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Affranchi Alla maniera di Samuel Beckett in Pi pene che pane: Belacqua non piange, ammesso che non soffra.

Simplicissimissimus (n. 1 parvus) Il precetto classico dellautobiografia non che la programmazione di una falsifica zione sistematica dissimulata dalla verit del sintomo. Lambizione del testo di neg are alla menzogna la soggettivit che la ispira, rimanendogli lo stile come trofeo . Nel corso di un tentativo, inevitabilmente complicato, di fuga, mi unisco a un c ontrabbandiere che pilota una chiatta a motore su uno dei grandi fiumi che sfoci ano nel Mar Nero: in Russia, in Ucraina o in Moldavia. Avvengono numerosi miseri scambi attraccando in diversi posti di sosta, di carico e di scarico merci. Dur ante delle faticose contrattazioni mi allontano dalla riva del largo fiume (o ca nale). Ritornando indietro mi imbatto in una piccola colonna doro. La sensazione iniziale, forse falsa, era di stanchezza e di disagio per non aver dormito. Da fuggitivo mi ritrovo davanti a una grande stazione ferroviaria. Nei pressi, o allinterno di essa, trovo lavoro, temporaneamente, come cameriere o come inservi ente di sala, in un ristorante, perch prima o poi devo salire su un treno. Alcuni clienti, chiedono che tagli loro i capelli: una signora per prima, poi unaltra e dopo ancora degli altri ancora. Ne sono stupito, ma non molto, perch con me ho u n paio di forbici e un pettine. Prima di iniziare voglio bere un caff al banco de l bar del ristorante. Il ritorno del presente un effetto di mercato, attorno ad esso si rivitalizzano i fantasmi del futuro anteriore, di quel futuro del passato che si crede sia sta to seppellito finalmente. Che nessuno meglio di Ariosto abbia decantato la passione , in principio, un frut to di esperienza e, dopo, una consolazione. In un momento di noia si compiuta un a dedica che rivolta, altrettanto grata, a Matteo Maria Boiardo di questa ripren do la prima debolissima versione che se in minor grado farraginosa, non meno pre suntuosa risuona. Sette ottave per Orlando La nostalgia e il rimpianto canter piano, ma non perch il sonno turbino degli antichi e cortesi paladini, a cui diedero onore e fama diversi tempi, e gioia a chi le gloriose imprese udiva, e se sfuggenti parole danno peggiore delloblio faranno al mio poeta invocher perdono, seppure il suo sonno non sia men duro. A chi sollievo daranno non so proprio immaginare s franchi campioni, gentili e matti a un tempo. Piuttosto freddina lepoca nostra, tanto pi densamente popolata di quella, quanto meno di segreti e di meraviglie mi pare felice. A sorpresa, dove finisce tace non meno inverosimile vicenda, che il saggio Turpino dimentic e il prudente Ariosto ignor sicuro, nella quale dOrlando innamorata

Angelica piacere prender, ma sar la sola a provar diletto di lui regina tra tante donzelle? Perch, mia lettrice, non si sa molto o poco di cosa che poi non muti; n inerte n fiacco il mondo resta, ch anzi le vicende ingarbugliate da lungi vedi luccicare assai, ma il disegno purtroppo sfocato, per meglio cos che da vicino il mondo altro diventa da quel ch. Le misteriose e diverse venture che il gran poeta certo mai non seppe, lui che tutto sannotava con scrupolo, dalle nebbie dei sogni appresi, come lansia della guerresca opera suggeriva alla cristallina angoscia del finale la timida speranza che tutto si confondesse di nuovo. Orlando a Roncisvalle non temeva Di morire per il ferro dellIslam, n di scoprire che il mondo intero spesso si dimentica di punire anzi incoraggia e onora i traditori. Nulla gli importava pi di cedere alla terra il sangue e al cielo il debole respiro e le armi ai tanti vincitori? Turpino mai non seppe ci che disse Orlando al pietoso fante nemico, che il volto felice lav del sangue: un segreto custod che nessuno per troppo tempo volle ascoltare. Ma i nemici sono i soli nemici? Pure egli suon forte lolifante, che pi il paladino non pot udire. Esergo In una intervista a James G. Ballard del febbraio 2000, lo scrittore inglese, me ntre dice che gli esseri umani non saranno mai soddisfatti solo dallintrattenimen to, non riesce evidentemente a non fare la parte dellintervistatore di s stesso: C redo che tre ventanni ci sar una grossa rivolta contro il XX secolo (forse contro i l XXI secolo - nota di Omar Wisyam). La mia peggiore paura che le persone, nella disperazione, ripiegheranno sulle pro prie psicopatologie come unica via di libert e di autorealizzazione. La suburbanizzazione del pianeta produrr unenorme noia, i cui segnali sono oggi int orno a noi, e soltanto atti di imprevedibile violenza daranno probabilmente alla gente un senso di libert. La banalit del futuro sar attraversata, con la certezza che viene dallevidenza, dal futuro della bannalit, dalla gestione della spesa pubblica, la cui dissipazione se non sar pi grezza di quella che intrattenuta oggi da chi controlla i mezzi che la fanno circolare, sar necessariamente pi pericolosa. Il destino degli incroci (d ue volte la stessa incompetenza nella gestione della sicurezza sociale) di (non) essere bypassati, senza che qualcuno realmente sia in grado di far slittare una progressione per la cui deriva il suo avvenire, cio la sua carriera, era stata p rogrammato.

Extra In un libro che fa quadrato intorno ad Orlando, dice Italo Calvino, egli nota ch e lultima carta che gli serviva contemplava il paladino legato a testa in gi come lAppeso. Ed ecco il suo viso farsi sereno e luminoso, locchio limpido pi che nellese rcizio delle ragionevoli imprese (oppure del tutto irragionevoli), per affermare : Lasciatemi cos: ho fatto il giro e ho capito: il mondo si legge al contrario. Tu tto chiaro. Ci nonostante nessun arcano era sufficiente a Calvino. Cera da farsene un problema . La soluzione di Calvino era il provinciale di Grenoble? Comunque alle ossessioni non consigliabile lasciare il tempo che trovano. Estremi A Sud di nessun Nord. Storie di una vita sepolta (South of no North. Stories of Buried Life) di Charles Bukowski raccoglie diversi racconti. I racconti di Bukow ski hanno il pregio di non avere bisogno di una trama, non che non raccontino al cunch di sensato e che, in un certo modo, non si sviluppino secondo una qualche l ogica e secondo una qualche cronologia, ma ci che accade in mezzo non cos importan te come di solito si ritiene. Si tratta di un pregio che rende immediatamente l eggibili le sue opere, ben pi leggibili di quanto siano divulgabili o raccontabil i e meno di quanto siano raccomandabili. Si possono prendere inizi e finali di racconti diversi e mescolarli; in alcuni c asi funziona benissimo. Oppure dagli estremi, sapendo il resto che vi contenuto, immaginare quanto di accessorio non sia presente o lo sia. Oppure da un punto q ualsiasi di un qualsiasi racconto se ne pu iniziare un altro o lo stesso farlo pa rtire da l. Niente necessario e tutto accessorio, quasi sempre anche disgustoso s e non soltanto doloroso. Simplicissimissimus (parva) Riassunto della prima puntata: Qualunque autobiografia si costituisce attorno a un modello che indubbiamente fa lso, la cui costituzione finisce per imprimere a ci che lo circonda lo stesso mar chio di fabbrica, ma ci al tempo stesso la conferma della pubblica legittimazione di un rapporto sociale prima che di un principio di individuazione, in cui il v alore irrisorio del soggetto pari allassenza di scrupoli necessaria allaffermazion e, secondo la prassi subordinata alla nihilazione di ci che circola ancora come a ssiologicamente determinato. Intermezzo vero che nelle acque dellIsonzo si rispecchiata la mia docilit, come in quelle del Tagliamento, del Livenza, del Noncello, del Natisone, del Meduna, fino alle spo nde del Piave. Mi hanno detto che non dovrei sentirmi estraneo alla citt di Roma. Infine per qualche misterioso motivo la baia di Buccari mi apparve stranamente familiare. La storia continua attraverso dei sogni poco comprensibili. Il Ragazzo disse che non aveva voluto quei soldi prima n li voleva adesso. Disse che se il carretero poteva lavorare per un individuo simile, lui non poteva. Il carretero fece solo un cenno col capo, come per dire che non si aspettava che il ragazzo capisse, ma che un giorno con un po di fortuna, forse avrebbe capito. Na die sabe para quien trabaja, disse. Sono qui a causa di certe persone. Sono venuto a ricostruirne i passi. Forse a vedere se vi fosse un percorso alter nativo. Ma qui non si trova niente. Le cose separate dalle loro storie non hanno senso. Sono semplici forme. Di una certa dimensione e di un certo colore. Di un certo peso. Quando ne abbiamo perso il significato, non hanno pi neppure un nome . La storia, daltro canto, non pu mai venire separata dal luogo al quale appartien e, perch essa quel luogo. Ecco cosa si poteva trovare qui. Cormac Mc Carthy Oltre il confine. Questo mondo semplicemente una storia (contraffatta). E tutto ci che esso contiene una storia e ciascuna storia la somma di tutte le sto rie minori, eppure queste sono la medesima storia e contengono in esse tutto il

