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Juan de la Cruz Glossa al divino Per tutta la bellezza mai io mi perder, se non per un non so che in cui si cade

de per avventura. Sapore di bene che finito, il massimo che pu ottenere, stancare l'appetito e guastare il palato; e cos, per tutta la dolcezza mai io mi perder, se non per un non so che che si rivela per avventura. Il cuore generoso mai cura di fermarsi dove si pu passare, se non nel troppo difficoltoso; niente le causa saziet, e sale tanto la sua fede, che gusta un non so che che si rivela per avventura. Quello che d'amore si doglie, dal divino sar toccato, ha il gusto tanto truccato, che ai gusti non trova soddisfazione; come chi ammalato infastidito dal mangiare che vede, e appetisce un non so che che si rivela per avventura. Non vi meravigliate di questo, che il gusto sia tale, perch la causa del male aliena da tutto il resto; e cos, ogni creatura alienata si vede, e gusta un non so che che si rivela per avventura. Perch essendo la volont dalla divinit toccata, non pu essere appagata se non dalla divinit; ma, per essere tale la sua bellezza, che solo per fede si vede, la gusta in un non so che che si rivela per avventura. Poi da un tale innamorato ditemi se si avr dolore, poich non ha un sapore tra tutto il creato; solo, senza forma n figura,

senza mostrare fondo o piede, gustando di l un non so che che si rivela per avventura. Non pensate che l'interiore, che di molto maggiore valore, mostri gioia e allegria in ci che di qua d sapore; ma sopra ogni bellezza, che e che sar e che fu gusta di l un non so che che si rivela per avventura. Ma impiega tutta la sua cura chi si vuole arricchire, in ci che sta per guadagnare, piuttosto che in ci che ha guadagnato; e cos, per salire di pi io sempre mi sento inclinato soprattutto a un non so che che si rivela per avventura. Per quel che i sensi possono qui comprendere, e tutto ci che si intende, per quanto sia molto elevato, n per grazia n per bellezza io mai mi perder, se non per un non so che che si rivela per avventura. Coplas al divino Tratto da un amoroso slancio, e non di speranza carente, volai tanto alto, tanto alto, che ci che cacciavo raggiunsi. Perch io a raggiungere arrivassi in questo slancio divino, tanto volare mi convenne che mi perdetti di vista; e con tutto questo, in questa trance nel volo accadde che manc; ma l'amore fu tanto alto che ci che cacciavo raggiunsi. Quando salivo pi in alto, si ottenebrava la vista, e la pi forte conquista nell'oscuro si compiva; ma per essere d'amore in slancio da un cieco e oscuro salto, fuggii tanto in alto, tanto in alto, che ci che cacciavo raggiunsi. Quanto pi in alto mi spingevo con questo slancio tanto impetuoso, tanto pi in basso e arreso

e abbattuto mi sentivo; dissi: non avr chi raggiungere; e mi abbattei tanto, tanto, che fuggii tanto in alto, tanto in alto, che ci che cacciavo raggiunsi. Per una strana maniera mille voli superai in un volo, perch la speranza del cielo tanto raggiunge quanto spera; sperai solo nello slancio, e lo sperare non manc, poi fuggii tanto in alto, tanto in alto, che ci che cacciavo raggiunsi.

Paul Celan Und schwer, du leichte, und schwer

E pesante e grave come il tuo, ora per anni da contare qui e con me esserci. E pesante, tu leggera, e grave. E grave come qui e fuori nel secondo buio essere pesato. Tre volte e poi ancora tre volte e sempre con te. Pesante e grave e pesante. E non mai con travestito cuore.

Hai un occhio per l'uncino alla parete del mio cuore, un orecchio per il colloquio, da noi condotto, lui ed io, come se ci fosse spazio per tutte le cose dette? Se non hai pi niente, voglio tornare ancora una volta e essere lui.

Anche noi vogliamo essere, dove il tempo la parola sulla soglia dice, il millennio giovane dalla neve si alza, l'occhio errante si ferma nella propria sorpresa e capanna e stella come vicini stanno nel blu come se fosse il sentiero gi attraversato. A marzo del nostro notturno anno urtai il mio corno verdestella nella tua tenda: lo riponesti nella pozza di pioggia degli addii. La tua scarpa, l'ho vista, era allacciata, il tuo sguardo volava con la neve sulle cime dei monti, e in fondo al pozzo versava il tuo cuore gi il vino, con cui non si spezza il pane. Scissa eri in alti e bassi, nella sabbia giacevo e tiravo fuori il pegno scaduto della nostra estate.

L'altro (Der Andere) Pi profonde ferite che a me ti caus il tacere, stelle pi grandissimi ti chiudono nella rete dei loro sguardi, pi bianca cenere giace sulla parola, a cui hai dato fede. Immagine di un'ombra Tuoi occhi, traccia di luce di miei passi; tua fronte, solcata dallo scintillio delle spade; tuoi sopraccigli, la punta della rovina; tue ciglia, postini di lunghe lettere; tuoi riccioli, corvi, corvi, corvi; tue guance, insegne del mattino sul campo; tue labbra, ospiti tardi; tue spalle, statua dell'oblio;

tuoi seni, amici dei miei serpenti; tue braccia, ontani davanti alla porta del castello; tue mani, tavole di giuramenti morti; tuoi fianchi, pane e speranza; tuo sesso, legge sugli incendi nei boschi; tue cosce, elitre nell'abisso; tuoi ginocchi, maschere della tua presunzione; tuoi piedi, campo d'armi dei pensieri; tue piante, cripte di fiamme; tue orme, occhio del nostro addio. Blu della terra, blu, che di me hai recitato! Ho collocato il mio cuore tra gli specchi. Un popolo di stagnola resta a servizio delle tue labbra: tu parli, tu guardi, tu regni. Il tuo impero resta aperto, da sopra illuminato di te. Quando ti rabbui, quando cede la blu, la sorella terra dal centro delle tue parole, metti il battente al portone dell'immenso: voglio nascondere i resti alla parete del cuore in questa camera rimane il tuo andare un venire.

La morte La morte un fiore, fiorisce una sola volta. Certo fiorisce, fiorisce come niente. Fiorisce, appena lo vuole, non fiorisce nel tempo. Viene, una grande falena, i deboli steli adorna. Lasciami essere uno stelo, cos forte, che la diverta.

La corda, tra due teste tesa, su in alto, tenta, anche con le tue mani, dopo l'eterno fuori. La corda deve ora cantare - lei canta. Un suono strappa i sigilli, che tu forzi.

Una volta, c'era la vita?, ancora, c'era la luce?, si pose davanti a me, con gesti da capitano d'arca, da questa parte la spinata mano dei confini e mi preg, d'essere sostituita. Io credo, lo feci.

Tu stai, lo so, da me. (Sopra il Meno i gabbiani, sopraccigli il Meno): Cos distenditi vicino a me, vicino a me distenditi, a me distenditi vicino.

Tu sei senza fine. E nessuno vince, ci che non era, qui di te. Parole di pace si dicono: tu cadevi verso l'alto nella vittoria. L stai tu, una pietra, che ha te, come essa ha se stessa. Io so, s, che tu hai conniventi, io so anche: tu di pi sai di essi e tu eleggi. Eternuguale con la tua giovent cominci tu, odierneterna.

