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L'importanza Della Prima Ora

La prima ora di contrattazione nei mercati americani è cruciale per il volume e la formazione di livelli di supporto e resistenza. I range di prezzo stabiliti in questo periodo influenzano le operazioni del giorno successivo, con particolare attenzione ai falsi breakout e ai livelli di imbalance. Inoltre, strategie come il BHS e l'analisi dei volumi sono fondamentali per identificare opportunità di trading efficaci.

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L'importanza Della Prima Ora

La prima ora di contrattazione nei mercati americani è cruciale per il volume e la formazione di livelli di supporto e resistenza. I range di prezzo stabiliti in questo periodo influenzano le operazioni del giorno successivo, con particolare attenzione ai falsi breakout e ai livelli di imbalance. Inoltre, strategie come il BHS e l'analisi dei volumi sono fondamentali per identificare opportunità di trading efficaci.

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L’importanza della prima ora di contrattazione

Quando aprono i mercati americani, la prima ora di contrattazione è dove si concentrano i maggiori volumi.
Rivestono una grande importanza, perché sono veramente tanti.
L’ imbalance della prima ora di contrattazione, cioè minimo e massimo che si verificano tra le 15:30 e le 16:30,
sono livelli molto sensibili sia per il giorno in corso sia per il giorno dopo e la ns operatività dipenderà dal
range che si sviluppa in questa prima ora.
Se è un range stretto potrebbe bucarlo ed andare direzionale fuori dallo stesso.
Ovviamente andremo a vedere se, bucato il range, si formano tanti volumi e poi rientra dentro il range. E’
probabile che poi vada dall’altra parte.

Ma se i volumi li fa sul limitare del range, la rottura dovrebbe innescare un allontanamento dal range
accellerando nella stessa direzione.

Se il range è ampio è più facile che si muova all’interno del range e noi sfrutteremo i falsi breakout da una
parte e dall’altra, perché solitamente coi falsi breakout, il prezzo rientra e va a finire dall’altra parte e c’è
margine per lavorare
Utilizzando i livelli della prima ora noi abbiamo la possibilità di lavorare anche per il giorno dopo.
Questi livelli sono importanti perché, il giorno dopo, se a livello grafico mi trovo il mercato, ad es., in alto
oltre il range, il max della prima ora di ieri diventa un livello importantissimo dal quale può riprendere il trend
dopo un eventuale pullback. Se fa un secondo pullback, è molto probabile che buchi il range.

Se, però, durante la notte, il prezzo si va a posizionare all’interno del range, molto probabilmente potrebbe
arrivare fino alla parte opposta, percorrendolo tutto. Qui può fare (o meno) una piccola rottura e ritornare
su. Ma se riviene giù, allora rompe il range e continua la direzione presa
Es.: di seguito vediamo ES dove, con linea gialla, viene segnato il massimo della prima ora del cash del giorno
prima. Il giorno successivo, dopo aver lateralizzato in basso (per inciso, continuando a creare volumi nelle
stesse aree del giorno prima), ad un certo punto, rompe e si dirige velocemente verso la linea gialla.

Per poi fare pullback


Poi, non appena viene bucato quel livello, ES va in trend al rialzo. Per di più lì c’era un’area di elevato volume
sul composito che, una volta superata, ha creato una base solida per la continuazione del rialzo

In questo caso il future va a fare nuovi massimi riequilibrando un poco anche l’area scarica del composito
mensile.

In corrispondenza dell’HVN in alto del composito in figura, il future si è fermato a lateralizzare, ma se riesce
a superare quella parte, avrà ulteriore forza la prosecuzione del trend perché più sopra ci sono ulteriori zone
del composito da ribilanciare.
Nota bene, quando abbiamo aree del composite da riequilibrare (LVN) a noi gioca a favore il comportamento
del prezzo per cui questo si diriga velocemente da un HVN all’altro, creando vuoti, perché poi è molto più
probabile che ridiscenda/risalga a riequilibrare, piuttosteo che invece vada a rompere l’HVN che si è trovato
davanti.
Poi, magari, rimane in trading range un bel po' nella zona scarica di volumi del composito mensile (indicato
col dito in figura)

Se siamo troppo lontani dall’imbalance, non lo teniamo più in considerazione, ma se siamo abbastanza vicini,
sappiamo che quello è un livello di supporto/resistenza che può attrarre il prezzo con grande probabilità.

Facciamo un altro esempio. Se il mercato rientra nella zona di imbalance (magari la notte) e poi ne esce, a
quel punto non tengo più in considerazione il max/min dell’imbalance perché ormai me l’ha ricoperto,
oppure ne tengo traccia solo una volta per un eventuale pullback/pullup, poi basta.
Diversamente dal caso precedente, sarebbe preferibile che il prezzo venisse su, facesse un pullback sotto il
max dell’imbalance e, poi, al retest, rompesse in accelerazione

Se l’imbalance è stato toccato più volte o è stato bucato, non ne tengo più in considerazione, ma prendo
come riferimento il nuovo minimo/massimo che si è formato dopo la rottura e gli eventuali volumi che si
sono formati sul nuovo livello. Il precedente livello… sparisce perché, ormai, ricoperto.

Ovviamente terremo presente anche quelle barre a 30min che, nel corso del giorno, hanno formato forti
volumi e non sono state ricoperte.

