La storia d’Italia in 500 parole. Disponibile in://[Link]
it/la-storia-ditalia/ Acesso
em: 19 de mai. 2019
Curiosità Torinesi. Disponibile in://[Link]
torinesi-2// Acesso em: 19 de mai. 2019
1) Torino è stata capitale dell’italia dal 1861-1865.
2) UN MUSEO UNICO
Il secondo Museo Egizio più grande del mondo. Qualcuno sostiene che Torino
sia stata fondata dagli antichi Egizi, ma non c'è alcuna prova a sostegno di
questa tesi. Eppure, il caso ha voluto che proprio a Torino, e non altrove,
sorgesse il secondo più importante Museo Egizio del mondo, dopo quello del
Cairo. Il Museo Egizio di Torino è, come quello della capitale dell'Egitto,
dedicato esclusivamente all'rte e alla cultura dell'Egitto antico. Il Museo Egizio,
propriamente detto Museo delle Antichità Egizie, è costituito da un insieme di
collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i
ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione
Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935.
3) IL PORTONE DEL DIAVOLO
Il Portone del Diavolo nel palazzo Trucchi di Levaldigi, palazzo da sempre
associato ad una fama sinistra e a “costumi” diabolici. Attualmente è la sede
della Banca Nazionale del Lavoro ma, in passato, deve averne viste delle belle.
Eh sì, non c’è solo un episodio “diabolico” che possiamo associare alla storia
del palazzo, ma ben due. Ed entrambi, come è facile immaginare, non sono a
lieto fine. Il primo risale al 1790. Durante un ricevimento mondano della durata
di tre giorni e tre notti una ballerina, Emma Cochet o Vera Hertz a seconda
della fonte, venne misteriosamente pugnalata a morte. Né il colpevole, né
l’arma del delitto vennero mai trovati. Un po’ di anni dopo è il turno di
Melchiorre Du Perril, un soldato di cui, dopo essere entrato nel palazzo, non si
seppe più niente. Nessuno lo vide uscire né sapeva dove fosse. Vent’anni più
tardi dei muratori trovarono il suo scheletro murato all’interno del palazzo.
Tanto terrificanti quanto affascinanti queste due storie legate al portone più
inquietante di Torino. Oggi ci “accontentiamo” di ammirare i favolosi intagli
dalle varie simbologie (tra fiori e frutta c’è pure un topolino!) nonché il
battacchio sempre tirato a lucido in cui la figura del diavolo ridacchia
guardandoci.
4) LA CITTA’ DEL CINEMA
Perché il Museo Nazionale del Cinema si trova proprio a Torino, nella prestigiosa
cornice della Mole Antonelliana, simbolo della città? Non è un caso: il Museo,
nato grazie alla passione e alla competenza della sua fondatrice Maria Adriana
Prolo, ci ricorda che all’inizio del secolo scorso Torino è stata una delle prime
capitali cinematografiche mondiali. Fino ai primi anni Venti operano a Torino
alcune delle più importanti case di produzione cinematografiche come l’Itala
Film, la Società Anonima Ambrosio, la Savoia Film e la Pasquali Film. Il risultato
è un corpus di titoli ampio e variegato che culmina nel successo internazionale
nel kolossal Cabiria girato nel 1914. Proprio a Cabiria è dedicata un’apposita
area dell’Aula del Tempio, cuore del Museo. La riproduzione del dio Moloch che
ci “accoglie” nella sala Cabiria offre un’idea dello sfarzo e della maestosità di
messa in scena che hanno reso celebre il film. Le fotografie, le sequenze
filmiche con didascalie scritte da Gabriele D’Annunzio, i costumi, la scenografia
tridimensionale, gli eccezionali effetti speciali e le innovazioni linguistiche
apportate dal regista e produttore Giovanni Pastrone, imposero un nuovo modo
di concepire e fare il cinema.