Frecce d'impulsi, nel braccio all'incavo: la parola amata, di pane le mani la dispiegano e a lungo trattenuta, ora qui, un sempre, come se appartenesse a s la notte intorno a me, in un riparo del tuo giorno. Tu cerchi rifugio nella indistruttibile stella erede - a te ci verr concesso. Ora sopravvivi tu nella seconda vita. Senza vittoria vivi tu con me, piccola e gravata. Solo di fuori, dove le nostre anime ancora stanno, sulla non terra, l canta. Canta nel risplendere di chi, accanto a noi andava. Se nuvola, se stella: noi non guardiamo su. Avvicinati, vieni:

che non per due volte soffi attraverso la nostra casa aperta. Scrivere non tu tra i mondi, sul bordo della traccia di lacrime impara a vivere. A chi appartiene il sentito che sgorga dall'orecchio e attraverso la notte fluisce: a lui narra, ci che hai di soppiatto ascoltato nelle tue mani. Le tue mani vaganti. Non volevano afferrare ancora la neve, verso la quale i monti crescevano? Non sono cadute nel palpitante silenzio degli abissi? Le tue mani, le vagabonde. Le tue mani vaganti.

Il silenzio raggiunto Il giudizio universale condanna le sue tube (i suoi tromboni).

Dentropoesia fuoripoesia: qui vanno i colori verso il difeso straniero, frontelibera giudeo. Qui levita il pi pesante. Qui ci sono io. Non gettarmi sopra me stesso, in me tu hai il tuo interiore, che ti apre il mondo di fuori, la briscola della carta geografica, che tu grande lasci, per il loro, dei tuoi, volere.

Insieme Nel cielo dei garofani attende anche una bocca, per sorriderti. Essa conosce ancora le vie per te, la mezza foglia della tua notte, la pianta zittita dei nostri gridi. Illumina il buio davanti e sulla porta dice le parole: il pesante era pesante; un soffio era il vento, che ti ha tolto a te stessa; un cuore, che ancora palpita sotto la neve. Le porte si aprono, quando si sente, che qualcosa qui resta vero: il mio occhio vuole stare con il tuo come un paio pi oscuro nel corteo. Piove come sempre, quando occhio con occhio si unisce, e il paio pi oscuro preparer uno sprizzante sonno di un garofano sospeso a sinistra.

La notte che cont le fronti, separa ora il fogliame del platano:

il giallo, nella pioggia cresciuto, mio, quando penso, che l'amore, una chiatta , cos pesante d'oro e di messi, che nessuno la guida, che non governata incrocia nella insenatura degli occhi dispersi; che il cielo cos spesso la sua stella le indica che crede, di riconoscerti, e Odisseo non segue nella sua erranza. Il rosso, nell'androne del cuore ammucchiato, tuo: tu sai, chi mi trascina, quando penso, a ci che la notte vuole. Tu sai, dove sono disteso, perch lo hai pensato. Tu ti distendi sui miei pensieri. Ma ci che resta il fogliame di nessuno: vince per s, il bruno (fogliame), la sera; riconosce nostro figlio.

Andr Breton Non lieu Non luogo Non lieu Arte dei giorni arte delle notti la bilancia delle ferite che si chiama Perdono bilancia rossa e sensibile al peso del volo di un uccello quando le amazzoni dal collo di neve le mani vuote spingono i loro carri a vapore sui prati quella bilancia impazzita senza posa la vedo vedo l'ibis dalle belle maniere che ritorna dallo stagno annodato al mio cuore le ruote del sogno affascinano gli splendidi solchi che si levano molto in alto sulle conchiglie dei loro abiti e la sorpresa salta di qui di l sul mare partite mia cara aurora non dimenticate niente della mia vita prendete queste rose che salgono nei pozzi degli specchi prendete i battiti di tutte le ciglia prendete tutto perfino i fili che sostengono i passi dei danzatori di corde e di gocce d'acqua arte dei giorni arte delle notti sono alla finestra molto lontana in una citt piena di spavento fuori gli uomini con cappello gibus si seguono a intervallo regolare simili alle piogge che ho amato quando faceva bello All'ira di Dio il nome di un cabaret dove sono entrato ieri era scritto sulla facciata bianca in lettere pi pallide ma le donne-marinaio che scivolavano dietro i vetri sono troppo felici per essere paurose qui mai un corpo sempre l'assassinio senza prove mai il cielo sempre il silenzio mai la libert se non per la libert

Il Marchese de Sade ll marchese de Sade ha guadagnato l'interno del vulcano in eruzione da dove era venuto con le sue belle mani ancora frangiate i suoi occhi da ragazza e quella ragione sul bordo del si-salvi-chi-pu che non fu che di lui ma dal salone fosforescente di lampade di visceri non ha smesso di urlare i suoi gli ordini misteriosi che aprono una breccia nella notte morale ed attraverso quella breccia che vedo le grandi ombre che spezzano la vecchia corteccia sottile si dissolve per permettermi di amarti come il primo uomo am la prima donna in tutta libert questa libert per la quale il fuoco stesso si fatto uomo per la quale il marchese de Sade sfid i secoli con i suoi grandi alberi astratti di acrobati tragici aggrappati al filo (di ragno) del desiderio Il grande soccorso letale La statua di Lautramont con il basamento di tavolette di chinino in aperta campagna l'autore delle poesie giace sul ventre e vicino a lui veglia l'eloderma sospetto il suo orecchio sinistro appoggiato al suolo un barattolo di vetro occupato da un lampo l'artista non ha dimenticato di fare figurare al di sopra d i lui il pallone azzurro cielo a forma di testa di turco il cigno di Montevideo le cui ali sono dispiegate e sempre pronte a sbattere finch si tratti di attirare dall'orizzonte gli altri cigni apre sul falso universo due occhi di differenti colori uno di solfato di ferro sul trillo dei cigli l'altro di fango diamantato vede il grande esagono a cratere nel quale si contraggono rapidamente le macchin e che l'uomo si accanisce a coprire di medicamenti ravviva con la sua candela di radio i fondi del crogiolo umano il sesso di piume il cervello di carta oleata presiede a cerimonie due volte notturne che hanno per scopo fatta sottrazione de l fuoco di invertire i cuori dell'uomo e dell'uccello ho accesso accanto a lui in qualit di convulsionario le donne incantevoli che mi introducono nel compartimento imbottito (capitonn) di rose dove un'amaca che loro hanno avuto cura di farmi con le loro capigliature riserv ata a me per tutta l'eternit mi raccomandano prima di partire di non prendere freddo nella lettura del giorna le

