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Libro 12-5

Il documento tratta dei pattern di candele giapponesi, evidenziando come questi schemi possano indicare inversioni o continuazioni di trend. Vengono descritti vari tipi di candele, come le bozu, le candele long shadow, e figure come il bullish e bearish engulfing, che forniscono segnali di trading. Inoltre, si discutono le condizioni per confermare l'inversione e l'importanza di analizzare i time-frame per una corretta interpretazione dei segnali.

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Libro 12-5

Il documento tratta dei pattern di candele giapponesi, evidenziando come questi schemi possano indicare inversioni o continuazioni di trend. Vengono descritti vari tipi di candele, come le bozu, le candele long shadow, e figure come il bullish e bearish engulfing, che forniscono segnali di trading. Inoltre, si discutono le condizioni per confermare l'inversione e l'importanza di analizzare i time-frame per una corretta interpretazione dei segnali.

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Lezione 5 – 22/02/22

I pattern di candele giapponesi sono degli “schemi” ben precisi che si formano in una precisa candela o
tra due e/o più candele. Questi schemi sono cercati dai trader nel grafico a candele perché possono
indicare che ci sarà a breve un’inversione di trend o una continuazione.
L’analisi di queste figure è molto vicina alla price action à si vanno a tradare facendo attenzione quasi
esclusivamente al prezzo, senza tenere in considerazione indici, indicatori e quant’altro. Ciò che risulta
fondamentale per i pattern candlesticks è infatti come si compone il corpo della candela, come si strutturano
le ombre, come si apre e chiude la candela ecc.
In ogni momento le candele giapponesi ci stanno raccontando una storia riguardo le azioni di compratori
e venditori.
Questi pattern possono avere a che fare con una sola candela, ma anche con più candele, e assumono
maggiore o minore validità in base al time-frame nel quale le osserviamo. Al di sotto del time-frame
giornaliero perdono quasi completamente di validità.
In questo tipo di analisi diventa importante l’analisi qualitativa delle shadows: quasi tutte le figure hanno a
che fare con situazioni che passano quasi sempre per l’evidenziazione di una o entrambe le shadows
(upper e/o lower).
Le figure principali sono quelle che preludono o possono dichiarare già iniziata l’inversione. Diventa quindi
molto significativa la candela che non ha alcuna shadow; una situazione del genere fotografa un caso
estremo che indica il raggiungimento del prezzo di un livello molto importante già a livello di
apertura/chiusura.
Le situazioni più significative sono quelle in cui abbiamo alla fine di un trend ribassista una candela con
una lower shadow molto importante e alla fine di un uptrend una candela con un upper shadow molto
importante. Queste candele sono dette bozu e presentano esclusivamente una delle due ombre.
La presenza di queste shadow fa perdere addirittura di significatività il colore della candela à se sono
presenti queste shadow più grandi del corpo stesso della candela, conta poco che la candela in questione
sia rialzista o ribassista, è la shadow stessa che conferisce significatività di inversione a quella candela.
Tendenzialmente la shadow in questione è anche più grande di quelle delle candele precedenti.
È chiaro che, affinché si confermi l’inversione, è importante che la candela successiva faccia il movimento
collegato: nel caso di una candela di inversione rialzista, ci aspettiamo che la successiva abbia massimo e
minimo superiori rispetto a quelle della candela d’inversione. Inoltre la successiva deve avere anche un
corpo più grande della candela d’inversione. Per l’attendibilità di una bozu risulta quindi importante il
comportamento della candela successiva.
Quindi elementi significativi per una candela d’inversione rialzista: shadow inferiore più lunga della
superiore; shadow inferiore più grande del corpo; candela successiva con massimi e minimi più alti della
candela d’inversione e corpo più grande della candela d’inversione.
Stesse caratteristiche, ma inverse per il livello delle ombre e di massimo/minimo le troviamo per una candela
d’inversione ribassista.
Ciò che accomuna questi pattern è che in genere segnalano la fine di un trend.
Quando notiamo un pattern su un time-frame, ad esempio il daily, sarebbe buona norma scendere col time-
frame e andare a vedere se su queste finestre più veloci troviamo indicazioni che confermano la correttezza
del pattern che avevamo individuato.
Le bozu quindi sono delle candele che
hanno come caratteristica principale la
presenza di una sola shadow, che sia la
superiore o l’inferiore. Nuovamente, si
trovano alla fine di un pattern e ci
forniscono indicazioni sul movimento che si
vuole andare a cogliere.
Maggiore è la lunghezza della shadow e
maggiore è l’indecisione del mercato.
In figura vediamo i 4 possibili tipi di bozu,
che in ordine sono: white/black opening
bozu e white/black closing bozu.

