Calcolo Tabelle Millesimali
Calcolo Tabelle Millesimali
IL CALCOLO DELLE
TABELLE MILLESIMALI
nel condominio
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Tabelle millesimali nel condominio
INDICE
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
1. La relazione tecnica
Oggi, solitamente, la relazione tecnica di supporto alle tabelle millesimali è predisposta dai
programmi di calcolo utilizzati dal tecnico incaricato.
Figura 1 − Esempio di complesso condominiale con prospetti degli edifici su zone diverse
Nella relazione, il tecnico deve motivare le sue scelte in merito ai criteri adottati per la scelta e i
valori dei coefficienti riduttori impiegati per ogni specifico edificio del complesso condominiale
(Figura 1):
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Tabelle millesimali nel condominio
a) coefficienti globali:
– coefficiente relativo all’altezza di piano;
– coefficiente di destinazione d’uso;
– coefficiente di funzionalità (sconsigliato);
b) coefficienti relativi ai vani:
– coefficiente di utilizzazione (sconsigliato);
– coefficiente di esposizione o di prospetto;
– coefficiente di orientamento;
– coefficiente di luminosità;
– coefficiente di insolazione;
– coefficiente di isolamento termico;
– coefficiente di isolamento acustico;
– coefficiente di servitù.
Il tecnico deve soprattutto fare emergere la reale conoscenza delle caratteristiche architettoni-
che e impiantistiche dell’edificio condominiale, con particolare riguardo a:
– orientamento di ogni prospetto;
– luminosità;
– eventuali servitù gravanti su talune unità immobiliari;
– appartamenti soggetti a rumori e vibrazioni provenienti da impianti (autoclave, centrale termi-
ca, ascensore, cancello automatico) o rampe di accesso ad autorimesse.
hmassima
C
=volume ⋅a
hnormale
La circolare, però, non indica criteri di valutazione del coefficiente di proporzionalità (a), da
ritenersi uguale per tutte le unità immobiliari dell’edificio. La stima del coefficiente di propor-
zionalità (a) presenta diverse incertezze, poiché dovrebbe essere stimato caso per caso.
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
La successiva C.M. n. 2945/1993, aggiunge che qualora gli alloggi realizzati abbiano diffe-
rente altezza, l’indicazione della superficie utile dei singoli vani dovrà essere sostituita con la
rispettiva cubatura.
In tal caso, una volta determinato il volume reale dell’unità immobiliare, questo potrà poi es-
sere trasformato in metri quadrati dividendolo per l’altezza media di 2,80 m.
La giurisprudenza conferma, con riferimento ai fabbricati contenenti unità immobiliari con
altezze nette o utili differenti – nel caso specifico, appartamenti che hanno altezza netta di 2,70
m, unità immobiliari al piano terra di altezza netta di 3,50 m, magazzini di 2,30 m, seminterrato
con un’altezza variabile da 2,60 a 4,20 m – è consentito il ricorso al parametro del Volume reale
in luogo di quello della Superficie reale, atto maggiormente idoneo ad esprimere il valore pro-
porzionale riferibile a ciascuna unità immobiliare condominiale (1).
2.1. Il calcolo della superficie o del volume virtuale di ogni unità immobiliare
La superficie (o il volume virtuale) di ogni vano componente l’unità immobiliare è calcolata
moltiplicando la superficie reale (o la cubatura reale) per i coefficienti riduttori (Cd, Cf, … Ci); la
somma delle singole superfici virtuali (o Volumi virtuali) darà la superficie virtuale complessiva
(volume virtuale complessivo) dell’unità immobiliare.
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Tabelle millesimali nel condominio
Di seguito è riportata una tabella per il calcolo della superficie virtuale di un appartamento
condominiale.
Si supponga un vano di un appartamento ubicato al primo piano con orientamento a Nord:
– dimensioni vano: 4,5 × 4,5 m;
– altezza netta: 2,70 m;
– superficie netta: 20,25 m2;
– destinazione: camera da letto;
– orientamento: Nord;
– piano: primo.
