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Anatomia Laringe

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Anatomia laringe

LARINGE : E l’organo della fonazione , respirazione e deglutizione . Ha sede nella parte antero-
posteriore del collo nella regione sottoioidea. Ha una forma prismatica triangolare e presenta
due facce antero laterali e una faccia posteriore. Ha rapporto superiormente con la faringe ,
inferiormente con la trachea. E composta dalle cartilagin (sono 9 è tre impari cricoide , tiroide ,
epiglottide e sei pari à aritenoidi , cuneiformi e cornicale ) , articolazioni e legamenti che le
uniscono da muscoli che le pongono in movimento e da mucosa che ne tappezza la superficie
interna.

(ENDOLARINGE) Si divide in 3 porzioni distinte

1- Regione sovraglottica : Si estende dall’orifizio laringeo superiore ( aditus laringeo ) al


margine libero delle false corde (rima ventricolare). E formata da epiglottide , pliche
ariepiglottiche , fasce ventricolari o corde vocali e ventricoli di Morgagni
2- Regione Glottica : Formata dalle corde vocali vere , dalla commessura anteriore e dalla
commessura posteriore . Le corde vocali sono costituite dall’esterno verso l’interno : mucosa
laringea , legamento vocale , muscolo tiro-aritenoideo
3- Regione Sottoglottica : Si estende dalla faccia inferiore delle corde vocali vere fino al bordo
inferiore della cricoide

Vascolarizzazione :
1- Arteria carotidea esterna : Irrorazione attraverso l’arteria tiroidea superiore ( arterie laringea
superiore e laringea antero inferiore) per la glottide e la sovraglottide
2- Succlavia : Attraverso la arteria tiroidea inferiore ( arteria laringea posteroinferior ) per la
sotto glottide
Muscoli :
1- Muscoli costrittori / adduttori : Cricoaritenoideo laterale ; tiro-aritenoideo (muscolo vocale) ;
interarytenoid ; ari-epiglottico
2- Muscoli dilatatori / respiratore : Cricoaritenoideo posteriore
3- Muscoli Tensori : Cricotiroideo ; tiroaritenoideo
4- FONATORI : CRICOARITENOIDEO LATERALE; CRICOTIROIDEO ; TIROARITENOIDEO ;
Innervazione

1- Nervo Faringeo : Responsabile del tono della muscolatura di costrizione della faringe ed e
responsabile della deglutizione . La sua lesione provoca disfaggia.

2- Nervo laringeo superiore : Origina dal nervo vago , si divide in un ramo interno (sensitivo)
che protegge dalle aspirazioni , e in un ramo esterno (motorio) che innerva il muscolo.
cricotiroideo , che a sua volta tende il ligamento cordiale e permette la produzione di toni acuti .
Quando si lesiona il nervo laringeo superiore , si verificano aspirazioni da anestesia laringea e
disfonia , con voce debole e difficoltà a emettere suoni acuti.
3- Nervo Laringeo inferiore o ricorrente : Si dice ricorrente perché segue una direzione
discendente intratoracica laterale alla trachea , per poi prendere una direzione ascendente
girando intorno all’arteria succlavia , sul lato destro e intorno all’arco dell’aorta sul lato sinistro ,
in entrambi i casi dall’avanti all'indietro. E un nervo motorio e la sua lesione causa paralisi della
corda vocale in posizioni variabili

I muscoli della laringe si distinguono in intrinseci ed estrinseci.


I muscoli intrinseci originano e si inseriscono sui pezzi cartilaginei della laringe; i muscoli
estrinseci hanno l’origine o l’inserzione su parti ossee o su organi vicini.

● Sono muscoli intrinseci della laringe: cricotiroideo (o tensore delle corde vocali),
cricoaritenoideo posteriore, cricoaritenoideo laterale, tiroaritenoideo, aritenoideo
trasverso, aritenoideo obliquo e ariepiglottico. Questi sono tutti muscoli pari, tranne il
muscolo aritenoideo trasverso che è impari.

