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FRANCESCO

Sinodo dei vescovi

Come e quanto il papa sta cambiando la metodologia

evisione generale
Santa Sede e le conferenze episcopali, per cui ne scaturirono anche importanti decisioni sullo stesso Sinodo dei vescovi, che di tale cooperazione si trovato a essere uno snodo fondamentale. La seconda, convocata da Giovanni Paolo II nel gennaio 1985 e celebrata tra novembre e dicembre dello stesso anno, fu dedicata al XX anniversario della conclusione del concilio Vaticano II e pose le premesse per successivi atti del magistero pontificio di non poco peso, quali la promulgazione del Catechismo della Chiesa cattolica (1992) e la travagliata definizione dello status teologico e giuridico delle conferenze episcopali (con lApostolos suos, 1998). La seconda novit, formalmente conseguente alla prima, sta nel Documento preparatorio.4 Si tratta di un testo breve, che per scelta dichiarata si limita a richiamare i fondamenti biblici e alcune poche fonti magisteriali di prima importanza sul tema della famiglia (Gaudium et spes, Humanae vitae, Familiaris consortio e il Catechismo della Chiesa cattolica, che da esse dipende), per lasciare spazio al Questionario che ne rappresenta la terza parte, e che ha subito suscitato grande interesse, sia per la nettezza delle domande che pone (una per tutte: Dove linsegnamento della Chiesa [sulla famiglia] conosciuto, integralmente accettato? Si verificano difficolt nel metterlo in pratica? Quali?),5 sia per la raccomandazione, insistita, che venga diffuso a tutti i livelli della comunit ecclesiale, in modo che le istanze minori (fino al singolo battezzato) si sentano interpellate a prescindere dal fatto che listanza immediatamente su-

olo laffollarsi, nellagenda di papa Bergoglio, di appuntamenti di grande rilevanza e di pari visibilit1 ha impedito agli osservatori di accorgersi che, frattanto, egli stava lavorando a un progetto destinato a sopravanzare, per il suo valore programmatico, tutti o quasi quelli sinora intrapresi.2 Mi riferisco alla generale revisione della metodologia sinodale3 che sottesa ai seguenti, recenti atti: la convocazione per il 5-19 ottobre 2014 di unAssemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, avente per tema Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dellevangelizzazione (9.10.2013); linvio, contestualmente o quasi, ai vescovi di tutto il mondo di un breve Documento preparatorio (DP), comprensivo di un Questionario del quale si raccomanda una diffusione capillare; la previsione per lottobre 2015 di dedicare a cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia (DP I) la XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. La prima novit il ritorno della forma straordinaria dellassise sinodale: quella cio prevista se la materia da trattare () esiga una rapida definizione, dice il Regolamento del Sinodo, e alla quale partecipano, in rappresentanza delle conferenze episcopali, solo i presidenti. Due i precedenti, lontanissimi dal presente e tra loro, nel tempo e nei modi. La I Assemblea straordinaria, convocata da Paolo VI alla vigilia del Natale 1968 e celebrata nellottobre 1969, ebbe per tema La cooperazione tra la

periore (la parrocchia, la diocesi, la conferenza episcopale) le solleciti. In ascolto A partire dal III Sinodo dei vescovi (1974), il documento antepreparatorio delle assemblee ordinarie ha sempre avuto il nome di Lineamenta e una forma piuttosto ampia, pur conclusa da uno o pi Questionari; quello che avvi la discussione del II Sinodo straordinario (1985) ebbe anchesso forma brevissima e prevalentemente concentrata sulle domande (4 generali e 9 particolari). Sia in questultimo caso, sia negli altri i destinatari dei quesiti erano con tutta evidenza i vertici delle conferenze episcopali e degli altri organismi che al Sinodo sarebbero stati rappresentati. Ora lintento quello di mettersi in ascolto dei problemi e delle attese che vivono oggi tante famiglie (mons. Forte), mobilitando la Chiesa che vive nei decanati e nelle parrocchie, al fine di ottenere dati concreti e reali sulla tematica sinodale (Baldisseri).6 Al momento in cui scriviamo, le pi leste a sintonizzarsi su questa dinamica sono state le conferenze episcopali degli Stati Uniti, di Inghilterra e Galles, del Portogallo e dellAustria, che hanno reso disponibile online, sui rispettivi siti web, il DP raccomandando di non esitare a servirsi degli strumenti informatici per diffonderlo e per trasmettere le risposte.7 Val la pena ascoltare le parole con cui larcivescovo di Vienna, il card. Schnborn, si espresso in proposito: Tutto quello che arriva [dalla base] sar riportato, giacch in atto una straordinaria apertura a tutto ci che pensa il popolo di Dio.8