resto. Quindi tutto necessario. Ogni minimo particolare. questa in fondo la lez ione. Non si pu fare a meno di nulla. Nulla pu venire disprezzato. Perch, vedi, non sappiamo dove stanno i fili. I collegamenti. Il modo in cui fatto il mondo. Non abbiamo modo di sapere quali sono le cose di cui si pu fare a meno. Ci che pu veni re omesso. Non abbiamo modo di sapere che cosa pu stare in piedi e che cosa pu cad ere. E quei fili che ci sono ignoti fanno naturalmente parte anchessi della stor ia e la storia non ha dimora n luogo dessere se non nel racconto. l che vive e dimo ra e quindi non possiamo mai avere finito di raccontare. Non c mai fine al raccont are. Disse che da quelle parti cerano incendi, terremoti e inondazioni e che bisognava conoscere bene i posti e non semplicemente i punti di riferimento Disse che era difficile che degli novene credessero alla materialit di una mappa. Aggiunse che, comunque, viaggiare con una mappa mal fatta era peggio che viaggi are senza mappa, perch cos si generavano nel viaggiatore false aspettative che avr ebbero potuto allentare in lui quegli istinti che altrimenti lo avrebbero guidat o se invece si fosse affidato ad essi. Disse che seguire una mappa falsa equival eva ad andare incontro a disastri. Aveva imparato, come tutti quelli che fanno quel mestiere, a ricostruire la stor ia di coloro con cui veniva in contatto, soprattutto andando per esclusione. Dis se che raramente si sbagliava e che raramente si stupiva. Mi pare che lei si diverta a sentir parlare i bugiardi. Disse di s. Disse che era un prerequisito per fare quel mestiere. Tuo fratello abbastanza giovane da credere che il passato esista ancora, disse. Che le ingiustizie attendono rimedio. Forse anche tu ci credi? Io non credo a niente. Che rimedio pu esserci? Che rimedio pu esserci per ci che non ? Capisci? E qual il r imedio che non ha conseguenze impreviste? Quale atto non presume lesistenza di un futuro di per s sconosciuto? Io in questo paese sono gi venuto e ripartito, disse Billy. Non stato il futuro a riportarmi qui. Non sai mai quali cose uno metta in movimento, disse. Nessuno pu saperlo. La tercera historia es sta. l existe en la historia de las historias. Es que ultim adamente la verdad non puede quedar en ningn otro lugar sino en el habla. Il pass ato, disse, sempre questione di dibattito tra questi due punti di vista opposti. I ricordi svaniscono con let. Non abbiamo un luogo in cui riporre le nostre immag ini. Vedere le cose come stanno uno sforzo. Cerchiamo dei testimoni ma il mondo non ce li fornisce. questa la terza storia, la storia che luomo costruisce da sol o con ci che gli viene lasciato. Rottami. Qualche osso. Le parole dei morti. Com po ssibile costruire un mondo da tutto questo? Com possibile vivere in quel mondo che una volta era stato creato? Lho sempre sentito dire. Sai perch lhai sempre sentito dire? Perch lho sempre sentito dire? S. No, perch? Perch vero. Credi che buona parte delle cose che si sentono dire sono vere? Cos mi dice lesperienza. Non la mia. Neppure la mia. Lho semplicemente detto. Sembra proprio che tu abbia gi visto le tue a questo mondo. Mi sono lasciato prendere dalle chiacchiere. Sono stato pi fortunato di tanti alt ri. C solo una vita che vale la pena vivere e io sono nato proprio in quella. E qu ella vale tutto il resto Questo mondo non sar mai pi lo stesso, lo sapevi? Lo so. Gi non lo pi.

Quando si svegli nel buio pens che qualcosa fosse effettivamente accaduto in quell a notte deserta e rimase sveglio a lungo ma sent che quel qualcosa non sarebbe to rnato mai pi. Rimase l a lungo, poi il cielo a est cominci a farsi grigio; poi si lev il sole ver o, quello fatto da Dio, ancora una volta, per tutti, senza distinzioni (perch qua lunque disgraziato ci si possa illudere sopra). Tenebre. Disse che chiudere gli occhi non significava niente. Niente di pi di quanto il so nno dicesse a proposito della morte. Disse che non era questione di illusione o meno disse che la luce del mondo era solamente negli occhi degli uomini perch il m ondo in s si muoveva nel buio eterno e il buio era la sua vera natura e vera cond izione e che in questa oscurit girava con perfetta coesione in tutte le sue parti ma che non cera nulla da vedere. Disse che nel suo profondo il mondo era sensibi le, segreto e buio al di l di ogni immaginazione umana e che la sua natura non ri siedeva in ci che si vedeva o non si vedeva. Disse che poteva guardare il sole da llalto in basso e a che cosa sarebbe servito? In un vicolo, tortuoso e senza uscita, dietro una cattedrale, cerano diversi nego zietti e qualche magazzino di calzature. Mi aggiravo da quelle parti di notte. Disse che la gente ritiene che la morte sia imperscrutabile nelle scelte che ope ra, eppure ciascun atto ne sollecita un altro e nella misura in cui gli uomini m ettono un piede avanti allaltro si fanno complici della propria morte come di tut ti gli altri casi del destino. Disse inoltre che il destino di un uomo non pu che essere segnato fin dalla nascita e che tutti cercano di individuare la morte in ogni ostacolo che incontrano. Disse che quelle due concezioni in effetti sono i dentiche e che mentre gli uomini possono trovare la morte in luoghi strani e osc uri dai quali avrebbero benissimo potuto rimanere alla larga, pi giusto dire che per quanto nascosta o contorta sia la strada verso la loro distruzione, essi la troverebbero comunque. Afferma che dove si incontrano due uomini possono accadere soltanto due cose: o una menzogna o la morte. La gente si preoccupa del futuro. Ma non c futuro. Ogni giorno fatto dei giorni ch e lhanno preceduto. Si poteva azzardare lipotesi che il maggiore problema del mondo fosse il fatto ch e ci che sopravviveva era sempre usato per misurare gli eventi passati. A ci che r imane viene assegnata una falsa autorit, come se gli artefatti del passato fosser o sopravvissuti nel tempo grazie a una loro volont ben precisa. Eppure il testimo ne non pu sopravvivere alla propria testimonianza. Nel mondo a venire, ci che prev aleva non poteva mai parlare per ci che era morto; poteva soltanto mettere in bel levidenza la propria arroganza. Larroganza di simboleggiare e di riassumere il mon do svanito, finendo per non fare n luno n laltro. Disse che comunque il passato era poco pi che un sogno e il suo influsso sul mondo era ampiamente esagerato. Perch i l mondo veniva rinnovato ogni giorno ed era solo lattaccamento degli uomini alla sua svanita esteriorit che poteva fare del mondo unulteriore esteriorit.

Equivoco. Lepilessia nei giovani sicura soprattutto con il cambiamento: cambiamento det, di c lima, di luogo, di modo di vita. Ippocrate Il cambiamento la medicina dei mali, per questo motivo la storia del capitalismo la storia di una fuga ininterrotta. Ippocrate inaugurava gli aforismi secondo il principio che nessuna teoria irrinu nciabile, perch la vita breve, larte lunga, lesperienza fallace, il giudizio di le. Affinch il decorso, il movimento del reale, non si dissoci dallanalisi necessar io che il medico sia pronto a fare da s le cose che devono essere compiute, e pure il paziente, gli astanti, le cose esterne, cio, come si crede in astrologia, che siano predetti gli allineamenti e ad essi segua un ordine e, cos assegnato, lesito infine sia confacente. Questo doveva essere il principio-speranza. Non esiste teoria di ci che non pu essere calcolato. La medicina, come scienza, na