Pare che la statua presso la quale la gramigna delle mie terminazioni nervose arrivi a destinazione accordata ogni notte come un piano L'ideologia delle origini La comune eterogeneit etnica per Walter Pohl I secoli che trascorrono in Europa dal tardo periodo imperiale romano allo spegn ersi del primo millennio dopo Cristo sono tra i pi notevoli d'interesse perch in q uel lasso di tempo i popoli europei si costituirono in una forma che ne conserva i nomi ancora oggi (la Francia dai Franchi, l'Inghilterra dagli Angli e la Germ ania - in francese Allemagne - dagli Alamanni) e da quelle radici mitologiche le ideologie nazionaliste e identitarie traggono le loro pretese attuali. Ci sono molti libri che sanno celare accuratamente ai profani la loro natura, pe r dire cos rivoluzionaria, o quanto meno sovvertitrice. Uno di questi, "Le origin i etniche dell'Europa" di Walter Pohl, stato pubblicato nel 2000 dalla libreria Viella. I saggi contenuti nel volume furono scritti originariamente, tra il 1988 e il 1998, in inglese, in tedesco, in italiano e in francese dal medievista aus triaco. L'autore affronta in essi la questione dei processi etnici, dello svilup po storico dei popoli europei, ed in particolare delle formazioni ideologiche ri guardo all'identit dei popoli nazionali. La descrizione mitologica di un'Europa di popoli definiti e della velenosa ideol ogia che la propaganda viene demolita alle radici da Pohl. Tutti i cosiddetti "p opoli" hanno "un'origine eterogenea" (un popolo germanico nell'alto medioevo non esisteva, Franchi e Longobardi, Bavari e Sassoni erano dei popoli autonomi di c ui si pu dire che alcuni in modo vario e intrecciato presero parte al lungo proce sso reale della formazione nazionale tedesca). "Il fatto che Genserico, Clodoveo o Teodorico ebbero cos tanto successo come re dei Vandali, Franchi o Ostrogoti, non dipende dall'unit etnica del loro seguito. Mostra piuttosto con quanto succes so piccoli gruppi adattarono vulnerabili tradizioni alle necessit, per dare un pu nto di riferimento comune a unioni pi grandi e molto eterogenee". Si tratta di co mprendere come agirono e reagirono alle circostanze dei piccoli gruppi con senti menti di coesione, cio delle gentes barbare, operando su fondamenta romane e con delega imperiale. Per comprendere quanto sia stata complessa la dinamica di questa formazione, l'i ntreccio di mito e strategia in cui si disperde e si addensa, per esempio, l'etn ografia dei Goti, si pensi che fra molteplici rotture e nuovi ricominciamenti, g ruppi diversi e sempre nuovi (e quindi antagonisti) si servirono del nome di Got i: "contadini lungo il Mar Baltico nel II secolo e schiere di pirati saccheggiat ori nel III, un impero delle steppe sul Mar Nero nel IV, eserciti federati conco rrenti, spesso solo poche migliaia di uomini, nelle province balcaniche fino all a fine del V secolo, regni nella Gallia meridionale, nelle penisole italiana e s pagnola, ma anche coloni in Crimea, provinciali nei monti Balcani, contingenti d ell'esercito unno e unit regolari dell'esercito romano". Essi furono designati no n solo come Goti, ma anche come "Gutoni, Greutungi, Tervingi, Vesi, Ostrogoti e Visigoti, come Sciti, Geti, perfino come gli apocalittici Gog e Magog della Bibb ia". In questa etnogenesi, dice Pohl, non possono essere distinte la percezione da parte dei Romani e l'autocoscienza di questi nuovi soggetti, i popoli. Pohl, infatti, esamina questa impossibilit, questo groviglio e commistione ricorrendo a i criteri di distinzione etnica di Tacito, a Isidoro di Siviglia, a Paolo Diacon o ecc. Per esempio la lingua, che potrebbe soddisfare ad una richiesta di distin zione, non lo fa: "La maggior parte dei regni medievali era quanto meno bilingue , e Visigoti, Longobardi e Franchi abbandonarono gradualmente la lingua germanic a senza alcuna crisi di identit percettibile". Neppure gli autori contemporanei t rovarono questo cambiamento degno almeno di venire menzionato e neppure sentiamo mai parlare di problemi di comunicazione in quell'epoca. Non vi prova che la li ngia sia stata usata per individuare una specifica identit o per definire un grup po etnico. Ed anche il criterio "distinzione/integrazione" nella fondazione etni ca appare piuttosto debole. Pohl scrive che "i nuovi regni etnici dei Franchi, d ei Goti o dei Longobardi erano cresciuti e potevano solo crescere sul territorio

romano". Cio erano un effetto della genialit politico-militare di Roma. A che cos a si doveva esattamente la loro diversit (per esempio nel sud della Gallia tra Vi sigoti, Burgundi, Ostrogoti e Franchi), al di l della loro competizione, per aver e uguali privilegi nelle societ sub-romane? Le comunit etniche che i Romani dell'e t tarda chiamarono Franchi o Goti non erano che "modi, altamente astratti e costr uiti dalla cultura, di categorizzare popolazioni che potrebbero essere molto div erse tra di loro e potrebbero non essere per niente cos diverse da popolazioni ch e non cadono in quella categoria". Un franco che viveva lungo la Mosa avrebbe sa puto riconoscere un uomo del sud della Gallia come straniero, "ma sarebbe stato capace di dire dalla sua apparenza se era un franco, un goto, un burgundo o un r omano?" Non sarebbe stato semplice, perch quella confusione, che diventa talvolta indecif rabilit nell'apparenza, era in corso da molto tempo. Gi verso la fine del IV secol o pi della met degli ufficiali romani era di origine barbarica. "Barbari romanizza ti come il vandalo Stilicone, lo svevo Ricimero, il burgundo Gundobaldo o lo sci ro Odoacre dominarono i giochi di potere in Occidente per tutto il V secolo". Lo storico contemporaneo Orosio aveva definito Alarico, che nel 410 d. C. aveva condotto i Visigoti a saccheggiare Roma, rispetto ad altri barbari, come un cris tiano, e molto pi simile ad un romano. Ma i Vandali di Genserico non ottennero un responso cos favorevole, probabilmente per il loro arianesimo. Mentre, nella ric ca rassegna dei tentativi di identificazione etnica esaminata da Pohl, per gli a utori bizantini i Franchi (Clodoveo era stato tempestivo nell'inscenare la conve rsione al cattolicesimo e a presentarsi come alleato del lontano imperatore di C ostantinopoli) divennero i Germani per eccellenza dato che si trovavano a domina re su gran parte degli altri popoli germanici, mentre la Cronaca del 754 spagnol a chiama l'esercito di Carlo Martello che sconfisse i Saraceni a Poitiers sempli cemente Europenses, Europei. Nel regno franco molte usanze dell'amministrazione e della giurisdizione romana furono continuate e modificate e il latino non ebbe rivali come lingua dello Stato e continu ad essere usato. Ma d'altro canto, se l e elites civili regionali dell'antica civilt stavano scomparendo, i vescovi, che di queste elites erano parte, trovavano comunque ampie opportunit di dominare la vita pubblica. "Gregorio di Tours verso la fine del VI secolo, fornisce abbondan ti prove del fatto che le lotte di potere tra vescovi potevano essere spietate e perfide quanto quelle dell'aristocrazia franca". E, nel suo complesso, lo Stato "barbarico" dei Franchi non appare storicamente essere stato pi ingiusto o pi vio lento del mondo tardo romano e la condizione dei lavoratori agricoli non sub camb iamenti a causa dell'avvicendamento nella propriet della terra dei guerrieri fran chi. Romani e barbari divenivano sempre pi difficili da distinguere. Gli Stati erano s ia romani che barbarici. Dunque l'etnogenesi dei popoli altomedievali, se non er a una questione di sangue, doveva essere stata una questione di tradizioni e ist ituzioni condivise (i modi di vita tardo romani e barbarici seppero integrarsi, perlopi su una struttura sostanzialmente romana). In uno dei saggi del volume che tratta di due popoli, Alamanni e Franchi, Pohl m ostra come i rapporti etnici tra di essi fossero aperti, e, ancora di pi, come si ano fragili le tesi storiografiche sulla nascita e sulla scomparsa di quei popol i (e di altri popoli). Evidentemente complicata si presenta la questione dell'or igine degli Alamanni (il cui stesso nome designazione romana, essendo Alamannia il nome dato alla regione) connessa ed associata con gli Svevi, ed anche problem atica rispetto agli Jutungi, che a loro volta si confondono con i Semnoni ed ent rambi con i primi. Queste sovrapposizioni fecero cadere in errore gi Gregorio di Tours e Giordane che confusero gli Alamanni con gli Svevi spagnoli, l'uno, e con gli Svevi della Pannonia, l'altro. Nel periodo carolingio si arriv all'identific azione degli Alamanni con gli Alani e i Vandali. Pohl problematizza le ragioni d ella supremazia franca sugli Alamanni e ne trova ragione nella "gallicizzazione dei Franchi, al di qua e al di l del Reno", e nella decisione romana, una decisio ne a lungo termine, di preferire i Franchi agli Alamanni, per esempio nella carr iera militare, oltre che nell'argomento della conversione. Sia dei Franchi che degli Alamanni i contemporanei parlavano a volte di gens, al singolare, a volte di nationes, di gentes, di populi. "Nessun nome di popolo al