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Ci sono dei significativi precedenti di Chiese che, in vista di un esercizio collegiale su temi di primaria importanza, si sono poste in ascolto sistematico e capillare del popolo di Dio cio di s stesse , e non solo a livello di sinodi diocesani o di convegni ecclesiali locali. Basta ricordare il metodo scelto dalla Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti negli anni Ottanta per redigere le lettere pastorali sulla pace, sulleconomia e sul ruolo della donna nella Chiesa e nella societ, con la pubblicazione e lapprofondita discussione pubblica di successive bozze, prima di arrivare al testo definitivo.9 Anche i vescovi francesi, negli anni Novanta, giunsero alla Lettera ai cattolici su come proporre la fede oggi al termine di un processo di consultazione che, partendo dal Rapporto Dagens, ottenne 3.000 pagine di risposte di individui, gruppi, parrocchie e movimenti. Pi vicino a noi negli anni e a papa Francesco per lesperienza personale, c il cammino preparatorio della V Conferenza generale dellepiscopato latinoamericano, svoltasi ad Aparecida nel 2007, che prese il via con un ampio Documento di partecipazione esplicito sin dal titolo nel sollecitare un coinvolgimento della base ecclesiale il pi ampio possibile, e che si servito ampiamente delle strade e autostrade digitali. Pi collegialit La terza novit, questa volta assoluta, la concatenazione di un sinodo straordinario e di uno ordinario sullo stesso tema, distanziati di un solo anno, con
1 Da inizio luglio a inizio ottobre: la pubblicazione dellenciclica Lumen fidei, il viaggio a Lampedusa, la GMG di Rio de Janeiro, liniziativa per la pace in Siria, lintervista alle riviste dei gesuiti, la prima riunione del Consiglio degli otto cardinali, il pellegrinaggio ad Assisi. 2 In almeno tre occasioni ne abbiamo testimonianza: l udienza di Francesco al Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, il 13 giugno (cf. nota 11); il colloquio con il clero di Roma, il 16 settembre (cf. il resoconto della Radio vaticana del 16.9.2013); il primo briefing di p. Lombardi sulla riunione del Consiglio dei cardinali, il 2 ottobre (cf. Regnodoc. 19,2013,604s). 3 Sono le parole di mons. Lorenzo Baldisseri, nominato il 21 settembre segretario generale del Sinodo dei vescovi, alla presentazione della III Assemblea generale straordinaria, il 5 novembre scorso, che cos le spiega: Lidea quella di rendere listituzione sinodale un vero ed efficace strumento di comunione attraverso il quale si esprima e si realizzi la collegialit auspicata dal concilio Vaticano II. Con lui sono intervenuti anche il relatore generale dellAssem-