La superficie virtuale del vano (Svirtuale vano) è data dal prodotto della superficie netta reale (Ssup reale vano)
per i coefficienti di riduzione valutati e stabiliti dal tecnico, ossia 11,37 m2, in generale:
Svirtuale vano,i = Ssup reale vano,1 ⸳c1 ⸳c2 ⸳c3 ... ⸳cn
Nell’esempio 3.1, per coerenza con quanto espresso nel testo, non è stato considerato il coef-
ficiente di utilizzazione dei vani.
Esempio 1. Tabella per il calcolo della superficie virtuale
Condomino Caio Giulio
Piano 1, interno 2, scala F
COEFFICIENTI
SUPERFICIE VIRTUALE
COEFFICIENTI PARTICOLARI DI VANO
GLOBALI
SUPERFICIE UTILE
ORIENTAMENTO
INQUINAMENTO
DESTINAZIONE
EQUIVALENZA
INSOLAZIONE
ISOLAMENTO
LUMINOSITÀ
PROSPETTO
ACUSTICO
TERMICO
AMBIENTE
SERVITÙ
PIANO
Ingresso
Soggiorno
Pranzo
Cucina
Corridoio
Disimpegno
Letto 1 20,25 0,90 0,85 0,92 1 1 0,84 0,95 1 11,37
Letto 2
Letto 3
Studio
Bagno 1
Bagno 2
Ripostiglio
Balcone scoperto
Balcone scoperto
Terrazza a livello
Sommano
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
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Tabelle millesimali nel condominio
Nei balconi chiusi a veranda, talvolta risulta piastrellata anche la parete della facciata esterna,
occultata dalla veranda, inoltre sono quasi sempre presenti elettrodomestici con attacchi idrico-
sanitari o tubazione di gas; sono in sostanza veri e propri ambienti abitativi, che consigliano di
non applicare una riduzione di volume, specialmente se per la veranda è stata ottenuto anche il
condono edilizio che rende la struttura da precaria a stabile.
In altri casi, dopo la realizzazione della veranda viene anche demolita la porzione di muro esterno,
tale situazione, che comporta l’ampliamento del vano, può compromettere anche la vulnerabilità
sismica e statica dell’edificio, specialmente se in muratura portante. Nell’esecuzione arbitraria di
tali interventi, invece della prevista cerchiatura, come stabilito dal cap. 8 delle Norme Tecniche
per le Costruzioni, si esegue in economia un architrave in acciaio con due profilati accostati,
senza alcun rinforzo delle spalle e all’insaputa del condominio.
In tali circostanze il tecnico dovrebbe evidenziare tali peculiarità per ogni veranda nella relazione
di accompagnamento alle tabelle millesimali.
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
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Tabelle millesimali nel condominio
Il che, tuttavia, comporta che i valori proporzionali delle unità immobiliari, espressi nelle ta-
belle millesimali approvate con la deliberazione impugnata e redatte dal tecnico incaricato, non
sono comunque corretti, come dedotti da parte attrice con il motivo di impugnazione rubricato
erroneità delle citate tabelle millesimali redatte con conseguente violazione dell’art. 68 disp. att.
c.c. e dell’art. 1123 c.c. per quanto concerne la ripartizione delle spese.
Decisione del tribunale
Il tribunale giunge alla conclusione che i valori proporzionali delle unità immobiliari espresse
nelle tabelle millesimali approvate con la deliberazione impugnata non sono comunque corretti,
come dedotti dal condomino con il motivo di impugnazione rubricato erroneità delle tabelle
millesimali con conseguente violazione dell’art. 68 disp. att. c.c. e dell’art. 1123 c.c. per quanto
concerne la ripartizione delle spese.
Ne consegue l’accoglimento delle domande del condomino di annullare la delibera assemble-
are relativamente al punto dell’ordine del giorno laddove approva la modifica delle previgenti
tabelle millesimali; e relativamente al punto dell’ordine del giorno laddove applica retroattiva-
mente al consuntivo di spesa per l’anno 2017 le tabelle millesimali approvate con la medesima
delibera.
Considerazioni dell’autore
Sorge una riflessione, probabilmente il tecnico incaricato delle tabelle millesimali avrà ap-
plicato il metodo dei volumi virtuali e, a mio giudizio, condividendo la tesi del CTU circa la
diversità delle altezze adottate per i balconi aggettanti, il tecnico incaricato ha correttamente
equiparato la terrazza a livello ad un volume virtuale.