● Sono muscoli estrinseci della laringe: sternotiroideo, tiroioideo, stilofaringeo,


faringopalatino e costrittore inferiore della faringe.

Tutti i muscoli della laringe, che sono formati da fibre striate, agiscono direttamente o
indirettamente sulle corde vocali, sia tendendole o rilasciandole, sia soprattutto avvicinandole o
allontanandole l’una dall’altra e quindi provocando la dilatazione o la costrizione della rima
glottidea. Possono perciò essere distinti in due gruppi e cioè i muscoli dilatatori (cricoaritenoidei
posteriori) e i muscoli costrittori (tutti gli altri).

CORNAGE : rumore inspiratorio sibilante prodotto da un ostacolo nelle alte vie aeree

TIRAGE : dispnea inspiratoria caratterizzata dal rientro della parete toracica e del collo appena
sopra il giugulo, accompagnato da un rumore stridente e strozzato; è causata da un ostacolo
meccanico all'immissione di aria nelle vie respiratorie superiori.

Patologie Tumorali :

Cancro della laringe : E il più frequente tra i tumori della testa del collo . Il piu frequente e il
carcinoma epidermoide. L’incidenza uomo/donna e in rapporto di 10:1 , anche se negli ultima
anni sta cambiando in quanto si aumento anche il nr delle donne che fumano .

Eziologia : L’agente causale per eccellenza e la frazione solida del tabacco , che e
direttamente proporzionale al grado di esposizione ; il rischio e simile per i fumatori di sigarette ,
pipa , o sigari . Un altro agente correlato e il consumo di alcool soprattutto nei tumori
sovraglottica . Altri fattori : Radiazioni ionizzanti , virus del papilloma umano , mostade azotate ,
amianto e carenze vitaminiche .
Segni clinici in basa alla classificazione :
Sovraglottici : Provocano segni clinici silenti come vellichio faringeo il più frequente ( sensazione
di corpo estraneo) , parestesie (alterata percezione della sensibilità ai diversi stimoli sensitivi
(termici, tattili, dolorifici, vibratori ) e negli stadi più avanzati , odinofagia (Deglutizione
dolorosa), otalgia ( è un dolore intenso, sordo o bruciante alle orecchie) riflessa e disfonia . E il
tumore che provoca più metastasi linfonodali . Ha una prognosi infausta se non trattato
chirurgicamente

Glottici : Il sintomo principale e più’ precoce e la disfonia . La precocità diagnostica , insieme


all’assenza di metastatizzazione linfonodale in questa sede , determina una prognosi migliore
nei casi di cancro in questa localizzazione

Sottoglottici : I sintomi principali sono dispnea e stridore , che compaiono in forma tardiva .
Prognosi molto infausta

Trattamento :

Chirurgia locale in base alla stadiazione T1-T4 oppure procedere con laringectomia totale .

Chirurgia Regionale (linfonodale ) : svuotamento linfonodali cerivcali

Radioterapia : Si associa alla chirurgua in caso di compromissione dei margini si resezione o


coinvolgmento positivo dei linfonodi

Chemioterapia : Si utilizza come trattamento complementare o in tumori inoperabili

Protocollo di conservazione d’organo : Inalcuni candidatti alla chirurgia radicale , si puo tentare
di conservare la laringe mediante l’uso combinato di chemioterapia e radioterapia . In caso di
fallimente si effettuera una chirurgia radicale di soccorso

Prognosi : Il fattore principale nel cancro della laringe e la presenza di adenopatie , che risulta
piu frequente a livello sovraglottico e sottoglottico e meno frequente a livello glottico ( da cui si
deduce che i tumori glottici hano una prognosi piu favorevole) . Le metastasi a distanza sono
molto rare al momento della diagnosi , L’80 % delle recidive compare prima dei 2 anni di
trattamento . Esiste un rischio del 20-25 % di comparsa di seconde neoplasie primarie ,
soprattutto nell’area faringo-laringea , del polmone e dell’esofago in quanto questi organi sono
esposti alle steso tipo di agenti cancerogeni .

