LA CITTÀ INDUSTRIALE
Alla fine del 1700 e inizi del 1800 le
campagne iniziano a svuotarsi per l’arrivo
dell’agricoltura di larga scala che non
permetteva più di la sopravvivenza alle
piccole attività produttive familiari.
Ciò portò ad un gran numero di persone a
trasferirsi intorno ai centri delle attività
manifatturiere. (Londra ad inizio 1800
ospitava all’incirca 850.000 abitanti per poi
arrivare a quasi due milioni di abitanti nel
1850 ed a quattro milioni nel 1900).
Questo portò ad un cambio netto del
paesaggio urbano, aumentando il numero
di fabbriche con alte ciminiere che con i loro
fumi anneriscono i cieli (come nei disegni di
Pugin). Ma portò anche ad un insorgere di
problemi sociali come una forte disparità
sociale, con zone estremamente
degradate con poca igiene e che portavano con sé molte
malattie come il tifo e il colera. Diversi anni dopo scoprirono
che le acque e i cibi contaminati aiutavano il propagarsi di
queste malattie. Capirono che servivano diverse accortezze alla
città per prevenire il propagarsi di queste malattie, così
iniziarono nel corso di questi decenni a costruire fognature,
ospedali e fornire al popolo acqua potabile.
Le abitazioni degli operai mancavano di servizi primari, ma
anche di esposizione all’aria, al sole ed a spazi verdi non furono
messe in considerazione questi elementi nel setto urbanistico.
Questi problemi portarono ad una preoccupazione del governo,
un interesse per i tecnici ed ingegneri, ma anche una
riflessione per gli artisti e diverse proposte di soluzione da
utopisti e politici.
Nella scrittura:
CHARLES DICKENS: “Oliver Twist” nel 1837 e “Hard
Times” nel 1854;
ÉMILE ZOLA: “Il ventre di Parigi” nel 1873 e “Germinal” nel
1885;
VICTOR HUGO: “Notre dame de Paris” nel 1831 e “I
miserabili” nel 1862.
Nella pittura:
GUSTAVE COURBET: “Gli spaccapietre”
nel 1849;
HONORÉ DAUMIER: “Vagone di terza
classe” nel 1862.
LA CITTÀ DELL’UTOPIA
Il termine utopia deriva dall’omonimo titolo del libro di
Tommaso Moro dove descrive uno stato ideale collocato su
un’isola. Il neologismo contiene un riferimento sia a ou-topos
(non luogo) e a eu-topos (luogo felice).
ROBERT OWEN (1771 - 1858):
Visse sulla sua pelle la dura vita da
operaio e grazie ad un matrimonio
fortunato riesce con altri soci ad
acquistare una fabbrica a New Lanark in
Scozia nel 1818,
dove vi si svolgerà un esperimento di
organizzazione del lavoro. In questo
lavoro i 2000 operai usufruiscono di
orari di lavoro ridotti, salari dignitosi
e hanno al loro interno a disposizione
un ambulatorio, mense, scuole
elementari ed un asilo infantili. Owen vorrebbe unire l’attività
dell’industria con quello dell’agricoltura, risolvendo così il
problema sorto tra la città e la campagna. Basandosi su queste
convinzioni progetta un villaggio dotato di tutti i servizi per una
comunità autosufficiente grazie sia alla produzione agricola che
industriale. Tento di realizzare questo suo progetto trasferendosi
in America e spese gran parte dei suoi risparmi dando vita a
New Harmony nel 1825, andò a fallire velocemente perché
quello che andavano a produrre era troppo costoso date le loro
riduzione di ore di lavoro.
CHARLES FOURIER (1772 - 1837):
Fu figlio di un ricco commerciante
ma fu comunque un forte critico
della società borghese in cui viveva.
A seguito di una speculazione
sbagliata
però perse tutto. Secondo Fourier
l’attrazion e umana è la molla di ogni
azione umana e dato ciò si può si
potrebbe, tramite periodizzazione
della storia, giungere alla spiegazione
delle varie epoche dello sviluppo di ogni civiltà. Tutto per
tendere all’ultima fase della civiltà, ovvero quella dell’armonia,
dove uomini e donne saranno liberi e godranno degli stessi diritti
svolgendo attività piacevoli. Tutto questo per lui si dovrà
svolgere in un Falansterio. Un edificio di 4 piani fuori terra
dove al piano terreno ci sono gli anziani, i fanciulli al piano
intermedio e gli adulti ai piani superiori. C’è anche l’elemento
della “strada galleria” dove permette il passaggio di persone
e sotto delle auto.
