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Omar Wisyam Le lettere all'incanto contro l'incanto della lettera

Tous les textes publis dans INTERNATIONALE SITUATIONNISTE peuvent tre librement re produits, traduits ou adapts mme sans indication d'origine. (Questa menzione compare in ciascuno dei dodici numeri dell'Internationale Situa tionniste di cui Debord fu il direttore, ricorda J.-F. Martos))

I fatti, con il procedere di realt che ne segue, insegnano pi delle parole (flatus voci), dunque si possono esaminare utilmente. Su Le Nouvel Observateur del 15.1 2.2009 si poteva leggere che Artcurial avrebbe organizzato il giorno seguente (i l 16 dicembre) a Parigi, presso lhtel Marcel Dassault, una vendita all asta della corrispondenza di Guy Debord con lo storico Jean-Franois Martos, autore della Hist oire de lInternationale Situationniste destinatario delle lettere e promotore dell iniziativa. Apparentemente in quel momento si consumava l ultimo atto di una vicenda esempla re iniziata dopo la morte di Debord. La frase riportata in epigrafe tracciava un rapporto di coerenza logica tra la p arole scritte e il loro uso nella vita corrente: gli avanguardisti dell I.S. sta bilivano che la teoria, nel suo statuto antimercantile, era a disposizione (perch l a si impiegasse...) dei proletari e dei rivoluzionari di tutto il mondo. Si trattava di un principio assoluto e indiscutibile per cui si affidava alla prat ica rivoluzionaria la facolt di criticare la teoria e di superarla (tutte le altr e teorie erano per i situazionisti, ipso facto, insufficienti). Tuttavia gli ass iomi non tengono conto dell umana gelosia, come, d altra parte, le rivolte spess o esplodono all insaputa delle teorie e dei teorici (i quali, a posteriori, hann o sempre qualcosa da insegnare ai rivoltosi). Tuttavia alle belle parole ci si affeziona, anche quando ad esse non risponde pi una realt vivente. Guy Debord, il 31 gennaio 1973, (in anticipo di pi di vent anni sulla sua scompar sa: il 30 novembre 1994) redigeva e firmava una disposizione testamentaria che n ominava Alice Becker-Ho, sua moglie, legataria universale di tutti i beni, dei di ritti letterari, cinematografici, ecc. e dei manoscritti dell autore della Societ d ello Spettacolo (incaricandola nello stesso foglio anche della distruzione di una parte di essi). Pi vicino a noi, nello stesso 2009, lo stato francese classificava come Trsor natio nal gli archivi di Guy Debord, e la Commissione consultiva dei tesori nazionali l o qualificava come uno dei pensatori les plus importants et capital dans lhistoire des ides de la seconde moiti du XXe sicle. Il 29 marzo 2010, Alice Becker-Ho firmava un accordo sulla vendita degli archivi di Debord con la Biblioteca Nazionale di Francia (L Express del 1.4.2010).

Alle belle parole, Alice Debord (Alice Becker-Ho) comincia a fare fronte il primo novembre 1996 con il comunicato Autour de lhritage de Guy Debord firmata assieme a P atrick Mosconi, pubblicata su Le Monde. In essa si dichiara che il ny a pas de problm e dhritage Debord, che il ny a rien faire fructifier, ni rhabiliter, ni embellir, ni falsifier ed infine ch e il ny a pas dhritiers. Cest Debord qui doit hriter de Debord. Dunque non ci sono altri eredi; si mette in chiaro che Debord che deve ereditare D ebord. La frase volutamente ambigua, perch si lascia leggere in un modo molto ven ale, in base al quale si rammenta che Alice Debord l unica erede autorizzata di Guy Debord. C erano delle ragioni concrete. Per 480.000 franchi l editore Fayard acquistava nel 1998 i diritti esclusivi a pubblicare l intera corrispondenza di Guy Debord. Nel settembre di quello stesso anno Jean-Franois Martos stampava per le edizioni Fin mot de lhistoire (che il nome del suo steso sito internet) l epistolario scamb iato con Debord (Correspondance avec Guy Debord): una cinquantina di lettere, ca rtoline, manoscritti, dattiloscritti, ritagli di stampa ecc. dal 1981 al 1992. A una prima decisione del giudice che consentiva al volume di Martos di circolare , segu il divieto in appello del 16 dicembre 1998, confermato dalla sentenza defi nitiva del 13 gennaio del 1999.