sce dal fallimento di una pretesa pi volte rinnovata, con aspra e cosciente dispe razione quando e finch il calcolo raffina i suoi risultati. Oppure Plutone La descrizione arte politica, perch la retorica vi si nasconde. Ma come non manca no mai quelli che non si sottraggono allobbligo di non far vedere che una descriz ione non pu cancellare unaltra descrizione, qualcuno ancora mostra il pericolo che non teme pi, almeno nel romanzo Lora del vero sentire. Perch uno scrittore parla d i passeri, di colombi e di altri piccoli animali, di bende , di camicie e di tov aglie. Ancora una volta per Tucidide il titolo di un libretto che Peter Handke ha pubbl icato per leditore Braitan, da cui tratto il racconto I colombi di Pisino. Il luo go di osservazione principale la stazione ferroviaria, in finta attesa di qualch e treno. Ma non c niente da vedere quella domenica. Qualcosa da sentire, con gli o cchi pi che con le orecchie. Handke sfida la retorica sul suo terreno, impedisce alla parola di prendere il volo, le trattiene e le ruba quel nonnulla che arrest a lo sguardo alle cose. La voragine, la dolina di crollo, che come la superficie di un lago, o uno specchio, attutisce le distanze, rimane non percepita se non sul bordo, irriconoscibile metafora, slabbrata dalla retorica. Per la demistifica zione deve fingere di raggiungere il vero problema (ci riesce mai per davvero?), ed ecco la figura del San Martino della chiesetta di Beram, la cui sproporzione rimette in piedi il senso delloperato, grazie anche allo sguardo del mendicante, che gli risponde. Daltronde la demistificazione spiega che solo pochi denti in m eno danno allo sguardo laspetto stravolto che spiega lorigine della separazione (o ppure la decisione, la divisione, il taglio). I colombi non sono colombi, perch l e mosche fanno velo, le chiazze si confondono, il bianco con il nero. La retoric a si disarma. Sembra che si disarmi, e molti (troppi) si ostinano a non vederla dove ufficialmente afferma di non esserci. A Vienna (forse Vienne) sono ospitato in una casa dello studente. Frequento un c orso universitario. Stringo amicizia con uno che sembra giovane, ma scopro che n on lo . Strano laspetto giovanile di un uomo che dice di avere condotto una certa vita in cui non gli sono mai mancati i vizi che avrebbero dovuto abbatterne il f isico. Una bambina piccola su un passeggino, tra i tavolini di un bar allaperto. una ser a tiepida di primavera. La bambina si innervosisce, ma non ricordo a proposito d i che. Il viso si arrossa, si ingrandiscono e sporgono le vene, si deforma e div enta quello di un essere adulto violentemente alterato, un essere posseduto. Di notte, in una citt scarsamente illuminata, nelle vie, nelle piazze del centro storico, si esibiscono dei gruppi di mimi, di saltimbanchi, di musicisti. Su una scalinata ampia si svolge uno di questi spettacoli musicali e coreografici, che credo sia improvvisato sul momento. Mi unisco al gruppo di girovaghi, dopo aver assistito in prima fila allesibizione. Si trascorre la notte in un vasto asilo i nfantile, con ampie aule collegate da lunghi corridoi. La mattina sono stupito dalla grande quantit di luce che entra nei locali che ris ultano essere degli scantinati. Ho la sensazione che nei piani superiori ci sia un ospedale (si vedono di sopra affannarsi degli infermieri e ambulanze arrivare e ripartire). Tutto lasilo, molto grande, ampio pi delle dimensioni consuete di q uesti edifici, stato occupato da svariati gruppi di attori di strada e di musici sti. Sono convinto dunque che sia in corso un raduno internazionale; gli attori di diversi stages si riconoscono, si salutano e si riuniscono. di nuovo sera, q uando sono sul punto di uscire, qualcuno con nastri ingarbugliati e lunghissimi cerca di bloccarmi, di farmi cadere legandomi le gambe. Mi sottrae le scarpe. An cora dentro questi locali; latmosfera piuttosto confusa ma no spiacevole, come in vece temevo. Mi sono state regalate delle scarpe nuove, cos finisce che saluto il mio gruppo di girovaghi, per allontanarmi di nuovo allimbrunire (era trascorso u n altro giorno).

Nella direzione opposta Der Keller - La cantina questo romanzo sottotitolato Eine Entziehung Una via di scampo. Una fuga, un riuscire a sottrarsi, a svincolarsi. Linizio netto come la d ecisione che descrive. Gli altri esseri umani li trovai nella direzione opposta, in quanto non andai pi allodiato ginnasio, ma, ci fu la mia salvezza, a fare lapprendista, cio al mattino p resto, contro ogni ragionevolezza, non andai pi con il figlio del consigliere gov ernativo Quindi il protagonista, lio narrante, per andare l dove aveva deciso, doveva passa re davanti allIstituto dei ciechi e a quello dei sordomuti, che chiudono la citt n ormale, metaforicamente, e poi nella terra di nessuno, sopra il terrapieno della ferrovia e attraverso i giardini al margine della citt e accanto alle staccionat e del campo sportivo. Ora siamo al di l della citt. Infine bisognava passare il ma nicomio di Lehen per andare allAlta Scuola dei reietti e dei poveri, allAlta Scuol a dei pazzi e di quelli che sono dichiarati pazzi, nel quartiere di Scherzhauser feld, in quello che per antonomasia il quartiere degli orrori della citt. La procedura della mia assunzione nel negozio (di generi alimentari) di Karl Pod laha non sarebbe potuta essere pi breve. Ci che il protagonista vuole lavorare in modo utile per la gente. Allimprovviso sentii dentro di me: la mia esistenza di nuovo unesistenza utile. Er o scampato ad un incubo. Limpiegata allufficio di collocamento per un bel po non fornisce al ragazzo gli ind irizzi giusti. Lui voleva andare nella direzione opposta. Lapatia dei parenti alla sua decisione gli fa capire quanto fosse stato abbandona to a s stesso e fino a che punto era stato lasciato solo. Dice: Io non avevo la minima idea riguardo al mio futuro, non sapevo che cosa vo leva diventare, non volevo diventare niente, mi ero semplicemente reso utile. La cantina, adibita a negozio di generi alimentari, rappresentava per molte pers one (per molte donne), lunica, estrema salvezza da un ambiente casalingo spavento so e da un quartiere micidiale. Non una locanda, non un caff, ma soltanto edifici al fine di distruggere e compromettere coloro che vi abitavano, per la monotoni a e la laidezza, infatti limbarazzo con cui scendevano era una prova della loro i nnocenza. Il tempo passato nella cantina fu fin dal primo momento un tempo prezioso, non u n tempo infinitamente disperato che si trascinava senza posa e senza senso nella mia testa uccidendo i miei nevi a poco a poco. Scoperta la martellante inutilit del tempo vuoto, dun tratto - qui, io esistevo in tensamente, naturalmente, utilmente. Quello che importa se vogliamo mentire o se vogliamo dire e scrivere la verit, ch e pure non pu mai essere e in effetti non mai la verit. Per tutta la vita ho sempr e voluto dire la verit, anche se ora so che erano menzogne. Alla fine quello che importa soltanto il contenuto di verit della menzogna. I sabati sono nel mondo i veri assassini degli esseri umani, e le domeniche fann o intendere questa realt in modo assolutamente insopportabile, mentre i luned rinv iano (la sentenza) la scontentezza e linfelicit alla fine della settimana, al saba to successivo, al prossimo peggioramento dello stato mentale di tutti. Io cercavo il cambiamento, lignoto, forse anche leccitazione e linquietante, e tutt o ci lho trovato nel quartiere di Scherzhauserfeld. Non sono entrato con compassio ne nel quartiere di Scherzhauserfeld, ho sempre odiato la compassione e, pi profo ndamente che mai, lautocompassione. Non mi sono mai permesso di avere compassione e ho agito solo per motivi di sopravvivenza. Due tempi narrativi si mescolano e stridono: ora e quella volta. Riguardo quella volta il narratore pensava e ha fatto credere di essere stato la sciato solo e ha detto di non provare e di non aver mai provato auto compassione , ed ora dice: La mia caratteristica peculiare oggi lindifferenza e la consapevol ezza di tutto ci che stato, e sar. Non ci sono alti valori, ne valori pi elevati, n valori supremi, tutto questo liquidato. ovvio ci che il narratore vuole significare: ogni dichiarazione non generica di i ndifferenza stata preceduta dalla quantit di sofferenza necessaria perch fosse con cepita come sintesi. Necessaria perch sia semplicemente concepibile come fondamen

to di una comunit. Gli uomini sono quel che sono e non si possono cambiare, proprio come le cose ch e gli uomini hanno fatto, fanno e faranno. Ma in definitiva tutto lo stesso. Si scoprono le carte, un poco alla volta. Lidea era quella di rintracciare lesistenza, la propria non meno delle altre. lessenza della natura che tutto sia lo stesso, come per luomo con il martello pneu matico del quartiere di Scherzhauserfeld, come per il narratore. E poi le cose e le parole si dimenticano. Il percorso circolare; li direzione opposta ci riporta comunque dove saremmo arr ivati, ma la direzione dalla quale arriviamo, che non la meta, unaltra. Questa lus cita di sicurezza, la strada della salvezza, la via di scampo. Decidere ci che de terminato in altro modo, purch ci porti, dove siamo destinati, pi leggeri in cosci enza. Stranezze (ma non sono tanto strane). Un anziano preside conclude la sua carriera, lasciando il vecchio, grande e cele bre istituto, per un altro pi modesto, ma di pi recente istituzione e pi vicino all a sua residenza. Gli rimangono due anni prima del pensionamento. Subito vengono avviati dei corsi di studio e di ricerca innovativi, parallelamen te alla diffusione, che per adesso riguarda un solo modello di autovettura (si t ratta di una marca americana o giapponese), di un motore spinto da idrogeno, anz i da acqua distillata. Un ragazzo si produce, con un grosso coltello da macelleria, una netta e profond a ferita sul capo, ma non sanguina affatto. La cute viene aperta e sopra losso te mporale del cranio viene posta una placchetta di un metallo innovativo che in br eve tempo si fonder con losso. Per il momento si intravede un brillio metallico tr a i capelli. Nelle localit di villeggiatura si vedono circolare numerosi prototipi di vetture alimentate con acqua distillata. Un funerale. Un drappo nero lunghissimo tenuto in mano dai partecipanti ad un in terminabile corteo, uno dietro laltro, che si snoda sotto un cielo coperto probab ilmente a Venezia, in Riva degli Schiavoni, oppure accanto ad un canale di Amste rdam. Avrebbe voluto sapere ci che credeva di non sapere disse. In fuga ma in una atmosfera da gita scolastica, forse. Sempre stazioni ferroviar ie e i suoi locali pubblici: bar, ristoranti, negozi, altro. Anche fuori. Su un treno con una collega e sua sorella (forse). Perso un treno, si aspetta un altro e poi un altro ancora. Nei paraggi della stazione, sale da gioco molto frequentate. Inconsuete aperture bianche ovoidali sulla strada: sono le porte delle toilettes. Uno spioncino ova le consente una vista parziale. Da altre (o forse sono le stesse) aperture si en tra in piccoli locali per il riposo dei viaggiatori, molto simili alle toilettes . Non ci entro. Innanzi tutto Dignano pianeggiante, affonda maggiormente nella campagna, addirit tura la contiene nel proprio perimetro e pare dunque dividere il suo respiro e i l suo mistero. Nel contempo, accanto alle stalle e agli orti, a quel paio di avv allamenti in cui prospera un ritaglio delle coltivazioni esterne, la cittadina a llinea alcuni palazzi dallinconfondibile gotico veneto, ma la sua torre campanari a, robusta ed audacemente elevata, costituisce il punto di riferimento per un va sto orizzonte e, dal suo suolo piano, richiama alla mente quella veneziana di Sa n Marco. Ma forse io amo la cittadina di San Biagio proprio perch non baciata dal mare e s embra volentieri farne a meno. Lo domina dallalto per un bel tratto, addirittura imperlato dalle isole di Brioni. Fulvio Tomizza Alle spalle di Trieste. Un raduno nazionalista, per la celebrazione di un primato linguistico, in un ant ico edificio, o forse in un edificio finto-antico, comunque molto vasto e con una mpia gradinata dove trovano posto gli astanti, le insegne, le aste e i vessilli.

