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Es6-Tolleranze Geometriche

Il documento tratta delle tolleranze geometriche necessarie per garantire il corretto funzionamento degli assiemi meccanici, evidenziando che le imprecisioni di fabbricazione riguardano non solo le dimensioni ma anche la geometria. Viene presentata la classificazione delle tolleranze geometriche in tolleranze di forma, orientamento, posizione e oscillazione, con riferimento alla norma UNI ISO 8015 e ai principi di massimo e minimo materiale. Infine, il documento include esercizi pratici per applicare le tolleranze geometriche in contesti reali di progettazione e produzione.
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Es6-Tolleranze Geometriche

Il documento tratta delle tolleranze geometriche necessarie per garantire il corretto funzionamento degli assiemi meccanici, evidenziando che le imprecisioni di fabbricazione riguardano non solo le dimensioni ma anche la geometria. Viene presentata la classificazione delle tolleranze geometriche in tolleranze di forma, orientamento, posizione e oscillazione, con riferimento alla norma UNI ISO 8015 e ai principi di massimo e minimo materiale. Infine, il documento include esercizi pratici per applicare le tolleranze geometriche in contesti reali di progettazione e produzione.
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PARTE 6 –TOLLERANZE

GEOMETRICHE
INTRODUZIONE_5
Le imprecisioni di fabbricazione non sono solo relative alle dimensioni dei componenti
ma anche alla loro geometria: i piani non sono superfici perfette così come non lo sono
i cilindri, gli assi non sono rettilinei e le condizioni di parallelismo o angolazione non
sono quindi mai assicurate.

La mancanza di queste “certezze” può pregiudicare il corretto funzionamento


dell’assieme, per cui si rende necessario definire anche delle tolleranze geometriche
entro cui il corretto funzionamento rimane garantito.

Si pensi ad esempio al caso di guide prismatiche: la mancata precisione della posizione


delle superfici e della loro planarità può pregiudicare il movimento; si pensi alla
cilindricità di un perno ed alla condizione di sua coassialità con un foro.

2
INTRODUZIONE_5
Le tolleranze geometriche si distinguono in:
Tolleranze di forma Tolleranze di orientamento
Stabiliscono i limiti di variabilità di un Stabiliscono i limiti di variabilità di un
elemento geometrico rispetto alla elemento geometrico rispetto ad uno
forma ideale riportata a disegno. o più elementi di riferimento
Sono tolleranze «assolute» in quanto
non necessitano, per essere definite,
di elementi di riferimento.

Tolleranze di posizione Tolleranze di oscillazione


Stabiliscono i limiti di variabilità di un Stabiliscono i limiti di variabilità di un
elemento geometrico rispetto ad una elemento geometrico rispetto ad una
posizione ideale stabilita a disegno rotazione attorno ad un asse di
con riferimento ad uno o più elementi riferimento
assunti come riferimento

Ad eccezione delle tolleranze di forma le altre richiedono una geometria di riferimento


rispetto a cui misurare: il datum 3
INTRODUZIONE_6

• Rettilineità • Parallelismo
• Planarità • Perpendicolarità
• Circolarità • Inclinazione
• Cilindricità
• Forma

• Localizzazione
• Simmetria
• Concentricità e
coassialità

4
INTRODUZIONE_7
1. Tolleranze di forma

5
INTRODUZIONE_8
1. Tolleranze di forma

6
INTRODUZIONE_9
2. Tolleranze di orientamento

7
INTRODUZIONE_10
3. Tolleranze di posizione

8
INTRODUZIONE_11
4. Tolleranze di oscillazione

9
INTRODUZIONE_12
La norma UNI ISO 8015 stabilisce come regola base il PRINCIPIO DI INDIPENDENZA:

“ciascuna prescrizione dimensionale o geometrica deve essere rispettata in se stessa


(in modo indipendente) salvo non sia specificata una relazione particolare”

Questo significa che una tolleranza dimensionale limita unicamente le dimensioni


locali di un elemento ma non gli scostamenti di forma.
Le tolleranze geometriche, invece, limitano lo scostamento di un elemento con
riferimento alla sua forma, orientamento e posizione, indipendentemente dalle sue
dimensioni locali.

L’interdipendenza tra forma e dimensioni può tuttavia essere introdotta attraverso:

 esigenza di inviluppo E

 principio del massimo materiale M

 principio del minino materiale L

10
INTRODUZIONE_13
Esigenza di inviluppo E

L’esigenza di inviluppo può essere applicata ad un elemento isolato, sia esso un


cilindro, sia esso un elemento definito attraverso due superfici piane parallele ed
implica che non deve essere superato l’inviluppo di forma perfetta nella dimensione
corrispondente alla condizione di massimo materiale.

