SISRPART2
SISRPART2
Da sempre l‟uomo ha sentito la necessità di comunicare informazioni a distanza. I primi tentativi in tal senso possono
essere considerati i segnali di fumo o i tamburi. Nel corso dei secoli la comunicazione ha cambiato mezzi di
trasmissione dai corrieri a cavallo ai piccioni viaggiatori.
La comunicazione a distanza (tele) tra due e più persone per mezzo di dispositivi o infrastrutture che utilizzano
particolari tecniche per il trasferimento dell‟informazione prende il nome di telecomunicazione.
La telematica (in inglese communication) indica una disciplina nata dall‟unione delle tecnologie delle
telecomunicazioni e dell‟informatica. Il termine telematica indica il settore applicativo dell‟informatica in rete
ovvero è l‟integrazione tra tecnologie informatiche e le tecnologie della telecomunicazione.
La telematica si occupa della trasmissione a distanza di informazioni (dati, testo, suoni, immagini) attraverso l‟uso
delle tecnologie informatiche.
L‟obiettivo principale delle telecomunicazioni è quello di trasmettere a distanza, e quindi attraverso lo spazio,
informazioni (dati codificati) utilizzando segnali di tipo elettrico.
I dati codificati possono essere informazioni di natura molto diversa come testo, suoni, immagini, o la loro
combinazione.
L‟informazione che transita in un sistema di telecomunicazione è affidata a segnali elettrici mediante opportune
tecniche di codifica. Con l‟avvento della telematica, le informazioni da trasmettere a distanza sono codificate in
binario ed elaborate dai calcolatori. Le distanze percorse dai segnali possono andare da alcuni metri (cavo parallelo
della stampante) a centinaia di chilometri (trasmissione via satellite) e ricoprire distanze anche pari a quelle di un
intero continente.
CANALE UTENTE
INFORMAZIONE INFORMAZIONE
SORGENTE (Dati codificati) Di (Dati decodificati) (Destinatario)
comunicazione
Con canale di comunicazione si intende la via che seguono i dati per arrivare dal mittente al destinatario. I segnali
che vengono inviati sul canale possono essere segnali elettrici (attraversano cavi di rame), segnali luminosi
(attraversano cavi in fibra ottica) e segali radio (attraversano l‟etere)
Tra la sorgente e il canale è presente il trasmettitore, le cui funzioni principali sono quelle di codificare e di adattare
l‟informazione in segnali elettrici da inviare sul canale (mezzo fisico di trasmissione).
Viceversa tra il canale e l‟utente è presente un ricevitore che svolge l‟operazione inversa di decodifica dei segnali
ricevuti nelle trasformazioni originarie trasmesse.
Tra il trasmettitore e il ricevitore deve essere presente un canale fisico formato dal mezzo (linea o collegamento) che
unisce la sorgente con il destinatario.
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PRINCIPALI SISTEMI DI TELECOMUNICAZIONE
Tra i principali sistemi di telecomunicazione abbiamo il telegrafo, il telefono, la radio e la televisione.
IL TELEGRAFO
Nel 1800 il primo semplice sistema di telecomunicazione realizzato è stato il telegrafo, considerato il precursore degli
attuali sistemi postali.
Elementi del sistema Descrizione elementi nella telegrafia del 1800
di telecomunicazione
Tipo di informazione da trasmettere testo (messaggio scritto), ovvero una sequenza di caratteri alfanumerici (lettere,
cifre, simboli di interpunzione)
Sorgente e utente dell‟informazione operatori delle apparecchiature telegrafiche
Canale fisico una coppia di fili metallici (rame) sospesi tra pali che collegavano la stazione
trasmittente con quella ricevente.
Trasmettitore È un tasto, che chiuso e aperto in continuazione da un operatore, invia sulla linea
due segnali formati da impulsi di corrente di durata breve (punto) o lunga (linea).