tomedievale designa un'area etnica omogenea. Inoltre si si presenta il quesito p er quale di questi uomini fosse particolarmente significativo essere franchi, al amanni, romani, salii, suebi o altri e in quali situazioni". A proposito dei nomi etnici Pohl, in un saggio dedicato alle Identit etniche nell e isole britanniche, ne rivela l'opacit e la contraddittoriet della storia che nar rano. "La storia degli etnonimi delle isole britanniche , come in ogni altro luogo, pie na di paradossi. Oggi i loro abitanti possono essere chiamati british (Britanni) anche se hanno ben poco a che fare con coloro che avevano questo nome nella tar da antichit e che poi sparirono gradualmente dalla storia. I Britanni che mantenn ero la loro identit presero il nome di Welsh, derivato dal termine germanico che designa le popolazioni romanze, bench avessero da tempo smesso di parlare latino; solo in Europa continentale rimase un paese britannico chiamato Bretagna. Scott i, il nome che nell'alto medioevo designava gli Irlandesi, si spost verso la Scoz ia; il termine per la lingua celtica (gaelico) preservato nell'Irlanda moderna l egato al nome dell'antica Gallia. Il nome English risale a uno dei gruppi di con quistatori del V secolo, mentre quello dei Sassoni sopravvive come radice dei te rmini gallese e gaelico (Saeson) per inglese. Gli ultimi invasori, che fondarono il regno moderno, chiamati normanni (bench provenissero da Sud), non riuscirono a dare il loro nome al regno come avevano fatto in Normandia, da dove provenivan o." Va detto che questi paradossi terminologici si riscontrano anche altrove, come n el caso dei Tedeschi chiamati "Germans dai Britannici, Allemands dai Francesi e Niemeci (o nomi simili) dai loro vicini Slavi", e non si chiamano francesi nonos tante lo Stato tedesco si sia sviluppato a partire dal regno franco orientale (d ove si conserv la lingua franca, mentre in Francia la lingua romanza fu chiamata francese). "La Britannia altomedievale costituisce certo un ottimo esempio dell'ambiguit dei nomi etnici e della difficolt del trovare termini appropriati per delle unit etni che o territoriali che estendevano ben altre l'orizzonte della maggioranza dei p ropri membri". Beda che ricostruiva le origini etniche degli Angli (e dei Sasson i e degli Juti) percepisce questo popolo come una pluralit di popoli, e riferisce che derivavano dai Fresones, Rugini, Danai, Hunni, Antiqui Saxones, Boructuarii , mescolando stereotipi classici e informazioni contemporanee. Molti discorsi mitologici, e poi ideologici, sull'origine, sull'etnogenesi dei p opoli europei possono essere invertiti, ed hanno subito delle inversioni. Per es empio i miti di migrazione, relativi ai popoli della Britannia, sono stati roves ciati da una direzione all'altra. "Beda ritiene che i Britanni provengano dalla Bretagna e i Sassoni dal continente, mentre secondo una redazione degli Annali d i corte carolingi, i Bretoni di Bretagna provengono dalla Britannia, e sia la Tr anslatio S. Alexandri - composta da Ruodolf nel IX secolo - che le Res Gestae Sa xonicae di Viduchindo ci dicono che furono i Sassoni continentali a migrare dall a loro patria britannica". In un certo senso, in un senso sovrano si potrebbe dire, la scrittura a definire un popolo, come nel caso dei Burgundi, che non furono definiti dal sangue, ma d a coloro che scrissero su di loro, come riferisce Pohl citando la frase tratta d a The Merovingian Kingdoms di Ian Wood. Dunque, questa una prima conclusione, i processi etnici non potevano che essere "aperti alla modificazione e alla rimodificazione politica e personale, alle cos truzioni e ricostruzioni delle identit etniche". L'identit dei Goti d'Italia era una ricostruzione, il prodotto di una nuova sinte si. La cultura tardo romana e bizantina potevano offrire "una moltitudine di spa zi e modelli distinti" dove riuscire a collocare, nel contesto dato cristiano e imperiale, un'identit barbarica, pure con la sua diversit. Le strategie militari g ote erano le stesse dei bizantini; erano esperti dell'assedio e della difesa di fortificazioni come i Romani e impararono anche le tattiche di guerra navale. Si pu aggiungere inoltre che gli eserciti di Belisario e di Narsete erano pi scitici di quelli comandati dagli ostrogoti, per il gran numero di Unni che ne facevano parte. In un altro saggio (Carriere barbariche durante e dopo la guerra gotica) Pohl ri

