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Storia dell'architettura

Il Novecento (I)

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Contents
Articles
Architettura del Novecento Victor Horta Secessione viennese Otto Wagner Joseph Maria Olbrich Modernismo catalano Antoni Gaud Scuola di Chicago (architettura) Protorazionalismo Auguste Perret Tony Garnier Adolf Loos Peter Behrens Heinrich Tessenow Hendrik Petrus Berlage Futurismo Antonio Sant'Elia Fritz Hger El Lissitzky Bauhaus Walter Gropius Movimento Moderno Villa Savoye Le Corbusier Pier Luigi Nervi Erich Mendelsohn Ludwig Mies van der Rohe Stazione di Firenze Santa Maria Novella Casa del Fascio (Como) Architettura organica Frank Lloyd Wright Casa sulla cascata Alvar Aalto Funzionalismo (architettura) 1 5 9 12 18 20 24 29 30 31 33 35 38 40 43 45 60 63 64 65 93 96 103 105 113 118 119 126 137 139 141 154 158 164

Unit d'Habitation Razionalismo italiano Costruttivismo

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References
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Licenza 180

Architettura del Novecento

Architettura del Novecento


L'architettura del Novecento pu essere schematizzata in quattro grandi periodi storici: il periodo antecendente alla prima guerra mondiale; quello compreso tra le due guerre; un terzo compreso tra il 1945 ed il 1989, anno della caduta del muro di Berlino; un quarto che congiunge le tendenze dell'ultimo decennio del Novecento con quelle del XXI secolo.[1] Le tendenze dell'architettura dell'Ottocento influenzarono i primi anni del Novecento; il passaggio tra i due secoli segnato dall'affermazione dell'Art Nouveau, che rester in auge fino allo scoppio del primo conflitto bellico. A partire dal 1903 si diffuse il protorazionalismo, mentre le successive avanguardie artistico-letterarie (come De Stijl) furono assorbite dall'architettura e tradotte in opere di indubbia originalit. Un punto di svolta coincise con la fondazione del movimento Bauhaus (1919), che introdusse con vigore i temi del razionalismo; parallelamente si svilupp il movimento organico (Frank Lloyd Wright). Dopo la seconda guerra mondiale prevalse, in molti casi, il ritorno alla tradizione con il Neoliberty, Neoespressionismo, ecc., fino al Postmoderno; contemporaneamente al Postmoderno, a partire dagli anni settanta, si diffuse l'High-tech, l'evoluzione di quella che fu l'architettura del ferro ottocentesca.

Contesto storico
Il periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento fu caratterizzato dalla cosiddetta Belle poque, un periodo in cui lo sviluppo scientifico e tecnologico, nonch la convinzione che l'Europa fosse giunta ad una condizione di pace definitivamente acquisita, determinarono un profondo ottimismo sulle possibilit dell'uomo, a cui niente sembrava precluso. Il clima di ottimismo, parallelamente all'instaurarsi delle nuove leadership in Europa e in America, si protrasse solo per pochi anni e fu definitivamente cancellato con la prima guerra mondiale. In Germania il primo dopoguerra coincise con la Repubblica di Weimar, mentre la Russia fu interessata da profondi stavolgimenti conseguenti alla rivoluzione del 1917. La crisi economica del 1929 coinvolse l'economia mondiale; la depressione ebbe effetti devastanti sia nei paesi industrializzati, sia in quelli esportatori di materie prime, tanto che il commercio internazionale diminu considerevolmente, cos come i redditi delle persone fisiche, il gettito fiscale, i prezzi e i profitti. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale l'attivit costruttiva europea si ferm, non lasciando tracce di rilievo nella storia dell'architettura. Nel dopoguerra negli Stati Uniti si svilupp la cultura di massa, divulgata mediante i mass-media; dall'America si estese a tutta la societ occidentale, divenendo "la prima cultura universale della storia dell'umanit".[2] La seconda met del secolo fu ricca di eventi che ebbero ripercussioni in ogni ambito sociale e culturale: si ricordano ad esempio il Concilio Vaticano II, la Guerra del Vietnam, il Sessantotto, la caduta del Muro di Berlino.

Architettura del Novecento

Dall'Art Nouveau alla seconda guerra mondiale


Negli ultimi decenni dell'Ottocento l'architettura mancava di un orientamento fondato su criteri comuni e universalmente riconosciuti.[3] La volont di rinnovamento port alla definizione di una nuova corrente stilistica, denominata Art Nouveau, che si manifest tra il 1890 e il primo decennio del Novecento con l'applicazione di fantasiose decorazioni e apparati ornamentali di gusto floreale (dalle opere di Victor Horta in Belgio, alla Secessione viennese di Otto Wagner e Joseph Maria Olbrich in Austria, fino al Modernismo catalano di Antoni Gaud). Al contempo, i progressi in campo tecnologico si concretizzarono nella realizzazione di importanti opere di ingegneria civile. Da un lato, pertanto, l'irrazionalit dell'orientamento stilistico; dall'altro la razionalit dei progettisti formatisi nei politecnici, che perfezionarono sistemi costruttivi e di calcolo progettuale, con l'applicazione di nuovi materiali, quali la ghisa, l'acciaio, il cemento armato e il vetro, nella costruzione di vasti edifici (come stazioni, palazzi delle esposizioni e grandi magazzini), spesso improntati a principi di concretezza, economicit e funzionalit (Scuola di Chicago).

Bibliothque Solvay, Bruxelles

Di fatto, le moderne costruzione ingegneristiche contribuirono a ricreare quella stretta continuit tra forma architettonica e struttura che era andata persa dopo il Gotico.[4] Tuttavia, l'integrazione tra architettura e tecnica fatic, almeno nei primi anni, ad imporsi sull'imperante storicismo dell'epoca; la definitiva affermazione dell'architettura industriale si ebbe solo nei primi decenni del Novecento. Alla dicotomia tra il primato dell'espressione (Art Nouveau) ed il primato della struttura (architettura industriale), si affianc anche un gruppo di architetti che rest fedele al cosiddetto primato della forma e che privilegi le forme edilizie a blocchi chiusi, la riduzione del numero degli elementi e l'adozione di semplici superfici lisce; questi principi, inquadrabili nella corrente protorazionalista, caratterizzarono le opere di architetti quali Auguste Perret e Tony Garnier in Francia, Adolf Loos in Austria, Peter Behrens e Heinrich Tessenow in Germania, Hendrik Petrus Berlage nei Paesi Bassi. A partire dagli anni che precedettero la prima guerra mondiale si svilupparono numerosi movimenti aventi, come comune denominatore, il rifiuto della tradizione. Dapprima confinati alla letteratura e alla pittura, questi gruppi di avanguardia si estesero presto anche all'architettura. Si ricordano il Futurismo in Italia (Antonio Sant'Elia), l'Espressionismo in Germania (Fritz Hger) e il De Stijl nei Paesi Bassi. In particolare, il movimento De Stijl, fondato nel 1917, dette vita al Neoplasticismo, uno stile caratterizzato dall'esaltazione dei piani e dei setti murari, spesso colorati diversamente, accostati in modo tale da compenetrarsi tra loro, senza tuttavia chiudere

Casa Rietveld Schrder, Utrecht

Architettura del Novecento tridimensionalmente l'angolo del volume.[5] Queste teorie e le opere realizzate in seno al movimento De Stijil (ad esempio la casa Rietveld Schrder ad Utrecht, di Gerrit Rietveld) influenzarono notevolmente gli altri gruppi avanguardistici. Il secondo decennio del Novecento vide la diffusione di una cerchia ristretta di architetti aderenti ad un radicale tecnicismo. In Russia, parallelamente al Suprematismo di Kazimir Severinovi Malevi, si registra lo sviluppo del Costruttivismo, che rigett ogni principio artistico e si indirizz alla ricerca di un simbolismo in grado di evidenziare l'importanza della tecnica nell'ambito del progresso rivoluzionario. Le opere di figure quali El Lissitzky (progetto per grattacieli orizzontali, 1924, non realizzato) gettarono le premesse per l'avvio di una nuova fase dell'architettura anche nell'Europa occidentale.[6] L'edificio del Bauhaus di Dessau, costruito da Walter Gropius nel 1925, segn il passaggio dal protorazionalismo al razionalismo.[7] L'immobile caratterizzato da una complessa articolazione volumetrica percepibile solo attraversando o lambendo la fabbrica, riprende alcune delle invarianti del Neoplasticisimo, quali l'esaltazione dei nodi angolari tramite aperture di diverso tipo; l'intera costruzione si espande nello spazio secondo istanze funzionaliste, facendo propria la tecnica del cemento armato e delle grandi aperture vetrate. Ascrivibile al razionalismo pure Villa Savoye, celebre edificio costruito da Le Corbusier nel 1929, che costituisce l'esemplificazione della teoria dei cinque punti dell'architettura, ovvero: i pilotis, la pianta libera, la facciata libera, la finestra in lunghezza e il tetto giardino. Malgrado il rigore intrinseco del codice razionalista, la produzione architettonica fu assai eterogenea: dalle costruzioni di Willem Marinus Dudok e Jacobus Johannes Pieter Oud, a Pier Luigi Nervi, o ancora quelle di matrice espressionista di Erich Mendelsohn o neoplastiche di Ludwig Mies van der Rohe.[8] Un altro aspetto significativo del razionalismo legato all'architettura dei quartieri. In questo ambito, si ricordano, ad esempio, gli interventi promossi da Gropius a Karlsruhe e Berlino, dove la disposizione dei fabbricati condizionata dalla migliore esposizione alla luce solare. Il razionalismo si diffuse rapidamente nel mondo occidentale. Anche in Italia, malgrado i ritardi connessi al complesso quadro politico, si ricordano opere di valore, come la Stazione di Firenze Santa Maria Novella e la Casa del Fascio di Como.

Villa Savoye a Poissy

Accanto al razionalismo, una cerchia di progettisti si fece promotirce di un'architettura tesa a ricercare un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale attraverso l'integrazione dei vari Casa sulla cascata elementi artificiali propri dell'uomo (costruzioni, arredi, ecc.), e naturali dell'intorno ambientale del sito: l'architettura organica. Negli Stati Uniti d'America il principale esponente di questa corrente fu Frank Lloyd Wright, autore di numerosi progetti e realizzazioni, come la Casa sulla cascata (1935), in cui pietra locale, cemento armato e vetro si adattano e si fondono con l'ambiente circostante.

Architettura del Novecento Tuttavia, l'opera di Wright ebbe inizialmente scarso riconoscimento nel proprio Paese: di fatto, negli stati dell'est, predominava ancora il razionalismo (ad esempio Philadelphia Saving Fund Society Building). L'architettura organica in Europa ebbe il principale esponente nel finlandese Alvar Aalto, autore, fra le altre cose, del Sanatorio di Paimio[9] e della Biblioteca di Viipuri. Ad esempio, il sanatorio, pur derivando dall'edificio Bauhaus, perde la rigidit geometrica di quest'ultimo, seguendo una disposizione dei corpi di fabbrica apparentemene libera, per aderire, pertanto, ad una condizione organicanicamente pi naturale.[10] Inoltre, in entrambi i lavori riscontrabile l'approccio organico nel trattamento dei particolari architettonici; infatti, nonostante la struttura in cemento armato, Aalto sfrutt l'occasione per "estendere i precetti del funzionalismo fino a includere la risposta ad una completa gamma di esigenze fisiche e psicologiche".[11]

Dal secondo dopoguerra al nuovo millennio


Dopo la seconda guerra mondiale la ricerca architettonica, ancora legata ai temi del razionalismo e del movimento organico, si orienta sulle macrostrutture.[12] Tra i molti progetti doveroso segnalare l'Unit d'Habitation di Marsiglia, costruita tra il 1945 ed il 1952 su progetto di Le Corbusier.

Principali correnti
Architettura revivalista Architettura modernista Bauhaus Movimento Moderno Architettura organica Razionalismo italiano Costruttivismo Decostruttivismo Brutalismo Neoliberty Neorealismo architettonico Architettura postmoderna Architettura high-tech Architettura blob

Note
[1] R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999, p. 562. [2] E. Morin L'industria culturale, Bologna, 1963, pp. 6-8. [3] W. Muller, G. Vogel, Atlante di architettura, Rozzano 1997, p. 463. [4] Ibidem, p. 475. [5] N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino 1981, voce De Stijl. [6] W. Muller, G. Vogel, op. cit., p. 511. [7] R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999, p. 609. [8] Ibidem, p. 616. [9] Ibidem, p. 629. [10] Ibidem. [11] Kenneth Frampton, Storia dell'architettura moderna, Zanichelli, Bologna, 1982, p.231 [12] Ibidem, p. 635.

Architettura del Novecento

Bibliografia
R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999. N. Pevsner, Storia dell'architettura europea, Bari 1998. N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino 1981.

Altre immagini

Edificio Bauhaus

Municipio di Syntsalo

Guggenheim Museum, Bilbao

Biblioteca di Alessandria

Voci correlate
Storia dell'architettura Architettura contemporanea

Victor Horta
Victor Horta (Gand, 6 marzo 1861 Bruxelles, 9 settembre 1947) stato un architetto belga.
Bene protetto dall'UNESCO Patrimonio dell'umanit Principali case cittadine dell'architetto Victor Horta (Bruxelles) (EN) Major Town Houses of the Architect Victor Horta (Brussels)

Tipo Criterio Pericolo Riconosciuto dal Scheda UNESCO

Culturali (i) (ii) (iv) Non in pericolo 2000 [1] (EN) Scheda [2] (FR) Scheda

Victor Horta

Biografia
Precursore dell'Art Nouveau, Horta ha rivoluzionato il modo di concepire gli edifici di abitazione, allargando il compito dell'architetto dalla progettazione degli spazi, interni ed esterni, a una concezione che comprendeva anche lo studio e la realizzazione delle luci, degli arredi, della decorazione delle pareti, perfino dell'oggettistica. Secondo la definizione di uno dei suoi ammiratori, l'architetto francese Hector Guimard, Horta stato un architetto artista che concepiva la casa come opera d'arte "totale", come una "conchiglia" costruita attorno al suo proprietario. Studi a Parigi; tornato in Belgio, complet gli studi presso l'accademia di Belle Arti di Bruxelles e presso lo studio dell'architetto Alphonse Balat. Horta progett numerosi edifici destinati a destare scalpore, quali: la Casa Tassel, Bruxelles 1893; la Casa Solvay, Bruxelles 1895-1900; la Casa Horta, Bruxelles 1898. Viene giustamente considerato l'architetto che per primo defin i canoni architettonici dell'Art Nouveau, attraverso il progetto della casa Tassel. soprattutto nell'interno della casa Tassel, Victor Horta, ritratto nel 1900 circa considerata come il primo edificio promotore del nuovo stile, che Horta manifesta e d rilievo alla nuova tendenza artistica; infatti, la scalinata, che si sviluppa nell'ingresso della casa, non modellata secondo forme classiche ma si compone di agili colonnine di ferro che, come steli di una rigogliosa vegetazione, si protendono verso l'alto in forme sinuose e ritorte. Il tutto in una incredibile armonia con gli affreschi delle pareti e della volta e con i mosaici del pavimento. Tuttavia l'opera considerata il suo capolavoro la Maison du Peuple (1896-1899) a Bruxelles: ledificio costruito per il partito operaio belga, distrutto nel 1964 sempre per decisione del partito [3], doveva svolgere, in conformit allo spirito socialista riformatore di fine secolo, tre principali funzioni: politico-sindacale, commerciale, ricreativa. In et pi avanzata, Horta torn su posizioni pi tradizionali, realizzando opere come il Palais des Beaux-Arts a Bruxelles (1922-1928). Quattro delle sue case private (htels) sono state incluse nell'elenco dei Patrimoni dell'umanit dell'UNESCO: Hotel Tassel, progettato e costruito per il Prof. mile Tassel nel 1892 - 1893; Hotel Solvay, progettato e costruito nel 1895 - 1900; Hotel van Eetvelde, progettato e costruito nel 1895 - 1898; Maison e Atelier Horta, progettato nel 1898, che ora ospita l'Horta Museum, dedicato al suo lavoro.

Victor Horta

Le opere principali
Le quattro costruzioni pi famose di Victor Horta sono state riconosciute patrimonio dell'umanit dall'UNESCO nel 2000, e si trovano tutte a Bruxelles. Si tratta dell'Hotel Tassel, dell'Hotel Solvay, dell'Hotel van Eetvelde e dell'Horta Museum.

Elenco lavori
1889 : Tempio delle Umane Passioni a Bruxelles, Parco del cinquantenario, 1889, progettato per contenere una monumentale opera in marmo dello scultore Jef Lambeaux (monumento protetto dal 1976) 1890 : Casa Matyn, rue Bordeauxstraat 50, 1060 Saint-Gilles 1890 : Restauro e decorazione interna della residenza di Bruxelles di Henri van Cutsem' (Attualmente Charlier museum), Kunstlaan / Avenue des Arts 16, Sint-Joost-ten-Node. 1892-1893 : Hotel Tassel, rue Paul-Emile Jansonstraat 6 a Bruxelles 1893 : Casas Autrique a Schaarbeek, (1893), recentemente restaurata e trasformata in museo: www.autrique.be [4] 1894 : Hotel Winssinger, Munthofstraat / rue de l'hotel du Monnaie 66 a Saint-Gilles 1894 : Hotel Frison, rue Lebeaustraat 37 a Bruxelles 1894 : Atelier di Godefroid Devreese, Vleugelstraat / rue de l'aile 71 a Schaerbeek (modificato) 1894 : Hotel Solvay, Avenue Louise / Louizalaan 224 a Bruxelles. 1895 : Decorazione degli interni della casa di Anna Boch, Boulevard du Toison d'Or / Guldenvlieslaan 78 a Saint-Gilles (demolita) 1895-1898 : Hotel van Eetvelde, Avenue Palmerstonlaan 2/6 a Bruxelles 1896-1898 : Casa del Popolo / Volkshuis, piazza Vanderveldeplein a Bruxelles (demolita nel 1965) 1897-1899 : Asilo, rue Sainte-Ghislaine / Sint-Gisleinstraat 40 a Bruxelles 1898-1900 : Casa e studio di Victor Horta, rue amricaine / Amerikaansestraat 23-25 a Saint-Gilles ed oggi Horta Museum. 1899 : Casa Frison "Les pinglettes", Ringlaan 70 a Uccle 1899 : Hotel Aubecq, Avenue Louise / Louizalaan 520 a Bruxelles (demolita nel 1950) 1899-1903: Villa Carpentier (Les Platanes), Doorniksesteenweg 9-11 a Ronse 1900 : Ampliamento della Casa Furnmont', rue Gatti de Gamondstraat 149 a Uccle 1900 : Grande magazzino: A l'Innovation', rue Neuve / Nieuwstraat 111 a Bruxelles (distrutta da un incendio nel 1967) 1901 : Casa e studio dello scultore Fernant Dubois, Avenue Brugmannlaan 80 a Vorst 1901 : Casa e studio dello scultore Pieter-Jan Braecke, rue de l'Abdication / Troonafstandstraat 51 a Bruxelles 1902 : Hotel Max Hallet, Avenue Louise / Louizalaan 346 a Bruxelles 1903 : Monumento funerario del compositore Johannes Brahms sullo "Zentralfriedhof" a Vienna (in collaborazione con lo scultore Ilse Conrat)
Casa Horta

Victor Horta

1903 : Magasins Waucquez, rue du Sable / Zandstraat 20 a Bruxelles (dal 1989 Centre belge de la bande dessine. 1903 : Casa del critico d'arte Sander Pierron, rue de l'Acqueduc / Waterleidingsstraat 157 a Elsene 1903 : Gran Bazar Anspach, Bisschopsstraat / rue de l'Evque 66 a Bruxelles (demolita) 1903 : Casa Emile Vinck', rue de Washingtonstraat 85, Elsene (trasformata nel 1927 dall'architetto A.Blomme). 1903 : Grande magazzino: A l'Innovation', Elsenesteenweg 63-65 a Elsene (trasformato) 1904 : Palestra della scuola "Les Peupliers" a Vilvoorde. 1905 : Villa Fernand Dubois, rue Maredretstraat, Sosoye. 1906 : Progetto dell'ospedale Bruggemann, Place Van Gehuchtplein a Jette; aperto nel 1923 1907 : Magazzini Hicklet, Nieuwstraat / rue Neuve 20 a Bruxelles (trasformati) 1909 : Negozio del gioielliere Wolfers, rue d'Arenberg / Arenbergstraat 11-13 a Bruxelles 1910 : Casa del dr. Terwagne, Van Rijkswijcklaan 62, Anversa. 1911 : Magazzini Absalon, rue Saint-Christophe / Sint-Kristoffelstraat 41 a Bruxelles 1911 : Casa Wiener, Sterrekundelaan / avenue de l'Astronomie a Sint-Joost-ten-Node (demolita) 1912 : Stazione ferroviaria centrale di Bruxelles (primi progetti), completati da Maxime Brunfaut ed inaugurata nel 1952. 1920 : Primi progetti del Centre for Fine Arts, rue Ravensteinstraat a Bruxelles. Aperto nel 1928. 1925 : Padiglione belga dell'Exposition des Arts dcoratifs et industriels modernes a Parigi nel 1925. 1928 : Muse des Beaux-Arts a Tournai.
Tomba di Brahms sullo Zentralfriedhof progettato da Horta

Note
[1] [2] [3] [4] http:/ / whc. unesco. org/ en/ list/ 1005 http:/ / whc. unesco. org/ fr/ list/ 1005 Cfr Paolo Portoghesi http:/ / www. autrique. be/ intro. night. html

Bibliografia
Paolo Portoghesi, Victor Horta Maison du Peuple, in "Area" n. 71, nov/dic 2003 leggere l'articolo (http://www. area-arch.it/home.php?_idnodo=174236)

Victor Horta

Voci correlate
Art Nouveau Centre belge de la bande dessine

Altri progetti
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Collegamenti esterni
(EN) Pagina del sito dell'UNESCO sulle opere di Victor Horta (http://whc.unesco.org/en/list/1005)

Secessione viennese
Nella storia dell'arte la secessione (in tedesco: Sezessionstil) riferita allo sviluppo di stili artistici, sviluppatisi fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, a Monaco di Baviera e Berlino in Germania ed a Vienna in Austria. L'ufficializzazione di questo movimento avvenne con la cosiddetta Wiener Secession (Secessione viennese), che consistette nella creazione di un'associazione di 19 artisti, tra cui pittori e architetti, che si staccano dall'Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo, dotato di una propria indipendenza e anche di una propria sede il Palazzo della Secessione Viennese. L'ideale di Gesamtkunstwerk l'opera d'arte totale, esaltato da questi artisti che progettano, dipingono,decorano in vista di una fusione completa delle arti. Nel 1898 a Vienna apparve la rivista secessionista Ver Sacrum (da cui la definizione del periodo come Primavera sacra). I principali fautori di questo movimento furono Otto Wagner, Joseph Maria Olbrich e Josef Hoffmann. Questo movimento contemporaneo agli altri movimenti simili sviluppatisi nel resto dell'Europa, ognuno con un proprio nome a seconda della nazione, come ad esempio l'Art Nouveau o il modernismo, proprio per la sua propensione ad un certo recupero della tradizione ma con l'utilizzo di nuove tecniche e di nuovi materiali.

Un manifesto di Klimt per la rivista Ver Sacrum

Palazzo della Secessione Viennese, Vienna

Secessione viennese

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Quadro storico
Durante la seconda met del XIX secolo la citt di Vienna sub grandi trasformazioni ed ampliamenti. Nel 1857 furono abbattute le mura della citt e fu realizzata la Ringstrasse, un anello stradale attorno al centro antico della citt. La strada venne affiancata da grandi costruzioni monumentali in stili revivalisti. Nel 1894 inoltre furono iniziati i lavori della metropolitana, in parte sotterranea in parte sopraelevata, con viadotti, edifici amministrativi e 25 stazioni[1]. I gufi di Koloman Moser sui prospetti del Palazzo della Secessione. Contemporaneamente i ricchi borghesi e i burocrati di successo fondarono varianti urbane e suburbane delle Rosenhouse, specie di ville museo che diventavano centri di attiva vita sociale[2]. Dal 1894 Otto Wagner divenne insegnante della scuola di architettura all'Accademia di Belle Arti di Vienna. Lo stesso Wagner nel 1896 pubblic la sua prima opera teorica Moderne Arkitektur.

L'architettura
I nuovi indirizzi nell'architettura vennero presentati con esempi pratici da Otto Wagner e Joseph Maria Olbrich.

La pittura
Nel 1896 Klimt, assieme al altri 18 artisti, dichiar la scissione dalla Wiener Knstlerhaus, l'associazione ufficiale degli artisti viennesi, e come passo successivo la secessione (1897). Contemporaneamente, tra i pittori si pales una diversa accezione dell'arte figurativa. In particolare, a partire dal 1907, la ricerca stilistica si radicalizz con Egon Schiele e Oskar Kokoschka, i quali proseguirono sulla strada inaugurata del loro mentore (Gustav Klimt) nel momento in cui questi, disilluso, era tornato ad uno stile pittorico pi accademico. Ovviamente i tradizionalisti non accettarono questi nuovi punti di vista ed anzi rigettarono sistematicamente qualsiasi novit.
La Kirche am Steinhof di Otto Wagner La secessione viennese, soprattutto in pittura, non tanto un atto di rivolta contro l'arte del passato, quanto piuttosto un'iniziativa tesa a creare l'arte in Austria, un'arte corrispondente alle esigenze del tempo. "Non si discute - scrive infatti un critico coevo sostenitore della Secessione - tra la vecchia arte, che di fatto non esiste da noi, e una nuova. Non si combatte per qualche sviluppo o cambiamento nell'arte, ma per l'arte stessa, per il diritto di creare artisticamente". "La gente aggiunge poi il poeta Hugo von Hofmannsthal - deve ricominciare a vedere quadri, non oleorafie dipinte a mano: deve potersi di nuovo ricordare che la loro materia una scrittura magica che, con macchie di colore in luogo delle parole, ci trasmette una visione interiore del mondo- il mondo misterioso, arcano, meraviglioso- non un'attivit commerciale. L'arte del colore domina l'anima umana non diversamente da quella dei suoni". Colui che porta avanti queste idee, non con le parole ma con la sua pittura, Gustav Klimt, il pittore pi rappresentativo dell'Art nouveau. Altro protagonista di quegli anni fu Egon Schiele.

Secessione viennese

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Arti applicate. La Wiener Werksttte


Nel 1903 Josef Hoffmann, l'industriale Fritz Wrndorfer ed il pittore Koloman Moser crearono una ditta di arti applicate per la produzione di manufatti artigianali. Il modello di riferimento era stato l'Arts and Crafts britannico. L'obiettivo della ditta stato quello di rinnovare il concetto di arte nel campo delle arti e mestieri. La produzione era realizzata secondo i principi enunciati da Hoffmann e Moser nel 1905 nel loro programma. La ditta aveva collaborato sia con la Secessione viennese che con la scuola d'arte viennese. Di grande rilievo furono le creazioni di vetrate e tappezzerie di Koloman Moser.

Le vetrate della Kirche am Steinhof di Moser

Scritti teorici
Otto Wagner, Moderne Arkitektur, Wien, 1896-98-1902; trad. it. Architettura moderna e altri scritti. Saggio introduttivo di Giuseppe Samon, Bologna, 1980.

Note
[1] Bruno Zevi,Storia dell'architettura moderna, Torino 1950 1975, pag.72 [2] Carl Schorske,The transformation of the Garden:Ideal and Society in Austrian Literature (La trasformazione del giardino:ideale e societ nella letteratura austriaca), Francoforte 1970 citato in Kenneth Frampton, Storia dell'architettura moderna Bologna, 1980, pag.81

Voci correlate
Secessione di Monaco Secessione di Berlino Secessione nell'arte Art Nouveau Modernismo (architettura)

Alfonso Canciani scultore

Altri progetti
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Collegamenti esterni
La Secessione di Vienna: un video (http://www.your-friend.info/vienna-it/monumenti.html#Secession) Secessione Viennese (Monografia in Italiano) (http://www.nivis-regnum.com/portal/index. php?option=com_content&task=view&id=167&Itemid=140)

Otto Wagner

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Otto Wagner
Ci che non pratico non pu essere bello
Otto Koloman Wagner (Vienna, 13 luglio 1841 Vienna, 11 aprile 1918) stato un architetto austriaco.

Biografia
Otto Koloman Wagner nasce a Penzing, un piccolo sobborgo di Vienna, il 13 luglio 1841. Proveniente da una famiglia della ricca borghesia asburgica, figlio di Rudolf Wagner, notaio presso la corte reale ungherese, e di Susanne von Helffenstorffer-Hueber, rimane orfano di padre a soli cinque anni e viene educato da precettori privati. A partire dal 1850 frequenta l'Akademisches Gymnasium di Vienna, mostrando gi notevoli capacit nell'arte del disegno e dell'architettura; successivamente continua gli studi presso il monastero benedettino di Otto Koloman Wagner Kremsmnster. Nel 1857 si iscrive al Polytechnisches Institut viennese e dopo tre anni si trasferisce a Berlino per frequentare la Knigliche Bauakademie. I suoi studi tuttavia terminano di nuovo a Vienna presso l'Akademie dove allievo dei due progettisti dell'Opera: Eduard van der Nll e August Siccard von Siccardsburg.

Gli esordi
Nel 1862 entra nellatelier dell'architetto viennese Ludwig von Frster ma in breve tempo riesce ad ottenere numerosi incarichi che gli consentono di professare il mestiere autonomamente. Due anni pi tardi sposa Josefine Domhart da cui avr tre figli: Otto, Robert e Susanna. Negli anni immediatamente successivi realizza a Vienna diversi edifici molti dei quali per uso residenziale e in particolare case daffitto. I progetti che lo portano ad una graduale scalata verso il successo sono invece quello relativo alla Borsa di Vienna (1863), , la realizzazione dell'Harmonietheater a Vienna (1864) e della Sinagoga di Budapest ( 1868-1871). Tuttavia raggiunge la vera e propria notoriet in patria con la partecipazione all'allestimento di due cortei: il primo del 1879 in onore delle nozze d'argento del l'imperatore Francesco Giuseppe e dell'imperatrice Elisabetta (Sissi), e il secondo, due anni pi tardi, per le nozze della principessa belga Stephanie con il principe ereditario Rudolf.

Gli anni Ottanta


La volont di Wagner era quella di combinare in un insieme coerente la maestosit degli stili storici e le necessit funzionali moderne. Questo intento chiaramente visibile in opere come la sede dell'sterreichische Lnderbank a Vienna, dove monumentalit e funzionalit, storicismo e modernit si combinano armonicamente. In questi anni inizia inoltre la stesura di tre volumi intitolati Einige Skizzen,Projekte und ausgefhrte Bauwerke, editi rispettivamente nel 1889, 1897 e 1906 un volume sar pubblicato postumo nel 1922- in cui sono contenuti tutti i suoi progetti e le sue opere. Fine ultimo di questa grande impresa tramandare le sue aspirazioni artistiche: adattare il patrimonio formale del passato al moderno principio di funzionalit, in uno stile che egli stesso definiva come un certo libero Rinascimento che il nostro Genius Loci ha accolto in s. Nel 1881, dopo aver divorziato dalla prima moglie, sposa in seconde nozze Louise Stiffel, di 18 anni pi giovane, dalla quale avr altri tre figli: Stefan, Louise e Christine.

Otto Wagner

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Gli anni Novanta e la Secessione


Nel 1894 Wagner viene nominato professore ordinario e direttore di un corso di specializzazione in architettura presso l'Accademia delle Belle Arti di Vienna dove rester fino al 1912. Nella sua lunga attivit di docente avr allievi architetti come Josef Hoffman, Karl Ehn, Rudolf Michael Schindler. con la carriera didattica che Wagner sente l'esigenza di sistematizzare le sue idee sull'architettura e si fa autore del suo scritto pi noto intitolato Moderne Architektur che, edito nel 1896, riscuote subito un grande successo sia in patria che all'estero. L'opera, divisa in cinque capitoli - l'architetto, lo stile, la composizione, la costruzione e la prassi artistica si presenta come una guida verso i suoi allievi nel settore artistico dell'architettura ed basata essenzialmente sul principio secondo il quale non pu essere bello qualcosa che non sia funzionale.

L'arte moderna deve offrirci forme moderne che rappresentano la nostra epoca e il nostro modo di vita
(Tratto dal Moderne Architektur, Capitolo 2. 'Lo Stile')

In questi anni Wagner ha la possibilit di confrontarsi con le tematiche presentate nella sua opera grazie alla realizzazione della metropolitana di Vienna e degli impianti lungo il Donaukanal, il braccio cittadino del Danubio. Di entrambi gli incarichi era diventato responsabile dopo aver vinto nel 1893 il concorso per il nuovo piano regolatore di Vienna. Nel 1899 Wagner aderisce alla Secessione viennese, ovvero al movimento antiaccademico sorto in contrapposizione ai tradizionalisti del Knstlerhaus, esperienza che modifica molto la sua visione artistica e contamina le sue architetture negli anni a cavallo tra i due secoli. Ne un chiaro esempio il complesso di tre case tra Linke Wienzeile e Kstlergae, realizzate con la collaborazione con gli artisti secessionisti Moser e Schimkovitz, il quale suscita aspre e feroci critiche. Cinque anni pi tardi Wagner esce dalla Secessione, seguito dall'amico Gustav Klimt e dallallievo Josef Hoffman.

Il Novecento
Le opere che Wagner realizza a partire dai primi anni del Novecento fino all'inizio della Grande guerra abbandonano progressivamente lo stile ispirato alla Secessione e sembrano sempre pi incarnare i principi di semplicit e funzionalit descritti, anni prima, nelle conclusioni della Moderne Architektur. Le realizzazioni della chiesa di St. Leopold am Steinhof (1903-1907) e della sede della Kaiserlinch-Knigliche Postsparkasse (1904-1912) stabiliscono un cambio di direzione nella ricerca dello "stile utile", che guarda sempre meno alla tradizione e sempre pi all'innovazione e al futuro che si esprime attraverso un uso raffinato e originale di nuovi materiali e tecnologie. In questi anni si dedica anche al progetto per il Palazzo della Pace a L'Aja e per la House of Glory a Washington che avrebbero potuto proiettare l'architetto sul proscenio internazionale ma che non saranno mai realizzate. Wagner torna poi alla tipologia abitativa che gli aveva procurato grande soddisfazione ai suoi esordi e riprende a dedicarsi all'edificazione di case d'affitto. Il confronto tra queste e quelle case realizzate in passato rivela la grande evoluzione architettonica di questo artista che da un iniziale storicismo eclettico giunge infine a una sorprendente semplicit stereometrica. Nel 1910 Wagner invitato dalla Columbia University a tenere una relazione al congresso internazionale di arte urbana a New York, dove decide di presentare lo studio Die Grostadt (La Metropoli). Wagner immagina una Vienna ampliata la cui crescita illimitata dettata dall'arte che sola pu contribuire a creare un lieto soggiorno per gli abitanti. A partire dal 1915 Wagner, rimasto da poco vedovo, si dedica alla realizzazione del progetto per la Chiesa della Pace sulla Schmelz a Vienna, che sar una delle sue ultime opere e che egli giudic come uno dei suoi migliori

Otto Wagner lavori. Muore l'11 aprile del 1918 di erisipela (una malattia della pelle) e viene sepolto nella tomba di famiglia da lui stesso realizzata nel cimitero di Hietzing (Austria).

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Opere maggiori
Tra le opere per cui Wagner maggiormente conosciuto si ricordano: la sede dell'sterreichische Lnderbank, la prima villa Wagner, le stazioni della metropolitana, la chiesa di St. Leopold am Steinhof e infine la sede della Kaiserlich-Knigliche Postsparkasse.

Sede della sterreichische Lnderbank


L'edificio viene progettato da Otto Wagner per ospitare la sede viennese dell'sterreichische Lnderbank ed costruito negli anni 1883-1884. Presenta una forma irregolare ottenuta attraverso l'intersezione di due rettangoli di cui quello all'interno, pi grande, ruotato di 45 gradi rispetto all'altro con cui connesso tramite un vestibolo circolare, che crea una cerniera spaziale, risolvendo in positivo i difficili e stringenti vincoli generati dalla disposizione e forma irregolare del lotto. La facciata principale divisa in due blocchi, uno superiore, in stile corinzio, e uno basamentale, in stile neorinascimentale. Al contrario la facciata interna si differenzia da quella principale per la sua completa mancanza di decorazioni e ordini architettonici; i pilastri infatti sono trasformati in setti murari che proseguono oltre la linea di coronamento e racchiudono ampie superfici vetrate. La sala centrale, dove si trovano gli sportelli aperti al pubblico, riprende un linguaggio classico combinato per con luso di un moderno telaio strutturale metallico. Caratteristico inoltre lampio lucernario in vetro che illumina anche il pavimento in vetro cemento e che garantisce la penetrazione della luce anche al livello inferiore.

Villa Wagner
Nel 1886 Wagner decide di costruire a Htteldolrf, poco fuori Vienna, una maestosa residenza estiva per s e per la sua famiglia. L'edificio, costruito in stile neopalladiano, ha una pianta simmetrica a forma di parallelepipedo affiancato da due logge laterali ed circondato da un vasto giardino, anche quest'ultimo disegnato da Wagner. Una grande scalinata funge da accesso al portico che sostenuto da quattro maestose colonne. La particolarit di questo ingresso che sulle pareti laterali l'architetto ha fatto incidere due motti che rimandano ai due principi che stanno alla base del suo pensiero architettonico: funzionalit, "Artis sola domina necessitas" bellezza, "Sine arte sine amore non est vita"
La prima "Villa Wagner"

Otto Wagner

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Stazioni della metropolitana


Nel 1894 viene conferito a Wagner il titolo di Oberbaurat ovvero, consigliere superiore per l'edilizia del Comune. Wagner nominato anche consigliere artistico della Commissione per il traffico di Vienna, ruolo che ricopre anche la realizzazione della metropolitana cittadina. Wagner si trova dunque a progettare tutta la rete ferroviaria nei tratti di superficie, sopraelevati e sotterranei. Quindi tra il 1895 e il 1900 vengono costruite quattro linee ferroviarie per un totale di 45 km e con pi di 30 stazioni: linea suburbana; linea del Grtel; linea del Donaukanal-Wiental e linea del II distretto.

La stazione della metropolitana di Karlsplatz

Tra le stazioni costruite meritano particolare attenzione le stazioni gemelle di Karlsplatz, nelle quali l'architetto sceglie di non utilizzare il blocco murario ma di lasciare a vista lo scheletro costruttivo in ferro, abbinato a marmo bianco con decorazioni floreali e coperto da una volta a botte in lamiera ondulata. Questa novit architettonica non tuttavia apprezzata dai viennesi che conferiscono ironicamente a queste due stazioni il nome di le Gabbiette.

Chiesa di San Leopoldo (Steinhof) (Kirche am Steinhof)


Nel 1902 l'amministrazione municipale decide di realizzare appena fuori Vienna un complesso per la cura delle malattie mentali, la Casa di cura della Bassa Austria. Il progetto di questo complesso di edifici comprendeva anche una chiesa intitolata a San Leopoldo per la cui realizzazione viene indetto un concorso a inviti che viene vinto da Wagner. La costruzione inizia nel 1905 e termina, dopo due anni, nell'ottobre 1907. La chiesa, ubicata appena sopra a una collina, a pianta centrale cruciforme, coperta da una cupola emisferica rivestita in rame. Rispetto all'esterno, che presenta un aspetto maestoso con grandi colonne sovrastate da angeli, l'interno invece improntato alla funzionalit e alla semplicit: Wagner dedica grande attenzione agli arredi, alla visibilit dell'altare, alla corretta acustica, alla buona illuminazione.

La chiesa di Steinhof

L'interno della cupola nascosto da una soffitto a calotta ribassata percorso da una rete metallica dorata, il cui disegno allude fortemente a una sorta di firmamento celeste.

Otto Wagner

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Sede della Kaiserlich-Knigliche Postsparkasse


Nel 1903 Wagner vince il concorso per la Kaiserlich-Knigliche Postsparkasse (Banca postale imperial-regia) in Georg-Coch-Platz a Vienna. La costruzione inizia nel 1904 ma i lavori sono sospesi nel 1906, riprendono nel 1910 e terminano finalmente nel 1912. La pianta a forma trapezoidale e la particolarit che i servizi si distribuiscono nelle zone perimetrali, mentre l'interno occupato, al centro da un blocco con gli ambienti aperti al pubblico, e tutto intorno circondato da quattro cortili interni. La sede dell'odierna sterreichische Questo edificio stato realizzato attraverso l'uso di materiali moderni Postsparkasse a Vienna come il marmo, il granito e rivestimenti in vetro nero o bianco le cui lastre sono fissate alle pareti con una fitta trama di chiodi con le teste in alluminio. Allo stesso modo anche il soffitto completamente vetrato ed sospeso tramite cavi di acciaio a una struttura metallica esterna. Sopra il tetto sono situate due statue che stanno a simboleggiare il consumo e il risparmio. La realizzazione di questa sede bancaria risponde cos ai canoni moderni di funzionalit, economicit, flessibilit e luminosit.

Progetti non realizzati


Nonostante le grandi opere portate a termine da Wagner, ne esistono anche molte che sono rimaste progetti su carta e non sono mai state realizzate come ad esempio: Artibus, il piano regolatore di Vienna e l'Accademia delle Belle Arti.

Artibus
Nel 1880 Otto Wagner disegna quattro tavole che rappresentano un'ideale citt delle arti che lui chiama Artibus. Il progetto ha quindi un'ubicazione fantastica, idealmente collocata dall'architetto davanti a un grande specchio dacqua e interamente costeggiata da un fiume che, dalla collina, raggiunge il mare. Il centro della citt occupato dal cosiddetto Pantheon delle arti, un organismo centrico cupolato, alle sue spalle il foro, e ancora dietro due grandi scalinate si arrampicano lungo il pendio della collina, dove si trova una Gloriette, cio un ampio colonnato che sovrasta la citt. Nel progetto Artibus coesistono una molteplicit di forme derivate da diversi stili storici: antico, rinascimento, barocco italiano e austriaco; inoltre allinterno di Artibus inserita anche una struttura in metallo e vetro che funge da elemento di collegamento alle tecnologie del presente all'interno di questo progetto che guarda al passato.

Piano regolatore
Nel 1892 viene bandito dall'amministrazione comunale un concorso per l'elaborazione del nuovo piano regolatore di Vienna che viene vinto da Otto Wagner grazie a un progetto contrassegnato dal motto Artis sola domina necessitas. Il progetto si basa sull'espansione della citt a partire dal centro, prolungando le direttrici radiali e costruendo venti di quelli che lui chiama Stellen o Centri di Distretto, dotati di tutte le infrastrutture e dei servizi necessari in una moderna metropoli. Fondamentale per una citt cos grande quindi la pianificazione e la creazione di una fitta rete di trasporti pubblici attraverso ampie e rettilinee strade: questa sar l'unica parte del progetto portata a termine attraverso la costruzione della rete ferroviaria.

Otto Wagner

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Accademia di Belle Arti


Nel 1894 Wagner diviene professore e direttore dell'Accademia di Belle Arti di Vienna. Wagner ha modo di rendersi conto dell'inadeguatezza della struttura dell'istituto e propone un progetto per una nuova sede dell'Accademia a Donbach, nella periferia di Vienna. Il progetto divide l'istituto in due blocchi adiacenti: la sede principale con la aule e alle sue spalle un'area verde suddivisa a scacchiera e puntellata dai padiglioni degli atelier. Nonostante il successo riscosso il progetto non viene realizzato e cos Wagner presenta nel 1910 una revisione del progetto, ma anche quest'ultima sar destinata a rimanere sulla carta.

Altre opere
Villa Epstein, Baden (1867) Sinagoga della comunit ortodossa di Budapest (1868) Edificio residenziale in Schottenring 23, Vienna (1877) ricostruzione del Dianabad, Vienna (1878) Edificio residenziale in Stadiongae 6, Vienna (1882) Edificio residenziale in Lobkowitzplatz 1, Vienna (1884) Magazzini Neumann, Vienna (1893) Edificio per abitazioni e negozi Zum Anker, Vienna (1894) Diga di Nudorf (1898) Sala dei telegrafi del quotidiano Die Zeit, Vienna (1902) Chiusa di Kaiserbad (1904) Casa di cura per malati di lupus, Vienna (1908) Edificio residenziale tra Neustiftgae e Dblergae, Vienna (1909) Seconda villa Wagner (1912)

Bibliografia
Adolf Behne, Der moderne Zweckbau, Vienna, 1926. Heinz Geretsegger; Max Peintner, Museum der Moderner Kunst Wien (a cura di), Otto Wagner, 1841 - 1918. Unbegrentze Grostadt. Beginn der modernen Architektur, Vienna, 1964. Adriana Giusti Baculo, Otto Wagner: dall'architettura di stile allo stile utile, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1970. Otto Wagner, Architettura moderna e altri scritti. Saggio introduttivo di Giuseppe Samon, Bologna, Zanichelli, 1980 ("TAM", 1). Otto Wagner, a cura di Giancarlo Bernabei, Bologna, Zanichelli, 1983 ("Serie di Architettura", 12). Paul Asenbaum; Peter Haiko; Herbert Lachmayer; Reiner Zettle, Otto Wagner. Mbel und Innenrume., Vienna, 1984.

Otto Wagner

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Voci correlate
Art Nouveau

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Collegamenti esterni
Opere digitalizzate dalla collezione di Architettura di AMS Historica Bologna. (DE) skizzen 1 [2], Wien, 1905. (DE) skizzen 2 [3], Wien, 1905. (DE) skizzen 3 [4], Wien, 1905.
[1]

, biblioteca digitale dell'Universit di

References
[1] [2] [3] [4] http:/ / amshistorica. cib. unibo. it http:/ / amshistorica. cib. unibo. it/ diglib. php?inv=160''Einige http:/ / amshistorica. cib. unibo. it/ diglib. php?inv=161''Einige http:/ / amshistorica. cib. unibo. it/ diglib. php?inv=162''Einige

Joseph Maria Olbrich


Joseph Maria Olbrich (Troppau, 22 dicembre 1867 Dsseldorf, 8 agosto 1908) stato un architetto austriaco, appartenente alla Secessione Viennese. Studi a Vienna dapprima presso la Scuola di Arti e Mestieri, fra il 1882 e il 1886, quindi all'Accademia di Belle Arti, dal 1890 al 1893, anno in cui pass a lavorare nello studio dell'architetto Otto Wagner, suo professore in Accademia. Ma per la contemporanea aggiudicazione del Premio Roma, si rec in Italia e nel Nord Africa per un viaggio formativo, per poi riprendere nel 1894 la sua attivit presso Wagner. Nel 1897 partecip alla fondazione della Secessione viennese con Gustav Klimt, Josef Hoffmann e Koloman Moser. Progett e mise a punto grazie a suggerimenti del presidente Klimt il padiglione per le esposizioni del gruppo, sulla Friedrichstrasse: monumento dello Jugendstil, la cui architettura di aria vagamente egeo-cretese, mista ad un forte sentore di Giappone, reca quale fastigio una singolare cupola Joseph Maria Olbrich di foglie d'alloro in bronzo dorato, stretta fra plinti-acroteri. Nel 1899 il granduca Ernesto Luigi d'Assia lo chiam a collaborare alla creazione della "colonia di artisti" di Darmstadt, inaugurata nel 1901, ispirata ad analoghe recenti esperienze inglesi di stampo Arts and Crafts. Olbrich si dedic quindi ad un'opera di progettazione integrale, dall'architettura al design nei suoi pi vari aspetti. Olbrich mor di leucemia nel 1908, all'et di quarant'anni.

Joseph Maria Olbrich

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Opere
1897-1898, sede della Secessione viennese, Vienna 1899, casa Sthr, St. Plten casa per Max Friedmann, Hinterbrhl 1899, sede del circolo della caccia, Vienna 1899-1900, casa per Hermann Bahr, Vienna 1900, casa Sift, Vienna 1900, complesso abitativo a Darmstadt 1900-1901, casa per Hans Christiansen, Darmstadt 1900-1901, casa per Carl Keller, Darmstadt 1900-1901, casa per Julius Glckert, nota come Groes Glckert-Haus, Darmstadt 1900-1901, casa per Rudolf Bosselt, nota come Kleines Glckert-Haus, Darmstadt 1900-1902, casa per Ludwig Habich, Darmstadt 1901, abitazione per Albert Hochstrasser, Kronberg 1902, casa per la principessa nel parco del casino di caccia di Wolfsgarten 1902, casa per Carl Kuntze, Berlin-Steglitz 1903, facciata dell'abitazione per Edmund Olbrich, Troppau 1906 - 1907, Hochzeitsturm e palazzo per le esposizioni, Darmstadt 1907, casa per Hugo Kruska, Colonia 1907-1909, casa per Leonhard Tietz, Dsseldorf 1908, stabilimenti Opel, Darmstadt 1908, villa per Joseph Feinhals, Colonia 1908, casa per Walther Banzhaf, Colonia 1907, casa per Hugo Kruska, Colonia 1908, casa per Max Clarenbach, Dsseldorf

Bibliografia
Joseph August Lux, Joseph M. Olbrich, Berlin, Wasmuth, 1919. Giulia Veronesi, Joseph Maria Olbrich, Milano, Il balcone, 1948 ("Architetti del Movimento moderno"). Joseph M. Olbrich, 1867-1908. Das Werk des Architekten. Ausstellung anlasslich der 100 Wiederkehr des Geburtstages Darmstadt, Wien, Berlin, catalogo della mostra a cura dello Hessischen Landesmuseum in Darmstadt, Darmstadt, s.n.t., 1967. Kunstbibliothek der Staatlichen Museen Preussischer Kulturbesitz, Joseph Maria Olbrich. Die Zeichnungen in der Kunstbibliothek Berlin. Kritischer Katalog, catalogo critico dei disegni a cura di Karl Heinz Schreyl e Dorothea Neumeister, Berlin, Mann, 1972. Ian Latham, Joseph Maria Olbrich, London, Academy, 1980.

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Modernismo catalano

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Modernismo catalano
Il Modernismo catalano uno stile artistico che si svilupp tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo nella regione spagnola della Catalogna e principalmente a Barcellona, dove diventato uno degli elementi che caratterizzano l'immagine della citt.

Storia e caratteristiche
Il modernismo catalano fece parte, a volte anticipandolo, del pi vasto fenomeno europeo dell'Art Nouveau, anche se con caratteristiche proprie legate da una parte ad un certo eclettismo storicista e dall'altro al manifestarsi di esuberanti e sperimentali linguaggi personali, come quello di Gaud, ritenuti anticipatori delle immagini di alcune delle avanguardie di inizio XX secolo. Il movimento modernista cerc di recuperare motivi ed elementi della cultura tradizionale catalana, all'interno di nuove forme architettoniche, in relazione ai fenomeni artistici del resto dell'Europa, dando corpo alle aspirazione della ricca borghesia catalana che aspirava a modernizzare il paese con riferimenti culturali internazionali, rilanciando contemporaneamente le aspirazioni nazionalistiche ed autonomiste in una sorta di paradosso.[1] Il Modernismo fa cosi pienamente parte della cosiddetta Renaixena, il movimento culturale, letterario e politico che auspicava il rinnovamento della cultura e della societ catalana e la sua autonomia politica. Un momento importante di questo nuovo nazionalismo modernizzatore che aspirava a distinguersi dall'immobilismo del resto della Spagna si ebbe nell'Expo di Barcellona del 1888 per il quale gli architetti modernisti realizzarono alcune opere come il Castell dels Tres Dragons di Llus Domnech i Montaner, facendolo diventare un punto d'inizio del nuovo movimento artistico.

Edifici modernisti di Barcellona

La Casa Navas, di Llus Domnech i Montaner, a Reus

L'architettura modernista
Il movimento modernista, che ebbe un grande apprezzamento e rilievo sociale, aspirava a creare una architettura nazionale catalana come venne reso esplicito dagli stessi artisti, alcuni dei quali impegnati nell'insegnamento, nell'attivit pubblicistica o addirittura in politica. Della contemporanea cultura europea il modernismo accolse le novit Sagrada Famlia a Barcellona tecnologiche, i nuovi materiali e le decorazioni art nouveau, anticipando a volte elementi come il predominio delle forme curve ed asimmetriche, l'uso frequente di motivi vegetali e zoomorfi nei dettagli della decorazione e l'integrazione nell'architettura di episodi artistici di tipo scultoreo e pittorico. Vennero abbandonate le forme accademiche

Modernismo catalano

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e contemporaneamente sulle orme di Viollet-le-Duc, si recuperarono forme e decorazioni della tradizione medievale ed anche tecniche e materiali tradizionali come il mattone, il ferro battuto e la ceramica, ricorrendo a a schiere di abilissimi artigiani. Pertanto il modernismo catalano si pone in qualche modo come transizione tra lo storicismo ottocentesco e le novit dell'Art nouveau, anche se appare limitativo tale schematizzazione alla luce della sperimentale creativit di forme e decorazioni che caratterizz i maggiori architetti del periodo. Le opere moderniste, caratterizzate in genere da gusto decorativo raffinato ed esuberanza di forme e colori, non si limitarono ad edifici residenziali realizzate grazie alla ricca committenza della borghesia di Barcellona, ma compresero grandi edifici rappresentativi, contribuendo a modificare e caratterizzare l'immagine urbana di Barcellona in un momento di grandi trasformazioni culturali, economiche, sociali ed urbanistiche (piano di Cerd con l'ampliamento dell'Eixample) che la trasformarono in una metropoli. Insieme al modernismo architettonico ebbero un forte sviluppo le arti decorative (vista la stretta integrazione con l'architettura), ma anche la letteratura. Nei primi decenni del XX secolo il modernismo progressivamente si esaur, sostituito come stile architettonico dal successo delle forme pi regolari e logiche della Secessione viennese,[2] del ritorno all'ordine del Noucentisme e parzialmente, dal nascente razionalismo, che ebbero modo di manifestarsi a Barcellona con l'esposizione universale del 1929 che possiamo considerare il punto conclusivo del movimento.
Casa Batll a Barcellona

Gli architetti modernisti


Tra i molti architetti che contribuirono al diffondersi del movimento emerge in particolare Antoni Gaud (1852-1926), che cre, all'interno del modernismo uno stile personale che ancora oggi stupisce per la capacit visionaria. Pur essendo il personaggi meno organico al movimento, ne divenuta la figura emblematica, fino ad oscurare la complessit del modernismo come movimento.