Tra i primi codici ad essere impiegati è quello di Morse che per rappresentare i
caratteri alfanumerici, invece di usare i simboli binari 0 e 1, usava una linea ed un
punto.
Ricevitore apparecchio che dopo aver ricevuto gli impulsi di corrente, li trasforma in una
sequenza di linee e di punti scritti su un nastro di carta.
IL TELEFONO
Il sistema telefonico è un apparato di telecomunicazione in grado di trasmettere a distanza suoni e, in particolare la
voce umana. In un sistema telefonico fisso possiamo riconoscere gli elementi schematizzati nella seguente figura:
Voce Trasmettitore Linea di
comunicazione Ricevitore Voce
Ai nostri giorni, i sistemi di trasmissione della voce si dividono in telefonia fissa e mobile (cellulare), fondate su
tecniche di trasmissione radio.
LE RADIOCOMUNICAZIONI
La trasmissione via cavo, impiegata nei primi sistemi telegrafici e telefonici limitava notevolmente le distanze coperte,
a causa della difficoltà di stendere i fili, che realizzavano le linee, tra due punti distanti geograficamente. Questa
limitazione fu superata dai sistemi di radiocomunicazione in cui il canale fisico di collegamento tra due punti è
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formato direttamente dall‟atmosfera. Nella comunicazione senza fili, si devono utilizzare come trasmettitori e
ricevitori due speciali dispositivi, antenne, rispettivamente trasmittente e ricevente, che associano l‟informazione a
opportuni segnali detti onde elettromagnetiche.
Gli elementi di un generico sistema di radiocomunicazione è così schematizzato:
Spea Voce Trasmettitore Canale fisico di Ricevitore Voce Ascol-
ker Musica (antenna Comunicazione Radio Musica tatore
trasmittente) (onde radio) (antenna
ricevente)
Un qualsiasi apparato di telecomunicazione, in cui si impiega come mezzo un sistema radio, è in grado di inviare
segnali anche a grande distanza, dalle decine alle centinaia di chilometri, come nel caso dei satelliti. Dai primi
esperimenti di Guglielmo Marconi nel 1896, i sistemi radio hanno avuto una notevole diffusione .
I sistemi radio sono stati applicati alla telefonia con la creazione dei sistemi cellulari, i cui elementi di base sono così
schematizzati:
Trasmettitore Ponte Linea di Ponte Ricevitore
Voce (microfono radio del Comunicazione radio del (Altoparlante Voce
del cellulare) cellulare Linee cellulare del cellulare)
telefoniche
Il termine cellulare deriva dalla disposizione dei ponti radio dei cellulari (schiere di antenne) ognuno dei quali è
responsabile della copertura di una zona del territorio, denominata cellula.
LA TELEVISIONE
Il sistema televisivo (televisione) è un sistema di telecomunicazione in grado di trasmettere a distanza sia immagini in
movimento sia suoni. In questo sistema possiamo riconoscere i seguenti elementi:
I SISTEMI TELEMATICI
Il più semplice sistema telematico (o sistema ICT) è quello che consente la trasmissione dati tra due computer, in cui
possiamo riconoscere i seguenti elementi:
CAPACITÀ DI UN CANALE
La capacità di un canale per la trasmissione dati rappresenta la massima quantità di informazioni che è possibile
trasmettere nell‟unità di tempo attraverso il canale stesso.
Questa grandezza dipende:
dal tipo di supporto fisico con cui è realizzato il canale
dalla presenza di disturbi sul collegamento.
Il computer sorgente ha il compito di trasmettere l‟informazione in una sequenza di bit da inviare al modulatore,
mentre il computer destinatario, dopo aver ricevuto i dati elementari (bit) dal demodulatore, ricostruisce
l‟informazione originaria da consegnare all‟operatore umano.