Tale terrazza, anche se unica, doveva in qualche modo essere considerata ai fini della redazio-
ne delle tabelle millesimali, in tal senso si rimanda alle sentenze:
– Cassazione civile, sez. II, 27 luglio 2007, n. 16644;
– Cassazione civile, sez. II, 1° luglio 2004, n. 12018.
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
6. Rizzi L., Le tabelle dei millesimi, Zanichelli, Bologna 1988, pp. 70-71-72.
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Tabelle millesimali nel condominio
Tale nuova proprietà esclusiva modificherà inevitabilmente anche la prima tabella scale, poi-
ché si adotterà un coefficiente di altezza di piano e un coefficiente di esposizione (7).
7. Rizzi L., Le tabelle dei millesimi, Zanichelli, Bologna 1988, pp. 74-75.
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
8. Cassazione civile, sez. II, 27 luglio 2007, n. 16644; Cassazione civile, 1° luglio 2004, n. 12018.
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Tabelle millesimali nel condominio
considerazione della proprietà delle soffitte con riferimento all’obbligo dei condomini di contri-
buire alle spese per l’ascensore e le scale (9).
Ha affermato la Corte d’Appello, per quanto ancora interessa, che il criterio fondamentale
(ma non esclusivo) per determinare il valore proporzionale di ciascun piano o porzione di piano
di proprietà esclusiva, ragguagliato a quello dell’intero edificio espresso in millesimi, è rappre-
sentato da numero, cubatura, estensione dei vani. A tale criterio possono essere aggiunti altri
complementari al fine di correggere le sperequazioni, quali l’esposizione, l’altezza di piano, la
disponibilità di servizi comuni (ascensori, riscaldamento, aree di sgombero, ecc.) ovvero ac-
cessori (come balconi, terrazzi, ecc.) e quindi anche l’esistenza di giardini che indubbiamente
conferiscono all’appartamento maggiore valore.
Corretta, perciò, a giudizio della Corte d’Appello, è la decisione del Tribunale che ha optato
per le tabelle sul rilievo che considerano non solo la presenza del giardino, ma anche la sua
estensione le contemplano nel calcolo della relativa tabella. Tale criterio, infatti, per la Corte
d’Appello, risponde a criteri di logica e buon senso in difetto di un diverso assetto negoziale che
deroghi al criterio sancito nell’art. 68 disp. att. c.c.
Nella fattispecie, correttamente il giudice di appello ha quindi ritenuto che il valore da as-
segnare ad ogni piano o porzione di piano deve essere determinato anche con riferimento ad
eventuali spazi accessori quali balconi, terrazze o giardini.
Il diverso assunto sostenuto dai ricorrenti secondo i quali del giardino non dovrebbe tenersi
conto ai fini della determinazione dei valori di piano o delle porzioni di piano proprio in quanto
costituiscono delle pertinenze, ovvero entità diverse e distinte dal fabbricato condominiale, si
caratterizza come sostanzialmente apodittico, non essendo state assolutamente chiarite le ragioni
di un simile convincimento, che comunque contrasta palesemente con il concetto di pertinenza
come accolto nel nostro ordinamento. Invero, atteso che il vincolo pertinenziale evidenzia la
funzione accessoria di un bene nei confronti di un altro bene in modo durevole, non vi è dubbio
che il bene avente natura pertinenziale si configura come un elemento di comodità o di pregio
del bene principale che, quindi, acquisisce un maggiore valore patrimoniale.
Il rilievo evidenziato dai ricorrenti a sostegno della propria tesi in ordine al fatto che le perti-
nenze sono cose che conservano la loro natura e la loro individualità fisica rispetto alla cosa prin-
cipale è del tutto ininfluente ai fini che interessano in questa sede, trattandosi di profilo semmai
attinente al regime delle pertinenze, ovvero alla estensione o meno alla cosa pertinenziale degli
atti e dei rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale. Pertanto, qualora la proprietà
del bene principale sia estesa anche alla pertinenza, come si verifica nella fattispecie, il rapporto
pertinenziale incide sulla determinazione del valore patrimoniale del primo bene.