• la superficie dell’elemento cilindrico non deve superare l’inviluppo di forma perfetta


alla dimensione di φ 150, corrispondente alla condizione di massimo materiale;
• nessuna dimensione locale reale deve essere minore di φ149.96
11
INTRODUZIONE_15
Condizione di massimo materiale MMC M

Le tolleranze di forma o di posizione prescritte possono essere ampliate senza


compromettere la possibilità di accoppiamento qualora le dimensioni effettive degli
elementi da accoppiare non raggiungano la condizione di massimo materiale.

Quanto detto costituisce la condizione di massimo materiale MMC (Maximum Material


Condition), indicato nel riquadro della tolleranza con il simbolo M inscritto in un cerchio
(tale simbolo è detto modificatore).

12
INTRODUZIONE_14
Quando il modificatore relativo alla MMC è utilizzato in una indicazione di tolleranza
geometrica si applicano le due seguenti regole:

i. la tolleranza specificata nel riquadro (valore numerico che precede la M inscritta) si


applica alla dimensione di massimo materiale della feature tollerata. Questa, come
detto, corrisponde al massimo valore per gli alberi ed al minimo valore per i fori.

ii. via via che il valore effettivo della dimensione della feature tollerata diminuisce
(alberi) o aumenta (fori) dal valore di massimo materiale al valore di minimo
materiale (minimo valore per l’albero e massimo per il foro) si guadagna un bonus di
tolleranza (TB) definito come il valore assoluto della differenza tra il valore reale
della feature ed il valore di massimo materiale. Tale bonus di tolleranza si va a
sommare alla tolleranza geometrica specificata nel riquadro; in altre parole:

TBalbero = valore MMC - valore attuale delle dimensioni della feature

TBforo = valore attuale delle dimensioni della feature - valore MMC


13
INTRODUZIONE_15
Condizione virtuale (VC) di una feature: specificata alla MMC è un valore costante che
tiene conto dell’effetto cumulativo del limite massimo di tolleranza dimensionale e della
tolleranza geometrica:

VC(alberi) = MMC + Tolleranza geometrica alla MMC

VC(fori) = MMC - Tolleranza geometrica alla MMC

Questa condizione risulta particolarmente importante dal momento che ,


generalmente, si tende a tollerare i pezzi in modo che la condizione virtuale di perno e
foro sia la stessa

14
INTRODUZIONE_16
Condizione di minimo materiale LMC L

Nel riquadro delle tolleranze geometriche, è anche possibile specificare che la tolleranza
sia riferita alla condizione di minimo materiale LMC (Least Material Condition). Per tale
condizione si applicano le due seguenti regole:

i. la tolleranza specificata nel riquadro (valore numerico che precede la L inscritta) si


applica alla dimensione di minimo materiale della feature tollerata. Questa
corrisponde al massimo valore per i fori ed al minimo valore per gli alberi.

ii. via via che il valore effettivo della dimensione della feature tollerata aumenta
(alberi) o diminuisce (fori) dal valore di minimo materiale al valore di massimo
materiale (massimo valore per l’albero e minimo per il foro) si guadagna un bonus di
tolleranza definito come la differenza in valore assoluto tra il valore reale della
feature ed il valore di minimo materiale. Tale bonus di tolleranza si va a sommare
alla tolleranza geometrica specificata nel riquadro.
TBalbero = valore attuale delle dimensioni della feature – valore LMC

TBforo = valore LMC - valore attuale delle dimensioni della feature 15


ESERCIZIO 6.1
Dato il disegno con relative quote e tolleranze di Figura 1, stabilire se il pezzo misurato
come rappresentato in Figura 2 è da scartare o meno.

Figura 1

Figura 2
Vista americana
16
ESERCIZIO 6.1 -SOLUZIONE

Come si evince dalla figura il pezzo ha una dimensione massima pari a:

Lmax= 1.018 + 0.004 = 1.022

Risulta pertanto che il pezzo non può essere accettato dal momento che il pezzo eccede il
valore 1.020 ovvero non rispetta l’esigenza di inviluppo secondo cui non deve essere
superato l’inviluppo della forma perfetta corrispondente alla condizione MM (1.020).
Cosa succederebbe se ci fosse il modificatore M ?
17
ESERCIZIO 6.2
Specificare una tolleranza di rettilineità di 0.01 mm della linea mediana (asse) nella
condizione di massimo materiale del cilindro di figura

18
ESERCIZIO 6.2 -SOLUZIONE

19
ESERCIZIO 6.3
Specificare una tolleranza di circolarità di 0.02 inch sul cono di figura e una tolleranza di
cilindricità di 0.0005 inch sul cilindro di diametro maggiore.