Se il canale è bidirezionale, ovvero la trasmissione dei dati può avvenire in entrambe le direzioni, ad ogni estremo del
canale, deve essere presente un modem, che è un dispositivo in grado di svolgere le funzioni di modulazione e di
demodulazione. Gli attuali sistemi ICT sono più complessi perché sono in grado di realizzare la comunicazione tra più
di due computer.
Esempio: La rete telefonica mondiale, fissa e mobile, collega centinaia di milioni di abbonati in tutto il mondo; ad
ogni utente è associato un unico numero telefonico che lo contraddistingue da tutti gli altri. Per realizzare un
collegamento, un abbonato deve prima indirizzare la persona con cui vuole parlare, componendo un numero
telefonico, dopodiché può iniziare la comunicazione.
Una rete di computer è formata da un insieme di computer di capacità di calcolo differente, e dispositivi periferici in
grado di comunicare tra di loro, scambiandosi informazioni codificate in binario, utilizzando uno o più sistemi di
telecomunicazione.
La seguente figura mostra una rete di computer come un esempio di sistema ICT che unisce la tecnologia dei sistemi
informatici con quella degli apparati di telecomunicazione.
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Sistema ICT
Sistemi
informatici
stampante
Ad ogni calcolatore è associato un indirizzo che lo individua in modo univoco all‟interno della rete. Il computer
sorgente prima di comunicare con un altro elaboratore della rete, deve instaurare un collegamento utilizzando
l‟indirizzo del destinatario.
LO SVILUPPO DELL’ICT
Soltanto alla fine degli anni ‟60, le telecomunicazioni e l‟informatica, che prima avevano avuto un‟evoluzione
autonoma, svilupparono le tecniche necessarie per unire i loro servizi per la trasmissione a distanza, l‟elaborazione e
l‟archiviazione di dati.
1896 1972
marconi trasmette il primo messaggio radio Presentazione ufficiale di ARPAnet
1926 1973
Baird mostra le prime immagini televisive Boggs, Metcalfe e Lam costruiscono la prima versione
della rete locale Ethernet
TELECOMUNICAZIONI
1978
Al Gore introduce l‟espressione “autostrade
dell‟informazione”
1995
INFORMATICA Internet conta 6 milioni di computer host collegati e 30
milioni di utenti
ICT
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Le reti locali di terminali
Agli inizi degli anni ‟60, l‟informatica cominciò a diffondersi presso le grandi aziende private e pubbliche; gli utenti
per ottenere dei servizi dovevano recarsi nella stanza riservata al CED (Centro Elaborazione Dati) costituito da un
elaboratore centrale (mainframe).
Per consentire agli utenti di ottenere servizi on-line dal CED, si svilupparono le prime reti locali di terminali, formate
da un insieme di stazioni di lavoro (video più tastiera) collegate, mediante cavi ed un‟interfaccia hardware con
l‟elaboratore centrale.
I primi terminali non erano molto intelligenti perché le loro funzioni si limitavano all‟immissione dei dati attraverso la
tastiera, alla visualizzazione dei risultati dell‟elaborazione sullo schermo del video e alla gestione della comunicazione
con il calcolatore centrale.
Si pensò di collegare alla presa dell‟apparecchio telefonico l‟uscita di un terminale (posto per esempio al terzo piano
di un edificio) con il CED. Quindi i primi PBX furono adattati per gestire sia le usuali comunicazioni telefoniche sia il
nuovo traffico di dati tra i terminali ed il calcolatore centrale.
I vecchi PBX sono stati sostituiti da sistemi elettronici più sofisticati detti PABX (Private Automatic Branch
eXchange), in cui è presente un elaboratore interamente dedicato alla gestione del traffico di segnali che trasportano
dati o conversazioni telefoniche.
Terminali
PBX
COLLEGAMENTO ALLA
RETE TELEFONICA
Apparecchi
telefonici
CED
(mainframe
)
Reti geografiche di calcolatori
Le reti di terminali consentivano la comunicazione con l‟elaboratore centrale ricoprendo distanze che non superavano
quella di uno o più edifici adiacenti. Molti tipi di aziende quali banche, agenzie di viaggi, compagnie aeree ed enti
pubblici hanno invece la necessità di distribuire i loro servizi z livello nazionale.
