Sei sulla pagina 1di 45

LEZIONE N.

6 DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI E LORO UTILIZZO (GLICOLISI)


Torniamo indietro…nelle puntate precedenti…

PROTEINE

CARBOIDRATI

LIPIDI
Torniamo indietro…nelle puntate precedenti…

Glucidi (Carboidrati)
AMIDO

amilosio amilopectina
FONTI DI GLUCOSIO

DIETA
AMIDO (cereali, legumi, patate, …)
saccarosio (frutta)
lattosio (circa 50 g/litro latte vaccino)

RISERVE
Glicogeno epatico

BIOSINTESI
Gluconeogenesi epatica a partire da precursori non
glucidici
Queste fonti permettono una costante disponibilità di
glucosio nel sangue, che è mantenuta entro una
concentrazione (4,5-5 mM) strettamente regolata
RESPIRAZIONE
FONTI DI ENERGIA
- carboidrati  GLUCOSIO
- trigliceridi  ACIDI GRASSI
- scheletro carbonioso degli amminoacidi

ENERGIA per
 gradiente elettrochimico (Na+/K+ ATPasi)
 processi biosintetici (es. sintesi proteica)
 trasporto transmembrana di molecole
trasduzione del segnale
 lavoro meccanico (respirazione, contrazione cardiaca,
contrazione muscolare)

RESA ENERGETICA ~ 35 %
“SOTTOPRODOTTI” calore, CO2, H2O, NH3 ( urea)
UTILIZZAZIONE D’ENERGIA A RIPOSO
organo consumo ATP
fegato Na+/K+ ATPasi

sistema nervoso sintesi proteine


3% peso corporeo
muscolo miosina ATPasi

stomaco e intestino calcio ATPasi

cuore ciclo dei substrati


altro
rene
polmoni
altro l’area indica la % di utilizzo
I nutrienti necessari per la produzione di energia
possono derivare dalla
- DIETA
- BIOSINTESI
- RISERVE

Componenti della DIETA


NUTRIENTI:
glucidi, lipidi, proteine, vitamine, minerali

NUTRIENTI ESSENZIALI
L’organismo è incapace di sintetizzarli e devono essere
assunti con la dieta
acidi grassi 6 ed 3, alcuni amminoacidi, minerali,
quasi tutte le vitamine
Il nutriente per essere utilizzato deve prima subire i processi di

- DIGESTIONE
Polimero  monomero - per scissione idrolitica

- ASSORBIMENTO
lume intestinale  enterocita  circolo (plasma, linfa)

MALASSORBIMENTO
Difetti digestione /assorbimento
DIGESTIONE

BOCCA saliva: digestione amido (-amilasi)

STOMACO digestione proteine (e trigliceridi)


- HCl
- zimogeni ed enzimi (pepsinogeno)
- fattore intrinseco (assorbimento vitamina B12)

INTESTINO TENUE digestione proteine, carboidrati, lipidi


 bile
- funzione digestiva, HCO3-, sali biliari
-funzione escretoria (sostanze lipofile, quali pigmenti biliari,
farmaci)
 secrezione pancreatica: HCO3-, zimogeni ed enzimi
COLON fermentazione batterica
DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI
DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI
DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI
METABOLISMO DEI CARBOIDRATI

Glicemia dopo digiuno notturno ~ 5 mM (80 mg/dL)

3,5 mM (digiuno prolungato)


7,2 mM (ricco pasto glucidico)
glicosuria 9-10 mM

Metabolismo glucidico regolato da ormoni

insulina: ipoglicemizzante

glucagone, cortisolo, adrenalina: iperglicemizzanti


La Glicolisi
(dal greco glykys→dolce e lysis →scissione)

E` la via metabolica che estrae energia dal


glucosio:

→una molecola di glucosio viene


metabolizzata attraverso una serie di reazioni
catalizzate da enzimi per generare due
molecole di piruvato (un composto a tre
atomi di carbonio).

E` la via centrale del catabolismo del glucosio


ed è localizzata nel citosol.

In alcuni tipi di tessuto e cellule (eritrociti,


cervello...) la demolizione del glucosio
attraverso la glicolisi è la sola fonte di energia
metabolica.
METABOLISMO DEI CARBOIDRATI
METABOLISMO DEI CARBOIDRATI

Le reazioni della glicolisi sono 10.


Le prime 5 reazioni costituiscono
la fase di investimento energetico
nella quale si ha consumo di ATP e
scissione dello zucchero a 6 atomi
di carbonio in 2 triosifosfati.
Le seconde 5 reazioni
costituiscono la fase di
produzione energetica in cui i
triosi fosfati vengono convertiti in
composti ad alta energia di idrolisi
che trasferiscono il fosfato all’ADP
con formazione di ATP
GLICOLISI: PRIMA FASE
La fase preparatoria della glicolisi
richiede l’investimento di 2 ATP e porta
alla rottura del glucosio (6C) in 2
molecole di trioso fosfato (3Cx2):
gliceraldeide-3-fosfato e
diidrossiacetone fosfato.

Entrambe le molecole entrano nella fase


di recupero energetico perché il
diidrossicetone fosfato è isomerizzato a
gliceraldeide-3-fosfato (x2).

L’energia spesa durante questa fase


viene utilizzata per aumentare l’energia
libera degli intermedi della via
metabolica.
GLICOLISI: SECONDA FASE
• Il guadagno energetico inizia nella fase di
recupero. Ogni molecola di gliceraldeide-3-
fosfato (x2) viene ossidata e fosforilata da
parte del fosfato inorganico (non dell’ATP)
formando un composto bifosfato (1,3-
bisfosfoglicerato).