Questa era la meta del viaggio? Le due accompagnatrici mi rammentano che ci con oscevamo da piccoli, gi dallet di quattro anni. Osservo la parata celebrata al term ine della riunione. Le due accompagnatrici generalmente stanno tra loro. Un paese collinare. Poche case su una strada non asfaltata, bianca e in qualche punto scoscesa. Lentamente salto fino ad atterrare in piedi, molto pi in l. Davant i a un fienile. Postilla sullamore della purezza Una volta avevo immaginato un romanzo orientale di Kafka. Ce nera gi uno occidenta le, ed America, ma anche Il processo riguarda lOccidente e il suo sistema giudizi ario, come i racconti La condanna, Nella colonia penale e La metamorfosi. Il cas tello invece rivolge una scrupolosa attenzione al potere, allestraneit dalle decis ioni che riguardano il cittadino comune e sembra riflettere su un sistema imperi ale euroasiatico. Qualche fantasia kafkiana punta altrove, un esempio il Desider io di essere indiano, una tra le pi brevi e felici Meditazioni. Un altro singolar e racconto Sciacalli e arabi, che appartiene alla raccolta Un medico di campagna . In questo racconto uno sciacallo, sorprendentemente, si spinge sotto il bracci o del narratore che sta dormendo, accampato in unoasi, in mezzo agli arabi. Gli p arla, quasi con gli occhi negli occhi (fast Aug in Aug mit mir). Il narratore proviene dal lontano settentrione (dem holen Norden) per un breve v iaggio (di fantasia). Che cosa vuole lo sciacallo che gli parla mentre altri due lo tengono fermo, affondati i denti nella giacca e nella camicia, ed altri lo g uardano fisso? Vuole parlargli del conflitto tra sciacalli ed arabi. Dice che questi ultimi son o da disprezzare, perch uccidono le bestie per mangiarle e disprezzano le carogne . Gli arabi, solo con la loro presenza, infettano laria. Sono sudici, sudicia la loro barba orrenda, i loro occhi e il cavo delle loro ascelle linferno. Per quest o gli sciacalli amano il deserto. Vogliamo purezza, soltanto purezza, continua i l vecchio sciacallo, mentre gli altri singhiozzano e piangono. Per cui sar luomo d el Nord tanto atteso, lui, a compiere giustizia. Quindi gli offrono un paio di f orbici da cucina, con le lame coperte di vecchia ruggine. Appare infine il capo arabo con una gigantesca frusta. Le forbici, gi deteriorate , gireranno per il deserto fino alla fine dei tempi, e ad ogni europeo, il prede stinato, verranno offerte per la grande impresa. Gli sciacalli sono pazzi, ma so no i nostri cani pi belli, conclude larabo. Un cammello morto durante la notte vie ne portato davanti agli sciacalli. Essi dimenticano lodio per gli arabi davanti a llincantevole odore della carogna. Come una piccola pompa frenetica ogni sciacall o succhia il sangue del cammello. Poi interviene ancora il capo arabo con la fru sta a interrompere la bevuta. Erano gi mezzo inebriati e spossati (halb in Rausch und Ohnmacht). Ma non potevano resistere e tornavano alle pozze di sangue fumante. Bestie merav igliose, non vero? E come ci odiano! (wunderbare Tiere, nicht wahr? Und wie sie uns hassen!). Addomesticare lodio con la forza della necessit il gioco dellarabo. Fare scomparire il rischio, perch detenere la sovranit significa saper gestire il rimedio costitu ito, padroneggiare il farmaco della necessit naturale. Qualsiasi cosa avesse mai pensato del mondo e della propria vita, si era sbaglia to. LIstituto Professionale, un complesso di edifici abbastanza moderno, si trovava i ncastonato tra diverse vecchie cascine in aperta campagna. Per raggiungere la st rada provinciale su cui passavano le corriere, era necessario attraversare, su v arie passerelle di legno fradice, ampi spiazzi fangosi ma anche stretti sentieri e passaggi tra gli edifici rurali. Diversi giovani colleghi (entusiasti? ambizi osi?). la giornata era serena. Ciascun evento ci viene rivelato solo l dove unalternativa gli ha ceduto il passo. Penso che il sognatore immaginasse di essere davanti a un bivio. Eppure non ceran o bivi. Le nostre decisioni non hanno alternative, in realt. Noi possiamo anche c onsiderare una scelta, ma seguiamo solo un percorso.

Non ricordo bene. Forse non ero disteso, oppure s, comunque dei vermi e delle lar ve strisciavano sul mio corpo, ne entravano e ne uscivano. Fino a un momento pri ma intraprendevo delle attivit rischiose. Considerazioni inattuali (sbaglio di natura?). Meglio se le gazzarre degli uccell i si spengono inghiottite dallazzurro. Eugenio Montale segue Giovanni Pascoli, nel la flora e nella fauna, in un po di flora e di fauna, almeno. I gialli dei limoni hanno il potere di rincuorare (il primo?), le gazzarre degli uccelli no. Cio le rondini. La metafora si spegne. Niente pi gazzarre. Da bambino mi piacevano pi i passeri delle rondini. Ora no, per i destini spezzat i di entrambi, forse. Da Un viaggio dinverno ai fiumi Danubio, Sava, Morava e Drina di Peter Handke: i cani come sempre vagolanti per la campagna o gi stesi morti e irrigiditi sulla ca rreggiata (); quel passero che si schiant contro il parabrezza; e le onde di corvi sempre pi fitte sullasfalto in genere deserto, a proposito dei quali il mio compa gno di viaggio disse poi com strano che tra i corvi ci sia ogni volta mescolata un a gazza proprio quando volevo attirare la sua attenzione appunto su questo. Negli anni delle guerre di secessione jugoslave mi ero mosso ripetutamente attra verso la neonata repubblica di Slovenia. Questa sensazione di attaccamento volle ripresentarsi (anzich: non volle per nemmeno una volta, neanche per un attimo). Per pu esaurirsi una sensazione di attaccamento: p.e. la regione di Bohinj e il su o lago cos silenziosamente vivo proprio alla fine, dal quale si prosegue poi senz a strade in alta montagna ma adesso trovo il collaudato hotel Zlatorog piuttosto unenorme baita alpina sul fondo della valle, completamente orientato verso la cli entela di lingua tedesca Una vasta zona archeologica, unestesa necropoli e numerose basiliche paleocristia ne. Resti di templi e di mura. Allinterno di questa zona in corso una cerimonia religiosa in una basilica. Devo fotografare qualcuno. Cerco di assolvere lincari co, ma mi sembra troppo buio e luso del flash non consentito. Eppure si tratta di una finzione, non per questo motivo che sono l Quello che non va in questa storia che non una storia vera. Gli uomini hanno in testa unimmagine di come sar il mondo. Di come loro saranno dentro questo mondo. I l mondo pu avere diversi aspetti per ciascuno di loro, ma c di sicuro un mondo che non esister mai ed proprio questo il mondo che sognano. Non credete che sia cos? Pu la verit essere un tradimento? Forse s. In ogni caso certi uomini ottengono quello che vogliono. Nessun uomo. O forse solo per poco, e poi lo perdono. O forse solo per dimostrar e al sognatore che il mondo che desiderava, quando diventa reale, non pi quel mon do. Cuore di ragazzo Cominci a parlare, sgorg un dedalo inestricabile nel largo labirinto, i cui cunic oli erano spazzati da venti impetuosi, i rari passanti erano sbattuti qua e l. Fl accidi morti fluttuanti, mossi dallacqua dalle creste effimere. Schiumosi marinai allentavano le cinghie di cuoio, mentre altri lucidavano metalli fluorescenti. Vermi pasciuti, di un rosa pallido pi intenso allattaccatura delle zampine, la mem brana tesa, gonfiata dallabbondanza, adagiati mollemente sugli azzurri e grigi sc ogli erosi, sui graniti arancioni, tra i corsi di purpurei fiumi marini densi co me di mercurio. Baci ardenti e cuoi puri. Si tratta di un sogno, ripetuto dopo alcune notti, nella seconda met di ottobre d el 1998. Nel sogno so di aver scritto un romanzo di successo, il cui titolo Cuor e di ragazzo. La trama del romanzo prevede una ragazza, immagino sia una storia avventurosa e che questa ragazza forse si travesta da maschietto. Come in tutti i sogni i ricordi si sbiadiscono in fetta; so che la storia ambientata in India e non struggente e melodrammatica ma leggera e appassionante. In un altro sogno, meno recente, c una citt che non riconosco, ma che mostro di conoscere benissimo, e che in varie notti ho visitato. Ha qualcosa di Udine, che sicuramente non , qua lcosa di Ragusa (Dubrovnik) e di altre ancora (Tra-Trogir, Napoli, Chieti?). Rico rdo delle vie acciottolate, percorse in salite ripide, un loggiato aperto su unar iosa vista dallalto, dei palazzi e dei colonnati che potrebbero essere romani o v

