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Praticamente Femap

Capitolo 3

Femap 1-D: la trave

3.1 Impostazioni generali

Il primo passo verso l’utilizzo del programma Femap ed in generale verso l’utilizzo del metodo FEM è nella direzione più semplice che si possa immaginare, quella delle strutture monodimensionali. La tipologia di configurazione strutturale, essendo un corso di aerospaziali, ovviamente sarà quella di una trave incastrata ad un estremo e libera all’altro con un carco concentrato d’estremità. Visualizziamo ora il sistema strutturale ed andiamone a determinare le di- verse caratteristiche, vedere fig. 1

a determinare le di- verse caratteristiche, vedere fig. 1 Figura 1: Sistema strutturale monodimensionale Le

Figura 1: Sistema strutturale monodimensionale

Le caratteristiche della sezione resistente le possiamo trovare definite nella sezione indicata con A- A che è riportata nella fig. 2. In base alle dimensioni fornite e alla geome- tria della sezione è possibile andare a calcolare il momento di inerzia attorno all’asse Y che verrà per-

le andare a calcolare il momento di inerzia attorno all’asse Y che verrà per- Figura 2:

Figura 2: sezione resistente A-A

Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

tanto indicato con

I

y

sarà semplicemente

. Essendo la sezione rettangolare il momento di inerzia

I y

2

=

(

w b

)

b

2

=

w b

3

3

3

2

12

= A d

=

31.25 10

12

m

4

Se consideriamo le condizioni al contorno del problema avremo:

Estremo incastrato (x = 0):

Estremo libero (x

=

L ):

w(x )= w(0)= 0

w

w

'

(

)

)

'

(0)

=

)

0

0

x = w

''

(

''

(

x = w L =

'''

w

()

x = w L = −

'''

()

P

EI

(3.1)

(3.2)

(3.3)

(3.4)

Per completare il quadro della situazione manca ora da definire il materiale che intendiamo utilizzare nella progettazione della nostra trave. Essendo aeronau- tici utilizzeremo una classica lega aeronautica per cui:

Denominazione:

AA 2024 – T4

Tipo materiale:

Isotropico

Modulo di Young:

72,4P . P 10P 9 P Pa

Coefficiente di Poisson:

0.33

Densità

2770 KgP . P mP -3

P

Si presti attenzione al fatto che in questo esempio il modulo di taglio non occorre che sia definito essendo l’AA 2024 – T4 isotropico e quindi con solo due variabili indipendenti. In tal modo abbiamo definito le caratteristiche del problema che sia in caso di risoluzione analitica che sfruttando il metodo degli elementi finiti dovremo pren- dere in considerazione. A fini del tutto accademici introduciamo ora la risoluzione del problema pro- posto prima con il metodo analitico e poi con il metodo FEM.

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3.2 Modello “carta e penna”

Per

risolvere

il

problema

con

approccio

analitico

si

deve

partire

dall’equazione differenziale derivante dalla teoria classica della trave

w

IV ( x ) =

p

EI

(3.5)

Ricordando che il carico distribuito risulta essere p = 0 andiamo ad integra-

re la (3.5) ed arrivando sino all’ordine di grado zero del polinomio otterremo che:

w

w

III

II

( x ) =

(

x

) =

C

1

EI

C

1

C

2

x

+

EI

EI

I

w

( x ) =

C

1

C

2

C

3

2

x

+

x

+

2

EI

EI

EI

w x

(

) =

C

1

C

2

C

3

C

4

3

x

+

2

x

+

x

+

6

EI

2

EI

EI

EI

(3.6)

(3.7)

(3.8)

(3.9)

Imponendo le condizioni al contorno descritte in Cap. 3, §3.1, da (3.1) sino alla (3.4) otterremo che i coefficienti così trovati hanno il seguente valore

C

1

= − P

C

2

= PL

C

3

= 0

C

4

= 0

Se andiamo a sostituire i coefficienti nelle equazioni (3.6), (3.7), (3.8) e (3.9) avremo a disposizione la soluzione analitica completa che ci permetterà di valuta- re i risultati ottenuti con il metodo FEM valutandone anche le caratteristiche di cal- colo.

