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Le funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa nel nuovo

contratto. Ruolo del collegio docenti e ruolo della RSU nella


contrattazione di scuola
ottobre 2006

Il contratto collettivo nazionale della scuola del 24 luglio 2003, all’art. 301, ha
confermato l’istituto delle FUNZIONI STRUMENTALI al piano dell’offerta formativa
(le ex funzioni obiettivo!) introdotto dal precedente contratto del 1999, all’art. 28,
e poi regolato nei dettagli dall’art. 37 del CCNI, sempre del 1999.

L’ultimo contratto però ha profondamente revisionato l’istituto delle precedenti


“funzioni obiettivo”.

Rimane ferma la dotazione di risorse di ciascuna scuola così come calcolata in


base all’applicazione (vedi allegato) dell’art. 37 commi 1 e 2 del CCNI/99.

Quindi 4 per tutte le scuole dimensionate + 1 per gli Istituti secondari con più di
80 docenti e i circoli didattici con più di 800 alunni, + 1 per gli istituti verticalizzati
o aggregati, + 1 per le scuole dove sono in funzione corsi per adulti o di
formazione integrata o corsi serali o corsi presso gli ospedali o le carceri.

Di conseguenza non sono più arrivate le ulteriori risorse dovute alla ridistribuzione,
che era avvenuta con la contrattazione regionale, di quelle funzioni non attivate
o rifiutate in talune scuole nell’anno 2002-2003, in quanto queste sono ritornate
alle scuole originarie.

Facciamo un esempio: se una scuola aveva diritto con il precedente contratto a 5


funzioni obiettivo, di cui una destinata (solo come compenso!) al vicario, aveva
diritto ad avere accreditate risorse pari a 15.000.000 (5 x 3.000.000) di vecchie
lire e poteva retribuire 4 incarichi di funzioni obiettivo ed il vicario.

Oggi invece, in quella stessa scuola, arrivano 7.746,85 Euro (il corrispondente dei
vecchi 15.000.000 milioni di lire) finalizzate alle sole funzioni strumentali.

Tali risorse sono vincolate all’attivazione delle funzioni strumentali e, se non


utilizzate nell’anno di riferimento, andranno ad incrementare la dotazione dell’anno
successivo, ma sempre per la stessa finalità.

Occorre anche precisare che non è possibile utilizzare risorse del fondo per
incrementare le risorse specifiche (né viceversa) e retribuire altre funzioni
strumentali o incrementarne i compensi.

Il contratto infatti mantiene solo due vincoli: non è possibile che l’incarico di
funzione strumentale comporti l’esonero totale dall’insegnamento (art. 30 c. 2) e
non è possibile cumulare questo compenso con quello di collaboratore del
dirigente scolastico (art. 86 c. 2 lett. e).

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Oltre a questi, il nuovo contratto non pone altri vincoli e quindi attribuisce
direttamente e interamente al collegio docenti la competenza di stabilire obiettivi e
i compiti che ciascuna funzione dovrà svolgere sulla base delle esigenze che
discendono dal proprio POF, i criteri, il numero, la procedura di scelta e quindi i
destinatari di ogni incarico.

Il contratto nazionale indica solo due finalizzazioni di ordine generale:

• realizzazione e gestione del POF;

• realizzazione di progetti formativi d’intesa con enti ed istituzioni esterni alla


scuola.

Compete quindi al collegio docenti:

• decidere (e deliberare) innanzitutto i contenuti delle varie funzioni


strumentali necessarie alla luce del proprio POF (gli obiettivi che si vogliono
raggiungere, che cosa si deve fare e l’impegno di massima previsto, che non
potrà essere tradotto in quantità oraria rigida e predefinita);

• definire il numero complessivo di funzioni necessarie;

• stabilire i requisiti di accesso;

• decidere le procedure (ad es.: presentazione delle domande da parte degli


interessati, istituzione di una commissione che le compara, presentazione al
collegio delle proposte…);

• deliberare, a conclusione dell’ iter individuato, il conferimento degli


incarichi.

Spetta invece alla RSU contrattare con il dirigente scolastico i compensi per
ciascuna funzione sulla base delle risorse specifiche.

E’ evidente che le decisioni del collegio, sia per quanto riguarda il numero che il
contenuto dei vari incarichi, possono influenzare i compensi (e viceversa).

Non è scontato che i compensi siano uguali a quelli delle ex funzioni obiettivo, né
che siano di importo uguale per tutti.

Ciascuna scuola decide in autonomia, ma se si decidesse di incrementare


notevolmente il numero di funzioni strumentali, dovrà di conseguenza diminuire
l’ammontare dei relativi compensi.

