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Cantarmaggio

Il documento presenta una serie di poesie e canzoni tradizionali italiane, molte delle quali celebrano il mese di maggio e le sue festività. I temi ricorrenti includono l'amore, la natura e la vita dei soldati, con riferimenti a cibi e bevande tipiche. Le composizioni sono caratterizzate da un linguaggio semplice e melodioso, tipico della tradizione popolare.

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Lorenzo Tomei
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Cantarmaggio

Il documento presenta una serie di poesie e canzoni tradizionali italiane, molte delle quali celebrano il mese di maggio e le sue festività. I temi ricorrenti includono l'amore, la natura e la vita dei soldati, con riferimenti a cibi e bevande tipiche. Le composizioni sono caratterizzate da un linguaggio semplice e melodioso, tipico della tradizione popolare.

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L'inserenata

Semo venuti a far l'inserenata


padron di casa se contento siete
so che ci avete una figlia garbata
dentro le quattro mura la tenete.
Ma se per sorte fosse addormenteta
fatele un fischio che la scionnerete
ditele che l'è passo un de' suoi amori
la viene a salutar con canti e suoni
ditele che l'è parso un dei suoi amanti
la viene a salutar con suoni e canti.

(sonetto di rispetto)
Io ti vorrei veder nel mio giardino
e vederti sbocciar come una rosa
io ti darei volentieri un bacino
se sei contenta ti farei mia sposa
Se sei contenta dimmi la verità
non mi venir bugiarda
sennò così non va.

(sonetto di rispetto)
Se la mia mano sfiora i tuoi capelli
e la tua fronte la vedrò arrossire
Questi per noi saran giorni più belli
sarà una contentezza da gioire.
Se sei contenta dimmi la verità
non mi venir bugiarda
sennò così non va

Poveri soldati
O poveri soldati
c'abbiamo la cuccagna
in cima alla montagna
c'è il quartiere

Ci si sta volentieri
perché c'è l'acqua bona
se fulmina o se tona
qui si sente

Si dorme duramente
sopra d'un tavolone
il povero groppone
va in fracasso

Per capezzale un sasso


messoci sotto il capo
che c'è stato portato
dall'Appennino

C'hanno proibito il vino


sopra di questo monte
c'abbiamo un piccol fonte
d'acqua bona

Non si vede persona


solo che un sol pastore
dove con grande amore
guida i suoi armenti

S’odono spesso i venti


combatter tra di loro
e questo gli è il ristoro
dei soldati

Poveri tribolati
non si sa come fare
che non si trova
pane da mangiare

Vadino tutti in fumo


capanne e capannini
e Modena coi confini
a noi non preme

Su Cutigliano insieme
su tutto l'Abetone
la cima del Cimone
e di Fanano

Viva il nostro Sovrano


con la sua faccia oliva
evviva Ferdinando
evviva evviva!!!!»

Maggio di Rio Lunato


Ecco il ridente maggio
ecco quel nobil mese
che viene a dare imprese
ai nostri cuori (x2)

è carico di fiori
di rose e di viole
risplende con il sole
ogni riviera (x2)

Ecco la primavera
ecco il tempo novello
torna grazioso e bello
e più giocondo (x2)

(sonetto di rispetto)
Io sono venuto per ambasciatore
dinanzi a voi magnifica donzella
e mi ha mandato il vostro caro amore
per lui io canto
per lui ho una favella
e mi ha mandato il vostro caro aiuto
per lui io parlo
per lui io vi saluto
E vi saluta tante volte tante
quante ne può pensar
la vostra mente
e v’ama tanto che strugger si sente
or tocca a voi ad essere costante

(riprende cantato)
Ecco che tutto il mondo
si riempie d’allegrezza
di gaudio di dolcezza
e di speranza (x2)

ecco la primavera
ecco il tempo novello
torna grazioso e bello
e più giocondo (x2)»

Che mangerà la sposa


Che mangerà la sposa
la prima sera...MEZZO PICCIONCIN MEZZO PICCIONCIN
la seconda sera...DUE TORTORIN
la terza sera...TRE COLOMBE E UN GIRASOLE
La quarta sera…QUATTRO ANATRE
La quinta sera…CINQUE SFOGLIE DI TAGLIOLIN
La sesta sera…SEI CASTRATI SCORTICHE’
La settima sera…SETTE UCCEL
L’ottava sera…OTTO AGNEL
La nona sera….NOVE GALLI CANTATOR
La decima sera...DIECI FORME DI BUON PANE (per levarsela la fame...)L’undicesima sera…
UNDICI BOTTI DEL BUON VINO (per sciacquarselo il bocchino...)
La dodicesima sera…DODICI CHILI DI SALAME (per levarsela la fame...)

