, L16304. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6105. Solaro, G., Acocella, V., Pepe, S., Ruch, J., Neri, M., Sansosti, E., (2010). Anatom y of an unstable volcano from InSAR: Multiple processes af fecting flank instability at Mt. Etna, 19942008, J. Geophys. Res., 115, B10405. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6193. Vilardo, G., Isaia, R., Ventura, G., De Martino, P., Terranova, C., (2010). InSAR Permanent Scatterer analysis reveals fault re-acti vation during inflation and deflation episodes at Campi Flegrei caldera, Remote Sens. Environ., 10, 114, 2373-2383. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6086.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 387. Pesci, A., Teza, G., Casula, G., Loddo, F., De Martino, P., Dolce, M., Obrizzo, F., Pingue, F., Multitemporal laser scanner-based observation of the Mt. Vesuvius crater:Characterization of overall geometry and recognition of landslide events, ISPRS-J. Photogramm. Remote Sens. http://www.earthprints.org/handle/2122/6880. 5.3 Altre pubblicazioni 407. Aliotta, M., Montalto, P., Presti filippo, M., Cannata, A., D'Agostino, M., Ferrari, F., Torrisi, O. (2010). Banca dati per la gestione delle reti strumentali in dotazione allINGV - Sezione di Catania: dalla progettazione concettuale al software applicativo, Rapporti Tecnici INGV, 153. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6280. 411. Anzidei, M. (2010). Panarea bella e inquieta, Darwin, marzo-aprile, 56-63. http://www.earthprints.org/handle/2122/6617. 412. Anzidei, M., Esposito, A., (2010). Lake Albano: bathymetry and level changes, 229-244. http://www.earthprints.org/handle/2122/6614. 413. Anzidei, M., Riguzzi, F., Stramondo, S., (2010). Current geodetic deformation of the Colli Albani volcano: a review, 299-310. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6613. 487. Dolce, M., Brandi, Giuseppe, D'Alessandro, Andrea, Malaspina, Santa, (2010). Campagna di misure GPS all'Isola d'Ischia (maggio-giugno 2010). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6720. 546. Obrizzo, F., De Martino, P., De Natale, G., Pingue, F., Tammaro, U., Troise, C., Capuano, P., (2010). Unrest at Campi Flegrei Caldera (Southern Italy) during the last decade. http://www.earthprints.org/handle/2122/6809.

54

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

1.4. TTC - Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attive


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Francesca Bianco (NA-OV) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, CT, NA-OV 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Nel corso del 2010 il monitoraggio sismologico dei vulcani attivi italiani stato realizzato incrementando il numero di apparati strumentali utili allo scopo, ricercando e testando nuovi siti sia per lo s viluppo delle reti che delle infrastrutture di trasmissione ed, ov viamente, e f fettuando le opportune operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il potenziamento delle reti, aderendo ad una filoso fia ormai perseguita da diversi anni allinterno di questo TTC, si per lo pi incentrato sullinstallazione di acquisitori multiparametrici digitali ad alta dinamica. In aggiunta, con lo scopo di incrementare il numero di apparati digitali ad alta dinamica e dunque aumentare la sensibilit e la risoluzione delle reti, si utilizzata una generale integrazione tra Rete Mobile e Rete Permanente, per cui il computo totale degli apparati che insistono al Vesuv io ed ai Campi Flegrei viene fornito, di seguito, tenendo conto di tale integrazione. Nellarea vesuviana la rete operativa stata potenziata con 2 stazioni digitali installate rispetti vamente nellarea sommitale e nellarea a nord del cratere; lapparato nellarea sommitale utilizza lacquisitore digitale GILDA (Fig.1). Durante il 2010 la rete vesuviana consta di: 22 stazioni di cui 13 digitali (12 con larga banda, una con accelerometro) e 9 analogiche con velocimetro corto periodo. 7 delle stazioni digitali acquisiscono anche i segnali di un sensore infrasonico. In aggiunta, nellarea vesuviana sono in acquisizione unantenna sismica (48 canali, sensori corto periodo) e 2 dilatometri da pozzo (Sacks-Evertson). La rete dei Campi Flegrei stata potenziata con linstallazione di 2 stazioni digitali a larga banda e di un array 18 canali con sensori corto periodo. Il modulo sottomarino CUMAS, equipaggiato con velocimetro, accelerometro MEMS, idro fono, pressostato, stazione meteo (oltre lopportuna strumentazione di controllo della struttura ancorata sul fondo) stato reinstallato nel centro del Golfo di Pozzuoli e reintegrato nel sistema di monitoraggio. La rete dei Flegrei, per il 2010, dunque consta di 8 stazioni analogiche (6 3C e 2 1C) e di16 stazioni digitali con velocimetri larga banda; di queste ultime, 6 sono multisensore, con 3 equipaggiate anche con sensori infrasonici, ed altre 3 anche con un accelerometro (Fig. 2). Ad esse vanno aggiunte: l array digitale 18 canali, 1 acquisitore digitale equipaggiato con idro fono, 1 acquisitore digitale equipaggiato con sensore in frasonico, il modulo CUMAS e 3 dilatometri da pozzo (Sacks-Evertson). Ad Ischia stata potenziata la rete riorganizzando il sito di Casamicciola Terme come centro dacquisizione locale. Sullisola, per il 2010, sono state operati ve 3 stazioni 3C, di cui una digitale equipaggiata con sensore larga banda e sensore in frasonico, oltre ad una monocomponente analogica. A Stromboli stato ristrutturato radicalmente il nodo WIFI dei Vancori, e sono state costruite le in frastrutture che ospiteranno 3 stazioni sismiche digitali. Presso la sede del CUAD stato installato un nuovo hub con antenna parabolica da 3.8 m puntata verso il satellite HELLASSAT2. La rete, per il 2010, consta di 13 stazioni larga banda, 3 micro foni in frasonici larga banda, un accelerometro e 2 sensori dilatometrici (Sacks-Evertson). Il dispositi vo di monitoraggio sismico delle aree vulcaniche siciliane (Fig.3) gestito dalla Sezione di Catania consta, nel 2010, di 55 stazioni velocimetriche (39 digitali 3C larga banda e 16 analogiche corto periodo), 7 accelerometriche, 11 infrasoniche ed 1 array sul Gran Cratere di Vulcano. Ad esse si aggiungono le 24 stazioni velocimetriche esterne alle aree vulcaniche, che contribuiscono, ove necessario, ad un miglior vincolo della sismicit. Nel 2010 sono state installate 6 stazioni digitali ad alta dinamica, equipaggiate con sensori larga banda e trasmissione satellitare. Una stata posta a Pantelleria; le altre in zone non vulcaniche. Tuttavia, alcune di queste (Agira, Favara, S. Fratello) sono utili vincoli di rete anche per le aree di vulcanismo attivo, rispetti vamente, dellEtna, Canale di Sicilia e Isole Eolie. AllEtna la rete stata potenziata con 4 nuove stazioni infrasoniche: una ad alta quota e tre a quota intermedia, rispetti vamente nei versanti nord, est ed ovest. Nel versante sud-occidentale stato installato un accelerometro triassiale (sensibilit=0.5g). Due accelerometri, gi presenti nel versante sud-orientale, sono stati implementati tras formando lacquisizione on-demand in on-line. Nel settore nord-orientale stata riattivata la stazione velocimetrica in pozzo profondo (-130m, loc. Pitarrone). Inoltre, utilizzando la rete mobile, nellarea sommitale stato sperimentato un array sismico con sensori larga banda. A Vulcano un accelerometro stato abbinato ad unesistente stazione velocimetrica. In fine, la configurazione della rete dei Colli Albani, gestita da CNT, non ha subito alcuna modi fica nel corso del 2010. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Per larea vesuviana si prevede di installare un sensore very broad band Trillium 240s presso la sede storica di NA-OV, in collaborazione con il CNT. Detto sensore andr a sostituire quello installato nel 2010 (Trillium 120s). Si prevede inoltre di continuare la riconversione delle stazioni analogiche in stazioni digitali e di installare unulteriore stazione digitale nel settore settentrionale del complesso vulcanico. La rete dei Campi Flegrei sar potenziata con l'aggiunta di 2 stazioni digitali e con lestensione dell'in frastruttura per la trasmissione dati. Inoltre previsto un infittimento della rete, con l'installazione di alcuni sensori accelerometrici e di diversi acquisitori digitali in configurazione di array, nell area di Bagnoli a supporto dellesecuzione della perforazione prevista dal progetto Campi Flegrei Deep Drilling Project (CFDDP). Ad Ischia, nel sito di Casamicciola prevista la realizzazione di un sistema multiparametrico con sensore sismico larga banda (60sec), accelerometro e sensore in frasonico (prodotto presso NA-OV). previsto inoltre il potenziamento della rete WiFi. Nel corso del 2011 verr recuperato il modulo sottomarino dal fondale del Gol fo di Pozzuoli e se ne e f f ettuer la sostituituzione con il nuovo modello realizzato presso NA-OV. A Stromboli prevista linstallazione di almeno un sismometro rotazionale, la conversione di una stazione da analogica corto periodo a digitale larga banda, e linstallazione di due stazioni very broad band, una allOsservatorio e laltra al Pizzo. Questultima sar equipaggiata anche con sensore in frasonico. Il potenziamento della rete velocimetrica in Sicilia sar prevalentemente finalizzato alla realizzazione dell Accordo di Programma 55

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Quadro Sicilia con linstallazione di 7 stazioni in aree non vulcaniche. Nelle aree vulcaniche, invece, si prevede di realizzare, a Salina, linfrastruttura per alloggiare una stazione digitale larga banda, che verr successivamente installata; a Panarea sar selezionato, previo acquisizione e studio dettagliato del noise sismico, un sito per una nuova stazione digitale larga banda. Nellarea etnea si intende migliorare la copertura della rete nel basso versante orientale, con linstallazione di 2 stazioni digitali, per vincolare al meglio gli ipocentri degli eventi molto superficiali, spesso di notevole energia (3,2M4,5), che caratterizzano quellarea. Larray sismico di alta quota della rete mobile sar tras formato da temporaneo a permanente, ed i relativi segnali trasmessi via wireless ed acquisiti in continuo. La rete in frasonica allEtna sar potenziata con linstallazione di un micro fono a banda larga nel sito multiparametrico della Montagnola. Alla stazione di alta quota Belvedere verr completata linstallazione di un radiometro per il monitoraggio multi-parametrico dellatti vit del pit-crater ubicato sul fianco orientale del Cratere di sud-est. Due delle stazioni sommitali, attualmente equipaggiate con micro fono corto periodo, saranno convertite in larga banda. Si prevede, inoltre, di potenziare la rete accelerometrica in settori etnei caratterizzati dalla presenza di strutture di faglia ad elevato potenziale sismogenetico. In particolare, due stazioni accelerometriche saranno collocate nel versante nord-orientale, nellarea prossima alla faglia della Pernicana, in siti che gi alloggiano sensori velocimetrici; una terza stazione sar posta nel basso settore sud-orientale, in vicinanza dellabitato di Pennisi. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 3. Aiuppa, A., Cannata, A., Cannav, F., Di Grazia, G., Ferrari, F., Giudice, G., Gurrieri, S., Liuzzo, M., Mattia, M., Montalto, P., Patan, D., Puglisi, G., (2010). Patterns in the recent 2007-2008 activity o f Mount Etna volcano investigated by integrated geophysical and geochemical observations, Geochem. Geophys. Geosyst., 11, Q09008. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6286. Alparone, S., Cannata, A., Gambino, S., Gresta, S., Milluzzo, V., Montalto, P., (2010). Time-space variation o f volcano-seismic events at La Fossa (Vulcano, Aeolian Islands, Italy): new insights into seismic sources in a hydrothermal s ystem, Bull. Volcanol., 72, 803-816. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6245. Bianco, F., Zaccarelli, L., Castellano, M., Gargiulo, G., (2010). Complex wavelet trans form: an application to retrieve shear wave splitting time behavior at Mt. Vesuvius, Boll. Geo fis. Teor. Appl., 51, 253-263. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6103. Cannata, A., Di Grazia, G., Montalto, P., Aliotta, M., Patan, D., Boschi, E., (2010). Response of Mount Etna to dynamic stresses from distant earthquakes, J. Geophys. Res., 115, B12304. http://www.earthprints.org/handle/2122/6275. Cannata, A., Di Grazia, G., Montalto, P., Ferrari, F., Nunnari, G., Patan, D., Privitera, E., (2010). New insights into banded tremor from the 20082009 Mount Etna eruption, J. Geophys. Res., 115. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6284. DAuria, L., Giudicepietro, F., Martini, M., Orazi, M., Peluso, R., Scarpato, G., (2010). Polarization Analysis in the Discrete Wavelet Domain: An Application to Volcano Seismology, Bull. Seismol. Soc. Amer., 2, 100, 670683. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6088. De Siena, L., Del Pezzo, E., Bianco, F., (2010). Seismic attenuation imaging of Campi Flegrei: Evidence o f gas reservoirs, hydrothermal basins, and feeding systems, J. Geophys. Res., 115, B09312. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6126. Del Pezzo, E.B, ianco, F., (2010). MathLTWA: Multiple lapse time window analysis using Wol fram Mathematica 7, Comput. Geosci., 36, 1388-1392. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6118. Falsaperla, S., Cara, F., Rovelli, A., Neri, M., Behncke, B., Acocella, V., (2010). E f fects of the 1989 fracture s ystem in the dynamics o f the upper SE flank o f Etna revealed by volcanic tremor data: The missing link?, J. Geophys. Res., 115, B11306. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6221. Giudicepietro, F., Orazi, M., Scarpato, G., Peluso, R., DAuria, L., Ricciolino, P., Lo Bascio, D., Esposito, A. M., Borriello, G., Capello, M., Caputo, A., Buonocunto, C., De Cesare, W., Vilardo, G., Martini, M., (2010). Seismological Monitoring of Mount Vesuvius (Italy): More than a Century o f Observations, Seismol. Res. Lett., 4, 81, 625-634. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6089. Iannaccone, G., Vassallo, M., Elia, L., Guardato, S., Stabile, T. A., Satriano, C., Beranzoli, L., (2010). Longterm seafloor experiment with the CUMAS module: performance, noise analysis o f geophysical signals, and hints towards the design of a permanent network, Seismol. Res. Lett., 6, 81, 916-927. http://www.earthprints.org/handle/2122/6107. Montalto, P., Cannata, A., Privitera, E., Gresta, S., Nunnari, G., Patan, D., (2010). Towards an Automatic Monitoring System of In frasonic Events at Mt. Etna: Strategies for Source Location and Modeling, Pure Appl. Geophys., 167, 1215-1231. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6283. Scarf, L., Zuccarello, L., Patan, D., (2010). Magma dynamics of 2007 Stromboli e f fusi ve eruption as revealed by high precision location o f seismic events., J. Volcanol. Geotherm. Res., 198, 405-415. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6346.

9. 25. 54. 55. 89. 103. 110. 135. 154.

172.

227. 277.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 337. Belardinelli, M.E., Bizzarri, A., Berrino, G., Ricciardi, G. P., A model for seismicity rates observed during the 1982-1984 unrest at Campi Flegrei caldera (Italy). Earth Planet. Sci. Lett. http://www.earthprints.org/handle/2122/6298. 358. De Barros, L., Lokmer, I., Bean, C. J., OBrien, G. S., Saccorotti, G., Mtaxian, J. P., Zuccarello, L., Patan, D., Source Mechanism of Long Period events recorded by a high density seismic network during the 2008 eruption on Mt Etna, J. Geophys. Res. (38). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6855. 56

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

380. Milluzzo, V., Cannata, A., Alparone, S., Gambino, S., Hellweg, M., Montalto, P., Cammarata, L., Diliberto, I. S., Gresta, S., Liotta, M., Paonita, A., Tornillos at Vulcano: Clues to the dynamics of the hydrothermal s ystem, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6247. 384. OBrien, G. S., Lokmer, I., De Barros, L., Bean, C. J., Saccorotti, G., Metaxian, J. P., Patan, D., Time reverse location o f seismic long-period events recorded on Mt Etna, Geophys. J. Int., (11). http://www.earthprints.org/handle/2122/6740. 5.3 Altre pubblicazioni 407. Aliotta, M., Montalto, P., Presti filippo, M., Cannata, A., D'Agostino, M., Ferrari, F., Torrisi, O. (2010). Banca dati per la gestione delle reti strumentali in dotazione allINGV - Sezione di Catania: dalla progettazione concettuale al software applicativo, Rapporti Tecnici INGV, 153. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6280. 425. Bianco, F., Castellano, M., Cogliano, R., Cusano, P., Del Pezzo, E., Di Vito, M.A., Fodarella, A., Galluzzo, D., La Rocca, M., Milana, G., Petrosino, S., Pucillo, S., Riccio, G., Rovelli, A., (2010). Caratterizzazione del noise sismico nell'area vulcanica dei Campi Flegrei: l'esperimento "UNREST", Quaderni di Geo fisica, 86, 1-21. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6206. 530. Montalto, P., Nunnari, G., Cannata, A., Privitera, E., Patan, D., (2010). Clustering of in frasonic events as tool to detect and locate explosive acti vit y at Mt. Etna volcano. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6285. 533. Moretti, M., Govoni, A., (2010). Rapporto della campagna sismica sul vulcano Teide, Isola di Tenerife (Canarie). Report No 127. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5922.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

1.5. TTC - Sorveglianza dell'attivit eruttiva dei vulcani


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Sonia Calvari (CT) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, CT, NA-OV, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Il monitoraggio dei vulcani italiani (Etna, Stromboli, Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia e Vulcano) si ef fettua con telecamere fisse visibili e termiche, campagne periodiche di misure termiche e strutturali, e dati satellitari. Latti vit esplosiva dellEtna stata seguita attraverso sopralluoghi, osservazioni da telecamere fisse, rilievi termici, geologici e strutturali, campionature dei prodotti, analisi composizionali, petrologiche, geochimiche, tessiturali, e dei componenti. stato potenziato il laboratorio di cartogra fia (CT) per la mappatura di colate laviche, realizzando un protocollo per le mappature delle colate e per aggiornare il database, ed stata messa a punto la tecnica di misurare le coordinate di punti remoti con un binocolo laser collegato ad un GPS. Il monitoraggio petrologico ha evidenziato la presenza di prodotti cristallizzati durante lo svuotamento del sistema. stata costruita una mappa di probabilit di apertura di bocche erutti ve per la costruzione di mappe di pericolosit da invasione lavica. Da immagini InSAR stata ricostruita la storia deformativa dellapparato vulcanico dal 1994 al 2008 individuando le possibili cause che agiscono a diverse scale temporali e spaziali (Fig. 1). Con tecniche LiDAR stata ricostruita lespansione delle colate 2006, e lo studio morfologico delle colate 2001 ha evidenziato processi importanti per la valutazione della pericolosit. Studi strutturali e sismologici hanno rilevato il ruolo della frattura eruttiva 1989 sulla dinamica di fianco delledi ficio vulcanico. stato ricostruito il processo intrusi vo che ha condotto alleruzione 20082009, e sono state pubblicate le modalit di intervento applicate durante i primi tre mesi di crisi erutti va, caratterizzati da intense fasi esplosive durante le quali la perfetta collaborazione tra INGV, DPC e aeronautica ha limitato la chiusura dellaeroporto di Catania. Sono stati e ffettuati esperimenti di laboratorio per misurare la velocit di caduta della cenere vulcanica, e questi dati verranno applicati nelle simulazioni delle espansioni delle nubi di cenere vulcanica in atmos fera. Studi sui prodotti fini dellattivit esplosiva hanno definito le aree pi colpite dalla caduta di cenere e limpatto che essa ha sulla salute. I dati satellitari hanno permesso la quanti ficazione delle nubi di SO2 e cenere vulcanica (Fig. 2), e questi risultati sono stati confrontati con i dati raccolti da terra. Per le esplosioni maggiori di Stromboli sono stati prodotti rapporti di dettaglio, con analisi delle immagini e ricostruzione della dinamica eruttiva, e caratterizzazione mineralogica, chimica, tessiturale, isotopica (Sr e Nd) e composizionale dei prodotti campionati. stata completata lanalisi dei rilievi termici e delle immagini dalle stazioni video fisse e da satellite registrati durante leruzione 2007, calcolando tasso di ef fusione e volumi eruttati. Dal con fronto di questi risultati con quelli raccolti durante leruzione 2002-2003 stato costruito un modello interpretativo per la previsione di futuri eventi parossistici. Numerose campagne ef fettuate nellambito del progetto Parox ysm hanno permesso di campionare i prodotti eruttati, ricostruire la dispersione dei prodotti, e rilevare le variazioni morfologiche della terrazza craterica (Fig. 3). Le misure sulla composizione isotopica dei prodotti eruttati tra il 2008 ed il 2010 ha evidenziato che solo in una occasione stato eruttato magma pro fondo, oltre quello cristallizato eruttato durante latti vit persistente. Lo studio tessiturale e composizionale della cenere emessa durante latti vit ordinaria ha permesso di rilevare che anche durante latti vit persistente sono eruttate, oltre al magma porfirico, particelle di magma profondo, aprendo nuove prospetti ve sul funzionamento del vulcano e sulle strategie di monitoraggio. Lanalisi comparata del contenuto pre-erutti vo in volatili, della composizione dei gas emessi dal vulcano, e lapplicazione di modelli teorici, hanno permesso di formulare un nuovo modello di degassamento dello Stromboli, la cui dinamica stata indagata anche associando lo studio della vescicolazione delle scorie prodotte dallatti vit ordinaria allanalisi dei segnali in frasonici. Esperimenti di laboratorio su questi prodotti hanno permesso di de finire i campi di variabilit dei tre principali regimi esplosivi. Alcuni episodi parossistici ed eventi esplosivi maggiori sono stati analizzati in grande dettaglio, per caratterizzare i processi che li distinguono. Il sistema per l'acquisizione sincrona di riprese ad alta velocit e segnali infrasonici per la parametrizzazione dell'atti vit esplosiva basaltica stato implementato ed utilizzato durante l'eruzione dell'Ejy afjallajokull, sono state prodotte mappe di concentrazione della cenere da dati satellitari, e sono state e f fettuate riprese della sedimentazione di prodotti dalla nube erutti va, confrontate con esperimenti realizzati presso il laboratorio HPHT di Roma. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Nel 2011 si intendono sviluppare nuove tecniche di analisi di dati termici campionati ad elevata frequenza mediante software s viluppati appositamente. Risultati preliminari su sequenze temporali della durata di alcune ore, raccolte allo Stromboli nellambito del progetto Paroxysm, hanno dato infatti risultati molto interessanti per ci che riguarda la caratterizzazione dellatti vit erutti va in base alla distribuzione della temperatura. Questi risultati si sono mostrati congruenti anche quando vengono confrontati con dati campionati su diversi vulcani, il che indicherebbe che ciascuna tipologia erutti va si mani festa con frequenze tipiche. Per convalidare ulteriormente questa ipotesi necessario analizzare sequenze temporali pi estese, e questo verr realizzato attraverso software s viluppati ad hoc applicati alle sequenze temporali gi campionate nel passato. Un altro parametro importante che caratterizza latti vit ef fusi va e permette di fare delle valutazioni sulla possibile espansione futura dei flussi lavici il tasso di ef fusione. Lintegrazione di questo dato nel tempo permette di calcolare lo stato erutti vo di un determinato vulcano, e di fare delle valutazioni circa il suo comportamento nel medio e lungo termine, e quindi di ipotizzare il suo comportamento futuro. In questottica si stanno ef fettuando le analisi di dati satellitari storici, integrati con dati bibliografici e di terreno per calcolare il rilascio di energia dei vulcani atti vi italiani negli ultimi decenni, e nel corso del 2011 si conta di completare e pubblicare questa analisi. Verranno proseguiti gli studi sul CAMSIZER nel laboratorio di sedimentologia di Catania sia per quanto riguarda lanalisi granulometrica che delle forme sui prodotti 58

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

piroclastici con dimensioni comprese tra 3 cm e 30 micron, e sono in corso dei lavori speci fici che indagano le potenzialit di questo strumento durante le attivit di monitoraggio. Verranno completate le analisi dei campioni emessi durante lattivit erutti va recente dellEtna, finalizzando tale studio ad una correlazione tra tipologia eruttiva, deposito prodotto, e sorgente del tremore sismico. Verranno ef fettuate analisi di dettaglio sui prodotti campionati in seguito a eventi di fontana di lava, con indagini tessiturali su ceneri e lapilli (granulometrie, componenti e morfologie), e con lobietti vo di caratterizzare sempre meglio questo tipo di eventi dal punto di vista dei prodotti eruttati e del deposito di caduta, per applicare i parametri ottenuti nelle simulazioni numeriche e nei modelli di previsione dellespansione delle nubi di cenere. Verranno approfondite le analisi sui dati dellatti vit recente dello Stromboli, con particolare enfasi sulle fasi che hanno seguito le ultime due eruzioni ef fusi ve 2002-2003 e 2007, per studiare i processi di ripristino dellatti vit esplosiva persistente e per veri ficare la stabilit del sistema di alimentazione del vulcano. Indagini geologiche e strutturali sulle eruzioni fissurali recenti che hanno prodotto campi lavici fuori dalla depressione della Sciara del Fuoco porteranno alla ricostruzione della dinamica erutti va e alla individuazione della sua connessione con la tettonica regionale e locale. In relazione alla parametrizzazione dell'atti vit esplosiva basaltica, il sistema per l'acquisizione sincrona di riprese ad alta velocit e segnali in frasonici verr ulteriormente implementato, e saranno completate le analisi chimiche e tessiturali sui dati di campagna raccolti durante l'eruzione del vulcano Ejya fjallajokull in Islanda, con frontate con esperimenti di sedimentazione realizzati presso il laboratorio HPHT di Roma. Si prev ede inoltre di unire al sistema di riprese attuale una telecamera termica ad alta velocit per analizzare il processo di accoppiamento-disaccoppiamento tra gas e particelle durante l'attivit esplosiva. Sar realizzato un programma che permetter l'elaborazione semiautomatica delle immagini al fine di ottenere rapidamente informazioni circa la velocit delle particelle e il flusso di massa. Si proceder nella individuazione e caratterizzazione delle nubi vulcaniche con dati acquisiti da sensori satellitari, per una pi accurata correzione del contributo radiati vo atmosferico, la stima di temperatura ed emissivit superficiali, e lo sviluppo di procedure per diversi sistemi multispettrali e iperspettrali. Una ulteriore linea di ricerca riguarda sistemi di detection e retrieval basati sulle reti neurali, pi adatti per scopi di monitoraggio dellatti vit vulcanica. Si prevede il mantenimento dei sistemi esistenti quali AVO continuando ad ef fettuare il monitoraggio satellitare di Stromboli mediante lanalisi temporale dei dati acquisiti in real-time dai sensori NOAA-AVHRR. Lanalisi temporale dellandamento della temperatura superficiale sar correlata con il tasso esplosivo al fine di meglio integrare le osservazioni di terra con quelle satellitari per il riconoscimento degli eventi esplosivi maggiori. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 1. 8. 13. 14. 15. 52. 74. 80. 81. Aiuppa, A., Bertagnini, A., Mtrich, N., Moretti, R., Di Muro, A., Liuzzo, M., Tamburello, G., (2010). A model o f degassing for Stromboli volcano, Earth Planet. Sci. Lett., 1-2, 295, 195-204. http://www.earthprints.org/handle/2122/6497. Allard, P. (2010). A CO2-rich gas trigger of explosive paroxysms at Stromboli basaltic volcano, Italy, J. Volcanol. Geotherm. Res., 3-4, 189, 363-374. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6723. Andronico, D., Pistolesi, M., (2010). The November 2009 paroxysmal explosions at Stromboli., J. Volcanol. Geotherm. Res., 1-2, 196, 120-125. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6711. Applegarth, L. J., Pinkerton, H., James, M. R., Calvari, S., (2010). Lava flow superposition: The reacti vation of flow units in compound aa flows, J. Volcanol. Geotherm. Res., 4, 194. http://www.earthprints.org/handle/2122/5997. Applegarth, L. J., Pinkerton, H., James, M. R., Calvari, S., (2010). Morphological complexities and hazards during the emplacement o f channel-fed `a`a lava flow fields: A study of the 2001 lower flow field on Etna, Bull. Volcanol., 6, 72, 641-656. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5996. Calvari, S., Lodato, L., Stef f ke, A., Cristaldi, A., Harris, A. J. L., Spampinato, L., Boschi, E., (2010). The 2007 Stromboli eruption: Event chronology and ef fusion rates using thermal infrared data, J. Geophys. Res., 115, B04201. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6315. Col, L., Ripepe, M., Baker, D. R., Polacci, M., (2010). Magma vesiculation and infrasonic acti vity at Stromboli open conduit volcano, Earth Planet. Sci. Lett., 3-4, 292, 274-280. http://www.earthprints.org/handle/2122/6508. Corradini, S., Merucci, L., Prata, F., Piscini, A., (2010). Volcanic ash and SO2 in the 2008 Kasatochi eruption: Retrievals comparison from dif ferent IR satellite sensors, J. Geophys. Res., 115, D00L21. http://www.earthprints.org/handle/2122/6592. Corradini, S., Tirelli, C., Gangale, G., Pugnaghi, Sergio, Carboni, E., (2010). Theoretical study on SO2 and ash volcanic plume retrievals using ground TIR camera. Sensitivity analysis and retrieval procedure developments, EEE Trans. Geosci. Remote Sensing, 3, 48, 1619-1628. http://www.earthprints.org/handle/2122/6032. Crisci, G., Avolio, M. V., Behncke, B., D'Ambrosio, D., Di Gregorio, S., Lupiano, V., Neri, M., Romgo, R., Spataro, W., (2010). Predicting the impact of lava flows at Mount Etna, Italy, J. Geophys. Res., 115, B04203. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6036. Esposito, A., Anzidei, M., Atzori, S., Devoti, R., Giordano, G., Pietrantonio, G., (2010). Modeling ground deformations o f Panarea volcano hydrothermal/geothermal system (Aeolian Islands, Italy) from GPS data, Bull. Volcanol., 5, 72, 609-621. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5947. Favalli, M., Fornaciai, A., Mazzarini, F., Harris, A., Neri, M., Behncke, B., Pareschi, M. T., Tarquini, S., Boschi, E., (2010). Evolution of an active lava flow field using a multitemporal LIDAR acquisition, J. Geophys. Res., 115, B11203. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6239. Finizola, A., Ricci, T., Deiana, R., Barde Cabusson, S., Rossi, M., Praticelli, N., Giocoli, A., Romano, G., 59

83. 124. 136. 140.

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

150. 192. 207. 271. 278. 293. 290.

Delcher, E., Suski, B., Revil, A., Menny, P., Di Gangi, F., Letort, J., Peltier, A., Villasante-Marcos, V., Douillet, G., Avard, G., Lelli, M., (2010). Adventive hydrothermal circulation on Stromboli volcano (Aeolian Islands, Italy) revealed by geophysical and geochemical approaches: Implications for general fluid flow models on volcanoes, J. Volcanol. Geotherm. Res., 196, 111-119. http://www.earthprints.org/handle/2122/6557. Giammanco, S., Bellotti, F., Groppelli, G., Pinton, A., (2010). Statistical analysis reveals spatial and temporal anomalies o f soil CO2 ef flux on Mount, J. Volcanol. Geotherm. Res., 194, 1-14. http://www.earthprints.org/handle/2122/6297. Liotta, M., Paonita, A., Caracausi, A., Martelli, M., Rizzo, A., Favara, R., (2010). H ydrothermal processes governing the geochemistry of the crater fumaroles at Mount Etna volcano (Italy). Chem. Geol., 278, 92-104. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6344. Martin, R.S., Sawyer, G. M., Spampinato, L., Salerno, G. G., Ramirez, C., Il yinskaya, E., Witt, M. L. I., Mather, T. A., Watson, I. M., Phillips, J. C., Oppenheimer, C., (2010). A total volatile inventory for Masaya Volcano, Nicaragua, J. Geophys. Res., 115, B09215. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6203. Ruch, J., Acocella, V., Storti, F., Neri, M., Pepe, S., Solaro, G., Sansosti, E., (2010). Detachment depth revealed by rollover de formation: An integrated approach at Mount Etna, Geophys. Res. Lett., 37, L16304. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6105. Schiavi, F., Kobayashi, K., Moriguti, T., Nakamura, E., Pompilio, M., Tiepolo, M., Vannucci, R., (2010). Degassing, crystallization and eruption dynamics at Stromboli: trace element and lithium isotopic evidence from 2003 ashes, Contrib. Mineral. Petrol., 4, 159, 541-561. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6755. Solaro, G., Acocella, V., Pepe, S., Ruch, J., Neri, M., Sansosti, E., (2010). Anatom y of an unstable volcano from InSAR: Multiple processes af fecting flank instability at Mt. Etna, 1994-2008, J. Geophys. Res., 115, B10405. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6193. Siniscalchi, A., Tripaldi, S., Neri, M., Giammanco, S., Piscitelli, S., Balasco, M., Behncke, B., Magri, C., Naudet, V., Rizzo, E., (2010). Insights into fluid circulation across the Pernicana Fault (Mt. Etna, Italy) and implications for flank instabilit y, J. Volcanol. Geotherm. Res., 193, 137-142. http://www.earthprints.org/handle/2122/6035.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 336. Battaglia, M., Di Bari, M., Acocella, V., Neri, M., Dike emplacement and flank instability at Mount Etna: Constraints from a poro-elastic-model o f flank collapse, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6325. 344. Calvari, S., Spampinato, L., Bonaccorso, A., Oppenheimer, C., Ri valta, E., Boschi, E., Lava e f fusion a slow fuse for parox ysms at Stromboli volcano?, Earth Planet. Sci. Lett. http://www.earthprints.org/handle/2122/6289. 355. DOriano, C., Bertagnini, A., Pompilio, M., Ash erupted during normal activity at Stromboli (Aeolian Islands, Italy) raises questions on how the feeding s y stem works, Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6597. 366. Ferro, A., Gambino, S., Panepinto, S., Falzone, G., Laudani, G., Ducarme, B., High precision tilt observation at Mt. Etna Volcano, Italy, Acta Geophys., (2010). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6675. 396. Ste f fke, A.M., Harris, A. J. L., Burton, M., Caltabiano, T., Salerno, G. G., Coupled Use o f COSPEC and Satellite Measurements to define the Volumetric Balance During Ef fusi ve Eruptions at Mt. Etna, Italy, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6272. 5.3 Altre pubblicazioni 409. Andronico, D., Lo Castro, M.D., (2010). Contributo sullatti vit esplosiva dell8 aprile 2010 allEtna, UFVG2010. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6229. 434. Calvari, S. (2010). Monitoring eruptive acti vity through web-cameras network and thermal mapping, Acta Vulcanologica, 1-2, 20, 45-50. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6128. 442. Carapezza, M.L., Lelli, M., Tarchini, L., (2010). Geochemistry o f the Albano crater lake, 259-267. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6860. 514. Lo Castro, M.D., (2010). Contributo sullatti vit di emissione di cenere del 25 agosto 2010 allEtna, UFVG2010 . http://www.earth-prints.org/handle/2122/6230. 576. Spampinato, L., Salerno, G. G., Martin, R. S., Sawyer, G. M., Oppenheimer, C., Ilyinskaya, E., Ramirez, C., (2010). Thermal and geochemical signature of Poas Volcano (Costa Rica). Revista Geologica de America Central, 43, 171-190. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6312.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

1.6. Osservazioni di geomagnetismo


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Antonio Meloni (RM2), Paolo Palangio (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Osservatori LAquila Lo slittamento del recupero del terreno di Preturo da parte dellUniversit, ha permesso la prosecuzione delle attivit essenziali. Sono proseguite: esecuzione delle misure assolute (ma) del campo magnetico e gestione del sistema INTERMAGNET con invio dei dati vettoriali del campo ai centri mondiali; gestione minima del sistema di misura delle micropulsazioni, della stazione sismica VBB MEDNET e della stazione geoelettrica-magnetotellurica; recupero dei dati magnetici misurati nel 2009 al fine di preparare lannuario. Nel 2010 sono state e f fettuate misure del rumore di fondo in alcuni siti candidati per ledificazione del nuovo osservatorio geomagnetico; nella previsione attuale il nuovo osservatorio partir nel 2011. Castello Tesino (TN) Si sono eseguite misure sia nella vecchia sia nella nuova casetta: da unanalisi dati emersa una deriva nella strumentazione nella nuova casetta. Si sostituita quindi la strumentazione con altra che per non dispone di interrogazione remota. Sono proseguite le operazioni ordinarie: manutenzione della strumentazione e lesecuzione delle ma (ora la frequenza delle misure una ogni 2 settimane circa, grazie alla collaborazione in loco con il Dott. Cattadori). Terminata lelaborazione degli annuari arretrati a partire dal 1996, si prov veduto alla pubblicazione (20 copie ad uso interno per gli anni 1996-2007 e spedizione agli abituali utenti per gli anni 2008-2009). Duronia (CB) Partito uf ficialmente l8 giugno 2010, dal 1 luglio iniziata latti vit secondo gli standard INTERMAGNET: registrazione variometrica delle componenti e del campo totale, esecuzione bisettimanale delle ma. stato approntato un semiannuario 2010 con i valori assoluti al minuto vettoriali del campo magnetico (risoluzione 10 pT, accuratezza 100 pT) tempo GPS (+/- 0.1 s). Con i dati assoluti diviene possibile ef fettuare un confronto con Preturo per determinare con esattezza le basi tra i due osservatori. Il confronto permetter di dare continuit a Preturo quando av verr la definiti va chiusura. Mario Zucchelli station, Antartide Garantita la continuit di funzionamento dell'osservatorio. Purtroppo anche per questanno l'esecuzione delle ma si potuta e f fettuare soltanto per circa un mese. Gli annuari sono regolarmente pubblicati fino al 2006-2007; in preparazione l'annuario 2007-2008.

Figura 1.6.1 Vista dell'interno di una delle casette dell'Osservatorio di Duronia (CB). Sono visibili l'elettronica e i tre sensori cilindrici del sistema ULF/ELF di acquisizione dati delle variazioni del campo magnetico.

Concordia, Antartide Al sesto anno di vita, losservatorio presso la stazione italo-francese ha fornito dati e ma di declinazione e inclinazione, e f fettuate da personale invernante. ancora in corso la preparazione con la NASA del nuovo indice magnetico polare con i dati di Concordia. Le caratteristiche strumentali e la qualit dei dati raccolti hanno permesso dal 2010 lammissione uf ficiale alla rete INTERMAGNET. Rete Magnetica Nazionale A Novembre 2010 si conclusa la campagna. Sono stati e f fettuati in totale 133 capisaldi. Per una migliore elaborazione dei dati finali le rilevazioni del campo sono state estese anche ad aree prossime ove le misurazioni non vengono svolte frequentemente (Albania, Corsica e Malta). Si prevede, in collaborazione con IGM, la pubblicazione delle carte degli elementi magnetici sul territorio nazionale aggiornate al 2010.0. Attivit sperimentali Lampedusa: migliorata lalimentazione della stazione (pannelli solari e batterie tampone); installato un apparato di rebooting dellalimentazione via GSM, migliorato l'isolamento termico del sensore vettoriale con modi fiche sul pozzetto dello strumento. Proseguita lacquisizione dei valori assoluti (ma). Prosegue lelaborazione dati delle 61

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

stazioni tettonomagnetiche mentre 2 stazioni variometriche a tre componenti continuano ad essere in funzione presso lEtna (con CT). Queste osservazioni sono inquadrate nel monitoraggio em in aree attive (vedi TTC 2.6). Il progetto Terremagnet, (MAE con l'I.S. Rabat, Marocco) prosegue con dati raccolti in nuovi siti dai partner. I nuovi punti sono strategici per una migliore caratterizzazione dei dati precedenti (si veda anche OS 2.6). Lattivit piani ficata per il 2010 per moti vi tecnici ed stata rimandata al 2011. NellUP di Portovenere collaudo, taratura e veri fica di apparati magnetogradiometrici marini (INGV e IIM), nonch manutenzione e aggiornamento di analoga strumentazione. Prosegue la collaborazione con LAquila per sperimentazioni. Completato il database di dati magnetici satellitari (Champ ed Oersted) e altri dati geofisici (sismici, GPS, ecc.). Aggiornato il modello regionale per Italia, Albania e Antartide (ARM). Partito un progetto PRIN 2008 per studi sullorientamento magnetico degli uccelli; lINGV cura ununit di ricerca SIM-MAG; si studiano statistiche dei voli di definiti esemplari di uccelli, con allandamento del campo magnetico terrestre lungo il percorso. Come contributo ad un testo sulle atti vit IAGA, stata preparata una rassegna sulle stazioni di ripetizione. 4. Progetto delle attivit riferimento all'anno 2011 Osservatori LAquila Figura 1.6.2 Nuova casetta per la Come noto lUniversit, proprietaria dei terreni su cui edificato strumentazione variometrica magnetica a Castello Tesino dopo una nevicata. losservatorio, ha chiesto di renderli disponibili per consentire linsediamento di un nuovo centro di ricerca e una sede per gli studenti. Il termine di sgombro inizialmente fissato al 2009, e poi al 2010 stato prorogato ulteriormente e ancora non esecutivo. Comunque ormai naturale prevedere la chiusura dellosservatorio nellanno in corso. Allo stesso tempo siamo attivi nella riedificazione di una nuova struttura osservativa in localit da definire con esattezza. Attualmente, vista la distanza ragionevolmente ravvicinata, lOsservatorio di Duronia garantisce la continuit osservativa per lItalia centrale. Castello Tesino (TN) Anche nel 2011 verr garantita una doppia acquisizione dei dati, sia nel vecchio (fintantoch il Comune non richieder limmobile) che nel nuovo sito, in modo da avere sovrapposizione delle misure prima della definitiva dismissione del vecchio sito. Si prevede di svolgere tutte quelle attivit ordinarie quali, ad esempio, le misure assolute, necessarie al buon funzionamento di un osservatorio geomagnetico. prevista l'ottimizzazione dei collegamenti elettrici della strumentazione e pi precisamente passaggio dellalimentazione della nuova casetta da 220 volt in alternata a 12 volt in continua. Infine nel 2011 si metteranno a disposizione sul sito web ufficiale gli annuari dallepoca 1996 in avanti. Prosegue lelaborazione dellannuario 2010. Duronia (CB) Nel corso del 2011 losservatorio verr adeguato ai nuovi standard proposti dalla IAGA e che rappresentano la transizione dal nanotesla al picotesla. Questi nuovi standard prevedono i dati a 1 secondo, risoluzione 1 pT accuratezza 10 pT, accuratezza temporale 10 ms. Verr realizzato il sito web dellosservatorio nel quale verranno resi disponibili i grafici e i dati del campo geomagnetico. Verr installata una stazione di monitoraggio elettromagnetico ambientale a larga banda, da 100 kHz fino a 5 GHz. Nella banda 0.001 Hz 256 Hz sono disponibili i dati con risoluzione in ampiezza di 5 fT, accuratezza 50 fT (accuratezza temporale 1 ms, risoluzione 0.001 ms). Mario Zucchelli Station (Antartide) Nel corso delle prossima campagna si cercher di mantenere losservatorio agli standard internazionali, in particolare si prevede di riprogettare interamente uno dei due sistemi di misura introducendo un nuovo sistema di da svolgere con particolare

Figura 1.6.3 Vista di insieme della disposizione dell'osservatorio magnetico a Concordia in Antartide.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

acquisizione interamente progettato e realizzato in Istituto, in modo da renderlo pi moderno ed affidabile. Concordia (Antartide) Il coordinamento dell'osservatorio ancora affidato a Italia e Francia. I dati del 2010 saranno validati nell'anno in corso e inseriti nelle banche dati mondiali. Migliorie alla logistica dellosservatorio e uno studio accurato sui possibili micromovimenti del punto di misura assoluta (pilastrino), la realizzazione di una nuova mira ottica georeferenzia nonch l'istallazione di un ulteriore magnetometro vettoriale sono le principali attivit pianificate per le prossime campagne antartiche. Rete Magnetica Nazionale Nel 2011 non si prevedono misure in campagna, ma solo eventuali interventi di ristrutturazione dei pilastrini e controllo dei siti. Si prevede, come da collaborazione con IGM, la pubblicazione delle carte degli elementi magnetici sul territorio nazionale aggiornate al 2010.0. Nel 2011 si svolger presso la nostra Sede il V convegno a carattere Europeo (sponsor IAGA INGV) sulle Reti magnetiche. Attivit sperimentali Lampedusa: nel corso del 2011 si proceder allinstallazione aggiuntiva di un nuovo magnetometro vettoriale e scalare a 5 secondi con un nuovo apparato di acquisizione basato su PC industriale. In attesa delle autorizzazioni delle competenti autorit in preparazione l'acquisto e la collocazione di una piccola casetta in legno finalizzata al riparo del pilastrino per l'ottimale esecuzione delle misure assolute, che proseguiranno regolarmente nel corso dellanno. Nel 2011 previsto lallestimento, a Varese Ligure, di una stazione geofisica polifunzionale real-time per studi di magnetismo, aeronomia e gravimetria. Sar inoltre completato il network, con collegamento via Internet, fra il laboratorio/datacentre della UP Geofisica e Tecnologie Marine e questa stazione, attualmente decentrate sul territorio provinciale della Spezia. Dati degli annuari degli osservatori qui citati sono disponibili allindirizzo: http://roma2.rm.ingv.it/it/risorse/osservatori_geomagnetici. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 134. Faggioni, O., Soldani, M., Gabellone, A., Hollett, R.D., Kessel, R.T., (2010). Undersea harbour defence: A new choice in magnetic networks, J. Appl. Geophys., 1, 72, 46-56. http://www.earthprints.org/handle/2122/6232. 216. Matzka, J., Chulliat, A., Mandea, M., Finlay, C. C., Qamili, E., (2010). Geomagnetic Observations for Main Field Studies: From Ground to Space, Space Sci. Re v., 155. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6172. 323. Villante, U., De Lauretis, M., De Paulis, C., Francia, P., Piancatelli, A., Piancatelli, A., Pietropaolo, E., Vellante, M., Meloni, A., Palangio, P., Schwingenschuh, K., Prattes, G., Magnes, W., Nenovski, P., (2010). The 6 April 2009 earthquake at LAquila: a preliminary analy sis of magnetic field measurements, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 203-214. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6201. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 372. Gresta, S., Sandri, L., Selva, J., Marzocchi, W., Alparone, S., Andronico, D., Bonforte, A., Caltabiano, T., Cocina, O., Corsaro, R. A., Cristo folini, R., Di Grazia, G., Diste fano, G., Ferlito, Carmelo, Gambino, S., Giammanco, S., Greco, F., Napoli, R., Tusa, G., Viccaro, M., Quanti f ying probabilities of eruption at a wellmonitored active volcano: an application to Mount Etna (Sicily, Italy)., Boll. Geo fis. Teor. Appl. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6364. 377. Lepidi, S., Ca farella, L., Pietrolungo, M., Santarelli, L., Azimuthal propagation of Pc5 geomagnetic field pulsations in the southern polar cap, Adv. Space Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6223. 382. Napoli, R., Currenti, G., Del Negro, C.., Di Ste fano, A., Greco, F., Boschi, E., Magnetic features of the magmatic intrusion occurred in 2007 eruption at Stromboli Island (Italy.). Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6375. 5.3 Altre pubblicazioni 509. Jankowski, S., Currenti, G., Napoli, R., Szymanski1, Z., Fortuna, L., Del Negro, C., (2010). Modeling volcanomagnetic dynamics by recurrent least-squares support vector machines. http://www.earthprints.org/handle/2122/6376. 513. Leoncini, D., Decherchi, S., Faggioni, O., Gastaldo, P., Soldani, M., Zunino, R., (2010). Linear SVM for Underwater Magnetic Signals Based Port Protection, J. Info. Ass. Security, 4, 5, 401-408. http://www.earthprints.org/handle/2122/6216.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

1.7. Osservazioni di alta e media atmosfera


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Bruno Zolesi (RM2), Cesidio Bianchi (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Le attivit di ricerca che lINGV ha svolto in ambito aeronomico hanno riguardato le misure di grandezze geofisiche che caratterizzano lalta atmos fera, la propagazione delle onde radio in ionosfera, con le varie ricadute nelle telecomunicazioni. Le misure e le altre atti vit sperimentali sono state finalizzate alle misure di densit elettronica in alta atmos fera o grandezze fisiche ad esse correlate ed in questo contesto, sono continuate le osservazioni degli strati ionos ferici nella loro composizione elettronica e relative altezze in funzione del tempo. Le osservazioni di densit elettronica hanno permesso di approfondire lo studio delle relazioni Sole-Terra, la fisica dellalta atmos fera inclusi i moti di propagazione in alta atmos fera, la fisica dei plasmi, la propagazione delle onde elettromagnetiche nella ionosfera con applicazioni alla comunicazioni radio. La misura delle grandezze fisiche della ionos fera stata eseguita negli osservatori dellINGV di Roma, di Gibilmanna (PA) e nella Stazione Mario Zucchelli in Antartide (MZS). stata e f fettuata unanalisi delle performance del so ftware per l'interpretazione automatica degli ionogrammi (denominato Autoscala) su quelli registrati dalla ionosonda VIPIR installata a Boulder (40.0, 254.7), Colorado, USA. In generale sono stati ottenuti buoni risultati, bench gli algoritmi di identi ficazione degli strati F1 ed E sporadico necessitino di alcuni miglioramenti. Autoscala stato inoltre applicato agli ionogrammi registrati dalla ionosonda digitale CADI, di fabbricazione canadese. stata e f fettuata unanalisi delle performance sugli ionogrammi registrati a Cariri (-7.5, 323.8), Resolute Bay (74.6, 265.0), London (43.2, 279.0) in di f ferenti stagioni e attivit solare, conseguendo buoni risultati. Per quanto riguarda la stazione ionos ferica di Roma, al fine di ottenere una traccia dello ionogramma pi de finita, stato aumentato il livello di rumore e di conseguenza stato adattato lalgoritmo di Autoscala (Fig. 1.7.1). stato prodotto un pacchetto software applicativo scritto in Fortran 90 da utilizzare nella radio propagazione ionos ferica. A tale scopo stato rielaborato un programma di Jones e Stephenson, molto di f fuso nella comunit scienti fica, che tratta della radio propagazione per via ionos ferica. Il programma pu essere utilizzato nelle applicazioni di coordinate registration dei radar OTH e nello studio della fisica ionos ferica (Fig. 1.7.2). La ricerca nellarea tematica Telerilevamento Atmos ferico a Microonde dedicata allosservazione di gas in traccia presenti nella media ed alta atmos fera. Latti vit viene s volta su due fronti: 1) regolari campagne di misura invernali in Artide mediante il Ground-Based Millimeter-wave Spectrometer (GBMS), uno spettrometro ad eterodina sintonizzabile tra 230 e 280 Ghz, che misura spettri rotazionali di composti legati al ciclo stagionale dello strato di ozono; 2) inizio dello sviluppo di un nuovo spettrometro a 22 GHz VESPA 22 (Fig. 1.7.3) per la misura del vapor acqueo nella media atmos fera polare. A gennaio-febbraio 2010 il GBMS, installato presso la Base Aerea di Thule, in Groenlandia, ha ef fettuato circa 30 giorni di misure di O3, HNO3, N2O e CO, composti osservati per studiare i processi chimico-fisici legati alla distruzione dellozono stratos ferico. I dati del 2009 sono stati oggetto di una recente pubblicazione su JGR. Il GBMS, operativo da pi di 15 anni in diverse stazioni (polari o ad alta quota), stato selezionato per prendere parte al progetto GOZCARDS (Global Ozone Chemistry and Related Trace gas Data Records for the Stratosphere), del NASA Jet Propulsion Laboratory, finalizzato alla creazione di una banca dati globale per composti stratos ferici. Le osservazioni di scintillazione ionos ferica sono proseguite mediante le acquisizioni delle sei stazioni localizzate in Artide (N y-Alesund e Longyearbyen) ed in Antartide (MZS e Concordia) dove sono registrati i valori in ampiezza e fase dei segnali satellitari con un campionamento a 50 Hz.

Figura 1.7.1 Ionogramma registrato a Roma il 26 gennaio 2011 alle ore 10:45 UT dove si nota un aumento del rumore ma di contro anche un aumento di definizione della traccia. In rosso la traccia identificata da Autoscala ed in verde il corrispondente profilo verticale di densit elettronica associato.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

Da questi segnali vengono ricavati indicati vi gli indici di scintillazione (indici S4 e sigma-phi) e il TEC. Nellottobre 2010 una nuova stazione di misura, simile a quelle operanti alle latitudini polari, stata installata presso lUniversit Nazionale di Tucuman (Argentina). Lanalisi statistica delle misure permette di valutare limpatto delle irregolarit ionos feriche sui segnali relativi alla radio localizzazione e navigazione. Le osservazioni di segnali satellitari tramite ricevitori GPS sono proseguite, al duplice scopo di monitorare il TEC e per ottenere dati utili alla tomogra fia ionosferica. Le variazioni del segnale ricevuto danno indicazioni sulle modalit con cui particolari fenomeni ionos ferici e magnetos ferici, originati a causa di eventi di disturbo solare, influenzano le condizioni radio propagative. Tali misure mettono in risalto la variabilit e la dinamica della ionos fera a medie, basse e alte latitudini. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Figura 1.7.2 Ray-tracing calcolato per 4 differenti frequenze dove stato utilizzato un Sar completato il pacchetto modello analitico di densit elettronica. I risultati numerici che appaiono in output sono relativi alla frequenza di 14.7 MHz che ha penetrato la ionosfera. applicati vo IONORT per il calcolo del ray-tracing di unonda radio HF in mezzo anisotropo, allo scopo di rendere possibile anche un utilizzo fuori dalla comunit scienti fica. Questa una tecnica numerica che consente di determinare il percorso seguito dal raggio donda nel magnetoplasma ionos ferico. Tramite questa tecnica si determinano i punti dello spazio toccati dal vettore donda durante la propagazione. In questo software si calcolano i parametri di propagazione del raggio in un mezzo continuo disomogeneo e anisotropo con gradienti di densit elettronica non troppo elevati, in uno spazio quadridimensionale di coordinate e momenti mediante il formalismo di Hamilton. Per rendere semplice lutilizzo di questo so ftware agli operatori HF e VHF, radio amatori e studiosi di fisica ionos ferica, saranno riscritte tutte le routine di input e output del pacchetto IONORT. Linput e loutput di questo programma saranno user friendly e gestite da un programma compilato in Matlab sotto il sistema operati vo Windows o Linux, anche se, il nucleo eseguibile rimarr nelloriginale versione in Fortran. Quindi, tutte le operazioni di input e output vengono trattate dal moderno programma MATLAB che esegue il programma Fortran e ne importa loutput. Questo conferisce una grande versatilit allintero pacchetto applicati vo con presentazioni in 2D e 3D geo-referenziate su mappe reali. Si vuole ef fettuare un'analisi delle performance di Autoscala su ionogrammi registrati ad alta latitudine, dove le tracce sono fortemente caratterizzate da fenomeni di spread F e dalla presenza del raggio Z. Continuer lo studio delle relazioni sismo-ionos feriche che sono state largamente discusse in recenti pubblicazioni. A questo scopo proseguir unanalisi statistica considerando terremoti crostali osservati in Italia con magnitudo maggiore di 5.5 e i parametri ionos ferici come la frequenza critica dello strato F2 e i parametri dello strato E ed Es. Verranno studiate le anomalie ionos feriche in relazione alla magnitudo dei terremoti. Lanalisi finora s volta non definiti va in quanto sono state trovate anomalie ionos feriche non
Figura 1.7.3 Schema dello spettrometro a 22 GHz per la misura del vapor acqueo atmosferico VESPA 22.