Nel 1958, la Bell Company sviluppò il primo MODEM (detto Dataphone), che consentì ad un elaboratore di inviare
dati utilizzando come supporto la rete telefonica fissa pubblica. I primi MODEM apparivano come una scatola con
due fori nei quali veniva alloggiata la cornetta del telefono, mentre un cavo del dispositivo garantiva il collegamento
fisico con l‟elaboratore locale. Per instaurare una comunicazione, l‟operatore di un terminale doveva prima comporre
il numero telefonico del CED a cui voleva accedere, sapendo che all‟altro capo della linea non avrebbe risposto un
operatore umano ma un altro elaboratore.
Soltanto dopo che si era instaurato un collegamento, l‟operatore poteva posare la cornetta del telefono. Il MODEM
doveva soltanto occuparsi di adattare la sequenza di bit emessa dal terminale in segnali elettrici adatti per la rete
telefonica, poiché tutti i problemi di creazione e della gestione della linea erano risolti dai servizi telefonici esistenti.
Grazie a questa tecnica di comunicazione, i terminali posti nelle filiali delle grandi aziende erano in grado di
trasmettere dati in tempo reale all‟elaboratore posto nel CED della sede centrale (anche posta in un‟altra città).
Per svincolare il sistema operativo del calcolatore centrale dalla gestione della risorsa rete, vengono creati nuovi tipi di
elaboratori FEP (Front-End Processor: Elaboratore di Interfaccia), il cui unico compito è quello di gestire il traffico
dei dati in partenza e in arrivo attraverso la rete telefonica.
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Modem Terminale
Rete
telefonica
Modem pbblica
FEP
CED Modem Terminale
(mainframe
)
Nascono così le reti geografiche (WAN), cioè sistemi telematici dove un insieme di elaboratori sono in grado di
comunicare utilizzando come supporto una rete di telecomunicazione distribuita su zone molto ampie, da quelle di una
città a quelle di un‟intera nazione. Caratteristica di una WAN che la distingue da altre reti è la presenza di una o più
connessioni remote create per esempio con linee telefoniche.
Arpanet
Alla fine degli anni ‟60, l‟organizzazione ARPA (Advanced Research Projects Agency), appartenente al dipartimento
della difesa degli Stati uniti, iniziò il progetto di una nuova rete geografica in grado di collegare tra loro alcuni
calcolatori. Il primo prototipo della rete era formato da alcuni grandi mainframe, detti nodi di commutazione,
collegati mediante linee dedicate unicamente alla trasmissione dati, per evitare gli elevati costi dovuti all‟uso della rete
telefonica pubblica. I compiti principali dei nodi di commutazione erano quelli di:
gestire il traffico di dati nella rete
instradare (routing) le sequenze di bit dal nodo sorgente a quello destinatario scegliendo la strada più breve tra i
nodi nella recedi telecomunicazione.
Nel 1972 veniva presentata ufficialmente all‟opinione pubblica Arpanet, i cui primi nodi originali erano posti nelle
principali università e centri di ricerca statunitensi.
Durante una delle prime presentazioni, avvenuta in una conferenza a Washington, fu collegato un terminale che
mediante un MODEM, collegato alla rete telefonica pubblica, poteva colloquiare direttamente con i nodi posti nella
rete Arpanet situata all‟estremo opposto degli Stati Uniti.
Uno degli obiettivi principali del progetto Arpanet era quello di permettere a qualsiasi computer, anche di differenti
marche, di poter accedere ai nodi della nuova rete e di poter utilizzare tutti i servizi presenti. A tale scopo venne
sviluppato un nuovo software di comunicazione che gestiva il colloquio tra i nodi della rete e i computer ospitanti
(host) collegati.