P

EI

P

x

+

w

III ( x ) = −

w II (

x

) = −

PL

EI

EI

I

w ( x ) = −

w ( x ) = −

P

PL

x +

2

x

2

EI

P

3

x

+

EI

PL

6

EI

2 EI

2

x

(3.10)

(3.11)

(3.12)

(3.13)

Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

Al fine di completare il nostro studio andiamo a valutare spostamenti e rota-

zioni in tre punti della nostra trave

 

x = 0P . P L

x = 0,5P . P L

x = 1P . P L

 
 

0

0,5

1

W(x)

0,0000

0,0460

0,1473

m

θ(x)

0,00E+00

1,66E-01

2,21E-01

rad

0

9,50

12,66

°

Tabella 1: Valori analitici di spostamenti e rotazioni

Saranno questi i valori che dovremo confrontare con quelli prodotti dal Na-

stran per verificarne la bontà, o per meglio dire per fidarci di quanto ci viene fornito

come pacchetto di informazioni su cui non possiamo operare attivamente nella fa-

se di calcolo.

3.3 Digitally Femap

Dopo aver dato una soluzione analitica del problema proposto cerchiamo di

risolverlo utilizzando i programmi che ci siamo riproposti di imparare ad utilizzare il

Femap in un primo ed ultimo momento ed il Nastran come cuore della risoluzione.

Da questo punto in poi verranno date pure indicazioni pratiche tralasciando

i problemi di ordine teorico che hanno avuto ampio spazio di espressione poche

righe prima.

3.3.1 Creazione del file di lavoro

Prima operazione che è richiesta all’utente è quella di creare un file di lavo-

ro che insieme ai file prodotti dal codice di calcolo formeranno la cartella di lavoro.

Dopo aver avviato il programma Femap 8.X seguire le seguenti istruzioni:

1. Aprendo il menù File della Prima Barra di Comando (vedi Cap. 2, § 2.1)

scegliere Salva con nome o semplicemente premere il tasto F4 e salvare il

file nella cartella precedentemente predisposta ad accogliere i file di lavoro.

Tale file avrà come estensione .MOD, nel nostro caso il file sarà TRA-

VE.MOD;

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2. Dopo aver fatto tale operazione confermare il comando dato cliccando sul pulsante OK;

c onfermare il comando dato cliccando sul pulsante OK; Figura 3: Creazione del file di lavoro

Figura 3: Creazione del file di lavoro

3. Prima operazione per iniziare a lavorare migliorare la visuale del piano di lavoro disattivando il righello seguendo la procedura esposta nel Cap. 2, § 2.2, Rimozione del righello;

3.3.2 Creazione della geometria del modello

Adesso che abbiamo a disposizione il nostro piano di lavoro dobbiamo cre- are la geometria della nostra trave. Quando parliamo di geometria intendiamo dire la rappresentazione della sua grandezza caratteristica, in questo caso quindi rap- presenteremo un segmento di lunghezza 1m. Questo segmento è caratterizzato dagli estremi A e B di coordinate A A(0;0;0) e B B (1;0;0) che saranno il primo

ed il secondo punto che andremo ad individuare.

1. Dal menù Geometry scegliere l’opzione Curve-Line;

2. Dal menù a tendina selezionare Projects Points. Tale scelta è basata su un metodo del tutto generale dato che lo stesso risultato potremmo ottener-

lo utilizzando anche il comando Horizontal

;

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3. Nel box di dialogo Locate – Enter First Location for Projected Line inse- rire le coordinate del punto A e confermare le impostazioni date cliccando sul pulsante OK;

4. Ripetere le operazioni fatte al punto 3 per l’inserimento del punto B all’interno del box Locate – Enter First Location for Projected Line;

5. Uscire dal comando cliccando sul pulsante Cancel;

; 5. Uscire dal comando cliccando sul pulsante Cancel ; Figura 4: Creazione del segmento di

Figura 4: Creazione del segmento di estremi A e B

6. Per massimizzare la visuale rigenerare lo schermo seguendo lo schema:

View > Autoscale > Visibile oppure più semplicemente premere i tasti Ctrl + A.