Paralisi Laringe

● CENTRALI O PERIFERICHE
● UNILATERALI O BILATERALI
● COMPLETE O INCOMPLETE

La paralisi centrale è in genere bilaterale, ma spesso incompleta , la paralisi periferica è


completa e quasi sempre unilaterale.
Le paralisi laringee da lesione dei centri corticali e delle vie cortico-bulbari
sono rare, si manifestano per l'interessamento bilaterale e simmetrico delle vie nervose da
processi espansivi intracranici o lesioni vascolari.

Le paralisi laringee da lesione dei centri bulbari sono un segno frequente di


● sclerosi multipla
● siringobulbia
● sclerosi laterale amiotrofica

Paralisi Laringea Periferiche :


● Paralisi del N. Ricorrente
● Paralisi del N. Laringeo Superiore

Le paralisi ricorrenziali sono più frequenti a sinistra:
● Traumi (ferite del collo)
● Cause iatrogene (chirurgia tiroidea)
● Compressione o stiramento del n. ricorrente da neoplasia (tiroide, trachea, esofago); da
adenopatia tracheo-bronchiale (per processo sistemico, leucemia; per processo
metastatico; per processo infiammatorio specifico, tubercolosi polmonare); da aneurisma
dell’aorta e della succlavia destra, pericardite, cardiopatia.
● Neurite tossica (intossicazione saturnina, da diabete); infettiva (tifo, influenza);
infiammatoria, su base disergico-iperergica (“a frigore”).

Paralisi Ricorrenziali Unilaterali


● La corda vocale è fissa in posizione intermedia o paramediana o cadaverica,
sottoslivellata, ipotonica, ipotrofica rispetto alla controlaterale, con bordo concavo +
iperadduzione della corda controlaterale (diplofonia-bitonale, dispnea da sforzo)
● il sintomo è rappresentato dalla disfonia.

Paralisi Ricorrenziali Bilaterali :


● Nella sindrome di Ziemssen le corde vocali sono fisse in abduzione (la
cosiddetta diplegia fonatoria) che si manifesta con afonia .
● Nella sindrome di Riegel le corde vocali sono fisse in adduzione (la cosiddetta diplegia
respiratoria) in cui sintomo è rappresentato dalla dispnea.

Paralisi Bilaterale Incompleta
● La sindrome di Gerhardt (0 PARALISI DEI POSTICI) si verifica per la
paralisi dei muscoli cricoaritenoidei posteriori per malattie, quali il tabe dorsale e
meningo-radicolo-neurite luetica, che colpiscono le radici dell’XI paio di n.C.
● Le corde vocali sono fisse in posizione paramediana e si manifesta con dispnea.
Laringocele

Si tratta di una tumefazione visibile alla laringoscopia caratterizzata dalla presenza di una
cavità aerea all'interno di una corda vocale falsa.
L'aria, per motivi imprecisati, si infila nel ventricolo di Morgagni (una piccola cavità virtuale a
forma di fessura posta tra la corda vocale vera e la corda vocale falsa).
In questa zona di minore resistenza l'aria imprigionata dilata il ventricolo creando una sacca
aerea (laringocele interno) che si manifesta alla laringoscopia come una tumefazione nella
corda vocale falsa.
Questa tumefazione può raggiungere dimensioni notevoli determinando una sintomatologia
complessa caratterizzata da disfonia (alterazione della voce) e dispnea (difficoltà respiratoria).
In casi rarissimi questa sacca di aria può trovare un pertugio nella cartilagine tiroidea e tra le
fasce del collo formando un ulteriore cavità tra la laringe e il muscolo sterno-cleido-mastoideo
(laringocele esterno).

Interventi
La sintomatologia di questo quadro morboso può essere particolarmente suggestiva e richiede
un trattamento chirurgico molto accurato data la frequenza con la quale si verificano le recidive.
Il laringocele interno, cioè la sacca che sta all'interno della corda vocale falsa deve essere
trattato con un intervento microchirurgico in anestesia generale.