Per maggiore trasparenza e per evitare personalismi, suggeriamo alle RSU di


contrattare i compensi da riconoscere a ciascuna funzione, in relazione alle risorse
spettanti e alle scelte del collegio, prima che il collegio stesso attribuisca gli
incarichi. Non sarebbe infatti “elegante” discutere dei compensi conoscendo già i
nomi delle persone destinatarie. A maggior ragione se uno dei destinatari fosse
componente della RSU che contratta.

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Il fatto che il collegio docenti debba “identificare” le funzioni necessarie e,
“contestualmente” definire criteri di attribuzione, numero e destinatari (art. 30 c.
2) significa che deve fare “tutte queste cose” e non che le debba fare nello stesso
giorno o seduta.

Ovviamente compete sempre al dirigente scolastico formalizzare in modo


puntuale l’incarico ai docenti individuati dal collegio e esplicitare anche il
compenso stabilito dalla contrattazione.

Mentre, a nostro avviso, è illegittima l’attribuzione di incarichi da parte del


dirigente scolastico a nominativi di docenti da lui individuati così come è
inopportuno che il collegio rinunci ad deliberare i criteri di attribuzione degli
incarichi.

Per contrattare su questa materia non è nemmeno necessario attendere il


contratto sul fondo in quanto le risorse sono specifiche, sono già note, sono
destinate alla retribuzione delle funzioni strumentali, sono vincolate a questa
finalità e quindi distinte e indipendenti dal resto del fondo.

Il nuovo contratto, come detto, demanda tutte le decisioni a livello di scuola.


Questo consente di risolvere anche tutta una serie di problemi che si erano
presentati in passato con le vecchie funzioni obiettivo.

Ad esempio cosa fare se la persona incaricata di svolgerla si assenta per un lungo


periodo per malattia o altro? Cosa fare in caso di rinuncia (dimissioni dall’incarico)
in corso d’anno? Spetta ora al collegio docenti valutare se conferire l’incarico ad
altro docente in corso d’anno per portare a termine l’incarico e alla contrattazione
definire gli aspetti retributivi caso per caso.

E’ sempre competenza del collegio docenti valutare se si ritiene utile, per


esempio, una relazione finale sulle attività svolte dalle funzioni strumentali, per
rendere l’esperienza patrimonio della scuola e valutare e riprogettare il proprio
POF per l’anno successivo.

Infine, oltre alle attività che si realizzano con gli incarichi di funzioni strumentali,
può esserci da parte del collegio docenti l’esigenza di definire altre attività e/o altri
incarichi nell’ambito del POF (referenti di progetti, referenti o coordinatori di
laboratori, di indirizzo….).

Per rispondere a queste esigenze, sapendo che in questo caso non si tratta più di
funzioni strumentali, interviene il fondo dell’istituzione scolastica.

Il collegio delibererà sulle esigenze individuate e sulle attività da svolgere e la


contrattazione (art. 6, lettera h)2 dovrà intervenire per definire i criteri e la misura
dei compensi qualora gli incarichi non prevedano una misura oraria.

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Allegato
Funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa

Rispetto al contratto precedente le funzioni strumentali al piano dell’offerta


formativa sono state fortemente snellite nelle procedure ed ancorate nettamente
alla progettazione di ogni singola scuola.

Che cosa accadrà nel concreto?

Il Ministero dovrà inviare, ogni anno, ad ogni scuola le risorse per le funzioni
strumentali “sulla base dell'applicazione dell’art. 37 del CCNI del 31.08.99”.
Ricordiamo che cosa era previsto.

Il totale nazionale delle risorse a disposizione nel contratto integrativo del 99, in
vecchie lire, era costituito da 234 mld (lordo Stato) che davano luogo a 58.296
funzioni (pagate con i vecchi 3 milioni di lire ) e veniva distribuito ad ogni scuola in
base ai parametri che riportiamo nella tabella A della pagina seguente.

La dicitura “sulla base dell'applicazione dell’art. 37 del CCNI del 31.08.99”


significa, quindi, che i parametri sono implicitamente riconfermati e che, tradotte
le risorse da lire ad euro, ogni scuola avrà a disposizione una quantità di euro
corrispondente agli indicatori che la caratterizzano.

Facciamo un esempio:

Un istituto comprensivo con 600 alunni e con una scuola ospedaliera avrà 4
funzioni in base al dimensionamento, una in base alla complessità ed una per la
scuola ospedaliera. (6 funzioni per 3 milioni = 18 milioni di lire = 9.296,23 euro)

Quella scuola avrà a disposizione 9.296, 23 euro per attivare funzioni strumentali.
Attenzione, il numero 6 è stato utilizzato solo per simulare il calcolo; alla scuola
attiveranno le risorse senza il vincolo del numero di funzioni.