Palazzo della Musica Catalana durante l'heure bleue

Llus Domnech i Montaner (1850-1923), rivale di Gaud, interpreta meglio il carattere eclettico dello stile catalano, di cui fu uno degli iniziatori, unendo l'influenza di Viollet-le-Duc e dell'art nouveau con Palazzo della Musica Catalana a Barcellona elementi della tradizione. Le sue opere sono caratterizzate da razionalismo costruttivo spinto fino all'alleggerimento delle strutture ed esuberanza decorativa derivata dall'architettura arabo-ispanica (mudejar) come nel Palazzo della Musica Catalana. Fu un vero attivista, insegnante, pubblicista e politico impegnato.

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Josep Puig i Cadafalch (1867-1956), enfatizza il carattere eclettico del modernismo, utilizzando nella sua opera anche elementi goticizzanti, comuni del resto anche a Gaud; rappresenta il maggior esponente del movimento nell'ultima fase, durante gli anni venti. Josep Maria Jujol, allievo e collaboratore di Gaud, riprese le complesse forme decorative e naturalistiche del maestro, unite ad una Farinera Teixidor a Girona, di Rafael Mas i sensibilit artigianale verso i dettagli costruttivi, ripresi spesso Valent dall'architettura minore. La sua opera fu caratterizzata dalla definizione delle forme attraverso il colore e le forme della natura e dalla ricerca di un'insolita libert in pianta. Fu insegnante, dal 1909, nella Scuola di Architettura.[3] L'architettura del modernismo si manifest principalmente nell'area di Barcellona, ma si diffuse anche nelle varie cittadine di provincie della Catalogna ed in altre citt della Spagna come Melilla dove lavor l'architetto Enric Nieto i Nieto e Cartagena con l'opera di Vctor Beltr. Lo stile modernista fu utilizzato anche da un gruppo di architetti, come Enric Sagnier (1858-1931), che si lasciarono influenzare dal nuovo linguaggio, all'interno di esperienze ancora legate all'eclettismo accademico.[2]

Altri architetti
Francesc Berenguer Joan Rubi i Bellver (1871-1952) Bernard Martorell Josep Pujol i Brull Lluis Muncunill (1868-1931) Csar Martinell i Brunet Josep Vilaseca i Casanovas Josep Amargs i Samaranch Domnec Boada i Piera Cristbal Cascante i Colom Ferran Cels Eduard Ferrs i Puig Josep Font i Gum Josep Graner i Prat Miquel Madorell i Rius Rafael Mas i Valent Francesc de Paula Morera i Gatell Camil Oliveras i Gensana Ignasi Oms i Ponsa Pere Caselles i Tarrats Josep Maria Pericas i Morros Pere Ros i Tort Manuel Vega i March (...)

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Le architetture moderniste
Acune opere opere del modernismo catalano, quasi tutte a Barcellona, sono state inserite dall'UNESCO negli elenchi del Patrimonio dell'umanit: di Llus Domnech i Montaner[4] Palazzo della Musica Catalana; Ospedale di Sant Pau; di Antoni Gaud[5] Parco Gell; Palazzo Gell; Sagrada Famlia; Casa Batll; Casa Mil; Casa Vicens; Colonia Gell a Santa Coloma de Cervell.

Altre importanti opere sono la Fbrica Casaramona il Collegio Teresiano di Gaud (1888-1890) a Barcellona la Casa Calvet (1898-1900) di Gaud, a Barcellona la Colonia Gell a Santa Coloma de Cervell (...)

Note
[1] [2] [3] [4] [5] Mireia Freixa, L'architettura del Modernismo in Catalogna, in "Gaud ed il modernismo catalano", Electa, 2003 Mireia Freixa, Il modernismo catalano, dalla mimesi alla metafora, in "Gaud ed il modernismo catalano", Electa, 2003 Caludio Renato Fantone,Josep Maria Jujol. Una visione gioiosa dell'architettura , in "Costruire in laterizio" n.49, 1996 Palais de la musique catalane et hpital de Sant Pau, Barcelone (http:/ / whc. unesco. org/ fr/ list/ 804/ ). uvres dAntoni Gaud (http:/ / whc. unesco. org/ fr/ list/ 320/ multiple=1& unique_number=364).

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Collegamenti esterni
Sito officiale della "Route du Modernismo" nel sito dell'Unesco (http://www.rutadelmodernisme.com/) Visita virtuale della Colonia Gell, nel sito dell'Unesco (http://virtualcoloniaguell.com) Sito del Museo del Modernismo (http://mmcat.cat/site/)

Antoni Gaud

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Antoni Gaud
Antoni Gaud y Cornet (Reus, 25 giugno 1852 Barcellona, 10 giugno 1926) stato un architetto spagnolo. Fu il massimo esponente del modernismo catalano (Art Nouveau), pur essendo la personalit meno organica a tale movimento artistico di cui comunque condivideva i presupposti ideologici e tematici, completandoli per con una ispirazione personale, basata principalmente su forme naturali, che giunse a degli esiti anticipatori dell'espressionismo e di altre avanguardie, compreso il surrealismo. Egli stato definito dal Le Corbusier come il "plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro". Malgrado abbia realizzato un gran numero di edifici, soprattutto a Barcellona, la sua fama legata soprattutto al tempio della Sagrada Famlia, ancora in costruzione. Un gruppo di sette delle sue opere, poste a Barcellona, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell'umanit dell'UNESCO nel 1984.
Antoni Gaud

Biografia
Gaud nacque il 25 giugno 1852, nella provincia di Tarragona, nella Catalogna meridionale. Bench il suo luogo di nascita sia disputato, i documenti ufficiali lo stabiliscono nella cittadina di Reus, mentre altri rivendicano la sua nascita a Riudoms, un piccolo villaggio a 3 km di distanza[1]; certo che fu battezzato a Reus un giorno dopo la nascita. Figlio degli artigiani calderai Francesc Gaud i Serra (1813-1906) e Antnia Cornet Bertran (1819-1876), era il pi giovane di cinque figli, di cui solo tre hanno raggiunto l'et adulta: Rosa (1844-1879), Francesc (1851-1876) e Antoni.

Gaud mentre osserva il suo Capriccio

Antoni Gaud

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Francesc Gaud Rosa Serra Anton Cornet

Maria Bertran Francesc Gaud i Serra Antoni Gaud i Cornet Antnia Cornet i Bertran

Dal 1869 studi a Barcellona, una citt che stava crescendo e cambiando tumultuosamente e dove stavano maturando i fermenti culturali del modernismo catalano e della Renaixena, il movimento culturale e politico del recupero della lingua e della cultura catalana e delle rivendicazioni nazionalistiche contrapposte al centralismo castigliano. Gaud condivise per tutta la vita tali aspirazioni autonomistiche facendo pienamente parte dell'atmosfera di rinnovamento culturale che caratterizzava allora Barcellona. Si diplom nel febbraio del 1878 alla Scuola Superiore di Architettura, ma gi prima di diplomarsi riusc a lavorare con i migliori architetti del tempo. La sua formazione fu ampia. Studi i testi di John Ruskin, Viollet-le-Duc e Richard Wagner, ma anche la tecnica dei nuovi materiali da costruzione come il cemento. Nello stesso 1878, a Parigi durante l'Esposizione universale, avvenne l'incontro fondamentale, quello con l'industriale catalano Eusebi Gell i Bacigalupi, che divenne il suo principale mecenate commissionandogli alcune delle sue pi famose opere. In questo periodo Gaud parteciper alla vivace vita sociale della citt, mentre negli anni successivi sar noto per il particolare carattere schivo e solitario. Dopo aver collaborato con Joan Martorell, nel 1883, a soli 31 anni, venne nominato architetto capo della costruzione in citt del tempio Espiatorio della Sagrada Famlia, cominciando a costruire la cripta (1884-1887) e poi l'abside (1891-1893). Si tratta di una costruzione monumentale e complessa, tuttora in fase di costruzione, che assorb le sue energie fino alla morte esemplificando l'associazione tra arte, architettura e vita che caratterizza l'intensa opera di Gaud. Nello stesso 1883 cominci a costruire la Casa Vicens, in cui rifiuta il rigore geometrico della tradizione e reinterpreta lo stile mudjar accostando mattone e azulejo. Nel 1887 il conte Gell gli affida la costruzione della sua residenza di citt, il Palazzo Gell, in cui Gaud usa per la prima volta gli archi di catenaria che saranno un elemento costante del suo linguaggio architettonico. Negli anni 1898-1900 fu costruita la Casa Calvet, un edificio in pietra che ottenne il premio assegnato dal Comune di Barcellona per il miglior edificio realizzato in citt, confermando il successo professionale di Gaud. A partire dal 1900, nascono i maggiori capolavori, quasi tutti a Barcellona: il parco Gell in cui natura, scultura e architettura si confondono in una grande maestria artigianale nell'uso dei materiali, la Casa Batll (1904- 1907) con la facciata rivestita da un mosaico di paste vitree colorate, la chiesa della Colnia Gell a Santa Coloma de Cervell di cui fu costruita la sola cripta. La Casa Mil (1906-12) dalla movimentata e plastica facciata in pietra, fu l'ultima opera civile dell'architetto, che dal 1914 si dedic esclusivamente ai lavori della Sagrada Famlia, accentuando la tendenza alla solitudine, tanto da vivere in una stanzetta nel cantiere. Il 7 giugno del 1926 fu investito da un tram (notevole il fatto che sia stato il primo tram messo in circolazione nella citt). Il suo miserevole aspetto ingann i soccorritori, i quali lo credettero un povero vagabondo e lo trasportarono all'ospedale della Santa Croce, un ospizio per i mendicanti fondato dai ricchi borghesi della Catalogna. Fu riconosciuto soltanto il giorno successivo dal cappellano della Sagrada Famlia e mor il 10 giugno. Nonostante questa fine quasi miserabile, al suo funerale parteciparono migliaia di persone. I barcellonesi lo soprannominarono da quel momento "l'architetto di Dio". sepolto nella cripta della Sagrada Famlia.

La Sagrada Famlia, Barcellona

Antoni Gaud

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L'opera architettonica
Quasi tutta l'opera del maestro legata alla capitale catalana, la sola citt spagnola in cui a cavallo tra XIX e XX secolo si fosse manifestato un principio di sviluppo industriale e importanti fermenti culturali che dettero vita al movimento artistico del modernismo catalano di cui Gaud fu il principale esponente. La sua carriera di architetto caratterizzata dall'elaborazione di forme straordinarie, imprevedibili e oniriche, realizzate utilizzando i pi diversi materiali (mattone, pietra, ceramica, vetro, ferro), da cui Gaud seppe trarre le massime possibilit espressive con una profonda attenzione per le lavorazioni artigianali. La profonda fede cattolica di Gaud,[2] la sua spiritualit e il suo peculiare misticismo permeano tutte le sue opere, costellate di motivi simbolici complessi, ricorrenti e spesso non immediatamente evidenti. La sua architettura una complessit architettonica, la ricerca della sintesi fra statica e plastica. Il suo assioma che l'architettura crea un organismo, il quale, come tale, deve sottostare alle leggi della natura. Viene qui ripreso il concetto Liberty che la natura non va copiata, ma capita nel suo processo (fitomorfismo).

Le opere principali
Le opere di Gaud inserite nella lista dei patrimoni dell'umanit dell'UNESCO[3]: Parco Gell (1900-1914, Barcellona) Palazzo Gell (1886-1888, Barcellona) Sagrada Famlia (1883-1926, Barcellona) Casa Batll (1904-1907, Barcellona) Casa Mil (detta La Pedrera) (1906-1912, Barcellona) Casa Vicens (1883-1888, Barcellona) Cripta della Colonia Gell (1898-1915, Santa Coloma de Cervell) Tra le altre opere pi importanti di Gaud: Il Capriccio (1883-1885, Comillas) Padiglioni Gell (1884-1887, Barcellona) Collegio Teresiano (1888-1890, Barcellona) Palazzo episcopale (1889-1893, Astorga) Casa Botines (1892, Len) Cantine Gell (1895-1901, Garraf) Casa Calvet (1898-1900, Barcellona) Bellesguard (1900, Barcellona) Colonia Gell a Santa Coloma de Cervell.

Casa Mil detta La Pedrera, Barcellona

Il Parco Gell, Barcellona

Rinnovo della Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca (1904-1914, Palma di Maiorca)

Antoni Gaud

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Processo di beatificazione
In tempi recenti ha preso corpo l'iniziativa - promossa da un comitato di 30 ecclesiastici, accademici, designer e architetti - di proporre l'architetto catalano per la beatificazione e la canonizzazione. L'arcivescovo di Barcellona, cardinale Ricardo Mara Carles Gord, ha avviato il processo di canonizzazione nel 1998, definendo Gaud "un laico mistico". Nel 2003, conclusa la fase diocesana, la documentazione stata quindi inviata alla Santa Sede[4]. Il processo di beatificazione ha suscitato discussioni tra chi vorrebbe che Gaud venisse ricordato essenzialmente per le sue opere e per la sua influenza artistica[5], e coloro che ricordano la sua vita austera e cristianamente coerente[6].

Opere pubblicate
Mercader L. (a cura di), Antoni Gaud. Scritti, Electa, Milano 2006
Casa Batll, Barcellona

Note
[1] Biography at Gaud and Barcelona Club, page 1 (http:/ / www. gaudiclub. com/ ingles/ i_vida/ i_vida. asp).URL consultato in data 5 novembre 2005. [2] J. Navarro Arisa, Gaud. L'architetto di Dio, 2003 ISBN 88-315-2519-0 [3] uvres dAntoni Gaud (http:/ / whc. unesco. org/ fr/ list/ 320/ multiple=1& unique_number=364). [4] Per un'informativa pi dettagliata sul processo di beatficazione, vedi (http:/ / www. visitadelpapa2010. org/ es/ barcelona?lang=it), link consultato il 6 novembre 2010. [5] Cfr. ad esempio, l'architetto Pet Angli, secondo il quale il movimento pro-santit costituirebbe una reminiscenza della Spagna confessionale del generale Francisco Franco [6] Cfr. ad esempio, Monsignor Lluis Bonet i Armengol, vice-postulatore (cio responsabile della preparazione delle prove per la candidatura alla santit), secondo il quale le prime richieste di beatificazione di Gaud sarebbero state avanzate gi in occasione della sua morte, nel 1926.

Casa Vicens, Barcellona

Antoni Gaud

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Bibliografia
Joan Bassegoda i Nonell; Pere Vivas; Ricard Pla, Gaud. Tutte le opere, Menorca, Triangle Postals, 2008. ISBN 978-84-8478-282-7 Gabriele Morrione, Gaud - immagine e architettura, Roma, Edizioni Kappa, 1979. Giovanna Digovic, Gaud: un genio del modernismo, Melegnano, Montedit, 2003. ISBN 88-8356-590-8 Giuseppe Bonaccorso (a cura di), Antoni Gaud. La vita, le opere e la Catalogna, Roma, Nuova Argos, 2004. ISBN 88-88693-04-1 Tiziana Contri, Antoni Gaud, MIlano, Motta Architettura, 2006. ISBN 88-6116-005-0 Josep Pla, Gaud. Die blauen Augen von Barcelona, Berlino, 2005. ISBN 3-937834-09-5 Joan Bergos i Mass, Joan Bassegoda i Nonell, Maria A. Crippa: Gaud. Der Knstler und sein Werk, Hatje Cantz Verlag, Ostfildern 2000, ISBN 3-421-03457-5 Antoni Gaud, Maria A. Crippa: Gaud, Taschen Verlag, Kln 2003, ISBN 3-8228-2442-9 Xavier Gell: Antoni Gaud, Verlag fr Architektur Artemis, Zrich 1987, ISBN 3-7608-8121-1 Jose L. Moro: Antoni Gaud 1852-1926. Sinnliche Konstruktion, DVA, Mnchen 2003, ISBN 3-421-03457-5 Isidre Puig Boada: Antoni Gaud: paroles et crits, Editions L'Harmattan, 2002 Philippe Thibaut: Gaud, btisseur visionnaire, Dcouvertes Gallimard, 2001 Juan Eduardo Cirlot: Gaud: introduzione alla sua architettura, Triangle Postals, 2007, ISBN 978-84-89815-95-7 Juan Jos Lahuerta, Antoni Gaud 1852-1926: Architettura, ideologia e politica, Milano, Electa, c1992, ISBN 88-435-3491-2 Gijs Van Hensbergen: Gaud, Torino, Lindau, 2010, ISBN 978-88-7180-825-3

Voci correlate
Modernismo catalano

Altri progetti
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Collegamenti esterni
(EN) Scheda UNESCO (http://whc.unesco.org/en/list/320) Alcune considerazioni su Gaud (http://www.architectsonline.it/apuntes_gaudi.htm) di Michele Palamara

Scuola di Chicago (architettura)

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Scuola di Chicago (architettura)


Intorno alla prima met dell'Ottocento, molte citt americane hanno gi assunto gli aspetti delle metropoli moderna e Chicago, pi di qualunque altra, mostra una vertiginosa e forte tendenza all'espansione. Purtroppo nel 1871 un terribile ed enorme incendio rase al suolo quasi completamente il centro di Chicago.Questa fu la ragione del creare una scuola architettonica, un ritrovo di ingegneri ed architetti il cui scopo fu quello di ricostruire interamente Chicago. La scuola di Chicago un movimento od una vera e propria scuola di architettura che si formata a Chicago tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. L'ambiente in cui si svilupp fu quello createsi dopo l'incendio della citt del 1871, e ad essa parteciparono due generazioni di architetti ed ingegneri di cui la prima era forte delle esperienze maturate durante la Guerra di secessione americana. La scuola, promosse, tra le prime, l'uso della nuova tecnologia delle strutture in acciaio nella costruzione degli edifici commerciali, e svilupp anche nuovi canoni estetici (soprattutto nel disegno ripetitivo dei motivi delle facciate), influenzata anche dal corrispondente evolversi delle avanguardie architettoniche in Europa antecedenti al Movimento Moderno.

Alcune delle forme e caratteri distintivi della scuola di Chicago sono l'uso della struttura in acciaio come elemento portante degli edifici con murature di rivestimento in terracotta, larghe aree finestrate e ripetitive e un uso limitato della decorazione esterna. Elementi neoclassici comunque si ritrovano nei grattacieli della scuola di Chicago molti dei quali si riassumono in un ridisegno di colonne. Il primo piano funziona come base, i piani intermedi come un albero di colonne verticali, mentre la cima dell'edificio sormontata da una cornice semi-tradizionale. La "Chicago window" la "finestra di Chicago" nata in questa scuola ed divisa in tre parti: un largo pannello centrale in vetro affiancato a due pi strette aperture dello stesso materiale. Tra gli architetti che hanno associato il loro nome con la Scuola di Chicago opportuno citare: Daniel Burnham, Dankmar Adler, John Root, William Holabird, Martin Roche, William LeBaron Jenney e Louis Sullivan. Frank Lloyd Wright inizio a lavorare nello studio di Adler e Sullivan ma prese ben presto le distanze dalla scuola elaborando un suo stile definito al suo nascere delle Prairie House Style. Ludwig Mies van der Rohe, che arriver a Chicago dopo la fondamentale esperienza tedesca del Bauhaus, far un lavoro di ricerca sulla composizione architettonica dei grattacieli, di cui il Seagram Building ne l'espressione pi alta, ed per questo definito da alcuni, come il creatore della seconda Scuola di Chicago. L'Home Insurance Building, che viene riconosciuto come il primo grattacielo della storia, venne costruito a Chicago nel 1885 e fu demolito nel 1931. Altri importanti progetti della Scuola di Chicago sono: Auditorium Building Carson, Pirie, Scott and Company Building Bayard-Condict Building Reliance Building

La Home Insurance Building, spesso ricordato come il primo grattacielo del mondo, fu costruito a Chicago nel 1885 e fu demolito nel 1931 nella logica americana del rinnovo e miglioramento dell'ambiente costruito.

Scuola di Chicago (architettura) Gage Group Buildings Chicago Building Brooks Building Heyworth Building Leiter I Building Leiter II Building Marquette Building Monadnock Building Montauk Building Rookery Building Wainwright Building

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Voci correlate
Movimento Moderno

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Protorazionalismo
Il Protorazionalismo una corrente architettonica degli inizi del Novecento. I principali architetti a farne parte sono stati: Adolf Loos, secondo cui l'architettura doveva essere estrapolata dall'arte; Tony Garnier, che mirava all'inquadramento dell'architettura urbanistica; Auguste Perret, il quale, attraverso l'uso di nuovi materiali, cercava di trovare nuovi spazi, e Peter Behrens, che trasferiva il concetto di design e quindi di "oggetto bello" al campo dell'industria.

Bibiliografia
Bibliografia ragionata del protorazionalismo di Gabriella D'Amato, Edizioni Scientifiche Italiane L'architettura del protorazionalismo di Gabriella D'Amato, Laterza

Voci correlate
Art Nouveau Movimento Moderno Razionalismo Italiano

Protorazionalismo

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Collegamenti esterni
protorazionalismo [1]

References
[1] http:/ / xoomer. alice. it/ antpetti/ alu/ LINKS/ protor. htm

Auguste Perret
Auguste Perret (Ixelles, 12 febbraio 1874 25 febbraio 1954) stato un architetto e imprenditore francese.

Biografia
Nato a Bruxelles in Belgio, dove suo padre aveva trovato rifugio dopo aver partecipato alla Comune di Parigi, apprese i metodi di costruzione nell'ambito dell'impresa familiare, prima di fondarne una sua. Svolse i suoi studi alla Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi, dove ricevette l'insegnamento di Julien Guadet, uno dei grandi teorici dell'architettura dell'epoca. In societ con i fratelli Gustave e Claude (che erano subentrati nell'impresa edile fondata dal loro padre), fu uno dei primi ad impiegare il cemento armato nelle costruzioni. Grazie ad una riflessione sulle possibilit tecniche e formali di questo nuovo materiale, giunse all'idea di poter realizzare costruzioni con due entit fondamentali: la struttura portante ed i setti di riempimento. Applic al calcestruzzo forme e proporzioni prese dall'arte greca e dal classicismo francese, con strutture e superfici molto sofisticate. Il mio calcestruzzo - dichiarer Perret nel 1944 - pi bello della pietra, lo lavoro, lo cesello. Con breccia di granito o di arenaria dei Vosgi come inerti (...) ne faccio una materia che supera in bellezza i rivestimenti pi pregiati (...) Il calcestruzzo una pietra che nasce, e la pietra naturale una pietra che muore". Dopo la guerra, nel 1945, Perret fu incaricato della ricostruzione della citt di Le Havre, per la quale diresse quello che fu definito lo studio Perret. Perret vi concep personalmente le costruzioni del Municipio (1952-1958) e la chiesa di San Giuseppe (1951-1957); il progetto di urbanizzazione stato completato soltanto dopo la sua morte. L'UNESCO ha considerato il centro della citt di Havre ricostruita da Auguste Perret come un esempio eccezionale dell'architettura e dell'urbanistica del dopo guerra ed il 15 luglio 2005, ha deciso di inserirlo tra i Patrimoni dell'umanit.
Auguste Perret

Auguste Perret

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Opere realizzate
1899, Casin di Saint-Malo 1902 Edificio ad appartamenti in avenue Wagram, Parigi 1903, Immobile in rue Franklin 25 bis a Parigi, primo edificio con la struttura integralmente in cemento armato 1906-1907, Garage della Societ Ponthieu - Automobiles di Parigi 1908, Cattedrale di Orano 1910-1913, Thtre des Champs-lyses a Parigi 1922-1923, Chiesa di Notre-Dame di Raincy 1924-1925, Torre d'orientamento a Grenoble 1926, Casa Studio per Chana Orloff, Parigi. 1928-1930, Immobile in rue Raynouard 51/55 a Parigi. 1928-1931, Sede dei servizi tecnici delle costruzioni navali della Marina Nazionale 1930, Immobile in rue Nungesser et Coli, Parigi 1932, Arsenale del porto di Tolone. 1934-36, Garde Meuble de Mobilier National a Parigi, fa la comparsa il nuovo ordine architettonico Perret 1936-1938, Museo dei Lavori Pubblici, cosiddetto Palais d'Ina, in Avenue d'Ina, Parigi XVI 1942-1948, Ricostruzione della piazza Alphonse-Fiquet e della stazione di Amiens 1945, Ricostruzione del centro citt di Le Havre. Dopo il 1945, Nuovi studi alla Scuola Nazionale superiore di Belle Arti, a Parigi, costruzione di tre piani 1948-1958, Municipio (Hotel de Ville) di Le Havre. 1951-1957, Chiesa di San Giuseppe a Le Havre.

Bibliografia
Gargiani Roberto, Auguste Perret (1874-1954). Teoria e opere, 338 p., ill., Electa Mondadori Collana: Architetti moderni - 1993 Fanelli Giovanni, Gargiani Roberto; Auguste Perret, 2 ed., 208 p., ill., Editore Laterza - Collana. Grandi opere 2002 - ISBN 88-420-3770-2 A cura di: Marie-Jeanne Dumont, Le Corbusier - Lettere a Auguste Perret, 186 p., ill., brossura (cur. Dumont M. J.), Electa Mondadori Collana: Architetti e architetture 2006 - ISBN 8837032900

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Tony Garnier

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Tony Garnier
Tony Garnier (Lione, 13 agosto 1869 Roquefort-la-Bdoule, 19 febbraio 1948) stato un architetto e urbanista francese. Viene ricordato in merito a progetti che sono stati all'origine di considerevoli progressi nella riflessione di numerosi architetti dell'epoca, su quella che consideravano essere l'Architettura Moderna, con particolare riferimento al pensiero socialista di fine Ottocento.

Biografia
Nasce nel quartiere popolare lionese Croix-Rousse, da madre tessitrice e padre disegnatore di sete. Fin da piccolo, di fronte alle condizioni di vita degli operai, si appassiona all'architettura, il modo per rispondere al problema sociale dell'abitazione: una delle sue maggiori preoccupazioni quella di inventare un nuovo modo di concepire Tony Garnier l'alloggio. A 14 anni il giovane Tony Garnier inizia gli studi all'cole tecnique de la Martinire a Terraux. Nel 1886 prosegue nell'cole des Beaux-Arts di Lione, fino al 1889, quando parte per Parigi, dove, continuando a studiare all'cole parigina, entra in contatto con il pensiero dei circoli socialisti e conosce Jean Jaurs ed mile Zola. A Parigi tenta in pi occasioni il concorso per il Grand Prix di Roma, che vince nel 1899, permettendogli di essere ospitato per 4 anni a Villa Medici a Roma, al fine di studiare i monumenti antichi e l'architettura classica, ma dove inizia subito a lavorare al suo pi importante progetto di urbanistica sociale, la Cit Industrielle. Dopo essersi dedicato nel suo soggiorno romano a progetti con una forte dominante sociale, piuttosto che ad esercizi scolastici, nel 1904 Garnier presenta ad un concorso il primo piano generale del suo gigantesco progetto urbanistico, in linea con le utopie sociali di Charles Fourier. Con il titolo La Cit Industrielle[1][2][3] il progetto pubblicato nel 1917, in un volume riccamente illustrato. Lo schema si riferisce ad un insediamento di media grandezza (in realt per la citt di Lione), per gli abitanti e per l'equilibro natura-costruito. Garnier fissa in primo luogo le caratteristiche geografiche e le condizioni demografiche da prevedere per l'insediamento di nuova fondazione, destinato a 35.000 abitanti. Il luogo tipo assegnato una valle dominata da un'altura collinare e da un corso d'acqua utilizzato come fonte di energia elettrica. La presenza di un centro storico preesistente l'ultima condizione di partenza. La persistenza di una rigorosa impronta classica rintracciabile nel richiamo ai principi insediativi dell'antichit classica, in forte contrapposizione con le scelte ottocentesche di crescita compatta ed illimitata. Si tratta di una visione territoriale della pianificazione, una segmentazione del tessuto urbano in zone funzionali ben distinte: quella industriale a contatto con la ferrovia e distaccata per motivi igienico-funzionali dalla zona residenziale, posta alle pendici di un promontorio collinare e separata da una fascia verde sia dalla zona industriale che da quella dei servizi del centro storico. A queste tre si aggiunge la zona ospedaliera, posta in alto sulla collina come un'acropoli moderna. Nella citt c' posto per l'industria non dannosa, che funziona con l'energia elettrica fornita da un'imponente centrale idroelettrica che sfrutta il corso d'acqua. Nei dintorni il verde, presente dappertutto, concepito in linee d'alberi, aiuole fiorite, boschetti, come elemento di margine tra le zone funzionali. Nel 1932, il progetto conosce la seconda e definitiva pubblicazione. Nel 1904, alle fine del soggiorno romano, torna a Lione, dove gli viene affidato il primo cantiere all'interno del Parco della Tte d'Or dal sindaco Victr Augagneur, che soddisfatto dell'operato lo raccomanda al proprio successore, il radicale douard Herriot. Con Herriot, comincia una lunga e faticosa collaborazione, che vede la realizzazione dell'essenziale dei grandi lavori

Tony Garnier della citt lionese, pubblicati ne Les grands travaux. Si sposa nel 1915 con Catherine Laville, trasferendosi a Saint-Rambert, nella villa di sua progettazione. Tra il 1930 e il 1933 lavora al suo ultimo grande cantiere: la costruzione dell'Hotel de Ville di Boulogne-Billancourt. Entra in pensione nel 1938, dopo aver formato una generazione di architetti lionesi: questo periodo quello pi produttivo per la realizzazione di schizzi e disegni. Muore il 19 gennaio 1948 a Roquefort-la-Bdoule senza discendenti. Il suo corpo viene trasferito nel cimitero della Croix-Rousse, il sobborgo lionese in cui cresciuto.

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Bibliografia
(FR) A. Guiheox e O. Cinqualbre (a cura di), Tony Garnier, l'oeuvre complete, Parigi, 1989 (FR) L. Piessat, Tony Garnier, 1869-1948, prefazione di P. Defournet, Lione, Presses universitaries de Lyon, 1988 (R. Mariani, NY, 1990) M. Rovigatti, Tony Garnier, architetture per la citt industriale, Roma, Officina Ed., 1985 (FR) K.K. Pawlowski, Tony Garnier: pionnier de l'urbanisme du XXme sicle, Lione, Cration du Plican, 1993 (FR) K.K. Pawlowski, Tony Garnier et les debuts de l'urbanisme functionnel en France, Parigi, Centre de recheerche d'urbanisme, 1967 G. Veronesi, Tony Garnier, Milano, Il Balcone, 1948 (EN) D. Wiebenson, Tony Garnier: the Cit Industrielle, NY, G. Braziller, 1970 (FR) R. Jullian, Tony Garnier, constructeur et utopiste, Parigi, P.SERS, 1989 (EN) A.S. Travis, The evolution of town planning in France from 1900 to 1919: with special references to Tony Garnier and planning in Lyons, Birmingham, Centre for Urban and Regional Studies, 1977 C. Olmo, Dizionario dell'Architettura del XX secolo, Milano, Allemandi, 2000 (voce di J. L. Cohen), pp.28-32 P. Portoghesi, Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, Roma, Gangemi Editore, 2007, pp.423-425 D. Calabi, Storia dell'urbanistica europea, Milano, Bruno Mondadori, 2004, pp. 109-113

Articoli su T.Garnier
G. L. Cohen, Tony Garnier da Roma a Lione, RASSEGNA, n 17, 1984. P. Scrivano, Urbanistica e costruzione della citt in un caso storico: Tony Garnier e Lione, STORIA URBANA, n 65, 1993. S. Tintori, Tony Garnier e la sua idea politica e architettonica per la citt industriale, Casabella, n 255, 1961.

Scritti di Tony Garnier


Une cit industrielle: etude pour la construction des villes, Parigi, Massin, 1917 L'oeuvre de Tony Garnier, Parigi, 1932 Le grands travaux de la ville de Lyon: etudes, projects et travaux executes, Parigi, Massin, 1921 Tusculum, Parigi, 1905 Quelques problemes d'urbanisme, Parigi, 1927 (con introduzione di W. Kharochnick)

Tony Garnier

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Note
[1] Progetto sul sul sito del (http:/ / www. museeurbaintonygarnier. com/ italien/ 2_2. html) Museo urbano Tony-Garnier [2] "Fondamenti di Urbanistica" prof. Alessandra Barresi (http:/ / www. unirc. it/ documentazione/ materiale_didattico/ 597_2008_83_3228. pdf) Universit di Reggio Calabria [3] Modelli 6: citt industriale (http:/ / www. unich. it/ fusero/ lezioni pdf/ 18-industriale_garnier. pdf) Universit di Chieti

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Adolf Loos
Adolf Loos (Brno, 10 dicembre 1870 Vienna, 23 agosto 1933) stato un architetto austriaco, considerato uno dei pionieri dell'architettura moderna.

Biografia
Figlio di uno scultore, dal 1885 Loos studia alla Scuola di Arti e Mestieri di Reichenberg, quindi al Politecnico di Dresda. Nel 1892 si reca negli Stati Uniti, passando da Philadelphia a New York, dove per vivere fa i lavori pi disparati, dal lavapiatti al muratore, dal disegnatore per un cantiere edile al cronista. Visita nel 1893 l'esposizione internazionale di Chicago, entusiasmandosi per l'architettura statunitense, in particolar modo di Louis Sullivan. Nel 1896, dopo una breve permanenza a Londra, si stabilisce a Vienna. Diventa amico di alcuni dei protagonisti delle avanguardie artistiche europee (il giornalista, scrittore e intellettuale Karl Kraus, il musicista Adolf Loos Arnold Schnberg, il poeta Peter Altenberg, e molti altri). Aderisce inizialmente alla Secessione, per lasciarla per gi nel 1898, poich da lui considerata la rappresentazione di un gusto ormai superato rispetto alla realt contemporanea; la rottura col gruppo (e in particolare con Josef Hoffmann) segue comunque al mancato ottenimento di un incarico progettuale per l'arredamento del Palazzo della Secessione. Loos dichiara esplicitamente il suo amore per l'architettura e la cultura angloamericana fondando una rivista (di cui usciranno due soli numeri) dal titolo "Das Andere" (L'altro), fautrice dell'introduzione di quella cultura in Austria. In materia di definizioni, Loos perentorio: l'architettura diretta espressione della cultura dei popoli. Di qui, il bisogno morale di eliminare ogni ornamento di stile, che rappresenta la mancanza del passato.

Adolf Loos

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I suoi scritti
Nel 1908 pubblica Ornament und Verbrechen (Ornamento e Delitto)[1], un brevissimo saggio in cui approfondiva i temi della sua polemica con gli artisti della Secessione viennese[2], ed esponeva una sua teoria in cui si privilegia l'utilit della produzione di oggetti di forma semplice e funzionale. Anche grazie a questo scritto, Loos verr in seguito considerato uno dei fondatori del Razionalismo europeo ed, in genere, del gusto architettonico moderno.

Opere principali
Il suo primo progetto risale al 1903: la ristrutturazione di Villa Karma situata a Montreux (Svizzera) e caratterizzata dall'estrema semplificazione delle superfici e dal rigoroso studio volumetrico. chiaramente ispirata allo stile e al pensiero di Otto Wagner, e ne sono una dimostrazione l'impianto parzialmente simmetrico, l'uso di superfici ampie di coperture nette, che si contrappongono all'ordine dorico che segna l'ingresso principale. L'uso dell'intonaco bianco, per, abolisce il consueto contrappunto cromatico e ripristina le tradizionali determinazioni volumetriche, rendendo questa architettura pi corposa, ma sensibilmente meno ricercata dei modelli wagneriani. Nel 1910 l'architetto realizza la Villa Steiner e la casa sulla Michaelerplatz a Vienna. Nel 1912 disegna la Casa Scheu, anch'essa situata a Vienna, una delle prime a utilizzare una copertura piana a terrazza. Nella progettazione di queste case Loos inventa il Raumplan, una soluzione spaziale nella quale gli ambienti hanno altezze diverse a seconda della funzione e l'incastro tra i vari volumi comporta quindi vari dislivelli. Le Corbusier riprender questa idea in alcune delle sue pi celebri architetture. Nel 1922 Loos viene nominato dirigente dell'ufficio per i nuovi Casa Mller a Praga. insediamenti periferici del Comune di Vienna, carica che manterr per breve tempo, ma che lo porter alla progettazione di alcune case popolari, un soggetto che fino ad allora non aveva approfondito. Tale tema viene affrontato in un'ottica sostanzialmente diversa rispetto a quella del Razionalismo: infatti le case progettate da Loos erano pensate in modo da essere autocostruibili e da poter risultare esse stesse fonte di contributo alla vita quotidiana dei propri abitanti (ad esempio con orti per la coltivazione delle verdure, ecc.). L'opportunit di poter ottenere incarichi progettuali da parte di personaggi legati al mondo dell'arte e della vita culturale parigina spinge Loos a trasferirsi in questa citt. Tuttavia, se molti artisti gli chiederanno consulenze e consigli, riuscir a sviluppare fino alla costruzione soltanto la casa per Tristan Tzara a Montmartre, mentre quella per Josephine Baker rimarr allo stato di progetto. In questi due progetti l'esperienza del Raumplan viene approfondita, premessa necessaria che vedr il suo massimo compimento nelle ville Moller a Vienna e Mller a Praga. Nell'ambito dei progetti non realizzati, sicuramente importante per la comprensione dell'opera di Loos il progetto di concorso per la sede del Chicago Tribune. Esso infatti caratterizzato da un grattacielo costituito da una colonna dorica nelle sue parti caratterizzanti (fusto e capitello) che poggiano su un grande basamento, il tutto realizzato in marmo nero. Una riproduzione della colonna loosiana fu esposta a Venezia nel 1980 ai tempi della nascita dell'architettura post-moderna, della quale Loos pu curiosamente essere considerato un precursore.

Looshaus in Michaelerplatz, Vienna.

Adolf Loos

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Bibliografia
Ludwig Munz, Adolf Loos, Milano, Il balcone, 1956 ("Architetti del Movimento moderno", 16). Benedetto Gravagnuolo, Adolf Loos. Teoria e opere, Milano, Idea Books, 1982 ("Collana di architettura"). Adolf Loos, Parole nel vuoto, Milano, Adelphi, 1992. Robert Trevisiol, Adolf Loos, Roma-Bari, Laterza, 1995 ("Grandi opere. Gli architetti"). Kurt Lustenberger, Adolf Loos, Bologna, Zanichelli, 1998 ("Serie di architettura"). Massimo Cacciari, Adolf Loos e il suo Angelo. Das Andere e altri scritti, Milano, Electa, 2002 (I ed. ivi 1992) ("Architetti e architetture", 1). August Sarnitz, Adolf Loos 1870-1933. Architetto, critico, dandy, Koeln, Taschen, 2004. Richard Boesel, Vitale Zanchettin, Adolf Loos (1870-1933) / Architettura, utilit e decoro, catalogo della mostra, Milano, Electa, 2006. Ralf Bock, Adolf Loos: opere e progetti, Milano, Skira, 2007. Adolf Loos. Architettura e civilizzazione, a cura di Alessandro Borgomainerio, Milano, Electa, 2008. Marco Pogacnik, "Adolf Loos und Wien", Mri Salzmann Verlag, Salzburg/Wien, 2011

Curiosit
Nel 1973 Aldo Rossi realizz un documentario dal titolo Ornamento e delitto con regia di Luigi Durissi.

Note
[1] Contenuto nella raccolta Ins Leere gesprochen Trotzdem, Herold, Wien-Muchen, 1962; trad. it. A. Loos, Parole nel vuoto, Milano, Adelphi, 1972, pp. 217-229 [2] Kenneth Frampton, Storia dell'architettura moderna, Bologna, Zanichelli, 1982, p.96

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Collegamenti esterni
Biografia e articoli su Adolf Loos (http://www.archimagazine.com/bloos.htm) Architettura Amica (http://www.architetturaamica.it/afcPagNuovo/ornamentoedelitto.html) Professione Architetto (http://www.professionearchitetto.it/news/archivio/fondamentalismo/ fondamentalismo_geometrico_09.html) Jetlog (http://www.jetlog.it/destinazioni/austria/vienna/005.shtml) Italicon.it (http://www.italicon.it/enciclopedia/E00666.htm) Adolf Loos postmoderno: indicazioni per una rilettura, articolo di Andrea Bonavoglia, BTA (http://www.bta.it/ txt/a0/02/bta00215.html)

Peter Behrens

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Peter Behrens
Peter Behrens (Amburgo, 14 aprile 1868 Berlino, 27 febbraio 1940) stato un architetto e designer tedesco.

Biografia
Nato ad Amburgo, Behrens studi pittura nella sua citt natale per poi spostarsi a Dsseldorf e Karlsruhe tra il 1886 e il 1889. Nel 1890, dopo aver sposato Lilly Kramer, si trasfer a Monaco e l lavor dapprima come pittore, illustratore e rilegatore artigiano, avvicinandosi progressivamente ai circoli bohemienne e sviluppando un profondo interesse per le tematiche legate al vivere moderno, e successivamente, nel 1899, accett l'invito del granduca Ernesto Luigi d'Assia ad essere uno dei partecipanti al suo progetto di un insediamento di artisti. Behrens costru quindi presso la colonia di Darmstadt la propria abitazione e progett ogni elemento che vi era contenuto, dall'arredamento alle suppellettili. Questo progetto considerato la svolta della sua carriera, il definitivo abbandono dell'arte e delle correnti liberty in favore di uno stile pi sobrio e austero.

Peter Behrens, ritratto di Max Liebermann

Nel 1903 Behrens fu nominato preside della Kunstgewerberschule di Dsseldorf, incarico durante il quale si distinse per le numerose riforme apportate al sistema. Nel 1907 Behrens fu uno dei dodici artisti indipendenti che aderirono al Deutscher Werkbund, fondato in quell'anno da Hermann Muthesius[1]. Il gruppo era profondamente influenzato dal movimento di rivalutazione delle arti applicate, pur spingendo verso tendenze meno conservatrici e nostalgiche: loro desiderio era creare per l'industria, contribuire al forgiarsi di una nuova struttura sociale e spingere verso un riumanizzarsi dell'economia, della societ e della cultura. Nel 1907 la Allgemeine Elektrizitts-Gesellschaft (AEG) assunse Behrens come consulente artistico e lo incaric di creare la veste grafica dell'azienda, dal logo alla pubblicit alla linea principale dei prodotti: si tratta del primo incarico di questo tipo, che rende Behrens il primo industrial designer della storia. Tra il 1907 al 1912 ebbe numerosi allievi, i pi illustri dei quali sono sicuramente Ludwig Mies van der Rohe, Charles Edouard Jeanneret-Gris (meglio noto come Le Corbusier), Adolf Meyer, Jean Kramer e Walter Gropius, futuro Casa progettata da Behrens nei pressi di direttore del Bauhaus. E in quegli anni progett la Fabbrica di turbine Darmstadt AEG, dove concretizz il programma del Deutscher Werkbund, creando un caposaldo.[2] Nel 1922 accett l'invito ad insegnare alla Akademie der Bildenden Knste di Vienna e nel 1936, dopo la morte di Hans Poelzig, divenne preside della facolt di architettura della Preuische Akademie der Kunste di Berlino.

Peter Behrens

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Durante il periodo nazista Behrens si pose come figura contraddittoria: rimase preside della facolt di architettura a Berlino e fu figura di spicco nelle trasformazioni artistiche del secolo, oltre che un importante industrial designer, fu pi volte elogiato da Albert Speer e raggiunse notoriet mondiale. Tuttavia rimase sempre in un certo qual modo inviso al governo nazista, che avrebbe desiderato limitarne l'attivit. Behrens mor nella prima met del XX secolo, lasciando in eredit le proprie pionieristiche conquiste ai suoi allievi Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe e Le Corbusier.

Fabbrica di turbine AEG, Berlino, 1908-09

Note
[1] Kenneth Frampton, Storia dell'architettura moderna, Bologna, 1982, p.121 [2] Bruno Zevi, Spazi dell'architettura moderna, Torino, 1973, p. 315

Opere
1901 Casa Behrens, Darmstadt 1906 Crematorio e chiesa, Hagen 1908-12 casa Cuno, Hagen 1909 Fabbrica di turbine AEG, Berlino 1911-12 Uffici direzionali Mannesmann, Dsseldorf 1912 Uffici Continental-Kautschuk und Guttaperchakomdorf, Hannover 1915 Nationalen Automobilgesellschaft, Dsseldorf

Scritti
Was ist monumentale Kunst?, 1908 Kunst und Technik, 1911 Berlins dritte Dimension: Zustimmung der Stdtebauer, 1912. ber den Zusammenhang des bauknstlerischen Schaffens mit der Technik, 1914.

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Heinrich Tessenow

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Heinrich Tessenow
Heinrich Tessenow (Rostock, 7 aprile 1876 Berlino, 1 novembre 1950) stato un architetto e urbanista tedesco.

Biografia
Tessenow rappresenta insieme a Hans Poelzig, Bruno Taut, Peter Behrens, Fritz Hger, Ernst May, Erich Mendelsohn, Walter Gropius e Mies van der Rohe una delle figure professionali pi significative ed importanti del panorama architettonico tedesco nel periodo della Repubblica di Weimar. Nato a Rostock nello stato di Meclemburgo-Schwerin. Dal 1893 e il 1895 fa apprendistato come carpentiere presso l'attivit del padre sino al momento di intraprendere gli studi in architettura nella locale scuola tecnica per l'edilizia, successivamente completati tra il 1895 e il 1902 al Politecnico di Monaco di Baviera dove lavorer anche nello studio di Martin Dulfer.

Heinrich Tessenow

Nel ventennio successivo fu prima assistente di Dufler al Politecnico e presso la Technische Hochschule di Dresda fino al 1913, quindi professore sino al 1919 presso la Kunstgeweberschule, la scuola darte di Vienna nel settore Architettura, e poi, tra il 1920 e il 1926, docente all'universit statale per le arti figurative di Dresda. In questi anni, durante la Repubblica di Weimar, riceve numerosi riconoscimenti per la sua opera professionale e didattica: vine nominato membro del Bund Deutscher Architekten e del Deutscher Werkbund, gli viene assegnata una prima laurea honoris causa dalluniversit di Rostock, ed una seconda dal Technische Hochschule di Stoccarda e viene infine eletto nel direttivo nazionale della Bund Deutscher Architekten. Inoltre le sue opere architettoniche sono pubblicate dalla stampa specializzata tedesca, chiamato a collaborare sulla prestigiosa rivista Der Kunstwart, diretta da Ferdinand Avenarius e prende parte ai lavori del comitato direttivo del Durerbund. A Tessenow e agli architetti Hermann Muthesius e Richard Riemerschmid sono attribuiti i giardini pubblici e un complesso residenziale a Hellerau, vicino Dresda, che furono il primo tangibile risultato dell'influenza del movimento inglese delle "citt giardino" in Germania. In queste abitazioni, commissionate nel 1906 dall'industriale Karl Schmidt per i suoi operai, Tessenow ripropone l'archetipo di casa, in cui, per esempio, ripete l'elemento caratteristico della pergola sopra l'ingresso principale, denunciando una vena di nostalgia per il passato. Questa particolare tensione tra progettazione urbana funzionalista e allo stesso tempo umana a livello architettonico, ha probabilmente anticipato e in qualche misura ispirato i grandi interventi residenziali degli anni '20 in Germania, progettati da Ernst May e Bruno Taut. D'altra parte Tessenow firma nel 1918 il programma dellArbeitstrat fur Kunst di Berlino mentre lArchitektur viene pubblicato, proprio negli stessi giorni, da Bruno Taut. Nel 1926 diviene ordinario presso il Politecnico di Berlino dove proseguir la sua attivit d'insegnamento sino al 1934 quando i Nazisti lo allontaneranno dall'incarico. Curiosamente tra gli architetti tedeschi maggiormente influenzati dalla dottrina di Tessenow, va menzionato Albert Speer architetto del Fhrer e successivamente Ministro agli armamenti e alla produzione bellica della Germania nazista, che fu prima studente di Tessenow nel 1925 e poi suo assistente nel 1927 presso la Universit tecnica di Charlottenburg a Berlino. Nei suoi diari Speer descrive come discorsivo e informale lo stile personale di insegnamento di Tessenow e la sua predilezione per una architettura capace di esprimere una cultura nazionale e dalle forme semplificate ed essenziali. ricordato per la celebre frase: La forma pi semplice non sempre la migliore, ma quella migliore sempre semplice.

Heinrich Tessenow A seguito del suo allontanamento dall'insegnamento universitario, dal 1934 e fino al termine della seconda guerra mondiale, si rifugia nella sua residenza di campagna dove si dedica a importanti studi teorici, elaborando i piani di ricostruzione di alcuni centri urbani nel Meclemburgo e nella Pomerania. Alla fine della guerra, nel 1945, l'amministrazione sovietica gli conferisce il titolo di professore emerito presso il Politecnico di Berlino e gli assegna alcuni importanti incarichi professionali che per Tessenow non pu portare a termine a causa del suo stato di salute che in breve lo conduce alla morte.

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Medaglia d' oro Heinrich Tessenow


Dal 1962 la fondazione Alfred Toepfer Stiftung F.V.S. di Amburgo, in onore dell'architetto di Rostock, ha istituito un premio per l'eccellenza in architettura, la Medaglia Heinrich Tessenow che viene assegnata dalla Heinrich-Tessenow-Gesellschaft e.V.. Oltre alla medaglia d'oro, ogni anno la Fondazione premia un giovane architetto con la Heinrich Tessenow Stipendiat. Tra gli studenti premiati in passato Christian Jonasse e Andrs Jaque, hanno poi condotto una notevole e riconosciuta carriera professionale. Una lista dei pi recenti vincitori della medaglia d'oro Tessenow include: 1989: Peter Zumthor, Haldenstein 1990: Erich Kulka, Bussau im Wendland e Wilhelm Landzettel, Gehrden 1991: Theodor Hugues, Monaco 1992: Giorgio Grassi, Milano 1993: Massimo Carmassi, Pisa 1994: Kurt Ackermann, Monaco 1995: keine Preisvergabe 1996: Peter Kulka, Dresda e Colonia 1997: Sverre Fehn, Oslo 1998: Juan Navarro Baldeweg, Madrid 1999: David Chipperfield, Londra 2000: Heinz Tesar, Vienna 2001: Eduardo Souto de Moura, Porto 2002: Peter Mrkli, Zurigo 2003: Mikko Heikkinen und Markku Komonen, Helsinki 2004: Gilles Perraudin, Lione 2005: Miroslav ik, Zurigo e Praga 2006: Sergison/Bates, Londra 2007: keine Preisvergabe 2009: Richard Sennett, New York

Opere
1902/03 Pensione Schon, Sternberg, Meclemburgo; 1906/07 Tre case per i controllori dellAzienda elettrica municipale di Treviri (demolito); 1909 (e nel corso di anni successivi) Abitazioni a Hellerau Dresda; 1909/10 Casa Metzges Remagen; 1910 Haus Zum Wolf, Magdeburgo; Centro per la formazione di giovani agricoltori israelitici, Steinhorst, presso Celce; Istituto Emile Jaques Dalcroze (per la ginnastica ritmica), Hellerau Dresda;

1911 Abitazioni a Hohensalza, oggi Inowroclaw, Polonia; 1911/12 Centro di formazione per insegnanti Peine; 1912 Casa atelier Nau Roeser, Costau Burg presso Magdeburgo;

Heinrich Tessenow 1912 /13 Casa unifamiliare per Adilf Otto, Gatenstadt Falkenberg, Berlino; 1917 Case a schiera Rahnitz/Dresda (realizzato); 1920/22 Siedlung semirurale am Bruneberg, Pobneck, Thuringen; 1921/24 Siedlung Rannersdorf, Swechat presso Vienna; 1925 Scuola a Klotzsche - Dresda, Germania; 1927/30 Liceo femminile, Rassel; 1930/31 Monumento ai caduti della prima guerra mondiale nella Neue Wache di Schinkel a Berlino (demolito); 1943/44 Casa di campagna dellarchitetto Siemitz, nei pressi di Gustrow.

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Scritti di Heinrich Tessenow


Der Wohnungsbau, Monaco, 1909; Zimmermannsarbeiten, Monaco, 1910; Hausbau und dergleichen, I ed. Berlino, 1916; IV ed. Baden-Baden, 1953; Handwerk und Kleinstadt, Berlino, 1919; ristampato a cura di Alfred Roth, Berlino, 1972; Das Land in der Mitte, 1921; Die kleine und die grosse Stadt, Nachdenkliches von Heinrich Tessenow, a cura di Hans Hasche, prefazione di Franz Schister, Monaco, 1961.