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collegate a terremoti che statisticamente sono confrontabili e non distinguibili dalle anomalie ionos feriche legate ai terremoti. Proseguir anche lo studio di eventi solari e dei loro e f fetti sulla ionos fera e sul campo geomagnetico nella fase decrescente del ciclo solare 23. Per ci che concerne la prima delle due attivit del Telerilevamento Atmos ferico a Microonde, continueranno le osservazioni invernali in Groenlandia, per lanno 2011 gi programmata dal 25 gennaio al 10 marzo. I dati relativi alle campagne di misura del 2010 e del 2011, verranno analizzati con lausilio di nuove tecniche di inversione. Si prevede inoltre il completamento delle procedure di valutazione necessarie per il definitivo accreditamento del GBMS come strumento primario della rete internazionale di monitoraggio della composizione chimica dellatmos fera NDACC (Network for the Detection of Atmospheric Composition Change) e la pubblicazione di lavori relativi al progetto GOZCARDS. Per quanto riguarda la seconda attivit, proseguir lo s viluppo di VESPA 22 che gi stato caratterizzato nelle sue componenti a microonde. In particolare sono state osservate le propriet elettromagnetiche dellantenna di ingresso presso i laboratori Microwave Eurolab, dellIstituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione. Con lacquisizione di numerose parti costituenti sia il ricevitore, sia lo spettrometro di coda di VESPA 22, si av viata buona parte della necessaria programmazione, caratterizzazione e controllo in Labview che proseguir nel primo periodo di ri ferimento di questo triennio. Si prevede di ultimare lo s viluppo dello spettrometro nel corso del primo periodo di riferimento e, successivamente nel 2012, si proceder alla messa a punto della strumentazione prima in Italia e in seguito in ambiente polare. Linstallazione presso la stazione di ricerca italofrancese Concordia in Antartide, nellambito del Programma Nazionale Ricerche in Antartide, auspicata per linverno 2013. prevista la continuazione delle osservazioni della ionos fera tramite i ricevitori GPS per la misura delle scintillazioni e TEC sia a medie, basse, che ad alte latitudini. Questo tipo di osservazioni che lINGV compie dal 2003, forniscono informazioni complementari alle osservazioni tradizionali eseguite tramite le ionosonde. Il sistema MIRTO verr mantenuto con la creazione di una base di dati strutturata e un sito WEB per laccessibilit in tempo reale alle informazioni tomogra fiche sulla densit elettronica. Le operazioni di sondaggio obliquo di radio collegamento tra Roma e Chania riprenderanno nel corso dellanno. Il data base eSWua (www.eswua.ingv.it) per laccessibilit dei dati, verr ulteriormente s viluppato ed integrato con le nuove osservazioni. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 41. Bourdillon, A., Zolesi, B., Cander, L. R., (2010). COST 296 action results for space weather ionospheric monitoring and modelling, Adv. Space Res., 9, 45, 1173-1177. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6450. 45. Bullett, T., Malagnini, A., Pezzopane, M., Scotto, C., (2010). Application o f Autoscala to ionograms recorded by the VIPIR ionosonde, Adv. Space Res., 9, 45, 1156-1172. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5968. 47. Cabrera, M. A., Pezzopane, M., Zuccheretti, E., Ezquer, R. G., (2010). Satellite traces, range spread-F occurrence, and gravit y wave propagation at the southern anomaly crest, Ann. Geophys., 5, 28, 1133-1140. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6012. 113. Di Biagio, C., Muscari, G., di Sarra, A., de Za fra, R. L., Eriksen, P., Fiocco, G., Fiorucci, I., Fu, D., (2010). Evolution of temperature, O3, CO, and N2O pro files during the exceptional 2009 Arctic major stratospheric warming as observed by lidar and mm-wave spectroscopy at Thule (76.5N, 68.8W). Greenland., J. Geophys. Res., 115, D24315. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6237. 181. Krasheninnikov, I., Pezzopane, M., Scotto, C., (2010). Application of Autoscala to ionograms recorded by the AIS-Parus ionosonde, Comput. Geosci., 5, 36, 628-635. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5984. 234. Nenovski, P., Spassov, Ch., Pezzopane, M., Villante, U., Vellante, M., Sera fimova, M., (2010). Ionospheric transients observed at mid-latitudes prior to earthquake activity in Central Italy, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 6, 10, 1197-1208. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6043. 249. Perrone, L., Korsunova, L. P., Mikhailov, A., (2010). Ionospheric precursors for crustal earthquakes in Italy, Ann. Geophys., 4, 28, 941-950. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6253. 252. Pezzopane, M., Scotto, C., (2010). Highlighting the F2 trace on an ionogram to improve Autoscala performance, Comput. Geosci., 9, 36, 1168-1177. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6100. 253. Pezzopane, M., Scotto, C., Tomasik, L., Krasheninnikov, I., (2010). Autoscala: an aid for di f ferent ionosondes, Acta Geophys., 3, 58, 513-526. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5994. 297. Stanislawska, I., Lastovicka, J., Bourdillon, A., Zolesi, B., Cander, Lj. R., (2010). Monitoring and modeling o f ionospheric characteristics in the framework of European COST 296 Action MIERS, Space Weather, 8, S02001. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6672. 313. Tsagouri, I., Zolesi, B., Cander, L. R., Belehaki, A., (2010). DIAS E f fecti ve Sunspot Number as an Indicator of the Ionospheric Activit y Level over Europe, Acta Geophys., 3, 58, 491-512. http://www.earthprints.org/handle/2122/6449. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 339. Bianchini, G., Palchetti, L., Muscari, G., Fiorucci, I., Di Girolamo, P., Di Iorio, T., Water vapor sounding with the far in frared REFIR-PAD spectroradiometer from a high-altitude ground-based station during the ECOWAR campaign, J. Geophys. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6345. 5.3 Altre pubblicazioni -

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

1.8. Osservazioni di geofisica ambientale


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Laura Beranzoli (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 In collaborazione con lUniversit di Siena e lINAF, sono state eseguite misure di geofisica applicata (GPR, Magnetico, Sismica a ri frazione) nellambito della missione congiunta italo-egiziana che ha portato alla scoperta del cratere dimpatto meteorico Kamil (Egitto). Nella Fig. 1 sono riportati alcune analisi eseguite sui pro fili GPR relati vi a questa spedizione. La ricerca si s volta nellambito degli accordi EISY 2009 (Egyptian Italian Scienti fic Year). I risultati di questa spedizione hanno portato alla determinazione delle caratteristiche geofisiche e morfologiche del cratere dimpatto con lavori pubblicati su riviste internazionali di primo piano (Science e Geology). Nel corso del 2010 sono proseguite le osservazioni allosservatorio di Duronia ormai entrato completamente come osservatorio magnetico in sostituzione di Preturo. Sono state registrati anche segnali nelle bande 0Hz-1Hz, 0.001Hz-40Hz, 1Hz256Hz. Sono continuate le prospezioni di geofisica ambientale per individuare la presenza di rifiuti interrati e sorgenti inquinanti nel territorio, come supporto alle Istituzioni preposte alla di fesa dellambiente. Sono state anche s volte le atti vit di esplorazione geofisica del sottosuolo per fini geofisico-archeologici nel sito Cerchio (AQ) e Bolsena (VT). Si ulteriormente estesa larea di indagine magnetometrica presso l'isola fenicia di Mozia (Trapani), finalizzata all'individuazione di strutture murarie sepolte nell'area del Tophet (necropoli). Gli risultati ottenuti in precedenza hanno permesso alla missione archeologica dell'Universit La Sapienza di ottimizzare gli scavi in aree di indagine ben delimitate, ottenendo con relativa rapidit, importanti risultati archeologici. Le attivit relative alle osservazioni di geofisica marina con osservatori di fondo mare hanno come obietti vo la progressiva realizzazione di EMSO (attualmente progetto di Fase Preparatoria coordinato dallINGV), infrastruttura di ricerca di ESFRI, e si sono s viluppate su due linee principali: 1 2 potenziamento delle capacit di misura degli osservatori e s volgimento di nuovi esperimenti nei siti di EMSO per lacquisizione di nuove serie temporali; elaborazione di nuove proposte di progetti per acquisire le risorse necessarie alla istituzione della struttura di gestione di EMSO e lo s viluppo delle in frastrutture necessarie alloperativit della rete di osservatori.

Figura 1.8.1 Rilevamenti GPR nella zona del cratere d'impatto Kamil (Collaborazione INGV- INAF- UNI-Siena Bologna Pisa) con le relative elaborazioni.

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Nellambito dei progetti EC (es., ESONET NoE, HYPOX) sono stati e f fettati nuovi esperimenti per studiare le relazioni tra degassamento e rilascio di energia elastica in aree sismogenetiche (Mar di Marmara): le analisi relati ve al primo periodo di osservazione rivelano un connessione stretta tra i due fenomeni che tuttavia richiede tempi osservativi lunghi per de finire le modalit di interdipendenza; un secondo esperimento iniziato nel Mar di Marmara nella seconda met del 2011; per studiare la struttura del mantello superiore nel Golfo di Cadice, unarea ancora dibattuta e origine di forti terremoti, tramite dati sismologici di fondo mare; i modelli tomogra fici ottenuti evidenziano un margine tettonico di f fuso con una forte complessit della transizione litos fera continentale litos fera oceanica (collaborazione con AWI). Per studiare il processo di generazione degli tsunami in near-source (Margine Iberico e Ionio occidentale) utilizzando segnali sismologici e di pressione a fondo mare e misure di marea di superficie, con un prototipo di tsunamometro: questo, sebbene in assenza di segnali di tsunami reali, ha rilevato correttamente anomalie di pressione dacqua; sono state quindi convalidate le funzionalit di base del prototipo che tuttavia necessit di un impiego di lungo termine per poter essere validato come strumento di early warning. Per tale motivo un altro esemplare di tsunamometro stato installato sullosservatorio cablato NEMO-SN1. Per convalidare un nuovo sensore di ossigeno per mezzo del modulo MEDUSA e dellosservatorio GMM per misure: in acque soggette simultaneamente a fenomeni di ipossia e di emissioni di metano. Per mettere a punto tecniche di analisi di serie temporali correntometriche di lungo termine e di alta profondit; per potenziare losservatorio cablato NEMO-SN1 stato implementato con nuova strumentazione (es. geomagnetica, idroacustica, di pressione dacqua): stata completamente revisionata larchitettura del sistema di acquisizione per aumentare le funzionalit di accesso allutente e ospitare esperimenti esterni; a tale proposito stata av viata una collaborazione con lUniversit y College di Londra per un esperimento di meccanica delle rocce ad alte pressioni. Nuove proposte di progetto sono state sottomesse in risposta a bandi europei e nazionali per procedere verso la costituzione di osservatori permanenti integrati nelle reti di osservazione terrestre e verso lintegrazione della banca dati degli osservatori in in frastrutture di dati (vedi anche OS 5.4). 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 prevista inoltre la prosecuzione della collaborazione con lUniversit di Siena e la comunit scienti fica egiziana per la prosecuzione delle indagini sul cratere Kamil (Egitto). Verr completato il sito WEB dellosservatorio di Duronia (http://www.osservatorioduronia.dyndns.org/) attraverso il quale sar consentito laccesso ai dati magnetici con campionamento a 256Hz. In questa banda (0.001Hz-128Hz) i dati avranno una risoluzione in ampiezza di 5fT, unaccuratezza 50fT (accuratezza temporale 1ms, risoluzione 0.001ms) e verr riatti vata la stazione di misura del campo magnetico con campionamento 100kHz, banda utile 1Hz-25kHz. Nel biennio 2011-2012 verr realizzata una interfaccia multimediale per rendere disponibili sul WEB alcuni fenomeni elettromagnetici naturali quali il suono della risonanza Schumann, le armonie sonore delle micro pulsazioni, le risonanze ciclotroniche come ad esempio i tweeks durante i temporali, ecc.; inoltre, verr interfacciata lattuale stazione di rilevamento dei fulmini consentendo la visualizzazione in tempo reale degli spherics nel raggio di 300 km da Duronia. Sar anche installata una stazione di monitoraggio elettromagnetico ambientale a larga banda, da 100kHz fino a 5GHz. In collaborazione con le autorit preposte per la tutela dellambiente proseguiranno le indagini di geofisica per lesplorazione del sottosuolo per la ricerca di materiale inquinante. Saranno studiate e messe a punte nuove metodologie riguardo alle tecniche magnetiche, geoelettriche e induzione elettromagnetiche. Si proceder al perfezionamento del prototipo strumentale per eseguire indagini non invasive sui materiali. Lo strumento sar in grado di ef fettuare misure simultanee e non invasi ve nei suoli terrestri e nei calcestruzzi non saturi e in altri mezzi con caratteristiche elettriche simili, entro opportuni limiti di incertezze. Nel triennio di riferimento si prevede di realizzare un secondo strumento per la misura della resistivit e della permettivit elettrica dei materiali. Lo strumento sar in grado non solo di acquisire linformazione della resisti vit elettrica senza contatto diretto, ma anche, utilizzando campi elettromagnetici a frequenze opportune, la permittivit elettrica relativa, parametro indipendente rispetto alla resisti vit elettrica stessa. Quindi la misura simultanea dei due parametri che caratterizzano elettricamente il mezzo, permetter di inferire le altre grandezze fisiche-chimiche del materiale, le discontinuit e le anomalie del materiale investigato. Questultima caratteristica relati va alla simultaneit della misura delle grandezze menzionate, unita alla non invasivit della misura (contatto non necessariamente ohmico) e lelettronica relativamente ridotta, conferir a questo strumento delle buone prestazioni nella diagnostica dei mezzi investigati. La misura della impedenza complessa tra la tensione del segnale iniettato nel mezzo e la corrente prelevata ai capi dei terminali riceventi, si otterr tramite una sonda con 4 puntali mobili nelle varie configurazioni studiate. Questultima caratteristica insieme alla tecnica del sotto campionamento costituiranno un miglioramento rispetto al vecchio prototipo. La pro ficua collaborazione con il dipartimento di Scienze delle Antichit (Sapienza Universit di Roma) continuer con studi di archeo-sismologia dellarea di Jerico (Palestina). Sono previsti sopralluoghi e ricognizioni in aree di scavo con prelevamento di campioni per la datazione e, in territorio nazionale, con lapplicazione di ulteriori metodi geofisici e con lutilizzo di nuova strumentazione in aree ancora inesplorate dellisola di Mozia. Nel 2011 si chiuder il progetto ESONET NoE con la conclusione di esperimenti con osservatori sottomarini multiparametrici nei siti di EMSO (Margine Iberico, Sicilia orientale e Mar di Marmara). Le osservazioni sismologiche e geochimiche raccolte nel Mar di Marmara costituiranno il primo data set multiparametrico disponibile per quellarea e sar alla base dello studio delle modalit del rilascio di energia sismica e di gas dal fondo mare. Losservatorio cablato NEMO-SN1 fornir nuove serie temporali multiparametriche relative a misure geomagnetiche e acustiche per la caratterizzazione geofisca e ambientale dellarea marina adiacente allEtna dove risiedono importanti strutture sismo genetiche. Presso losservatorio NEMO-SN1 si s volger un test conclusivo di interoperabilit che utilizzer il ROV e il Deep Sea Shuttle in compropriet con INFN per posizionare a fondo mare anche equipaggiamenti sensoriali di altre istituzioni (CNRS Francia) allo scopo di dimostrare la compatibilit e lintegrabilit degli apparati. Il progetto EMSO-PP entrer nella fase conclusiva che vedr una collaborazione pi stretta con i partners e con il MIUR per progredire nella costituzione della struttura gestionale dellinfrastruttura.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 70. Chierici, F., Pignagnoli, L., Embriaco, D., (2010). Modeling of the hydro-acoustic signal and tsunami wave generated by sea floor motion including a porous seabed, J. Geophys. Res., 115, C03015. http://www.earthprints.org/handle/2122/6467. 142. Folco, L., Di Martino, M., El Barkook y, A., D'Orazio, M., Lethy, A., Urbini, S., Nicolosi, I., Ha fez, M., Cordier, C., van Ginneken, M., Zeoli, A., Radwan, A. M., El Khrepy, S., El Gabry, M., Gomaa, M., Barakat, A. A., Serra, R., El Sharkawi, M., (2010). The Kamil Crater in Egypt, Science, 329, 804. http://www.earthprints.org/handle/2122/6246. 172. Iannaccone, G., Vassallo, M., Elia, L., Guardato, S., Stabile, T. A., Satriano, C., Beranzoli, L., (2010). Longterm seafloor experiment with the CUMAS module: performance, noise analysis o f geophysical signals, and hints towards the design of a permanent network, Seismol. Res. Lett., 6, 81, 916-927. http://www.earthprints.org/handle/2122/6107. 205. Marini, M., Grilli, F., Guarnieri, A., Burton, H. J., Klajic, Z., Pinardi, N., Sanxhaku, M, (2010). Is the southeastern Adriatic Sea coastal strip an eutrophic area?, Estuar. Coast. Shelf Sci., 88, 395-406. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6914. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 367. Folco, L., Di Martino, M., El Barkook y, A., DOrazio, M., Lethy, A., Urbini, S., Nicolosi, I., Ha fez, M., Cordier, C., van Ginneken, M., Zeoli, A., Radwan, A. M., El Khrepy, S., El Gabry, M., Gomaa, M., Barakat, A. A., Serra, R., El Sharkawi, M., The Kamil Crater (Egypt): 1 Ground truth for small-scale meteorite impacts on Earth, Geology, (2010). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6243. 398. Urbini, S., Bottari, C., Marchetti, M., Ca farella, L., Tres Tabernae archaeological site (Cisterna di Latina, Italy): new evidence revealed by an integrated geophysical investigation, Ann. Geophys. http://www.earthprints.org/handle/2122/6215. 5.3 Altre pubblicazioni 488. Embriaco, D., Giovanetti, G., Marinaro, G., (2010). Geophysical Data Acquisition and Transmission for the SN-1 observatory to be deployed of f shore Catania. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6818. 572. Settimi, A. (2010). Fourier Domain Analysis performances of a RESPER probe. http://www.earthprints.org/handle/2122/6127. 585. Urbini, S., Baskaradas, J. A., (2010). GPR as an ef fecti ve tool for sa fety and glacier characterization: experiences and future development, IEEE Xplore, 1-6. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6244.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

1.9. Rete GPS nazionale


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Roberto Devoti (CNT) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, BO, CT, NA-OV 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 A fine 2010 la rete integrata nazionale GPS (RING) composta da un totale di 150 stazioni GPS, collegate in tempo reale con il centro di Grottaminarda. Le osservazioni campionate a 30 sec sono raccolte, trasmesse ed archiviate in file giornalieri presso la banca dati centrale di Grottaminarda (gpsgiving). Sperimentalmente alcune stazioni, localizzate in zone sismogenetiche, sono configurate per acquisire (in memoria locale) le osservazioni a frequenza pi elevata (1-10Hz). Nel corso del 2010 sono state realizzate ed allestite nove stazioni nuove, di cui quattro realizzate in Abruzzo (BARS, CAOC, GNAL, MTER), quattro in Sicilia orientale (HLNI, MCSR, MNOV, MPNC) e una in provincia di Ravenna (BRIS). La copertura geografica attuale non variata sostanzialmente rispetto allanno passato, pi omogenea nel settore centro-meridionale e lacunoso nel settore centrosettentrionale della penisola italiana. In seguito al terremoto de LAquila (2009) sono stati installate sette nuove stazioni nellarea aquilana, coprendo un importante lacuna geogra fica di installazioni in Abruzzo. Tuttavia esistono ancora ampie aree dellItalia, caratterizzate da sismicit storica o recente e interessate da deformazioni attive legate allevoluzione tettonica della catena appenninica, prive di installazioni geodetiche RING, le regioni in cui pi urgente tale intervento sono: alcune zone della Campania e della Calabria, Marche, Toscana, EmiliaRomagna e ampie zone del Veneto e Trentino. Durante lanno in corso la ricerca di nuovi siti ha riguardato principalmente le Figura 1.9.1 Ubicazione delle stazioni GPS della RING operative a fine 2010. provincie di Cosenza e Potenza (11 siti investigati) con lobietti vo di monitorare larea Appenninica compresa tra il Pollino e la Sila, si sono inoltre individuati alcuni siti idonei nelle Alpi Orientali, nellAppennino forlivese e nel Matese. Rimane incerta e poco definita la strategia delle nuove installazioni in Appennino settentrionale e nella zona peri-alpina orientale. Questo apparente stallo nella programmazione a medio termine particolarmente sentito dal personale non af ferente direttamente alla UF di Grottaminarda, non essendo coinvolti nel processo propositivo e decisionale della costruzione della rete. La mancanza di un coordinamento diretto delle attivit e di trasparenza negli obietti vi generali sono oggi i fattori che pi frenano le attivit di ricerca siti. Il personale di ricercatori e tecnici impiegati per i rilievi geodetici sul territorio sono potenzialmente utili per lindividuazione di siti idonei ad ospitare un ricevitore GPS, purtroppo in mancanza di indicazioni programmatiche tali attivit vengono trascurate e rimandate. Nel corso del 2010 sono state condotte atti vit di manutenzione 70

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

straordinaria e programmata per il miglioramento delle condizioni di protezione della strumentazione e di adeguamento alle normative vigenti sulla sicurezza e protezione dei luoghi di lavoro. La manutenzione straordinaria (disinfestazioni, modi fiche e riparazioni strutturali) ha riguardato sette stazioni RING. Gli interventi di controllo e manutenzione ordinaria delle stazioni RING sono stati circa 80 e riguardavano il mantenimento della funzionalit strumentale GPS. I problemi pi frequenti riscontrati nelle stazioni RING sono stati i guasti al ricevitore e al sistema di trasmissione dati. Tutti gli interventi sono e f ficacemente coordinate dal centro di Grottaminarda con la partecipazione esterna di Roma, Catania e Bologna. Di v ersi gruppi di ricerca dellente elaborano i dati della rete RING e di altre reti italiane (CNT-RM e CNT-BO, sezioni NA-OV, CT e BO). Molti gruppi s volgono elaborazioni continuati ve di grandi reti (>500 stazioni al giorno), con consistenti investimenti in procedure so ftware e sistemi di calcolo. Si sono av viate alcune timide atti vit di confronto e combinazione di soluzioni, che dimostrano la possibilit di produrre coordinate precise GPS mediate e di consenso. I prodotti dellanalisi non sono condivisi n distribuiti ai ricercatori dellente. Una riunione degli analisti tenutasi il 2 dicembre 2010 ha ribadito la necessit di una vera e propria struttura di coordinamento RING che favorisca lo scambio di esperienze tra i diversi gruppi per consentire il riutilizzo del lavoro altrui e la realizzazione di un portale web per la condivisione delle soluzioni. La struttura dellarchivio GPS di Grottaminarda (gpsgiving) non ha subito variazioni rispetto allanno precedente, le reti GPS permanenti archiviate sono in totale sei (Friuli, Abruzzo, Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia e Italpos) per un totale complessi vo di circa 390 siti permanenti archiviati. Larchivio locale di Bologna (terra-bo) stato reso disponibile sul web con accesso controllato, per la disseminazione dei dati GPS permanenti non attualmente disponibili su gpsgiving (oltre 1000 stazioni GPS, tra cui siti delle regioni Liguria, Campania, Sardegna, Veneto, Umbria, Trento, e delle reti ASI, Assogeo e Frednet). 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 La rete GPS nazionale un'infrastruttura importante per il monitoraggio e lo studio delle deformazioni tettoniche dellItalia. Essa rappresenta un potenziale polo di attrazione per le iniziative scienti fico-tecnologiche dellente, o f fre unimportante opportunit di crescita per tutti i giovani ricercatori INGV e rappresenta un punto di forza per rilanciare il ruolo dellente nelle iniziative scienti fiche nazionali e internazionali nel settore dello studio della geodinamica e tettonica dellarea. Lin frastruttura RING eccelle nelle operazioni di mantenimento delle funzionalit di rete ma non altrettanto ef ficace nel promuovere le attivit di analisi e di interpretazione dei risultati. Non esiste un vero e proprio portale web dedicato alla distribuzione dei dati e dei prodotti della RING, solo il 30% dei dati RING disponibile al pubblico. La promozione delle atti vit di ricerca e la distribuzione dei dati deve essere la priorit assoluta per lanno 2011. Archivio: nel corso del 2010 larchivio di Grottaminarda (gpsgiving) non ha subito sostanziali modifiche. Solo 6 reti GPS regionali italiane su 15 vengono acquisite regolarmente nellarchivio centrale. Il patrimonio di dati GPS disponibili in Italia non deve essere disperso (i gestori non memorizzano i dati storici), esso concorre in modo non trascurabile alla caratterizzazione delle deformazioni crostali in Italia.e a riempire le lacune della geometria della rete RING. Nellanno 2011 la gestione centralizzata di tutti i dati GPS italiani deve ritornare ad essere un obietti vo primario, acquisendo mediante nuove convenzioni, tutti i dati RINEX giornalieri disponibili. La raccolta sistematica dei dati GPS sul territorio italiano risulter utile e vantaggioso nella definizione di nuovi progetti e nellambito dellarmonizzazione degli archivi europei previsti in EPOS. Prodotti: attualmente i prodotti geodetici (coordinate, serie storiche, velocit delle stazioni e mappe delle deformazioni) sono generati dai diversi gruppi secondo le proprie necessit e con una scarsa attenzione al confronto e alla condivisione dei risultati ottenuti. Lanalisi di tutte le osservazioni GPS nel territorio italiano comporta lelaborazione giornaliera di oltre 600 stazioni, unoperazione onerosa dal punto di vista computazionale. Ogni gruppo di analisi adotta strategie altamente automatizzate per trattare tale mole di dati. Lo studio di dettaglio delle serie storiche richiede invece lintervento diretto dellanalista. In questa fase importante il confronto dei risultati, la condivisione delle esperienze e conoscenze maturate al fine di validare il risultato finale. La pubblicazione dei risultati su riviste internazionali non suf ficiente a garantire la validit del risultato ottenuto, necessario il confronto sistematico delle soluzioni indipendenti. I pochi e timidi passi tentati nel passato anno non sono su f ficienti e non hanno aumentato la visibilit dellinfrastruttura RING soprattutto in vista di ununi ficazione degli archivi europei (EPOS). Il 2011 deve av viare un percorso di confronto costrutti vo tra i diversi gruppi su tematiche relative alla definizione dei prodotti utili alla comunit scienti fica, alle atti vit di analisi dati in senso stretto e alla validazione dei risultati pi importanti. WEB: il portale web non ha subito sostanziali mutamenti nel 2010. Questo dipende dalla scarsa propensione alla condivisione dei risultati da parte dei diversi gruppi e alla mancanza di risorse tecnico-informatiche dedicate alla progettazione e realizzazione delle pagine web. Lassenza di una programmazione strategica (vision e allocazione di personale) non pu essere sopperita dalla buona volont dei singoli ricercatori, ormai urgente introdurre una struttura con responsabilit dichiarate che definisca obiettivi e priorit in armonia con altri grandi progetti dellente. Rete: Nonostante la distribuzione dei siti GPS non sia uniforme e non tutte le zone sismogenetiche siano coperte uniformemente, le installazioni di stazioni nuove procedono in modo continuati vo. Restano tuttavia ampie zone della Campania, Marche, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Trentino con scarsa copertura RING dove necessaria unattenta piani ficazione delle installazioni. La geometria della rete e le priorit devono essere guidati da obiettivi scienti fici condivisi e discussi allinterno della comunit dei ricercatori. Attualmente lassenza di una struttura gestionale e decisionale limita e frena lorganizzazione delle nuove installazioni ed impedisce una gestione trasparente e condivisa degli obietti vi generali. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 18. Avallone, A., Selvaggi, G., D'Anastasio, E., D'Agostino, N., Pietrantonio, G., Riguzzi, F., Serpelloni, E., Anzidei, M., Casula, G., Cecere, G., D'Ambrosio, C., De Martino, P., Devoti, R., Falco, L., Mattia, M., Rossi, M., Obrizzo, F., Tammaro, U., Zarrilli, L., (2010). The RING network: improvements to a GPS velocity field in 71

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

the central Mediterranean, Ann. Geophys., 2, 53, 39-54. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6098. 68. Cheloni, D., D'Agostino, N., D'Anastasio, E., Avallone, A., Mantenuto, S., Giuliani, R., Mattone, M., Calcaterra, S., Gambino, P., Dominici, D., Radicioni, F., Fastellini, G., (2010). Coseismic and initial postseismic slip of the 2009 Mw 6.3 lAquila earthquake, Italy, from GPS measurements, Geophys. J. Int., 3, 181, 1539-1546. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6137. 286. Serpelloni, E., Burgmann, R., Anzidei, M., Baldi, P., Mastrolembo Ventura, B., Boschi, E., (2010). Strain accumulation across the Messina Straits and kinematics of Sicily and Calabria from GPS data and dislocation modeling, Earth Planet. Sci. Lett., 298, 347-360. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6668. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 347. Caporali, A., Barba, S., Carafa, M. M. C., Devoti, R., Pietrantonio, G., Riguzzi, F., Static stress drop as determined from geodetic strain rates and statistical seismicity, J. Geophys. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6869. 5.3 Altre pubblicazioni 449. Casula, G., Cenni, N., Loddo, F., Pesci, A., (2010). Soluzione dinamica della Rete ASSOGEO e inquadramento EUREF-RDN. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6093. 451. Cavaliere, A., Serpelloni, E., Bacchetti, M., (2010). La rete GPS del Progetto RETREAT. http://www.earthprints.org/handle/2122/6531. 471. D'Ambrosio, C., Memmolo, A., Minichiello, F., (2010). 4EVO: s viluppi del tripode short-drilled-braced dell'INGV per le Reti GPS permanenti, Rapporti Tecnici INGV, 149. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6138. 472. D'Anastasio, E., D'Ambrosio, C., Cecere, G., Selvaggi, G., Avallone, A., (2010). La Rete GPS permanente della Regione Puglia. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6132. 494. Falco, L., D'Ambrosio, C., Cardinale, V., Castagnozzi, A., Memmolo, A., Minichiello, F., (2010). Wi-Fi Mesh Network: integrazione dell'infrastruttura telematica della rete sismica e geodetica nazionale, Rapporti Tecnici INGV, 141. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6133. 527. Memmolo, A., D'Ambrosio, C., Minichiello, F., Cardinale, V., D'Anastasio, E., Avallone, A., Falco, L., D'Agostino, N., De Luca, G., Criscuoli, F., Castagnozzi, A., Migliari, F., Zarrilli, L., Abruzzese, L., Cecere, G., (2010). La Rete GPS Permanente di Pronto Intervento: l'esperienza del terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6144. 570. Serpelloni, E., Cavaliere, A., (2010). A complementary GPS surve y mode for precise crustal deformation monitoring: the Conegliano-Montello acti ve thrust semicontinuous GPS network. http://www.earthprints.org/handle/2122/6529.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

1.10. TTC - Telerilevamento


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Fabrizia Buongiorno (CNT) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, RM2, BO, CT, NA-OV, PA, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Confermate le atti vit piani ficate nei settori di s viluppo e ricerca. Attivit nel settore vulvanologico Collaudo antenna multi missione INGV che a f fiancher i sistemi NOAA-AVHRR e il sistema MSG gi attivo per losservazione dellEtna che invia immagini proiettate in UTM WGS84 alla sala operativa di INGV-CT. Monitoraggio satellitare dellatti vit erutti va dell Eyja fjallajokull (Aprile-Maggio 2010) e Merapi (Ottobre-Novembre 2010) mediante lanalisi di dati acquisiti da MODIS,MSG e MTSAT(su Indonesia) anche con algoritmi basati su reti neurali per la rilevazione e stima delle ceneri. Per entrambe le eruzioni prodotte in ambito FP7-SAFER, ESA-SAVAA e MIA-VITA mappe di previsione dispersione di cenere vulcanica mediante modellistica numerica (codice VOL-CALPUFF). Analizzate serie storiche ASTER su Stromboli ed Etna per lo studio dellSO2 e aerosol vulcanici. Terminato lo studio sui dati MISAR che ha permesso di estrarre diverse informazioni sulla dispersione delle ceneri. Analisi di immagini iperspettrali per il mapping geologico del Teide (Canarie) con algoritmi di classi ficazione Support Vector Machine (SVM) Single Angle Mapper (SAM), confronto con misure di riflettanza in situ. Approfondito lo studio, mediante DEM ad altissima risoluzione delle superfici vulcaniche e della morfologia delle colate. calcolati, con grande precisione i tassi di emissione di lava allEtna, questi saranno usati per la stima mediante dati satellitari. Realizzati DEM con dati ALOS-PALSAR per i vulcani Kanlaon e Merapi (FP7-MIA.VITA). Elaborate diverse coppie interferometriche ENVISAT per analisi dellepisodio di sollevamento nellarea flegrea, veri ficatosi nel secondo semestre del 2010. Acquisiti dati COSMO-SkyMED per Etna e Vesuvio-Campi Flegrei (ASI-SRV). Studio del bradisisma dei Campi Flegrei del 1982-84 tramite modelli ad elementi finiti, il meccanismo deformativo risulta composto da un serbatoio profondo e da una sorgente pi superficiale (5 km di pro fondit). Attivit prossimale Rete FLAME-Etna: completata istallazione di due stazioni (settori: W e NW). E f fettuate misure con la nuova camera UV e spettrometri-UV utili per una corretta stima della velocit del vento. Installato radiometro per il rilevamento dellattivit termica del cratere di Sud-Est dellEtna. Istallazione e test di una stazione lidar permanente allOsservatorio Serra La Nave (Etna) in collaborazione con INAF e con lUniversit Federico II. Studio di af fidabilit e accuratezza dei sistemi di posizionamento satellitare e TLS (Optec-Ilris 3D). Sviluppo di sistemi di calibrazione e di intercomparazione di diversi scanners. E ffettuate misure di volume per il monitoraggio delle frane negli edifici vulcanici. Indagini ultrasoniche e micro sismiche non distrutti ve. Attivit nel settore sismologico In ambito ASI-SIGRIS: consolidate procedure per la modellazione dei dati geodetici SAR,GPS e dati sismologici in mezzi omogenei e non omogenei con modelli ad elementi finiti o metodi analitici. Modellate sorgenti di movimenti gravitati vi osservati durante il terremoto di LAquila. Prodotte mappe di spostamento cosismico e misurati i campi di velocit intersismici per aree italiane ed internazionali. stato sviluppato un metodo per linversione lineare di interferogrammi non srotolati (terremoto di Izmit). Sviluppo di tools integrati in ambiente GIS per validazione e postprocessing. Prosegue lo s viluppo di algoritmi e procedure per la stima del danneggiamento con uso di dati SAR e ottici ad alta risoluzione. Applicazione dellinversione non lineare basata su reti neurali allo studio dellevento sismico di LAquila e con fronto dei dati SAR in banda X, C ed L. Conclusione attivit di ricerca su immagini ottiche ad alta risoluzione (Quick bird) di fenomeni cosismici: fagliazione, frane, e danneggiamento antropico. Attivit nel settore ambientale-tecnologico Studio e applicazione di algoritimi di detection per incendi con dati multispettrali/iperspettrali sperimentazioni in collaborazione con KCL; Convenzione con Guardia Costiera: svolta campagna di misura aerea e di terra alle Eolie per il rilevamento di anomalie termiche su terra e mare, fornito supporto ai test di collaudo del nuovo sistema aereo CASI1500 in dotazione della Guardia Costiera. Avanzamento delle atti vit di certi ficazione del UAV RAVEN INGV, completamento dei test di telemetria e controllo di sistema. Progetto Olimpo: completato lassemblaggio della meccanica del sensore solare, le parti elettroniche e i firmware di acquisizione e controllo. Veri ficata la comunicazione del dispositi vo con il sistema di controllo di assetto della gondola di OLIMPO. UAV per prospezioni geofisiche in Antartide: ultimata realizzazione del secondo velivolo spare destinati alle campagne di osservazioni in zone polari. I velivoli sono stati provati in volo radio assistito e automatico con a bordo payloads (telecamera, magnetometro) alloggiati allinterno di supporto intercambiabile (POD). I test di volo sono serviti a validare il sistema di acquisizione e il magnetometro s viluppato presso lINGV. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Completamento dei progetti ASI-SRV, ASI-SIGRIS e continuazione delle attivit su progetti: FP7, ESA (MIA-VITA, TERRAFIRMA, SAVAA) che riguardano sia s viluppo e test di sistemi di monitoraggio che lanalisi dei fenomeni vulcanici e sismici, saranno attivati nuovi progetti in ambito ASI, MIUR e collaborazioni con enti stranieri. Inoltre, continueranno le atti vit relative al GMES ed al supporto di infrastrutture europee quali EPOS ed EMSO.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

Attivit nel settore vulvanologico Sviluppo di procedure automatiche basate sul sistema multi missione INGV per lanalisi dei fenomeni vulcanologici, miglioramento delle stime qualitative e quantitati ve delle emissioni in atmos fera prodotte da eruzioni vulcaniche (cenere ed SO2) anche mediante nuove metodologie basate su Reti Neurali e dati iperspettrali. Completamento della validazione delle stime di flusso di SO2 utilizzando misure da terra della rete FLAME-ETNA e FLAMEStromboli. Integrazione di dati satellitari con simulazioni di dispersione delle particelle a diversa scala di osservazione (progetto SAFER). Proseguimento degli studi sulle caratteristiche termiche e spettrali dei fusi vulcanici. Studi sui modelli di ritardo tropos ferico sul segnale GPS confrontato con mappe di vapore acqueo calcolate da immagini iperspesttrali/multi-spettrali per larea etnea. Completamento dello studio dei prodotti vulcanici e delle anomalie termiche mediante analisi dei dati terrestri ed aerei acquisiti su Vulcano nellambito della collaborazione con le Capitanerie di Porto. Mantenimento delle reti FLAME per la misura del flusso di SO2 su Etna e Stromboli e di tutti gli apparati prossimali di osservazione (telecamere IR, UV, FTIR). Analisi delle campagne LIDAR 2010 su Etna ed Isole Eolie per la creazione di DEM e analisi di parametri superficiali. Proseguimento delle collaborazione con DLR per lanalisi dei dati TerraSARX nellarea vesuviana. I modelli realizzati per lo studio del bradisisma dei Campi Flegrei saranno usati per stime di v ariazione di gravit Completamento delle le serie storiche per lanalisi di deformazione superficiale di Cameroon, Fogo, Merapi. Installazione di corner re flectors banda C/X su Fogo e Merapi realizzazione del DEM del Merapi post eruzione dellottobre-novembre 2010 mediante immagini SAR acquisiste da COSMO-SkyMed (FP7-MIA-VITA). Attivit nel settore sismologico Continua lo studio dei campi di velocit intersismici in varie zone del mondo e dellItalia, tra cui il Giappone, lIran, l'Appennino meridionale, Israele. perfezionamento degli attuali algoritmi di processamento standard e multi temporale DInSAR, degli algoritmi di modellazione lineare e non lineare dei dati geodetici con lintegrazione di dati geodetici e sismologici. Sviluppo ed applicazione di un metodo basato sui metodi inversi RJMC (Reversable Jump Marckov Chain) per la determinazione ottimale della distribuzione di slip. Si ef fettueranno studi di deformazione post-sismica basati su metodologia ad elementi finiti. Verr implementata una versione avanzata della metodologia di inversione non lineare basata su reti neurali applicata allo studio eventi sismici e alla stima delle ceneri e dei plume vulcanici. in valutazione presso il DLR una proposta di progetto di ricerca per utilizzare i dati della missione TanDEM-X su diverse aree dinteresse. Nellambito del progetto ESA TERRAFIRMA-Tectonics verranno completati tutti i prodotti relativi alle aree: Stretto di Messina, Rio Antirio bridge. Verranno validati i servizi per il risk management di SAFER. Attraverso Modelli Digitali del Terreno ad elevatissima risoluzione elaborati da acquisizioni su tecnologia LIDAR in zona Aquilana, si proceder con analisi ad ampio spettro del territorio colpito dal sisma del 2009, includendo problematiche di fagliazione tramite associazione del dato geologico con nuove elaborazioni di immagini interferometriche. Proseguono gli studi di per la misura di velocit di spostamento del ghiaccio sulla calotta Groenlandese, in con tecniche interferometriche in collaborazione con la Danimarca. Attivit nel settore tecnologico prosegue integrazione (presso lab. CNR di Tor Vergata) e assemblaggio dispositi vo sulla gondola di Olimpo in prospetti va di un futuro lancio dal polo nord durante la prossima estate. Allestimento del nuovo laboratorio di Ottica, test di calibrazione della camera termicaVISIR640 e 3600Thermal Eyes. Completamento e presentazione dellUAV RAVEN-INGV, previsti volo di test e calibrazione del payload con strumentazione a terra. Attivazione del progetto ASI-AGI dedicato allo s viluppo di algoritmi per applicazioni geofisiche (incendi, atti vit vulcanica e sismica) del sensore iperspettrale PRISMA (ASI). Proseguono le collaborazioni nazionali con: Capitanerie di Porto, il Corpo Forestale e internazionali con: Jet Propulsion Laboratory, Servizio Geologico Isrealiano e Istituto Geofisico dellEcuador. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 37. Bonini, M., Mazzarini, F., (2010). Mud volcanoes as potential indicators of regional stress and pressurized layer depth, Tectonophysics, 1-2, 494, 32-47. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6505. 64. Casula, G., Mora, P., Bianchi, M.G., (2010). Detection of Terrain Morphologic Features Using GPS, TLS, and Land Surve ys: "Tana della Volpe" Blind Valley Case Study, J. Surv. Eng.-ASCE, 3, 136, 132-138. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6097. 71. Chini, M., Atzori, S., Trasatti, E., Bignami, C., Kyriakopoulos, C., Tolomei, C., Stramondo, S., (2010). The May 12, 2008, (Mw 7.9) Sichuan Earthquake (China): Multi-frame ALOS PALSAR DInSAR Analysis o f Coseismic Deformation, EEE Trans. Geosci. Remote Sensing, 7, 266-270. http://www.earthprints.org/handle/2122/6886. 80. Corradini, S., Merucci, L., Prata, F., Piscini, A., (2010). Volcanic ash and SO2 in the 2008 Kasatochi eruption: Retrievals comparison from dif ferent IR satellite sensors, J. Geophys. Res., 115, D00L21. http://www.earthprints.org/handle/2122/6592. 81. Corradini, S., Tirelli, C., Gangale, G., Pugnaghi, Sergio, Carboni, E., (2010). Theoretical study on SO2 and ash volcanic plume retrievals using ground TIR camera. Sensitivity analysis and retrieval procedure developments, EEE Trans. Geosci. Remote Sensing, 3, 48, 1619-1628. http://www.earthprints.org/handle/2122/6032. 113. Di Biagio, C., Muscari, G., di Sarra, A., de Za fra, R. L., Eriksen, P., Fiocco, G., Fiorucci, I., Fu, D., (2010). Evolution of temperature, O3, CO, and N2O profiles during the exceptional 2009 Arctic major stratospheric warming as observed by lidar and mm-wave spectroscopy at Thule (76.5N, 68.8W). Greenland., J. Geophys. Res., 115, D24315. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6237. 74

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

136. Favalli, M., Fornaciai, A., Mazzarini, F., Harris, A., Neri, M., Behncke, B., Pareschi, M. T., Tarquini, S., Boschi, E., (2010). Evolution of an active lava flow field using a multitemporal LIDAR acquisition, J. Geophys. Res., 115, B11203. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6239. 137. Favalli, M., Harris, A. J. L., Fornaciai, A., Pareschi, M. T., Mazzarini, F., (2010). The distal segment o f Etnas 2001 basaltic lava flow, Bull. Volcanol., 1, 72, 119-127. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6604. 144. Fornaciai, A., Bisson, M., Mazzarini, F., Pareschi, M. T., Landi, P., (2010). A LiDAR surve y o f Stromboli volcano (Italy): Digital elevation model-based geomorphology and intensity analysis, Int. J. Remote Sens., 12, 31, 3177-3194. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6610. 156. Gonzalez, P., Chini, M., Stramondo, S., Fernndez, J., (2010). Co-seismic horizontal o f fsets and fault trace mapping using phase correlation o f IRS satellite images: the 1999 Izmit (Turkey) earthquake, EEE Trans. Geosci. Remote Sensing, 48, 2242-2250. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6889. 165. Harris, A., Favalli, M., Ste f fke, A., Fornaciai, A., Boschi, E., (2010). A relation between lava discharge rate, thermal insulation, and flow area set using lidar data, Geophys. Res. Lett., 37, L20308. http://www.earthprints.org/handle/2122/6657. 180. Kartson, D., Tarquini, S., Favalli, M., Fornaciai, A., Wrner, G., (2010). The regular shape of stratovolcanoes: A DEM-based morphometrical approach, J. Volcanol. Geotherm. Res., 3-4, 193, 171-181. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6679. 218. Mazzarini, F., Ferrari, L., Isola, I., (2010). Sel f-similar clustering of cinder cones and crust thickness in the MichoacanGuanajuato and Sierra de Chichinautzin volcanic fields, Trans-Mexican Volcanic Belt, Tectonophysics, 1-4, 486, 55-64. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6703. 219. Mazzarini, F., Isola, I., (2010). Monogenetic vent sel f -similar clustering in extending continental crust: Examples from the East A frican Ri ft S ystem, Geosphere, 5, 6. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6705. 256. Pierdicca, N., Pulvirenti, L., Bignami, C., (2010). Soil moisture estimation over vegetated terrains using multitemporal remote sensing data, Remote Sens. Environ., 2, 114, 440-448. http://www.earthprints.org/handle/2122/6894. 271. Ruch, J., Acocella, V., Storti, F., Neri, M., Pepe, S., Solaro, G., Sansosti, E., (2010). Detachment depth revealed by rollover de formation: An integrated approach at Mount Etna, Geophys. Res. Lett., 37, L16304. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6105. 293. Solaro, G., Acocella, V., Pepe, S., Ruch, J., Neri, M., Sansosti, E., (2010). Anatom y of an unstable volcano from InSAR: Multiple processes af fecting flank instability at Mt. Etna, 19942008, J. Geophys. Res., 115, B10405. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6193. 317. Veneziani, M., Ade, P. A. R., Bock, J. J, Boscaleri, A., Crill, B. P., de Bernardis, P., De Gasperis, G., De Oliveira - Costa, A., De Troia, G., Di Ste fano, G., Ganga, K. M., Jones, W. C., Kisner, T. S., Lange, A. E., MacTavish, C. J., Masi, S., Mauskopf, P. D., Montroy, T. E., Natoli, P., Pascale, E., (2010). Properties o f Galactic cirrus clouds observed by BOOMERanG, Astrophys. J., 713, 959-969. http://www.earthprints.org/handle/2122/6899. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 339. Bianchini, G., Palchetti, L., Muscari, G., Fiorucci, I., Di Girolamo, P., Di Iorio, T., Water vapor sounding with the far in frared REFIR-PAD spectroradiometer from a high-altitude ground-based station during the ECOWAR campaign, J. Geophys. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6345. 5.3 Altre pubblicazioni 408. Amici, S., Piscini, A., Buongiorno, F., (2010). ASTER temperature and emissivity validation on volcano Teide. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6707. 450. Casula, G., Curuni, M., Pesci, A., Bianchi, M.G., (2010). Linee guida sul trattamento dati laser a scansione terrestre mediante software LEICA C yclone Versione 7. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6092. 511. Lanza, T. (2010). Earthquakes&Volcanoes Platform Preview Project. http://www.earthprints.org/handle/2122/6123. 548. Paci fici, F., Chini, M., Bignami, C., Stramondo, S., Emery , W.J., (2010). Automatic damage detection using pulse-coupled neural networks for the 2009 Italian earthquake. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6898. 552. Pesci, A., Bonali, E., Teza, G., Casula, G., (2010). TLS point clouds texturing: the manual o f matching viewer software. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6257. 553. Pesci, A., Loddo, F., Casula, G., Zampa, F., Teza, G., (2010). Experience in mobile laser scanning by means of LYNX s ystem in LAquila Cit y. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5955. 556. Piscini, A., Amici, S., (2010). Estimation of Signal to Noise Ratio for Unsupervised H yperspectral Images, Quaderni di Geo fisica, 78, 1-18. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6599. 557. Piscini, A., Amici, S., Pieri, D., (2010). Spectral analysis of ASTER and HYPERION data for geological classi fication o f Volcano Teide. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6706. 558. Pulvirenti, L., Pierdicca, N., Chini, M., (2010). Analysis of Cosmo-Sk yMed observations of the 2008 flood in Myanmar, Italian Journal o f Remote Sensing, 42, 79-90. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6888. 565. Salvi, S., Vignoli, S., Serra, M., Zof foli, S., Bosi, V., (2010). Use of satellite SAR data for seismic risk management: results from the pre-operational ASI-SIGRIS Project. http://www.earthprints.org/handle/2122/6829. 577. Spinetti, C., Colini, L., Buongiorno, M. F., Cardaci, C., Ciminelli, G., Corradini, S., Guglielmino, F., Musacchio, M., Pace, G., Pellegrino, D., Perelli, S., Pietranera, L., Puglisi, G., Soddu, P., (2010). Volcanic Risk Management: the Case o f Mt. Etna 2006 Eruption. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6849. 75

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

1.11. TTC - Osservazioni e monitoraggio macrosismico del territorio nazionale


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Ra f faele Azzaro (CT), Andrea Tertulliani (RM) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, RM2, BO, CT, MI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Il presente rendiconto tratta le tematiche relative alla raccolta dei dati macrosismici dei terremoti correnti, utilizzando diverse metodiche, e le metodologie di analisi applicate per la valutazione dellintensit macrosismica. Nel corso dellanno, superata lemergenza aquilana, si av viata una discussione allinterno della comunit scienti fica di ri ferimento sulle problematiche connesse alle attivit in caso di emergenze sismiche particolarmente rilevanti, in cui il dato macrosismico un parametro particolarmente sensibile sia a causa dellindiscutibile impatto mediatico che lo accompagna, sia per lutilizzo che ne fanno le istituzioni (DPC, enti locali) in sede legislativa. In particolare, emersa la necessit di un chiarimento sul ruolo del monitoraggio macrosismico condotto dallEnte, stretto da una parte ad un ruolo di consulenza tecnico-scienti fica, dallaltra dal ruolo suo proprio di disciplina scienti fica fondamentale per la comprensione dei terremoti attuali attraverso il confronto con gli eventi del passato (parametri del terremoto da dati di intensit e modelli di sorgente; studi di attenuazione; studi di pericolosit da ef fetti al sito, storie sismiche, massime intensit, ecc.). opinione tuttavia del TTC che debba prevalere lapproccio scienti fico, ov vero lutilizzo di standard di raccolta e veri fica del dato non influenzati da tempistiche esterne, e che il parametro intensit non pu essere direttamente utilizzato a fini valutati vi di parametrizzazione del danno subto. Questi aspetti sono stati discussi approfonditamente nellambito del workshop che si tenuto a Roma il 14 Dicembre 2010. Latti vit di rilievo macrosismico per terremoti significativi occorsi nel territorio nazionale durante il 2010 proseguita tramite: - rilievi diretti, secondo il protocollo operativo del gruppo QUEST. I terremoti investigati sono stati:
Valle del Tevere del 15/12/2009, 11:31 GMT (ML 4.2, Imax VII EMS) (essendo av venuto a fine anno, le atti vit

di studio e analisi sono proseguite nel 2010);


Etna-Piano Pernicana del 2/04/2010, 20:04 GMT (ML 3.6, ImaxVI-VII EMS); Golfo di Patti del 16/08/2010, 12:54 GMT (ML 4.8, Imax V-VI EMS); Etna-S. Maria la Stella del 8/11/2010, 18:17 GMT, (ML 3.0, Imax V-VI EMS);

- raccolta on-line delle in formazioni sui risentimenti dei terremoti attraverso il sito www.haisentitoilterremoto.it. I questionari compilati nel 2010 sono stati circa 55.000 e le mappe prodotte 1.200; sono state inoltre introdotte le seguenti novit:
allerta tramite e-mail al veri ficarsi di un terremoto dei 10.500 corrispondenti fissi sparsi sul territorio nazionale; migliore definizione statistica dei gradi bassi di intensit macrosismica e del limite di av vertibilit; af finamento generale della procedura statistica di assegnazione del grado;

- invece cessata latti vit di raccolta dati tramite linvio postale di questionari cartacei a corrispondenti istituzionali, ai fini della compilazione dello storico Bollettino Macrosismico. Complementare alla raccolta del dato macrosimico sul campo la conservazione del materiale documentale acquisito durante le indagini. Nel corso dellanno stato pertanto progettato e realizzato il Database Fotografico Macrosismico (DFM), presentato durante il convegno GNGTS 2010. Esso ha il duplice scopo di raccogliere e catalogare la mole di materiale fotogra fico che stata prodotta nel corso di molti anni, al fine di preservarla dallusura del tempo e di renderla fruibile alla comunit scienti fica tramite un ef ficace mezzo di consultazione su Internet. In questa fase il DFM raccoglie diverse migliaia di immagini originali di propriet INGV raccolte durante le campagne macrosismiche s volte dagli anni 70 ad oggi. Per quanto riguarda le procedure di analisi dei dati raccolti dai rilievi diretti, la sequenza aquilana ha fornito lo spunto per lavorare in modo pi esteso sulluso della scala EMS98. A questo riguardo si sono portate avanti diverse attivit sia di ordine metodologico (tutorial di formazione per il personale con esercitazioni), che test e studi speci fici su eventi della sequenza aquilana e della Valle del Tevere. I lavori e le esperienze pi recenti hanno confermato che luso della scala EMS risulta pi idoneo soprattutto nei contesti urbani dove vecchia e nuova edilizia caratterizzano porzioni dif ferenti delledificato, rendendo dif ficile e a volte fuorviante il solo utilizzo della scala MCS. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Lo s forzo principale che intende fare il TTC per il 2011 il consolidamento e lapplicazione di una serie di linee-guida che sono maturate nel corso degli anni passati, e che la sequenza aquilana del 2009 hanno permesso di mettere a fuoco in modo pi unitario. Trattandosi di metodi ed approcci finalizzati alle atti vit di monitoraggio macrosismico, alla elaborazione dei dati raccolti ed alla loro di f fusione, i punti fondanti su cui si lavorer sono i seguenti:

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

uso della scala macrosismica EMS e confronti sistematici con la MCS ); assegnazione dell'intensit secondo gli standard adottati dalla comunit scienti fica internazionale; rilievo e valutazione delle aree danneggiate solo attraverso osservazioni dirette; uso dei dati di questionari (internet o cartacei) solo per la definizione delle aree di risentimento (I=V); procedure di validazione, per garantire la miglior qualit dei dati; definizione di PQ integrati da dati raccolti con rilievi diretti o indiretti.