Jean-Franois Martos spiega le sue ragioni in un testo, Sur linterdiction de ma Corr espondance avec Guy Debord, pubblicato da Le fin mot de lHistoire nel dicembre del 1999. Martos cita una frase presa da una lettera di Debord: Je ne dfends certes p as le principe de la proprit littraire. Comme disait Brecht, toute chose appartient qui lamliore. Ma ha in serbo anche altre frasi di Debord dello stesso genere, come quella inserita nella Prefazione alla quarta edizione italiana della Societ dello Spettacolo, laddove, riferendosi a vari traduttori pirata del suo libro pi famoso , afferma che les falsificateurs au moins nont pas craindre dtre assigns par lauteu evant les tribunaux. Martos ha gioco facile nel ricordare che Debord era sempre s tato contrario al concetto borghese di propriet intellettuale, citando il giovane Debord che nel 1956 scriveva che dans son ensemble, lhritage littraire et artistiqu e de lhumanit doit tre utilis des fins de propagande partisane () vrai dire, il fa en finir avec toute notion de proprit personnelle en cette matire. Lo stesso Debord che nel 1980 ripeteva: Nous laissons toute libert tous les diteurs pirates pour fai re toutes leurs btises, qui ne nous engagent en rien. Tuttavia le sue ragioni pur essendo persuasive rimangono sul piano romantico ed astratto delle idee generali. Belle frasi a cui si oppone la solida logica delle argomentazioni giuridico-commerciali della controparte. La contraddizione non si trova tra il rivoluzionario Guy Debord e la vedova Alice Debord (assieme all editore Fayard), ma casomai tra il Debord pubblico, il rivolu zionario appunto, e il Debord privato, il marito, che vuole assicurare alla sua c onsorte i diritti universali sulla sua opera e provvedere a garantirle dei mezzi di sostentamento per il momento in cui lui non ci sar pi: il famoso legato testam entario del 1973. Bill Brown, sul sito internet Not Bored!, (d ora in poi: Bill Not Bored), ha tra dotto in inglese una parte molto cospicua, di sicuro la pi significativa, dell ep istolario di Debord (i volumi della Corrispondenza pubblicati dalla Librairie Ar theme Fayard sono otto, l ultimo include le lettere acquisite nel corso della pu bblicazione dei volumi precedenti e quelle antecedenti al 1957) e l ha diffusa i n rete, senza subire alcuna pressione, n alcun avviso di procedimento legale. In una sorta di nota introduttiva (To Guy Debord in Hell) alla raccolta delle le ttere da lui tradotte, datata 29 giugno 2009, Bill Not Bored fornisce il suo giu

dizio su Debord e sull epistolario. In primo luogo sembra stupirsi della frequen za con la quale il francese scriveva lettere e della meticolisit con la quale ne conservava la copia carbone (he seems to have written a letter every day for mor e than 40 years!). Il suo commento un deturnamento di un passo del Panegirico di Debord: In sum, Guy Debord -- heretofore known as a great writer of a modest nu mber of books, essays and pamphlets, and a pioneering cinematographer (a "writer of films") -- wrote more letters than the majority of the people who write lett ers. Infatti Debord nel Panegirico aveva scritto: Sebbene abbia letto molto, ho b evuto di pi. Ho scritto molto meno della maggioranza delle persone che scrivono, ma ho bevuto molto pi della maggioranza delle persone che bevono. Dopo aver tradotto in cinque anni centinaia di lettere Bill Not Bored dice di es sersi fatto quest idea della vita di Guy Debord: bere, leggere, mangiare, bere a ncora, scrivere e aspettare il postino. Come dire che doveva essere ben noiosa e straordinariamente ripetitiva! Bill Not Bored chiaramente (fin dal nome) non ne condivide quest aspetto. Inoltre egli nota (non il primo e neppure il pi originale a rilevare le omissioni della raccolta, come si vedr in seguito) che la corrispondenza, a dispetto delle intenzioni di Alice Debord, non affatto completa; mancano, per fare un esempio clamoroso, tutte le lettere a Jacqueline de Jong e a Michle Mochot-Brehat come qu elle scritte alla sua ex moglie Michle Bernstein e quelle ad Alice Becker-Ho. In tono divertito si chiede se un giorno sar stampato un volume dal presumibile tito lo: Guy Debord, Love Letters. Ricorda che pochi (Martos, Baudet e Bounan) hanno denunciato il ruolo tenuto da Alice Debord nella pubblicazione delle lettere e che molti invece l hanno asseco ndato, e tra questi nomina vari traduttori in inglese (Ken Knabb, Donald Nichols on-Smith, Stuart Kendall, John McKale, Keith Sanborn et al). Come a dire che nel continente americano solo lui si riservato una posizione critica. Particolarmen te severo si manifesta nei confronti di Semiotext(e), reo di aver appoggiato esp licitamente l operazione di Alice Debord. Bill Not Bored, nella sua nota introduttiva alla traduzione delle lettere, si er a basato in parte sul testo di Jean-Pierre Baudet, Sign X, datato 3 febbraio 2007 . Baudet fin dalle prime righe del suo testo segnala le lacune della raccolta (per esempio, oltre a quelle indirizzate alle donne gi ricordate, manca la famosa let tera del 26 febbraio 1972 a Daniel Denevert, dont limportance est pourtant tout fa it incontestable), gi segnalate peraltro dal debordologo Bourseiller. Ma prima ancora, come si pu parlare di Corrispondenza, scrive Baudet, se amputata d i met di essa, dato che mancano le lettere di coloro che corrispondono con Debord !

