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Ricorso n.

250/2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Sent. n. 1557/08

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, prima Sezione, con lintervento dei signori:
Avviso di Deposito

Bruno Amoroso Elvio Antonelli Fulvio Rocco ha pronunciato la seguente

Presidente Consigliere Consigliere, estensore

del a norma dellart. 55 della Il L. 27 aprile di 1982 n. 186 Direttore Sezione

SENTENZA sul ricorso R.G. 250/2005, proposto da Zaglia Gianni e Zaglia Stefano, rappresentati e difesi dapprima dallAvv. Ivone Cacciavillani e dallAvv. Antonio Cimino e, successivamente, dallAvv. Antonio Cimino e dallAvv. Biancamaria Stivanello, con domicilio eletto in Venezia presso la Segreteria della Sezione, a sensi e per gli effetti dellart. 35 del T.U. approvato con R.D. 26 giugno 1924 n. 1054, contro - lAutostrada Brescia, Verona, Vicenza, Padova S.p.a.in persona del legale rappresentante pro tempore, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, costituitosi in giudizio,

rappresentato e difeso dallAvv. Mario Bertolissi e dallAvv. Paolo Piva,, con elezione di domicilio in Venezia presso lo studio dellAvv. Francesco Curato, Piazzale Roma n. 468/B; - lEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a., in persona del

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suo legale rappresentante pro tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dallAvvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliataria ex lege in Venezia, Piazza San Marco n. 63; - il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dallAvvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliataria ex lege in Venezia, Piazza San Marco n. 63; - il Comune di Megliadino San Fidenzio (Padova), in persona del Sindaco pro tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dallAvv. Raffaella Rampazzo, con domicilio eletto in Venezia presso la Segreteria della Sezione, a sensi e per gli effetti dellart. 35 del T.U. approvato con R.D. 26 giugno 1924 n. 1054, e nei confronti - della Immobiliare Polis S.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dallAvv. Paolo Bettiol, con domicilio eletto presso il suo studio in Venezia, San Marco n. 5355; - della Commerciale San Fidenzio S.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dallAvv. Jacopo Molina, con domicilio eletto presso il suo studio in Venezia, San Marco n. 5355, per lannullamento del provvedimento del Presidente dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/Seam/Prot. N. 6775 dd. 12 ottobre 2004, recante lapprovazione del progetto definitivo dei lavori inerenti
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lAutostrada A31 Valdastico completamento a sud, con contestuale dichiarazione di pubblica utilit e di estensione della delega di poteri espropriativi; del provvedimento del Direttore Generale dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/aac/Prot. N. 7890 dd. 2 febbraio 2004, recante delega alla concessionaria Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. inerente ai lavori di realizzazione dellAutostrada A31 Valdastico completamento a sud; nonch di ogni altro atto presupposto e conseguente, ivi segnatamente compresi, e per quanto occorra: la convenzione stipulata il 7 dicembre 1999 tra lEnte Nazionale Strade A.N.A.S. S.p.a. e lAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. avente per oggetto i predetti lavori di realizzazione dellAutostrada A31 Valdastico completamento a sud, approvata con provvedimento D.I. n. 612/segr. Dicoter dd. 21 dicembre 1999 della medesima A.N.A.S. S.p.a., registrato alla Corte dei Conti in data 11 aprile 2000; della nota Prot. N. 663 dd. 8 settembre 2003 a firma del Direttore Generale preposto alla Direzione Generale per le Trasformazioni Territoriali Dipartimento per il Coordinamento dello Sviluppo del Territorio, per le Politiche del Personale e gli Affari Generali - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avente per oggetto: Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, come modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico. Completamento a sud; degli atti di comunicazione di avvio del procedimento di cui trattasi, in quanto sussistenti e non noti nei loro estremi; della nota Prot. N. 5551ArCa/Patr/AS/sf dd. 22 novembre 2004, a firma del Responsabile
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Costruzioni Autostradali dellAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. avente per oggetto 1) Comunicazione di avvenuta dichiarazione di pubblica utilit dei lavori di realizzazione dellAutostrada A 31 Valdastico completamento a sud.

Contestualmente allapprovazione del progetto definitivo. Art. 17 D.P.R. 327 del 2001 e s.m.i.; 2) Invito a fornire elementi per la determinazione del valore da attribuire allarea da espropriare; 3) Avvio operazioni topografiche di tracciamento in campagna dellopera; del verbale della Conferenza di servizi che avrebbe approvato il progetto predetto, a sensi dellart. 11, comma 1, lett. b), e comma 2 del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327. Visto il ricorso con i relativi allegati, notificato il 22 24 gennaio 2005 e depositato il 2 febbraio 2005; visti i motivi aggiunti di ricorso, notificati il 25 febbraio 2005 e depositati l11 marzo 2005, proposti avverso la delega dei poteri espropriativi rilasciata allAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. per effetto dei predetti provvedimenti del Direttore Generale dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a.

DAT/aac/Prot. N. 7890 dd. 2 febbraio 2004 e del Presidente dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/Seam/Prot. N. 6775 dd. 12 ottobre 2004, questultimo anche recante lapprovazione del progetto definitivo; dellavviso dellavvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo ai fini della dichiarazione di pubblica utilit e di deposito degli atti progettuali, pubblicato a sensi dellart. 16, comma 5, del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n.
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327; della predetta nota Prot. N. 663 dd. 8 settembre 2003 a firma del Direttore Generale preposto alla Direzione Generale per le Trasformazioni Territoriali Dipartimento per il Coordinamento dello Sviluppo del Territorio, per le Politiche del Personale e gli Affari Generali - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; della deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 34 dd. 28 ottobre 2003, avente per oggetto: Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico completamento sud; visti gli ulteriori motivi aggiunti di ricorso notificati il 27 luglio 2005 e depositati il 26 agosto 2005, avverso la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 6 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante al P.R.G. Comunale di modifica dellambito di intervento della zona commerciale D1/1 relativa alla viabilit di collegamento, a sensi dellart. 50 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61; la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 7 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante di ambito di cui allart. 11 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61 relativamente allintervento del Piano urbanistico attuativo, sottozona D1/1 commerciale di espansione; la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 8 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione del Piano urbanistico attuativo piano diniziativa privata denominato Centro Commerciale Fidentino; della deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San
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Fidenzio n. 15 dd. 3 aprile 2003, recante lapprovazione di variante al predetto piano attuativo, sottozona D1/1 commerciale di espansione; nonch di ogni altro atto presupposto e conseguente; visti gli ulteriori motivi aggiunti di ricorso, notificati il 15 marzo 2006 e depositati il 23 marzo 2006 avverso il decreto di espropriazione A31/Prot. N. 012/2006-L09q emesso dallAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. ; nonch avverso ogni altro atto presupposto e conseguente, ivi segnatamente compreso il provvedimento Integr. Pubbl. Util. /A31/Prot. N.01/2005-L9 dd. 22 dicembre 2005, emesso dallAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a., recante lapprovazione di varianti al progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico - completamento a sud a sensi dellart. 12, comma 2, del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 e successive modifiche con estensione della dichiarazione di pubblica utilit rispetto ad immobili ricadenti nel lotto operativo 9 e ubicati nei territori comunali di Noventa Vicentina (Vicenza), Saletto (Padova), Santa Margherita dAdige (Padova) nonch Megliadino San Fidenzio (Padova); e, ancora, per il risarcimento a sensi degli artt. 34 e 35 del D.L.vo 31 marzo 1998 n. 80, del danno discendente dai provvedimenti impugnati. Visti gli atti di costituzione in giudizio dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a., del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dellAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a., del Comune di Medaglino San Fidenzio, dellImmobiliare Polis
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S.r.l. e della Commerciale San Fidenzio S.r.l.; viste le memorie prodotte dalle parti; visti gli atti tutti di causa; uditi nella pubblica udienza del 10 aprile 2008 (relatore il consigliere Fulvio Rocco) lAvv. Cimino per i ricorrenti, lAvvocato dello Stato Cerillo per lEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; lAvv. Curato, in sostituzione dellAvv. Bertolissi, per lAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a.; lAvv. Di Lorenzo, in sostituzione dellAvv. Rampazzo, per il Comune di Medaglino San Fidenzio; lAvv. Molina per Commerciale San Fidenzio S.r.l. e, in sostituzione dellAvv. Bettiol, per lImmobiliare Polis S.r.l.; ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. FATTO E DIRITTO 1.1. Il Sig. Gianni Zaglia espone di essere proprietario nel

territorio comunale di Megliadino San Fidenzio di un terreno corrispondente al civico n. 137 di Via Longo, sul quale stato realizzato un edificio adibito sia da abitazione, sia ad attivit di carrozzeria, ivi esercitata dal Sig. Stefano Zaglia. Il Sig. Gianni Zaglia espone altres di aver ricevuto la nota Prot. N. 5551ArCa/Patr/AS/sf dd. 22 novembre 2004 da parte

dellAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a., recante la comunicazione che i lavori di realizzazione dellAutostrada A31 Valdastico completamento a sud erano stati dichiarati di pubblica utilit, contestualmente allapprovazione del progetto definitivo di
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tale opera, e che pertanto veniva avviato nei suoi confronti il procedimento finalizzato allesproprio di una porzione di terreno di sua propriet. La dichiarazione di pubblica utilit discenderebbe sempre secondo la medesima nota di Autostrada S.p.a. dal provvedimento DAT/seam/Prot. N. 6775 dd. 12 ottobre 2004 adottato dallEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. Lo stesso Sig. Gianni Zaglia riferisce, quindi, che la sua propriet risulta interessata dalla realizzazione di una rotatoria nellambito della c.d. viabilit di collegamento tra lautostrada Valdastico sud/strada regionale 10 Padana Inferiore ; tale opera, ad avviso del medesimo esponente, decurterebbe sensibilmente la sua propriet impedendo definitivamente la prosecuzione della predetta attivit di carrozzeria ivi svolta dal Sig. Stefano Zaglia. Ad avviso degli Zaglia la rotatoria di cui trattasi non interesserebbe, di fatto, la viabilit di accesso o di uscita allautostrada ma sarebbe gi stata prevista da una variante alla strumentazione urbanistica comunale quale infrastruttura al servizio di una finitima zona commerciale. Gli Zaglia affermano -peraltro- che la predetta nota di Autostrada S.p.a. costituirebbe lunica comunicazione a loro pervenuta in ordine al procedimento di realizzazione di tale opera e che, essendosi recati dopo la ricezione della nota stessa presso gli uffici del Comune di Megliadino San Fidenzio, hanno potuto riscontrare lesistenza di planimetrie di un progetto preliminare/definitivo/esecutivo recante la
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data del 22 marzo 2004, lintestazione Comune di Megliadino San Fidenzio Provincia di Padova e loggetto Viabilit di collegamento fra autostrada Valdastico sud S.R. Padana Inferiore variante. Tali elaborati risultano pervenuti allAmministrazione Comunale in data 15aprile 2004 al Prot. N. 1895 di pari data.
1.2.

Ci posto, con il ricorso in epigrafe i Signori Gianni e

Stefano Zaglia chiedono lannullamento del provvedimento del Presidente dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a.

DAT/Seam/Prot. N. 6775 dd. 12 ottobre 2004, recante lapprovazione del progetto definitivo dei lavori inerenti lAutostrada A31 Valdastico completamento a sud, con contestuale dichiarazione di pubblica utilit e di estensione della delega di poteri espropriativi; del provvedimento del Direttore Generale dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/aac/Prot. N. 7890 dd. 2 febbraio 2004, recante delega alla concessionaria Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. inerente ai lavori di realizzazione dellAutostrada A31 Valdastico completamento a sud; nonch di ogni altro atto presupposto e conseguente, ivi segnatamente compresi, e per quanto occorra: la convenzione stipulata il 7 dicembre 1999 tra lEnte Nazionale Strade A.N.A.S. S.p.a. e lAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. avente per oggetto i predetti lavori di realizzazione dellAutostrada A31 Valdastico completamento a sud, approvata con provvedimento D.I. n. 612/segr. Dicoter dd. 21 dicembre 1999 della medesima A.N.A.S. S.p.a., registrato alla Corte
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dei Conti in data 11 aprile 2000; della nota Prot. N. 663 dd. 8 settembre 2003 a firma del Direttore Generale preposto alla Direzione Generale per le Trasformazioni Territoriali Dipartimento per il Coordinamento dello Sviluppo del Territorio, per le Politiche del Personale e gli Affari Generali - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avente per oggetto: Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, come modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico. Completamento a sud; degli atti di comunicazione di avvio del procedimento di cui trattasi, in quanto sussistenti e non noti nei loro estremi; della nota Prot. N. 5551ArCa/Patr/AS/sf dd. 22 novembre 2004, a firma del

Responsabile Costruzioni Autostradali dellAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. avente per oggetto 1) Comunicazione di avvenuta dichiarazione di pubblica utilit dei lavori di realizzazione dellAutostrada A 31 Valdastico completamento a sud. Contestualmente allapprovazione del progetto definitivo. Art. 17 D.P.R. 327 del 2001 e s.m.i.; 2) Invito a fornire elementi per la determinazione del valore da attribuire allarea da espropriare; 3) Avvio operazioni topografiche di tracciamento in campagna dellopera; del verbale della Conferenza di servizi che avrebbe approvato il progetto predetto, a sensi dellart. 11, comma 1, lett. b), e comma 2 del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327. I ricorrenti deducono al riguardo quanto segue. A) Violazione dellart. 7 della L. 7 agosto 1990 n. 241 e degli artt.
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11 e 16 del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327; violazione del principio di buon andamento dellazione

amministrativa, promanante dallart. 97 Cost., eccesso di potere per difetto di motivazione e di istruttoria. Secondo la tesi dei ricorrenti, essi sarebbero stati notiziati dellavvio del procedimento di loro interesse soltanto successivamente allapprovazione del progetto definitivo della rotatoria, posto che in precedenza le formalit contemplate dallart. 11, comma 2, del medesimo T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001 non avrebbero sortito effetto. A tale proposito, gli stessi ricorrenti affermano che loggetto del procedimento di loro interesse si identificava e si identifica a tuttoggi non gi nel completamento dellAutostrada A 31 Valdastico ma pi semplicemente nella realizzazione della rotatoria di cui trattasi, ossia in unopera viaria di interesse esclusivamente comunale: e, se cos , nella specie non sussistevano a loro avviso i presupposti per procedere alla comunicazione di avvio del procedimento mediante pubblici proclami. Inoltre, il provvedimento di A.N.A.S. DAT/seam/prot. n. 6775 dd. 12 ottobre 2004 recherebbe, in via del tutto illegittima, lapprovazione di un progetto non soltanto gi definitivo, ma addirittura gi redatto quale vero e proprio progetto esecutivo: e ci, proprio allasserito fine di prescindere dallacquisizione dei contributi partecipativi dei privati; n da ultimo gli stessi ricorrenti sottacciono che lavvio del procedimento tardivamente ad essi notificato non riguarderebbe la
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dichiarazione di pubblica utilit dellopera (gi in precedenza disposta), ma soltanto la consequenziale approvazione di una variante alla vigente strumentazione urbanistica e laltrettanto consequenziale apposizione del vincolo preordinato allesproprio. B) Violazione di legge; incompetenza, violazione delle disposizioni normative in materia di concessioni pubbliche o comunque di affidamento della realizzazione di opere pubbliche; eccesso di potere per sviamento, difetto di istruttoria e difetto di motivazione. I ricorrenti, muovendo dal presupposto che lopera da essi contestata una rotatoria inserita nella c.d. Viabilit di collegamento fra la Autostrada Valdastico sud e la Strada Regionale n. 10 Padana inferiore, deducono lincompetenza di A.N.A.S. quale soggetto concedente ad Autostrada della realizzazione dellopera in questione, nonch lincompetenza della medesima Autostrada ad eseguirla. Ad avviso dei ricorrenti, quindi, la realizzazione della rotatoria di cui trattasi ricadrebbe nella competenza dellAmministrazione Comunale; e, comunque, allatto dellavvio del procedimento Autostrada non sarebbe risultata comunque titolare di deleghe in ordine alla realizzazione dellopera di cui trattasi, stante il fatto che latto di delega risulterebbe emanato successivamente, mediante il predetto provvedimento A.N.A.S. DAT/aac/prot. n. 7890 dd. 2 febbraio 2004. C) Violazione di legge; non conformit urbanistica dellopera pubblica e violazione dellart. 9 del T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001.
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Nel riservarsi, al riguardo, ulteriori censure formulabili soltanto mediante lesame della documentazione della Variante al P.R.G. da ultimo adottata dallAmministrazione Comunale, i ricorrenti

comunque deducono che la vigente strumentazione urbanistica comunale non contemplerebbe la realizzazione della rotatoria in questione. 1.3. Con motivi aggiunti di ricorso gli Zaglia hanno quindi formulato ulteriori censure avverso i gi citati atti di delega dei poteri espropriativi rilasciata allAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. per effetto dei predetti provvedimenti del Direttore Generale dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a.