Vista americana

20
ESERCIZIO 6.3 -SOLUZIONE

Vista americana

21
ESERCIZIO 6.4
Fornire la tolleranza geometrica appropriata, sul disegno in Figura, atta a controllare la
superficie superiore del pezzo parallelamente alla superficie di fondo entro un valore pari
a 0.01 mm

22
ESERCIZIO 6.4 -SOLUZIONE

23
ESERCIZIO 6.5
Fornire la tolleranza geometrica appropriata, sul disegno in Figura, per controllare che la
superfice verticale lunga 3 inch risulti perpendicolare alla superfice inferiore entro 0.005
inch.

Vista americana

24
ESERCIZIO 6.5 -SOLUZIONE

Vista americana

25
ESERCIZIO 6.6
Fornire la tolleranza geometrica appropriata, sul disegno in Figura, per controllare che
l’asse del cilindro di 1 mm sia compreso in una zona cilindrica avente diametro 0.005 mm,
perpendicolare alla superfice inferiore.

Nel caso in cui il perno sia prodotto con un diametro di 1.004 mm e tollerato in condizioni
di massimo materiale (con tolleranza di perpendicolarità pari a 0.002 al MMC), fornire il
massimo valore di tolleranza di perpendicolarità.
26
ESERCIZIO 6.6 -SOLUZIONE

In condizioni di massimo materiale e perpendicolarità pari a 0.002 mm il riquadro di


tolleranza è quello di figura.

Inoltre se il diametro è 1.004 il massimo valore di tolleranza sulla perpendicolarità è dato


dalla somma del bonus di tolleranza TB = 1.01 – 1.004 = 0.006 con la tolleranza di
perpendicolarità 0.002, dando un valore di 0.008. 27
ESERCIZIO 6.7
Dato il disegno quotato e tollerato di figura, determinare i valori della tolleranza di
localizzazione del foro centrale (per valori di diametro pari a 25.30 , 25.25, 25.20, 25.15 e
25.10) stabilite dalla tolleranza geometrica.

28
ESERCIZIO 6.7 -SOLUZIONE
• La condizione di massimo materiale (MMC) del foro si ha con un diametro del foro alle
sue dimensioni minime (25,1 mm) ed una tolleranza di localizzazione pari al valore
indicato (0,05).
• La condizione di minimo materiale (LMC) si ha quando il foro ha le dimensioni massime
concesse (25,3).
• La condizione virtuale del foro è costante e pari alla differenza tra la condizione MMC e la
tolleranza geometrica indicata nel riquadro.
Condizione virtuale (VC) di una feature:
Tolleranza Condizione specificata alla MMC è un valore
Condizione Diametro foro
localizzazione Virtuale costante che tiene conto dell’effetto
cumulativo del limite massimo di
Minimo materiale tolleranza dimensionale e della
25,30 0,25 tolleranza geometrica:
(LMC)
25,25 0,20
VC(alberi) = MMC + Tolleranza
25,20 0,15 25,05 geometrica alla MMC
25,15 0,10
VC(fori) = MMC -Tolleranza geometrica
Massimo Materiale alla MMC
25,10 0,05
(MMC)

La condizione virtuale risulta particolarmente importante dal momento che , generalmente, si tende a tollerare i
pezzi in modo che la condizione virtuale di perno e foro sia la stessa 29
ESERCIZIO 6.8
Dato il disegno quotato e tollerato di figura, determinare i valori della tolleranza di
localizzazione del perno centrale (per valori di diametro pari a 25.30 , 25.25, 25.20, 25.15 e
25.10) stabilite dalla tolleranza geometrica.

30
ESERCIZIO 6.8 -SOLUZIONE
• La condizione di massimo materiale (MMC) del perno si ha con un diametro del perno
alle sue dimensioni massime (25,3 mm) ed una tolleranza di localizzazione pari al
valore indicato (0,05).
• La condizione di minimo materiale (LMC) si ha quando il perno ha le dimensioni
minime concesse (25,1).
• La condizione virtuale del perno è costante e pari alla somma tra la condizione MMC e
la tolleranza geometrica indicata nel riquadro.

