SEICENTO IN FRANCIA
In questo periodo le architetture in Francia richiamano molto i modelli italiani del tardo ‘500.
Si vedranno molteplici interventi urbanistici, come la realizzazione di varie piazze.
Place Dauphine 1607-1610
Promossa da Enrico IV di Borbone, è una piazza triangolare a spazio chiuso,
con fronti omogenei, i quali si raccordano proprio con la statua del sovrano
che è posta in “cima” alla piazza
Place des Vosges
Si configura analogamente a quella di prima, come una piazza a
spazio chiuso, ma di impianto quadrangolare. È caratterizzata da
fronti chiusi, con portici alla base. In corrispondenza dei due lati
sono collocati il Padiglione del Re, contrapposto al Padiglione della
Regina. Il centro dell’invaso è occupato da un giardino, il cui centro è
rappresentato dalla Statua del sovrano (oggi non più esistente e
sostituita da una fontana).
A partire dal Regno di Luigi XIII si ricerca un’architettura innovativa, come in
Palazzo del Lussemburgo
Realizzato per Maria de’ Medici, presenta un impianto
quadrangolare, ma di tipologia originale, mai riscontrata
sino a quel periodo. Esternamente, però, la facciata
risente molto dell’influenze dell’architettura italiana,
data la presenza del bugnato su tutta la facciata, di
chiara ispirazione Palazzo Pitti.
LUIS LE VAU-ANDRÉ LENOTRE
Due degli architetti più famosi in Francia in quel periodo, Lenotre era un grande esperto di
progettazione di giardini. Dalla loro collaborazione prenderanno vita architetture come
Castello Foquet a Vaux Le Vicomte
Architettura molto sperimentale, prevede la realizzazione di una sontuosa residenza ad impianto
simmetrico, con vestibolo d’ingresso cupolato. Apre sui giardini, dove Le Notre progetta una
soluzione innovativa. Questa forte sperimentazione, sarà la base per la realizzazione della
Reggia di Versailles
Vide una durata di cantiere di circa un
secolo, si presenta come un’architettura
maestosa e sfarzosa. Sorge su una
preesistenza in aperta campagna, ovvero
un ex castello di Luigi XIV, che verrà poi
inglobato nel nuovo edificio. Progettato
per ospitare gli uffici amministrativi del
Paese, è collegato alla città di Parigi attraverso tre strade, con il suo impianto a corpo centrale
emergente e con ali laterale. Internamente è famosa la presenza della Galleria degli Specchi.
Grandiosa l’opera di Lenotre, che sviluppa un enorme sistema di giardini alle spalle della reggia.
JULES MANSART
Chiesa des Invalides
A pianta centrale, con vano cupolato. La facciata prevede un meccanismo dinamico che avanza e
retrocede.
A lui si devono pure la realizzazione di altri due interventi urbanistici, come
Place Des Victoires, a pianta circolare
Place Vendome, di pianta quadrata ad angoli smussati.
Entrambe le piazze sono occupate al loro centro dalla statua del sovrano.
In questo periodo si ha pure la realizzazione del Palazzo del Louvre, la cui progettazione ultima si
deve a Claude Perrault, che optò per un basamento continuo. Sui cui si impostano delle colonne
binate. TALE ARCHITETTURA FARÀ DA MODELLO IN FASE NEOCLASSICA.
FILIPPO JUVARRA 1678-1736
Filippo Juvarra nasce a Messina nel 1678 da una famiglia di argentieri, ricevendo così una
formazione artigiana. A partire dai 12 anni studia per diventare sacerdote, che gli consentirà di
studiare nelle librerie religiose materie come matematica e prospettiva. Nel contempo, da
completo autodidatta, inizia a studiare i trattati, in particolare “La regola dei 5 ordini
architettonici” di Vignola. A 15 anni, dimostra già la sua bravura nel disegno con spaccati e
proiezioni. Lavorerà anche alla Chiesa di San Gregorio a Messina, occupandosi degli interni. Il
lavoro gli permetterà di avere accesso alla cultura romana. Allora, si trasferisce a Roma. Divenendo
un discepolo di Carlo Fontana, che gli consentirà di studiare le opere antiche e soprattutto il
Barocco Romano. Riuscirà ad entrare anche nell’Accademia di San Luca, grazie al concorso
clementino del 1705, composto da varie prove, che lui stesso riuscirà a vincere grazie al suo
progetto
Regio Palazzo in Villa per il diporto di tre illustri personaggi
In questo progetto si mostra la sua
estrema abilità tecnica nel disegno,
inserendo molti dettagli. Il tema è una
villa articolata attorno ad un cortile,
suddivisa in tre padiglioni, con un cortile
ad archi su pilastri.