Analizziamole nello specifico:


- White opening bozu: cambia totalmente il significato in base al trend in cui la troviamo; in un trend
rialzista, lo rinforza, in un trend ribassista, segnala un’inversione.
- Black opening bozu: anche questa è un segnale di inversion, ma a differenza della white, in questo
caso è un segnale di inversione ribassista.
- White closing bozu: è un segnale di inversione rialzista al termine di un trend ribassista.
- Black closing bozu: si trova alla fine di un trend rialzista e prende spesso il nome di shooting star;
è un forte segnale di inversione ribassista del trend.
Si ricorda l’invito ad attendere il dispiegamento della candela successiva al fine di verificare il segnale di
una bozu.
In base ad alcune caratteristiche delle candele che imprimono l’inversione, possiamo individuare anche dei
target di prezzo.

Ad esempio: la distanza tra il minimo della candela d’inversione e il massimo della candela successiva può
essere un target di prezzo se tracciata dallo stesso massimo della “successiva”.
Il pattern d’inversione si potrà considerare verificato quando il prezzo avrà effettutato una chiusura al di
sopra della proiezione di questa distanza (nell’immagine, il bordo superiore del box bianco in alto).
Una volta ravvisata una posizione di potenziale inversione del trend grazie ad un pattern, possiamo
individuare un prezzo per lo stop loss proiettando la distanza prima individuata in direzione opposta
rispetto a prima. Ad esempio:
Nel caso precedente la candela d’inversione ci avrebbe potuto
far pensare di entrare long.
Avremmo potuto impostare uno stop loss per la posizione
tracciando la distanza prima individuata (minimo della candela
d’inversione/massimo della candela successiva) al di sotto del
minimo della candela d’inversione, quindi in direzione opposta
rispetto a prima.
L’apertura del long invece dovrebbe avvenire al di sopra del
box bianco superiore, con la distanza proiettata in alto.

CANDELE LONG SHADOW: come suggerisce il nome, sono delle bozu con delle ombre molto lunghe.
Così come per le bozu, anche qui abbiamo 4 possibili tipi di candele:

In ordine abbiamo: white/black lower shadow e


white/black upper shadow

Una candela del genere, alla fine di un trend ribassista, è fortemente


rialzista, perché ci fa capire che all’interno della giornata i venditori si sono
fatti vivi, ma giunti al minimo i compratori sono tornati in auge e hanno
avuto la meglio, permettendo al prezzo di risalire e chiudere addirittura al
di sopra dell’apertura di giornata.
I compratori hanno dunque avuto la meglio, il che indica una forte pressione
rialzista.
Assume particolare importanza proprio il minimo toccato da questa
candela, perché è da lì che è ripartito un movimento molto significativo.
Affinché il rialzo sia significativo e “fuori pericolo” si deve tenere lontano
da quel livello di prezzo e non violarlo al ribasso.
È quindi proprio il livello di prezzo a cui avviene l’inversione che diventa
pregno d’importanza e da monitorare.
Uno stop loss del long andrebbe messo al di sotto di quel supporto, per
evitare un falso breakout, ad un livello di prezzo identificato come prima
spiegato.