torna su questo concetto riportando le parole di Giordane, lo storico contempora neo dei Goti, sull'impossibilit di distinguere i barbari dai Romani. Neppure i no mi propri forniscono indizi sicuri, per esempio il figlio di Mundo, un gepido-un no al servizio dell'impero, si chiamava Maurizio, ma il figlio di questi, Teudmu ndo. Agazia, un greco dell'Asia Minore riconosceva che i Franchi sono "come noi" . Tuttavia il tentativo di integrazione stabile nell'amministrazione romana, nel le ultime fasi della guerra gotica, perdeva il suo fascino, anche per i ritardi consueti alla consegna del soldo. Infine la capitolazione degli ultimi re ostrog oti favor la nascita di nuove alleanze tra guerrieri: "le truppe alamanno-franche di Bucellino e di Leutari, la coalizione franco-gotica di Vidingo e di Amingo, il regno erulo-breone del generale rinnegato Sindualdo e, infine, l'esercito mul tietnico del re longobardo Alboino". Nel saggio Vivere in conflitto: Romani e barbari nell'alto Medioevo, Pohl scrive che "i conflitti tra lo stato tardo romano-bizantino e i capi barbarici erano i n generale collocati all'interno di relazioni contrattuali" perch con lo strument o del foedus, l'impero disponeva di una forma giuridica molto flessibile per reg olare i rapporti con i popoli all'interno e all'esterno dei propri confini. In u n certo senso i popoli barbarici appartenevano alla statualit romana. E anche gli Unni e i loro indiretti successori, gli Avari, fecero parte del sistema tardo r omano. Per l'aristocrazia militare formatasi attorno alla leadership di Attila, dopo la sua morte, si aprirono tutte le porte dell'impero romano, cio si passa da un campo all'altro (questo per Exodus, il capo dei ribelli Bagaudi, per Oreste, padre dell'ultimo imperatore d'Occidente, per Edekon, padre di Odoacre). Gli attacchi dei barbari non arrivavano come fulmini a ciel sereno; di solito pr ima venivano avanzate delle richieste e scambiati degli inviati, quando le tratt ative fallivano, iniziava la guerra. "Soltanto una minima parte dei continui con flitti portava poi effettivamente alla guerra". D'altronde nessuna delle ragioni che provocavano la guerra e nessuna delle richieste che un capo barbarico di vo lta in volta formulava costituivano realmente la causa del conflitto. "Il re di un esercito barbarico non poteva mai essere soddisfatto a lungo; altrimenti egli avrebbe reso superflui se stesso e la sua posizione di forza. Il conflitto, al quale egli innanzitutto doveva la sua posizione, doveva essere costantemente man tenuto, anche se le armi potevano riposare per anni". La doppiezza non si mostrava da un lato soltanto. Gli inviati bizantini erano fr equentemente incolpati di menzogne e tentativi di corruzione. "Che i Romani non aspettassero altro che mettere un popolo barbaro contro un altro, apparteneva ce rtamente all'idea che i barbari avevano dei Romani". In fin dei conti n gli Unni n gli Avari avevano come scopo la totale distruzione dell'impero, "ai cui pagamen ti essi dovevano la loro esistenza". Ora, ci che appare assodato attraverso l'analisi di Pohl che lo studio di quei po poli richiede una grande flessibilit: "molti Germani adottarono il costume unno, i Bizantini le armi avare, gli Slavi titoli avari e perfino nei conventi bavares i dell'VIII secolo comparivano nomi dal suono avaro". E' difficile dire chi era Avaro e chi no, chi era Franco e chi no, ecc. Questa una lezione importante, def initiva, in un certo senso. Il grande merito del processo di etnogenesi e di formazione identitaria, descrit to da Pohl che pu essere preso a modello dalle nebulose sociali nascenti e allora quel complesso meccanismo dove partecipano l'intrecciarsi, lo scontrasi, il con fondersi, il tradire, il sovrapporsi, il secessionare e il saldarsi potr essere s montato e ricombinato per la costruzione di un processo sociale che prenda a pre stito dal futuro le proprie origini. 24 luglio 2004 Nota. Per questa lettura di Walter Pohl, ho fatto riferimento al volume Le origini etn iche dell'Europa, pubblicato nel 2000 dalla Libreria editrice Viella. Il libro f a parte della collana Altomedioevo curata da Stefano Gasparri. Apre il volume un a presentazione di Aldo A. Settia. Tutte le citazioni sono tratte dal volume di Walter Pohl.

La traduzione fedele Confronto tra alcune traduzioni interpretative del "Corano" in lingua italiana, Le edizioni a cui si fa riferimento sono le seguenti: Il Corano, a cura di Hamza Roberto Piccardo, Newton & Compton Editori. Il Corano, a cura di Luigi Bonelli, Editore Ulrico Hoepli. Il Corano, a cura di Alessandro Bausani, Biblioteca Universale Rizzoli. Il Corano, a cura di Federico Peirone, Oscar Mondadori. Il Corano, a cura di Antonio Ravasio, traduzione di Laura Monti, Rusconi Libri. Il Corano senza segreti di Gabriele Mandel, Tascabili Bompiani. Nel nome di Allah! Antologia del Corano, a cura di Paolo Branca, Vallardi. Saint Coran, a cura di Al-Islam. Le Saint Coran a cura di Quraan.com Sura XCIX In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Quando la terra sar agitata nel terremoto, 2 la terra rigetter i suoi fardelli, 3 e dir l'uomo: "Cosa le succede?". 4 In quel Giorno racconter le sue storie, 5 giacch il tuo Signore gliele avr ispirate. 6 In quel Giorno gli uomini usciranno in gruppi, affinch siano mostrate loro le l oro opere. 7 Chi avr fatto [anche solo] il peso di un atomo di bene lo vedr, 8 e chi avr fatto [anche solo] il peso di un atomo di male lo vedr. (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Quando la terra verr scossa, da Dio, violentemente, 2 Quando la terra avr emesso i suoi pesi (i morti che sono nel suo seno, ossia ne lle tombe), 3 E l'uomo dir: "che cosa ha essa?", 4 In quel giorno, essa narrer la sua storia, 5 Perci che il tuo Signore la ispirer. 6 In quel giorno, gli uomini si avanzeranno in gruppi staccati, perch vengano lor o mostrate le loro opere; 7 Allora chi avr fatto del bene, anche solo per il peso di un atomo, lo vedr, 8 E chi avr fatto del male, per il peso di un atomo, lo vedr pure. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso! 1 Quando sar scossa di scossa grande la terra, 2 quando rigetter i suoi pesi morti la terra, 3 e dir l'uomo: "Che cos'ha mai?" 4 In quel giorno la terra racconter la sua storia, 5 ch gliela riveler il Signore. 6 In quel giorno gli uomini a frotte staccate verranno a farsi mostrare le opere loro.