eneziani, e unaria di mare. Allinizio di febbraio del 1999 un altro sogno. Ci sono delle piazze ariose e sole ggiate che appartengono ad una cittadina che potrebbe essere Cividale (ma non ). Lincongruenza nel numero di piazze, nellariosit nella luminosit dellatmosfera. Quel uogo inoltre non conosce traffico automobilistico. estate o tarda primavera, fa caldo. Ci sono dei colonnati, dei portici che comunicano una piazza con unaltra. In ogni piazza almeno un tendone o un ombrellone chiaro, simili a quelli utilizz ati dagli ambulanti nei mercati. Si formano dei circoli di gente e vicino ad ogn i tenda qualcuno con una manichetta, con una pompa dacqua bagna i passanti. Io so no di corsa perch devo raggiungere la scuola dove insegno, che potrebbe essere un liceo classico come un istituto tecnico o entrambi. Laula insegnanti molto spazi osa e io non trovo lo stipetto in cui sono riposti il registro e i libri di test o. La ricerca affannosa e prolungata. Improvvisamente sulla soglia di una casa c u na giovane donna, un po pi in alto di me perch in piedi sul gradino dingresso che ab braccio. Un albergo a forma di tronco di cono, le cui superfici esterne sono di vetro, su una collina, su un rilievo boscoso che ha la stessa forma a tronco di cono. La strada parecchio pi in gi; bisogna salire unerta ripida a gradoni di cemento tra la roccia, ciuffi derba e radici di pini. Mi viene in mente la Baviera, ma lambiente marino. Marsiglia, i cui vicoli sono invasi dallacqua marina. Vie e piazze come fondali d i un palcoscenico, vengono sostituite da altre e diverse. Alle spalle della citt un istmo con una chiesa, dei cipressi e delle querce, poi le rocce sul mare. La storia dellavvoltoio, di Franz Kafka, non la storia di come ammazzare lavvoltoi o, ma di come ammazzare s stessi. Naturalmente volevo cacciarlo via, tentai persino di strozzarlo, dice il persona ggio, la vittima cio, a chi passa di l. Sono inerme dice a chiunque gli capiti a tiro di voce ho preferito sacrificare i piedi non riuscendo a sovrastarlo (lavvoltoio, ovviamente) e ora sono quasi stra ziati. La voce lamentosa e vittimistica sollecita chiunque passi ad aiutarlo; parecchi si offrono di farlo, e tutti vanno a cercare o a prendere delle armi per abbatte re lanimale. Cio si allontanano. Kafka aveva tralasciato di dire qualcosa sulla pa zienza dellavvoltoio, il quale n fame arretrata n fretta angustiavano. Dopo che lult imo ebbe dichiarato di andare a prendere il fucile, la vittima ormai aveva implo rato, cosciente della cosa: per favore tenti in ogni caso. Ma si tratta di un deliberato equivoco riguardo la cosiddetta vittima, cio il sui cida. Il suicida affrontava un pazzesco confronto sociale, per disprezzo certamente al linizio, segnato da debolezza danimo, affranto dalla sua stessa e dalla altrui mis eria alla fine. Quasi nessuno diversamente avrebbe palesato lafflizione, daltronde . Se qualcosa debolmente incuriosisce nella penosa vicenda come il destino unisca lavvoltoio al suicida. Quel confronto doloroso con la societ e quel conforto si at tuano grazie al triste volatile che si immola nel sangue straripante di cui eran o colme tute le cavit del suicida (la vittima, si fa per dire). Ma forse lavvoltoi o il vero suicida, e conseguentemente la vera vittima. In Iran: dallaeroporto a una moschea in stile architettonico moderno. Alcuni stra nieri, a cui era stato promesso che avrebbero potuto vivere e circolare liberame nte, sono in realt reclusi allinterno dellarea aeroportuale. Allimprovviso scorgo su lle pendici di un rilievo sassoso, nelle immediate vicinanze, una gradinata che conduce ai resti di una chiesa cattolica o quantomeno cristiana, con un imponent e e, allapparenza, ancora intatto campanile. In seguito a qualche calamit tutti cercano di fuggire sui treni. Alla stazione un a folla agitata prende dassalto i convogli. Gli esclusi minacciano i partenti, ti rano delle pietre, forse sparano. Nei pressi di un incrocio sorgono dei palazzi di vetro e di cemento. Uno si appo ggia ad una parete, trattenendo con la schiena qualcosa di pi alto di s. Da lontan

o si vede arrivare sulla strada un veicolo o pi. Viene sottratto al proprietario un cane dalmata che viene arrostito. La sezione ragazzi di una biblioteca pubblica si trova ospitata in una mansarda, dove si vendono anche diversi tipi di pane. Nellatrio di un caseggiato cadente si tengono degli incontri di musica contempora nea. Dietro una porticina che d su un canale di scolo, dove imputridiscono delle carogne di animali (un gatto e degli uccelli), il piscio, come un acido, corrode i resti che si sciolgono fumanti. Subito dopo dei passeri circondano il posto c ibandosi. Negli Stati Uniti. Un bar sotto larcata di un ponte o in un tunnel. Arriva una ve ttura scoperta da cui scendono dei giovani mascherati da clown. Hanno delle gran di bottiglie di vetro che mandano in frantumi rompendole una contro laltra o frac assandole contro la volta del tunnel. Le bottiglie sono piene. Dopo pochi minuti la strada piena di schegge. Un infiltrato di una cellula anarchica uccide alcuni membri del gruppo. Un omici dio compiuto in un camerino di prova. Una chiazza di sangue scuro sulla moquette . Lo spirito della passeggiata Durante una Passeggiata pu accadere qualcosa oppure no, si pu accedere alle soglie di un altro universo o no, ma ci che stupisce di pi, per una superiore leggerezza , il tono insulso di quella di Robert Walser. Ma il carattere insulso dei dialog hi e anche del fantasticare del passeggiatore sono naturalmente ingannevoli, ing annatori proprio perch, in fondo, sono in sintonia con il pensare pi consono, pi in timamente vero, dellautore. Sicuramente si tratta di un mondo di pazzi, quelle al quale appartiene questa storia, se non fosse che anche ai pazzi dato di vivere in questo mondo, che, evidentemente, non degno di continuare ad essere quello ch e senza essere trasfigurato. Ci sono le librerie, le banche, gli uffici postali, le fabbriche, le botteghe artigiane, le automobili, gli uffici delle imposte. Il narratore si accorge che la sua passeggiata potrebbe essere considerata insul sa, allora la difende, e la difende davanti a un funzionario, il sovrintendente o tassatore, che ha da obiettare sullentit del reddito dichiarato dallo scrittore per via delle numerose passeggiate. Che sia pi ricco di quanto stimato? Il tono insulso, ora chiaramente canzonatorio, permette allautore di esprimere de i pareri e dei giudizi tipici di una protesta rivoluzionaria, sebbene di sera (e ra imbrunito, ormai buio), finalmente stanco (anche i pazzi alla fine di una gio rnata si stancano), dopo varie effusioni e perdoni, si ritrovi a pensare alla mo rte e poi a una ragazza abbandonata, dopo aver raccolto dei fiori. Il pensiero che conclude la passeggiata il seguente: Ho raccolto fiori solo per d eporli sulla mia infelicit? Al lettore, stremato, non resta che chiedersi che cosa accadrebbe delle sue capa cit critiche se lautore avesse voluto soltanto mentire, fino in fondo, adottando l a maschera di una strabiliante dabbenaggine, premunendosi per con lastuzia di chi non vuol far credere di agire seriamente, di avvertirci che stava raggirando la sua falsa buona coscienza? Alla fine il lettore si era abituato al fluire assurd amente fiorito dei suoi discorsi. La risposta, ad ogni buon conto, si trova perch lautore non pone molta cura nel na sconderla, e la presenta sotto la forma di un parere, di un consiglio assennato, di una breve riflessione rivolta a chi commissiona la costruzione e ai costrutt ori di fontane per le piazze dei paesi alpini. Non si guarniscano mai n si inghirlandino di fiori fontane monumentali: i fiori s ono certo belli, ma la loro funzione non quella di banalizzare e cancellare la g rave, austera bellezza di unopera di scultura. Lamore per i fiori pu anzi degenerar e in una mania assolutamente sciocca. Sotto questo come sotto altri aspetti, si cerchi di moderarsi. Personalit come i civici consiglieri e simili possono in ogn i momento, se vogliono avere la cortesia di farlo, informarsi gentilmente presso la competente sede e comportarsi poi da brave persone. Di un tale riconosco la grafia sulla busta di una lettera che intercetto per poc