Lo stesso discorso, ma in maniera inversa, vale per una candela del genere se
trovata alla fine di un trend rialzista.
Essa risulta d’inversione fortemente ribassista, poiché dopo l’apertura i compratori
hanno provato a muoversi ma dopo un massimo i venditori hanno avuto la meglio
in maniera assoluta, portando il prezzo fin sotto l’apertura, il che denota una
pressione ribassista molto importante.
Viene spesso definita inverted hammer.
TRE SOLDATINI: è una figura, come suggerisce il nome, formata da 3 candele rialziste successive. Nello
specifico, le tre in questione sono un forte segnale di inversione di un trend ribassista.
Caratteristiche di questo pattern sono: lo troviamo
alla fine di un trend ribassista; ognuna delle tre
candele apre in prossimità del prezzo di chiusura
della precedente; le ombre superiori sono assenti o
molto piccole.
Affinché il segnale sia significativo e valido, si suggerisce di aspettare la chiusura della terza candela: se
la candela successiva apre sopra il corpo dell’ultimo soldatino, si apre un long con stop loss sotto l’ultima
candela del pattern.
TRE CORVI: sono esattamente l’opposto del pattern precedente; si forma quindi alla fine di un trend rialzista
e costituisce un forte segnale di inversione ribassista (da qui il nome). È formato da tre candele ribassiste
successive che aprono ciascuna in prossimità della chiusura della precedente.
In questo caso l’ombra inferiore non c’è o è molto
piccola, segno che in quelle tre giornate i venditori
hanno avuto la meglio sui compratori.
I suggerimenti per l’operatività con questa figura
sono gli stessi della precedente.

PENNANT E FLAG: sono due figure molto simili a triangoli e rettangoli, ma differiscono da questi perché
sono quasi sempre figure di continuazione e perché hanno una durata più breve, che generalmente non va
oltre le 3 settimane, trattandosi solo di una piccola correzione del trend principale.
Queste due figure servono a dare respiro al trend e le troviamo infatti, in genere, dopo impennate
improvvise del prezzo. Tali impennate formano proprio le aste delle bandiere o stendardi, quindi di questi
flags e pennants. Diciamo che quindi dopo l’asta, il prezzo respira per un breve periodo e poi riparte per
il trend precedente.
Dopo una veloce accelerazione del prezzo, molti trader vogliono chiudere le posizioni ed incassare, per
cui si creeranno queste piccole flessioni del prezzo.
Possiamo utilizzare queste figure alla stessa stregua di triangoli e rettangoli quando li interpretiamo come
figure di continuazione.

BULLISH ENGULFING:
Questo pattern è formato da una piccola candela ribassista e una
candela rialzista successiva con un corpo molto grande. È importante
che il corpo della rialzista includa completamente quello della
ribassista affinché abbia significatività.
Le shadows sono irrilevanti per questa e la prossima figura.
Cerchiamo questa figura all’interno di un trend ribassista, ed è di
inversione rialzista.
Questo pattern ci permette quindi di aprire un long, con stop
suggerito sotto l’ombra inferiore più bassa della figura.
BEARISH ENGULFING:
Al contrario della precedente, questa figura è ovviamente formata da
una piccola candela rialzista seguita da una grande ribassista.
Lo troviamo in un trend rialzista ben definito e ne segnala l’inversione.
Sia il bearish che il bullish engulfing sono figure d’inversione molto
forti, per cui si sconsiglia di aspettare la conferma della candela
successiva per operare invece direttamente sulla fine del pattern.

DARK CLOUD COVER: presagisce una possibile inversione su un trend rialzista e ha in genere una
percentuale di riuscita del 60%. Non essendo completamente affidabile, si suggerisce di attendere la
candela successiva al pattern per una conferma. Questa figura è formata da due candele successive, di cui
la prima rialzista e la seconda ribassista, ma entrambe con corpi molto grossi, simili alle marubozu.