Nello specifico si individuano le seguenti iniziative: - Rilievo diretto degli ef fetti: il terremoto aquilano ha evidenziato limportanza e insieme la criticit delle attivit di rilievo macrosismico, soprattutto verso il Dipartimento della Protezione Civile e lopinione pubblica, e rispetto alluso dei dati che ne viene fatto a-posteriori. opinione dif fusa tra gli addetti ai lavori che il rilievo macrosismico debba poter procedere secondo lapproccio scienti fico, basandosi su esperienze e professionalit consolidate. altrettanto vero che questi standard operativi, sia di verifica che di raccolta del dato, spesso non coincidono con le procedure estremamente spediti ve e sommarie di interesse del DPC. Si rav vede quindi la necessit di ridefinire lapproccio operati vo nei riguardi del DPC e, nel caso, di ra f forzare il settore, anche con la formazione di personale addetto, per garantirne lef ficienza in caso di terremoti significativi. A tal fine, si intende ef fettuare un workshop sulluso delle scale macrosismiche, le procedure di rilievo ecc. - Bollettino Macrosismico: si rav vede la necessit che il Bollettino riprenda la raccolta dati, ferma ormai da tempo. Il nuovo Bollettino dovr essere per totalmente in formatizzato, agganciato alle procedure usate per i rilievi diretti e che sia assicurata la sua funzione fondamentale di alimentazione del DBMI. Per fare ci necessario che gli addetti ai lavori si con frontino e diano un contributo di fattibilit alla realizzazione di un nuovo prodotto; a tal fine si intende costituire un gruppo di progetto che lavori ad una struttura integrata per la raccolta dei dati macrosismici. - Questionari macrosismici online: oltre alla raccolta sistematica dei questionari compilati tramite il sito www.haisentitoilterremoto.it., si prevede lulteriore raf finamento del metodo per lassegnazione dellintensit macrosismica del questionario on-line in particolare per i gradi pi bassi. Verr inoltre introdotta la correzione relativa al piano delledi ficio in cui losservazione stata eseguita. I dati del data-base saranno analizzati per cercare la relazione tra la percezione del rombo sismico e la distanza dallepicentro. Data la sensibilit del dato macrosismico, soprattutto in emergenza, e nellottica di disciplinare la di f fusione del dato su web, sulle mappe in tempo reale non compariranno intensit superiori al V grado. - Database Fotogra fico Macrosismico: si prevede la conclusione del progetto e la realizzazione di un sito web dedicato alla disseminazione delle immagini organizzato con un motore di ricerca a query sulla base dei criteri e delle classi ficazioni della scala EMS98. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 354. Cucci, L., Tertulliani, A., Clues for a relation between rotational ef fects induced by the Mw6.3 2009 LAquila (Central Italy) earthquake and site and source ef fects, Bull. Seismol. Soc. Amer. http://www.earthprints.org/handle/2122/6475. 397. Tertulliani, A., Arcoraci, L., Berardi, M., Bernardini, F., Camassi, R., Castellano, C., Del Mese, S., Ercolani, E., Graziani, L., Leschiutta, I., Rossi, A., Vecchi, M., An application o f EMS98 in a medium-sized city: the case o f lAquila (Central Italy) a fter the april 6, 2009 Mw 6.3 earthquake, Bull. Earthq. Eng. http://www.earthprints.org/handle/2122/5991. 5.3 Altre pubblicazioni 414. Arcoraci, L., Berardi, M., Castellano, C., Leschiutta, I., Maramai, A., Rossi, A., Tertulliani, A., Vecchi, M., (2010). Rilievo macrosismico del terremoto del 15 dicembre 2009 nella Valle del Tevere e considerazioni sull'applicazione della scala EMS98, Quaderni di Geofisica, 82, 1-21. http://www.earthprints.org/handle/2122/6054.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

2.1. TTC - Laboratorio per le reti informatiche, GRID e calcolo avanzato


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Lucio Badiali (CNT), Fabrizio Meroni (MI), Daniele Melini (RM1) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit AC, CNT, RM1, RM2, BO, CT, MI, NA-OV, PA, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Linee Trasmissione Dati In seguito alla richiesta di AC di contenere le spese di connettivit nel 2010 sono proseguite iniziative volte alla realizzazione di una politica di connettivit che prevede laccesso a pi fornitori (a oggi GARR e SPC) secondo il principio di massima banda disponibile al costo inferiore senza penalizzare la qualit del servizio. Reti e Domini Il TTC lo scorso anno ha proposto una ricognizione di servizi web e database prioritari da poter rendere fruibili sempre, anche in caso di gravi crisi con carichi eccessivi sulla singola infrastruttura. Una prima iniziativa del 2010 in questa direzione stata la proposta di de-centralizzazione di alcuni servizi attualmente in carico presso la sede di Roma. Un servizio individuato stato il portale web nazionale fino a ora in carico a Roma. Come gi evidenziato negli scorsi anni, il servizio presentava problemi di fruibilit non solo durante le crisi sismiche o vulcaniche, ma anche durante periodi di normale funzionamento con carichi dutenza limitata. Gi lo scorso anno alcuni interventi erano stati compiuti per limitarne i frequenti rallentamenti o blocchi dovuti a problemi di progettazione del software (e della particolare versione) del CMS (suite Plone/Zope) adottato per lo sviluppo del portale. Nel novembre 2010 stato conferito lincarico di gestione del servizio alla sezione di Milano con lobiettivo di ripristinare la piena funzionalit del sito web INGV anche in occasione dei picchi di accesso. Come prima operazione sono state riattivate delle pagine statiche che rispondono allindirizzo www.ingv.it con funzione di smistamento e reindirizzamento di circa il 50% del traffico diretto al portale nazionale.Tale pagina protetta da reverse proxy su server Cilea (Milano). Successivamente si effettuato un hosting temporaneo del portale per 3 mesi al fine di monitorare gli accessi e testare miglioramenti architetturali. Sicurezza Presso la sezione di Pisa, al termine del 2009 stato acquistato un firewall che opera fino al layer 7. Il nuovo firewall lavorer in parallelo ai vecchi sostituendoli dopo i test di funzionalit e protezione dei servizi erogati dalla rete. Presso la Sede di Roma sono stati resi operativi dallinizio del 2010 i firewall di livello 7 con funzioni di Intrusion Prevention System e analisi di contenuto sui differenti flussi SPC. La Sede Centrale ha anche predisposto in test un sistema di logger conforme alla delibera del giugno 2009 del Garante della Protezione dei Dati Personali. Calcolo e GRID Nel 2010 sono state potenziate le risorse hardware del centro di supercalcolo della sede di Roma, per un totale di 640 core AMD Opteron e 1,25TB RAM. stata inoltre installata una nuova infrastruttura di storage parallelo ad alte prestazioni, basato su filesystem LustreFS. Le risorse hardware installate presso il centro di supercalcolo di Roma sono accessibili a tutti i ricercatori dellEnte. Nel corso 2010 sono stati eseguiti oltre 330.000 job di calcolo, per un totale di 1.983.000 ore-CPU. Lutilizzo delle risorse di calcolo si rivela in costante aumento, a dimostrazione di come le risorse HPC siano diventate uno strumento indispensabile a supporto della produtti vit scienti fica dellEnte. Durante il 2010 sono state rese operative applicazioni per il processamento di grandi volumi di dati della rete sismica nazionale. Queste applicazioni, particolarmente importanti in vista della loro potenziale integrazione con i sistemi di monitoraggio sismico, comportano un utilizzo estremamente intensivo delle aree di storage, che ha immediatamente evidenziato i limiti (in termini di throughput) dellin frastruttura esistente. La situazione stata temporaneamente risolta riorganizzando tali applicazioni in modo da limitare al massimo il tra f fico verso le aree di storage; tutta via, in vista di un crescente utilizzo di questo genere di applicazioni, in fase di progettazione un potenziamento in frastrutturale dei sottosistemi di storage. Le due SAN del CNT sono state potenziate raggiungendo i 500TB complessivi. Parte dei sistemi di storage di precedente generazione sono stati riadattati per soddis fare esigenze di progetti in corso senza oneri aggiuntivi. Presso il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine (DLTM), lUP Geofisica e Tecnologie Marine ha co finanziato un dottorato di ricerca mirato all'amministrazione e gestione di un Cluster Linux HPC da 192 core, in configurazione ottimizzata per il calcolo parallelo ad alte prestazioni per applicati vi di fluidodinamica, idrodinamica, calcolo strutturale, rendering gra fico, calcolo numerico e statistico. Attraverso best practice, atte a garantire un idoneo livello di sicurezza agli utenti ed alle applicazioni, politiche di gestione, supporto ed assistenza, sia in loco che in modalit remota, stato garantito ai clienti un ef ficiente utilizzo del Centro. Nel 2010 stato assicurato da INGV anche il supporto alla connetti vit Internet. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Linee Trasmissione Dati Visti i buoni risultati ottenuti perseguendo la politica di connettivit ad Internet con lutilizzo di pi fornitori (GARR e SPC), anche nel 2011 si proseguir ulteriormente in tale direzione in modo da creare un sostanziale regime di competitivit fra i fornitori di servizio. Come gi operato in passato si prevede di cercare di aumentare la capacit di banda usufruita dalle 78

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

diverse sezioni, possibilmente riducendo o quantomeno mantenendo costante lattuale budget di spesa distituto, eventualmente passando, ove possibile, a collegamenti in fibra ottica con capacit nellordine del Gigabit (ad es. Milano). In tale modo, in caso di eventi sismici rilevanti o eruzioni vulcaniche di particolare impatto sul pubblico, sar possibile usufruire da subito, e solo per le fasi di emergenza, di elevate capacit di banda trasmissiva (ad es. Bologna e Catania). Queste operazioni dovrebbero, a fronte di significativi incrementi della banda trasmissiva, permettere risparmi sul budget di spesa dIstituto. Come nello scorso anno, sar parallelamente esplorata leventuale passaggio ai collegamenti SPC per le sedi ove tale soluzione non comporti limitazioni rispetto alle linee ed ai servizi offerti dal GARR. LAmministrazione Centrale ha costituito inoltre un gruppo di lavoro, definito Connectivity Team, per razionalizzare ed ottimizzare i contratti di connettivit istituzionali. Reti e Domini Per proseguire nella de-centralizzazione dei servizi informatici primari dellistituto al momento in carico presso la sede di Roma, il TTC proseguir nellopera di individuazione di servizi e database prioritari da poter essere resi fruibili con la necessaria continuit, anche in caso di gravi crisi con forti carichi sulla singola infrastruttura. Per quanto riguarda lattivit della sezione di Milano volta al ripristino della piena funzionalit del sito web INGV cos da assicurare la stabilit anche in occasione di picchi di accessi a seguito di eventi sismici e vulcanici, si prevede per i primi mesi del 2011 di concludere le operazioni in corso. In particolare, in collaborazione con il TTC sistema web, si alleggerir il traffico di accesso al portale INGV compiendo una semplificazione e razionalizzazione dei link presenti sullattuale homepage, in modo da evitare il transito sul portale degli utenti alla ricerca di informazioni contenute su altri siti istituzionali (ad es. il monitoraggio dei terremoti svolto da CNT). In tal modo si elimineranno anche le incoerenze e ridondanze informative ora presenti fra le pagine statiche di ingresso a www.ingv.it e quelle residenti sul portale. In seguito prevista la chiusura dellhosting esterno del portale INGV e il suo trasferimento su server della sezione di Milano, opportunamente protetti da un efficiente sistema di caching/reverse-proxy realizzato in collaborazione con il GARR. In parallelo verr studiato un sistema di mirroring del servizio presso unaltra sezione dellIstituto. Videoconferenza Il sistema di videoconferenza sar completamente aggiornato alla tecnologia Radvision da marzo 2011 ed il sistema MCU ha ora un nuovo contratto di assistenza. Anche lo streaming sar completamente gestito da apparati Radvision su base software. Sicurezza Il TTC ha deciso di attivare nei primi mesi dellanno un regolamento informatico comune basilare INGV che parta dal regolamento di Roma gi approvato dal Presidente, contenente sia la parte degli emendamenti pubblicati sulla intranet sia le norme di accesso alla rete della sezione di Milano. Le Sedi di Roma e Pisa hanno sistemi di sicurezza perimetrale attivi fino al livello 7. La Sede Centrale ha adottato sistemi idonei alla registrazione degli accessi logici ai sistemi di elaborazione come da richiesta del 2009 del Garante della Privacy le cui registrazioni hanno caratteristiche di completezza, inalterabilit e verifica di integrit, e comprendono i riferimenti temporali e la descrizione dell'evento che le ha generate. Calcolo e GRID Per fronteggiare la crescente richiesta di risorse HPC da parte dei ricercatori dellINGV, nel 2011 si prevede di potenziare le risorse hardware del centro di supercalcolo della sede di Roma attraverso la dismissione del cluster OCTOPUS e la sua sostituzione con una macchina di ultima generazione con 32 CPU AMD Opteron 8-core (classe Magny-Cours) per un totale di 512 core e 1TB RAM, con una potenza nominale di circa 5TFlops. Verr inoltre installata una nuova macchina per calcolo interattivo e visualizzazione con 4 CPU Xeon hex-core (totale 24 core) e 512GB RAM. Per fronteggiare il crescente utilizzo dei cluster per analisi di grandi volumi di dati, verr potenziata linfrastruttura di storage parallelo con il raddoppio delle dimensioni dello storage, il raddoppio del numero di server di esportazione e la migrazione su connessione In finiBand QDR. Il TTC seguir lo s viluppo dei progetti UE per lo s viluppo di e-infrastructure nei quali lINGV coinvolto, supportandone le esigenze ICT. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 168. Hrault, A., Bilotta, G., Daltrymple, R. A., (2010). SPH on GPU with CUDA, J. H ydraul. Res., 48, 74-79. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6571. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 5.3 Altre pubblicazioni -

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

2.2. Laboratorio di paleomagnetismo


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Leonardo Sagnotti (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Nel corso del 2010 il laboratorio di paleomagnetismo stato atti vo nella nuova con figurazione logistica ottenuta a seguito del completamento delle operazioni di trasloco seguite alla realizzazione delle nuove strutture delledi ficio della sede di Roma. Infatti, con lacquisizione della stanza adiacente alla sede storica del laboratorio stato finalmente possibile completare la riuni ficazione in un unico luogo di tutta la dotazione strumentale (che negli anni precedenti era stata dislocata in parte nellarea container), il che ha comportato un sensibile miglioramento nella logistica collegata alle atti vit di misura. Nel corso del 2010, inoltre, stato realizzato lampliamento delle potenzialit di misura del magnetometro MicroMag, con linstallazione di un criostato dedicato che permette di ef fettuare misure di cicli di isteresi a basse temperature, fino a 10K. Tutta la strumentazione in dotazione al laboratorio di paleomagnetismo stata funzionante a pieno ritmo supportando le attivit di ricerca del personale af ferente allunit funzionale. Inoltre, il laboratorio ha ospitato in pianta stabile due studenti di dottorato e, come ormai di consuetudine, diversi ricercatori da altri istituzioni nazionali ed estere per brevi cicli di misura su temi di ricerca in collaborazione. Le atti vit di ricerca s volte hanno riguardato i classici temi di interesse del laboratorio, con s volgimento di studi, misure ed analisi volte alle applicazioni del paleomagnetismo alla geodinamica, alla stratigrafia, allo studio delle variazioni del campo magnetico terrestre nel passato geologico ed alle potenzialit di apportare contributi originali per la valutazione del rischio vulcanico e sismico. Si sono inoltre poste le basi per attivare una nuova linea di ricerca sulla determinazione, in rocce vulcaniche, della paleointensit assoluta del campo magnetico terrestre. Per quanto riguarda le applicazioni alla geodinamica, sono proseguite le ricerche di paleomagnetismo e di anisotropia magnetica nellAppennino meridionale, in Calabria e nellAppennino umbro. Inoltre, sono state s volte ricerche nella catena Andina dell America meridionale, ed in particolare in Colombia e nella Terra del Fuoco. Queste ricerche portano nuovi dati sperimentali che permettono di vincolare la ricostruzione dei meccanismi di de formazione e di evoluzione geodinamica delle catene orogeniche arcuate e di aree a deformazione recente e complessa (Fig. 2.2.1). Numerose sono state le ricerche condotte nellambito della magnetostratigrafia e della stratigra fia integrata ad alta risoluzione. Queste ricerche hanno riguardato diverse sezioni esposte a terra nellarea mediterranea, con et compresa tra il Cretaceo ed il Pleistocene. Alcune di queste sezioni hanno particolare rilevanza scienti fica poich sono state candidate a Global Stratotype Section and Point (GSSP) di diverse piani stratigra fici (Fig. 2.2.2), oppure perch contengono una registrazione di eventi paleoclimatici critici per la storia del clima globale. Altri studi sono stati condotti su carote prelevate da fondali marini nei margini continentali polari e negli oceani nellambito di grandi progetti internazionali di perforazione scienti fica. In particolare, sono proseguite le analisi dei dati relativi alle carote prelevate nel mare di Ross, nellambito del progetto ANDRILL, nel Wilkes Land Basin, lungo i margini periAntartici (Fig. 2.2.3), nel Canterbury Basin, al largo della Nuova Zelanda, nella spedizione IODP 317, e nellArtico, al largo delle isole Svalbard, nellambito delle crociere oceanografiche SVAIS ed EGLACOM. Riguardo ad ANDRILL, si s volto ad Erice un Workshop nel quale sono stati presentati i risultati finali e di sintesi della perforazione SMS. Inoltre, nellambito delle ricerche condotte sullo studio paleovariazione secolare del Figura 2.2.1 Modello digitale di elevazione della regione tra la catena montuosa arcuata campo magnetico terrestre, sono patagonica e la penisola Antartica. I dati paleomagnetici ottenuti da sedimenti Eocenici stati ottenuti dati da carote affioranti nella Terra del Fuoco indicano lassenza di rotazioni significative negli ultimi 50 milioni di anni, e suggeriscono dunque che lapertura dello stretto di Drake non stato sedimentarie raccolte al largo direttamente correlato alla genesi delloroclino patagonico ma piuttosto da imputarsi della Sicilia orientale e nel mare allespansione oceanica associata alla dinamica della Scotia Plate (da Maffione et al., Adriatico, che hanno evidenziato 2010). come i dati paleomagnetici 80

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

possano fornire af fidabili ed originali elementi di correlazione stratigrafica e consentire la messa a punto di modelli di et ad alta risoluzione per sequenze sedimentarie che contengono registrazioni delloccorrenza di forti terremoti e di eruzioni vulcaniche. In fine, allo scopo di fornire vincoli precisi per la stima del rischio vulcanico, sono state s volte ricerche paleomagnetiche in sequenze laviche esposte a Pantelleria e Stromboli, nellarea mediterranea, nel campo vulcanico di Auckland, in Nuova Zelanda, e sono iniziate analoghe ricerche anche alle isole Azzorre, in pieno oceano Atlantico. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Dal punto di vista delloperati vit e della logistica, il laboratorio di paleomagnetismo continuer ad operare nella nuova configurazione conseguita nel 2010. Dal punto di vista strumentale per il 2011 prevista una manutenzione ordinaria, tipicamente quinquennale, del magnetometro criogenico con serbatoio di elio liquido, con la sostituzione del compressore e della testa fredda. Nel corso del 2011, inoltre, si prevede di conseguire un nuovo allestimento, con maggiore spazio ed efficienza, del laboratorio di taglio rocce e di preparazione campioni, che verr gestito in collaborazione con altre unit funzionali della sezione di RM1. Nel corso del 2011 ci si prefigge inoltre di af ferire ad una prima rete di laboratori europei di paleomagnetismo da s viluppare nellambito della partecipazione ad EPOS, la piatta forma europea per lintegrazione e lo sviluppo delle infrastrutture di osservazione della dinamica della placca europea (http://www.epos-eu.org/). Le attivit di ricerca proseguiranno in linea con quelle svolte nel 2010 e verteranno sui classici temi di interesse del laboratorio e riguarderanno le applicazioni del Figura 2.2.2 Log litologici ed elementi di stratigrafia integrata e ciclostratigrafia per paleomagnetismo alla le sezioni Loubieng (Francia), Zumaia-Aitzgorri (Spagna) e Bjala (Bulgaria). I dati geodinamica, alla stratigra fia, consentono la correlazione strato per strato delle tre successioni e permettono di allo studio delle variazioni del valutare precisamente la posizione stratigrafica del limite Daniano-Selandiano campo magnetico terrestre nel (Paleocene medio) (da Dinars-Turell et al., 2010). passato geologico ed alle potenzialit di apportare contributi originali per la valutazione del rischio vulcanico e sismico. Per quanto riguarda le applicazioni alla geodinamica, proseguiranno le ricerche di paleomagnetismo e di anisotropia magnetica in Italia, con particolare riguardo allAppennino centro-settentrionale ed alla Calabria, e nella catena Andina, in particolare nelle cordigliere della Colombia su cui attiva una tesi di dottorato. Per la magnetostratigra fia e la stratigra fia integrata verranno proseguite le ricerche condotte nel 2010. Queste comprendono lo studio di alcune sezioni, a f fioranti al Conero e a Malta o recuperate da perforazione negli Iblei, proposte come candidate per il Global Stratotype Section and Point (GSSP) del Burdigaliano. Inoltre, proseguiranno le ricerche attive nella penisola Iberica, con la partenza di un nuovo progetto focalizzato sul Cretaceo superiore, ed in Bulgaria, con particolare attenzione alla correlazione di sezioni europee coeve, ed alla definizione ciclostratigra fica del Paleocene. Si prevede, in questo ambito, la partecipazione ad un workshop europeo nellambito del progetto Earthtime-EU (http://earthtime-eu.eu/earthtime/) volto alla realizzazione di una piattaforma europea di ricercatori impegnati alla realizzazione ed allapplicazione di una scala dei tempi geologici ad alta risoluzione. Nel corso del 2011 dovrebbe inoltre av viarsi la prima fase delle ricerche nellambito di una perforazione nel lago di Ohrid, al confine tra Albania e Macedonia, nellambito di un progetto 81

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

internazionale dellICDP. Proseguiranno le ricerche sulle carote prelevate sul margine continentale meridionale delle isole Svalbard, mirate alla de finizione di dettaglio della paleo variazione secolare del campo magnetico terrestre nel corso dellOlocene. Proseguiranno altres le ricerche sulle sequenze sedimentarie prelevate dai margini peri-Antartici, con la prevista pubblicazione dei dati definiti vi relativi al progetto ANDRILL, e lo studio di carote presenti negli archivi del PNRA, e sulle sequenze prelevato nellambito della crociera oceanografica IODP 317, al largo della Nuova Zelanda. Queste ricerche saranno fondamentali per la messa a punto di una stratigra fia integrata di riferimento ad alta risoluzione per la determinazione di un quadro cronologico preciso per la comprensione di eventi geologici e climatici del passato. Si proseguiranno le ricerche relati ve allo studio delle variazioni del campo magnetico terrestre nel passato geologico ed alluso della paleovariazione secolare (PSV) per la datazione di sequenze geologiche e di eventi signi ficati vi del passato. Si completeranno le analisi in corso sul varie carote sedimentarie prelevate al largo della Sicilia orientale e nel mare Adriatico. In fine, si approfondiranno gli studi di PSV sui prodotti vulcanici di Pantelleria e Stromboli e si svilupperanno le ricerche sui prodotti vulcanici delle isole Azzorre. In questo ambito si s vilupper inoltre, in collaborazione con lo Scripps Institution of Oceanography di San Diego Figura 2.2.3 A) Localizzazione della carota CADO MD03-2595, prelevata nel Wilkes (USA) una linea di ricerca nuova per il nostro Land Basin, lungo i margini peri-Antartici, e dei profili di riflessione sismica laboratorio a riguardo della ricostruzione della multicanale adiacenti; B) profilo acustico a 3.5 kHz attraverso il Buffon Canyon ed il paleointensit assoluta del campo magnetico sito di perforazione della carota CADO MD03-2595; c) grafico di paleointensit terrestre da dati paleomagnetici ottenuti in relativa ottenuto per la carota CADO MD03-2595 e correlazione con la curva globale rocce vulcaniche. Anche su questa tematica di riferimento (SINT-800) per gli ultimi 800 mila anni (da Macr et al., 2010). attiva una tesi di dottorato.

5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 119. Dinars-Turell, J., Stoykova, K., Baceta, J. I., Ivanov, M., Pujalte, V., (2010). High-resolution intra- and interbasinal correlation o f the DanianSelandian transition (Early Paleocene): The Bjala section (Bulgaria) and the Selandian GSSP at Zumaia (Spain). Paleogeogr. Paleoclimatol. Paleoecol., 297, 511-533. http://www.earthprints.org/handle/2122/6148. 145. Frank, T.D., Gui, Z., ANDRILL SMS Science Team, Antarctica, ANDRILL SMS Science Team, Antarctica, (2010). Cryogenic origin for brine in the subsurface of southern McMurdo Sound, Antarctica, Geology, 7, 38, 587-590. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6402. 170. Hsing, S.K., Cascella, A., Hilgen, F. J., Krijgsman, W., Kuiper, K. F., Turco, E., Wilson, D., (2010). Astrochronology o f the Mediterranean Langhian between 15.29 and 14.17 Ma, Earth Planet. Sci. Lett., 3-4, 290, 254-269. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6424. 179. Jovane, L., Sprovieri, M., Coccioni, R., Florindo, F., Marsili, A., Laskar, J., (2010). Astronomical calibration of the middle Eocene Contessa Highway section (Gubbio, Italy). Earth Planet. Sci. Lett., 1-2, 298. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6399. 184. Lancis, C., Tent-Mancls, J., Soria, J., Caracuel, J., Corb, H., Dinars-Turell, J., Estvez, A., Ybenes, A., (2010). Nannoplankton biostratigraphic calibration of the evaporitic events in the Neogene Fortuna Basin (SE Spain). Geobios, 43, 201-217. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6202. 201. Macr, P., Sagnotti, L., Dinars-Turell, J., Caburlotto, A., (2010). Relati ve geomagnetic paleointensity o f the Brunhes Chron and the MatuyamaBrunhes precursor as recorded in sediment core from Wilkes Land Basin (Antarctica). Phys. Earth Planet. Inter., 179, 72-86. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5942. 203. Maf fione, M., Speranza, F., Faccenna, C., Rossello, E., (2010). Paleomagnetic evidence for a pre-earl y Eocene (50 Ma) bending of the Patagonian orocline (Tierra del Fuego, Argentina): Paleogeographic and tectonic implications, Earth Planet. Sci. Lett., 289, 273-286. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6018. 230. Mourik, A.A., Bijkerk, J. F., Cascella, A., Hsing, S. K., Hilgen, F. J., Lourens, L. J., Turco, E., (2010). Astronomical tuning of the La Vedova High Cli f f section (Ancona, Italy)Implications of the Middle Miocene Climate Transition for Mediterranean sapropel formation, Earth Planet. Sci. Lett., 1-2, 297, 249-261. 82

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

http://www.earth-prints.org/handle/2122/6429. 239. Palombo, M.R., Mussi, M., Agostini, S., Barbieri, M., Di Canzio, E., Di Rita, F., Fiore, I., Iacumin, P., Magri, D., Speranza, F., Tagliacozzo, A., (2010). Human peopling of Italian intramontane basins: The early Middle Pleistocene site o f Pagliare di Sassa (LAquila, central Italy). Quat. Int., 223-224, 170-178. http://www.earthprints.org/handle/2122/6197. 247. Payros, A., Dinars-Turell, J., Bernaola, G., Orue-Etxebarria, X., Apellaniz, E., Tosquella, J., (2010). On the age of the Early/Middle Eocene boundary and other related events: c yclostratigraphic re finements from the Pyrenean Otsakar section and the Lutetian GSSP, Geol. Mag., 148, 1-19. http://www.earthprints.org/handle/2122/6249. 266. Roberts, A.P., Florindo, F., Larrasoaa, J. C., O'Regan, M. A., Zhao, X., (2010). Complex polarity pattern at the former PlioPleistocene global stratotype section at Vrica (Italy): Remagnetization by magnetic iron sulphides, Earth Planet. Sci. Lett., 292, 98-111. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6408. 273. Sagnotti, L., Cascella, A., Ciaranfi, N., Macr, P., Maiorano, P., Marino, M., Taddeucci, J., (2010). Rock magnetism and palaeomagnetism o f the Montalbano Jonico section (Italy): evidence for late diagenetic growth of greigite and implications for magnetostratigraphy, Geophys. J. Int., 3, 180, 1049-1066. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5941. 294. Speranza, F., Landi, P., D'Ajello Caracciolo, F., Pignatelli, A., (2010). Paleomagnetic dating of the most recent silicic eruptive acti vit y at Pantelleria (Strait o f Sicily). Bull. Volcanol., 7, 72, 847-858. http://www.earthprints.org/handle/2122/6102. 318. Venuti, A., Verosub, K. L., (2010). Paleomagnetic record of basaltic volcanism from Pukaki and Onepoto maar lake cores, Auckland Volcanic Field, New Zealand, N. Z. J. Geol. Geophys., 1, 53, 71-79. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6173. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 390. Roberts, A. P., Chang, L., Rowan, C. J., Horng, C., Florindo, F., Magnetic properties o f sedimentary greigite (Fe3S4): an update, Rev. Geophys. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6555. 392. Sagnotti, L., Smedile, A., De Martini, P. M., Pantosti, D., Speranza, F., Winkler, A., Del Carlo, P., Bellucci, L. G., Gasperini, L., A continuous palaeosecular variation record of the last four millennia from the Augusta Bay (Sicily, Italy). Geophys. J. Int., (2010). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6378. 395. Speranza, F., Macr, P., Rio, D., Fornaciari, E., Consolaro, C., Paleomagnetic evidence for a post1.2 Ma disruption o f the Calabria terrane: Consequences o f slab breako f f on orogenic wedge tectonics, Geol. Soc. Am. Bull., (2010). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6447. 5.3 Altre pubblicazioni 497. Fulthorpe, C. S., Hoyanagi, K., Blum, P., Gurin, G., Slagle, A. L., Blair, S. A., Browne, G. H., Carter, R. M., Ciobanu, M., Claypool, G. E., Crundwell, M. P., Dinars-Turell, J., Ding, X., George, S. C., Hepp, D. A., Jaeger, J., Kawagata, S., Kemp, D. B., Kim, Y., Kominz, M. A., (2010). Canterbury Basin Sea Level. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6155. 536. Mourik, A.A., Bijkerk, J. F., Cascella, A., Hsing, S. K., Hilgen, F. J., Lourens, L. J., Turco, E., (2010). Astronomical tuning of the La Vedova High Clif f Section (Ancona, Italy) - Implications of the Middle Miocene Climate Transition for Mediterranean sapropel formation. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6856.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

2.3. TTC - Laboratori di chimica e fisica delle rocce


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Massimo Pompilio (PI) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM1, BO, CT, NA-OV, PA, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 I laboratori sono stati utilizzati per analisi, misure e produzione di dati per il monitoraggio dellattivit vulcanica (TTC 1.5) e per i progetti di ricerca svolti nellambito dei TTC 4.3 e OO.SS. 3.1, 3.2, 3.5, 3.6, 3.8. A CT, terminata la calibrazione dellXRF per gli elementi maggiori, producendo un rapporto tecnico che illustra la qualit delle analis prodotte. stato individuato il locale nel quale sar collocato lo spettrometro al plasma in Emissione Ottica (ICP-OES) e sono stati richiesti preventivi a ditte specializzate negli arredi, nellimpiantistica elettrica ed idraulica. Le rocce archiviate nella Petroteca della sede di CT sono stato trasferite in un nuovo locale presso la sede di Nicolosi e ricatalogato. Attualmente si sta allestendo un piccolo deposito nella sede di CT, per collocare il materiale raccolto durante lattivit di monitoraggio, prima di archiviarlo a Nicolosi. stata infine messa in funzione lapparecchiatura per macro fotografia delle rocce con lampade fluorescenti. I laboratori di CT hanno contribuito alle attivit di monitoraggio petrologico nel attraverso lo studio dei prodotti emessi dallEtna e dallo Stromboli. Le analisi petrografiche e tessiturali, mineralogiche e composizionali, morfoscopiche, morfometriche e granulometriche hanno permesso di avanzare ipotesi sulla dinamica eruttiva e di identificare la presenza di magma fresco allinterno dei condotti vulcanici. I laboratori hanno fornito il supporto analitico ai Progetti DPC-INGV, svolti nella sezione. Inoltre sono stati studiati i processi eruttivi e i depositi di caduta osservati in tempo reale durante leruzione del vulcano islandese Eyjafjallajkull. Si anche proseguito lo studio delle caratteristiche morfologiche delle particelle vulcaniche mediante CAMSIZER. Tale attivit prevede una serie di esperimenti condotti su particelle non vulcaniche (sfere, cubi, sale, pastina) e vulcaniche. I Laboratori di CT sono stati utilizzati da personale di CT, PI e dellUniversit di Catania. Presso NA-OV, nel laboratorio di Chimica Fine, nellambito del progetto Microanalisi isotopica mediante microperforazione, dissoluzione ed estrazione dellSr e analisi isotopica, sono iniziate le procedure per il lavaggio dei contenitori in te flon destinati alla conservazione degli acidi ultrapuri. Inoltre stato acquistato un supporto in plexiglas per sostenere le microcolonne, per lanalisi cromatografia su colonna dei campioni. Per il laboratorio di Spettrometria di Massa numerosi sono stati gli interv enti di manutenzione ordinaria e straordinaria mirati alla sostituzione alla riparazione ed alla rigenerazione di apparecchiature Per il laboratorio di microscopia stata ef fettuata una revisione del microscopio petrogra fico. Per il laboratorio di Spettrometria ad In frarosso FTIR stata fatta la manutenzione periodica del sistema di essiccamento aria e CO2. I rimanenti laboratori non hanno subito signi ficativi interventi. I laboratori di NA-OV hanno ospitato, studenti di universit italiane, tirocinanti, e borsisti, A PA stato realizzato il collegamento tra il laser di potenza, installato nel 2009, e lICP-MS, per lanalisi degli elementi minori ed in tracce presenti in inclusioni vetrose e nei vetri vulcanici (Fig. 1). Per le prime prove di ablazione ed analisi ci si av valsi della collaborazione di personale assegnista di PI, (C. DOriano). Il sistema di ablazione/analisi stato poi calibrato nellambito delle due tesi di dottorato. Lintera procedura ha consentito di ottenere data set analitici inerenti ai prodotti ignei degli Iblei e dello Stromboli, con valori di accuratezza e precisione perfettamente con frontabili con quelli di letteratura. I dati, costituiscono parte di due articoli scienti fici in preparazione. Nellambito del progetto DPC-INGV Paroxysms, sono state investigate le abbondanze elementari ed isotopiche di He, Ne ed Ar nelle inclusioni fluide intrappolate in olivine e pirosseni dei magmi eruttati da Stromboli, ed in fase di preparazione un articolo scienti fico. A Roma, presso la microsonda ed microscopio elettronico a scansione ad emissione di campo sono state e f fettuate 1340 ore di analisi. Circa 150 ore sono state impegnate per analisi nellambito dei progetti di Protezione Civile. stato calibrato il forno verticale ad alta temperatura su cui stato installato il sistema di controllo della fugacit di ossigeno (Fig. 2). stata completata la calibrazione della Quick Press (Fig. 3). stato s viluppato un nuovo setup sperimentale per la misura in situ delle emissioni di radon in funzione del tasso di deformazione. stata installata una camera da vuoto al Rotary Shear apparatus. stato installato un tornio di precisione nel laboratorio preparazione campioni. stata installata una nuova macchina fotogra fica 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Nel 2011, tenendo conto del riordino e della possibile riorganizzazione dellintero ente si continuer a dare priorit a quelle attivit di ricerca, di sviluppo tecnologico e di controllo di qualit, mirate ad ottimizzare e rendere il pi possibili fruibili ed efficienti i laboratori. Queste attivit saranno possibili solo se sar garantita la presenza continua di personale dedicato alle apparecchiature e la disponibilit di risorse finanziarie (attraverso le dotazioni ordinarie o tramite autofinanziamenti che potranno provenire da attivit di conto terzi) che rendano certe le operazioni di manutenzione e la copertura delle spese di esercizio dei laboratori. Si continueranno a perseguire i seguenti obiettivi generali: lorganizzazione nellanno di uno o pi workshop, mirati a far conoscere le caratteristiche e le potenzialit dei laboratori, ricevere feed-back dagli utenti e dai TTC che utilizzano i dati prodotti; lo sviluppo di sinergie con altri enti/istituzioni (ad esempio, CNR, Universit) per grandi iniziative infrastrutturali (e.g. microsonde ioniche, nuove linee analitiche al sincrotrone) anche nellambito di grandi programmi europei; lo sviluppo di apparecchiature e metodologie per le analisi delle rocce totali al fine di svincolarsi da laboratori esterni.

Queste iniziative potranno coinvolgere in maniera sinergica le sezioni di CT e PA. Saranno proseguite le analisi, le misure e la produzione di dati per il monitoraggio (TTC 1.5) e per i progetti di ricerca svolti nellambito dei TTC 4.3 e 84

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

OO.SS. 3.1, 3.2, 3.5, 3.6, 3.8. A CT nel 2011 i laboratori continueranno lacquisizione dei dati utili a monitorare levoluzione dei fenomeni erutti vi di Etna e Stromboli. A PA prevista entro Marzo, la consegna dello spettrometro di massa multi-collettore per lanalisi dei gas nobili, che dovr essere collegato al laser di potenza. Lo spettrometro ed il laser consentiranno lanalisi isotopica ed elementare dei gas nobili nelle singole inclusioni fluide. in fase di progettazione e realizzazione la cella di ultra-alto-vuoto che sar necessaria a contenere i campioni (microcristalli) di cui analizzare le inclusioni. Si ritiene che ci impegner almeno lintero anno 2011. Infine, in fase di progettazione/realizzazione una linea dedicata di alto vuoto, collegata al crushing, per lestrazione e lanalisi isotopica della CO2 intrappolata nelle inclusioni fluide in prodotti ignei. Al pari dei gas nobili, tale dato sar utile a porre importanti vincoli sulle caratteristiche delle sorgenti mantelliche delle aree in studio. A NA-OV, per lanno 2011 si prevede di e f fettuare nel laboratorio di chimica fine prove di separazione cromatografia da campioni a basso Sr mediante lutilizzo delle microcolonne. Si eseguiranno analisi isotopiche di campioni prelevati tramite lutilizzo del Micromill, da cristalli in varia posizione. previsto il tras ferimento del laboratorio di Microscopia in un locale pi idoneo. Inoltre prevista una revisione dello Spettrometro ad in frarosso FTIR, con sostituzione del motorized square aperture e del BMS Ge/KBr. A Roma nellambito di un nuovo progetto europeo Starting Grant che vede per la seconda volta il laboratorio HPHT Host Institution verr progettata e realizzata una pressa biassiale per lo studio sperimentale dei processi di creep. Verr calibrata una nuova telecamera termica ad alta velocit nel laboratorio analogico. Verr installato e calibrato un autoclave a riscaldamento esterno. Verranno e f fettuati nuovi esperimenti analogici sulla propagazione dinamica della frattura.Verr testata la camera da vuoto installata al Rotary Shear apparatus. Verr installata una nuova troncatrice nel laboratorio preparazione campioni. Sar realizzato un programma per l'elaborazione semiautomatica delle immagini al fine di ottenere rapidamente in formazioni sulla velocit dei balistici. Saranno ideati ed e f fettuati ulteriori esperimenti di laboratorio sulla sedimentazione della cenere vulcanica. A PI sar messo in opera e calibrato e reso operativo il SEM ed il sistema di microanalisi EDS appena acquisito. Proseguiranno gli esperimenti con la fornace tubolare, sviluppando tecniche per ef fettuare esperimenti sotto un flusso controllato di gas al fine di riprodurre le condizioni presenti allinterno dei condotti vulcanici. Si continueranno gli esperimenti di fusione di rocce per riprodurre gli equilibri di fase e le tessiture che si determinano nelle porzioni pi superficiali dei sistemi vulcanici e nel corso del ra f freddamento dei flussi lavici. Si prevede di continuare la collaborazione con il gruppo SYRMEP di Elettra per ef fettuare tomografie l'analisi tessiturale in 3D di campioni di rocce a diversa composizione e di sviluppare ulteriori collaborazione con lIsto-Orleans per esperimenti e studi con microtomografo da laboratorio. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 1. 16. 22. 31. 106. 108. 111. 116. 118. Aiuppa, A., Bertagnini, A., Mtrich, N., Moretti, R., Di Muro, A., Liuzzo, M., Tamburello, G., (2010). A model o f degassing for Stromboli volcano, Earth Planet. Sci. Lett., 1-2, 295, 195-204. http://www.earthprints.org/handle/2122/6497. Arienzo, I., Moretti, R., Civetta, L., Orsi, G., Papale, P., (2010). The feeding system of AgnanoMonte Spina eruption (Campi Flegrei, Italy): Dragging the past into present acti vity and future scenarios, Chem. Geol., 270, 135-147. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6690. Benson, P., Vinciguerra, S., Meredith, P., Young, P., (2010). Spatio-temporal evolution of volcano seismicit y: A laboratory study, Earth Planet. Sci. Lett., 297, 315-323. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6641. Bizzarri, A.(2010). On the relations between fracture energy and physical observables in dynamic earthquake models, J. Geophys. Res., 115, B10307. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6153. Deegan, F. M., Troll, V. R., Freda, C., Misiti, V., Chadwick, J. P., McLeod, C. L., Davidson, J. P., (2010). Magma-Carbonate Interaction Processes and Associated CO2 Release at MerapiVolcano, Indonesia: Insights from Experimental Petrology, J. Petrol., 5, 51, 1027-1051. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6039. Del Gaudio, P., Mollo, S., Ventura, G., Iezzi, G., Taddeucci, J., Cavallo, A., (2010). Cooling rate-induced dif ferentiation in anhydrous and hydrous basalts at 500 MPa: Implications for the storage and transport o f magmas in dikes, Chem. Geol., 270, 164-178. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6478. Della Ventura, G., Bellatreccia, F., Marcelli, A., Cestelli Guidi, M., Piccinnini, M., Cavallo, A., Piochi, M., (2010). Application of micro-FTIR imaging in the Earth sciences, Anal. Bioanal. Chem., 6, 397, 2039-2049. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6503. Di Roberto, A., Pompilio, M., Wilch, T. I., (2010). Late Miocene submarine volcanism in ANDRILL AND-1B drill core, Ross Embayment, Antarctica, Geosphere, 5, 6, 524-536. http://www.earthprints.org/handle/2122/6567. Di Vincenzo, G., Bracciali, L., Del Carlo, P., Panter, K., Rocchi, S., (2010). 40Ar39Ar dating o f volcanogenic products from the AND-2A core (ANDRILL Southern McMurdo Sound Project, Antarctica): correlations with the Erebus Volcanic Province and implications for the age model of the core, Bull. Volcanol., 4, 72, 487-505. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6594. Gualda, G.A.R., Baker, D. R., Polacci, M., (2010). Introduction: Advances in 3D imaging and analysis o f geomaterials, Geosphere, 5, 6, 468-469. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6652. Heap, M.J., Faulkner, D., Meredith, P.G., Vinciguerra, S., (2010). Elastic moduli evolution and accompanying stress changes with increasing crack damage: implications for stress changes around fault zones and volcanoes during de formation, Geophys. J. Int., 183, 225-236. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6627. Iezzi, G., Della Ventura, G., Tribaudino, M., Nemeth, P., Margiolaki, I., Cavallo, A., Gaillard, F., Beherns, H., (2010). Phase transition induced by solid solution: The Ca-Mg substitution in richteritic amphiboles, Am. Miner., 95, 369-381. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6479. Mtrich, N., Bertagnini, A., Di Muro, A., (2010). Conditions o f Magma Storage, Degassing and Ascent at 85

162. 166. 174. 225.

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

226. 237. 241. 260. 273.

278. 298. 300. 304. 312. 314. 320. 328.

Stromboli: New Insights into the Volcano Plumbing System with In ferences on the Erupti ve D ynamics, J. Petrol., 3, 51, 603-626. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6712. Mollo, S., Del Gaudio, P., Ventura, G., Iezzi, G., Scarlato, P., (2010). Dependence of clinopyroxene composition on cooling rate in basaltic magmas: Implications for thermobarometry, Lithos, 118, 302-312. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6400. Nielsen, S., Taddeucci, J., Vinciguerra, S., (2010). Experimental observation of stick-slip instability fronts, Geophys. J. Int., 180, 697-702. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5845. Pappalardo, L., Mastrolorenzo, G., (2010). Short residence times for alkaline Vesuvius magmas in a multidepth supply s ystem: Evidence from geochemical and textural studies, Earth Planet. Sci. Lett., 296, 133 143. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6653. Polacci, M., Mancini, L., Baker, D. R., (2010). The contribution of s ynchrotron X-ray computed microtomography to understanding volcanic processes, J. Synchrot. Radiat., 2, 17, 215-221. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6752. Sagnotti, L., Cascella, A., Ciaranfi, N., Macr, P., Maiorano, P., Marino, M., Taddeucci, J., (2010). Rock magnetism and palaeomagnetism o f the Montalbano Jonico section (Italy): evidence for late diagenetic growth of greigite and implications for magnetostratigraphy, Geophys. J. Int., 3, 180, 1049-1066. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5941. Schiavi, F., Kobayashi, K., Moriguti, T., Nakamura, E., Pompilio, M., Tiepolo, M., Vannucci, R., (2010). Degassing, crystallization and eruption dynamics at Stromboli: trace element and lithium isotopic evidence from 2003 ashes, Contrib. Mineral. Petrol., 4, 159, 541-561. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6755. Sulpizio, R., Cioni, R., Di Vito, M. A., Mele, D., Bonasia, R., Dellino, P., (2010). The Pomici di Avellino eruption of Somma-Vesuvius (3.9 ka BP). Part I: stratigraphy, compositional variability and eruptive dynamics, Bull. Volcanol., 72, 539-558. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6771. Sulpizio, R.Bonasia, R., Dellino, P., Di Vito, M. A., Mele, D., La Volpe, I., (2010). The Pomici di Avellino eruption of SommaVesuvius (3.9 ka BP). Part II: sedimentology and physical volcanology of pyroclastic densit y current deposits, Bull. Volcanol., 72, 559-577. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6779. Tarquini, S., Favalli, M., (2010). A microscopic in formation system (MIS) for petrographic analysis, Comput. Geosci., 5, 36, 665-674. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6759. Trippetta, F., Collettini, C., Vinciguerra, S., Meredith, P. G., (2010). Laboratory measurements o f the physical properties o f Triassic Evaporites from Central Italy and correlation with geophysical data, Tectonophysics, 492, 121-132. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6643. Tuccimei, P., Mollo, S., Vinciguerra, S., Castelluccio, M., Soligo, M., (2010). Radon and thoron emission from lithophysae-rich tu f f under increasing deformation: An experimental study, Geophys. Res. Lett., 37, L05305. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6409. Vetere, F., Behrens, H., Holtz, F., Vilardo, G., Ventura, G., (2010). Viscosity of crystal-bearing melts and its implication for magma ascent, J. Mineral. Petrol. Sci., 3, 105, 151-163. http://www.earthprints.org/handle/2122/6061. Zandomeneghi, D., Voltolini, M., Mancini, L., Brun, F., Dreossi, D., Polacci, M., (2010). Quantitati ve analysis of X-ray microtomography images of geomaterials: Application to volcanic rocks, Geosphere, 6, 6, 793-804. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6775.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 355. DOriano, C., Bertagnini, A., Pompilio, M., Ash erupted during normal activity at Stromboli (Aeolian Islands, Italy) raises questions on how the feeding s y stem works, Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6597. 368. Fortin, J., Stanchits, S., Vinciguerra, S., Guguen, Y., Influence o f thermal and mechanical cracks on permeabilit y and elastic wave velocities in a basalt from Mt. Etna volcano subjected to elevated pressure, Tectonophysics. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6644. 369. Freda, C., Gaeta, M., Giaccio, B., Marra, F., Palladino, D. M., Scarlato, P., Sottili, G., CO2-driven large ma fic explosive eruptions: the Pozzolane Rosse case study f rom the Colli Albani Volcanic District (Italy). Bull. Volcanol., (2010). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6266. 5.3 Altre pubblicazioni 529. Mollo, S., Misiti, V., Scarlato, P., (2010). Trace element behaviour during interaction between basalt and crustal rocks at 0.5-0.8 GPa: an experimental approach, Central European Journal of Geosciences, 2, 2, 188198. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6324. 587. Ventura, G., Vinciguerra, S., Moretti, S., Meredith, P. G., Heap, M .J., Baud, P., Shapiro, S. A., Dinske, C., Kummerow, J., (2010). Understanding Slow Deformation Before D ynamic Failure. http://www.earthprints.org/handle/2122/6636.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

2.4. TTC - Laboratori di geochimica dei fluidi


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Salvatore Inguaggiato (PA) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM1, NA-OV, PA 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 I laboratori di Geochimica dei Fluidi s volgono un ruolo fondamentale nel supportare tutti i progetti di ricerca e di sorveglianza attivati dallEnte. In particolare, PA ha supportato le varie sezioni dellEnte eseguendo tutte le analisi isotopiche (He, C, D e 18O) e chimiche (elementi in traccia). Inoltre i laboratori hanno continuato la loro implementazione tecnologica sia in termini di up-grade o acquisto di nuove strumentazioni che di aumento dei parametri investigati. In particolare, Durante il 2010 si e prov veduto alla installazione (PA) di due nuovi cromatografi ionici Dionex ICS1100 dotati di rigenerazione automatica delleluente e colonne termostatate. Gli strumenti sono caratterizzati dallacquisizione digitale della cella conduttimetrica che permette lautoscala nellintero intervallo di misura del rivelatore. Tale caratteristica, associata ai soppressori elettrochimici a micromembrana autorigeneranti consente lanalisi precisa ed accurata dei campioni utilizzati per la sorveglianza delle aree vulcaniche attive. Nellambito delle implementazioni degli strumenti in dotazione al laboratorio Isotopi stabili (PA), sul Gas Cromatografo Trace, che accoppiato con spettrometro di massa Thermo XP tramite linterfaccia Combustion, stato recentemente installato un sistema diretto per lintroduzione dei campioni gassosi. Tale sistema di introduzione stato realizzato dal personale del laboratorio per potere determinare i rapporti isotopici anche in componenti gassosi con basse concentrazioni senza lutilizzo di periferiche che preconcentrano il campione. Questo nuovo sistema di introduzione connette direttamente il loop (50uL) con la testa della colonna attraverso un raccordo zero-volume. In questa prima fase, le prove sono state condotte su campioni di gas per la determinazione del 13CCO2 con un range di concentrazione di CO2 tra i 350ppm v e il 2.0%Vol. Questa implementazione strumentale consente quindi la determinazione della composizione isotopica di CO2, N2, CH4 e degli idrocarburi gassosi pesanti in mani festazioni esalative anche in campioni in cui le basse concentrazioni ne rendono complessa la loro determinazione con le metodologie tradizionali. Nel 2010 il laboratorio chimico-isotopico di NA-OV ha prodotto analisi chimiche ed isotopiche complete per quanto concerne i gas ed i condensati fumarolici, i gas disciolti e le acque di falda, supportando i programmi di sorveglianza geochimica dei Vulcani Campani ed i progetti di ricerca dellUF. Inoltre, (NA-OV) stata ulteriormente, migliorata la routine analitica per la determinazione delle abbondanze isotopiche relative dell'azoto e dellargon in campioni di gas fumarolici e gas disciolti, gia validata, per quanto riguarda le composizioni isotopiche dellAr e dellN2, attraverso intercalibrazioni con laboratori esterni (R.G.F., Universit y o f Rochester; PA). Con questa metodologia possibile ottenere contemporaneamente sulla medesima aliquota di campione l'analisi sia chimica (Ar, O 2, N2, CH4) che isotopica 15N, 40Ar/36Ar). Nellambito del progetto Fiel-Volcan (PA), Europa-Mexico, sono state eseguite le campagne di misura sul plume dei vulcani atti vi Popocatepetl (Mexico) e Stromboli-Vulcano (Italia) ed stata collaudata la nuova strumentazione (Acti ve-DOAS) per misure telemetriche interamente ideata e sviluppata nellambito di una tesi di dottorato di F. Vita s volta in collaborazione con i laboratori geochimici di PA. Questa strumentazione permetter di migliorare la sensibilit e le specie chimiche indagate sui plumes vulcanici. Infine, nellambito dello s viluppo del laboratorio laser-ablation di PA stato realizzato il collegamento tra il laser di potenza, istallato nel 2009, e lICP-MS, per lanalisi degli elementi minori ed in tracce presenti in inclusioni di fuso di vulcaniti. Per le prime prove di ablazione ed analisi ci si av valsi della collaborazione della collega Dr C. DOriano di PI. In seguito, il sistema di ablazione/analisi stato calibrato nellambito delle due tesi di dottorato di A. Correale e G. Tumbarello. Lintera procedura ha consentito di ottenere un paio di dataset analitici inerenti prodotti ignei degli Iblei e dello Stromboli, con valori di accuratezza e precisione analitica perfettamente confrontabili con quelli tipici in letteratura. Il laboratorio di geochimica dei fluidi di RM1, gi implementato con le strumentazioni per del laboratorio di radionuclidi, ha terminato la ottimizzazione della strumentazione del Quadrupolo GSD 301 OmniStar che consiste in un sistema di analisi gas a pressione atmos ferica, che viene utilizzato per monitoraggi in continuo durante la perforazione di pozzi profondi o in linea su sistemi di degassamento naturale quali fumarole o sistemi idrotermali in senso lato. Inoltre stato acquistato un desorbitore termico per lanalisi di composti per-fluoro-carburici da utilizzare come traccianti nel sequestro geologico della CO2. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Le atti vit previste consisteranno nel mantenimento dellelevato standard tecnologico e nello s viluppo e/o miglioramento delle routine analitiche, a supporto dei progetti di sorveglianza geochimica e di ricerca promossi dallINGV. In particolare sar implementato il sistema ICP-MS, gi collaudato presso il laboratorio (NA-OV) nella routine analitica di sorveglianza dei vulcani campani. Nellambito dello s viluppo del laboratorio laser-ablation di PA prevista entro marzo, la consegna dello spettrometro di massa multi-collettore per lanalisi dei gas nobili, che dovr essere collegato al laser di potenza. Ritardi della casa costruttrice ne hanno infatti impedito linstallazione nel 2010. Lo spettrometro ed il laser consentiranno lanalisi isotopica ed elementare dei gas nobili nelle singole inclusioni fluide. in fase di progettazione e realizzazione la cella di ultra-alto-vuoto che sar necessaria a contenere i campioni (microcristalli) di cui analizzare le inclusioni. Nellambito di un progetto di collaborazione fra PA e lUniversit di Heidelberg si completer la istallazione di una rete UV-scanning DOAS per la misura dei flussi di SO2 nel plume di Stromboli. La continuazione del progetto FIEL-Volcan prevede per il 2011 una campagna di misure con strumentazioni DOAS sul vulcano Colima (volcan de fuego) e due campagne di misure rispetti vamente sui vulcani Etna e Stromboli. Saranno inoltre eseguite misure di degassamento dai suoli in aree periferiche e sommitali per individuare e mappare le zone di debolezza strutturale attive. Inoltre saranno eseguite misure diurne e notturne sul 87