Baudet riferisce di aver spedito il 5 aprile 2006 una raccomandata alle edizioni Fayard manifestando la sua disapprovazione all iniziativa editoriale ampute de to ut rpondant e ribadendo que, par un artifice de ce genre, leur politique ddition prs ntait les interlocuteurs de M. Debord comme rduits au mutisme, et incapables davoi r inspir, aliment ou contredit ce que celui-ci avait exprim dans ses propres lettre s. Inoltre, afferma, come si pu discutere con un editore che capace di pubblicare indifferentemente Debord, Brasillach, Ratzinger e Attali!

Ecco finalmente il bersaglio a cui mira la raccomandata di Baudet: interdire form ellement la publication des lettres que mavait adresses M. Debord entre 1985 et 19 89, ainsi que celle des parties me concernant dans les courriers par lui adresss des tiers per non partecipare mme involontairement, une opration de dformation aussi grossire et aussi systmatique. Spiegato anche il titolo: Sign X. Dietro la misterios a X che compare nel sesto volume della corrispondenza di Fayard si cela Baudet.

Infine l ultima rassegnata doglianza: si dautres correspondants, mme en petit nombr e, avaient adopt la mme attitude que la mienne, la pression aurait notablement aug ment en faveur dune dition acceptable, hypothse qui est maintenant suspendue un aven ir des plus incertains.

Ora che ci si avvia alla conclusione di questo articolo bene ritornare alle lett ere in possesso di Martos. Assieme ad esse lo storico conservava alcune fotografie di Alice Debord, la quale, nella sua causa, le nominava, accusando Martos, che non aveva esitato a pubblicarle, nonostante in alcune di esse lei apparisse a se ni nudi nella residenza di Champot, di violazione della privacy (Cette reproducti on constitue une atteinte intolrable lintimit de la vie prive de Madame Debord et s n droit limage, diceva l accusa). Queste fotografie ritornano d interesse il giorno 11 aprile del 2000 quando Cline Rafestin, charge de production scrive a Martos, in merito alla realizzazione di un documentario di 45 minuti su Guy Debord: un film di Philippe Sollers e di Emman uel Descombes, scritto in collaborazione con Jacques Forgeas. Cline Rafestin chiede il permesso di utilizzare per il documentario alcune fotogr afie di Debord in possesso di Martos (si vorrebbe credere che non siano esattame nte le stesse che erano state vietate in seguito alla sentenza del 13 gennaio 19 99, ma dovrebbero esserlo, esclusa probabilmente quella in cui Alice Debord most ra il seno), e lo fa con l autorizzazione o almeno il consenso di Alice Debord. Martos risponde in tono indignato: Vous nignorez pas non plus ce que je pense de P hilippe Sollers, ni ce quen pensait Guy Debord : ce nest quinsignifiant, puisque si gn Philippe Sollers (et cest encore bien en dessous de ce quil pouvait men dire verb alement). Naturale conclusione: Je vous refuse donc catgoriquement le droit de reproduire ce s photographies. Fino a questo punto va tutto bene, ma c un ultimo commento, questo: Surtout ne pe rsistez pas vouloir me les acheter. Mme pour tout lor du monde vous ne les auriez pas : je ne mange pas de ce pain-l. Soprattutto non insistete a volerle acquistare. Non le avrete neanche per tutto l oro del mondo: non mangio questo pane. Poi si arriva all asta delle lettere di Debord a Martos (Parigi, Hotel Marcel Da ssault, 16 dicembre 2009), raggruppate in quattro lotti, stimati ciascuno dai 14 .000 ai 18.000 euro, pi un quinto lotto (sei fotografie di Debord) stimato dai 4. 000 ai 5.000 euro. Tutti invenduti. In fin dei conti, a proposito di soldi, Debord aveva detto: Je me flatte d avoir avant tout raisonn selon le principe: A cheval donn, on ne regarde pas la bride.