Bibliografia
Karl Scheffler, Heinrich Tessenow, in Die architektur der Grosstadt, Berlino,1913; GRASSI G. (a cura di), Heinrich Tessenow: osservazioni elementari sul costruire, Franco Angeli Editore, Milano, 1974; WANGERIN G., WEISS G., Heinrich Tessenow: ein baumeister 1876 1950, ed. Verlag Richard Bacht Gmbh, Essen, 1976; De Michelis, M. Heinrich Tessenow, 1876 1950, Electa, Milano, 1991.

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Collegamenti esterni
Heinrich Tessenow Gesellshaft [1]

References
[1] http:/ / www. tessenow-gesellschaft. hamburg. de/ medall. html

Hendrik Petrus Berlage

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Hendrik Petrus Berlage


Hendrik Petrus Berlage (Amsterdam, 21 febbraio 1856 L'Aja, 12 agosto 1934) stato un architetto olandese.

Biografia
Si forma al ETH di Zurigo, tra il 1875 e il 1878, dove studia sotto i discepoli diretti di Gottfried Semper, dai quali riceve un'educazione estremamente razionale e tipologica. Poi completa la sua formazione con un viaggio in Germania, Austria e in Italia dove passer due anni. Al suo ritorno ad Amsterdam nel 1881, lavora con Petrus Cuypers, di circa trent'anni pi anziano, gi discepolo e corrispondente di Eugne Viollet-le-Duc. Nel 1883 partecipa al concorso per la Borsa di Amsterdam con un progetto realizzato in stile neogotico fiammingo ma anche derivato dalla architettura romanica, per la sua torre e i suoi elementi da struttura ecclesiastica.[1] Nel 1895, bench arrivato quarto, riceve l'incarico e comincia a rimaneggiare il progetto che conoscer quattro Hendrik Petrus Berlage versioni. L'edificio verr inaugurato nel 1903. Nel 1901 riceve l'incarico di redigere un piano urbanistico per Amsterdam Sud. Elabora un modello per una societ urbana ideale, che verr esposto per la prima volta nel 1910 nel suo libro Kunst en Maatschappi (Arte e societ). Nel 1913 comincia a lavorare per la famiglia Krller Mller e si trasferisce a L'Aja. Vi realizzer una casa per la sua famiglia, la villa Berlage. Nello stesso periodo Ludwig Mies van der Rohe vive a L'Aja e i due diventano amici. Il museo municipale dell'Aja sar il suo ultimo progetto ma non lo vedr mai completato poich il museo viene inaugurato nel 1935, un anno dopo la sua morte. Il progetto, pur confermando le esperienze precedenti e uno spiccato gusto per la simmetria, evidenzia l'influenza della scuola di Amsterdam avente la tendenza ad una irrequietezza delle forme.

Principali opere
1883-1903 Borsa di Amsterdam 1894 Villa a Groningen 1895 Edificio per uffici a L'Aja 1898 Villa Henny a L'Aja 1901 Piano per Amsterdam Sud 1914 Villa Berlage a L'Aja[2] 1914-1920 Casino di caccia St Hubertus a Otterlo (oggi parte del Museo Krller-Mller) 1919-1934 Museo municipale dell'Aja 1926 Chiesa a L'Aja
La Borsa di Amsterdam

Hendrik Petrus Berlage

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Note
[1] "Le muse"De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.205 [2] Foto (http:/ / www. meamnet. polimi. it/ archive/ 007/ 007h1. html) Disegni (http:/ / www. meamnet. polimi. it/ archive/ 007/ 007h3. html)

Bibliografia
Hendrik Petrus Berlage, Architettura, urbanistica, estetica, scritti scelti a cura di Herman van Bergeijk, Zanichelli, Bologna 1985 Sergio Polano, Hendrik Petrus Berlage. Opera completa, Electa, Milano 1998 Hendrik Petrus Berlage. Disegni, Arsenale editrice Franoise Bliek, "Il "Mercatorplein" di Berlage", in Costruire in laterizio n. 63, 1998 articolo in pdf (http:// www.laterizio.it/costruire/_pdf/n63/63_184_187.pdf)
La Borsa di Amsterdam

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Collegamenti esterni
Hendrik Petrus Berlage - Borsa di Amsterdam (1898-1903) (http://icar.poliba.it/storiacontemporanea/ seminari/delconte/delconte02.htm#Borsa) Mobili e oggetti progettati da H.P. Berlage (http://www.architonic.com/mus/8101866/1)

Futurismo

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Futurismo
Non v' pi bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo pu essere un capolavoro.
(dal Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti)

Il Futurismo stato un movimento artistico e culturale italiano del XX secolo. Questo movimento artistico ebbe influenza su movimenti artistici che si svilupparono in altri Paesi, in particolare in Russia e Francia. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, alla letteratura (poesia e teatro), la musica, l'architettura, la danza, la fotografia, il cinema e persino la gastronomia. La denominazione ufficiale del movimento si deve al poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti.

Storia
La nascita
Il Futurismo nasce in un periodo (inizio Novecento) di grande fase evolutiva dove tutto il mondo dell'arte e della cultura era stimolato da moltissimi fattori determinanti: le guerre, la trasformazione sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici, e le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione come il telegrafo senza fili, la radio, aeroplani e le prime cineprese; tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" fra loro i continenti. Il XX secolo era quindi invaso da un nuovo vento, che portava all'interno dell'essere umano una nuova realt: la velocit. I futuristi intendevano idealmente bruciare i musei e le biblioteche in modo da non avere pi rapporti con il passato e concentrarsi cos sul dinamico presente; tutto questo, come ovvio, in un senso del tutto astratto ed assurdo. Le catene di montaggio abbattevano i tempi di produzione, le automobili aumentavano ogni giorno, le strade iniziarono a riempirsi di luce artificiale, si avvertiva questa nuova sensazione di futuro e velocit sia nel tempo impiegato per produrre o arrivare ad una destinazione, sia nei nuovi spazi che potevano essere percorsi, sia nelle nuove possibilit di comunicazione. Questo movimento nacque inizialmente in Francia, successivamente si diffuse in tutta Europa.

Direzione movimento futurista, tratto da ed.Futuriste di poesia. Milano 1912

Futurismo

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Bozzetto de La citt che sale, del pittore Umberto Boccioni (1910)

Il Primo Futurismo

Compagni! Noi vi dichiariamo che il trionfante progresso delle scienze ha determinato nell'umanit mutamenti tanto
profondi, da scavare un abisso fra i docili schiavi del passato e noi liberi, noi sicuri della radiosa magnificenza del futuro... (dal Manifesto dei pittori futuristi, febbraio 1910)

Nel Manifesto Futurista (1909), pubblicato inizialmente in vari giornali italiani, la Gazzetta dell'Emilia di Bologna, la Gazzetta di Mantova, L'Arena di Verona e poi sul quotidiano francese Le Figaro il 20 febbraio 1909, Marinetti espone i principi-base del movimento. Poco tempo dopo a Milano nel febbraio 1910 i pittori Umberto Boccioni, Carlo Carr, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi Russolo, firmano il Manifesto dei pittori futuristi e nell'aprile dello stesso anno il Manifesto tecnico della pittura futurista[1]. Nei manifesti si esalta la tecnica e si dichiara una fiducia illimitata nel progresso, si decreta la fine delle vecchie ideologie (bollate con l'etichetta di "passatismo", tra cui figura anche il Parsifal di Wagner, che a partire dal 1914 comincia ed essere rappresentato nei teatri d'Europa). Si esaltano inoltre il dinamismo, la velocit, l'industria e la guerra che viene intesa come "igiene dei popoli". A seguito di una serie di articoli critici di Ardengo Soffici su La Voce, avviene una reazione violenta dei futuristi. Marinetti, Boccioni e Carr raggiungono Soffici a Firenze e lo aggrediscono mentre siede al caff delle "Giubbe Rosse" in compagnia dell'amico Medardo Rosso. Ne nasce una grande pubblicit e un grande tumulto rinnovatosi alla sera, alla stazione di Santa Maria Novella, quando Soffici, accompagnato dagli amici Prezzolini, Slataper e Spaini, vuole rendere la contropartita. La riconciliazione con i futuristi avverr pi tardi, grazie alla mediazione dell'amico Aldo Palazzeschi. Nel 1913 infatti, Soffici e Papini uscendo da La voce decidono di fondare Lacerba e di appoggiare cos il movimento futurista[2]. Alla morte di Umberto Boccioni nel 1916, Carr e Severini si ritrovano in una fase di evoluzione verso la Pittura Cubista, di conseguenza il gruppo milanese si scioglie spostando la citt del movimento da Milano a Roma con la conseguente nascita del Secondo Futurismo.

Futurismo

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Il Secondo Futurismo
Il secondo Futurismo sostanzialmente diviso in due fasi, la prima va dal 1918, due anni dopo la morte di Umberto Boccioni, al 1928 ed caratterizzata da un forte legame con la cultura postcubista e costruttivista, la seconda invece va dal 1929 al 1938 ed molto pi legata alle idee del surrealismo. Di questa corrente, che si conclude attraverso il cosiddetto Terzo Futurismo, portando anche all'epilogo del Futurismo stesso, fanno parte molti pittori fra cui Fillia (Luigi Colombo), Enrico Prampolini, Nicolay Diulgheroff, ma anche Mario Sironi, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Carlo Vittorio Testi e la moglie

Russolo Carr Marinetti Boccioni Severini

Fides Stagni.[3] Se la prima fase del Futurismo fu caratterizzata da una ideologia guerrafondaia e fanatica (in pieno contrasto con altre Avanguardie) ma spesso anche anarchica, la seconda stagione ebbe un effettivo legame con il regime fascista, nel senso che abbracci gli stilemi della comunicazione governativa dell'epoca e si valse di speciali favori. I futuristi di sinistra, generalmente meno noti nel panorama culturale italiano dell'epoca, comunque, costituirono quella parte del futurismo collocata politicamente su posizioni vicine all'anarchismo e al bolscevismo anche quando il movimento con i suoi fondatori e personaggi ritenuti principali fu fagocitato dal fascismo. Anche se la gerarchia fascista riserv ai futuristi coevi una sottovalutazione talvolta sprezzante, l'osservazione dei principi autoritaristici e la poetica interventista del Futurismo furono quasi sempre presenti negli artisti del gruppo, fino a che alcuni di questi non abbracciarono altri movimenti e presero le distanze dall'ideologia fascista (Carlo Carr, ad esempio, abbracci la metafisica).

In prima fila Depero, Marinetti e Cangiullo nel 1924 con panciotti "futuristi"

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Il futurismo russo
Il Manifesto futurista di Marinetti era stato pubblicato a San Pietroburgo appena un mese dopo l'uscita su Le Figaro, e gi negli anni 1911 e 1912 Natal'ja Sergeevna Gonarova e Michail Fedorovi Larionov, che in patria verr definito il "padre del futurismo russo", furono i concreti iniziatori del movimento in Russia. Nel 1913 il pittore Kasimir Malevic, il compositore Mikhail Matiushin e lo scrittore Aleksej Eliseevi Krunych, redassero il manifesto del Primo congresso Futurista russo. Al movimento, conosciuto anche come Cubofuturismo o Rayonism, aderirono personalit come il poeta e drammaturgo Vladimir Mayakovsky. Nel Il ciclista di Natalia Goncharova 1913 gennaio 1914 Marinetti stesso si rec a Mosca. Dal movimento d'avanguardia futurista nacquero negli anni immediatamente precedenti la rivoluzione del 1917 due importanti avanguardie artistiche, il Costruttivismo e il Suprematismo. L'attenzione che i giornali e il pubblico dedicarono a Marinetti fu enorme, ma non ci fu la stessa attenzione da parte dei futuristi russi, alcuni dei quali tentarono anche di ostacolare la visita di Marinetti. Altri, come Sersenevic, furono pi ospitali e cordiali. Il temperamento e le declamazioni di Marinetti riscossero successo ovunque. Ma Marinetti tent invano di chiamare i futuristi russi ad unire le forze con i futuristi italiani, perch i maggiori poeti russi, Chlebnikov, Livsic, Majakovskij e anche il regista Larionov, criticarono Marinetti. L'ultima Mostra Futurista si tenne nel 1915 a Pietrogrado. In Russia da parte del movimento non vi fu un concetto bellicoso come quello dei futuristi italiani, criticato da Majakovski, ma accompagnato da un'utopica idea di pace e libert, sia individuale (dell'artista), sia collettiva (del mondo), che poi verr rinnegato con l'adesione di una parte di loro al bolscevismo. Dopo la rivoluzione d'ottobre molti futuristi confluirono nel cubismo e nell'astrattismo.

Il futurismo in Francia
Il Futurismo in Francia non si organizzer mai come movimento, ma avr almeno due nomi degni di nota: Guillaume Apollinaire e Valentine de Saint Point. Guillaume Apollinaire scrisse il manifesto Lantitradition futuriste (29 giugno 1913), pubblicato su Lacerba solo il 25 settembre, dopo le aggiunte e le correzioni di Marinetti. I successivi Calligrammes (1918) rivelano la chiara influenza del paroliberismo futurista sul poeta francese. Valentine de Saint Point, nipote di Lamartine, scrisse il Manifesto della donna futurista (1912) con il sottotitolo Risposta a F. T. Marinetti in un volantino pubblicato simultaneamente a Parigi e a Milano. Del 1913 il Manifesto futurista della lussuria.

Il campo artistico
Nelle opere futuriste quasi sempre costante la ricerca del dinamismo; cio il soggetto non appare mai fermo, ma in movimento: ad esempio, per loro un cavallo in movimento non ha quattro gambe, ne ha venti. Cos la simultaneit della visione diventa il tratto principale dei quadri futuristi; lo spettatore non guarda passivamente l'oggetto statico, ma ne come avvolto, testimone di un'azione rappresentata durante il suo svolgimento. Per rendere l'idea del moto nelle arti visive, immobili per costituzione, il futurismo si serve, in pittura e in scultura, principalmente delle linee-forza; poich la linea agisce psicologicamente su di noi con significato direzionale, essa, collocandosi in varie posizioni, supera la sua essenza di semplice segmento e diventa forza centrifuga e centripeta, mentre oggetti, colori e piani si sospingono in una catena di contrasti simultanei, determinando la resa del dinamismo universale.

Futurismo

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Pittura
Nel 1910 a Milano i giovani artisti d'Italia avevano pubblicato i manifesti sulla pittura futurista. Boccioni si occup principalmente del dinamismo plastico e sintetico e del superamento del cubismo, mentre Balla pass dallo studio delle vibrazioni luminose (divisionismo) alla rappresentazione sintetica del moto[4]. Nel 1912 Boccioni, Carr e Russolo, espongono a Milano le prime opere futuriste alla "Mostra d'arte libera" nella fabbrica Ricordi. Il Futurismo diede il meglio di s nelle espressioni artistiche legate alla pittura, al mosaico e alla scultura, mentre le opere letterarie e teatrali, ma anche architettoniche non ebbero la stessa immediata capacit espressiva. Le radici del fermento che porter alla declinazione del Futurismo nell'arte si possono riconoscere, artisticamente parlando, gi nella Scapigliatura (corrente tipicamente milanese e borghese della seconda met dell'Ottocento) laddove il Futurismo, distoglie con disprezzo l'attenzione dalla raffinata borghesia per concentrarsi sulla rivoluzione industriale, sulle fabbriche. Dal punto di vista stilistico il Futurismo (in particolare quello boccioniano) si basa sui concetti del divisionismo che per riesce ad adattarlo per esprimere al meglio gli amati concetti di velocit e di simultaneit: grazie ad artisti come Giovanni Segantini e Pellizza da Volpedo che, pochi anni dopo, il futurista Umberto Boccioni potr realizzare dipinti come La citt che sale. Naturalmente dal punto di vista concettuale il Futurismo non ignora i principi cubisti di scomposizione della forma secondo piani visivi e rappresentazione di essi sulla tela. Cubista senz'altro la tecnica che prevede di suddividere la superficie pittorica in tanti piani che registrino ognuno una diversa prospettiva spaziale. Tuttavia, mentre per il cubismo la scomposizione rende possibile una visione del soggetto fermo lungo una quarta dimensione esclusivamente spaziale (il pittore ruota intorno al soggetto fermo cogliendone ogni aspetto), il Futurismo utilizza la scomposizione per rendere la dimensione temporale, il movimento. Altrettanto interessanti sono i rapporti stilistici tra il Futurismo boccioniano e il Cubismo orfico di Delaunay.
opera futurista di Emma Marpillero Corradi

Non mancarono relazioni complesse tra i futuristi italiani e i pi importanti esponenti delle avanguardie russe e tedesche.[5]

Infine, equiparare la ricerca futurista dell'attimo con quella impressionista, come stato fatto in passato, ormai considerato profondamente errato. Se vero infatti che gli impressionisti fecero dell'"attimalit" il nucleo della loro ricerca (loro scopo era fermare sulla tela un istante luminoso, unico e irripetibile) la ricerca futurista si muove in senso quasi opposto: suo scopo rappresentare sulla tela non un istante di movimento ma il movimento stesso, nel suo svolgersi nello spazio e nel suo impatto emozionale. Come conseguenza dell'estetica della velocit, nelle opere futuriste a prevalere l'elemento dinamico, il movimento coinvolge infatti l'oggetto e lo spazio in cui esso si muove. Il dinamismo dei treni, degli aeroplani (Aeropittura), delle masse multicolori e polifoniche e delle azioni quotidiane (del cane che scodinzola andando a spasso con la padrona, della bimba che corre sul terrazzo, delle ballerine) sottolineato da colori e pennellate che mettano in evidenza le spinte propulsive delle forme. La costruzione pu essere composta da linee spezzate, spigolose e veloci, ma anche da pennellate lineari, intense e fluide se il moto pi armonioso. Tra gli epigoni pi interessanti del Futurismo, l'avanguardia russa del raggismo e del costruttivismo. Le tecniche pittoriche futuriste sono state riassunte nei due manifesti sulla pittura dei primi mesi del 1912. Due esponenti del movimento pittorico sono Umberto Boccioni e Giacomo Balla, questi ultimi presenti anche in scultura. La pittura di Boccioni stata definita "simbolica": il dipinto La citt che sale (1910), per esempio, una

Futurismo chiara metafora del progresso, dettato dal titolo e dalle scene di cantiere edile sullo sfondo, esemplificate nella loro vorticosa crescita dalla potenza del cavallo imbizzarrito, un vortice di materia che si scompone per piani. Se Boccioni simbolico, Balla fotografico e analitico. Ancora legato a principi cubisti, non raro che realizzi sequenze fotogrammetriche di una scena, per rendere il movimento, piuttosto che affidarsi a impetuosi vortici di pittura: il caso del posato Ragazza che corre al balcone (1912).

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Scultura
L'artista futurista pi attivo nel campo della scultura Umberto Boccioni, la cui ricerca pittorica corre sempre parallela a quella plastica. Nel 1912, lo stesso Boccioni pubblica il Manifesto tecnico della scultura futurista. Punto di arrivo di questa ricerca pu essere considerato Forme uniche della continuit nello spazio, del 1913: l'immagine, applicando le dichiarazioni poetiche di Boccioni stesso, tutt'uno con lo spazio circostante, dilatandosi, contraendosi, frammentandosi e accogliendolo in s stessa. Anche in L'Antigrazioso o La madre, immediatamente precedente, sono presenti parametri scultorei simili a Forme uniche nella continuit dello spazio, ma con ancora non risolti alcuni problemi di plasticit derivanti da influssi naturalistici.

Mosaico

Umberto Boccioni, Forme uniche della continuit nello spazio (1913)

La tecnica del mosaico, basata sull'utilizzo di tessere ceramiche e vitree, si prestata molto bene ad esprimere i modi ed il dinamismo intesi dall'arte futurista. Prampolini e Fillia eseguono l'importante mosaico dedicato al tema delle Comunicazioni all'interno della torre del Palazzo delle Poste di La Spezia (1933). Alcuni anni pi tardi Severini esegue altri mosaici per le Poste di Alessandria. La tradizione musiva di Ravenna continua con mosaici futuristi di autori vari (Palazzo del Mutilato, fine Anni '40).

Architettura

Il problema dell'architettura moderna non un problema di rimaneggiamento lineare. Non si tratta di dover trovare
nuove sagome, nuove marginature di finestre e di porte, di sostituire colonne, pilastri, mensole con cariatidi, mosconi, rane (...): ma di creare di sana pianta la casa nuova, costruita tesoreggiando ogni risorsa della scienza e della tecnica.... (Antonio Sant'Elia, dal Messaggio posto a prefazione della mostra del gruppo Nuove Tendenze del 1914)

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Nel 1912 Antonio Sant'Elia, che sar l'architetto pi rappresentativo del movimento, era ancora distante dai futuristi ed era piuttosto legato nel movimento del cosiddetto Stile floreale. In quegli stessi anni a Milano era attivo Giuseppe Sommaruga e questi sembra che avesse esercitato una grande influenza sulla formazione del Sant'Elia, infatti, per esempio, molti elementi dinamici del futurista furono anticipati nell'Grand Hotel Campo dei Fiori di Varese.[6]. All'inizio del 1914 Antonio Sant'Elia pubblica il Manifesto dell'Architettura futurista, dove espone i principi di questa corrente. Al centro dell'attenzione c' la citt, vista come simbolo della dinamicit e della modernit. Tutti i progetti creati da questi si riferiscono a citt del futuro: in contrapposizione all'architettura tradizionale, vista come inadeguata, le citt idealizzate dagli architetti futuristi hanno come caratteristica fondamentale il movimento, i trasporti e le grandi strutture. I futuristi, infatti, compresero immediatamente il ruolo centrale che i trasporti avrebbero assunto successivamente nella vita delle citt. Nei progetti di questo periodo si cercano sviluppi e scopi di questa novit. L'utopia futurista una citt in perenne mutamento, agile e mobile in ogni sua parte, un continuo cantiere in costruzione, e la casa futurista allo stesso modo impregnata di dinamicit. Anche l'utilizzo di linee ellittiche e oblique simboleggia questo rifiuto della staticit per una maggior dinamicit dei progetti futuristi, privi di una simmetria classicamente intesa. Le teorie futuriste sull'architettura erano principalmente ideologiche ed erano espressione di un atteggiamento intellettualistico ma senza riferimenti a metodi formali e tecnici, tuttavia anticiparono i grandi temi e le visioni dell'architettura e della citt che saranno proprie del Movimento Moderno.[7]. A causa della guerra e dopo la morte di Boccioni e Sant'Elia il movimento futurista in Italia perse il suo slancio. Dopo il 1919 l'originaria proposta futurista dei primi tempi fu raccolta piuttosto dai costruttivisti russi. Il movimento razionalista italiano cercher di proporre gli scenari della Citt Nuova delle utopie futuriste ma il regime fascista smorzer questi tentativi privilegiando un monumentalismo legato alla tradizione classicista. Lo stesso avvenne in URSS con il sopravvento del regime totalitario. Tra i grandi esponenti dell'architettura da ricordare Mario Chiattone, che visse con Sant'Elia a Milano, condividendone le linee teoriche e sviluppando straordinarie visioni di citt del futuro, prima di trasferirsi in Svizzera e abbandonare la militanza. E infine Virgilio Marchi, che oper anche come scenografo.

Antonio Sant'Elia, una veduta prospettica della Citt Nuova.1914

Sant'Elia, Casa a Gradinate la Citt Nuova. 1914

La Stazione di servizio, in stile futurista, "Fiat Tagliero", costruito ad Asmara nel 1938.

Ceramica

Futurismo Per le sue possibilit espressive, anche la ceramica interessa il movimento futurista. In particolare i ceramisti dell'ISIA espressero lavori in sintonia con il nuovo movimento. Il 7 settembre 1938 sulla Gazzetta del Popolo a firma Filippo Tommaso Marinetti e di Tullio d'Albisola viene pubblicato il Manifesto futurista della Ceramica e Aereoceramica. Fin dal 1925 il centro propulsore della ceramica futurista italiana fu Albissola Marina.

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Musica
In campo musicale gli unici rappresentanti di rilievo furono Francesco Balilla Pratella, che nacque in un ambiente familiare favorevole alla pratica della musica e Luigi Russolo, pittore oltre che musicista. A Russolo in particolare si deve l'invenzione dell'Intonarumori, uno strumento che usava per mettere in pratica la sua teoria del rumorismo, ovvero di una musica nella quale ai suoni dovevano essere sostituiti i rumori.Essi erano formati da generatori di suoni acustici che permettevano di controllare la dinamica e il volume.La sua prima apparizione fu al teatro storchi.

Letteratura
A fine gennaio 1909 Filippo Tommaso Marinetti inviava il Manifesto del futurismo ai principali giornali italiani, ma la pubblicazione su Le Figaro il 20 febbraio 1909 a garantirgli risonanza europea. Nel 1912, sulla rivista fiorentina "Lacerba", compare il "Manifesto tecnico della letteratura futurista [8]. Del 1914 il volume Zang Tumb Tumb miglior esempio delle futuriste Parole in libert.

La poesia
I poeti futuristi si riuniranno attorno alla rivista Poesia fondata da Marinetti qualche anno prima. Nei componimenti l'esaltazione del futuro e delle sensazioni forti associate alla velocit e alla guerra appaiono come unico modo per avere una speranza nel presente. Gli esponenti pi noti, oltre al Marinetti, sono Aldo Palazzeschi e Paolo Buzzi (almeno per parte della loro produzione). Anche Salvatore Quasimodo ader, in giovent, al futurismo (ricordiamo la sua poesia "Sera d'estate", pubblicata nel 1917 sulla rivista fiorentina "Italia Futurista"). Del secondo futurismo marinettiano l'Aeropoesia.

Teatro
I futuristi perseguono la rifondazione del concetto stesso di comunicazione teatrale. Essi focalizzano la loro attenzione sulla relazione essenziale che si sviluppa fra testo, attori e pubblico, per recuperare non soltanto i valori di ogni singola componente, bens anche il senso globale dall'interrelazione fra gli elementi. Il teatro futurista promuoveva anche la commedia e la farsa, anzich la tragedia o il dramma borghese. Tuttavia, nelle serate futuriste non era inusuale vedere il pubblico adirato a causa di spettacoli fatti di azioni deliranti. Le cronache dell'epoca riportano notizie relative agli attori futuristi che sfuggono all'ira degli spettatori, spesso provocata ad arte secondo gli intenti espressi nel Manifesto futurista del teatro di variet.

Cinema
Nel 1916 venne pubblicato il Manifesto della Cinematografia futurista, firmato da Marinetti, Corra, Ginna, Balla, Chiti e Settimelli, che sosteneva come il cinema fosse "per natura" arte futurista, grazie alla mancanza di un passato e di tradizioni. Essi non apprezzavano il cinema narrativo "passatissimo", cercando invece un cinema fatto di "viaggi, cacce e guerre", all'insegna di uno spettacolo "antigrazioso, deformatore, impressionista, sintetico, dinamico, parolibero". Nelle loro parole c' tutto un entusiasmo verso la ricerca di un linguaggio nuovo slegato dalla bellezza tradizionale, che era percepita come un retaggio vecchio

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Gastronomia
Grazie alla completezza di questo movimento, viene influenzata anche la gastronomia. Nel 1914 il cuoco francese Jules Maincave ader al Futurismo, proponendo quindi l'accostamento di nuovi sapori ed elementi fino ad allora "separati senza serio fondamento". Questo comprendeva accostamenti come filetto di montone e salsa di gamberi, noce di vitello e assenzio, banana e groviera, aringa e gelatina di fragola. Il 20 gennaio 1931 Marinetti pubblic il Manifesto della cucina futurista, sulla rivista Comoedia. Secondo Marinetti bisognava eliminare la pastasciutta, cos come forchetta e coltello e condimenti tradizionali, e incoraggiare l'accostamento ai piatti di musiche, poesie e profumi. Scrive Marinetti:

(...) vi annuncio il prossimo lanciamento delle cucina futurista per il rinnovamento totale del sistema alimentare italiano,
da rendere al pi presto adatto alle necessit dei nuovi sforzi eroici e dinamici imposti dalla razza. La cucina futurista sar liberata dalla vecchia ossessione del volume e del peso e avr, per uno dei suoi principi, l'abolizione della pastasciutta. La pastasciutta, per quanto gradita al palato, una vivanda passatista perch appesantisce, abbrutisce, illude sulla sua capacit nutritiva, rende scettici, lenti, pessimisti. d'altra parte patriottico favorire in sostituzione il riso.

Il Futurismo nel suo tempo


normale che il Futurismo, nascendo in un'epoca decadente, abbia avuto tantissime contraddizioni. All'immobilismo scolastico e accademico ereditato dalle "tre corone" della poesia decadente (Carducci, Pascoli e D'Annunzio) i futuristi oppongono la dinamicit, il distruttivismo e, all'armonia e alla raffinatezza, contrappongono il disordine delle parole. Secondo i futuristi, questi poeti devono essere completamente rinnegati perch incarnano esattamente i quattro ingredienti intellettuali che il Futurismo vuole abolire: la poesia morbosa e nostalgica; il sentimento romantico; l'ossessione della lussuria; la passione per il passato.

In contraddizione con il Futurismo stata anche la corrente crepuscolare. Infatti, il crepuscolarismo, nonostante condivida con il Futurismo l'idea di interartisticit, ha per una concezione della vita completamente diversa: i futuristi inneggiano alle innovazioni, i crepuscolari sono avversi a una modernit che aliena l'individuo; i futuristi sono prepotenti, dinamici, chiassosi, i crepuscolari assumono toni dimessi, pacifici e malinconici; i futuristi esaltano il caos e le attivit delle grandi citt, i crepuscolari amano l'intimit, le "piccole cose di pessimo gusto", gli affetti familiari e una vita tranquilla; i futuristi sono sempre protesi verso un "domani" esaltante, i crepuscolari guardano al passato e alle piccole cose quotidiane. Nelle arti figurative invece si presenta il confronto con le altre avanguardie, Cubismo, Astrattismo, Dada, Surrealismo, Metafisica, ognuna delle quali caratterizzata da propri temi e propri linguaggi espressivi. L'opera futurista in evidente contrasto per alcuni temi con molte delle altre avanguardie sebbene condividano tutte l'intuizione di trasmettere attraverso l'arte un impulso di trasformazione della societ e di rinnovamento.

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Neo-futurismo oggi
Il Futurismo ha influenzato tutta l'arte d'avanguardia del Novecento. Gli artisti futuristi che sopravvissero alla morte di Marinetti (1944) e alla seconda guerra mondiale caddero in disgrazia come tutto il Futurismo, accusato di aver fiancheggiato il fascismo. L'influenza del futurismo nel secondo novecento, in Italia rintracciabile nella generazione di Lucio Fontana e Alberto Burri, e in ambito letterario nella neovanguardia italiana degli anni '60 e '70.

Futuristi italiani
Filippo Tommaso Marinetti Enrico Allimandi Adone Asinari Antonio Asturi Giacomo Balla Umberto Boccioni Vittorio Bodini Uberto Bonetti Oswaldo Bot, pseudonimo di Osvaldo Barbieri Anton Giulio Bragaglia Paolo Buzzi Francesco Cangiullo Benedetta Cappa Mario Carli Sebastiano Carta Carlo Carr Gianni Carramusa Enrico Cavacchioli Graziano Cecchini Primo Conti Bruno Corra, pseudonimo di Bruno Ginanni Corradini Tullio Crali Auro D'Alba, pseudonimo di Umberto Bottone Giulio D'Anna Luigi De Giudici Mino Delle Site Fortunato Depero Gerardo Dottori Carlo Erba Julius Evola Farfa, pseudonimo di Vittorio Osvaldo Tommasini Fillia, pseudonimo di Luigi Enrico Colombo Luciano Folgore Gesualdo Manzella Frontini Ivanhoe Gambini Giacomo Giardina

Arnaldo Ginna, pseudonimo di Arnaldo Ginanni Corradini Corrado Govoni

Futurismo Giovanni Korompay Guglielmo Jannelli Osvaldo Licini Michele Leskovic Gian Pietro Lucini Alberto Magnelli Vincenzo Mai Antonio Marasco Emma Marpillero Corradi Pino Masnata Silvio Mix Sante Monachesi Bruno Munari Emilio Notte Novo (Nello Voltolina) Ivo Pannaggi Giovanni Papini Vittorio Piscopo Enrico Prampolini Francesco Balilla Pratella Quasimodo Salvatore Ricas, pseudonimo di Riccardo Castagnedi Ottone Rosai Pippo Rizzo Mino Rosso Luigi Russolo Bruno Giordano Sanzin Alberto Sartoris Antonio Sant'Elia Gino Severini Ardengo Soffici Fides Stagni Tato (Guglielmo Sansoni) Thayaht, pseudonimo di Ernesto Michahelles Bruno Giordano Sanzin Alberto Sartoris Gino Severini Ardengo Soffici Fides Stagni Wladimiro Tulli Vann'Ant Ruggero Vasari Lucio Venna, pseudonimo di Giuseppe Landsmann

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Architettura futurista
Antonio Sant'Elia Mario Chiattone Virgilio Marchi

Futuristi europei
Futuristi russi
Velimir Chlebnikov Vladimir Majakovskij Michail Larionov Natal'ja Sergeevna Gonarova Alexander Rodchenko Kasimir Malewitsch

Futuristi francesi
Robert Delaunay Fernand Lger Jules Maincave

Futuristi cecoslovacchi
Rougena Zatkova

Futuristi ungheresi
Hugo Scheiber Bla Kdr Lajos Kassk

I principali manifesti futuristi


Manifesto del futurismo, (Pubblicato da "Le Figaro" il 20 febbraio 1909), Marinetti Uccidiamo il Chiaro di luna, (aprile 1909), Marinetti Manifesto dei Pittori futuristi, (11 febbraio 1910), Boccioni, Carr, Russolo, Balla e Severini La pittura futurista - Manifesto tecnico, (11 aprile 1910), Boccioni, Carr, Russolo, Balla e Severini Contro Venezia passatista, (27 aprile 1910), Marinetti, Boccioni, Carr, Russolo Manifesto dei drammaturghi futuristi, (11 gennaio 1911), Marinetti Manifesto dei Musicisti futuristi, (11 gennaio 1911), Pratella La musica futurista-Manifesto tecnico, (29 marzo 1911), Pratella Manifesto della Donna futurista, (25 marzo 1912), Valentine de Saint-Point Manifesto della Scultura futurista, (11 aprile 1912), Boccioni Manifesto tecnico della letteratura futurista, (11 maggio 1912), Marinetti L'arte dei Rumori, (11 marzo 1913), Russolo Distruzione della sintassi. L'immaginazione senza fili e le Parole in libert, (11 maggio 1913), Marinetti L'Antitradizione futurista, (29 giugno 1913), Guillaume Apollinaire

La pittura dei suoni, rumori e odori, (11 agosto 1913), Carr Il Teatro di Variet, (1 ottobre 1913), Marinetti

Futurismo Il controdolore, (29 dicembre 1913), Palazzeschi Pittura e scultura futuriste, (1914), Boccioni Manifesto dell'Architettura futurista, (1914), Sant'Elia Il teatro futurista sintetico, (1915), Corra, Settimelli, Marinetti La ricostruzione futurista dell'universo, (1915), Balla, Depero La Scenografia futurista, (1915), Prampolini Manifesto del cinema futurista, (1916), Marinetti, Corra, Settimelli Manifesto dell'Aeropittura futurista, (1929) Manifesto della cucina futurista, (1931), Marinetti. Manifesto futurista della Ceramica e Aereoceramica (1938), Filippo Tommaso Marinetti e Tullio d'Albisola

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Opere principali
Pittura
Umberto Boccioni, Tre donne (1909-1910); Umberto Boccioni, La citt che sale (1910-1911); Carlo Carr, Notturno a Piazza Beccaria (1910); Umberto Boccioni, La risata (1911); Umberto Boccioni, Stati d'animo, gli addii (1911); Carlo Carr, I funerali dell'anarchico Galli (1911); Umberto Boccioni, Materia (1912); Giacomo Balla, Ragazza che corre al balcone (1912); Giacomo Balla, Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912); Giacomo Balla, Lampada ad arco (1911); Umberto Boccioni, Elasticit (1912); Gino Severini, La chahuteause (1912); Luigi Russolo, Dinamismo di un'automobile (1912-1913); Carlo Carr, Cavaliere rosso (1913); Giacomo Balla, Automobile + velocit + luce (1913). Gino Severini, Ballerina in blu (1913); Fortunato Depero, I Cavalieri.

Note
[1] In Archivi del futurismo regesti raccolti e ordinati da Maria Drudi Gambillo e Teresa Fiori, Roma 1958 p.63 [2] Gino Severini, frammenti di vita parigina (http:/ / www. elapsus. it/ home1/ index. php/ arte/ artisti/ 536-gino-severini-frammenti-di-vita-parigina) [3] Futuristi (http:/ / www. windoweb. it/ guida/ arte/ correnti_artistiche_futuristi. htm).URL consultato in data 26-11-2010. [4] Giulio Carlo Argan, L'arte moderna 1770/1970, Firenze 1970, p.382 [5] www.electaweb.it (http:/ / www. electaweb. it/ mostre/ scheda/ futurismo100-illuminazioni-avanguardie-a-confronto-italia-germania-russia-mart-rovereto/ it) in Futurismo italiano a confronto con artisti tedeschi e russi [6] Kenneth Frampton, Storia dell'architettura moderna, Bologna 1982, pp.91-92 [7] R. Bahanam, Architettura della prima et della macchina, p.105 [8] (http:/ / sites. google. com/ site/ futurismoitaliano/ letteratura)

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Bibliografia
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Futurismo. Velocit e dinamismo espressivo, a c. di G. Lista, Santarcangelo di Romagna, KeyBook/Rusconi libri srl, 2002. Ilaria Riccioni, Futurismo, logica del postmoderno, Imola, La Mandragora, 2003. Ilaria Riccioni, Arte d'avanguardia e societ, Roma, L'albatros, 2006 Ilaria Riccioni, Depero. La reinvenzione della realt, Chieti, Solfanelli, 2006. I poeti futuristi, a c. di M. Albertazzi, con i saggi di G. Wallace e M. Pieri, Trento, La Finestra editrice, 2004. L'opera contiene in appendice i manifesti futuristi. Giovanni Antonucci. Storia del teatro futurista. Roma, Edizioni Studium, 2005. Id. Futurismo. Bibliografia di 500 scrittori italiani, Milano, Skira (Documenti del MART 10), 2006. Angelo D'Orsi Il Futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione?, Roma, Editore Salerno, 2009. Futurismo & Sport Design, a c. di M. Mancin, Montebelluna-Cornuda, Antiga Edizioni, 2006. Giacomo Properzj Breve storia del Futurismo Mursia, 2009 ISBN 978-88-425-4158-5 AA.VV. Divenire 3 Futurismo a c. di R. Campa, Bergamo, Sestante Edizioni, 2009. ISBN 978-88-95184-55-5 Leonardo Tondelli, Futurista senza futuro. Marinetti ultimo mitografo, Le Lettere, Firenze, 2009. Gabriella Chioma, "Ala d'AreoDonna. Futuriste nel Golfo 1932 -1933" Edizioni del Tridente, Treviso, 2009. Giovanni Tuzet, A regola d'arte, Ferrara, Este Edition, 2007. ISBN 978-88-89537-50-3 Luigi Tallarico, Futurismo nel suo centenario, la continuit, Galatina, Congedo, 2009. ISBN 978-88-80868-40-8 Wehle, Winfried, Sconfinamento nel trasumano : vuoto mitico e affollamento mediale nell'arte futurista, in Studi Italiani, 11 (2009), pp.2546. ISSN 1724-1596 PDF (http://edoc.ku-eichstaett.de/4313/1/Sconfinamento. pdf) Arnaldo Di Benedetto, Tre poeti e il futurismo: Ezra Pound, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale (con un cenno su Saba), in Italica, LXXXVIII (2011), pp.198218. Roberto Guerra, Futurismo per la Nuova Umanit. Dopo Marinetti: arte, societ, tecnologia, Roma, Armando Editore, 2011. ISBN 978-88-6677-002-2 David E., Futurismo, Dadaismo e Avanguardia Romena: contaminazioni fra culture europee (1909- 1930), LHarmattan Italia, Torino 2006

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Voci correlate
Avanguardia Riviste letterarie del Novecento L'Eroica Parole in libert (futurismo) Vorticismo

Altri progetti
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Collegamenti esterni
LA VERA STORIA DEL FUTURISMO (http://francescopaolofrontini.blogspot.com/2010/08/ la-vera-storia-del-futurismo-la-parola.html), la parola a Gesualdo Manzella Frontini Futurismo (http://search.dmoz.org/cgi-bin/search?search=Futurismo&all=yes&cs=UTF-8&cat=World/ Italiano) su Open Directory Project ( Segnala (http://www.dmoz.org/cgi-bin/add.cgi?where=) su DMoz un
collegamento pertinente all'argomento "Futurismo")

Il "Discorso contro i Veneziani" di Marinetti (http://www.paginadelleidee.net/5_futurismo/futurismo2.htm) Il Cerchio: Rivista di Cultura con particolari approfondimenti sul Futurismo (http://www.cerchionapoli.it) "Luigi Russolo: Frammenti di un discorso rumoroso - La rivoluzione musicale futurista" (http://www. sentireascoltare.com/articolo/835/Luigi-Russolo-frammenti-Di-Un-Discorso-Rumoroso:-L.html): monografia sul sito Sentireascoltare Recensioni delle mostre del centenario futurista a Roma (http://mostreemusei.sns.it/index. php?page=_layout_mostra&id=552&lang=it) e a Milano (http://mostreemusei.sns.it/index. php?page=_layout_mostra&id=522&lang=it) avanguardie russe (http://chimera.roma1.infn.it/GIORGIO/futurismo/russia.html) futurismopedia: (http://www.neofuturismo.it/futurismo/doku.php) Viva il Futurismo! Iniziativa culturale e artistica per il centenario del Futurismo (http://kulturserver-nrw.de/ home/futurismus) Principi e filosofia del Futurismo in arte, poesia e politica (http://manentscripta.wordpress.com/2011/03/18/ principi-e-filosofia-del-futurismo-in-arte-poesia-e-politica/) manifestazioni + pubblicazioni Architettura Futurista Italiana 1909-1944 (http://www.architetturafuturista.it)

Antonio Sant'Elia

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Antonio Sant'Elia
Antonio Sant'Elia (Como, 30 aprile 1888 Monfalcone, 10 ottobre 1916) stato un architetto italianoesponente del futurismo.

Biografia
Si diploma come capomastro a Como nel 1905, e nel 1906 complet la scuola di Arti e Mestieri, per trasferirsi in seguito a Milano dove frequenta fino al 1909 l'Accademia di Belle Arti di Brera. Nell'ambiente di Brera conoscer Carlo Carr, Leonardo Dudreville, Mario Chiattone. Nel 1912 super l'esame di licenza come professore di disegno architettonico che gli consentir in seguito di insegnare a Bologna. Tra il 1911 e il '12 frequenta vari artisti quali G. Possamai (col quale fonder nel 1912 il gruppo Nuove Tendenze), G. Fontana. Trova un primo impiego presso gli addetti al completamento del Canale Villoresi a Milano. Nel 1913 insegna disegno architettonico a Bologna, contemporaneamente apre, con l'amico Mario Chiattone, uno studio di architettura a Milano e lavora presso gli studi di C. Cantoni e Boni. Si avvicina al movimento Futurista a cui aderisce nel 1914 grazie, probabilmente, agli inviti di Umberto Boccioni e Carlo Carr. Tra il 1912 ed il 1914, influenzato dalle citt industriali degli Stati Uniti e dagli architetti viennesi Otto Wagner e Joseph Maria Olbrich, cominci una serie di disegni per una "Citt Nuova" che non era altro che la visione futuristica di Milano. Questi disegni furono esposti alla prima e unica mostra del gruppo delle Nuove Tendenze.

La citt futurista
Sempre del 1914 il Manifesto dell'Architettura futurista, una rielaborazione in chiave architettonica del Manifesto di Marinetti, di cinque anni precedente, scritto sostanzialmente da Sant'Elia, riprendendo quasi interamente il testo "Messaggio", pubblicato in precedenza nel catalogo della mostra Nuove Tendenze. In esso l'autore afferm che:

Disegni per una citt futurista

il valore decorativo dell'architettura Futurista dipende solamente dall'uso e dalla sistemazione originale di materiali grezzi o scoperti o violentemente colorati.
Come descritto in questo manifesto, i suoi disegni rappresentano raggruppamenti azzardati e la disposizione su larga scala di piani e masse che creano un espressionismo industriale ed eroico. La sua visione era riguardo ad una citt del futuro estremamente industrializzata e meccanizzata, che non considerava una massa di edifici individuali ma una enorme conurbazione urbana, multi-livello, interconnessa ed integrata disegnata attorno alla "vita" della citt. I suoi disegni estremamente influenti rappresentarono grattacieli monolitici ed enormi con terrazzi, ponti e passerelle aeree che hanno incarnato l'eccitamento puro e semplice dell'architettura moderna e della tecnologia.

Antonio Sant'Elia

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La guerra
Sebbene guardasse con simpatia al socialismo, all'alba della Prima guerra mondiale si schier su posizioni interventiste, coerentemente con le idee del movimento Futurista, insieme, tra gli altri, a Marinetti e Boccioni. Nel 1915 si arruol cos volontario nel Regio Esercito Italiano, ottenendo i gradi da sotto-tenente, e venendo poi assegnato al 225 Reggimento fanteria della brigata "Arezzo". Col suo reparto combatt sul fronte delle alpi vicentine e, nel luglio del 1916, durante un attacco sul Monte Zebio, si guadagn la sua prima Medaglia d'Argento al valor militare.
Stazione di aeroplani e treni ferroviari con funicolari e ascensori.

La morte in combattimento
Il 10 ottobre, Sant'Elia si trovava schierato col suo reparto a Quota 85 di Monfalcone. Lanciatosi col suo plotone all'assalto di una trincea nemica, mor colpito in fronte da una fucilata. Alla sua memoria venne concessa una seconda Medaglia d'Argento al valor militare. Venne sepolto a Monfalcone nel cimitero della brigata "Arezzo" per il quale aveva progettato il portale d'ingresso e la sistemazione delle sepolture, tra le quali anche la propria e successivamente traslato a Como. Da un suo disegno a colori ed acquarello nato il sacrario di Como, il Monumento ai caduti. Il sacrario, costituito da un monolito in granito d'Arzo dal peso di 40 tonnellate rivestito di diorite d'Anzola; fu realizzato da Enrico Prampolini e Giuseppe Terragni. Sulla facciata a lago scolpita una sua frase: "Stanotte si dorme a Trieste o in paradiso con gli eroi". 10 ottobre 1916 - Antonio Sant'Elia. La maggior parte dei suoi progetti non furono mai realizzati, ma la sua visione futurista ha influenzato numerosi architetti e disegnatori. A lui attribuita l'antesignana idea dell'esposizione degli ascensori sulle facciate degli edifici, anzich tenerli relegati "come vermi solitari" nelle trombe delle scale.

Onorificenze
Medaglia d'Argento al valor militare

Sotto l'intenso fuoco nemico, accorreva arditamente ad assumere il comando di un plotone di lanciatori di bombe, del quale
erano gi caduti feriti due comandanti. Colpito egli stesso alla testa e portatosi per insistenza del suo capitano al posto di medicazione, non appena medicato, ritornava sulla linea di fuoco, dando mirabile esempio di coraggio e serenit. Monte Zebio, 6 luglio 1916

Medaglia d'Argento al valor militare

Alla testa del plotone zappatori, si slanciava all'assalto delle posizioni nemiche sotto l'imperversare del fuoco di artiglieria, di
mitragliatrici e di fucileria, incitando con l'esempio e con la voce i suoi dipendenti, finch cadeva mortalmente colpito in fronte. Monfalcone, 10 ottobre 1916

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Riconoscimenti
Como, la sua citt natale, gli ha dedicato: l'Asilo Sant'Elia, progettato nel 1935 da Giuseppe Terragni; una via, attuale Via Antonio Sant'Elia; una targa, posta sulla sua casa natale, in Via Cesare Cant.

Targa dedicata ad Antonio Sant'Elia

Galleria d'immagini

Bibliografia
Caduti di Como nella Grande Guerra - Battesimo delle Aule Scolastiche, a cura del Comune di Como, 1929. Andrea Benzi, Niccol Figundio, Il volontarismo di guerra e l'Associazione Nazionale Volontari di Guerra a Como, ISVIG, 2007.

Voci correlate
Architettura Manifesto dell'Architettura futurista Movimento Moderno Razionalismo Italiano Mario Chiattone

Antonio Sant'Elia

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Fritz Hger
Johann Friedrich (Fritz) Hger (Bekenreihe, 12 giugno 1877 Bad Segeberg, 21 giugno 1949) stato un architetto tedesco. La sua opera pi conosciuta e importante stato il Chilehaus, costruito tra il 1922 e il 1924 ad Amburgo per l'importatore di nitrato di potassio Henry Sloman. Si tratta di un edificio in mattoni appartenente allo stile espressionista, molto in voga in quel momento. Hger costru anche molti altri edifici, come una scuola con un planetarium, Kirche am Hohenzollernplatz, una chiesa nel distretto di Wilmersdorf a Berlino, e il Comune di una piccola cittadella nel nord della Germania, Wilhelmshaven. Ammesso che Hger ebbe qualche simpatia per il nazionalsocialismo, il suo stile espressionista non piacque a Hitler. Anzi, non volendo cambiare il suo stile con quello pi in voga nel nazismo, non ebbe mai il titolo di architetto di stato.

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Chilehaus ad Amburgo

Chiesa della Hohenzollernplatz a Berlino

El Lissitzky

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El Lissitzky
El Lissitzky, pseudonimo di Lazar' (o Eliezer) Markovi Lisickij in russo: -[?] - (Poinok, 13 novembre 1890 Mosca, 30 dicembre 1941), stato un pittore, fotografo, tipografoarchitetto e grafico russo. Esponente dell'avanguardia russa, ader dapprima alla corrente del suprematismo, con l'amico Kazimir Malevi. Successivamente, insieme ad Aleksandr Rodenko, si diede alla sperimentazione, unendosi al movimento costruttivista. Adoper le tecniche del fotomontaggio e del collage, molto spesso a scopo propagandistico. Lavor a pubblicit e manifesti divulgativi per l'Unione Sovietica durante gli anni dei conflitti mondiali. Nel 1921 si rec a Berlino come ambasciatore della cultura dell'URSS nella Germania. Durante quel soggiorno El Lissitzky si dedic alla grafica, a Berlino inoltre ebbe modo di frequentare diversi artisti come Kurt Schwitters, Lszl Moholy-Nagy e Theo van Doesburg.
El Lissitzky (1914)

Galleria

Copertina di un libro (1922)

Copertina della rivista Merz (1924)

Proun 30t su un francobollo tedesco del 2003

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Bauhaus

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Bauhaus
Bauhaus (), il cui nome completo era Staatliches Bauhaus, fu una scuola di architettura, arte e design della Germania che oper a Weimar dal 1919 al 1925, a Dessau dal 1925 al 1932 e a Berlino dal 1932 al 1933[1]. Il termine Bauhaus era stato ideato da Walter Gropius e richiamava il termine medievale Bauhtte che indicava la loggia dei muratori[2]. Erede delle avanguardie anteguerra, fu una scuola, ma rappresent anche il punto di riferimento fondamentale per tutti i movimenti d'innovazione nel campo del design e dell'architettura legati al razionalismo ed al funzionalismo, facenti parte del cosiddetto movimento moderno[3]. I suoi insegnanti, appartenenti a diverse nazionalit, furono figure di primissimo piano della cultura europea[4] e l'esperienza didattica della scuola influir profondamente sull'insegnamento artistico e tecnico fino ad oggi[5]. La scuola interruppe le sue attivit con l'avvento del nazismo. Il Bauhaus stato un momento cruciale nel dibattito novecentesco del rapporto tra tecnologia e cultura[6].

Storia
Antecedenti
L'esperienza del Bauhaus ha i suoi antecedenti nel clima culturale che si era venuto a creare da met ottocento in Europa, soprattutto nei paesi anglosassoni, nel periodo storico successivo alla Rivoluzione industriale, che aveva prodotto la meccanizzazione dei sistemi produttivi, la crescita del proletariato e iniziato un processo di razionalizzazione e riduzione dei prezzi delle merci[7]. In Inghilterra, dove il governo aveva promosso una riforma delle accademie e della formazione professionale nel senso di un maggiore coinvolgimento dello studente nella fase progettuale, William Morris, influenzato dal pensiero di John Ruskin, fond laboratori che producevano artigianalmente sedie, tavoli, bicchieri, cucchiai, brocche, mobili contenitori, cassapanche, decretando laffermazione dello stile Arts and Crafts[8]. I primi musei che raccolsero opere di arte applicata e industriale, furono aperti in Inghilterra e ad essi seguirono la fondazione in Germania del museo austriaco delle arti applicate a Vienna e del Kunstgewerbemuseum a Berlino[9]. La Prussia invi in Inghilterra Hermann Muthesius per scoprire e studiare le ragioni del successo economico inglese. Muthesius sugger di integrare laboratori allinterno delle scuole di artigianato artistico e cerc di stimolare la formazione di aziende-laboratori come i Deutsche Werksttten, suscitando la nascita del Deutscher Werkbund, volta a mettere insieme le ragioni dellarte con quelle dellindustria[10]. Tra le scuole che vennero riformate secondo i nuovi principi si ricordano lAccademia di Dsseldorf di Peter Behrens, la Scuola di artigianato artistico di Stoccarda di Otto Pankok, lAccademia di Breslavia di Hans Poelzig, lAccademia di Berlino di Bruno Paul, la Scuola di artigianato artistico di Weimar diretta da Henry van de Velde[11]. La Scuola d'arte applicata e lIstituto superiore di Belle Arti di Weimar Gropius aveva atteso invano dal 1915 di poter dirigere la Scuola d'arte applicata (Kunstgewerbeschule) di Weimar, che chiuse quando il suo fondatore e direttore Henry van de Velde ne fu allontanato perch straniero[12], tuttavia prima di andare via, van de Velde indic al Ministero come suoi successori Gropius, Hermann Obrist o August Endell. Nell'ottobre dello stesso anno Fritz Mackensen, che dirigeva l'Istituto superiore di belle arti del Granducato di Sassonia, con una lettera invit Gropius a dirigere la neonata sezione di architettura della scuola[13]. Nel carteggio fra i due tuttavia emergono molte divergenze circa la forma che doveva avere il corso di architettura ed il rapporto dell'architettura con le arti applicate ed i sistemi produttivi[14]. Nel gennaio del 1916 Gropius invi al Ministero di Stato del Granducato di Sassonia a Weimar una proposta per l'istituzione di un istituto scolastico come centro di consulenza artistica per l'industria, il commercio e l'artigianato[15]. Nell'ottobre del 1917 Fritz Mackensen, direttore

Bauhaus dell'istituto superiore di belle arti del Granducato di Sassonia insieme al corpo insegnante elaborarono ed inviarono al Ministero un verbale contenente delle istanze circa alcune proposte di riforma[16]. Il dibattito si concluder nel 1919 con una soluzione di compromesso: listituto statale del Bauhaus sarebbe nato dalla fusione dell'ex Istituto superiore di belle arti e l'ex Scuola d'arte applicata del Granducato di Sassonia con l'aggiunta di una sezione di architettura[17]. Pertanto si riunivano in un unico istituto l'Accademia d'arte e la Scuola di arti e mestieri.