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

campo fumarolico dellIsola di Vulcano utilizzando il nuovo Active DOAS costruito nei laboratori di PA. Sulla base dei risultati soddis facenti ottenuti negli ultimi anni nello studio degli isotopi dellazoto (NA-OV, PA) nei sistemi vulcanici legati a processi di subduzione si continuer su questo filone di ricerca estendendo ed approfondendo le conoscenze di questo isotopo nei sistemi vulcanici legati a processi distensi vi e di Hot-Spot. Considerando le conoscenze acquisite sui sistemi geotermici dellarco Ecuadoreno negli anni precedenti (PA) e delle collaborazioni scienti fiche esistenti con lUniversit di Quito si proceder con un censimento ed una caratterizzazione geochimica dei campi geotermici dellarco Ecuadoreno. Sulla base dei risultati soddis facenti ottenuti con il nuovo prototipo per la determinazione in continuo della CO2 disciolta (PA) in acque naturali si proseguir con questa sperimentazione continuando lacquisizione dei dati dellacquifero di Stromboli. Inoltre nellambito delle collaborazioni instaurate con lUniversit di Quito (Ecuador) si proceder allistallazione del nuovo prototipo in una sorgente termale associata al sistema vulcanico del Tungurahua il quale presenta caratteristiche vulcanologiche similari allo Stromboli. prevista la continuazione delle ricerche nel campo della sequestrazione della CO2 (RM1). Inoltre, si proceder alla ottimizzazione e sistemazione dei laboratori geochimici di RM1. In fine, si continuer un programma di intercalibrazione sia tra i laboratori chimico-isotopici dellente, che con laboratori esterni e/o stranieri qualificati, sostenendo in tal modo lo s viluppo tecnico scienti fico dei laboratori stessi e del personale. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 72. Chiodini, G., Caliro, S., Cardellini, C., Granieri, D., Avino, R., Baldini, A., Donnini, M., Minopoli, C., (2010). Long term variations of the Campi Flegrei (Italy) volcanic s ystem as revealed by the monitoring of hydrothermal acti vit y, J. Geophys. Res., 115, B03205. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6065. 157. Granieri, D., Avino, R., Chiodini, G., (2010). Carbon dioxide dif fuse emission from the soil: ten years o f observations at Vesuvio and Campi Flegrei (Pozzuoli). and linkages with volcanic acti vity, Bull. Volcanol., 72, 103-118. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6066. 158. Grassa, F., Capasso, G., Oliveri, Y., Sollami, A., Carreira, P., Carvalho, M. R., Marques, J. M., Nunes, J. C., (2010). Nitrogen isotopes determination in natural gas: analytical method and first results on magmatic, hydrothermal and soil gas samples, Isot. Environ. Health Stud., 2, 46, 141-155. http://www.earthprints.org/handle/2122/6363. 176. Inguaggiato, S., Hidalgo, S., Beate, B., Bourquin, J., (2010). Preliminary geochemical characterization of volcanic and geothermal fluids discharged from the Ecuadorian volcanic arc., Geofluids, 10, 525-541. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6895. 303. Taran, Y., Varley, N., Inguaggiato, S., Cien fuegos, E., (2010). Geochemistry o f H2- and CH4-enriched hydrothermal fluids of Socorro Island, Revillagigedo Archipelago, Mexico. Evidence for serpentinization and abiogenic methane, Geofluids, 10, 542-555. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6885. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 352. Chiodini, G., Caliro, S., Aiuppa, A., Avino, R., Granieri, D., Moretti, R., Parello, F., First 13C/12C isotopic characterisation o f volcanic plume CO2, Bull. Volcanol. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6506. 375. Inguaggiato, S., Vita, F., Rouwet, D., Bobrowski, N., Morici, S., Sollami, A., Geochemical evidence of the renewal of volcanic acti vit y 5 inferred from CO2 soil and SO2 plume fluxes: the 2007 Stromboli eruption (Italy). Bull. Volcanol. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6896. 5.3 Altre pubblicazioni -

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

2.5. Laboratorio per lo sviluppo di sistemi di rilevamento sottomarini


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Giuseppe D'Anna (CNT) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM2, CT, PA 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Durante lanno 2010 sono state condotte tutte e tre le campagne oceanografiche previste, relativamente al 2010, nel piano triennale 2009-2012. A marzo 2010, grazie al supporto del Comando Generale della Guardia Costiera che ci ha concesso limpiego di un pattugliatore della 6a squadriglia di stanza a Messina, stato de finitivamente recuperato lOBS/H che ha partecipato per tre anni al progetto NERIES-NA6. I dati acquisiti, convertiti secondo i formati richiesti, sono stati resi disponibili alla comunit scienti fica attraverso il portale di ORFEUS. Nel corso del 2010 altre due campagne sono state condotte allo scopo di monitorare latti vit sismo-vulcanica di alcuni distretti del Tirreno meridionale di particolare interesse geofisico. La prima compagna denominata Palermo 2010, ha portato al recupero di un OBS/H, deposto il 7 dicembre 2009 nel punto di coordinate lat. 3825,039N, long. 1336,723E, a circa 7km dallepicentro del mainshock del cosiddetto Terremoto di Palermo del 6 settembre 2002, ad una profondit di 1500m. La stazione sottomarina stata recuperata il 27 luglio 2010 dopo 232 giorni di acquisizioni continue (Fig. 2.5.1). Questa campagna stata finanziata con i fondi destinati al capitolo Studi e Ricerche del Centro Nazionale Terremoti a seguito di un progetto presentato dallUnit Funzionale Osservatorio Di Gibilmanna e dai Dipartimenti di Chimica e Fisica della Terra (CFTA) e Geologia dellUniversit di Palermo. Le operazioni di deposizione e recupero sono state condotte mediante lausilio di unimbarcazione da pesca. Lo strumento utilizzato era equipaggiato con un sismometro Guralp CMG40T-OBS 3C 60sec., un idrofono HTI-04-PCA/ULF, un datalogger SEND Geolon-MLS, 21 bit, 4 canali ed un logger di temperatura Tinytag ACS-0001PK, con A/D converter a 16 bit. Nel corso della campagna di monitoraggio, la stazione sismica sottomarina ha acquisito una vasta atti vit locale oltre a quella regionale e ai telesismi. Durante la terza campagna, condotta per Figura 2.5.1 Stazione OBS/H prima della deposizione per la campagna Palermo 2010. mezzo della nave oceanografica Urania nellambito del progetto PANSTR 2010, sono stati deposti tra il 5 e il 15 febbraio 5 OBS/H lungo la direttrice che congiunge il vulcano sottomarino Marsili a Stromboli, nei punti indicati nella mappa di Fig. 2.5.2. I 5 OBS/H sono stati recuperati in tre diversi momenti: tre durante una campagna della nave oceanografica URANIA del Centro Nazionale delle Ricerche di rientro da una missione nel Mar di Marmara, mentre gli ultimi due sono stati recuperati ad Ottobre 2010 nel corso di una campagna condotta dalla nave oceanografica ASTREA delICRAM. Le stazioni sismiche sottomarine sono state tutte equipaggiate con sensore sismico Guralp CMG40T-OBS 3C 60sec. e con un sensore di pressione dif ferenziale (DPG) 200sec-2Hz. Solo per lOBS/H deposto sul vulcano sottomarino Marsili il DPG stato sostituito con un idro fono HTI-04-PCA/ULF 1-2500Hz, per meglio monitorare la presenza di attivit idrotermale ad alta frequenza. Questultimo, inoltre, stato equipaggiato con un logger di temperatura Tinytag ACS-0001-PK, dotato di A/D converter a 16 bit. Lobietti vo di questa seconda campagna stato il monitoraggio dellatti vit sismo-vulcanica prodotta dal vulcano sottomarino Marsili e la raccolta di nuovi dati sismologici che permettano una migliore caratterizzazione dei volumi sismo-genetici presenti in questarea. Inoltre le stazioni deposte durante le 2 campagne nel Tirreno hanno acquisito gli scoppi (Fig. 2.5.2) generati da una potente batteria di Air gun posizionati a bordo della nave oceanografica spagnola Sarmiento de Gamboa che, unitamente alla nave oceanogra fica URANIA, utilizzata per la logistica degli OBS da prospezione, ha condotto una campagna di sismica atti va nel Mar Tirreno tra il 9 aprile e il 6 maggio 2010. Questa stata la pi grande campagna di sismica atti va mai condotta nel Mar Tirreno ed ha visto la partecipazione di vari gruppi INGV (Centro Nazionale Terremoti - Unit Funzionale Ridge di RM2 - OBSLab di Gibilmanna) per la messa in campo sia delle stazioni della Rete sismica Nazionale sia della Rete mobile che degli OBS/H INGV. La partecipazione al workshop NERIES-ESONET ha consentito di illustrare le atti vit condotte nello specifico settore di questo Obietti vo Speci fico consentendo di instaurare nuove occasioni di collaborazioni a livello 89

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

internazionale. Rispetti vamente ad aprile 2010 e a novembre 2010 sono stati presentati due progetti di finanziamento, destinati a fa vorire una reale collaborazione tra Enti di Ricerca e Piccole e Medie industrie. Tali progetti hanno come scopo la realizzazione di prototipi di stazione sismica sottomarina real time stand-alone, cio priva di costosi connessioni a cavi sottomarini per il collegamento con il centro di monitoraggio a terra. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 La realizzazione di un OBS da prospezione rimane un nostro obietti vo. La realizzazione di questo strumento potrebbe consentire, oltre ad una partecipazione attiva nel corso delle campagne di sismica attiva organizzate da vari Istituti italiani del CNR-ISMAR e dallIstituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (INOGS) di Trieste, di inserirci nel mondo della ricerca delle risorse energetiche e quindi costituire una fonte di entrate per il finanziamento di progetti futuri. Dalla fase di progetto di massima, condotto nello scorso anno (Fig. 2.5.3), si passer alla realizzazione del prototipo ed al suo test operati vo. Tale prototipo sar dotato di un acquisitore realizzato in occasione di una tesi di laurea in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dellUniversit di Palermo, progettato per Figura 2.5.2 Esempio di scoppi registrati durante la campagna di indagine geofisica soddis fare le caratteristiche richieste da condotta a bordo della nave oceanografica Sarmiento de Gamboa nellambito del questo tipo di applicazione. progetto MEDOC. Contemporaneamente alla realizzazione dellOBS da prospezione saranno condotti i test operativi, gi da tempo programmati, del nuovo OBS/H versione B. Alcuni problemi verificatisi nelle deposizioni oltre i 2000m, quali scheggiature e de formazioni delle bentos fere, con la conseguente influenza sul corretto funzionamento delle basi autolivellanti e anomale intrusioni di acqua, ci hanno indotto a predisporre la sostituzione dei contenitori in pressione dei sensori sismici con contenitori realizzati in titanio. Tale operazione verr condotta nel corso del 2011 e sar completata con una nuova serie di test. LOBS Lab di Gibilmanna stato coinvolto nella realizzazione di una rete di monitoraggio nellarea del Mare Adriatico con scopi esclusivamente ambientali. Per partecipare a questo progetto sar necessario un adattamento speci fico di due OBS data la tipologia del luogo caratterizzato da batimetrie dellordine dei cento metri ed esposto alla possibilit di danneggiamento degli strumenti stessi da parte delle reti a strascico di largo utilizzo in quel mare. Altra prerogativa richiesta sar la possibilit di acquisire i dati in tempo reale, e ci comporter lo s viluppo di sistemi integrati con boe di superficie o mede opportunamente dimensionate ed equipaggiate per fornire energia alla stazione sottomarina e trasmettere i dati al centro di acquisizione. Questo progetto potrebbe costituire una piatta forma sulla quale sperimentare le soluzioni che potrebbero, in un prossimo futuro, essere adottate dalla stazione sismica sottomarina real time INGV destinata a mari molto pi pro fondi ed oggetto dei due progetti presentati in collaborazione tra il CNT, tre dipartimenti dellUniversit di Palermo (Ingegneria elettronica, Meccanica e Geofisica) e due industrie del settore. Lanalisi dei dati della campagna di Palermo 2010 relativi alla sismicit locale mostra oltre 250 eventi in 8 mesi che hanno messo in evidenza una sostenuta sismicit locale (entro i 10 km) e sono stati individuati 9 distinti cluster di eventi (DAlessandro A., Mangano G., DAnna G., Luzio D. -sottomesso Palermo 2010 - Monitoraggio sismico sottomarino dellarea epicentrale del Figura 2.5.3 Schema di massima dellOBS da prospezione. terremoto di Palermo del 6 settembre 2002). Tale risultato ci porta a proporre nel prossimo anno, o in 90

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

quello successi vo, la realizzazione di una campagna con pi OBS/H in modo da accrescere le conoscenze di questarea cos prossima alla costa siciliana e inserita in un contesto regionale sede di una elevata atti vit geodinamica. Il progetto Sicilia si av via al suo ultimo anno di attivit. In collaborazione con la sezione di PA, verr realizzato un prototipo di modulo per le misure geochimiche sottomarine in versione stand alone e connettibile ad una rete esistente. Il modulo potr monitorare i principali parametri chimico-fisici ed in particolare sar condotto uno studio per la realizzazione di un misuratore di flusso di gas proveniente da aree di degassamento sottomarino. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 134. Faggioni, O., Soldani, M., Gabellone, A., Hollett, R.D., Kessel, R.T., (2010). Undersea harbour defence: A new choice in magnetic networks, J. Appl. Geophys., 1, 72, 46-56. http://www.earthprints.org/handle/2122/6232. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 5.3 Altre pubblicazioni 463. D'Alessandro, A., Luzio, D., D'Anna, G., Mangano, G., (2010). Valutazione della performance di localizzazione della RSN-INGV tramite simulazione numerica, Quaderni di Geofisica, 83, 1-33. http://www.earthprints.org/handle/2122/6170. 464. D'Alessandro, A., Luzio, D., D'Anna, G., Mangano, G., (2010). SNES - Seismic Network Evaluation through Simulation: an application to the Italian RSNC-INGV. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6181. 465. D'Alessandro, A., Mangano, G., D'Anna, G., Luzio, D., (2010). Palermo 2010 - Campagna di monitoraggio sismo-acustico sottomarino dellarea epicentrale del terremoto di Palermo del 6 settembre 2002. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6169. 501. Guardato, S., Orazi, M., Caputo, A., Buonocunto, C., (2010). Installazione di un mini-sistema DAQ con idrofono su fondale marino in acque basse. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5998. 513. Leoncini, D., Decherchi, S., Faggioni, O., Gastaldo, P., Soldani, M., Zunino, R., (2010). Linear SVM for Underwater Magnetic Signals Based Port Protection, J. Info. Ass. Security, 4, 5, 401-408. http://www.earthprints.org/handle/2122/6216.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

2.6. TTC - Laboratorio di elettromagnetismo in aree attive


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Ciro Del Negro (CT) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2, CT, NA-OV

gravimetria,

magnetismo

ed

3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 RM2 e lUniversit dellAquila, insieme a CT e NA-OV, hanno organizzato il Convegno: Osservazioni elettromagnetiche e gravimetriche relative al sisma del 6 Aprile 2009 a LAquila (26-28 aprile 2010, LAquila). Il Convegno si s volto nella citt colpita dal tragico evento per contribuire alla sua ripresa sociale e culturale. Al Convegno hanno partecipato circa 50 ricercatori di vari enti di ricerca e universit interessati al tema della possibile occorrenza di segnali precursori dei sismi. Per fa v orire l'esplorazione di nuove segnature ed anomalie eventualmente presenti nei segnali elettromagnetici in concomitanza di un evento sismico, RM2 ha attivato una banca dati per il deposito e la libera fruizione di dati elettromagnetici raccolti in prossimit spazio-temporale all'evento di L'Aquila del 6 aprile 2009. La banca dati ha laccesso libero ed distribuita fra le risorse telematiche della sezione di Roma 2 all'indirizzo: http://roma2.rm.ingv.it/it/risorse/banche_dati/39/osservazioni_relative_al_sisma_del_6-42009_a_laquila. LUP Geofisica e Tecnologie Marine di Portovenere ha ef fettuato diverse prospezioni nel Mediterraneo in collaborazione con lIstituto Idrografico della Marina in ambito CONAGEM, con il CNR ISMAR di Bologna (Seamount Vercelli, Arco Eoliano, Isole Pontine, Golfo di Napoli, ecc.) ed in Oceano Pacifico in collaborazione con diversi istituti di ricerca (NIWA, NOC, IESE, GNS, ecc.). Sono state aggiornate la telemetria e lingegneria del gravimetro di fondo mare disponibile presso NA-OV, che in questa nuova configurazione risulta pi versatile e utilizzabile su qualsiasi vettore navale anche di ridotte dimensioni. Su questa tematica stato ef fettuato un tirocinio per un master di II livello in Oceanic Engineering. La sezione di Napoli ha curato la gestione delle reti gravimetriche dei Campi Flegrei, Vesuvio, Ischia, Vulcano-Lipari e Pantelleria, e ha istituito dei nuovi capisaldi gravimetrici a Lipari. In totale sono state eseguite sei campagne gravimetriche: Campi Flegrei (2), Vesuvio (2), Ischia, Vulcano-Lipari. Sono stati anche realizzati i collegamenti gravimetrici relati vi tra due nuove stazioni assolute a LAquila con la stazioni assoluta in SantAngelo Romano e la stazione della rete di Ordine Zero al Laboratorio Sotterraneo del Gran Sasso. Sono state atti v ate diverse collaborazioni: (i) con lINRIM di Torino, sono state e f fettuate misure assolute di g nellarea napoletana e istituite due stazioni assolute a LAquila; (ii) con UPGTM e INRiM-TO, stato proseguito lo studio per la realizzazione di un gra vimetro assoluto da campagna; (iii) con Usu Volcano Observatory, Hokkaido Universit y, stata ef fettuata lanalisi e linterpretazione congiunta di dati di deformazioni e sismicit in caldere; (iv) con CSIC-UCM Madrid, sono stati s viluppati modelli strutturali 3D da dati gravimetrici a Ischia, Campi Flegrei ed area aquilana, ed stata e f fettuata linversione 3D congiunta di dati di deformazioni e variazioni di g ai Campi Flegrei. CT ha garantito il funzionamento delle reti permanenti di monitoraggio gravimetrico e magnetico dellEtna e dello Stromboli. AllEtna stato installato il gravimetro L&R 1081 in registrazione continua allosservatorio di Pizzi Deneri (2820m slm). A Stromboli stato completato il potenziamento della rete magnetica e della stazione gravimetrica con la realizzazione del sistema di trasmissione wireless alla stazione multiparametrica di Liscione (SLN). Insieme a RM2 e lObservatoire de Physique du Globe de Clermont-Ferrand stata aggiornato il sistema di acquisizione della stazione magnetotellurica in acquisizione continua in area sommitale allEtna. Con il gravimetro assoluto FG5#238 di propriet dellENI s.p.a., stata fatta una campagna di misure ibride (misure relative e assolute) che ha interessato tutta la rete gravimetrica dellEtna. Lanalisi congiunta dei dati gravimetrici (discreti e continui) acquisiti nellultimo decennio allEtna con dati provenienti da altre discipline (deformazione del suolo, sismologia e petrologia) ha permesso di riconoscere e studiare alcuni processi vulcanici pre-sin e post erutti vi che hanno caratterizzato latti vit del vulcano degli ultimi anni. Sono stati sviluppati modelli numerici accoppiati che risolvono contemporaneamente: (i) le equazioni dellelastostatica per calcolare il campo di stress, (ii) le equazione del campo magnetico per calcolare le anomalie piezomagnetiche indotte dal campo di stress, (iii) le equazione del campo di gravit. stata garantita la gestione e laggiornamento della banca dati (http://u fgm.ct.ingv.it:8080) che raccoglie i dati gravimetrici e magnetici acquisiti all'Etna e allo Stromboli. Gilda Currenti di CT stata insignita del premio IAGA Young Scientist Award 2009-2010. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Nel 2011 questo TTC continuer a promuovere lapplicazione di un approccio geofisico multidisciplinare che integri le osservazioni gravimetriche, magnetiche ed elettriche per contribuire alla comprensione della struttura fisica e della dinamica delle aree vulcaniche e sismiche atti ve. RM2 riprender gli studi di induzione elettromagnetica per determinare le anomalie crostali e del mantello nell'area della catena dell'Atlante in Marocco, mediante l'analisi di nuovi dati geomagnetici (valori vettoriali del campo) che dovranno essere raccolti in primavera dal partner locale su siti selezionati. Nello stesso ambito scienti fico, uno studio speci fico sui dati vettoriali raccolti sullEtna verr attivato utilizzando 3 magnetometri gi istallati e operativi sull'edi ficio vulcanico e fuori (come stazione di riferimento), con l'aggiunta di due ulteriori magnetometri da campagna, per realizzare una piccola rete osservati va. Le finalit per tali osservazioni risiedono nell'individuazione di anomalie nella segnatura magnetica riconducili all'atti vit vulcanica dell'Etna. LUP Geofisica e Tecnologie Marine di Portovenere proseguir le campagne di misura (seamount Enarete e Sisi fo), in collaborazione con lIstituto Idrografico della Marina (in ambito CONAGEM) e MAVA11 nel Tirreno meridionale in collaborazione con CNR, GNS, NOAA and WHOI. Sono previsti anche ulteriori progetti per lo s viluppo tecnologico per la gravimetria e magnetometria a terra ed in mare. NA-OV ha in programma di ef fettuare campagne di misure gravimetriche a: Campi Flegrei (2), Vesuvio (2), VulcanoLipari (1) e Pantelleria 92

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

(1). Sar proseguita lacquisizione di dati gravimetrici in continuo al Vesuvio e ai Campi Flegrei dove stata da poco installata una stazione gravimetrica in registrazione. Saranno anche progettati ed implementati sistemi di acquisizione per dati gravimetrici in continuo e un sistema di controllo e gestione da remoto per stazioni gravimetriche registratrici. In collaborazione con UniNA, CSIC-UCM Madrid e UP-GTM, si svilupperanno modelli strutturali 3D dellarea napoletana e Pantelleria da dati gravimetrici e magnetici. Con altre Sedi INGV e UniBO saranno sviluppati modelli ottenuti dallanalisi congiunta di dati gravimetrici, di deformazione e sismicit ai Campi Flegrei. Dopo aver realizzato una piastra autolivellante per gravimetri in registrazione, sar continuata la cooperazione con UP-GTM e INRiM-TO per sviluppare un prototipo di gravimetro assoluto da campagna. CT oltre ad assicurare la manutenzione delle reti di monitoraggio gravimetrico, magnetico ed elettrico dellEtna e delle Eolie, intende ultimare il programma di consolidamento dei sistemi osservati vi attraverso: (i) il potenziamento della rete magnetica dellEtna ripristinando la stazione magnetica di Serra la Nave e utilizzando nuove schede integrate per lacquisizione e la trasmissione (GSM, Wireless) dei dati acquisiti dei 3 magnetometri vettoriali. Questo permetter di passare ad un campionamento di 1 dato/s e la visualizzazione in tempo reale dei dati sul WEB di CT; (ii) realizzazione di un sistema di trasmissione wireless per la stazione magnetotellurica installata a Pizzi Deneri con RM2 e il CNRS; (iii) il ripristino delle 4 stazioni magnetiche gi installate a Vulcano dal CNRS. Saranno ripetute le campagne di misura del campo di gravit utilizzando gravimetri relativi e assoluti (misure ibride) in tutti i capisaldi della rete discreta. Campagne quasi mensili saranno eseguite lungo i profili ad andamento EO e NS (con gravimetri relativi) e misure del gradiente verticale di gravit in tutte le stazioni assolute. Si intende sperimentare il nuovo gravimetro Burris (ZLS Corporation) per misure in continuo allEtna nella stazione di Serra la Nave e installare presso la Montagnola il gravimetro MicrogLaCoste 27 dove la disponibilit di un sistema di trasmissione Wi-Fi gi installato permetter di campionare ad 1 dato/s. In collaborazione con lINRiM saranno intrapresi studi per la caratterizzazione della risposta dei gravimetri a sollecitazioni con diverse frequenze utilizzando una tavola oscillante. Nel sito di Serra La Nave allEtna sar realizzato un laboratorio avanzato di geofisica per lacquisizione di misure multiparametriche. Questo sito, essendo collegato alla rete internet dellosservatorio astrofisico, diventer un nodo strategico per la raccolta e la trasmissione dei dati acquisiti nella parte sommitale del vulcano verso Catania. Le lunghe serie di dati saranno utilizzate per migliorare il potere investigativo dei metodi dei campi di potenziale ed elettromagnetico attraverso: (i) lo s viluppo e la validazione di tecniche di analisi innovati ve volte allidenti ficazione di segnali precursori di eventi erutti vi; (ii) lapplicazione di modelli integrati, sia diretti sia inversi, che correlino le variazioni anomale dei campi di potenziale con i processi vulcanici. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 38. Bortoluzzi, G., Ligi, M., Romagnoli, C., Cocchi, L., Casalbore, D., Sgroi, T., Cu f faro, M., Caratori Tontini, F., D'Oriano, F., Ferrante, V., Remia, A., Riminucci, F., (2010). Interactions between volcanism and tctonics in the western Aeolian sector, southern Tyrrhenian Sea, Geophys. J. Int., 1, 183, 64-78. http://www.earthprints.org/handle/2122/6254. 60. Caratori Tontini, F., Cocchi, L., Muccini, F., Carmisciano, C., Marani, M. P., Bonatti, E., Ligi, M., Boschi, E., (2010). Potential Field modeling of collapse-prone submarine volcanoes in the southern Tyrrhenian Sea (Italy). Geophys. Res. Lett., 37, L03305. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5894. 90. D'Agostino, G., Germak, A., Berrino, G., (2010). Long term plumb-line alignment o f precise measuring instruments:An adaptive digital controller designed for an autoleveling platform, Rev. Sci. Instrum., 81, 105108. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6655. 159. Greco, F., Currenti, G., Del Negro, C., Napoli, R., Budetta, G., Fedi, M., Boschi, E., (2010). Spatiotemporal gravit y variations to look deep into the southern flank of Etna volcano, J. Geophys. Res., 115, B11411. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6354. 209. Masci, F.(2010). On claimed ULF seismogenic fractal signatures in the geomagnetic field, J. Geophys. Res., 115, A10236. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6233. 323. Villante, U., De Lauretis, M., De Paulis, C., Francia, P., Piancatelli, A., Piancatelli, A., Pietropaolo, E., Vellante, M., Meloni, A., Palangio, P., Schwingenschuh, K., Prattes, G., Magnes, W., Nenovski, P., (2010). The 6 April 2009 earthquake at LAquila: a preliminary analy sis of magnetic field measurements, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 203-214. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6201. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 371. Gambetta, M., Armadillo, E., Carmisciano, C., Stefanelli, P., Cocchi, L., Caratori Tontini, F., Determining geophysical properties o f a nearsurface cave through integrated microgravity vertical gradient and electrical resisti vit y tomography measurements, J. Cave Karst Stud. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6562. 5.3 Altre pubblicazioni 420. Berrino, G., D'Errico, V., Ricciardi, G., (2010). Gravimetria Isola di Vulcano - rendiconto sullatti vit di sorveglianza s volta nel 2009. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6733. 421. Berrino, G., D'Errico, V., Ricciardi, G., (2010). Misure gravimetriche ai Campi Flegrei - rendiconto sullatti vit di sorveglianza s volta nel 2009. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6736. 422. Berrino, G., D'Errico, V., Ricciardi, G., (2010). Misure gravimetriche al Vesuvio - rendiconto sullatti vit di sorveglianza s volta nel 2009. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6731. 423. Berrino, G., D'Errico, V., Ricciardi, G., (2010). Misure gravimetriche allIsola di Pantelleria. http://www.earthprints.org/handle/2122/6738. 93

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

431. Bortoluzzi, G., Del Bianco, F., Maselli, V., Riminucci, F., Carmisciano, C., Cocchi, L., Muccini, F., Vagni, R., Cu f faro, M., Palmiotto, C., Rossi, V., Catta fi, I., D'Anna, G., Mangano, G., Rapisarda, S., Speciale, S., (2010). Report on the gravimetric, magnetometric, bathy metric acti vities during Cruise PANSTR10 with R/V Urania: Panarea and Stromboli, Aeolian Islands, 2010-02-05 - 2010-02-15. http://www.earthprints.org/handle/2122/6563. 500. Greco, F., Currenti, G., Del Negro, C., Di Stefano, A., Napoli, R., Pistorio, A., Scandura, D., Budetta, G., Fedi, M., (2010). Wavelet multi-resolution analysis for the local separation of microgravity anomalies at Etna volcano. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6388.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

3.1. Fisica dei terremoti


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Edoardo Del Pezzo (OV), Rita Di Giovambattista (CNT), Stephan Nielsen (RM1) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, BO, CT, NA-OV, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 La ricerca nel campo della fisica dei terremoti viene condotta mediante una continua interazione tra la fisica di base e quella applicata. Il grande flusso di dati multidisciplinari rilevati dalle reti multisensoriali permette di sottoporre a veri fiche i modelli proposti. In particolare sono state s viluppate le seguenti linee di ricerca: meccanica della sorgente sismica, processi di rottura e caratterizzazione delle zone di faglia: studio della nucleazione e dei parametri che caratterizzano la sorgente sismica, in particolare, ruolo della temperatura prodotta per attrito nella dinamica della sorgente sismica: stato proposto un modello che tiene conto della transizione tra attrito di tipo Coulombiano ed attrito viscoso; sono state chiarite le peculiarit di terremoti supersonici; tramite una tecnica di inversione non lineare di dati strong motion e geodetici stato studiato il processo sorgente del terremoto dell'Aquila; tramite inversione non lineare di dati di tsunami e dati geodetici, stato studiato il mega-terremoto di Sumatra 2004; stato studiato il terremoto di Tokachi-oki, Giappone 2003 (Mw 8.1); per il terremoto del Cile del 2010 (Mw 8.8) stata analizzata la relazione tra accoppiamento intersismico e distribuzione di slip nei gap sismici; sono stati trovati forti e f fetti di ampli ficazione del moto in zona di faglia durante la sequenza sismica del 2009 in Abruzzo; una stazione installata in prossimit della faglia di San Demetrio ha mostrato forti ampiezze nelle sue registrazioni; anche nel 2010 si aggiornato il Catalogo Europeo Mediterraneo degli RCMT che contiene i parametri di sorgente di pi di 1000 terremoti e che consultato da molti utenti (www.bo.ingv.it/RCMT); stata s viluppata una interfaccia web per la selezione dei dati in base a parametri temporali, geografici e di qualit; stato fatto uno studio dei parametri di sorgente della sequenza dellAquilano con il calcolo dei QRCMT; meccanismo sorgente degli eventi a lungo periodo (LP) dellEtna: stata studiata la sismicit di Lungo Periodo (LP) osservata da una rete di 50 stazioni istallata sulla Figura 3.1.1 Distribuzione dello slip sulla faglia del terremoto sommit del vulcano; i risultati indicano che la sorgente Mw 8.8 del Cile del 27 febbraio 2010, ricostruita tramite LP riconducibile alle variazioni volumetriche di una inversione congiunta di dati di tsunami e geodetici. Le frecce struttura di tipo crack; questo suggerisce come il bianche rappresentano la direzione di dislocazione, le curve nere sottili indicano il campo di spostamento verticale (linee monitoraggio continuo del numero ed ampiezza di questi continue a intervalli di 1 m per il sollevamento, linee eventi possa rappresentare un robusto indicatore dei tratteggiate a intervalli di 20 cm per la subsidenza). La stella processi di tras ferimento di massa allinterno dell'edi ficio rossa indica l'epicentro del terremoto del 2010, quelle gialle e vulcanico; macchina sperimentale SHIVA: sono stati le le linee nere spesse rispettivamente gli epicentri e le zone fatti enormi progressi con lapparato sperimentale SHIVA sorgente di alcuni terremoti storici. Fonte (Lorito et al., Nature (Slow to High Velocit y Apparatus), prototipo unico al Geoscience, 2011). mondo, il quale scopo la misura dellattrito su rocce in condizione di slip co-sismico; la macchina finanziata dall'European Research Council Starting Grant USEMS; il nuovo prototipo ha consentito di realizzare pi di 150 esperimenti imponendo condizioni che non erano mai state esplorate prima; modellazione statistica dei terremoti: proseguita la collaborazione con il progetto CSEP per la verifica di modelli preditti vi dei terremoti; sono stati perfezionati i modelli Double Branching e ETAS; il modello Double Branching stato sottomesso al Testing Center del Giappone; il modello ETAS stato applicato alla sequenza di Colfiorito; lo studio delle sequenze di Landers del 1992 e di Selfoss del 2007 ha evidenziato una maggiore capacit dei modelli statistici, rispetto a quelli fisici, a seguire levoluzione spazio-temporale della sequenza; con un approccio geosistemico stata analizzata la sequenza sismica Aquilana e interpretata come il risultato di un processo caotico; stata proposta una relazione tra il valore b della Gutenberg-Richter e lentropia di una sequenza; imaging sismiche di strutture geologicamente complesse: sono stati ideati e implementati nuovi metodi per ottenere immagini in attenuazione ad alta risoluzione di strutture 95

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

geologicamente complesse, come le aree vulcaniche; le immagini ottenute (ad es. nella zona dei Campi Flegrei) sono un utile complemento alle tomogra fie in velocit; sono stati condotti studi multidisciplinari sulla sequenza dellAquila con caratterizzazione delle variazioni temporali dei rapporti Vp/Vs; stima separata dellattenuzione sismica in zone tettonicamente atti ve ad alto rischio: sono stati utilizzati metodi nuovi basati su simulazione numerica per il calcolo dellinviluppo energetico dei sismogrammi in mezzi non omogenei; utilizzando questo metodo, sono state ottenuete le stime corrette in aree tettonicamente importanti, come lAppennino meridionale e le Alpi Centrali in Italia, e la zona dellHimalaya Indo-Pakistano; studio del tremore profondo non vulcanico nella zona della Cascadia: stato messo a punto un metodo di analisi per ottenere la localizzazione di precisione delle fasi correlate che compongono il tremore pro fondo nella zona della Cascadia, in America settentrionale. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Meccanica della sorgente sismica, processi di rottura e caratterizzazione delle zone di faglia: estendendo i risultati ottenuti in passato verranno studiati gli ef fetti sul ciclo sismico di variazioni temporali di parametri cruciali nella dinamica della sorgente sismica, quali la di f fusi vit idraulica e la porosit; inoltre, si applicheranno alcuni dei risultati numerici ottenuti riguardo i legami esistenti tra lenergia di frattura e diversi osservabili fisici (velocit di propagazione del terremoto, rilascio di s forzo, ecc.); nel 2011 si intende approfondire lo studio della relazione tra pre-stress e terremoti nelle zone di subduzione (e.g. Sumatra e Cile); verr inoltre completato lo studio del Figura 3.1.2 a) Mappa dell'area di studio. I triangoli neri indicano le tre stazioni terremoto di lAquila, indagando in permanenti utilizzate nell'analisi. La posizione dei meccanismi focali indica gli particolare la relazione tra propriet epicentri delle scosse principali della sequenza dell'Aquila e i punti neri sono gli epicentri dei terremoti analizzati. La stella bianca indica l'epicentro dellaftershock reologiche della zona di faglia e mostrato in figura (b). b) Evidenze dellamplificazione del moto del suolo ad alta caratteristiche spazio-temporali della frequenza, alla stazione di FAGN, rispetto alle vicine stazioni AQU e FIAM: i segnali rottura; per studiare la potenziale in spostamento a larga banda e passa-basso (f<1Hz) sono nel lato di sinistra e di pericolosit del territorio in prossimit destra rispettivamente. (c) spettri di accelerazione delle stazioni, curva tratteggiata delle zone di faglia verranno rappresenta la spettro teorico di Brune [1970] per uno stress drop di 0,7 MPa. d) analizzate le onde intrappolate rapporti spettrali del moto verticale. osservate su registrazioni di una stazione installata in prossimit di una zona di faglia nellAquilano; utilizzando metodi sia analitici che numerici si cercher di attribuire gli e f fetti osservati alle eterogeneit della zona di faglia; macchina sperimentale SHIVA: durante lanno 2011 il nuovo prototipo consentir di realizzare altri esperimenti su diversi tipi di roccia; questi numerosi esperimenti produrranno nuove osservazioni e vincoli sul comportamento delle rocce; modellazione statistica dei terremoti: latti vit del 2011 sar focalizzata sullutilizzo dei modelli probabilistici di forecasting dei terremoti per la riduzione del rischio sismico; tale atti vit vedr la stretta collaborazione tra la comunit sismologica, ed in particolare tra gli esperti in modellazione statistica degli eventi sismici e la comunit ingegneristica; la finalit principale di tale attivit, inquadrata nel progetto europeo NERA (Network o f European Research In frastructures for Earthquake Risk), non sar, quindi, lo s viluppo di ulteriori modelli di forecasting, ma lintegrazione dei modelli esistenti nella piani ficazione delle misure di riduzione del rischio sismico; in particolare, essa permetter di de finire come la quanti ficazione della probabilit di accadimento di un terremoto a breve termine possa supportare le strategie decisionali, in previsione di un possibile forte evento; in fine, nellambito nel progetto nazionale RELUIS 2010-2013, verranno s viluppate analisi costi-benefici a supporto di un opportuno utilizzo delle risorse finanziarie allocate per le strategie decisionali di riduzione del rischio; si prevede di applicare alcuni dei concetti della Teoria dellInformazione (ad es. Entropia e Contenuto di In formazione di Shannon) a pi sequenze sismiche italiane recenti, in modo da rilevare le loro caratteristiche non lineari pi importanti; verr ef fettuata unanalisi statistica della sismicit Etnea, per de finire la statistica dei tempi di ricorrenza e della distribuzione dellenergia dei segnali LP; imaging sismico: si prevede di s viluppare nuove tecniche di imaging sismico, basate su cross-correlazione tra immagini della stessa area ottenute con metodi tomogra fici diversi; si vuole inoltre veri ficare lutilit dellapplicazione dell'equazione del trasporto allo studio del campo donda nello spazio e nel tempo per applicazioni alliimaging di strutture fortemente eterogenee e complesse come le zone di faglia atti va ed i vulcani; leggi di scala generalizzate dello spettro sismico: lo studio delle leggi di scala degli eventi a bassa energia un elemento importante per comprendere la dinamica della sorgente sismica nella sua interezza; lestensione di questi studi a sorgenti vulcaniche costituisce una utile generalizzazione; a questo scopo si intende ottenere una quanti ficazione delle leggi di scala dello spettro per gli 96

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

eventi sismici di bassa energia relati vi alla sequenza sismica dellAquila, registrati dallarray profondo del Gran Sasso; si vuole ottenere inoltre la quanti ficazione dellenergia associata agli eventi vulcanici a bassa frequenza per ottenere una scala della magnitudo relati va a questi eventi, che costituirebbe un utile elemento di confronto e uno strumento per la quanti ficazioni dei precursori delle eruzioni; monitoraggio delle variazioni del campo degli s forzi: le variazioni del campo degli s forzi possono essere misurate dalle variazioni dei parametri di propagazione, polarizzazione e bi-ri frangenza (splitting) indotte nei volumi di roccia; si vuole pertanto sviluppare una metodologia automatica per lo studio dei parametri di splitting in aree tettonicamente ad alto rischio ed applicarla ai dati dellarray profondo del Gran Sasso. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR
Figura 3.1.3 Dettaglio di un esperimento di fuso per attrito con SHIVA: al centro i campioni di roccia clindrici ruotano uno contro l'altro, e il riscaldamento per attrito provoca l'estrusione di lava incandescente. Diametro dei campioni: 5cm. Condizioni sperimentali: sforzo normale 40MPa e velocit di slip 6.5m/s.

25. Bianco, F., Zaccarelli, L., Castellano, M., Gargiulo, G., (2010). Complex wavelet trans form: an application to retrieve shear wave splitting time behavior at Mt. Vesuvius, Boll. Geo fis. Teor. Appl., 51, 253-263. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6103. 28. Bizzarri, A.(2010). An ef ficient mechanism to avert frictional melts during seismic ruptures, Earth Planet. Sci. Lett., 296, 144-152. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6085. 29. Bizzarri, A.(2010). How to promote earthquake ruptures: dif ferent nucleation strategies in a dynamic model with slipweakening friction, Bull. Seismol. Soc. Amer., 3, 100, 923-940. http://www.earthprints.org/handle/2122/6007. 32. Bizzarri, A.(2010). Pulse-like dynamic earthquake rupture propagation under rate-, state- and temperature-dependent friction, Geophys. Res. Lett., 37, L18307. http://www.earthprints.org/handle/2122/6125. 33. Bizzarri, A., Dunham, E. M., Spudich, P., (2010). Coherence of Mach fronts during heterogeneous supershear earthquake rupture propagation: Simulations and comparison with observations, J. Geophys. Res., 115, B08301. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6117. 50. Calderoni, G., Rovelli, A., Di Giovambattista, R., (2010). Large amplitude variations recorded by an on-fault seismological station during the LAquila earthquakes: Evidence for a complex fault-induced site ef fect, Geophys. Res. Lett., 37, L24305. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6850. 76. Console, R., Murru, M., Falcone, G., (2010). Perturbation of earthquake probability for interacting faults b y static Coulomb stress changes, J. Seismol., 14, 67-77. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5678. 77. Console, R., Murru, M., Falcone, G., (2010). Probability gains of an epidemic-type aftershock sequence model in retrospective forecasting of M>5.0 earthquakes in Italy, J. Seismol., 1, 14, 9-26. http://www.earthprints.org/handle/2122/5491. 79. Corciulo, M., Cusano, P., Petrosino, S., (2010). New constraints for site-e f fect characterization from seismic noise, Ann. Geophys., 4, 53, 59-68. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6663. 94. de lorenzo, S., Giampiccolo, E., Martinez-Arevalo, C., Patan, D., Romeo, A., (2010). Fault plane orientations of microearthquakes at Mt. Etna from theinversion of P-wave rise times, J. Volcanol. Geotherm. Res., 189, 247-256. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6347. 100. De Santis, A., Cianchini, G., Qamili, E., Frepoli, A., (2010). The 2009 L'Aquila (Central Italy) seismic sequence as a chaotic process, Tectonophysics, 1-4, 496. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6241. 103. De Siena, L., Del Pezzo, E., Bianco, F., (2010). Seismic attenuation imaging of Campi Flegrei: Evidence o f gas reservoirs, hydrothermal basins, and feeding systems, J. Geophys. Res., 115, B09312. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6126. 109. Del Pezzo, E., Bianco, F., (2010). Two-layer earth model corrections to theMLTWA estimates of intrinsic- and scattering-attenuation obtained in a uni form hal f-space, Geophys. J. Int., 2, 182, 949-955. http://www.earthprints.org/handle/2122/6121. 110. Del Pezzo, E.B, ianco, F., (2010). MathLTWA: Multiple lapse time window analysis using Wol fram Mathematica 7, Comput. Geosci., 36, 1388-1392. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6118. 115. Di Luccio, F., Ventura, G., Di Giovambattista, R., Piscini, A., Cinti, F. R., (2010). Normal faults and thrusts re-activated by deep fluids: the 6 April 2009 Mw 6.3 LAquila earthquake, central Italy., J. Geophys. Res., 115, B06315. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5908. 149. Geissler, W.H., Matias, L., Stich, D., Carrilho, F., Jokat, W., Monna, S., IbenBrahim, A., Mancilla, F., Gutscher, M.-A., Sallars, V., Zitellini, N., (2010). Focal mechanisms for sub-crustal earthquakes in the Gul f of Cadiz from a dense OBS deployment, Geophy s. Res. Lett., 37, L18309. http://www.earthprints.org/handle/2122/6417. 161. Gri f fith, A.W., Nielsen, S., Di Toro, G., Smith, F. A. S., (2010). Rough Faults, Distributed Weakening, and Of f-Fault De formation, J. Geophys. Res., 115. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5905. 163. Gulia, L., Wiemer, S., (2010). The influence of tectonic regimes on the earthquake size distribution: A case study for Italy, Geophys. Res. Lett., 37, L10305. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6428. 193. Lombardi, A.M., Cocco, M., Marzocchi, W., (2010). On the Increase of Background Seismicity Rate during the 97

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

194. 195. 196. 198. 199. 204. 217. 224. 231. 234. 235. 236. 237. 258.

269. 283.

309.

1997-1998 Umbria-Marche, Central Italy, Sequence: Apparent Variation or Fluid-Driven Triggering?, Bull. Seismol. Soc. Amer., 3, 100, 1138-1152. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6421. Lombardi, A.M., Marzocchi, W., (2010). A double-branching model applied to long-term forecasting o f Italian seismicit y (ML5.0) within the CSEP project, Ann. Geophys., 3, 53, 31-39. http://www.earthprints.org/handle/2122/6418. Lombardi, A.M., Marzocchi, W., (2010). The Assumption of Poisson Seismic-Rate Variability in CSEP/RELM Experiments, Bull. Seismol. Soc. Amer., 5A, 100, 2293-2300. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6420. Lombardi, A.M., Marzocchi, W., (2010). The ETAS model for daily forecasting of Italian seismicity in the CSEP experiment, Ann. Geophys., 3, 53, 155-164. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6419. Lorito, S., Piatanesi, A., Cannelli, V., Romano, F., Melini, D., (2010). Kinematics and source zone properties of the 2004 Sumatra-Andaman earthquake and tsunami: Nonlinear joint inversion o f tide gauge, satellite altimetry, and GPS data, J. Geophys. Res., 115, B02304. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6883. Lucente, F.P., De Gori, P., Margheriti, L., Piccinini, D., Di Bona, M., Chiarabba, C., Piana Agostinetti, N., (2010). Temporal variation of seismic velocity and anisotropy before the 2009 MW 6.3 LAquila earthquake, Italy, Geology, 11, 38, 1015-1018. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6304. Malagnini, L., Nielsen, S., Mayeda, K., Boschi, E., (2010). Energy radiation from intermediate to large magnitude earthquakes: implications for dynamic fault weakening, J. Geophys. Res., 115, B06319. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6044. Mayeda, K., Malagnini, L., (2010). Source radiation invariant property o f local and near!regional shear!wave coda: Application to source scaling for the Mw 5.9 Wells, Nevada sequence, Geophys. Res. Lett., 37, L07306. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6900. Meneghini, F., Di Toro, G., Rowe, D. C., Moore, C., Tsutsumi, A., (2010). Record o f mega-earthquakes in subduction thrusts: the black fault rocks o f Pasagshak Point (Kodiak Island, Alaska). Bull. Seismol. Soc. Amer., 7-8, 122. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5907. Mukhopadhya y, S., Sharma, J., Del Pezzo, E., Kumar, N., (2010). Study of attenuation mechanism for GarwhalKumaun Himalayas from analysis o f coda of local earthquakes, Phys. Earth Planet. Inter., 180, 715. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6763. Nenovski, P., Spassov, Ch., Pezzopane, M., Villante, U., Vellante, M., Serafimo va, M., (2010). Ionospheric transients observed at mid-latitudes prior to earthquake activity in Central Italy, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 6, 10, 1197-1208. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6043. Nielsen, S., Di Toro, G., Grif fith, W. A., (2010). Friction and Roughness of a Melting Rock Surface, Geophys. J. Int., 1, 182, 299-310. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6045. Nielsen, S., Mosca, P., Giberti, G., Di Toro, G., Hirose, T., Shimamoto, T., (2010). On the transient behavior of frictional melt during seismic slip, J. Geophys. Res., 115, B10301. http://www.earthprints.org/handle/2122/6046. Nielsen, S., Taddeucci, J., Vinciguerra, S., (2010). Experimental observation o f stick-slip instability fronts, Geophys. J. Int., 180, 697-702. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5845. Pino, N.A., Piatanesi, A., Valensise, G., Boschi, E., (2010). Reply to Comment on The 28 December 1908 Messina Straits Earthquake (Mw 7.1): A Great Earthquake throughout a Century o f Seismology, by N. A. Pino, A. Piatanesi, G. Valensise, and E. Boschi by A. Amoruso, L. Crescentini, and R. Scarp, Seismol. Res. Lett., 2, 81, 229-231. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6910. Romano, F., Piatanesi, A., Lorito, S., Hirata, K., (2010). Slip Distribution o f the 2003 Tokachi-oki Mw 8.1 earthquake from joint inversion of tsunami wave forms and geodetic data, J. Geophys. Res., 115, B11313. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6622. Scognamiglio, L., Tinti, E., Michelini, A., Dreger, D. S., Cirella, A., Cocco, M., Mazza, S., Piatanesi, A., (2010). Fast Determination of Moment Tensors and Rupture History: what has been learned from the 6 April 2009 LAquila earthquake sequence, Seismol. Res. Lett., 6, 81, 892-906. http://www.earthprints.org/handle/2122/6366. Tramelli, A., Del Pezzo, E., Galluzzo, D., Fehler, M. C., (2010). Anomalous character of the coda envelopes onMt Vesuvius explained in terms o f depth dependent Q, Geophys. J. Int., 181, 926-934. http://www.earthprints.org/handle/2122/6664.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 335. Avallone, A., Marzario, M., Cirella, A., Piatanesi, A., Rovelli, A., Di Alessandro, C., D'Anastastio, E., D'Agostino, N., Giuliani, R., Mattone, M., 10 Hz GPS seismology for moderate magnitude earthquakes: the case of the Mw 6.3 LAquila (Central Italy) event, J. Geophys. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6267. 341. Bizzarri, A., D ynamic seismic ruptures on melting fault zones, J. Geophys. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6430. 347. Caporali, A., Barba, S., Carafa, M. M. C., Devoti, R., Pietrantonio, G., Riguzzi, F., Static stress drop as determined from geodetic strain rates and statistical seismicity, J. Geophys. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6869. 349. Cara fa, M.M.C., Barba, S., Determining rheology from deformation data: The case of central Italy, Tectonics. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6867. 358. De Barros, L., Lokmer, I., Bean, C. J., OBrien, G. S., Saccorotti, G., Mtaxian, J. P., Zuccarello, L., Patan, D., Source Mechanism of Long Period events recorded by a high density seismic network during the 2008 eruption on Mt Etna, J. Geophys. Res. (38). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6855. 360. De Santis, A., Cianchini, G., Favali, P., Beranzoli, L., Boschi, E., The Gutenberg-Richter law and Entropy o f earthquakes: two case studies in Central Italy, Bull. Seismol. Soc. Amer., (2010). http://www.earth98

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

prints.org/handle/2122/6680. 361. De Siena, L., Del Pezzo, E., Bianco, F., A scattering Image of Campi Flegrei from the Auto Correlation Functions o f Velocit y tomograms, Geophys. J. Int. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6765. 364. Doglioni, C., Barba, S., Carminati, E., Riguzzi, F., Role of the brittle-ductile transition on fault acti vation, Phys. Earth Planet. Inter. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6868. 383. Nestola, F., Mittempergher, S., Di Toro, G., First evidence of hexagonal anorthite in pseudotachyl yte: a new tool to constrain the thermal history during a seismic event, Am. Miner. http://www.earthprints.org/handle/2122/5906. 389. Postpischl, L., Morelli, A., Pondrelli, S., Danecek, P., Standardization of Seismic Tomographic Models and Earthquake Focal Mechanisms Datasets Based on Web Technologies, Visualization with Keyhole Markup Language, Comput. Geosci. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6337. 5.3 Altre pubblicazioni 403. Adelfio, G., Chiodi, M., D'Alessandro, A., Luzio, D., (2010). Clustering o f Wave forms Based on FPCA Direction. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6179. 404. Adelfio, G., Chiodi, M., D'Alessandro, A., Luzio, D., (2010). Functional Principal Components direction to cluster earthquake. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6184. 425. Bianco, F., Castellano, M., Cogliano, R., Cusano, P., Del Pezzo, E., Di Vito, M.A., Fodarella, A., Galluzzo, D., La Rocca, M., Milana, G., Petrosino, S., Pucillo, S., Riccio, G., Rovelli, A., (2010). Caratterizzazione del noise sismico nell'area vulcanica dei Campi Flegrei: l'esperimento "UNREST", Quaderni di Geo fisica, 86, 1-21. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6206. 426. Bizzarri, A., (2010). Comparison between Di f ferent heat source functions in thermal conduction problems. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6279. 427. Bizzarri, A., (2010). Determination of the temperature field due to frictional heating on a sliding interface. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6314. 428. Bizzarri, A., (2010). Toward the formulation o f a realistic fault governing law in dynamic models of earthquake ruptures, 167-188. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6008. 484. Di Toro, G., Niemeijer, A., Tripoli, A., Nielsen, S., Di Felice, F., Scarlato, P., Spada, G., Alessandroni, R., Romeo, G., Di Ste fano, G., Smith, S., Sapgnuolo, E., Mariano, S., (2010). From field geology to earthquake simulation: a new state-of-the-art tool to investigate rock friction during the seismic c ycle (SHIVA). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6387. 507. Isola, I., Molli, G., Landi, P., Mazzarini, F., (2010). Alpi Apuane Field Trip. http://www.earthprints.org/handle/2122/6826. 583. Tosi, P., De Rubei, V., Sbarra, P., (2010). Stacked analysis o f earthquake sequences: statistical space-time definition of clustering and Omori law behavior. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6632.