Divenuto membro dell’Accademia di San Luca, anche grazie alla sua bravura nel combinare i vari
elementi, per la nomina prepara un progetto per una chiesa ad impianto centrico
Progetto Chiesa
Prevede una pianta ottagona cupolata, con due vestiboli laterali, con uno schema
PRONAOROTONDACAMPANILI.
TALE PROGETTO FARÀ DA MODELLO PER ACHITETTURE SUCCESSIVE.
Quando nel 1713, firmata la pace di Utrecht, Vittorio Amedeo II di Savoia viene nominato Re di
Sicilia, Juvarra per l’occasione elabora
Progetto per il Palazzo Reale di Messina
Dove si ispira fortemente alla Reggia di
Versailles, con un grande sistema di giardini. Il
progetto non vedrà mai la luce.
Ma l’estrema bravura di Juvarra, spinge Amedeo II a portarlo nel 1714 a Torino, nominandolo
architetto personale del Re. Tra le numerose opere realizzate a Torino si ha:
Basilica di Superga
Iniziata nel 1716, nasce come chiesa nativa dedicata
all’Assunta. Viene ripreso quello che era il progetto
elaborato per il Dono Accademico per la nomina
all’Accademia di San Luca.
Si ha quindi un pronao tetrastilo, con colonne di ordine
compositoun “cilindro” su cui si erge la cupola
estradossatanel lato posteriore si ritrovano i due campanili laterali. Attinge inoltre a molte
opere, evidenziando la sua attitudine eclettica, ovvero una rielaborazione delle architetture
studiate e che lui conosce.
Tra le altre architetture religiose spicca
Chiesa del Carmine, Torino 1732-1736
Si configura come la più importante chiesa per
l’organizzazione dell’alzato. L’impianto prevede una
navata unica a tre campate, che si aprono in
cappelle laterali ovali. L’alzato è sicuramente
l’elemento più interessante, dove si ritrovano delle
cappelle molto alte, che sono intramezzate da archi
con profilo sinuoso.
È autore anche di architetture civili come
Palazzo Madama
Commissionato dalla madre di Amedeo II, il progetto
prevede la realizzazione della facciata occidentale su
una preesistenza medievale, anche se effettivamente la
costruzione realizzata avrà un’estensione minore. Si
denota una tripartizione della facciata, con le ali laterali
scandite da tre campate, intervallate da paraste di ordine gigante; mentre la parte centrale, con
sempre tre campate, ma a colonne libere: il tutto poggia su un basamento bugnato, di chiaro
riferimento a Palazzo Caprini di Bramante, evidenziando appunto il suo aspetto eclettico,
evidenziato anche da una perfetta simmetria, ricollegabile a Palladio.
Opera anche sul panorama europeo, come in
Palazzo Reale, Madrid
Chiamato da Filippo V, re di Spagna, il progetto si
prefissa il compito di esprimere la grandezza della
dinastia asburgica. Si vuole rifare alla Reggia di
Versailles (anche perché doveva accogliere gli
uffici amministrativi), con, però, una chiusura
verso l’esterno, con 4 cortili interni, di cui 1
rettangolare e 3 quadrati. Il Palazzo prevedeva un
chiaro riferimento in facciata al Palazzo Madama,
con la tripartizione della superficie, eretta su un basamento bugnato.
Il progetto originale di Juvarra, non verrà mai completato, data la sua morte per polmonite. Verrà
proseguito e completato da altri architetti, ma con modifiche rispetto al progetto inziale.