DAT/aac/Prot. N. 7890 dd. 2 febbraio 2004 e del Presidente dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/Seam/Prot. N. 6775 dd. 12 ottobre 2004, questultimo anche recante lapprovazione del progetto definitivo; dellavviso dellavvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo ai fini della dichiarazione di pubblica utilit e di deposito degli atti progettuali, pubblicato a sensi dellart. 16, comma 5, del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327; della predetta nota Prot. N. 663 dd. 8 settembre 2003 a firma del Direttore Generale preposto alla Direzione Generale per le Trasformazioni Territoriali Dipartimento per il Coordinamento dello Sviluppo del Territorio, per le Politiche del Personale e gli Affari Generali - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Inoltre, con i medesimi motivi aggiunti i ricorrenti contestualmente impugnano anche la deliberazione del Consiglio Comunale di
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Megliadino San Fidenzio n. 34 dd. 28 ottobre 2003, avente per oggetto: Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico completamento sud e nel frattempo da loro conosciuta mediante accesso alla relativa documentazione. I ricorrenti deducono al riguardo quanto segue. A) Violazione dellart. 3 del D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383 e dellart. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616; eccesso di potere per difetto di motivazione e per falsit del presupposto, contraddittoriet e illogicit. I ricorrenti evidenziano ancora una volta che la controversia per cui causa concerne la realizzazione di unopera di interesse statale, ossia lampliamento dellautostrada Valdastico A31-completamento a sud: opera che segnatamente per la parte che interessa la propriet e lattivit artigiana dei ricorrenti medesimi - non risulterebbe conforme alla pianificazione urbanistica locale. I ricorrenti rimarcano che questultima circostanza - come ben noto di per s non impedisce la realizzazione dellopera, ma che, in tale evenienza, deve trovare applicazione lapposita disciplina regolamentare contenuta nel D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383 e riguardante per lappunto i procedimenti di localizzazione delle opere di interesse statale. Tale disciplina stata introdotta, in attuazione dellart. 2, commi 7, 8 e 9 della L. 24 dicembre 1993 n. 537, a integrazione e a parziale modifica dellart. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616. I ricorrenti rilevano, quindi, che forza di tale normativa, il
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procedimento di localizzazione dellopera pubblica statale si apre con una prima fase di accertamento di conformit urbanistica, che deve compiersi entro sessanta giorni dalla richiesta formulata

dallAmministrazione statale competente (cfr. art. 2 del D.P.R. 383 del 1994), e che va effettuato dintesa tra lo Stato e la Regione interessata. Qualora laccertamento dia esito negativo, ossia evidenzi la difformit dellopera rispetto agli strumenti urbanistici, o comunque esso non venga compiuto nel termine predetto, convocata una conferenza di servizi, a sensi dellarti. 2, comma 14, della L. 537 del 1993, alla quale partecipano la Regione e, previa deliberazione degli organi rappresentativi, il Comune o i Comuni interessati, nonch le altre Amministrazioni dello Stato e gli Enti comunque tenuti ad adottare atti di intesa, o a rilasciare pareri, autorizzazioni, approvazioni, nulla osta previsti dalle leggi statali e regionali. In particolare, la conferenza valuta i progetti definitivi nel rispetto delle disposizioni relative ai vincoli archeologici, storici, artistici e ambientali. Entro sessanta giorni dalla convocazione, la conferenza si esprime approvando - o meno - il progetto, apportandovi ove del caso - le modifiche necessarie. Sulla valenza e gli effetti dellatto della conferenza di servizi, lart. 3, comma 4, del D.P.R. 383 del 1994 dispone che lapprovazione dei progetti, nei casi in cui la decisione sia adottata dalla conferenza di servizi allunanimit, sostituisce ad ogni effetto gli atti di intesa, i pareri, le concessioni, anche
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edilizie,

le

autorizzazioni,

le

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approvazioni, i nulla osta, previsti da leggi statali e regionali. In mancanza dellunanimit. si applicano le disposizioni di cui allarticolo 81, comma 4, del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616. I ricorrenti denotano, quindi, che in forza di questultimo disposto lapprovazione unanime dei progetti importa la deroga automatica degli strumenti urbanistici, nel mentre la mancanza di unanimit in sede di conferenza di servizi comporta lobbligo per l'Autorit indicente di rimettere gli atti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinch la questione venga decisa, sentita la Commissione interparlamentare per le questioni regionali, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente per materia: in altri termini, in mancanza di unanimit in sede di conferenza di servizi, si rimette al Consiglio dei Ministri la decisione in ordine al prosieguo del procedimento. I ricorrenti evidenziano altres - che, come anche affermato da Cons. Stato, Sez. I, par. 5 novembre 1997 n. 1622, non si applicano in tal caso le disposizioni dellart. 14 e ss. della L. 7 agosto 1990 n. 241, ed in particolare lart. 14-quater, comma tre, della legge medesima, in quanto tali disposizioni si riferiscono alla disciplina generale della conferenza di servizi, nel mentre la natura della conferenza di servizi disciplinata dallart. 3 del D.P.R. 383 del 1994 assume carattere

speciale, di tipo derogatorio, in quanto risulta essenzialmente finalizzata al raggiungimento di un accordo avente ad oggetto una deroga ad un atto amministrativo efficace: tanto vero che la
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procedura aggravata di cui al quarto comma dellart. 81 del D.P.R. 616 del 1977 non ha soltanto funzione semplificatoria o acceleratoria del procedimento, ma ha funzione sostanziale di composizione di un equilibrio di diversi poteri, tutti garantiti dalla Costituzione, che non possono essere sacrificati da disposizioni dettate in funzione meramente procedimentale (cfr. Cons. Stato, Sez. I, par. 1622 del 1997 cit.). Tutto ci premesso, e passando pertanto dallanalisi della disciplina generale della materia alla disamina del caso di specie, i ricorrenti affermano che il procedimento di approvazione del progetto definitivo dell'autostrada Valdastico solo fino ad un certo punto avrebbe seguito il procedimento contemplato dalle disposizioni complessivamente contenute nellart. 81 del D.P.R. 616 del 1977 e nel D.P.R.383 del 1994. Infatti, risulterebbe che inizialmente sia stata indetta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ai sensi dellart. 3 del D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383 e dell'art. 14 della L. 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni e integrazioni, apposita Conferenza di Servizi al fine di acquisire le deliberazioni, i pareri od altri atti di assenso comunque denominati, previsti dalle vigenti leggi statali o regionali. Dal verbale di tale conferenza consterebbe con chiarezza che non intervenuta lapprovazione allunanimit del progetto presentato, posto che nel relativo processo verbale si legge che il rappresentante del Ministero Beni e attivit culturali, Direzione generale per i beni
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architettonici e paesaggio, con modulo parere allegato al presente verbale, ha riconfermato, concordemente con quanto valutato dalle Soprintendenze territorialmente competenti, parere negativo; e, nondimeno, il Presidente della conferenza ha affermato, in conclusione dei lavori, che la conferenza stessa pu considerarsi conclusa positivamente. Ad avviso dei ricorrenti, la stessa espressione usata dal Presidente rivelerebbe che in realt lunanimit richiesta dallart. 3 del D.P.R. 383 del 1994 non era stata raggiunta: e da ci discenderebbe, quindi, la sussistenza nella specie del vizio di violazione di legge in quanto, non essendo intervenuta lapprovazione espressa del progetto da parte di tutte le amministrazioni interessate, era necessario seguire la procedura aggravata di cui allart. 81, quarto comma, del D.P.R. 616 del 1977. Viceversa, dopo la conferenza di servizi stato direttamente emesso il decreto ministeriale n. 277 del 2004, di autorizzazione a sensi dellart. 81 del D.P.R. 616 del 1977, segnatamente citato nel provvedimento n. 6675 del 2004. I ricorrenti rimarcano inoltre che nel caso di specie il dissenso proveniva , oltre a tutto, da unAmministrazione preposta alla tutela paesaggistico-territoriale e del patrimonio storico-artistico, ossia la Direzione generale per i Beni architettonici e il Paesaggio del Ministero per i Beni e le attivit culturali; e che, pertanto, a maggior ragione sussisteva nella specie la necessit di seguire la procedura aggravata anzidetta, essendo il Consiglio dei Ministri lunico organo
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competente ad esprimersi in via definitiva sul dissenso medesimo. N andrebbe sottaciuto sempre secondo quanto affermato dai ricorrenti che lart. 3, comma 2, del D.P.R. 383 del 1994 dispone che la conferenza di servizi deve valutare i progetti nel rispetto delle disposizioni relative ai vincoli archeologici, storici, artistici e ambientali: precisazione, questa, che i ricorrenti reputano

particolarmente indicativa dellimportanza che la localizzazione delle opere di interesse statale avvenga nel rispetto delle esigenze della tutela paesaggistico-territoriale, nonch del patrimonio storicoartistico. I ricorrenti affermano altres che nel caso di specie lAmministrazione procedente neppure avrebbe giustificato le ragioni le quali stato adottato il decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n. 277/2004, sopra descritto e che non stata, invece, seguita la procedura di cui al quarto comma dellart. 81 del D.P.R. 616 del 1977: e da ci, pertanto, discenderebbe sia lillegittimit del relativo procedimento, sia per ineludibile conseguenza lillegittimit del susseguente procedimento ablatorio, sia da ultimo laltrettanto illegittima assenza della conformit urbanistica dell'opera de qua. B) Violazione di legge per difetto di delega; violazione dellart. 11 del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327; violazione dellart. 18 della convenzione tra A.N.A.S. e Autostrada del 7 dicembre 1999; incompetenza. I ricorrenti affermano che la prima fase della procedura
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espropriativa - ossia quella relativa allapposizione del vincolo preordinato allesproprio, ai sensi dellart. 11, comma uno, lettera b), e comma due del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 - sarebbe stata nella specie svolta da un soggetto incompetente e privo dei poteri al riguardo necessari. I ricorrenti premettono che lavvio di tale fase procedimentale stata comunicata mediante la c.d. pubblicit di massa, attuata in data 8 ottobre 2003, mediante la pubblicazione del relativo avviso su quotidiani e affissione allalbo pretorio dei Comuni il cui territorio interessato dal tracciato dellopera, e che ad essa seguita la conferenza di servizi del 20 novembre 2003, finalizzata anche alle necessarie varianti urbanistiche. In tale contesto, la necessaria delega dei poteri espropriativi nei confronti di Autostrada sarebbe, peraltro, intervenuta solo

successivamente: ossia, dapprima con il provvedimento DAT/aac/prot. n. 7890 del 2 febbraio 2004, con il quale A.N.A.S. ha delegato la Autostrada ai sensi dellart. 6, comma 8, del D.P.R 327 del 2001, a svolgere tutte le attivit prodromiche e strumentali del procedimento espropriativo, previste agli art. 15 e 16 del medesimo D.P.R. atte precipuamente a consentire limmissione nellarea interessata, nonch allo svolgimento degli adempimenti previsti dalla L. 7 agosto 1990 n. 241; e, successivamente, con il provvedimento Prot. n. 6775 dd. 12 ottobre 2004, con il quale la medesima A.N.A.S. ha provveduto allestensione dei poteri di delega di cui al precedente provvedimento, segnatamente conferendo il potere di emanare tutti gli atti del
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procedimento espropriativo, compreso ogni provvedimento conclusivo del procedimento, nonch il decreto di cui allart. 22-bis del D.P.R. 327 del 2001. Ad avviso dei ricorrenti, ci dunque significa che prima del 2 febbraio 2004 Autostrada non era titolare di competenze o deleghe a compiere atti inerenti, sia pure prodromici, alla procedura di esproprio di cui al D.P.R. 327 del 2001. N sempre ad avviso dei ricorrenti potrebbe reputarsi che la convenzione tra A.N.A.S. e Autostrada, stipulata il 7dicembre 1999 e approvata con D.I. n. 6l2/Segr. Dicoter del 21 dicembre 1999 di A.N.A.S, contenga la necessaria delega di poteri espropriativi in capo alla societ concessionaria, posto che lart. 18 della convenzione medesima, in relazione agli espropri, expressis verbis limita i poteri della societ concessionaria alle opere di adeguamento delle autostrade (cfr. ivi: Le espropriazioni e le occupazioni di terreni strettamente necessari per ladeguamento delle autostrade di cui allart.2, vengono effettuate a cura e spese del Concessionario. A tal fine, il Concessionario autorizzato a compiere tutte le operazioni relative, ivi comprese quelle sostitutive di acquisto degli immobili stessi privilegiando le acquisizioni in via bonaria). Anche sotto tale profilo, quindi, ad avviso dei ricorrenti risultava necessaria unapposita delega ad espropriare da parte di A.N.A.S. nei riguardi di Autostrada, non essendo lopera in questione un mero adeguamento delle infrastrutture esistenti. C) Violazione di legge; violazione del principio di legalit e di tipicit
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degli atti amministrativi; nullit degli atti per difetto di forma ad substantiam, assenza di presupposto; violazione dellart 16 della Convenzione dd. 7 dicembre 1999, approvata con decreto del Ministro dei Lavori Pubblici dd. 21 dicembre 1999; eccesso di potere per disparit di trattamento e per favoritismo; difetto di motivazione e di istruttoria. I ricorrenti evidenziano che loggetto della procedura di approvazione dellopera pubblica viaria e della relativa fase espropriativa attiene anche alla rotatoria che dovrebbe permettere il raccordo tra la Strada regionale n. l0 e la bretella di collegamento al futuro casello di Santa Margherita dAdige, posto a sua volta sullAutostrada A 31 - Valdastico. I ricorrenti affermano che la realizzazione della rotatoria di cui trattasi integrerebbe una variazione del progetto iniziale e risponderebbe ad un interesse specifico e privato dellimpresa (non nota al momento) che realizzer un centro commerciale attiguo alla rotatoria medesima. I ricorrenti rimarcano in tal senso che in una relazione allegata alla deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 34 dd. 28 ottobre 2003 espressamente si afferma che la realizzazione della rotatoria sulla Strada Regionale n. 10 sar a carico della Ditta che realizzer il centro commerciale attiguo. E doveroso far presente che questo risponde al vero nella misura in cui la Regione consentir linsediamento di questo centro commerciale, la qual cosa potr avvenire. Nella nota dd. 16 dicembre 2004 indirizzata da Autostrada allAmministrazione Comunale si conferma, quindi, che la parte iniziale di detta bretella, compresa tra la S.R. 10 e la sezione Cl (come
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da allegata planimetria) stata inserita tra le somme a disposizione del lotto in argomento, sia come costo di costruzione che come sedimi espropriativi, con lulteriore precisazione che le aree di propriet del Centro commerciale, interessate dalla costruzione della strada, dovranno essere rese gratuitamente disponibili alla scrivente Societ, per la realizzazione dell'intervento. Ad avviso dei ricorrenti, la scelta di realizzare la rotatoria oggetto di causa deriverebbe quindi - da una richiesta e da una esigenza di un privato, e non gi dell'Amministrazione comunale, tanto che limpresa interessata allapertura del Centro commerciale mette a disposizione gratuitamente i terreni espropriandi di sua propriet. Peraltro, di tale preteso convenzionamento tra lAmministrazione Comunale e lignoto privato non esisterebbe traccia alcuna, nonostante che il relativo accordo dovrebbe rivestire la forma pubblica ad substantiam e dovrebbe essere stato approvato dagli Organi a ci competenti. Ad avviso dei ricorrenti, tali circostanze pertanto per se stanti vizierebbero ogni attivit amministrativa che presuppone tale accordo; senza sottacere che laccordo -se ed in quanto esistente- risulterebbe comunque viziato in quanto contrario al principio di tassativit che disciplina le modalit degli interventi di competenza della Pubblica Amministrazione e del privato nella realizzazione delle opere pubbliche (anche per quel che attiene allintervento finanziario del secondo; ad es. concessione, project financing, oneri di urbanizzazione). Tale carattere di tassativit rimarcano sempre i ricorrenti sarebbe
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stato da ultimo riaffermato anche dallAutorit di Vigilanza dei lavori pubblici nella propria determinazione 11.22/2002 del 30 luglio 2002. In ogni caso, ad avviso dei ricorrenti risulterebbe pure violato lart. 16 della predetta convenzione stipulata in data 7 dicembre 1999 tra A.N.A.S. ed Autostrada, laddove dispone che i progetti devono anche specificamente indicare le caratteristiche delle opere e le cautele da osservare per gli attraversamenti di corsi dacqua e delle strade pubbliche, nonch per gli allacciamenti a queste ultime ... . Le maggiori spese per opere in variante e/ o in. aggiunta rispetto a quelle approvate nei progetti iniziali.. richieste dallEnte proprietario delle strade interessate o da altri Enti, che il Concessionario concordi di attuare, sono ad esclusivo carico degli stessi Enti richiedenti, ai quali fanno carico, altres, i costi indiretti e le spese di manutenzione delle sopra citate opere. I ricorrenti ricavano da ci, come conseguenza, che la possibilit di modifica delle opere oggetto di concessione sarebbe limitata alle varianti richieste e necessitate da esigenze della Pubblica Amministrazione e non certo di privati e che, comunque, i relativi costi non potrebbero essere assunti dalla Societ concessionaria. Nel caso di specie avverrebbe per contro lesatto opposto: ed un siffatto modus decidendi, asseritamente connotato dal chiaro e pacifico favor per limpresa che realizzer il Centro commerciale, vizierebbe quindi l'intera azione amministrativa, svolta pertanto per mero favoritismo e disparit di trattamento a danno dei ricorrenti. In tal senso, non sarebbe infatti dato di comprendere per quali ragioni
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(posto che la stessa Amministrazione nulla motiva al riguardo) le esigenze del Centro commerciale dovrebbero comunque prevalere sulle esigenze dellesistente attivit del ricorrente Stefano Zaglia, nonch degli altri cittadini che dalla rotatoria subirebbero una grave diminuzione nei propri diritti.
1.4.

Con ulteriori motivi aggiunti di ricorso gli Zaglia hanno pure

chiesto lannullamento della deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 6 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante al P.R.G. Comunale di modifica dellambito di intervento della zona commerciale D1/1 relativa alla viabilit di collegamento, a sensi dellart. 50 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61; della deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 7 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante di ambito di cui allart. 11 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61 relativamente allintervento del Piano urbanistico attuativo, sottozona D1/1 commerciale di espansione; della deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 8 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione del Piano urbanistico attuativo piano diniziativa privata denominato Centro Commerciale Fidentino; della deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 15 dd. 3 aprile 2003, recante lapprovazione di variante al predetto piano attuativo, sottozona D1/1 commerciale di espansione; nonch di ogni altro atto presupposto e conseguente. I ricorrenti deducono al riguardo lavvenuta violazione degli artt. 50, 60, 81 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61, la violazione del principio di tipicit degli atti amministrativi; la violazione del diritto di partecipazione
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al procedimento e del principio di buona amministrazione promanante dallart. 97 Cost.; eccesso di potere per difetto di motivazione, per falsit del presupposto, contraddittoriet ed illogicit. I ricorrenti affermano al riguardo che con una serie reiterata di atti, lAmministrazione Comunale di Megliadino San Fidenzio ha approvato il piano attuativo inerente alla Sottozona DI /1 commerciale di espansione, estendendone lambito anche alla loro propriet e attivit produttiva senza -per questo- coinvolgerli nel relativo procedimento, e senza rispettare la disciplina contemplata al riguardo dallart. 60 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61 e successive modificazioni. In forza di tale articolo di legge, e per quanto qui segnatamente interessa, i piani urbanistici attuativi di iniziativa privata sono redatti e presentati da tutti gli aventi titolo allinterno dei rispettivi ambiti territoriali, e contengono -altres- i termini per la loro attuazione. Il Consiglio comunale, quindi entro 60 giorni dal ricevimento del piano, lo approva. Seguitando a riassumere il contenuto del predetto art. 60, va rimarcato che quando il piano presentato solo da alcuni aventi titolo, purch rappresentanti almeno i tre quarti del valore degli immobili sulla base dellimponibile catastale, esso adottato dal Consiglio comunale entro 60 giorni dalla sua ricezione e, entro 5 giorni, depositato presso la Segreteria del Comune per la durata di 10 giorni. Lavvenuto deposito reso noto mediante avviso pubblicato allalbo pretorio del Comune e mediante laffissione di manifesti. I proprietari degli immobili possono presentare opposizioni, e
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chiunque osservazioni, fino a 20 giorni dopo la scadenza del periodo di deposito. Entro 30 giorni dal decorso di tale termine, il Consiglio Comunale approva il piano decidendo anche sulle osservazioni ed opposizioni presentate. Lapprovazione del piano comporta la dichiarazione di pubblica utilit per le opere in esso previste per la durata di 10 anni, prorogabile dal Consiglio Comunale per un periodo non superiore a 5 anni. Il piano esecutivo depositato, e il deposito notificato ai proprietari dissenzienti ed entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione allalbo pretorio del Comune dell' avviso dell' avvenuto deposito. Il piano esecutivo, dopo la sua entrata in vigore, costituisce titolo per procedere alloccupazione temporanea immobili degli aventi titolo dissenzienti. Ci posto, secondo i ricorrenti, nel caso di specie il piano sarebbe stato approvato sullerroneo presupposto che esso sarebbe stato presentato da tutti gli aventi titolo, con la conseguenza che al proprietario Gianni Zaglia, ancorch parte dellambito del piano attuativo, non sarebbe stata data la possibilit di partecipare al consorzio di strumento, ottenendo i conseguenti benefici edificatori; il medesimo Gianni Zaglia, quindi, sarebbe rimasto impotente destinatario delle sole conseguenze o allespropriazione degli

espropriative discendenti da tale strumento urbanistico secondario. Sempre ad avviso dei ricorrenti, con la variante dambito adottata ed approvata con le deliberazioni consiliari nn. 6 e 7 del 20 aprile 2002 mai, comunque, notificate al proprietario
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Gianni