Condizione virtuale (VC) di una feature:


Tolleranza Condizione
Condizione Diametro foro specificata alla MMC è un valore
localizzazione Virtuale costante che tiene conto dell’effetto
cumulativo del limite massimo di
Massimo Materiale tolleranza dimensionale e della
25,30 0,05
(MMC) tolleranza geometrica:
25,25 0,10
VC(alberi) = MMC + Tolleranza
25,20 0,15 25,35
geometrica alla MMC
25,15 0,20
Minimo Materiale VC(fori) = MMC -Tolleranza geometrica
25,10 0,25 alla MMC
(LMC)
La condizione virtuale risulta particolarmente importante dal momento che , generalmente, si tende a tollerare i
pezzi in modo che la condizione virtuale di perno e foro sia la stessa 31
ESERCIZIO 6.9
Si assegnino ai due componenti rappresentati in figura le corrette tolleranze di coassialità
(n.b localizzazione rispetto ad un asse è una coassialità) tali da permettere l’assemblaggio in
qualunque condizione e con il minore costo possibile.

32
ESERCIZIO 6.9 -SOLUZIONE
Per garantire l’accoppiamento occorre che le due condizioni virtuali del foro e del perno
tollerati in termini di localizzazione siano uguali.

Il foro ha una condizione virtuale pari alla differenza tra la MMC e la rispettiva tolleranza
geometrica:

VC(Foro) = MMC(Foro) –Tolleranza(Foro) = 50,1 – 0,1 = 50 mm

Per fare in modo che anche il perno abbia la stessa condizione virtuale ossia:

VC(Perno) = VC(Foro)  VC(Perno) = MMC(Perno) + Tolleranza(Perno) = 50 mm

L’unica soluzione possibile è utilizzare una tolleranza zero per esso, dal momento che
MMC(Perno) = 50 mm.

33
ESERCIZIO 6.9 -SOLUZIONE

34
ESERCIZIO 6.10
Si assegnino ai due componenti rappresentati in figura le corrette tolleranze geometriche tali
da permettere l’assemblaggio in qualunque condizione e con il minore costo possibile.

35
ESERCIZIO 6.10 -SOLUZIONE
Premesso che sono possibili diverse soluzioni, una delle consigliate consiste nel tollerare i
pezzi in modo che la condizione virtuale di perno e foro sia la stessa. In questo modo
l’assemblaggio dei pezzi è assicurato ed è possibile avere la massima tolleranza tra i pezzi.
In secondo luogo, si sceglie di dare al foro un valore di tolleranza maggiore rispetto
all’albero.

la condizione
virtuale per
l’accoppiamento è
infatti la stessa,
pari a 100,3
+0,7
+0,6

36
ESERCIZIO 6.11
Calcolare il minimo spessore della parete compresa fra il diametro interno del foro e il
datum indicato con B

Vista americana
37
ESERCIZIO 6.11 -SOLUZIONE
Il minimo spessore della parete si ha quando il
datum B ha la dimensione minima, il foro ha la
dimensione massima (minimo materiale) e nella
posizione peggiore possibile (asse del foro il più
spostato possibile).

Ne consegue:

ΦBmin= 2.5-0.02 = 2.48

Φforo-max= 2+0.02 = 2.02

t = 0.02

2s= Φbmin- Φforo-max – t = 2.48-2.02-0.02=0.44

Questo è il doppio dello spessore, quindi s=0.22


38
ESERCIZIO 6.12 -INTERPRETAZIONE
Dato il disegno quotato e tollerato di figura, selezionare le risposte corrette (più di una
risposta è corretta)
a. il valore della tolleranza del cilindro
centrale stabilita dalla tolleranza geometrica, per
un valore di diametro pari a 25.25 mm, è pari a 0.10
mm.
b. il valore della tolleranza del cilindro
centrale stabilita dalla tolleranza geometrica, per
un valore di diametro pari a 25.25 mm, è pari a 0.15
mm.
c. Il cilindro centrale è tollerato in termini di
localizzazione rispetto ad un posizionamento del
pezzo secondo l’ordine A-B-C
d. Il cilindro centrale è tollerato in termini di coassialità
rispetto ad un posizionamento del pezzo secondo
l’ordine A-B-C
e. Il cilindro centrale è tollerato in termini di
localizzazione rispetto ad un posizionamento del
pezzo senza particolare riguardo all’ordine dei
datum
f. Il cilindro centrale è tollerato in termini di coassialità
rispetto ad un posizionamento del pezzo senza
particolare riguardo all’ordine dei datum
g. La tolleranza dimensionale sul diametro del cilindro
centrale è pari a 0,2
h. La tolleranza dimensionale sul diametro del cilindro
centrale è pari a 0,05