Per consentire a sistemi di elaborazione diversi di colloquiare si svilupparono i primi protocolli di comunicazione,
definiti dall‟insieme di tutte le regole hardware e software necessarie per far comunicare in modo corretto computer
collegati mediante una rete di telecomunicazione.
Internetworking indica le attività che riguardano lo sviluppo delle tecniche hardware e software necessarie per far
funzionare (working) tra loro (inter) due o più reti (network) proprietarie diverse (eterogenee).
Le soluzioni proposte ancor oggi utilizzate adottate dai progettisti di ARPAnet furono dal punto di vista:
hardware, la costruzione di speciali dispositivi dedicati unicamente alla comunicazione, detti router, il cui
compito principale è quello di collegare reti eterogenee.
software, lo sviluppo del protocollo non proprietario standard TCP/IP (Transmission Control Protocol /
Internet Protocol).
Reti costruite con tecnologie differenti possono essere collegate con un router e il protocollo TCP/IP, per formare una
internetwork o semplicemente internet.
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Reti proprietarie eterogenee
Osservazione:
internetwork: attività per il collegamento di reti eterogenee.
internet: insieme di reti eterogenee.
Negli anni ‟90, l‟evoluzione delle reti locali sono state le reti metropolitane (MAN: Metropolitan Area Network)
formate da un insieme di LAN che ricoprono zone anche pari a quelle di una città.
Un esempio di rete numerica degli anni ‟90 è lo standard internazionale ISDN (Integrated Services Digital Network)
che definisce una rete digitale ottimizzata per trasmettere i dati binari.
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In un sistema di comunicazione basato su una rete numerica, informazioni diverse da quelle codificate in binario
devono essere convertite, in fase di trasmissione, in sequenze di bit (fase di digitalizzazione) adatte a essere inviate sul
canale. Viceversa, in ricezione la sequenza di bit deve essere decodificata per ricostruire l‟informazione originaria.
Altri tipi di reti telefoniche, le quali utilizzano le linee analogiche esistenti (doppini telefonici), di solito dalla presa
dell‟utente alla centrale di quartiere, per trasmettere sia la voce sia i dati in forma digitale. Un esempio di questo
sistema è la tecnologia ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) che attraverso speciali tecniche HW/SW
(realizzate nei modem ADSL) è in grado di ampliare le capacità limitate delle linee telefoniche analogiche per inviare
voce e dati con elevate velocità di trasmissione.
Le autostrade telematiche
Nel 1978, Al Gore introdusse l‟espressione autostrade dell‟informazione per indicare le nuove reti telefoniche digitali.
La creazione di reti numeriche ad alta velocità è stata resa possibile grazie allo sviluppo di nuove tecnologie legate
all‟ottica, che in luogo dei segnali elettrici, utilizzano la luce come supporto per trasmettere i dati.
Come canale fisico di trasmissione, al posto del doppini telefonico viene utilizzata la fibra ottica, ovvero un piccolo
filo di vetro, del diametro di un capello in grado di trasportare a distanza la luce. Il vantaggio delle fibre ottiche è
un‟enorme capacità di trasmissione, che può raggiungere, per distanze di qualche chilometro, valori per decine di
milioni di bit inviati per ogni secondo, contro le migliaia di bit delle reti analogiche.
Le nuove autostrade telematiche basate sulla fibra ottica sono in grado di offrire servizi quali la videoconferenza, in
cui sono trasmesse sia immagini in movimento sia il segnale audio associato, per realizzare una conferenza tra persone
in luoghi diversi, di fronte ai loro PC collegati a Internet.
A seconda del sistema operativo che utilizzano, le reti possono essere classificate in
Reti client-server: in cui sono presenti computer che funzionano da client e uno o più computer che funzionano
da server.