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Il Bauhaus statale di Weimar con Walter Gropius (1919-1925)


Gropius nel gennaio del 1919 invi al barone von Frischt, amministratore di tutti gli istituti d'arte di Weimar, una richiesta di chiarimenti circa l'eventuale sua nomina come direttore. Finalmente nell'aprile dello stesso anno il Bauhaus statale di Weimar (Staatliche Bauhaus in Weimar) fece la sua prima comunicazione ufficiale, pubblicando il Manifesto e programma del Bauhaus statale di Weimar curato da Gropius, con sulla copertina una xilografia di Lyonel Feininger dal titolo Cattedrale, che raffigurava una cattedrale superata da una torre e tre raggi luminosi corrispondenti rispettivamente alla pittura, scultura e architettura. Il programma del Bauhaus Gropius aveva tenuto conto dei risultati del dibattito che aveva animato gli anni della guerra, fra lui e Fritz Mackensen, ma anche dei contributi di Otto Bartning e del suo Programma di insegnamento per lArchitettura e le Belle Arti impostato sui metodi e i processi dellartigianato[18]. Tuttavia i principi su cui si basava il programma del Bauhaus del 1919 erano stati anticipati, da Bruno Taut, nel suo programma sull'architettura per l'Arbeitsrat fur Kunst pubblicato nel 1918[19]. Taut era convinto che l'unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire avrebbe portato una nuova unit culturale[20]. Questa rielaborazione del concetto di Gesamtkunstwerk era stata espressa anche dallo stesso Gropius in un opuscolo pubblicato quasi in contemporanea con il programma della scuola. Il gi esistente Rat der Meister (Consiglio dei Maestri) proposto da Bartning divenne leffettivo Meisterrat, delle quali attivit gli studenti erano sempre ben informati. Esso nominava i maestri e gestiva le attivit degli allievi, nel loro percorso da apprendista di primo livello ("Lehrling"), ad apprendista di secondo livello ("Geselle", dopo 3 anni) fino alla nomina a giovani insegnanti ("Jungmeister", dopo 6 anni)[21]. Dal 1922 si istitu il "Bauhausrat" che vedeva la partecipazione al consiglio dei maestri tecnici, nonch dei rappresentanti degli studenti e apprendisti di secondo livello, che tenevano inoltre anche una propria rivista[22]. Nonostante la scelta presente nel programma di affiancare al maestro-artista un maestro-artigiano, i primi anni di attivit della scuola furono caratterizzati da un'impronta quasi esclusivamente artistica, dovuta alla presenza del pittore svizzero Johannes Itten, che vi giunse nell'autunno del 1919 proveniente, insieme a molti suoi allievi, da Vienna, dove aveva aperto una propria scuola d'arte, influenzata da Franz Ciek[23] anche se Itten aveva arrichito il metodo con la teoria della forma e del colore del suo maestro Adolf Hlzel. L'artista insegn al Bauhaus per i primi tre anni, fino a che Gropius, dopo un periodo di contrasti, non lo licenzi per poter dare alla scuola un carattere pi tecnico[24]. A Weimar fu dato spazio allorganizzazione di feste, ideate anche per coinvolgere, ma con scarso successo, la popolazione della citt. Le principali furono: Festa della lanterna (in occasione del compleanno di Gropius), Festa del solstizio destate, Festa degli aquiloni, Natale[25].
Oskar Schlemmer, Sigillo del Bauhaus statale, 1922

Bauhaus Complesso architettonico del Bauhaus a Weimar

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Henry van de Velde, Edifici della Kunstgewerbeschule e foyer d'ingresso, 1906

La scuola ebbe sede in particolare negli edifici della Kunstgewerbeschule costruiti da Van De Velde intorno al 1906 con uno stile che rappresent, per l'architetto belga esponente dell'art nouveau, un avvicinamento allo stile tedesco della scuola di Peter Behrens[26]. Attualmente gli edifici accolgono alcune facolt tecniche dell'Universit della Turingia.

Linfluenza del De Stijl

T. van Doesburg, Bilancio del Bauhaus:Dallesterno appare come un quadrato, internamente si rivela puro Biedermeier

Manifesto del Corso sul De Stijl tenuto da Theo van Doesburg a Weimar nel 1922

Theo van Doesburg, Il Bauhaus conquistato dal De Stijl, 12-09-1921, cartolina spedita a Antony Kok

Bauhaus

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CORSO DE STIJL I Su richiesta di alcuni giovani artisti, in considerazione del diffuso bisogno di una positiva forma espressiva in relazione al momento presente, ho preso la decisione di aprire un corso sul De Stijl la cui finalit consiste: 1. nellesposizione delle idee fondamentali gi sviluppate a partire dal 1916 dal movimento De Stijl che si propone di trovare una nuova radicale forma di espressione artistica (corso A) 2. nel considerare le idee fondamentali applicate allespressione plastica di un punto di partenza per la creazione dellopera darte totale (corso B)

Condizioni di partecipazione: Sono ammessi a partecipare tutti coloro che intendono svilupparsi artisticamente nella direzione sopra indicata. Ai partecipanti verr richiesto un contributo di 10 marchi allora per il rimborso delle spese sostenute per diapositive, macchine, luce, riscaldamento e altro. Periodo: Il corso si articoler in una parte teorica (parte A) e in una parte pratica (parte B). Le due parti si completano a vicenda. Complessivamente il corso durer dall8 marzo all8 luglio. Le ore settimanali di lezione saranno due: una pratica e laltra teorica. Mercoled sera: dalle 7 alle 9 Luogo: provvisoriamente presso lo studio Rhl, nella Burhfarterstr. 12 II Iscrizioni: Per tutta la durata del corso ci si pu iscrivere presso Werner Grff, Herderplatz 10, o rivolgendosi a mia moglie. Weimar, li 20.2.1922 [27] Theo van Doesburg" .

Dopo un incontro avvenuto nel natale del 1919 a Berlino, in casa di Bruno Taut, fra Theo van Doesburg e alcuni personaggi di spicco e diversi studenti del Bauhaus, Gropius, dopo aver esaminato il materiale portato dall'architetto olandese, auspic la sua presenza a Weimar.[28]. Nel 1921 van Doesburg, con la moglie Ptro-Nelly van Moorsen, nel mese di aprile si trasfer Weimar, con l'intento di essere immesso nel corpo docente del Bauhaus; tuttavia solo nel 1922 diede vita ad un corso sul De Stijl, a cui parteciparono per la maggior parte studenti del Bauhaus, di cui riportato il manifesto in basso[29]. Linfluenza del corso nella scuola fu importante, come dimostrano i lavori prodotti successivamente nei laboratori, tra cui lopera di Marcel Breuer e Lszl Moholy-Nagy, decretando la fine del Bauhaus espressionista[30].

Esposizione del 1923


Lesposizione fu organizzata successivamente alla richiesta fattane dal governo regionale nel 1922. Gropius dispose che tutti i laboratori avrebbero dovuto lavorare alla sua organizzazione con la finalit principale di realizzare una casa modello che rispondesse alle tecnologie pi avanzate[31]. La Haus am Horn, progettata architettonicamente da Georg Muche, fu finanziata dallimprenditore Adolf Sommerfeld, che ne ottenne i diritti[32]. Le innovazioni erano rappresentate dalla mancanza di corridoi: tutte le stanze si rivolgevano al soggiorno, e da una migliore disposizione degli spazi e strutturazione dei collegamenti interni: cucina in comunicazione con la sala da pranzo, camera da letto con il bagno, cucina con la sala dei bambini, affinch la madre potesse controllarli[33].
Bauhaus, Haus am Horn, 1923

Gli arredi interni furono progettati e realizzati dagli studenti del Bauhaus. Alma Buscher si dedic alla progettazione di pareti scrivibili e cubi-costruzioni per la camera dei bambini, mentre la cucina fu una delle pi moderne prevedendo elettrodomestici e superfici lisce da poter essere facilmente pulite[34]. Tra gli eventi organizzati durante lesposizione sono rilevanti le conferenze tenute da Gropius sul rapporto tra arte e tecnica, da Wassily Kandinsky sullarte sintetica, da Jacobus Oud, come ospite, sull'architettura olandese, e gli eventi

Bauhaus musicali tenuti da Paul Hindemith, Ferruccio Busoni, Ernst Krenek e Igor Stravinski, insieme agli spettacoli teatrali concepiti dagli studenti come il Cabaret meccanico e il Balletto triadico[35]. Nel museo regionale vennero esposti i dipinti realizzati da maestri e allievi, mentre nella scuola si esposero i risultati dei laboratori e parallelamente fu anche organizzata una Mostra internazionale di Architettura[36].

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A Dessau con Walter Gropius (1925 - 1927)


Il Bauhaus all'inizio venne largamente sovvenzionato dalla citt di Weimar, amministrata dalla socialdemocrazia, ma dopo un cambio nel governo della Turingia vi furono gravi contrasti con le autorit, a cui si aggiunse una crescente ostilit dell'opinione pubblica cittadina, che comportarono la chiusura dell'istituto a Weimar[37]. Nel 1925, la scuola si spost quindi a Dessau, dove venne costruito il famoso edificio che la ospiter, progettato da Gropius, manifesto del nuovo clima razionalista che andava imponendosi nella cultura architettonica europea, e di cui il Bauhaus di Dessau divenne il principale centro propulsore[38]. A Dessau furono superate le eredit espressioniste d'anteguerra e decadde l'entusiasmo nei confronti dell'artigianato che aveva caratterizzato i primi anni, pertanto non furono pi previsti docenti artigiani. Inoltre finalmente nella nuova sede Gropius pot estendere gli insegnamenti anche all'architettura[39]. A Dessau si intensificarono le pubblicazioni edite dalla scuola tra cui i "Bauhausbcher" e una rivista quadrimestrale "bauhaus", monografica e composta con caratteri esclusivamente minuscoli e standardizzati secondo la DIN[40]. Complesso architettonico del Bauhaus a Dessau Ledificio del Bauhaus punto di riferimento per il razionalismo tedesco[38]. Esso si sviluppa rispettando il tessuto urbano in cui si inserisce, aprendosi verso la citt con le enormi vetrate che rispondono allesigenza di dar luce ai laboratori ma che hanno anche un risvolto ideologico: in una comunit democratica "le case sono di vetro", nulla si nasconde, tutto comunica, e la scuola il nucleo generatore, il modello della comunit democratica[41]. Ledificio a L concepito come una lenta rotazione di volumi, una forma in formazione, regolata da una massa dinerzia: l'edificio delle abitazioni-studio, luogo di riposo, seguendo quello che il principio della macchina determinante lo spazio e le forme[42].
Manifesto promozionale del Bauhaus, 1925

Edificio principale

Edificio dei laboratori

Teatro

Bauhaus

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Interni con sedute di Breuer

Ricostruzione dello studio di Gropius

Facciata vetrata

Mensa

Case dei docenti Le quattro case furono realizzate, con finanziamenti comunali, allinterno di un boschetto vicino ledificio scolastico. Le tre case bifamiliari, esclusa quella unifamiliare di Gropius, allinaugurazione furono attribuite alle coppie di famiglie Klee/Kandinsky, Muche/Schlemmer, Feininger/Moholy-Nagy[43].

Casa Muche-Schlemmer

A Dessau con Hannes Meyer (1928-1930)


Nel 1927 Walter Gropius alla ricerca di un docente per la neonata sezione di architettura, pens in primo luogo a Mart Stam che per rifiut la proposta, per poi offrire la cattedra a Hannes Meyer che accett la proposta[44]. Gi nella presentazione del suo corso di architettura colse loccasione per determinare quei principi che saranno peculiari nellattivit della scuola sotto la sua direzione: "il mio insegnamento sar tendenzialmente di tipo funzionalistico e collettivistico e inoltre sar particolarmente attento alle tecniche costruttive"[45]. Sotto la direzione di Hannes Meyer per un periodo di tempo lingresso al Bauhaus fu aperto a tutti gli studenti che volessero entrarvi, senza seguire alcun criterio selettivo, ma i problemi del sovraffollamento portarono alla decisione di stringere il numero degli studenti a 150[46].

Bauhaus

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Hannes Meyer avrebbe voluto "un tipo di insegnamento imperniato sulla sociologia, leconomia e la psicologia"[47], come dimostrano le riforme che avrebbe voluto applicare per il semestre invernale 1930/1931: allargamento dellinsegnamento, abolizione dei pittori, pedagogia esclusivamente materialistica[48]. Il 5 maggio 1930 in seguito ad alcune manifestazioni del gruppo di studenti comunisti (che rappresentava la maggioranza degli iscritti allistituto) ci fu un colloquio tra il sindaco Hesse, Hannes Meyer, il Dr. Grote e il provveditore agli studi Blum, nel quale si rafforz lidea che lallontanamento di Hannes Meyer, che aveva dato alla scuola unimpostazione filocomunista, avrebbe risolto i conflitti tra gli studenti e tra listituzione e gli amministratori di destra, soprattutto i sempre pi numerosi nazionalsocialisti[49]. Qualche settimana dopo Hannes Meyer, osteggiato anche da docenti come Josef Albers e Wassily Kandinsky, fu invitato dal sindaco a rassegnare le dimissioni[50]. Riguardo al suo successore Grote avrebbe voluto il ritorno di Gropius, che per declin linvito, come larchitetto Otto Haesler, e ad accettare fu larchitetto Ludwig Mies van der Rohe[50].

A Dessau con Mies van der Rohe (1930-1932)


Dal 1930 fino alla chiusura fu direttore Ludwig Mies van der Rohe che impresse alla scuola un carattere pi strettamente disciplinare incentrato sull'architettura[51]. Gropius e Hannes Meyer avevano voluto un Bauhaus legato al contesto sociale, ma questo legame si perse con Mies che credeva che listituto avesse come unico scopo quello di dare allo studente una formazione artigianale, tecnica ed artistica completa. Gli studenti non ebbero pi rappresentanza nel "Meisterrat" e le decisioni pi importanti venivano prese dal solo direttore[52].

Logo del Bauhaus Dessau

A seguito della diminuzione delle sovvenzioni ricevute dallo stato, Mies decise di aumentare le rette degli studenti e di sostenersi sui proventi della produzione su licenza dei prodotti progettati dagli studenti nel tempo e acquistati dal Bauhaus. Registrando per precauzione tutti i brevetti ancora inutilizzati e acquistando tutti i nuovi progetti degli studenti[53]. Con la nomina a ministro degli interni e della pubblica istruzione di Wilhelm Frick, del partito nazionalsocialista, nel 1930 inizi la lotta allarte e alla cultura moderna e contemporanea. Nella vecchia sede del Bauhaus a Weimar, dove si era formata una scuola simile ad essa, fu inviato larchitetto nazionalsocialista Paul Schultze-Naumburg per chiuderla e riformarla su basi filonazista, eliminando persino le decorazioni parietali create da Oskar Schlemmer. Inoltre vennero tolte tutte le opere moderne presenti nel Museo Regionale di Weimar, comprese quelle acquistate dal Bauhaus. A Dessau i nazisti decisero la chiusura del Bauhaus, cominciando con leliminazione dei contributi allistituto e la pretesa che fossero licenziati i docenti stranieri[54]. Il 12 agosto 1932 il sindaco Hesse dovette mettere, su richiesta dei nazisti, allordine del giorno la chiusura della scuola. A votare contro furono solo Hesse e i comunisti mentre i socialdemocratici, che fino ad allora avevano sostenuto il Bauhaus, si astennero, giustificandosi con la perdita di voti che sarebbe stata provocata dal cattivo giudizio che la citt aveva nei confronti dellistituto[55]. Il Bauhaus cess le attivit ufficialmente a fine settembre 1932[56].

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A Berlino con Mies van der Rohe (1932-1933) fino alla chiusura definitiva
A seguito della chiusura del Bauhaus a Dessau, Magdeburgo e Lipsia, due citt allora guidate da amministrazioni socialdemocratiche, furono le prime ad offrire alla scuola degli spazi per una nuova sede, ma Mies decise di costituire a Berlino il privato "Libero istituto per linsegnamento e la ricerca", affittando una fabbrica di telefoni abbandonata[57]. Dal punto di vista economico la scuola si sarebbe sostenuta con le rette degli studenti, ancora una volta aumentate, e i 30.000 marchi provenienti dalla vendita dei brevetti. Lo stipendio dei docenti era assicurato dal contratto preso con la citt di Dessau, valido fino al 1935[58].

Targa commemorativa al Bauhaus, Birkbuschstrae 49, Berlino-Lankwitz

La presa del potere del partito nazionalsocialista segn per la fine anche dellesperienza berlinese. La procura della repubblica di Dessau apr uninchiesta sul sindaco Hesse, atta a raccogliere prove che dimostrassero che il Bauhaus fosse un istituto bolscevico.[59] A Berlino tra i pacchi di libri, inviati dalla biblioteca della scuola di Dessau, furono trovate alcune riviste comuniste, probabilmente messe l per lo scopo dagli stessi nazionalsocialisti[60] Nonostante l11 aprile 1933 la Gestapo perquis la scuola e ne decise la chiusura, Mies e gli studenti fecero di tutto per riuscire a riaprire la scuola. Alcuni di essi si iscrissero nel "Kampfbund", azione consigliata dagli stessi Mies e Lilly Reich[61]. Entrata in vigore una legge secondo la quale anche le scuole private dovevano essere sottoposte allIntendenza scolastica provinciale, Mies richiese il permesso di aprire una scuola darte e la risposta della Gestapo fu di rispettare alcune condizioni imposte dal Ministero della cultura: licenziamento di Kandinsky e Hilberseimer, lassenza di docenti ebrei, la presenza di qualche docente presente allinterno del partito, programmi di studi orientato in senso nazionalsocialista[59]. Viste le condizioni poste e le difficolt economiche, dovute al mancato versamento delle rette degli studenti e alla perdita dei contratti con le aziende produttrici su licenza dei prototipi della scuola, i docenti allunanimit decisero di chiudere definitivamente il Bauhaus il 19 luglio 1935[62].

Didattica
Prospetto sintetico degli insegnamenti che si sono tenuti al Bauhaus
W. Gropius, Weimar (1919 - 1925) W. Gropius, Dessau (1925 1927) H. Meyer, Dessau (1928 1930) Josef Albers L. Mies van der Rohe, Dessau (1930-1932) L. Mies van der Rohe, Berlino (1932-1933)

Formazione Corso Base propedeutico Corsi di pittura Corso L'Uomo

Johannes Itten

Josef Albers, Lszl Moholy-Nagy

Paul Klee Wassily Kandinsky Oskar Schlemmer Insegnamento teorico Insegnamento pratico Insegnamento Insegnamento teorico pratico

Bauhaus

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Ceramica Decorazione parietale e del vetro Gerhard Marcks Oskar Schlemmer (fino al 1922) Wassily Kandinsky Max Krehan Carl Hinnerk Scheper Schlemmer,(fino al 1922) Heinrich Beberniss Alfred Arndt Lilly Reich

Laboratori

Paul Klee (fino al 1923), Josef Albers Lavori in metallo Johannes Itten (fino al 1923) Lszl Moholy-Nagy Alfred Kopka (fino al 1922) Christian Dell Marcel Breuer

Falegnameria Walter Gropius Tessitoria Scultura Tipografia, grafica e pubblicit Georg Muche Helene Brner

Marcel Breuer Gunta Stlzl Joost Schmidt Herbert Bayer Joost Schimdt (grafica), Walter Peterhans (fotografia) Wanke Gunta Stlzl Lilly Reich

Oskar Schlemmer Josef Hartwig Paul Klee (legatoria) Lyonel Feininger (tipografia) Otto Darfner (legatoria) Carl Zaubitzer (tipografia)

Architettura

Walter Gropius, Adolf Meyer, Ernst Schumann, Emil Lange (lezioni straordinarie)

Hans Wittwer, Ludwig Hilberseimer

Ludwig Mies Ludwig van der Mies van Rohe, der Rohe Ludwig Hilberseimer

Teatro

Oskar Schlemmer

Formazione Base
L'eredit permanente che ha lasciato la scuola e che anche attualmente influenza l'insegnamento, soprattutto dell'industrial design, sono le innovazioni apportate nella didattica[63]. L'organizzazione dei corsi sub molte modifiche durante la vita della scuola, ma alcuni aspetti sono rimasti peculiari e universalmente riconoscibili. Inizialmente, uno dei principali obiettivi del Bauhaus fu quello di unificare arte, artigianato e tecnologia. Si pu dire che presso il Bauhaus assistiamo alla nascita del design intesa come "unione di tecnica ed arte", uno dei concetti informatori dell'ideologia gropiusiana.[64]. D'altronde la macchina veniva considerata come elemento positivo.[65]. Gropius aveva addirittura previsto una doppia direzione per i laboratori che dovevano essere diretti da un artista e da un maestro artigiano. Un'altra innovazione
Programma del Bauhaus, 1922

importante fu il Vorkurs cio corso preliminare[66]. Tale attivit didattica, svolta prima da Itten (che insegnava a liberare l'energia creativa e a indirizzarla verso la meta di una forma energetica e gestuale)[67] e poi da

Bauhaus Moholy-Nagy, corrisponde al moderno corso di basic design, diventato uno dei corsi fondamentali della maggior parte delle scuole di architettura e industrial design del mondo[68]. Nella scuola mancava l'insegnamento di storia, poich si presupponeva che tutto venisse disegnato e creato come se fosse la prima volta, piuttosto che con un riferimento ai precedenti[69]. Anche se esclusivamente per un breve periodo si tenner lezioni di storia dell'arte da parte di Bruno Adler e anche di Wilhelm Koehler, oltre a quelle di anatomia, di grafia con Dora Wibiral e di disegno naturalistico con Paul Dobe[70]. La scuola era focalizzata principalmente sull'architettura, e spesso costru case popolari a basso costo per il governo di Weimar, ma non a discapito delle altre discipline dell'arte[71]. Corso Propedeutico Il corso propedeutico o Vorkurs, della durata di sei mesi, era obbligatorio e doveva preparare gli allievi a sviluppare una nuova attitudine nei confronti della percezione e dell'espressione artistica[72]. Nei primi anni della Bauhaus, fino al 1923, fu affidato a Johannes Itten, che ne fece uno strumento di iniziazione degli studenti a stili di vita, modi di vestire, cura del corpo e dell'alimentazione secondo un modello venato di utopia e provocazione, partendo da un approccio teosofico e dall'influenza di filosofie orientali[73]. Con il trasferimento della scuola a Dessau le lezioni del primo semestre furono affidate a Josef Albers, quelle del secondo a Lszl Moholy-Nagy. Il corso di Josef Albers si struttur in lezioni sui materiali (seguendo un piano preciso: vetro, carta, metallo) e sui principi fondamentali della costruzione, visite in fabbriche ed esercitazioni pratiche tese alla realizzazione di piccoli oggetti[74]. Le lezioni di Lszl Moholy-Nagy si svilupparono sulla composizione nello spazio. Successivamente il corso fu affidato per lintero anno al solo Josef Albers, influenzato dalla lezione di Johannes Itten[3]. Nel 1930, sotto la direzione di Mies van der Rohe, linsegnamento di base rimase intatto con le uniche eccezioni di non essere pi obbligatorio e dellampliamento del corso propedeutico di Josef Albers che ora conteneva delle lezioni di disegno a mano libera, volute dal direttore per migliorare le capacit degli studenti prima che si accingessero allo studio dellarchitettura[75].
Johannes Itten insegna durante il Vorkurs

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Johannes Itten, Farbkreis

Bauhaus Con la direzione di Hannes Meyer la formazione base si arricch sia il corso di scrittura di Joost Schmidt e le lezioni sul tema "Luomo" che lo studio del nudo tenuti da Oskar Schlemmer[46]. Lezioni di Klee e Kandinskij Paul Klee tenne un "insegnamento formale figurativo" che consisteva nello studio delle proporzioni, delle immagini riflesse, delle forme e colori primari, basato sullanalisi dei suoi dipinti. Nel 1922 vi si aggiunse un corso sulla teoria del colore[76]. Kandinskij tenne dal 1922 un corso sul disegno analitico e sulla composizione cromatica, seguendo i principi dellanalisi e della sintesi e dando importanza agli effetti del colore nelle sovrapposizioni tra di essi e nella loro percezione[77]. Gli esercizi di Vassily Kandinskij si possono suddividere in quattro gruppi: sistemi di colore e sequenze, corrispondenza di colore e forma, relazione fra colori, colori e spazio[78]. Con la direzione di Hannes Meyer Paul Klee e Vassily Kandinskij riuscirono ad ottenere la possibilit di condurre dei corsi di pittura. I risultati ebbero unimpronta surrealista, influenzata dalla tecnica di Klee[79]. Corso "Luomo" Il corso tenuto da Oskar Schlemmer (sostituito nell'ultimo semestre da Xanti Schawinsky[80]), fu istituito da Hannes Meyer e condotto fino al 1930. Si divideva in tre parti: lessere corporeo, ovvero teoria delle proporzioni e del movimento lessere dotato di psiche, ovvero lo studio della psicologia lessere dotato di intelletto, ovvero lo studio della filosofia e della storia dello spirito[81].

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Laboratori
Casa Sommerfeld Gropius aveva ottenuto dallimprenditore tedesco Adolf Sommerfeld lincarico di realizzare su un terreno di propriet della [82] famiglia una residenza che utilizzasse legno di teak ricavato dal disarmo di una vecchia nave . I principi seguiti nella progettazione furono quelli della teoria delle forme fondamentali cerchio-quadrato-triangolo, con [83] unancora forte influenza dellEspressionismo . Adolf Meyer e lo stesso Gropius si occuparono del progetto architettonico, della direzione dei lavori lo studente Theodor Fischer, degli arredi interni gli studenti Drte Helm, Marcel Breuer, Josef Albers che realizzarono rispettivamente una tenda, [84] poltroncine e una vetrata policroma, dellintaglio della boiserie, delle porte, della scala lignea Joost Schmidt. .

Bauhaus

76 Secondo la legislazione dell'epoca, gli apprendisti potevano essere formati solo da maestri-artigiani, che Gropius provvide di fornire alla scuola, assieme a quellattrezzatura, eredit delle precedente istituzione scolastica e sopravvissuta alla guerra[85]. I vecchi maestri Otto Dorfner e Helene Brner, con i rispettivi strumenti della legatoria e della tessitoria, furono integrati al Bauhaus[86]. Nel 1920 il consiglio dei maestri deliber che il corso propedeutico e quello di disegno tecnico (tenuto da Gropius, per la parte teorica, e da Hannes Meyer per la parte pratica) fossero obbligatori, che le ore di lavoro nei laboratori fossero sei al giorno e che si mantenesse il modello dinsegnamento maestro-artista/maestro-artigiano[87]. Nel corso degli anni e a seconda dei direttori l'organizzazione dei corsi e il programma di studi ha subito numerosi cambiamenti.
Wilhelm Wagenfeld, Karl J. Jucker, Table Lamp WG 24, 1924

Quando Hannes Meyer divenne direttore dell'istituto eman nuove direttive per i laboratori, che, entrate in vigore dal 1 novembre 1928, prevedevano la massima redditivit, lamministrazione autonoma di ogni cellula, la pedagogia

produttiva[88]. Per ogni laboratorio erano previsti un direttore, un insegnante tecnico-pratico, studenti, collaboratori. I collaboratori, tra cui Marianne Brandt e Hin Bredendieck furono studenti che lavorando otto ore allinterno dei laboratori percepivano un salario[89]. Gli studenti riuscivano a finanziare autonomamente i propri studi potendo partecipare al guadagno dei diritti dautore e delle vendite degli oggetti prodotti dal Bauhaus, soddisfacenti i bisogni del popolo, dei proletari[90]. Se Gropius e Meyer intendevano i laboratori come il passaggio necessario per arrivare allo studio dellarchitettura, Mies van der Rohe rovesci completamente limpianto dellinsegnamento, rendendo corso propedeutico e laboratori non necessari di frequentazione per lo studente che volesse direttamente approcciarsi allarchitettura[91]. Il laboratorio per larredamento e le rifiniture interne divenne subordinato alla sezione di architettura, mentre si resero autonomi il laboratorio di pubblicit, il laboratorio di fotografia e lo studio dellarte libera[92]. Laboratorio della ceramica I primi passi di questo laboratorio a Weimar furono molto difficili a causa delle difficolt economiche e organizzative[93]. Esperienze positive si ebbero a partire dal 1920, quando Gropius entr in contatto con Max Krehan, un artigiano che dirigeva un proprio laboratorio di ceramica nel castello di Dornburg[94]. Cinque studenti della scuola accettarono di lavorare nel laboratorio dell'artigiano per almeno due anni, si trasferirono cos a Dornburg, a quasi 30km di distanza da Weimar, conducendo una vita molto dura poich dovevano procurarsi dal bosco le materie prime per il laboratorio e dalla coltivazione di un piccolo pezzo di terra il cibo per sostenersi. Max Krehan si occup quindi dell'insegnamento pratico (tornitura, smaltatura, cottura), l'artista Gerhard Marcks dell'insegnamento teorico, proponendo agli studenti esperimenti con recipienti e lo studio della storia della ceramica[95]. Dal 1923 il laboratorio di Max Krehan fu rilevato dal Bauhaus e finalizzato alla produzione mentre il laboratorio di Gerhard Marcks rimase autonomo[96]. Dal 1924 i due apprendisti di secondo livello Otto Lindig e Theodor Bogler assunsero rispettivamente la direzione tecnica e quella commerciale del laboratorio[97].

Bauhaus Gropius aveva intenzione, sin dal 1923, di iniziare una produzione in serie di ceramiche ma incontr resistenze da parte di Max Krehahn e Gerhard Marcks; solo Bogler e Lindig collaborarono con l'industria, e i primi oggetti ad essere prodotti furono i recipienti per la cucina della casa-modello esposta nel 1923[98]. A causa delle difficolt finanziarie del Bauhaus weimariano, il laboratorio chiuse e non fu riaperto nella sede di Dessau[99]. Laboratorio per larredamento e le rifiniture dinterni Quando la scuola fu fondata Gropius cre differenti laboratori che si occupassero delle discipline dell'arredamento. Solo con Hannes Meyer, a Dessau, i vari laboratori dei lavori del metallo, falegnameria e rifiniture furono condensati in uno unico, diretto da un solo maestro. A Weimar, tra il 1919 e il 1925, esistevano tre laboratori per il design d'interni: laboratorio della decorazione murale e su vetro Nel 1919 i due laboratori furono istituiti separatamente e uniti solo nel 1924. La direzione del laboratorio della decorazione su vetro inizialmente fu affidata a Paul Klee, successivamente, dal 1923, a Josef Albers, che realizz inoltre le vetrate policrome per casa Sommerfeld e casa Otte, due progetti architettonici commissionati allo studio di Gropius[100]. Nel laboratorio della decorazione murale l'insegnamento formale fu sostenuto inizialmente da Oskar Schlemmer, dal 1922 da Kandinsky, mentre quello tecnico-pratico per qualche anno da Carl Schlemmer, dal 1922 dall'artigiano Heinrich Beberniss[101].

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Oskar Schlemmer, Parte della decorazione parietale progettata per ledificio dei laboratori, Weimar, 1923

Il laboratorio si occup della verniciatura dei prodotti del laboratorio del mobile e dei giocattoli realizzati (in grande quantit) dal laboratorio di scultura, di progetti cromatici per edifici, di produzioni creative libere (come per l'esposizione del 1923)[102]. Herbert Bayer nel 1923 realizz la decorazione murale della scala secondaria dell'edificio scolastico, seguendo i principi dell'arte di Kandinsky: associazione tra triangolo-giallo, quadrato-rosso, cerchio-blu[103]. laboratorio del metallo Gropius affid il laboratorio, aperto solo nel 1920, a Johannes Itten, che lo cur fino al 1923, data in cui lo sostitu nell'insegnamento formale Lszl Moholy-Nagy. Durante il primo anno il laboratorio fu privo di un maestro che si occupasse dell'insegnamento tecnico, assegnato nel 1921 ad Alfred Kopka al quale subentr nel 1922 l'orafo Christian Dell[104]. La direzione di Lszl Moholy-Nagy fu caratterizzata da una notevole sperimentazione di forme, materiali (oltre ai metalli poveri come l'alpacca utilizzata al posto dell'argento, si sperimentarono vetro e plexiglas) e nella combinazione di materiali diversi tra loro[105]. La progettazione e produzione degli oggetti fu collettiva, cos come accadde per la famosa lampada da tavolo disegnata inizialmente da K. J. Jucker e terminata da Wilhelm Wagenfeld, messa in produzione dal 1924 e oggi ancora disponibile[106]. Un'importante allieva di questa laboratorio fu Marianne Brandt, i cui progetti (molto conosciuti la piccola teiera in ottone argentato e legno d'ebano e il posacenere in ottone parzialmente nichelato, 1924) si distinguevano per l'utilizzo di forme primarie (sfera, cerchio, cilindro) e la combinazione di materiali diversi[107].

Bauhaus Il punto di arrivo della ricerca formale compiuta in questo laboratorio fu l'estrema funzionalit dei prodotti e la rinuncia all'arte fine a se stessa[108].

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O. Rittweger, W. Tmpel, Filtro per t, 1924 N. Slutzky, Teiera M. Brandt, Posacenere, 1926

laboratorio del mobile Gropius si occup dell'insegnamento formale e pratico del laboratorio. Il designer Marcel Breuer fu uno dei primi allievi a terminare il corso e uno dei suoi contributi pi importanti fu il progetto di una sedia in legno, prototipata nel 1922, che contenesse i principi generali di questo laboratorio: la comodit di chi la utilizza e una riproduzione semplice, ci dimostra la consapevolezza che l'arte debba svanire nella tecnica[109]. Importante nella progettazione degli oggetti fu la scelta di verniciare le componenti della struttura in base alla loro funzione[110].

M. Breuer, Model N. B32, 1928 - Wassily, Model N. B3, 1925-1927 - Armchair, 1928-1929

A Dessau la falegnameria fu diretta da Marcel Breuer e la dotazione tecnica del laboratorio del metallo fu migliorata. Si conosce poco invece delle lezioni di Hinnerk Scheper tenute durante il laboratorio di decorazione parietale, che realizz prodotti sia per la scuola stessa che per clienti privati[111]. Il laboratorio unico per l'Arredamento e le Rifiniture d'interni fu aperto il 1 luglio 1929, con la direzione di Hannes Meyer, e posto sotto la direzione di Alfred Arndt[112]. Questo constava di varie sezioni, che ricordano i vecchi laboratori organizzati da Gropius: sezione della falegnameria Influenzato dalle idee del nuovo direttore, nel laboratorio si sperimentarono lutilizzo di materiali economici come il compensato, scelto anche per lelasticit, e il metallo[113]. I prodotti di questo laboratorio si possono chiudere, piegare e ricomporre secondo i bisogni con grande facilit, grazie anche allinvenzione di gambe, non pi formate da un pezzo unico, ma da piccole aste legate con viti, con attenzione al principio della standardizzazione[114]. Le realizzazioni migliori furono larredo per l'ufficio comunale del lavoro di Dessau e per la "Volkswohnung", la "casa del popolo" esposta nel 1929, la poltrona progettata da Josef Albers, lo sgabello pieghevole per il quartetto Bush, il guardaroba per scapoli (su ruote e apribile sul fronte e sul retro) e la seduta per i lavoratori alla catena di montaggio disegnata per l "Hygienemuseum" di Dresda[90]. sezione dei lavori in metallo Protagonista di questo laboratorio rimane ancora Marianne Brandt le cui lampade entrarono in produzione dal 1928 grazie allaccordo raggiunto tra la scuola e lazienda Schiwintzer und Grff. Il contratto prevedeva la progettazione di 53 lampade. Successivamente la produzione fu seguita dalla fabbrica Krting und Mathiesen di Lipsia[90]. Marianne Brandt collabor con Hin Bredendieck alla progettazione delle lampade standardizzate: una da scrittoio e una da comodino, realizzate in alluminio[115]. sezione della decorazione parietale

Bauhaus Questo laboratorio a Dessau fu tra i pi fruttuosi, grazie al disegno delle innovative carte da parati, messe in vendita dal 1930 dallazienda Rasch di Hannover[116]. Le carte erano caratterizzate dallutilizzo di tinte unite coperte da una leggera decorazione e della rinuncia a motivi stampati[116]. Il laboratorio fino ad allora seguito da Alfred Arndt, con il direttore Ludwig Mies van der Rohe dal 1931 fu affidato a Lilly Reich[117]. Arndt continu a insegnare solo costruzione di interni, disegno progettuale e prospettiva[118]. Laboratorio di scultura in legno e in pietra Oskar Schlemmer e Josef Hartwig si dedicarono rispettivamente dell'insegnamento formale e di quello tecnico. Il laboratorio realizz sculture in gesso per edifici progettati da Gropius, lavori di intaglio per casa Sommerfeld, maschere e marionette per il laboratorio teatrale, lapidi, un monumento ai Caduti di marzo per Arnstadt e soprattutto giocattoli. Questi ultimi furono i prodotti di maggior successo del Bauhaus, messi in commercio per la maggior parte dalla casa editrice Pestalozzi-Frbel. fondamentale ricordare i giochi di Alma Buscher e Eberhard Schrammen, la scacchiera di Josef Hartwig, con pedine la cui forma rinvia direttamente alle mosse consentite[119]. A Dessau il laboratorio, tenuto da Joost Schmidt, non ottenne notevoli risultati ma furono importanti gli esperimenti fotografici degli studenti Loew e Ehrlich[120]. Laboratorio di tessitura La considerazione delle donne all'interno del Bauhaus di Weimar non era molto alta[121]. Le richieste di iscrizione alla scuola da parte di esse arrivarono numerose ma si cerc di non assegnare loro nemmeno la met dei posti disponibili e quando non venivano respinte, le attendeva un'unica "scelta": il laboratorio di tessitura. D'altro canto la partecipazione maschile al laboratorio fu molto rara[122]. Gropius affid l'insegnamento pratico a Helene Brner che ne stil il programma: tessitura, intreccio, ricamo a mano e a macchina, lavoro a uncinetto, macram, e l'insegnamento formale inizialmente a Johannes Itten e dal 1920 a Georg Muche che lasci molta libert alle studentesse[123].
Tessera di riconoscimento del Bauhaus appartenuta a Gunta Stlzl

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Dal 1923 al laboratorio didattico-formale si affianc un laboratorio con finalit produttive diretto da Muche.

Il laboratorio collaborava con quello del mobile occupandosi dei rivestimenti e partecip all'esposizione della casa-modello con la produzione di tappeti[124]. Esso si specializz nella tessitura e nella conoscenza completa delle tecniche di lavorazione solo col tempo e soprattutto grazie al contributo di alcune allieve che frequentarono corsi di specializzazione in altre scuole tedesche[125]. La produzione era caratterizzata da uno stile astratto, influenzato dalle lezioni di Johannes Itten, Paul Klee, Wassily Kandinsky e Lszl Moholy-Nagy, lontano dall'arazzo a sfondo narrativo, allora ritornato alla moda con la diffusione dello Jugendstil[126]. A Dessau Gunta Stlzl, divenuta la nuova insegnante, dot il corso di un piano di apprendimento ben determinato e si avvalse della collaborazione del tessitore Wanke per linsegnamento dal punto di vista tecnico. Le lezioni si basarono sullarmatura, lo studio dei materiali e la tintura[127].

Bauhaus Il principale obiettivo di questo laboratorio durante la direzione di Hannes Meyer fu il "tessuto duso comune". Il laboratorio nel 1930 strinse un accordo commerciale con la fabbrica tessile Polytex di Berlino[128]. Il tessuto realizzato da Anni Albers per lauditorium della scuola del sindacato tedesco ADGB, da un lato fonoassorbente, dallaltro riflettente la luce, testimonia lo sviluppo della ricerca sui materiali (si sperimentarono la seta artificiale, la ciniglia e il cellophan). Altri importanti risultati furono i tessuti per il rivestimento dei mobili in metallo e quelli filtranti la luce, ideali per pareti e tende[129]. Poich Gunta Stlzl aveva lasciato la scuola, Mies affid la tessitoria allarredatrice Lilly Reich che nonostante si fosse occupata degli effetti dati dai tessuti in un ambiente, non aveva abbastanza conoscenze tecniche[117]. Gli obiettivi del laboratorio furono la creazione di modelli per lindustria tessile, ricorrendo anche al riutilizzo dei modelli utilizzati per la carta da parati e la realizzazione di collezioni per il mercato[130]. Il laboratorio produsse un grande catalogo di tessuti per mobili e tendaggi molto economici, presente su qualunque studio di architettura al passo con i tempi, come sostiene il rappresentante generale del Bauhaus Heinrich Knig[117]. Laboratorio di grafica A Weimar il laboratorio ebbe due anime: la legatoria e la tipografia. In legatoria l'insegnamento tecnico-pratico fu svolto da Otto Darfner, un rilegatore molto stimato in quel momento, mentre l'insegnamento formale fu affidato a Paul Klee. Tra i due maestri vi furono conflitti tali che Otto Darfner decise di abbandonare la scuola[131]. In tipografia Lyonel Feininger e Carl Zaubitzer si occuparono rispettivamente dell'insegnamento formale e di quello tecnico-pratico[132]. Il laboratorio formava i suoi allievi nella silografia, l'incisione su rame e li impieg nella produzione di diverse opere tra cui la "Nuova grafica europea" (rimasta incompiuta) e lavori su commissione dei maggiori artisti del tempo[133]. Nel 1923 fu fondata la casa editrice "Bauhaus-Verlag Mnchen-Berlin" che produsse tra le diverse pubblicazioni la "Cartella dei Maestri" (1923) e il libro "Bauhaus 1919-1923"[134].

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Herbert Bayer, architype bayer, carattere tipografico, 1927 (nell'immagine presentato il redesign del carattere originale a cura di Freda Sack e David Quay, 1997)

Con il trasferimento della scuola a Dessau fu aperto il laboratorio per la stampa e la pubblicit, diretto da Herbert Bayer, attento ai problemi della pubblicit e ai suoi rapporti con la psicologia[135]. Il laboratorio fu dotato di una sala per la composizione manuale, di una platina da stampa e una rotativa[136]. Meyer nel 1928 istitu il laboratorio per la pubblicit, che fece dirigere da Joost Schimdt, che tenne delle lezioni con il maestro di fotografia Walter Peterhans[137]. Joost Schmidt tenne un corso di pubblicit che si basava sulla combinazione di foto e testo e sul disegno di forme tridimensionali prospetticamente precise. Lo seguivano esercizi non solo sulla composizione della superficie ma anche sullo spazio tridimensionale. Solo dopo aver seguito tutti questi processi gli studenti potevano passare alla progettazione di manifesti[138].

Bauhaus Schmidt credeva che il problema pubblicit non poteva risolversi nella semplice propaganda-persuasione ma che la pubblicit fosse comunicazione e informazione[139]. Gli studenti si occuparono della reclamizzazione dei prodotti realizzati dalle ditte Rasch e Polytex in collaborazione con la scuola, ma anche dello stand del Bauhaus allesposizione del Werkbund a Breslavia, della mostra "Volkswohnung Bauhaus" a Dresda, degli apparecchi da riscaldamento dellazienda Junkers, della mostra pubblicitaria di Berlino, dello stand dell "industria conserviera tedesca" alla "Hygieneausstellung" a Dresda, dello stand della ditta inglese Venestra, produttrice delle prime finestre in acciaio, alla fiera di Lipsia e dellimportante mostra itinerante "Dieci anni di Bauhaus"[140]. Il laboratorio di fotografia fu incentrato sulle lezioni di Walter Peterhans, in contrasto con le idee sulla fotografia di Moholy-Nagy, intente a far s che gli studenti sapessero fotografare in modo tecnicamente perfetto[141]. I lavori di questo laboratorio furono per la maggior parte delle nature morte, influenzate dalla pittura "trompe-l'il", e che possiedono titoli come Lepre Morta, che ne fanno assumere una dimensione enigmatica[142]. A Berlino il piano di studi strutturato in sette semestri non prevedeva l'apertura del laboratorio di pubblicit per mancanza di docenti.[143].

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Sezione di Architettura

Il fine ultimo di ogni attivit figurativa l'architettura!


(Walter Gropius, programma del Bauhaus statale di Weimar aprile 1919) La scuola di Bernau

Edifici della scuola dellADGB Il progetto della scuola per il sindacato tedesco ADGB vide collaborare insieme Hannes Meyer, il socio Wittwer e la sezione di architettura. Lobiettivo fu quello di costruire un complesso in cui i tre diversi aspetti del vivere: studio, labitare [144] quotidiano e il riposo potessero coesistere felicemente e in modo del tutto naturale . Sulla facciata dingresso furono posti i tre camini con un significato simbolico poich in ambito sindacale essi erano stati [145] visti come i tre pilastri del movimento operaio: cooperazione, sindacato, partito . Un altro punto forte del progetto fu quello di scegliere per i percorsi esterni un passaggio vetrato, che facilitasse la comunicazione, al posto di un anonimo corridoio.

Bauhaus

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Particolare degli edifici della scuola dellADGB

Particolare degli edifici della scuola dellADGB

Sobborgo Trten

La progettazione del sobborgo fu affidata a Gropius dal governo municipale e la realizzazione fu suddivisa in tre fasi [146] operative che riguardavano la realizzazione del primo lotto nel 1926, del secondo nel 1927, del terzo nel 1928 . Erano previsti solo edifici residenziali realizzati con lutilizzo delle risorse locali, consistenti in case ad un piano con giardino a cui si aggiunse successivamente un magazzino per cooperative. La scuola si occup di arredare una casa modello [147] con mobili semplici ma che assicuravano una qualit estetica e funzionale

Bauhaus Nel 1919 Gropius aveva richiesto al Ministero degli Interni la possibilit di far frequentare a studenti interessati un corso alla Scuola per costruttori edili, ma le lungaggini burocratiche lo portarono ad organizzare privatamente un corso di architettura[148]. Nel 1922 Gropius tenne lezioni di teoria dello spazio e assunse Emil Lange affinch dirigesse il laboratorio di Architettura che in realt non fu mai aperto[149]. Nonostante ci i laboratori del Bauhaus collaborarono agli interni, all'arredo di progetti affidati allo studio di Gropius come il teatro di Jena realizzato da Gropius e Meyer, abbandonando i principi espressionisti e seguendo quelli di De Stijl[150]. A Weimar Adolf Meyer insegn come docente straordinario e Ernst Schumann tenne un corso di disegno tecnico e di costruzioni[151]. Gropius fond inoltre una cooperativa edilizia, composta da molti professori, che si potesse occupare della progettazione di un sobborgo che ospitasse studenti e docenti. Il progetto rimase solo sulle carte e i modelli esposti all'esposizione del 1923, poich stato e comune crearono molti ostacoli alla sua realizzazione. Principio fondamentale di questo progetto la standardizzazione, ben esplicato dal nome attribuito al progetto: "Gioco delle costruzioni in grande"[152]. Nel 1924 si form un "gruppo di lavoro di architettura" composto da Muche, Breuer, Molnar, per protesta alla mancata realizzazione del laboratorio di architettura[153]. Un vero e proprio laboratorio di Architettura ci fu solo a Dessau, con la direzione di Hannes Meyer. Il direttore voleva che larchitettura rispondesse alle esigenze della collettivit e ne migliorasse le condizioni[154]. Linsegnamento fu diviso in base al grado di formazione degli studenti nei: "Baulehre", corso teorico tenuto da ingegneri e in successione dagli architetti Hans Wittwer e Ludwig Hilberseimer (si interess principalmente allurbanistica e alledilizia abitativa) "Bauabteilung", corso pratico che si struttur in 3 fasi consecutive: risoluzione di piccoli problemi architettonici partecipazione in team a grandi lavori (come per il sobborgo Trten e la scuola dellADGB) tesi di diploma (tra le pi importanti il lavoro sul feudo Vogelgesang di Konrad Pschel, la progettazione di un scuola elementare-asilo di Vera Meyer-Waldwck, la casa collettiva per operai di Tibor Weiner e Philipp Tolziner)[155]. Parallelamente Mart Stam tenne un corso straordinario con la finalit di realizzare un progetto per il concorso teso alla creazione del quartiere sperimentale Haselhorst di Berlino[156]. Inoltre gli studenti si concentrarono nella progettazione della villa a Mentone della famiglia Garavagno, della scuola del sindacato tedesco ADGB e dellampliamento del sobborgo Trten[157].
Il sobborgo Junkers Il sobborgo fu uno dei migliori risultati della sezione di architettura del Bauhaus. Il suo progetto nacque da unesercitazione teorica di pianificazione urbana proposta da Ludwig Hilberseimer e doveva [158] rispondere allesigenza di creare un complesso abitativo per i lavoratori della fabbrica Junkers . Il progetto prevedeva che la vita degli abitanti si svolgesse in comune: le abitazioni furono create per il singolo, presumendo labolizione del nucleo familiare, al centro del complesso erano previsti gli spazi per lo sport e il tempo libero, agli estremi [159] opposti erano sistemati il complesso scolastico, immerso nel verde, e lospedale . Il quartiere era orientato in direzione est-ovest e per il flusso di auto al suo interno si trovarono delle soluzioni innovative, [160] poich si pens a zone interamente pedonali e alla canalizzazione del traffico su circonvallazioni e raccordi esterni .

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Ludwig Mies van der Rohe, che diresse la scuola a partire dal 1930, diede molta importanza dell'architettura, facendone l'insegnamento cardine dell'istituto. Linsegnamento durante la sua direzione fu strutturato in tre fasi:

Bauhaus Apprendimento delle nozioni tecniche (fisica, scienza dei materiali, legislazione edilizia, riscaldamento e aerazione) Seminario per ledilizia abitativa e lurbanistica, tenuto da Ludwig Hilberseimer, verteva su alcuni principi fondamentali: gli appartamenti devono essere orientati in direzione est-ovest i complessi abitativi dovevano comprendere case alte e case ad un piano progettazione di tipi: case singole isolate, case singole con pianta a L e molte altri adeguamento delle infrastrutture allinterno dei complessi architettonici. Bauseminar che consisteva in alcune lezioni di Mies van der Rohe in cui aveva molta importanza il disegno. Il corso proponeva di risolvere tre progetti: casa A (casa dabitazione con studio), casa B (casa singola, isolata e su due piani), casa C (casa unifamiliare e ad un solo piano) con particolare attenzione al rapporto tra esterno e interno, tra privato e vicinato[161].

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Teatro
Schlemmer, direttore dal 1923, mantenne sempre l'uomo al centro del fatto scenico, soprattutto nel suo rapporto con la macchina[162]. Lopera maggiormente riuscita fu il Balletto triadico rappresentato a Stoccarda nel 1922[163]. Molti dei suoi allievi, riuniti nel Gruppo B si spinsero verso un teatro di assoluta astrazione in cui forme colorate si muovevano obbedendo alla musica come delle macchine, rappresentando nel 1923 il Cabaret meccanico[164], mentre l'allievo Xanti Schawinsky realizz l'opera "The Circus" rappresentata a Weimar e Vienna[80]. A Dessau la ricerca di Oskar Schlemmer sui principi fondamentali del teatro (spazio, forma, colore, suono, movimento, luce) si svilupp attraverso le danze del Bauhaus: danza della forma, danza del gesto, alla cui realizzazione partecip Xanti Schawinsky[80], danza dello spazio, danza delle bacchette, danza della quinta, danza dei cerchi, danza del gioco delle costruzioni e sfilata delle scatole[165]. Una tourne tra Germania e Svizzera decret il successo del teatro all'estero[12]. Sotto la direzione di Hannes Meyer, nonostante Oskar Schlemmer ottenne compenso solo per i corsi di disegno di nudo e "Luomo", continu ad occuparsi del teatro[166]. Dal 1928 si costitu allinterno della scuola un "Gruppo giovanile" in contrasto con il pensiero di Oskar Schlemmer. I lavori di questo gruppo si concentrarono su temi attuali e sul lavoro collettivo e furono legati al teatro sovietico. Le opere realizzate furono "Sketsch Nr.1 - Tre contro uno" e "bauhausrevue"[163]. In seguito a ristrettezze economiche Hannes Meyer dovette chiudere il teatro[167].