Utilizzo una tecnica originale denominata T.O.M.E.L.S. (Trans Oral Micro Endoscopic Laringeal
Surgery) per rimuovere la sacca creando un’unica cavità con la laringe evitando, in questo
modo, che vi sia un orifizio a valvola che imprigioni l'aria emessa durante la fonazione.
La sacca esterna, che può raggiungere anche dimensioni notevoli, deve essere rimossa con
un'intervento di cervicotomia laterale.
Questo intervento è particolarmente difficile considerato che la parete della formazione cistica è
estremamente sottile. La rottura della parete determina l'elevata probabilità di recidiva per la
mancata rimozione totale radicale del laringocele esterno.
Ho personalmente perfezionato una tecnica chirurgica basata sull'uso dell'Idrobisturi. Per
mezzo di questo strumento è possibile effettuare la dissezione e lo scollamento dei tessuti
rispettando l'integrità evitando, così, le recidive.

Faringe

Si divide in 3 parti :

1- Rinofaringe : comprende la tonsilla ( amigdala) faringea o tubarica , l’apertura della tuba di


Eustachio e la fossetta di Rosenmuller
2- Orofaringe : Comprende le tonsille palatine , la base della lingua e il palato molle . Si
estende dal palato molle fino al margine libero dell’epiglottide
3- Ipofaringe o Laringofaringe : Dall’epigliottide fino al limite inferiore della cricoide .
Comprende il seno piriforme , la parete poteriore faringea e la regione retrocricoidea
Rinofaringe
Cavo faringeo e una cavita cubica situata posteriormente alle fosse nasali .
Si distinguono :
● Parete superiore o volta : inclinata in basso e posteriormente corrispondente alla faccia
inferiore dell’osso sfenoide e in parte , all’osso occipitale
● Parete posteriore : Che corriponde all’ipofisi basilare e all’arco anteriore dell’atlante
● Parete anteriore : Che comunica con le cavita nasali attra verso le coane
● Parete inferiore : Che si continua con l’orofarine

La mucosa faringea e innervata da rami del nervo glossofaringeo posteriore , si trova la tonsila
faringea , che se ipertrofica viene denominata vegetazione adenoidea (o adenoide )

La Rinofaringe partecipa principalmente alle funzioni respiratorie , fonatorie , e immunitaria


(quest'ultima funzione e svolta soprattutto nei primi anni di vita , modulando la risposta
anticorpale in seguito ai primi contatti con l’ambiente )
Raccolta dati anamnestici
I Sintomi legati alle malattie rinofaringee sono sovrapponibili a quelli di affezione nasali :
- Ostruzione respiratorie : uni o bilateral , continua o saltuaria
- Rinorrea
- Epistasi : Associata a discesa di sangue in oro e ipofaringe
- Modificazione del timbro della voce : rinofonia chiusa posteriore analoga a quella che si
riscontra nell’occlusione della parete posteriore delle cavità nasali
L’esame obiettivo del cavo rinofaringeo viene eseguito mediante fibre ottiche rigide o flessibili
Diagnostica Radiologica
- L’esecuzione di una TC con mezzo di contrasto iodato o di una RM con mezzo di
contrasto paramagnetico sono necessarie in caso di patologia neoplastica , al fine di definire
l’estensione in profondità e nelle aree contigue della patologia

Patologie Della Rinofaringe:

Adenoidite Acuta : Infiammazione acuta della tonsilla faringea , Causata da un agente virale
(adenoivirus , rinovirus)o batterica .
Sintomi :
● Iperpiressia ;
● Ostruzione respiratoria nasale : con respirazione prevalentemente orale , roncopatia e
apnea notturna ;
● Rinorrea : La secrezione e sierosa nelle forme virali e purulenta in quelle batteriche
● Difficoltà della soluzione nel lattante .
Terapia : Si basa sull’utilizzo di sintomatici (FANS , ANTIPIRETICI , ANALGESICI) per le forme
virali ; invece nelle forme batteriche e necessario associare antibiotici per os per almeno 5 giorni
(es : amoxicillina , cefalosporine) .