In altri termini, ai fini della corretta applicazione del parametro di valutazione previsto dall’art.
68 disp. att. c.c. (ai fini degli effetti indicati dagli artt. 1123 e 1136 c.c.) per la determinazione
delle tabelle millesimali, il riferimento al giardino non deve essere inteso con riguardo a tale
bene in sé e per sé considerato, ma agli innegabili riflessi che la sua destinazione durevole al
servizio e/o all’ornamento del bene principale determina in ordine all’accrescimento del valore
patrimoniale di quest’ultimo.
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
piano terra, posto che il computo doveva essere riferito esclusivamente alle strutture murarie dei
singoli appartamenti e non anche ai giardini (da considerare pertinenze accessorie al servizio
della proprietà individuale distinte dal fabbricato). Invero, il valore del piano o della porzione di
piano cui dovevano ragguagliarsi i millesimi espressi in apposita tabella ai sensi dell’art. 68 disp.
att. c.c., doveva necessariamente tener conto anche dell’area destinata a giardino, a nulla rilevan-
do la sua natura pertinenziale o accessoria rispetto all’appartamento, posto che nella nozione di
piano rientrano tutti i piani dell’edificio – dal piano attico a quello terreno –, muniti di spazi ac-
cessori destinati al servizio esclusivo delle singole unità immobiliari. D’altra parte, l’errore che
può dar luogo alla revisione delle tabelle millesimali deve essere attinente alla determinazione
degli elementi necessari per il calcolo e non determinato da criteri soggettivi di valutazione che
non possono ritenersi essenziali (10).
La Cassazione ha ritenuto che la Corte d’Appello ha correttamente stabilito che il valore da
assegnare ad ogni piano o porzione di piano deve essere determinato anche con riferimento ad
eventuali spazi accessori quali balconi, terrazze o giardini.
Il diverso assunto sostenuto secondo cui del giardino non dovrebbe tenersi conto ai fini della
determinazione dei valori di piano o delle porzioni di piano – proprio in quanto costituiscono
delle pertinenze, ovvero entità diverse e distinte dal fabbricato condominiale –, si caratterizza
come sostanzialmente apodittico, non essendo state assolutamente chiarite le ragioni di un simile
convincimento, che comunque contrasta palesemente con il concetto di pertinenza come accolto
nel nostro ordinamento. Invero, atteso che il vincolo pertinenziale evidenzia la funzione accesso-
ria di un bene nei confronti di un altro bene in modo durevole, non vi è dubbio che il bene avente
natura pertinenziale si configura come un elemento di comodità o di pregio del bene principale
che, quindi, acquisisce un maggiore valore patrimoniale.
Il rilievo evidenziato dal condomino ricorrente a sostegno della propria tesi in ordine al fatto
che le pertinenze sono cose che conservano la loro natura e la loro individualità fisica rispetto
alla cosa principale, è del tutto ininfluente ai fini che interessano in questa sede, trattandosi di
profilo semmai attinente al regime delle pertinenze, ovvero alla estensione o meno alla cosa
pertinenziale degli atti e dei rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale; pertanto,
qualora la proprietà del bene principale si estenda anche alla pertinenza, come si verifica nella
fattispecie, il rapporto pertinenziale incide sulla determinazione del valore patrimoniale del pri-
mo bene.
Neppure può riconoscersi maggiore fondamento alla censura sollevata qualora si volesse in-
terpretarla con specifico riferimento al fatto che il giardino, contrariamente alle altre pertinenze
quali autorimesse o cantine, non è costituito da una struttura muraria.
Il rilievo, che comunque non risulta espresso né sviluppato in termini chiari ed esaurienti, è
ininfluente ai fini della corretta individuazione dei criteri necessari alla determinazione del va-
lore del piano o delle porzioni di piano, non essendovi alcun dubbio che anche il giardino, come
gli altri beni di natura pertinenziale, comporta una valorizzazione dell’immobile cui accede. In
altri termini, ai fini della corretta applicazione del parametro di valutazione previsto dall’art. 68
disp. att. c.c. per la determinazione delle tabelle millesimali, il riferimento al giardino non deve
essere inteso con riguardo a tale bene in sé e per sé considerato, ma agli innegabili riflessi che la
sua destinazione durevole al servizio e/o all’ornamento del bene principale determina in ordine
all’accrescimento del valore patrimoniale di quest’ultimo.