39
ESERCIZIO 6.12 – SOLUZIONE
Dato il disegno quotato e tollerato di figura, selezionare le risposte corrette (più di una
risposta è corretta)
a. il valore della tolleranza del cilindro centrale stabilita
dalla tolleranza geometrica, per un valore di
diametro pari a 25.25 mm, è pari a 0.10 mm.
b. il valore della tolleranza del cilindro centrale stabilita
dalla tolleranza geometrica, per un valore di
diametro pari a 25.25 mm, è pari a 0.15 mm.
c. Il cilindro centrale è tollerato in termini di
localizzazione rispetto ad un posizionamento del
pezzo secondo l’ordine A-B-C
d. Il cilindro centrale è tollerato in termini di coassialità
rispetto ad un posizionamento del pezzo secondo
l’ordine A-B-C
e. Il cilindro centrale è tollerato in termini di
localizzazione rispetto ad un posizionamento del
pezzo senza particolare riguardo all’ordine dei
datum
f. Il cilindro centrale è tollerato in termini di coassialità
rispetto ad un posizionamento del pezzo senza
particolare riguardo all’ordine dei datum
g. La tolleranza dimensionale sul diametro del cilindro
centrale è pari a 0,2
h. La tolleranza dimensionale sul diametro del cilindro
centrale è pari a 0,05

40
ESERCIZIO 6.13 -INTERPRETAZIONE
Dato il disegno di figura, e guardando la tabella, spuntare le risposte corrette

A-AA-A

a. L’asse del foro centrale è preso come datum A


b. La posizione dei fori di diametro 8.8 H9 è
controllata con una tolleranza di 0.4 mm
rispetto ad A e B indipendentemente dal valore
attuale del diametro dei fori
c. Il datum B è un piano ideale
d. I fori di diametro 18.4 H8, in condizioni di
minimo materiale, dovranno avere un
posizionamento più preciso rispetto ai fori di
diametro 8.8 H9 in condizioni di minimo
materiale.
e. I fori di diametro 18.4 H8, in condizioni di
minimo materiale, dovranno avere un
posizionamento meno preciso rispetto ai fori di
diametro 8.8 H9 in condizioni di minimo
materiale. 41
ESERCIZIO 6.13 -SOLUZIONE
Dato il disegno di figura, e guardando la tabella, spuntare le risposte corrette

A-AA-A

a. L’asse del foro centrale è preso come datum A


b. La posizione dei fori di diametro 8.8 H9 è
controllata con una tolleranza di 0.4 mm
rispetto ad A e B indipendentemente dal valore
attuale del diametro dei fori
c. Il datum B è un piano ideale
d. I fori di diametro 18.4 H8, in condizioni di
minimo materiale, dovranno avere un
posizionamento più preciso rispetto ai fori di
diametro 8.8 H9 in condizioni di minimo
materiale.
e. I fori di diametro 18.4 H8, in condizioni di
minimo materiale, dovranno avere un
posizionamento meno preciso rispetto ai fori di
diametro 8.8 H9 in condizioni di minimo
materiale. 42
ESERCIZIO 6.14 -INTERPRETAZIONE
Dato il disegno di figura spuntare le risposte corrette

a. La superficie del foro di diametro 200 è presa


come datum A
b. L’asse dei fori filettati M4 (a destra) deve
sempre trovarsi entro un cilindro di diametro 0,2
mm, il cui asse si trova nella posizione teorica
rispetto ai datum A e B
c. L’asse dei fori filettati M4 (a destra) può anche
non trovarsi entro un cilindro di diametro 0,2
mm, il cui asse si trova nella posizione teorica
rispetto ai datum A e B
d. Una delle superfici del componente deve avere
una planarità che non ecceda il valore 0,2
e. La superficie di diametro 245,5 (a destra) può
non essere un piano ideale purché compresa tra
due superfici d’inviluppo di sfere con diametro di
0.2 mm, i cui centri sono situati su di una
superficie perfettamente piana

43
ESERCIZIO 6.14 -INTERPRETAZIONE
Dato il disegno di figura spuntare le risposte corrette

a. La superficie del foro di diametro 200 è presa


come datum A
b. L’asse dei fori filettati M4 (a destra) deve
sempre trovarsi entro un cilindro di diametro 0,2
mm, il cui asse si trova nella posizione teorica
rispetto ai datum A e B
c. L’asse dei fori filettati M4 (a destra) può anche
non trovarsi entro un cilindro di diametro 0,2
mm, il cui asse si trova nella posizione teorica
rispetto ai datum A e B
d. Una delle superfici del componente deve avere
una planarità che non ecceda il valore 0,2
e. La superficie di diametro 245,5 (a destra) può
non essere un piano ideale purché compresa tra
due superfici d’inviluppo di sfere con diametro di
0.2 mm, i cui centri sono situati su di una
superficie perfettamente piana

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