Zaglia

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lAmministrazione Comunale avrebbe operato unillegittima e del tutto irragionevole applicazione simultanea di disposizioni normative tra loro diverse per funzione; ossia, avrebbe: 1) adottato dapprima la variante dambito a sensi dellart. 50, quarto comma. della L.R. 61 del 1985 senza nemmeno individuare quali delle moltissime lettere del comma stesso era in concreto applicata, con contestuale sussistenza di un vizio di difetto di motivazione;
2)

adottato poi la variante dambito a sensi dellart. 11 della L.R. 61

del 1985, con ben evidente abnormit del relativo procedimento; e, ove pur si volesse intendere lambito del piano attuativo di cui trattasi come non comprensivo della propriet del ricorrente Gianni Zaglia, il piano medesimo risulterebbe comunque viziato per violazione del principio di tipicit degli strumenti urbanistici (cfr. sul punto, ad es., tra le tante, Cons. Stato, Sez. V, 12 dicembre 2003 n. 8198; T.A.R. Lombardia Milano, Sez. II, 8 ottobre 2004 n. 5515; Consiglio Stato,Sez. II, l0 dicembre 2003 n. 454; Consiglio Stato, Sez. IV, .7 novembre 2001 n. 5721) nonch per violazione dello stesso art. 11 della L.R. 61 del 1985, in forza del quale la modificazione del perimetro degli strumenti urbanistici attuativi pu avvenire soltanto nel limite massimo del 10%, e che pertanto la variante di cui trattasi non poteva essere utilizzata soltanto per modificare una previsione del Piano Regolatore generale al di fuori dellambito di uno strumento urbanistico attuativo. I ricorrenti, da ultimo, affermano che linsieme delle deliberazioni consiliari qui impugnate, laddove riferiscono che il Piano attuativo stato presentato da tutti gli aventi titolo, risulterebbero chiaramente
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viziate per difetto di istruttoria e falsit del presupposto. Tale censura, ad avviso dei ricorrenti, rileverebbe anche ai fini della tempestivit delle contestazioni test descritte, posto che come detto innanzi - gli atti di approvazione del piano attuativo in questione, comprensivo nel proprio ambito della propriet di Gianni Zaglia, non sarebbero mai state a lui notificati, come viceversa disposto dallart. 60, nono comma, della L.R. 61 del 1985; e per lappunto lo stesso Gianni Zaglia soltanto di recente, e nellambito del procedimento di espropriazione avviato nei suoi confronti da Autostrade, avrebbe acquisito copia di tali atti. 1.5. Con ulteriori motivi aggiunti di impugnazione gli Zaglia hanno quindi chiesto lannullamento avverso del decreto di espropriazione A31/Prot. N. 012/2006-L09q emesso dallAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a.; nonch di ogni altro atto presupposto e conseguente, ivi segnatamente compreso il provvedimento Integr. Pubbl. Util. /A31/Prot. N.01/2005-L9 dd. 22 dicembre 2005, emesso dallAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a., recante lapprovazione di varianti al progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico - completamento a sud a sensi dellart. 12, comma 2, del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 e successive modifiche con estensione della dichiarazione di pubblica utilit rispetto ad immobili ricadenti nel lotto operativo 9 e ubicati nei territori comunali di Noventa Vicentina (Vicenza), Saletto (Padova), Santa Margherita dAdige (Padova) nonch Megliadino San Fidenzio (Padova). I ricorrenti espongono che dalla notificazione del provvedimento di
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espropriazione

test

descritto

sono

venuti

conoscenza

della

sopravvenuta ma asseritamente mai ad essi comunicata- approvazione di una variante progettuale mediante il provvedimento Integr. Pubbl. Util. /A31/Prot. N.01/2005-L9 dd. 22 dicembre 2005, emesso sempre da Autostrada e qui per lappunto impugnato per quanto di ragione. Secondo i ricorrenti il provvedimento di espropriazione e quello di approvazione della predetta variante progettuale risulterebbero

innanzitutto viziati in via derivata rispetto agli atti presupposti in precedenza impugnati. In via autonoma, peraltro, i provvedimenti medesimi risulterebbero pure viziati per violazione degli artt. 50, 60, 81 della L.R. 61 del 1985 e successive modifiche, nonch per violazione del principio di tipicit degli atti amministrativi amministrativi, violazione del diritto di partecipazione al procedimento e del principio di buona amministrazione discendente dallart. 97 Cost., violazione dei principi discendenti dallart. 42 Cost. in materia di tutela della propriet privata, eccesso di potere per difetto di motivazione, falsit del presupposto, contraddittoriet, illogicit,

sviamento, violazione del principio di imparzialit. I ricorrenti ribadiscono in tal senso che, come gi da essi illustrato nei precedenti motivi di ricorso notificati il 25 luglio 2005, la rotatoria di cui trattasi e per la cui realizzazione disposto lesproprio risulterebbe funzionale alle esigenze dell'erigendo centro commerciale limitrofo, e non gi a quelle dellautostrada Valdastico. I ricorrenti ribadiscono, in tal senso, che la stessa storia del procedimento finalizzato alla realizzazione
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della

rotatoria,

la

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conformazione strutturale e funzionale di tale opera e soprattutto lassunzione dellonere di realizzazione oltrech dellonere finanziario da parte di Polis, comproverebbero pienamente tale circostanza. I ricorrenti rimarcano al riguardo che con atto unilaterale dobbligo, approvato con deliberazione della Giunta Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 74 del 26 agosto 1999 e n. 6 del 18 gennaio 2001, la societ realizzatrice del centro commerciale si impegnata - tra l'altro- a costruire la rotatoria e ad assumere i relativi oneri economici, e che per raggiungere siffatto risultato la soluzione amministrativa individuata si identificava con lampliamento dellambito del piano attuativo, a sensi dellart. 11 della L.R. 61 del 1985, sino a comprendere anche larea interessata dalla rotatoria variando nel contempo la relativa previsione di P.R.G. (cfr..in particolare le gi dianzi citate deliberazioni consiliari nn. 6 e 7 del 20 aprile 2002 e relative planimetrie). I ricorrenti richiamano pure a tale riguardo la Relazione tecnica allegata alla Variante di cui trattasi, laddove si afferma tra laltro che il perimetro dambito cos definito ha incorporato (anche) le aree necessarie per la realizzazione della nuova viabilit esterna,in parte di propriet della societ attuatrice del piano immobiliare Polis S.r.l., in parte private, per le quali lAmministrazione si far carico dellesproprio per pubblica utilit, e che verr richiesta una concessione edilizia per la realizzazione della viabilit generale esterna alla superficie fondiaria dellintervento, in parte su area di propriet del soggetto attuatore, in parte su aree private soggette ad esproprio ed in parte sui sedimi della strada statale e comunale esistenti, opere che
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verranno consegnate dalla societ realizzatrice del centro commerciale allAmministrazione provinciale dopo lavvenuto collaudo. Secondo i ricorrenti, risulterebbe significativa la circostanza che la societ realizzatrice del centro commerciale ha assunto limpegno di realizzare, a proprie cure e spese, anche la viabilit: nella convenzione di attuazione dell'intervento, infatti, non soltanto sono stati confermati gli impegni assunti con l'atto dobbligo test illustrato, ma stato pure disposto che la ditta s'impegna a dare attuazione anche alle opere relative alle aree esterne allo strumento attuativo,cos come previsto nella variante dambito adottata con la deliberazione del consiglio comunale in data 20 aprile 2002 n. 6, di cui sopra: pattuizione, questa, che risulta a sua volta ricordata, in via del tutto inequivoca, nella Relazione illustrativa alla seconda variante al piano attuativo, approvata con deliberazione del Consiglio Comunale n. 15 del 3 aprile 2003, inerente ad un ampliamento della Zona Dl/l pari al 2%: Con delibera consiliare n. 6 del 20 aprile 2002 stata inoltre adottata una variante al perimetro d'ambito della sottozona D 1 /1 ed approvata definitivamente con delibera consiliare n. 7 del 20 aprile 2002 in modo da comprendere nellambito stesso la nuova rotatoria sulla strada statale (progetto approvato in fase preliminare dalla Provincia di Padova in data 29 gennaio 2002) ed un primo tratto della nuova strada di piano che raccorder la rotatoria con il casello autostradale di prossima realizzazione, in quanto queste opere verranno realizzate a cura dell'Immobiliare Polis S.r.l. in sede di attuazione del Piano in oggetto per essere cedute allAmministrazione Provinciale ad avvenuto
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collaudo; per queste opere lAmministrazione Comunale si far carico dellesproprio per pubblica utilit. I ricorrenti ribadiscono che se, in sostanza, la rotatoria si configura come opera di urbanizzazione della quale la ditta lottizzante si fatta carico impegnandosi a cederla allAmministrazione Comunale una volta realizzata e collaudata, da ci conseguiva lesigenza del coinvolgimento, consenziente o dissenziente, dei proprietari delle aree in parte private comprese nell'ambito del perimetro dello strumento attuativo,

appositamente mutato come si visto a sensi dellart. 11 della L.R. 61 del 1985. Tale coinvolgimento sempre per quanto detto innanzi non sarebbe avvenuto, n in fase di presentazione del piano attuativo, n in fase di esecuzione dello stesso. Successivamente, secondo i ricorrenti, la volont di realizzare la rotatoria in questione sarebbe rimasta, ma sarebbe mutato il procedimento prescelto al riguardo: infatti, pur mantenendo l'onere economico e realizzativo dellopera a carico dellimpresa realizzatrice del centro commerciale, lonere di espropriare il sedime necessario alla costruzione della rotatoria sarebbe stato assunto da Autostrada. I ricorrenti rimarcano, in tal senso, che in sede di osservazioni al progetto di autostrada presentato a sensi dellart. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, stato proprio il Comune di Megliadino San Fidenzio a chiedere che la rotatoria di cui trattasi fosse presa in carico da

Autostrada, fermo restando il permanere dellonere economico ed esecutivo a carico dellimpresa che avrebbe realizzato il centro
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commerciale, e sempre nel presupposto condizionante che la Regione consentir linsediamento di questo centro commerciale: condizione, questultima, asseritamente avveratasi nel gennaio del 2006. I ricorrenti, in relazione a tutto quanto test illustrato, reputano quindi che i presupposti del decreto di espropriazione qui segnatamente reso oggetto di impugnativa risultino illegittimi: e rimarcano che, del resto, e con evidente deviazione dallo schema legale tipico e con atteggiamento patentemente parziale, lAmministrazione Comunale esproprierebbe ora la loro propriet affinch limpresa realizzatrice del centro commerciale possa dare esecuzione allobbligo assunto allinterno del piano attuativo, ma conservando lonere economico e di realizzazione, come da accordi pregressi, in capo allimpresa lottizzante dello stesso centro commerciale. Detto altrimenti, ad avviso dei ricorrenti si perseguirebbe nella specie il medesimo risultato derivante dallapplicazione delle norme in materia di piani attuativi d'iniziativa privata, ma senza rispettarne il corretto procedimento, e con lo scopo -e leffetto- di omettere de plano qualsivoglia considerazione per la posizione e gli interessi degli altri privati co-lottizzanti, ai quali tra laltro neppure sarebbe stata offerta la possibilit di costituirsi nel consorzio, a sensi dellart. 60 della L.R. 61 del 1985, o comunque di partecipare al procedimento di approvazione del piano attuativo che direttamente li interessa. Allo stesso tempo, secondo gli stessi ricorrenti risulterebbe del tutto chiaro anche lo sviamento di potere perpetrato dallAmministrazione Comunale, dal momento che lintera procedura espropriativa qui
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impugnata risulterebbe del tutto funzionale a mettere nella disponibilit dellimpresa realizzatrice del centro commerciale le aree necessarie per la realizzazione dellopera di urbanizzazione concordata. In via autonoma, i ricorrenti deducono nei confronti del

provvedimento Integr. Pubbl. Util. /A31/Prot. N.01/2005-L9 dd. 22 dicembre 2005 emesso da Autostrada lavvenuta violazione dellart. 16 del T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001, eccesso di potere per contraddittoriet manifesta, difetto di motivazione e di istruttoria. I ricorrenti evidenziano a tal proposito che soltanto dalla lettura del testo del decreto di esproprio essi avrebbero avuto notizia dellesistenza di tale provvedimento, per effetto del quale risulta disposta

lapprovazione, ai fini della dichiarazione di pubblica utilit, delle varianti progettuali asseritamente resesi necessarie, non comportanti

variazioni di tracciato al di fuori delle zone di rispetto previste a sensi del D.P.R. 1 luglio 1980 n. 753, nonch a sensi del D.M. l0 aprile 1968 e, allo scopo, lintegrazione del predetto provvedimento di approvazione del progetto definitivo dell'Autostrada A31 Valdastico - completamento a sud disposto con provvedimento Dat/seam/prot. n. 6775 del 12 ottobre 2004, gi emanato a cura di Anas spa - Direzione centrale Autostrade e Trafori, a sensi il disposto dellart. 12, comma 2, e dellart. 16, comma 14, del T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001 e successive modifiche, con estensione della pubblica utilit agli immobili ubicati nei territori comunali di Noventa Vicentina (Vicenza), Saletto (Padova), Santa Margherita dAdige (Padova) e Megliadino San Fidenzio (Padova), ricadenti nel lotto operativo n. 9.
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I ricorrenti rilevano a tal proposito che nel testo della comunicazione di avviso di avvio del procedimento espropriativo ai fini

dellapprovazione del progetto definitivo si precisa che ove dovessero intervenire modifiche al progetto surriferito o si rendesse necessaria lacquisizione di beni attigui, si provveder a dame formale comunicazione con le modalit di cui allart. 16 comma 4, del D.P.R. 327 del 2001 e che, peraltro, tali modifiche di progetto mai sarebbero state loro comunicate, con conseguente loro impossibilit di interloquire al riguardo nella competente sede procedimentale. 1.6. Contestualmente, i ricorrenti chiedono pure la liquidazione in proprio favore, a sensi degli artt. 34 e 35 del D.L.vo 31 marzo 1998 n. 80, del risarcimento per il danno discendente dai provvedimenti impugnati. 2.1. Si sono costituiti in giudizio, aderendo al contraddittorio anche su tutti i motivi aggiunti proposti dai ricorrenti, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, lEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a., lAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a., il Comune di Megliadino San Fidenzio, la Immobiliare Polis S.r.l. e la Commerciale San Fidenzio S.r.l. Tutte tali parti hanno replicato puntualmente alle censure avversarie, concludendo per la reiezione del ricorso e dei motivi aggiunti in prosieguo di tempo proposti. 2.2. Le difese di Autostrada, dellAmministrazione Comunale e di Polis peraltro, hanno pure eccepito in via preliminare la tardivit dellimpugnazione proposta avverso la deliberazione consiliare n. 34 dd.
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28 ottobre 2003, recante Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico completamento sud, nonch la tardivit dellimpugnazione proposta avverso la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 6 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante al P.R.G. Comunale di modifica dellambito di intervento della zona commerciale D1/1 relativa alla viabilit di collegamento, a sensi dellart. 50 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61; avverso la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 7 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante di ambito di cui allart. 11 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61 relativamente allintervento del Piano urbanistico attuativo, sottozona D1/1 commerciale di espansione; avverso la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 8 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione del Piano urbanistico attuativo piano diniziativa privata denominato Centro Commerciale Fidentino; e, da ultimo, avverso la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 15 dd. 3 aprile 2003, recante lapprovazione di variante al predetto piano attuativo, sottozona D1/1 commerciale di espansione. 2.3. La difesa di Autostrada ha pure evidenziato che con decisione n. 129 dd.18 gennaio 2006 la Sezione VI del Consiglio di Stato ha accolto il proprio appello proposto avverso la sentenza n. 2234 dd. 30 maggio 2005 resa da questa stessa Sezione e avente per oggetto tra laltro lesito della conferenza di servizi dd. 20 novembre 2003, con conseguente declaratoria tra laltro della legittimit dellesito della conferenza di
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servizi dd. 20 novembre 2003 sul progetto dellAutostrada, viceversa impugnata dai ricorrenti. 3.1. Con ordinanza n. 933 dd. 5 dicembre 2006 la Sezione ha dapprima respinto la domanda di sospensione proposta dai ricorrenti nei confronti dei provvedimenti impugnati, reputando che riservati al merito gli approfondimenti del caso in ordine alle eccezioni in rito mosse dalle parti resistenti, il ricorso non evidenziava allo stato, lillegittimit degli atti impugnati e che appariva, inoltre, sufficientemente garantito laccesso alla propriet dei ricorrenti. 3.2. A seguito di unulteriore domanda di sospensione cautelare degli atti impugnati notificata dai ricorrenti in data 17 18 maggio 2007 e con la nella quale gli stessi hanno dedotto gravi difficolt per accedere al terreno di propriet, soprattutto da parte di veicoli pesanti diretti allautocarrozzeria ivi insistente, con conseguente grave pericolo per la sicurezza della circolazione stradale, la sezione ha disposto, con susseguente ordinanza collegiale n. 63 dd. 6 giugno 2007, che il Dirigente pro tempore preposto allUfficio provinciale della