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Tabelle millesimali nel condominio
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
appello che aveva escluso la pertinenzialità tra un immobile condominiale ed un’autorimessa privata in quanto
appartenenti a lotti diversi ed aveva stabilito che il garage dovesse essere arretrato in osservanza della norma
contenuta nel P.R.G. di Vicenza).
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Tabelle millesimali nel condominio
dell’una o dell’altra cosa, ovvero sia titolare di un diritto reale su entrambe. La scogliera che insiste in uno spec-
chio d’acqua antistante l’edificio, essendo equiparata ai beni del demanio marittimo, ancorché destinata al servi-
zio e alla protezione dell’edificio, non può formare oggetto di proprietà comune, di altro diritto reale o costituire
il termine di un rapporto pertinenziale. Consegue che non può considerarsi cosa comune e ritenersi soggetta alla
disciplina dettata dagli art. 1117 e 1118 c.c.
11. Rizzi L., Le tabelle dei millesimi, Zanichelli, Bologna 1988, p. 99. In tale testo, alle autorimesse in corpi di
fabbrica indipendenti è attribuito il coefficiente di piano di 0,30, un valore inferiore al piano scantinato o
terra. Però, riflettendo, l’applicazione di tale coefficiente avrebbe senso quando ci sono più piani, ma in tale
precisa situazione poiché tutte le unità box si trovano tutte allo stesso livello rispetto al cortile condominiale
non avrebbe nessuna influenza sul valore dei millesimi delle unità immobiliari.
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
– volume virtuale
facendo una proporzione tra il volume virtuale della singola unità immobiliare (Vvirtuale,i) e la
somma di tutte i volumi virtuali delle singole unità immobiliari ∑
Vvirtuale,i che compongono
l’edificio condominiale o la scala:
Vvirtuale,i Mi
=
∑Vvirtuale,i 1000
Vvirtuale,i
M i 1000 ⋅
=
∑V virtuale ,i
Dal calcolo dei millesimi si ottiene la Tabella principale A delle proprietà, da cui derivano tutte
le altre tabelle a seconda della volontà condominiale, che comunque potrà decidere in ordine al
riparto della spesa anche in deroga alle stesse ai sensi dell’art. 1123 c.c. purché all’unanimità.
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Tabelle millesimali nel condominio
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
6.2. Il calcolo della seconda metà dei millesimali della scala relativi al piano
Si premette che sui criteri di ripartizione dei millesimali della seconda metà della scala relativi
al piano, in letteratura sono proposti diversi metodi, in mancanza di un criterio normativo.
1) Primo metodo
Il metodo determina per le unità immobiliari dello stesso piano il medesimo valore di millesi-
mi, essendo tale ripartizione non proporzionale darà adito a inevitabili contestazioni (12).
Il metodo si svolge nelle seguenti fasi:
1) calcolo del parametro di piano pi
hi
pi =
∑h i
dove:
hi è l’altezza di piano dell’unità immobiliare.
∑h i somma delle altezze di piano.
3) Calcolo di millesimi mi della seconda metà della tabella scala con la seguente relazione:
pi : ∑ pi = m p 2,i : 500
pi
m
= ⋅ 500
∑ pi
p 2,i
La ripartizione dei millesimi sarà in parti uguali per tutte le unità immobiliari di piano:
Piano Primo
0,17
m p 2,1 = ⋅ 500 = 39,17
2,17
12. [Link]
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Tabelle millesimali nel condominio