99

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

3.2. Tettonica attiva


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Nicola DAgostino (RM1), Franco Italiano (PA), Daniela Pantosti (RM1) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, CT, MI, NA-OV, PA 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Studi geologici, geomorfologici, geochimici e geodetici sono proseguiti in area epicentrale del terremoto aquilano del 2009. Il dato geodetico ha permesso di migliorare la conoscenza della distribuzione di slip cosismico e postsismico, degli ef fetti di fagliazione superficiale legati al terremoto e dei tassi di deformazione intersismici. Per caratterizzare geometria e complessit della faglia di Paganica, responsabile di questo evento, sono stati acquisiti 8km di linee sismiche ad altissima risoluzione e av viata lanalisi. Lo studio del sistema di faglie Paganica-San Demetrio ha evidenziato uno stile molto complesso. Datazioni assolute e tecniche innovati ve basate sulle propriet fisiche dei sedimenti sono utilizzate per la stima dei ratei di deformazione a breve, medio e lungo termine. Studi paleosismologici hanno permesso di caratterizzare almeno 4 eventi precedenti il 2009. Sono state av viate analisi della liquefazione mediante trincee e sondaggi esplorativi e sviluppato uno studio sugli ef fetti rotazionali indotti dal terremoto su oggetti e manufatti che mostra indizi di diretti vit verso SE ed e f fetti della geologia locale. Sono stati campionati mensilmente 15 tra pozzi e sorgenti nellarea tra Campotosto, Assergi, Rocca di Cambio e Lucoli per seguire levoluzione della geochimica dei fluidi rispetto alla sequenza sismica. La gran parte degli altri studi che ricadono in questo OS hanno avuto come obiettivo il riconoscimento e la caratterizzazione di strutture attive e potenzialmente Figura 3.2.1 Tomografia sismica ad alta risoluzione attraverso il bacino del Fiume Tevere (area sismogenetiche. Studi Umbertide). Le due fasce rosse in corrispondenza di brusche variazioni laterali di Vp indicano geomorfologici, geologici, probabili splays superficiali del sistema della Faglia Alto Tiberina. La tomografia ne mette in paleosismologici e geofisici evidenza lattivit recente. 1 - Alluvioni attuali-recenti del Tevere e coperture oloceniche, 2 - corpo di supportati da tecniche di conoide, 3 - depositi lacustri, 4 - depositi fluvio-lacustri del Pleistocene medio-superiore, 5 datazione assoluta hanno marnoso arenacea. permesso: la veri fica dellatti vit recente/attuale della faglia bordiera dei bacini di Barisciano-S.Pio-Navelli e di Amatrice; il riconoscimento di 2 paleoterremoti sulla faglia della M.V.Aterno cronolgicamente correlabili con quelli della Conca Subequana che supportano lidea di una struttura estesa; la stima delle deformazioni quaternarie della F. Altotiberina e imaging ad alta risoluzione; la determinazione delle caratteristiche geochimiche e degassamento in relazione con le tettonica al con fine tra Marche e Romagna; la caratterizzazione dellevoluzione tardo-Alpina nelle Alpi Meridionali e individuazione di faglie atti ve; definizione sismotettonica; lattivit tardo-quaternaria e paleosismicit del sistema Susans-Tricesimo; il riconoscimento di sistemi di faglie atti ve sepolte nella Piana Campana (dati sismici, geologici, gravimetrici e magnetici); la ricostruzione sismotettonica della Sol fatara; analisi e valutazione della vulnerabilit da fenomeni meteorologici del Somma-Vesuvio; interpretazione geologico-strutturale del Gargano-Fortore; la ricostruzione tettonica tardo-quaternaria del Vallo di Diano; imaging a scala crostale e superficiale di strutture sismogenetiche in Alta Val dAgri; interpretazione di strutture trascorrenti di avampaese (Iblei e Gargano) nellambito convergenza Africa-Europa; analisi campo di de formazione attivo nelle Dinaridi; realizzazione della nuova carta vulcanotettonica dellEtna e definizione di dettaglio del pattern strutturale delle faglie e stima degli slip-rate) nel lungo e nel breve termine. La geomorfologia costiera (terrazzi marini) per la definizione dei tassi di sollevamento ha portato al riconoscimento di una struttura attiva a Crotone, alla definizione di una nuova sorgente WNW-ESE per terremoto 1905, alla correlazione con i terrazzi fluviali ed a riconoscimento delle zone in deformazione nel Belice. Sono stati anche: riconosciuti e caratterizzati in dettaglio i depositi di paleotsunami in aree costiere di Sicilia e Calabria e s viluppato nuovo metodo di identificazione degli effetti degli tsunami a mare; ef fettuata lanalisi degli e f fetti terremoto 2005 in Pakistan (fenomeni cosismici quali fagliazione, frane, e danneggiamento antropico) attraverso analisi satellitari automatiche e non; caratterizzate le modalit e tassi di accumulo su strutture sismogenetiche note come Stretto di Messina, larea epicentrale Friuli 1976, Appennino Molisano e Abruzzese con lo studio geodetico di aree deformative. In fine, stata completata lanalisi e interpretazione di stress attivo di pozzi in Sicilia che contribuiranno al database del World Stress Map; s viluppato nuovo approccio statistico per dif ferenziare sorgenti di stress di primo, secondo e terzo ordine; completata lanalisi dati di stress nellambito del progetto AnDrill; pianificate le misure di stress per pozzo pilota del Campi Flegrei Deep 100

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

Drilling Project e proseguiti gli studi preliminari nellambito del progetto ICDPMOLE riguardanti la fattibilit della riapertura di un pozzo esistente. Parte dei risultati ottenuti nellambito di questo OS sono inseriti attraverso la parametrizzazione delle sorgenti nella nuova versione del database DISS v. 3.1.1 (http://www.earthprints.org/handle/2122/6260). 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Le attivit sul terremoto aquilano del 2009 continueranno a rivestire un ruolo rilevante nel 2011. Per una migliore comprensione della fagliazione superficiale prodotta e dellorganizzazione ed estensione della zona di faglia si elaboreranno modelli Digitali del Terreno ad alta risoluzione LIDAR, che verranno integrati con dati geomorfologici, geologici e di interferometria. Sar completata la mappa geologica del Quaternario e geomorfologica dellarea di Paganica-S. Demetrio che include la datazione di paleosuperfici dislocate e la ricostruzione delle curve di distribuzione dei rigetti per diverse scale geologiche. Proseguir e si concluder lanalisi dei pro fili sismici superficiali ad altissima risoluzione per ricostruire larchitettura superficiale della Faglia di Paganica. Nuovi scavi e carotaggi incrementeranno le indagini sui fenomeni recenti e antichi di liquefazione nella Piana dellAterno. Si proseguir il monitoraggio geochimico e f fettuando campionamenti stagionali in 15 siti per Figura 3.2.2 Mappa geomorfologica dell'area del Belice. Sono riportati sia il set di terrazzi marini che fluviali e le superfici sommitali quali testimonianza di paesaggi evidenziare leventuale ritorno a condizioni relitti, smantellati per effetto del sollevamento regionale e, possibilmente, per pre-terremoto. I campionamenti sono stati effetto dei sovrascorrimenti attivi. estesi anche allarea della sequenza sismica nei Monti Reatini (giugno 2009). Nel settore settentrionale dellarea epicentrale della sequenza Aquilana si prevede di ottenere un Imaging crostale e di faglie atti ve mediante interpretazione di profili sismici commerciali che attraversano la Faglia di Campotosto e analisi dei parametri di sorgente dei terremoti registrati nel 2009-2010. Nellambito delle atti vit paleosismologiche sono previsti scavi lungo le strutture del Monte Marine e della Conca Subequana. Si proceder anche ad uno studio sulla compatibilit fra la sorgente sismogenetica del terremoto del Fucino del 1915 e le variazioni idrogeologiche cosismiche osservate a seguito dellevento. Le altre atti vit s volte nellOS rappresentano per la maggior parte il proseguimento o lapprofondimento di studi in corso nel 2010. Nel bacino Altotiberino proseguiranno gli studi e le analisi di geologia del Quaternario e geomorfologia e limaging ad alta risoluzione mediante interpretazione di profili sismici superficiali; per la stima dei ratei di erosione e dislocazione saranno eseguite datazioni cosmogeniche. Verr concluso limaging crostale e superficiale di strutture atti ve in Alta Val dAgri mediante Local Earthquake Tomography e prospezioni geofisiche ad alta risoluzione. Altre strutture atti ve in studio di cui si cercher di definire i tassi di deformazione sono: thrust atti vi sepolti in Pianura Padana; dorsale di Amendolara (Gol fo di Taranto); faglie attive nell'area balcanica; sorgenti sismogenetiche tra Lago di Garda e Verona. Nel prealpino nord-orientale proseguiranno le indagini paleosismologiche. In Sicilia (Belice, Belice-Platani, palermitano) saranno studiati e datati i terrazzi marini e flu viali per la stima dei ratei di upli ft regionale e la discriminazione di eventuali strutture tettoniche atti ve e sar av viata a scala areale lanalisi tra dati InSAR-GPS-livellazioni e fagliazione attiva all'Etna. Proseguiranno le ricerche multidisciplinari per la comprensione della discrepanza tra tassi di deformazione geologica e geodetica campo di velocit GPS. Nell'area del Pollino prevista la densificazione delle rete GPS permanente RING per misurare i tassi di deformazione e approfondire l'ipotesi di gap sismico. Per definire la relazione tra tettonica e caratteristiche geochimiche delle acque di sottosuolo prevista una campagna di campionamento acque nella zona del Campidano e in Roma. Riguardo il campo di stress atti vo, sono previste analisi di nuovi dati di pozzi profondi e la prosecuzione dellapplicazione di un approccio statistico sui dati di stress atti vo e modelli 3D per di f ferenziare le sorgenti di stress nel territorio italiano. Si contribuir al progetto Campi Flegrei Deep Drilling Project per quanto riguarda le misure e le analisi di dati di stress atti vo nel pozzo pilota e si parteciper alle atti vit preparatorie per le misure di stress nelle perforazioni del progetto ICDP-GONAF (Faglia Nord-Anatolica). Nellambito di ICDP-MOLE, si valuter il riutilizzo di un pozzo profondo per listallazione di sensori per migliorare la de finizione della faglia Alto Tiberina e saranno rivisti dati di log in foro esistenti. Nellambito del progetto AnDrill si terminer linterpretazione 101

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

congiunta dei dati con i partner stranieri. Proseguiranno inoltre le attivit di modellazione analogica dei processi tettonici con l'Uni Pavia. prevista la validazione del metodo di identificazione dei paleotsunami a mare attraverso analisi di dettaglio (sedimentologiche, micropaleontologiche, chimiche, propriet fisiche e paleomagnetiche) dei campioni prelevati nella baia di Augusta. Verr conclusa la prima versione dellestensione di DISS allarea Euro-Mediterranea. Sar curata la pubblicazione di un volume speciale di Annals of Geophysics: Active tectonics in the Mediterranean and Europe: site studies and application o f new methodologies". 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 24. Bianchi, I., Park, J., Piana Agostinetti, N., Levin, V., (2010). Mapping seismic anisotropy using harmonic Figura 3.2.3 Vallo di Diano: faglia normale decomposition o f receiver functions: An application to immergente a SW che interessa un livello vulcanoclastico (S2) del Pleistocene superiore nella Northern Apennines, Italy, J. Geophys. Res., 115, relay ramp dei segmenti centrale e meridionale del B12317. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6873. Vallo di Diano Fault System. 37. Bonini, M., Mazzarini, F., (2010). Mud volcanoes as potential indicators o f regional stress and pressurized layer depth, Tectonophysics, 1-2, 494, 32-47. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6505. 42. Bruno, P. P., Improta, L., Castiello, A., Villani, F., Montone, P., (2010). The Vallo di Diano Fault System: New Evidence for an Acti ve Range-Bounding Fault in Southern Italy Using Shallow, High-Resolution Seismic Profiling, Bull. Seismol. Soc. Amer., 2, 100, 882-890. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5493. 43. Bruno, P.P., Castiello, A., Improta, L., (2010). Ultrashallow seismic imaging of the causative fault of the 1980, M6.9, southern Italy earthquake by pre-stack depth migration o f dense wide-aperture data, Geophys. Res. Lett., 37, L19302. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6236. 85. Cucci, L., Tertulliani, A., (2010). The Capo Vaticano (Calabria) coastal terraces and the 1905 M7 earthquake: the geomorphological signature of regional uplift and coseismic slip in southern Italy, Terr. Nova, 22, 378-389. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6671. 95. De Martini, P.M., Barbano, M. S., Smedile, A., Gerardi, F., Pantosti, D., Del Carlo, P., Pirrotta, C., (2010). A unique 4000 year long geological record o f multiple tsunami inundations in the Augusta Bay (eastern Sicily, Italy). Mar. Geol., 1-4, 276, 42-57. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6415. 98. De Ritis, R., Dominici, R., Ventura, G., Nicolosi, I., Chiappini, M., Speranza, F., De Rosa, R., Donato, P., Sonnino, M., (2010). A buried volcano in the Calabrian Arc (Italy) revealed by high-resolution aeromagnetic data, J. Geophys. Res., 115, B11101. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6235. 99. De Ritis, R., Ventura, G., Chiappini, M., Carluccio, R., Von Frese, R., (2010). Regional magnetic and gravit y anomaly correlations of the Southern Tyrrhenian Sea, Phys. Earth Planet. Inter., 1-2, 181, 27-41. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6234. 114. Di Bucci, D., Burrato, P., Vannoli, P., Valensise, G., (2010). Tectonic evidence for the ongoing A frica-Eurasia convergence in central Mediterranean foreland areas: A journey among long-lived shear zones, large earthquakes, and elusive fault motions., J. Geophys. Res., 115, B12404. http://www.earthprints.org/handle/2122/6287. 123. EMERGEO Working Group, .Alessio, G., Alfonsi, L., Brunori, C. A., Cinti, F. R., Ci vico, R., Cucci, L., DAddezio, G., De Ritis, R., Falcucci, E., Fracassi, U., Gasparini, A., Gori, S., Lisi, A., Mariano, S., Mariucci, M. T., Montone, P., Nappi, R., Pantosti, D., Patera, A., (2010). Evidence for surface rupture associated with the Mw 6.3 LAquila earthquake sequence of April 2009 (central Italy). Terr. Nova, 1, 22, 43-51. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5966. 141. Floyd, M.A., Billiris, H., Paradissis, D., Veis, G., Avallone, A., Briole, P., McClusk y, S., Nocquet, J.-M., Palamartchouk, K., Parsons, B. E., England, P. C., (2010). A new velocity field for Greece: Implications for the kinematics and dynamics o f the Aegean, J. Geophys. Res., 115, B10403. http://www.earthprints.org/handle/2122/6146. 146. Frepoli, A., Marra, F., Maggi, C., Marchetti, A., Nardi, A., Pagliuca, N. M., Pirro, M., (2010). Seismicit y, seismogenic structures, and crustal stress fields in the greater Rome area (central Italy). J. Geophys. Res. 115, B12303. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6274. 148. Gasperini, P., Vannucci, G., Tripone, D., Boschi, E., (2010). The Location and Sizing of Historical Earthquakes Using the Attenuation of Macroseismic Intensity with Distance, Bull. Seismol. Soc. Amer., 5A, 100, 20352066. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6198. 149. Geissler, W.H., Matias, L., Stich, D., Carrilho, F., Jokat, W., Monna, S., IbenBrahim, A., Mancilla, F., Gutscher, M.-A., Sallars, V., Zitellini, N., (2010). Focal mechanisms for sub-crustal earthquakes in the Gul f of Cadiz from a dense OBS deployment, Geophy s. Res. Lett., 37, L18309. http://www.earthprints.org/handle/2122/6417. 167. Heinicke, J., Italiano, F., Koch, U., Martinelli, G., Telesca, L., (2010). Anomalous fluid emission o f a deep borehole in a seismically acti ve area of Northern Apennines (Italy). Appl. Geochem., 25, 555-571. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6256. 175. Improta, L., Ferranti, L., De Martini, P. M., Piscitelli, S., Bruno, P. P., Burrato, P., Civico, R., Giocoli, A., 102

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

177. 182. 185. 206. 218. 219. 220.

221. 222. 232. 267.

268. 271. 276. 282. 286. 290.

293. 311. 322.

Iorio, M., D'Addezio, G., Maschio, L., (2010). Detecting young, slow-slipping acti ve faults by geologic and multidisciplinary high-resolution geophysical investigations: A case study from the Apennine seismic belt, Italy., J. Geophys. Res., 115, B11307. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6281. Italiano, F., Bonfanti, P., Pizzino, L., Quattrocchi, F., (2010). Geochemistry of fluids discharged over the seismic area of the Southern Apennines (Calabria region, Southern Italy): Implications for Fluid-Fault relationships, Appl. Geochem., 25, 540-554. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6259. La Rocca, M., Galluzzo, D., Malone, S., McCausland, W., Del Pezzo, E., (2010). Array analysis and precise source location o f deep tremor in Cascadia, J. Geophys. Res., 115. http://www.earthprints.org/handle/2122/6079. Latorre, D., Amato, A., Chiarabba, C., (2010). High-resolution seismic imaging of the Mw5.7, 2002 Molise, southern Italy, earthquake area: Evidence of deep fault reacti vation, Tectonics, 29, TC4014. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6316. Mariucci, M.T., Montone, P., Pierdominici, S., (2010). Present-day stress in the surroundings o f 2009 LAquila seismic sequence (Italy). Geophys. J. Int., 2, 182. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6076. Mazzarini, F., Ferrari, L., Isola, I., (2010). Sel f-similar clustering of cinder cones and crust thickness in the MichoacanGuanajuato and Sierra de Chichinautzin volcanic fields, Trans-Mexican Volcanic Belt, Tectonophysics, 1-4, 486, 55-64. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6703. Mazzarini, F., Isola, I., (2010). Monogenetic vent sel f-similar clustering in extending continental crust: Examples from the East A frican Ri ft S ystem, Geosphere, 5, 6. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6705. Mazzarini, F., Isola, I., Ruggieri, G., Boschi, C., (2010). Fluid circulation in the upper brittle crust: Thickness distribution, hydraulic transmissivit y fluid inclusion and isotopic data of veins hosted in the Oligocene sandstones of the Macigno Formation in southern Tuscany, Italy, Tectonophysics, 1-2, 493, 118-138. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6709. Mazzarini, F., Musumeci, G., Montanari, D., Corti, G., (2010). Relations between deformation and upper crustal magma emplacement in laboratory physical models, Tectonophysics, 1-4, 484, 139-146. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6710. McCausland, W.A., Creager, K. C., La Rocca, M., Malone, S. D., (2010). Short-term and long-term tremor migration patterns of the Cascadia 2004 tremor and slow slip episode using small aperture seismic arrays, J. Geophys. Res., 115, B00A24. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6115. Muttoni, G., Scardia, G., Kent, D. V., (2010). Human migration into Europe during the late Early Pleistocene climate transition, Paleogeogr. Paleoclimatol. Paleoecol., 296, 79-93. http://www.earthprints.org/handle/2122/6476. Roberts, G., Raithatha, B., Sileo, G., Pizzi, A., Pucci, S., Walker, J. F., Wilkinson, M., McCa f fre y, K., Phillips, R., Michetti, A., Guerrieri, L., Blumetti, A. M., Vittori, E., Cowie, P., Sammonds, P., Galli, P., Boncio, P., Bristow, C., Walters, R., (2010). Shallow subsurface structure o f the 2009 April 6Mw 6.3 LAquila earthquake surface rupture at Paganica, investigated with ground-penetrating radar, Geophys. J. Int., 183, 774790. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6550. Rocchi, S., Dini, A., Mazzarini, F., Westerman, D. S., (2010). Introduction: LASI IIIMagma pulses and sheets in tabular intrusions, Geosphere, 3, 6, 161-162. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6753. Ruch, J., Acocella, V., Storti, F., Neri, M., Pepe, S., Solaro, G., Sansosti, E., (2010). Detachment depth revealed by rollover de formation: An integrated approach at Mount Etna, Geophys. Res. Lett., 37, L16304. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6105. Scardia, G., Donegana, M., Muttoni, G., Ravazzi, C., Vezzoli, G., (2010). Late Matuyama climate forcing on sedimentation at the margin of the southern Alps (Italy ). Quat. Sci. Rev., 29, 832-846. http://www.earthprints.org/handle/2122/6471. Sciunnach, D., Scardia, G., Tremolada, F., Premoli Silva, I., (2010). The Monte Orfano Conglomerate revisited: stratigraphic constraints on Cenozoic tectonic uplift o f the Southern Alps (Lombardy, northern Italy). Int. J. Earth Sci., 99, 1335-1355. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6539. Serpelloni, E., Burgmann, R., Anzidei, M., Baldi, P., Mastrolembo Ventura, B., Boschi, E., (2010). Strain accumulation across the Messina Straits and kinematics of Sicily and Calabria from GPS data and dislocation modeling, Earth Planet. Sci. Lett., 298, 347-360. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6668. Siniscalchi, A., Tripaldi, S., Neri, M., Giammanco, S., Piscitelli, S., Balasco, M., Behncke, B., Magri, C., Naudet, V., Rizzo, E., (2010). Insights into fluid circulation across the Pernicana Fault (Mt. Etna, Italy) and implications for flank instabilit y, J. Volcanol. Geotherm. Res., 193, 137-142. http://www.earthprints.org/handle/2122/6035. Solaro, G., Acocella, V., Pepe, S., Ruch, J., Neri, M., Sansosti, E., (2010). Anatom y of an unstable volcano from InSAR: Multiple processes af fecting flank instability at Mt. Etna, 19942008, J. Geophys. Res., 115, B10405. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6193. Tremolada, F., Guasti, E., Scardia, G., Carcano, C., Rogledi, S., Sciunnach, D., (2010). Reassensing the biostratigraphy and the paleobathymetry o f the Gonfolite Lombarda Group in the Como area (northern Italy). Riv. Ital. Paleontol. Stratigr., 116, 35-49. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6477. Villani, F., Pierdominici, S., (2010). Late Quaternary tectonics o f the Vallo di Diano basin (southern Apennines, Italy). Quat. Sci. Rev., 23-24, 29, 3167-3183. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6598.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 336. Battaglia, M., Di Bari, M., Acocella, V., Neri, M., Dike emplacement and flank instability at Mount Etna: Constraints from a poro-elastic-model o f flank collapse, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6325. 349. Cara fa, M.M.C., Barba, S., Determining rheology from deformation data: The case of central Italy, Tectonics. 103

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http://www.earth-prints.org/handle/2122/6867. 364. Doglioni, C., Barba, S., Carminati, E., Riguzzi, F., Role of the brittle-ductile transition on fault acti vation, Phys. Earth Planet. Inter. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6868. 370. Frepoli, A., Maggi, C., Cimini, G. B:, Marchetti, A., Chiappini, M., Seismotectonic o f Southern Apennines from recent passive seismic experiments, J. Geodyn. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6081. 381. Musumeci, G., Mazzarini, F., Tiepolo, M., Di Vincenzo, G., U-Pb and 40Ar-39Ar geochronology o f Palaeozoic units in the northern Apennines: determining protolith age and alpine evolution using the Calamita Schist and Ortano Porphyroid, Geol. J. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6739. 5.3 Altre pubblicazioni 405. Aiesi, G., Falzone, G., Ferro, A., Gambino, S., Laudani, G., (2010). Installazione di un clinometro ad alta precisione in area tettonica (settore nord-orientale dellAltopiano Ibleo), Rapporto Tecnico INGV, 166. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6342. 415. Basili, R., Akinci, A., (2010). Deliverable # D3.01.4 Probability o f occurrence for earthquakes generated by individual faults and the associated uncertainties. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6464. 416. Basili, R., Barba, S., (2010). Deliverable # 3.01.5 Results of tectonic validation for the seismogenic source model (DISS). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6465. 417. Basili, R., Barba, S., Burrato, P., Fracassi, U., Kastelic, V., Tiberti, M. M., Vannoli, P., Stramondo, S., Tolomei, C., Soligo, M., Tuccimei, P., (2010). Deliverable # 3.01.1 Technical report illustrating the results obtained in the Crotone Peninsula based on geological and InSAR data. http://www.earthprints.org/handle/2122/6461. 418. Basili, R., Kastelic, V., Burrato, P., D'Ambrogi, C., Cara fa, M. M. C., Barba, S., (2010). Deliverable # 3.01.2 Slip rate data o f seismogenic sources included in DISS. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6462. 419. Basili, R., Kastelic, V., Tiberti, M. M., (2010). Deliverable # 3.01.3 Seismogenic sources in the studied ke y areas (contributing to populate the DISS). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6463. 459. Corazza, S., Dal Santo, N., Scardia, G., (2010). L'area delle risorgive nel sistema insediativo mesolitico: alcuni esempi dal pordenonese, Gortania, 31, 141-164. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6542. 461. Cu f faro, M., Riguzzi, F., Scrocca, D., Antonioli, F., Carminati, E., Livani, M., Doglioni, C., (2010). On the geodynamics o f the northern Adriatic plate, Rend. Fis. Acc. Lincei, Suppl 1 , 21, 253-279. http://www.earthprints.org/handle/2122/6339. 485. Diss Working Group, Barba, S., Basili, R., Burrato, P., Fracassi, U., Kastelic, V., Tiberti, M. M., Valensise, G., Vannoli, P., (2010). The Database of Individual Seismogenic Sources, version 3.1.1. http://www.earthprints.org/handle/2122/6260. 493. Eva, E., Solarino, S., Perrone, G., Cadoppi, P., (2010). Instrumental seismicity gives insights on the historical earthquakes o f the Pinerolo area. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6827. 510. Langridge, R.M., Villamor, P., Basili, R., Almond, P., Martinez-Diaz, J. J., Canora, C., (2010). Revised slip rates for the Alpine fault at Inchbonnie: Implications for plate boundary kinematics o f South Island, New Zealand, 3, 2, 139-152. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6470. 538. Nappi, R., Alessio, G., Bellucci Sessa, E., (2010). A case study comparing landscape metrics to geologic and seismic data from the Ischia Island (Southern Italy). Applied Geomatics, 2, 2, 73-82. http://www.earthprints.org/handle/2122/6441. 586. Vannoli, P., Basili, R., Burrato, P., Fracassi, U., Tiberti, M. M., Valensise, G., De Santis, A., Barba, S., Kastelic, V., (2010). Deliverable # 3.12.1 A new version of DISS cointaining the scienti fic and technological updates stemming from the Project. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6638.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

3.3. Geodinamica e struttura dellinterno della Terra


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Claudio Chiarabba (CNT), Carlo Giunchi (RM1), Stefania Danesi (BO) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, BO 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Le linee di ricerca fondamentali si sono orientate agli studi di struttura e deformazione e alla simulazione di propagazione di onde sismiche in mezzi complessi. Si sono registrati importanti progressi nella definizione dei caratteri della struttura crostale, litosferica e del mantello con particolare interesse per larea EuroMediterranea. I modelli 3D della struttura profonda ottenuti dall'analisi di dati simologici (modelli di velocit e attenuazione delle onde P, S e di superficie) offrono vincoli sempre pi di dettaglio per la ricostruzione geodinamica dell'area Mediterranea. Struttura della litosfera EuroMediterranea stato ricavato e pubblicato un nuovo modello crostale di riferimento per lEuropa (EPcrust) che definisce con metodi geostatistici una compilazione completa e robusta della geometria 3D e dei parametri crostali di rilevanza sismica con una risoluzione di 0.5x0.5. Dallanalisi delle onde di superficie, e integrando il modello EPcrust, stato ricavato un modello di struttura 3D per la placca EuroMediterranea (EPmantle), riferimento a scala continentale per i parametri sismologici fondamentali e per le misure di Figura 3.3.1 Variazione percentuale della velocit delle onde P, in riferimento al modello sp6. La anisotropia radiale. stato mappa mostra i valori alla profondit di 200 km dalla superficie. testato un metodo iterativo non lineare che usa le differenze finite per calcolate travel time di onde di volume, dimostrando la sua rilevanza per restituire la struttura del mantello ad alta risoluzione, in particolare per le aree con forte gradiente di velocit sismica. Dallinversione congiunta dei dati di gravit da satellite (GRACE) e di onde di superficie, stato possibile ricavare un modello di densit del mantello superiore per la regione Europea che minimizza i residui gravimetrici e il misifit sulle osservazioni da onde di superficie. Sono stati prodotti modelli 1D e 3D delle Vs da studi di receiver function alla scala dell'Appennino che hanno permesso di riconoscere I processi di delaminazione e flessione della litosfera di Adria al di sotto della catena. stato prodotto un nuovo modello di dettaglio 3D delle velocit P e S al di sotto del Mediterraneo centrale che introduce complessit utili per la geodinamica della region. Inoltre sono stati prodotti modelli di struttura crostale dei vulcani (Italiani e non) da tomografie sismiche in velocit e attenuazione e tecniche di receiver function. Procedure di simulazione di propagazione di onde sismiche sono state sviluppate e applicate con successo allo studio di terremoti locali per lanalisi di strutture litosferiche fortemente eterogenee della regione Iberica: abbiamo mostrato come la coda di onde di superficie contenga energia riflessa da discontinuit crostali che permette di ottenere informazioni sulla struttura anche sulla base di un singolo terremoto. Su scala pi ridotta, stata studiata la deformazione della litosfera/astenosfera della South Victoria Land (Antartide) con tecniche di shear wave splitting per le fasi SKS e analisi di anisotropia. Abbiamo inoltre definito un possibile formato standard di scambio di modelli tomografici, basato su tecnologie web, con il quale stato costruito un database di modelli tomografici. Sono stati calcolati modelli tomografici a scala locale nell'Appennino meridionale (Val d'Agri) e centrale con focus sulle faglie mobilizzate durante il terremoto dellAquila. stato quindi definito il ruolo della struttura pre-esistente nel guidare lo sviluppo della sismicit e la segmentazione delle faglie. Modellazione geodinamica Lo studio della deformazione cosismica del terremoto di LAquila stato proseguito attraverso una modellazione 3D agli elementi finiti, cheha permesso di ricostruire la distribuzione dello slip sul piano di faglia con una procedura di inversione lineare. stata inoltre av viata unattivit di analisi della deformazione post-sismica registrata dalle stazioni GPS permanenti e semipermanenti, al fine di verificare la possibilit di ottenere vincoli sperimentali sulle caratteristiche reologiche dellarea attraverso modelli analitici di rilassamento. stata messa a punto una strategia di lavoro per poter ef fettuare, tramite il pacchetto so ftware FEMSA, non solo simulazioni dirette per il calcolo dei campi di deformazione e sforzo indotti da eventi sismici, ma anche inversioni per studi di sorgente. Tale strategia 105

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

stata applicata al terremoto di LAquila, per il quale stata indagata la distribuzione di slip sul piano di rottura attraverso l'inversione di dati GPS. Si sono completate ricerche sui legami tra modello orogenetico non compressionale e origine degli idrocarburi (relazione al congresso SGI di Pisa di ottobre scorso). In seguito al grande terremoto del Cile del febbraio scorso, si sono rianalizzati tutti i dati del catalogo delle eruzioni vulcaniche della regione Sudamericana e con i dati pi completi si confermata e meglio definita la correlazione vulcano-sismica del margine Paci fico Andino. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Struttura della Litosfera e Geodinamica - aggiornamento del modello crostale EPcrust, utilizzando ulteriori dati e modelli locali; - validazione del modello di ri ferimento europeo EPmantle, mediante il confronto estensivo di sismogrammi sintetici (calcolati con codici numerici) e reali; - simulazione della propagazione di onde sismiche in strutture crostali e bacini sedimentari; - confronto di metodi quantitativi per stimare le incertezze nei modelli strutturali e il mis fit fra sismogrammi calcolati e reali; - applicazione del metodo di tomografia con le travel times calcolate alle di f ferenze finite a dati reali per la ricostruzione della struttura del mantello, nella regione mediterranea, e della crosta nella regione italiana; - s viluppo di un metodo per l'inversione fullwave form di forme d'onda telesismiche per ricostruire la struttura terrestre sotto un array a scala locale o regionale; - analisi in chiave geodinamica dei modelli strutturali, in termini di anomalie gravimetriche, topogra fia residua, topografia dinamica, movimenti verticali, ecc.; - s viluppo e generalizzazione dello standard di scambio di modelli tomogra fici per riprodurre, in modo nativo, rappresentazioni di complessit arbitraria analisi dellanisotropia sismica per la placca adriatica inversione congiunta dei dati sismici e di gravit per ricostruire della struttura Figura 3.3.2 Struttura del mantello al di sotto della regione centro-Mediterranea del mantello superiore per la regione antartica; da tomografia di velocit delle onde P: vincoli geodinamici. - s viluppo di tecniche tomogra fiche non-lineare a griglie variabili sia 3D che 4D (spazio e tempo); queste tecniche altamente complesse ed evolute utilizzano i sistemi di calcolo parallelo dell'INGV; - applicazione di metodologie di analisi delle Receiver Function (RF) e inversioni non lineari per la definizione della struttura Vs e anisotropica alla risoluzione dei problemi geodinamici del Mediterraneo e degli slab; - migrazione di dati RF per la de finizione della complessa struttura del sistema Appennino e Alpi. Modellazione geodinamica Attraverso una modellazione numerica del segnale registrato dal mareografo di Messina in seguito al terremoto del 1908, si veri ficher la possibilit di ottenere delle informazioni reologiche; inoltre, si tenter una discriminazione fra i vari modelli di sorgente sismica proposti in letteratura. Nellambito di una collaborazione con lUniversit di Urbino ed il National Space Institute dellUniversit di Copenaghen, verr s viluppato un codice parallelo per ottenere soluzioni ad alta risoluzione della Sealevel Equation. Si prevede di estendere lo studio sul modello di sorgente per il terremoto di LAquila, invertendo in modo congiunto dati geodetici ed interferometrici per meglio vincolare la sorgente. Inoltre, sar proseguita lanalisi del campo di deformazione post-sismica. Si torneranno ad analizzare i dati delle eruzioni del Sud America per chiudere il lavoro gi iniziato nel 2010. Una prima pubblicazione in corso sugli atti del congresso di Milano sul centenario di Schiaparelli e le sue concezioni. Si sta organizzando il Workshop di Erice sulla Expanding Earth fissato per il 4-9 ottobre. Si pubblicheranno i proceedings del congresso.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 23. Bianchi, I., Chiarabba, C., Piana Agostinetti, N., (2010). Control of the 2009 LAquila earthquake, central Italy, by a high-velocit y structure: A receiver function study, J. Geophys. Res., 115, B12326. http://www.earthprints.org/handle/2122/6872. 37. Bonini, M., Mazzarini, F., (2010). Mud volcanoes as potential indicators of regional stress and pressurized layer depth, Tectonophysics, 1-2, 494, 32-47. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6505. 38. Bortoluzzi, G., Ligi, M., Romagnoli, C., Cocchi, L., Casalbore, D., Sgroi, T., Cu f faro, M., Caratori Tontini, F., D'Oriano, F., Ferrante, V., Remia, A., Riminucci, F., (2010). Interactions between volcanism and tctonics in the western Aeolian sector, southern Tyrrhenian Sea, Geophys. J. Int., 1, 183, 64-78. http://www.earthprints.org/handle/2122/6254. 57. Cannelli, V., Melini, D., Piersanti, A., (2010). Post-seismic stress relaxation with a linear transient rheology, Ann. Geophys., 2, 53, 89-99. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6101. 69. Chiarabba, C., Bagh, S., Bianchi, I., De Gori, P., Barchi, M., (2010). Deep structural heterogeneities and the tectonic evolution o f the Abruzzi region (Central Apennines, Italy) revealed by microseismicity, seismic tomography, and teleseismic receiver functions, Earth Planet. Sci. Lett., 3-4, 295, 462-476. http://www.earthprints.org/handle/2122/6874. 84. Cristiano, L., Petrosino, S., Saccorotti, G., Ohrnberger, M., Scarpa, R., (2010). Shear-wave velocity structure at Mt. Etna from inversion o f Rayleigh-wave dispersion patterns (2 s < T < 20 s). Ann. Geophys., 2, 53, 6978. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6077. 114. Di Bucci, D., Burrato, P., Vannoli, P., Valensise, G., (2010). Tectonic evidence for the ongoing A frica-Eurasia convergence in central Mediterranean foreland areas: A journey among long-lived shear zones, large earthquakes, and elusive fault motions., J. Geophys. Res., 115, B12404. http://www.earthprints.org/handle/2122/6287. 121. Dubbini, M., Cian farra, P., Casula, G., Capra, A., Salvini, F., (2010). Acti ve tectonics in Northern Victoria Land (Antarctica) inferred from the integration o f GPS data and geologic setting., J. Geophys. Res., 115, B12421. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6321. 130. Faccenna, C., Becker, T. W., Lallemand, S., Lagabrielle, Y., Funiciello, F., Piromallo, C., (2010). Subductiontriggered magmatic pulses: A new class of plumes?, Earth Planet. Sci. Lett., 299, 54-68. http://www.earthprints.org/handle/2122/6905. 149. Geissler, W.H., Matias, L., Stich, D., Carrilho, F., Jokat, W., Monna, S., IbenBrahim, A., Mancilla, F., Gutscher, M.-A., Sallars, V., Zitellini, N., (2010). Focal mechanisms for sub-crustal earthquakes in the Gul f of Cadiz from a dense OBS deployment, Geophy s. Res. Lett., 37, L18309. http://www.earthprints.org/handle/2122/6417. 190. Li, H., Bernardi, F., Michelini, A., (2010). Surface wave dispersion measurements from ambient seismic noise analysis in Italy, Geophys. J. Int., 180, 1242-1252. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6545. 218. Mazzarini, F., Ferrari, L., Isola, I., (2010). Sel f-similar clustering of cinder cones and crust thickness in the MichoacanGuanajuato and Sierra de Chichinautzin volcanic fields, Trans-Mexican Volcanic Belt, Tectonophysics, 1-4, 486, 55-64. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6703. 219. Mazzarini, F., Isola, I., (2010). Monogenetic vent sel f -similar clustering in extending continental crust: Examples from the East A frican Ri ft S ystem, Geosphere, 5, 6. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6705. 220. Mazzarini, F., Isola, I., Ruggieri, G., Boschi, C., (2010). Fluid circulation in the upper brittle crust: Thickness distribution, hydraulic transmissivit y fluid inclusion and isotopic data of veins hosted in the Oligocene sandstones of the Macigno Formation in southern Tuscany, Italy, Tectonophysics, 1-2, 493, 118-138. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6709. 221. Mazzarini, F., Musumeci, G., Montanari, D., Corti, G., (2010). Relations between deformation and upper crustal magma emplacement in laboratory physical models, Tectonophysics, 1-4, 484, 139-146. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6710. 222. McCausland, W.A., Creager, K. C., La Rocca, M., Malone, S. D., (2010). Short-term and long-term tremor migration patterns of the Cascadia 2004 tremor and slow slip episode using small aperture seismic arrays, J. Geophys. Res., 115, B00A24. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6115. 223. Melini, D., Spada, G., Piersanti, A., (2010). A sea level equation for seismic perturbations, Geophys. J. Int., 1, 180, 88-100. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5778. 228. Montuori, C., Falcone, G., Murru, M., Thurber, C., Reyners, M., Eberhart-Phillips, D., (2010). Crustal heterogeneit y highlighted by spatial b-value map in theWellington region o f New Zealand, Geophys. J. Int., 1, 183, 451-460. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6412. 229. Morasca, P., Massa, M., Laprocina, E., Mayeda, K., Phillips, S., Malagnini, L., Spallarossa, D., Costa, Gi., Augliera, P., (2010). Improved 2-D attenuation analysis for Northern Italy using a merged dataset from selected regional seismic networks, J. Seismol., 4, 14, 727-737. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6658. 248. Perrone, G., Eva, E., Solarino, S., Cadoppi, P., Balestro, G., Fioraso, G., Tallone, S., (2010). Seismotectonic investigations in the inner Cottian Alps (Italian Western Alps):, Tectonophysics, 496, 1-16. http://www.earthprints.org/handle/2122/6362. 250. Pesci, A., Teza, G., Casula, G., Cenni, N., Loddo, F., (2010). Non-permanent GPS data for regional-scale kinematics: reliable deformation rate be fore the 6 April, 2009, earthquake in the L'Aquila area, Ann. Geophys., 2, 53, 55-68. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6096. 254. Piccinini, D., Di Bona, M., Lucente, F. P., Levin, V., Park, J., (2010). Seismic attenuation and mantle wedge temperature in the northern Apennine subtuction zone (Italy) from teleseismic body wave spectra., J. Geophys. Res., 115, B09309. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6313. 107

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

264. Riguzzi, F., Panza, G., Varga, P., Doglioni, C., (2010). Can Earth's rotation and tidal despinning drive plate tectonics?, Tectonophysics, 1-4, 484, 60-73. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6011. 268. Rocchi, S., Dini, A., Mazzarini, F., Westerman, D. S., (2010). Introduction: LASI IIIMagma pulses and sheets in tabular intrusions, Geosphere, 3, 6, 161-162. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6753. 270. Roselli, P., Piana Agostinetti, N., Braun, T., (2010). Shear-velocity andi anisotropy structure of a retreating extensional forearc (Tuscany, Italy) from receiver functions inversion, Geophys. J. Int., 181, 545-556. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6741. 274. Salimbeni, S., Pondrelli, S., Danesi, S., Morelli, A., (2010). Seismic Anisotropy of the Victoria Land region, Antactica, Geophys. J. Int., 182, 421-432. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6310. 292. Smith, S., Faulkner, D. R., (2010). Laboratory measurements of the frictional properties o f the Zuccale lowangle normal fault, Elba Island, Italy, J. Geophys. Res., 115, B02407. http://www.earthprints.org/handle/2122/6548. 307. Teza, G., Pesci, A., Casula, G., (2010). SURMODERR: A MATLAB toolbox for estimation of velocit y uncertainties of a non-permanent GPS station, Comput. Geosci., 36, 1033-1041. http://www.earthprints.org/handle/2122/6099. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 333. Anzidei, M., Antonioli, F., Benini, Al., Lambeck, K., Sivan, D., Serpelloni, E., Sea level change and vertical land movements since the last two millennia along the coasts o f southwestern Turkey and Israel, Quat. Int. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6612. 334. Anzidei, M., Antonioli, F., Lambeck, K., Benini, A., Soussi, M., Lakhdar, R., New insights on the relative sea level change during Holocene along the coasts of Tunisia and western Libya from archaeological and geomorphological markers, Quat. Int. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6606. 349. Cara fa, M.M.C., Barba, S., Determining rheology from deformation data: The case of central Italy, Tectonics. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6867. 357. Danecek, P., Stich, D., Morelli, A., Images o f the Iberian Lithosphere from One Local Earthquake, Bull. Seismol. Soc. Amer. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6901. 376. Lambeck, K., Antonioli, F., Anzidei, M., Ferranti, L., Leoni, G., Scicchitano, G., Silenzi, S., Sea level change along the Italian coast during the Holocene and projections for the future, Quat. Int. http://www.earthprints.org/handle/2122/6607. 381. Musumeci, G., Mazzarini, F., Tiepolo, M., Di Vincenzo, G., U-Pb and 40Ar-39Ar geochronology o f Palaeozoic units in the northern Apennines: determining protolith age and alpine evolution using the Calamita Schist and Ortano Porphyroid, Geol. J. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6739. 389. Postpischl, L., Morelli, A., Pondrelli, S., Danecek, P., Standardization of Seismic Tomographic Models and Earthquake Focal Mechanisms Datasets Based on Web Technologies, Visualization with Keyhole Markup Language, Comput. Geosci. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6337. 5.3 Altre pubblicazioni 496. Ferranti, L., Antonioli, F., Anzidei, M., Monaco, C., Stocchi, P., (2010). The timescale and spatial extent o f vertical tectonic motions in Italy: insights from relative sea-level changes studies, Virtual Explorer, 36, paper 30. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6609. 567. Scalera, G. (2010). Earthquakes, phese changes, fold belts: from Apennines to a global perspective, GeoActa, 3, 25-43. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6120. 568. Scalera, G. (2010). La plate tectonics una concezione "ticonica"?, Giornale di Astronomia, 3, 36, 4-10. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6119.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

3.4. Geomagnetismo
1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Paola De Michelis (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Lo studio del campo geomagnetico generato nella parte esterna fluida del nucleo terrestre, fornisce importanti informazioni sullinterno del nostro pianeta. Per questo motivo stata modellata levoluzione spazio-temporale dellanomalia del sud Atlantico (South Atlantic Anomaly, SAA) negli ultimi 400 anni, in termini di risultante tra la diminuzione del dipolo assiale e laumento di una sorgente locale monopolare virtuale per ottenere in formazioni circa la struttura e la dinamica dellinterno del nostro pianeta. Questo studio ha rilevato una dinamica a vortice anticiclonico (Fig. 3.4.1) la cui presenza confermerebbe una possibile persistenza dello stato attuale del campo magnetico probabilmente per qualche altro centinaio di anni. stato aggiornato il modello regionale ARM (Antarctic Re ference Model-ARM) (Fig. 3.4.2) che rappresenta il campo magnetico principale in Antartide. Il modello, che si basa su unespansione del potenziale magnetico in armoniche su calotta s ferica, fornisce una descrizione spaziotemporale del campo magnetico terrestre: in particolare ne fornisce i valori su una calotta s ferica di semiangolo pari a 30 centrata al Polo Sud geografico dal 1960 al 2009, con previsione fino al 2012. Questo modello stato elaborato a partire da misure di campo magnetico eseguite a terra (dati da osservatorio) ma utilizza anche dati da satellite (OGO, POGO, Magsat, Champ e Oersted). Questi ultimi sono stati selezionati prendendo in considerazione solo i dati relativi a condizioni di atti vit geomagnetica estremamente bassa cos da garantire la minima contaminazione possibile legata ai campi magnetici di origine esterna alla Terra. Il modello cos aggiornato ha gi trovato unutile applicazione essendo stato utilizzato nel corso del 2010 da parte di un gruppo di ricercatori del CNR per la stima del valore dellangolo di rotazione di Faraday, e f fetto cui sono soggette le onde elettromagnetiche che Figura 3.4.1 Percorso orizzontale del monopolo equivalente per la SAA negli ultimi 400 anni viaggiano nella ionosfera. Gli quando il dipolo assiale viene rimosso dal campo totale. stessi dati da satellite (provenienti in particolare da Oersted e Champ) sono stati poi utilizzati per la determinazione di modelli geomagnetici regionali di diversa estensione (Italia ed Albania). stata introdotta una nuova tecnica chiamata Radially Simpli fied Spherical Cap Harmonic Analysis: RS-SCHA e costruiti due modelli regionali (SCHA e RS-SCHA) per larea comprendente Albania, Italia meridionale e Mar Ionio basati su unespansione del potenziale in armoniche su calotta s ferica e messi a con fronto con il modello globale IGRF. Entrambi questi modelli hanno una validit temporale 1990-2010 con estrapolazione fino al 2012 e rappresentano meglio dellIGRF il campo magnetico in questa regione. In entrambe le aree polari (Artide e Antartide), stata studiata la variazione secolare del campo geomagnetico che, ai poli, mostra delle caratteristiche particolarmente interessanti. Oltre ai dati da osservatorio magnetico, sono stati analizzati anche dati provenienti da modelli di campo magnetico che hanno permesso di verificare lesistenza di dif ferenze tra le variazioni secolari osservate in Artide ed in Antartide. Una delle tecniche utilizzate per lo studio della variazione secolare stata quella della Local Intermittenc y Measure (LIM), basata sulle wavelet, in grado di evidenziare intermittenza in una serie temporale (Fig. 3.4.3). Nel 2010 stata infine completata la fase di elaborazione dei dati acquisiti sul lago di Tunguska, in Siberia, in collaborazione con il CNR ISMAR di Bologna iniziata nel 2009. LUP Geo fisica e Tecnologie Marine, oltre a fornire la propria strumentazione magnetometrica durante il surve y, ha elaborato i dati definendo una possibile interpretazione delle anomalie magnetiche derivate probabilmente da impatto meteoritico. Attualmente in corso la stesura della relativa pubblicazione scienti fica. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Nel corso del 2011 si proseguir nello studio degli aspetti non lineari del campo geomagnetico, per veri ficarne la 109

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

sua ergodicit e rilevarne le variazioni in termini di entropia di Shannon, o di altre quantit fisico-statistiche importanti per comprenderne la fenomenologia attuale e, possibilmente, prevederne levoluzione futura. Sar ripreso lo studio della dinamica dei fluidi presenti del nucleo esterno della Terra attraverso lapplicazione di un nuova metodologia dindagine particolarmente utile nello studio di segnali non lineari e non stazionari e dunque adatta allo studio di molte serie temporali naturali. Questa tecnica sar inizialmente applicata alla serie temporale che descrive la variazione della lunghezza del giorno (LoD) negli ultimi 170 anni allo scopo di ottenere informazioni relative alle variazioni di momento angolare del pianeta e dunque, indirettamente, dei moti dei fluidi interni alla Terra. Il fine ultimo di questanalisi sar quello di studiare le cosiddette oscillazioni torsionali dei fluidi interni al nostro pianeta che giocano un ruolo importante rispetto allorigine del campo geomagnetico in quanto ritenute, ad esempio, responsabili di fenomeni quali i jerk geomagnetici. Lanalisi sar poi probabilmente estesa ai dati di campo magnetico misurato presso la rete mondiale di osservatori geomagnetici traendo cos informazioni sullesistenza e sulla variazione temporale di frequenze caratteristiche dei moti responsabili del creazione e sostentamento del campo magnetico terrestre. Nellambito degli studi di induzione elettromagnetica utilizzando dati geomagnetici (valori vettoriali del campo), Figura 3.4.2 Mappe dei valori delle componenti cartesiane X, Y, Z e dellintensit proseguir lo studio delle anomalie crostali e totale F (in nT) calcolati attraverso il modello ARM aggiornato. I valori riportati in del mantello nell'area della catena dellAtlante figura si riferiscono allepoca 2009.0 e al livello del mare. in Marocco, mediante lanalisi di nuovi dati che dovranno essere raccolti dal partner locale su siti selezionati. Nello stesso ambito scienti fico, partir la raccolta di dati sullEtna, utilizzando 3 magnetometri vettoriali gi istallati e operati vi sul vulcano con laggiunta di due ulteriori magnetometri vettoriali da campagna per la creazione di una piccola rete osservati va. Le finalit per tali osservazioni risiedono nellindividuazione di anomalie nella segnatura magnetica riconducili all'atti vit vulcanica dellEtna. In fine nel 2011 previsto lallestimento, nel Comune di Varese Ligure, di una stazione geofisica polifunzionale real-time per studi di magnetismo, aeronomia, gravimetria, sismica, ecc. Sar inoltre completato il network, con collegamento via Internet, fra il laboratorio/datacentre ed alcune stazioni di misura decentrate sul territorio provinciale della Spezia. La raccolta di questi nuovi dati dar av vio a nuovi studi sul campo geomagnetico. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 38. Bortoluzzi, G., Ligi, M., Romagnoli, C., Cocchi, L., Casalbore, D., Sgroi, T., Cu f faro, M., Caratori Tontini, F., D'Oriano, F., Ferrante, V., Remia, A., Riminucci, F., (2010). Interactions between volcanism and tctonics in the western Aeolian sector, southern Tyrrhenian Sea, Geophys. J. Int., 1, 183, 64-78. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6254. 60. Caratori Tontini, F., Cocchi, L., Muccini, F., Carmisciano, C., Marani, M. P., Bonatti, E., Ligi, M., Boschi, E., (2010). Potential Field modeling of collapse-prone submarine volcanoes in the southern Tyrrhenian Sea (Italy). Geophys. Res. Lett., 37, L03305. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5894. 98. De Ritis, R., Dominici, R., Ventura, G., Nicolosi, I., Chiappini, M., Speranza, F., De Rosa, R., Donato, P., Sonnino, M., (2010). A buried volcano in the Calabrian Arc (Italy) revealed by high-resolution

Figura 3.4.3 Esempio di applicazione della tecnica LIM ai valori della componente X del campo geomagnetico misurato presso lOsservatorio di Cambridge Bay in Artide.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

aeromagnetic data, J. Geophys. Res., 115, B11101. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6235. 99. De Ritis, R., Ventura, G., Chiappini, M., Carluccio, R., Von Frese, R., (2010). Regional magnetic and gravit y anomaly correlations of the Southern Tyrrhenian Sea, Phys. Earth Planet. Inter., 1-2, 181, 27-41. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6234. 101. De Santis, A., Qamili, E., (2010). Equivalent Monopole Source of the Geomagnetic South Atlantic Anomaly, Pure Appl. Geophys., 3, 167, 339-347. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6207. 102. De Santis, A., Qamili, E., (2010). Shannon information of the geomagnetic field for the past 7000 years, Nonlinear Process Geophys., 1, 17, 77-84. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6171. 134. Faggioni, O., Soldani, M., Gabellone, A., Hollett, R.D., Kessel, R.T., (2010). Undersea harbour defence: A new choice in magnetic networks, J. Appl. Geophys., 1, 72, 46-56. http://www.earthprints.org/handle/2122/6232. 263. Qamili, E., De Santis, A., Cianchini, G., Duka, B., Gaya-Piqu, L. R., Dominici, G., H yka, Niko, (2010). Two geomagnetic regional models for Albania and south-east Italy from 1990 to 2010 with prediction to 2012 and comparison with IGRF-11, Earth Planets Space, 10, 62. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6451. 323. Villante, U., De Lauretis, M., De Paulis, C., Francia, P., Piancatelli, A., Piancatelli, A., Pietropaolo, E., Vellante, M., Meloni, A., Palangio, P., Schwingenschuh, K., Prattes, G., Magnes, W., Nenovski, P., (2010). The 6 April 2009 earthquake at LAquila: a preliminary analy sis of magnetic field measurements, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 203-214. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6201. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 388. Pignatelli, A., Nicolosi, I., Carluccio, R., Chiappini, M., von Frese, R., Graphical interacti ve generation of gravit y and magnetic fields, Comput. Geosci. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6689. 5.3 Altre pubblicazioni 513. Leoncini, D., Decherchi, S., Faggioni, O., Gastaldo, P., Soldani, M., Zunino, R., (2010). Linear SVM for Underwater Magnetic Signals Based Port Protection, J. Info. Ass. Security, 4, 5, 401-408. http://www.earthprints.org/handle/2122/6216.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