Motorizzazione Civile di Padova convochi con urgenza tutte le parti in causa, rappresentate dai propri tecnici dipendenti o di fiducia, presso la sede del Comune di Megliadino San Fidenzio, al fine di individuare gli opportuni accorgimenti progettuali che contemperino le esigenze della sicurezza della viabilit con la necessaria permanenza in loco dellattivit svolta dai ricorrenti . Della riunione sar redatto processo verbale a cura del Comune di Megliadino San Fidenzio, che sar depositato presso la Segreteria della Sezione .
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3.3. Il Dirigente incaricato, Ing. Marco Angeletti, dopo aver ottenuto alcuni rinvii per la stesura del proprio elaborato, ha depositato agli atti di causa in data 14 novembre 2007 le proprie conclusioni. Nella relazione Angeletti si legge, quindi, che prima della convocazione, lo scrivente ha dapprima provveduto ad un attento esame della copiosa documentazione depositata dalla parte ricorrente e delle memorie difensive presentate dalle parti resistenti, quindi, ha preso visione degli elaborati di progetto relativi alla viabilit di collegamento tra l'Autostrada Valdastico Sud e la SR 10 Padana inferiore, con particolare riguardo alla costruzione della rotatoria sulla SR 10 che la pone in collegamento con il casello di S. Margherita d'Adige. Dopo aver effettuato un sopralluogo nellarea interessata dal ricorso, lo scrivente ha esaminato le pi recenti memorie difensive presentate dalla societ Autostrade BS-PD ed infine la relazione tecnica conclusiva redatta per la parte ricorrente dagli ingegneri di parte ricorrente, Manganaro e Bee. In data 31 ottobre 2007, sono state convocate le parti, rappresentate dai propri tecnici di fiducia, presso la sede del Comune di Megliadino San Fidenzio. Prima di dare inizio alla discussione, lo scrivente ha ritenuto di riepilogare i fatti cronologicamente, cos come segue. Il ricorso ha inizio nel gennaio 2005. I primi documenti del ricorso vertono essenzialmente sulla mancata o non regolare applicazione delle norme sulla trasparenza degli atti pubblici in occasione dellapprovazione del progetto relativo alla costruzione della rotatoria sulla SR 10 Padana inferiore, a servizio della bretella di collegamento al casello dell'Autostrada Valdastico sud di S. Margherita
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d'Adige. Successivamente 30 ottobre 2006 - i ricorrenti presentano al T.A.R. istanza urgente di sospensione dei lavori di completamento della rotatoria, motivandola con la necessit di salvaguardare la

prosecuzione della loro attivit di autocarrozzeria, mantenendo in essere idonei accessi e spazi per lentrata, luscita e la manovra degli autoveicoli, in particolare degli autotreni e autoarticolati adibiti al trasporto dei veicoli. c.d. bisarche, diretti alla carrozzeria. Questa prima istanza stata rigettata. Con la seconda istanza urgente di sospensione 10 maggio 2007 - la parte ricorrente denuncia linizio dei lavori interessanti la propriet Zaglia, avvenuto il 23 aprile 2007, asserendo i seguenti fatti: gli accessi risultano modificati rispetto alla prima proposta della societ Autostrade; non pi prevista la controstrada con due accessi, uno da est e uno da nord, ma la stessa si ferma in corrispondenza della propriet Zaglia, e lunico accesso rimasto aperto risulta quello da est; la superficie espropriata stata ridotta ma contestualmente sono stati ridotti gli accessi (da due a uno) ed il raggio di curvatura che impediscono la manovra sicura dei veicoli lunghi. La parte ricorrente poi propone la soluzione, redatta dalla Studio tecnico Bruschetta, che prevede: a) Completamento della controstrada verso nord-ovest; b) Allargamento dellarea di propriet Zaglia , con acquisizione di parte della propriet Soatto, per consentire le manovre dei veicoli. La societ Autostrade, nella memoria del 3 giugno 2007, sostiene che la notevole riduzione dellarea espropriata (da 616 a 118 mq) stata determinata anche per dare risposta alle istanze dei ricorrenti,restando invariata laccessibilit dal Iato est e d
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atto all'Amministrazione comunale di Megliadino San Fidenzio di poter porre in opera tutte quelle soluzioni viabilistiche locali a tutela dell'attivit delle propriet interessate. Il Comune di Megliadino, nella sua memoria del 17 novembre 2006, conferma lesiguit della superficie espropriata (118 mq), ritenendo adeguato laccesso da est che non esclude il transito dei mezzi pesanti. Rammenta poi che lIng. Benato della ditta Net Project, in qualit di Direttore dei lavori, in data 12 maggio 2005, aveva proposto la controstrada completa con accesso anche da nord, sulla rampa con futura direzione Noventa Vicentina. Proposta peraltro rigettata dagli Zaglia il 19 maggio 2005. Nella memoria del 4 giugno 2007, il Comune ribadisce che i lavori procedono in conformit al progetto originario e che l'accesso da est garantito dalla controstrada come da progetto. I tecnici di parte ricorrente, Ing. Manganaro e Ing. Bee, presentano la relazione conclusiva in data 29 settembre 2007. In essa, dopo aver evidenziato tutte le criticit dellattuale conformazione dell'accesso Zaglia sulla SR 10 in ordine alla sicurezza delle manovre con impossibilit di manovre dirette e necessit di retromarce pericolose, con assenza delle distanze di visibilit, elencando altres varie difformit rispetto alle norme del Codice della Strada e del relativo Regolamento di esecuzione, viene proposta una nuova soluzione cos sintetizzata: arretramento

dellaccesso est alla propriet Zaglia sfruttando larea di intersezione tra la SR 10 e la via Roaro- strada extraurbana locale- consentendo manovre sicure e raggi di curvatura sufficienti; utilizzo di parte dellarea di propriet Soatto, situata ad ovest della propriet Zaglia,
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per la manovra di inversione di marcia, evitando in tal modo luscita sulla SR 10 in retromarcia; in questo caso, non sarebbe pi richiesta la prosecuzione della controstrada fino alla rampa nord della rotatoria. Cos terminata lintroduzione, lo scrivente ha dato avvio al confronto tra le parti. Come si evidenzia dalla lettura del verbale redatto, le parti in causa non hanno convenuto su alcun punto, restando ferme sulle proprie posizioni di partenza: da una parte i ricorrenti che insistono nel considerare lattuale inserimento della carrozzeria Zaglia nel contesto viabilistico costituito dalla nuova rotatoria sulla SR 10, penalizzante per la loro attivit artigianale, con accessi e manovre da parte dei veicoli pesanti difficoltosi e pericolosi per la circolazione stradale; dallaltra, i tecnici delle parti resistenti che dichiarano che la soluzione finale adottata la meno invasiva e crea un complessivo miglioramento della fluidit e sicurezza della circolazione. Su un punto, peraltro, sembra esistere una concordanza di opinioni, e cio che solamente lassegnazione alla propriet Zaglia di ulteriore area, di altro proprietario, a sua volta parzialmente espropriata, con la destinazione della stessa a piazzale di manovra per i veicoli, potrebbe creare condizioni di maggiore razionalit e sicurezza. Ci nonostante, le soluzioni prospettate concretamente dai tecnici di parte ricorrente e contenute nella conclusiva relazione tecnica che prevedono lutilizzo di parte dellarea di propriet Soatto e dellarea di intersezione tra la SR 10 e via Roaro, non hanno raccolto alcuna approvazione da parte delle parti avverse. La societ autostrade BS-PD, dopo aver ribadito lassoluta conformit dellintervento effettuato al progetto approvato,
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ha confermato che resta nelle facolt dell'Amministrazione Comunale competente di organizzare la viabilit locale in modo da tutelare le attivit delle propriet interessate. CENNI NORMATIVI Lart. 22 del Codice della Strada - accessi e diramazioni- prescrive tra laltro che nel caso di propriet naturalmente incluse o risultanti tali a seguito di costruzioni o modifiche di opere di pubblica utilit, nei casi di impossibilit di regolarizzare in linea tecnica gli accessi esistenti, nonch in caso di forte densit degli accessi stessi e ogni qualvolta le caratteristiche plano-altimetriche, nel tratto stradale interessato dagli accessi o diramazioni, non garantiscano requisiti di sicurezza e fluidit per la circolazione, lEnte proprietario della strada rilascia

lautorizzazione per laccesso o la diramazione subordinatamente alla realizzazione di particolari opere quali innesti attrezzati, intersezioni a livelli diversi e strade parallele, anche se le stesse,interessando pi propriet, comportino la costituzione di consorzi obbligatori per la costruzione e la manutenzione delle opere stesse. (...) E comunque vietata lapertura di accessi lungo le rampe di intersezioni, sia a raso che a livelli sfalsati (...). Lart.45 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada dispone che nelle strade extraurbane secondarie sono consentiti accessi privati purch realizzati a distanza inferiore di norma a 300 metri tra loro. (...) Lente proprietario della strada pu derogare a tale distanza fino ad un minimo di 100 metri, qualora in relazione alla situazione morfologica, risulti particolarmente gravosa la realizzazione di strade parallele. La stessa deroga pu essere applicata per tratti di strade che, in considerazione della densit di insediamenti di
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attivit o di abitazioni, sono soggetti a limitazioni di velocit e per i tratti di strade compresi allinterno di zone previste come edificabili o trasformabili dagli strumenti urbanistici generali od attuativi vigenti. (...) Gli accessi devono essere localizzati dove lorografia dei luoghi e landamento della strada consentono la pi ampia visibilit della zona di svincolo e possibilmente nei tratti di strada in rettilineo, e realizzati in modo da consentire una agevole e sicura manovra di immissione o di uscita dalla sede stradale, senza che tale manovra comporti la sosta del veicolo sulla carreggiata. Tali disposizioni sono riprese dalle "Norme funziona li e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali, recentemente emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con D.M. 19 aprile 2006 n. 1699. In esse si legge anche che (...) Una intersezione stradale risolta a rotatoria va accompagnata da strumenti di regolazione della velocit nei rami di approccio, ipotizzando larresto del veicolo nei punti di ingresso, e sviluppando tutte le conseguenti verifiche di visibilit. E, inoltre (...) nelle intersezioni a raso, lilluminazione deve essere realizzata nei casi in cui si accerti la ricorrenza di particolari condizioni ambientali locali invalidanti ai fini della corretta percezione degli ostacoli, come la presenza di nebbia o foschia. Riguardo alle dimensioni dei veicoli, lart. 61 del Codice della Strada - sagoma limite - stabilisce che la lunghezza massima degli autoveicoli isolati non deve eccedere i 12 metri, mentre quella degli autoarticolati e degli autotreni, compresi gli organi di traino, non deve eccedere rispettivamente i 16,50 metri e i 18,75 metri. L'art. 217 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada - inscrivibilit in
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curva dei veicoli e fascia di ingombro - stabilisce che i veicoli devono potersi inscrivere in una corona circolare (fascia dingombro) di raggio esterno 12,50 metri e raggio interno 5,30 metri. VALUTAZIONI TECNICHE. SITUAZIONE ANTE COSTRUZIONE ROTATORIA. L'area di propriet Zaglia risultava costituita da una superficie complessiva di circa 1.600 mq. e dotata di un piazzale destinato alla manovra e alla sosta di veicoli di area utile pari a circa 480 mq. Allinterno del piazzale non era gi allora possibile, per carenza di spazio, la movimentazione e la manovra di autotreni e autoarticolati. Era peraltro consentita la inversione di marcia da parte di autoveicoli isolati (privi di rimorchio). Laccesso sulla S.R. 10, largo circa 10 metri, avveniva ortogonalmente allasse stradale non senza difficolt in corrispondenza dellintersezione con la strada locale denominata via Borgofuro, ora non pi presente. In sostanza il precedente accesso si trovava direttamente su unarea di intersezione. Lentrata dei veicoli, provenienti sia da est che da ovest, poneva in essere tutte le problematiche derivanti dalla presenza di un accesso diretto su una strada pubblica ad alta densit di traffico con lulteriore gravame provocato dallinterferenza dovuta alla presenza della diramazione via Borgofuro. In quel punto, il tracciato della SR 10 si presentava allora pressoch rettilineo con velocit di percorrenza presumibilmente elevata ( il limite di velocit su una strada extraurbana secondaria di 90 km/h). Luscita di un veicolo pesante dalla propriet Zaglia, dunque, comportando la quasi totale invasione della carreggiata stradale, creava sicuramente potenziali condizioni di intralcio e pericolo per la
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circolazione. SITUAZIONE POST COSTRUZIONE ROTATORIA

Si

tratta dellattuale situazione: la superficie dellarea di propriet Zaglia risulta ridotta di circa 120 mq rispetto alla originaria. Lesproprio ha interessato sostanzialmente la porzione di terreno di forma pressoch triangolare situata sul lembo sud-ovest, con conseguente eliminazione delloriginario accesso sulla SR 10. Questultimo stato riposizionato pi a monte con la costruzione di un tratto di strada parallelo alla SR 10, il cui innesto avviene circa 30 metri pi ad est, in comune con laccesso alla propriet Barollo, e situato a circa 10 metri dalla intersezione con la locale strada denominata via Roaro. In precedenza, era stata prospettata una diversa soluzione che, per garantire gli accessi alle propriet Barollo, Zaglia e Soatto, prevedeva la costruzione di una strada di servizio, definita controstrada con asse parallelo al ramo nord-est della rotatoria e con sbocchi sulla SR 10 - Iato est- e sulla futura bretella direzione Noventa Vicentina- Iato nord.). La strada di servizio secondo il Codice della Strada - art.2, comma 4, definita come la strada affiancata ad una strada principale ( autostrada, strada extraurbana principale, strada urbana di scorrimento) avente la funzione di consentire la sosta e il raggruppamento degli accessi dalle propriet laterali alla strada principale e viceversa, nonch il movimento e le manovre dei veicoli non ammessi sulla strada principale stessa. Una strada di servizio pertanto viene, secondo norma, costruita a fianco di una strada principale ove non sono ammesse intersezioni a raso n tantomeno accessi e diramazioni private. Solitamente, quindi, non viene costruita per servire una strada extraurbana secondaria come la SR 10.
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La controstrada di cui trattasi avrebbe le caratteristiche e le finalit di una strada di servizio e sarebbe tecnicamente ed economicamente vantaggiosa qualora le propriet private da servire fossero numerose (nella fatti specie le propriet interessate sarebbero al massimo tre). Nel contempo, per, mettendo in collegamento due strade pubbliche ( rampe est e nord della rotatoria) e divenendo di fatto una strada aperta al pubblico passaggio, non ne consentirebbe un uso esclusivo da parte delle medesime propriet, In ogni caso, la costruzione di tale controstrada avrebbe comportato per gli Zaglia una superficie espropriata molto maggiore, con la perdita di quasi tutto il piazzale antistante labitazione, e, conseguentemente, con la impossibilit di qualsivoglia manovra veicolare aI suo interno .Inoltre, la predetta controstrada, se da un Iato avrebbe consentito due accessi distinti alla propriet Zaglia, d'altro canto non avrebbe migliorato la geometria delle immissioni sui due tratti delle strade pubbliche interessate. In sostanza, il completamento della controstrada avrebbe di gran lunga peggiorato lintera situazione, riducendo in misura massiccia la superficie del piazzale esterno degli Zaglia, impedendovi quasi totalmente le manovre degli autoveicoli, anche di quelli leggeri, e mantenendo in essere tutte le difficolt e la conseguente pericolosit delle entrate e uscite degli stessi. INTERVENTI PROPOSTI. Le propriet Barollo e Soatto, trattandosi di immobili destinati a civile abitazione, non hanno manifestato disagi, n segnalato problematiche derivanti dal nuovo sistema di accessi venutosi a determinare con la costruzione della rotatoria sulla SR 10. La propriet Zaglia,
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considerata la sua attivit artigianale di autocarrozzeria, manifesta le seguenti esigenze: 1) possibilit di ingresso nel proprio piazzale di veicoli industriali, anche dotati di rimorchi; 2) possibilit di inversione di marcia allinterno del piazzale da parte dei predetti veicoli per la successiva uscita dallarea privata e immissione sulla strada pubblica; 3) necessit che le predette manovre avvengano tutte in condizioni di sicurezza, requisito questultimo che interessa non solo la propriet Zaglia ma- soprattutto - la circolazione tutta. In merito al primo punto, lo scrivente ribadisce come la possibilit di accesso e manovra da parte di autotreni e autoarticolati era gi preclusa nella originaria configurazione esistente prima della costruzione della rotatoria. Lattivit artigianale di autocarrozzeria degli Zaglia, svolgendosi a ridosso di una abitazione cos da non avere spazio sufficiente di accesso al capannone di lavoro, consequenzialmente limitata alle sole operazioni di riparazione di veicoli leggeri, i quali quando non marcianti vengono solitamente trasportati in loco con veicoli isolati ad uso speciale per soccorso stradale, aventi dimensioni massime di 12 metri di lunghezza, nel caso in cui risulti agganciato un veicolo incidentato. Le cosiddette bisarche sono speciali complessi veicolari, costituiti da una motrice ovvero trattore stradale agganciante un rimorchio, ovvero un semirimorchio che raggiungono lunghezze addirittura superiori a quelle previste dallart. 61 del Codice della Strada , in virt della deroga concessa dallart. 10 del Codice della Strada, raggiungendo, in esenzione di autorizzazioni speciali, 21 metri per gli autotreni e 18,50 per gli autoarticolati. Inoltre, questi veicoli in
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posizione di scarico hanno bisogno di spazi maggiori della gi notevole loro lunghezza per la necessit di discesa dei veicoli sulle apposite rampe sfilabili posteriormente. Si ritiene pertanto che la richiesta degli Zaglia sia pertinente limitatamente allaccesso e alluscita di veicoli isolati di lunghezza massima non superiore a dodici metri. Riguardo al secondo punto, si conviene che la manovra di un veicolo pesante isolato, ossia non trainante rimorchio, e di lunghezza contenuta, fosse pi agevole allinterno del piazzale, prima dell'esproprio. Tuttavia, stanti i rilievi effettuati sulla situazione ante e post rotatoria, va osservato che esisteva in ogni caso, anche prima dellesproprio, limpossibilit di inversioni di marcia, allinterno dello stesso piazzale, da parte di autotreni o autoarticolati, i quali, dopo essere riusciti ad entrare invadendo la carreggiata della strada pubblica, erano obbligati ad uscire necessariamente in retromarcia creando, sicuramente in misura maggiore, situazioni di grave rischio per la sicurezza della circolazione. Il terzo punto inerisce ad una questione di fondamentale importanza in quanto la sicurezza delle manovre sulla pubblica via, nella fattispecie la SR 10, deve essere permanentemente garantita la manovra di ingresso sulla strada di accesso allarea privata BarolloZaglia da parte dei veicoli pesanti non pone alcuna problematica di rilievo quando questi ultimi provengono da est (ossia da Este) : si tratta di una semplice deviazione della traiettoria verso destra che richiede una lieve decelerazione da parte del veicolo entrante e delleventuale corrente veicolare che lo segue. Diversamente, la manovra di ingresso con provenienza da ovest (ossia dalla rotatoria) risulta assai pi
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impegnativa e limitativa: lo spazio appare sufficiente per leffettuazione in sicurezza della svolta a sinistra con una unica manovra da parte di veicoli isolati; lobbligo di iscrizione degli autoveicoli nella cosiddetta fascia di ingombro riguarda generalmente i complessi veicolari che, come gi detto, devono essere esclusi dallaccesso mentre per i veicoli isolati,, i soli che vengono ritenuti idonei allaccesso, viene solitamente considerato il valore del diametro minimo di volta, valore che varia secondo le diverse tipologie di autocarri ma che generalmente risulta compatibile con lo spazio esistente, anche quando si tratta di autoveicoli di lunghezza di circa 10 metri con un solo asse sterzante. In ogni caso, la manovra comporta un arresto temporaneo dellautocarro sulla SR 10 e una successiva invasione della semi-carreggiata opposta, trovandosi il veicolo in posizione quasi ortogonale rispetto allasse longitudinale della strada ed arrivando cos ad interessare entrambe le correnti di traffico: se per i veicoli provenienti da est la buona visibilit di tracciato e opportune segnalazioni preventive, peraltro attualmente inesistenti, ne consentono agevoli decelerazioni e sufficienti spazi di arresto, diversamente per quelli provenienti da ovest (rotatoria), lo spazio di arresto decisamente ridotto; la visibilit dei conducenti delle autovetture poi ostacolata dalle alte barriere di protezione presenti sulla banchina di destra. L'attuale velocit max consentita dalla segnaletica stradale ( 70 km/h) non garantisce dai rischi di tamponamento. CONCLUSIONI Considerato tutto quanto sopra esposto, si ritiene di indicare le modalit di circolazione e di accesso alla propriet Zaglia cos come di seguito: 1) nel rispetto della
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sicurezza stradale, lingresso va consentito ai soli veicoli isolati; 2) considerata limpossibilit persistente di manovra allinterno del piazzale da parte dei veicoli predetti, luscita dalla propriet di questi veicoli va effettuata percorrendo la strada di servizio in retromarcia, utilizzando tutto lo spazio retrostante fino alla propriet Barollo ; 3) limmissione sulla SR10 dovr avvenire consequenzialmente solo seguendo la direzione ovest: la rotatoria consentir lagevole inversione di marcia per i veicoli che intendono recarsi verso est; 4) il limite di velocit a valle della rotatoria, direzione est, e a monte dellaccesso alla propriet Zaglia, direzione ovest, dovr essere regolato, in base ad un calcolo approssimativo, sui 40 km/h; 5) su entrambi i Iati della carreggiata dovr essere apposto il segnale verticale di pericolo denominato altri pericoli di cui all'art. 103 del Regolamento al Codice della Strada, corredato del pannello integrativo di cui allart.83 del Regolamento al Codice della Strada, recante la dicitura autocarri in manovra ; 6) alluscita dalla strada di servizio, andr posto il segnale verticale di direzione obbligatoria a destra di cui allart.122 del Regolamento al Codice della Strada, integrato dal pannello recante il simbolo dellautocarro, di cui allart.83 citato, significando con ci che appare opportuno inibire la manovra di svolta a sinistra ai soli veicoli di massa complessiva > 3,5 tonnellate; 7) sulla pavimentazione stradale, a monte dell'accesso alla propriet Zaglia, provenienza da est, dovranno essere disegnati i rallentatori ottici di cui all'art. 179 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada; 8) !intera area interessata dalle manovre dovr essere adeguatamente
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e permanentemente illuminata; 9) lintera strada di servizio dovr essere pavimentata, interessando anche lo spazio a ridosso dell'area verde posta sul Iato destro dellentrata. 4. In occasione della pubblica udienza di trattazione del merito di causa, tutte le parti hanno prodotto ulteriori memorie, insistendo per laccoglimento delle rispettive conclusioni. I ricorrenti, in particolare, hanno prodotto anche una memoria con osservazioni sulle conclusioni assunte dallIng. Angeletti. 5. Alla pubblica udienza del 10 aprile 2008 la causa stata trattenuta in decisione. 6.1. Tutto ci premesso, il Collegio deve farsi innanzitutto carico di esaminare le eccezioni formulate dalle difese di Autostrada, del Comune di Megliadino San Fidenzio e di Polis circa lasserita tardivit dellimpugnazione proposta avverso la deliberazione consiliare n. 34 dd. 28 ottobre 2003, recante Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico completamento sud, nonch avverso: a) la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San