hi istanti in un albergo, non ricordo di quale paese. Pi tardi ricevo in un flaco ne di profumo le ceneri di lui e della seconda o terza moglie. I due si erano su icidati insieme. In una gita scolastica negli U.S.A. sostiamo in un albergo. La mia collega scegl ie, tra i prostituti a disposizione, uno che le piaccia. Io mi rifiuto. Decido d i fare un bagno nella vasta stanza da bagno della mia camera. La vasca un letto. Posso scegliere tra diversi costumi molto colorati. Progressivamente il letto s i trasforma in una vasca che si colma dacqua. Dentro un loculo appena scavato riempio una terrina di biscotti che pongo in una nicchia accanto al punto in cui si trover la testa della salma. Un viaggio in Svezia. Delle strade strette, con accanto il mare, ma anche la cit t (Stoccolma?). si attraversano dei canali con ponti mobili girevoli. Le case han no un colore sabbioso e brunito dovuto allora crepuscolare che si prolunga indefi nitamente. Il cielo color cobalto. Andiamo in giro, si nota unintensa vita nottur na. Ricordo che, dopo averle mangiate, delle fette di salame riappaiono sotto lepider mide delle braccia, divenuta quasi trasparente. Conduco un convoglio ferroviario, di nascosto, non scoperto grazie allintasamento delle linee che non permette dei controlli efficaci sui transiti. Fino in Spagn a e dalla Spagna in Germania. Infine dei poliziotti che salgono sul treno mi arr estano; non oppongo resistenza. I processi in corso continueranno e, come avviene per ogni situazione segnata dal destino, qualsiasi tentativo di frenarli o di respingerli lungo la linea di par tenza otterrebbe leffetto contrario, non farebbe altro che facilitarli e accelera rli. Der Waldgang tradotto in italiano con il diverso titolo di Trattato del ribelle - manifesta gi nel titolo (italiano, almeno) la passione per le antinomie della r ivoluzione conservatrice dopo la catastrofe nazista. Quando ci sentiamo al sicuro, il nostro pensiero si limita a giocare con la catas trofe: la coinvolge nei suoi piani come fattore di improbabilit, e per mettersi a l riparo gli basta qualche modesta rassicurazione. Ai giorni nostri si verifica lopposto. Dobbiamo destinare quasi tutto il capitale alla catastrofe proprio per riuscire a tenere aperto laccesso a una via mediana, che ormai diventata sottile come il filo di un coltello. La teoria della catastrofe si conclude con lavvertimento che non ci concessa la l ibert di evitarla, pur esistendo in essa qualche libert. Larsenale del terrore pronto intorno a noi, ma lo spettacolo non nuovo; i nuovi m ondi sono sempre e soltanto copie dello stesso mondo, per la paura assume lo stil e dei tempi. Ogni attaccante, nella guerra civile planetaria, deve sapere fino a che punto orm ai sia difficile tenere le retrovie. Il ribelle attinge alle fonti della moralit ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui tutto semplice, non servono teorie, n leggi escogitate da qualch e giurista di partito. Comunque la propaganda si sostituisce alla morale non app ena le istituzioni si tramutano in armi della guerra civile. La propaganda deve conoscere il suo uditorio, i suoi clienti, il suo pubblico. Le domande incalzano, si fanno sempre pi assillanti e sempre pi importante diviene il modo in cui rispondiamo. Non dobbiamo dimenticare che anche il silenzio una r isposta. Ci chiedono perch abbiamo taciuto in quel momento, e ci rilasciano una r icevuta per le nostre risposte. Sono i dedali del tempo a cui nessuno pu sfuggire. La soluzione di fronte al nichilismo planetario ricalca La passeggiata di Robert Walser. Il bosco, tra Heimlich e Unheimlich, oltre ad essere la grande casa del la morte, la sede del pericolo dellannientamento, pure il luogo del trionfo, ad u n passo luno dallaltro. Per mezzo della metafora della passeggiata, la salvezza de l mondo, dice (o sembra che dica) Ernst Jnger. Ritrovo A. devo riconoscere le parti di una borsa artigianale in cuoio. facile. In una bottega, La lanterna magica, avevo lavorato dal 1979 al 1981. Riconosco l a borsa, perch lavevo cucita io a mano.

La deserta Ungheria degli Avari, dispersi dai Franchi, venne ben presto riempita dai cavalieri ungari, di origine turco-mongola. Erano otto trib che, passati i C arpazi, si spartirono la piatta pianura fra il Danubio e la Tisza. Tenendo quest o luogo come centro di raduno, dall899 cominciarono a predare, disponendosi a ven taglio, Germania, Francia e Italia. Stabilirono un regime di terrore cos raggelan te, che lo storico Michel Rouche ritiene che da essi derivi, nel nostro immagina rio collettivo, la parola orco. In Friuli passarono e ripassarono per ben dodici volte, tanto che tutta la pianura da essi percorsa, fra i fiumi Isonzo, Tagliam ento e Livenza, venne chiamata nelle carte del tempo Vastata Hungarorum. Tito Maniacco Breve storia del Friuli. Un tale ha diversi tatuaggi. Lungo un muro una scritta che non risolve un dubbio (che, a pensarci bene, non c): Fedeli a Dio e alla nazione. Vie strettissime, porti ci, passaggi angusti, a un certo punto ci si sposta, sospesi nel vuoto, su una g rossa rete di corda appesa tra davanzali e terrazze. Entro in un negozio di dolc iumi. Una luce calda e intensa: focacce con zucchero glassato e mandorle, dolci alluvetta e ai canditi. Mio figlio diventa due ragazzi, io cui carattere diversissimo da quello che cono sco; uno dei due mi odia, laltro forse non altrettanto, apparentemente, ma segue il fratello. Dei grossi ratti, delle pantegane, con vistosi attributi, percorrono delle piste incomprensibili per chiunque, ma non per me. I patriarchi ottennero fra il 900 e il 1000 che le terre della bassa pianura fri ulana, devastate dalle incursioni degli Ungari fino alla loro sconfitta ad opera di Ottone I (fiume Lech presso Augusta, 10 agosto 955) venissero ripopolate da coloni slavi. Una coppia di conoscenti il loro carattere, un tempo molto cordiale, si inaspris ce parecchio. Mi imbatto in loro forse sulle scale di un vicolo, di notte. Poi a casa loro. Il loro appartamento pare molto ampio, ma buio, ci sono dei lunghi c orridoi tetri. Incontro anche altra gente che mi spiega che il cambiamento di ca rattere deriva da una cura ormonale che entrambi seguono, probabilmente per aver e dei figli. Cerco lui: lo trovo grazie alle indicazioni di un paio di clown, o forse mentre sto parlando con dei clown. Tiene in mano una bicicletta. molto spr ezzante. Mentre scrivo, in sogno, e leggo ci che scrivo, scorrono nella nebbia dei fiumi v erdi e profondi. Contemporaneamente scende la notte, e il freddo, in diverse cit t, nessuna delle quali ho mai visitato n mai vedr. Se riesco a tenere presenti le l uci fredde e le ombre sullacqua scura, alla mia storia se ne affiancano altre che non sono mie; tuttavia unaltra parte di me stesso non sente, n ha mai sentito com e sue le storie che sto per raccontare. In un edificio scolastico di costruzione recente: diversi corridoi illuminati da lla luce del sole, aule disposte su vari livelli, con soppalchi, mezzanini, ma a mpi, gradevoli, luminosi. Cominciano i corsi estivi di recupero. In unaula ci son o i miei allievi, ma anche molti altri. Laula presenta pi piani, collegati da grad ini agevoli. Mobili-libreria, scrivane, sedie, ventilatori, una batteria attorno alla quale ci sono vari studenti. Sono scalzo, in mutande e camicia. Mi rimetto i pantaloni per attraversare il corridoio. Per parecchi mesi la luna non ricomparve in cielo e noi eravamo liberi e leggeri . Liberi no, contenti e liberi dalle tristi rabbie, ma non liberi. Giacch non che non ci fosse in cielo, lo sentivamo bene invece che cera e ci guardava, solo era buia, nera, troppo fuligginosa per potersi vedere e poterci tormentare. Era com e il sole nero e notturno che nei tempi antichi attraversava il cielo a ritroso, fra il tramonto e lalba. Tommaso Landolfi - Il racconto del lupo mannaro. A Cesano Maderno, che non conosco, un inseguimento in centro, sotto dei passaggi