3.5. Geologia e storia dei vulcani ed evoluzione dei magmi


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Mauro Coltelli (CT), Patrizia Landi (PI), Giovanni Orsi (NA-OV) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM1, CT, NA-OV, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Gli obiettivi generali di questo OS contribuiscono al miglioramento delle conoscenze sulla storia erutti va e deformati va dei vulcani, sui loro sistemi magmatici e sui rapporti di questi ultimi con le manifestazioni superficiali. Tutte queste conoscenze rappresentano la base per valutare la pericolosit di un vulcano, in particolare quella a lungo termine. Di seguito vengono riportati gli obietti vi raggiunti per singolo vulcano o area vulcanica. Ischia Sono proseguiti gli studi su storia vulcanica e deformativa, su sorgenti e storia dei magmi degli ultimi 5ka, e struttura del sistema magmatico. Per i magmi alimentanti le eruzioni di Vateliero, Molara e Cava Nocelle, sono stati meglio definiti i contenuti in volatili e i processi genetici e dif ferenziativi. Sono proseguiti anche gli studi per la definizione di fenomeni naturali pericolosi correlati al vulcanismo (movimenti gravitativi, tsunami) e dei loro ef fetti sul territorio. stata migliorata la de finizione della pericolosit vulcanica a lungo termine. Campi Flegrei Sono proseguiti gli studi su storia vulcanica e deformativa degli ultimi 15ka, sulla struttura ed evoluzione del sistema magmatico, e sulle eruzioni di Pomici Principali, Nisida, Averno 2, Gerolomini, Accademia, Monte Olibano, Capo Miseno e Monte Nuovo e loro sistemi di alimentazione. Sono continuati gli studi chimico-mineralogici dei prodotti juvenili e sul contenuto in volatili pre-erutti vo delle eruzioni di Pomici Principali, Averno 2, Nisida, Capo Miseno e Astroni. Vesuvio Sono proseguiti gli studi geochimici e isotopici su prodotti di selezionate eruzioni Pliniane. stato completato lo sudio tefrostratigrafico e composizionale di eruzioni esplosive del periodo 472 d.C.-1631, e quello della cenere emessa durante diversi tipi di eruzioni per valutarne i possibili ef fetti sulla salute delluomo. stato completato lo studio isotopico dei prodotti delleruzione del 1631. Stromboli stata ricostruita latti vit fissurale degli ultimi 15ka sulla base di dati stratigrafici, composizionali e geocronologici. Sono continuati gli studi su contenuto in volatili e geochimica dei magmi eruttati negli ultimi 2 ka e sulle dinamiche eruttive dei parossismi a grande scala. Etna Sono stati e f fettuati studi per la ricostruzione del quadro stratigrafico e geocronologico dell'edificio vulcanico e definizione dell'assetto morfo-stutturale. stata ricostruita latti vit erutti va di fianco degli ultimi 2ka. stata analizzata levoluzione morfostrutturale dei coni piroclastici recenti (2001-2003) per la valutazione di processi erosivi. Sono continuati studi stratigra fici, geocronologici e geochimici di eruzioni esplosive da stromboliane a pliniane, sia centrali che laterali, dei processi di degassamento del magma e loro in fluenza sulle dinamiche erutti ve. stato utilizzato il dataset delle composizioni dei magmi eruttati nel periodo 1995-2005 per applicare metodi classi ficativi e per testare il codice BET_EF. Pantelleria Sono proseguiti gli studi sulla storia vulcanica e deformativa degli ultimi 15ka, su evoluzione e struttura del sistema magmatico, e sulle relazioni tra tettonica e vulcanismo. Sono proseguiti gli studi sulla genesi dei magmi basaltici, trachitici e riolitici, e sulle loro relazioni genetiche. stata migliorata la definizione della pericolosit vulcanica a lungo termine. Colli Albani continuato lo studio della storia erutti va attraverso analisi stratigrafiche. Analisi composizionali, geocronologiche ed isotopiche hanno permesso di migliorare le conoscenze sulla petrogenesi dei magmi ultrapotassici e sulla loro evoluzione negli ultimi 600 ka e le variazione della sorgente magmatica nel tempo. Iblei. Lo studio dei diatremi miocenici nellarea circostante labitato di Sortino, ha portato a definire i meccanismi erutti vi dellatti vit basaltica sottomarina ad essi associata. Appennino centrale (Abruzzo). stato ef fettuato uno studio di tefra in sezioni naturali e arti ficiali dellAppennino centrale (Abruzzo) a fini cronostratigrafici. Antartide (Mare di Ross) Lo studio dei sedimenti vulcanoclastici nella carota AND-2 ha permesso di caratterizzare il vulcanismo del Miocene Inferiore nellarea di McMurdo Sound. Vanuatu. Sono continuate le ricerche sul vulcano Yasur per la ricostruzione del funzionamento del sistema di alimentazione. Islanda. iniziato lo studio dei prodotti emessi nel 2010 dallo Eyja fjallajokull allo scopo di caratterizzarne le dinamiche erutti ve Indonesia. stata e f fettuata una campagna sullisola di Sumatra per lo studio dei processi di interazione tra magmi e rocce incassanti.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

Ri ft Etiopico-A far Sono proseguiti gli studi per ricostruire levoluzione geologica dellarea (in particolare i vulcani Fantale e Gedemsa). Sono continuate le indagini geochimiche, isotopiche e di Melt Inclusions per definire le strutture magmatiche in varie porzioni del ri ft. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Nellambito di questo OS prevista la continuazione delle ricerche sulle stesse tematiche af frontate nel 2010, attraverso studi geologici, stratigrafici, strutturali, geomorfologici, geocronologici, mineralogici, petrologici, geochimici, isotopici, sperimentali, e di vulcanologia fisica su vulcani o aree vulcaniche, sia in Italia che in altre parti del mondo. I vulcani e le aree vulcaniche italiane di interesse sono: Colli Albani, Ischia, Campi Flegrei, Somma-Vesuvio, Stromboli, Ustica, Etna, Pantelleria, Banco Graham, Canale di Sicilia, e Monti Iblei. I vulcani e le aree vulcaniche non italiane sono: Eyja fjallajokull (Islanda), Yasur (Vanuatu), Ri ft Etiopico-A far, Antartide-Mare di Ross, Sumatra (Indonesia), America Latina. Le ricerche saranno finalizzate alla definizione per singoli vulcani, inclusi i loro sistemi magmatici di alimentazione, sia della legge di comportamento nel passato che dello stato attuale, considerato come il punto di arrivo di una pi o meno lunga storia geologica. I risultati di queste ricerche rappresenteranno le basi cognitive per la definizione delle possibili fenomenologie erutti ve e del loro impatto sul territorio e, pi in generale, sullambiente, in caso di ripresa dellattivit di un vulcano in tempi brevi o medi: in sintesi per la definizione della pericolosit vulcanica a lungo termine. Nel corso del 2011 queste tematiche verranno s viluppate attraverso: - studi geologici, strutturali, morfologici, stratigra fici, mineralogici, petrologici, geochimico-isotopici e geocronologici per la ricostruzione della storia erutti va e de formativa dei vulcani, incluso il sistema magmatico di alimentazione; - analisi strutturali, geofisiche e geochimiche sui maggiori sistemi di faglie allEtna, per la definizione delle variazioni spazio-temporali delle de formazioni di fianco di v ulcani centrali e relazioni con latti vit erutti va; - studi stratigrafici e tessiturali su depositi di singole eruzioni per la de finizione di meccanismi eruttivi e meccanismi di deposizione dei prodotti; - studi sulle dinamiche di eruzioni esplosive a diversa intensit, da stromboliana a pliniana, sulla base delle caratteristiche tessiturali e composizionali dei depositi di eruzioni storiche e attuali, e della stima del contenuto in volatili dei magmi che le hanno alimentate; - studi mineralogici, petrologici e geochimico-isotopici finalizzati alla definizione dellevoluzione e della dinamica dei sistemi magmatici alimentanti diversi tipi di vulcani da strato vulcani a caldere; - studi finalizzati alla definizione della petrogenesi dei magmi ultrapotassici con particolare ri ferimento all'evoluzione della sorgente mantellica; - studi sedimentologici, stratigrafici e cronostratigra fici di tefra e sedimenti rinvenuti sia in carotaggi pro fondi che come livelli intercalati a sedimenti terrigeni, finalizzati a ricostruzioni paleo climatiche. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 16. Arienzo, I., Moretti, R., Civetta, L., Orsi, G., Papale, P., (2010). The feeding system of AgnanoMonte Spina eruption (Campi Flegrei, Italy): Dragging the past into present acti vity and future scenarios, Chem. Geol., 270, 135-147. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6690. 21. Bellotti, F., Branca, S., Groppelli, G., (2010). Geological map o f Mount EtnaWest Ri ft (Italy). J. Maps, unico, 96-122. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5989. 27. Bisson, M., Sulpizio, R., Zanchetta, G., Demi, F., Santacroce, R, (2010). Rapid terrain-based mapping of some volcaniclastic flow hazard using Gis-based automated methods: a case study from southern Campania, Italy, Nat. Hazards, 2, 55, 371-387. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6504. 36. Bonasia, R., Macedonio, G, Costa, A., Mele, D., Sulpizio, R., (2010). Numerical inversion and analysis o f tephra fallout deposits fromthe 472 ADsub-Plinian eruption at Vesuvius (Italy) through a new best-fit procedure, J. Volcanol. Geotherm. Res., 189, 238-246. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6766. 83. Crisci, G., Avolio, M. V., Behncke, B., D'Ambrosio, D., Di Gregorio, S., Lupiano, V., Neri, M., Romgo, R., Spataro, W., (2010). Predicting the impact of lava flows at Mount Etna, Italy, J. Geophys. Res., 115, B04203. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6036. 116. Di Roberto, A., Pompilio, M., Wilch, T. I., (2010). Late Miocene submarine volcanism in ANDRILL AND-1B drill core, Ross Embayment, Antarctica, Geosphere, 5, 6, 524-536. http://www.earthprints.org/handle/2122/6567. 118. Di Vincenzo, G., Bracciali, L., Del Carlo, P., Panter, K., Rocchi, S., (2010). 40Ar39Ar dating o f volcanogenic products from the AND-2A core (ANDRILL Southern McMurdo Sound Project, Antarctica): correlations with the Erebus Volcanic Province and implications for the age model of the core, Bull. Volcanol., 4, 72, 487-505. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6594. 137. Favalli, M., Harris, A. J. L., Fornaciai, A., Pareschi, M. T., Mazzarini, F., (2010). The distal segment o f Etnas 2001 basaltic lava flow, Bull. Volcanol., 1, 72, 119-127. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6604. 143. Fornaciai, A., Behncke, B., Favalli, M., Neri, M., Tarquini, S., Boschi, E., (2010). Detecting short-term evolution of Etnean cinder cones: a LIDAR-based approach, Bull. Volcanol., 72, 1209-1222. http://www.earthprints.org/handle/2122/6218. 144. Fornaciai, A., Bisson, M., Mazzarini, F., Pareschi, M. T., Landi, P., (2010). A LiDAR surve y o f Stromboli volcano (Italy): Digital elevation model-based geomorphology and intensity analysis, Int. J. Remote Sens., 12, 31, 3177-3194. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6610. 151. Gioncada, A., Gonzalez-Ferranb, O., Lezzerini, M., Mazzuoli, R., Bisson, M., Rapu, S. A., (2010). The volcanic 113

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

152. 165. 169. 180. 188. 215. 225. 241. 278. 293. 298. 299. 300. 304. 305. 324. 326.

rocks of Easter Island (Chile) and their use for the Moai sculptures, Eur. J. Mineral, 6, 22, 855-867. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6645. Gioncada, A., Landi, P., (2010). The pre-eruptive volatile contents o f recent basaltic and pantelleritic magmas at Pantelleria (Italy). J. Volcanol. Geotherm. Res., 1-2, 189, 191-201. http://www.earthprints.org/handle/2122/6611. Harris, A., Favalli, M., Ste f fke, A., Fornaciai, A., Boschi, E., (2010). A relation between lava discharge rate, thermal insulation, and flow area set using lidar data, Geophys. Res. Lett., 37, L20308. http://www.earthprints.org/handle/2122/6657. Horwell, C. J., Stannett, G. W., Andronico, D., Bertagnini, A., Fenoglio, I., Fubini, B., Le Blond, J. S., Williamson, B. J., (2010). A physico-chemical assessment of the health hazard of Mt. Vesuvius volcanic ash, J. Volcanol. Geotherm. Res., 3-4, 191, 222-232. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6660. Kartson, D., Tarquini, S., Favalli, M., Fornaciai, A., Wrner, G., (2010). The regular shape of stratovolcanoes: A DEM-based morphometrical approach, J. Volcanol. Geotherm. Res., 3-4, 193, 171-181. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6679. Leng, M. J., Baneschi, I., Zanchetta, G., Jex, C. N., Wagner, H., Vogel, H., (2010). Late Quaternary palaeoenvironmental reconstruction from Lakes Ohrid and Prespa (Macedonia/Albania border) using stable isotopes, Biogeosciences, 3, 7, 3815-3853. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6691. Mastrolorenzo, G., Petrone, P., Pappalardo, L., Guarino, F. M., (2010). Lethal Thermal Impact at Periphery o f Pyroclastic Surges: Evidences at Pompeii, PLoS One, 6, 5, e11127. http://www.earthprints.org/handle/2122/6656. Mtrich, N., Bertagnini, A., Di Muro, A., (2010). Conditions o f Magma Storage, Degassing and Ascent at Stromboli: New Insights into the Volcano Plumbing System with In ferences on the Erupti ve D ynamics, J. Petrol., 3, 51, 603-626. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6712. Pappalardo, L., Mastrolorenzo, G., (2010). Short residence times for alkaline Vesuvius magmas in a multidepth supply s ystem: Evidence from geochemical and textural studies, Earth Planet. Sci. Lett., 296, 133 143. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6653. Schiavi, F., Kobayashi, K., Moriguti, T., Nakamura, E., Pompilio, M., Tiepolo, M., Vannucci, R., (2010). Degassing, crystallization and eruption dynamics at Stromboli: trace element and lithium isotopic evidence from 2003 ashes, Contrib. Mineral. Petrol., 4, 159, 541-561. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6755. Solaro, G., Acocella, V., Pepe, S., Ruch, J., Neri, M., Sansosti, E., (2010). Anatom y of an unstable volcano from InSAR: Multiple processes af fecting flank instability at Mt. Etna, 19942008, J. Geophys. Res., 115, B10405. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6193. Sulpizio, R., Cioni, R., Di Vito, M. A., Mele, D., Bonasia, R., Dellino, P., (2010). The Pomici di Avellino eruption of Somma-Vesuvius (3.9 ka BP). Part I: stratigraphy, compositional variability and eruptive dynamics, Bull. Volcanol., 72, 539-558. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6771. Sulpizio, R., Zanchetta, G., D'Orazio, M., Vogel, H., Wagner, B., (2010). Tephrostratigraphy and tephrochronology of lakes Ohrid and Prespa, Balkans, Biogeosciences, 3, 7, 3931-3967. http://www.earthprints.org/handle/2122/6758. Sulpizio, R.Bonasia, R., Dellino, P., Di Vito, M. A., Mele, D., La Volpe, I., (2010). The Pomici di Avellino eruption of SommaVesuvius (3.9 ka BP). Part II: sedimentology and physical volcanology of pyroclastic densit y current deposits, Bull. Volcanol., 72, 559-577. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6779. Tarquini, S., Favalli, M., (2010). A microscopic in formation system (MIS) for petrographic analysis, Comput. Geosci., 5, 36, 665-674. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6759. Tarquini, S., Favalli, M., (2010). Changes of the susceptibility to lava flow invasion induced by morphological modi fications o f an acti ve volcano: the case o f Mount Etna, Italy, Nat. Hazards, 2, 54, 537-546. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6767. Vogel, H., Wagner, B., Zanchetta, G., (2010). A paleoclimate record with tephrochronological age control for the last glacial-interglacial c ycle from Lake Ohrid, Albania and Macedonia, J. Paleolimn., 1, 44, 295-310. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6770. Wagner, B., Vogel, H., Zanchetta, G., Sulpizio, R., (2010). Environmental change within the Balkan region during the past ca. 50 ka recorded in the sediments from lakes Prespa and Ohrid, Biogeosciences, 10, 7, 3365-3392. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6772.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 338. Bemis, K., Walker, J., Borgia, A., Turrin, B., Neri, M., Swisher, C., The growth and erosion of cinder cones in Guatemala and El Salvador: Models and statistics, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6330. 343. Calvari, S., Branca, S., Corsaro, R. A., De Beni, E., Miraglia, L., Norini, G., Wijbrans, J., Boschi, E., Reconstruction of the erupti ve acti vit y on the NE sector of Stromboli volcano: timing of flank eruptions since 15 ka, Bull. Volcanol. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6129. 345. Calvari, S., Tanner, L. H., The Miocene Costa Giardini diatreme, Iblean Mountains, southern Italy: Model for maar-diatreme formation on a submerged carbonate platform, Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6296. 355. DOriano, C., Bertagnini, A., Pompilio, M., Ash erupted during normal activity at Stromboli (Aeolian Islands, Italy) raises questions on how the feeding s y stem works, Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6597. 356. DOriano, C., Cioni, R., Bertagnini, A., Andronico, D., Cole, P. D., D ynamics o f ash-dominated eruptions at Vesuvius: the post-512 AD AS1a event, Bull. Volcanol. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6600. 363. Di Vito, M.A., Arienzo, I., Braia, G., Civetta, L., DAntonio, M., The Averno 2 fissure eruption: a recent small114

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

size explosive event at the Campi Flegrei Caldera (Italy). Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6693. 400. Wijbrans, J., Schneider, B., Kuiper, K., Calvari, S., Branca, S., De Beni, E., Norini, G., Corsaro, R. A., Miraglia, L., 40Ar/39Ar geochronology o f Holocene basalts; examples from Stromboli, Italy, Quat. Geochronol . http://www.earth-prints.org/handle/2122/6163. 401. Zanchetta, G., Sulpizio, R., Roberts, N., Cioni, R., Eastwood, W. J., Siani, G., Caron, B., Paterne, M., Santacroce, R., Tephrostratigraphy, chronology and climatic events o f the Mediterranean basin during the Holocene: an overview, Holocene. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6800. 5.3 Altre pubblicazioni 432. Branca, S., (2010). Note llustrati ve della Carta Geologica d'Italia alla scal 1:50.000 Foglio 613 Taormina. Stratigrafia del vulcanico, 81-104. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6220. 445. Carbone, S., Branca, S., Lentini, F., (2010). Note Illustrative della Carta Geologica dItalia alla scala 1:50.000. Foglio 633 Patern. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6219. 447. Carlino, S., Cubellis, E., Delizia, I., Luongo, G., (2010). The opening of Ischia Harbour (Southern italy): history, geology and natural risk. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6815. 448. Carlino, S., Cubellis, E., Delizia, I., Luongo, G., (2010). The opening of the natural harbour of Ischia (Italy). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6811. 456. Cioni, R., Bertagnini, A., D'Oriano, C., Pompilio, M., (2010). Past and present mid-intensity explosive eruptions of Italian volcanoes and their impact on human acti vity, Virtual Explorer, 36, paper 36. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6808. 460. Cubellis, E., Marturano, A., (2010). Testimonianze, Ricordi e Descrizioni dell'ultima eruzione del Vesuvio del marzo 1944. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6858. 473. De Beni, E., Groppelli, G., (2010). 40Ar/39Ar radiometric dating to constrain the volcanic stratigraphy: The Mt. Etna methodological case. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6222. 477. De Vita, S., Sansivero, F., Orsi, G., Marotta, E., Piochi, M., (2010). Volcanological and structural evolution o f the Ischia resurgent caldera (Italy) o ver the past 10 k.y. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6068. 482. Di Roberto, A., Rosi, M., Bertagnini, A., Marani, M. P., Gamberi, F., (2010). Distal Turbidites and Tsunamigenic Landslides of Stromboli Volcano (Aeolian Islands, Italy). http://www.earthprints.org/handle/2122/6572. 517. Luongo, G., Carlino, S., Cubellis, E., Obrizzo, F., (2010). Conceptual model of shallow magma feeding s ystem for Ischia Island (Italy). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6814. 547. Orsi, G., Civetta, L., D'Antonio, M., (2010). La pericolosit vulcanica a lungo termine della Caldera dei Campi Flegrei. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6757. 590. Zanchetta, G., Isola, I., Piccini, L., Dini, A., (2010). The Corchia Cave (Alpi Apuane): a 2 Ma temporal window on the earth climate. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6820.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

3.6. Fisica del vulcanismo


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Paolo Papale (PI) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM1, BO, CT, NA-OV, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Lobiettivo dellOS 3.6 la comprensione degli aspetti fisici e dinamici dei sistemi vulcanici nella loro interezza, dalle zone profonde di accumulo dei magmi fino alle regioni superficiali dove si mani festano i processi erutti vi. Nel corso del 2010 stato ulteriormente s viluppato il codice parallelo agli elementi finiti GALES, interamente s viluppato presso lINGV, per le dinamiche magmatiche multicomponenti di convezione e mescolamento dei magmi, con applicazioni allEtna e ai Campi Flegrei. Il campo di stress calcolato allinterfaccia magma-rocce stato utilizzato come sorgente distribuita nello spazio e nel tempo per calcolare la de formazione alla superficie in range di frequenze da sismiche a quasi-statiche. I risultati mostrano che oscillazioni di tipo Ultra-Long-Period (centinaia di secondi) possono essere diagnostiche di movimenti magmatici in sistemi pro fondi, suggerendo nuovi paradigmi per la valutazione dello stato di un vulcano. Le fasi di uplift ai Campi Flegrei durante la crisi 1982-84 sono state studiate con modelli numerici che tengono conto della struttura crostale dell'area. La sorgente ottenuta dallottimizzazione dei dati di livellazione un sill sub-orizzontale con spostamento sia di taglio che tensile, e densit consistente con magmi basaltici. Modelli elasto-plastici 3D sono stati applicati allEtna per lanalisi delle deformazioni osservate durante la fase di ricarica nel periodo 19931997. La transizione di comportamento da elastico a plastico stata simulata con un modello a elementi finiti e reologia elastoplastica funzione di temperatura e stato di stress. Lestensione della regione plastica attorno alla sorgente dipende dalla temperatura ottenuta risolvendo un modello di conduzione termica. La ricerca sui sistemi idrotermali si concentrata principalmente sul ruolo delleterogeneit delle propriet idrauliche delle rocce, prendendo in considerazione landamento di osservabili finora meno approfonditi quali lestensione delle aree esalanti in rapporto ai flussi emessi, o la resisti vit elettrica. Il modello Figura 3.6.1 Simulazione numerica delle dinamiche di convezione e DOMEFLOW per la risalita di magma mescolamento di magmi allEtna (a-c) e ai Campi Flegrei (d-f). I colori in duomi vulcanici stato rappresentano la concentrazione di due magmi diversi (il magma indicato in ulteriormente s viluppato per colore rosso pi ricco in volatili e quindi meno denso del magma di indicato col prevedere la solidi ficazione del plug colre blu). Le figure si riferiscono ad uno zoom (indicato dai riquadri nelle figure a superficiale e condizioni di tipo slipsinistra) di sistemi 2D cartesiani geometricamente complessi. stick tra magma e roccia incassante, processi che risultano in grado di produrre dinamiche di tipo oscillatorio. stata inoltre implementata una prima versione di un nuovo modello numerico gas + particelle per la trattazione di onde di shock in modo da estendere il campo applicativo alla fase esplosiva. Il codice CPIUC stato esteso accoppiando al processo di risalita del magma nella camera e nel condotto vulcanico un modello di espansione adiabatica nel cratere e un modello quasi-stazionario di colonna vulcanica. Il nuovo modello ha permesso di ottenere una descrizione sempli ficata ma molto rapida dell'evoluzione temporale delle eruzioni esplosive, in grado di esplorare gli ef fetti dei principali parametri erutti vi. Tramite un modello analitico-sperimentale stata calcolata la pressione del gas degli slug durante esplosioni Stromboliane in funzione della viscosit del magma. stata studiata, attraverso lapplicazione del modello numerico multi fase PDAC, la dinamica delle correnti di densit piroclastiche strati ficate e la loro interazione con i rilievi morfologici, per valutare le f ficacia delle barriere topogra fiche in zone calderiche (p.e., ai Campi Flegrei). Lapplicazione al blast del Mt St Helens del 1980 ha fornito un modello quantitativo per linterpretazione della sequenza stratigra fica osservata in relazione alla morfologia del substrato. stato completato uno studio sul modello di turbolenza di tipo LES nella dinamica di propagazione delle colate piroclastiche. stato inoltre completato il modello Lagrangiano LPAC per la dinamica dei clasti durante eruzioni esplosive, con applicazioni a eruzioni Vulcaniane a Montserrat. La versione suboraria del modello di dispersione VOL-CALPUFF stata completata e applicata a recenti eruzioni di breve durata (Etna, Mt. Redoubt, Hekla, Merapi). Il nuovo modello permette la simulazione di eventi esplosivi da brevi a prolungati nel tempo, risultando applicabile ad una gamma di scale e stili erutti vi. stato realizzato un modello di aggregazione di ceneri vulcaniche nell'atmos fera in presenza di acqua o ghiaccio basato sulla soluzione 116

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

sempli ficata dell'equazione di Smoluchowski, accoppiandolo al modello di dispersione Fall3d con applicazioni alle eruzioni del Mt St Helens (1980), del Mt Spurr (1992), e del Vesuvio (472 dC). In fine, riprese ad alta velocit della sedimentazione di piroclasti sia sul terreno (Ejya fjallajokull) che in laboratorio (HPHT-Lab, INGV Roma) hanno fornito le prime misure dirette di velocit di caduta, coe fficienti di attrito, densit, distribuzione granulometrica e frazione in peso sia di aggregati che di particelle di cenere. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Il codice GALES sar applicato allo studio degli e f f etti di geometrie complesse 2D sulle dinamiche di mescolamento dei magmi, studiando in particolare le condizioni in grado di produrre sovra-pressioni su f ficienti a innescare la risalita di dicchi e il verificarsi di una eruzione. Sar inoltre studiato, attraverso le simulazioni, linsieme dei segnali di tipo gravimetrico, sismico e de formati v o che rappresentano la manifestazione superficiale di processi pro fondi potenzialmente pericolosi. Si af fronter lo studio degli upli ft recenti ai Campi Flegrei tramite inversione di modelli numerici, con lobietti vo di relazionare la sorgente responsabile dei mini-uplift recenti con la sorgente responsabile dellupli ft della crisi del 1982-84. Altri studi basati su metodi numerici utilizzaranno i dati di deformazione DInSAR del Colima (Messico), al fine di individuare la sorgente che causa la deformazione osservata e la sua relazione col sistema di faglie che borda ledificio vulcanico del Pico de Colima. Si svilupper ulteriormente il modello 3D all'Etna per la caratterizzazione delle condizioni critiche che portano alla fratturazione delle rocce incassanti a reologia anelastica da parte di sorgenti magmatiche pressurizzate, stimando inoltre le deformazioni massime in superficie. La distribuzione del campo di stress fornir indicazioni sulla direzione preferenziale di propagazione delle intrusioni magmatiche. Si concluder lo studio sugli e f fetti della circolazione idrotermale sulla resisti vit elettrica alla Solfatara dei Campi Flegrei. La resistivit sar calcolata in base ad un modello dellarea craterica che descrive accuratamente la zona vadosa e il rilievo topogra fico. Verr studiato lef fetto delle condizioni atmos feriche sul degassamento dif fuso dai suoli, in aree ad alto e basso tasso di emissione. Verranno calcolati alcuni osservabili sismologici (attenuazione, travel time) associati a densit e distribuzione delle fasi fluide e alle loro variazioni. Per poter risolvere in modo pi accurato la risalita del magma nel condotto, si cercher di introdurre un nuovo set di equazioni basate sulla teoria dei potenziali termodinamici generalizzati. In questo modo sar possibile scrivere le equazioni in forma conservati va e trattare con un unico modello sia la fase liquido-bolle che la fase gas-particelle. Verranno inoltre implementati nuovi schemi numerici ai volumi finiti e i risultati delle simulazioni saranno confrontati con esperimenti in laboratorio per analizzare l'ef fetto della presenza di particelle sulle onde di shock. Verr sviluppato un modello analitico-sperimentale per ricavare da riprese ad alta velocit la pressione, il volume e la profondit di rilascio del gas nelle esplosioni Stromboliane. Proseguir latti vit di simulazione 2D/3D delle correnti di densit piroclastiche, con particolare attenzione ai fenomeni di non-equilibrio termico e cinetico tra le fasi e ai processi di sedimentazione e segregazione dei piroclasti durante la propagazione delle colate. Proseguir inoltre latti vit modellistica finalizzata alla formulazione di un modello di trasporto basato sulla teoria cinetica dei flussi multi fase e al miglioramento dellaccuratezza del modello numerico. Proseguir attraverso lanalisi dei dati ed esperimenti di laboratorio lo studio dellaccoppiamentodisaccoppiamento tra gas e piroclasti nei jet erutti vi. Alla luce dellesperienza maturata durante la recente eruzione islandese, si av vier uno studio sulla possibilit di integrare nel modello di dispersione di ceneri vulcaniche VOLCALPUFF dati osservati vi da terra e da satellite nellottica di migliorare lattendibilit dei risultati previsionali e al tempo stesso considerare lincertezza sui dati vulcanologici. Sono inoltre previsti ulteriori s viluppi del modello fisico in particolare riguardo ai processi di aggregazione delle particelle pi fini, di deposizione umida e di dispersione dei gas vulcanici. Si prevede inoltre di completare unapplicazione del modello allo studio delle eruzioni Stromboliane violente al Vesuvio e uno studio comparati vo tra modelli di dispersione basati su diverse formulazioni. Saranno ideati ed ef fettuati ulteriori esperimenti sulla sedimentazione della cenere vulcanica in diversi regimi di sedimentazione, e si studieranno gli ef fetti elettrostatici nei processi di aggregazione di ceneri vulcaniche in condizioni dry. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 12. And, B., Coltelli, M., Presti filippo, M., Scollo, S., (2010). A lab-scale experiment to measure terminal velocit y of volcanic ash, IEEE Trans. Instrum. Meas., 99, 1-8. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6301. 19. Barsotti, S., Andronico, D., Neri, A., Del Carlo, P., Baxter, P. J., Aspinall, W. P., Hincks, T., (2010). Quantitati ve assessment of volcanic ash hazards for health and infrastructure at Mt. Etna (Italy) by numerical simulation, J. Volcanol. Geotherm. Res., 1-2, 192, 85-96. http://www.earthprints.org/handle/2122/6502. 20. Beauducel, F., Bross, A., Buontempo, S., DAuria, L., Declais, Y., De Lellis, G., Festa, G., Gasparini, P., Gibert, D., Hoshina, K., Iacobucci, G., Lesparre, N., Macedonio, G., Marotta, A., Marteau, J, Martini, M., Miele, G., Migliozzi, P., Moura, C. A., Orazi, M., (2010). The MU-RAY project: Summary of the round-table discussions, Earth Planets Space, , 62, 145-151. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6090. 35. Bonaccorso, A., Currenti, G., Del Negro, C., Boschi, E., (2010). Dike de flection modelling for in ferring magma pressure and withdrawal, with application to Etna 2001 case, Earth Planet. Sci. 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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

prints.org/handle/2122/6368. 49. Cagnoli, B., Romano, G., (2010). Pressures at the base of dry flows o f angular rock fragments as a function of grain size and flow volume: Experimental results, J. Volcanol. Geotherm. Res., 196, 236-244. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6369. 56. Cannata, A., Giudice, G., Gurrieri, S., Montalto, P., Alparone, S., Di Grazia, G., Favara, R., Gresta, S., Liuzzo, M., (2010). Relationship between soil CO2 flux and volcanic tremor at Mt. Etna: Implications for magma dynamics, Environ. Earth Sci., 61, 477-489. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6569. 62. Carlino, S., Somma, R., (2010). Erupti ve versus non-eruptive behaviour of large calderas: the example o f Campi Flegrei caldera (southern Italy). Bull. Volcanol., 7, 72, 871-886. http://www.earthprints.org/handle/2122/6080. 82. Costa, A., Folch, A., Macedonio, G., (2010). A model for wet aggregation of ash particles in volcanic plumes and clouds: 1. Theoretical formulation, J. Geophys. 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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

298. Sulpizio, R., Cioni, R., Di Vito, M. A., Mele, D., Bonasia, R., Dellino, P., (2010). The Pomici di Avellino eruption of Somma-Vesuvius (3.9 ka BP). Part I: stratigraphy, compositional variability and eruptive dynamics, Bull. Volcanol., 72, 539-558. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6771. 300. Sulpizio, R.Bonasia, R., Dellino, P., Di Vito, M. A., Mele, D., La Volpe, I., (2010). The Pomici di Avellino eruption of SommaVesuvius (3.9 ka BP). Part II: sedimentology and physical volcanology of pyroclastic densit y current deposits, Bull. Volcanol., 72, 559-577. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6779. 301. Taddeucci, J., Sottili, G., Palladino, D., Ventura, G., Scarlato, P., (2010). A note on maar eruption energetics: current models and their application, Bull. Volcanol., 72, 75-83. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5775. 308. Todesco, M., Rinaldi, A. P., Bona fede, M., (2010). Modeling of unrest signals in heterogeneous hydrothermal s ystems, J. Geophys. Res., 115, B09213. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6348. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 336. Battaglia, M., Di Bari, M., Acocella, V., Neri, M., Dike emplacement and flank instability at Mount Etna: Constraints from a poro-elastic-model o f flank collapse, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6325. 338. Bemis, K., Walker, J., Borgia, A., Turrin, B., Neri, M., Swisher, C., The growth and erosion of cinder cones in Guatemala and El Salvador: Models and statistics, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6330. 363. Di Vito, M.A., Arienzo, I., Braia, G., Civetta, L., DAntonio, M., The Averno 2 fissure eruption: a recent smallsize explosive event at the Campi Flegrei Caldera (Italy). Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6693. 342. Bonaccorso, A., Bon forte, A., Calvari, S., Del Negro, C., Di Grazia, G., Ganci, G., Neri, M., Vicari, A., Boschi, E., The initial phases o f the 2008-2009 Mt. Etna eruption: a multi-disciplinary approach for hazard assessment, J. Geophys. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6621. 348. Cappello, A., Vicari, A., Del Negro, C., Assessment and modeling o f lava flow hazard on Etna volcano, Boll. Geofis. Teor. Appl. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6601. 359. De Martino, S., Palo, M., Cimini, G. B., A statistical study o f the Stromboli volcano explosion-quakes before and during 2002-2003 eruptive crisis, J. Geophys. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6777. 394. Scollo, S., Presti filippo, M., Coltelli, M., Peterson, R. A., Spata, G., A Statistical Approach to Evaluate the Tephra Deposit and Ash Concentration from Pu f f Model Forecasts, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6299. 5.3 Altre pubblicazioni 439. Cappello, A., Del Negro, C., Vicari, A., (2010). Lava flow susceptibility map of Mt Etna based on numerical simulations, 201-206. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6602. 483. Di Ste fano, A., Currenti, G., Del Negro, C., Fortuna, L., Nunnari, G., (2010). Integrated inversion of numerical geophysical models using arti ficial neural networks, World Scienti fic series on nonlinear science, series B, 15, 177-182. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6596. 490. Esposti Ongaro, T., Barsotti, S., Neri, A., Salvetti, M. V., (2010). Large-eddy simulation of pyroclastic densit y currents. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6844. 498. Ganci, G., Del Negro, C., Vicari, A., Fortuna, L., (2010). Automated detection and analysis o f volcanic thermal anomalies through the combined use of SEVIRI and MODIS. http://www.earthprints.org/handle/2122/6603. 499. Giordano, D., Polacci, M., Papale, P., Caricchi, L., (2010). Rheological control on the dynamics of explosive activit y in the 2000 summit eruption of Mt. Etna, Solid Earth, 1, 1, 61-69. http://www.earthprints.org/handle/2122/6648. 505. Hrault, A., Bilotta, G., Del Negro, C., Russo, G., Vicari, A., (2010). SPH modeling of lava flows with GPU implementation. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6605. 507. Isola, I., Molli, G., Landi, P., Mazzarini, F., (2010). Alpi Apuane Field Trip. http://www.earthprints.org/handle/2122/6826. 517. Luongo, G., Carlino, S., Cubellis, E., Obrizzo, F., (2010). Conceptual model of shallow magma feeding s ystem for Ischia Island (Italy). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6814. 541. Neri, A.(2010). Buoni Modelli, Le Scienze, Luglio, 503. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6803. 542. Neri, A. (2010). Modeling Earth D ynamics: Complexity, Uncertainty, and Validation, EOS Trans., 51, 91, 506. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6804. 551. Peruzzo, E., Barsanti, M., Flandoli, F., Papale, P, (2010). The stochastic quantization method and its application to the numerical simulation of volcanic conduit dynamics under random conditions, Solid Earth, 1, 49-59. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6746.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

3.7. Dinamica del clima e dell'oceano


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Simona Masina (BO) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit BO 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Le attivit di ricerca sono state in prevalenza dedicate alla preparazione e alla produzione del set di simulazioni e di scenari climatici (CMIP5) previsti come contributo al prossimo rapporto (AR5) dellIPCC. A tal fine si proceduto a veri ficare la strategia di simulazioni con il modello del sistema Terra che include il ciclo del carbonio (ESM) per ef fettuare delle simulazioni costruite allo scopo di studiare laccoppiamento dinamico stratos fera-tropos fera. I risultati delle simulazioni prodotte con lESM durante lo scorso anno mostrano che la divergenza fra lo scenario SRES A1B e lo scenario di mitigazione E1 fissato a 450ppm si mani festa intorno alla met del secolo XXI. Alla fine del secolo XXI lo scenario A1B prevede temperature medie globali dellaria alla superficie nell intervallo 2-3.5C, mentre lo scenario E1 nellintervallo 0.5-2C. I flussi di carbonio dalloceano calcolati in condizioni di concentrazioni di CO2 prescritte per i casi di una simulazione transiente del XX secolo e per i due scenari sono stati con frontati con i valori osservati nellambito di una validazione a pi modelli condotta nel progetto ENSEMBLES.

Figura 3.7.1 (a) Flussi netti aria mare di CO 2 nellOceano Pacifico per il XX secolo e per gli scenari A1B e E1. (b) Stima del cambiamento nella pompa biologica del carbonio sugli stessi periodi. Le regioni sono divise in Pacifico tropicale (tra 20S e 20N), settentrionale (20N-60N) e meridionale (20S-45S).

I risultati mostrano una buona correlazione durante gli ultimi 20 anni del XX secolo quando diventano dominanti le emissioni antropogeniche e indicano che luptake oceanico di carbonio alla fine del secolo nel caso dello scenario di mitigazione ritornerebbe sugli stessi valori di flusso di carbonio simulati per gli anni 60 nelloceano Paci fico e a valori ancora minori nellAtlantico. Con lo scenario A1B, si mostra che i maggiori bacini oceanici arriverebbero ad una saturazione della capacit di uptake di carbonio mentre a livello regionale i risultati sono meno chiari a causa dellef fetto della pompa biologica. In particolare si nota una inversione del flusso nel Pacifico equatoriale dovuto ad un aumento della pompa biologica del carbonio, mentre nell'emis fero nord si riscontra un calo dell'e f ficienza della pompa biologica (Fig. 3.7.1). Si inoltre proceduto allanalisi delle simulazioni di scenario eseguite con il modello globale ad alta risoluzione con il Mediterraneo interatti vo, il modello CMCC-Med. Lanalisi dei risultati ha mostrato un aumento delle temperature estive e una signi ficati va riduzione delle precipitazioni simulate nel corso del 21 secolo, indicando possibili scenari di mutamento del ciclo idrologico sullintera regione. Con il modello del clima CMCC ad alta risoluzione orizzontale per la componente atmos ferica (~80 Km) iniziata anche la produzione di un largo insieme di proiezioni climatiche a breve termine per il periodo 1960-2035. La prima parte del periodo (1960-2005), nel quale il forcing radiati vo quello osservato, utilizzato come ri ferimento e per la validazione del modello e delle simulazioni. La seconda parte (2006-2035), per la quale il forcing radiativo definito in accordo ai nuovi scenari, rappresenta la proiezione di cambiamento climatico per le prossime decadi. Diversamente dalle simulazioni di scenario, inizializzate per mezzo di lunghi spin-up, in queste proiezioni decadali la componente oceanica viene inizializzata utilizzando stati quanto pi vicini possibile a quelli osservati. In particolare vengono usate le rianalisi oceaniche aggiornate e prodotte tramite due diversi metodi di assimilazione dati. Lultimo metodo variazionale che permette lassimilazione, oltre che di dati in situ, anche dati di altimetria satellitari stato anche accoppiato alla configurazione globale del modello oceanico ad 1/4 di risoluzione orizzontale e 51 livelli. Le rianalisi oceaniche hanno anche fornito linizializzazione della componente oceanica del sistema di previsioni stagionali la cui validazione proseguita rispetto alla variabilit tropicale ed extratropicale e per valutare la predicibilit della frequenza dei cicloni tropicali nelle regioni pi atti ve degli Oceani (Fig. 3.7.2). Uno studio di impatto di ENSO e della sua variabilit interdecadale sulla precipitazione nella regione sud-orientale del Sud America ha mostrato che quando le anomalie di temperature superficiali marine sono massime nella parte orientale (centrale) del bacino, le 120

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

anomalie di precipitazione nella regione sono pi (meno) intense. Il Gruppo Nazionale di Oceanografia Operativa nel sistema MFS-EU ha continuato il lavoro di implementazione del forzante di pressione atmos ferica per migliorare le previsioni dell'altezza mare. stato sviluppato il sistema di previsione accoppiato onde correnti e sono continuati gli studi di variabilit del livello del Mar Mediterraneo per il periodo 1960-2008 utilizzando dati da satellite, da mareografo e modelli oceanografici. stata analizzata la serie temporale delle rianalisi del Mar Mediterraneo prodotta per il periodo 1985-2007. Sono stati condotti esercizi preliminari per lo s viluppo, limplementazione e la calibrazione di una tecnica di Super-Ensemble da applicare ai modelli di circolazione del Mar Mediterraneo.

Figura 3.7.2 Distribuzione dei siti di generazione dei cicloni tropicali (a) osservati e (b) come previsto dal sistema di previsioni nel periodo 1992-2001. I risultati per lemisfero Nord (Sud) si riferiscono alle previsioni per i mesi da 2 a 5 delle previsioni inizializzate il 1 Maggio (1 Novembre).

4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento allanno 2011 Nel corso del 2011 verranno completate e analizzate le simulazioni CMIP5. In particolare per le simulazioni prodotte con il modello del sistema terra che include laccoppiamento tropos fera-stratos fera si analizzer limpatto di tale accoppiamento sulla predicibilit del clima alle scale di tempo decennali e, grazie allalta risoluzione verticale del modello, si valuter lanalisi delle incertezze nella distribuzione del vapor dacqua nellalta tropos fera e bassa stratos fera. Verranno anche completate le nuove simulazioni di scenario CMIP5 eseguite col modello di clima ad alta risoluzione atmos ferica (80Km) e le previsioni climatiche decadali. I dati opportunamente post-processati verranno archiviati e resi disponibili alla comunit internazionale per il prossimo rapporto IPCC (AR5). Le simulazioni, inoltre, verranno analizzate per studiare la variabilit climatica tropicale e della regione del Mediterraneo e per esplorare come i cambiamenti climatici di origine antropica possono eventualmente modi ficare e influenzare la variabilit naturale. Latti vit del 2011 sullo studio del clima e sugli impatti sullecosistema marino si focalizzer soprattutto nellAtlantico e nel Mediterraneo con i progetti GreenSeas e MedSea che utilizzeranno modelli fisicobiogeochimici forzati. In particolare si studieranno la capacit del modello globale a riprodurre le regioni biogeografiche dellAtlantico e la loro variazione in seguito a scenari climatici e gli impatti dellacidificazione sullecosistema Mediterraneo. Per quanto riguarda latti vit di assimilazione di dati oceanografici nellambito del progetto MyOcean il primo set di rianalisi oceaniche globali ad una risoluzione di 25Km sul periodo 1989-2009 sar validato e reso disponibile pubblicamente. Si proceder allanalisi dei risultati e in particolare allimpatto della risoluzione e dellassimilazione dei dati in-situ e satellitari sulla variabilit spaziale e temporale del livello della superficie marina. Nel corso del 2011 nellambito del progetto CLARIS-LPB, e in collaborazione con altri partners del progetto medesimo, lo studio dellimpatto di ENSO e della sua variabilit interdecadale applicato alla precipitazione nella regione sud-orientale del Sud-America sar estesa agli eventi estremi di temperatura e precipitazione. Lensemble di simulazioni con la sola componente atmos ferica forzata con SST osservate potr essere confrontata con esperimenti accoppiati oceano-atmos fera per studiare la variabilit tropicale e le teleconnessioni associate ad ENSO con maggiore attenzione per larea del monsone Indiano. Il Gruppo Nazionale di Oceanografia Operativa s vilupper ulteriormente il sistema di previsioni marine del Mar Mediterraneo. Latti vit di 121

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

ricerca per la valutazione dellef fetto della pressione nella circolazione del Mediterraneo verr finalizzata ed i risultati ottenuti andranno ad integrarsi con lesistente sistema di previsioni. Laccoppiamento onde-correnti verr ulteriormente approfondito tramite lanalisi di nuovi termini nelle equazioni risolte dal modello di circolazione utilizzato dal sistema operativo. Continuer il lavoro per la messa a punto della produzione del nuovo sistema di ri-analisi dei passati 25 anni, che verr e f fettuata utilizzando il pi recente sistema di modellistica di MyOcean. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 11. Anderson, B.T., Knight, J. R., Ringer, M. A., Deser, C., Phillips, A. S., Yoon, J., Cherchi, A., (2010). Climate forcings and climate sensitivities diagnosed from atmospheric global circulation models, Clim. D yn., 7-8, 35, 1461-1475. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6422. 65. Cattaneo Vietti, R., Albertelli, G., Aliani, S., Bava, S., Bavestrello, G., Benedetti Cecchi, L., Bianchi, C. N., Bozzo, E., Capello, M., Castellano, M., Cerrano, C., Chiantore, M., Corradi, N., Cocito, S., Cutroneo, L., Diviacco, G., Fabiano, M., Faimali, M., Ferrari, M., Locritani, M., (2010). The Ligurian Sea: present status, problems and perspectives, Chem. Ecol., 26, 319-340. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6175. 75. Colonese, A.C., Zanchetta, G., Dotsika, E., Drysdale, R. N., Fallick, A. E., Grifoni Cremonesi, R., Manganelli, G., (2010). Early-middle Holocene land snail shell stable isotope record from Grotta di Latronico 3 (southern Italy). J. Quat. Sci., 8, 25, 1347-1359. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6509. 105. De Michieli Vitturi, M., Neri, A., Esposti Ongaro, T., Lo Savio, S., Boschi, E., (2010). Lagrangian modeling of large volcanic particles: Application to Vulcanian explosions, J. Geophys. 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BFM-SI: A new implementation of the biogeochemical flux model in sea ice. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5956. 589. Walsh, K., Lavander, S., Murakami, H., Scoccimarro, E., Caron, L. P., (2010). The Tropical C yclone Climate 122

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

Model Intercomparison Project. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6305. 590. Zanchetta, G., Isola, I., Piccini, L., Dini, A., (2010). The Corchia Cave (Alpi Apuane): a 2 Ma temporal window on the earth climate. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6820.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

3.8. Geofisica per l'ambiente


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Cesidio Bianchi (RM2), Leonardo Sagnotti (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Magnetismo ambientale Nel corso del 2010 stata installata una nuova strumentazione accessoria per il magnetometro MicroMag del laboratorio di paleomagnetismo dellINGV, che permette di ef fettuare misure di isteresi a basse temperature, fino ad un minimo di 10 K. Questa caratteristica importante per gli studi sulle propriet magnetiche delle polveri sottili atmos feriche, in quanto consente di analizzare il contributo dei minerali superparamagnetici (Fig. 3.8.1), ossia di quelle particelle di dimensioni dellordine di poche decine di nanometri che sono di f ficilmente analizzabili al microscopico elettronico a scansione. Questa implementazione strumentale apre dunque nuove prospetti ve di ricerca nel campo del magnetismo ambientale. Sono state s volte ricerche di magnetismo ambientale, volti alla caratterizzazione dellinquinamento di tra f fico veicolare. Per quanto riguarda le atti vit di ricerca sulle propriet magnetiche di sequenze sedimentarie marine, volte alla ricostruzione delle variazioni climatiche nel passato, sono proseguite la raccolta e le analisi dei dati da successioni stratigra fiche provenienti da entrambe le aree polari. In particolare, si lavorato allanalisi dei dati ottenuti su carote prelevate al largo delle isole Svalbard, su carote relative alle perforazioni ANDRILL, nel mare di Ross in Antartide e su carote prelevate nella spedizione IODP 317, al largo della Nuova Zelanda. Nel caso delle carote al largo delle Svalbard i dati contribuiscono alla messa a punto di un quadro cronologico di riferimento per la comprensione della dinamica e dei rati di evoluzione dellultima deglaciazione. Le analisi di sintesi dei dati di magnetismo ambientale dalle perforazioni dei margini peri-Antartici contribuiscono alla comprensione dellevoluzione del clima in Antartide durante il Cenozoico, e quelle relative alla spedizione IODP 317 si pre figgono di valutare gli e f fetti delle variazioni eustatiche del livello del mare a livello globale e di valutare le variazioni climatiche e paleoceanografiche nellOceano meridionale. Sono state ef fettuate ricerche di magnetismo ambientale associate a prospezioni geofisiche e a studi geoarcheologici. Queste ricerche hanno riguardato linsediamento Punico di Mozia, in Sicilia, di alcuni insediamenti dellet del Bronzo in Medio Oriente, con particolare riguardo al sito di Jericho, in Palestina. Glaciologia Per ci che concerne le ricerche in glaciologia, sono stati analizzati i risultati delle misure eseguite con radar (Radio Echo Sounding o RES), da postazione fissa o trasportati con cingolati, intorno al sito di Epica nella regione di Dome C in Antartide. Nel lavoro si evidenzia una pi completa definizione del bedrock e delle strati ficazioni interne del ghiacciaio intorno al punto di carotaggio (Fig. 3.8.2). in corso di pubblicazione anche un approfondimento dello studio delle caratteristiche del bedrock partendo dallanalisi dellampiezza del segnale con lo scopo di identi ficare zone asciutte e bagnate. Lo stesso tipo di analisi stata riproposta nel caso di misure ef fettuate lungo la costa nella zona del Mertz, per studiare la morfologia dei ghiacciai di sbocco della zona. Allo scopo di rendere i dati pi fruibili, stato realizzato un database GIS contenente i dati di radar glaciologia, che permette di visualizzare su di una mappa dell'Antartide, sul sito web (http://labtel2.rm.ingv.it/antarc tica/), i percorsi dei voli ef fettuati dal 1995 al 2009. Il Figura 3.8.1 Esempio di utilizzo del criostato per ottenere cicli di isteresi a bassa temperatura con il database contiene tutte le magnetometro MicroMag. Il ferrofluido un olio contenente in sospensione particelle di magnetite principali in formazioni del volo superparamagnetiche a temperatura ambiente, come si evince dal ciclo di isteresi a effettuato a 20C, quali: anno, missione, volo, in cui risultano nulle sia la magnetizzazione rimanente che la coercitivit magnetica. A temperatura radar leg, direzione prossima allo zero assoluto lo stesso campione descrive invece un ciclo di isteresi tipicamente dacquisizione, latitudine, ferrimagnetico, con magnetizzazione rimanente e coercitivit magnetica diverse da zero. Pertanto, la longitudine, spessore del nuova configurazione del magnetometro MicroMag particolarmente indicata per lindividuazione e la descrizione di particolati superparamagnetici nellambito dello studio della granulometria magnetica di ghiaccio, strumentazione un campione. utilizzata ed i risultati salienti 124

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

delle analisi ef fettuate sui dati. Queste informazioni sono in questo modo condivise con tutti gli utenti interessati e con la comunit scienti fica nazionale e internazionale. stato av viato e sottoscritto un accordo per un progetto di ricerca congiunto con il Comitato Ev-K2-CNR (denominato PAPRIKA) al fine di ottenere alcune misure puntuali dello spessore del ghiacciaio del Baltoro (K2, Pakistan) lungo un transetto perpendicolare alla lingua glaciale ovest. stata av viata la realizzazione del progetto del PNRA 2009/ A4.05 Tecnologia per la Glaciologia in Antartide, SSCC snowRADAR approvato lanno precedente a quello di riferimento. Latti vit di ricerca comprende la realizzazione di un sistema RES a compressione dimpulsi a bassa potenza e di piccole dimensioni, per misure da terra, che utilizzer tecniche innovati ve per la compressione dimpulso. Sar s viluppato inoltre un algoritmo automatico ed interatti vo per l'elaborazione dei dati GPR e RES e uno strumento dedicato alla caratterizzazione e al riconoscimento automatico di aree crepacciate. Sono stati in fine elaborati i dati GPR della campagna antartica 2009-2010 e consegnato al PNRA un database basato su Google Earth delle aree crepacciate intorno alla base Mario Zucchelli (Fig. 3.8.3). 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento allanno 2011 Magnetismo ambientale Nel corso del 2011 verranno svolte ricerche sulle propriet di isteresi a bassa temperatura delle polveri sottili atmos feriche, nel tentati vo di caratterizzare il contributo delle particelle superparamagnetiche alla frazione di particolato atmos ferico di origine antropica. Proseguiranno altres le ricerche focalizzate alla caratterizzazione magnetica dellinquinamento di origine veicolare, con analisi delle propriet magnetiche di suoli lungo strade a diverso tenore di tra f fico. Inoltre, proseguiranno le ricerche sulle propriet magnetiche di sequenze sedimentarie da varie regioni del globo, quali indicatori originali di cambiamenti paleoclimatici e paleoambientali. Si prevede a tal proposito di completare una revisione di sintesi dei dati di magnetismo ambientale raccolti nei grandi progetti internazionali di perforazione in Antartide (ANDRILL, CRP) e di discutere le implicazioni per la ricostruzione della dinamica del clima durante intervalli critici del Cenozoico. Proseguir altres lanalisi ad alta risoluzione dei due ultimi cicli glaciali, registrati nelle carote campionati al largo della Nuova Zelanda nellambito della spedizione IODP 317, e dellultima deglaciazione, registrata nelle carote campionate al largo delle isole Svalbard. Si inizier uno studio dei sedimenti glaciomarini deposti nel Mare di Ross (Antartide) negli ultimi 50 Ka, con particolare riguardo alla raccolta di informazioni utili alla ricostruzione delle fluttuazioni dellestensione dei ghiacci nel corso della transizione glacialeinterglaciale. Questo progetto si propone di studiare, con un approccio multidisciplinare, le carote selezionate raccolte in precedenti campagne e conservate presso archivi italiani. In fine, proseguiranno le ricerche di magnetismo ambientale e le prospezioni geofisiche in ambito geo-archeologico, in particolare quelle in corso a Mozia, in Sicilia, e a Jericho, in Palestina. Glaciologia Le attivit previste per lespletamento del progetto di ricerca PAPRIKA prevedono in primo luogo la preparazione e lidentificazione delle configurazioni strumentali pi opportune per il particolare tipo di indagine. Sono previsti due test propedeutici sul ghiacciaio dello Stelvio (Lombardia) e del Miage (Valle dAosta, Italia) per verificare lefficacia delle soluzioni operative. Dopo lanalisi dei risultati ottenuti si prevede la partenza per il ghiacciaio del Baltoro (K2, Pakistan) per effettuare le misure proposte nellaccordo. Tali misure verranno effettuate sperimentando strumenti radar differenti (RES e GPR) e diverse configurazioni di acquisizione. Nellambito di questo progetto stata prevista la realizzazione di un sistema radar per lo studio dei ghiacciai temperati, con la possibilit di effettuare misure sia da terra che in volo attraverso lutilizzo di un elicottero. Si cos proceduto a progettare e realizzare in versione prototipale un radar adeguato a questo tipo di misure, scegliendo come frequenza portante 40 MHz e un impulso variabile da 25 ns a 125 ns. Questo permette al segnale trasmesso di penetrare nei ghiacciai delle zone temperate e rilevare il fondo roccioso anche a profondit non elevate. Per le antenne sono state utilizzate delle antenne commerciali non schermate a 40 MHz della GSSI facilmente trasportabili e compatte. Si comunque cominciato lo studio di nuove antenne loop di dimensioni contenute anche a pi basse frequenze. Verr anche effettuato un primo test in Antartide della nuova strumentazione radar realizzata nellambito del progetto PNRA del settore tecnologia 2009/A4.05. In particolare verranno eseguite misure nelle zone crepacciate intorno alla base Mario Zucchelli e intorno al sito di Epica a Doma C. In questo modo si intende portare avanti lo studio condotto sulla propagazione delle onde nei ghiacciai freddi e testare le tecniche e gli algoritmi matematici per lanalisi del segnale al fine di riconoscere le superfici dinterfaccia per lidentificazione dei crepacci. Prosegue l'analisi dei dati di snow radar delle traversa ITASE 2001-02 ai fini della determinazione della variazione dell'accumulo nevoso superficiale. Sar arricchito nei contenuti il database GIS, contenente i dati di radar glaciologia, che permette di visualizzare su una mappa dell'Antartide sia i dati pregressi sia i percorsi che saranno effettuati nelle campagne di misura previste per il triennio di riferimento. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 44. Budillon, G., Lo Bue, N., Siena, G., Spezie, G., (2010). H ydrographic characteristics of water masses and circulation in the Northern Ionian Sea, Deep-Sea Res. Part II-Top. Stud. Oceanogr., 5-6, 57, 441-457. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6352. 92. DallOsso, F., Maramai, A., Graziani, L., Brizuela, B., Cavalletti, A., Gonella, M., Tinti, S., (2010). Applying and validating the PTVA-3 Model at the Aeolian Islands, Italy: assessment o f the vulnerability of buildings to tsunamis, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 1547-1562. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6199. 116. Di Roberto, A., Pompilio, M., Wilch, T. I., (2010). Late Miocene submarine volcanism in ANDRILL AND-1B drill core, Ross Embayment, Antarctica, Geosphere, 5, 6, 524-536. http://www.earth125

