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Curiosita Torino

Torino è stata capitale d'Italia dal 1861 al 1865 e ospita il secondo Museo Egizio più grande del mondo, dedicato all'arte e alla cultura dell'Egitto antico. La città è anche famosa per il Portone del Diavolo, legato a storie inquietanti, e per il Museo Nazionale del Cinema, che celebra il suo passato come una delle prime capitali cinematografiche mondiali. Torino ha avuto un ruolo significativo nella storia italiana e culturale, con importanti contributi nel campo dell'archeologia e del cinema.

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Curiosita Torino

Torino è stata capitale d'Italia dal 1861 al 1865 e ospita il secondo Museo Egizio più grande del mondo, dedicato all'arte e alla cultura dell'Egitto antico. La città è anche famosa per il Portone del Diavolo, legato a storie inquietanti, e per il Museo Nazionale del Cinema, che celebra il suo passato come una delle prime capitali cinematografiche mondiali. Torino ha avuto un ruolo significativo nella storia italiana e culturale, con importanti contributi nel campo dell'archeologia e del cinema.

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La storia d’Italia in 500 parole. Disponibile in://[Link]

it/la-storia-ditalia/ Acesso

em: 19 de mai. 2019

Curiosità Torinesi. Disponibile in://[Link]

torinesi-2// Acesso em: 19 de mai. 2019

1) Torino è stata capitale dell’italia dal 1861-1865.

2) UN MUSEO UNICO

Il secondo Museo Egizio più grande del mondo. Qualcuno sostiene che Torino

sia stata fondata dagli antichi Egizi, ma non c'è alcuna prova a sostegno di

questa tesi. Eppure, il caso ha voluto che proprio a Torino, e non altrove,

sorgesse il secondo più importante Museo Egizio del mondo, dopo quello del

Cairo. Il Museo Egizio di Torino è, come quello della capitale dell'Egitto,

dedicato esclusivamente all'rte e alla cultura dell'Egitto antico. Il Museo Egizio,

propriamente detto Museo delle Antichità Egizie, è costituito da un insieme di

collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i

ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione

Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935.

3) IL PORTONE DEL DIAVOLO

Il Portone del Diavolo nel palazzo Trucchi di Levaldigi, palazzo da sempre

associato ad una fama sinistra e a “costumi” diabolici. Attualmente è la sede

della Banca Nazionale del Lavoro ma, in passato, deve averne viste delle belle.

Eh sì, non c’è solo un episodio “diabolico” che possiamo associare alla storia

del palazzo, ma ben due. Ed entrambi, come è facile immaginare, non sono a

lieto fine. Il primo risale al 1790. Durante un ricevimento mondano della durata

di tre giorni e tre notti una ballerina, Emma Cochet o Vera Hertz a seconda

della fonte, venne misteriosamente pugnalata a morte. Né il colpevole, né


l’arma del delitto vennero mai trovati. Un po’ di anni dopo è il turno di

Melchiorre Du Perril, un soldato di cui, dopo essere entrato nel palazzo, non si

seppe più niente. Nessuno lo vide uscire né sapeva dove fosse. Vent’anni più

tardi dei muratori trovarono il suo scheletro murato all’interno del palazzo.

Tanto terrificanti quanto affascinanti queste due storie legate al portone più

inquietante di Torino. Oggi ci “accontentiamo” di ammirare i favolosi intagli

dalle varie simbologie (tra fiori e frutta c’è pure un topolino!) nonché il

battacchio sempre tirato a lucido in cui la figura del diavolo ridacchia

guardandoci.

4) LA CITTA’ DEL CINEMA

Perché il Museo Nazionale del Cinema si trova proprio a Torino, nella prestigiosa

cornice della Mole Antonelliana, simbolo della città? Non è un caso: il Museo,

nato grazie alla passione e alla competenza della sua fondatrice Maria Adriana

Prolo, ci ricorda che all’inizio del secolo scorso Torino è stata una delle prime

capitali cinematografiche mondiali. Fino ai primi anni Venti operano a Torino

alcune delle più importanti case di produzione cinematografiche come l’Itala

Film, la Società Anonima Ambrosio, la Savoia Film e la Pasquali Film. Il risultato

è un corpus di titoli ampio e variegato che culmina nel successo internazionale

nel kolossal Cabiria girato nel 1914. Proprio a Cabiria è dedicata un’apposita

area dell’Aula del Tempio, cuore del Museo. La riproduzione del dio Moloch che

ci “accoglie” nella sala Cabiria offre un’idea dello sfarzo e della maestosità di

messa in scena che hanno reso celebre il film. Le fotografie, le sequenze

filmiche con didascalie scritte da Gabriele D’Annunzio, i costumi, la scenografia

tridimensionale, gli eccezionali effetti speciali e le innovazioni linguistiche

apportate dal regista e produttore Giovanni Pastrone, imposero un nuovo modo

di concepire e fare il cinema.

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