3.3.3 Definizione del materiale usato

Elemento fondamentale per la caratterizzazione della struttura è il materiale costituente descritto in una sezione a se stante proprio per la sua importanza. Le caratteristiche meccaniche da tenere in considerazione sono quelle e- spresse nel Cap. 3, § 3.1 che andremo ad inserire seguendo tale procedura.

1. Selezionando il menù Model scegliere l’opzione Material;

2. Una volta avuto accesso al box di dialogo inserire il nome del materiale, nel nostro caso AA 2024 T4, nello spazio Title;

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3. Sincerarsi che il tipo di materiale che si sta inserendo è del tipo corretto, nella fattispecie isotropo, andando a selezionare tale caratteristica nel box di dialogo a cui si accede cliccando sul pulsante Type posizionato sulla prima riga a destra. Per uscire cliaccare su OK;

4. Inserire adesso i dati relativi al materiale nelle caselle corrispondenti Youngs Modulus, E, Poisson’s ratio, nu e Mass Density;

Modulus, E , Poisson’s ratio, nu e Mass Density ; Figura 5: Inserimento dati relativi al

Figura 5: Inserimento dati relativi al materiale

5. Una volta inseriti tali valori si può confermare cliccando su Ok;

6. Uscire dal box di dialogo cliccando su Cancel.

3.3.4 Definizione del tipo di elementi

Siamo così giunti alla determinazione del tipo di elementi che dovranno rappresentare la nostra struttura. Sicuramente questa è una delle fasi che più im- pegnano l’analista perché egli deve discernere la corretta rappresentazione della realtà da una distorta in base alle caratteristiche che ogni elemento presenta. A tale scopo è stata dedicata una ampia appendice al tipo di elementi finiti che ritengo sia imperativo leggere prima di porsi in modo costruttivo di fronte al programma. Tale appendice riportata a conclusione di questo diario di viaggio è identificabile come Appendice A: Elementi Finiti.

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Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

Qui di seguito riporteremo la creazione delle proprietà delle varie sottoparti della struttura.

1. Dal menù Model scegliere l’opzione Property…; 2. Come prima operazione individuare i singoli elementi
1.
Dal menù Model scegliere l’opzione Property…;
2.
Come prima operazione individuare i singoli elementi con un nome da as-
segnare nell’apposito spazio contraddistinto da Title, nel nostro caso il no-
me sarà TRAVE;
3.
Sincerarsi che il tipo di elemento che si sta descrivendo sia conforme al tipo
di
elemento da noi prescelto. Per fare ciò aprire il box di scelta rapida Ele-
ment/Property Type e selezionare BAR;
4.
Avendo selezionato BAR come elemento scegliere OK per confermare la
scelta effettuata;
5.
A
questo punto è necessario selezionare il materiale nella casella in alto a
destra Material, ovviamente nel nostro caso è bene scegliere il AA 2024
T4;
Figura 6: Impostazione della sezione resistente
6.
Si
devono ora impostare le dimensioni della sezione resistente. Per fare ciò

basta aprire la finestra di dialogo Shape;

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7. Aperto tale box di dialogo si deve selezionare il tipo di sezione all’interno dello spazio etichettato con Shape, che nel nostro caso sarà Rectangular Bar.

8. Una volta assegnate le dimensioni si può visualizzare il tutto grazie al co- mando Draw Section posto in basso a sinistra;

al co- mando Draw Section posto in basso a sinistra; Figura 7: Conferma delle impostazioni relative

Figura 7: Conferma delle impostazioni relative alla sezione resistente

9. Per completare l’assegnazione della sezione resistete si deve assegnare il posizionamento degli assi. Nel nostro caso sceglieremo l’opzione Up nella sotto sezione Orientation Direction (y). Tale scelta deve essere fatta te- nendo conto che gli assi visualizzati rispetto alla sezione sono locali come del resto il sistema di riferimento che qui di chiede di scegliere;

10. Fatta la propria scelta si può ritornare al box di dialogo principale confer- mando con un click sul tasto OK;

11. Una volta ricontrollati i valori inseriti si confermino le caratteristiche immes- se cliccando su OK e in seguito su Cancel per uscire dall’assegnazione delle proprietà.