A questo punto il collegio dei docenti, organismo professionale per eccellenza,


dovrà decidere, in coerenza con il piano dell’offerta formativa della propria scuola,
quali e quanti obiettivi raggiungere, i criteri e le professionalità necessarie per
svolgere l’incarico, ed ancora le tipologie, il numero ed i destinatari delle funzioni.

Questo significa che il collegio può “flessibilizzare” l’istituto contrattuale in varie


direzioni, non più legate solo alle quattro aree che erano indicate nel precedente
contratto. Quindi gli incarichi possono, per esempio, diversificarsi per durata ed
impegno oppure prevedere più di una persona sullo stesso obiettivo ….l’importante
è raggiungere gli scopi prefissati.

Resta il vincolo che gli incarichi di funzione strumentale non possono comportare
esoneri dall’insegnamento e non possono essere attribuiti ai docenti individuati dal
dirigente scolastico come collaboratori.

Attenzione! Le risorse attribuite alle scuole sulla base del parametro


“dimensionamento” comprendevano anche la quota di compenso per il vicario;

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questa figura non esiste più quindi tutte le risorse sono a disposizione per le
funzioni strumentali.

I parametri individuati dal collegio saranno alla base della contrattazione di


istituto che dovrà definire i compensi da attribuire al personale interessato.

Infine è specificato che, qualora le scuole non usino tutte le risorse che hanno a
disposizione nell’anno scolastico , devono utilizzarle nel successivo per le stesse
finalità.

Tabella A

Tipologia Scuole

Quota di funzioni in • scuole con alunni sopra o sotto i 500


base
Dimensionamento • convitti con materna, elementare e media o
anche con la secondaria superiore

• ISIA

• Scuole militari

Quota di funzioni in • istituto comprensivo


base
Complessità • istituto di istruzione superiore

• istituto di I grado

• IP grado o superiore con più di 80 docenti

• circolo didattico e istituto comprensivo con più di


800 alunni

• scuole carcerarie ed ospedaliere

• scuole sedi di corsi serali

• di educazione per gli adulti (EDA)

• di formazione integrata (FIS)

Quota di funzioni in • licei europei


base
Specificità • scuole annesse a convitto ed educandato

• alle scuole medie annesse a istituto d'arte

• scuole medie annesse ai conservatori

Estero • scuole italiane e corsi all'estero

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NOTE

1
ART. 30 - FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
(art.28 del CCNL 26-5-1999)
1. Per la realizzazione delle finalità istituzionali della scuola in regime di autonomia, la
risorsa fondamentale è costituita dal patrimonio professionale dei docenti, da
valorizzare per la realizzazione e la gestione del piano dell'offerta formativa
dell'istituto e per la realizzazione di progetti formativi d'intesa con enti ed istituzioni
esterni alla scuola. Le risorse utilizzabili, per le funzioni strumentali, a livello di
ciascuna istituzione scolastica, sono quelle complessivamente spettanti, nell'anno
scolastico 2002-03, sulla base dell'applicazione dell'art. 37 del CCNI del 31.08.99 e
sono annualmente assegnate dal MIUR.
2. Tali funzioni strumentali sono identificate con delibera del collegio dei docenti in
coerenza con il piano dell'offerta formativa che, contestualmente, ne definisce criteri di
attribuzione, numero e destinatari. Le stesse non possono comportare esoneri totali
dall'insegnamento e i relativi compensi sono definiti dalla contrattazione d'istituto.
3. Le scuole invieranno tempestivamente al Direttore generale regionale competente
schede informative aggiornate in ordine alla quantità e alla tipologia degli incarichi
conferiti, e ciò allo scopo di effettuarne il monitoraggio.
4. Le istituzioni scolastiche possono, nel caso in cui non attivino le funzioni strumentali
nell'anno di assegnazione delle relative risorse, utilizzare le stesse nell'anno scolastico
successivo, con la stessa finalità.
2
ART. 6 - RELAZIONI A LIVELLO DI ISTITUZIONE SCOLASTICA
(art. 6 del CCNL 1999 ed art.3 del CCNL 15-3-2001)
…omissis…

Sono materie di contrattazione integrativa le seguenti:


…omissis…

h) i criteri generali per la ripartizione delle risorse del fondo d'istituto e per l'attribuzione dei
compensi accessori, ai sensi dell'art. 45, comma 1, del d.lgs. n. 165/2001, al personale
docente, educativo ed ATA;

…omissis…

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