Lezione 6
Medie Mobili
La media mobile ha una collocazione importantissima nel trading collegato ad oscillatori ed indicatori.
Questo perché quasi tutti gli oscillatori hanno al loro interno un qualcosa che rimanda al concetto di media
mobile; sono quindi uno degli strumenti più utilizzati dai trader che operano mediante l’analisi tecnica.
La media mobile non è altro che la media di un certo numero di rilevazioni che vengono effettuate all’interno
di un campione; si chiama mobile perché, per ogni periodo che passa, ci porta a prendere in
considerazione un valore nuovo, che sostituisce uno vecchio (l’ultimo).
La più elementare è la media mobile semplice, ma oltre questa possiamo trovare anche l’esponenziale.
Quest’ultima ha la capacità di rendere più importanti i prezzi più recenti, mentre con l’uso della semplice
tutti i prezzi hanno la stessa importanza. Si tenga in conto che la media mobile può essere calcolata su
qualunque periodo, ma in genere una volta iniziate ad utilizzare alcune medie, si opera sempre con quelle.
Si è soliti operare con più di una media mobile all’interno dello stesso grafico, cioè con medie a più periodi.
MM SEMPLICI: quelle più comuni sono a 50 (quella più vicina al prezzo), 100 (quella intermedia) e 200
periodi (quella più lontana dai prezzi). Rispettivamente esse ci indicano qual è la media degli ultimi 50,
100 e 200 periodi.
Ad esempio, se sono su un grafico giornaliero e voglio conoscere immediatamente qual è stato l’andamento
dell’ultima settimana, imposto una media a 7 periodi (nel caso del mercato cripto che è aperto tutti i giorni).
NON ESISTE UNA MEDIA MIGLIORE DI UN’ALTRA.
Le medie mobili rappresentano anche una sorta di trading system primordiale. Sono infatti generalmente il
primo approccio che un trader ha nei confronti dell’analisi tecnica, cioè è ad esse che si affida per
identificare livelli di entrata ed uscita, supporti e resistenze.
Oltre che guardare cosa fa il prezzo rispetto alle medie, in genere ci si affida anche al comportamento di
una media rispetto ad un’altra; nello specifico, si tende a porre attenzione agli incroci fra la media veloce
e quella lenta: se la veloce rompe al rialzo la lenta si ha un golden cross (segnale rialzista); viceversa si
ha un death cross (segnale ribassista).
Molto spesso però questo genere di attivazione operativa, questo tipo di segnali, rappresenta un’insidia,
poiché genera molto di frequente dei falsi segnali.
Il limite principale della media mobile è che essa è sempre in ritardo, arriva dopo il prezzo: se il prezzo
dovesse subire un brusco e rapido ribasso, la media mobile inizierebbe a declinare solo dopo qualche
giorno, non fletterebbe immediatamente. Le medie diventano importanti laddove sono sotto gli occhi di
molti. Questa latenza dipende ovviamente dalla media che stiamo utilizzando.
In un trend fortemente rialzista il prezzo è sempre sopra la media mobile; in un trend fortemente ribassista
la media è sempre sotto la media mobile.
Come detto prima, le medie mobili possono essere utilizzate come supporti e resistenze dinamiche: se il
prezzo è sopra la mm a 200 e inizia una discesa verso la stessa, è probabile che nei pressi della media
possano esserci dei tentativi di rimbalzo.
Si tenga sempre presente che le
mm sono sotto gli occhi di tutti, e
tutti operano in funzione delle
stesse: se si vede che il prezzo sta
scendendo incontro alla media
mobile e la incontrerà intorno al
prezzo di 10,00€, molti
piazzeranno lì i loro ordini buy
limit.
Ma molti altri, vedendo tutti quegli
ordini piazzati a quel prezzo,
decideranno di anticiparli e
piazzare i loro buy limit un po’ più
su. Tante persone che ragionano
in questo modo faranno sì che il
prezzo, spesso e volentieri, non tocca effettivamente la mm, ma rimbalza senza averne preso contatto.