FARÀ DA MODELLO PER ARCHITETTURE SUCCESSIVE
ARCHITETTURE IN SICILIA TRA ‘600 E ‘700
PALERMO
In questo periodo Palermo viene investita da uno sviluppo urbano con vari interventi. In
particolare viene costruita Via Maqueda, ortogonale all’asse viario, ovvero il Cassaro, ed il tutto ne
cambierà radicalmente il volto della città.
Nel 1600 viene inoltre applicato il Privilegio Toledo, ovvero un decreto che consentiva di
espropriare i lotti per interesse pubblico. Sotto la direzione di Orazio del Nobile, la città di Palermo
viene suddivisa nei quartieri di S. Cristina, S. Ninfo, S. Agata, S. Olivia.
Nella seconda metà del secolo, emergono figure come quelle di:
ANGELO ITALIA, nato a Licata e appartenente all’ordine dei gesuiti, realizza la Chiesa dei
Gesuiti a Polizzi e la Chiesa dei Gesuiti a Palermo, caratterizzate da uno schema ad
impianto centrico. La Chiesa del Carmine con cupola su tamburo, che poggia su colonne
binate.
PAOLO AMATO, personaggio colto, vede la sua opera maggiore in Chiesa del Santissimo
Salvatore, con il tema della pianta ovale.
GIACOMO AMATO, appartenente all’ordine dei crociferi, rivoluziona il linguaggio
architettonico di Palermi, grazie alla sua formazione romana. La sua opera maggiore è la
Chiesa di Santa Teresa
Vi è una ripresa del linguaggio romano, con una forte
plasticità dall’esterno verso l’interno in facciata.
Questo linguaggio ebbe molta fama, per essere
ripreso in architetture successive.
SICILIA OCCIDENTALE
Dove emergono figure come quelle di
GIOVANNI AMICO
Trapanese, fu tra l’altro anche autore di un trattato. Le sue opere
Chiesa di Sant’Olivia, Alcamo
Dove adotta una soluzione del tutto inedita, con l’espediente di pilastri a forma trapezioidale ed
una generale ripresa dei modelli romani.
In ambito civile, Amico è a capo del Tribunale delle Amministrazioni e ciò gli permetterà di agire,
dopo l’alluvione di Palermo, sulla Cattedrale di Palermo. Si occuperà della riconfigurazione del
campanile sul fronte, con la terminazione a bulbo.
SICILIA ORIENTALE
Il terremoto distruttivo del 1693, fu un’occasione di generale rinnovamento, con l’avvio di
un’architettura barocca.
A CATANIA, gli esponenti di maggiore importanza sono
ALONZO DI BENEDETTO, a cui si deve Palazzo Massa San Demetrio
ANTONINO ED ANDREA AMATO, a cui si deve la realizzazione del Monastero dei
Benedettini, con superficie bugnata a conci diamantati.
VACCARINI
Palermitano di origini, opera a Catania a partire dal 1730, con una forte articolazione delle masse e
volumetrie, grazie anche al suo incontro con Filippo Juvarra. La sua opera più rappresentativa
Chiesa di Sant’Agata 1735-1767
Dove vi è un chiaro riferimento alla Chiesa di Sant’Agnese di Borromini, con un grande invaso
quadrato ed una forte concavità e convessità sulla facciata esterna.
A MODICA
Chiesa di Santa Maria del Gesù
Commissionata dall’ordine dei gesuiti, si riscontra un impianto basilicale con
soluzione centralizzante, con terminazioni concave ai quattro bracci. Appare
per la prima volta una totale convessità della facciata, di chiaro riferimento
barocco, dovuta anche all’uso di colonne libere che ne esaltano la facciata.
Duomo di San Giorgio
Caratterizzato dalla facciata torre.
ARCHITETTURA A ROMA NELLA PRIMA METÀ DEL SETTECENTO
in questo periodo si riscontro delle tendenze diverse, più ispirate sul gusto classicheggiante e del
Neoborrominismo.