7 E chi ha fatto un grano di bene lo vedr. 8 E chi ha fatto un grano di male lo vedr. (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Quando la terra sar sconquassata dal cataclisma 2 e avr rigettato i suoi pesi morti 3 si stupir la creatura umana, dicendo: "Che succede?". 4 In quello stesso giorno la terra esporr la sua storia 5 ch il tuo Signore gliela avr rivelata. 6 E in quel giorno gli umani avanzeranno a schiere separate per rivivere rapidam ente le loro azioni. 7 Chi avr compiuto un po' di bene (sia pure minimo, come una formicuzza!) lo rive dr; 8 chi avr fatto del male (non importa se piccolo come un granellino di polvere) a nche lo rivedr. (Traduzione di Federico Peirone) Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Clemente! 1 Quando d'un terremoto la terra sar scossa 2 e il peso delle salme rigettato, 3 l'uomo dir: "Che mai le prende?". 4 Quel di essa racconter la propria storia, 5 ch il tuo Signore gliela sveler. 6 Quel giorno gli uomini usciranno a frotte per farsi mostrare le proprie opere. 7 E chi avr fatto un atomo di bene lo vedr 8 e chi avr fatto un atomo di male lo vedr. (Traduzione di Paolo Branca) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. Il Giorno del Giudizio 1. Quando la Terra sar scossa dal terremoto, 2 e rigetter i morti dalla sepoltura. 3 L'uomo si chieder: "Cosa sta mai accadendo?" 4 In quel Giorno la Terra racconter le sue storie, 5 poich il suo Signore gliele avr rivelate. 6 In quel Giorno gli uomini correranno a frotte, per conoscere da Lui le loro op ere compiute nella vita terrena. 7 Chi avr fatto un grano di Bene lo vedr, 8 e chi avr fatto un grano di Male lo vedr. (Traduzione di Laura Monti) Au nom dAllah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Quand la terre tremblera d un violent tremblement, 2. et que la terre fera sortir ses fardeaux, 3 et que l homme dira: Qu a-t-elle ? 4 ce jour-l, elle contera son histoire, 5 selon ce que ton Seigneur lui aura rvl [ordonn]. 6 Ce jour-l, les gens sortiront sparment pour que leur soient montres leurs oeuvres. 7 Quiconque fait un bien ft-ce du poids d un atome, le verra, 8 et quiconque fait un mal ft-ce du poids d un atome, le verra. Sura CII In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1 Il rivaleggiare vi distrarr, 2 finch visiterete le tombe. 3 Invece no! Ben presto saprete. 4 E ancora no! Ben presto saprete. 5 No! Se solo sapeste con certezza... 6 Vedrete certamente la Fornace. 7 Lo vedrete con l occhio della certezza, 8 quindi in quel Giorno, sarete interrogati sulla delizia. (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Vi terr occupati la lotta per aumentare le vostre ricchezze, 2 Finch non scendiate nel sepolcro (visitate i sepolcri); 3 Ma, presto conoscerete la vostra stoltezza. 4 Ancora, ma presto conoscerete la vostra stoltezza. 5 Certamente, se voi sapeste le conseguenze di ci, di scienza certa, non agireste in tal modo. 6 Ma voi vedreste il giahim. 7 S, voi lo vedreste con l occhio della certezza, 8 E allora verrete interrogati, in quel giorno, riguardo ai vostri godimenti di questa vita. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio clemente misericordioso! 1 Vi distrarr da Dio la gara di ricchezza 2 fino al giorno che visiterete le tombe. 3 Ahi! Ma presto saprete! 4 S, ben presto saprete! 5 Ahi! Se sapeste di scienza certa! 6 Vedreste allora l Inferno! 7 S, ancora, lo vedrete con occhio certissimo. 8 E renderete conto delle vostre delizie, quel giorno! (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Vi frastorna la corsa alla ricchezza 2 fino al momento in cui prenderete in visione il sepolcro. 3 Ma fate dunque attenzione, lo saprete! 4 Fate attenzione, dico, lo saprete! 5 Oh, se lo sapeste con certezza ... 6 Vedrete allora il gahim 7 lo vedrete con occhio sicuro 8 e, in quel giorno, sarete interpellati sui godimenti terreni. (Traduzione di Federico Peirone) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. I Dannati dell Inferno 1 L avidit di ricchezza vi distrarr, 2 fino al giorno in cui scenderete nelle tombe. 3 Invece no! Ben presto saprete. 4 E ancora no! Ben presto saprete. 5 No! Se sapeste di scienza certa ... 6 Vedreste allora la Fornace che vi attende. 7 Lo vedrete con occhio certissimo, 8 quindi, in quel Giorno, renderete conto della Delizia. (Traduzione di Laura Monti)

Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Clemente! 1 Vi distrarr la gara ad ammassare, 2 finch le tombe andrete a visitare. 3 Ma presto voi saprete! 4 S, ben presto saprete! 5 Se aveste certa conoscenza, 6 sicuramente scorgereste la Gehenna! 7 Ma con certezza infine la vedrete 8 e del vostro benessere quel giorno conto renderete. (Traduzione di Paolo Branca) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 La course aux richesses vous distrait, 2 jusqu ce que vous visitiez les tombes. 3 Mais non! Vous saurez bientt! 4 (Encore une fois)! Vous saurez bientt! 5 Srement! Si vous saviez de science certaine. 6 Vous verrez, certes, la Fournaise. 7 Puis, vous la verrez certes, avec l il de la certitude. 8 Puis, assurment, vous serez interrogs, ce jour-l, sur les dlices. Sura CIII In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Per il Tempo! 2 Invero l uomo in perdita, 3 eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verit e vicendevolmente si raccomandano la pazienza. (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Per il pomeriggio! 2 Invero, l uomo va verso la sua rovina (l uomo in perdita), 3 Eccetto quelli che credono, fanno il bene, si raccomandano a vicenda la verit e a vicenda si raccomandano la pazienza. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso! 1 Per il Pomeriggio! 2 C la rovina per l uomo! 3 Eccetto per coloro che credono e operano il bene, e si consigliano a vicenda l a verit, e a vicenda si consigliano la pazienza! (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 In verit - lo giuro per le ore meridiane! 2 l essere umano incapp in una rovina. 3 Ma non v incapparono quelli che hanno creduto e hannofatto seguire alla fede l e buone opere, quelli che si incoraggiarono a vicenda nella verit e nella pazienz a. (Traduzione di Federico Peirone)

Per il Tempo! Certo l uomo nella perdizione. Eccetto quelli che hanno fede, comp iono opere buone e si raccomandano reciprocamente il diritto, e si raccomandano reciprocamente pazienza e perseveranza. (Traduzione di Gabriele Mandel) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. Credenti e Virtuosi 1 Per il tempo che scorre! 2 In verit, l uomo in rovina, 3 ad eccezione di coloro che Credono e operano il Bene, a vicenda si consigliano la Verit e si raccomandano la pazienza a vicenda. (Traduzione di Laura Monti) Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Clemente! 1 Per il tempo! 2 L uomo va verso la rovina, 3 tranne coloro che credono e compiono opere buone e si consigliano a vicenda qu anto giusto e si consigliano a vicenda la pazienza. (Traduzione di Paolo Branca) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Par le Temps! 2 L homme est certes, en perdition, 3 sauf ceux qui croient et accomplissent les bonnes uvres, s enjoignent mutuellem ent la vrit et s enjoignent mutuellement l endurance. Sura CIV In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Guai ad ogni diffamatore maldicente, 2 che accumula ricchezze e le conta; 3 pensa che la sua ricchezza lo render immortale? 4 No, sar certamente gettato nella Voragine. 5 E chi mai ti far comprendere cos la Voragine? 6 [E ] il Fuoco attizzato di Allah, 7 che consuma i cuori 8 Invero [si chiuder] su di loro, 9 in estese colonne. (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Guai ad ogni diffamatore, ad ogni maldicente, 2 Che ammassa ricchezze e le tiene in serbo per l avvenire! 3 Egli pensa che le sue ricchezze lo renderanno eterno. 4 No, affatto! Egli verr, certamente, scagliato nel hotama. 5 E che ti far comprendere che cosa sia il hotama? 6 Esso il fuoco acceso di Dio 7 Il quale soprassalir i cuori dei dannati. 8 In vero, esso si elever su di loro come una volta, 9 Su colonne elevate. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso!

1 Guai ad ogni diffamatore maligno! 2 Che ammucchia ricchezze e le prepara pel dopo. 3 Crede che le ricchezze lo faranno eterno! 4 Niente affatto! Sar lanciato nella Voragine! 5 E come potrai sapere cos la Voragine? 6 E Fuoco di Dio, acceso, 7 che s erge sui cuori; 8 li coprir come volta 9 su colonne altissime. (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Wailun a chiunque rovina la fama altrui, fabbro di calunnie, 2 che ad altro non bada, se non ad aumentare il capitale e lo conteggia. 3 Crede forse che il patrimonio suo gli dar in cambio l immortalit? 4 Suvvia! sar fatto rotolare nell Hutama. 5 Cosa sai tu dell Hutama? 6 E la vampa del Dio, infocata 7 che salir sui cuori 8 si rinchiuder, invero, su di essi 9 in colonne rinforzate. (Traduzione di Federico Peirone) Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Clemente! 1 Guai a ogni diffamatore maldicente 2 che ammassa ricchezze e le riconta 3 pensando che esse lo renderanno eterno. 4 Per niente affatto! Nell Inferno sar certo gettato! 5 E come saprai mai che sia l Inferno? 6 Fuoco di Dio ardente 7 che sopra i cuori sale 8 e su di essi incombe, 9 ergendosi in colonne. (Traduzione di Paolo Branca) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. 1 Sciagura sui diffamatori maligni, 2 che accumulano ricchezze e ne gioiscono; 3 credendo che la loro ricchezza li render eterni? 4 No, saranno certo gettati nella Voragine. 5 E chi mai ti far sapere cos la Voragine? 6 Il Fuoco attizzato da Allah, 7 che s erge sui cuori 8 in verit, essi si chiudono su di loro, 9 in altissime e salde colonne. (Traduzione di Laura Monti) Au nom dAllah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Malheur tout calomniateur diffamateur, 2 qui amasse une fortune et la compte, 3 pensant que sa fortune l immortalisera. 4 Mais non ! Il sera certes, jet dans la Hutamah. 5 Et qui te dira ce qu est la Hutamah? 6 Le Feu attis d Allah 7 qui monte jusqu aux curs. 8 Il se refermera sur eux,

