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Che cosa vuol dire veramente il concetto di spettacolo secondo Jean-Pierre Voyer

Presentazione di Omar Wisyam Verso la met degli anni '70, Jean-Pierre Voyer parso a taluni come il pi plausibile teorico post-situazionista, quello in grado di reggere il peso dell'eredit di Guy Debord. Ma forse era troppo presto o forse non era vero, perch di quest'ultimo fu solo un rivale. Uno dei tanti, perch nella sua traiettoria quarantennale, Debord si affianc a molti e da tutti si stacc pi o meno rumorosamente. Da Isidore Isou a Jean-Franois Martos (e Jean-Pierre Baudet), dai giovanili anni '50 fino alla fine volontaria della sua vita, la sua fortunosa storia costellata da incessanti scissioni, separazioni e rotture violente - prima, durante e dopo l'avventura situazionista. Jean-Pierre Voyer deve ancora guarire dalla sua ferita narcisistica. L'aver subito come un affronto personale il crescendo inarrestato della celebrit dell'altro avvelena irrimediabilmente i testi che gli dedica. Traggo da uno di questi un'analisi del significato del concetto di spettacolo scavata nel corpo del libro pi famoso di Debord: La societ dello spettacolo. Per Voyer questo concetto fumoso e contraddittorio; inoltre sostiene che Debord l'avrebbe plagiato da Boorstin e da Anders, ma forse questa macchia ha il verde humour dell'invidia. Tuttavia la critica necessaria, e per questo non credo che sia inutile presentare queste pagine che entrano immediatamente nel cuore della questione.

Jean-Pierre Voyer Che cosa vuol dire veramente il concetto di spettacolo

3 Le spectacle se reprsente la fois comme la socit mme, comme une partie de la socit, et comme instrument d'unification. En tant que partie de la socit, il est expressment le secteur qui concentre tout regard et toute conscience. Du fait mme que ce secteur est spar, il est le lieu du regard abus et de la fausse conscience ; et l'unification qu'il accomplit n'est rien d'autre qu'un langage officiel de la sparation gnralise.

54 Le spectacle, comme la socit moderne, est la fois uni et divis. Comme elle, il difie son unit sur le dchirement. Lo spettacolo comme la socit moderne, comme elle, il difie..., dunque lo spettacolo non la societ moderna, per cui entra in contraddizione con il 3: Le spectacle se prsente la fois comme la socit mme....

57 La socit porteuse du spectacle ... Stessa contraddizione. Se la societ porteuse du spectacle, vuol dire che lo spettacolo non "la socit mme". 11 ...on passe sur le terrain mthodologique de cette socit qui sexprime dans le spectacle. In contraddizione con il 3. Se questa societ si esprime nello spettacolo, non lo spettacolo stesso e reciprocamente lo spettacolo non la societ stessa. 7 La pratique sociale, devant laquelle se pose le spectacle autonome, est aussi la totalit qui contient le spectacle. Ancora in contraddizione con il 3: se la totalit della pratica sociale contiene lo spettacolo, come potr lo spettacolo essere la societ stessa? 65 Le spectaculaire diffus accompagne labondance des marchandises ... Accompagna, dunque non l'abbondanza delle merci. Lo spettacolo ne soltanto un catalogue apologtique, cio per dirla in un linguaggio ordinario, la pubblicit. 70 Limposture de la satisfaction doit se dnoncer elle-mme en se remplaant... Ecco qui una definizione possibile dello spettacolo (che tuttavia non una definizione dello spettacolo in generale ma un'onesta definizione dello spettacolo come settore particolare): lo spettacolo l'impostura della soddisfazione. La questione si pone immediatamente: dove ha luogo l'impostura, dove ha luogo lo spettacolo? Certamente non direttamente nel mondo o nella societ. Certamente non nella metro affollata del mattino, certamente non nell'accalcarsi degli impiegati nelle strade o nei palazzi, certamente non negli imbottigliamenti stradali, certamente non lungo le vie dove gli schiavi disoccupati macinano il loro tempo. Certo tutto questo un triste spettacolo; ma non quello che voleva dire Debord. Tuttavia si vedono percorrere il mondo degli impostori, agenti della soddisfazione, in particolare i pattinatori a rotelle o i gay rivendicativi [pds revendicatifs nella prosa di Voyer - nota del traduttore] di cui Houellebecq dice che hanno l'aria d'avere una vita appassionante. La Propagandastaffel [cos nel testo - ndt] trova sempre facilmente degli agenti benevoli, degli agenti che con atti concreti di sottomissione ostentatoria vogliono dimostrare la soddisfazione che procura la sottomissione unita tuttavia ad un fiero tocco di immagine ribelle. Tutto nell'immagine ribelle e si tratta proprio di uno spettacolo. Ma tutto questo non la societ stessa o il mondo stesso. La LVF [Lgion des volontaires franais contre le bolchvisme o LVF ndt] non era il mondo stesso. M. Le Pen direbbe che un dettaglio. 70 Nello stesso paragrafo 70: Chaque nouveau mensonge de la publicit est aussi laveu de son mensonge prcdent.... Dunque proprio ci che dicevo prima: limpostura della soddisfazione, la menzogna della pubblicit. Limpostura della soddisfazione risiede nella pubblicit. Lo stesso Debord identifica in un medesimo paragrafo impostura della soddisfazione e pubblicit. Allora lo spettacolo la poubblicit. Ecco tutto il concetto di spettacolo. Debord ha sostituito una parola semplice che tutti possono comprendere: la pubblicit con una parola dal significato misterioso: lo spettacolo. Questo concetto avrebbe conservato un interesse se Debord fosse stato capace di sostenere e sviluppare la prima proposizione del 3: "Les spectacle se prsente come la socit mme..." giacch in quel caso la societ sarebbe uno spettacolo della soddisfazione. E si potrebbe a giusto