Come però si vede nella parte più a destra del grafico, non sempre le mm sono in grado di fornire supporto
al prezzo: anche quella a 200 può cedere ed essere sorpassata facilmente al ribasso. Si tenga quindi anche
in considerazione la velocità con cui il prezzo va incontro alla mm.
Non bisognerebbe operare prevedendo cosa farà il prezzo una volta arrivato alla mm, ma rispondendo
invece a ciò che fa a quel livello.
Inoltre, un altro modo di operare con le mm potrebbe essere quello di utilizzarle per il confronto tra diversi
asset.
Particolarmente importanti sono le situazioni in cui le 3 mm hanno la conformazione in figura:
Esse sono disposte perfettamente in ordine di distanza dal
prezzo (veloce vicina, lenta lontana). Quando c’è una
situazione del genere, vuol dire che il trend non è finito (stiamo
analizzando la parte più a destra del grafico, con trend
ribassista).
Questo mi fa pensare allora che il ribasso possa continuare;
ma per poter operare in tal senso, aspetto prima che il prezzo
vada a rimbalzare su una di queste medie; solo allora aprirò il
mio short perché il prezzo riprenda la discesa.
Vien da sé pensare che non sempre questo ritracciamento
avvenga prima che il prezzo torni a scendere.
Quando prendiamo i segnali scaturiti dal raffronto tra il prezzo ed una mm, dobbiamo sempre tener conto
che ci dobbiamo riferire a quello che la candela ci dice solo una volta chiusa. Finché la candela non è
chiusa, c’è sempre la possibilità che si rimangi quanto fatto.
MACD = MOVING AVERAGE CONVERGENCE DIVERGENCE: è un indicatore che fornisce un’indicazione
grafica della differenza fra due medie mobili, generalmente a 12 e a 26 periodi.
In questo caso la differenza fra le due medie mobili del grafico è la linea blu sottostante nella parte inferiore.
Questa differenza fra le due medie potrà essere sia positiva (la media mobile veloce è sopra la lenta) che
negativa (la veloce è sotto la lenta). Questa differenza ci fornisce indicazioni circa lo stato di salute di un
movimento.
Trattandosi di una differenza tra due valori che cambiano continuamente, anche essa varierà
continuamente, motivo per cui possiamo fare, anche del MACD, una media. Tale media viene generalmente
fatta a 9 periodi, e graficamente è rappresentata dalla linea arancione nella parte inferiore del grafico.
Il MACD viene in genere utilizzato sul timeframe giornaliero.
L’istogramma presente nella parte inferiore del grafico rappresenta la differenza fra il MACD e la sua
media: quando il MACD è sopra la sua media, l’istogramma è verde e sta sopra lo 0; quando il MACD sta
sotto la sua media mobile a 9 periodi, l’istogramma è rosso e sta sotto lo 0. Infine, l’istogramma diventa
bianco o colorato a seconda che la differenza fra MACD e sua media aumenta o decrementa à quando
l’istogramma passa da bianco a colorato, la differenza fra MACD e sua media sta diminuendo.
Suggerimenti di operatività per l’uso del MACD: per poter parlare di questo concetto bisogna introdurre
le divergenze. Parliamo di divergenza nel momento in cui si crea una situazione nel quale il prezzo va in
contrasto con quello che suggerisce un indicatore. È proprio in queste situazioni che diventa importante il
MACD.
L’immagine è rovesciata di 90° in
senso antiorario.
Nell’esempio in figura vediamo una
chiara divergenza:
Il prezzo ha un andamento rialzista e registra massimi crescenti; al contempo però il MACD ha un
andamento ribassista e registra massimi decrescenti. Questa divergenza è un segnale di inversione del
trend, in questo caso inversione ribassista.
Ci sono due situazioni diverse in cui il MACD fornisce un segnale significativo:
1_ Il MACD è negativo e rompe al ribasso la sua media mobile, ed entrambi sono
sotto lo 0 à segnale SHORT.
2_ Il MACD è positivo e rompe al rialzo la sua media mobile, ed entrambi sono
sopra lo 0 à segnale LONG.
Entrambe queste situazioni possono essere utilizzate per l’apertura, ma anche per la chiusura di posizioni.