Personalit del Bauhaus


Direttori Walter Gropius: 1919 - 1928 Hannes Meyer: 1928 - 1930 Ludwig Mies van der Rohe: 1930 - 1933

Bauhaus

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Il contributo di Johannes Itten

Un ritratto di Johannes Itten Johannes Itten, il maestro che indossava il camice del Bauhaus di sua invenzione, ha dominato tutto il percorso dei primi [168] anni del Bauhaus . Le sue lezioni iniziavano con la preparazione degli studenti attraverso esercizi di concentrazione fisica ed erano suddivise tra studio della natura, dei materiali, del nudo e delle opere darte antiche, di cui lallievo era chiamato a raccoglierne [169] lessenziale nel complesso: ritmo, composizione, colore . Il filo conduttore era il giusto equilibrio tra intuizione e metodo
[170]

Inoltre il maestro si occupava dellinsegnamento delle teorie della forma, dei contrasti e del colore e dell'insegnamento della [171] musica e della teoria dellarmonizzazione in collaborazione con Gertrud Grunow (dal 1919) . Limpatto delle lezioni, che riflettevano sullo studio delle forme e colori primari cerchio-quadrato-triangolo e [172] rosso-blu-giallo, fu notevole e duraturo. Ne furono influenzati gli stessi Klee e Kandinsky . Insieme a Georg Muche diffuse le pratiche del Mazdaznan allinterno della scuola: pratiche respiratorie e sessuali precise, [173] alimentazione vegetariana con sporadici digiuni e convinzione che la razza bianca sia la superiore . Con il crescere della tensione tra Gropius e Itten, questultimo decise di abbandonare la scuola nel 1923
[38]

Eredit
Anche dopo la chiusura e nei decenni a seguire, il Bauhaus ebbe grande impatto sulle tendenze dell'arte e dell'architettura nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti[174]. I vari docenti fuoriusciti dalla Germania, a seguito dell'instaurazione della dittatura hitleriana, giunsero per la maggior parte negli Stati Uniti, dove avviarono attivit professionali che permisero alle nuove forme del razionalismo di affermarsi anche in America dove il nuovo movimento prender il nome di International Style[175]. Molti di essi dettero inoltre vita a scuole di progettazione in cui vennero ripercorse molte delle innovazioni didattiche del Bauhaus[176].

Gli oggetti progettati alla Bauhaus sono ritenuti simboli del design tedesco come dimostra questo francobollo in cui sono rappresentati la teiera progettata da Marianne Brandt e la seduta di Marcel Breuer

Bauhaus Il Bauhaus ispir il Movimento Internazionale per una "Bauhaus Immaginista", attivo dal 1953 al 1957.

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Scuole di Design
Gli istituti pi vicini a quello fondato da Gropius, che ne ripresero i temi nella loro didattica per lindustrial design raccogliendone leredit, sono stati in epoche successive alla chiusura del Bauhaus il Vchutemas, nato in URSS a seguito della Rivoluzione sovietica e la Hochschule fr Gestaltung (scuola superiore di design), nata nella citt tedesca di Ulm, nel secondo dopoguerra, precisamente nel 1955, per volere della Fondazione Fratelli Scholl e attiva per 13 anni fino al 1968[177].

Patrimonio
Bene protetto dall'UNESCO Patrimonio dell'umanit Il Bauhaus e i suoi siti a Weimar e Dessau (EN) Bauhaus and its Sites in Weimar and Dessau

Tipo Criterio Pericolo Riconosciuto dal Scheda UNESCO

Culturali (II) (IV) (VI) Non in pericolo 1996 [178] (EN) Scheda [179] (FR) Scheda

I siti del Bauhaus a Weimar e Dessau sono stati riconosciuti Patrimonio dell'Umanit dall'UNESCO nel 1996. Essi riguardano:
Codice Nome Ubicazione Coordinate

729-001 Edificio principale dell'Accademia di Weimar

Universit di Weimar 505829.2N 111946.2E50.974778N 11.3295E [180]

729-002 Edificio Van de Velde dell'Accademia di Weimar Universit di Weimar 505829N 111945.7E50.97472N 11.329361E [181] 729-003 Haus am Horn 729-004 Edificio della Bauhaus 729-005 Case dei Docenti Weimar Dessau Dessau 505824.3N 112020.9E50.973417N 11.339139E 515018.4N 121338.2E51.838444N 12.227278E 515036.1N 121317.5E51.843361N 12.221528E [182] [183] [184]

Il museo del Bauhaus-Archiv a Berlino costruito su progetto di Gropius dal 1976 al 1979 conserva una vasta raccolta di documenti relativi all'attivit ed alla storia del Bauhaus. La Citt Bianca di Tel-Aviv stata dichiarata Patrimonio dell'Umanit dall'UNESCO per l'ingente numero di palazzi costruiti secondo i principi dell'architettura del Bauhaus. Il sito si sviluppa tra i viali Ibn Gvirol, Dizengoff, Ussishkin, Nordau, Rothschild e le vie Nachmani e Montfiore ed opera di studenti, per lo pi di religione ebraica, che abbandonarono il Bauhaus a seguito della salita al potere del partito nazionalsocialista.

Bauhaus I maggiori architetti del Movimento Moderno e maestri o allievi ungheresi del Bauhaus hanno dato vita a Budapest ad opere architettoniche che ne rispettano i principi. L'iniziativa ha visto anche la nascita di quartieri in "stile" Bauhaus nel XIII e nel II distretto della capitale ungherese.

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Note
[1] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 133 [2] Kenneth Frampton, 1982, op. cit., p. 137 [3] Gillo Dorfles, 2006, op. cit., p. 178 [4] Giulio C. Argan, 2010, op. cit., p. 5 [5] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 150 [6] Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 113 [7] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 19 [8] John V. Maciuika, 2008, op. cit., p. 138 [9] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 18 [10] Maurizio Vitta, 2007, op. cit., p. 140 [11] John V. Maciuika, 2008, op. cit., p. 22 [12] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 58 [13] Hans Maria Wingler, Il bauhaus. Weimar, Dessau, Berlino 1919-33, op. cit., pp. 49-50 [14] Wingler, Il Bauhaus. Weimar, Dessau ecc.; il carteggio fra Gropius e Mackensen (http:/ / books. google. it/ books?id=WjYI-39fauUC& pg=PA50& lpg=PA50& dq=Fritz+ Mackensen+ scuola& source=bl& ots=h2e0VvfuJR& sig=ABHbO34fuZyN4Z7VWIGeDb51FpU& hl=it& ei=AZfBTfbpDMOVOveevZ0I& sa=X& oi=book_result& ct=result& resnum=7& ved=0CE0Q6AEwBg#v=onepage& q=Fritz Mackensen scuola& f=false) [15] H. M. Wingler, il Bauhaus, op. cit., pp. 51-55 [16] H. M. Wingler, il Bauhaus, op. cit., pp. 55-57 [17] H. M. Wingler, il Bauhaus, op. cit., pp. 64 [18] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 25 [19] Kenneth Frampton, 1980, op. cit., p. 136 [20] Hans Maria Wingler, 1987, op. cit., p. 15 [21] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 23 [22] Magdalena Droste, 2005, op. cit., p. 19 [23] Hans Maria Wingler, 2002, op. cit., p. 110 [24] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 143 [25] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 38 [26] Guido Montanari, 2009, op. cit., p. 89 [27] Theo van Doesburg, Stijl-Kursus I, nota n.35, pag.46. [28] Bruno Zevi, Poetica dell'architettura neoplastica, Torino 1974 pp.16-17 [29] Frank Whitford, 1988, op. cit., p. 35 [30] Karl-Heinz Hter, 1982, op. cit., p. 53 [31] Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 56 [32] Magdalena Droste, 1997, op. cit., p. 107 [33] Marco De Michelis, 1965, op. cit., p. 125 [34] Eva Forgcs, 1995, op. cit., p. 67 [35] Oskar Schlemmer, 1981, op. cit., p. 67 [36] Magdalena Droste, 1997, op. cit., p. 109 [37] Hans Maria Wingler, 1987, op. cit., p. 89 [38] Gillo Dorfles, 2006, op. cit., p. 177 [39] Hans Maria Wingler, 2002, op. cit., p. 236 [40] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 137 [41] Giulio C. Argan, 2002, op. cit., p. 199 [42] Giulio C. Argan, 2002, op. cit., p. 200 [43] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 126 [44] Andrea Maglio, 2009, op. cit., p. 67 [45] Hannes Meyer, 2004, op. cit., Lettera di Hannes Meyer a Walter Gropius del 16-02-1927 [p. 58] [46] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 167 [47] Magdalena Droste, 2005, op. cit., Lettera di Hannes Meyer agli architetti del gruppo CA del 2-09-1930 [nota n.106, pag. 33] [48] Magdalena Droste, 2005, op. cit., Lettera di Josef Albers a Otti Berger del 26-03-1930 [p. 37] [49] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 199

Bauhaus
[50] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 200 [51] Maria Antonietta Crippa, 1993, op. cit., p. 158 [52] Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 121 [53] Hans Maria Wingler, 2002, op. cit., p. 387 [54] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 207 [55] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 208 [56] Carlo G. Argan, 2010, op. cit., p. 184 [57] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 233 [58] Hans Maria Wingler, 1978, op. cit., p. 568 [59] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 238 [60] Ludwig Mies van der Rohe und das Jahr 1933 di Adalbert Behr (http:/ / e-pub. uni-weimar. de/ volltexte/ 2007/ 1098/ pdf/ Adalbert_Behr. pdf).URL consultato in data 23-08-2010. [61] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 237 [62] Frank Whitford, 1988, op. cit., p. 200 [63] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 147 [64] Maurizio Vitta, 2007, op. cit., p. 159 [65] Guido Montanari, 2009, op. cit., p. 87 [66] Manfredo Tafuri, 1989, op. cit., p. 162 [67] Johannes Itten, 1978, op. cit., p. 56 [68] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 135 [69] Magdalena Droste, 1997, op. cit., p. 35 [70] Magdalena Droste, 1997, op. cit., p. 37 [71] Maria Antonietta Crippa, 1993, op. cit., p. 107 [72] Johannes Itten, 1978, op. cit., p. 15 [73] Johannes Itten, 1978, op. cit., p. 20 [74] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 140 [75] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 204 [76] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 63 [77] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 67 [78] Magdalena Droste, 2006, op. cit., pp. 144-146 [79] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 188 [80] Biografia di Xanti Schawinsky a cura di Alexander Dorner (http:/ / www. schawinsky. com/ english. htm).URL consultato in data 30-08-2010. [81] Rainer Wick, 1982, op. cit., p. 27 [82] Hans Maria Wingler, 2002, op. cit., p. 350 [83] Karl-Heinz Hter, 1982, op. cit., p. 124 [84] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 110 [85] Vari scrittori, 2009, op. cit., p. 57 [86] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 36 [87] Magdalena Droste, 2005, op. cit., p. 15 [88] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 174 [89] Frank Whitford, 1988, op. cit., p. 168 [90] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 176 [91] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 205 [92] Frank Whitford, 1988, op. cit., p. 175 [93] Ellen Lupton, 2000, op. cit., p. 26 [94] Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 36 [95] Magdalena Droste, 2006, op. cit., pp. 68-71 [96] Hans Maria Wingler, 1987, op. cit., p. 168 [97] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 70 [98] Hans Maria Wingler, 1987, op. cit., p. 202 [99] Eva Forgcs, 1995, op. cit., p. 12 [100] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 88 [101] Hans Maria Wingler, 1978, op. cit., p. 70 [102] Frank Whitford, 1988, op. cit., p. 74 [103] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 90 [104] Magdalena Droste, 2006, op. cit., pp. 75-78 [105] Hans Maria Wingler, 1978, op. cit., p. 119 [106] Ellen Lupton, 2000, op. cit., p. 146

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Bauhaus
[107] [108] [109] [110] [111] [112] [113] [114] [115] [116] [117] [118] [119] [120] [121] [122] [123] [124] [125] [126] [127] [128] [129] [130] [131] [132] [133] [134] [135] [136] [137] [138] [139] [140] [141] [142] [143] [144] [145] [146] [147] [148] [149] [150] [151] [152] [153] [154] [155] [156] [157] [158] [159] [160] [161] [162] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 80 Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 122 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 82 Elle Lupton, 2000, op. cit., p. 78 Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 88 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 175 Hans Maria Wingler, 1987, op. cit., p. 574 Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 136 Maurizio Vitta, 2007, op. cit., p. 193 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 178 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 224 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 225 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 91 Karl-Heinz Hter, 1982, op. cit., p. 112 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 40 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 41 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 72 Eva Forgcs, 1995, op. cit., p. 31 Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 108 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 73 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 150 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 184 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 185 Hans Maria Wingler, 2002, op. cit., p. 228 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 95 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 98 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 99 Frank Whitford, 1988, op. cit., p. 103 Rainer Wick, 1982, op. cit., p. 76 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 148 Carlo G. Argan, 2006, op. cit., p. 93 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 218-223 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 220 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 181 Hans Maria Wingler, 2002, op. cit., p. 523 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 218 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 234 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 193 Winfried Nerdinger, 1989, op. cit., p. 176 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 132 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 134 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 42 Carlo G. Argan, 2010, op. cit., p. 105 Guido Montanari, 2009, op. cit., p. 186 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 44 Magdalena Droste, 2005, op. cit., p. 74 Hans Maria Wingler, 2002, op. cit., p. 346 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 195 Hans Maria Wingler, 2006, op. cit., p. 450 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 190 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 191 Hans Maria Wingler, 1987, op. cit., p. 651 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 216 Hans Maria Wingler, 1978, op. cit., p. 643 Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 210 Oskar Schlemmer, 1981, op. cit., p. 86

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[163] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 186 [164] Oskar Schlemmer, 1981, op. cit., p. 89 [165] Oskar Schlemmer, 1981, op. cit., p. 58

Bauhaus
[166] Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 115 [167] Hans Maria Wingler, 1978, op. cit., p. 567 [168] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 11 [169] Johannes Itten, 1978, op. cit., p. 77 [170] Johannes Itten, 1978, op. cit., p. 81 [171] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 31 [172] Claudine Humblet, 1980, op. cit., p. 132 [173] Magdalena Droste, 2006, op. cit., p. 33 [174] Hans Maria Wingler, 1978, op. cit., p. 652 [175] Hans Maria Wingler, 1978, op. cit., p. 654 [176] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 153 [177] Renato De Fusco, 2008, op. cit., p. 154 [178] http:/ / whc. unesco. org/ en/ list/ 729 [179] http:/ / whc. unesco. org/ fr/ list/ 729 [180] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Bauhaus& language=it& params=50_58_29. 2_N_11_19_46. 2_E_& title=Bauhaus%3A+ Accademia+ di+ Weimar [181] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Bauhaus& language=it& params=50_58_29_N_11_19_45. 7_E_& title=Bauhaus%3A+ Edificio+ Van+ de+ Velde [182] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Bauhaus& language=it& params=50_58_24. 3_N_11_20_20. 9_E_& title=Bauhaus%3A+ Haus+ am+ Horn [183] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Bauhaus& language=it& params=51_50_18. 4_N_12_13_38. 2_E_& title=Bauhaus%3A+ Edificio+ della+ Bauhaus [184] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Bauhaus& language=it& params=51_50_36. 1_N_12_13_17. 5_E_& title=Bauhaus%3A+ Case+ dei+ Docenti

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Bibliografia
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Bauhaus

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Voci correlate
Basic design Bauhaus a Budapest Bauhaus-Archiv Bauhaus-Universitt Weimar Design Disegno industriale Scuola di Ulm Tipografia Vchutemas, movimento artistico russo corrispondente alla Bauhaus

Contesto storico
Repubblica di Weimar Nazionalsocialismo

Contesto artistico
Arte moderna Costruttivismo (arte) De Stijl Deutscher Werkbund Espressionismo Movimento Moderno

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Collegamenti esterni
(DE) Bauhaus 2019 (http://www.bauhaus2009.itsrv.de/) (DE) Bauhaus-Archiv di Berlino (http://www.bauhaus.de/) (EN,DE) Bauhaus Dessau Stiftung (http://www.bauhaus-dessau.de/) (DE) Bauhaus-Universitat Weimar (http://www.uni-weimar.de/)

Walter Gropius

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Walter Gropius
Walter Adolph Gropius (Berlino, 18 maggio 1883 Boston, 5 luglio 1969) stato un architetto, designer e urbanista tedesco. stato uno dei fondatori del Bauhaus. Assieme a Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto e Ludwig Mies van der Rohe stato uno dei maestri del Movimento Moderno in architettura.

Vita
Proveniente da una famiglia di architetti, studia architettura a Monaco (1903) e a Berlino (1905-1907). Nel 1915 durante una licenza militare dal fronte sposa Alma Mahler Schindler, vedova del musicista Gustav Mahler. Insieme i due ebbero una prima figlia cui diedero il nome di Manon; affetta da poliomielite, mor nel 1935 a soli diciotto anni. Un secondo figlio, Carl Martin, nacque pure gravemente malato e mor a dieci mesi di vita. I due divorziarono nel 1920[1].
Ritratto di Gropius

Carriera
Finiti gli studi, dal 1907 al 1910 lavor a Berlino nello studio di Peter Behrens, quando questi era impegnato come consulente artistico con la AEG[2]. Nella stessa citt, nel 1911 apr il suo studio di architettura e da allora fino al 1925, lavor in collaborazione con Adolf Meyer. Sempre nel 1911 ebbe come primo importante incarico la progettazione e realizzazione delle Officine Fagus ad Alfeld, dove sono presenti innovazioni formali: con il vetro e l'acciaio sentiti come "privi di essenza" Gropius diede all'edificio una corporeit compatta e nello stesso tempo trasparente. Per la prima volta furono applicate ampie superfici in vetro su un edificio a pi piani in muratura. Gli Manon, Walter e Alma Gropius angoli privi di sostegni del rivestimento trasparente dell'edificio, che permettono di vedere all'interno i pianerottoli sospesi in aria, contraddicevano le concezioni tradizionali della stabilit. Nel 1914 progetta, insieme a Hannes Meyer, il Padiglione del Werkbund per l'esposizione di Colonia; l'edificio si compone di pi volumi su un impianto assiale e simmetrico, rotto soltanto dal Padiglione dei Motori (il quale affiancato da un lato da una statua classica e dall'altro da una turbina, a celebrazione dello spirito colto dell'lite industriale tedesca). L'ingresso principale costituito da un severo volume in mattoni affiancato da due cilindri vetrati contenenti scale elicoidali; seguendo il percorso centrale si arriva alla Sala delle Macchine, spazio trattato come un capannone ferroviario. Il Bauhaus divenne l'istituzione formale pi influente del XX secolo per l'architettura, il design e la pedagogia dell'arte. Gi nel nome, il Bauhaus, nel quale insegnarono molti fra i pi importanti artisti moderni, alludeva ai cantieri (Bauhtten) medievali. L'arte e l'artigianato, la teoria e la pratica, dovevano essere unificati in un'opera d'arte totale, la costruzione. Si trattava per di utilizzare le tecniche contemporanee, di trasferire alle condizioni dell'epoca

Walter Gropius industriale le vecchie capacit artigianali. Condividendo con il Werkbund le idee del rispetto dei materiali e della loro funzione, l'utilizzabilit dei prodotti divenne l'idea-guida e la produzione industriale lo scopo del lavoro di progettazione. Quella che doveva sorgere era un'arte industriale. Dessau stata la prima localit nella quale la "scuola del Bauhaus" ha potuto realizzare il suo programma non solo di corsi, ma anche di costruzioni. All'edificio della scuola e delle officine, con la sua famosa cortina di vetro, apparteneva anche la Preller - Haus con gli alloggi per gli studenti: dei balconcini, che con il loro parapetto di ferro si stagliavano nettamente nel blocco, indicavano all'esterno la suddivisione in piccole unit abitative. Dopo il complesso della scuola, Gropius progett le case dei maestri, composte di cubi. Nel 1926 realizz la Siedlung ("insediamento") di Dessau-Trten, uno dei capisaldi dell'urbanistica razionalista; nelle case a schiera a due piani egli speriment il lavoro con elementi prefabbricati e con il montaggio a catena sul luogo della costruzione. Del 1927 il progetto per il "Total Theatre" di Erwin Piscator, progetto mai realizzato ma assolutamente innovativo: il palco e gli spalti erano in grado di ruotare ed assumere diverse configurazioni a seconda che si trattasse di una conferenza, di una rappresentazione teatrale o di un concerto. Del 1930 Karlsruhe-Dammerstock. Dal 1928 esercita la professione a Berlino svolgendo un'intensa attivit quale conferenziere su questioni riguardanti il "nuovo modo di costruire" e il Bauhaus.

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Walter Gropius in divisa nel 1915

Dal 1934 al 1937 lavora a Londra in collaborazione con Maxwell Fry. Nel 1937 viene chiamato negli Stati Uniti ad Harvard, presso la "Graduate School of Design", dove, a partire dal 1938, diventa direttore della sezione di architettura. Nello stesso anno organizza a New York la mostra "Bauhaus 1919-1928" e costruisce la sua casa di Lincoln (Massachusetts). Dal 1938 al 1941 gestisce uno studio di architettura in collaborazione con Marcel Breuer. Nel 1946 fonda a Cambridge (Massachusetts) lo studio "The Architects Collaborative" (TAC) con un gruppo di suoi ex allievi, e con questa sigla firmer le sue opere del dopoguerra: in particolare il Graduate Center di Harvard (1949-50) e l'ambasciata degli USA ad Atene (1956). Del 1964/65 il progetto per un Archivio del Bauhaus con sede a Darmstadt che verr poi effettivamente realizzato a Berlino (1976-79). Gropius e Alma sono citati nella canzone Alma, di Tom Lehrer.

Walter Gropius

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Architettura
Gropius unanimemente considerato uno dei pi grandi architetti contemporanei. In effetti la fabbrica Fagus e gli edifici del Bauhaus costituiscono altrettante pietre miliari nella storia dell'architettura moderna. Per il Bauhaus, Gropius ha rappresentato, anche dopo la conclusione della sua esperienza come direttore della scuola, la vera personalit ispiratrice e l'autorit di riferimento. Non a caso anche dopo la chiusura della scuola egli si sempre adoperato perch fossero conosciute e valorizzate le idee che erano state alla base della sua fondazione. Il contributo di Gropius all'architettura moderna, importante sul piano linguistico, diventa decisivo sul piano della didattica: tutto un filone del razionalismo sarebbe impensabile senza la riflessione teorica e l'esperienza didattica del maestro tedesco. Nella teoria metodica di Gropius, infatti, trovano una precisa collocazione funzionale, all'insegna del principio metodologico, tutte le discipline architettoniche, dal design all'urbanistica.
La sede del Bauhaus a Dessau

Edifici importanti
Officine Fagus, 1911 - 1925, Hannoversche Strae, Alfeld an der Leine, Germania Padiglione del Werkbund, 1914, Colonia, (Germania) Sede del Bauhaus, 1925 - 1926, Gropiusallee, Dessau, (Germania) Ufficio di collocamento, 1927 - 1929, August-Bebel-Platz, Dessau, (Germania) Gropius House, 1938, Baker Bridge Road, Lincoln (Massachusetts) Harvard Graduate Center, 1950, Cambridge, (Massachusetts) Progettazione della Gropiusstadt, quartiere residenziale di Berlino, 1960 Bauhaus Archiv, 1976 - 1979, Klingelhferstrae, Berlino
La Gropius house a Lincoln

Bibliografia
Giulio Carlo Argan, Walter Gropius e la Bauhaus, Torino, Einaudi, 1951. P. Morton Shand, The New Architecture and the Bauhaus, Cambridge Mit Press, 1965. Allen ad Unwin, The Scope of Total Architecture, Londra, 1956. Giulio Carlo Argan, L'arte moderna 1770/1970, Firenze, Sansoni, 1970. Walter Gropius 1907/1934, in "Rassegna" 15, Milano, Vari autori, 1983. P. Berdini, Walter Gropius, Bologna, 1983. W. Nerdinger, Walter Gropius, Milano, Electa, 1988.

The Dessau Bauhaus Building 1926-1999, Kentgens-Craig, Margret, (editore). Tradotto in inglese da Michael Robinson, Basel and Boston: Birkhauser, 1998.

Walter Gropius W. Gropius, Apollo nella democrazia, Zandonai, Rovereto 2009 [3]

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Note
[1] La lunga vita di Alma Mahler, musa del secolo (http:/ / www. elapsus. it/ home1/ index. php/ musica/ generi-musicali/ 426-la-lunga-vita-di-alma-mahler-musa-del-secolo) [2] Sigfried Giedion, Spazio, tempo, architettura, Hoepli, Milano, 1984, p.472 [3] http:/ / www. zandonaieditore. it/ libri/ APOLLO%20NELLA%20DEMOCRAZIA. html

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Il Compito dellArchitetto: realizzare lequilibrio tra conoscenza ed esperienza di Walter Gropius (http://www. vg-hortus.it/index.php?option=com_content&task=view&id=327&Itemid=40)

Movimento Moderno
Il Movimento Moderno nella storia dell'architettura fu un periodo, collocato tra le due guerre mondiali, teso al rinnovamento dei caratteri, della progettazione e dei principi dell'architettura, dell'urbanistica e del design. Ne furono protagonisti quegli architetti che improntarono i loro progetti a criteri di funzionalit ed a nuovi concetti estetici. Il movimento si identific nel momento della sua massima espressione, negli anni venti e trenta del XX secolo. Un impulso determinante al movimento fu dato dai CIAM, promossi da Le Corbusier, che erano dei congressi internazionali dove vennero elaborate molte delle teorie e principi che furono poi applicati nelle varie discipline. A questo movimento appartengono il De Stijl, il Bauhaus, il Costruttivismo, il Razionalismo italiano, nel 1936 fu coniato negli USA il termine International Style[1], con il quale spesso viene denominato tutto il movimento.

Antefatti
Alcuni studiosi considerano uno dei padri del Movimento Moderno William Morris, che aveva dettato i primi principi di rinnovamento dell'architettura gi nel Marina City. Un Modello Moderno di Architettura. XIX secolo. Attorno al 1900 poi diversi architetti in tutto il mondo cominciarono a sviluppare nuove soluzioni architettoniche in risposta alla mutata realt sociale e alle nuove possibilit tecnologiche, fattori che avevano avuto nella seconda parte dell'800 un notevole sviluppo. Le opere di Art Nouveau di Victor Horta a Brussels, la Secessione Viennese di Otto Wagner in Vienna, le nuove personali

Movimento Moderno sperimentazioni architettoniche di Antoni Gaudi a Barcellona e Charles Rennie Mackintosh a Glasgow sono espressione di questo mutamento.

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Caratteri del movimento moderno


A seguito di questi incontri di lavoro si chiariscono i princpi fondamentali del movimento e si elaborano gli scritti teorici, cos Bruno Taut nel suo libro del 1929[2] riassume i caratteri del Movimento Moderno in questi cinque punti: 1. La prima esigenza in ogni edificio il raggiungimento della migliore utilit possibile; 2. I materiali impiegati e il sistema costruttivo devono essere subordinati a questa esigenza primaria. 3. La bellezza consiste nel rapporto diretto tra edificio e scopo, caratteristiche dei materiali ed eleganza del sistema costruttivo. 4. L'estetica di tutto l'edificio nel suo insieme senza preminenza di facciate o piante o particolare architettonico. Ci che funzionale anche bello. 5. Come le parti vivono nell'unit dei rapporti reciproci, cos la casa vive nel rapporto con gli edifici circostanti. La casa il prodotto di una disposizione collettiva e sociale. Da qui nascono definizioni delle architetture che si inquadrano nel movimento: L'architettura razionale si rivolge in modo del tutto consapevole alla ragione dello spettatore. Deve comunicare purezza, sapere e conoscenza. L'architettura funzionale punta sui vantaggi funzionali, razionalmente dimostrabili, anzich sulle valutazioni del gusto e si rispecchia nella definizione di Le Corbusier della casa come macchina per abitare. L'architettura internazionale, che definita cos da Walter Gropius: nell'architettura moderna chiaramente percepibile l'oggettivazione di ci che personale e nazionale. Una moderna impronta unitaria, condizionata dai traffici mondiali e dalla tecnica mondiale, si fa strada in ogni ambiente culturale... fra i tre cerchi concentrici individuo, popolo, umanit - il terzo e maggiore abbraccia gli altri due; di qui il titolo architettura internazionale.

Il movimento in Europa
Il Movimento Moderno in Europa negli anni venti, detter canoni comuni per l'architettura universale, cio validi a progettare in ogni luogo e ad ogni latitudine l'ambiente costruito. In questo si scontrer con l'architettura organica di Frank Lloyd Wright, sostenitrice non di principi prestabiliti ma, invece, dell'ineludibile lettura ed interpretazione del luogo, dello spazio e del tempo. Vicino a questa corrente organica in Europa sar Alvar Aalto. Tale contrasto, al di l delle partecipazioni anche appassionate dei protagonisti, sar in realt solo parziale, in quanto entrambe le tendenze faranno parte del medesimo movimento, influenzandosi e sollecitandosi a vicenda. In questi anni le ricerche progettuali pi significative possono individuarsi nel movimento de Stijl in Olanda, nel lavoro d'avanguardia quasi sociale di Le Corbusier e nei vari apporti tedeschi, dalla tradizione industriale ed artigianale ai grandi progetti di case popolari di Francoforte e Stoccarda, alla celebre scuola del Bauhaus. Quest'ultima era una scuola d'arte, architettura e design, che ricercava l'integrazione tra il "fare" della tradizione artigianale e la moderna tecnologia industriale. Tre figure saranno preminenti nell'architettura degli anni venti: Le Corbusier, che teorizza oltre ai "Cinque principi" di Verso un'architettura il concetto dell'Unit d'Habitation, Ludwig Mies van der Rohe e Walter Gropius in Germania che dal Bauhaus, di cui furono entrambi direttori, influenzarono con i loro progetti e le loro teorie proprie del razionalismo la scena architettonica internazionale.

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De Stijl
Il movimento De Stijl nacque nel 1917 in Olanda con la pubblicazione dell'omonima rivista. Piet Mondrian e Theo van Doesburg nel Manifesto De Stijl, utilizzarono il termine neoplasticimo[3] per descrivere la loro forma d'arte: astratta, essenziale e geometrica.

Bauhaus
In Germania, dopo anni di sforzi per riformare l'insegnamento delle arti applicate, nel 1919 il Bauhaus statale di Weimar (Staatliche Bauhaus in Weimar) fece la sua prima comunicazione ufficiale, pubblicando il Manifesto e programma del Bauhaus statale di Weimar ed inizi la sua attivit[4].

La sede del Bauhaus a Dessau di Walter Gropius, 1925

L'esposizione di Stoccarda e il Weissenhof


Nel 1927, con l'Esposizione di Stoccarda organizzata dal Deutscher Werkbund, l'International Style si presenta con forza in tutte le sue componenti; infatti, sotto la supervisione di Ludwig Mies van der Rohe si realizza un quartiere di abitazioni permanenti su un'altura alla periferia della citt, il Weissenhof. I migliori architetti d'Europa vengono chiamati a progettare e costruire le case in questo quartiere, e sono queste tra le figure pi rappresentative del movimento: oltre a Mies medesimo, vi sono i tedeschi Peter Behrens, Walter Gropius, J. Frank, R. Cocker, L. Hilberseimer, Hans Poelzig, A. Rading, Hans Scharoun, A. Scheneck, Bruno Taut, gli olandesi J.J.P. Oud, Mart Stam, lo svizzero Le Corbusier ed il Belga V. Bourgeois.

Palazzina di Le Corbusier al Weienhofsiedlung di Stoccarda 1927

L'esposizione di Stoccarda presenta al pubblico europeo per la prima volta il Movimento Moderno in forma unitaria. Si mettono in evidenza i programmi collegiali e le tendenze comuni a incidere e progettare l'ambiente costruito fra i molti studi, che provengono da luoghi, tempi e sensibilit diverse. La manifestazione ha un grandissimo successo popolare con migliaia di visitatori che attraversano giornalmente il quartiere sperimentale.

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Razionalismo italiano
In Italia dopo la prima guerra mondiale domina l'accademia, anche se nasce un movimento razionalista questo sar in parte ostaggio del nuovo regime Fascista che in diversi modi ne condizioner lo sviluppo. Nonostante questo si avranno diversi architetti razionalisti anche di valore, ma avverr un inevitabile compromissione con lo "stile Novecento" o con il neoclassicismo semplificato di Piacentini pi consono alle tesi di un regime autoritario.

La casa del fascio di Giuseppe Terragni a Como, 1932.

Il Movimento in America
Negli Stati Uniti d'America il Movimento Moderno nasce con la Scuola di Chicago dove si formano per la ricostruzione della citt distrutta dall'incendio del 1871 due generazioni d'ingegneri e tecnici, che realizzano per primi un nuovo tipo di costruzione il "grattacielo" (nel 1885), la cui espressione pi significativa l'abbiamo nella "Reliance Building" (Burnaham & root, 1890-1895). Alla scuola appartiene Louis Sullivan (1856-1924), che la figura pi rappresentativa e che manifesta le sue teorie progettuali con scritti e non solo con le opere, (tra le maggiori L'Auditorium di Chicago, 1887). Nel suo studio si forma Frank Lloyd Wright, che sar l'architetto pi significativo del Movimento Moderno in America. Questi rappresenter l'avanguardia e superer l'architettura dei suoi contemporanei guardando all'Europa anche se con la volont sempre di distinguersi e creare uno stile "americano". La carriera di Wright sar lunghissima, costruir pi di trecento edifici e la sua architettura Il Seagram Building di Mies van der Rohe e organica influenzer tre generazioni di architetti al di l ed al di qua Philip Johnson a New York, 1958 dell'Oceano. Di questi influssi americani sull'Europa ne avremo un primo esempio al concorso del 1922 del "Chicago Tribune", dove l'architetto finlandese Eliel Saarinen vincer il secondo premio con una torre a gradoni, che ricorda in qualche modo la Scuola di Chicago.

L'international Style
Nel 1932 viene organizzata da Philip Johnson al Museum of Modern Art di New York un'esposizione di una certa produzione architettonica negli USA. Il catalogo della mostra, il cui titolo International Style, scritto dallo stesso organizzatore assieme ad Henry Russell Hitchcock e raccoglie edifici realizzati in USA dal 1922 al 1932. Johnson nomina, codifica, promuove, sottotitola e ridefinisce l'intero movimento e gli architetti che ne fanno parte, definendone i motivi ed i valori. Da questo lavoro nasce uno Style che trascende le identit regionali, nazionali, continentali e che diviene appunto internazionale. Attualmente con questo termine si definisce l'intero movimento moderno e spesso sono ricompresi anche edifici realizzati nei decenni successivi agli anni '30.

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Rapporti con l'Europa


Un altro architetto europeo che arriva negli Stati Uniti nel 1923 Richard Neutra. Questi riuscir ad inserirsi nella realt americana con grande successo proponendo i canoni del Movimento Moderno. Neutra nato a Vienna, allievo di Adolf Loos, ed ha lavorato nello studio di Erich Mendelson. La sua produzione varia e combina un semplice rigore tecnico di chiare strutture di metallo e di fine intonaco a effetti di luce estendendo nelle sue case lo spazio architettonico dentro il paesaggio. L'ambiente costruito di Neutra si inserisce drammaticamente in mezzo a sensazionali ambienti naturali con il chiaro intento di accostare e paragonare l'opera dell'uomo senza alterazioni alla natura. Con l'avvento in Germania del Nazionalsocialismo negli anni trenta, avviene un rigetto da parte del governo tedesco dell'architettura moderna che si pensa sia degenerata e bolscevica. Questo significa che intere generazioni di architetti sono forzate a lasciare l'Europa. Accanto ai pi famosi Walter Gropius e Marcel Breuer, che si stabiliscono alla Harvard Graduate School of Design e Ludwig Mies van der Rohe che va a Chicago, arrivano negli Stati Uniti anche altri insegnanti del Bauhaus ed altri architetti Europei. Cos l'influenza della scuola tedesca si estende negli Stati Uniti e Gropius tenta di adattarla ed integrarla alle caratteristiche del mondo nuovo, come negli studi assieme a Konrad Wachsman sulla prefabbricazione delle case unifamiliari. Ludwig Mies van der Rohe chiamato nel 1938 a dirigere la sezione di architettura dell'Illinois Istitute of Technology e nel suo programma di insegnamento si rileva immediatamente quella che sar la filosofia della sua attivit americana. Mies alla ricerca di un rigore architettonico che il repertorio moderno sembra avere perduto in alcune delle sue superficiali realizzazioni. Da un lato ricerca nella osservazione ed applicazione dei materiali da costruzione elementari valori, dall'altro alla ricerca simbolicamente della sezione aurea tra gli elementi e le strutture nei suoi edifici. Cos prima del Campus dell'universit Chicago del 1939, e poi nei grattacieli di cui il Seagram Building a New York del 1956 ne l'apoteosi, usa l'acciaio e il vetro e studia l'unicit di espressione tra particolare costruttivo e particolare architettonico, tra ritmo e proporzione, texture e giunto degli elementi; il tutto teso alla ricerca di un'armonia come in un antico tempio greco.

Il superamento dell'International Style


Le cause delle crisi
Il Movimento Moderno aveva rielaborato la cultura dell'architettura e del costruire dapprima in Europa ed in America realizzando uno stile internazionale, e, dopo la Seconda guerra mondiale, anche in altri paesi, come il Giappone e il Brasile, ed in India con l'esperienza di Chandigarh di Le Corbusier. La rivoluzione del razionalismo era stata tale che si era perduto ogni vincolo sentimentale e occasionale con l'originaria struttura sociale, economica e produttiva. Questi concetti erano ben espressi nel lavoro dell'"Units d'Habitation"; Le Corbusier sosteneva che, per riordinare la citt moderna, v'era la necessit di rovesciare la "follia della casa unifamiliare", espressione di una "emarginazione abitativa", e creare un nuovo "abitare collettivo". Il grande maestro progettava nella pratica una sua vecchia teoria, quella della macchina per abitare, che era una modificazione del concetto stesso del vivere la casa come unit abitativa facente parte di un tutto, il quartiere e la citt. Le tesi erano troppo in avanti e non riuscirono ad adattarsi all'ambiente europeo. La morte dei grandi maestri poi, e la ricostruzione del secondo dopoguerra, che condusse ad un nuovo boom edilizio, portarono ad uno svuotamento dei contenuti delle forme architettoniche del Movimento Moderno, e ad una loro banalizzazione e facile sfruttamento da parte della speculazione edilizia. Tutta questa situazione port ad una reazione che gener nuove tendenze architettoniche contrarie ai principi del funzionalismo.

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Le esperienze nei nuovi paesi


In questo contesto di critica si ebbero le esperienze brasiliane ed anche le esperienze indiane di Le Corbusier. I progettisti di Brasilia, la nuova capitale del Brasile, Oscar Niemeyer e Lucio Costa, usarono i canoni ed il linguaggio del razionalismo internazionale, il curtain wall (pannello), il brise soleil (frangisole), i pilotis (pilastri), che per divennero forme applicate in modo convenzionale, svuotate da un reale aggancio alle esigenze proprie di quella realt. La citt progettata ex novo appare cos formalisticamente bella in astratto, simbolica ma vuota, priva della vitalit che deve essere propria dell'ambiente urbano. Le Corbusier al contrario tenta di calarsi invece nell'ambiente locale, che sente decisamente diverso da quello europeo o nordamericano, di abbandonare ogni campione definito e di ricavare dalla tangibilit nativa una nuova architettura. Ci riuscir solo in parte interpretando a suo modo alcuni simboli della tradizione Indiana, ma lasciando sulla pianura del Capitol il segno di una coraggiosa espressione del grande talento personale, isolato nel contesto della citt. L'altra edilizia, infatti, realizzata a Chandigarh da altri progettisti europei o indiani, se paragonata alle opere del maestro, accentua la sua limitatezza e meccanicit nella ripetizione di alcuni temi convenzionali che dovevano essere una reinterpretazione di figure ricorrenti tradizionali. In queste opere in "cemento a vista" estremamente plastiche e fortemente espressive dell'ultimo Le Corbusier, gi adottate per "Units d'Habitation" di Marsiglia, molti intravedono il superamento del razionalismo e leggono i segni di quello che sar il Postmodern. In Inghilterra tale modo di fare architettura e di sottolineare l'asprezza di forme e strutture oltremisura robuste, dette vita in quegli anni alla corrente architettonica definita brutalismo.

Le nuove tendenze
Nascono negli anni sessanta in Europa ed in America, in antitesi ai principi del Funzionalismo, nuove ricerche architettoniche che vogliono nel complesso superare l'eccessivo rigore del razionalismo anche se battendo strade diverse. Da citare brevemente sono: il neoliberty, in riferimento al lavoro di alcuni giovani architetti italiani attivi in Italia dalla met degli anni '60. Questi architetti criticavano quanto si andava ormai stancamente ripetendo nei CIAM, dichiarando attraverso le loro opere la volont di superare quello che era secondo loro diventata la maniera del Movimento Moderno e della sua interpretazione italiana definita razionalismo italiano. Al neoliberty sono ascritte le prime opere di Roberto Gabetti e Aimaro Isola, Guido Canella, degli Architetti Associati (Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino) e lo stesso Aldo Rossi con particolare attenzione a quel circolo culturale che ruotava intorno alla redazione della rivista Casabella-Continuit in quegli anni diretta da Ernesto Nathan Rogers, una delle figure pi importanti della cultura architettonica italiana del Novecento. Le esperienze dell'architettura radicale collegate all'astratto ed all'utopico in quella inglese di Archigram di P. Cook, che propone una nuova e megastrutturale forma di spazio architettonico di citt fantascientifica e quella italiana del Superstudio di A. Natalini, che considerata da alcuni pi che altro la "negazione" dell'architettura del Movimento Moderno; la cultura del high tech, espressione di un'architettura straordinariamente tecnologica, che traspare, interagisce con l'esterno, portatrice di messaggi metaforici, il cui esempio pi significativo il Centre Pompidou (Beaubourg) di Renzo Piano a Parigi; Il postmodern, che rovescia il pensiero razionalista, considerando autonoma la forma architettonica dell'ambiente costruito dalla funzione, ed anche la tipologia delle architetture non espressione della forma, reclamando all'architettura la valenza simbolica della storia; Altri movimenti, che sono uno sviluppo dei precedenti, come il neorazionalismo, il decostruttivismo, il pluralismo moderno. In conclusione il superamento del Movimento Moderno sembra espresso prima che da queste esperienze proprio da quei maestri, che ne erano stati i padri fondatori come il Le Corbusier sopraccitato o il Ludwig Mies van der Rohe delle ultime opere, nel quale alcuni critici hanno ravvisato in quella forma cos perfetta della simmetria e del ritmo

Movimento Moderno compositivo il linguaggio del neoclassicismo.

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Note
[1] [2] [3] [4] Termine coniato da Henry-Russell Hitchcock e Philip Johnson autori dell'omonimo libro pubblicato nel 1936 Modern architecture, Londra, New York, 1929. S. Polano, Theo van Doesburg, Scritti di arte e di architettura, Roma, 1979, p.21 Kenneth Frampton, Storia dell'architettura moderna. Bologna, 1982, pp. 136-137

Voci correlate
Bauhaus Correnti architettoniche Architettura postmoderna Brutalismo Decostruttivismo Protorazionalismo Razionalismo italiano Union des Artistes Modernes

Neoplasticismo Architetti Le Corbusier Ludwig Mies van der Rohe Walter Gropius

Altri progetti
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Collegamenti esterni
(DE) Villa Schminke (http://www.hausschminke.de) di Hans Scharoun,

Villa Savoye

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Villa Savoye
Coordinate geografiche: 485528N 20142E48.92444N 2.02833E
Villa Savoye [1]

Ubicazione Citt Paese Poissy Francia Informazioni Stato Costruzione monumento storico 1928 - 1931 Realizzazione Architetto Le Corbusier

La villa Savoye situata a Poissy in Francia una delle opere pi celebri di Le Corbusier e fu realizzata tra il 1928 e il 1931. Questo edificio diventato monumento storico il 16 dicembre 1965. Dopo anni di abbandono la villa stata restaurata ed ormai aperta al pubblico.

Descrizione
In questa costruzione, Le Corbusier applica integralmente i suoi cinque punti (i pilotis, il tetto-giardino, la pianta libera, la facciata libera e la finestra a nastro) dimostrando allo stesso momento quanta variet possibile ottenere pur rispettando tale guida normativa. Inoltre la costruzione riflette altri suoi parametri progettuali: i legami con la pittura purista, la coesistenza di forme "libere" e geometriche, l'architettura dei percorsi, il rapporto con l'ambiente naturale che la rendono tra le pi emblematiche del suo pensiero. La pianta della casa nasce da una maglia quadrata di pillole aventi fra loro una distanza di md 4,75; dimensionalmente essa deriva dall'arco di curvatura di un'automobile che, penetrando nella maglia, gira all'interno di essa e si introduce nello spazio destinato a garage. Sono quindi presenti due motivi, per cos dire, archetipi di Le Corbusier: la chiocciola ed il quadrato, che si ritrovano alla base di molte altre sue opere. Nel corpo di fabbrica a pianterreno, avente un lato curvo, oltre al garage, vi un alloggio di servizio ed il vestibolo da cui parte una scala e una rampa, disposta lungo l'asse della pianta. Il piano superiore contiene su tre lati l'alloggio (un grande soggiorno pi tre camere con servizi) e sul quarto lato, che si estende dalla parete esterna alla rampa di spina, si apre una grande terrazza, cui corrisponde un vuoto sul solaio sovrastante. La terrazza rappresenta uno dei

Villa Savoye cinque punti di Le Corbusier, il tetto-giardino e viene descritta dall'architetto con queste parole: "Il vero giardino della casa non sar sul suolo, ma al di sopra di esso a tre metri e cinquanta: questo sar il giardino sospeso dove il suolo secco e salubre, dal quale si vedr tutto il paesaggio, assai meglio che non dal basso". La rampa porta dalla suddetta terrazza-giardino al piano di copertura della casa dove si stagliano i corpi curvilinei del solarium e della scala. Due vuoti corrispondenti rispettivamente al terrazzo inferiore descritto e ad un altro pi piccolo che sovrasta il terrazzino della cucina del piano sottostante; la conclusione della rampa centrale. Un elemento importante di questa casa la rampa, equivalente alla spina centrale dell'intera costruzione. Essa collega al coperto il pianterreno col primo piano e, all'aperto, quest'ultimo col tetto-giardino. In tal modo la rampa, vera e propria promenade architecturale, costituisce un elemento plastico costantemente visibile nella parte centrale della casa sia per chi guarda dall'interno, sia per chi guarda dalla terrazza del primo piano. La volumetria esterna tanto semplice e schematica da apparire "brutalista" ante litteram: un basso parallelepipedo tagliato su ogni lato da un'asola orizzontale, sospeso rispetto al suolo da sottili pilastri e sormontato da corpi semicircolari disposti asimmetricamente. Quanto al rapporto con l'ambiente, Le Corbusier scrive: "La casa si poser nel mezzo dell'erba come un oggetto". Tuttavia, se la scarna volumetria e questo distaccato rapporto con la natura -frutto entrambi di una poetica figurativa e d'un programma comune a tutto il razionalismo e all'arte astrattarientrano indubbiamente nell'intenzionalit dell'autore, alcuni aspetti particolari dell'opera trasformano ed arricchiscono i suoi lati schematici e programmatici. Per esempio le quattro facce non sono, come sembrano, tutte uguali fra loro. Due di esse hanno i pilotis a filo di parete, mentre le altre due sono a sbalzo rispetto ai montanti, realizzando cos la vera e propria facciata libera. Inoltre se tale divario si deve alla struttura, quello che andiamo a descrivere va attribuito ad una ancora pi precisa volont conformatrice; infatti la posizione asimmetrica dei corpi sovrastanti l'edificio, formanti un plastico gruppo a s e la loro stessa variet morfologica conferiscono una nota di variet ed ambiguit al tutto, cos da rendere ogni visuale di prospetto diversa dall'altra: guardandolo dai vari lati, il suddetto gruppo ora appare a sinistra, ora a destra, ora scompare del tutto per chi guarda dal basso, disposto com' in un angolo eccentrico del tetto-giardino. da notare inoltre che la facciata corrispondente alla terrazza-giardino simile alle altre; e ci chiaramente in deroga al principio funzionalista per cui l'esterno dovvrebbe rispecchiare fedelmente l'interno. E tale deroga, cui forse un Gropius o un Mies Van der Rohe non avrebbero mai consentito, la prova migliore del modo di progettare di Le Corbusier che procede per immagini. Lo spazio architettonico interno ed esterno deve s corrispondersi, ma non al punto da scompaginare una immagine che egli aveva prefigurato in nome non solo di una logica funzionale ma anche, in questo come in numerosi altri casi, in quello di una logica della fantasia. Il volume viene tagliato verticalmente da quella che viene definita promenade architectural, rampa che dal pianterreno porta direttamente al solarium ad ammirare le rotondit degli object a reacion poetique, quelle forme plastiche ben visibili dall'esterno.

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Voci correlate
Movimento moderno Villa

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Disegni e foto [2] sito web con le foto di architettura. [3]

Villa Savoye

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References
[1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Villa_Savoye& language=it& params=48_55_28_N_2_01_42_E_region:FR_type:landmark [2] http:/ / www. greatbuildings. com/ buildings/ Villa_Savoye. html [3] http:/ / elarq. com/ galeria/ thumbnails. php?album=62

Le Corbusier
L'architettura il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi sotto la luce.
(Vers une architecture, 1923)

Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris (La Chaux-de-Fonds, 6 ottobre 1887 Roquebrune-Cap-Martin, 27 agosto 1965), stato un architetto, urbanista, pittoree designer svizzero naturalizzato francese. Viene ricordato assieme a Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto come maestro del Movimento Moderno. Pioniere nell'uso del calcestruzzo armato per l'architettura, stato anche uno dei padri dell'urbanistica contemporanea. Membro fondatore dei Congrs Internationaux d'Architecture moderne, fuse l'architettura con i bisogni sociali dell'uomo medio, rivelandosi geniale pensatore della realt del suo tempo.
Le Corbusier negli anni '30

Le Corbusier

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Biografia
Le Corbusier,pseudonimo d'arte di Charles-Edouard Jeanneret, nasce il 6 ottobre 1887 a La Chaux-de-Fonds, Svizzera, dove studia alla scuola d'arte, orientandosi poi verso l'architettura. Anche se era svizzero, visse in Francia,dove lavor tutta la sua vita a progettare piante per case e citt. All'et di quattordici anni, si iscrisse alla Scuola d'Arte del suo paese natale e quando comp i diciotto anni realizz la sua prima abitazione. Dal 1906 al 1914 fece numerosi viaggi in Europa, compresa l'Italia, soggiornando soprattutto a Vienna, poi a Berlino dove conobbe Walter Gropius e Mies van der Rohe. Visitando le principali citt italiane ricav un abbondante quaderno di schizzi delle architetture del passato con a margine di ogni disegno annotazioni e appunti sui materiali, sui colori, sulle forme. Ci gli consente di acquisire un bagaglio culturale che affonda le radici nel passato e di evidenziare la sua passione per l'architettura, nonostante egli non abbia mai compiuto studi regolari in questo ambito. Solo nel 1920 cominci realmente a lavorare come architetto,infatti apre uno studio a Parigi per dedicarsi a quest'ultima. Durante la fase di apprendistato lavor a Berlino e poi a Parigi, dove avr modo di approfondire fra l'altro il suo interesse per la pittura moderna.

Ritratto di Le Corbusier nella banconota svizzera da 10 franchi

Inizialmente lavora nello studio di Auguste Perret (fino al 1922), poi con Pierre Jeanneret apre il suo mitico studio di architettura a Parigi, situato in Rue de Svres al 35. Nello stesso periodo, fonda insieme a A. Ozenfant e Derme, la rivista "Avant-garde e L'Esprit Nouveau". Quasi subito contrastato dagli accademici per il suo presunto stile rivoluzionario, viene successivamente riconosciuto a livello mondiale, lasciando una traccia profonda nelle moderne concezioni architettoniche ed urbanistiche.Il problema pi grande che si pone l'architetto che da un lato doveva Villa Jeanneret-Perret, detta anche Maison blanche, a La Chaux-de-Fonds, Svizzera, (1912). E' una delle prime opere di Le Corbusier. organizzare lo spazio urbano, in modo che la citt possa accogliere agevolmente le grandi masse di lavoratori di ogni livello sociale,dall'altro lato costruire edifici capaci di rispondere alle esigenze di vita collettiva ed individuale di quelle stesse masse. Il suo sistema progettuale improntato dunque all'uso di sistemi razionali, con moduli e forme estremamente semplici, secondo i principi del "Funzionalismo". Inoltre, molte nuove metodiche per l'ingegneria furono introdotte proprio da Le Corbusier. Il tetto piatto con giardino pensile, ad esempio, rappresenta un importante contributo dell'architettura: esso formato da un ampio spazio situato su banchi di sabbia, con l'aggiunta di ampie zone verdi poste al di sotto dell'abitazione. Nella sua infaticabile sperimentazione riesce anche a toccare gli estremi opposti in una variet di linguaggi plastici, come testimoniano le villas La Roche-Jeanneret e Savoye( 1929/31), ), "l'unite d'abitation" di Marsiglia (1947/52), La Cappella di Notre-Dame-Du-Haut sulla sommit di una collina che domina la

Le Corbusier borgata di Ronchamp( 1950/54), il convento dei domenicani La Tourette, La Maison De L'homme a Zurigo e L'ospedale di Venezia. Nello stesso anno mostra, al Salon d'Automne, il suo progetto di una Citt per Tre Milioni d'Abitanti, che sar un caposaldo per i futuri studi urbanistici. L'anno successivo pubblica Verso una Architettura, il libro d'architettura pi importante della prima met del secolo scorso, un esplosivo manifesto in cui sostiene che l'impegno nel rinnovamento dell'architettura pu sostituire la rivoluzione politica, pu realizzare la giustizia sociale. Nel libro tratta di tre dei cinque punti: i pilotis, i tetti-giardino e la finestra a nastro. A questi tre elementi si aggiungeranno qualche anno dopo la facciata libera e la pianta libera. Sono i famosi "cinque punti di una nuova architettura" applicati con intenti teorematici in una delle opere pi importanti del razionalismo architettonico, villa Savoye a Poissy del 1929.