titolo allora parlare di societ dello spettacolo o di societ spettacolare-mercantile. Di fatto, questa societ spettacolare-mercantile soltanto una societ in cui esiste la pubblicit, la rclame, dove la propaganda privatizzata e l'impostura della soddisfazione non esiste che nella pubblicit, la rclame e la propaganda, impostura sostenuta dai suoi numerosi agenti benevoli e da numerose milizie pride [cos nel testo - ndt]. Per tanto tempo ho cercato di dare un senso a questa prima proposizione: "Le spectacle est la socit mme..; ma non vi sono pervenuto. E non conosco nessuno che ci sia riuscito. Ritenevo allora che Debord, il grande incompreso, avesse ragione a protestare quando si interpretava questo preteso concetto di spettacolo nel senso di mass media, pubblicit, televisione, propaganda. Ma Debord stato perfettamente compreso da coloro ai quali si rivolgeva di fatto, e in maniera sempre pi insistente e sempre pi esplicita alla fine. 1 Non tutta la vita delle societ... che si annuncia come un'immensa accumulazione di spettacoli; ma soltanto la pubblicit, lincultura, lideologia, la propaganda. Che scoperta! Tutta la propaganda delle societ moderne si annuncia come un'immensa accumulazione di spettacoli e di divertmenti. La propaganda fun [cos nel testo - ndt]. Ecco la vera proposizione! Tutta la propaganda e certamente non tutta la vita; anche se la propaganda vuole identificarsi con tutta la vita. La proposizione: Tout ce qui tait directement vcu sest loign dans une reprsentation ugualmente falsa. La propaganda fun e la pubblicit commerciale pretendono di trattare effettivamente di tutto ci che vissuto e di tutto ci che potrebbe essere vissuto. Ma anche se la propaganda fun pretende che "tutto ci che buono appaia e tutto ci che buono appaia", non che tutto appare e in particolare tutto ci che buono. Dunque, poich tutto non appare e neppure tutta la vita, non possibile che tutta la vita si allontani in una rappresentazione. 2 Les images qui se sont dtaches de chaque aspect de la vie fusionnent dans un cours commun... Ci proprio vero, il cours commun la pubblicit commerciale, la propaganda divertente. Solo la parola chaque di troppo. Le immagini della propaganda si sono staccate da alcuni aspetti della vita ma non da tutti. Altrimenti la propaganda sarebbe la verit. Anche la miseria, bench endemica, resta segreta e non appare mai. E quando appare, si tratta di una miseria spettacolare, elaborata in modo speciale per la televisione. Quanto allo spettacolo in generale, che Debord ritiene essere la societ stessa, e che ritiene essere linversion concrte de la vie, esso non esiste. Linversione concreta della vita porta un nome preciso dal tempo di Hegel: si tratta dell'alienazione, che non ha niente a che vedere con uno spettacolo, anche se l'apparenza vi gioca un ruolo essenziale. Sebbene la natura, secondo Hegel, non sia nient'altro che l'idea che si offre in spettacolo a s stessa, ci accadrebbe solo perch essa si conosca. In questo senso, secondo Hegel, lalienazione sarebbe essenzialmente uno spettacolo, lo spettacolo della natura. Ma ci va ben al di l delle trivialit di Debord, truccate in uno stile copiato dalla Fronda e dal grand sicle. 12 Non lo spettacolo che si presenta come una enorme positivit indiscutibile e inaccessibile, ma il mondo. Lo spettacolo forse indiscutibile; ma sufficiente premere un pulsante del telecomando perch si arresti (Anders: accendere e spegnere il mondo) mentre il mondo continua, lui. E questa positivit indiscutibile solo perch i mezzi di discussione sono stati confiscati. Debord ha giocato un ruolo miserabile in questa confisca. I mezzi di discussione sono ben conosciuti. I Greci hanno mostrato che non c' democrazia che non sia in armi, che la democrazia la guerra, che si poteva discutere e agire poich deliberavano sempre prima di combattere. Montesquieu aggiunge che laddove si vede una democrazia tranquilla, non si tratta di una democrazia. Non lo spettacolo (neppure nelsenso di pubblicit) che ha il monopolio dell'apparenza, ma il