ALESSANDRO SPECCHI
Allievo di Carlo Fontana, opera principalmente urbanisticamente, al
Porto di Ripetta
Oggi ormai distrutto, prevedeva un andamento sinuoso concavo-
convesso. Presenza di una scalinata che porta ad una piazza a
balaustra continua
FILIPPO RAGUZZINI
Nato da una famiglia di marmorari di Napoli, a Benevento conosce il vescovo, poi Papa Benedetto
XIII Orsini, che lo porta a Roma, per divenire il suo architetto personale. Tra le opere più importanti
Ospedale di San Gallicano in Trastevere
Prelude una concezione moderna. Impianto longitudinale, suddiviso in due zone (donne-uomini),
raccordate da una cappella
A CLEMENTE XIII si deve la costruzione di
Fontana di Trevi
Venne bandita da un concorso, poi vinta da Nicola Salvi. Si trova a
ridosso di Palazzo Poli, che funge da sfondo. Si presenta come una
vasca monumentale, con un vasto apparato scultoreo, che ne va a
comporre la scogliera. Lo sfondo ne vuole riecheggiare l’arco d
trionfo
Facciata di San Giovanni in Laterano 1732
La sua progettazione fu bandita in seguito ad un concorso a cui
parteciparono 23 architetti, il quale fu vinto dal fiorentino
[Link]. lui si occuperà principalmente della facciata, che
verrà incentrata su un classicismo accademico. Sulla
preesistenza accosta un doppio loggiato, articolato da un
ordine gigante, caratterizzato dal motivo della parasta che
diviene colonna in altezza. Si ispira al San Pietro di Carlo Maderno.
PANORAMA EUROPEO DEL ‘600 E ‘700
AUSTRIA
In Austria si verifica un grande sviluppo del Barocco, dopo la sconfitta dei Turchi, facendola
divenire di fatto una potenza europea. Nel clima di festa, si promuove un programma artistico
molto ampio, i cui massimi architetti esponenti sono
Fischer Von Erlach
Johann Lucas Von Hildebrandt
FISCHER VON ERLACH
Si forma a Roma a 18 anni, dove rimane per circa 15 anni, formandosi come pittore ed entrando a
far parte dell’entourage di Bernini prima e Carlo Fontana poi. Nel 1687 ritorna a Vienna, dove si
afferma in tempo molto breve, lavorando addirittura per il re Carlo VI
Il suo capolavoro indiscusso è sicuramente
Chiesa di Karlskirche, Vienna
Realizzata per festeggiare la cessazione della
peste, Von Erlach progetta una pianta ovale
longitudinale, posizionando lungo le diagonali
delle cappelle ovali. Si riscontra in lui, proprio
come in Juvarra, un atteggiamento eclettico, che
tende a fondere i vari modelli.
In facciata il prospetto è chiaramente di contaminazione berniniana-francese, con due torri
ribassate, che riecheggiano la Chiesa di Mimes a Parigi. Il portico tempiastico è di chiara ispirazione
romana, mentre le colonne di rifanno alla colonna traiana. Vi è un trattamento dell’ordine
architettonico diverso a seconda della sua posizione.
Internamente appare una cupola forata a tamburo finestrato, che si rifà, come tutto l’interno, al
collegio delle 4 Nazioni di Parigi.
Fischer è autore anche del trattato “Entwurf Einer
Historischen Architektur”, composto da 5 libri di
trattazione generale, in cui compaiono architetture
occidentali e orientali.
JOHANN LUCAS VON HILDEBRAND 1668-
1745
Allievo di Carlo Fontana, si forma a Roma, fino a conoscere l’operato di Guarino Guarini in
Piemonte.
Chiaramente si ispira a Guarini nella progettazione
San Lorenzo a Gabel 1699
Prende una chiara ispirazione dalla Chiesa di San Lorenzo di Guarini, con una
forte sinuosità esterna, doppi campanili e cupola estradossata.
Belvedere di Vienna
Si configura come un complesso molto vasto, che viene
suddiviso in Belvedere Inferiore, che viene raccordato per mezzo
di giardini, scale e rampe, al Belvedere Superiore, che è
composto da un corpo centrale e due ali laterali, avente una
funzione residenziale