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La celebre Chaise longue disegnata da Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand, 1928

Nel 1927 vinse il primo premio in un concorso internazionale di idee per il progetto del palazzo della Lega delle nazioni di Ginevra. Il progetto non fu, in realt, mai realizzato. Nel 1925-29 il suo progetto per il Centrosoyus (Ministero Centrale della Pianificazione Economica) a Mosca fu posto in atto; nel 1932 fu costruito a Parigi il Dormitorio Svizzero della Cit Universitarie. Nel 1936 Le Corbusier progett la sede del Ministero dell'educazione del Brasile a Rio de Janeiro. Fra i progetti di pianificazione urbanistica elaborati da Le Corbusier meritano di essere ricordati quello di Algeri (iniziato nel 1930), di San Paolo, di Rio de Janeiro, di Buenos Aires, di Barcellona (1933), di Ginevra, di Stoccolma, di Anversa e di Nemour (1934). Un suo progetto per un nuovo museo fu realizzato a Tokyo nel 1929. In quegli anni, poi, scrisse un importante libro sui problemi connessi alla progettazione della citt, La Ville Radiouse, che venne pubblicato nel 1935. Da non trascurare anche la sua produzione non strettamente architettonica, ma pi legata al design. I mobili di Le Corbusier, ad esempio, creati con la collaborazione di P.Jeanneret e C. Perriand, esposti nel 1929 al Salon d'automne a Parigi, lasciarono perplessi i visitatori, per via del fatto che sembravano voler esaltare un concetto sopra ogni altra considerazione: quello di essere l'espressione concreta della loro stessa funzione. Cos' una seduta, se non un oggetto che assolve il proprio compito accogliendo il corpo umano in una postura semi-eretta? Il progettista concentra la sua azione sul concetto dell'utile e delle necessit all'uso. Intorno alla struttura pi semplice, quella di un tubo metallico eletto a supporto primario dell'oggetto, si organizzano i componenti base di ogni tipo di seduta: la struttura si fa gabbia di contenimento o sistema di appoggio. Questi mobili furono concepiti come degli strumenti idonei ad abitare in modo corretto gli spazi costruiti per l'uomo moderno: ancora oggi, si integrano perfettamente nell'habitat quotidiano, e ci dovuto principalmente alla convinzione di Le Corbusier di esprimere nella concretezza dell'oggetto di utilit, il nuovo valore proposto dal binomio forma- funzione. In tal modo l'oggetto, spogliato dell'ornamento, recupera la sua irriducibile intima bellezza, esprimendo la propria natura nell'armonia della nuova forma, semplice ed essenziale. Nel 1944 ritorn all'atelier di Parigi e nel 1946 si trasfer a New York dove il suo genio innovatore fu definitivamente riconosciuto. Mor nell'agosto del 1965 a Roquebrune, in Costa Azzurra.

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I cinque punti della nuova architettura


Nel suo testo teorico Vers une architecture Le Corbusier aveva enunciato i cinque punti dell'architettura moderna: I Pilotis (piloni) sostituiscono i voluminosi setti in muratura che penetravano fin dentro il terreno, per fungere infine da fondazioni, creando invece dei sostegni molto esili, poggiati su dei plinti, su cui appoggiare poi i solai in calcestruzzo armato. L'edificio retto cos da alti piloni puntiformi, di cemento armato anch'essi, che elevano la costruzione separandola dal terreno e dall'umidit. L'area ora disponibile viene utilizzata come giardino, garage o se in citt per far passare strade. Il Tetto-giardino (tetto a terrazza inerbito) restituisce all'uomo il verde, che non solo sotto l'edificio ma anche e soprattutto sopra. Tra i giunti delle lastre di copertura viene messo il terreno e seminati erba e piante, che hanno una funzione coibente nei confronti dei piani inferiori e rendono lussureggiante e vivibile il tetto, dove si pu realizzare anche una piscina. Il tetto giardino un concetto realizzabile anche grazie all'uso del calcestruzzo armato: questo materiale rende infatti possibile la costruzione di solai particolarmente resistenti in quanto resiste alla cosiddetta trazione, generata dalla flessione delle strutture (gravate del peso proprio e di quanto vi viene appoggiato), molto meglio dei precedenti sistemi volti a realizzare piani orizzontali.

Palazzina di Le Corbusier al Weienhofsiedlung di Stoccarda, dove sono adottati i cinque punti, 1927

Villa Savoye a Poissy, 1929

Il Plan libre (pianta libera) resa possibile dalla creazione di uno scheletro portante in cemento armato che elimina la funzione delle murature portanti che 'schiavizzavano' la pianta dell'edificio, permettendo all'architetto di costruire l'abitazione in tutta libert e disponendo le pareti a piacimento. La Facciata libera una derivazione anch'essa dello scheletro portante in calcestruzzo armato. Consiste nella libert di creare facciate non pi costituite di murature aventi funzioni strutturali, ma semplicemente da una serie di elementi orizzontali e verticali i cui vuoti possono essere tamponati a piacimento, sia con pareti isolanti che con infissi trasparenti. La Fentre en longueur (o finestra a nastro) un'altra grande innovazione permessa dal calcestruzzo armato. La facciata pu infatti ora essere tagliata in tutta la sua lunghezza da una finestra che ne occupa la superficie desiderata, permettendo una straordinaria illuminazione degli interni ed un contatto pi diretto con l'esterno. Questi canoni esposti da Le Corbusier verranno applicati in una delle sue pi celebri realizzazioni, la Villa Savoye a Poissy, nei dintorni di Parigi.

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Un'architettura a misura d'uomo


Il principale contributo di Le Corbusier all'architettura moderna consiste nell'aver concepito la costruzione di abitazioni ed edifici come fatti per l'uomo e costruiti a misura d'uomo: "solo l'utente ha la parola", afferma in Le Modulor, l'opera in cui espone la sua grande teorizzazione (sviluppata durante la II guerra mondiale), il modulor appunto. Il modulor una scala di grandezze, basata sulla Sezione aurea, riguardo alle proporzioni del corpo umano: queste misure devono essere usate da tutti gli architetti per costruire non solo spazi ma anche ripiani, appoggi, accessi che siano perfettamente in accordo con le misure standard del corpo umano. Albert Einstein elogi l'intuizione di Le Corbusier affermando, a proposito dei rapporti matematici da lui teorizzati: una scala di proporzioni che rende il male difficile e il bene Il modulor in una moneta svizzera facile. La produzione standardizzata, basata su un modulo replicabile all'infinito, un concetto che domina tutta la produzione di Le Corbusier. Nel 1925 egli, insieme al cugino, in meno di un anno edifica il quartiere Pessac di Bordeaux voluto da Henry Frugs, un industriale che trova in Le Corbusier la sintesi del taylorismo e dell'edificio a misura dell'abitante, dell'utente. Gli edifici di Pessac vengono costruiti a tempo di record poich la loro pianta si basa su un modulo replicabile: le abitazioni sono costruite allo stesso modo di un'auto in una catena di montaggio. Stessa cosa con le case "Citrohan", ideate fin dal 1920 ma realizzate compiutamente a Stoccarda nel 1927: s'intuisce l'assonanza con la 'Citroen', le case non sono altro che nuove realizzazioni Unit d'abitazione a Berlino a catena di montaggio. Occorre creare lo spirito della produzione in serie, lo spirito di costruire case in serie, lo spirito di concepire case in serie, l'idea di Le Corbusier, gi presente nel 1910 con lo studio delle case a "Domino", basate su una struttura portante su cui pu venir costruito qualsiasi edificio.Tra il 1945 e il 1952 Le Corbusier edifica la prima delle sue "Units d'Habitation", unit di abitazione, a Marsiglia. Pi che semplici abitazioni, si tratta di veri e propri edifici-citt. Su diciassette piani costruisce pi di trecento appartamenti a 'tagli' diversi (singoli, coppie, famiglie da 3, 4, 5, 6 persone), al posto dei corridoi tra gli appartamenti ben sette 'strade interne' dove sono presenti negozi di ogni tipo, e il tetto (come gi teorizzato in Verso un'architettura) diviene un'immensa piazza-terrazza dove viene restituito il verde tolto dal cemento e una grande piscina. una citt-edificio per il proletariato, dove i bambini possono giocare nel parco sul tetto quando il padre a lavoro e le madri fanno la spesa nelle strade interne. Le risorse sensazionali della nostra epoca sono messe a servizio delluomo, afferma orgoglioso Le Corbusier, che replica le units anche a Berlino e in alcune citt francesi. L'edificio l'idea di Le Corbusier una macchina da abitare.

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Le utopie urbanistiche
Le ardite teorie architettoniche di Le Corbusier giungono a una loro razionale compiutezza nei suoi avveniristici progetti urbanistici. Gi nel 1922, nel presentare al Salon d'Autumne il suo progetto sulla Citt per Tre Milioni d'Abitanti, Le Corbusier illustrava i punti principali della sua citt modello. Essa si basa essenzialmente su una attenta separazione degli spazi: gli alti grattacieli residenziali sono divisi gli uni dagli altri da ampie strade e lussureggianti giardini. Le Corbusier destina alle grandi arterie viarie il traffico automobilistico privandolo della presenza dei pedoni, garantendo cos alte velocit sulle strade. Ai pedoni restituita la citt attraverso percorsi e sentieri tra i giardini e i grandi palazzi. Il grande maestro vuole non solo realizzare la casa secondo i canoni del Le Modulor, ma anche un nuovo Ambiente costruito che sia nella sua interezza a misura d'uomo. Nel 1933 queste sue idee vengono meglio sviluppate nel capolavoro teorico del progetto della Ville Radieuse, La citt di domani, dove sar ristabilito il rapporto uomo-natura!. Qui si fa pi marcata la separazione degli spazi: a nord gli edifici governativi, universit, aeroporto e stazione ferroviaria centrale; a sud la zona industriale; al centro, tra i due lati, la zona residenziale. Il centro viene decongestionato dall'odiata giungla d'asfalto e solo il 12% di superficie risulta coperta dagli edifici residenziali, che si sviluppano in altezza destinando al verde tutte le altre zone. La ferrovia circonda ad anello la citt, restando in periferia, mentre le arterie viarie hanno uscite direttamente alla base dei grattacieli residenziali dove sono situati i parcheggi; le autostrade sono rialzate rispetto al livello di base dai pilotis; i trasporti urbani si sviluppano in reti metropolitane sotto la superficie

Il Palazzo dell'assemblea di Chandigarh

Il Palazzo delle Nazioni Unite a New York

Il grande sogno di poter realizzare la citt ideale delle utopie rinascimentali e illuministe si concretizza nel 1951. Il primo ministro indiano, Nehru, chiam Le Corbusier e suo cugino Pierre per destinare al "pi grande architetto del mondo" l'edificazione della capitale del Punjab. Iniziano i lavori per Chandigarh (la "citt d'argento"), probabilmente il punto d'arrivo dell'ardito e pionieristico sviluppo di Le Corbusier. La divisione degli spazi qui giunge a chiudere definitivamente il divario tra uomo e costruzione: la citt segue la pianta di un corpo umano; gli edifici governativi e amministrativi nella testa, le strutture produttive ed industriali nelle viscere, alla periferia del tronco gli edifici residenziali tutti qui molto bassi vere e proprie isole autonome immerse nel verde. Si concretizza anche la sua grande innovazione del sistema viario, con la separazione delle strade dedicate ai pedoni e quelle dedicate al solo traffico automobilistico: ogni isolato circondato da una strada a scorrimento veloce che sbocca nei grandi parcheggi dedicati; un'altra strada risale tutto il 'corpo' della citt fino al Campidoglio ospitando ai lati gli edifici degli affari; una grande arteria pedonale ha alle sue ali negozi della tradizione indiana, con in pi due strade laterali automobilistiche a scorrimento lento; una grande strada, infine, giunge fino a Delhi. La citt di Chandigarh fonde tutti gli studi architettonici compiuti da Le Corbusier nei suoi viaggi giovanili per l'Europa e le sue innovazioni del cemento e della citt a misura d'uomo. Simbolico il monumento centrale della citt, una grande mano tesa verso il cielo, la mano dell'uomo del Modulor, una mano aperta per ricevere e donare.

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Opere
Nella sua lunghissima carriera, durata dai primissimi passi della "Villa Fallet" quasi 60 anni, Le Corbusier realizz 75 edifici in 12 nazioni, una cinquantina di progetti urbanistici, tra cui il piano di fondazione di una nuova citt, Chandigarh la capitale del Punjab in India, centinaia di progetti non realizzati, tra cui due importanti in Italia.

Scritti
Le Corbusier stato uno dei maggiori teorici dell'architettura del XX secolo ed ha lasciato un enorme La Cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp corpus di scritti. Egli infatti pubblic quasi 54 libri[1] e opuscoli dedicati alle sue idee relative all'architettura, l'urbanistica, il design e l'arte. Tra questi alcuni testi rimangono delle pietre miliari della letteratura disciplinare, diffuse in tutte le maggiori lingue del mondo. Tra tutti si cita Vers une architecture del 1923, che rappresent una sorta di bibbia per gli architetti del Movimento Moderno. Tra il 1918 e il 1925, assieme al pittore francese Amde Ozenfant, Le Corbusier ha enunciato una serie di teorie sul Purismo[2]. Scrisse inoltre molti articoli su riviste darchitettura e giornali in francese ed in altre lingue, relazioni a convegni. Rimangono, infine, un cospicuo numero di appunti, testi di conferenze e scritti in buona parte pubblicati post mortem, e un'ampia collezione di carnets di schizzi. Egli stesso, assieme al cugino Pierre Jeanneret, aveva curato la pubblicazione della sua opera completa (Oeuvre complete) in nove volumi.

Archivi
Fondazione Le Corbusier, Parigi Fondo presso ACit La Chaux-de-Fonds

Note
[1] Bibliografia completa di Le Corbusier (http:/ / www. fondationlecorbusier. asso. fr/ biblio. htm).URL consultato in data 17-11-2009. [2] Amde Ozenfant e Charles-Edouard Jeanneret, La peinture moderne. Paris : Cres & c., 1925; edizione in lingua italiana: Sulla pittura moderna. Trad. di Irene Alessi, Milano : C. Marinotti, ISBN 88-8273-054-9, 2004

Bibliografia
AA.VV., Le Corbusier Genve, 1922-1932, cat. mostra Ginevra, 1987. T. Aglieri Rinella, Le Case La Roche-Jeanneret di Le Corbusier: riflessioni per un progetto di restauro, Officina Edizioni, Roma, 2008 J. Bosman, Le Corbusier und die Schweiz, 1987. J. Lucan (a cura di), Le Corbusier: une encyclopdie, 1987. Architektenlexicon, 338-340. DBAS, 616-618. A. M. Vogt, Le Corbusier, der edle Wilde, 1996. J.-P. e N. Jornod, Le Corbusier (Charles Edouard Jeanneret): catalogue raisonn de l'oeuvre peint, 2 voll., 2005.

Le Corbusier Samp, Luca, Le Maisons Jaoul di Le Corbusier. La petite maison e la citt contemporanea, FrancoAngeli, Milano 2010. H. Bieri Thomson (a cura di), Une exprience art nouveau: le style sapin La Chaux-de-Fonds, 2006. A. Petrilli, L'urbanistica di Le Corbusier, 2006.

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Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Le Corbusier Wikiquote contiene citazioni: http://it.wikiquote.org/wiki/Le Corbusier

Voci correlate
Elenco delle opere e dei progetti di architettura di Le Corbusier Movimento Moderno Purismo (arte) CIAM Scritti di Le Corbusier in italiano

Collegamenti esterni
(EN,FR) Fondation Le Corbusier - sito ufficiale (http://www.fondationlecorbusier.asso.fr/) Le Corbusier (http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I19085.php) sul Dizionario storico della Svizzera Pagina monografica del sito Vitruvio.ch (http://www.vitruvio.ch/arc/masters/lecorbusier.php) (EN) Pagina su Le Corbusier (http://www.archinform.net/arch/346.htm) del sito archINFORM Le Corbusier - Free DWG (http://stylos.altervista.org/lecorbusier.html) (EN) Pagina monografica del sito archiguide (http://archiguide.free.fr/AR/Corbu.htm) (DE) Pagina monografica della TUHH Universittsbibliothek (http://www.tu-harburg.de/b/kuehn/lecorb. html) (con molti riferimenti ad altri siti internet) Voce monografica del sito Design Dictionary (http://www.designdictionary.co.uk/it/lecorbusier.htm) (EN) Voce monografica del sito Design Dictionary (http://www.designdictionary.co.uk/en/lecorbusier.htm) (EN) database con schede ed immagini (http://agram.saariste.nl/scripts/index.asp?dir=corbu&pics=cb& tekst=LeCorbusier) dal sito www.agram (http://agram.saariste.nl) (sito di Rein Saariste) (FR) galleria fotografica su Le Corbusier (http://www.speakeasy.org/~trostis/Index.html) a Parigi (sito e foto di Damian Trostinetzky) Firminy Vert (http://www.sitelecorbusier.com/it/)

Pier Luigi Nervi

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Pier Luigi Nervi


Pier Luigi Nervi (Sondrio, 21 giugno 1891 Roma, 9 gennaio 1979) stato un ingegnere italiano. Fu socio dell'Accademia nazionale delle scienze e autore di alcune grandi opere. Collabor con architetti di fama internazionale, tra cui Le Corbusier e Louis Kahn.

Pier Luigi Nervi

Biografia
Nato a Sondrio da genitori liguri, a causa del lavoro del padre (direttore postale) durante l'infanzia fu costretto a cambiare pi volte residenza. Si iscrisse alla facolt di ingegneria dell'Universit di Bologna, conseguendo la laurea nel 1913. Dopo la laurea trov lavoro nell'ufficio tecnico della Societ per Costruzioni Cementizie a Bologna; qui si form professionalmente, approfondendo i problemi di ogni tipo di struttura. Durante la prima guerra mondiale svolse servizio nel Genio militare. Nel 1920 fond la sua prima impresa, la Societ Ing. Nervi & Nebbiosi, che nel 1932 divenne Nervi e Bartoli. Nel 1924 spos Irene Calosi, da cui ebbe quattro figli. Tre di loro lo affiancheranno nel lavoro, mentre il quarto, Carlo Nervi, sar oncologo in Roma. La prima struttura realizzata da lui, il Ponte sul fiume Cecina nel comune di Pomarance (PI) porta la data 1920. Il Teatro Augusteo di Napoli fu realizzato tra il 1926 e il 1927 insieme all'ingegner cav. Gioacchino Luigi Mellucci, ma il primo lavoro a destare interesse a livello internazionale fu lo stadio "Berta" di Firenze Campo di Marte (attualmente Stadio Artemio Franchi) con le particolari scale elicoidali e la famosa Torre Maratona. Il concorso per l'opera si svolse nel 1930 e il suo progetto fu giudicato il migliore per la raffinatezza strutturale, per l'impatto delle strutture totalmente a vista e per l'attenzione al contenimento dei costi di costruzione.
Il Palazzetto dello Sport al Villaggio Olimpico a Roma

La Cattedrale di St. Mary a San Francisco

Pier Luigi Nervi

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La stessa attenzione al controllo tecnico ed economico rese vincenti anche i progetti per aviorimesse, realizzati per conto della Regia Aeronautica italiana. Gli hangar generalmente erano costruiti in legno o metallo, ma all'epoca questi materiali erano preziosi e venivano destinati alla produzione bellica. Restano tuttora visibili i famosi "hangar in galleria" realizzati sull'isola di Pantelleria. Applicando innovative soluzioni nella progettazione delle ampie volte di copertura, caratterizzate da archi incrociati di cemento, tra il 1935 e il 1943 costru due dei quattro hangar dell'idroscalo di Orbetello, i due dell'idroscalo di Marsala e i quattro dell'aeroporto di Castel Viscardo/Orvieto, impiegando l'avveniristica ed elegante struttura "geodetica". Tali realizzazioni consentivano di ridurre il numero dei punti di appoggio, aumentando considerevolmente le luci interne destinate ad ospitare gli aerei. Nulla resta delle costruzioni di Orvieto ed Orbetello, distrutte dai tedeschi in ritirata alla fine dell'ultimo conflitto. Dopo una prima realizzazione con la tecnica tradizionale che prevedeva il getto di calcestruzzo su centine, in quelle successive sfrutt dei conci prefabbricati, collegati con getti di solidarizzazione nel corso della messa in opera, riducendo ancor di pi i costi di costruzione. Da Orbetello part un'importante spedizione di idrovolanti Savoia-Marchetti S.55 che, alla guida di Italo Balbo, attravers l'Atlantico con scalo in Islanda. Oggi del meraviglioso complesso resta solamente qualche muro malridotto. Sono invece in buono stato di conservazione le aviorimesse coeve da lui costruite presso l'idroscalo di Marsala e sull'aeroporto di Pantelleria, in Sicilia.

La scala elicoidale dello Stadio di Firenze

Interno della copertura dell'Aula Paolo VI nella

La produzione degli anni trenta e quaranta (stadio di Firenze, Citt del Vaticano aviorimesse), con la sua chiarezza compositiva, impose all'attenzione del pubblico Nervi, che ben presto divenne il simbolo dell'evoluzionismo in architettura, il simbolo di un continuum tra il grande passato artistico del nostro paese e il presente. In questo senso la figura di Nervi fu utilizzata dal regime fascista per propagandare il "progresso" e proposta all'opinione pubblica come un idolo, tanto che le sue opere erano conosciute anche da coloro che a malapena sapevano i nomi dei grandi maestri del Rinascimento. Sebbene figura particolare, Nervi era comunque legato al Razionalismo Italiano e nel dopoguerra assieme a Bruno Zevi, Luigi Piccinato, Mario Ridolfi ed altri fu tra i fondatori nel 1945 a Roma dell'Associazione per l'Architettura organica. Nel dopoguerra, la prima opera significativa fu il Salone per Torino Esposizioni, in cui sfrutt la nuova tecnologia del ferro-cemento per realizzare la grande volta a botte trasparente. Tra il 1953 e il 1958 si occup della realizzazione della sede dell'UNESCO a Parigi e, con l'affermarsi della sua figura di progettista al di fuori dell'Italia, a questa fecero seguito numerosi incarichi internazionali. La costante attenzione nei confronti del rapporto tra forma e struttura, tra architettura e ingegneria, tra etica dei costi ed estetica della costruzione, contraddistinse anche la produzione dei suoi scritti e il suo impegno come docente universitario: fra il 1945 e il 1962 fu professore incaricato di Tecnica delle costruzioni e Tecnologie dei materiali della facolt di Architettura dell'Universit "La Sapienza" di Roma. Tra il 1956 e il 1961 collabor alla progettazione del Grattacielo Pirelli a Milano e, nello stesso periodo, alla progettazione del complesso di opere per le Olimpiadi di Roma del 1960.

Pier Luigi Nervi Sempre del 1961 il Palazzo del Lavoro per l'esposizione Italia 61 a Torino. L'incarico pi prestigioso per Pier Luigi Nervi fu quello conferitogli nel 1964 da papa Paolo VI per la costruzione della nuova Aula delle Udienze Pontificie in Vaticano, tuttora nota come Aula Nervi. Muore nel 1979 a Roma all'et di 88 anni.

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La filosofia operativa
Il filo conduttore di tutta l'opera di Nervi la staticit. Egli affermava: Come sempre in tutta la mia opera progettistica ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le pi efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola assoluta e senza eccezioni. La prima produzione di Nervi si scontrava comunque con una non perfetta gestione degli spazi, ma questo era dovuto in larga misura alla scarsa intesa con i collaboratori. A tal proposito esempi significativi sono il grattacielo Pirelli (1955-1959), il cui progetto architettonico di Gi Ponti (Nervi ha progettato esclusivamente le strutture in cemento armato), e il grattacielo di Place Vitoria a Montreal (1962-1966), il cui progetto architettonico di Luigi Moretti. Il Nervi pi autentico si manifesta nelle opere pi recenti, i cui progetti sono stati redatti da lui o in collaborazione con architetti di minor calibro. Ne sono esempio il Palazzetto dello Sport di Roma (1956-1957, con Annibale Vitellozzi), la cartiera Burgo a Mantova (1961-1963, con il figlio Antonio), il grattacielo di Australia Square a Sydney (1961-1967, progetto architettonico di Harry Siedler), l'Aula delle Udienze Pontificie in Vaticano (1966-1971). Per uno spirito contemplatore la natura riserva una miriade di spunti alla creazione, ma al contempo nell'atto della creazione e della costruzione, si rivelano i vincoli imposti dalle leggi fisiche che limitano la creativit dell'artista. Pier Luigi Nervi ha saputo, nel corso della sua vita di costruttore, superare questi vincoli in maniera brillante quanto determinata. Lo ha fatto con la sperimentazione e la ricerca (le sue coperture ne sono un esempio). Per Nervi l'arte non concepibile soltanto come estetica, ma pura funzionalit e staticit.

Onorificenze
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana 2 giugno 1957 [1]

Opere
Cronologia delle opere pi significative: 1920/22 Ponte sul fiume Cecina nel comune Pomarance (Pisa) demolito dall'ANAS di Firenze nel 2001 1924 Copertura del Teatro Politeama Pratese di Prato 1926/27 Teatro Augusteo di Napoli con l'ingegner cav. Gioacchino Luigi Mellucci 1930/32 Stadio "Berta" (ora "Artemio Franchi") di Firenze 1935 Aviorimesse di Orvieto 1935 Aviorimesse Idroscalo di Marsala 1939 Aviorimesse di Orbetello 1940 Progetto del Padiglione della Civilt Italiana e del Padiglione dell'Acqua e della Luce (EUR) - Roma) 1947/49 Piscina per l'Accademia Navale di Livorno 1950 Direzione lavori della rotonda e del trampolino dello stabilimento balneare Kursaal di Ostia disegno architettonico di Attilio Lapadula

Pier Luigi Nervi 1953/58 palazzo dell'UNESCO a Parigi 1954 Stazione di Napoli Centrale 1955 Progetto centrale idroelettrica sul fiume Tenza 1955/59 progettazione delle strutture in c.a. del Centro Pirelli di Milano, disegno architettonico di Gi Ponti 1956/57 Palazzetto dello Sport(Video [2]) di Viale Tiziano a Roma e Stadio Olimpico Comunale Carlo Zecchini di Grosseto 1957 progetto dell'Aeroporto internazionale Leonardo da Vinci (Roma) 1957/59 Stadio Flaminio di Roma (In collaborazione con Antonio Nervi) 1958/59 Palazzo dello Sport dell'EUR (Roma) 1958/60 Viadotto di Corso Francia (Roma) 1959/60 Palazzo del Lavoro (Torino) 1960/62 Stazione Ferroviaria di Savona 1960/62 Stazione degli Autobus di New York 1961 Palazzo del Lavoro di Torino, disegno architettonico di Gi Ponti 1961 Palazzetto dello Sport di Torino 1961/62 Torre Piezometrica Stabilimento Fiat Mirafiori di Torino 1961/63 Cartiera Burgo (Mantova) 1961/63 Ponte Risorgimento (Verona) 1961/67 Edificio Australian Square (Sydney) 1962/66 Stock Exchange Tower, Tour de la Bourse (Montreal - Canada), con Luigi Moretti 1964/71 Cathedral of Saint Mary of the Assumption , San Francisco, Disegno architettonico di Pietro Belluschi 1966/71 Nuova aula delle Udienze Pontificie in Vaticano (Aula Paolo VI) 1972 Palazzo Nervi-Scattolin (Venezia), con Angelo Scattolin 1975/76 Centro di Buona Speranza (Citt del Capo - Sudafrica) 1976 Ambasciata Italiana, Brasilia 1977/78 Torre Nervi (Reggio Calabria)

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Galleria

hangar "Nervi" all'idroscalo di Marsala

Tour de la Bourse

Il Palazzetto dello Sport a Roma ( Video)

Interno dell'Aula Paolo VI a Roma

Pier Luigi Nervi

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Note
[1] Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. (http:/ / www. quirinale. it/ elementi/ DettaglioOnorificenze. aspx?decorato=32486) [2] http:/ / www. youtube. com/ watch?v=GGUw5v6tsIY& hd=1

Bibliografia
Scienza o arte del costruire? Caratteristiche e possibilit del cemento armato. Roma, Edizioni della Bussola, 1945. Pier Luigi Nervi. El lenguaje arquitectonico. Buenos Aires, Est. Graf. Platt SAC e I., 1951. Pier Luigi Nervi. Costruire correttamente: caratteristiche e possibilit delle strutture cementizie armate. Milano, Hoepli, 1955. Giulio Carlo Argan. Pier Luigi Nervi. Milano, Il Balcone, 1955. Giovanni Michelucci (a cura di). Architettura d'oggi: Testi e riproduzioni di Pier Luigi Nervi, Luigi Cosenza, Franco Marescotti, Gino Levi-Montalcini, Ludovico Quaroni, Giovanni Astengo. Firenze, Vallecchi, 1955. Gustavo Colonnetti. Scienza delle costruzioni: vol. III. La tecnica delle costruzioni. Le pareti sottili. Realizzazioni di Pier Luigi Nervi, Eduardo Torroja, Guido Oberti. Torino, Einaudi, 1957. Jurgen Joedicke. Pier Luigi Nervi. Milano, Edizioni di Comunit, 1957. Ada Luise Huxtable (a cura di). Pier Luigi Nervi. Milano, Il Saggiatore, 1960. Pier Luigi Nervi. Aesthetics and technology in building: Charles Eliot Norton lectures, 1961-1962. traduzione Robert Einaudi, Cambridge, MA, Harvard University press, 1965. Pier Luigi Nervi. Nuove strutture. Milano, Edizioni di Comunit, 1963. Pier Luigi Nervi. gi iniziato l'immutabile stile del futuro?. Roma, Tip. della Pace, 1963. Agnoldomenico Pica. Pier Luigi Nervi. Roma, Editalia, 1969. Paolo Desideri, Pier Luigi Nervi jr, Giuseppe Positano (a cura di). Pier Luigi Nervi. Bologna, Zanichelli, 1979. Silvio Ceccato (a cura di). Pier Luigi Nervi e la sua opera: incontro di studio organizzato dal Comitato del Premio Ingersoll rand Italia. Milano, Boroni, 1980. Fabio Mariano e Gabriele Milelli (a cura di). Pierluigi Nervi: una scienza per l'architettura. Roma, Istituto Mides, 1982. Gabriele Milelli (a cura di). Eredit di Pier Luigi Nervi. Ancona, Istituto marchigiano Accademia di scienze-lettere ed arti, 1983. Luigi Ramazzotti (a cura di). Nervi oggi: scritti dalle mostre e dai convegni. Roma, Kappa, 1983. Andrea Claudio Galluzzo, Carlo Battiloro, Francesco Varrasi. La grande vicenda dello stadio di Firenze. Firenze, Edifir, 2000. ISBN 88-7970-095-2. Fausto Giovannardi" Pierluigi Nervi e l'arte di costruire" 2008, Borgo San Lorenzo (Fi). Sergio Poretti, Tullia Iori. Pierluigi Nervi. L'Ambasciata d'Italia a Brasilia, Electa, 2007 Claudio Greco. "Pier Luigi Nervi. Dai primi brevetti al Palazzo delle Esposizioni di Torino 1917-1948, Quart Verlag, Lucerna 2008 Conny Cossa. "Moderne im Schatten. Die Audienzhalle Pier Luigi Nervis im Vatikan", Regensburg, Schnell & Steiner 2010. ISBN 978-3-7954-2344-5 Conny Cossa: "Modernismo all'ombra. La Sala delle udienze pontificie di Pier Luigi Nervi", Roma, Libreria Editrice Vaticana 2010. Carlo Olmo e Cristiana Chiorino (a cura di), Pier Luigi Nervi: architettura come sfida, Bruxelles, Silvana Editoriale, 2010. Massimiliano Savorra, Flix Candela, Pier Luigi Nervi and formalism in architecture, in P. Cassinello (ed.), Flix Candela, Madrid 2010, pp. 155-167 Annalisa Trentin, Tomaso Trombetti (a cura di). La lezione di Pier Luigi Nervi, Milano, Bruno Mondadori 2010. Francesca Romana Castelli, Anna Irene Del Monaco (a cura di). Pier Luigi Nervi e l'architettura strutturale, Roma, Edilstampa 2011. pp.200 ISBN 978-88-7864-081-8

Pier Luigi Nervi

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Collegamenti esterni
Foto delle opere in costruzione (http://dau049.poliba.it/admin/doxer/doc/11_1169115658.pdf) Il sito dell'Associazione Pier Luigi Nervi Project www.pierluiginervi.org (http://www.pierluiginervi.org)

Altri progetti
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Voci correlate
Ferrocemento

Erich Mendelsohn
Erich Mendelsohn (Allenstein, 21 marzo 1887 San Francisco, 15 settembre 1953) stato un architetto tedesco.

Erich Mendelsohn

Eric Mendelsohn un celebre architetto del XX secolo conosciuto per i suoi edifici espressionisti, si afferma in et giovanile, grazie alla realizzazione fra il 1918 e il 1924 della "Torre Einstein" a Potsdam. La torre, progettata come edificio - telescopio, fu costruita per la verifica empirica di alcuni aspetti delle teorie elaborate dal celebre scienziato. L'edificio caratterizzato da una forma fortemente plastica e gli ha permesso di configurarsi come l'edificio pi famoso della corrente espressionista. In questi anni l'unico materiale edile che liberasse l'architettura dal vincolo dello squadro e dei piani sovrapposti era il cemento. Il problema in questo caso era creato della particolare forma che complica la costruzione di cassaforme che contenessero la colata di

Einsteinturm

Erich Mendelsohn c.l.s ecco che venne realizzata in mattoni con rivestimento cementizio. Nel 1921 Mendelsohn si occupa della realizzazione della "Fabbrica di Cappelli" a Luckenwalde, edificio il cui tetto richiama la forma di un cappello, come a voler pubblicizzare l'edificio stesso. Tra gli anni '20 e gli anni '30 realizza molti edifici, interpretando lo stile razionalist, che si afferm in quegli anni. I suoi edifici, con le loro forme curvilinee, conservavano qualcosa del periodo espressionista. All'avvento del nazismo fu costretto ad espatriare in Gran Bretagna. Per un certo periodo fu attivo anche in Palestina, prima di stabilirsi negli Stati Uniti.

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Bibliografia
Ezio Godoli, Erich Mendelsohn Schocken Building, in "Area" n. 71, nov/dic 2003 leggi l'articolo [1] David Palterer, "Tracce di Mendelsohn", in Domus, 646, 1984, pp.49 Leonardo Benevolo, Storia dell'Architettura Moderna, Ed. Laterza, 2003, pagg. 460- 461. David Palterer (a cura di), Erich Mendelsohn - Nuove riflessioni (tit. orig. New Reflections), Ed. Tre Lune Edizioni 2004, pp. 100. ISBN 88-87355-84-3

Altri progetti
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References
[1] http:/ / www. area-arch. it/ home. php?_idnodo=174234

Ludwig Mies van der Rohe


(EN) (IT)

Less is more! Il meno il pi!


(Ludwig Mies van der Rohe)

Ludwig Mies van der Rohe (Aquisgrana, 27 marzo 1886 Chicago, 17 agosto 1969) stato un architetto e designer tedesco. Viene ricordato - assieme a Le Corbusier, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto - come maestro del Movimento Moderno.

Biografia
Ludwig Mies van der Rohe su un francobollo tedesco del 1986.

Ludwig Mies van der Rohe

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Aquisgrana
Nato ad Aachen (Aquisgrana), 27 marzo 1886 con il nome di Maria Ludwig Michael Mies, il pi giovane di cinque fratelli. Il padre Michael Mies uno scalpellino con un proprio laboratorio dove produce principalmente monumenti funerari, aiutato dal figlio maggiore Ewald. Aiuta a gestire la cava di famiglia e frequenta la Domschule, per un periodo che va dai sei ai tredici anni, anche se non prende mai il diploma; cambia indirizzo di studi e va nel corso di arti e mestieri, la Spenratschule, ma visto la sua modesta condizione economica, lavora anche per Max Fischer, specialista in decorazione a stucco d'interni. Durante questo periodo Mies sviluppa una grande capacit di disegno a mano libera, inoltre frequenta il mondo dei cantieri, che lo porta a conoscere gli architetti locali; temporaneamente collabora come mastro apprendista (a titolo gratuito) per un costruttore locale. Passer per lo studio Goebbles come disegnatore, quindi da Albert Schneider dove avr modo di leggere la rivista Die Zukunft, che lo porta a conoscere la filosofia e la spiritualit. In questo periodo conosce l'architetto Dlow che lo sprona ad andare a Berlino a cercare lavoro.

Villa Tugendhat a Brno, tra le opere pi note di Mies van dre Rohe in Europa

Berlino
Nel 1905 si trasferisce a Berlino, dove lavora senza salario in vari cantieri della citt. Questo fino a quando non entra nello studio di Bruno Paul, come disegnatore la Poltrona Barcelona, un'icona del design industriale di mobili, dove inizia ad apprendere i primi rudimenti realizzata da Mies van der Rohe per l'esposizione di architettura. Qui riceve il suo primo incarico, Casa universale del 1929. Riehl a Neubabelsberg, nel Potsdam-Babelsberg, (1906). Dal 1906 al 1908 frequenta sia la Kunstgewerbeschule che la Hochschule fr Bildende Knste, accademie di belle arti.
Padiglione di Barcellona

Ludwig Mies van der Rohe

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Il Padiglione di Barcellona fu progettato da Ludwig Mies van der Rohe nel 1929 per l'Esposizione Universale di Barcellona del 1929. Demolito dopo l'esposizione, stato ricostruito fra il 1983 e il 1989.

L'esterno del Padiglione dallo specchio d'acqua

Interno del Padiglione con le celebri poltrone Barcelona Nel 1907 Peter Behrens entra nel Deutscher Werkbund e lo stesso anno Mies entra nello studio di Behrens dove rimane fino al 1912, lavorando al fianco di Gropius e per breve tempo anche di Le Corbusier. In questo periodo Behrens era il consulente artistico della ditta AEG per cui realizza, con i suoi collaboratori Mies, Walter Gropius e Adolf Meyer la Fabbrica di turbine AEG; inoltre collabora anche per l'Ambasciata tedesca a San Pietroburgo, dove nascono dei dissapori tra il capostudio e il venticinquenne Mies. La rottura tra i due avviene poco dopo, quando i coniugi olandesi Krller nel 1911 incaricano lo studio di Behrens per una casa; il progetto neoclassico rappresentato su tele in situ viene rifiutato e i due invitano il giovane Mies a farne uno tutto suo, anch'esso rifiutato. Sotto l'influenza di Behrens, Mies sviluppa un approccio stilistico basato sulle nuove tecniche strutturali. Sviluppa anche una simpatia per il "credo" estetico sia del costruttivismo Russo che del gruppo del De Stijl Olandese. Prende grande ispirazione dalle opere neoclassiche di Karl Friedrich Schinkel, il cui rigore delle forme permetteranno a Mies di creare un proprio linguaggio architettonico. In questo periodo ha anche la fortuna di conoscere due protagonisti dell'architettura del suo secolo: Frank Lloyd Wright durante una sua mostra di disegni nel 1910 e Hendrik Petrus Berlage durante un soggiorno in Olanda avvenuto nel 1912. Nel 1910 Mies torna nella citt natale e partecipa assieme al fratello Ewald al concorso per il Monumento commemorativo a Bismarck. Nello stesso anno progetta Casa Perls a Berlino. in questo periodi che Mies decide di aggiungere il cognome della madre di origine olandese al suo, diventando Ludwig Mies van der Rohe, nome pi suggestivo e altisonante che meglio suonava nelle orecchie dei clienti di alto livello a cui Mies voleva rivolgere il suo lavoro. Come primo incarico improprio ebbe la costruzione di Casa Riehl dove per l'occasione ebbe modo di conoscere Adele Auguste Bruhn, figlia di un industriale. del 10 aprile 1913 il matrimonio con Ada Bruhn, dalla quale avr tre figlie Dorothea, Marianne e Waltraut. Nel 1912 lascia lo studio di Behrens e l'anno successivo apre il proprio studio a Berlino presso la propria abitazione. La famiglia decide di trasferirsi a Berlino: Am Karlsbad 24 diventa l'indirizzo anche del suo studio. Con lo scoppio della Grande Guerra la sua carriera ha un brusco rallentamento, si dedica soprattutto agli studi visto le poche commesse che gli vengono offerte; Mies non partecipa attivamente agli scontri poich la sua et glielo impedisce.

Ludwig Mies van der Rohe

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L'et matura
Nel 1921 partecipa al concorso per un grattacielo sulla Friedrichstrasse, che con la sua pianta cristalliforme, pu richiamare il sogno espressionista dell'architettura del vetro, primo di una serie di progetti mai realizzati, a cui si aggiungono Grattacielo in vetro (1922), Edificio in cemento armato per uffici, Casa in campagna in cemento armato (1923), Casa in campagna in mattoni (1924). Quest'ultimo materiale viene tuttavia sperimentato da Mies nella costruzione di Casa Wolf nel 1927, il Monumento a Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg a Berlino nel 1926, oltre che a Casa Lange e Casa Esters a Krefeld rispettivamente del 1927 e nel 1930, opere in cui la proporzione e la costruzione sono correlate al modulo del singolo mattone. Mies lavora con la rivista G. Material fur elementare Gestaltung, che nasce nel luglio 1923 e uscir solo per sei numeri fino al 1926; in questa rivista si incontrano le filosofie dei dadaisti, neoplasticisti, costruttivisti e surrealisti. Questi nuovi linguaggi in ambito architettonico, portano Mies ad avere una sua opinione, la quale verr esposta a Walter Rietzler, direttore della rivista del Deutscher Werkbund Die Form:

Il Seagram building a New York (1958)

La forma davvero uno scopo? Non piuttosto il risultato del processo del dare forma? Non il processo essenziale? Una
piccola modifica delle condizioni non ha come conseguenza un altro risultato? Un'altra forma? Io non mi oppongo alla forma, ma soltanto alla forma come scopo. Lo faccio sulla base di una serie di esperienze e di convinzioni da queste derivate. La forma come scopo porta sempre al formalismo.

Con queste parole Mies intende dire che la forma non il punto da cui partire ma solo il risultato finale del processo progettuale, in cui per essenziale il procedimento. I suoi contributi maggiori alla filosofia architettonica dei tardi anni venti e trenta li d come direttore artistico del Weissenhof, sponsorizzato dal Deutscher Werkbund e come direttore della Bauhaus. Solo con la partecipazione all'Expo 1929 come rappresentante della Germania, Mies riesce ad esprimere in pieno le sue idee, poich l'edificio non doveva avere una funzione se non quella di rappresentare la cultura architettonica tedesca; il suo padiglione di Barcellona offre la possibilit di sperimentare quegli elementi che caratterizzarono la sua architettura futura, come il pilastro in acciaio e il telaio in acciaio e vetro. Tuttavia la ricerca sul telaio in acciaio era gi in corso nel laboratorio architettonico di Stoccarda del weissenhofsiedlung del 1927, difatti sotto l'intonacatura presente uno scheletro in acciaio con tamponature in mattoni per consentire un'ampia vetratura dei prospetti.

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Chicago e gli USA

Nella sua forma pi semplice l'architettura ancorata a considerazione assolutamente funzionali, ma pu ascendere attraverso tutti i livelli di considerazione fino alla pi alta sfera di esistenza spirituale, nel regno della pura arte
(Ludwig Mies van der Rohe)

Nei tardi anni trenta dovette lasciare il paese, amareggiato, per l'ascesa del potere nazista. Quando arriv negli Stati Uniti, la sua influenza come designer era gi notevole: era stato il direttore della scuola del Bauhaus per molti anni e aveva vinto numerosi e importanti concorsi per la progettazione di opere architettoniche. Famoso per i suoi motti "il meno pi" (less is more) e "Dio nei dettagli" (God is in the details), Mies cerc di creare spazi contemplativi, neutrali, attraverso un'architettura basata su un'onest materiale e integrit strutturale, con uno studio esemplare del particolare architettonico.

La sede dell'Illinois Institute of Technology a Chicago (1956)

Negli ultimi vent'anni di vita, Mies van der Rohe giunse alla visione di un'architettura monumentale "pelle e ossa" ("skin and bone"). I suoi ultimi lavori offrono la visione di una vita dedicata all'idea di un'architettura universale semplificata ed essenziale. Mies van der Rohe si stabil a Chicago, dove divenne il preside della scuola di architettura al Chicago's Armour Institute of Technology (pi tardi rinominato Illinois Institute of Technology - IIT). La sua condizione, accettando il posto, fu che gli fosse concesso di ridisegnare il campus. Alcuni dei suoi pi famosi edifici si trovano ancora qui, come la Crown Hall, la sede dell'istituto. Dal 1946 al 1950, Mies van der Rohe costru la Casa Farnsworth per Edith Farnsworth, un ricco medico di Chicago. Fu la prima casa costruita da Mies van der Rohe negli USA. La casa rettangolare, con otto colonne d'acciaio divise in due file parallele. Sospeso tra le colonne si trovano due superfici (il pavimento e il tetto) e un semplice spazio abitabile racchiuso da pareti di vetro. Tutti i muri esterni sono di vetro, e l'interno interamente aperto, fatta eccezione per un'area racchiusa da pannelli di legno contenente due bagni, la cucina e camere di servizio. L'aspetto generale della casa, oltre ai vetri, di un bianco splendente.

Retro della Casa Farnsworth a Chicago (1950)

Nel 1958, costru quella che considerata l'espressione massima dell'International Style dell'architettura, il Seagram Building, a New York. un grande edificio di vetro, ma controversialmente Mies van der Rohe scelse di inserire una grande piazza con fontana davanti alla struttura, creando uno spazio aperto a Park Avenue.

Ludwig Mies van der Rohe

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Mies van der Rohe disegn e costru molti edifici di notevole altezza a Chicago e in altri luoghi. Tra queste opere figurano il Federal Building (1959), l'IBM Building (1966) e la 860-880 Lake Shore Drive (1948-52). Nel 1962, ormai anziano e malato, incaricato di realizzare il museo di arte contemporanea a Berlino. La Neue La Neue Nationalgalerie di Berlino (1968) Nationalgalerie l'opera pi grandiosa e tragica di Mies: un'aula quadrata di quasi sessantacinque metri di lato con un tetto che poggia solo su otto pilastri in acciaio. L'ultimo edificio realizzato da Mies van der Rohe ne consacra la figura ad un'architettura classica senza tempo, paragonabile a quella dei templi greci. Nel 1963 ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libert dal Presidente Kennedy[1].

La morte
Negli ultimi venti anni della sua vite Mies svilupp e costru la sua visione dell'architettura pelle e ossa, che rifletteva la sua idea di dare all'individuo un posto dove stare nell'epoca moderna. Mies ha cercato di creare degli spazi aperti e liberi, rinchiusi dalla parte strutturale che solo minimamente presente. Mor il 17 agosto 1969. Dopo la cremazione, le sue ceneri furono sepolte vicino a Chicago, come altri architetti nel Graceland Cemetery. La sua tomba composta da una semplice lastra di granito nero e un albero di spino di Giuda.

Opere
La lunga carriera di Mies van der Rohe si sviluppata principalmente tra la Germania e gli USA. Tuttavia le sue realizzazioni sono presenti anche in altri paesi, quali Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Messico. Nell'ambito dell'architettura le opere di Mies van der Rohe sono tra le pi conosciute e famose al mondo, esempio ne il padiglione di Barcellona, struttura costruita per essere solo temporanea ma ricostruita e ora considerata un'opera tra le principali di Barcellona.

Archivio
L'archivio di Ludwig Mies van der Rohe una sezione indipendente amministrata dal Museo d'Arte Moderna di New York, nella dipartimento di architettura e design, del quale il museo divenne fiduciario a partire dal 1968. Venne donato secondo le volont testamentarie dell'architetto. L'archivio consiste in circa 9'000 tra disegni e progetti, un migliaio dei quali del periodo di collaborazione tra Mies e l'architetto Lilly Reich (18851947), con il quale collabor tra il 1927 e il 1937; gli altri documenti sono di tutta la carriera dell'architetto, principalmente la corrispondenza di lavoro; inoltre sono presenti fotografie di edifici, modelli, mobilio, documenti audio, libri e periodi. Altro materiale d'archivio tenuto dal Ryerson & Burnham Libraries dell'Art Institute of Chicago, soprattutto il materiale realizzato tra il 1929 e il 1960, anche se la maggior parte inizia dal 1948, che include la corrispondenza, gli articoli e il materiale relativo all'Illinois Institute of Technology. Un archivio, di libri personali, presente anche all'Universit dell'Illinois a Chicago, un altro di disegni e photo al Canadian Center for Architecture di Montreal, corrispondenza privata alla Newberry Library di Chicago, oltre che alla Biblioteca del Congresso a WashingtonD.C.

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Curiosit
Nel documentario My architect, realizzato nel 2003, il famoso architetto Philip Johnson si pronuncia sul collega tedesco: "Mies Van Der Rohe era intrattabile". Il romanzo "La casa di vetro" di Simon Mawer si ispira alla storia della villa Tugendhat a Brno, nella Repubblica Ceca.

Onorificenze
Pour le Mrite 1959

Royal Gold Medal 1959

Presidential Medal of Freedom 1963

1960- AIA Gold Medal

Note
[1] (EN) Mies van der Rohe sul sito ufficiale della Presidential Medal of Freedom (http:/ / www. medaloffreedom. com/ Chronological. htm)

Bibliografia
Andrea Campioli, Il linguaggio del dettaglio: Mies van der Rohe all'IIT, in "Costruire in laterizio" n. 67, 1999 articolo in pdf (http://www.laterizio.it/costruire/_pdf/n67/67_72_75.pdf) Werner Blaser, Mies van der Rohe architetture perdute, in "Area" n. 71, nov/dic 2003 leggere l'articolo (http:// www.area-arch.it/home.php?_idnodo=174231) Vincenzo Riso, Ludwig Mies van der Rohe. Casa di Karl Lemke, Berlino (1932-33), in "Costruire in laterizio" n. 112, luglio-agosto 2006 leggere l'articolo (http://www.laterizio.it/costruire/_pdf/n112/112_64_67.pdf) I Maestri dell'architettura-Ludwig Mies van der Rohe, San Giovanni Lupatolo (VR), Hachette, 2010. Giovanni Leoni, Ludwig Mies van der Rohe, Milano, Motta Editore, 2008. ISBN 978-88-6116-053-8

Voci correlate
Opere e progetti di architettura di Mies van der Rohe Weissenhof Deutscher Werkbund Movimento Moderno

Altri progetti
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Ludwig Mies van der Rohe

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Collegamenti esterni
Le opere di Mies van der Rohe su greatbuildings.com (http://www.greatbuildings.com/architects/ Ludwig_Mies_van_der_Rohe.html) Pagina dedicata a Mies van der Rohe dal sito del MOMA (http://www.moma.org/mies/) Principi di insegnamento dellarchitettura di Ludwig Mies van der Rohe (http://www.vg-hortus.it/index. php?option=com_content&task=view&id=15&Itemid=40) Opere di Mies van der Rohe in DWG free (http://stylos.altervista.org/mies.html)

Stazione di Firenze Santa Maria Novella


Coordinate geografiche: 434635N 111451E43.776338N 11.247527E
[1]

Vista con la basilica di Santa Maria Novella dal Campanile di Giotto

Descrizione generale Gestore RFI Grandi Stazioni 1934 in uso Firenze-Bologna Bologna - Firenze (alta velocit) Firenze-Roma Firenze - Roma (direttissima) Firenze-Prato-Pistoia-Lucca-Viareggio Firenze-Pisa-Livorno Firenze-Faenza

Apertura Stato attuale Linee

Localizzazione Firenze, Piazza della Stazione Tipologia Binari in uso Interscambio Dintorni stazione di testa, in superficie 19 autobus urbani ed extraurbani, tram, taxi.

Piazza Santa Maria Novella, Basilica di Santa Maria Novella, Ospedale di San Paolo, Piazza dell'Unit Italiana, Palazzo degli Affari, Via Nazionale, Fortezza da Basso, Viali di Circonvallazione

Stazione di Firenze Santa Maria Novella

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Interno della stazione

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Firenze Santa Maria Novella (abbreviata Firenze SMN) la stazione centrale di Firenze, la quarta in italia per flusso di passeggeri[2] dopo Torino Porta Nuova e prima di Bologna Centrale. Il fabbricato viaggiatori fu progettato all'inizio degli anni trenta da un team di architetti detto Gruppo Toscano, guidati da Giovanni Michelucci. Gli altri apparati tecnici e di servizio erano stati progettati da Angiolo Mazzoni e conclusi leggermente prima nel 1929 (come la Centrale termica). La stazione considerata uno dei capolavori del razionalismo italiano. La stazione collocata nel centro di Firenze in piazza della Stazione non lontano dai grandi viali di Circonvallazione e conta 59.000.000 di passeggeri all'anno[3].