denaro. Il denaro appare in tutto ci che esiste sottoil nome modesto di prezzo. Lo spettacolo, la propaganda divertente sono soltanto un piccolo territorio dell'apparenza. 13 Non lo spettacolo i cui mezzi sono nello stesso tempo il fine. Ma il commercio. 6 Debord riafferma che lo spettacolo non un supplemento del mondo, ma che il cuore dell'irrealt della societ reale. Ma aria fritta, sono soltanto parole se lo spettacolo non la societ stessa. Non la propaganda fun ad essere il cuore dell'irrealt della societ reale. L'irrealt della societ reale il fatto, come sottolinea Marx, che l'attivit degli uomini divenuta loro una cosa estranea, che permette e richiede l'incremento della propaganda fun e il pullulare di benevoli propagandisti fun e di milizie pride. In seguito Debord parla dello spettacolo sous toutes ses formes particulires, information ou propagande, publicit ou consommation directe de divertissement. Debord lascia intendere surretiziamente che ci sarebbe uno spettacolo nella sua forma generale. Ma se ne parla, si cerca invano dalla sua penna la definizione di quest'altra formache sarebbe generale e che sarebbe la societ stessa o il mondo stesso. Le forme particolari (e che non sono particolari, poich non vi una forma generale) sono l'affermazione onnipresente della scelta gi compiuta altrove (altrove dalla propaganda fun), presenza permanente di questa giustificazione ecc. Si tratta di ci che dicevo prima: lo spettacolo non nient'altro che la propaganda, lincultura di massa, lideologia, cio l'industrializzazione di ci che era la cultura e privatizzazione della propaganda. Detto questo, s, la propaganda oggi ha preso la forma di una immensa accumulazione di divertimenti e di spettacoli. S, vero, la propaganda, oggi, divertimento e spettacolo. Oggi, la propaganda una festa. Vero; ma tutto. La propaganda gaia, il gaio monopattino dell'era post-gay (post-pd, nel testo di Voyer ndt), dell'era delle milizie pride. Talmente vero che a scuola si valuta che gli allievi si divertano ed imparino ad essere giovani e non a leggere, a scrivere, a far di conto. La propaganda il divertimento. Il divenire della sottomissione. La festa permanente della sottomissione. Oggi, la sottomissione una festa, nella propaganda, evidentemente, e non nella vita. (Mentre a Kirivina [isola della Nuova Guinea - ndt], il giardinaggio era una festa. A Kirivina si era sempre attivi, ma non si lavorava mai. Rispondo en passant a tutti quei cretini che hanno interpretato il celebre ne travaillez jamais in un far niente. Ne travaillez jamais significa: non siate mai schiavi). Negli anciens rgimes, la cultura era affare dei padroni, oggi destinata a ad abbeverare le masse. I padroni, d'altronde, non hanno pi bisogno della cultura. La loro sola cultura il denaro. Ho letto qualcosa d'abbastanza interessante (non mi ricordo pi il nome dell'autore) sul ruolo delle avanguardie artistiche all'inizio delsecolo scorso: le avanguardie, contribuendo a distruggere la cultura, hanno compiuto il progetto dei padroni: costoro non volevano pi la cultura. Come lo si vede tutti i giorni, fanno uscire il revolver ad altitudine elevata. 7 Le langage du spectacle est constitu par des signes de la production rgnante, qui sont en mme temps la finalit dernire de cette production. Gi, come scrivevo poco sopra: lo spettacolo, il capitale divenuto immagine, sono le immagini dei marchi, cio, effettivamente, uno degli scopi delle multinazionali, e danno luogo a lotte titaniche come scrive il giornalista Guillebaud. Se non l'avessi letta da qualche parte, non avrei mai pensato a una tale trivialit. Uno scopo delle multinazionali certamente assicurarsi un'immagine; ma il loro scopo essenziale la dominazione, la continuazione e lestensione della dominazione. Limmagine del marchio come il verme sull'amo Schiavo ancora un nome troppo bello per designare il neo-schiavo, soprattutto nella sua forma di impiegato di concetto e di gay rivendicativo. Bestiame o risorsea umana convengono di pi poich lo schiavo sa di essere schiavo, mentre il bestiame non sa che deve essere mangiato. Il neo-schiavo geme sulla sua sorte e vorrebbe i vantaggi del capitalismo senza i suoi inconvenienti, come i gay protetti [pds garantis nel testo di Voyer - ndt] dal governo che vogliono convolare a giuste nozze. Perch dovrebbe esseretrattato bene? Guai ai vinti. Certo, gli opliti erano omosessuali,