Fidenzio n. 6 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante al P.R.G. Comunale di modifica dellambito di intervento della zona commerciale D1/1 relativa alla viabilit di collegamento, a sensi dellart. 50 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61; b) la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 7 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione della Variante di ambito di cui allart. 11 della L.R. 27 giugno 1985 n. 61 relativamente
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allintervento

del

Piano

urbanistico

attuativo,

sottozona

D1/1

commerciale di espansione; c) la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 8 dd. 20 aprile 2002, recante lapprovazione del Piano urbanistico attuativo piano diniziativa privata denominato Centro Commerciale Fidentino; d) la deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 15 dd. 3 aprile 2003, recante lapprovazione di variante al predetto piano attuativo, sottozona D1/1 commerciale di espansione. 6.2.1. La decisione su tale eccezione non pu peraltro prescindere da una ragionata riesposizione del succedersi dei fatti per cui causa, avendo peraltro riguardo questa volta non gi alla cronologia delle diverse impugnative proposte dagli Zaglia, ma alla sequenza degli atti cos come adottati dalle parti opposte, ed in particolare dal Comune di Megliadino San Fidenzio. Orbene, consta che nellormai lontana data del 4 agosto 1999 la Presting S.r.l. di Milano ha presentato al Comune di Megliadino San Fidenzio una proposta, formalizzata mediante un atto unilaterale dobbligo, con la quale essa si impegnava a realizzare nel territorio comunale un centro commerciale, su di unarea di sua propriet, posta lungo la S.S. l0 Padana Inferiore (successivamente divenuta S.R. l0), qualora la detta area avesse acquistato la necessaria destinazione urbanistica. Nella sua proposta, Presting si impegnata, tra l'altro, a realizzare tutte le opere di urbanizzazione primaria esterne al comparto di
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propriet sulle aree pubbliche circostanti i1 comparto stesso, comprese quelle soggette ad esproprio a cura dellAmministrazione (rete stradale, svincoli, sotto passo alla statale) su progetto esecutivo realizzato da se stessa in collaborazione con l'ufficio tecnico comunale .... Presting si pure in contestualmente impegnata a corrispondere allAmministrazione Comunale la somma di 1 miliardo di lire a tranches diverse, da versarsi in ragione dell'approvazione della variante, del'approvazione del Piano di lottizzazione e del rilascio della concessione edilizia. Con deliberazione n. 74 del 26 agosto 1999, la Giunta Comunale di Megliadino San Fidenzio ha approvato latto unilaterale dobbligo test descritto, impegnandosi a sua volta - ad incaricare un professionista per la redazione della variante urbanistica necessaria. Successivamente, in data 18 gennaio 2001 il Comune di Megliadino San Fidenzio e Presting hanno concordato unintegrazione degli obblighi assunti da questultima, e in tal senso Presting si dichiarata disponibile ad eseguire le piste di decelerazione, i sottopassi e gli svincoli dalla S.S. l0 Padana Inferiore. In tutti i rapporti di Presting quindi succeduta la Polis S.r.l.: e questultima ha, per lappunto, provveduto a redigere tramite la societ di progettazione Net Project di Padova e a presentare

allAmministrazione Comunale gli elaborati relativi al progetto preliminare attinente la viabilit di collegamento del futuro Centro commerciale alla viabilit esistente e a quella programmata, ossia lAutostrada Valdastico Sud, la Transpolesana e la nuova Strada statale
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l0 Legnago - Monselice. Tale progetto stato approvato dalla Giunta Comunale di Megliadino San Fidenzio con deliberazione n. 92 dd. 13 dicembre 2001. Il progetto stato quindi inoltrato dallo studio di progettazione Net Project di Padova alla Provincia di Padova, ed approvato da questultima in data 22 gennaio 2002. Va precisato che agli inizi del 2002, la delimitazione dellambito dintervento attuativo che interessa la zona commerciale di Polis non comprendeva la rotatoria per cui causa. Il Comune di Megliadino San Fidenzio ha avviato la procedura di variante dello strumento attuativo con la predetta deliberazione consiliare n. 6 dd. 20 aprile 2002, recante ladozione dela variante al P.R.G. di modifica dellambito di intervento della zona commerciale D l/l relativa alla viabilit di collegamento, a sensi dellart. 50, comma 4, della L.R. 61 del 1985. Con la delibera del Consiglio comunale di Megliadino San Fidenzio n. 7 del 20 aprile 2002 stato approvata a sensi dellart. 11 della L.R. 61 del 1985 la variante dambito dellintervento del Piano urbanistico attuativo, Sottozona DI/l commerciale di espansione, comprensivo della propriet di Gianni Zaglia. Secondo quanto affermato dalla parte ricorrente, tale provvedimento non sarebbe stato notificato al proprietario, a sensi dellart. 60, comma 9, della L.R. 61 del 1985. Secondo la tesi dei ricorrenti, mediante tale variante dambito anche la propriet Zaglia sarebbe stata quindi inclusa nellambito dell'intervento
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urbanistico attuativo avente destinazione ad opera viaria Nella relazione illustrativa accompagnante il progetto di piano si legge che il presente Piano Attuativo interessa la sottozona D 1 / 1 commerciale di espansione - individuata e normata dalla variante n. 3 del P.R.G. vigente adottata con delibera comunale n. 5 in data 9 febbraio 2000 approvata con deliberazione della Giunta Regionale n. 744 del 23 marzo 2001 ed interessa un comparto di mq. 66800 di propriet della immobiliare Polis S.r.l. a margine della statale n. 10. Con delibera comunale n. del (cos nel testo) stata inoltre

approvata una variante al perimetro d'ambito della sottozona d1/1, in modo di comprendere nellambito stesso la nuova rotatoria sulla strada statale (progetto approvato in fase preliminare dalla Provincia di Padova in data 29 gennaio 2002) ed un primo tratto della nuova strada di piano che raccorder la rotatoria con il casello autostradale di prossima realizzazione, in quanto queste opere verranno realizzate a cura della immobiliare Polis S.r.l. in sede di attuazione del Piano in oggetto per essere poi cedute allAmministrazione provinciale ad avvenuto collaudo. Il perimetro d'ambito cos definito ha incorporato oltre alle aree necessarie per la realizzazione della nuova viabilit esterna, in parte di propriet della societ attuatrice del piano immobiliare Polis S.r.l., in parte private, per le quali lAmministrazione si far carico dell'esproprio per pubblica utilit, ed in parte gi sedime esistente della strada statale e comunale a margine del comparto anche di due nuove aree agricole di propriet della immobiliare Polis S.r.l. denominate E1 ed E2 destinate esclusivamente al completamento della
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viabilit interna ed al verde. Tale nuovo perimetro d'ambito racchiude quindi un comparto composto dalle seguenti superfici: - superficie territoriale sottozona D 1/ 1: mq. 66800 - area rotatoria esterna: mq. 8965 - superficie agricola E1: mq. 3929 - superficie agricola E2: mq. 525 Totale: mq. 80219 Ed individua unarea di propriet d'intervento composta dalle seguenti superfici: - superficie territoriale sottozona D1/ 1: mq. 66800 - superficie agricola E1: mq. 3929 - superficie agricola E2: mq. 525 Totale mq. 71254. Dopo aver scorporato dallarea dintervento le aree di propriet destinate alla viabilit generale per mq. 4037, le aree destinate alla cessione per urbanizzazione secondaria per mq. 3254 la superficie fondiaria del comparto risulta di mq. 63963, cos suddivisa: - sedime centro commerciale: mq. 19576; - aree non edificate private: mq. 7779; - aree non edificate di uso pubblico: mq. 36608. Totale mq. 63963. Contestualmente, con deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 8 dd. 20 aprile 2002 stato approvato il Piano urbanistico attuativo - piano diniziativa privata denominato Centro Commerciale Fidentino. Nelle premesse di tale provvedimento viene dato atto che la richiesta di approvazione del Piano in parola presentata da tutti gli aventi titolo, per cui ai sensi dellart. 60, comma 7, il Piano diviene efficace con l'esecutivit della delibera di approvazione. Sempre nella stessa Relazione illustrativa si legge - altres - che il Piano attuativo della sottozona Dl/l - commerciale di espansione prevede delle norme di attuazione estremamente semplificate in quanto
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nell'intero comparto prevista la realizzazione di un unico edificio a destinazione commerciale e terziario, in particolare il Piano attuativo si realizzer tramite i seguenti strumenti:a) una concessione edilizia per la realizzazione della viabilit generale esterna alla superficie fondiaria dellintervento, in parte su area di propriet del soggetto attuatore, in parte su aree private soggette ad esproprio ed in parte sui sedimi della strada statale e comunale esistenti, opere che verranno consegnate dalla societ realizzatrice del centro commerciale allAmministrazione provinciale dopo lavvenuto collaudo; b) una concessione edilizia per la realizzazione delle opere di sistemazione a verde pubblico attrezzato delle aree per l'urbanizzazione secondaria, che verranno cedute dalla societ realizzatrice del centro commerciale all'Amministrazione comunale dopo l'avvenuto collaudo; c) una concessione edilizia per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e relativa alla sistemazione delle aree inedificate di uso pubblico interne al comparto (viabilit interna, parcheggi, verde) che verranno convenzionate ad uso pubblico tra la societ realizzatrice del centro commerciale e l'Amministrazione comunale dopo l'avvenuto collaudo; d) una concessione edilizia per il progetto del Centro commerciale e la sistemazione delle aree inedificate private (marciapiedi pedonali, zone di carico e scarico, aree private recintate). I progetti delle varie concessioni edilizie dovranno rispettare il progetto planivolumetrico allegato al piano attuativo ed attenersi alle norme previste dalla variante n.3 al PRG per la Sottozona D 1 /1 commerciale di espansione.
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In data 29 aprile 2002 stata quindi siglata la convenzione di attuazione del piano predetto. Nelle premesse relative si afferma che il Comune ha adottato, con deliberazione del Consiglio Comunale in data 20 aprile 2002, n. 6 ... la perimetrazione in variante dellambito dintervento, con linserimento del nuovo svincolo sulla statale l0 e la strada di collegamento con il nuovo casello autostradale e che con deliberazione del Consiglio Comunale in data 20 aprile 2002 n. 7 ... il Comune ha approvato una variante del perimetro d'ambito d'intervento della zona commerciale D 1/1 soggetta a strumento urbanistico attuativo, ai sensi dellart. 11 della L. R. 61 del 1985, con la precisazione che la ditta s'impegna a dare attuazione anche alle opere relative alle aree esterne allo strumento attuativo, cos come previsto nella variante dambito adottata con la deliberazione del consiglio comunale in data 20 aprile 2002 n. 6 e che la ditta simpegna inoltre a versare al Comune di Megliadino San Fidenzio l'importo di 516.456,90.- quale contributo straordinario da effettuare in tre momenti: 25.822,84.- sono stati versati in data 12 settembre 2001 ad avvenuta approvazione da parte della Regione della variante al P.R.G.; .154.937,07.-ad avvenuta approvazione dello strumento attuativo e rilascio della concessione urbanistica; 335.696, 99.- al momento del rilascio della concessione edilizia per i progetti esecutivi ed esito favorevole della conferenza di servizi; che la ditta s'impegna a stipulare l'atto di asservimento a e destinazione di uso pubblico delle aree a standards (parcheggio, verde e viabilit interna) e a cedere la viabilit generale.
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Con deliberazione n. 1 dd. 5 febbraio 2003 il Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio ha approvato la variante parziale n. 7 al vigente P.R.G. di ampliamento della Zona D l/l produttiva, commerciale di espansione, pari al 2% delle aree rilevate alla data di adozione del P.r.g., ai sensi dell'art.50, comma 9, lett. a) della L.r. 61 del 1985; e, conseguentemente, con deliberazione n. 15 dd. 3 aprile 2003 il Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio ha approvato una variante al Piano attuativo di cui si tratta che determinava un aumento della superficie dambito da 80.219 mq. a 85.819 mq. Nella relazione illustrativa accompagnatoria del progetto di piano si legge che con delibera consiliare n. 6 del 20 aprile 2002 stata inoltre adottata una variante al perimetro d'ambito della Sottozona D1/1 ed approvata definitivamente con delibera consiliare n. 7 del 20 aprile 2002 in modo da comprendere nell'ambito stesso la nuova rotatoria sulla Strada statale ed un primo tratto della nuova strada di piano che raccorder la rotatoria con il casello autostradale di prossima realizzazione, in quanto queste opere verranno realizzate a cura della immobiliare Polis S.r.l. in sede di attuazione del Piano in oggetto per essere poi cedute allAmministrazione provinciale ad avvenuto collaudo. In data 20 maggio 2003, con nota al protocollo comunale 2426, la societ Polis S.r.l. ha presentato al Comune di Megliadino San Fidenzio il progetto definitivo-esecutivo della viabilit di collegamento in questione. Come si legge nella relazione allegata ai verbali della Conferenza di
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servizi del 16 gennaio 2006 e del 26 maggio 2006, con nota Prot. n. 2452 del 22 maggio 2003 lAmministrazione Comunale ha inoltrato il progetto per il parere di competenza della Veneto Strade S.p.a.., Societ che come ben noto stata costituita il 21 dicembre 2001 in attuazione della L.R.25 ottobre 2001 n. 29 e con lo scopo di curare la progettazione, la costruzione, il recupero, la ristrutturazione, la manutenzione e la vigilanza sulla rete viaria di competenza regionale, nonch con lo scopo di rilasciare le concessioni sulla rete medesima. Veneto Strade ha rilasciato il parere di competenza favorevole in data 4 novembre 2003. Sempre dalla lettura della relazione allegata alle conferenze di servizi dianzi citate emerge che Polis ha presentato con propria nota Prot. n. 1895 dd. 15 aprile 2004 al Comune di Megliadino San Fidenzio, per la sua approvazione, il progetto esecutivo della viabilit di collegamento in questione. Tale progetto esecutivo stato approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 30 del 29 aprile 2004. In data 28 settembre 2005 stato rilasciato il titolo edilizio per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, e ad avviso dei ricorrenti la planimetria ivi allegata risulterebbe del tutto inequivocabile laddove conferma linserimento, allinterno dellambito dello strumento

attuativo, della rotatoria in questione. Inoltre, per la realizzazione della struttura edilizia stato rilasciato il permesso di costruire n. 1141/ P /2003 in data 29 settembre 2005. In data 13 gennaio 2006 Polis ha quindi sottoscritto un atto dobbligo
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integrativo dei propri impegni gi assunti, mediante il quale sembrerebbe assumere oneri economici alternativi alla realizzazione della rotatoria; atto peraltro verosimilmente non ancora approvato dallAmministrazione Comunale. Infine, nelle conferenze di servizi del 16 gennaio 2006 e 26 maggio 2006 a Polis (alla quale poi subentrata la Commerciale San Fidenzio S.r.l.) stata rilasciata lautorizzazione commerciale richiesta. nel presupposto, tra laltro, dellesistenza di un atto unilaterale dobbligo -non individuato, tuttavia, negli estremi- integrativo delle convenzioni urbanistiche del 2002 e del 2003, mediante il quale la Ditta richiedente si impegna a realizzare oltre agli standards urbanistici previsti, anche le opere relative alla viabilit di collegamento esterno (entro i termini stabiliti dalla vigente normativa in materia). In particolare, nella prima conferenza di servizi stata autorizzata una modifica della ripartizione interna della superficie di vendita del parco commerciale con accorpamento di medie strutture di vendita ivi collocate, con conseguente realizzazione di una grande struttura di vendita, tipologia centro commerciale, avente superficie di vendita di 7000 mq.; in tal senso, quindi, la superficie commerciale complessiva del parco commerciale risulta di 12500 mq., all'interno del quale dovevano operare, oltre al centro commerciale, anche altre 4 medie strutture di vendita (da 1500-1000 mq. luna). Nella seconda conferenza di servizi sono stati autorizzati una ridistribuzione interna e un ampliamento della superficie di vendita. In relazione a tutto ci, sono state quindi ad oggi assentite una grande
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struttura di vendita per 14.696 mq. e due medie strutture indipendenti di 151 mq. luna, con superficie complessiva di 14.998 mq. In entrambi i provvedimenti si afferma espressamente che la realizzazione della rotatoria condizione necessaria perch il centro commerciale possa iniziare l'attivit commerciale e, dunque, lattivazione dello stesso risulta testualmente subordinato alla

realizzazione delle opere di collegamento con la viabilit esistente in particolare la rotatoria sulla S.R. 10 con le caratteristiche tecniche stabilite nel parere della societ Veneto Strade S.p.a. con