Le reti client-server o a server dedicato sono caratterizzate dalla presenza di un elaboratore detto server che ha
molti compiti tra i quali fornire risorse software, permettere la condivisione di dispositivi e garantire la sicurezza
nell‟accesso alla rete; il server deve far fronte alle molteplici richieste provenienti dai client in modo istantaneo.
Tali reti hanno accessi riservati, quindi è necessario possedere i permessi per avere accesso al sistema. Quando
l‟utente fornisce la propria login e password che vale solo per le directory stabilite dal server all‟atto della
creazione del profilo dell‟utente. Solo l‟amministratore della rete possiede i permessi di accesso a tutte le
directory di sistema per la gestione dell‟intera rete.
I vantaggi delle reti client-server sono:
o forte sicurezza centralizzata
o memorizzazione degli archivi che permette agli utenti di lavorare con gli stessi dati
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o condivisione di risorse costose come memorie di massa o stampanti laser
o maggiori sicurezze rispetto alle intrusioni perché ogni utente ha aree personalizzate dette domini di
directory con metodo di autenticazione personalizzato
o facilità di gestione di un grande numero di utenti.
Gli svantaggi sono legati al costo elevato degli hardware del software di rete e alla figura dell‟amministratore di
rete.
Reti peer-to-peer: che non hanno server e usano la rete per condividere risorse (in disuso). È caratterizzata
dall‟assenza di un controllo centrale, per cui non ci sono server ed ogni utente può condividere solamente le
risorse di rete e lo spazio su disco. Sono organizzate in gruppi di lavoro (workgroup) che hanno un livello di
sicurezza minimo anche se gli utenti hanno l‟accesso tramite login e password, esse permettono di utilizzare
indiscriminatamente dispositivi e directory.
i vantaggi riguardano il risparmio in termini di risorse umane perché non richiedono l‟amministratore di rete.
Gli svantaggi riguardano la dimensione della rete che per funzionare in modo efficiente deve avere meno di dieci
utenti. Inoltre hanno un basso livello di sicurezza.
Reti ibride: sono reti client-server, ma possono condividere risorse come reti peer-to-peer. Tali reti hanno dei
computer che svolgono tutti e tre i ruoli di client, server e peer, hanno sia domini di directory controllati
centralmente sia gruppi di lavoro. Mentre la maggior parte delle risorse è gestita dal server, gli utenti della rete
hanno accesso ad alcune risorse condivise nel gruppo di lavoro in modo paritetico. Il livello di controllo è
proporzionale all‟importanza della risorsa, per cui l‟archivio importante è conservato con alto grado di sicurezza
mentre la condivisione di un dispositivo, a livello d gruppo viene attuato senza richiesta di permessi.
Nella telefonia, un esempio di collegamento punto a punto, è quello che si realizza durante una comunicazione
telefonica. Dopo aver composto il numero telefonico della persona con cui si desidera parlare, se la linea non è
occupata, viene creato un collegamento fisico (linea) tra i due interlocutori. Durante il colloquio si instaura un
protocollo di comunicazione spontaneo, per cui un solo interlocutore alla volta parla. Nel caso della trasmissione dati
tra due calcolatori, che utilizzano una linea telefonica tramite modem, il problema della comunicazione è più
complesso.
COLLEGAMENTO SIMPLEX
esiste una sola linea che collega i due computer, ed il flusso dei dati può avvenire in un solo verso da un computer
sorgente ad un computer destinatario dell‟informazione.
UNICA LINEA
SORGENTE DESTINATARIO
di
TRASMISSIONE
Verso di trasmissione
UNICA LINEA
DESTINATARIO SORGENTE
Nell‟ambito delle telecomunicazioni, un esempio di collegamento half-duplex è quello che si instaura tra due
radioamatori, che parlano o ascoltano a turno, condividendo un unico canale, mediante le ricetrasmittenti.
LE TECNICHE DI COMMUTAZIONE
La commutazione
La trasmissione dati si occupa di stabilire le regole per far comunicare due computer solamente quando viene creata
una linea che li unisce fisicamente.