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

prints.org/handle/2122/6567. 142. Folco, L., Di Martino, M., El Barkook y, A., D'Orazio, M., Lethy, A., Urbini, S., Nicolosi, I., Ha fez, M., Cordier, C., van Ginneken, M., Zeoli, A., Radwan, A. M., El Khrepy, S., El Gabry, M., Gomaa, M., Barakat, A. A., Serra, R., El Sharkawi, M., (2010). The Kamil Crater in Egypt, Science, 329, 804. http://www.earthprints.org/handle/2122/6246. 145. Frank, T.D., Gui, Z., ANDRILL SMS Science Team, Antarctica, ANDRILL SMS Science Team, Antarctica, (2010). Cryogenic origin for brine in the subsurface of southern McMurdo Sound, Antarctica, Geology, 7, 38, 587-590. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6402. 153. Giraldi, D., De' Michieli Vitturi, M., Iannelli, R., (2010). FITOVERT: A dynamic numerical model of subsurface vertical flow constructed wetlands, Environ. Modell. So ftw., 5, 25, 633-640. http://www.earthprints.org/handle/2122/6651. 288. Settimi, A., Zirizzotti, A., Baskaradas, J. A., Bianchi, C., (2010). Inaccurac y assessment for simultaneous measurement o f resisti vit y and permitti vity applying sensiti vity and trans fer function approaches, Ann. Geophys., 2, 53, 1-19. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6111. 289. Settimi, A., Zirizzotti, A., Baskaradas, J. A., Bianchi, C., (2010). Optimal requirements of a data acquisition s ystem for a quadrupolar probe employed in resisti vity and permittivity surve ys, Ann. Geophys., 4, 53. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6405. 315. Urbini, S., Cafarella, L., Zirizzotti, A., Tabacco, I. E., Bottari, C., Baskaradas, J. A., Young, N., (2010). Radio echo sounding data analysis of the Shackleton Ice Shelf, Ann. Geophys., 2, 53, 79-87. http://www.earthprints.org/handle/2122/6205. 329. Zirizzotti, A., Ca farella, L., Baskaradas, J. A., Tabacco, I. E., Urbini, S., Mangialetti, M., Bianchi, C., (2010). Dry-wet bedrock interface detection by radio echo sounding measurements, EEE Trans. Geosci. Remote Sensing, 5, 48, 2343-2348. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6214. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 367. Folco, L., Di Martino, M., El Barkook y, A., DOrazio, M., Lethy, A., Urbini, S., Nicolosi, I., Ha fez, M., Cordier, C., van Ginneken, M., Zeoli, A., Radwan, A. M., El Khrepy, S., El Gabry, M., Gomaa, M., Barakat, A. A., Serra, R., El Sharkawi, M., The Kamil Crater (Egypt): 1 Ground truth for small-scale meteorite impacts on Earth, Geology, (2010). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6243. 388. Pignatelli, A., Nicolosi, I., Carluccio, R., Chiappini, M., von Frese, R., Graphical interacti ve generation of gravit y and magnetic fields, Comput. Geosci. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6689. 5.3 Altre pubblicazioni 410. Anzidei, M., (2010). Active Mediterranean. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6842. 573. Settimi, A., Zirizzotti, A., Baskaradas, J. A., Bianchi, C., (2010). Design of an induction probe for simultaneous measurements o f permitti vit y and resisti vity . http://www.earth-prints.org/handle/2122/6108. 585. Urbini, S., Baskaradas, J. A., (2010). GPR as an ef fecti ve tool for sa fety and glacier characterization: experiences and future development, IEEE Xplore, 1-6. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6244. 591. Zirizzotti, A., Urbini, S., Cafarella, L., Baskaradas, J. A., (2010). Radar systems for Glaciology. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5891.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spaziale


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Giorgiana De Franceschi (RM2), Paola De Michelis (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Lattivit di ricerca s volta nellambito della fisica della magnetos fera si occupata principalmente dellanalisi delle pulsazioni magnetiche di bassa frequenza e della variazione diurna ad alta e media latitudine. In dettaglio, lanalisi comparata tra i dati magnetici registrati presso stazioni antartiche distanti diverse centinaia di chilometri ha mostrato come loccorrenza di pulsazioni coerenti av venga preferibilmente quando entrambe le stazioni siano situate nellemis fero mattutino o pomeridiano e come, in entrambi i casi, le pulsazioni possano avere origine in due diverse regioni: una intorno al mezzogiorno magnetico locale, laltra intorno alla mezzanotte. Lanalisi della variazione diurna alle alte latitudini condotta in entrambi gli emis feri ha invece mostrato lin fluenza della posizione della stazione rispetto allovale aurorale sulla forma della variazione diurna e sulla sua dipendenza stagionale e dai parametri del vento solare. Infine, lo studio della variazione giornaliera alle medie latitudini ha permesso di individuare i dif ferenti contributi a tale variazione provenienti da sistemi di correnti elettriche che circolano nella ionosfera e nella magnetos fera (Fig. 1). Nellambito della fisica ionos ferica proseguito lo studio statistico delloccorrenza delle scintillazioni al fine di comprendere quando e dove tali fenomeni possono verificarsi. Tale studio stato portato avanti analizzando segnali GPS ed estendendo lanalisi, oltre ai dati acquisiti da ricevitori GISTM collocati nel Nord Europa, anche a quelli ottenuti dal nuovo ricevitore installato a Concordia (Antartide). Tali studi hanno permesso, mediante il metodo GBSC (Groun Based Scintillation Climatology), unanalisi dettagliata della distribuzione dei gradienti di densit elettronica, principali responsabili dell'occorrenza di scintillazione ionosferica nelle regioni aurorali e polari (Fig. 2). Lo stesso metodo stato applicato ai dati raccolti nelle regioni equatoriali dellAmerica Latina nellambito del progetto CIGALA, e nellambito di progetti di collaborazione con lUniversit Nazionale di Tucuman (Argentina), risultando un efficace strumento di indagine ionosferica anche alle basse latitudini. Lo studio della tempesta ionos ferica dellaprile 2006 av venuta nel sud est asiatico stato ulteriormente approfondito mostrando come luso della tomogra fia ionos ferica possa essere un utile strumento anche per la riproduzione in 3D della dinamica e dellevoluzione delle irregolarit ionos feriche equatoriali. Il progetto MIRTO ha visto la sua conclusione con la produzione del prototipo di tomogra fia ionos ferica sullarea mediterranea. proseguita latti vit di collaborazione con lUniversit di Nottingham per lo sviluppo di tecniche di mitigazione degli errori di posizionamento GPS dovuti alle scintillazioni. stato poi s viluppato un modello in grado di generare in tempo reale una matrice tridimensionale relati va alla densit elettronica della ionos fera (Fig. 3) utilizzando tanto dati misurati (parametri ionos ferici e pro fili verticali di densit elettronica) in tempo reale in n stazioni ionos feriche quanto dati generati dai modelli SIRMUP ed IRI. Il modello stato testato in condizioni di quiete geomagnetica ed i risultati ottenuti sono stati migliori di quelli prodotti dalla procedura standard IRI-URSI di tipo climatologico, non caratterizzata da un algoritmo di assimilazione dei dati misurati in tempo reale. Lo s viluppo di questo modello tridimensionale della distribuzione della densit elettronica alla base di un accurato ray tracing tra trasmettitore e ricevitore. In fatti, il ray tracing ionos ferico deve tenere conto delle complessit derivanti dalla presenza di un indice di rifrazione che varia nello spazio e nel tempo e che, dipendendo dal valore della densit elettronica, pu influenzare fortemente le traiettorie dellonda elettromagnetica che si propaga nella ionos fera. Ne segue quindi che un accurato ray tracing tra trasmettitore e ricevitore pu essere applicato solo con laiuto di un modello tridimensionale della distribuzione della densit elettronica tra trasmettitore e ricevitore che risulti essere il pi rispondente possibile alle condizioni reali del plasma ionos ferico. In fine, nellambito dello sviluppo di un modello regionale per la previsione della frequenza foF2 nel corso di forti tempeste magnetiche e ionos feriche (IFERM), sono stati s viluppati 13 modelli locali di previsione a partire dai dati della frequenza critica dello strato F2 misurata in 13 stazioni ionosferiche sparse nellarea Europea. Ciascun modello locale stato rappresentato da un set di coef ficienti di regressione calcolati per le 24 ore, per i 12 mesi dellanno e per 3 diversi livelli di atti vit magnetica. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Le tempeste e le sottotempeste magnetiche sono due importanti mani festazioni dellinterazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre. La relazione tra questi due fenomeni rappresenta un punto fondamentale nello studio della connessione Sole-Terra e nonostante i numerosi studi portati avanti nel corso degli ultimi anni esistono ancora problemi non del tutto risolti. In questo quadro, nel corso del 2011, ci si propone di studiare la relazione esistente tra queste due classi di fenomeni magnetos ferici attraverso lapproccio basato sulla teoria dell'informazione, studiando in particolare la dipendenza del tras ferimento di informazione dalle condizioni del vento solare. Relativamente agli sudi connessi con la natura intermittente delle serie temporali degli indici geomagnetici il lavoro si concentrer nell'analisi della struttura multi frattale delle stesse analizzando le propriet di scala degli incrementi degli indici in funzione dell'ampiezza degli incrementi stessi. Sar approfondito lo studio della propagazione delle pulsazioni geomagnetiche registrate allinterno della calotta polare focalizzando lattenzione non solo sui problemi legati ad una propagazione longitudinale delle pulsazioni geomagnetiche ma anche latitudinale. A tal fine lanalisi sar ampliata includendo nei lavori precedentemente elaborati anche i dati registrati presso la stazione antartica di Dome C posta in prossimit del polo geomagnetico. Proseguir lo studio delle scintillazioni equatoriali sia nellarea del sud est asiatico, che nellarea dellAmerica Latina nell'ambito del progetto FP7 CIGALA e dellav viata collaborazione con lUniversit Nazionale di Tucuman (Argentina). Saranno poi sviluppati degli algoritmi per la previsione delle scintillazioni equatoriali nonch le tecniche di mitigazione degli errori di posizionamento GPS dovuti alle scintillazioni. Il metodo GBSC (Groun Based Scintillation Climatology) sar applicato ai dati di scintillazione 127

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

provenienti da misure ef fettuate ad alte latitudini tanto nell'emis fero Sud che Nord. Lanalisi sar estesa a periodi di diversa atti vit solare al fine di approfondire i complessi meccanismi fisici responsabili delle scintillazioni ionosferiche anche tramite il con fronto con i dati acquisiti dai radar SuperDARN. Durante lanno verranno svolti dei test sulla prima versione del modello di irregolarit e scintillazioni WAM a latitudini equatoriali utilizzando nuovi dati acquisiti in America Latina. Al fine di veri ficare maggiormente la f fidabilit del modello tridimensionale della densit elettronica della ionos fera, s viluppato nel corso de 2010 per un accurato ray tracing tra trasmettitore e ricevitore, saranno portati avanti nuovi test nei quali saranno prese in considerazioni tanto condizioni di disturbo geomagnetico quanto un numero superiore di stazioni di input dalle quali estrarre i dati in tempo reale. Sar e f fettuato uno studio relativo alloccorrenza della seconda riflessione della traccia dello ionogramma per studiarne la variazione in funzione dellora, della stagione e dellattivit solare. Per meglio comprendere la variabilit giornaliera delle irregolarit ionos feriche a bassa latitudine, sar invece portato avanti uno studio statistico di occorrenza dei fenomeni di spread F a Tucumn che verranno poi messe in relazione con allapparizione delle tracce satelliti negli ionogramma. Le osservazioni ionosferiche ef fettuate in Italia, in determinati periodi, saranno invece utilizzate per ef fettuare un confronto tra le mediane mensili della frequenza critica dello strato E (foE) ottenute dai dati reali e quelle determinate a partire dal modello di previsione IRI (International Re ference Ionosphere). Un successi vo confronto verr poi fatto anche con osservazioni da satellite relative alla densit elettronica nella regione E. Laf fidabilit del modello modello regionale per la previsione della frequenza foF2 nel corso di forti tempeste magnetiche e ionos feriche (IFERM) verr valutata con frontando le previsioni di foF2 ottenute con il modello IRISTORM con le previsioni di IFERM su un considerevole numero di periodi selezionati per ognuna delle 13 stazioni per i 12 mesi dellanno e per 3 livelli di attivit magnetica (leggermente disturbata, disturbata e molto disturbata). infine allo studio la formalizzazione del nuovo indice polare magnetico POLAR MAGNETIC INDEX sia per il polo sud PMs che per il polo nord PMn. Per il calcolo e la distribuzione di quello relativo al polo sud, basato sui dati geomagnetici dell'osservatorio di Concordia (Dome C, Antartide), gestito dall'Italia e dalla Francia, in via di definizione la possibilit che presso l'INGV venga atti vata una risorsa web per la distribuzione mondiale dell'indice, in collaborazione con l'istituto francese EOST di Strasburgo e la NASA (USA). 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 10. Alves da Silva, H., Camargo, P., Galera Monico, J. F., Aquino, M., Marques, H. A., De Franceschi, G., Dodson, A., (2010). Stochastic modelling considering ionospheric scintillation ef fects on GNSS relati ve and point positioning, Adv. Space Res., 9, 45, 1113-1121. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6813. 41. Bourdillon, A., Zolesi, B., Cander, L. R., (2010). COST 296 action results for space weather ionospheric monitoring and modelling, Adv. Space Res., 9, 45, 1173-1177. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6450. 45. Bullett, T., Malagnini, A., Pezzopane, M., Scotto, C., (2010). Application o f Autoscala to ionograms recorded by the VIPIR ionosonde, Adv. Space Res., 9, 45, 1156-1172. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5968. 47. Cabrera, M. A., Pezzopane, M., Zuccheretti, E., Ezquer, R. G., (2010). Satellite traces, range spread-F occurrence, and gravit y wave propagation at the southern anomaly crest, Ann. Geophys., 5, 28, 1133-1140. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6012. 97. De Michelis, P., Tozzi, R., Consolini, G., (2010). Principal components features o f mid-latitude geomagnetic daily variation, Ann. Geophys., 12, 28, 2213-2226. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6414. 181. Krasheninnikov, I., Pezzopane, M., Scotto, C., (2010). Application of Autoscala to ionograms recorded by the AIS-Parus ionosonde, Comput. Geosci., 5, 36, 628-635. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5984. 234. Nenovski, P., Spassov, Ch., Pezzopane, M., Villante, U., Vellante, M., Serafimo va, M., (2010). Ionospheric transients observed at mid-latitudes prior to earthquake activity in Central Italy, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 6, 10, 1197-1208. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6043. 252. Pezzopane, M., Scotto, C., (2010). Highlighting the F2 trace on an ionogram to improve Autoscala performance, Comput. Geosci., 9, 36, 1168-1177. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6100. 253. Pezzopane, M., Scotto, C., Tomasik, L., Krasheninnikov, I., (2010). Autoscala: an aid for di f ferent ionosondes, Acta Geophys., 3, 58, 513-526. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5994. 257. Pietrella, M., Zuccheretti, E., (2010). Coerenza: A so ftware tool for computing the maximum coherence times of the ionosphere, Comput. Geosci., 12, 36, 1504-1511. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6404. 295. Spogli, L., Alfonsi, Lu., De Franceschi, G., Romano, V., Aquino, M. H. O., Dodson, A., (2010). Climatology of GNSS ionospheric scintillation at high and mid latitudes under di f ferent solar acti vity conditions, Nouvo Cimento Soc. Ital. Fis. B-Basic Top. Phys., 5-6, 125 B, 623-632. http://www.earthprints.org/handle/2122/6360. 297. Stanislawska, I., Lastovicka, J., Bourdillon, A., Zolesi, B., Cander, Lj. R., (2010). Monitoring and modeling o f ionospheric characteristics in the framework of European COST 296 Action MIERS, Space Weather, 8, S02001. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6672. 313. Tsagouri, I., Zolesi, B., Cander, L. R., Belehaki, A., (2010). DIAS E f fecti ve Sunspot Number as an Indicator of the Ionospheric Activit y Level over Europe, Acta Geophys., 3, 58, 491-512. http://www.earthprints.org/handle/2122/6449. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 331. Alfonsi, Lu., Spogli, L., Tong, J. R., De Franceschi, G., Romano, V., Bourdillon, A., Le Huy, M., Mitchell, C. M., GPS scintillation and TEC gradients at equatorial latitudes on April 2006, Adv. Space Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6355. 128

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

5.3 Altre pubblicazioni 424. Bianchi, C., Settimi, A., Azzarone, A., (2010). IONORT: IONOsphere Ray-Tracing. http://www.earthprints.org/handle/2122/6143. 569. Sciacca, U. (2010). Da Maxwell alle lenti: come ricavare le leggi dell'ottica geometrica. http://www.earthprints.org/handle/2122/5889. 578. Spogli, L., Alfonsi, Lu., Materassi, M., Wernik, A.W., (2010). Scintillations climatology over low latitudes: statistical analysis and WAM modelling. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6356.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

3.10. Storia e archeologia applicate alle Scienze della Terra


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Emanuela Guidoboni (BO), Giovanni Ricciardi (NA-OV) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit AC, RM1, BO, NA-OV 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Questo Obietti vo Speci fico caratterizzato da una spiccata multi-disciplinariet: comprende lo studio dei terremoti, dei loro ef fetti sulledi ficato storico, dei vulcani, del clima del passato, utilizzando la storia e larcheologia come strumenti di analisi. I due responsabili di questo OS per il 2010 si sono impegnati non solo a mettere in luce tali ricerche, complessivamente gi ben connotate e autonome, ma soprattutto ad aprire un dialogo e un con fronto su metodi e strategie di ricerca utilizzate, sugli obietti vi delle ricerche, con lo scopo di migliorare il livello di consapevolezza metodologica e di evitare sovrapposizioni tematiche. A tal fine sono stati organizzati tre incontri di studio (Roma, 22 luglio 2010; Roma, 29 settembre 2010; Napoli, 15 dicembre 2010), aperti anche a ricercatori di altri enti/istituzioni. Sismologia Storica 1. La sismicit storica dellAquila e dellaquilano stata ancora un tema rilevante. Sono stati appro fonditi aspetti ancora scarsamente indagati, quali: a) le sequenze sismiche, che precedono anche di mesi le forti scosse, attualmente non note ai cataloghi parametrici; b) gli ef fetti sismici sugli edifici monumentali dellAquila. I risultati sono stati sintetizzati in mappe a scala urbana e inseriti nellarticolo in corso di sottomissione. 2. Lo studio degli scenari urbani del passato ha occupato un posto importante nelle ricerche storiche. Av vio collaborazione con lAssociazione Italiana di Storia Urbana (AISU), nellambito del VI convegno internazionale Fuori dallordinario: la citt di fronte a catastrofi ed eventi eccezionali. Sono stati fatti nuovi approfondimenti riguardanti gli scenari sismici urbani di Palermo (D. Mariotti); di Catania, per i cambiamenti urbanistici in seguito alleruzione dellEtna del 1669 e dei terremoti del 1693 (C. Ciuccarelli e M.G. Bianchi); di Costantinopoli-Istanbul e del Cairo, per i terremoti antichi e medievali (A. Comastri). 3. Ripreso il lavoro di analisi av viato nel 2009 e parzialmente interrotto per il forte coinvolgimento nellemergenza aquilana, finalizzato alla revisione sistematica di terremoti minori noti o non noti ai cataloghi parametrici, con particolare attenzione per larea dellItalia nord orientale: completata la revisione del terremoto del 26 marzo 1511. 4. Altre importanti ricerche sulla sismicit del bacino euro-mediterraneo sono proseguite per la regione dei Balcani (P. Albini), sia attraverso collaborazioni con i colleghi degli istituti di Sofia (Bulgaria) e di Bucarest (Romania), sia con studi dedicati a forti terremoti che avrebbero interessato Ungheria, Romania, Bulgaria e i paesi della fascia costiera adriatica. Da unanalisi critica degli studi esistenti sono emersi terremoti duplicati e localizzati in modo errato. proseguita la raccolta di informazioni storiche di base (fonti dirette) sulla sismicit della Dalmazia. Anche lAlbania meridionale stata oggetto di studio (A. Comastri e E. Guidoboni). In questa area sono stati individuati oltre venti terremoti che potrebbero aver colpito edi fici storici (chiese e monasteri), tra la seconda met del X e la fine del XIX secolo. Nel 2010 iniziata unanalisi speci fica, in collaborazione con lUniversit di Venezia Ca Foscari, per meglio comprendere la propagazione della crisi sismica originatasi nelle isole egee nel 1742-1743. Uno studio storicoarcheologico mirato alla sismicit delloasi di Siwa (Egitto nord-occidentale) ha teso a mettere in luce eventuali tracce sismiche in strutture archeologiche, con particolare attenzione al presunto terremoto del 1811 (A. Comastri). Anche i maremoti storici del Mediterraneo orientale (costa Figura 3.10.1 Perizia dei danni causati dal terremoto del di Hai fa) sono stati oggetto di una revisione critica. 1802 a Casaletto (in Albini e Rovida, 2010). Oceanografia Storica La Historical Oceanography Societ y (HOS) ha chiesto di convergere con il coordinamento di questo Obietti vo Specifico 3.10. Nel 2010 sono proseguiti i lavori finalizzati alla raccolta, catalogazione e conservazione di un prezioso fondo storico-antiquario. 130

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

Vulcanologia Storica Vesuvio stato a f frontato il problema dei terremoti del Vesuvio per il trentennio che ha preceduto la grande eruzione del dicembre 1631. Sono state reperite informazioni su 18 terremoti sentiti a Napoli fra il 1601 e il 1630. Lo studio ha messo in evidenza un consistente aumento di sismicit a partire dal 1616 (E. Guidoboni e D. Mariotti). Etna proseguita la revisione e lintegrazione delle fonti storiche e della letteratura storiografica e scienti fica relativa alla storia delle eruzioni dellEtna dal XIII secolo a.C. alla fine del XVII secolo. Lelaborazione delle schede di commento storico-critico finalizzata alla compilazione del nuovo catalogo storico delle eruzioni etnee. proseguita una parallela ricerca di fonti iconogra fiche riguardanti i vulcani italiani, finalizzata a integrare le immagini gi disponibili, ricerca che ha riguardato le banche dati di oltre 30 biblioteche e musei europei e nordamericani (C. Ciuccarelli). Campi Flegrei Lo studio dei Campi Flegrei ha preso in esame larea dal XII secolo alla fine del XVI.
Figura 3.10.2 Eruzione del Vesuvio del 1944.

Climatologia Storica In questo settore, del tutto nuovo per lINGV, nel corso del 2010 stato pubblicato il libro divulgativo Nella spirale del clima: culture e societ mediterranee di fronte ai mutamenti climatici, che presenta una sintesi sulle variazioni climatiche negli ultimi tremila anni in area mediterranea. La chiave di lettura quella delle risposte umane ai cambiamenti climatici (Guidoboni et al., 2010). Archeologia per la Sismologia e la Vulcanologia Attivit sul Foro Romano e Palatino Roma Nellambito delle verifiche sismiche condotte secondo le Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale (Ministero per i Beni e le Attivit Culturali - D.M. 29.01.2008), proseguito lo studio geologico-geotecnico dei siti di alcuni manu fatti archeologici e monumentali, ubicati nellarea del Foro Romano e del Colle Palatino, con la messa a punto di modelli litotecnici 1D del sottosuolo. Applicazione di una scheda geologica per valutazioni di risposta sismica locale ad un sito campione (Tempio di Antonino e Faustina Chiesa di S. Lorenzo in Miranda). La scheda si dimostrata in grado di rappresentare una sorta di carta di identit geologica per il bene archeologico considerato (G. Di Capua e S. Peppoloni). Archeosismologia Attivit di ricerca relative a tre siti archeologici: 1) Morgantina (Enna, Sicilia); 2) Sk ylletion/Scolacium (Catanzaro, Calabria), a cura di C. Bottari; 3) Selinunte (Trapani, Sicilia) a cura di M. Pannaccione Apa. Nel sito di Morgantina le tracce di un probabile evento sismico sono ancora oggetto di indagine. Nel sito archeologico di Sk ylletion/Scolacium le prime indagini sono state indirizzate allindividuazione di evidenze di terremoto nellarea del foro e del teatro. Per Selinunte stato condotto uno studio delle evidenze di crolli o lesioni da terremoto allinterno del grande Parco Archeologico, gi oggetto di studi pubblicati nel 2001. Lo studio ha riguardato le mura settentrionali (cerchia di Ermocrate: grande galleria e torrioni) dellacropoli di Selinunte. Altre ricerche di carattere storico-archeologico finalizzate allindividuazione di ef fetti sismici sono state condotte nella Valle dellAniene (Lazio). In questo ambito stata condotta uninteressante indagine multidisciplinare (archeologia, geologia, ingegneria e storia), che ha messo in evidenza la risposta sismica di alcuni importanti centri storici, in passato colpiti da forti terremoti (M. Pirro). Tali ricerche hanno riguardato labitato di Tivoli e alcuni centri storici limitrofi, come SantAngelo Romano. Altre analisi archeologiche e geologiche hanno riguardato i danni sismici nel sito di Gerico, citt della Cisgiordania, vicino al fiume Giordano, a 240 m s.l.m. nella depressione del Mar Morto (L. Al fonsi). A Gerico riferita la pi antica testimonianza storica riguardante un terremoto del secolo VIII a.C.. Si sta predisponendo un archivio su base GIS degli eventi naturali distrutti vi e antropici del Levante, da dati di letteratura e dai cataloghi di sismicit storica disponibili (i dati sono inseriti in maniera acritica, ogni dato comunque associato alla rispetti va fonte). Larchivio in formazione contiene inoltre dati sulla geologia di base dellarea, sulla tettonica e, qualora presenti, informazioni dai dati paleosismologici. LArcheologia applicata in ambienti vulcanici attivi o f fre nuove possibilit di studio e di analisi dei modelli di vulnerabilit e resilienza antica. Lo scopo quello di produrre dei sistemi di analisi, che possano avere un uso polivalente al momento della loro reale applicazione su territorio, dal punto di vista sia diacronico (pi adatto a territori di terra ferma: sovrapposizioni culturali e cambiamento nei modelli di insediamento), sia sincronico (pi adatto alle isole: lettura orizzontale dei territori occupati, stima quantitativa di concentrazione degli insediamenti 131

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

comprese sovrapposizioni architettoniche, necropoli, etc.). Tale modello stato applicato nel 2010 allisola di Tenerife (Canarie). Il modello risulta, per questo particolare caso, attendibile e sovrapponibile allattuale s fruttamento urbanistico del territorio isolano, che ruota intorno al vulcano Teide (M. Pannaccione Apa). 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento allanno 2011 La maggior parte delle ricerche svolte nel 2010 proseguiranno anche nel corso del 2011. Per quanto riguarda lo studio dellarea balcanica, si prevede di completare e rendere disponibile lo studio complessi vo sui terremoti storici che hanno interessato la citt di Ragusa/Dubrovnik. Proseguir in parallelo latti vit di analisi e raccolta di dati storico-macrosismici sulla penisola balcanica, in collaborazione con i colleghi degli istituti di So fia (Bulgaria), Bucarest (Romania) e Atene (Grecia). Particolare impegno previsto nello studio e nellanalisi dei terremoti che hanno interessato la parte occidentale del Gol fo di Corinto (Grecia) dallantichit al XIX secolo, in collaborazione con i colleghi francesi dellEcole Normale Suprieure e dellInstitut de Radio-Protection et de Suret Nuclaire. Lo studio sar esteso alle regioni vicine, con speciale attenzione alla sismicit delle Isole Ionie. Lo studio degli scenari sismici di citt italiane e mediterranee converger nella collaborazione con il V Congresso AISU (Associazione Italiana di Storia Urbana), intitolato Fuori dallordinario: la citt di fronte a catastro fi ed eventi eccezionali. Le relazioni saranno sottoposte a revisione critica, selezionate e potranno essere pubblicate in un volume speci fico, che prevede la convergenza con altri gruppi di ricerca dentro e fuori lINGV. La revisione delle eruzioni dellEtna del periodo antico, medievale e moderno proseguir anche per la prima met del 2011: il lavoro finalizzato alla pubblicazione di alcuni articoli e del catalogo completo (fino al XVII secolo compreso).

Figura 3.10.3 Cinematica dei fenomeni avvenuti nelle 42 ore precedenti leruzione del 29 settembre 1538 (in Guidoboni e Ciuccarelli 2010).

5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 7. 39. 107. 147. 151. Albini, P., Rovida, A., (2010). The 12 May 1802 earthquake (N Italy) in its historical and seismological context, J. Seismol., 14, 629-651. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6559. Bottari, C., Carveni, P., Sacc, C., Copat, B., Iaria, G., (2010). Analysis o f Earthquake Damage to Ancient Buildings on the San Raineri Peninsula, Messina, Sicily , Bull. Seismol. Soc. Amer., 5A, 100, 2067-2079. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6271. Del Gaudio, C., Aquino, I., Ricciardi, G. P., Ricco, C., Scandone, R., (2010). Unrest episodes at Campi Flegrei: A reconstruction of vertical ground movements during 19052009, J. Volcanol. Geotherm. Res., 195, 4856. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6673. Galadini, F., Ceccaroni, E., Falcucci, E., (2010). Archaeoseismological evidence o f a disruptive Late Antique, Boll. Geo fis. Teor. Appl., 2-3, 51, 143-161. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6866. Gioncada, A., Gonzalez-Ferranb, O., Lezzerini, M., Mazzuoli, R., Bisson, M., Rapu, S. A., (2010). The volcanic rocks of Easter Island (Chile) and their use for the Moai sculptures, Eur. J. Mineral, 6, 22, 855-867. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6645.

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 346. Camassi, R., Caracciolo, C. H., Castelli, V., Slejko, D., The 1511 Eastern Alps earthquakes: a critical update and comparison o f existing macroseismic datasets, J. Seismol. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6676. 373. Guidoboni, E., Ciuccarelli, C., The Campi Flegrei caldera: historical revision and new data on seismic crises, bradyseisms, the Monte Nuovo eruption and ensuing earthquakes (twelfth century 1582 AD). Bull. Volcanol. 132

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

http://www.earth-prints.org/handle/2122/6908. 374. Guidoboni, E., Mariotti, D., Vesuvius: Earthquakes from 1600 up to the 1631 eruption, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6909. 398. Urbini, S., Bottari, C., Marchetti, M., Ca farella, L., Tres Tabernae archaeological site (Cisterna di Latina, Italy): new evidence revealed by an integrated geophysical investigation, Ann. Geophys. http://www.earthprints.org/handle/2122/6215. 5.3 Altre pubblicazioni 447. Carlino, S., Cubellis, E., Delizia, I., Luongo, G., (2010). The opening of Ischia Harbour (Southern italy): history, geology and natural risk. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6815. 448. Carlino, S., Cubellis, E., Delizia, I., Luongo, G., (2010). The opening of the natural harbour of Ischia (Italy). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6811. 460. Cubellis, E., Marturano, A., (2010). Testimonianze, Ricordi e Descrizioni dellultima eruzione del Vesuvio del marzo 1944. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6858. 502. Guidoboni, E. (2010). Upside-Down Landscapes: Seismicity and Seismic Disasters in Italy. http://www.earthprints.org/handle/2122/5883. 559. Ricciardi, G. P. (2010). La formazione del Somma Vesuvio. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6847.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

4.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismica


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Giovanni Iannaccone (NA-OV), Giuliano Milana (RM1), Gaetano Zonno (MI) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM1, MI, NA-OV 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Le attivit di ricerca del 2010 hanno riguardato lo sviluppo e lapplicazione di metodologie riferibili al settore della Engineering Seismology. Le ricerche sono state s viluppate principalmente nellambito dei progetti finanziati dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC), dallUnione Europea, dal MIUR. Si sono conclusi i progetti sismologici e vulcanologici della convenzione triennale INGV-DPC 2007-2009 e completati gli studi av viati a seguito del terremoto di LAquila. Per il progetto S1 sono state realizzate le mappe di Massimo Scuotimento Osservabile (MOS) (Fig. 1) sul territorio nazionale per dif ferenti parametri del moto al fine di caratterizzare il potenziale sismogenetico delle sorgenti individuali del Database of Individual Seismogenic Sources (DISS). stata completata unanalisi preliminare per la definizione dei limiti delle aree near-field e far field rispetto alle principali strutture presenti nel DISS. Nellambito del progetto S3, stato condotto uno studio sulluso di sismogrammi sintetici nellambito della metodologia Shakemap con unapplicazione al terremoto di Iwate-Miyagi (2008). Nellambito del progetto S4 il data-set accelerometrico stato utilizzato per: i) ii) ii) iv) calibrare modelli preditti vi del moto del suolo; definire nuovi schemi di classi ficazione e stimare le forme spettrali di ri ferimento per ogni classe di sito; individuare i siti caratterizzati da risposte anomale; stimare le frequenze fondamentali dei siti utilizzando dati di microtremore, eventi sismici e modellazioni numeriche monodimensionali.

Sono state inoltre concluse le campagne di monitoraggio temporaneo per lo studio della risposta sismica locale in situazioni geomorfologiche complesse, Narni, Norcia e Fucino (Fig. 2) e sono state ef fettuate misure di array per la caratterizzare le velocit nei terreni di copertura su alcuni siti indicati dal DPC. Per il progetto V4 stato s viluppato il programma PROSCEN (PRObabilistic damage SCENario) che simula mappe di scuotimento in termini di intensit per le strutture del versante occidentale dellEtna. Tutti i dati raccolti in seguito al terremoto aquilano sono stati analizzati in dettaglio per evidenziare linfluenza degli ef fetti di sito sul moto atteso. In particolare, sono state stimate, con vari approcci, le funzioni di ampli ficazione nellarea epicentrale. stato condotto uno studio sulle registrazioni pi energetiche al fine di individuare possibili e f fetti non lineari nella risposta sismica locale. Utilizzando i dati delle stazioni sismiche dellAppennino meridionale sono state calcolate le equazioni predittive del moto del suolo per i parametri di picco (accelerazione e velocit) relativamente ad eventi di magnitudo mediopiccola (ML<4.0). stata sviluppata, al fine del miglioramento della determinazione delle mappe di scuotimento, una tecnica per la stima in tempo-reale della geometria di faglia per forti terremoti analizzando i dati di picco del moto del suolo e la funzione direttivit. stato s volto uno studio di pericolosit sismica in ambiente vulcanico producendo equazioni preditti ve del moto del suolo da utilizzare nellarea Vesuviana e nei Campi Flegrei. stata inoltre sviluppata una tecnica, applicata alle aree vulcaniche del Vesuvio e dei Campi Flegrei, per la generazione di mappe di pericolosit dipendenti dal tempo, per il calcolo della pericolosit sismica nella fase sin-erutti va. stata completata la mappa di amplificazione locale per il Vesuv io, integrando le funzioni empiriche di e f fetti di sito con altre in formazioni, quali campagne vulcanologiche e sismologiche, dati stratigra fici da pozzo, analisi di foto aree e analisi di laboratorio. Sempre al Vesuvio, sono state studiate, con lo scopo di identi ficarne lorigine, le componenti spettrali a banda stretta nellintervallo di frequenza 1-10Hz. Dallanalisi del microtremore si ulteriormente dettagliata la struttura superficiale della Sol fatara e si sono stimati e f fetti di sito e modello di superficiale di velocit nellarea di S. Fele (Appennino meridionale). Infine, stato realizzato uno studio delle leggi di scala per microterremoti acquisiti dall'array sotterraneo Underseis situato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. proseguito lo s viluppo di metodologie per learly warning sismico av viando una sperimentazione, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Fisiche (Universit di Napoli) e la societ AMRA scarl, sulla rete ISNet. Tale sperimentazione ha permesso di verificare le f ficienza dellin frastruttura per lo s viluppo di metodologie per learly warning e delle procedure so ftware implementate. Con i dati del database macrosismico raccolti via Internet si trovata una relazione tra risentimento macrosismico e piano delledificio dove percepito il terremoto. Lo studio di dettaglio del risentimento macrosismico a Roma ha messo in evidenza una correlazione tra aree di amplificazione e geologia superficiale e pro fonda (Fig. 3). Nel corso del 2010 stato av viato un progetto di ricerca in collaborazione con EUCENTRE e ISPRA, denominato SEE-GeoForm ("Site E f fects Evaluation - Geological Form": http://www.seegeoform.it) con lobietti vo di realizzare un WebGis per la gestione di dati geologici, geomorfologici, geotecnici e geofisici relativi all'intero territorio italiano di ausilio allelaborazione di carte di pericolosit sismica locale a scala nazionale. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento allanno 2011 Nellanno 2011 parte dellatti vit verter sullutilizzo di sismogrammi sintetici per la predizione del moto del suolo, sia per studi di hazard, che per applicazioni ingegneristiche, in aree localizzate nei pressi di strutture simogenetiche. Nellambito di un progetto RELUIS, in collaborazione con lUniversit di Napoli, i sismogrammi sintetici saranno proposti come input nelle analisi dinamiche su edi fici campione. Le risposte strutturali saranno con frontate e validate con quelle derivanti dallapplicazione di segnali reali. Si genereranno scenari deterministici di scuotimento in Abruzzo a diversi livelli di scala e complessit. Gli scenari al bedrock includeranno gli ef fetti di sorgente e 134

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

propagazione, con possibilit di integrare successivamente la risposta sismica locale. Particolare attenzione sar posta alla variabilit associata al moto simulato. Sempre in questo ambito saranno calibrati e testati modelli preditti vi del moto del suolo basati su da data set di dati sia reali che sintetici. Sul tema ef fetti di sito proseguir lanalisi dei dati registrati nei bacini di Norcia e del Fucino per caratterizzarne la risposta sismica locale tramite modelli 2D e 3D. Nel centro storico di LAquila saranno raccolti analizzati ed integrati con in formazioni geologichegeotecniche, dati di array 2D a piccola e grande apertura per la caratterizzazione delle coperture sedimentarie. Proseguiranno gli studi di classi ficazione dei siti, anche tramite dati provenienti da altri contesti sismotettonici e per i quali siano disponibili dettagliate informazioni geologiche-geotecniche. Saranno individuati parametri alternativi a quelli classicamente utilizzati (Vs30) e valutata la loro capacit nel descrivere la risposta di sito attraverso lo studio della varianza associata alle leggi preditti ve del moto. Sar completato lo studio sulle mappe di Massimo Scuotimento Osservabile (MOS), utilizzando il programma EXSIM, al fine di caratterizzare il potenziale sismogenetico delle sorgenti individuali del Database of Individual Seismogenic Sources, in questo contesto sar ef fettuato un con fronto tra i risultati ottenuti con le simulazioni stocastiche e quelli alternativi ottenuti con le GMPEs. Si studier la correlazione statistica tra tecniche spettrali applicate a terremoti e rumore sismico, e loro correlazione con parametri geologici e geometrici dei siti in esame. Si intraprenderanno, nellambito di tesi di dottorato, studi basati su tecniche di correlazione del rumore sismico per la caratterizzazione dei siti e si ef fettueranno studi di modellazione degli ef fetti di bordo dei bacini sedimentari. Si prevede anche una collaborazione con la comunit ingegneristica aquilana per correlare i dati sismici registrati con il danneggiamento causato dal terremoto dellAprile 2009. Nellambito del Progetto NERA (Network o f European Research In frastructures for Earthquake Risk Assessment and Mitigation), finanziato dallUE, verranno calcolati i coe f ficienti amplificativi da adottare in normati va come fattori di aggravamento derivanti da configurazioni 2D o 3D di depositi alluvionali o irregolarit topografiche. Per quanto riguarda larea meridionale latti vit riguarder la definizione dei parametri di sorgente sismica e delle leggi di scala per terremoti dellAppennino meridionale. La sismicit dellarea sar analizzata per la definizione e la stima di un modello probabilistico di occorrenza dei terremoti da utilizzare sia per fini preditti vi che per il calcolo della pericolosit sismica in un approccio dipendente dal tempo. Proseguir latti vit di sperimentazione di metodologie per learly warning sismico av viata sulla rete ISNet dellAppennino meridionale, ed ef fettuata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Fisiche (Universit di Napoli) e la societ AMRA scarl, con lo scopo di quantificare in termini di tempi di latenza sia i componenti dellin frastruttura del sistema di early warning che delle metodologie di analisi implementate. In questo ambito, le equazioni preditti ve del moto del suolo saranno estese a parametri diversi dai parametri di picco e saranno implementate per il calcolo delle mappe di scuotimento del moto del suolo nellarea irpina. Come ricaduta di queste ricerche, sar implementata a scala nazionale la tecnica di stima in tempo reale della geometria di faglia da utilizzare per il calcolo delle mappe di scuotimento del moto forte del suolo. programmato un esperimento di acquisizione del rumore ambientale per lo studio della struttura superficiale dei sedimenti di copertura. Inoltre verr completato lo studio degli ef fetti di sito nella citt di Napoli dal con fronto di misure di microtremore in grotta ed in superficie. Si cercher di approfondire, utilizzando nuovi dati, la relazione tra risentimento macrosismico e altezza dell'edi ficio al fine di fornire termini corretti vi per una pi precisa assegnazione dellintensit macrosismica che metta meglio in evidenza lentit degli ef fetti di sito. Nellambito del progetto SEE-GeoForm verr predisposta una carta di sintesi, in 12 classi, accorpando 47 litotipi della Carta Litologica dItalia (in scala 1:100.000) prodotta da ISPRA. Inoltre, verr av viata una raccolta di stratigra fie e di profili di Vs (da prove down-hole, cross-hole, MASW, ecc.) con la creazione di un database. Questa atti vit sar e f fettuata tramite il coinvolgimento volontario di geologi pro fessionisti e con il supporto degli Ordini Regionali dei Geologi e del Consiglio Nazionale dei Geologi. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 5. 26. 50. 59. 66. Akinci, A., Malagnini, L., Sabetta, F., (2010). Characteristics o f the strong ground motions from the 6 April 2009 LAquila, Soil D yn. Earthq. Eng., 5, 30. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5887. Bindi, D., Parolai, S., Picozzi, M., Ansal, K., (2010). Seismic input motion determined from a surface-downhole pair of sensors: a constrained deconvolution approach., Bull. Seismol. Soc. Amer., 3, 100, 1375-1380. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6512. Calderoni, G., Rovelli, A., Di Giovambattista, R., (2010). Large amplitude variations recorded by an on-fault seismological station during the LAquila earthquakes: Evidence for a complex fault-induced site ef fect, Geophys. Res. Lett., 37, L24305. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6850. Cara, F., Di Giulio, G., Milana, G., Bordoni, P., Haines, J., Rovelli, A., (2010). On the Stability and Reproducibilit y o f the Horizontal-to-Vertical Spectral Ratios on Ambient Noise: Case Study o f Cavola, Northern Ital y, Bull. Seismol. Soc. Amer., 3, 100, 1263-1275. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6349. Celebi, M., Bazzurro, P., Chiaraluce, L., Clemente, P., Decanini, L., DedeSortis, A., Ellsworth, W., Gorini, A, Kalkan, E., Marcucci, S., Milana, G., Mollaioli, F., Olivieri, M., Paolucci, R., Rinaldis, D., Rovelli, A, Sabetta, F., Stephens, C., (2010). Recorded Motions o f the Mw6.3 April 6, 2009 LAquila (Italy) Earthquake and Implications for Building Structural Damage: Overview., Earthq. Spectra, 3, 26, 651-684. http://www.earthprints.org/handle/2122/6485. Cercato, M., Cara, F., Cardarelli, E., Di Filippo, G., Di Giulio, G., Milana, G., (2010). Shear-wave velocit y profiling at sites with high sti f fness, Near Surf. Geophys., 1, 8, 75-94. http://www.earthprints.org/handle/2122/6413. Corciulo, M., Cusano, P., Petrosino, S., (2010). New constraints for site-e f fect characterization from seismic noise, Ann. Geophys., 4, 53, 59-68. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6663. Cultrera, G., Cirella, A., Spagnuolo, E., Herrero, A., Tinti, E., Pacor, F., (2010). Variability of kinematic source parameters and its implication on the choice of the design scenario, Bull. Seismol. Soc. Amer., 100, 941-953. 135

67. 79. 86.

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

http://www.earth-prints.org/handle/2122/6544. 96. De Matteis, R., Romeo, A., Pasquale, G., Iannaccone, G., Zollo, A., (2010). 3D tomographic imaging of the southern Apennines (Italy): A statistical approach to estimate the model uncertainty and resolution, Stud. Geophys. Geod., 54, 367-387. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6776. 133. Faenza, L., Michelini, A., (2010). Regression analysis o f MCS Intensity and ground motion parameters in Ital y and its application in ShakeMap, Geophys. J. Int., 3, 180, 1138-1152. http://www.earthprints.org/handle/2122/6357. 173. Iannaccone, G., Zollo, A., Elia, L., Convertito, V., Satriano, C., Martino, C., Festa, G., Lancieri, M., Bobbio, A., Stabile, T. A., Vassallo, M., Emolo, A., (2010). A prototype s ystem for earthquake early warning and alert management in southern Italy, Bull. Earthq. Eng. , 5, 8, 1105-1129. http://www.earthprints.org/handle/2122/6106. 210. Massa, M. (2010). Selection o f Empirical Greens Functions by wave form similarity analysis: an approach to predict ground-motion in areas with saturated records, Bull. Seismol. Soc. Amer., 4, 100, 1513-1527. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6519. 211. Massa, M., Lovati, S., D'Alema, E., Ferretti, G., Bakavoli, M., (2010). An experimental approach for estimating seismic ampli fication e f fects at the top of a ridge, and the implication for ground-motion predictions: the case of Narni (central Italy)., Bull. Seismol. Soc. Amer., 6, 100, 3020-3034. http://www.earthprints.org/handle/2122/6522. 212. Massa, M., Marzorati, S., Ladina, C., Lovati, S., (2010). Urban seismic stations: soilstructure interaction assessment by spectral ratio analyses, Bull. Earthq. Eng. , 3, 8, 723-738. http://www.earthprints.org/handle/2122/6654. 242. Parolai, S., Bindi, D., Ansal, A., Kurtulus, A., Strollo, A., Zscahu, J., (2010). Determination o f shallow S-wave attenuation by down-hole wave form deconvolution: a case study in Istanbul (Turkey). Geophys. J. Int., 2, 181, 1147-1158. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6338. 243. Parolai, S., Orunbaev, S., Bindi, D., Strollo, A., Usupaev, S., Picozzi, M., Di Giacomo, D., Augliera, P., D'Alema, E., Milkereit, C., Moldobekov, B., Zschau, J., (2010). Site e f fect assessment in Bishkek (Kyrgyzstan) using earthquake and noise recording data, Bull. Seismol. Soc. Amer., 6, 100, 3068-3082. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6659. 255. Picozzi, M., Parolai, S., Bindi, D., (2010). Deblurring of frequency-wavenumber images from small-scale seismic arrays, Geophys. J. Int., 1, 181, 357-368. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6513. 259. Pischiutta, M., Cultrera, G., Caserta, A., Luzi, L., Rov elli, A., (2010). Topographic e f fects on the hill of Nocera Umbra, central Italy, Geophys. J. Int., 2, 183, 977-987. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6725. 310. Tramelli, A., Galluzzo, D., Del Pezzo, E., Di Vito, M. A., (2010). A detailed study of the site ef fects in the volcanic area of Campi Flegrei using empirical approaches, Geophys. J. Int., 182, 1073-1086. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6665. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 332. Ameri, G., Emolo, A., Pacor, F., Gallovic, F., Ground-Motion Simulations for the M 6.9 Irpinia 1980 Earthquake (Southern Italy) and Scenario Events, Bull. Seismol. Soc. Amer. http://www.earthprints.org/handle/2122/6852. 340. Bindi, D., Luzi, L., Massa, M., Pacor, M., Horizontal and vertical ground motion prediction equations derived from the Italian Accelerometric Archive (ITACA). Bull. Earthq. Eng. http://www.earthprints.org/handle/2122/6635. 379. Massa, M., Luzi, L., Pacor, F., Bindi, D., Ameri, G., Comparison between empirical predicti ve equations calibrated at global and national scale and the Italian strong-motion data, Boll. Geofis. Teor. Appl. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6518. 385. Pacor, F., Ameri, G., Bindi, D., Luzi, L., Massa, M., Paolucci, R., Smerzini, C., Characteristics of strong ground motions from the LAquila (Mw = 6.3) earthquake and its strongest a ftershocks, Boll. Geofis. Teor. Appl. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6547. 386. Panzera, F., Rigano, R., Lombardo, G., Cara, F., Di Giulio, G., Rovelli, A., The role of alternating outcrops o f sediments and basaltic lavas on seismic urban scenario: the study case of Catania, Italy, Bull. Earthq. Eng. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6350. 391. Saccorotti, G., Piccinini, D., Cauchie, L., Fiori, I., Seismic Noise by Wind Farms: A Case Study from the VIRGO Gravitational Wave Observatory, Ital y., Bull. Seismol. Soc. Amer. http://www.earthprints.org/handle/2122/6754. 5.3 Altre pubblicazioni 406. Akinci, A., Malagnini, L., (2010). Il terremoto di Haiti del 12 Gennaio 2010 (Mw 7.0). Geoitalia, 30, 42-46. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6701. 425. Bianco, F., Castellano, M., Cogliano, R., Cusano, P., Del Pezzo, E., Di Vito, M.A., Fodarella, A., Galluzzo, D., La Rocca, M., Milana, G., Petrosino, S., Pucillo, S., Riccio, G., Rovelli, A., (2010). Caratterizzazione del noise sismico nell'area vulcanica dei Campi Flegrei: l'esperimento "UNREST", Quaderni di Geo fisica, 86, 1-21. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6206. 430. Borgomeo, E., Di Capua, G., Peppoloni, S., (2010). An overview of earthquake related liquefaction events in Italy. Miscellanea INGV, 6. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6521. 457. Colombi, M., Crowley, H., Di Capua, G., Peppoloni, S., Borzi, B., Pinho, R., Calvi, G.M., (2010). Mappe di rischio sismico a scala nazionale con dati aggiornati sulla pericolosit sismica di base e locale, Progettazione Sismica, 1, 93-112. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6524. 136

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

462. Cultrera, G., Cirella, G., Faenza, L., Herrero, A., Piatanesi, A., Spagnuolo, E., Ameri, G., Pacor, F., Sara, A., (2010). Project S3: Fast evaluation o f parameters and ef fects of strong earthquakes in Italy and in the Mediterranean: Deliverable 4.3 -Report on the simulation of s ynthetic seismograms at bedrock. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6534. 478. Di Capua, G., Lanzo, G., (2010). Project S4: Italian Strong Motion Database Delverable D5: Catalogue of geological/ geotechnical in formation at accelerometric stations. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6523. 479. Di Capua, G., Lanzo, G., Peppoloni, S., Pessina, V., Rov elli, A., Di Alessandro, C., (2010). Revised seismic classi fication of the ITACA stations, according to the EC8 and the Italian norms site classes. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6527. 480. Di Giulio, G., Sav vaidis, A., Theodoulidis, N, Ohrnberger, M., Endrun, B., Wathelet, M., Cornou, C., Renalier, F., Bard, P., (2010). Inversion of surface wave dispersion at european strong motion sites using a multimodel parameterization and an information-theoretic approach. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6112. 495. Famiani, D., Cara, F., Di Giulio, G., Milana, G., Cultrera, G., Bordoni, P., Cavinato, G. P., (2010). E f fetti di sito della piana del Fucino attraverso lo studio comparato di dati sismici e geologici. http://www.earthprints.org/handle/2122/6637. 506. Iannaccone, G., Zollo, A., (2010). Metodi e tecnologie per l'early warning sismico. http://www.earthprints.org/handle/2122/6796. 512. Lanzo, G., Di Capua, G., Kayen, R. E., Scott Kie f fer, D., Button, E., Biscontin, G., Stewart, J. P., (2010). Seismological and geotechnical aspects o f the Mw=6.3 lAquila earthquake in central Italy on 6 April 2009, Int. J. Geoengineering, 4, 1, 206-339. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6525. 518. Luzi, L., Massa, M., Bindi, D., Pacor, F., (2010). Strong-Motion Networks in Italy and Their Ef ficient Use in the Derivation o f Regional and Global Predicti ve Models. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6517. 554. Pessina, V., Fiorini, E., Paolucci, R., (2010). Gis-based identification o f topographic sites in Italy with signi ficant ground motion amplification e f fects. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6336. 560. Rotondi, R., Azzaro, R., D'Amico, S., Tuv, T., Zonno, G., (2010). Forecasting macroseismic scenarios through anisotropic attenuation: a Bayesian approach. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6507. 574. Spagnuolo, E., Herrero, A., Cultrera, G., Spallarossa, D., (2010). Introduction of seismic source directi vit y on hazard map. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6532. 575. Spagnuolo, E., Faenza, L., Cultrera, G., Michelini, A., Herrero, A., Sara, A., (2010). Accounting for rupture directivit y in ShakeMap. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6623. 580. Teramo, M. S., Crowley, H., Cultrera, G., Cirella, A., Pinho, R., (2010). Valutazione del rischio sismico per la citt di Messina, un approccio ad albero logico, Progettazione Sismica, 2, 95-116. http://www.earthprints.org/handle/2122/6634. 584. Tramelli, A., Galluzzo, D., Di Vito, M. A., (2010). Site ef fects at the Campi Flegrei, preliminary results, Quaderni di Geo fisica, 80. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6769.