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3.3.5 Creazione della mesh

Dalla consultazione di un dizionario delle lingua inglese emerge che la tra- duzioni italiana di mesh altro non è che la maglia. Direttamente dal significato del verbo to mesh consegue quindi l’operazione di creazione della maglia 1-D, 2-D o 3-D a seconda del singolo problema che stia- mo creando. Una maglia così come è definita prevede la presenza di nodi e rami che congiungano i nodi stessi. Nel nostro caso i nodi sono coloro che ci permettono la determinazione de-

gli spostamenti di ogni punto grazie al vettore degli spostamenti nodali {δ} che

abbiamo ampiamente esaminato in Cap. 1, § 1.3. I rami definiscono il luogo dei punti dello spazio dove deve essere applicato il nostro elemento tipo, che esso sia monodimensionale, bidimensionale o tridimensionale. Nel nostro caso grazie al Metodo di Convergenza Modale, esposto nell’Appendice C: Definizione del n° di elementi, vogliamo creare una mesh che abbia 25 elementi quindi 26 nodi dato che gli elementi sono in numero di (n-1) ri- spetto agli n nodi. Per fare ciò seguiamo la procedura qui esposta:

1. In primo luogo accediamo al menù Mesh e selezioniamo la voce Mesh Conrtol da cui con l’apertura di un successivo menù a tendina selezione- remo Size Along Curve;

2. A questo punto selezioniamo con il mouse la curva geometrica preceden- temente creata ed identificata dal software come ID 1;

3. Confermare la scelta della curva 1 cliccando su OK;

4. Il box di comando che si apre Mesh Size Along Curves richiede l’immissione di Number of Elements che nel nostro caso saranno 25;

5. Confermare l’inserimento dati cliccando su OK, dopo di che nella finestra che si apre successivamente scegliere Cancel per terminare l’assegnazione;

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Praticamente Femap Figura 8: Creazione della mesh di costruzione del modello 3.3.6 Creazione del modello Abbiamo

Figura 8: Creazione della mesh di costruzione del modello

3.3.6 Creazione del modello

Abbiamo raccolto tutti gli elementi per la creazione del modello che ci era-

vamo prefissi di realizzare all’inizio del paragrafo. Dobbiamo adesso mettere in- sieme le diverse tessere che costituiscono il mosaico nella sua interezza. Per far ciò dovremmo assegnare le proprietà degli elementi alla mesh crea- ta or ora. Seguiamo passo passo le varie fasi.

1. Selezionare dal menù Mesh l’opzione Geometry e conseguentemente all’apertura del nuovo menù a tendina selezionare l’opzione Curve;

2. Utilizzando il mouse selezionare la curva del modello, nel nostro caso l’unica esistente identificata con ID 1, a cui si vogliono attribuire determinate proprietà;

3. Confermare la scelta della o delle curve cliccando su OK;

4. Nel box di dialogo Geometry Mesh Options selezionare da elenco il nome della proprietà che si vuole assegnare, nel nostro caso sarà TRAVE;

5. Confermare le proprie scelte cliccando su OK;

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Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave Figura 9: Assegnazione delle proprietà 6. Per motivi esposti

Figura 9: Assegnazione delle proprietà

6. Per motivi esposti all’interno dell’Appendice D: vettore proiezione nel box Vector Locate – Define Element Orientation Vector si deve immettere un

e

vettore, non allineato con l’asse dell’elemento, di coordinate

O O (0;0;0)

P P (1;1;0)

;

7. Una volta immessi i due punti estremali del vettore direzione si confermino le impostazioni cliccando su OK;

Visualizzazione della sezione resistente

Al fine di identificare la corretta orientazione degli assi locali della sezione può es- sere utile visualizzare materialmente il posizionamento spaziale di tale geometria. Per ottenere tale tipo di visualizzazione seguire il procedimento qui di seguito e- sposto:

1. Dal menù a discesa View scegliere Options…;

2. Selezionare l’opzione Labels, Entities and Color presente nel box Cate- gory;

3. Selezionare Element – Orientation/Shape all’interno del box Options;

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Praticamente Femap Figura 10: Visualizzazione della sezione resistente 4. Selezionare Show Cross Section dal box

Figura 10: Visualizzazione della sezione resistente

4. Selezionare Show Cross Section dal box Element Shape a cliccare su Apply;

5. Scegliere Ok per confermare le impostazioni date e per uscire dal box di dialogo.

E’ possibile snellire la procedura esposta premendo il tasto F6 e arrivare di-

rettamente al punto 2.

3.3.7 Assegnazione delle condizioni di vincolo

Per quanto riguarda la parte di determinazione del modello, che comprende materiali, sezioni e quant’altro, il lavoro può essere ritenuto completo. Il nostro bi- sogno descrittivo ci richiede l’imposizione delle condizioni vincolari e di carico. In questa sezioni ci occupiamo dei vincoli che come si è visto in Cap. 3, § 3.1 si pos- sono facilmente identificare nel vincolo di incastro. Seguendo le indicazioni fornite nell’Appendice B: Vincoli strutturali dovremo quindi imporre la condizione identificata come Fixed, ovvero incastro. Vediamo ora come arrivare a ciò:

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Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

1. Dal menù Model selezionare la voce Constrain e successivamente Nodal in quanto l’assegnazione vuole essere fatta su un nodo della struttura, in particolare uno dei due estremi;

2. Inserire il nome del set di vincoli che si stanno per inserire nello spazio con- traddistinto dalla sigla Title, nel nostro caso il nome sarà INCASTRO;

3. Immesso il nome del set scegliere OK per proseguire oltre;

4. Selezionare con il puntatore del mouse il nodo delle estremità sinistra della trave, posizione in cui si vuole inserire il vincolo ( se tutto è stato fatto cor- rettamente questo nodo dovrebbe essere il numero 1);

5. Scelto tale nodo ciccare su OK per continuare;

6. Nella finestra Create Nodal Consrtain / DOF selezionare il pulsante FI- XED, le caselle relative a Spostamenti e Rotazioni vengono tutte seleziona- te;

7. Per confermare scegliere OK e successivamente Cancel per uscire;

scegliere OK e successivamente Cancel per uscire; Figura 11: Assegnazione delle condizioni di vincolo 8.

Figura 11: Assegnazione delle condizioni di vincolo

8. All’estremo vincolato comparirà la notazione numerica dei gradi di libertà vincolati, nel nostro caso saranno presenti i numeri da 1 a 6.

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3.3.8 Imposizione delle condizioni di carico

Ultimo elemento per completare la descrizione del modello è evidentemente

l’applicazione del carico agente sulla trave che ricordiamo essere un carico di tipo

concentrato con componenti nello spazio cartesiano del tipo

all’estremità della trave.

Vediamo ora la procedura che consente di applicare tale carico alla trave in

questione:

P P (0;1;0)N

agente

1. Dal menù Model selezionare la voce Load e successivamente Nodal in

quanto l’assegnazione vuole essere fatta su un nodo della struttura, in par-

ticolare l’estremo destro;

2. Inserire il nome del set di carico che si sta per inserire nello spazio contrad-

distinto dalla sigla Title, nel nostro caso il nome sarà CARI-

CO_CONCENTRATO;

3. Immesso il nome del set scegliere OK per proseguire oltre;

4. Selezionare con il puntatore del mouse il nodo delle estremità destra della

trave, posizione in cui si vuole applicare il carico concentrato (se tutto è sta-

to fatto correttamente questo nodo dovrebbe essere il numero 26);

5. Scelto tale nodo ciccare su OK per continuare;

6. Nella lista delle possibili applicazioni di carico individuare e selezionare

l’opzione relativa alle forze denominata Force;

7. Avendo scelto la modalità di individuazione del vettore di carico come

Componets all’interno della sezione Direction vi è la possibilità di immette-

re le componenti del vettore Force lungo x, y e z all’interno dello spazio de-

nominato Load. Nel nostro caso l’unica ad interessarci sarà quella lungo y

di modulo

r F y
r
F
y

= −1

perché diretta verso il basso;

8. Una volta fatto ciò confermare le proprie scelte cliccando si OK e nella fine-

stra che si apre consecutivamente scegliere Cancel per uscire dal coman-

do di assegnazione dei carichi.