comunicazione in data 24.5.2006 prot. n. 9566/06 ed il tratto iniziale della bretella di collegamento tra la rotatoria prevista sulla S.R. 10 ed il casello autostradale della nuova A31 Valdastico, nel tratto ricadente entro l'ambito del Piano attuativo, necessarie per laccesso e il recesso dalla struttura commerciale in argomento. 6.2.2. Sullinsieme degli atti sin qui descritti si innesta lintervento di Autostrada che, da un certo momento in poi, procede parallelamente. Come si visto innanzi, inizialmente il progetto definitivo dellAutostrada Valdastico A31, per la parte che interessa, non prevedeva la realizzazione della rotatoria in questione, nel mentre la stessa competeva a Polis nel contesto degli impegni da essa assunti nei confronti dellAmministrazione Comunale di Megliadino San Fidenzio. Va precisato in tal senso che ad Autostrada pervenuto da parte dello studio Net Project di Padova (incaricato si badi da Polis di progettare la rotatoria di cui trattasi) il suggerimento di inserire nel progetto definitivo della nuova autostrada anche la realizzazione della rotatoria
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medesima. Tale suggerimento pervenuto ad Autostrada per il tramite del Comune di Megliadino San Fidenzio, il quale aveva gi del resto approvato il progetto della rotatoria con deliberazione della propria Giunta Comunale n. 30 dd. 29 aprile 2004. La rotatoria risulta conseguentemente inserita nel progetto definitivo della nuova autostrada cos come approvato da A.N.A.S. in data 12 ottobre 2004, tronco Vicenza Rovigo, lotto 9 viadotto Frassine svincolo S. Margherita d'Adige - opere di raccordo con la SR 10: e proprio in conseguenza di ci gli Zaglia hanno ricevuto, con la nota di Autostrada Prot. 5551 dd. 22 novembre 2004, la comunicazione dell'intervenuta approvazione del progetto definitivo con contestuale dichiarazione di pubblica utilit per le aree di loro propriet. Da tale comunicazione emerge la previsione di unespropriazione a carico della propriet Zaglia per 616 mq. Mediante nota del 16 dicembre 2004 Autostrada ha comunicato al Comune di Megliadino San Fidenzio che il progetto esecutivo dellintera opera autostradale comprensivo, per quanto detto innanzi, della rotatoria in questione - stato inviato ad A.N.A.S. per lapprovazione e che la parte iniziale (della) bretella, compresa tra la SR 10 e la sezione C1, comprensiva della rotatoria predetta, stata inserita tra le somme a disposizione del lotto in argomento, sia come costo di costruzione, che come sedimi espropriativi, con la precisazione che le aree di propriet del Centro commerciale, interessate dalla costruzione della strada, dovranno essere rese gratuitamente disponibili alla
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scrivente societ, per la realizzazione dellintervento . Le aree anzidette sono state espropriate mediante il decreto emesso da Autostrada in data 17 febbraio 2006. I ricorrenti, con propria memoria dd. 3 aprile 2008, hanno affermato che Autostrada avrebbe scorporato lappalto per la realizzazione della rotatoria di cui trattasi e di parte della bretella di collegamento per km. 0,445 tra la SR 10 e lautostrada A 31 Valdastico dai lavori di realizzazione del lotto 9 dellAutostrada anzidetta (lotto che, di per s, compreso tra la progressiva Km. 30+000 e la progressiva Km. 36+800, incluso il raccordo tra la rotatoria di Casello S. Margherita dAdige e, la SR 10 e la SP 103), affidandolo alla Mubre Costruzioni S.r.l. con subappalto alla Garofolin S.r.l.: e proprio questultima impresa risulterebbe essere stata, a suo tempo, incaricata di realizzare le opere di urbanizzazione del Centro commerciale. I ricorrenti riferiscono che il direttore dei lavori per la realizzazione della rotatoria e della predetta parte di bretella lIng. Sandro Benato, a sua volta gi progettista per conto di Polis, nonch professionista che curava per il Comune di Megliadino San Fidenzio la redazione e lapprovazione del progetto delle opere in questione. Da ultimo, va rilevato che secondo i ricorrenti Autostrada avrebbe realizzato le opere in maniera difforme rispetto al progetto esecutivo, ovvero rispetto al progetto esecutivo cos come da essi conosciuto. In tal senso, non risulta realizzato nella strada di servizio un duplice accesso sia dalla SR 10 Padana Inferiore sia dalla futura SR 10 Padana Inferiore, ma un unico accesso alla SR 10 Padana Inferiore.
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La materialit di tale circostanza come si visto emersa anche in sede di elaborato dellIng. Angeletti. 6.3. Orbene, le eccezioni di irricevibilit formulate nei riguardi delle deliberazioni del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio nn. 6, 7 e 8 del 20 aprile 2002 , n. 15 dd. 3 aprile 2003 e n. 34 dd. 28 ottobre 2003 vanno respinte in quanto tutte le parti che le hanno dedotte non hanno fornito in giudizio quella prova rigorosa che lunanime giurisprudenza viceversa - inderogabilmente richiede ai fini dellaccertamento della tardivit dellimpugnazione (cfr. al riguardo, ex multis, Cons. Stato, Sez. IV, 1 agosto 2001 n. 4206, secondo cui lonere della prova dell'avvenuta conoscenza dell'atto impugnato incombe su chi eccepisce la tardivit del ricorso giurisdizionale, mediante mezzi probatori univoci e chiari, diretti ad accertare in modo certo e inconfutabile che il gravame stato proposto dopo la scadenza del termine decadenziale). Pertanto, non avendo le parti intimate comprovato che gli Zaglia hanno avuto notizia dei provvedimenti dianzi elencati in tempi e modi diversi da quelli che i medesimi ricorrenti hanno riferito nei rispettivi atti di impugnazione, le correlative domande di annullamento devono essere considerate ricevibili e ammissibili. N pu essere accolta leccezione della difesa dellAmministrazione Comunale secondo la quale lirricevibilit delle impugnative

discenderebbe dalla circostanza che il termine per limpugnazione dei provvedimenti anzidetti decorrerebbe dalla data della loro pubblicazione allalbo comunale.
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E evidente, infatti, che configurandosi le predette deliberazioni consiliari nn. 6, 7 e 8 del 20 aprile 2002 , nonch n. 15 dd. 3 aprile 2003 quali provvedimenti che impongono un vincolo preordinato

allespropriazione sul terreno di propriet di uno dei ricorrenti ossia il Signor Gianni Zaglia trova nella specie applicazione il principio per cui, nellipotesi di atto preordinato allablazione della propriet con destinatari ben determinati, la specifica valenza dellatto medesimo, in mancanza di notificazione o di accertata piena sua conoscenza, rende ammissibile limpugnazione dello stesso anche oltre il termine decorrente dalla sua pubblicazione (cfr. al riguardo la sentenza n. 1100 dd. 16 marzo 2002, resa da questa stessa Sezione, conforme a sua volta ad un indirizzo costante della giurisprudenza: cfr. al riguardo, tra le tante, Cons. Stato, Sez. IV, 22 febbraio 2000 n. 939). Per la deliberazione consiliare n. 34 dd. 28 ottobre 2003 va, viceversa, rilevata la sua valenza meramente endoprocedimentale, trattandosi di atto che meramente esprime, per i fini di cui allart. 81 del D.P.R. 616 del 1977 e del D.P.R. 383 del 1994, il parere favorevole dellAmministrazione Comunale al progetto del tracciato

dellAutostrada A 31 Valdastico completamento a Sud, dando mandato al Sindaco di rappresentare, da parte dellAmministrazione medesima, determinate richieste di recezione di varianti (tra le quali, per lappunto, la realizzazione della rotatoria per cui causa) in sede di conferenza di servizi convocata agli effetti dellacquisizione dellintesa per la realizzazione dellopera. Discende da ci che la lesione della posizione giuridica dei ricorrenti
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si consolidata soltanto al momento in cui essi hanno potuto apprendere il contenuto del provvedimento di approvazione del progetto definitivo del nuovo tronco autostradadale, con il conseguente accoglimento delle predette richieste del Comune: e, per lappunto, in esito a ci gli Zaglia hanno quindi tempestivamente e congiuntamente impugnato nella presente sede di giudizio sia il provvedimento di approvazione del progetto definitivo dellautostrada, sia la predetta deliberazione consiliare n. 34 del 2003. 7.1. Peraltro, se limpugnazione delle anzidette deliberazioni consiliari nn. 6, 7 e 8 del 2002 e n. 15 del 2003 va ritenuta tempestiva, ad avviso del Collegio va risolta semmai in via preliminare la questione dellattuale permanenza, o meno, di un interesse degli Zaglia alla decisione sulle impugnative da essi proposte nei riguardi dei surriferiti atti adottati dal Comune. 7.2. La riesposizione in via cronologico-sistematica dei fatti di causa, complessivamente svolta al 6.2.1. e al 6.2.2. della presente sentenza, consente infatti di acclarare che la competenza a realizzare la rotatoria stata trasferita allAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. segnatamente per effetto dellaccoglimento in sede di conferenza di servizi dd. 20 novembre 2003 delle predette proposte formulate dal Comune di Megliadino San Fidenzio mediante deliberazione consiliare n. 34 del 2003 e della susseguente approvazione del progetto definitivo dellautostrada A 31 Valdastico completamento sud disposta con decreto del Presidente di A.N.A.S. DAT/seam/Prot. n. 6775 dd. 12 ottobre 2004.
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Proprio lavvenuta recezione della rotatoria nel progetto definitivo dellAutostrada A 31 Valdastico completamento Sud ha quindi legittimato la concessionaria di tale opera, ossia Autostrada, sia ad emanare il provvedimento di esproprio nei confronti degli attuali ricorrenti, sia come si vedr appresso - a predisporre le varianti al progetto definitivo della rotatoria cos come ab origine contemplato negli elaborati approvati con il predetto provvedimento del Presidente di A.N.A.S. . DAT/seam/Prot. n. 6775 dd. 12 ottobre 2004. Per effetto di tale inserimento della realizzazione della rotatoria in questione nel progetto definitivo del nuovo tronco autostradale cessato, quindi, ogni vincolo convenzionale tra lAmministrazione Comunale di Megliadino San Fidenzio e Polis che contemplava, a carico di questultima e dei suoi aventi causa, la realizzazione della rotatoria medesima, ferma ovviamente restando la vigenza di tutti gli altri obblighi e diritti reciproci nonch, ovviamente, dei mutamenti introdotti nella pianificazione del territorio comunale al fine della realizzazione del centro commerciale: e da ci ineludibilmente consegue la sopravvenuta inattualit dellinteresse degli Zaglia a contestare tutti quegli atti che lAmministrazione Comunale aveva posto in essere, prima delladozione dellanzidetta deliberazione consiliare n. 34 del 2003, al fine di inserire la rotatoria di cui trattasi nella propria strumentazione urbanistica e di consentirne la realizzazione. Il Collegio non sottace che come si evince dalla lettura del 6.2.1. della presente sentenza - anche dopo lapprovazione del progetto definitivo del tronco autostradale predetto sono intervenuti ulteriori atti
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da parte del Comune di Megliadino San Fidenzio che prevedono la realizzazione della rotatoria in questione: ma, a ben vedere, si tratta di atti che rilevano esclusivamente nei rapporti intercorrenti tra al medesima Amministrazione Comunale e Polis e che presuppongono, al pi, la circostanza della realizzazione della rotatoria quale condicio iuris del tutto estern -ormai- alla volont delle parti per lapertura del centro commerciale predetto, ovvero opportunamente introducono tra le stesse parti una nuova disciplina dei rapporti finanziari derivante dal fatto che le spese per la realizzazione della rotatoria sono state assunte da Autostrada; e proprio in considerazione di ci, quindi, il contenuto dellatto unilaterale dobbligo sottoscritto da Polis a favore del Comune di Megliadino San Fidenzio in data 12 gennaio 2006 assume una valenza eminentemente novativa rispetto agli obblighi precedentemente in essere tra le stesse parti, posto che ora Polis si obbligata a corrispondere allAmministrazione Comunale sia lindennit di espropriazione ricevuta per la cessione delle aree di propriet necessarie per la realizzazione della bretella di collegamento tra la S.R. 10 e il casello dellAutostrada A 31, sia il corrispettivo pari al costo delle opere per la realizzazione della bretella medesima. Concludendo sul punto, neppure pu dirsi che un interesse alla decisione dei motivi aggiunti di ricorso segnatamente proposti avverso le predette deliberazioni consiliari nn. 6, 7 e 8 del 2002 e n. 15 del 2003 residui per il solo fatto che mediante tali provvedimenti la rotatoria in questione stata, per la prima volta, materialmente inserita nelle previsioni della disciplina urbanistica vigente nel Comune di Megliadino
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San Fidenzio. La collocazione della rotatoria stessa nel complessivo assetto del territorio comunale stata infatti ridefinita nella sua autentica e attuale funzione soltanto per effetto del progetto definitivo del nuovo tronco autostradadale: progetto che ha in tal modo assicurato la piena congruenza dellopera non soltanto con riguardo alla viabilit locale interferente con la SR 10, ma anche e soprattutto - con la viabilit di adduzione e di uscita dallautostrada. In tal senso, quindi, la realizzazione della rotatoria di cui trattasi stata ricompresa in un contesto progettuale pi ampio e che nel suo insieme, e come stato dato espressamente atto nella stessa deliberazione consiliare n. 34 del 2003, non era conforme alla strumentazione urbanistica comunale. La conformit stata peraltro acquisita, con immediato mutamento del contenuto della strumentazione medesima, per effetto delle intese raggiunte tra le Amministrazioni interessate a sensi dellart. 81 del D.P.R. 616 del 1977 e del D.P.R. 383 del 1994. Sempre in tale ottica, il reinserimento della previsione della rotatoria stessa nel Piano regolatore comunale prescinde, in realt, dal contenuto della strumentazione previgente proprio in quanto presuppone una globale riconsiderazione delle esigenze della viabilit nel territorio dello stesso Comune indotta dalla costruzione del nuovo tronco autostradale: ossia, dalla realizzazione di un interesse pubblico di rilievo ancor pi intenso di quelli considerati allormai risalente momento nel quale lAmministrazione Comunale e Polis avevano convenuto sulla necessit
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che questultima realizzasse a suo carico lopera per cui ora causa. Da qui dunque, anche la correlativa riqualificazione dello stesso interesse degli Zaglia ad opporsi alla realizzazione della rotatoria medesima. In conseguenza di tutto ci, quindi, le impugnative proposte avverso le predette deliberazioni consiliari nn. 6, 7 e 8 del 2002 e n. 15 del 2003 vanno dichiarate improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse alla loro decisione. 8.1.1. Per quanto attiene ai residui atti impugnati, va innanzitutto respinto il ricorso ab origine proposto avverso: a) il provvedimento del Presidente dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/Seam/Prot. N. 6775 dd. 12 ottobre 2004, recante lapprovazione del progetto definitivo dei lavori inerenti lAutostrada A31 Valdastico completamento a sud, con contestuale dichiarazione di pubblica utilit e di estensione della delega di poteri espropriativi; b) il provvedimento del Direttore Generale dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/aac/Prot. N. 7890 dd. 2 febbraio 2004, recante delega alla concessionaria Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. inerente ai lavori di realizzazione

dellAutostrada A31 Valdastico completamento a sud; c) ogni altro atto presupposto e conseguente, ivi segnatamente compresi, e per quanto occorra: 1) la convenzione stipulata il 7 dicembre 1999 tra lEnte Nazionale Strade A.N.A.S. S.p.a. e lAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. avente per oggetto i predetti lavori di realizzazione
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dellAutostrada A31 Valdastico completamento a sud, approvata con provvedimento D.I. n. 612/segr. Dicoter dd. 21 dicembre 1999 della medesima A.N.A.S. S.p.a., registrato alla Corte dei Conti in data 11 aprile 2000; 2) la nota Prot. N. 663 dd. 8 settembre 2003 a firma del Direttore Generale preposto alla Direzione Generale per le Trasformazioni Territoriali Dipartimento per il Coordinamento dello Sviluppo del Territorio, per le Politiche del Personale e gli Affari Generali - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avente per oggetto: Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, come modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico. Completamento a sud; 3) gli atti di comunicazione di avvio del procedimento di cui trattasi, in quanto sussistenti e non noti nei loro estremi; 4) la nota Prot. N. 5551ArCa/Patr/AS/sf dd. 22 novembre 2004, a firma del Responsabile Costruzioni Autostradali dellAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. avente per oggetto 1) Comunicazione di avvenuta dichiarazione di pubblica utilit dei lavori di realizzazione dellAutostrada A 31 Valdastico completamento a sud. Contestualmente allapprovazione del progetto definitivo. Art. 17 D.P.R. 327 del 2001 e s.m.i.; 2) Invito a fornire elementi per la determinazione del valore da attribuire allarea da espropriare; 3) Avvio operazioni topografiche di tracciamento in campagna