Stazione di Firenze Santa Maria Novella

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Storia
La stazione Maria Antonia (Ottocento)
Verso il 1840 si inizi a progettare i collegamenti ferroviari di Firenze. La prima stazione cittadina fu la Stazione Leopolda, creata nella zona di Porta al Prato per i treni verso Livorno, inaugurata il 12 giugno 1848 e dedicata al Granduca Leopoldo II. Prima della fine dei lavori si era gi resa necessaria la creazione di una seconda stazione che servisse l'altra linea in corso di realizzazione, la Maria Antonia verso Prato e Pistoia: progettata da Enrico Presenti, lo stesso della stazione Leopolda, venne terminata e inaugurata addirittura prima dell'altra stazione, il 3 febbraio 1848, e intitolata alla moglie del Granduca Maria Antonia di Borbone-Due Sicilie, cio stazione Maria Antonia. La stazione era stata costruita molto pi a ridosso dell'abside della chiesa di Santa Maria Novella rispetto a quella odierna, e ne aveva sacrificato oltre che gli orti, alcuni ambienti che facevano parte del convento: l'Oratorio della Confraternit di Ges Pellegrino e le cappelle Alfieri e Brunelleschi. La crescita costante del traffico impose di unificare le stazioni; la vicinanza con il centro cittadino fece preferire la Maria Antonia, e quando nel 1860 le due linee furono interconnesse assunse il ruolo di scalo passeggeri della citt, mentre la Leopolda veniva adibita a scalo merci. Con la fine del Granducato il nome venne cambiato in stazione di Santa Maria Novella e rimase inalterata nella sua struttura ottocentesca fino agli anni '30 del Novecento.

La nuova stazione (Anni '30)


Nel 1931 il ministro delle Ferrovie Costanzo Ciano affid all'architetto Angiolo Mazzoni la creazione di un progetto per il potenziamento della stazione fiorentina, che sorgesse un po' pi distante dalla chiesa e che rispondesse alle moderne necessit del traffico ferroviario. Il progetto del Mazzoni per sub numerose critiche, tanto che nel 1932 il Comune di Firenze dovette bandire un concorso per la nuova stazione: ne risult vincitore un gruppo, il cosiddetto Gruppo Toscano, formato da Pier Niccol Berardi, Nello Baroni, Italo Gamberini, Sarre Guarnieri, Leonardo Lusanna, Giovanni Michelucci, i quali crearono una delle opere pi importanti del cosiddetto Razionalismo italiano. Secondo tale stile, teorizzato solo in seguito, la struttura di un'opera doveva riflettere la sua funzione. Essa rappresent il primo esempio in Italia di stazione eretta secondo una logica di funzionalit moderna. Sebbene l'opera non fosse in linea con le tendenze architettoniche improntate al trionfalismo di stampo fascista, l'opera ricevette il plauso dello stesso Mussolini. Nonostante ci, la sua realizzazione divise il mondo della cultura fra conservatori insoddisfatti (capitanati da Ugo Ojetti) e modernisti entusiasti, come i giovani intellettuali del Caff Le Giubbe Rosse di Piazza della Repubblica fra i quali Elio Vittorini, Alessandro Bonsanti e Romano Bilenchi.

Il fabbricato viaggiatori della stazione

Area viaggiatori

Stazione di Firenze Santa Maria Novella Il 10 giugno 1934 Benito Mussolini, Capo del Governo, chiam a Palazzo Venezia tutti i progettisti del gruppo toscano. Margherita Sarfatti "aveva infatti convinto Duce della bellezza della stazione, che, vista dall'alto, sembrava un fascio littorio. Un puro caso, giurano i progettisti ancor oggi, ma fu il colpo decisivo: la stazione si fece, senza pi nessuna discussione"[4]. Il gruppo di Michelucci vinse quindi il concorso pubblico su oltre 100 concorrenti, realizzando, almeno secondo il parere generalizzato odierno, un miracoloso connubio di bellezza formale e funzionalit. Al binario 8 una targa ricorda il treno che l'8 marzo 1944, durante la seconda guerra mondiale, part da qui carico di oltre mille deportati ebrei destinati ai campi di concentramento nazisti. La targa fu collocata l'8 marzo 1981, in occasione del 47 anniversario della Deportazione, per iniziativa dell'Associazione Nazionale dei Deportati Politici nei Campi Nazisti, e riporta la seguente iscrizione: "Da questa stazione, rinchiusi in carri piombati, l'8 marzo 1944 furono deportati nei campi di sterminio oltre mille cittadini arrestati in citt e in provincia dai nazi-fascisti. Santa Maria Novella fu la loro ultima visione di Firenze prima dell'Olocausto".

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Modifiche recenti (Anni '80-'90)


Negli anni ottanta furono aggiunti un nuovo sottopassaggio commerciale che porta dall'interno della stazione all'inizio di via Panzani, il grande parcheggio sotterraneo multipiano ed una molto discussa pensilina sul lato nord per il capolinea dell'autobus (1990) che ha inglobato un filare di pini a fianco della stazione. Questa struttura, creata con costosi marmi bianchi e verdi, si accorda male ai colori della piazza e la sua struttura "chiusa" per incanalare l'attraversamento dei pedoni, ha creato zone di non-passaggio molto degradate, ad uso dei senzatetto e a volte della piccola malavita. Dopo lunghi dibattiti, la nuova amministrazione comunale ha deciso la sua demolizione che stata completata nell'agosto del 2010[5]. Questa stazione fa parte anche del progetto Grandi Stazioni, che coinvolge le maggiori 13 stazioni ferroviarie italiane nell'ottica di una riqualificazione ed ammodernamento delle stesse.

Contesto urbanistico
L'edificio della stazione si confronta in primo luogo con l'illustre architettura del fronte posteriore di Santa Maria Novella, che domina con lo slancio del coro e del campanile tutta la piazza. La ravvicinata presenza del monumento fu uno dei principali motivi di polemica all'epoca della costruzione, ritenendo le critiche impossibile un dialogo tra la nuova architettura razionalista e le antiche forme gotiche. La accentuata orizzontalit, che caratterizza anche l'edificio della Scuola Carabinieri contiguo alla chiesa, fa s che il Fabbricato Viaggiatori non rivaleggi con il monumento, ma si ponga, come spiegavano gli stessi progettisti, "con funzione e aspetto di termine, di limite, per lasciare prevalere incontrastato nella sua espressione monumentale l'abside della chiesa" ("Eclettica", marzo 1933).

Stazione di Firenze Santa Maria Novella

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Architettura
La stazione di Firenze si configura infatti come un lungo blocco compatto caratterizzato da una accentuata orizzontalit, per evitare il conflitto con il verticalismo della chiesa di Santa Maria Novella. Si tratta di una stazione di testa dove i binari arrivano perpendicolari alla facciata e vi si interrompono, a differenza delle cosiddette stazioni di passaggio con binari paralleli alla facciata e senza interruzioni. Michelucci sminuiva il ruolo dello stile del razionalismo, preferendo definire l'opera come sincretica nata cio da tendenze diverse sviluppate nella massima libert. Tra le caratteristiche architettoniche di maggior pregio spicca anche la scelta dei materiali che, oltre al vetro ed al metallo, grazie alla pietra forte si amalgano perfettamente agli edifici cittadini, a partire proprio dall'antistante chiesa di Santa Maria Novella realizzata con la stessa pietra. Dalla facciata, a semplici blocchi squadrati, si apre una vetrata a sette grandi fasce che proseguono per tutto l'edificio (la cosiddetta "cascata di vetro") dando un effetto prospettico gradevole e illuminando il grande atrio della biglietteria, o Salone delle Partenze, ricoperto di marmi, e soprattutto l'arioso vano dei binari, realizzato senza strutture di sostegno centrali per garantirne la massima ampiezza e vastit. Coperto da rame e vetro, lungo ben 160 metri e vi arrivano 16 binari, ciascuno con pensilina. Il lungo fronte degli uffici su Via Valfonda replica il rivestimento in pietra forte scandito dalle incorniciature in travertino delle aperture al pian terreno e dei davanzali delle finestre al primo piano, mentre su via Alamanni la stazione si accorda all'edificio dei servizi postali tramite un fabbricato circolare sempre rivestito in pietra forte ma ritagliato da un grande infisso metallico bordato in travertino. Alla essenzialit del trattamento degli esterni si oppone la ricchezza dei materiali utilizzati all'interno, dove la policromia dei marmi, vetri e metalli tocca anche le parti pi strettamente "funzionali".

L'interno

La galleria di testa

In evidenza il particolare sistema d'illuminazione

La galleria di testa

Stazione di Firenze Santa Maria Novella L'ariosa galleria di testa, di m 106x22, aperta alle estremit su via Valfonda e su via Alamanni, si configura "come una vera e propria strada urbana"[6], ordinando il traffico dei passeggeri e raccordando i due blocchi laterali di edifici. pavimentata a bande longitudinali alternate in marmo bianco apuano e in marmo rosso Amiata; la copertura "inginocchiata" sostenuta da travi metalliche a forma di "Z" dissimulata da una guaina scatolare in lamierino patinato, controsoffittata con lamierino di rame, mentre la sezione obliqua coperta da lastre di Termolux che assicurano l'illuminazione del grande vano. La lunga parete di testata, alta 7 metri, su cui si ritaglia la sequenza dei portali di accesso agli ambienti del ristorante, della biglietteria, delle sale d'attesa e di altre salette, formulata "come una sorta di colossale tabellone indicatore"[7], rivestita in lastre di travertino di Rapolano e commentata dalle scritte indicative in rame patinato.

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Il bar-ristorante
Il ristorante, articolato in un primo ambiente bar-caff e nel retrostante salone, appare pavimentato in marmo, rivestito da una zoccolatura in marmo Verde Alpi nel bar e da una pannellatura in legno nel salone. Nel bar si trovano le due grandi tempere di Ottone Rosai raffiguranti due paesaggi toscani e in una delle salette vennero collocati due pannelli di Romoli. La copertura piana, ritagliata da ampi lucernari.

La biglietteria
Tramite una grande vetrata con infisso metallico, il ristorante comunica con il salone della biglietteria, a sua volta affacciato sulla galleria di testa con tre portali marmorei, chiusi in alto da vetrate. stato giustamente notato come il successivo privilegiare come accessi le due uscite laterali su via Alamanni e su via Valfonda abbia portato ad un declassamento dell'atrio biglietti[8]; pensato invece come ingresso principale e quindi primo impatto con l'interno della stazione, il salone biglietteria si configura come un grandioso ambiente articolato in tre navate da pilastri giganti rivestiti in marmo verde Alpi, pavimentato in serpentino perlaceo alpino e rivestito interamente in marmo giallo di Siena, con i contorni delle aperture in marmo bianco apuano che riveste anche il soffitto dei due ricetti laterali, alti dieci metri. La grandiosa vetrata in ferro e Termolux concentra la luce nella navata centrale, alta dodici metri, dando vita ad una orchestrazione coloristica giudicata a suo tempo "di spirito assolutamente non fiorentino, o per lo meno consono a quello del Cappellone Mediceo"[9].

Arredi e dettagli

La biglietteria

La ricchezza dei materiali si affianca alla raffinatezza del design degli arredi - purtroppo quasi del tutto scomparsi - e dei particolari funzionali Ai binari alcune soluzioni di estrema modernit rappresentano uno dei primi esempi di design applicato all'architettura: come le panchine e i ripiani appoggia bagagli che abbracciano i pilastri, fasciandoli nella parte inferiore da salvaurti di bronzo. Gli orologi elettrici, tra cui quello esterno a pianta triangolare, furono disegnati da Nello Baroni. Peculiari sono anche la grafica delle scritte in bronzo sulla parete di testa, la sequenza continua dei pannelli fotografici d'epoca ancora in loco - con le vedute delle citt d'Italia, gli sportelli in cristallo e bronzo delle biglietterie ecc.

Stazione di Firenze Santa Maria Novella

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Fortuna critica dell'opera architettonica


La bibliografia e gli apporti critici sulla stazione di Firenze sono vastissimi e molteplici ed veramente impossibile tentare una sintesi della fortuna - e, almeno inizialmente, sfortuna - critica dell'opera. Al di l delle etichette stilistiche che all'opera sono state date e al di l del "filologismo attributivo" e delle citazioni formali che vi si potrebbero riconoscere, importante sottolineare che il significato dell'edificio nel panorama specificamente cittadino, era "quello di una straordinaria fioritura che il deserto architettonico fiorentino non sembrava lasciar sperare; una fioritura inaspettata, che Treno AV recuperava ritardi, riscattava ottusit provinciali e, soprattutto, permetteva all'architettura di lasciare, nel tempo, un'impronta visibile e significativa", in "stretto collegamento con il linguaggio della cultura europea del periodo"[6]. L'estrema cura del dettaglio, insieme al perfetto impianto distributivo, garantiscono alla stazione la "resistenza" non solo "all'invecchiamento funzionale" ma soprattutto "all'invecchiamento estetico" facendone una espressione artistica "raggiunta e stabile"[10].

La Palazzina Reale
Nel 1935 fu inaugurato l'edificio a fianco della Stazione Centrale, destinato ad ospitare il re a la sua famiglia durante i brevi soggiorni a Firenze (la reggia di Palazzo Pitti era infatti ormai un museo). Opera tradizionalmente attribuita esclusivamente a Giovanni Michelucci (sebbene con qualche dubbio), ha la tipica linearit anni Trenta, ed composta da un corpo di fabbrica per lo pi cubico, all'interno del quale la parte centrale occupata da un grande salone reale, che si sviluppa per tutta l'altezza dell'edificio

La Palazzina Reale

La Centrale termica e la Cabina apparati


L'edificio della Centrale termica e della Cabina apparati centrali della stazione di SMN fu progettato dall'ingegner Angiolo Mazzoni, responsabile dell'Ufficio Tecnico delle Ferrovie, tra il 1927 e il 1929, come parte di un pi ampio disegno che comprendeva l'edificio Poste e Telegrafi su via Alamanni, il Dopolavoro ferroviario, il fabbricato della Squadra Rialzo ed il cavalcavia sul viale Fratelli Rosselli. Considerata come "l'altro gioiello architettonico in grado di competere, sul piano della qualit, con il contemporaneo fabbricato viaggiatori"[11], il grande pregio della Centrale risiede

Centrale termica e Cabina apparati centrali

Stazione di Firenze Santa Maria Novella proprio nell'immediata caratterizzazione all'esterno delle funzioni tecnologiche che ne fanno una sorta di gigantesco pezzo di "industrial design"[12], "testimonianza inaccessibile (...) di un momento misterioso dell'architettura desunto dall'espressionismo, dal primo futurismo e dal costruttivismo"[13]. L'edificio infatti articolato con volumi che ricordano solidi geometrici e sottolineando la natura "tecnologica" del complesso.

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La pensilina autobus
Voluta dall'Assessorato all'urbanistica del Comune di Firenze e progettata nel 1987 dall'architetto Cristiano Toraldo di Francia, la pensilina, posta come diaframma tra la via Valfonda e il "lato arrivi" del Fabbricato Viaggiatori della Stazione, stata realizzata nel 1990, in occasione dei Mondiali. L'opera ha suscitato vivaci critiche e accese polemiche per la scelta del linguaggio architettonico, giudicato discordante rispetto alle illustri architetture e per la collocazione urbana, che "altera non poco, impedendone anche la visione "[14] lo spazio circostante la stazione stessa. La costruzione stata abbattuta nell'agosto 2010.

Piazzale binari
La stazione dispone di diciannove binari tutti tronchi; la numerazione parte da ovest e finisce a est. Nel corpo principale ci sono i binari dal 5 al 16; nell'ala ovest i binari 1A, 1, 2 e, leggermente pi corti, i binari 3 e 4; all'estremit est sono stati attivati i nuovi binari 17 e 18. Nuovi progetti Dopo le realizzazioni di box e ampliamenti per attrezzature commerciali e servizi vi un progetto di riqualificazione elaborato dall'architetto Marco Tamino che prevede in primo luogo il ripristino e la valorizzazione degli spazi e delle finiture storiche mediante l'eliminazione di tutte le superfetazioni introdotte negli anni e il recupero e il riutilizzo di ambienti posti sotto il corpo della stazione per la creazione di nuovi spazi di servizio, cosicch gli esercizi commerciali gi esistenti saranno integrati da un nuovo centro servizi rivolto a viaggiatori e cittadini. Sar inoltre realizzato un nuovo nucleo scale, che collegher la galleria centrale con il piano interrato, e verranno restaurati la galleria di testa, gli arredi di stazione e gli elementi costruttivi e decorativi. Sono stati individuati gli interventi che potranno garantire una migliore funzionalit nelle aree intorno alla stazione con la realizzazione di una serie di opere di bonifica e riorganizzazione (pensiline, spazi di servizio per la mobilit veicolare e per il trasporto pubblico, percorsi e sottopassi pedonali, spazi a verde).

Servizi
Biglietteria a sportello: aperta tutti i giorni dalle 6:00 alle 21:00[15] Biglietterie self-service attive 24/24 h[16]. Parcheggio auto sotterraneo (a pagamento)[16] Parcheggio bici[16] Sottopassaggio Bar Distributori automatici di snack e bevande Sala di attesa (normale e Freccia Club) Edicola Ascensore Bancomat Taxi Capolinea autolinee[16] urbane (ATAF) ed extraurbane (Autolinee Chianti Valdarno e Autolinee Mugello Valdisieve)

Stazione di Firenze Santa Maria Novella

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Posto di Polizia Ferroviaria Deposito bagagli.[16] Tramvia Linea 1 Stazione video sorvegliata Farmacia Cappella

Movimento
La stazione una delle pi trafficate d'Italia sia per numero di passeggeri sia per numero di treni che effettuano servizio in questa stazione. Sono circa 593 i treni, tra feriali e festivi, che effettuano servizio in questa stazione mentre sono circa 59.000.000 i passeggeri annui.[17] Fermano tutte le categorie dei treni, ad eccezione degli eurostar city (frecciabianca). Ma solo perch da qui non ne passano. Il servizio viaggiatori effettuato in esclusiva da Trenitalia societ della holding Ferrovie dello Stato.

Curiosit
Alla stazione dedicata la canzone di Pupo Firenze Santa Maria Novella. Nella stazione e nel suo sottopassaggio furono girate alcune scene di Amici miei. La pi celebre di queste sicuramente quella degli schiaffi dati ai passeggeri affacciati ai finestrini di un treno in partenza.

Altre immagini

Servizio Ferroviario Metropolitano (con fermate future e AV)

Binario 16

Piazza della Stazione con l'inizio della pensilina

Atrio

Tabelloni

Uno degli ingressi della stazione

Panchina e poggia bagagli "legati" ad un pilastro

L'orologio di Nello Baroni

Stazione di Firenze Santa Maria Novella

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Visuale del piazzale binari

Note
[1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Stazione_di_Firenze_Santa_Maria_Novella& language=it& params=43. 776338_N_11. 247527_E_ [2] Dati di grandistazioni.it (http:/ / www. grandistazioni. it) (luglio 2007) [3] Grandi Stazioni - Firenze S. Maria Novella (http:/ / www. grandistazioni. it/ cms/ v/ index. jsp?vgnextoid=84db47db3c09a110VgnVCM1000003f16f90aRCRD) [4] Giovanni Klaus Koenig, Architettura in Toscana 1931 - 1968, ERI, Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana, 1968; pp.34-35 [5] Notizia sul Corriere Fiorentino (http:/ / corrierefiorentino. corriere. it/ firenze/ notizie/ cronaca/ 2010/ 25-agosto-2010/ pensilina-sotto-macerie-scoppia-guerra-ataf-1703635636158. shtml) [6] Gurrieri, Macci, Tramonti 1995, p. 60 [7] Belluzzi, Conforti 1986, p. 98 [8] cfr. Belluzzi, Conforti 1986 [9] (Pacini 1936) [10] Koenig 1968, p. 37 [11] Cresti 1986, p. 273 e Cresti 1995, p. 262) [12] cfr. Angiolo Mazzoni, Catalogo della mostra 1984 [13] Forti 1978 [14] Cresti 1995, p. 375 [15] Orario apertura biglietterie Trenitalia in Toscana (http:/ / www. trenitalia. com/ cms/ v/ index. jsp?vgnextoid=0f47ee71509da110VgnVCM1000003f16f90aRCRD) [16] Servizi in stazione-Trenitalia (http:/ / www. trenitalia. com/ cms/ v/ index. jsp?vgnextoid=ff85ee71509da110VgnVCM1000003f16f90aRCRD) [17] Grandistazioni.it (http:/ / www. grandistazioni. it/ client_html/ page. php?id=7)

Bibliografia
Giachetti C., La nuova stazione di Firenze, "La Nazione", 4 luglio 1932 Zevi B., Venti anni fa, "L'architettura Cronache e Storia" n. 2, luglio 1955 Lugli L., Clemente F., Giovanni Michelucci. Il pensiero e le opere 1966 Giovanni Klaus Koenig, Architettura in Toscana 1931-1968, Torino 1968 Cresti C., Appunti storici e critici sull'architettura italiana dal 1900 ad oggi, Firenze 1971 Forti A., Angiolo Mazzoni, architetto tra fascismo e libert, Firenze 1978 Palla M., Firenze nel regime fascista, 1978 Porciatti A. M., I cinquant'anni del progetto per la stazione di Firenze, "A.T. Mensile di informazione degli architetti della Toscana", gennaio 1983 Forti A., La stazione di Firenze, in Angiolo Mazzoni (1894-1979). Architetto nell'Italia tra le due guerre, Catalogo della mostra, Bologna 1984 Zevi B., Benincasa C., Stazione di Santa Maria Novella, in Venti monumenti italiani, 1984 Bandini F., La stazione di Santa Maria Novella (1935-1985). Italo Gamberini, e il Gruppo Toscano, 1987 Gobbi G., Itinerari di Firenze moderna, Firenze 1987

AA. VV., Santa Maria Novella 1990. Il restauro e le nuove architetture della stazione ferroviaria, Firenze 1990

Stazione di Firenze Santa Maria Novella Puma P., Fabbricato Viaggiatori della stazione di S. Maria Novella, in AA. VV., Firenze. Guida d'architettura, Torino 1992, pp. 218 - 219 Cardini D., Nodi di interscambio: parcheggio interrato in Piazza della stazione di S. Maria Novella, in AA. VV., Firenze. Guida di architettura, Torino 1992, p. 271 Cresti C., Un carteggio inedito per la storia del Gruppo Toscano, "La Nuova Citt", serie VI, n. 3, luglio dicembre 1993, pp. 96 - 107 Cresti C., Firenze capitale mancata. Architettura e citt dal piano Poggi a oggi, Milano 1995 Vedi anche la bibliografia su Firenze.

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Voci correlate
Trasporti di Firenze Stazioni ferroviarie di Firenze Lista dei luoghi dell'Olocausto in Italia Firenze Gruppo Toscano Nello Baroni Pier Niccol Berardi Italo Gamberini Sarre Guarnieri Leonardo Lusanna Giovanni Michelucci

Palazzina Reale di Santa Maria Novella

Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Stazione di Santa Maria Novella (Florence)

Collegamenti esterni
Scheda della stazione nel sito Grandi Stazioni (http://www.grandistazioni.it/cms/v/index. jsp?vgnextoid=84db47db3c09a110VgnVCM1000003f16f90aRCRD) Storia e immagini della stazione di Firenze Santa Maria Novella (http://www.stazionidelmondo.it) Testo di Firenze Santa Maria Novella di Pupo (http://www.italianissima.net/testi/firesama.htm)

Casa del Fascio (Como)

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Casa del Fascio (Como)


Coordinate geografiche: 454844.26N 959.15E45.8122944N 9.085875E
Casa del Fascio [1]

Prospetto principale su piazza del Popolo (sud-ovest)


Ubicazione Citt Paese Como Italia Informazioni Stato Costruzione In uso 1932-1936 Realizzazione Architetto Giuseppe Terragni

Vista fronte-lato nord-ovest

Pietra miliare dell'architettura moderna europea, quest'opera dipana la fragranza creativa di Terragni nel quadro della
poetica razionalista. un precoce testo di "maniera", e ci spiega perch, a distanza di quasi cinquant'anni, sia oggetto di appassionati studi

Casa del Fascio (Como)

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(Bruno Zevi )

[2]

La ex-Casa del Fascio, a Como, si trova in piazza del Popolo 4 (ex piazza Impero) ed uno dei pi interessanti edifici del razionalismo italiano. Progettata da Giuseppe Terragni nel 1932 il lavori di costruzione terminarono nel 1936. Un primo progetto, pi tradizionale, era stato realizzato anche nel 1928. L'edificio ha la forma di un grande parallelepipedo formato da superfici di geometria pura: su un lato di 33,20 metri, per un'altezza dimezzata, si dispongono parti piene e parti vuote, che scandiscono un essenziale ma efficace gioco, dai suggestivi effetti chiaroscurali e di trasparenza. I materiali (Botticino, vetrocemento, vetro e metallo leghe autarchiche) sono disposti in forme che creano linee parallele e ortogonali, che rendono armonioso l'insieme architettonico. All'interno usato anche il marmo di Trani ed il marmo nero del Belgio, oltre che l'intonaco dipinto. L'edificio denuncia la sua monumentalit con tre gradini rispetto al piano stradale e dialoga con gli elementi vicini: la montagna di Brunate, il Teatro Sociale, il Duomo. Oltrepassando una delle diciotto porte-vetrate, si raggiunge un atrio, sulla quale si affacciano gli ambienti principali: la sala del Direttorio, gli uffici e i ballatoi distributivi. L'atrio coperto da velari in vetrocemento, tra i quali posta una lunga lastra di vetro che permette di intravedere la collina soprastante. In origine, l'interno e l'esterno erano decorati da pannelli in cemento colorati con soggetti astratti, immagini di propaganda e spazi vuoti montati su telai di vetro, opere di Mario Radice e Manlio Rho oggi perdute. Dal 1957 sede del Comando Provinciale di Como della Guardia di Finanza. Attualmente ospita anche un piccolo Museo della 6 Legione della Guardia di Finanza.

Note
[1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Casa_del_Fascio_%28Como%29& language=it& params=45_48_44. 26_N_9_5_9. 15_E_region:IT_scale:5000_type:landmark [2] Bruno Zevi, Giuseppe Terragni, Bologna, 1980, p.70

Bibliografia
Bruno Zevi, Giuseppe Terragni, Bologna, 1980 Maria De Santis, Giuseppe Terragni. Casa del Fascio, Como, 1932-36, in Costruire in laterizio n. 117, maggio-giugno 2007 leggere l'articolo (http://www.laterizio.it/costruire/_pdf/n117/117_66_69.pdf)

Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Casa del Fascio

Collegamenti esterni
Una scheda sulla Casa del Fascio di Como (http://www.csgt.org/32-36/casadelfascio.htm)

Architettura organica

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Architettura organica
L'architettura organica una branca dell'architettura moderna che promuove un'armonia tra l'uomo e la natura, la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale attraverso l'integrazione dei vari elementi artificiali propri dell'uomo (costruzioni, arredi, ecc.), e naturali dell'intorno ambientale del sito. Tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo, spazio architettonico. Architettura organica corrisponde molto da vicino a societ organica. Cos si pu sintetizzare ci che affermava il maestro fondatore e l'interprete principale di questo tipo di architettura, Frank Lloyd Wright nel suo volume Architettura organica del 1939. Un'architettura che ha questa idea trainante, rifiuta la mera ricerca estetica o il semplice gusto superficiale, cos come una societ organica dovrebbe essere indipendente da ogni imposizione esterna contrastante con la natura dell'uomo. Indipendenza quindi da ogni classicismo, ma libert interpretativa di affrontare qualsiasi tema, armonizzandolo con il tutto e cercandone soluzioni che in Wright sono formalmente perfette. Alcuni studiosi hanno contrapposto l'architettura organica all'architettura razionale, considerandola come discordante dal Movimento moderno o International Style, ma in realt essa ne parte integrante essendosi con lo stesso reciprocamente influenzata e sollecitata. Il pensiero organico pu inoltre talvolta sfociare nel concetto di organwerk.

Progetto architettonico
L'architettura organica pu riconoscersi nel programma di Wright per le prairie houses, che sembra plasmare la struttura della costruzione armonizzandola con l'uomo e l'intorno ambientale; la realizzazione di quel nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale che il fine essenziale di questa architettura e che raggiunge nelle opere di questo maestro il suo livello pi alto. Ecco i punti pi importanti di questo progetto organico: a) ridurre al minimo le partizioni, l'aria e la luce devono permeare l'insieme realizzando un'unit architettonica; b) creare un'armonia dell'edificio con l'ambiente esterno accentuando l'aggetto delle superfici orizzontali della casa; c) rendere l'abitazione pi libera, umana ed abitabile eliminando la concezione delle stanze come luogo chiuso; d) dare proporzioni logiche ed umane alle aperture interne ed esterne rendendole naturalmente ricorrenti in tutta la struttura dell'edificio; e) evitare le combinazioni di diversi materiali, usando per quanto possibile un unico materiale la cui natura deve legarsi all'edificio divenendo espressione della sua funzione; f) incorporare organicamente gli impianti come elementi interreagenti nella struttura dell'edificio; g) far divenire l'arredamento parte integrante dell'edificio come architettura organica col tutto. In tempi pi recenti nuovi settori dell'architettura rispettosi della natura come l'architettura bioclimatica, l'architettura sostenibile, l'arcologia, l'architettura alternativa, l'architettura ecologica, la bioarchitettura hanno portato nuovi apporti specialisti. Queste nuove tendenze naturalistiche ricercano un nuovo rapporto con la tecnologia "appropriato" all'insieme di riferimento, ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building. Da ci derivato il termine di tecnologia appropriata. Questa ricerca per da sempre ossatura portante dell'Architettura organica, che pu essere definita come "madre" di tutte le architetture che tendono all'armonia tra uomo, tecnologia e natura.

Architettura organica

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Stile e maestri
Accanto a Frank Lloyd Wright (1867-1959), che comunque la personalit pi significativa di questo movimento architettonico, dovremo ricordare il suo quasi successore, l'altro architetto americano Bruce Goff (1904-1982) e il finlandese Alvar Aalto (1898-1976). Questi architetti sono quelli che hanno posto i canoni del progetto organico: una architettura creativa e interpretativa dei bisogni pi significativi dell'uomo, nello spazio e nel tempo ed in contatto e simbiosi con la natura. L'italiano Paolo Soleri (1919) ha evoluto le posizioni dei primi maestri fondando negli Stati Uniti l'Arcologia, fusione non solo sintattica delle due parole architettura ed ecologia: un'architettura attenta alle relazioni ambientali tanto da divenire organicamente ecosistemica. Anche Richard Neutra (1892-1970) ha giocato un ruolo nello sviluppo dell'architettura organica; architetto in contatto l'International Style, ma costernato dalle categorie del medesimo, libero nello spazio delle sue strutture ed aperto all'ambiente esterno. In Italia l'architettura organica stata annunciata nel dopoguerra da Bruno Zevi (1918-2000), teorico dell'architettura, che ha fondato nel 1945 a Roma assieme a Luigi Piccinato, Mario Ridolfi, Pier Luigi Nervi ed altri, l'Associazione per l'Architettura Organica, mentre era in uscita il suo saggio "Verso un'Architettura Organica". Tra gli altri architetti italiani vale la pena ricordare Giovanni Michelucci (1891-1990), il creatore della chiesa sull'autostrada del Sole e Aldo Loris Rossi (1933), la cui architettura uno sviluppo deflagrante di elementi. Non v' stato per, un vero e proprio sviluppo di questo tipo d'architettura. Si ritrovano pi che altro elementi o singole opere di vari autori, ad essa collegati, che sono andati ad aggiungersi al variegato mondo del Razionalismo italiano. Dal punto di vista teorico, una notevole influenza sui lavori degli architetti organici stata apportata dal filosofo Rudolf Steiner. Mateo Kries, direttore del Vitra Design Museum di Weil am Rhein, in occasione della mostra da lui curata Rudolf Steiner. L'alchimia del quotidiano (15 ottobre 2011 - 1 maggio 2012), ha dichiarato: L'estetica e la pratica architettonica di Steiner hanno segnato il lavoro di molti progettisti. Tra gli estimatori di Steiner si possono identificare due gruppi: il primo composto da chi, seppure influenzato dalle sue teorie, ha sviluppato una ricerca autonoma: per esempio Herzog & De Meuron, che nel 2002 scrissero una monografia intitolata Natural History in cui dichiararono i propri riferimenti al testo Kunstformen der Natur del fisico e biologo tedesco Ernst Haeckel e alla materialit delle formazioni geologiche (tratto tipico delle strutture steineriane); gli stessi riferimenti che si possono ritrovare nell'edificio Schaulager a Basilea, a pochi chilometri dal Goetheanum. Il secondo gruppo formato da chi continua ad applicare dogmaticamente gli insegnamenti di Steiner, come gli olandesi Alberts & Van Huut[1].

Voci correlate
Ambiente costruito Architettura Architettura bioclimatica Arcologia Bioarchitettura La casa sulla cascata Movimento moderno Natura Frank Lloyd Wright Razionalismo italiano

Architettura organica

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Note
[1] Marco Sammicheli. Eredi naturali di Rudolf Steiner. IL; ottobre 2011; numero 34; pagine 259-260.

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Collegamenti esterni
Architettura Organica (http://www.architetturaorganica.org)

Frank Lloyd Wright


Frank Lloyd Wright (Richland Center, 8 giugno 1867 Phoenix, 9 aprile 1959) stato un architetto statunitense, tra i pi influenti del XX secolo.

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Assieme a Le Corbusier, Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe e Alvar Aalto considerato uno dei maestri del Movimento Moderno in Architettura. Romanticamente legato all'ideologia individualistica del "pionierismo" statunitense, si volse all'approfondimento del rapporto fra l'individuo e lo spazio architettonico e fra questo e la natura, assunta come fondamentale riferimento esterno. Questi suoi interessi lo portarono a prediligere come tema le case d'abitazione unifamiliari ("prairie houses"), che costituirono l'aspetto determinante del suo primo periodo di attivit. considerato uno dei maggiori esponenti della corrente organica dell'architettura contemporanea. Nel suo volume Architettura organica del 1939 Frank Lloyd Wright nel suo studio in Giappone Wright esprime compiutamente la sua idea di architettura, che ha come idea trainante il rifiuto della mera ricerca estetica o il semplice gusto superficiale, cos come una societ organica dovrebbe essere indipendente da ogni imposizione esterna contrastante con la natura dell'uomo. La progettazione architettonica deve creare un'armonia tra l'uomo e la natura, costruire un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale attraverso l'integrazione dei vari elementi artificiali propri dell'uomo (costruzioni, arredi, ecc.) e naturali dell'intorno ambientale del sito. Tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo, spazio architettonico. La casa sulla cascata del 1936 l'esempio pi pragmatico ed eccezionale di questo modo Wrightiano di fare ed intendere l'architettura. Wright cos si esprime a proposito dell'architettura organica:

Per Architettura Organica io intendo un'architettura che si sviluppi dall'interno all'esterno , in armonia con le condizioni del suo essere, distinta da un'architettura che venga applicata dall'esterno.

Biografia
Frank Lloyd Wright nacque nel 1867 a Richland Center, nel Wisconsin da William Russell Cary Wright, originario del Massachusetts, laureato in legge, e da Anne Lloyd Jones, appartenente a una famiglia gallese emigrata negli Stati Uniti. La famiglia era di religione unitariana, molto unito e influente nella cultura e societ del Midwest. Il padre fece molti lavori, tra i quali anche il pastore, afflitto da continui problemi finanziari. Ci fece si che la famiglia Wright fu costretta a trasferirsi per ben tre volte ancor prima che Frank compisse gli undici anni. Il rapporto che Frank Lloyd Wright nutr Fallingwater o Casa sulla cascata (1935) per il padre fu di amore-odio; amore per la passione che gli tramand per la musica, e odio per i suoi modi autoritari e lindifferenza che mostr nei suoi confronti.

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Nel 1876 la madre Anne Lloyd Jones vide alla esposizione internazionale indetta per il centenario di Philadelphia i giochi frbeliani. Ideati dal pedagogo tedesco Friedrich Frbel, erano cartoni e cubi di legno dalle forme geometriche, dipinti di colori primari, che guidavano i bambini alla conoscenza della composizione, della scomposizione di volumi principali in secondari e delle relazioni tra diverse forme. Questi giochi potevano infatti essere combinati in infiniti modi, bi- o tridimensionalmente, e, come sosteneva Frbel, erano molto utili se usati per rappresentare con forme geometriche oggetti naturali. Molti anni dopo, famoso in tutto il mondo, Wright ebbe modo di dire:

La sedia disegnata per la sede della Larkin Company nel 1903

I lisci triangoli di cartone e i levigati blocchetti di acero restarono impressi nella mia memoria infantile e costituirono una esperienza indimenticabile.
La formazione scolastica fu scarsa. Ammesso all' Universit come studente esterno, lasci dopo due semestri improduttivi. In questo periodo lesse due libri che lo colpirono molto: The Stones of Venice di John Ruskin e il Dizionario di architettura di Eugne Viollet-le-Duc. Nel 1885, con il divorzio dei genitori, fu investito di nuove responsabilit. Per aiutare la famiglia trov quindi impiego nel suo primo studio, quello di Allen D. Conover. La separazione dei genitori, quando era appena diciottenne, e la successiva convivenza con il clan dei Lloyd Jones (molto compatti), lo portarono a considerare in ogni sua casa il tema della unit della famiglia, dello stare insieme. Sul divorzio egli accett la verit della madre, pensando che ogni colpa fosse del padre. Frank Lloyd Wright per molto tempo sper che il padre tornasse, ma questi non diede pi notizie di s. In ogni caso Wright fu sempre riconoscente a questi per lamore per la musica che gli aveva tramandato, e impar ad accostare i parallelismi con le rapsodie di Beethoven, la simmetria geometrica con quella musicale di Bach (V. Le Duc). In comune con il padre, Wright ebbe la irrequietezza, il difficile rapporto con il denaro, il non essere mai soddisfatti del proprio lavoro e il dare pi importanza a realizzazioni personali piuttosto che agli obblighi familiari. Inoltre entrambi considerarono i loro figli come intrusi, dimpaccio. Nel 1887, dopo due anni di ingegneria all'Universit del Wisconsin, entra nello studio di I.L. Silsbee, poi in quello di L. Sullivan, con il quale collabor per sei anni. Nel 1893 visita l'Esposizione Colombiana di Chicago. Rimane impressionato dall'Ho-o-den, un piccolo tempio giapponese ricostruito su un'isola artificiale. L'architettura giapponese da quel momento rimarr uno dei riferimenti di Wright, che compie diversi viaggi in Giappone e diventa uno dei pi autorevoli tra i collezionisti americani di stampe giapponesi. Nel 1912 pubblica il libro The Japanese Print: An Interpretation. Nel 1889 sposa Catherine Lee Tobin, da cui ha 6 figli.

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Ma nell'ottobre del 1909, in crisi esistenziale, abbandona la famiglia e parte per l'Europa con la nuova compagna, Mamah Borthwich Cheney, moglie di un cliente di Oak Park. Soggiorner prima a Firenze (assiemme al maggiore dei figli, Lloyd, e al collaboratore Taylor Woolley) e poi a Fiesole dove continuer a preparare, assieme a Woolley, i disegni per il volume Ausgefhrte Bauten und Entwrfe von Frank Lloyd Wright edito da Ernst Wasmuth che uscir a Berlino nel 1911. Rientrato dall'Europa L'Imperial Hotel a Tokyo (1926), in una foto degli anni '40. Sostituito da un nuovo edificio nel 1968, alcune sue parti sono state riassemblate presso il museo Meiji-Mura, a ad ottobre 1910 nel 1911 si trasferisce due ore da Tokyo. nella localit di Spring Green nel Wisconsin, realizzando per s e per la Mamah il complesso noto come Taliesin. Risalgono a questo periodo anche i Midway Gardens a Chicago (1914), personale rielaborazione dell'architettura orientale. Nell'agosto del 1914 accade un episodio che segna profondamente la vita di Wright: la compagna Mamah Borthwich e i due figli di lei vengono uccisi, assieme ad altre quattro persone, da un servitore impazzito che d fuoco all'ala residenziale di Taliesin mentre Wright assente per lavoro. Nel 1916 Wright decide di lasciare gli Stati Uniti. Torna in Giappone, apre uno studio a Tokyo e vi rimarr per sei anni. Viene ricevuto dall'Imperatore del Giappone Taisho, cosa che ne aumenta enormemente la fama. Costruisce in quel periodo, con criteri antisismici, l'Imperial Hotel, che resister al terremoto del 1923 che rase al suolo la citt. Nel 1923 divorzia dalla prima moglie Catherine e sposa Miriam Noel. Nel 1928 sposa la terza moglie, Olga Hinzenberg, da cui ha una figlia. Il Museo d'Arte Moderna di New York organizza nel 1940 la mostra retrospettiva: The Work of Frank Lloyd Wright. Nel 1958 l'architetto pubblica il suo ultimo scritto: The Living City. Muore il 9 aprile 1959, a Phoenix (Arizona).

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Progetti
Nella sua lunghissima carriera, durata pi di 70 anni, Frank Lloyd Wright realizz circa un migliaio di progetti (400 furono realizzati) tra case, uffici, scuole, biblioteche e molto altro. Tra quelli rimasti solo sulla carta, si pu citare il famoso grattacielo Illinois che doveva diventare il pi alto grattacielo grazie ad un'altezza pari a 1 miglio.

Le Prairie Houses
Verso la fine dell'Ottocento l'architettura domestica si riferiva ad un eclettismo neoclassico; la casa era uno status symbol, un luogo di sfoggio. Alle porte del Novecento nacque dalla scontentezza dello status quo sociale ed economico la Prairie House (casa nella prateria); una vera rivoluzione. Wright radun nel suo studio sulla Chicago road un certo numero di architetti, molti dei quali venivano dallo studio di Adler e Sullivan. Da questo gruppo di collaboratori, che lo aiutarono nelle sue tantissime commesse, nacque Home in a Prairie town, disegno del 1901 la cosiddetta Prairie School, attiva dal 1890 al 1910. Tra questi si ricordano Marion Mahoney (disegn per conto dellarchitetto sedie, tavoli e ornamenti scultorei) e Byrne e Drummond, che furono figure di spicco della Prairie school per anni. I 18 architetti del gruppo che, pur tenendo conto della tradizione, rinnovarono la casa urbana prevedevano: 1. Disposizione orizzontale delle linee e delle masse. Sono presenti per elementi verticali come i pilastri e i comignoli. 2. Attenzione per la Natura, sviluppo organico, secondo le forme degli gli organismi naturali. 3. Relazioni delledificio con il paesaggio, della pianta con i prospetti, degli interni con gli esterni. 4. Funzionalit. 5. Uso di materiali naturali, valorizzandoli, eliminando la decorazione eclettica. 6. Apertura interna tra i locali della casa. Al piano terreno i locali si compenetrano, la scatola rotta. 7. Recupero di modelli Vernacolari (Four square house). 8. Uso delle nuove tecnologie. Il ritorno allartigianato sarebbe dovuto servire per risollevare la qualit della architettura. La macchina dava una nuova estetica ai materiali. 9. Integrazione dei servizi tecnici come il riscaldamento e lilluminazione.

Frank Lloyd Wright La concezione della Prairie House La Prairie house insieme moderna, per lestetica e luso della tecnologia, e tradizionale, per la fede nella sicurezza, nella privacy e nella famiglia. Le sue caratteristiche sono queste: La semplificazione della pianta corrisponde a una nuova concezione della famiglia, pi semplice e con meno servit. La famiglia minacciata e la casa la protegge; La Prairie House un luogo di rifugio dalle incertezze del mondo: cos lingresso spesso nascosto, labirintico, la facciata arretrata, i giardini sono schermati da alberi e piantumazioni.

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Scorcio della Robie House (1909)

Il camino il fulcro attorno al quale si avvolgono gli ambienti del piano principale; Privato della sua funzione di riscaldamento, riveste per lo pi un significato simbolico: attacca la casa al terreno, il simbolo dello stare insieme. Al piano terreno non ci sono pi partizioni (che per restano al piano superiore, con le camere da letto) ma un grande spazio unico; solo la cucina e la zona per la servit sono separate (di solito sono messe dietro il camino). La parete non pi il lato di una scatola ma la delimitazione di uno spazio contro le avversit climatiche; anche un mezzo per aprire lo spazio, stimolando un collegamento esterno-interno. Le gronde in forte aggetto, le decorazioni e spesso anche la disposizione dei mattoni danno alla casa una forte orizzontalit. Per suggerire una maggiore intimit, spesso nelle stanze i soffitti sono otticamente abbassati mediante fasce colorate di decorazione nel punto di incontro con le pareti. I mobili, disegnati dallarchitetto, sono per la maggior parte incassati. Le finestre spesso sono a piombo, decorate con motivi geometrici e vetri colorati. Larchitetto deve curare anche il giardino, dando cos un'idea di continuit, di non interruzione. Il grande e poco spiovente tetto della casa serve sia per il controllo climatico che per dare intimit. importante il nuovo rapporto che si vuole stabilire con la natura; Per suggerire una continuit interno-esterno le finestre sono in numero maggiore che nelle case normali. Le piante tipiche sono a X,T,L, in linea, rettangolari e a padiglioni. Verso le Prairie Houses Nel periodo compreso tra il 1895 e il 1900, che fu di preparazione per la Prairie House, linfluenza dei maestri Silsbee e Sullivan fu evidente. A questi anni risalgono la pompa a vento Romeo e Giulietta e il circolo del golf di River Forest (in shingle style). Nel 1894 fece la Bagley house, che ha evidenti elementi coloniali come la biblioteca ottagonale separata. Nel 1895 fu costruita a River Forest la Nathan Moore house, anchessa in shingle style. In questo periodo Wright prese molto da altri stili, evitando comunque di copiare quello che era gi stato fatto. E evidente come, casa dopo casa, si stia accentuando sempre di pi la orizzontalit e la semplicit: ci si sta avvicinando alla Prairie house, la casa semplice e accogliente, che non vuole essere uno status symbol.

Frank Lloyd Wright Le Prairie Houses 1900 HICKOX HOUSE (1900, Kankee, IL) Fu la prima Prairie house; asimmetrica, con pianta ad X, ha uno slancio verticale e una fluidit spaziale che supera i muri e coinvolge anche il giardino (Zevi). Le linee dei prospetti danno alla casa una forte orizzontalit. 1902 DANA HOUSE (1902, Springfield, IL) Grande e lussuosa casa, sacrificata su un piccolo lotto senza alcuna vista particolare o apertura verso la prateria. I prospetti sono famosi per i loro colori caldi: mattoni romani grigi dorati (importati dallInghilterra), legno di quercia e vetrate a piombo (su disegno dellarchitetto, splendide). Susan Lawrence Dana, personaggio in vista politicamente, chiese a Wright un edificio che non fosse soltanto una casa familiare, ma che avesse dimensioni tali da diventare un importante centro sociale dellIllinois. La tensione degli spazi insolitamente verticale (ambienti pubblici al primo piano, salone a doppia altezza, luce dallalto). Il grande atrio sembra pi una anticamera, una zona per socializzare prima di passare nella adiacente sala da pranzo (non divisa da esso, indicata solo dalla presenza del tavolo). Dalla zona di ricevimento, con un lungo e stretto corridoio illuminato da vetrate su entrambi i lati si passa a una sala, detta galleria, con soffitto a volta, destinata a feste e balli, per cui la signora Dana era famosa. La casa fu costruita sopra quella della signora Lawrence, madre di Susan Lawrence Dana, che fu quasi completamente demolita. Wright decise infatti di lasciare per la anziana madre la biblioteca della vecchia casa, in stile Vittoriano ( dietro il salone). Tutti pensavano che la signora Lawrence, circondata da tanta modernit si sarebbe rifugiata sempre nel suo accogliente studio, ma invece si trov tanto bene nella accogliente casa di Wright che non vi and quasi mai. W. WILLITS HOUSE (1902, Highland Park, IL) Con questa casa, che sorge in un sobborgo a nord di Chicago, si realizz completamente lidea della Prairie house. Come in molte altre case di questo periodo la pianta a croce, impianto che Wright preferiva in Taliesin West, la casa-scuola invernale di Wright in Arizona quanto ogni braccio poteva estendersi verso la prateria e avere finestre su entrambi i lati. La orizzontalit della Willits house, accentuata dai tetti poco spioventi e dal basamento che si prolunga oltre il corpo delledificio (questo anche con la funzione di radicare in modo maggiore la casa con il terreno), contrapposta alla verticalit degli alberi che sono davanti. I volumi della facciata sono massimi al centro, e degradano progressivamente verso i lati. Dallintonaco bianco si staccano le linee nere dei cornicioni, creando cos un piacevole contrasto. Gli interni vedono come al solito il grande camino al centro, attorno al quale si avvolge la zona giorno. Questa non divisa nei suoi pi ambienti da mura, ma solo da diversi pavimenti e piccoli divisori; non sono definiti cos spazi chiusi. Nelle sue prime opere Wright tent pi volte di introdurre mobili da lui stesso progettati, ma, con grande delusione scopr che i clienti, quando la casa era terminata, vi installavano il loro vecchio mobilio. Costruendo librerie, sedili, credenze e armadi incassati, era sicuro che almeno gli arredi di base sarebbero stati in armonia con la concezione generale. Cercava quindi di limitare la libert di azione dei proprietari. Cos fece nella W. Willits house. FRICKE HOUSE (1902, Oak Park, IL) I prospetti sono anche qui di color panna e nero, come nella Willits; la Fricke house per, pur avendo gi una certa articolazione volumetrica, a differenza di questa resta ancora una casa di transizione. A causa della strettezza del lotto ci fu il bisogno di andare verso lalto: ha infatti ben tre piani. La disposizione della casa sul terreno

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Frank Lloyd Wright innovativa: non al centro del lotto ma in un angolo: Wright rinunci alla simmetria per lasciare pi spazio al giardino. La pianta a L. THOMAS HOUSE (THE HAREM) (1902, Oak Park, IL) Soprannominata l harem per la sua forma orientaleggiante, ha la pianta ad L e un alto basamento che sembra proteggerla. Al piano terreno non ci sono separazioni nette tra le varie zone. Un arco dingresso (Richardsoniano) porta in uno stretto corridoio di accesso (ingresso protetto) che arriva nel soggiorno, affacciato su terrazze. HEURTLEY HOUSE (1902, Oak Park, IL) La maggior parte delle case nella prateria hanno un impianto decisamente orizzontale; non cos per questa casa che sembra una fortezza su un prato. La facciata, molto imponente, resa dinamica dal grosso arco dingresso che non messo in posizione centrale. A pianta rettangolare, ha molte delle caratteristiche delle Prairie houses: camino centrale (un arco in mattoni) e tetto in dolce pendenza. La muratura alterna il mattone piatto con bande a rilievo, con tinte che vanno dal rosso al rosa pallido ( lunica casa di Wright fatta cos). In un continuum spaziale, al secondo piano c la zona abitativa: soggiorno, pranzo, veranda. Molto belli i vetri colorati, con un disegno piuttosto semplice creato da quadrati, bacchette di piombo e inserimenti di vetri trasparenti. 1904 CHENEY HOUSE (1904, Oak Park, IL) A un solo piano, con pianta quadrata, poggiata su un basamento come la Willits house. Attorno al camino, posto al centro, si snoda la zona giorno, aperta e con forma a C. Dietro il camino la zona di servizio e le camere. In mattoni, contenuta da una sorta di recinto (Mies vi si ispir). DARWIN MARTIN HOUSE (1904, Buffalo, NY) La grande casa, progettata per un importante dirigente della Larkin company, articolata in pi padiglioni (Residenza, garage, serra e dependance); la larghezza del sito infatti, La Darwin Martin House, esempio di Prairie house. consent per la prima volta a Wright limpiego di questa pianta, con la quale la distensione sul paesaggio poteva esser portata a livelli estremi. La rottura della scatola massima: nei volumi interni ma anche nella articolazione degli esterni (lasse di collegamento casa-garage/serra divide il giardino i due parti, una per ciascuna abitazione). Grande la cura dei materiali; dai mattoni, alle finiture in legno, agli splendidi vetri (fatti da specialisti su disegno di Wright). La casa principale ha pianta cruciforme, come peraltro la dependance, che era stata fatta per la figlia di Martin.