Quando le candele che formano questa figura non hanno ombre, o


sono molto piccole, il pattern è più affidabile. Inoltre quando la
seconda candela supera il 50% del corpo della prima, il segnale di
inversione è quasi certo. In quest’ultimo caso sarebbe opportuno
entrare short senza aspettare la conferma della successiva, con stop
sopra il corpo della seconda candela.

PIERCING LINE: è l’opposto della precedente. Si forma quindi in un trend ribassista, con due candele
successive col corpo molto grosso, di cui la prima ribassista e la seconda rialzista, che segnalano
un’inversione al rialzo.

Mentre nella dark cloud cover abbiamo che il superamento del 50%
del corpo dell prima candela da parte della seconda rafforza il
segnale, nel caso della piercing line questa è una condizione
necessaria affinché il segnale sia significativo à se la candela
rialzista non supera il 50% del corpo della candela precedente, non
ci troviamo dinanzi ad una piercing line.

DOPPIO MINIMO: detto anche double bottom, è una figura d’inversione di un trend ribassista, poiché ne
segnale la debolezza.

Questa figura è formata da due minimi, di cui il secondo


meno basso o allo stesso livello del primo.
Affinché possiamo ritenere un doppio minimo effettivamente significativo, dobbiamo assicurarci che si
verifichino tre condizioni: innanzitutto, più lontani sono i due minimi e più la figura è affidabile; i due minimi
devono distanziarsi di almeno un mese l’uno dall’altro; il massimo che si forma tra i due minimi deve essere
una correzione del 15-20% del movimento ribassista.
L’apertura della posizione long in funzione di un doppio minimo è opportuna in corrispondenza del prezzo
di breakout, ossia quando si supera il massimo registrato tra i due minimi. Si tenga presente che in genere,
dopo il breakout, può esserci un pullback, ossia un ritorno del prezzo al livello del breakout e solo dopo
una ripartenza definitiva.

DOPPIO MASSIMO: è ovviamente la figura opposta al doppio minimo, e la troviamo nei trend rialzisti a
segnalarne la debolezza e la possibile inversione. È costituita da due massimi successivi, di cui il secondo
più basso o pari al primo.

In questo caso non è necessario l’intercorrere di un


mese tra i due massimi, poiché sono sufficienti 10-15
giorni.

TRIPLO MASSIMO E TRIPLO MINIMO:

MOROBUZU O CANDELE COMANDANTI: sono candele monodirezionali, che non hanno ombre, il che
significa che all’interno della giornata il prezzo è andato in un’unica direzione.
Queste candele condizionano molto il comportamento del prezzo successivo al loro verificarsi.

Si prenda ad esempio la candela comandante posta all’inizio del rettangolo; si vede chiaramente come,
per un lungo periodo, il prezzo sia rimasto ingabbiato tra il massimo e il minimo della comandante.
La successiva fuoriuscita dal box, quando ci sarà, darà il via ad un movimento che si protrarrà per un livello
di prezzo pari anche a 3-4 volte quello della comandante, ossia quello compreso tra il suo massimo e il
suo minimo.
GAP: può succedere che tra la chiusura di una candela e l’apertura della successiva si venga a creare un
vuoto di prezzo, che viene chiamato per l’appunto gap. Nel mondo delle criptovalute questo non è valido
tanto quanto per i mercati tradizionali, perché il market cripto è aperto h24, quindi non ci sono chiusure e
successive aperture distanziate nel tempo, ma è un continuum. Su questo mercato allora ciò che si può
verificare è un cosiddetto gap improprio. Tali livelli non sono degli obiettivi, ma riferimenti importanti, ossia
dei livelli in cui bisogna fare attenzione a cosa succede.
Supponiamo che una candela importante abbia toccato un minimo e che la candela successiva abbia aperto
al di sotto di quel minimo. La distanza fra tale apertura e quel minimo costituisce un gap improprio. Nei
giorni successivi c’è un’elevata probabilità che il gap venga coperto, ossia che il prezzo vada a colmare
quel vuoto.

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