dellopera; 5) il verbale della Conferenza di servizi che avrebbe approvato il


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progetto predetto, a sensi dellart. 11, comma 1, lett. b), e comma 2 del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327. 8.1.2. A tale proposito, va innanzitutto rilevato che non sussiste nella specie la violazione dei principi di partecipazione al procedimento da parte dei proprietari degli immobili assoggettati ad esproprio, discendenti dallart. 7 e ss. della L. 241 del 1990 e dagli artt. 11 e 16 del D.P.R. 327 del 2001, in quanto la comunicazione del progetto definitivo del tronco autostradale allAmministrazione Comunale avvenuto in data 29 aprile 2004 mediante avviso affisso allalbo del Comune e riportato dai quotidiani, ossia avvalendosi della c.d. comunicazione di massa consentita nella specie dallart. 11, comma 2, nonch dallart. 16, comma 5, del T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001 (cfr. doc. 10 depositato al fascicolo processuale da Autostrada). 8.1.2. I ricorrenti hanno ripetutamente affermato nei loro scritti la sussistenza di un vizio di incompetenza da parte di Autostrada nella progettazione e nella realizzazione della rotatoria in questione, in quanto opera pretesamente estranea alle esigenze della viabilit a servizio del tronco autostradale anzidetto, ma funzionale al centro commerciale realizzato da Polis. Il Collegio dissente da tale assunto. Va in primo luogo evidenziato che, se in effetti lAmministrazione Comunale aveva a suo tempo raggiunto un accordo con il soggetto realizzatore di un nuovo centro commerciale a Megliadino San Fidenzio presso lallora S.S. 10 in ordine alla viabilit di accesso a tale struttura, ci era dovuto allindubbio impatto che tale struttura determinava sul
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traffico locale. La realizzazione della rotatoria in questione rispondeva quindi, gi in tale pregresso assetto urbanistico, a indubbie esigenze di carattere pubblico. Tali esigenze per certo non venivano meno per il fatto che loperatore privato era stato convenzionalmente chiamato a concorrere, in sede di pianificazione secondaria, alle spese per la realizzazione delle opere viarie di accesso al centro commerciale medesimo: concorso, questo, imposto dallesigenza che lo sviluppo dellattivit privata non avvenisse a detrimento della qualit della circolazione stradale nel territorio comunale, con conseguente peggioramento delle condizioni di vita della popolazione ivi insediata. Se cos , dunque, lo stesso interesse pubblico aveva correttamente indotto lAmministrazione Comunale a subordinare il rilascio del titolo edilizio avente per oggetto la realizzazione della nuova struttura di vendita ad una partecipazione economica del privato agli oneri necessari per la corretta recezione della struttura stessa nel territorio del Comune, avendo riguardo in primis alle misure per consentire lassorbimento della prevedibile crescita del traffico veicolare. E intuitivo, a questo punto, che la susseguente realizzazione di un nuovo tronco autostradale nelle immediate adiacenze del capoluogo comunale unitamente alle necessarie opere di raccordo con la viabilit locale renderebbe -di per s- ancor pi difficile la circolazione stradale nel territorio di Megliadino San Fidenzio, soprattutto nellarea gi interessata dalla realizzazione del predetto centro commerciale e
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dallintersezione della S.R. (gi S.S. 10) con la viabilit provinciale e comunale: e risulta, pertanto, altrettanto ovvio che la realizzazione delle opere necessarie a correttamente disciplinare lincrementato traffico veicolare debba essere trasferito in capo al soggetto concessionario della costruzione e della gestione nuova infrastruttura autostradale, ossia nella specie - lAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a.. Del resto, ben noto che in sede di conferenza di servizi indetta a sensi dellart. 81 del D.P.R. 616 del 1977 e del D.P.R. 383 del 1994 ai fini dellapprovazione dei progetti per la realizzazione di nuove autostrade, i rappresentanti dei Comuni il cui territorio interessato alla realizzazione di tali opere correntemente subordinano il proprio assenso alla realizzazione, a spese dei concessionari delle autostrade medesime, della viabilit ordinaria al servizio di quella autostradale, in modo da evitare laccrescersi degli inconvenienti per il traffico locale: e risulta indubitabile che gli accordi raggiunti in tal senso tra concessionario e amministrazioni locali sono, quindi essenzialmente deputati a perseguire fini altrettanto indiscutibilmente pubblici. Cos dunque avvenuto anche nel caso di specie. Autostrada, accogliendo la proposta del Comune di Megliadino San Fidenzio, si fatta carico di garantire la necessaria fluidit della viabilit in entrata nel nuovo tronco stradale e in uscita dal medesimo, provvedendo in tal senso alla realizzazione di tutte le strutture idonee a raccordare la bretella in entrata e in uscita dallautostrada con la viabilit regionale (S.R. 10), provinciale e comunale: ivi dunque compresa la
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rotatoria di cui trattasi, e proprio perch in futuro destinata allordinato flusso veicolare interessante non soltanto il centro commerciale predetto, ma anche e soprattutto la stessa Autostrada A 31 Valdastico. Va soggiunto che ancora una volta tale interesse pubblico legittima il concessionario della nuova autostrada ad intervenire sulla viabilit complementare anche di competenza comunale mediante opere realizzate a proprie spese, e che linteresse medesimo non obliterato dalla circostanza che il precedente interesse pubblico del Comune a realizzare le stesse opere sia stato perseguito addossando i relativi costi ad un privato nel contesto di convenzioni urbanistiche da questultimo sottoscritte: infatti levidente maggior rilievo assunto dal pubblico interesse di garantire in tempi brevi la piena funzionalit della nuova autostrada assorbe in s anche linteresse pubblico localmente gi perseguito dal Comune, e determina la sopravvivenza di questultimo soltanto nellesigenza che il privato che gi si era validamente vincolato nei confronti dellAmministrazione Comunale non consegua un arricchimento senza causa discendente dal venir meno del suo obbligo a realizzare lopera, ma ceda allo stesso Comune il corrispettivo dellespropriazione dellarea che era comunque gi destinata a essere utilizzata per soddisfare il pubblico fine. N, da ultimo, la circostanza che limpresa esecutrice dei lavori o che la direzione dei lavori prescelti dal privato non pi committente dellopera ora lavorino, anche in subappalto, nellambito del nuovo affidamento disposto da Autostrada concerne una sfera di interessi allevidenza diversi rispetto a quelli qui fatti valere dai ricorrenti:
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interessi che, ancora una volta, non fanno venir meno la natura pubblica dellopera in questione e che potrebbero -ove del caso- riguardare il diverso profilo della regolarit dellaffidamento dei relativi lavori: regolarit che gli attuali ricorrenti non sono legittimati a contestare nella presente sede di giudizio proprio in quanto, assodatamene, non possono per certo rendersi, a loro volta, affidatari della realizzazione dellopera medesima. 8.1.3. Nellatto introduttivo del presente giudizio stata pure contestata dai ricorrenti la mancanza, al momento dellavvio del procedimento di realizzazione dellautostrada in questione (24 settembre 2001), di unidonea delega rilasciata ad Autostrada da parte di A.N.A.S .al fine della realizzazione dellautostrada A 31 completamento a sud : delega che, nella specie, sarebbe intervenuta soltanto con il provvedimento del Direttore Generale di A.N.A.S. DAT/aac/Prot. n. 7890 dd. 2 febbraio 2004 (cfr. doc. 1 di parte ricorrente depositato nel fascicolo processuale l11 marzo 2005) Va peraltro tenuto presente che linteresse a sollevare tale censura si radicato in capo ai ricorrenti soltanto nel momento in effetti, antecedente a tale atto - in cui la conferenza di servizi del 20 novembre 2003 ha disposto la variazione del progetto esecutivo dellopera inserendovi la realizzazione della rotatoria di cui trattasi. A sensi dellart. 6, comma 8, del T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001 facolt del concedente (nella specie, A.N.A.S.) delegare in tutto o in parte lesercizio del protere espropriativi a favore del concessionario che realizza lopera pubblica e, sempre nel caso di specie, lo stesso
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provvedimento del Direttore Generale di A.N.A.S. DAT/aac/Prot. n. 7890 dd. 2 febbraio 2004 reca nei confronti di Autostrada una testuale delega a svolgere tutte le attivit prodromiche e strumentali del procedimento espropriativi previste dagli artt. 15 e 16 del medesimo D.P.R., atte precipuamente a consentire limmissione nellarea interessata, nonch allo svolgimento degli adempimenti previsti dalla Legge 7 agosto 1990 n. 241. Orbene, poich lart. 15 e lart. 16 del T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001 e successive modifiche disciplinano, rispettivamente, le modalit di introduzione nei fondi da parte dei tecnici incaricati di svolgere rilievi finalizzati alla redazione degli elaborati progettuali e gli adempimenti informativi dellavvio del procedimento nei confronti dei proprietari che precedono lapprovazione del progetto definitivo, risulta con ogni evidenza che al momento della predetta data del 29 aprile 2004 e, cio, allorquando con le modalit dellaffissione del relativo avviso allalbo del Comune e con pubblicazione sui quotidiani, a sensi dellart. 11, comma 2, e dellart. 16, comma 5, del medesimo T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001, stata data la comunicazione di avvio del procedimento per la realizzazione del progetto contemplante pure la realizzazione della rotatoria di cui trattasi - la delega sopradescritta risultava pienamente operante. Risulta altrettanto assodato, inoltre, che la delega stessa atteneva ed attiene ad un tronco autostradale la cui realizzazione puntualmente contemplata dagli artt. 2 e 18 della vigente convenzione stipulata tra A.N.A.S. ed Autostrada in data 7 dicembre 1999.
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8.1.4. Nellatto introduttivo del giudizio stata censurata da parte dei ricorrenti la circostanza che la realizzazione della rotatoria in questione non risulterebbe, di per s, contemplata dalla vigente strumentazione urbanistica comunale. Il Collegio rileva a tale proposito che, anche a prescindere da quanto gi dianzi evidenziato al 7.2. della presente sentenza, lintervenuto assenso del Comune in sede di conferenza di servizi in data 20 novembre 2003 e la conseguente approvazione del progetto definitivo in data 12 ottobre 2004 ha comunque determinato, a sensi di quanto disposto dallart. 81 del D.P.R. 616 del 1977 e del D.P.R. 383 del 1994, la variazione del la vigente strumentazione urbanistica comunale anche per quanto attiene alla realizzazione della rotatoria in questione. 8.2.1. Gli Zaglia, con un primo ordine di motivi aggiunti di ricorso, hanno proposto ulteriori censure avverso: a) la delega dei poteri espropriativi rilasciata allAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. per effetto dei predetti provvedimenti del Direttore Generale dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/aac/Prot. N. 7890 dd. 2 febbraio 2004 e del Presidente dellEnte Nazionale per le Strade A.N.A.S. S.p.a. DAT/Seam/Prot. N. 6775 dd. 12 ottobre 2004, questultimo anche recante lapprovazione del progetto definitivo; b) lavviso dellavvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo ai fini della dichiarazione di pubblica utilit e di deposito degli atti progettuali, pubblicato a sensi dellart. 16, comma 5, del T.U. approvato con D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327;
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c) la nota Prot. N. 663 dd. 8 settembre 2003 a firma del Direttore Generale preposto alla Direzione Generale per le Trasformazioni Territoriali Dipartimento per il Coordinamento dello Sviluppo del Territorio, per le Politiche del Personale e gli Affari Generali - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; della deliberazione del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 34 dd. 28 ottobre 2003, avente per oggetto: Art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, modificato dal D.P.R. 18 aprile 1994 n. 383. Progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico completamento sud. 8.2.2. Con un primo ordine di censure i ricorrenti hanno dedotto linvalidit della delega allespropriazione in quanto asseritamente viziata dallinvalidit della conferenza di servizi dd. 20 novembre 2003, nel corso della quale non sarebbe stata raggiunta lunanimit dei consensi da parte dei partecipanti essendo stato ivi formalizzato il dissenso da parte del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, con conseguente necessit di sottoporre il progetto allesame del Consiglio dei Ministri, a sensi di quanto disposto dallart. 81 del D.P.R. 616 del 1977. Anche tale argomento degli Zaglia non pu trovare ladesione del Collegio, stante la precedente pronuncia resa da Cons. Stato, Sez. VI, 18 gennaio 2006 n. 129, con la quale come puntualmente rilevato dalla difesa di Autostrada stata respinta unomologa censura formulata da altri ricorrenti (WWF e Italia Nostra) che, contestando il progetto del medesimo tronco autostradale, avevano impugnato lo stesso verbale della conferenza di servizi del 20 novembre 2003.
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In tale occasione il giudice di appello ha rilevato che, in effetti, nel contesto del verbale della conferenza di servizi del 20 novembre 2003, si dava atto che il rappresentante del Ministero dei beni e attivit culturali, con modulo-parere ad esso allegato aveva riconfermato, concordemente con quanto valutato dalle Soprintendenze territorialmente competenti, parere negativo. E pur vero che, ai sensi delle disposizioni di cui ai decreti presidenziali indicati, ai fini dellautorizzazione alla

localizzazione delle opere pubbliche di interesse statale, nel caso di mancata conformazione ai piani urbanistici territoriali, occorre unintesa tra Stato e Regione. Ed altrettanto vero che, ove tale intesa non si realizzi e non vi sia unanimit di consensi nella successiva ed appositamente convocata conferenza di servizi, la questione rimessa ad una decisione del Governo poi formalizzata con provvedimento del Presidente della Repubblica. Tuttavia, nel caso in esame lintesa tra Stato e Regione stata regolarmente conseguita, dal momento che il Presidente della Giunta regionale Veneto con decreto prot. n. 5935/47,01, del 19 novembre 2003, facendo proprio il parere della commissione tecnica regionale n. 292, del 29 ottobre 2003, ha dato esplicitamente lassenso alla realizzazione del tronco autostradale. N convince la tesi secondo cui il parere favorevole allesecuzione dellopera, esplicitamente formulato dalla Commissione tecnica regionale, doveva essere considerato illegittimo per mancata indicazione dei piani o programmi di livello regionale o provinciale (la cui esistenza, peraltro, non avrebbe richiesto il ricorso allintesa) contenenti le previsioni urbanistiche generali cui lopera risultava comunque
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conforme, trattandosi, allevidenza, di un riferimento riguardante le prescrizioni generali dei medesimi piani urbanistici dei comuni interessati dalla realizzazione del tratto autostradale. Cos come nessuna rilevanza, nellindicata prospettiva, assumeva la circostanza che, nella successiva conferenza di servizi tenutasi il 20 novembre 2003, non si fosse realizzata lunanimit dei consensi per il ribadito dissenso dei rappresentanti del Ministero per beni culturali ed ambientali. La volont dello Stato di realizzare e localizzare lopera pubblica cos come previsto nel relativo progetto derivava dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 dicembre 2002, nel corso della quale- coma gi rilevato- il Ministro per i beni e le attivit culturali aveva ritirato il suo iniziale dissenso astenendosi dal voto finale; e veramente pretestuosa- ad avviso del collegio- appare la tesi secondo cui la determinazione collegiale del Consiglio dei ministri, come in quella sede unanimemente adottata, potesse essere successivamente smentita e rimessa in discussione dal Ministro dellambiente o dai rappresentanti del suo Ministero in considerazione del fatto che nella precedente occasione, pur astenendosi dal voto, vi era stato parere largamente critico sullesecuzione dellopera. Senza contare che il parere espresso in occasione della seconda conferenza di servizi dai rappresentanti del Ministero per i beni e le attivit culturali non aveva alcuna rilevanza ai fini della formazione dellunanimit del consenso riguardante la localizzazione urbanistica dellopera pubblica, essendo le relative competenze di merito spettanti alla Regione; al che va aggiunto che il Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio di Verona con
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provvedimento n. 4186 del 31 marzo 2004, aveva revocato latto di annullamento dellautorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Regione il 21 gennaio 2004. 24. Invero, nessuna rilevanza ai fini della legittimit dellimpugnato provvedimento aveva la circostanza riguardante il diniego di assenso dellautorit ministeriale preposta alla tutela del vincolo paesistico; a parte la considerazione che la competenza relativa ai profili di merito di detta tutela spettava alla Regione che si era, invece, espressa favorevolmente, resta il fatto che lassenso della Regione era stato, precedentemente, regolarmente conseguito. 8.2.3.Con un secondo ordine di censure gli Zaglia hanno dedotto lavvenuta violazione dellart. 11 e dellart. 6 del T.U. approvato con D.P.R. 327 del 2001, nonch dellart. 18 della convenzione A.N.A.S. -Autostrada dd. 7 dicembre 1999 ribadendo che prima del 2 febbraio 2004 Autostrada non era titolare di delega alcuna a compiere atti prodromici allesproprio. Sul punto, si rimanda a quanto gi rilevato al 8.1.3 della presente sentenza e, pertanto, anche tali censure vanno respinte. 8.2.4 Con un terzo ordine di censure i ricorrenti hanno dedotto la violazione del principio di legalit e di tipicit degli atti amministrativi, la nullit degli atti stessi per asserito difetto di forma ad substantiam, violazione dellart. 16 della predetta Convenzione dd. 7 dicembre 1999 stipulata tra A.N.A.S. ed Autostrada , eccesso di potere per disparit di trattamento e favoritismo, nonch per difetto di motivazione e di istruttoria. In buona sostanza, mediante tale ulteriore ordine di censure i ricorrenti
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hanno insistito per laccoglimento della tesi gi sviluppata nellatto introduttivo del presente giudizio dellincompetenza di Autostrada a progettare e a realizzare la rotatoria di cui trattasi. Sul punto, si rimanda a quanto gi diffusamente rilevato al 8.1.2 della presente sentenza, ribadendo poi che nessun favoritismo risulta realizzato a favore di Polis rimane infatti confermata a suo carico sia la cessione gratuita delle aree di sua propriet destinate alla costruzione della bretella di raccordo tra la viabilit locale e provinciale, la S.R. 10 e il nuovo tronco autostradale, sia la realizzazione a suo carico delle altre opere viarie necessarie a raccordare il centro commerciale alla

medesima viabilit locale. 8.3.1. Con lultimo ordine di motivi aggiunti gli Zaglia hanno impugnato il decreto di esproprio A31/Prot. n. 012/2006-L09q dd. emesso nei loro confronti da Autostrada, sia il provvedimento Integr. Pubbl. Util. /A31/Prot. N.01/2005-L9 dd. 22 dicembre 2005, emesso dallAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a., recante lapprovazione di varianti al progetto definitivo Autostrada A 31 Valdastico - completamento a sud a sensi dellart. 12, comma 2, del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 e successive modifiche con estensione della dichiarazione di pubblica utilit rispetto ad immobili ricadenti nel lotto operativo 9 e ubicati nei territori comunali di Noventa Vicentina (Vicenza), Saletto (Padova), Santa Margherita dAdige (Padova) nonch Megliadino San Fidenzio (Padova). I ricorrenti hanno altres chiesto a sensi degli artt. 34 e 35 del D.L.vo 31 marzo 1998 n. 80, la corresponsione di un risarcimento per il
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danno discendente da tali provvedimenti.. 8.3.2 Le censure proposte avverso il provvedimento di esproprio A31/Prot. n. 012/2006-L09q risultano del tutto omologhe a quelle proposte nel complesso delle precedenti impugnazioni e, quindi, sostanzialmente dedotte quali vizi in via derivata di tale provvedimento. Esse, quindi, vanno respinte. 8.3.3. Le censure proposte avverso il provvedimento Integr. Pubbl. Util. /A31/Prot. N.01/2005-L9 vanno viceversa accolte. Con tale provvedimento sono state infatti apportate delle varianti progettuali, sia pure di entit modest in relazione allintero contesto del progetto definitivo del tronco autostradale in questione e della viabilit al suo servizio, ma comunque di rilievo per i ricorrenti. Come essi hanno avuto occasione di dedurre, e come emerge dalla stessa relazione dellIng. Angeletti e dalle memorie difensive di Autostrada e dellAmministrazione Comunale, per effetto di tali varianti progettuali stata consistentemente ridotta larea espropriata a carico del fondo Zaglia (118 mq. contro i precedenti mq. 616) restando peraltro invariata la sola accessibilit al fondo medesimo dal lato est. E stata, inoltre, definitivamente esclusa la realizzazione di unuscita anche sul lato ovest, non dando in tal modo seguito alla prosecuzione della controstrada fino alla rampa nord della rotatoria. I ricorrenti hanno evidenziato che nel testo della comunicazione di avviso di avvio del procedimento espropriativo ai fini

dellapprovazione del progetto definitivo, da loro ricevuta, si precisava che ove dovessero intervenire modifiche al progetto surriferito o si
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rendesse necessaria lacquisizione di beni attigui, si provveder a dame formale comunicazione con le modalit di cui allart. 16 comma 4, del D.P.R. 327 del 2001, ossia mediante inoltro individualizzato dellavviso dellavvio del procedimento con contestuale trasmissione dello schema dellatto di variazione del progetto unitamente ad una relazione, dalla quale risultino:a) la natura e lo scopo dellopera da eseguirsi o dellintervento da realizzare; b) la spesa presunta; c) i dati dellarea, come risultanti dalle mappe catastali, nonch quelli delle aree di cui prevista lespropriazione; d) i nominativi degli altri proprietari delle aree oggetto del medesimo procedimento, ove essi risultino; e) lindicazione del responsabile del procedimento (cfr. ivi). Tuttavia, non consta che tali modifiche di progetto siano state loro comunicate nella forma sopradescritta: e tale mancata partecipazione degli Zaglia al procedimento che segnatamente li riguardava ha, con ogni evidenza, compromesso la loro possibilit di far valere in tale sede di contraddittorio procedimentale le particolari esigenze dellattivit artigianale insediata nel fondo, impedendo pertanto di reperire e di concordare nella sede medesima una soluzione progettuale che contemperasse i diversi interessi coinvolti. Da qui, dunque, lillegittimit di tale provvedimento e la necessit di disporne lannullamento in parte qua. 8.3.4. Per effetto di tale statuizione di annullamento, Autostrada adotter un provvedimento a sensi dellart. 43, comma 4, del T.U. approvato con D.L.vo 8 giugno 2001 n. 327, posto che la medio tempore avvenuta realizzazione dellopera in questione allevidenza esclude,
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nella specie, la restituzione del sedime appreso alla propriet Zaglia senza limiti di tempo. Per quanto attiene al ristoro del danno subito dai ricorrenti, la medesima Autostrada disporr come appresso specificato. La verifica affidata allIng. Angeletti ha, invero, consentito al Collegio di ricavare leffettiva situazione venutasi a creare per effetto dellormai irreversibile mutamento dello stato di fatto discendente dallavvenuta realizzazione della rotatoria e dellasse viario che conduce a questultima lambendo il nuovo confine della propriet Zaglia. A differenza di quanto sostenuto dalla difesa del Comune, lincombente affidato al verificatore non va riguardato, quindi, quale attivit estranea alla giurisdizione di questo giudice, ma quale indispensabile mezzo di cognizione dellattuale stato di fatto al fine di emanare con la presente sentenza quelle statuizioni che costituiscono il risarcimento del danno subito dagli Zaglia per effetto della sopradescritta violazione delle regole del giusto procedimento: risarcimento che, nel caso di specie, deve comunque essenzialmente avvenire in forma specifica (cfr. lart. 8 della L. 6 dicembre 1971 n. 1034, come modificato dallart. 35 del D.L.vo 31 marzo 1998 n. 80 nel testo sostituito dallart. 7 della L. 21 luglio 2000 n. 205, nonch lart. 2058 c.c.), ossia attraverso la realizzazione in loco da parte di Autostrade di opere idonee a garantire la continuit dellattivit produttiva attualmente in essere nella propriet Zaglia anche mediante il conveniente accesso e uscita, di camion adibiti al trasporto di autoveicoli incidentati, ovvero di parti di ricambio, o ancora destinati essi stessi
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a riparazione. Va peraltro fatta, a tale riguardo, unindispensabile precisazione: il presupposto per la realizzazione delle ulteriori opere che devono essere poste al servizio della propriet Zaglia e della clientela dellattivit di carrozzeria ivi insistente non pu rinvenirsi nella ricerca di un lucro da parte degli stessi Zaglia per poter comunque migliorare, in dipendenza della concomitante costruzione della rotatoria in questione, le preesistenti condizioni di accesso e di uscita dalla loro propriet, ma nellaccertamento di una situazione di pregiudizio arrecata alla propriet Zaglia e allattivit produttiva ivi insediata per effetto della nuova sistemazione della viabilit locale. Se poi leliminazione di tale pregiudizio coincide anche con un miglioramento della situazione precedente in ordine allaccesso e alluscita dalla propriet Zaglia, ci deve essere riguardato quale conseguenza meramente indiretta dellintervento di questo giudice a vantaggio di questultima e, soprattutto, quale adempimento che persegue, anche al di l del contingente interesse del singolo e in relazione ad inderogabili esigenze di ordine pubblico, la sicurezza della circolazione stradale. Lesigenza di evitare al riguardo ingiustificati vantaggi per i medesimi ricorrenti induce, quindi, il Collegio a statuire anche nei loro confronti, ove necessario, oneri economici laddove si ravvisi la sussistenza di miglioramenti della loro situazione rispetto allo stato dei luoghi antecedente alla realizzazione della rotatoria. Ci posto, dalla lettura della relazione Angeletti consta che, prima
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della