lidea che il primo, pi ristretto, recepisca le domande che arrivano dal corpo ecclesiale e il secondo, pi ampio, articoli le possibili risposte pastorali. abbastanza evidente lintento di riprendere in esame, senza strappi e senza generare traumi, la possibilit che la Chiesa trovi a livello universale forme adeguate attraverso cui praticare una sinodalit permanente. La stessa distanza di un anno tra i due sinodi richiama la scansione dei lavori del Vaticano II in sessioni e intersessioni. Si tratta infatti di una suggestione che era molto viva nellimmediato postconcilio, e alla quale Paolo VI intese rispondere esattamente con listituzione del Sinodo dei vescovi, nel 1965. E si pu ben dire che la storia dei Sinodi da allora a ieri (lAssemblea ordinaria del 2012) contempla tanto la progressiva, prevalente preoccupazione della Santa Sede di circoscrivere alla dimensione puramente consultiva le assise sinodali, nonch di sterilizzare quanto possibile linflusso su di esse dei mass media e quindi dellopinione pubblica, quanto la tensione dellepiscopato mondiale a minimizzare quella preoccupazione, a fronte del valore, comunque sperimentato, dellesperienza di camminare insieme.10 Non azzardato pensare che, optando per questa rinnovata metodologia, papa Bergoglio e gli otto cardinali del suo Consiglio abbiano interpretato la loro stessa, vasta esperienza di padri sinodali.11 Lintenzione di Francesco di valorizzare, attraverso il Sinodo dei vescovi, la collegialit episcopale stata del reblea del 2014, card. P. Erdo , e il segretario speciale, mons. B. Forte. 4 Il testo integrale sul prossimo Regno-doc. 21,2013. 5 DP, III. Questionario, 1b; Regno-doc. 21, 2013. 6 Cf. nota 3. 7 In Italia, per il momento, siamo stati noi del Regno a renderci disponibili ad aiutare la Chiesa ad ascoltare le famiglie: diffondendo online il DP, proponendo il Questionario in formato compilabile e preparandoci a dare conto delle risposte pervenute, pur rispettandone la riservatezza (ove richiesto). 8 Kathpress 8.11.2013, 2. Sempre in area germanofona, significativo il recente confronto pubblico tra mons. Mller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e il card. Marx, arcivescovo di Monaco, a partire dagli Orientamenti per la pastorale dei divorziati diffusi a fine settembre dalla diocesi di Freiburg (cf. Regno-doc. 19,2013,631ss). 9 Come noto, il documento sulla donna non vi arriv mai, a causa dellintervento della Congregazione per la dottrina della fede.

sto dichiarata esplicitamente nellintervista alle riviste dei gesuiti: Si deve camminare insieme: la gente, i vescovi e il papa. La sinodalit va vissuta a vari livelli. Forse il tempo di mutare la metodologia del Sinodo, perch quella attuale mi sembra statica.12 Potrebbe anzi essere in arrivo un ulteriore segnale. Alludo alleventualit che limminente esortazione apostolica sul tema dellevangelizzazione (a seguito del Sinodo del 2012) porti la firma di Francesco ma non la qualifica di postsinodale. Assumerebbe in tal caso, infatti, una svolta positiva, nel senso di valorizzare la soggettivit delle assemblee sinodali, levoluzione dei documenti conclusivi cui abbiamo assistito: da testi approvati dallassemblea (1971), sono diventati unesortazione apostolica in cui il papa ha elaborato, in proprio, le propositiones finali ricevute dal Sinodo (Evangelii nuntiandi, 1975; Catechesi tradendae, 1979; Familiaris consortio, 1981); dalla Reconciliatio et paenitentia (1984) in poi tale esortazione apostolica ha ricevuto lulteriore qualifica di postsinodale, e negli anni pi recenti, e particolarmente sotto il pontificato di Benedetto XVI (chi ricorda come sue le postsinodali che ha firmato?), questa qualifica ha finito per prevalere. Ma come catalogazione di documenti via via sempre pi compilativi rispetto alla serie delle rispettive fonti sinodali, e sempre meno capaci di aggiungere al magistero precedente alcunch. Guido Mocellin
Molto efficaci le pagine in cui A. MELtematizza questo aspetto nel suo recente Quel che resta di Dio, Einaudi, Torino 2013, 79-81. Tra le voci episcopali pi esplicite in proposito, quelle dei cardd. J. WiLLEBrANDS e A. LOrSCHEiDEr, che al Sinodo dei vescovi del 1990 resero due memorabili testimonianze nel contesto della celebrazione, in assemblea, dei 25 anni dellistituzione; cf. Regnodoc. 21,1990,647ss. 11 Il vescovo e cardinale Bergoglio ha partecipato infatti ai sinodi ordinari del 1994 (vita consacrata), del 2001 (ministero episcopale), dove stato anche relatore generale aggiunto, e del 2005 (eucaristia) e a quello speciale per lAmerica del 1997, oltre che alla gi citata V Conferenza generale dellepiscopato latinoamericano di Aparecida (2007), dove come noto ha guidato il gruppo di redazione del Documento conclusivo. Cf. il suo Discorso ai membri del XIII Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, 13.6.2013. 12 La Civilt cattolica 164(2013) 3918, 19.9. 2013, 466.
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