Piano secondo
0,33
m p 2,2 = ⋅ 500 = 76, 04
2,17
Piano terzo
0,5
m p 2,3 = ⋅ 500 = 115, 21
2,17
h hi pi 2a TABELLA
CONDOMINO UNITÀ PIANO
PIANO ∑ hi ∑ pi 500 MILLESIMI
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
h hi pi 2a TABELLA
CONDOMINO UNITÀ PIANO
PIANO ∑ hi ∑ pi 500 MILLESIMI
13. Rizzi L., Le tabelle dei millesimi, Zanichelli, Bologna 1988, pp. 171-172.
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Tabelle millesimali nel condominio
Tutti i dati di calcolo relativi a tutti i piani sono riassunti nella tabella seguente:
Tabella 3.5 − Tabella S4. Calcolo della percentuale di millesimi per piano
h hi PERCENTUALE DI MILLESIMI
CONDOMINO UNITÀ PIANO
PIANO ∑h i
PER PIANO mpiano
Tizio 1
Caio 2 1 3 0,17 83,33
Sempronio 3
Bianchi 4
2 6 0,33 166,66
Rossi 5
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
h hi PERCENTUALE DI MILLESIMI
CONDOMINO UNITÀ PIANO
PIANO ∑ hi PER PIANO mpiano
Gialli 6
3 9 0,5 250
Verdi 7
18 500
mi
m p 2,i
= ⋅ m piano ,i
∑ mi
Si esegue la ripartizione relativa al solo primo piano:
16,85
m p 2,Tizio = ⋅ 83,33 ≈ 29, 00
48,87
17,58
m p 2,Caio = ⋅ 83,33 ≈ 30, 00
48,87
14, 44
m p 2, Sempronio = ⋅ 83,33 ≈ 25, 00
48,87
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Tabelle millesimali nel condominio
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
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Tabelle millesimali nel condominio
di ciascuno e ciò per il motivo che alcune parti dell’edificio, e fra esse l’androne, sono necessarie
alla sua esistenza, ed altre parti contribuiscono inoltre alla sicurezza dello stabile (15).
7.2.2. I proprietari delle unità immobiliari siti a piano terra e dei locali
con accesso esterno
La giurisprudenza si è occupata del regime giuridico dell’androne condominiale, della questio-
ne concernente la ripartizione delle spese di manutenzione e della partecipazione alle stesse dei
proprietari dei locali terranei aventi accesso autonomo.
I proprietari dei locali al pianterreno, con accesso diretto dalla strada, e degli scantinati non
possono essere ritenuti esentati dalla partecipazione alle spese relative a parti comuni dell’edifi-
cio (16). Solo nel caso in cui sia dimostrato che i proprietari delle unità che hanno accesso indipen-
dente dall’androne ne fanno un minore uso è possibile ricorrere al riparto delle spese secondo un
criterio che tenga conto del ridotto utilizzo (17).
Le scale e l’androne, essendo elementi strutturali necessari all’edificazione di uno stabile con-
dominiale e mezzo indispensabile per accedere al tetto ed al terrazzo di copertura, conservano,
in assenza di titolo contrario, la qualità di parti comuni, come indicato nell’art. 1117 c.c., anche
relativamente ai condomini proprietari di negozi o locali terranei con accesso dalla strada, poiché
anche tali condomini ne fruiscono e sono quindi tenuti a concorrere alle spese di manutenzione
quanto meno in ordine alla conservazione e alla manutenzione della copertura dell’edificio. Ne
consegue l’applicabilità della tabella millesimale generale ai fini del computo dei quorum per
la ripartizione delle spese dei lavori di manutenzione straordinaria (ed eventualmente della ri-
costruzione) dell’androne e delle scale, cui anche detti condomini sono tenuti a concorrere, in
rapporto ed in proporzione all’utilità che possono in ipotesi trarne (18).
Il contributo alle spese può avvenire in rapporto e in proporzione all’utilità che anche essi
possono fare dell’androne e delle scale per accedere – com’è loro diritto – nei locali della por-
tineria e al tetto o al lastrico solare, avendo riguardo dell’obbligo e alle connesse responsabilità
che anch’essi hanno, quali condomini, di prevenire e rimuovere ogni possibile situazione di
pericolo che possa derivare incolumità degli utenti dall’inefficiente manutenzione dei suddetti
beni comuni. In particolare, per le ragioni esposte, alle spese di illuminazione dell’androne e
delle scale, devono concorrere, ancorché in misura ridotta, pure i condomini, quali i proprietari
di autorimesse e di botteghe, che non ne usufruiscono per accedere alle loro proprietà esclusi-
ve (19).