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Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave Figura 12: Assegnazione vettore di carico 3.4 Creazione del

Figura 12: Assegnazione vettore di carico

3.4 Creazione del file di INPUT .NAS

Avendo completato la descrizione del modello siamo ora pronti per affronta-

re la vera fase di analisi. Secondo lo schema di massima seguito fin dal principio si deve creare il file di INPUT .NAS che verrà letto dal codice Nastran per essere poi elaborato e da cui sarà originato il file di OUTPUT .f06. Poniamo in evidenza le nostre richieste relativamente al modello ed in par- ticolare si ricercano tutte le componenti di spostamento, rotazione, stress dell’intero modello con un’analisi di tipo statico. Vediamo ora come arrivare ad ottenere tali risultati

1. Dopo aver salvato il documento ed essersi assicurati il lavoro fin qui svolto selezionare Export dal menù File;

2. Una volta aperto il menù Export selezionare Analysis Model… ;

3. Nella finestra che si apre ciccare sul pulsante Manually Create Analysis Model;

4. All’interno del box di dialogo selezionare Static nel campo relativo a Type ed individuare il nucleo di calcolo di cui si dispone nell’ambito del Nastran, noi prenderemo in considerazione MSC.Nastran;

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Praticamente Femap Figura 13: Selezione del tipo di analisi 5. Effettuare questa ulteriore sce lta confermare

Figura 13: Selezione del tipo di analisi

5. Effettuare questa ulteriore scelta confermare cliccando su OK;

6. A questo punto occorre individuare un nome da attribuire al file .NAS, che nel nostro caso sarà TRAVE_STAT e confermare con OK;

7. Nella finestra Nastran Analysis Control si deve selezionare l’opzione 2. Displacement and Stresses all’interno della regione dedicata alle Output Requests nella sezione Output Types;

8. Una volta fatto ciò cliccare sul pulsante Advanced;

9. Selezionare la versione del Nastran di cui si dispone nel campo relativo ad

Nastran Version e poi cliccare su OK; 10.All’interno della successiva finestra che si apre selezionare l’opzione 2. Print and PostProcess all’interno del campo Output Requests; 11.Avendo seguito tutte le istruzioni fin qui date selezionare OK e all’apertura della successiva finestra confermare con OK. 12.Se tutto ha funzionato correttamente devono apparire le scritte: “1 Con- strain Set(s) Translated” – “0 Constrain Equation(s) Translated” – “1 Pro- perty(s) Translated element” – “1 Material(s) Translated” – “26 Node(s) Translated” – “25 Element(s) Translated” all’interno della Barra dei comandi (identificata con il numero 4 nel Cap. 2, § 2.1).

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Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave Figura 14: Asseganzione delle richieste di analisi Abbiamo così

Figura 14: Asseganzione delle richieste di analisi

Abbiamo così creato il file TRAVE_STAT.NAS che se aperto con il blocco note avrà la struttura descritta nel Cap. 2, §2.3. L’operazione che segue è quella dell’analisi da parte del processore Nastran. Eseguire il processore e ricercare il file TRAVE_STAT.NAS all’interno della cartella in cui risiede il file .MOD, ricordando si selezionare come tipo di file All files. Una volta individuato tale file fare click su Apri e successivamente su

Run.

Una volta che il processore avrà terminato l’analisi si udrà un caratte- ristico Beep emesso dall’unità centrale del calcolatore. La prima operazione che si deve aver cura di eseguire è il controllo degli errori. A tale proposito aprire il file TRAVE_STAT.f06 con un opportuno programma, ad esempio il Blocco Note e ricercare le parole “FATAL ER- ROR”. Nel caso esse non siano presenti si può continuare nell’analisi dei ri- sultati.