• L’energia viene rilasciata quando il


bisfosfoglicerato viene convertito, in tre
reazioni, in piruvato (x2).

• La maggior parte dell’energia è conservata


accoppiandola alla fosforilazione di 4
molecole di ADP in ATP e alla formazione di
2 molecole di NADH per molecola di
glucosio.
Principali tappe della
glicolisi
• Le tappe più importanti della glicolisi
sono quelle irreversibili in vivo:
- glucosio → glucosio-6-fosfato
(esochinasi/glucochinasi)
- fruttosio-6-fosfato → fruttosio-1,6-
bifosfato
(fosfofruttochinasi-1)
- fosfoenolpiruvato → piruvato
(piruvato chinasi)
Resa energetica
netta della glicolisi
- 2 ATP consumate nella fase di
investimento energetico

+
+ 4 ATP + 2 NADH ( = 2.5 x 2)
ATP/NADH) prodotte nella fase di
recupero

Totale: 4+5-2= 7 ATP/molecola di


glucosio
GLICOLISI
GLICOLISI
GLICOLISI
GLICOLISI: 3° TAPPA

QUESTA FASE
E’ SOTTO
REGOLAZIONE
ORMONALE
GLICOLISI: 3° TAPPA
GLICOLISI: 4° TAPPA
GLICOLISI: 4° TAPPA
3

1
Aldolasi

(liasi)

G’° = + 23,8 kJ/mole

Alle concentrazioni fisiologiche la reazione è sostanzialmente all’equilibrio


ΔG (negli eritrociti) = -0,23 kJ/mole
GLICOLISI: 5° TAPPA
GLICOLISI: riepilogo prima fase
GLICOLISI: 6° TAPPA

La gliceraldeide-3-fosfato deidrogenasi
catalizza l’ossidazione del carbonio carbonilico
della gliceraldeide-3-fosfato con scambio di
due elettroni e produzione di un gruppo
carbossilico.
Questo tipo di reazione è normalmente
piuttosto esoergonica, ma la reazione
completa è debolmente endoergonica perché
l’enzima utilizza la maggior parte dell’energia
rilasciata per sintetizzare un composto ad
altissima energia: l’1-3-bifosfoglicerato.

Questo enzima richiede NAD+ che riceve gli


elettroni dal substrato da ossidare.
GLICOLISI: 6° TAPPA
ACCETTORE/DONATORE
ELETTRONI
GLICOLISI: 7° TAPPA
GLICOLISI: 7° TAPPA
GLICOLISI: 8° TAPPA

La fosfoglicerato mutasi
catalizza il trasferimento di fosfato
dalla posizione 3 alla posizione 2
del substrato. L’enzima contiene un
residuo di fosfoistidina nel sito
attivo.
Nel primo passaggio della reazione
il gruppo fosfato dell’enzima è
trasferito al substrato con
formazione di un intermedio il 2,3-
bifosfoglicerato.
GLICOLISI: 9° E 10° TAPPA

La enolasi produce un altro composto


ad alta energia di idrolisi il
fosfoenolpiruvato (PEP) che
andra’ a partecipare alla seconda
fosforilazione a livello del
substrato.
La reazione prevede una semplice
disidratazione che ha l’effetto di
aumentare enormemente l’energia libera
di idrolisi del legame fosfato che passa da
-15.6kJ/mol del 2-fosfoglicerato a -61.9
kJ/mol del fosfoenolpiruvato.
GLICOLISI
DESTINI DEL PIRUVATO
DESTINI DEL PIRUVATO
Il piruvato può prendere tre strade diverse:
• in condizioni aerobiche il piruvato viene ossidato ad acetato che entra nel ciclo di Krebs ed
è ossidato ad anidride carbonica e H2O, il NADH prodotto viene convertito in ATP nella
fosforilazione ossidativa;

• in condizioni anaerobiche (muscolo in attività), e in certi tessuti (retina, eritrociti e cervello)


anche in condizioni aerobiche, il piruvato può essere ridotto ad acido lattico
(fermentazione lattica o lattacida) dalla lattato deidrogenasi; la riduzione del piruvato
rigenera NAD+ (da NADH) che può essere nuovamente ridotto nella fase di recupero della
glicolisi. In questo modo il glucosio viene convertito in 2 molecole di piruvato generando
ATP, mentre NADH e NAD+ vengono continuamente interconvertite senza che si accumuli
preferenzialmente l’uno o l’altro:

• CH3-C-COO- CH3-CH-COO-
O OH
NADH NAD+

• in alcuni tessuti delle piante e nei microorganismi in condizioni anaerobiche il piruvato è


trasformato in anidride carbonica ed etanolo (fermentazione alcolica).
VIE DI ALIMENTAZIONE DELLA GLICOLISI
Oltre al glucosio molti altri carboidrati
possono entrare nella via glicolitica e
subire le degradazioni che liberano la
loro energia:
- Glicogeno e amido che vengono scissi
in glucosio
- Disaccaridi che vengono idrolizzati in
monosaccaridi e forniscono galattosio,
fruttosio e glucosio
- Mannosio proveniente da
glicoproteine e polisaccaridi
Anche i grassi possono fornire molecole
che entrano nella via glicolitica:
- Trigliceridi che nell’idrolisi forniscono
glicerolo
VIE ALIMENTATE DALLA GLICOLISI
I metaboliti intermedi
della glicolisi possono
fornire precursori per la
sintesi di numerose molecole
e macromolecole:

• Aminoacidi
• Nucleotidi
• Lipidi
• Glicoproteine
• Aminozuccheri
• Glicogeno