È affetta da nullità la parte della delibera condominiale, irritualmente assunta, modificativa
del criterio di ripartizione dell’ascensore condominiale, nei limiti in cui vengano esclusi dal
concorrere alle spese per l’ascensore, sia di natura ordinaria che straordinaria, i proprietari degli
immobili siti al pianterreno che non hanno alcun accesso nell’androne condominiale in cui è sito
l’ascensore. Ai sensi dell’art. 1123 c.c. è previsto che se si tratta di cose destinate a servire i con-
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
domini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.
L’impianto dell’ascensore si intende di proprietà comune tra tutti i condomini in proporzione al
valore del piano o porzione di proprietà esclusiva; ne discende che la ripartizione delle spese è
regolata dai criteri dettati dagli artt. 1124 e 1123 c.c. Dalla presunzione di condominialità deriva
quindi che le spese per la sua manutenzione devono ripartirsi tra tutti i condomini secondo il
criterio della proporzionalità, a nulla rilevando che i proprietari dei locali posti al piano terra non
ne usufruiscano in concreto (20).
Altri orientamenti giurisprudenziali, in ordine alla ripartizione delle spese di manutenzione
delle scale e dell’androne, ritengono che i proprietari di locali con ingresso autonomo, presumen-
dosi non abbiano ragione d’usufruire dell’androne per accedere al proprio box, sono esentati dal
pagamento delle relative spese di manutenzione (21).
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Tabelle millesimali nel condominio
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IL CALCOLO DELLE TABELLE MILLESIMALI
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When there is a significant discrepancy in net ceiling heights across different floors, Source 2 recommends using the virtual volume method over the virtual surface method. This approach considers the actual volume of spaces, more accurately reflecting proportional values for units when ceiling heights vary substantially .
The coefficient for volume is favored over mere surface area in calculations when there is variability in ceiling heights. This preference ensures a more accurate reflection of value by encompassing the actual spatial volume, which factors in various vertical dimensions more effectively than surface area alone .
The concept of virtual volume is crucial for millesimal calculations, especially for elements like balconies and terraces. It involves assigning a net height to these spaces, often using recommended values to reflect the usage and architectural intricacies. The calculations integrate various factors, including practical equivalence coefficients, which are further adjusted using conditions like use designation and distribution .
Installation characteristics, such as exposure to light and noise from equipment, are crucial in milling table calculations. These factors influence the selection of reduction coefficients, emphasizing the necessity for tailored approaches to account for distinct issues like acoustics and thermal loads, thereby affecting overall unit values .
'Servitù,' or servitudes, are integrated into millesimal calculations as they represent restrictions or obligations affecting specific units. These are factored into the technical assessments to ensure accurate allocation of coefficients that account for reduced property value due to servitudes .
The formulation of millesimal tables requires consideration of both intrinsic and extrinsic elements to reflect an accurate assessment of property value. Intrinsic elements include dimensions and functions of spaces, while extrinsic elements factor in exposure, location, and additional spaces like gardens, which contribute to the enhanced market value and utility of a property .
Judicial rulings provide guidance on structuring millesimal table calculations by clarifying legal interpretations of features like pertinenze. Court decisions stress the inclusion of certain ancillary spaces in value calculations, affecting how millesimal values are allocated based on functionality and enhancement to the primary unit .
Pertinent spaces like gardens enhance the patrimonial value of condominium units, factoring into millesimal table calculations by providing additional use and beauty to the main property. They are seen as integral to the value determination due to their role in increasing enjoyment and property appeal, which is considered in value assessment .
'Pertinenze,' such as gardens, significantly influence the value of condominium units. They are considered accessory to the primary property, enhancing its convenience or value, which reflects in millesimal calculations. The presence of pertinent spaces increases the patrimonial value of the main asset, affecting how values are assigned to different units .
Calculating millesimal tables entails considering several factors including coefficients related to building specifics such as the coefficient of floor height, use destination, functionality, and orientation. The technical report justifying these choices typically highlights architectural and installation characteristics like exposure, luminosity, servitudes, and noise from facilities .