in particolare un certo battaglione tebano. Ma non erano per questo meno opliti degli altri, mentre i gay rivendicativi moderni non sono altro che pds ed impiegati di concetto. Ho letto uno studio interessante nel Bulletin du Mauss, di Gilles Chang, mi pare, su ci che chiama la sociologia delle dimensioni. Il preteso individuo della societ moderna costituito da dimensioni: genitore di uno studente, emofilo, gay, unijambiste [persona con una sola gamba ndt], produttore di salumi, pescatore, comproprietario, vittima di un attentato, dimensioni che hanno tutte il loro gruppo di pressione. Eccolo questo preteso individuo unidimensionale che si rivela essere cos poco individuo e cos poco unidimensionale quanto l'atomo si rivelato inscindibile. 8 Le spectacle qui inverse le rel... non lo spettacolo che rovescia il reale, ma l'lienazione del riconoscimento e della divisione. Lattivit degli uomini divenuta loro estranea. Linversione consiste nel fatto che l'essenza diviene estranea. Ma invisibile. Tutto il contrario di uno spettacolo. Come nota Weber, questa essenza era ancora visibile per i selvaggi. Ma divenuta invisibile per i moderni. Ed per questo motivo che si liberato posto per i prides [cos nel testo - ndt]. Hitler et Mussolini erano troppo forti per organizzare dei prides. Oggi, i prides sono autogestiti. 10 Il concetto di spettacolo non unifica e non spiega niente. Potrebbe farlo se lo spettacolo fosse la societ stessa, se il concetto avesse un senso in quanto societ stessa. Non ha questo senso. "La critique qui atteint la vrit du spectacle le dcouvre comme la ngation visible de la vie; comme une ngation de la vie qui est devenue visible." Cos la negazione della vita sarebbe divenuta visibile e non succede nulla! Karl Zro non la negazionedella vita divenuta visibile. Ma soltanto un istrione nichilista, un fun nichilista. Come quel dottor Bounan che pretende che il principio della dominazione sia conosciuto da un secolo senza che tale mirabolante conoscenza sortisca la minima conseguenza conosciuta e senza metterci a parte dei suoi lumi sul famoso principio cos ben conosciuto! Quando la negazione della vita diviene visibile, in particolare alla televisione, si tratta di aids, mucca pazza, veleni vari e, evidentemente, camere a gas, tutte cose che convengono perfettamente ai neo-schiavi e li confortano nelle loro recriminazioni. Si tratta di una impostura della negazione della vita, uno spettacolo della negazione della vita, la negazione della vita facile per il neo-schiavo abbrutito mentre la negazione della vita essenziale, causa di tutto ci che fa s che le cose progrediscano nel loro lato malvagio, rimanga nascosta. Hegel morto di colera, ma il negativo non una malattia contagiosa. Se la negazione della vita divenisse visibile, la questione sarebbe risolta immediatamente. Se c' uno spettacolo, quello della negazione della vita, settore specializzato del settore specializzato della propaganda, come quello dei droghieri [piciers nel testo - ndt] rivoltosi di Porto Alegre. Non che giustizia il fatto che la vita cos intesa sia minacciata d'estinzione, non che giustizia che un mondo popolato da miliardi di prostituiti (cos' un romanzo di Houellebecq di fronte a questa realt) sia minacciato nella sua esistenza. Che crepi. Vivere per lo stomaco non vita. 20 Se la vita terrestre diviene opaca e irrespirabile non certamente a causa dello spettacolo, della propaganda fun n a causa dello scappamento dei motori diesel. La propaganda fun ha un rovescio catastrofico e di una serieta ripugnante come si pu notare nella collera di questi o di quelli. Tutte le proposizioni di Debord che avrebbero un senso se lo spettacolo in generale ne avesse uno sono prive di senso per l'inesistenza di un concetto di spettacolo in generale. Se la vita terrestre diviene opaca e irrespirabile dovuto all'alienazione, al fatto che l'attivit umana, intesa nel senso ampio dell'attivit della specie, diviene sempre pi estranea, si allontana sempre di pi, come sottolinea Max Weber, senza divenire pi visibile, altrimenti la questione sarebbe risolta immediatamente. Sempre di pi la specie si oppone all'individuo, disgraziatamente per entrambi, ma la specie non diviene pi visibile e non vi uno spettacolo della specie. Perch lasocietsia uno