Anche la chiusura del mercato alle 22:00 è importantissima al pari dell’imbalance della prima ora, sempre a
causa degli enormi volumi che si formano. Se il giorno dopo il mercato apre in gap, la chiusura del giorno
prima si farà sentire come supporto/resistenza.
E’ più vantaggioso operare, però, se la chiusura si trova in alto o in basso rispetto all’azione dei prezzi del
giorno prima e non se chiude in mezzo. In quanto, la successiva apertura, se si trovasse al di là della chiusura,
con più probabilità potrà tornare verso di esso.

Attenzione ai momenti di estrema volatilità (come durante le notizie) perché saltano tutte le regole appena
spiegate.
Ecco le ore di imbalance per gli strumenti più importanti:
Apertura cash USA: 15:30-16:30 (14:30-15:30 durante l’ora solare da Ottobre in poi)
GC e CL: 15:00-16:00
Valute: 14:30-15:30
Azioni e Future Europa: 09:00-10:00
(queste ultime verranno influenzate sempre dall’S&P e, quindi, conviene tenere sempre d’occhio cosa fa
l’S&P, se operiamo sul Ftse Mib o azioni italiani, perché l’indice americano è anticipatore di quello che
succederà pochi minuti dopo… od anche pochi secondi dopo).

Parliamo di un pattern importante e molto usato da Paolo Serafini: il BHS.


Osserviamo il mercato a 30 min che fa una discesa importante con vuoti volumetrici e poi si ferma creando
dei volumi nella parte bassa della candela (a forma di “b”). Poi, sui 2 min verifichiamo se il prezzo va su, anche
superando l’area di volumi della barra a 30. Se il prezzo ritorna, successivamente, giù rompendo i volumi
della 30m, vado a controllare se mi fa dei volumi nella zona del nuovo minimo (vicinissimo a quello
precedente). Se non accelera sotto il nuovo minimo e rientra a ricopertura del minimo precedente, forma il
nostro BHS, dove entreremo sempre.

Per entrare in queste situazioni non si usa solo il BHS, ma anche l’inside, il calicetto, l’1-2-3 e la marsigliese in
trading range.
Quindi, dobbiamo sapere cosa fare quando il mercato sta facendo un bel movimento con vuoti.
Es.: se viene giù e poi fa un piccolo pullback, entro con il BHS, se invece sosta e fa volumi, crea un’inside,
entro sopra l’inside (nella barra successiva), altrimenti c’è il calicetto.
Nel fare l’operazione, teniamo presente che il mercato che è venuto giù/su velocemente, deve
fermarsi/stabilizzarsi laddove fa i volumi, perché se scende e non risale, non è più affidabile come segnale.
Inoltre teniamo sempre d’occhio la posizione del poc del giorno. Se sta appena sopra la ns operazione (long
controtrend) sarà una grossa resistenza alla salita.
Attenzione che il movimento iniziale deve essere veloce perché, se non lo fosse, verrebbero giù anche i
volumi che starebbero poi lì a sbarrarci la strada e non possiamo fare operazioni contro trend, perché quello
è segno che il trend sta continuando. Si dice: il mercato è venuto giù/su in modo compatto.
Se invece, dopo una discesa veloce, la formazione di volumi, il rallentamento del mercato, vediamo una spike
che va giù, ma viene subito riassorbita, sappiamo che si tratta di caccia agli stop decretando la fine del trend
al ribasso/rialzo. Qui posso entrare con i pattern che conosciamo.
Se fa una spike molto lunga noi non entriamo sul recupero completo dei volumi, perché magari l’area di
volumi è troppo spessa. Noi entriamo (ad es. come calicetto) e mettiamo lo stop grafico e non volumetrico.
A volte non fa una lunga spike, ma solo pochi tick di “pescaggio”, perché non ci sono tanti stop da prendere,
ma l’operazione è comunque valida.
Si fa comunque fatica a capire quando la caccia agli stop finisce, perché spesso osserviamo comunque il
prezzo continuare il trend. Quando viene giù con i vuoti, c’è molta gente che è entrata a metà del grafico e
e, sebbene stiano là a comprare (a sconto, secondo loro), tutti hanno paura e mettono lo stop stretto. Gli
istituzionali lo sanno, perciò le figure di BHS, marsigliese in trading range sui minimi e calicetto sono efficaci
potendo scegliere di mettere lo stop sia dal punto di vista grafico sia volumetrico, preferendo il più stretto,
ovviamente.
Più ci sono stop da prendere più volumi vediamo sotto la ns entry. Ecco un esempio sul calicetto dove a
sinistra ho stop grafico e a destra stop volumetrico.

Inoltre è importante entrare anche quando c’è una distribuzione di volumi su barre consecutive a 30 min più
o meno nella stessa zona. Entriamo anche se abbiamo un po' di volumi precedenti appena sopra, perché è
un piccolo ostacolo in considerazione dei vuoti presenti più in alto.
Possiamo entrare anche sulla barra a 30m, al recupero dei volumi presenti in sequenza sulle barre precedenti
Ovviamente se il mercato non recupera, proseguirà il trend long o short

Non sempre i poc sono allineati. E’ importante, però, sempre entrare a favore di volume per vedere se il
mercato va a riequilibrare le zone di vuoto (sia sulle barre a 30m sia sul composito mensile)

Un altro trade ad elevata probabilità è ad es. quando il mercato va su, poi viene giù un pochino e va in range.
Normalmente ritraccia anche di un barra e poi riscende a formare il BHS. Segno di forza del trend.
Questo è il BHS in trend

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