Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
264 visualizzazioni2 pagine

La Magia Nel Medioevo

appunti libro la magia nel medioevo

Caricato da

Sofiaa
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
264 visualizzazioni2 pagine

La Magia Nel Medioevo

appunti libro la magia nel medioevo

Caricato da

Sofiaa
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

LA MAGIA NEL MEDIOEVO

LINEE GUIDA DELLA CRITICA MEDIEVALE ALLA MAGIA


Isidoro si Siviglia nella sua opera enciclopedica le “origines”, fornisce nell’ottavo libro un ampio
repertorio delle pratiche magiche in uso nel medioevo. Isidoro classifiche nelle pratiche magiche
sia quei fenomeni in grado di cambiare il corso naturale, sia quelle che permettono la previsione di
eventi futuri.
Il giudizio sulle magie è monolitico e negativo. Incantesimi e iscrizione dei caratteri vengono
considerati “arte demoniaca” che mette in relazione l’uomo con gli angeli cattivi. La magia è partica
da condannare e i maghi vengono definiti dal volgo malefici, proprio per la loro abilità di
sconvolgere gli eventi servendosi talvolta di scempi sacrifici umani. Questo giudizio parte con
sant’Agostino e rimane pressoché immutato nel corso del tempo.
I malefici vengono definiti come coloro che attraverso incantesimi o legature demoniache
ottengono con la cooperazione dei demoni effetti abominevoli.
Nel medioevo viene riconosciuta una realtà della magia nonostante non venga presa in
considerazione la sua efficacia o meno, giudicata sul piano morale. (non importa se la magia
funzioni o meno, questa deve essere condannata dai cristiani).
GUGLIELMO D’ALVERNIA
Dopo 600 anni dalla morte di Isidoro, il dibattito sulla magia ritorna molto attuale. Nel 12 secolo
iniziano ad essere tradotti i libri arabi, tra cui anche quelli riguardanti la magia e l’alchimia. In
questo contesto si afferma come protagonista Guglielmo d’Alvernia, teologo dell’università di
Parigi, il quale fu un acceso oppositore della magia nel medioevo. Egli analizza le funzioni delle
imagines e talismani: statuette o figure bidimensionali su cui poi sono incisi scritte o segni ecc.
secondo le ricette queste vengono cosparse di sangue, suffumigate con incensi e poi avvolte in
delle stoffe. Tutto questo accompagnato a preghiere e invocazione di vari spiriti. Queste poi
devono essere sepolte o appese al collo. La loro funzione è legata a soddisfare bisogni fisici o
psichici, come ad esempio raggiungere la felicità. Sono però anche legati alla cura delle malattie o
essere di buon auspicio. Questi però possono essere anche malvagi per richieste crudeli. Secondo
Guglielmo, credere nell’efficacia dei talismani significherebbe mettere in dubbio l’idea di dio poiché
ne mette in discussione gli attributi fondamentali di bontà e onnipotenza.
Mette anche in discussione l’effettiva efficacia di questi oggetti inanimati che possano influenzare
la vita delle persone a tal punto da provocare cambiamenti. Analizzandoli si rende conto che il loro
potere non è dovuto al materiale di cui questi sono fatti ma principalmente dal fatto che si va a
creare un patto con il demone, i veri artefici dell’azione magica. I demoni sono attirati non tanto
dalle preghiere, ma dal fine perverso che muove l’uomo. Guglielmo ribadisce che queste creature
possono intervenire solo se dio né tantomeno possono compiere azioni coercitive sulla volontà
dell’uomo che è libera. Ma possono comunque influenzarla o ingannarla.
Ciò significa che si va a instaurare un legame tra uomo e demone e inoltre, per invocarlo, si utilizza
un rituale simile a quello che viene riservato nei confronti di dio. Ciò spiega il motivo per il quale la
magia venga bollata in questo periodo.
Guglielmo si scaglia contro l’astrologia sostenendo che solo dio è a conoscenza degli eventi futuri e
ciò non si può prevedere dalla lettura degli astri.
Non tutti i fenomeni prodigiosi hanno un origine demoniaca, Guglielmo distingue tre cause diverse:
1. Prodotto di un’illusione demoniaca;
2. Effetto di un miracolo;
3. Risultato di forze fisiche sconosciute, in questo caso dipese da virtù occulte (magica
naturalis)
Volontà di dare una spiegazione naturalistica-filosofica a tali azioni.
I TALISMANI DELLO SPECULUM ASTRONOMIAE
Scritto nel 12 sec e attribuito ad Alberto magno, è una ricognizione sulla letteratura magica
dell’epoca che attesta l’avvenuta ricezione nella cultura medievale di quelle opere magico
astrologiche si origine araba.

Potrebbero piacerti anche