137

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

4.2. TTC - Modelli per la stima della pericolosit sismica a scala nazionale
1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Roberto Basili (RM1), Carlo Meletti (MI) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, RM2, BO, MI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Questo TTC stato ripensato alla fine del 2009 per valorizzare adeguatamente attivit che hanno una ricaduta importante sulla societ in quanto trattano la definizione della pericolosit sismica a scala nazionale. A tal fine lEnte gestisce database consultati regolarmente da professionisti e amministratori pubblici. Il Database online della pericolosit sismica (http://esse1.mi.ingv.it), realizzato nel corso della Convenzione DPC-INGV 2004-2006, da considerarsi chiuso essendo il riferimento per le NTC08. accessibile con unapplicazione web-Gis che consente di ottenere per ogni punto della griglia di riferimento curve di hazard, spettri a pericolosit uniforme e disaggregazione. Dopo il picco registrato in occasione del terremoto dAbruzzo, gli accessi al sito si sono stabilizzati su numeri importanti. Le statistiche degli accessi al sito sono documentate annualmente con rapporti interni. Il Database of Individual Seismogenic Sources (DISS; http://diss.rm.ingv.it/diss/) online dal gennaio 2005 e viene aggiornato regolarmente. Viene utilizzato in numerosi studi sulla pericolosit sismica, molti dei quali nellambito delle Convenzioni DPC-INGV. La consultazione del database garantita da unapplicazione web-Gis e attraverso il sistema Google-Earth. La parte parametrica del database si pu in vari formati per applicazioni desktop-Gis. Linterfaccia web-Gis stata completamente rinnovata nellambito del progetto S1 della Convenzione DPC-INGV 2007-2009. Negli ultimi anni molti progetti hanno riguardato il tema dei modelli di pericolosit sismica, in particolare i progetti S1 e S2 svolti nellambito della Convenzione DPC-INGV e conclusi a giugno 2010. I risultati del progetto S1 hanno permesso di aggiornare i database utili alle stime di pericolosit, promuovere studi che colmassero lacune di conoscenza, testare approcci innovativi alle stime del potenziale sismico. Preparando in tal modo il terreno per una futura mappa di pericolosit nazionale. Raccolte dati e metodologie hanno avuto come filo conduttore la riduzione delle incertezze, la ripetibilit delle misure e lo sviluppo di metodi di validazione. I risultati ottenuti sono stati consolidati in un database reso disponibile su web (http://labgis.gm.ingv.it/progettoS1_07_09/). Tra i prodotti di maggior rilievo vi la stima con vari metodi del tasso di rilascio di momento sismico e del tasso di deformazione asismica con criteri uniformi su scala nazionale. Nel progetto S2 sono stati sviluppati, e posti a confronto tra loro, diversi modelli di ricorrenza, sia time-dependent che time-independent basati su approcci diversi. Il modello MPS04 riguarda la mappa di pericolosit (MPS 2004). Il modello HAZGRID un modello a sismicit diffusa basato su una relazione frequenza-magnitudo omogenea su tutta Italia (Akinci, 2010). Il modello HAZFX-BPT unisce la smoothed seismicity con una componente time-dependent basata sulle ricorrenze dei terremoti sulle faglie di DISS (Akinci et al., 2009), alle quali viene imposto lo stesso modello BPT di ricorrenza. Infine il modello time-dependent DBM basato sul concetto di processo a cascata, in cui ogni terremoto ne pu generare altri secondo leggi che regolano tali variazioni di probabilit nel tempo e nello spazio (Lombardi e Marzocchi, 2010). I quattro modelli menzionati sono stati combinati in un modello medio dei terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 5.5 in Italia nei prossimi 10 anni. Tale modello stato proposto al Dipartimento della Protezione Civile per lindividuazione delle aree prioritarie per interventi di riduzione del rischio sismico ai sensi della L.77/2009. Il progetto SHARE (2009-2012), che vede coinvolti 18 enti in Europa, ha prodotto una nuova zonazione sismogenetica, una versione preliminare di sorgenti sismogenetiche secondo il modello del DISS delle Composite Seismogenic Sources (CSS), un set omogeneo di nuove stime di magnitudo massima e una carta tettonica per la regionalizzazione delle leggi di attenuazione. Nuove relazioni empiriche tra intensit e parametri di scuotimento (PGA, PGV, e accelerazione spettrale per valori di 0.3s, 1.0s e 2.0s) sono state ricavate con la tecnica della regressione ortogonale sui dati di DBMI04 e ITACA. Alcune di queste relazioni vengono usate nella produzione delle ShakeMap. Sono stati effettuati inoltre studi di pericolosit da maremoti prodotti da sorgenti sismiche e da frane sottomarine, sia nel Tirreno Meridionale che nello Ionio. In questi studi viene calcolata la probabilit di eccedenza di diverse misure di inondazione in un dato intervallo di tempo, avvalendosi di simulazioni esplicite della propagazione dellonda di maremoto. Altre stime sono realizzate con il metodo bayesiano in grado di integrare modelli e dati diversi. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 Nel corso del 2011 proseguiranno molte delle attivit iniziate nel 2010 e si prevede che vengano attivati nuovi progetti, in particolare quelli che potranno far parte della nuova convenzione triennale con il Dipartimento della Protezione Civile. Tra le attivit gi iniziate, si segnala il lavoro per la predisposizione di stime time-dependent da utilizzare nella definizione di aree prioritarie in cui concentrare linvestimento di finanziamenti pubblici per la riduzione del rischio sismico di edifici pubblici e privati (L.77/2009). Queste stime potranno avvalersi di nuovi modelli di occorrenza di terremoti che potrebbero essere rilasciati nel corso dellanno, anche sulla base della rivisitazione di dati e modelli gi disponibili. Essendo queste attivit di carattere sperimentale e innovativo, ci si attendono ulteriori importanti sviluppi nei prossimi anni. Unaltra importante attivit in corso la partecipazione al progetto EU SHARE che nel 2011 render disponibili nuovi dati e modelli. Entro giugno 2011 saranno rilasciati a scala euro-mediterranea un modello aggiornato di zone sorgente, un database di faglie sismogenetiche, e un modello della massima magnitudo attesa. In questo progetto verr utilizzato un approccio ad albero logico che tiene conto della sismicit, delle zone sorgente e delle faglie sismogenetiche. In alternativa alle classiche zone sorgente (per lItalia verr utilizzato il modello ZS9 esteso alle aree circostanti) verr adottato un modello che valorizza linformazione contenuta nel database delle faglie sismogenetiche; in questo modello 138

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

la sismicit di magnitudo pi elevata verr caricata e parametrizzata sulle composite seismogenic sources (modello DISS), mentre la sismicit rimanente verr gestita con zone di background. Questo tipo di approccio valorizza il contributo dellindagine geologica alla pericolosit sismica e concentra sulle strutture riconosciute i valori massimi di scuotimento atteso, al contrario dellapproccio classico in cui la pericolosit viene spalmata sulle zone. La stima della massima magnitudo attesa cruciale negli studi di pericolosit sismica; sia per la definizione dei tassi di attivit sia nei casi di valutazioni su infrastrutture particolarmente esposte. Anche se levento estremo ha bassa probabilit di accadimento, i cataloghi non garantiscono che levento massimo sia ivi presente e per maggiore cautela devono essere considerati opportuni approcci statistici alla stima di Mmax, anche considerando lanalogia con contesti geodinamici e sismotettonici simili a scala globale. Per quanto riguarda lo sviluppo di metodologie di calcolo, il codice per la stima della pericolosit sismica CRISIS stato notevolmente migliorato nel biennio 2009-2010 ed stata sviluppata linterfaccia Web che offre, tra laltro, la possibilit di delocalizzare il calcolo dove sono presenti risorse dedicate. La stessa applicazione web sar implementata per fornire allutente alcune nuove funzionalit, tra cui strumenti per declusterare i cataloghi sismici o per calcolare i tassi di sismicit di una zona sorgente secondo le procedure di fit pi comunemente utilizzate. Nellambito delle stime di pericolosit da tsunami, le procedure di calcolo verranno sviluppate in modo che le incertezze del sistema vengano trattate attraverso un albero logico integrato da alberi degli eventi. Nella pericolosit da tsunami fondamentale linput geologico anche di potenziali sorgenti situate a grande distanza dal sito di interesse e luso di simulazioni esplicite della propagazione dellonda. La sperimentazione riguarda attualmente le coste del Mar Ionio, ma quando sar completata la metodologia, le stime potranno essere estese alle coste dellintera penisola italiana. Proseguir anche lesperimento CSEP, svolto come collaborazione volontaria e gratuita tra gruppi di ricerca internazionali che sviluppano modelli di occorrenza di terremoti. LItalia sede di unarea test e lesperimento iniziato l1 agosto 2009; 18 modelli di occorrenza di eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5 attesi nei prossimi 5 e 10 anni, basati su un approccio sia time-dependent che time-independent, vengono confrontati con i terremoti che si verificano realmente, valutando cos la bont dei modelli stessi. La principale novit che i dati usati per la validazione non sono stati usati per la preparazione dei modelli. Per quanto riguarda i database, il DISS continuer il suo sviluppo anche da un punto di vista informatico, incorporando uno strumento di discussione sui singoli record del database con la possibilit si sottomettere nuovi dati. La nuova versione sar online nei primi mesi del 2011 non appena sar perfezionato laggiornamento hardware. Dovranno inoltre essere consolidati i database sviluppati in precedenti progetti, come ad esempio il catalogo degli tsunami (progetto TRANSFER) e i database sviluppati nel progetto S1 (INGV-DPC 2007-2009) per un loro utilizzo pieno nelle stime di pericolosit. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 4. 6. 51. 58. 78. 93. 131. 132. 155. 279. 291. 316. 327. Akinci, A. (2010). HAZGRIDX: earthquake forecasting model for ML 5.0 earthquakes in Italy based on spatially smoothed seismicit y, Ann. Geophys., 3, 53, 55-61. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6698. Akinci, A., Perkins, D., Lombardi, A. M., Basili, R., (2010). Uncertainties in probability of occurrence o f strong earthquakes for fault sources in the Central Apennines, Italy, J. Seismol., 1, 14, 95-117. http://www.earthprints.org/handle/2122/6704. Calderoni, G., Rovelli, A., Milana, G., Valensise, G., (2010). Do Strike-Slip Faults o f Molise, Central-Southern Italy, Really Release a High Stress?, Bull. Seismol. Soc. Amer., 1, 100, 307-324. http://www.earthprints.org/handle/2122/5973. Cantore, L., Convertito, V., Zollo, A., (2010). Development o f a site conditions map for the CampaniaLucania region (southern Apennines, Italy). Ann. Geophys., 4, 53, 27-37. http://www.earthprints.org/handle/2122/6795. Convertito, V., De Matteis, R., Cantore, L., Zollo, A., Iannaccone, G., Caccavale, M., (2010). Rapid estimation o f ground-shaking maps for seismic emergency management in the Campania Region of southern Italy, Nat. Hazards, 1, 52, 97-115. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6798. D'Amico, S., Koper, K., Herrmann, R. B., Akinci, A., Malagnini, L., (2010). Imaging the rupture of the Mw 6.3 April 6, 2009 LAquila, Italy earthquake using back-projection of teleseismic P-waves, Geophys. Res. Lett., 37, L03301. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6699. Faenza, L., Marzocchi, W., (2010). The Proportional Hazard Model applied to the CSEP testing area in Italy, Ann. Geophys., 3, 53, 77-84. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6353. Faenza, L., Meletti, C., Sandri, L., (2010). Bayesian inference on earthquake size distribu- tion: a case study in Italy, Bull. Seismol. Soc. Amer., 1, 100, 349-363. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6361. Gomez Capera, A.A., D'Amico, V., Meletti, C., Albarello, D., (2010). Seismic hazard assessment in terms o f macroseismic intensit y in Italy: a critical analysis from the comparison of di f ferent computational procedures, Bull. Seismol. Soc. Amer., 4, 100, 1614-1631. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6200. Schorlemmer, D., Christophersen, A., Rovida, A., Mele, F., Stucchi, M., Marzocchi, W., (2010). Setting up an earthquake forecast experiment in Italy, Ann. Geophys., 3, 53, 1-9. http://www.earthprints.org/handle/2122/6411. Slejko, D., Caporali, A., Stirling, M., Barba, S., (2010). Occurrence probability o f moderate to large earthquakes in Italy based on new geophysical methods, J. Seismol., 1, 14, 27-51. http://www.earthprints.org/handle/2122/5877. vanStiphout, T., Wiemer, S., Marzocchi, W., (2010). When are mitigation actions warranted: the case of the 2009 L'Aquila earthquake, Geophys. Res. Lett., 37, L06306. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6393. Werner, M., Zechar, J. D., Marzocchi, W., Wiemer, S., (2010). Retrospecti ve tests o f the long-term earthquake forecasts submitted to CSEP-Italy Predictability experiment., Ann. Geophys., 3, 53, 11-30. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6392. 139

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 347. Caporali, A., Barba, S., Carafa, M. M. C., Devoti, R., Pietrantonio, G., Riguzzi, F., Static stress drop as determined from geodetic strain rates and statistical seismicity, J. Geophys. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6869. 349. Cara fa, M.M.C., Barba, S., Determining rheology from deformation data: The case of central Italy, Tectonics. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6867. 5.3 Altre pubblicazioni 415. Basili, R., Akinci, A., (2010). Deliverable # D3.01.4 Probability o f occurrence for earthquakes generated by individual faults and the associated uncertainties. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6464. 416. Basili, R., Barba, S., (2010). Deliverable # 3.01.5 Results of tectonic validation for the seismogenic source model (DISS). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6465. 417. Basili, R., Barba, S., Burrato, P., Fracassi, U., Kastelic, V., Tiberti, M. M., Vannoli, P., Stramondo, S., Tolomei, C., Soligo, M., Tuccimei, P., (2010). Deliverable # 3.01.1 Technical report illustrating the results obtained in the Crotone Peninsula based on geological and InSAR data. http://www.earthprints.org/handle/2122/6461. 418. Basili, R., Kastelic, V., Burrato, P., D'Ambrogi, C., Cara fa, M. M. C., Barba, S., (2010). Deliverable # 3.01.2 Slip rate data o f seismogenic sources included in DISS. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6462. 419. Basili, R., Kastelic, V., Tiberti, M. M., (2010). Deliverable # 3.01.3 Seismogenic sources in the studied ke y areas (contributing to populate the DISS). http://www.earth-prints.org/handle/2122/6463. 457. Colombi, M., Crowley, H., Di Capua, G., Peppoloni, S., Borzi, B., Pinho, R., Calvi, G.M., (2010). Mappe di rischio sismico a scala nazionale con dati aggiornati sulla pericolosit sismica di base e locale, Progettazione Sismica, 1, 93-112. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6524. 510. Langridge, R.M., Villamor, P., Basili, R., Almond, P., Martinez-Diaz, J. J., Canora, C., (2010). Revised slip rates for the Alpine fault at Inchbonnie: Implications for plate boundary kinematics o f South Island, New Zealand, 3, 2, 139-152. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6470. 521. Martinelli, F., Meletti, C., (2010). Virtual E f fects un'applicazione web per il calcolo di risentimenti dei terremoti. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6560. 522. Martinelli, F., Meletti, C., (2010). Crisis for Web. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6568. 526. Meletti, C., D'Amico, V., Martinelli, F., (2010). Homogeneous determination of maximum magnitude, D3.3. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6530. 586. Vannoli, P., Basili, R., Burrato, P., Fracassi, U., Tiberti, M. M., Valensise, G., De Santis, A., Barba, S., Kastelic, V., (2010). Deliverable # 3.12.1 A new version of DISS cointaining the scienti fic and technological updates stemming from the Project. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6638.

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Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

4.3. TTC - Scenari di pericolosit vulcanica


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Gianni Macedonio (NA-OV) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit CNT, RM1, BO, CT, NA-OV, PA, PI 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Questo TTC ha per obietti vo limplementazione di procedure per lanalisi della pericolosit vulcanica utilizzando osservazioni di terreno, dati satellitari, prove di laboratorio e modelli fisico-matematici e metodi statistici. Nel 2010 sono stati a f frontati i problemi associati alla dispersione delle ceneri vulcaniche, flussi piroclastici, colate di lava, e flusso in condotti vulcanici e dicchi. Relati vamente alla dispersione delle ceneri vulcaniche stato sviluppato un modello di aggregazione delle particelle, integrato nel codice FALL3D e applicato al vulcano islandese Eyjafjalla. I problemi associati alle eruzioni di lava e di cenere dellEtna sono stati a f frontati utilizzando metodi multidisciplinari. Durante le fasi esplosive dellEtna sono stati ef fettuati il monitoraggio continuo della nube eruttiva e le simulazioni del trasporto delle ceneri con diversi modelli (FALL3D, HAZMAP, TEPHRA, PUFF, VOL-CALPUFF), integrati con i dati di previsione meteo. Questo ha permesso la minimizzazione dellimpatto sul tra f fico aereo dellAeroporto di Catania (in accordo con il DPC e le Autorit aeroportuali). stata messa a punto una metodologia per la realizzazione della mappa di pericolosit da colate di lava allEtna basata su: calcolo della mappa di suscetti vit che fornisce in formazioni sulla probabilit spaziale di apertura dei crateri (Fig. 1), caratterizzazione delle eruzioni attese per il calcolo della probabilit della tipologia eruttiva, simulazioni numeriche dei percorsi dei flussi lavici con il modello MAGFLOW. Sono stati condotti studi strutturali sui maggiori sistemi di faglie etnee mediante studi di terreno, di interferometria satellitare e immagini LIDAR, modellistica analogica e analisi dei flussi di gas radon e CO2 dai suoli. stato completato lo studio della dinamica del blast del 18 Maggio 1980 del Mount St. Helens (USA): i risultati delle simulazioni numeriche 2D e 3D realizzate col codice PDAC hanno mostrato un buon accordo con le propriet di larga scala e hanno fornito un modello interpretativo quantitati vo del fenomeno basato sulle caratteristiche di una corrente di densit piroclastica, transiente e strati ficata, che si propaga su topografia irregolare. stato completato inoltre un primo set di simulazioni numeriche 3D della dinamica di uneruzione di scala Pliniana (analoga alleruzione di Agnano Monte Spina) ai Campi Flegrei (Fig. 2). Sono continuati gli studi mirati allo s viluppo di due alberi degli eventi in grado di descrivere su basi probabilistiche il comportamento erutti vo del Vesuvio e dei Campi Flegrei. Al Vesuvio lo studio stato mirato alla quanti ficazione della pericolosit delle colate piroclastiche tramite lintegrazione di studi di terreno e simulazione numeriche e lutilizzo di tecniche di elicitazione degli esperti. Per i Campi Flegrei stato appro fondito il record erutti vo negli ultimi 5.000 anni al fine di meglio caratterizzare le aree di probabile apertura delle bocche eruttive e i diversi stili erutti vi. Infine, sono proseguite le ricerche teoriche mirate a studiare le prestazioni delle tecniche di elicitazione degli esperti. Le velocit duscita e caduta di clasti balistici a Stromboli sono state misurate tramite riprese ad alta velocit e modellate in funzione della pressione nel condotto. Riprese ad alta velocit della caduta di prodotti dalla nube eruttiva (Eyjafjallajokull) ed esperimenti di sedimentazione (HPHT-Lab di Roma) hanno fornito la velocit di caduta, drag coefficent, densit, distribuzione granulometrica e frazione in peso sia di aggregati che di particelle di cenere. Esperimenti sui flussi granulari hanno spiegato la maggiore mobilit dei flussi a granulometria pi fine, rivelando una relazione fra pressione basale, granulometria, volume e velocit dei flussi. Si proceduto alla stima della pericolosit per eruzioni idromagmatiche a Vulcano. stato e f fettuato uno studio dei segnali generati dalla circolazione idrotermale in aree vulcaniche (Campi Flegrei, Colli Albani). Particolare attenzione stata data alleterogeneit del mezzo poroso e a come influenza la risposta del sistema idrotermale a modi fiche pro fonde (degassamento magmatico) o superficiali (fratturazione). In fine stato applicato il codice BET_EF ai Flegrei con dati disponibili dal 1981 al 2009 e con soglie del monitoraggio come da elicitazione, stato applicato il BET_EF allEtna e il BET_VH per hazard da surges allAuckland Volcanic Field, questultima con relativa analisi costi-benefici per la gestione del rischio vulcanico. iniziata lapplicazione di BET_VH al vulcano Misti (Peru) per la stima di pericolosit da lahars, flussi piroclastici, balistici, caduta di ceneri e lapplicazione ad Etna e Kilauea di un modello gerarchico Bayesiano con nuove distribuzioni per i tempi di intervento e taglie. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento allanno 2011 Nel 2011 continuer lo sviluppo di procedure per lanalisi della pericolosit basate sulla simulazione dei processi vulcanici, dati sperimentali ed osservazioni di terreno e satellitari. Continueranno le ricerche di geologia, stratigrafia, vulcanologia fisica, mineralogia, petrografia, geochimica e geochimica isotopica su vulcani atti vi italiani (Ischia, Campi Flegrei, Vesuvio, Stromboli, Etna e Pantelleria) per migliorare le conoscenze sia del comportamento passato, sia della dinamica attuale, al fine di definire la loro pericolosit a lungo termine. Verranno s viluppate ulteriormente le tecniche di monitoraggio e simulazione del trasporto delle ceneri vulcaniche applicate al problema del tra f fico aereo e la sicurezza degli aeroporti (in particolare causati dallEtna), in accordo con il DPC e le nuove diretti ve dellEnta Nazionale Aviazione Civile (ENAC). Per quanto riguarda le colate di lava, verr messo a punto un metodo per la validazione della mappa di pericolosit e per la stima del tasso ef fusi vo a partire da dati satellitari SEVIRI e MODIS. Inoltre, si intende sviluppare una piatta forma Web-GIS per la gestione delle eruzioni ef fusi ve allEtna. La struttura web consister di 4 moduli: applicazioni satellitari, mappa di pericolosit, database degli scenari simulati per la costruzione della mappa, utilizzo del modello MAGFLOW in real-time su scheda grafica (GPU). La mappa di probabilit di apertura di nuove bocche allEtna sar applicata per lelaborazione di scenari eruttivi, con valutazione del relativo impatto sul territorio e saranno approfonditi studi di pericolosit indotta da emissioni di radon dai suoli in prossimit di faglie ricadenti in aree abitate. Si completeranno gli studi sulle f fetto dellaggregazione di particelle vulcaniche, includendo il processo di aggregazione elettrostatico. Il modello verr 141

Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

integrato nel codice di simulazione della plume vulcanica FALL3D a scala regionale e continentale. Proseguir lindagine degli scenari eruttivi ai Campi Flegrei tramite simulazioni numeriche 2D/3D di eruzioni di scala Plininana e di eventi impulsivi a scala con frontabile con leruzione di Averno (3700 anni f). Inoltre, verr completato lo studio sulla pericolosit prodotta da colate piroclastiche al Vesuvio per eventi di tipo sub-Pliniano. Il modello multi fase PDAC sar in fine applicato allo studio della dinamica di flussi piroclastici prodotti da blast vulcanici e collasso di colonna ai vulcani La Sou friere di Guadeloupe e Montagne Pelee (Antille Francesi). Per il Vesuvio si prevede di ultimare lo studio mirato alla stima della probabilit dei diversi scenari eruttivi e alla pericolosit delle colate piroclastiche per eventi di tipo sub-Pliniano. Analogamente, ai Campi Flegrei si prevede di completare una prima versione dellalbero degli eventi con particolare riferimento alla probabilit di apertura bocche e agli scenari erutti vi attesi. Verr applicato il codice BET_EF al vulcano Ruapehu ed effettuata unanalisi costi-benefici per la gestione degli impianti sciistici. Proseguir lanalisi dei video ad alta velocit per lo studio dellaccoppiamentodisaccoppiamento tra gas e piroclasti nei jet erutti vi, per determinarne lin fluenza sulla velocit di uscita, e quindi la distanza dimpatto dal cratere. Sar realizzato un programma per lelaborazione semiautomatica delle immagini al fine di ottenere rapidamente informazioni sulla velocit dei balistici. Saranno ideati ed ef fettuati ulteriori esperimenti di laboratorio sulla sedimentazione della cenere vulcanica e sulla mobilit dei flussi piroclastici e delle rock avalanches. Inizieranno gli studi per la de finizione di una nuova carta della pericolosit di Stromboli. Nella caldera dei Campi Flegrei saranno raccolti ed elaborati dati stratigra fici, sia di superficie che di sottosuolo, al fine di quanti ficare lentit delle deformazioni av venute nel passato, in relazione ai periodi di attivit erutti va. In particolare, saranno ef fettuati studi di dettaglio per caratterizzare le dinamiche erutti ve di eruzioni di bassa magnitudo, che sono considerati tra i pi probabili in caso di ripresa dellatti vit erutti va. Nel corso del 2011 proseguir la simulazione in dettaglio della resisti vit elettrica alla Solfatara dei Campi Flegrei, determinata in base alla distribuzione della temperatura e delle fasi fluide. Inoltre, verr portato a termine lo studio degli ef fetti delle condizioni atmos feriche sul degassamento di f fuso dai suoli al Furnas (Azzorre) e a Stromboli. Si appro fondir lo studio degli osservabili sismologici legati alla circolazione di fluidi. Obietti vo principale contribuire ad una corretta identificazione ed interpretazione dei precursori. In fine, inizier lo studio della distribuzione di probabilit delle taglie eruttive e della probabilit spaziale di apertura di bocche ad Ischia e lapplicazione del BET_VH al Misti per hazard da lahars, balistici e flussi piroclastici. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 19. Barsotti, S., Andronico, D., Neri, A., Del Carlo, P., Baxter, P. J., Aspinall, W. P., Hincks, T., (2010). Quantitati ve assessment of volcanic ash hazards for health and infrastructure at Mt. Etna (Italy) by numerical simulation, J. Volcanol. Geotherm. Res., 1-2, 192, 85-96. http://www.earthprints.org/handle/2122/6502. 27. Bisson, M., Sulpizio, R., Zanchetta, G., Demi, F., Santacroce, R, (2010). Rapid terrain-based mapping of some volcaniclastic flow hazard using Gis-based automated methods: a case study from southern Campania, Italy, Nat. Hazards, 2, 55, 371-387. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6504. 36. Bonasia, R., Macedonio, G, Costa, A., Mele, D., Sulpizio, R., (2010). Numerical inversion and analysis o f tephra fallout deposits fromthe 472 ADsub-Plinian eruption at Vesuvius (Italy) through a new best-fit procedure, J. Volcanol. Geotherm. Res., 189, 238-246. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6766. 82. Costa, A., Folch, A., Macedonio, G., (2010). A model for wet aggregation of ash particles in volcanic plumes and clouds: 1. Theoretical formulation, J. Geophys. Res., 115, B09201. http://www.earthprints.org/handle/2122/6677. 83. Crisci, G., Avolio, M. V., Behncke, B., D'Ambrosio, D., Di Gregorio, S., Lupiano, V., Neri, M., Romgo, R., Spataro, W., (2010). Predicting the impact of lava flows at Mount Etna, Italy, J. Geophys. Res., 115, B04203. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6036. 164. Gurioli, L., Sulpizio, R., Cioni, R., Sbrana, A., Santacroce, R., Luperini, W., Andronico, D., (2010). Pyroclastic flow hazard assessment at SommaVesuvius based on the geological record., Bull. Volcanol., 72, 10211038. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6713. 191. Lindsay, J., Marzocchi, W., Jolly, G., Constantinescu, R., Selva, J., Sandri, L., (2010). Towards real-time eruption forecasting in the Auckland Volcanic Field: application o f BET_EF during the New Zealand National Disaster Exercise Ruaumoko, Bull. Volcanol., 2, 72, 185-204. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6431. 208. Marzocchi, W., Sandri, L., Selva, J., (2010). BET VH: a probabilistic tool for long-term volcanic hazard assessment, Bull. Volcanol., 6, 72, 705-716. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6434. 213. Mastin, L. G., Gu f fanti, M., Servranckx, R., Webley, P., Barsotti, S., Dean, K., Durant, A., Ewert, J. W., Neri, A., Rose, W. I., Schneider, D., Siebert, L., Stunder, B., Swanson, G., Tupper, A., Volentik, A., Waythomas, C. F., (2010). Erratum to A multidisciplinary ef fort to assign realistic source parameters to models o f volcanic ash-cloud transport and dispersion during eruptions by Mastin et al. [J. Volcanol. Geotherm. Res. 188 (2009), 1-21], J. Volcanol. Geotherm. Res., 3-4, 191, 245. http://www.earthprints.org/handle/2122/6694. 214. Mastrolorenzo, G., Pappalardo, L., (2010). Hazard assessment o f explosive volcanism at Somma-Vesuvius, J. Geophys. Res., 115, B12212. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6678. 215. Mastrolorenzo, G., Petrone, P., Pappalardo, L., Guarino, F. M., (2010). Lethal Thermal Impact at Periphery o f Pyroclastic Surges: Evidences at Pompeii, PLoS One, 6, 5, e11127. http://www.earthprints.org/handle/2122/6656. 265. Rinaldi, A.P., Todesco, M., Bonafede, M., (2010). H ydrothermal instability and ground displacement at the Campi Flegrei caldera, Phys. Earth Planet. Inter., 178, 155-161. http://www.earth-prints.org/handle/2122/5860. 271. Ruch, J., Acocella, V., Storti, F., Neri, M., Pepe, S., Solaro, G., Sansosti, E., (2010). Detachment depth 142

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

revealed by rollover de formation: An integrated approach at Mount Etna, Geophys. Res. Lett., 37, L16304. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6105. 281. Sci foni, S., Coltelli, M., Marsella, M., Proietti, C., Napoleoni, Q., Vicari, A., Del Negro, C., (2010). Mitigation of lava flow invasion hazard through optimized barrier configuration aided by numerical simulation: The case of the 2001 Etna eruption, J. Volcanol. Geotherm. Res., 192, 16-26. http://www.earthprints.org/handle/2122/6217. 285. Selva, J., Costa, A., Marzocchi, W., Sandri, L., (2010). BET_VH: exploring the in fluence o f natural uncertainties on long-term hazard from tephra fallout at Campi Flegrei (Italy). Bull. Volcanol., 6, 72, 717-733. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6069. 305. Tarquini, S., Favalli, M., (2010). Changes of the susceptibility to lava flow invasion induced by morphological modi fications o f an acti ve volcano: the case o f Mount Etna, Italy, Nat. Hazards, 2, 54, 537-546. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6767. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 336. Battaglia, M., Di Bari, M., Acocella, V., Neri, M., Dike emplacement and flank instability at Mount Etna: Constraints from a poro-elastic-model o f flank collapse, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6325. 362. Dellino, P., De Astis, G., La Volpe, L., Mele, D., Sulpizio, R., Quantitati ve hazard assessment o f phreatomagmatic eruptions at Vulcano (Aeolian Islands, Southern Italy) as obtained by combining stratigraphy, event statistics and physical modelling, J. Volcanol. Geotherm. Res. http://www.earthprints.org/handle/2122/6573. 363. Di Vito, M.A., Arienzo, I., Braia, G., Civetta, L., DAntonio, M., The Averno 2 fissure eruption: a recent smallsize explosive event at the Campi Flegrei Caldera (Italy). Bull. Volcanol. http://www.earthprints.org/handle/2122/6693. 364. Doglioni, C., Barba, S., Carminati, E., Riguzzi, F., Role of the brittle-ductile transition on fault acti vation, Phys. Earth Planet. Inter. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6868. 5.3 Altre pubblicazioni 441. Carapezza, M.L., Barberi, F., Tarchini, L., Ranaldi, M., Ricci, T., (2010). Volcanic hazards of the Colli Albani, 279-297. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6859. 456. Cioni, R., Bertagnini, A., D'Oriano, C., Pompilio, M., (2010). Past and present mid-intensity explosive eruptions of Italian volcanoes and their impact on human acti vity, Virtual Explorer, 36, paper 36. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6808. 482. Di Roberto, A., Rosi, M., Bertagnini, A., Marani, M. P., Gamberi, F., (2010). Distal Turbidites and Tsunamigenic Landslides of Stromboli Volcano (Aeolian Islands, Italy). http://www.earthprints.org/handle/2122/6572. 541. Neri, A.(2010). Buoni Modelli, Le Scienze, Luglio, 503. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6803. 546. Obrizzo, F., De Martino, P., De Natale, G., Pingue, F., Tammaro, U., Troise, C., Capuano, P., (2010). Unrest at Campi Flegrei Caldera (Southern Italy) during the last decade. http://www.earthprints.org/handle/2122/6809. 547. Orsi, G., Civetta, L., D'Antonio, M., (2010). La pericolosit vulcanica a lungo termine della Caldera dei Campi Flegrei. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6757. 551. Peruzzo, E., Barsanti, M., Flandoli, F., Papale, P, (2010). The stochastic quantization method and its application to the numerical simulation of volcanic conduit dynamics under random conditions, Solid Earth, 1, 49-59. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6746.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

4.4. Scenari e mitigazione del rischio ambientale


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) Marco Marchetti (RM2), Fedora Quattrocchi (RM1) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit RM1, RM2 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Nellambito delle atti vit di indagine geofisica per lindividuazione di inquinanti nel sottosuolo nel 2010 il Laboratorio di Geofisica Ambientale si occupato principalmente di fornire supporto tecnico-scienti fico ai rilievi eseguiti dal Corpo Forestale dello Stato (CFS) su siti sospetti di interramento di ri fiuti. Personale del CFS, formato e addestrato dallINGV ha svolto numerose ricerche geofisiche sul territorio italiano finalizzate allindividuazione di rifiuti occultati e di varie forme di inquinamento sotterraneo utilizzando i magnetometri in dotazione. I rilievi hanno riguardato alcuni siti nelle province di Caserta, Napoli, Biella, Novara, Savona, Piacenza e Cosenza. I dati geofisici cos acquisiti sono stati elaborati ed interpretati in tempo reale dallINGV in modo da permettere un tempestivo intervento nei casi di individuazione di rifiuti interrati. Inoltre, su richiesta della Procura della Repubblica di Paola sono stati eseguiti numerosi rilievi magnetometrici che hanno visto il personale CFS impegnato per alcune settimane alla ricerca di ri fiuti pericolosi interrati nei pressi del Fiume Oliva e in alcune aree limitro fe (Comuni di Aiello Calabro e Serra dAiello, CS). A tale atti vit stato af fiancato anche un monitoraggio da elicottero con limpiego di una telecamera a infrarosso termico. Sono state cos individuate alcune discariche di ri fiuti pericolosi lungo lalveo del fiume stesso. Tali risultati sono stati messi a disposizione dellISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) impegnato nellattuazione del Piano di Caratterizzazione di un tratto dellalveo di tale fiume. Su richiesta della Guardia di Finanza di Frosinone lINGV intervenuto su un sito industriale dismesso nel comune di Ceprano (FR). Sono state impiegate dif ferenti tecniche geofisiche per lesplorazione del sottosuolo che hanno consentito di individuare grandi quantit di ri fiuti pericolosi interrati in prossimit del Fiume Sacco e allinterno dellarea industriale stessa. Nellambito dei progetti di CO2 Capture & Storage (CCS) sono stati completati o sono ancora in corso studi di fattibilit di stoccaggio geologico di CO2: Progetto ECBM Sulcis (Enhanced Coal Bed Methane) in Sardegna. Progetto ENEL-INGV Alto Lazio. Progetto ENEL Ricerca Porto Tolle-Alto Adriatico. Progetto Stoccaggio CO2 di Ra f finerie SARAS S.p.A. Catalogo siti stoccaggio di "screening" per le centrali elettriche Edison-Edipower S.p.A. Progetto INGVIES S.r.l. ECBM Ribolla. Progetto SEI S.p.A., nei dintorni del polo tecnologico di Saline Joniche (Calabria meridionale). Progetto ENI-GHG Cortemaggiore (Val Padana).

In quest'ultimo progetto di stoccaggio CO2-cusheon gas oltre al monitoraggio geofisico e geochimico di superficie stato inserito lo studio dei traccianti chimici di co-iniezione di CO2. Con ENI stato av viato anche il contratto "Atti vit opzionali CCS sul territorio italiano" che prevede anche un sondaggio nazionale della percezione pubblica e degli stakeholders su technologia CCS. LINGV entrato nel coordinamento dellOsservatorio CCS finanziato da ENEL e con segretario generale della Fondazione Sviluppo Sostenibile. Si svolta una Int. School ad Erice per studiare la sinergia dei vari usi del sottosuolo a fini energetici (geotermia, stoccaggio metano, CO2, stoccaggio scorie nucleari e metano non convenzionale). Ai fini dell'allineamento alla Road Map IEA 2009, in unottica di federalismo energetico e Piani Energetici Regionali, stata finanziata la creazione di un catalogo nazionale di uso del sottosuolo a fini energetici, portato a termine finora per alcune Regioni Italiane, Inoltre lINGV stato impegnato nellattivit tecnica, politico-decisionale e di communication strategy: nella Piatta forma Europea ZEFFPP (Zero Emission Fossil Fuels Power Plants); presso il tavolo di lavoro del Ministero per lo Sviluppo Economico (MSE) denominato per il recepimento della Diretti va Europea CCS 31/2009-nella stesura dei documenti IEA (International Energy Agenc y); nelle atti vit di MOU (Memorandum of Understanding) con il DOE-Battelle Americano.

Su queste tematiche ci sono state audizioni INGV al Parlamento Europeo e alla Commissione Ambiente del Senato. Nella geotermia av viati progetti con operatori internazionali, come la Geotermica AB svedese.Sono stati sottoposti due progetti PON (Salernitano e Sicilia) ed ancora operativa la convenzione con la Regione Lazio. stato av viato il Progetto Parco Tecnologico Nucleare con la SOGIN S.p.A. Nellambito del progetto Prospezione Ordigni Basso Adriatico (PR.O.B.A.) in collaborazione tra ISPRA, NURC (Nato Undersea Research Centre), INGV ed IIM (Istituto Idrogra fico della Marina Militare) sono in corso indagini acustico-magnetiche finalizzate alla caratterizzazione delle aree portuali e costiere del basso Adriatico e alla individuazione di residuati bellici i vi presenti. Tale progetto finanziato dalla Regione Puglia con fondi comunitari. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento all'anno 2011 A seguito della firma del Protocollo organizzativo di salvaguardia ambientale della Provincia di Caserta (che prevede la partecipazione della Pre fettura e della Questura di Caserta, della Procura della Repubblica di S.M. Capua Vetere, della Seconda Universit degli Studi di Napoli, INGV, ASL, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Capitaneria di Porto) lIstituto sar impegnato nella mappatura delle situazioni di criticit ambientale nella provincia di Caserta, con particolare riguardo ai rischi per la salute pubblica. Il monitoraggio, 144

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

finalizzato allindividuazione di di f ferenti fonti di inquinamento, riguarder cave, discariche, scarichi marini e flu viali. Nel 2011 proseguiranno le attivit di esplorazione geofisica del sottosuolo per lindividuazione di inquinanti. prevista anche una attivit di sperimentazione volta ad individuare rifiuti pericolosi sparsi nel terreno con tecniche geofisiche integrate. Con il rinnovo del Protocollo Operativo INGV-Corpo Forestale dello Stato nel 2011 proseguiranno le atti vit di collaborazione tecnico-scienti fica e di supporto ai rilievi e f fettuati dal personale Forestale per individuare fonti di inquinamento sotterraneo sul territorio nazionale. Allinizio del 2011 sono stati stipulati accordi con Gaz De France per un catalogo siti di stoccaggio relati vo ai loro punti emissivi di CO2 (2011-2012). La proposal europea CO2GAPS sottoposta alla call ENERGY 5.2.1 su stoccaggio geologico di CO2, da 7.2 milioni di euro, con coordinazione INGV ha superato la prima fase di giudizio e nell'Aprile 2011 verr sottoposta nella sua versione finale completa al giudizio EC. LUnita Funzionale Geochimica dei Fluidi, Stoccaggio Geologico e Geotermia della Sezione Sismologia e Tettono fisica continuer a studiare i cosiddetti CO2 analogues e loro comportamento anche in occasione di eventi sismici (come s volto in occasione del terremoto dellAquila del 6/4/09) ed previsto un approfondimento lungo i sistemi di faglia inland dell'Alto Adriatico (Pesaro-Senigallia) e lungo la faglia Alto Tiberina in Umbria. Nellaprile 2011 prevista unulteriore audizione che riguarder le suddette tematiche presso il Senato della Repubblica dopo Audizione alla Commissione Senato Ambiente del 8 giugno 2010. Su queste tematiche sono in corso registrazioni per filmati televisivi organizzati dal TTS (Centro Studi Sviluppo Relazioni per la Sicurezza). Sono state acquistate due imbarcazioni, una di propriet INGV e una IIM (Istituto Idrogra fico della Marina Militare) per ricerche marine in aree costiere nellambito del progetto Prospezione Ordigni Basso Adriatico (PR.O.B.A.). stato acquisito un magneto-gradiometro SeaQuest a tre sensori della Marine Magnetics con GPS incorporato che consentir di ottenere ottimali risultati. Il personale della UP Geofisica e Tecnologie Marine ha conseguito la patente nautica specifica per le atti vit da s volgere ed stato formato per la navigazione assistita con so ftware QINSy. Nel 2011 prevista labilitazione del personale al trasporto articolato (B-E) ed attualmente in corso lallestimento degli apparati di bordo per ef fettuare ricerche di tipo magnetico e idro-oceanografico. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 30. Bizzarri, A.(2010). On the recurrence of earthquakes: Role of wear in brittle faulting, Geophys. Res. Lett., 37, L20315. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6157. 83. Crisci, G., Avolio, M. V., Behncke, B., D'Ambrosio, D., Di Gregorio, S., Lupiano, V., Neri, M., Romgo, R., Spataro, W., (2010). Predicting the impact of lava flows at Mount Etna, Italy, J. Geophys. Res., 115, B04203. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6036. 92. DallOsso, F., Maramai, A., Graziani, L., Brizuela, B., Cavalletti, A., Gonella, M., Tinti, S., (2010). Applying and validating the PTVA-3 Model at the Aeolian Islands, Italy: assessment o f the vulnerability of buildings to tsunamis, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 1547-1562. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6199. 160. Grezio, A., Marzocchi, W., Sandri, L., Gasparini, P., (2010). A Bayesian procedure for Probabilistic Tsunami Hazard Assessment, Nat. Hazards, 1, 53, 159-174. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6432. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 5.3 Altre pubblicazioni 444. Carapezza, M.L.,, Ricci, T., Pagliuca, N., De Simone, G., Lucchetti, C., Ranaldi, M., Tarchini, L., (2010). Pericolo di emanazioni gassose nelle aree urbane dei Colli Albani. http://www.earthprints.org/handle/2122/6837.

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Piano Triennale di Attivit 2011-2013 ____________________________________________________________________________________________________________

4.5. Studi sul degassamento naturale e sui gas petroliferi


1. Curatore/i (o coordinatore/i se TTC) G. Chiodini (NA-OV), G. Etiope (RM2) 2. Sezioni che hanno concorso alle attivit NA-OV, RM2, CA, PA, PI, RM1 3. Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 Sulla base dei dati raccolti negli anni precedenti, le ricerche sullorigine, migrazione ed emissione in atmosfera di gas endogeni e petroliferi hanno fornito nel 2010 una significativa produzione scientifica, con 14 pubblicazioni su riviste JCR, numerose citazioni e, per quanto riguarda le emissioni di metano in atmosfera, ladozione dei risultati nel rapporto sulle emissioni di metano dellagenzia ambientale federale degli USA (EPA). Gli studi sul degassamento svolti dalla Sezione di Napoli hanno riguardato: (i) la messa a punto di un metodo per la misura della composizione isotopica della CO2 di plume vulcanici; (ii) lo studio del degassamento dal vulcano Furnas (Azzorre); (iii) lo studio dei vulcani Campani; (iv) lo studio delle sorgenti dellarea dei terremoti dellAquila dove si evidenziato un flusso di CO2 dorigine profonda di ~ 500 ton/giorno, la cui origine compatibile con la presenza in profondit di trappole crostali contenenti fluidi ad alta pressione (EPSL, in revisione, Fig. 1); (v) la simulazione della dispersione in aria del gas emesso da sorgenti naturali fredde (Mefite dAnsanto); (vi) prime simulazioni delle nubi di gas generate da eventi catastrofici (emissioni violente di gas da laghi, es. Nyos). I risultati ottenuti da questi studi sono gi stati pubblicati o sono in corso di pubblicazione. RM1 ha svolto misure di concentrazione e flusso di vari gas dai suoli in varie aree in Sardegna, Pianura Padana, lungo la fascia adriatica e lungo faglie nella zona del terremoto aquilano del 6 Aprile 2009; presso Fontana Liri sono state installate 3 stazioni in continuo per il flusso di CO2. Per quanto concerne il monitoraggio del degassamento attraverso traccianti come il gas radon (CT), stata realizzata una scheda di acquisizione multiparametrica per limmagazzinamento, la trasmissione e la manutenzione remota di sonde radon tipo barasol, attualmente in fase di test, da installare presso i siti di monitoraggio allEtna. Sono stati realizzati studi multidisciplinari nel tratto centrale della faglia della Pernicana (versante nord-orientale 222 220 etneo), acquisendo dati di tipo geologico, strutturale, magnetotellurico, geoelettrico e geochimico ( Rn, Rn e CO2); da tali studi stato elaborato un modello idrogeologico e strutturale di quel segmento della complessa dislocazione tettonica. Le stazioni radon in continuo poste in prossimit della sommit dellEtna hanno fornito dati utili per il monitoraggio dellattivit vulcanica, soprattutto a partire dal mese di Agosto 2010, contemporaneamente con la ripresa di attivit esplosiva alla bocca Nuova ed al Cratere di Sud-Est. Rilievi di Radon e CO2 dai suoli hanno consentito, insieme con altre tipologie di dati, lidentificazione di faglie connesse con linstabilit di fianco che interessa il settore SE dellapparato etneo. Gli studi sui gas petroliferi, ovvero gli idrocarburi leggeri metano (CH4), etano (C2H6) e propano (C3H8), effettuati principalmente dalla RM2, hanno fornito nuovi risultati sullorigine dei gas in corrispondenza di manifestazioni naturali in Europa (Svizzera, Romania, Turchia) e Giappone. Le ultime stime delle emissioni globali in atmosfera di metano da sorgenti geologiche sono state adottate nel rapporto ufficiale dellagenzia federale dellUS Environmental Protection Agency (Methane and Nitrous Oxide Emissions from Natural Sources, EPA, report n. 430-R10-001, 2010). Il Capitolo 8 di questo rapporto (Terrestrial and marine geologic sources) basato su 22 citazioni di lavori dellINGV, RM2. Uno studio effettuato in Romania ha permesso di scoprire una forma isotopica di metano unica al mondo, estremamente arricchita in deuterio. Tale scoperta riveste importanza negli studi sullorigine di metano su Marte, suscitando interesse da parte della NASA. In tale ambito sono iniziati studi sul metano di origine abiogenica prodotto da processi di sintesi a bassa temperatura in rocce ultra-mafiche. Uno studio teorico sul degassamento su Marte stato infine pubblicato in collaborazione con ricercatori del NASA Johnson Space Center. Nellambito degli studi sul metano in aree geotermiche (Sezione di Palermo), sono state effettuate misure di flusso di metano dai suoli nei sistemi vulcanico/idrotermale di Nisyros in Grecia, in collaborazione con ricercatori delle Universit di Atene (Grecia) e di Francoforte s. M. (Germania). I risultati hanno consentito di definire un origine idrotermale (abiogenica) per il metano rilasciato dal sistema e di effettuare una stima provvisoria output totale di metano. Nellambito della collaborazione con lUniversit di Atene si continuato il campionamento di tutte le manifestazioni gassose del territorio ellenico sia per una loro caratterizzazione geochimica sia per la eventuale definizione del rischio connesso. 4. Progetto delle attivit da svolgere con particolare riferimento allanno 2011 NA-OV oltre a continuare lo studio nelle aree gi investigate nel 2010, sar impegnata nella realizzazione di una nuova stazione per la misura in continuo del flusso diffuso di CO2 dal suolo e della pressione dei gas in fumarole ed emissioni fredde. Continueranno gli studi relativi alla simulazione della dispersione in aria dei gas emessi da sorgenti naturali e/o da eventi catastrofici. RM1 continuer gli studi nelle aree investigate nel 2010 e inizier nuove attivit in alcune aree in Umbria. Sar installata la scheda di acquisizione attualmente in fase i test, e completata la rete di monitoraggio del radon in continuo allEtna mediante linstallazione di una sonda barasol in zona sommitale o lungo il Rift di Nord-Est. Per alcune delle sonde gi installate o in fase di installazione sar effettuato uno studio di fattibilit per il loro collegamento con la rete Wi-Fi di CT, al fine di trasmettere i dati direttamente alla sede di Catania mediante la scheda di acquisizione sopra descritta. Saranno infine estesi gli studi multidisciplinari gi realizzati nel 2010, indagando altre strutture tettoniche attive presenti sullEtna. Gli studi sui gas petroliferi prevedono lacquisizione di nuovi dati su flussi e origine di idrocarburi da seeps e microseepage in Grecia (progetto EU HYPOX, in collaborazione con lUniversit di Patrasso), Romania 146

Stato di attuazione delle attivit relativamente al 2010 e attivit da svolgere nel triennio, con particolare riferimento al 2011 ___________________________________________________________________________________________________________

(progetto FLUX, in collaborazione con luniversit di Cluj) e in Cina (progetto del National Science Foundation of China, in collaborazione con Lanzhou Center for Oil & Gas Resources). Tali risultati amplieranno il data-base esistente sulle emissioni di idrocarburi, migliorando le stime elaborate a scala globale. Sono previste collaborazioni con LAgenzia Spaziale Europea (ESA) e NASA per gli studi sul metano su Marte. Per gli studi sul metano geotermico, oltre agli studi in Grecia, prevista una campagna estesa di misure di flusso di sullIsola di Pantelleria. Saranno inoltre effettuati esperimenti di incubazione di campioni di suolo raccolti nelle aree di studio per evidenziare possibile attivit metanotrofica negli stessi. 5. Pubblicazioni 5.1 Articoli pubblicati nel 2010 su riviste JCR 63. Carreira, P.M., Marques, J. M., Carvalho, M. R., Capasso, G., Grassa, F., (2010). Mantle-derived carbon in Herc ynian granites. Stable isotopes signatures and C/He associations in the thermomineral waters, NPortugal, J. Volcanol. Geotherm. Res., 189, 49-56. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6302. 72. Chiodini, G., Caliro, S., Cardellini, C., Granieri, D., Avino, R., Baldini, A., Donnini, M., Minopoli, C., (2010). Long term variations of the Campi Flegrei (Italy) volcanic s ystem as revealed by the monitoring of hydrothermal acti vit y, J. Geophys. Res., 115, B03205. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6065. 73. Chiodini, G., Granieri, D., Avino, R., Caliro, S., Costa, A., Minopoli, C., Vilardo, G., (2010). Non-volcanic CO2 Earth degassing: Case of Mefite d'Ansanto (southern Apennines). Italy, Geophys. Res. Lett., 37, L11303. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6050. 125. Etiope, G., Baciu, C., (2010). Geofluids and natural gas in Romania, and the 10th International Conference on Gas Geochemistry, Geo fluids, 4, 10, 457-462. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6190. 126. Etiope, G., Klusman, R. W., (2010). Microseepage in drylands: Flux and implications in the global atmospheric source/sink budget of methane, Glob. Planet. Change, 72, 265-274. http://www.earthprints.org/handle/2122/6196. 127. Etiope, G., Savini, A., Lo Bue, N., Favali, P., Corselli, C., (2010). Deep-sea surve y for the detection o f methane at the Santa Maria di Leuca cold-water coral mounds (Ionian Sea, South Italy). Deep-Sea Res. Part II-Top. Stud. Oceanogr., 57, 431-440. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6189. 128. Etiope, G., Zwahlen, C., Anselmetti, F. S., Kip fer, R., Schubert, C. J., (2010). Origin and flux o f a gas seep in the Northern Alps (Giswil, Switzerland). Geofluids, 4, 10, 476-485. http://www.earthprints.org/handle/2122/6191. 157. Granieri, D., Avino, R., Chiodini, G., (2010). Carbon dioxide dif fuse emission from the soil: ten years o f observations at Vesuvio and Campi Flegrei (Pozzuoli). and linkages with volcanic acti vity, Bull. Volcanol., 72, 103-118. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6066. 197. Lombardi, S., Voltattorni, N., (2010). Rn, He and CO2 soil gas geochemistry for the study of active and inacti ve faults, Appl. Geochem., 25, 1206-1220. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6538. 290. Siniscalchi, A., Tripaldi, S., Neri, M., Giammanco, S., Piscitelli, S., Balasco, M., Behncke, B., Magri, C., Naudet, V., Rizzo, E., (2010). Insights into fluid circulation across the Pernicana Fault (Mt. Etna, Italy) and implications for flank instabilit y, J. Volcanol. Geotherm. Res., 193, 137-142. http://www.earthprints.org/handle/2122/6035. 296. Spulber, L., Etiope, G, Baciu, C., Malos, C., Vlad, S.N., (2010). Methane emission from natural gas seeps and mud volcanoes in Transyl vania (Romania). Geofluids, 4, 10, 463-475. http://www.earthprints.org/handle/2122/6194. 319. Vertino, A., Savini, A., Rosso, A., DiGeronimo, I., Mastrototaro, F., San filippo, R., Gay, G., Etiope, G., (2010). Benthic habitat characterization and distribution from two representati ve sites of the deep-water SML Coral Province (Mediterranean). Deep-Sea Res. Part II-Top. Stud. Oceanogr., 57, 380-396. http://www.earthprints.org/handle/2122/6195. 325. Voltattorni, N., Lombardi, S., Rizzo, S., (2010). 222Rn and CO2 soilgas geochemical characterization of thermally altered clays at, Appl. Geochem., 25, 1248-1256. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6564. 5.2 Articoli in stampa su riviste JCR 365. Etiope, G., Oehler, D.Z., Allen, C.C., Methane emissions from Earths degassing: Implications for Mars, Planet Space Sci. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6192. 393. Sartini, L., Simeone, F., Pani, P., Lo Bue, N., Marinaro, G., Grubich, A., Lobko, A., Etiope, G., Capone, A., Favali, P., Gasparoni, F., Bruni, F., Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section A: Accelerators, Spectrometers, Detectors and Associated Equipment, Nucl. Instrum. Methods Phys. Res. Sect. A-Accel. Spectrom. Dect. Assoc. Equip. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6238. 5.3 Altre pubblicazioni 440. Carapezza, M.L., Barberi, F., Ranaldi, M., Ricci, T., Tarchini, L., (2010). Hazardous gas blowouts from shallow wells in the Colli Albani, 913-916. http://www.earth-prints.org/handle/2122/6861. 444. Carapezza, M.L.,, Ricci, T., Pagliuca, N., De Simone, G., Lucchetti, C., Ranaldi, M., Tarchini, L., (2010). Pericolo di emanazioni gassose nelle aree urbane dei Colli Albani. http://www.earthprints.org/handle/2122/6837. 469. D'Alessandro, W., Brusca, L., Kyriakopoulos, K., Martelli, M., Michas, G., Papadakis, G., Salerno, F., (2010). H ydrothermal methane fluxes from the soil at Sousaki (Greece). http://www.earth147

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