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3.5 Lettura del file di OUTPUT .f06

Una volta controllata la bontà del file contenente i risultati dell’analisi questo deve essere importato dal postprocessore che assolverà anche ai compiti di visua- lizzatore grafico. Per importare i risultati dovremo seguire la procedura qui esposta

1. Selezionare Import dal menù principale File;

2. Aperto il menù di dialogo Import selezionare Analysis Results;

3. All’apparire della maschera di dialogo Import Results From selezionare il processore con cui è stata eseguita l’analisi, nel nostro caso MSC.Nastran;

è stata eseguita l’ analisi, nel nostro caso MSC.Nastran; Figura 15: Selezione del processore adottato 4.

Figura 15: Selezione del processore adottato

4. Avendo confermato la scelta cliccando si OK passare alla scelta del file di OUTPUT che è stato prodotto, nel nostro caso avrà nome TRA- VE_STAT.f06, e confermare ancora una volta;

5. A questo punto confermare con OK a tutte le comunicazioni che il pro- gramma proporrà;

6. Sincerarsi che nella barra dei comandi in basso del monitor compaia la scritta “Cleanup og Output Set 1 is Complete.”.

7. A questo punto si sono importati risultati dell’analisi, dobbiamo adesso vi- sualizzarli.

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Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

3.6 Visualizzazione dei risultati

Il postprocessore FEMAP permette differenti modi di visualizzazione dei ri-

sultati, tutti ovviamente pongono in luce un aspetto differente. La caratteristica comune ai modi di visualizzazione è il confronto con una scala grafica dove ad ogni colore corrisponde un valore. Tale valore rappresenterà le deformazioni se questo è quanto si è voluto vi-

sualizzare, o magari rappresenterà lo sforzo e così per tutti i tipi di risultati ottenuti.

A questo punto poniamoci il problema di come scegliere la visualizzazione

più classica, al lettore è affidato il compito di sperimentare ed indagare le altre possibilità.

1. Dal menù View selezionare Select;

2. Una volta aperta la maschera di dialogo selezionare con il mouse l’opzione Contour all’interno dello spazio Contour Style;

3. A questo punto aprire la nuova maschera di selezione cliccando su Defor- med and Contour Data…;

se lezione cliccando su Defor- med and Contour Data… ; Figura 16: Scelta del tipo di

Figura 16: Scelta del tipo di visualizzazione

4. Nei campi relativi all’Output Set individuare per il momento l’opzione 1. To- tal Traslation. Questa operazione deve essere eseguita sia per quanto ri- guarda il campo Deformation sia per il campo Contour;

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Praticamente Femap

5. Confermare le scelte effettuate cliccando su OK per uscire dalle due fine- stre di dialogo che si sono successivamente utilizzate;

6. Con il mouse cliccare sull’ultima icona che si trova sulla barra parallela al lato destro dello schermo con etichetta PostProcess;

7. Fatto ciò per visualizzare la deformata andare a selezionare la seconda i- cona dall’alto con etichetta Deformed.

la seconda i- cona dall’alto con etichetta Deformed . Figura 17: Visualizzazione della deformata sotto carico

Figura 17: Visualizzazione della deformata sotto carico della trave.

Cosa assai importante è andare a confrontare il risultato ottenuto analitica- mente con quello che il codice di calcolo ci fornisce. A tal proposito nel file di TRA- VE_STAT.f06 andare a ricercare la sezione dal titolo DISPLACEMENT VECTOR e nella colonna T2, in quanto la traslazione avviene unicamente lungo l’asse y, leggere il massimo spostamento registrato in corrispondenza del nodo 26.

Si legge che confrontato con quello ottenuto al

termine del paragrafo §3.2

v(L) = -0.1473 m può essere ritenuto abbastanza soddi-

sfacente facendo registrare un valore dell’errore dalla soluzione esatta pari ad

v(26) = -1.470972E - 01 m

ε =

2.028

10

4

m .