a volta che tagliano alcune case. Di notte. Diario del quieto Il quieto riteneva, senzaltro erroneamente, ai valori delleconomia, della concisio ne e della stabilit, che tutta lesperienza si sforzava di dimostrare infaticabilme nte che non erano fatti per lui o, pi perfidamente, che lui non era fatto per lor o dato che egli crede anche alla verit. Il quieto sosteneva ironicamente che letimologia poteva vidimare la critica, per esempio a proposito del concetto di residenza. La banalit infatti una verit di sec ondo grado, che lastuzia o la forza autorizzano. Gli scarafaggi sono insetti nobilitati dalla letteratura. Mi ricordo di un racco nto di Thomas Disch, ma credo che sia merito della Metamorfosi di Franz Kafka se questi insetti godono di qualche primato simbolico o allegorico. Kafka non parl a espressamente di scarafaggi, anche se Gregor Samsa vi si trasforma inaspettata mente. Io preferirei parlare di insetti in altri termini: nel senso che sono di solito piccoli, mentre noi siamo convinti, essendo di norma pi ingombranti, di po ter avanzare maggiori diritti sul (nostro) pianeta di quanti spettino a loro che ritengano o no che questo sia il loro pianeta. Con tutta probabilit il pianeta i n mano pi alla loro volont di potenza che alla nostra volont. Potrebbero resistere meglio di noi agli sconvolgimenti che siamo in grado di provocare, ma a cui non sapremmo sopravvivere. Per quello che ho dimostrato di essere capace di pensare, potrei concentrarmi al punto di essere un insetto, da esserlo in tutto me stess o, ma potrei anche scoprire che neppure a quel livello, non abbastanza microscop ico, riuscirei a farcela. Potrei ridurmi al livello di un organismo unicellulare : un aminoacido dormiente, sognante. Cos disse il quieto. Il quieto precisa che la dimensione minuscola delle proprie capacit, secondo una concezione energetica della vita, non ha niente a che fare con lidealizzazione de llinfanzia, e che la banalizzazione del senso di colpa tanto pi ineliminabile quan to meno inesplicabile la debolezza da cui trae origine. Chi legge abbastanza spesso monoteista. Il quieto, nonostante tutto, non fa che rammaricarsi di non essere stato che ci c he ha creduto di desiderare essere, scoprendo tardi che il desiderio quando si r ealizza inganna pi di uno specchio. Il desiderio al di l della verit: la paura dell a morte cela il luogo del desiderio. Infine le pulsioni si inabissano dove tutto ambiguo. Nessuna consolazione dal non essere ci che si doveva essere uninterpretazione figu rale potrebbe salvare il quieto? Il quieto non ha creduto alla legittimit dellambizione, anzi ha creduto che essa f osse la causa del male, pur sapendo che nessuna illusione sarebbe stata avvilent e quanto questa. Senza voler quantificare la stupidit altrui che il quieto considera senzaltro supe riore alla sua alla fine i conti tornano nella misura comunemente consentita (al meno tra chi non legge e chi non approva ci che legge). Cuore di ragazzo (fine) Dopo parecchi mesi ho ripreso a ricordare qualche frammento di sogno. Riesco a s filare, senza fatica n dolore, lintera arcata dentaria superiore, come se fosse un a dentiera. Ma sono i miei denti. Gi che ci sono provvedo a riempire di cemento b ianco da dentista alcuni spazi tra un dente e laltro. Ne sono fiero. una situazio ne di cui sono convinto che sia giusto vantarsi. Non ricordo altro. Dentro unosteria fumosa, dalle volte basse- davanti a me appog giato al bancone un uomo magro, pelato, di et imprecisata, con una camicia di col ore si dondola con la testa china, ritmicamente, in avanti. Ad ogni movimento sp orge sul bancone un avambraccio. Il polso straordinariamente robusto, la mano fo rte, ma luomo piccolo, con un torace chiuso e stretto. Luomo vorrebbe bere, proten de il braccio, con laltra mano si tiene fermo sul bancone per non cadere. Si muov e con lentezza, pazientemente. Probabilmente non gli verr pi dato da bere, ma non si sposter da l finch si regger in piedi. Non so pi chi sono, anche se posso, come tutti, con i programmi di depersonalizza zione e rifunzionalizzazione, abbandonare lidentit funzionale precedente. In quest

o momento non riesco ad attivare i meccanismi di ripristino, dunque quello che s ono, non sono io. In questo intervallo, se e finch i circuiti non saranno dannegg iati irreversibilmente, vi posto per un ego disfunzionale. Potrei trovare la sit uazione soddisfacente? Forse un segnale del guasto in corso, ma, da questa posiz ione, la realt appare pi comprensibile, anche se indubbiamente capisco poco di ci c he succede, a me in primo luogo. Il solstizio dei sogni (continuazione del Diario del quieto) Poteva essere un convento nei dintorni di una citt, ma gi in una campagna boscosa (querceti, filari di pioppi, vigneti), oppure una specie di comune femminile. No n ricordo molto. Allinterno di una stanza in cui ci sono delle giovani donne. Uno spazio angusto, dei mezzanini su piani sfalsati, delle librerie e delle scrivan ie; finestre con tendine. La luce esterna forte e calda. Accade qualcosa mentre si parla in tanti crocchi. In un altro sogno era in corso un tentativo insurrezi onale; avevo a che fare con un rivista di studi economici che, nel numero appena uscito, includeva delle pagine a fumetti. Dubbi sulla mia vita privata. Immagini che credo appartengano alle Fiandre, allOlanda o alla Francia settentrio nale. Un lungo viale daccesso nasconde (e protegge) un villaggio. Lingresso del vi ale celato da cespugli e rovi. Dei rami coprono il passaggio. Le case sono basse , chiare le pareti esterne. Alcuni tetti sembrano di paglia. Silenziosi pochi vi ottoli. Un canale porta al secondo villaggio, un canale contornato dal alte spon de (soprattutto in prossimit dellabitato). Ricordo una roulotte divisa in due nel senso della lunghezza, come un catamarano. Ferma sulla strada. Mi avvicino e con trollo come se temessi un agguato. Allinterno di una chiesa. Interno circolare. Soffitto a volta, alto. Pavimento no n orizzontale, con gibbosit evidenti (mattoni disposti a lisca). Dentro la chiesa , allinterno di unogiva trasparente, alcuni contrabbassi appesi, rivelano di conte nere delle campane. In una specie di teatrino rotante appare un bar o un caff. De gli anziani sono seduti su sgabelli (si sente spesso ripetere quick time, avvici nandosi lorsa di chiusura). Su un vasto pianoro buio (ma sempre dentro la chiesa) si vedono delle mandrie; sono pecore, mucche ed anche maiali. Quando scocca lora si vedono (sono con A.) delle giovani troie che allattano. Sembrano, a loro vol ta, molto giovani, addirittura cieche, ma forse lo sono i piccoli. In un angolo del duomo, sul pavimento in rilievo, si aggrovigliano dei serpenti in un coacerv o. Bisogna passare di l per attraversare la chiesa, ma si passa senza danno. Qual che serpente era morto. Uscito da quel posto, vado a trovare i miei genitori che abitano in una capanna di legno ai margini di un fiume o del mare. Durante unindagine di polizia, degli agenti immergono la testa (rasata), distende ndosi per terra, in pozze di sangue allo scopo di trovare degli indizi. Un grande parco naturale, la cui estensione pari alla met del Belgio, situato (fo rse) in Africa. Osservo le colline con una strana vegetazione. Le alture ricopro no vaste discariche di materiali tossici. La gestione del parco richiede somme i ngenti per investimenti. Ci sono, allinterno del parco, delle citt, che sono in re alt centri residenziali per turisti. Lo spettacolo della natura comunque seducent e. Della citt marittima nella quale soggiornai alcuni giorni, serbo un ricordo come di una citt veduta in sogno. La sua immagine, dalla quale uno squisito distacco d ella memoria ha escluso qualunque reminiscenza diurna, tutta chiusa in una notte luminosa. Il suo nome n allora n poi mi riusc di conoscerlo. Tentai pi volte di trovarlo sui m appamondi e sulle carte geografiche, ma sempre invano. Scomparsa dalla faccia de l mondo, quella mirabile citt non sopravvive in nessuna altra parte, fuorch nella mia memoria. Ma qui essa vivr finch io vivr. La mia morte sar per essa lultimo defini tivo cataclisma. In una citt fluviale, costruita sulle sponde e sul letto di un largo fiume, tanto da somigliare a Venezia, lungo uno dei canali principali, nel quale lacqua scorr e velocemente, i suicidi, in gruppi, si lasciano andare, facendosi sospingere da lla corrente che li porter a morire pi a valle, tra i gorghi oltre labitato. La ci

