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Guy Debord a Grard Lebovici

(traduzione di Omar Wisyam)

14 dicembre 1974 Caro Grard, il manoscritto [di Introduction la science de la publicit - Introduzione alla scienza della pubblicit] di Voyer non inciter molta gente ad avviarne una cr itica teorica, e questo probabilmente non ci a cui punta: credo che l'autore, coe rentemente con le sue formulazioni personali, abbia considerato l'apparenza dell a teoria pi essenziale di una qualche teoria propriamente detta. Vi tuttavia una innegabile qualit artistica in una simile profusione di collage di stili, su un tal e soggetto, intorno all'insolente rovesciamento della nozione di pubblicit (in qu esto senso, il titolo attuale molto buono). Senza pregiudicare la reazione del p ubblico, trovo nel suo discorso una sorta di humour insolito, e forse volontario . E poi, dopo tutto, ecco uno spirito originale che critica il nostro mondo; il quale ha prodotto, tra tante altre stranezze, questa gena di spiriti originali. D unque non privo di un valore storico. Se qualcun altro esponesse le sue idee in questa maniera, si sarebbe naturalment e portati a chiedere dei chiarimenti su ogni pagina. Ma, conoscendo Voyer, perch prendersi, e imporgli, una tale pena manifestamente sterile? Eccetto il caso di quei tre o quattro giochi di parole o espressioni triviali che danno una macchia di colore al tono di sicurezza austera e tagliente di tutta l'opera, temo che i l minimo sforzo di miglioramento che gli domandiate non faccia altro che aggrava re lo stato del manoscritto, giacch esso sembra composto di elementi puramente fl uttuanti che un giorno sarebbero riusciti, con la logica di una valanga, a fissa rsi uno accanto ad un altro; rischiando di fare peggio la prossima volta. Infine, tutto considerato, vi consiglierei piuttosto di pubblicare il manoscritt o cos com' -, perch sarebbe dannoso respingere qualcosa di cos poco corrente. E anch e perch troppe banalit sono state pubblicate in precedenza. Gugan si speso a profus ione per convincere la stampa parigina che Champ Libre non aveva nulla che potes se urtare il gusto di un giornalista, n superare il suo intelletto. Il tono esoter ico iniziale era stato rinnegato con sollievo, ecc. In questo contesto, il libro di Voyer non sarebbe forse attualmente inutile per ricordare che noi non vogliam o, n del resto possiamo, imporci che di dispiacere a quella gente. A presto. Saluti Guy Debord

Traduzione di Omar Wisyam