realizzazione

dellopera

qui

contestata

dagli

Zaglia

dellespropriazione da essi conseguentemente subita, sia le cc.dd. bisarche, sia i camion cc.dd. isolati potevano accedere al cortile frontistante la carrozzeria, e che peraltro solo questi ultimi potevano ivi convenientemente manovrare per linversione di marcia. Secondo gli Zaglia, viceversa, tale manovra poteva essere eseguita anche dalle bisarche. Tuttavia, al di l di tale dissenso, va denotato che nella relazione Angeletti si afferma comunque che, prima della realizzazione della rotatoria, laccesso sulla S.R. 10, largo circa 10 metri, avveniva ortogonalmente allasse stradale non senza difficolt in corrispondenza dellintersezione con la strada locale denominata via Borgofuro, ora non pi presente. In sostanza il precedente accesso si trovava direttamente su unarea di intersezione. Lentrata dei veicoli, provenienti sia da est che da ovest, poneva in essere tutte le problematiche derivanti dalla presenza di un accesso diretto su una strada pubblica ad alta densit di traffico con lulteriore gravame provocato dallinterferenza dovuta alla presenza della diramazione via Borgofuro. In quel punto, il tracciato della SR 10 si presentava allora pressoch rettilineo con velocit di percorrenza presumibilmente elevata ( il limite di velocit su una strada extraurbana secondaria di 90 km/h). Luscita di un veicolo pesante quindi, sia bisarca che isolato dalla propriet Zaglia comportando la quasi totale

invasione della carreggiata stradale, creava sicuramente potenziali condizioni di intralcio e pericolo per la circolazione (cfr. relazione
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cit.). I ricorrenti contestano la larghezza dellaccesso precedente, riferendo che lo stesso misurava 12 metri anzich 10: ma ad avviso del Collegio risulta verosimile la circostanza che lentrata e luscita di autoveicoli pesanti (camion isolati o bisarche che fossero) rispettivamente provenienti dalla propriet Zaglia o ad essa diretti comportasse gi allora consistenti problemi per la sicurezza della circolazione. Allo stato attuale, secondo gli autorevoli consulenti incaricati dagli Zaglia di valutare il contenuto della relazione Angeletti, ossia il Prof. Ing. Manganaro e lIng Bee (rispettivamente, docente presso la Facolt di Ingegneria Dipartimento di Costruzioni e Trasporti della Facolt di Ingegneria dellUniversit di Padova ed ex Direttore dellUfficio provinciale della motorizzazione civile di Belluno) non soltanto le bisarche, ma anche i camion isolati incontrerebbero difficolt ad entrare nella propriet Zaglia se provenienti da ovest, non potendo far ci mediante ununica manovra. Tale circostanza risulta ulteriormente comprovata, senza tema di smentite, dal ben eloquente filmato fatto visionare dalla difesa dei ricorrenti alla camera di consiglio del 5 giugno 2007. Dalla congiunta lettura della relazione Angeletti e della relazione Manganaro Bee il Collegio trae quindi la conseguenza che, sotto questo specifico profilo, la situazione antecedente (gi di per s problematica e fonte di indubbio pericolo per la circolazione stradale) si , comunque, consistentemente aggravata, e che - allo stato anche se devono essere ottemperate le pur dovute prescrizioni imposte dalla
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relazione Angeletti (fissazione del limite di velocit di 40 km/h a valle della rotatoria, direzione est, e a monte dellattuale accesso Zaglia, direzione ovest; apposizione su entrambi i lati della carreggiata del segnale verticale di altri pericoli di cui allart. 103 del Regolamento del Codice della Strada approvato con D.P.R. 16 dicembre 1995 n. 492 e corredato dal pannello di cui allart. 83 del Regolamento medesimo indicante Autocarri in manovra; posizionamento sulla

pavimentazione stradale, a monte dellattuale accesso Zaglia lato est, dei rallentatori ottici di cui allart. 179 del Regolamento del Codice della Strada), rimane il fatto che laccesso alla propriet Zaglia avviene sicuramente ora - mediante la sosta del camion (anche isolato) al centro della carreggiata in un tratto di strada posto immediatamente a ridosso delluscita dalla rotatoria e in condizioni di visibilit alquanto limitate. Tale situazione allevidenza confligge con quanto disposto dallart. 45, comma 5, del Regolamento del Codice della Strada approvato con il predetto D.P.R. 495 del 1992 come modificato dallart. 35 del D.P.R. 16 settembre 1996 n. 610, in forza del quale gli accessi devono essere localizzati dove lorografia dei luoghi e landamento della strada consentono la pi ampia visibilit della zona di svincolo e possibilmente nei tratti di strada in rettilineo, e realizzati in modo da consentire una agevole e sicura manovra di immissione o di uscita dalla sede stradale, senza che tale manovra comporti la sosta del veicolo sulla carreggiata. Inoltre, risulta assodato che, non potendo pi nemmeno gli autocarri isolati procedere allinversione di marcia allinterno della propriet
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Zaglia, laccesso alla pubblica strada per tale tipologia di veicoli avviene in retromarcia, a differenza di quanto accadeva prima della realizzazione della rotatoria, con ben evidente peggioramento della situazione antecedente non soltanto per quanto attiene allinteresse dei medesimi Zaglia, ma anche e soprattutto per quanto riguarda le intuitivamente sovraordinate esigenze di sicurezza della circolazione stradale. Risulta, quindi, altrettanto evidente che, anche per tale stato di cose, la pur necessaria ottemperanza alle anzidette misure individuate dalla relazione Angeletti non obliterano la circostanza che, rebus sic stantibus, limmissione nella SR 10 da parte dei camion anche isolati provenienti dal fondo Zaglia costituisce manovra intrinsecamente pericolosa, con riguardo a quanto disposto dallart. 154 del Codice della Strada approvato con D.L.vo 30 aprile 1992 n. 285 come modificato dall'art. 78 del D.L.vo 10 settembre 1993 n. 360. 8.3.4. In forza di tutto ci, non essendo ragionevolmente possibile togliere agli Zaglia il diritto a far accedere anche mezzi pesanti nel loro fondo per lo svolgimento della loro attivit, la situazione pu essere risolta dando, al momento, immediata applicazione a tutte le prescrizioni menzionate nella parte conclusiva della relazione Angeletti, ossia: 1) nel rispetto della sicurezza stradale, lingresso va consentito ai soli veicoli isolati; 2) considerata limpossibilit persistente di manovra allinterno del piazzale da parte dei veicoli predetti, luscita dalla propriet di questi veicoli va effettuata percorrendo la strada di servizio in retromarcia, utilizzando tutto lo spazio retrostante fino alla propriet Barollo ; 3) limmissione sulla
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dovr

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consequenzialmente solo seguendo la direzione ovest: la rotatoria consentir lagevole inversione di marcia per i veicoli che intendono recarsi verso est; 4) il limite di velocit a valle della rotatoria, direzione est, e a monte dellaccesso alla propriet Zaglia, direzione ovest, dovr essere regolato, in base ad un calcolo approssimativo, sui 40 km/h; 5) su entrambi i Iati della carreggiata dovr essere apposto il segnale verticale di pericolo denominato altri pericoli di cui all'art. 103 del Regolamento al Codice della Strada, corredato del pannello integrativo di cui allart.83 del Regolamento al Codice della Strada, recante la dicitura autocarri in manovra ; 6) alluscita dalla strada di servizio, andr posto il segnale verticale di direzione obbligatoria a destra di cui allart.122 del Regolamento al Codice della Strada, integrato dal pannello recante il simbolo dellautocarro, di cui allart.83 citato, significando con ci che appare opportuno inibire la manovra di svolta a sinistra ai soli veicoli di massa complessiva > 3,5 tonnellate; 7) sulla pavimentazione stradale, a monte dellaccesso alla propriet Zaglia, provenienza da est, dovranno essere disegnati i rallentatori ottici di cui all'art. 179 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada; 8) !intera area interessata dalle manovre dovr essere adeguatamente e permanentemente illuminata; 9) lintera strada di servizio dovr essere pavimentata, interessando anche lo spazio a ridosso dell'area verde posta sul Iato destro dellentrata. Inoltre, entro un mese dallavvenuta comunicazione della presente sentenza, ovvero dalla sua notificazione se anteriormente avvenuta, Veneto Strade S.p.a., quale soggetto proprietario della strada sulla quale
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aperto il passo carraio Zaglia, convocher una conferenza di servizi disciplinata, per quanto non diversamente statuito dalla presente sentenza, dallart. 22 della L.R. 7 novembre 2003 n. 27 e successive modifiche ed integrazioni, con la partecipazione di un rappresentante della Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. e del Comune di Megliadino San Fidenzio. La Conferenza provveder, sentiti i consulenti di fiducia degli Zaglia e sentita pure la finitima propriet Soatto, ad accertare se sussistono i presupposti per una cessione in via bonaria a favore dei medesimi Zaglia di una parte della stessa propriet Soatto, idonea a consentire in assoluta sicurezza, rispetto alle norme vigenti in materia di circolazione stradale, laccesso e luscita dal fondo Zaglia anche agli autoveicoli pesanti, bisarche comprese. In tale evenienza, gli Zaglia provvederanno a loro spese

allacquisizione della propriet del nuovo terreno necessario allo scopo (anche in considerazione dellindennit di esproprio nel frattempo da essi conseguita per la parziale ablazione della propriet del loro fondo e che pu essere utilmente investita per tale operazione) e ai lavori necessari per consentire ivi la manovra dei veicoli in ragione del 75% del relativo costo, nel mentre il residuo 25% dei lavori medesimi sar posto a carico per met ad Autostrada e per laltra met al Comune di Megliadino San Fidenzio. In tal modo, ad avviso del Collegio, verrebbe a realizzarsi un equo contemperamento tra gli interessi dei ricorrenti, i quali mediante il nuovo assetto proprietario non solo ovvierebbero al pregiudizio
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dellablazione subita contra ius, ma porrebbero fine ad una situazione comunque non conforme alle esigenze della sicurezza della circolazione stradale gi in essere prima della realizzazione della rotatoria: circostanza, questa, che impone quindi in ogni caso anche una loro partecipazione alle spese complessivamente necessarie alla risoluzione dei problemi dianzi evidenziati. Durante tutto il tempo previsto per i lavori della Conferenza di servizi gli Zaglia dovranno garantire per iscritto che qualsivoglia accesso al proprio fondo o uscita dallo stesso sar fatta soltanto da camion isolati e, comunque, in orari concordati con la Polizia Municipale di Megliadino San Fidenzio, la quale provveder in ogni circostanza ad inviare propri agenti sul posto per agevolare le manovre dei mezzi in entrata e in uscita e assicurare lordinato svolgersi del traffico veicolare. Per tutto il predetto periodo tali interventi non comporteranno spese per gli Zaglia. Inoltre, dovr pure essere fatto entro tre mesi dalla data della comunicazione della presente sentenza a Veneto Strade, ovvero dalla notificazione della stessa, un esperimento di entrata di una bisarca nella propriet Zaglia e di sua uscita, con lassistenza della Polizia Municipale di Megliadino San Fidenzio, previa emanazione dei provvedimenti di deroga alla segnaletica da parte della medesima Veneto Strade. La Polizia Municipale di Megliadino San Fidenzio provveder a filmare le relative operazioni addebitandone il costo agli Zaglia e rendendo disponibile la copia del filmato stesso per i ricorrenti,
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Autostrada e Veneto Strade. Ove entro tre mesi dallinizio dei lavori la Conferenza di servizi verifichi lindisponibilit della propriet Soatto a cedere in via bonaria agli Zaglia la parte di terreno necessaria a quanto sopra, o qualora rilevi che comunque la cessione stessa non risulterebbe comunque idonea a risolvere tutti i problemi sopradescritti in ordine allaccesso e alluscita dalla propriet Zaglia anche per quanto attiene alle bisarche, essa dovr considerare leventuale esigenza di realizzare, a spese di Autostrada per il 50%, del Comune di Megliadino San Fidenzio per il 25% e degli Zaglia per il residuo 25%, il completamento della controstrada verso nord-ovest. Anche in questo caso tale riparto di spese trova giustificazione nella circostanza che il completamento della controstrada costituirebbe, comunque, sia un miglioramento rispetto alla situazione del passo carraio Zaglia antecedente alla realizzazione della rotatoria, sia un investimento per lAmministrazione Comunale in termini di sicurezza stradale e di fluidificazione del traffico veicolare. Tale evenienza, peraltro, dovr essere convenientemente ponderata in sede di Conferenza di servizi avuto riguardo, soprattutto, alla frequenza degli interventi richiesti sino a quel momento dalla Carrozzera Zaglia alla Polizia Municipale di Megliadino San Fidenzio per laccesso e per luscita di autocarri isolati e al riscontro degli idonei giustificativi fiscali (documenti di accompagnamento delle merci, ovvero fatturazioni da parte di fornitori, o ancora fatture emesse dalla Carrozzeria Zaglia a valere sui veicoli incidentati comunque trasportati dai camion).
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Inoltre, subito dopo leventuale realizzazione del completamento della controstrada la medesima Conferenza di servizi, prima di sciogliersi, valuter la nuova situazione della sicurezza stradale venutasi a creare, deliberando in ordine alle eventuali modifiche che dovranno essere apportate alla disciplina del traffico cos come conseguente ora allimmediata applicazione delle surriportate misure suggerite dalla relazione Angeletti e verificando in particolare la possibilit di ammettere anche la circolazione delle bisarche attraverso il passo carraio al servizio della propriet Zaglia. Se viceversa dovesse essere accertato dopo tre mesi dallinizio dei lavori della Conferenza di servizi che il traffico di camion in entrata alla propriet Zaglia e in uscita dalla stessa non raggiunge una consistenza apprezzabile, la controstrada non sar realizzata, ma il Comune di Megliadino San Fidenzio comunque tenuto ad assicurare in via permanente la vigilanza della Polizia Municipale in ogni caso di transito di camion isolati lungo il passo carraio al servizio della propriet anzidetta ripeter le spese di ciascun intervento dei propri agenti in ragione del 50% a carico di Autostrada e del 50% a carico della Carrozzeria Zaglia. Prima di assumere le proprie decisioni definitive la Conferenza di Servizi acquisir, comunque, un contributo scritto da parte degli Zaglia ovvero dei loro consulenti e patrocinanti, e si esprimer motivatamente sul suo contenuto. 9. Le spese e gli onorari del giudizio possono essere integralmente compensati tra le parti, in dipendenza della complessit in fatto delle
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questioni trattate. Il contributo unificato corrisposto dai ricorrenti va ad essi rifuso, a sensi e per gli effetti dellart. 13, comma 6-bis, del D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 - come aggiunto dallart. 21 del D.L. 4 luglio 2006 n. 223 convertito con modificazioni in L. 4 agosto 2006 n. 248 - e successive modifiche, suddividendo la relativa spesa in parti eguali tra A.N.A.S., il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Autostrada, Comune di Megliadino San Fidenzio, Immobiliare Polis, e Commerciale San Fidenzio. 10. Le competenze dovute per la verificazione effettuata dallIng. Marco Angeletti sono complessivamente liquidate nella misura di 1.250,00.- (milleduecentocinquanta/00), al lordo delle ritenute di legge, e sono poste integralmente a carico di Autostrada. P.Q.M. Il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, prima sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti in epigrafe, dichiara improcedibili le impugnative proposte avverso le deliberazioni del Consiglio Comunale di Megliadino San Fidenzio n. 6 dd. 20 aprile 2002, n. 7 dd. 20 aprile 2002, n. 8 dd. 20 aprile 2002 e n.15 dd. 3 aprile 2003; le accoglie nei limiti di cui in motivazione relativamente al provvedimento Integr. Pubbl. Util. /A31/Prot. N.01/2005-L9 emesso dallAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. e, per leffetto, lo annulla in parte qua; le respinge per il resto. Condanna la Autostrada Brescia Verona Vicebnza Padova S.p.a.
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e il Comune di Megliadino San Fidenzio al risarcimento del danno in forma specifica, secondo quanto disposto al 8.3.4. della presente sentenza. Compensa integralmente tra le parti le spese e gli onorari del giudizio. Dispone la rifusione del contributo unificato corrisposto dalla parte ricorrente a sensi e per gli effetti dellart. 13, comma 6-bis, del D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 - come aggiunto dallart. 21 del D.L. 4 luglio 2006 n. 223 convertito con modificazioni in L. 4 agosto 2006 n. 248 - e successive modifiche, suddividendo la relativa spesa in parti eguali tra lEnte Nazionale per le Strade - A.N.A.S. S.p.a. , il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, lAutostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a., il Comune di Megliadino San Fidenzio, la Immobiliare Polis S.r.l. e la Commerciale San Fidenzio S.r.l. Liquida nella complessiva misura di 1.250,00.-

(milleduecentocinquanta/00) le competenze della verificazione disposta da parte dellIng. Marco Angeletti, ponendole integralmente a carico dellAutostrada Brescia Verona Vicenza - Padova S.p.a. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dallAutorit amministrativa e che la stessa sia inviata dalla Segreteria, oltrech alle parti, anche alla Veneto Strade S.p.a., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, Via Cesco Baseggio n. 5

30174 Venezia Mestre, per gli adempimenti di competenza. Cos deciso in Venezia, nella Camera di consiglio del 10 aprile 2008. Il Presidente
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lEstensore

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Il Segretario

SENTENZA DEPOSITATA IN SEGRETERIA il..n. (Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186) Il Direttore della Prima Sezione

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