Scrisse poi nel 1829 “il nuovo mondo industriale e societario”
dove pose la sua idea della città suddivisa in 3 ordini di anelli
separate. Al centro si trovano gli edifici pubblici principali, nel
secondo anello i quartieri residenziali e le grandi fabbriche e nel
terzo grandi viali alberati. Riteneva anche che le aree costruite
dovevano essere minori delle aree libere, qui precede di molto
l’idea della città giardino.
JEAN - BAPTISTE GODIN (1817 - 1888)
Realizzò parzialmente il progetto di
fourier nel 1859, nominato il familisterio,
dotato di asilo scuola teatro e vari servizi
comuni dove ogni famiglia è ospitata in
un alloggio individuale. Questa
struttura durerà cinquant’anni dopo la
morte del suo fondatore.
ETIENNE CABET (1788 1856): pubblica
nel 1840 “voyage en Icaria”, un
romanzo utopico che propone una società
basata sul comunismo egualitario. Icaria è
una città capitale di un paese
immaginario con una pianta a base
circolare pianificata come le città
rinascimentali. I servizi collettivi come fabbriche e cimiteri sono
poste all’esterno della città immersi nel verde. Gli spazi comuni
sono puliti e omogenei con una progetto urbanistico. Nel 1847
riesce a raccogliere i consensi per costruire effettivamente
questa città in Texas però nell’arco di poco tempo iniziarono a
crearsi molteplici contrasti e scissioni interne; di lì a poco morì
anche Cabet e con lui anche l’idea di creare questa Comunità
di icariani.
Le esperienze sviluppate nel corso del 1800 di un socialismo
utopista portano alla conclusione che è destinato al fallimento.
Questo è dato perché il capitalismo di quel tempo faceva
concorrenza al tipo di lavoro più umano.
KARL MARX e FRIEDRICH ENGELS a metà ottocento
denunciano l’ingenuità dei tentativi dei socialisti, definendoli
loro stessi “utopisti”. Nel “Manifesto del partito comunista” del
1848 propongono una soluzione a tutti questi problemi ovvero
una trasformazione radicale della società basandosi su un nuovo
sistema sociale ed economico dove la proprietà diventa
collettiva, in questo modo elimina il conflitto di classi
poiché tutti sono uguali. Dopo diversi viaggi nelle periferie delle
grandi città dell’Inghilterra dove vide i grandi problemi sorti con
l’arrivo dell’industrializzazione, Engels scrisse nel 1887 “la
questione delle abitazioni” ponendo come soluzione una
collettivizzazione di tutti i mezzi di produzione. N.B. I
socialisti non prevedono chiese e strutture religiose.
LE CITTÀ DEGLI INDISTRIALI
Dall’altra parte si andò a sviluppare invece la volontà di profitto
delle industrie creando delle “carceri” per i lavoratori creando
per loro delle baracche con l’intendo di controllare anche i
momenti di svago e di riposo degli operai.
In questo periodo però ci furono degli industriali che si
interessarono al benessere del proprio operaio migliorandone le
condizioni di vita e di lavoro creando fabbriche e villaggi
basandosi su una razionale pianificazione urbanistica (se ci si
ricorda, già Ledoux alla fine del settecento pose un esempio di
città industriale con le saline del Re). Queste tipo di proposte si
chiamano soluzioni Paternaliste.
SALTAIRE: di Titus Salt in Inghilterra nel
1851. Un progetto realizzato dove tutti i
servizi ma piacciono solo in parte ai
lavoratori perché tutta lo loro vita si basa
sul loro capo.
VILLAGGIO KRUPP o
MARGARETHENHÖHE: ad Essen nel 1912.
Industria dell’acciaio interessante anche
perché studia dei tipi edilizi per gli operai, una
casa a due piani con 4 case unifamiliari
insediate in un contesto verde con parchi, scuole etc…
VILLAGGIO DI MULHOUSE: in Alsazia
frutto dell’iniziativa di un’associazione di
indistriali: la Société Mulhousinne des
citée ouvrières dove costruiscono
anche qui delle case sulla stessa linea di
quelle al villaggio Krupp ma qui viene
costruito tutto con elementi prefabbricati a costi ridotti.
PULLMAN CITY: nell’Illinois nel 1860. Il
nome “pullman” deriva da una delle più
grande imprese automobilistiche di quel
tempo. Venne fatta con una rete di
collegamento e il setto urbanistico viene
posto su griglia, a differenza degl’altri villaggi.
IN ITALA:
VILLAGGIO OPERAIO DI CRESPI
D’ADDA: di Ernesto Pirovano e Pietro
Brunati a Schio dal 1878. Industria
manifatturiera legata ai tessuti. La
fabbrica classica con il tetto a “shed” con
una entrata principale e delle case poste
di fronte la fabbrica differenziate dallo stipendio dell’operaio. I
servizi sono molteplici: chiesa, lavatoio, spaccio, uffici, docce,
ospedale, scuola, albergo. I modi costruttivi sono dell’eclettismo
con elementi alla fine molto tradizionali.