9 en colonnes (de flammes) tendues. Sura CVII In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Non vedi colui che taccia di menzogna il Giudizio? 2 E quello stesso che scaccia l orfano, 3 e non esorta a sfamare il povero. 4 Guai a quelli che fanno l orazione 5 e sono incuranti delle loro orazioni, 6 che sono pieni di ostentazione 7 e rifiutano di dare ci che utile. (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Che pensi di colui che tratta di menzogna il giorno del Giudizio? 2 Costui quegli che respinge da s l orfano, 3 E non incita altri a nutrire il povero. 4 Guai ai preganti, 5 I quali sono negligenti nel fare la preghiera, 6 Che fanno gli ipocriti, 7 E negano il necessario (i.e. l elemosina) ai bisognosi. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio clemente misericordioso! 1 Non vedi colui che taccia di menzogna il D del Giudizio? 2 E quello stesso che scaccia l orfano 3 e non invita a nutrire il povero. 4 Ma guai a coloro che pregano 5 e dalla preghiera sono distratti, 6 che la compiono per farsi vedere, 7 e rifiutano l elemosina! (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Hai tu prestato attenzione a quello che sbugiarda il giorno del giudizio? 2 proprio lui scaccia l orfanello 3 proprio lui sconsiglia di alimentare il meschinello. 4 Wailun a coloro che si atteggiano a oranti 5 e mentre pregano pensano a tutt altro! 6 Bacchettoni! 7 Negano l aiuto ai poveri! (Traduzione di Federico Peirone) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. Gli ipocriti 1 Coloro che tacciano di menzogna il Giorno del Giudizio? 2 Sono gli stessi che rifiutano l elemosina agli orfani, 3 e non invitano a sfamare il povero. 4 Guai a quelli che pregano distrattamente 5 e sono incuranti delle loro orazioni, 6 che le compiono per farsi vedere 7 e rifiutano altres di concedere in prestito ai vicini gli oggetti di uso corren te.

(Traduzione di Laura Monti) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Vois-tu celui qui traite de mensonge la Rtribution? 2 C est bien lui qui repousse l orphelin, 3 et qui n encourage point nourrir le pauvre. 4 Malheur donc, ceux qui prient 5 tout en ngligeant (et retardant) leur Sal, 6 qui sont pleins d ostentation, 7 et refusent l ustensile ( celui qui en a besoin). Sura CIX In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Di : " O miscredenti! 2 Io non adoro quel che voi adorate 3 e voi non siete adoratori di quel che io adoro. 4 Io non sono adoratore di quel che voi avete adorato 5 e voi non siete adoratori di quel che io adoro: 6 a voi la vostra religione, a me la mia". (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Di : o miscredenti, 2 Io non adorer mai ci che voi adorate, 3 E voi non adorerete ci che io adoro. 4 N io servir ci cui voi servite, 5 N voi servirete ci cui io servo; 6 Voi abbiatevi la vostra religione, io la mia. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso! 1 Di : "O Negatori! 2 Io non adoro quel che voi adorate, 3 n voi adorate quel che io adoro; 4 ed io non venero quel che voi venerate, 5 n voi venerate quel ch io venero: 6 voi avete la vostra religione, io la mia". (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in msericordia. 1 Inveisci: "O voi, proprio voi, kafiruna! 2 Non ci penso di adorare ci che adorate voi! 3 Ch voi stessi non adorate ci che adoro io. 4 Non mi rendo schiavo di ci a cui voi prestate schiavit. 5 Tenetevi la vostra religione, io mi tengo la mia". (Traduzione di Federico Peirone) Di : "O miscredenti, io non adoro ci che voi adorate, e voi non adorate ci che io adoro. Io non ho da adorare ci che voi avete adorato, e voi non avete da adorare ci che adoro io. A voi la vostra religione e a me la mia religione". (Traduzione di Gabriele Mandel) Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Clemente! 1 Di : " O miscredenti!

2 Io non adoro ci che voi adorate, 3 come voi non adorate ci che io adoro. 4 Io non adorer ci che voi avete adorato 5 n voi adorerete ci che io adoro. 6 Voi avete la vostra religione, io la mia". (Traduzione di Paolo Branca) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. 1 Di ai miscredenti, Muhammad: "In verit, 2 io non adoro chi voi adorate 3 e voi non adorate Chi io adoro. 4 Io non sono adoratore di quel che voi avete adorato 5 e voi non adorate Quel che io venero. 6 Voi avete la vostra religione, io la mia, ognuno segua dunque la propria relig ione". (Traduzione di Laura Monti) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Dis: vous les infidles! 2 Je n adore pas ce que vous adorez. 3 Et vous n tes pas adorateurs de ce que j adore. 4 Je ne suis pas adorateur de ce que vous adorez. 5 Et vous n tes pas adorateurs de ce que j adore. 6 A vous votre religion, et moi ma religion. Sura CX In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Quando verr l ausilio di Allah e la vittoria, 2 e vedrai le genti entrare in massa nella religione di Allah, 3 glorifica il tuo Signore lodandoLo e chiediGli perdono:in verit Egli Colui che a ccetta il pentimento. (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Quando siano giunti l aiuto di Dio e la vittoria (i. e. la conquista della Mec ca), 2 E tu veda gli uomini entrare in seno alla religione di Dio, a turbe, 3 Celebra le lodi del tuo Signore e chiedigli perdono, poich egli indulgente! (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso! 1 Quando Iddio vi dar il trionfo e la vittoria 2 e vedrai la gente entrare nella religione di Dio a frotte, 3 celebra allora le lodi del tuo Signore e chiedi a Lui perdono, ch Egli Colui ch e molto perdona! (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Quando sar sopravvenuta la protezione del Dio e la vittoria 2 e vedrai gli umani abbracciare, a frotte, la religione del Dio, 3 ringrazialo con la lode al tuo Signore e chiedigli perdono. 4 Ecco, in verit egli compassionevole.