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Frank Lloyd Wright 1907-1909 ISABEL ROBERTS HOUSE (1908, River Forest, IL) completamente integrata nella natura. Isabel era la contabile di Wright nello studio di Oak Park. La pianta a croce. In questa casa Wright fece un uso ambiguo dei livelli: da fuori la casa sembra essere di un solo piano, in realt ne ha due (la zona giorno e servizio di mezzo livello interrata, il piano delle camere invece rialzato di un mezzo piano). Alla orizzontalit delle linee si contrappone la verticalit degli spazi nel salone a doppia altezza. THOMEK HOUSE (1907, Riverside,IL) La Hills House a Oak Park (1906) Richiama la Roberts house per la ambiguit dei livelli, ma soprattutto la Robie house per limpressione di allungamento in una direzione e lalto basamento che le d orizzontalit. COONLEY HOUSE (1908, Riverside, IL) Wright la consider una delle pi riuscite Prairie house di questo periodo. Egli fu molto onorato per il fatto che la signora Coonley disse che voleva lui come architetto perch il suo lavoro era lespressione di un principio. Fece quindi del suo meglio. I materiali usati sono il mattone e il legno. Gli spazi della zona giorno sono completamente aperti; tali ambienti, enormi, sono al livello superiore, come sempre incentrati attorno al camino. Al piano inferiore vi sono i servizi. Tutto curatissimo: i mobili, le vetrate a piombo (disegnate da Wright), la grande scala in legno, il grande giardino con lo specchio dacqua, la bella casetta dei giochi per i bambini. GALE HOUSE (1909, Oak Park, IL) Per la sua rivoluzionaria forma colp molto le avanguardie europee del movimento De Stijl. Wright non fu per nulla contento di ci; era infatti convinto che il tipico dottrinarismo europeo avrebbe preso come modello solo la forma, privata per di tutta lesperienza organica che le stava dietro. La casa diversa da quelle viste finora: ha infatti grandi terrazze che aggettano in tre direzioni; il camino s al centro, ma spostato in una sola stanza. Piccola rispetto al lotto, caratterizzata dalle semplici superfici, di intonaco bianco. Al piano terreno la integrazione degli ambienti massima; non ci sono pareti, solo schermi. Per Wright la Gale house fu la madre (soprattutto per le terrazze) di Fallingwater. ROBIE HOUSE (1909, Chicago, IL)

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il capolavoro delle Prairie houses. Essa non nella prateria, come le altre, ma a Chicago, la citt per cui Wright nutr un rapporto di amore-odio ( comunque in periferia, non quindi introversa come il Larkin building). Frederick C. Robie era un ricco industriale propenso alla ricerca. Estremamente intraprendente, di lui si ricorda che da studente universitario fece una bicicletta a sei posti per pubblicizzare la azienda del padre. Nel 1906 costru un prototipo di auto e impiant una industria di ricambi. Sposatosi nel 1902, compr cinque anni dopo il lotto dove verr poi costruita la casa. Nel 1909 contatt Wright e lo mise davanti a specifiche richieste:

la Robie House (1909)

Scorcio della Robie House oggi.

Volevo che entrasse il sole in soggiorno la mattina, prima di andare al lavoro, e che fosse possibile guardare in lungo e in largo la strada senza che i vicini violassero la mia intimit
Inoltre voleva una casa che fosse funzionale come una automobile, che fosse fatta con materiali ignifughi, che ci fosse una relazione continua tra le stanze (questo era per gi tipico di Wright), che non ci fossero armadi a muro chiusi e che i mobili e le decorazioni non avessero nulla in comune con quelle diffuse in quellepoca. Inoltre avrebbe dovuto esserci una zona separata per i figli e un box (allepoca era pionieristico). Robie prima di andare da Wright si era rivolto, con le sue interminabili richieste a molti altri architetti della zona di Chicago e invariabilmente ottenne la solita risposta So che cosa vuole, una di quelle dannate case di Wright.

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Il lotto, dangolo, in Woodlawn avenue, poco lontano dalla universit. Wright sfrutt la leggera pendenza di questo per incassare ulteriormente la casa. Il fronte sud ha molte finestre, comunica con lesterno, quello nord invece chiuso perch si pens che molto probabilmente avrebbero costruito case molto a ridosso. Vista da fuori sembra che al perno verticale del camino si aggancino i tetti sospesi (sostenuti da travi di ferro). Terrazze, muretti e davanzali contribuiscono a svincolarsi dalla scatola. L'ampia finestratura d la possibilit di partecipare alla vita Il salone della Robie House in una foto del 1911. esterna, i tetti e un alto recinto per sembrano proteggere la casa dalla strada e le danno discrezione. Secondo la teoria tedesca del gesent kunstwert Wright dedic grande cura nella realizzazione non solo delledificio ma anche di tutti i particolari tecnici e darredamento. Le gronde sono studiate per il controllo della luce, Le luci artificiali sono in parte a vista (dei globi) e in parte nascoste, che seguono le travi. Il legno di quercia rossa, lavorato a macchina, con decorazioni molto lineari. I soffitti sono bassi, quasi a voler proteggere la famiglia e dare intimit. I camini servono per aiutare il riscaldamento centrale. La forma lunga e stretta del lotto spinse larchitetto ad abbandonare limpianto a croce in favore di quello allungato. La pianta infatti costituita da due rettangoli intersecati e slittati tra loro. Il corpo anteriore ha nel suo centro il camino. nel corpo arretrato c la zona di servizio. La orizzontalit della casa accentuata dal suo arretramento rispetto ai tetti, dalla disposizione particolare dei mattoni ( pi alto lo strato di cemento orizzontale rispetto a quello verticale, che peraltro reso invisibile da una verniciatura in rosso) e dal basamento, che si prolunga oltre la casa. Molto pubblicata sulle riviste, la Robie house esercit una notevole influenza in tutto il mondo. Non era solo una accogliente casa nella prateria come le altre, ma con la sua struttura in cemento, mattoni e acciaio (i nuovi materiali) e la sua forma aerodinamica ed elegante, si propose come la casa dellera delle macchine. In Germania la casa divenne nota come esempio di architettura dampfer (piroscafo). Piano terreno leggermente interrato. Lingresso, protetto come al solito, posto su un lato ed sormontato da tre finestre. Si accede quindi a una zona aperta comprendente la hall, la sala da bigliardo e la sala Taliesin Est, casa-scuola estiva di Wright in Wisconsin giochi. In mezzo, a dividere i tre ambienti, ci sono due camini, separati dalle scale che portano ai piani superiori. Le due canne fumarie, salendo, si uniscono a formare la canna fumaria principale del camino della Living room al primo piano. Nel corpo arretrato ci sono la lavanderia, la caldaia e il garage, collegato con la soprastante cucina per mezzo di una scala interna. Primo piano (ammezzato) caratterizzato dai grandi bow-windows nei lati stretti. Nel corpo verso la strada, a cui si accede dal piano di sotto, vi sono la sala da pranzo e la living room, che in un unico spazio sono divise dalle sole scale e dal camino. La living room la zona pi scura della casa; molto bello il suo soffitto con un elaborato disegno a fascioni, in cui si incastonano i bulbi delle lampade. Famosissima la sala da pranzo, con le seggiole dagli gli alti schienali e il tavolo rettangolare, che ha in ogni angolo una lampada a piantana sormontata da fioriere (Wright era contrario agli alti candelieri che si mettevano come centrotavola per illuminare; erano per lui barriere alla intimit della cena) Il soffitto, in questa parte della casa si piega, continuando sulle pareti: Wright ottenne cos un piacevole effetto di abbassamento. Nella parte arretrata della casa vi sono la cucina e la zona di servizio. Le camere da letto sono al secondo piano.

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Abitazioni plurifamiliari
ROLOSON HOUSE (1894, Chicago, IL) Furono progettate nel periodo di studio delle Prairie houses parallelamente ad altri esperimenti stilistici legati alla rielaborazione della casa gotica (Moore house). Il complesso residenziale progettato per Robert Roloson sorge su un lotto stretto e lungo; la pianta formata da due elementi affiancati, con un cavedio centrale che serve per la illuminazione e laccesso agli appartamenti. La facciata in mattoni e presenta motivi neogotici rielaborati con originale personalit. Essa divisa in tre fasce: superiore con timpani, centrale con Il Solomon R. Guggenheim Museum a New York finestre triple e una decorazione in mattoni (con un motivo a quadrati), e inferiore, sempre in mattoni con aperture e balaustre. Il paramento in mattoni simile a quello della Charnley house. FRANCIS APARTMENTS (1895, Chicago, IL - demoliti) Emerge la chiarezza funzionale. Con paramento in mattoni, la decorazione era limitata al cornicione, al basamento e alla cancellata. Il blocco aveva sei appartamenti per piano, era a C, con una piccola corte dalla quale si accedeva alle due scale dingresso. I piani, che risultavano simmetrici rispetto allasse dentrata, avevano lunghi corridoi che portavano agli appartamenti. Erano presenti pi scale antincendio. FRANCISCO TERRACE (1895, Chicago, IL - demolite) Furono commissionate da Edaward C. Waller, per il cui figlio Wright progett un capolavoro della sua architettura: i Midway garden. Le Francisco Terrace sorgevano nel Near West Side, un quartiere povero di Chicago, ed erano appartamenti per operai. La casa aveva allinterno una grande corte alla quale si accedeva attraversando un arco di certa influenza Richardsoniana, ma che richiamava anche quello del Transportation building di Sullivan. Gli appartamenti erano di diversi tagli, avevano per un impianto simile: la zona dei servizi era interna, mentre sulla strada vi erano la zona giorno e quella notte. Tutti gli ingressi, nella corte, erano protetti da pensiline in legno. Per garantire una certa riservatezza, ogni coppia di appartamenti aveva un accesso diretto. Con la sua corte interna e un piano di appartamenti in pi sugli angoli (quasi a fare delle torrette) la casa aveva un aspetto da fortino dellepopea del west. Gotiche le bifore sulle torri. LEXINGTON TERRACE (1901-1909, progetto) Anche questo complesso edilizio, iniziato quando usc sul Ladies Home Journal larticolo di Wright A home in a prairie town, fu commissionato da E.C. Waller. Nonostante la aridit formale dovuta allo stadio precoce in cui si ferm il progetto, le Lexington Terrace sono estremamente importanti, per il tentativo che rappresentano di applicare lapproccio organico alla tematica urbana. La pianta era formata da due edifici a corte, affiancati, che come le Francisco terrace avevano ballatoi continui e torrette sui quattro angoli. Gli appartamenti avevano tutti una terrazza affacciata sulla corte. Alla orizzontalit data dalla continuit delle balaustre e dal basamento si contrapponeva la verticalit dei bow-windows. Tutti gli ingressi erano protetti dalla pioggia da pensiline. LARKIN COMPANY WORKMEN ROW HOUSE (1904, Buffalo, NY - progetto) La Larkin chiese a Wright di progettare le case per i lavoratori della compagnia, ma il progetto non venne costruito. I prospetti mostrano un senso orizzontale molto evidenziato, grazie alla continuit delle finestre e dei parapetti. Gli appartamenti, di 95 m2 ciascuno, avrebbero dovuto essere su due piani: 1P: zona giorno (living, cucina), 2P:

Frank Lloyd Wright camere da letto, con armadi a muro. Lo standard mq/ab era molto basso in quanto tali appartamenti erano progettati per 5 persone ciascuno. COMO ORCHARD CLUBHOUSE (1909, Darby, MO - parzialmente demolita) Sarebbe dovuta diventare la colonia estiva nel Montana per i docenti della Chicago university. Alla base della idea era un utopico tentativo di investimento: una cooperativa di docenti, che si sarebbe autofinanziata affittando parte degli edifici costruiti. Furono persi per molti soldi, anche da Wright che ne aveva una quota. Il progetto consisteva in una serie di Prairie houses disposte simmetricamente lungo i due lati dellasse di insediamento che portava fino alla grossa Clubhouse. Lunica parte realizzata fu proprio questo edificio centrale, in cui vi erano gli spazi sociali e il ristorante (gli appartamenti non avevano infatti cucina per incentivare luso degli spazi comuni). Vi qualche punto in comune con le quadruple block houses che Wright progett nel 1901 (esse erano 4 case unite su 4 lotti vicini. era anchesso un progetto utopistico: I lotti erano troppo grandi per incentivare la speculazione edilizia, le case troppo vicine per interessare la classe medio-alta.).

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Omaggi a Frank Lloyd Wright


Nel 1970 Simon & Garfunkel dedicarono all'architetto una canzone del loro ultimo album Bridge Over Troubled Water, intitolata So Long, Frank Lloyd Wright. Alla vita dell'architetto liberamente ispirato il romanzo La fonte meravigliosa (1943) di Ayn Rand

Bibliografia
Frank Lloyd Wright, Architettura e Democrazia, Maggioni, Milano 1945 Frank Lloyd Wright, Io e l'architettura, Vol. I, Mondadori Editore, Milano 1955 Frank Lloyd Wright, Testamento", Einaudi, Torino 1963 Frank Lloyd Wright, La citt vivente", Einaudi, Torino 1966 Frank Lloyd Wright, Una Autobiografia, Jaca Book, Milano 2003 Grant C. Manson, Frank Lloyd Wright: la prima et dell'oro, Officina Edizioni, Roma 1969 Frank Lloyd Wright, a cura di Bruno Zevi, Zanichelli, Bologna 1979 Frank Lloyd Wright, Fiesole 1910, di Giampaolo Fici e Filippo Fici, Minello Sani Editore, Fiesole 1992 (EN) Edgar Kaufmann, An American Architecture. Frank Lloyd Wright, Bramhall House, New York 1955 (EN) David A. Hanks. The Decorative Designs of Frank Lloyd Wright, E.P. Dutton, New York 1979

Voci correlate
Architettura organica Arcologia

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Frank Lloyd Wright, Fiesole 1910 [1] Frank Lloyd Wright e il Cinema [2] Frank Lloyd Wright e le Textile Block Houses [3] (in pdf) Frank Lloyd Wright. Sei opere [4]

Frank Lloyd Wright (EN) Frank Lloyd Wright Foundation [5] Frank Lloyd Wright - Biography, Arts & Crafts Home [6]

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References
[1] [2] [3] [4] [5] [6] http:/ / architettura. supereva. it/ wright/ index. htm http:/ / www. architettura. it/ movies/ 20031121/ index. htm http:/ / www. detail. de/ Db/ DbFiles/ hefte/ 136/ ital. pdf http:/ / icar. poliba. it/ storiacontemporanea/ seminari/ contri/ contri01. htm http:/ / www. franklloydwright. org/ http:/ / www. achome. co. uk/ biographies/ biographies. htm

Casa sulla cascata


Coordinate geografiche: 395423N 792804W39.90639N 79.46778O
Casa sulla cascata Casa Kaufmann [1]

Ubicazione Citt Paese Bear Run Stati Uniti d'America Informazioni Stato National Historic Landmark, National Register of Historic Places

Costruzione 1936 - 1939 Realizzazione Architetto Frank Lloyd Wright

Proprietario Western Pennsylvania Conservancy

La Casa sulla cascata il nome italiano con cui pi nota Fallingwater, o Casa Kaufmann dal nome del suo proprietario, una villa progettata e realizzata a Bear Run in Pennsylvania (Stati Uniti d'America) dall'architetto Frank Lloyd Wright e considerata uno dei capolavori dell'architettura moderna. Quest'architettura (definita dal suo autore "architettura organica") promuove un'armonia tra genere umano e natura, la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra l'ambiente costruito e l'ambiente naturale attraverso l'integrazione

Casa sulla cascata dei vari elementi artificiali (costruzioni, arredi, ecc.) e naturali dell'intorno ambientale del sito. Tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo architettonico. Wright in FallingWater adopera per raggiungere la sua architettura organica non solo i materiali del luogo, come la pietra, ma anche e soprattutto una moderna tecnologia espressiva, che nonostante la sua apparente dirompenza si integra meravigliosamente con i suoi volumi nello spazio del luogo.

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Storia delledificio
Fallingwater nasce da un progetto del 1935 per Edgar J. Kaufmann, un ricco e sofisticato commerciante di Pittsburgh. La sua costruzione, iniziata nel 1936, termina nel 1939. Frank Lloyd Wright ispirato dalla famiglia Kaufmann che affascinata da una cascata su un ruscello chiamato Bear Run che corre sui boschi montuosi dellovest della Pennsylvania. Cos realizza una serie di piani a terrazza a sbalzo e sovrapposte, che si richiamano alla stratificazione delle rocce del sito e che aggettano audacemente sopra la cascata creando un eccezionale effetto scenico. La pietra nativa si fonde con le strutture in cemento armato color beige (originariamente color albicocca chiaro) che si amalgamano come in un unico impasto; cos che la costruzione non pu essere immaginata in nessun altro luogo se non in questo. La famiglia Kaufmann usa labitazione come casa di vacanza sino agli anni cinquanta, donandola nel 1963 al Western Pennsylvania Conservancy, che la fa diventare una casa museo aperta al pubblico con migliaia di visitatori ogni anno. Labitazione conserva intatto quasi tutto larredamento disegnato da Wright e numerosi oggetti darte di famosi artisti dellepoca, oltre a tappezzerie e libri originali. Nel 1991 LAmerican Institute of Architects ha dichiarato Fallingwater come "la migliore opera architettonica americana di tutti i tempi." Frank Lloyd Wright definisce cos lopera alla Associazione Taliesin il 1 maggio 1955: Fallingwater una grande benedizione - una di quelle grandi azioni umane che possono essere sperimentate qui sulla terra, non penso che niente ancora abbia mai uguagliato la coordinazione, la sintonia espressiva di un grande principio di armonia dove la foresta, il ruscello, la roccia e tutti gli elementi strutturali sono cos quietamente combinati tanto che tu puoi realmente ascoltare non altri rumori se non la musica del ruscello che scorre. Ma se tu ascolti il suono di Fallingwater tu ascolti la quiete della campagna...

Composizione architettonica della costruzione


Al piano principale ed al lato del camino, poggiante su un macigno e fulcro della composizione, il grande soggiorno aperto verso sud e fiancheggiato da due terrazze; sul suo angolo ad est l'ingresso al quale segue la scala che porta ai piani superiori. La zona giorno occupa il lato nord dell'edificio; dal soggiorno con una scala si scende al basamento dell'edificio, dove dall'acqua della cascata emergono sagomati sostegni di cemento ed altri elementi portanti, formati da blocchi di pietra locale. I tre piani della casa si arretrano gradualmente dal corpo roccioso centrale, il succedersi dei piani equivale ad un continuo incrociarsi di un volume sull'altro. La logica compositiva si basa sul saldo rapporto con l'ambiente circostante: la dissimmetricit dei corpi e lo slittamento dei volumi riflettono e al contempo esaltano l'organico "disordine" proprio della natura del luogo.

Casa sulla cascata

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Problemi strutturali
La casa ha avuto problemi strutturali sin dallinizio. Durante la costruzione Wright ebbe numerosi contrasti con gli ingegneri della MetzgerRichardson, che seguivano i problemi costruttivi. A struttura ultimata Wright, per convincere l'impresario costruttore a smontare i casseri, dovette posizionarsi proprio sotto la terrazza pi grande mentre gli operai toglievano i casseri e i puntelli. Al momento ebbe ragione il grande maestro e non accadde niente ma di l a poco i primi cedimenti cominciarono a manifestarsi e la struttura si fessur con inevitabili infiltrazioni d'acqua all'interno La terrazza aggettante sulla cascata dell'edificio. Tanto che Mr. Kaufmann chiamava Fallingwater ledificio dai sette secchi. Gli ulteriori rinforzi in acciaio nella struttura richiesti dagli ingegneri dellimpresario erano ben motivati, ma trovarono lopposizione di Wright, alimentata anche dal fatto che la tecnica del cemento armato non era allepoca ancora ben conosciuta. Mancava, infatti, alle terrazze una leggera contropendenza, com' in uso nel costruire corrente di oggi, che servisse a compensare la loro deformazione al disarmo; e non si erano accertati ancora gli effetti del fluage: una modificazione nel tempo del calcestruzzo che, bench abbia un aspetto massiccio, genera deformazioni di tipo viscoso che vanno incrementandosi nel corso degli anni. Tutti questi motivi hanno originato un abbassamento di uno degli angoli delle terrazze di addirittura 18 cm. Nel 1996 Western Pennsylvania Conservancy, oggi proprietaria dellimmobile, ha iniziato un intenso programma di restauro di Fallingwater, affidato allo studio Robert Silman Associates di Washington. Dopo un'approfondita analisi, stato inserito dell'acciaio nelle parti strutturali principali, con la tecnica del post-tensionamento del calcestruzzo; e questo settanta anni dopo la sua maturazione. Oggi i pericoli di crolli sono stati definitivamente scongiurati, e per ci che concerne il dislivello della terrazza sopraccennato lingegnere John Matteo, che ha seguito i recenti lavori di consolidamento ha dichiarato: abbiamo preferito non modificare la geometria attuale e conservare i segni della storia strutturale dell'edificio, come nel caso della Torre di Pisa.

Voci correlate
Architettura Architettura organica Frank Lloyd Wright Movimento moderno Opere di Frank Lloyd Wright

Casa sulla cascata

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Bibliografia
Autori vari, "Il Milione" vol. XII - Le Americhe, pag. 286-287, De Agostini, Novara, 1978. Autori vari, "Grande Enciclopedia per ragazzi" (Enciclopedia abbinata a "Panorama", "Donna Moderna" e "TV Sorrisi e Canzoni") vol. 23 - Centri e monumenti, pag. 294-295, Mondadori, Milano, 2006 - 2008.

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Pericolo di crollo per la Casa sulla cascata, da www.repubblica.it [2] I restauri su www.dweb.repubblica.it [3] Scheda della casa su www.archweb.it [4] Scheda su www.quicasa.it [5] Approfondimenti sull'architettura moderna su web.tiscali.it [6]

References
[1] [2] [3] [4] [5] [6] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Casa_sulla_cascata& language=it& params=39_54_23_N_79_28_04_W_ http:/ / www. repubblica. it/ online/ cultura_scienze/ wright/ wright/ wright. html http:/ / www. dweb. repubblica. it/ dweb/ 2001/ 12/ 04/ attualita/ attualita/ 150cas279150. html http:/ / www. archweb. it/ dwg/ arch_arredi_famosi/ F_L_Wright/ Fallingwater/ scheda_fallingwater. pdf http:/ / www. quicasa. it/ articolo/ 1237. html http:/ / web. tiscali. it/ aldolorisrossi/ approfondimenti. htm

Alvar Aalto

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Alvar Aalto
Rendere l'architettura pi umana significa (...) un funzionalismo pi vasto di quello puramente tecnico. Questo obiettivo
pu essere raggiunto soltanto (...) creando e combinando differenti elementi tecnici in modo tale che essi garantiscano all'essere umano la vita pi armoniosa possibile. (Alvar Aalto, 1960)

Hugo Alvar Henrik Aalto (Kuortane, 3 febbraio 1898 Helsinki, 11 maggio 1976) stato un architetto, designer e accademico finlandese, uno dei massimi esponenti dell'architettura organica.

Alvar Aalto nel 1933

Biografia
L'infanzia e gli studi
Figlio di un ingegnere finlandese specializzato in geodesia e cartografia, Johan Henrik Aalto, e di una postina svedese, Selly (Selma) Matilda Aalto (cognome da nubile: Hackstedt), inizi la sua attivit nello studio del padre. Pass l'infanzia fra Jyvskyl e Alajrvi, dove la famiglia alloggiava d'estate in una casa che restaurer da studente[1]. A Jyvskyl Francobollo di Alvar Aalto, 1976. frequent il liceo, nel 1916 si trasfer ad Helsinki dove frequent il Politecnico (Teknillinen Korkeakoulu), dove ebbe come insegnante l'architetto Armas Lindgren che esercit su di lui una forte influenza.

La carriera
Terminati gli studi, nel 1921 si iscrive all'ordine degli architetti. Nel 1922 scrive il suo primo saggio sulla rivista Arkkitehti, nel 1923 torn a Jyvskyl e vi apr lo studio. Nel 1924 fece il suo primo viaggio in Italia[2] e nel 1925 spos Aino Marsio (1894-1949), sua compagna di politecnico e diplomata un anno prima di lui; ebbe cos inizio una intima collaborazione anche lavorativa. Per i successivi venticinque anni, ovvero fino alla morte di Aino, tutti i progetti portarono le loro firme congiunte. Nel 1927 si trasferisce la sua attivit a Turku, nel 1929 a Francoforte partecip al secondo CIAM, dove conobbe Sigfried Giedion ed entr in contatto con diversi artisti europei. Nel 1931

Alvar Aalto si spost a Helsinki e nel 1933 partecip al IV CIAM ed all'elaborazione della Carta di Atene. Nel 1932 cre una serie di bicchieri con bande circolari sovrapposte, disegnando un chiaroscuro decorativo che aiuta anche nella presa. Nel 1934 i suoi mobili furono esposti a Zurigo e Londra e l'anno successivo, insieme alla moglie e Marie Gullischen cre la ditta Artek per la produzione in serie dei suoi mobili. Espone diverse sue opere in prestigiosi musei in Italia (V Triennale di Milano, 1933), Svizzera (Zurigo), Danimarca (Copenaghen) e Stati Uniti (MoMa). Nel 1936 crea il vaso Savoy. Nel 1938 il Museum of Modern Art di New York organizz una mostra delle sue opere, circolata poi in una dozzina di citt. Nel 1939 si rec per la prima volta in America in occasione dell'Esposizione universale di New York in occasione dell'allestimento del Padiglione finlandese[2], e tenne conferenze all'Universit di Yale. Dal 1945 lavor contemporaneamente in USA e la Finlandia. Nel 1947 ebbe l'incarico di costruire i dormitori della casa dello studente del Massachusetts Institute of Technology, a Cambridge. Lo stesso anno gli venne conferita la laurea honoris causa dall'Universit di Princeton. Nel 1948 partecipa e vince il concorso per la realizzazione dell'Istituto finlandese per le pensioni popolari di Helsinki che sar realizzato afra il 1952-56. In questo grande complesso Aalto sperimenta l'utilizzo di materiali fonoassorbenti ed un sistema di riscaldamento per irraggiamento.[3] Nel 1949 muore la moglie Aino e tre anni dopo si risposa con Elissa Mkiniemi. Fra il 1949-1951 realizz il municipio di Syntsalo. In Germania fra il 1958-1963 realizz il Centro culturale di Wolfsburg e fra 1961-1964l'Opera di Essen . In Italia progett invece il centro culturale di Siena (1966) e, sempre nello stesso anno, la chiesa di Riola, vicino a Bologna.

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La Biblioteca di Viipuri oggi Biblioteca Alvar Aalto, 1933-35

Villa Mairea a Noormarkku

A partire dagli anni cinquanta comincia ad ottenere prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui si segnalano la medaglia d'oro del Royal Institute of British Architects nel 1957 e la laurea ad honorem conferitagli dal Politecnico di Milano. Nel 1965 Aalto tiene una grande esposizione nel palazzo Strozzi di Firenze, che lo celebra come uno tra i migliori artisti europei del secolo. Nel 1967 venne inaugurato il Museo Alvar Aalto a Jyvskyl. Progettato dallo stesso Aalto, il museo si occupa della catalogazione, conservazione ed esposizione dell'opera dell'architetto finlandese. Il suo ultimo progetto fu quello per l'area universitaria di Reykjavk, in Islanda (1975-1976). Mor ad Helsinki l'11 maggio del 1976.

Alvar Aalto

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Pensiero
"Si deve sempre ricercare una sintesi degli opposti... Quasi tutti gli incarichi progettuali comprendono decine, spesso centinaia, talvolta migliaia di fattori diversi e contraddittori, riuniti in un'armonia funzionale soltanto dalla volont dell'uomo. Quest'armonia non pu essere raggiunta con strumenti diversi da quelli dell'Arte" (Alvar Aalto) Aalto aveva studiato con Armas Lindgren che era stato uno degli esponenti del Romanticismo nazionalista finlandese. All'inizio della sua carriera Aalto sembra esser stato, dal punto di vista ideologico, un classicista; infatti elabor temi architettonici classici e applic motivi e riferimenti storici. Il Centro culturale di Wolfsburg, 1958-63 Nonostante tale aspetto per rimase fedele al funzionalismo durante tutta la sua evoluzione stilistica. Dagli inizi degli anni trenta del 1900, passato il periodo razionale ortodosso, la sua idea di architettura si amplia e, dalla razionalit, arriva a toccare anche temi strettamente tecnici funzionali fino ad arrivare a quelli psicologici. Pi avanti poi viene marcato il ruolo di sintesi che compete alle architetture. Viene inserito nella progettazione di un qualsiasi edificio anche la filosofia. Alle opere mature di Alvar Aalto sono spesso applicati i termini "romantiche", "irrazionali" e "organiche". Questo suggerisce che dopo la sua fase iniziale razionalista egli avesse abbandonato del tutto questo modo di pensare l'architettura; in realt viene ridefinito da lui stesso il concetto di razionalit. Si pu definire questo suo nuovo approccio alla progettazione "Super Razionale". Vengono inseriti da qui nei progetti anche fattori psicologici, intuitivi ed inconsci. Altro importante aspetto del periodo aaltiano maturo la concezione dell'edificio come ente integrato perfettamente nel contesto. L'edificio non visto come una struttura isolata dal resto, ma anzi, come se essa dialogasse con ci che la circonda. Altro aspetto importante di questo grande maestro dell'architettura del ventesimo secolo l'elaborazione della "standardizzazione flessibile", cio un sistema costruttivo industriale in grado di garantire elasticit e variet dei prodotti.

L'arte di Aalto
Contesto artistico
L'attivit di Aalto spaziava dal design di arredi e oggetti in vetro all'architettura e alla pittura. Dal punto di vista architettonico fu il maggior esponente dell'architettura organica europea, nonch appartenente ad una folta schiera di maestri del movimento moderno insieme a Le Corbusier, Mies van der Rohe e Gropius, tutti appartenenti alla generazione di nati nel decennio del 1880. A partire da oggetti piccoli come un cucchiaio, fino ad arrivare al progetto di citt ( autore anche dei piani regolatori per Finlandia e Svezia), l'opera di Aalto si caratterizza sotto un suo ricorrente particolare architettonico, il segno della sua "onda", che in finlandese chiamata aalto come il suo cognome. Negli ultimi due decenni del suo mezzo secolo di attivit progettuale alcuni critici hanno parlato di una "involuzione classicista" di Aalto, dovuta soprattutto ad un allontanamento dalla linea del neoempirismo scandinavo.

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Design
Sono conosciuti a livello internazionale la sua collezione di vasi in vetro, chiamati Aalto, e i mobili anni trenta in compensato curvato.

Architettura
La colonna portante dello stile di Aalto innanzitutto il continuo riferimento alla tradizione del suo paese, la Finlandia, dal cui patrimonio culturale spesso attinge; un secondo punto da cercarsi nell'attenzione verso l'individuo visto dal punto di vista psicologico.
La Poltrona 41 o Paimio 1930-31 Aalto si allontana dal razionalismo architettonico superando lo schematismo formale tramite l'utilizzo di materiali naturali (prevalentemente il legno, ma anche cemento armato e metalli) e attraverso la ricerca di linee e superfici curve, di piante aperte, attraverso una concezione dello spazio architettonico interno ed esterno unificata dall'integrazione del volume e della struttura e qualificata dalle pareti ondulate e dall'uso dell'asimmetria. Da sottolineare anche la particolare attenzione data da parte di Aalto ai particolari costruttivi e ai processi di produzione industriale. Aalto si avvicina nella realt Europea a quella architettura organica di Frank Lloyd Wright, con una progettazione articolata, che cerca molte volte un coinvolgimento tra la costruzione progettata e l'ambiente costruito e naturale.

Note
[1] Karl Fleig, Alvar Aalto, Zanichelli, Bologna, 1978, p.203 [2] K. Fleig, cit., p.203 [3] K. Fleig, cit., p. 120

Opere
Architettura
Torre campanaria della chiesa di Kauhajrvi (1921-1923), Finlandia Casa per Terho Manner a Tys (1923), Finlandia Casa Nuora a Jyvskyl (1923-1924), Finlandia Casa del popolo di Jyvskyl (1924-1925), Finlandia Ospedale Municipale di Alajrvi (1924-1928), Finlandia Chiesa di Muurame (1926-1929), Finlandia Sede del Corpo della difesa di Jyvskyl (1926-1929), Finlandia Teatro di Turku (1927), Finlandia Chiesa Tl a Helsinki (1927), Finlandia Sanatorio di Paimio (1929-1933), Finlandia Fabbrica "Toppila Oy" (successivamente nota come "Kajaani Oy") di Oulu (1930), Finlandia Ospedale centrale universitario di Zagabria (1931), Croazia Biblioteca municipale di Viipuri, successivamente nota come biblioteca di Vyborg (1933-1935), Russia, (allora Finlandia) Propria residenza a Munkkiniemi (1936), Finlandia Padiglione della Finlandia all'esposizione di Parigi costruito interamente in legno strutturale (1937), Francia Case a schiera di Kauttua nei pressi di Eura (1937), Finlandia
L'Auditorium del Politecnico di Helsinki, 1953-73

Alvar Aalto La Villa Mairea a Noormarkku (1938), Finlandia Padiglione della Finlandia all'esposizione di New York (1939), USA Piani regolatori per citt svedesi e finlandesi, ad esempio Rovaniemi Dormitori del MIT a Cambridge (1947), USA Municipio di Syntsalo (1951), Finlandia Istituto finlandese per le pensioni popolari, Helsinki, concorso del 1948, realizzazione 1952-56 Universit di Jyvskyl, Jyvskyl (1953-1957), Finlandia Stadio di Otaniemi a Espoo (1954), Finlandia Casa della cultura a Helsinki, Helsinki (1952-1958), Finlandia Edificio residenziale al quartiere Hansa, Berlino, 1955-57 Chiesa di Vuoksenniska (Chiesa delle Tre Croci) a Imatra (1958), Finlandia Maison Louis Carr Bazoches-sur-Guyonne (1959-1961), Francia Casa a torre di Neue Vahr a Brema (1959-1962), Germania Centro culturale di Siena, (1966), Italia Museo d'arte dello Jutland settentrionale ad Aalborg (1969-1973), Danimarca Chiesa di S. Maria Assunta di Riola, in provincia di Bologna (1973), Italia Campus del Politecnico di Helsinki (1953-1973), Finlandia Centro culturale di Wolfsburg (1958-1963) - Germania Palazzo Enso-Gutzeit a Helsinki (1959-1962), Finlandia Finlandia Hall di Helsinki (1962-1971), Finlandia Mount Angel Abbey Library di Mount Angel Oregon (1970), USA Area universitaria di Reykjavk (1975-1976), Islanda

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Design
Vaso Savoy, 1936 Bicchiere Savoy, 1936 Poltrona 31, 1930-31 Poltrona 41, 1930-31 Lettino 39, 1936

Scritti
Arkitektur & Samhalle (Arte e Societ), Stockholm, s. d.; 1940 The Humanizig of architecture 1940; Techological Rewiew, 1940; Architectural Forum, 1940; An Experimental Town, 1940; Post-War Reconstruction Magazine of Art, 1940; La Ricostruzione dell'Europa (conferenza), 1941; Casabella, marzo 1943; Rovaniemi rediviva, Arkkitehti, 1945; Fine della "machine habiter", 1946; Metron, 1946; Architettura e arte concreta Domus, 1947; Decadenza degli edifici pubblici, Arkkitehti 1953;

Problemi di architettura come li concepisco nelle mie costruzioni (conferenza in Italia), 1956 Idee di architettura. Scritti scelti (1921-1968), Bologna, 1987 (Raccolta di scritti) ISBN 8808026582

Alvar Aalto

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Bibliografia
In italiano Karl Fleig, Alvar Aalto, Zanichelli, Bologna, 1978 P.Angeletti, G.Remiddi, Alvar Aalto e il Classicismo Nordico, Croma Quaderni 8, Roma 1998 AA.VV., Classici Moderni, supplemento al n. 664 della rivista "Domus", Editoriale Domus, Milano 1985 Sembach, Leuthauser, Gossel, Design di Mobili del XX secolo, Ed. Taschen 1990 A contatto con Alvar Aalto, catalogo della mostra su Alvar Aalto, Museo Alvar Aalto, Jyvaskyla 1994 Timo Keinnen, Pekka Korvenmaa, Kaarina Mikonranta, sds lafsdttir, Alvar Aalto e gli oggetti, Electa 2004

In altre lingue Alvar Aalto Furniture, Museum of Finnish Architecture, Helsinki, 1984 Artek 1935-1985, Taideteollisuusmuseo Korkeavuorenkatu 23, Helsinki 1985 An Architectural present - 7 approaches, Catalogo della mostra al Museum of Finnish Architecture, Helsinki 1990 Peter B. MacKeith, Kerstin Smeas, Finland at the Universal Exposition 1900-1992, Tammer Paino Oy, Tampere 1993 Villa Mairea, Alvar Aalto, Architecture in detail, Phaidon 1992 Gareth Griffiths, The Polemical Aalto. The Enso-Gutzeit Building, Helsinki, Datutop 19, 1997 Goran Schildt, Alvar Aalto: Masterworks, Otava Publishing Company, Keuruu 1998 Alvar Aalto in Seven Buildings, Museum of Finnish Architecture, Helsinki, 1998

Galleria

Aalvar e Elissa Aalto nel 1950

Tavolo con sedie in legno compensato curvato

La Maison Carr

Il teatro dell'opera Alto-Theater a Essen, Germania

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Altri progetti
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Voci correlate
Museo Alvar Aalto

Collegamenti esterni
(EN,FI) Sito ufficiale (http://www.alvaraalto.fi/index_en.htm) La Chiesa di S.Maria Assunta, Riola (BO) (http://www.puredesign.it/gallery2/main.php?g2_itemId=86) Alvar Aalto's Savoy Vase (1936) (http://janmichl.com/eng.aalto.html)

Funzionalismo (architettura)
(EN) (IT)

Form follows function La forma segue la funzione


(Louis Sullivan, 1856-1924)

Il funzionalismo una corrente architettonica per cui ogni edificio deve essere funzionale allo scopo per cui creato. Le origini del funzionalismo risalgono a prima della Prima Guerra Mondiale. Con la nascita dell'industria e con la conseguente decadenza dell'artigianato, a partire dalla fine del Settecento e soprattutto Ottocento, si venuto contrapponendo ci che "utile" a ci che "bello". I concetti del funzionalismo sono alla base dell'architettura razionalista e nel caso dei movimenti del De Stijl e del Bauhaus pi marcatamente anche nell'ambito del design. L'idea di riscattare l'oggetto d'uso, sentita fin dalla met dell'Ottocento, si pone come il pi importante movimento artistico fra le due guerre: il funzionalismo.

Unit d'Habitation

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Unit d'Habitation
Coordinate geografiche: 431540N 52347E43.26111N 5.39639E
Unit d'Habitation Unit d'Habitation de Marseille Ubicazione Citt Paese Marsiglia Francia [1]

Informazioni Stato Costruzione In uso 1946

Realizzazione Architetto Le Corbusier

LUnit d'Habitation de Marseille (Unit di abitazione di Marsiglia) rappresenta una delle realizzazioni pratiche delle teorie di Le Corbusier sul nuovo modo di costruire la citt ed uno dei punti fondamentali di arrivo del Movimento Moderno nel concepire l'architettura e l'urbanistica. LUnit di abitazione, alta 17 piani, composta da una successione di 337 appartamenti, quasi come se fossero stati costruiti in serie e poi assemblati, a testimoniare la sua idea, secondo la quale la casa si sarebbe dovuta trasformare in una macchina per abitare, adeguandosi al periodo storico rivoluzionato dallinvenzione delle macchine, nel quale possono abitarvi fino a 1500 persone. Ogni unit abitativa del tipo "duplex", cio disposto su due livelli diversi accessibili mediante una scala interna. Gli ingressi sono disposti lungo un corridoio-strada situato ogni due piani. Al settimo e ottavo piano sono presenti una parte dei servizi generali necessari alla popolazione (asilo-nido, negozi, lavanderia, ristorante, ecc.), in modo da eliminare, secondo la teoria di Le Corbusier, il salto dimensionale tra il singolo edificio e la citt, cosicch il primo divenga un sottomultiplo della seconda. Per lui non esiste una sostanziale distinzione tra lurbanistica e larchitettura e la sua attenzione si rivolta a studiare un sistema di relazioni che, partendo dalla singola unit abitativa, intesa come cellula di un insieme, si estende via via all'edificio, al quartiere, alla citt, all'intero ambiente costruito. Unaltra innovazione rappresentata dal tetto abitabile (o tetto giardino, secondo i celeberrimi "Cinque punti"), il quale, grazie allutilizzo del calcestruzzo armato, pu essere adibito a diverse funzioni sociali e sarebbe potuto divenire, secondo le idee dellarchitetto, un enorme giardino pensile. Osservando il basamento si pu notare ladozione dei pilotis, a forma di tronco di cono rovesciato, per sorreggere tutto il corpo di fabbrica, separando le abitazioni dalloscurit e dallumidit derivanti dalla collocazione a terra, ma, soprattutto, rinunciando definitivamente alle mura portanti e quindi affidando il sostegno del solaio ai soli pilastri. Lennesima intuizione si pu evincere dallarretramento degli stessi pilastri rispetto al filo dei solai. Questa tecnica consente uno sviluppo della facciata indipendente dal resto dellappartamento e in particolare permette lutilizzo di finestre a nastro, capaci di scorrere lungo la parete e di fornire unilluminazione eccellente. LUnit di Abitazione fu realizzata su incarico del Ministero dellUrbanistica e della Ricostruzione francese nel 1946, a fronte della disastrosa situazione in campo edile del secondo dopoguerra. Questa fu la prima delle cinque unit progettate da Le Corbusier, prima di esse, per, larchitetto svizzero incontr molte difficolt nel realizzare queste sue idee quasi "rivoluzionarie". Quel nuovo modo di concepire larchitettura suscit spesso accesi dibattiti e sub violente stroncature. Nel realizzare piani urbanistici, i suoi progetti si rivelarono avanti, rispetto al corso dei tempi, di almeno trentanni.

Unit d'Habitation

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Voci correlate
Brutalismo

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References
[1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Unit%C3%A9_d%27Habitation& language=it& params=43_15_40_N_5_23_47_E_region:FR_type:landmark

Razionalismo italiano
Con la locuzione razionalismo italiano si intende quella corrente architettonica che si sviluppata in Italia negli anni venti e anni trenta del XX secolo in collegamento con il Movimento Moderno internazionale, seguendo i principi del funzionalismo, proseguendo in vario modo in frange sino agli anni settanta.

Francobollo commemorativo dedicato a Giuseppe Terragni, uno tra i maggiori esponenti del razionalismo italiano.

Lingotto di Giacomo Matt-Trucco, Torino, 1922

Razionalismo italiano

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Il Gruppo 7, il M.I.A.R. e il manifesto del Razionalismo italiano

La ex Casa del Fascio di Como, la pi celebre realizzazione di Giuseppe Terragni.

il Palazzo Terragni, a Lissone in Brianza. Opera realizzata da Giuseppe Terragni.

Tra il passato nostro e il nostro presente non esiste incompatibilit. Noi non vogliamo rompere con la tradizione: la tradizione che si trasforma, assume aspetti nuovi, sotto i quali pochi la riconoscono.
(Note in Rassegna Italiana, dicembre 1926)

Nel 1926 un gruppo di architetti, provenienti dal Politecnico di Milano, Luigi Figini, Guido Frette, Sebastiano Larco, Gino Pollini, Carlo Enrico Rava, Giuseppe Terragni e Ubaldo Castagnoli, sostituito l'anno dopo da Adalberto Libera, formarono il "Gruppo sette", il gruppo fu costituito ufficialmente solo nel 1930, con il nome MIAR Movimento Italiano per l'Architettura Razionale. Il gruppo inizi a farsi conoscere con una serie di articoli apparsi sulla rivista Rassegna Italiana, e proprio su quella rivista nel dicembre del 1926, il "Gruppo 7" rese noti al pubblico i nuovi principi per larchitettura, che si rifanno a quel Movimento Moderno, che ormai in crescita in tutta Europa. Il gruppo tuttavia mostrava molta attenzione al Deutscher Werkbund ed ai costruttivisti russi mentre prendeva le distanze dai futuristi, su di loro inoltre esercit una grande influenza il libro di Le Corbusier del 1923 Vers une architecture.[1] La giusta occasione, per mettere in mostra i loro primi risultati, fu quella dell'Esposizione italiana di architettura razionale che ebbe luogo a Roma nel 1928. Ma gi nella III Biennale di Monza del 1927 Terragni aveva avuto modo di presentare i suoi primi lavori. Terragni dar un chiaro esempio delle sintesi elaborate in questo contesto, nella Casa del Fascio di Como del 1932-1936, dove la facciata disegnata secondo le proporzioni della sezione aurea e nel contempo forme e strutture moderne si fondono con un impianto volumetrico ed un equilibrio dello spazio architettonico classici. Nel 1938 realizza la Casa del Fascio anche a Lissone, in Brianza, poi chiamata in suo onore Palazzo Terragni. Ma soprattutto nella Casa del Fascio di Como si pu, secondo Ignazio Gardella, riconoscere il carattere originale del movimento moderno italiano. quindi il momento della classicit che lo distingue dal movimento moderno internazionale che aveva fatto da madre per il Razionalismo italiano: "il carattere della classicit, intesa non come riferimtento mimetico a un determinato periodo storico, rinascimentale o altro, ma una classicit in senso atemporale, come la volont di cercare un ordine, una misura, una modulazione che rendano le forme architettoniche chiaramente percebibili alla luce del sole e coerenti tra loro, cio parti di una stessa unit."[2] Nel 1930 fu la volta di Figini e Pollini che alla IV Triennale di Milano presentarono la Casa elettrica. Altri giovani architetti (come Giovanni Michelucci e Giuseppe Pagano) aderirono al MIAR e ne furono sostenitori convinti ed in breve vi furono quasi 50 adesioni di architetti provenienti da varie regioni italiane.

Razionalismo italiano All'esposizione del 1931 a Roma l'impatto fu molto forte e apparve subito chiaro che le opere razionaliste mal si adattavano a un regime autoritario. Le polemiche che ne nacquero, con i sostenitori della vecchia accademia, che poi erano la maggioranza, generarono molte defezioni nel MIAR, tanto che nel dicembre del 1932 il suo segretario Libera fu costretto a sciogliere il movimento.[3] Da quel momento in poi gli architetti razionalisti lavoreranno in un ambito pi ristretto, comunque riusciranno a portare avanti varie realizzazioni anche in ambito pubblico.

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Opere rappresentative del razionalismo italiano


La Casa del Fascio a Como
La Casa del Fascio a Como (1932) di Giuseppe Terragni una di queste opere pubbliche ed anche la maggiore da punto di vista formale. Zevi la definisce il "capolavoro del razionalismo Italiano", per quel suo volume puro disegnato sulla sezione aurea, che possiede un solido impianto e consistenza quasi "classica". All'interno della Casa del Fascio, la decorazione astratta (ora perduta) realizzata da Mario Radice richiama in chiave attualissima l'impianto del palazzo pubblico medievale, quasi sempre dotato di corte interna affrescata. Per traslazione i pittori del gruppo degli Astrattisti comaschi, Mario Radice, Manlio Rho, Aldo Galli sono anche detti "Razionalisti", a testimonianza di una comune fucina culturale che accomunava pittura e architettura.

La Stazione Santa Maria Novella a Firenze

Stazione di Firenze Santa Maria Novella vista con la basilica dal Campanile di Giotto La Stazione S. Maria Novella a Firenze (1933) fu progettata da Giovanni Michelucci con un gruppo di giovanissimi architetti denominato Gruppo Toscano, risultati vincitori di un concorso indetto nel 1932. L'edificio, pur nella sua modernit, si integra egregiamente nell'ambiente urbano, sia per il suo disegno sobrio ed equilibrato che per la scelta sapiente di materiali (la pietra forte), di elementi compositivi e di particolari architettonici. L'integrazione dell'edificio razionalista nell'ambiente costruito storico una dei principali pregi dell'intervento.

La citt di Sabaudia
La citt di Sabaudia fu edificata in 253 giorni ed inaugurata nel 1935. Eugenio Montuori, Alfredo Scalpelli, Luigi Piccinato e Gino Cancellotti sono i quattro architetti razionalisti che nel 1933 vinsero il concorso nazionale per la progettazione di questa citt di fondazione.

L'Istituto di Fisica dell'Universit La Sapienza a Roma


Nell'Istituto di Fisica dell'Universit La Sapienza a Roma di Giuseppe Pagano il tema razionale controllato e prevale l'aspetto funzionalista. Nell'edificio bandita ogni forma di monumentalismo (a differenza degli altri edifici della Citt Universitaria), ma anche di ricerca formale, come invece avvenne nella Casa del Fascio di Terragni.

Razionalismo italiano

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Altri edifici di rilievo


Altri edifici di rilievo, su incarichi minori o da privati sono: Lingotto a Torino di Giacomo Matt-Trucco, 1922 il Palazzo Gualino a Torino, Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi-Montalcini 1928-1930 il Palazzo delle Poste di piazza Bologna a Roma di Mario Ridolfi che per il suo andamento sinuoso ricorda in un certo senso le esperienze dell'architettura organica; l'asilo Sant'Elia di Como (1936-1937) di Terragni che forse la sua opera migliore, per quella sua libera espressione articolata e trasparente, che si apre allambiente esterno; le Case della Foce a Genova (1936-40) di Luigi Carlo Daneri; Villa Malaparte a Capri (193840) di Adalberto Libera, parallelepipedo rotto dalla gradonata della terrazza solare della copertura, che appare in rilievo ma straordinariamente integrato alla roccia di un promontorio; l'Universit Bocconi di Milano (1938-1941) di G. Palazzo delle Poste di piazza Bologna di Mario Ridolfi, Roma, 1932 Pagano e G. Predeval, di chiaro stampo razionalista con reminiscenze del Bauhaus nell'articolazione della pianta; alcuni allestimenti per Mostre (1934-35) di Franco Albini, Persico e Nizzoli; due palazzine e una biblioteca a Roma (1938-1940) di Mario Ridolfi.

Curiosit
A Milano, grazie alla rivista Casabella - Costruzioni diretta negli anni quaranta da Giuseppe Pagano Pogatschnig e da Giancarlo Palanti vengono indicati, nel celebre articolo Intervallo ottimista di Raffaello Giolli[4], a testimonianza dell'importanza della scuola milanese, Gianni Albricci, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Mario Tevarotto, Enea Manfredini[5], Anna Ferrieri, Luciano Canella, Mario Righini, Augusto Magnaghi, Mario Terzaghi, Vittorio Gandolfi, Marco Zanuso, Renato Radici quali giovani architetti razionalisti.

Note
[1] Kenneth Frampton, Storia dell'architettura moderna, pp. 237-238. [2] Gardella, Ignazio: Un ricordo. In: Giuseppe Terragni. Opera completa. A cura di Giorgio Ciucci: Milano 1996, p. 8 [3] Ecco una valutazione di Piacentini sulla diversa intenzione del moderno secondo una modernit nazionale pi confacente agli interessi nazionalistici del regime fascista: "Ad un esame pi completo e approfondito queste opere denunciano una fisionomia unitaria, organicamente coerente e stilisticamente definita, non soltanto in obbedienza ai canoni di gusto attuale ma in diretto rapporto con influenze nazionali. Questa impressione di nazionalit pu essere messa in dubbio da quei pochissimi critici che, per partito preso, o per difetto di competenza o per incapacit di senso di osservazione, confondono in ununica impressione generica qualsiasi opera di architettura moderna e per la estensione del movimento moderno di diversissime regioni vogliono, ad ogni costo, reagire a questo internazionalismo apparente non con una accettazione nazionale delle grandi correnti di gusto ma con una infantile negazione totalitaria." (cfr. Piacentini, Marcello: Prefazione. In: Pica, Agnoldomenico: Nuova architettura italiana. Milano 1936, pp. 6-7). [4] R. Giolli, "Intervallo ottimista", Casabella - Costruzioni, anno XVI, num. 184-185, aprile maggio 1943, pp. 9-73. [5] E. Mantero, Il Razionalismo italiano, Bologna, Zanichelli, 1984, pp. 178, 196-198.

Razionalismo italiano

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Bibliografia
con introduzione di G. Minnucci - A. Libera, LEsposizione Italiana di Architettura Razionale marzo - aprile 1928, Palazzo delle Esposizioni, De Alberti Editore, Roma 1928. M.I.A.R., Larchitettura razionale italiana 1931, in Casabella, aprile 1931. Sartoris A., Enciclopedie de larchitecture nouvelle, ordre et climat mditerranens, ed. Hoepli, Milano 1948. Veronesi G., Difficolt politiche dellarchitettura in Italia 1920 - 1940, ed. Tamburini, Milano 1953. Zevi B., Storia dell'architettura moderna, Torino 1955. Benevolo L., Storia dellarchitettura moderna, Bari 1960. Giulia Veronesi (a cura di), Persico E., Tutte le opere, Edizione Comunit, Milano 1964. De Seta C., La cultura architettonica in Italia tra le due guerre, Bari 1972. Mantero E., Il Razionalismo italiano, Bologna 1984. Saggio A., Lopera di Giuseppe Pagano tra politica e architettura, Bari 1984. Frampton K., Storia dell'Architettura Moderna, Bologna 1993. Vittorio Santoianni, Il Razionalismo nelle colonie italiane 1928-1943. La nuova architettura delle Terre d'Oltremare, Napoli, 2008.

Voci correlate
Astrattismo Architettura organica Futurismo Movimento Moderno Neorealismo architettonico Protorazionalismo

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Collegamenti esterni
Centro Studi sull'Architettura Razionalista (http://www.cesar-eur.it/index.php) Archivio Attivo Arte Contemporanea (http://www.caldarelli.it/architettura.htm) (sezione "Architettura Razionalista a Como")

Costruttivismo

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Costruttivismo
Costruttivismo pu riferirsi: Il costruttivismo in psicologia. Il costruttivismo in arte e architettura. Il costruttivismo in filosofia (la corrente filosofica del Costruttivismo si forma in opposizione critica alla visione positivista di una scienza che vede il mondo, la realt, come entit informativa esistente di per s, data oggettivamente ed indipendente da un eventuale osservatore). Il costruttivismo in cibernetica (in particolare per quanto riguarda i meccanismi autoregolanti, In tale ambito da ricordare in Italia la Scuola operativa fondata da Silvio Ceccato).

Article Sources and Contributors

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Article Sources and Contributors


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