tt assiste allevento, dalle finestre, e dalle vie. Si tratta dunque di un rituale al quale partecipo anchio. Il fiume mi spinge verso la riva, ai margini della cit t. In un paese di montagna si tiene un forum. I partecipanti, preceduti dal sindaco armato (fucile-mitragliatore a tracolla) e dalla banda musicale cittadina, si r ecano al palazzetto dello sport. Una frana o un terremoto colpisce la localit. La gente che, stranamente, era al corrente dellevento naturale in anticipo, sembra non temerne le conseguenze. Nel palazzetto molte persone sono ricoperte di terra , di molte scoperto solo il volto. Le salme appaiono disposte una sopra laltra. A intervalli dalla terra emergono i volti. Una processione religiosa prevista per il giorno successivo. Da una finestra vedo fluire la gente. La strada verso il duomo in discesa. Si supera una porta antica, il rudere di un arco forse romano. Si vede la parte superiore del duomo. Un ingresso piccolo accoglie i fedeli. I religiosi con il crocifisso e un baldacchino scendono lungo un viottolo in pende nza verso unentrata laterale. Da dove mi trovo ora vedo il tetto del duomo e la p ianura sottostante. Lampia vallata circoscritta da una corona di montagne. Una de lle citt che vedo forse la mia. La vista mi sorprende perch scopro un muraglione, alto e molto lungo, che non avevo mai notato prima. Qualcuno mi dice che si trat ta delle mura che delimitano il seminario. Dove la terra cede al mare finis terre. I paesi bassi (i Paesi Bassi) sono la fi ne della terra nel mare, in senso letterale, e linizio. La fine del mondo appare dunque l, durante unalba poco luminosa, nebbiosa e caliginosa. Alcuni giovani bruc iano sulla loro pelle la parola war. Le tre lettere sono (forse) incise, comunqu e sono grandi e rosseggiano bruciando nellaria silenziosa. Senso di immobilit, la fine. La febbre del ragno rosso di William S. Burroughs si occupa prevalentemente di l emuri. Il popolo dei lemuri pi vecchio dellHomo Sapiens, molto pi vecchio. Le sue origini risalgono a centosessanta milioni di anni fa, quando il Madagascar si stacc dal c ontinente africano. Il loro modo di pensare e di sentire fondamentalmente divers o dal nostro, non orientato verso il tempo, la sequenza, la causalit. I lemuri tr ovano questi concetti ripugnanti e difficili da capire. Il tempo un tormento umano; non uninvenzione ma una prigione. Qual quindi il sign ificato di centosessanta milioni di anni senza il tempo? E che significato ha il tempo per i lemuri in cerca di cibo? Non ci sono predatori qui, non c molto di cui avere paura. Hanno il pollice opponi bile ma non fabbricano strumenti. Sono indenni dal male che riempie lHomo sapiens quando afferra unarma. LHomo Sapiens ha creduto che gli altri animali esistessero solo perch lui potesse mangiarli? Evidentemente, s. I bulldozer stanno distruggendo le foreste pluviali, i timidi lemuri e le volpi volanti, i gibboni canterini di Kloss, che producono una musica pi bella e variegata di qualunque altro animale terrestre, e i lemuri colugo, capaci di colo planato ma indifesi a terra. Tutti spazzati via. C stato una volta, un periodo di ibridazione rampante, che ha dato origine alla va riet di specie che vediamo oggi. Esistono infatti alcune creature di transizione, come il jaguarundi, classificato come felino ma pi somigliante a una lontra arbo rea. Ma la maggior parte degli ibridi non sopravvissuta, e quelli che sono sopra vvissuti hanno eretto una rigida difesa biologica contro ulteriori ibridazioni. Oppure prendiamo il lemure albino umanoide, con enormi occhi rotondi di un argen to madreperlaceo e enormi orecchie che tremano e vibrano a ogni suono. Gli occhi non hanno pupilla, il loro campo visivo lo stesso di chi guarda attraverso una lente ad angolatura larghissima senza punto focale. La creatura non priva di dif ese, visto che dotata di unghie forti ed acuminate e di canini aguzzi. Si prevede che i lemuri del Madagascar si estingueranno in un centinaio di anni, leredit di centosessanta milioni di anni distrutta nello spazio di una vita umana . Lalba esaltata A Parigi, una mattina, presto, di un anno terribile, prima del risveglio della c

itt al trillo del grande orologiaio che valorizza il tempo, un gruppetto di signo ri ricolloc nella piazzetta che laveva ospitata fino a quando i nazisti la fusero per necessit di guerra, una statua, rifatta sulloriginale, di Charles Fourier quel la stessa che Andr Breton, il surrealista, onor di un mazzo di fiori e di una poes ia. Cosa non frequente che si offra ad un simulacro tanta devozione. Charles Fou rier la meritava? Lui, il sognatore e linventore di una societ nuova, che fuse nel dubbio oro dei sogni il suo monumento al comunismo. I primi passanti, quella ma ttina, al sommesso bisbiglio delle piante, sommerso da altri rumori, lessero sul piedistallo la dedica dei situazionisti al dolce visionario. Due giorni dopo la gendarmeria prelev la statua. Allaura pallida, argentata, dellaube exalte, la memor ia della rivoluzione era ridiventata poesia. Mallarm quando chiam angeli di purezz a gli agitatori anarchici prendeva coscienza di un linguaggio che non poteva usa re, quello di cui costoro facevano un uso esplosivo quanto miserabile? Eppure i surrealisti dicevano: danna quel che puro, e del revolver: molto piacere, ma mi sembra di averla gi incontrata da qualche parte. Nota bene. A me, quella volta, sembrava, ora che ci ripenso a distanza di tanti anni, che d a quella incoscienza dovesse avviarsi la sola poesia fatta da tutti, prima di ap prendere con certezza che, invece, di quella lega era forgiata la solitudine di massa. La domanda che, nel 1975, per chi scriveva, proprio perch non attendeva nessuna r isposta, chiudeva il testo (e racchiudeva il significato) del volantino illustra to, chiedeva: come riconoscere lemergenza del vivibile nelle arti, e soprattutto in quelle pi concretamente vissute, come larchitettura e lurbanistica? Il gusto delle rovine In genere i paesaggi con rovine dipinti nel Settecento sono dei quadri immersi i n unatmosfera silente e stupefatta, altre volte si immaginano dei richiami o dell e melodie solitarie che da essi si staglino nitide nel silenzi e che vi riechegg ino. Mi era capitato di pensare ad un itinerario di luoghi notevoli di Udine, mo lti anni fa (1975-1976), in occasione della stesura di una scheda sulla citt per una guida allItalia alternativa. Durante gli anni che sono trascorsi da quella volta mi sembra che la natura e la cittadina abbiano volonterosamente cancellato parte del paesaggio di allora. Negli inverni del 1974 e del 1975 cercavo nella mia citt una scenografia espressi onista (avevo come modello Perla di Laltra parte, Die Andere Seite, di Alfred Kub in), perch in essa erano rappresentate le mie idee sulla citt. La Udine clericale e tetra che vedevo mi sembrava che avrebbe potuto rovesciare la sua angosciosit di conventi e di caserme solo se avesse incrementato e celebra to la sua cupezza. Ma le conseguenze del terremoto del maggio 1976, quasi nulle per la citt, spinsero i lavori di ristrutturazione con deleteria celerit. I restau ri, se mantengono le volumetrie, con qualche approssimazione, cancellano i segni del trascorrere del tempo, cio il principale effetto di realt che pu vantare un ed ificio. Intorno al centro, e al suo interno, un buon numero di catapecchie restituiva una tmosfera interessante, nel suo piovoso squallore, alla cittadina. Quelle topaie si trovavano in via Superiore, in via Villalta, in via Cicogna, in via Pracchius o, in via Muratti, in via Grazzano e altrove. Resiste oggi ancora qualcosa del g enere, ma si tratta di altri edifici, pi recenti di quelli storici che richiamavo prima, come alcuni incasermamenti realizzati per ledilizia pubblica agevolata o da imprese private per piccoli proprietari negli scorsi decenni. Piazza delle Erbe (piazza San Giacomo, oggi piazza Matteotti) decadeva con sovra na indifferenza, ma la ristrutturazione degli edifici che la contornano ha risch iato di toglierle quel senso che bancarelle popolari le davano. Cos le borse dell a spesa si riempiono altrove. Via Sottomonte offriva un qualche senso di oscurit, come pochi altri vicoli, come

per esempio la salita nei pressi della Porta Manin. Anche nella zona tra viale Ungheria e viale Trieste molti tuguri si lasciavano corrompere dal tempo. Oggi n e sono rimasti ben pochi. In compenso tra due ville sventrate esibisce la sua me diocrit, con aria da decorosa latrina, il nuovo teatro. Alcuni acciottolati sono sopravvissuti, forse per trascuratezza del Comune, ma testimoniano la frode rius cita di una generale asfaltatura. Piazza Primo Maggio sempre stata unellisse deprimente, poi stata evirata (le coll inette tagliate) ed infine soffocata dalle auto e dalla noia. Nelladiacente giard ino, oggi dedicato a Loris Fortuna, si conservano le spoglie dellultimo (unico) v espasiano della citt, che eroicamente si contrappone alla facciata dellIstituto st atale darte. Un intervento urbano, che ha subito le critiche feroci dei cittadini, si present a come un muretto angolare a lastre di pietra rosa pallido a forma di sedile alli nterno, di fronte alla sede centrale dellUniversit di Lingue. Illustra una tendenz a, un look igienico-sanitario che fa il paio con la vasca da bagno senzacqua di p iazza Venerio. Una residuale traccia di eleganza si pu intravedere ancora nel piccolo parco Rica soli. La loggia di San Giovanni, nel cuore della cittadina (piazza Libert) non ha nessu n impiego, se non funerario. Il municipio, dietro la loggia del Lionello, opera di gusto necrofilo, in una sorta di liberty egizio. I grossolani soldatoni a guardia del Tempio Ossario sono appunto grossolani. Ma non molto diverse, nel riempimento delle forme, sono le veterane statue di Ercol e e Caco in pieno centro. Il deterioramento del paesaggio cittadino esemplificato dalla scomparsa delle du e storiche birrerie di Udine, due fabbriche intendo dire. Cos svanita una periodi ca fragranza nellaria che attutiva il monopolio dei gas di scarico delle auto. Limpudente bruttura del parco di cemento non mai stata sanata, cos come fa riflett ere lincivilt del parco cittadino realizzato fuori della citt, dominato dallautostra da che lo delimita su un lato, e per raggiungere il quale serve lautomobile e, co me logico complemento, privo di un marciapiede e di una pista ciclabile.

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