Il problema della commutazione consiste nello stabilire l‟insieme delle tecniche per cui più utenti (uomini e
calcolatori), collegati alla stessa rete, siano in grado di comunicare utilizzando a turno un ristretto numero di canali
fisici condivisi.
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Consideriamo il problema della commutazione nel servizio telefonico. Prima di iniziare una telefonata, l‟utente deve
comporre un numero di telefono che individua la persona con cui vuole parlare. Un numero telefonico rappresenta un
indirizzo univoco che distingue ogni utente da un altro.
Il problema della commutazione telefonica sarebbe risolto se ad ogni utente fosse associata una linea permanente in
grado di unirlo fisicamente a qualsiasi altra persona del mondo. In questa situazione la superficie terrestre sarebbe
ricoperta di cavi. La soluzione consiste nel mettere a disposizione degli utenti un numero limitato di linee condivise,
mediante una centralina di commutazione.
Se, quando si compone un numero telefonico, la linea è occupata da un‟altra conversazione, il sistema di
commutazione avverte l‟utente inviando i toni di occupato.
Nei sistemi ICT, le tecniche usate per instaurare un collegamento nella rete di telecomunicazione sono classificate in:
commutazione di circuito deriva dal sistema telefonico
commutazione di messaggio deriva dall‟informatica
COMMUTAZIONE DI CIRCUITO
La commutazione di circuito crea un collegamento fisico tra due utenti e resta stabile e riservato a loro per tuta al
durata della comunicazione. Ciò comporta in media un basso utilizzo del canale trasmissivo che risulta occupato da
una comunicazione anche quando i due interlocutori nn parlano
Nella commutazione di circuito, gli utenti che accedono alla rete vengono classificati fisicamente tra loro, mediante
una linea di trasmissione, solamente dopo una particolare procedura di indirizzamento.
Nella commutazione di circuito, la procedura seguita per instaurare una comunicazione tra due calcolatori è la
seguente:
1. richiesta del collegamento, componendo il numero telefonico (indirizzo) del destinatario;
2. creazione del collegamento fisico punto a punto, attraverso una linea da parte delle centraline telefoniche;
3. trasmissione dei dati;
4. fine del collegamento e rilascio della linea ad altri utenti.
La commutazione di pacchetto è basata su sistemi digitali sia per l‟instradamento che per la trasmissione dei dati.
Nelle reti geografiche a commutazione di messaggio esiste una sottorete di comunicazione, formata da nodi di
commutazione (router), ovvero apparecchiature dedicate alla gestione della commutazione.
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In genere, i router sono collegati mediante linee telefoniche dedicate e permanenti ad alta velocità di trasmissione,
mentre i computer della rete accedono ai nodi mediante canali di minor qualità. Ogni elaboratore è individuato
all‟interno del sistema telematico in modo univoco mediante un indirizzo di tipo logico.
Quando un computer sorgente vuole comunicare con un altro (destinatario) invia ai nodi del sottosistema di
comunicazione un messaggio (sequenza di bit) contenente i dati e gli indirizzi dell‟elaboratore destinatario e di quello
mittente. I router, dopo aver esaminato l‟indirizzo di destinazione, instradano (routing) il messaggio attraverso il
percorso più breve oppure quello soggetto al minor traffico di dati.
A differenza della commutazione di circuito, in quella di messaggio la rete di telecomunicazione non ha il compito di
creare la linea di collegamento, ma unicamente di instradare in modo corretto i dati.
Le moderne reti geografiche e locali impiegano due tecniche di instradamento che sono una variante di quelle di
messaggio denominate commutazione di pacchetto e commutazione di celle.
Esempio
In Internet, le WAN impiegano la commutazione di pacchetto. Un cittadino privato può, invece, accedere ad un nodo
di un fornitore di servizi (ISP) con un PC, un MODEM e una parte della rete telefonica digitale della propria città a
commutazione di circuito.
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