Va via briaco
(rit. da ripetere dopo ogni strofa)
giovanottino dalle tre camicie
mi vieni incontro per rifa’ la pace
mi vieni incontro per rifa’ la pace
ma il cuore mio col tuo
non se la dice

va via, briaco
papavero sei tu
quando cammini ciondoli
quando cammini ciondoli
va via, briaco
papavero sei tu
quando cammini ciondoli
e io non te vo più

quando t’amavo io
t'amava il sole
t'amavan le giunchiglie
e le viole
t'amavan le giunchiglie
e le viole
or che non t'amo più
nessun ti vole...

ho seminato un campo
d’accidenti
se la stagione me
la tira avanti
se la stagione me
la tira avanti
ce n'è per te e per tutti
i tu parenti...

c'era una volta


c'era una volta uno
stava a sedere e si
levava un pruno
dal gusto esagerato
che c'aveva
se lo levava e se
lo rimetteva...

e guarda di non fare


come il pisello
che sulla foglia
se ne sta a ingiallire
te lo sei messo in testa
d'esser bello
te lo credevi
di farmi morire

c'avevo un uccellino
senza le penne
c'aveva il vizio
di baciar le donne
c’aveva il vizio
di baciar le donne
la prima che bacio
la li si svenne...
pierino il cacciatore
si sposò
e aveva una moglie
e du figlioli
e aveva una moglie
e du figlioli
quando andò a caccia
li fece fori

e quando tu venivi
a casa mia
la meglio seggiolina
era la tua
la meglio seggiolina
era la tua
or che non vieni più
l'ho data via

ho seminato un campo
di carciofi
giovanottino
mi son belle nati
giovanottino
mi son belle nati
carciofi come te
non n'è venuti

se tu vuo fa con me
agli stornelli
svegliati la mattina
quande i galli
svegliati la mattina
quande galli
e poi si vede chi
li fa più belli...

ma io di stornelli
e ne so mille
me l’ha insegnati
la mi zi racchelle
me l’ha insegnati
la mi zi racchelle
quella che fa la cresta
alle farfalle...

nel mezzo del cammin


di nostra vita
mi ritrovai
per una selva oscura
mi ritrovai
per una selva oscura
che la diritta via
era smarrita...

Eccolo Maggio
Eccolo maggio
piano piano piano
con l’acqua in grembo
e le mezzine in mano
Eccolo maggio
chioccola di pepe
si canta maggio
signori se volete

ebbene venga maggio


e maggio l'è venuto

Eccolo maggio
fa fiorì l’ortica
se c'è dei bimbi in casa
che iddio li benedica
Eccolo maggio
che fa fiorì le pere
a voi capoccia
vi si chiede da bere

ebbene venga maggio


e maggio l'è venuto

Eccolo maggio
che fa fiorì le zucche
date marito alle belle
datelo anche alle brutte
Fiore del maggio
fiori della rosa
lo salutiamo lo sposo
e la su sposa

ebbene venga maggio


e maggio l'è venuto

E piano piano mi voglio avvicinare


quei giovin belli li voglio salutare
E piano piano avvicinar mi voglio
quei giovin belli salutar li voglio
E piano piano ci avvicineremo
quei giovin belli noi li saluteremo

ebbene venga maggio


e maggio l'è venuto

Fiore di maggio, fiore di gaggia


sete i più belli che nella festa sia
Fiore di maggio, gli è fiorito i rosi
unguanno dami, e un altr'anno sposi
Fiore di maggio, gli è fiorì gli ontani
e prego iddio vi tenga tutti sani

ebbene venga maggio


e maggio l'è venuto

Maggio del Vizzero


Siamo sette maggerini
siam venuti dalla francia
l'han girata tutta quanta
fino a roma e sui confini
siamo sette maggerini

Si comincia a salutare
chi sta sotto a questo tetto
siano al fuoco siano a letto
siano pur dove gli pare
si comincia a salutare

torna a voi la rondinella


che fa il nido sotto il tetto
e anche a voi ragazza bella
vi ci vuole un giovinetto
vi ci vuole un giovinetto

dono a voi un mazzo di fiori


e nel mezzo c'è una rosa
anche a voi che siete sposa
ricordate i vostri amori
dono a voi un mazzo di fiori

la massaia ormai si sente


che l'è andata nel pollaio
e di uova un centinaio
ce ne da se non si pente
la massaia ormai si sente

belle bimbe che dormite


dalle piume il capo alzate
e nel mentre vi levate
cantar maggio sentirete
belle bimbe che dormite

Se ci date del buon vino


vi si canta perbenino
per un pezzo di formaggio
vi si canta un altro maggio
vi si canta un altro maggio

se ci date una mezzana


vi si canta una settimana
se ci date un bel prosciutto
vi si canta maggio tutto
vi si canta maggio tutto

noi di qui facciam partenza


d'altre parti abbiam d'andare
e nel far la riverenza
si comincia a salutare
si comincia a salutare...
noi di qui facciam partenza...

Maggio di Vico Pancellorum


Siamo venuti
per cantare il Maggio
e la licenza si vole la prima
e la licenza si vole la prima.

In questo posto
io non c’ho mai cantato
ma se ci canto
ci voglio benedire
ma se ci canto
ci voglio benedire

Vo benedì
Le mani a quel maestro
Che ha fabbricato
questo bel palazzo
Che ha fabbricato
questo bel palazzo

Vo benedì
Di dentro e poi di fora
Voglio baciar
Le mani alla signora
Voglio baciar
Le mani alla signora

E quando a Maggio
rifiorisce l’ortica
se c’è de bimbi
Dio li benedica.
se c’è de bimbi
Dio li benedica

e quando a Maggio
rifiorisce il fieno
in questo posto
ci ritorneremo
in questo posto
ci ritorneremo

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