spettacolo, sarebbe necessario che la specie sia uno spettacolo. 22 La potenza pratica della societ moderna non ha edificato un impero indipendente nello spettacolo, nella propaganda fun. Ci si orienta meglio quando si situa questo impero indipendente tra gli ultimi avatar del mondo. Marx aveva previsto il deperimento dello Stato al quale assistiamo ai giorni nostri. Ma aveva egualmente previsto la scomparsa dei finanzieri, degli speculatori, dei rentiers, che odiava, a vantaggio degli industriali, che rispettava. Povero. Si vede quel che successo. Per tutte le domande che richiedono un s o un no c' una possibilit su due di ripondere giusto, come a testa o croce. Il socialismo scientifico, testa o croce. Lo stalinismo, testa e croce. Conclusione: il concetto di spettacolo non pu avere senso che comme partie de la socit (3) e Debord non parla mai di quella parte della societ che la propaganda, l'industria dell'elogio. Non ha alcun senso neanche come comme instrument dunification (3). il solo che ci sia il denaro, questo rapporto sociale. Non si tratta, in quanto industria dell'elogio, che di uno strumento per l'interdizione dello spirito critico. Al tempo di Debord, si producevano portachiavi, come indulgenze della merce, oggi si producono truppe di pattinatori a rotelle, bestiame della merce. Debord ha ragione su un punto: sarebbe veramente tempo perso cambiare quel che sia a una simile teoria, perch senza interesse. La ragione per cui a lungo ho pensato che il concetto di spettacolo avesse un senso interessante e non triviale, che ritenevo che lo spettacolo potesse essere la societ stessa e ho cercato di stabilire questo fatto di cui non si trova traccia in Debord. Non ci sono riuscito. Continuo tuttavia a pensare che questa proposizione, che la societ possa essere uno spettacolo, potrebbe avere un senso interessante, soprattutto perch presuppone il ruolo antiriduzionista dell'apparenza: il mondo contiene la scienza, la scienza non contiene il mondo. Basta semplicemente trovare quale. Musil dice: Il mondo come un teatro,di deve sopprimere la realt, ci che si chiama la realt, spesso non altro che la routine (cito a memoria).