VILLAGGIO SOLVAY, Jules Brunfaut e Italo Gamberini a
Rosignano marittimo (Cecina) nel 1913
VILLAGGIO NAPOLEONE LEUMANN:
di Pietro Fenoglio a Collegno (Torino) nel
1875. Fenoglio era un maestro
dell’architettura tra ecclettismo e art
nouveau che si impegnerà molto per la
grande industria. Le case sempre alla
Krupp.
UNE CITÈ INDUSTRIELLE di Tony Garnier dal 1901. Garnier
era un architetto che si forma a fine ottocento con una borsa di
studio gli consentì di approfondire l’architettura romana
finanziata fa formare di giovani
architetti tipo specie di
erasmus. Per finire il suo studio
deve fare un progetto legato
alla cultura romana neoclassica,
lui invece propose un progetto
di città industriale. La studia
cercando di risolvere tutti i
problemi che si erano posti prima. È un progetto teorico ma
realizzabile. Lui stesso avrà una formazione socialista, ma le sue
proposte sono molto tecniche. Propone una specie di vale con
una diga (energia elettrica), una ferrovia, un ospedale etc… il
suo progetto di basa sulla zonizzazione (molto presente
nell’urbanismo) dove destina la sua zona industriale collegata
alla ferrovia e collegamento fluviale. La zona residenziale è fatta
di tante strade parallele i perpendicolari tra loro, non ci sono né
tribunali né prigioni e nemmeno una chiesa sempre per la sua
impronta socialista. Le zone di servizio per la cura delle persone
poste isolate su una collina. Il centro storico tutelato da
conservare per il futuro. In parte lo farà a Lione.
LA CITTÀ PROGETTATA
PIANO HAUSSMANN: nel suo piano
riprogettò il nuovo setto urbano di
Parigi per Napoleone III ma fu davvero
molto invasivo tanto che dovettero
buttar giù diversi quartieri medievali
con una idea di creare dei lunghi assi
dovevano dare luce e spazi aperti alla
città ma ciò portò anche ad una forte
speculazione dell’edilizia. Con questo intervento vengono anche
costruite sollo i boulevard le fognature.
Si amputa la parte malata della città per
costruire
di meglio con più igiene.
PLAN CERDÁ: nel suo progetto del 1865
di espansione di Barcellona decide di
porre la città con un disegno urbano su
una griglia. Gli isolati sono tagliati sugli spigoli che creano aria e
luce. Venivano anche tante volte liberato un lato della struttura
per lasciare spazio ad un parco che si
affaccia su un altro spazio verde.
CIUDAD LINEAL: del 1882 di Arturo
Soria. La città si basa su due nuclei
centrali e una via ampia che li unisce.
Questa via si collega alla città grazie ad un servizio di trasporti
efficiente. Su questa via si affacciano molte case a schiera con di
fronte un giardino. Qui l’idea era di risolvere il conflitto
città/campagna grazie ad una rete di trasporti funzionante ma
anche qui il speculazione edilizia prende il sopravvento e viene
fatto solo parzialmente a Madrid.
DER RING: A Vienna c’era un nucleo
storico della città circondato dalle mura
del seicento/settecento. Qui, nel 1858,
decidono di mantenere la struttura della
città abbattendone solo le mura di
intorno di farne un grande cerchio di
spazio verde che circonda la vecchia
città. Questo anello verde viene anche
chiamato “Der Ring” fu destinato ai
grandi servizi pubblici come musei,
uffici dei ministeri, palazzo del governo.
LA CITTÀ GIARDINO: del 1900 di Ebenezer
Howard fa una proposta culturalista dove
tenta di la questione città/campagna. Nel
esempio grafico dei “Three Magnets” dove
lui illustra 3 magneti, un magnete
rappresenta la città, un altro la campagna
(con i loro pro e contro) ed il terzo, che
unisce gli altri due forma la “città giardino”.
Per realizzare questo progetto però
bisognerebbe vivere in un paese socialista.
Per collegare la parte di campagna con la
città lui prevede sei vie di collegamento con
6 fulcri intorno alla città. Questo tipo di
progetto fu realizzato da Barry Parker e
Raymond Unwin con una soluzione a
Lechworth nel 1903. (Questo però porterà
ad una mal funzione della città giardino ad esempio negli Stati
Uniti dove la parte di residenza non viene ben collegato alla città
e ciò porta ad un maggior inquinamento con autostrade con
numerose corsie).