(Traduzione di Federico Peirone) Quando viene il soccorso di Dio e la vittoria, e vedi le genti entrare in folla nella religione di Dio, esalta il tuo Signore lodandolo e implora il Suo perdono . In verit accoglie con grandezza il pentimento. (Traduzione di Gabriele Mandel) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. 1 O Inviato! Quando con l aiuto di Allah, verr la vittoria sugli idolatri, 2 e vedrai le genti arrivare a frotte nella Nostra Religione, 3 Glorifica il tuo Signore lodandoLo e chiediGli perdono: Egli Colui che molto p erdona. (Traduzione di Laura Monti) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Lorsque vient le secours d Allah ainsi que la victoire, 2 et que tu vois les gens entrer en foule dans la religion d Allah, 3 alors, par la louange, clbre la gloire de ton Seigneur et implore Son pardon. Ca r c est Lui le grand Accueillant au repentir. Sura CXII In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Di : " Egli Allah Unico, 2 Allah l Assoluto. 3 Non ha generato, non stato generato 4 e nessuno eguale a Lui". (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Di : egli, Dio, uno, 2 Dio l eterno. 3 Egli non ha generato, n stato generato, 4 E non vi alcuno uguale a lui. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso! 1 Di : "Egli, Dio, uno, 2 Dio, l Eterno. 3 Non gener n fu generato 4 e nessuno Gli pari. (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Inneggia: "Lui! Il Dio! egli unico! 2 Il Dio il samadu. 3 Non genera e non generato. 4 Nessuno gli uguale". (Traduzione di Federico Peirone) Di : Egli, Dio, unico. Dio, Trascendente. Non ha generato e non stato generato. Niente Lo pu eguagliare. (Traduzione di Gabriele Mandel)

In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. Unicit di Allah 1 Di ai Credenti: "In verit, Egli l Unico, 2 l Assoluto e l Eterno. 3 Non gener, n fu generato 4 e nessuno Eguale a Lui nell Universo". (Traduzione di Laura Monti) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Dis: Il est Allah, Unique. 2 Allah, Le Seul tre implor pour ce que nous dsirons. 3 Il n a jamais engendr, n a pas t engendr non plus. 4 Et nul n est gal Lui. Sura CXIII In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Di : " Mi rifugio nel Signore dell alba nascente, 2 contro il male che ha creato, 3 e contro il male dell oscurit che si estende 4 e contro il male delle soffianti sui nodi, 5 e contro il male dell invidioso quando invidia ". (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Di : cerco rifugio presso il Signore dell aurora, 2 Contro il male di ci che egli ha creato, 3 Contro il male di una notte oscura, allorquando sopravviene, 4 Contro il male di donne, che soffiano sui nodi, 5 e contro il male de l invidioso, quando esso invidia. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso! 1 Di : "Io mi rifugio presso il Signore dell Alba 2 dai mali del creato, 3 e dal male di una notte buia quando s addensa, 4 e dal male delle soffianti sui nodi, 5 e dal male dell invidioso che invidia". (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Annuncia: "Ecco, cercando vado protezione nel Signor dello splendore dell auro ra che rompe le tenebre, 2 contro il male di ci che egli ha creato, 3 contro il malessere della notte allorch imbruniscee il sole tramonta, 4 contro la malizia di donne soffianti su nodi marini, 5 contro la trappola dell invidioso allorch si macera nell invidia". (Traduzione di Federico Peirone) Di : " Cerco rifugio presso il Maestro dell alba, contro il male di quello ch Eg li ha creato, contro il male della tenebra quando s estende, contro il male di q

uelle che soffiano sui nodi, e contro il male dell invidioso quando invidia". (Traduzione di Gabriele Mandel) Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Clemente! 1 Di : "Io mi rifugio nel Signore dell alba 2 dal male di quanto ha creato, 3 dal male di un oscurit che s addensa, 4 dal male di quante soffiano sui nodi, 5 dal male dell invidioso che invidia". (Traduzione di Paolo Branca) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. La Protezione di Allah contro il Male 1 Di ai Credenti: "Io mi rifugio nel Signore dell Alba Nascente, 2 contro il Male che esiste nell Universo, 3 e contro il Male simile al buio che si estende su ogni cosa 4 e contro il Male che le streghe soffiano sugli uomini, 5 e contro il Male dell invidioso che invidia". (Traduzione di Laura Monti) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Dis: Je cherche protection auprs du Seigneur de l aube naissante, 2 contre le mal des tres qu Il a crs, 3 contre le mal de l obscurit quand elle s approfondit, 4 contre le mal de celles qui soufflent (les sorcires) sur les noeuds, 5 et contre le mal de l envieux quand il envie. Sura CXIV In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. 1 Di : Mi rifugio nel Signore degli uomini, 2 Re degli uomini, 3 Dio degli uomini, 4 contro il male del sussurratore furtivo, 5 che soffia il male nei cuori degli uomini, 6 che [venga] dai dmoni o dagli uomini. (Traduzione di Hamza Roberto Piccardo) Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole. 1 Di : cerco rifugio presso il Signore degli uomini, 2 Il re degli uomini, 3 Il dio degli uomini, 4 Contro la malvagit del bisbigliatore che si ritrae, 5 Che bisbiglia (insinua il male) nei cuori degli uomini, 6 Contro i ginn e contro gli uomini. (Traduzione di Luigi Bonelli) Nel nome di Dio, clemente misericordioso! 1 Di : "Io mi rifugio presso il Signore degli uomini, 2 Re degli uomini, 3 Dio degli uomini, 4 dal male del sussurratore furtivo 5 che sussurra nei cuori degli uomini,

6 dal male dei ginn e degli uomini". (Traduzione di Alessandro Bausani) Con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia. 1 Bisbiglia: "Vado in cerca del ricetto nel Signore degli umani 2 re degli umani 3 il Dio degli umani 4 per difendermi dalla malizia di quello che blandisce, furtivo, l orecchio, 5 sirena al cuore degli umani 6 sia che si tratti di spiritelli che di umani". Oppure 1 Bisbiglia: "Mi rifugio nel Signore degli umani, 2 il re degli umani, 3 il Dio degli umani, 4 contro la malizia di chi blandisce, furtivo, l orecchio 5 contro colui che suggerisce malvagit nel cuore degli umani 6 si trovi esso tra gli spiritelli o tra gli umani!". (Traduzione di Federico Peirone) Di : "Cerco rifugio presso il Maestro dell Umanit, Sovrano dell umanit, Dio dell u manit, contro il male del tentatore furtivo, che si insinua nel petto degli esser i umani, sia esso un jinn o un essere umano". (Traduzione di Gabriele Mandel) Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Clemente! 1 Di : "Io mi rifugio nel Signore degli uomini, 2 Re degli uomini, 3 Dio degli uomini, 4 dal male di un sussurratore furtivo 5 che bisbiglia nei cuori degli uomini, 6 dal male dei ginn e degli uomini". (Traduzione di Paolo Branca) In nome di Allah, il Clemente e il Misericordioso. La Protezione di Allah contro Satana 1 Di ai Credenti: "Io mi rifugio nel Signore degli uomini, 2 Re degli uomini, 3 Allah degli uomini, 4 contro il male di Satana, sussurratore furtivo, 5 che sussurra il male nei cuori 6 dei Ginn e degli uomini". (Traduzione di Laura Monti) Au nom d Allah, le Tout Misricordieux, le Trs Misricordieux. 1 Dis: "Je cherche protection auprs du Seigneur des hommes. 2 Le Souverain des hommes, 3 Dieu des hommes, 4 contre le mal du mauvais conseiller, furtif, 5 qui souffle le mal dans les poitrines des hommes, 6 qu il (le conseiller) soit un djinn, ou un tre humain".