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Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

3.7 Analisi modale

Nel caso in cui si voglia eseguire un tipo di analisi che sia di tipo modale, ti- picamente rivolta alla determinazione delle frequenze proprie di vibrazione e alle deformate modali, dovremo richiedere al processore una differente analisi. Per quanto riguarda il modello non ci sono cambiamenti di sorta. Se pensiamo a come è definito un problema di autovalori

[M

]{δ}+[C && ]{δ}+[K & ]{δ}= 0

ci accorgiamo che è identico ad uno di risposta soltanto che è assente il termine

forzante {F (t )}posto a secondo membro.

Da questa considerazione deduciamo quindi che tutto quello che riguarda i carichi applicati, concentrati o distribuiti che essi siano, verrà posto a zero mate- maticamente ovvero non considerato nel modello. Prima di passare alla soluzione di tipo numerico con il processore Nastran cogliamo l’occasione di questa semplice analisi per eseguire un altro test di affida- bilità del nucleo di calcolo individuando prima a mano le prime 10 frequenze. Adottando le semplici formule della meccanica classica delle travi si ottiene

λ

ω (rad/s)

T (s)

f (Hz)

 

1 1,88E+00

1,55E+01

4,05E-01

2,4675653

 

2 1,88E+00

2,58E+01

2,43E-01

4,11260883

 

3 4,69E+00

9,72E+01

6,47E-02

15,4639677

 

4 4,69E+00

1,62E+02

3,88E-02

25,7732795

 

5 7,85E+00

2,72E+02

2,31E-02

43,2995575

 

6 7,85E+00

4,53E+02

1,39E-02

72,1659291

 

7 1,10E+01

5,33E+02

1,18E-02

84,8498511

 

8 1,41E+01

8,81E+02

7,13E-03

140,262884

 

9 1,10E+01

8,89E+02

7,07E-03

141,416418

 

10 2,98E+01

1,32E+03

4,77E-03

209,528462

Tabella 2: Prine dieci frequenze della trave incastrata ad un estremo

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Praticamente Femap

Ovviamente è possibile definire la morfologia delle deformate modali che è nota a priori a meno di una costante che caratterizza il singolo problema. Nella fi- gura qui proposta sono riportate le deformate modali dei modi fuori del piano fino alla quinta frequenza

modali dei modi fuori del piano fino alla quinta frequenza Figura 18: Deformate modali delle prime

Figura 18: Deformate modali delle prime 5 frequenze

Adesso procediamo con la richiesta di analisi al Nastran di tipo modale e giungiamo alla visualizzazione dei risultati.

1. Si segua la procedura introdotta al paragrafo §3.4 fino al punto 3;

2. Al posto dell’analisi di tipo 1.Static si scelga 2. Normal Modes/Eigenvalue;

3. Questa volta sceglieremo come nome TRAVE_DYN;

4. Si seguano le istruzioni di cui al paragrafo §3.4 fino al punto 8.;

5. Inserire il numero di autovalori e autovettori richiesti nello spazio Eigenva- lues and Eigenvectors nel campo Number Desired, nel nostro caso sa- ranno 10. Fare quindi click su OK;

6. Scegliere il modello del Nastran che si ha a disposizione e confermare con OK;

7. Confermare le impostazioni di default nella finestra Nastran XY Output for Modal Analysis cliccando su OK;

8. Seguire le istruzioni di cui al paragrafo §3.4 fino al punto 12;

9. Eseguire l’analisi con il processore Nastran come segnalato nel paragrafo

§3.4;

43

Capitolo 3 – Femap 1-D: la trave

10. Eseguire tutti i passaggi segnalati nel paragrafo §3.5; 11. Seguire i passaggi del paragrafo §3.6 selezionando di volta in volta la fre- quenza prescelta dal box Output Set e confermando di volta cliccando su OK; 12. Nel caso in cui si volesse visualizzare la deformazione della trave in modo dinamico si può selezionare Animate dalla colonna delle icone a destra dello schermo.

Animate dalla colonna delle icone a destra dello schermo. Figura 19: Visualizzazione della 6 frequenza e

Figura 19: Visualizzazione della 6 frequenza e relativa deformata modale

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