Complicanze : Sono riconducibili all’estensione della patologia a organi vicini come :


● Interessamento auricolare ;
● Adenopatia Latero-Cervicale ;
● Flogosi delle vie aerodigestive .

Ipertrofia Adenoidea : e un cronico aumento di volume della tonsilla faringea che determina una
sindrome ostruttiva respiratoria favorita da alcune fattori ambientali come soggiorno in clima
umido e freddo .
Si manifesta con una sindrome ostruttiva respiratoria nasale cronica alla quale si possono
associare sintomi generali ( della sindrome adenoidea ).

Terapia : Nei casi di prolungata ostruzione respiratoria e se complicata dalla sindrome


adenoidea si indica l’intervento di adenoidectomia in narcosi , per via orale sotto il controllo
dell’endoscopio o in alternativa può essere eseguito per via endoscopica transnasale
utilizzando il debrider o sonda a radiofrequenze .

Complicanze : Riniti ricorrenti ; Disturbi respiratori del sonno (roncopatia) ; Facies adenoidea
(bocca semiaperta , naso affilato , labbro superiore sollevato).

Tumori benigni : sono di riscontro eccezionale (angiomi , condromi , lipomi )


Tumori maligni : derivano dall’epitelio di rivestimento oppure dal tessuto linforeticolare esistente
in quella sede .

Suddivisi :
1- CARCINOMA SQUAMOSO ( 1 TIPO WHO)
2- CARCINOMA NON CHERATINIZZANTE PARZIALMENTE DIFFERENZIATO (2 TIPO
WHO )
3- CARCINOMA NON CHERATINIZZANTE INDIFFERENZIATO CON o senza stroma
linfoide ( 3 TIPO WHO)
SINTOMI : sintomi rinofaringei e nasali ; sintomi auricolari ; tumefazione linfonodale ; sintomi
orbitari ; sintomi nervosi.
Lingua

E un organo in prevalenza muscolare ed e suddivisa in una parte fissa o radice della lingua e
una parte mobile cosituita dal corpo (2/3 anteriori ) e una base ( 1/3 posterirore ) dove ha sede
la tonsilla linguale. E dotata di papille gustative ( filiformi , fungiformi , circumvallate e foliate ) ed
e il principale organo del gusto ( sensazione veicolata dai nervi facciale glosso faringeo e
vago ) L’assenza di papille gustative definisce la ‘’ lingua calva ‘’

Ipertrofia Tonsillare

Provoca disfagia , voce nasale e roncopatia notturna . Controindicazioni e rischi di


tonsillectomia e adenoidectomia : Malattia sistemica grave , Infezione in corso , Emorragie ,
Inalazione di sangue ingerito con conseguente polmonite ab ingestis

Rinofaringite (adenoidite)

Infezione del tessuto adenoideo localizzato nel rinofaringe dovuta a virus ( adenovirus
mixovirus, picornavirus ) o a batteri ( pneumococco , streptococco) Colpisce i bambini fino a 6
anni ed il motivo piu frequente della visita otorino da i bambini . Segni : Rinorrea (sierosa in
patologia virale e purulenta in quella batterica ) ostruzione nasale , febbre e adenopatie . In
genere e un processo autolimitato a 5-6 giorni . Trattamento : Vasocostrittori (se presente
ostruzione nasale e antibiotici )Adenoitectomia e limitata ai casi recidivanti o se si tratta di
ipertrofia adenoidea di base che impedisce una buona ventilazione nasale

Tonsillite Cronica

La tonsillite cronica è un processo flogistico a carico delle tonsille ed, eventualmente, dei tessuti
limitrofi (adenotonsillite o faringotonsillite). L'ingrossamento (ipertrofia tonsillare) e
l'infiammazione di queste strutture sono condizioni patologiche frequenti soprattutto nei
bambini.

Tonsille Anatomia

Le tonsille sono due organi formati da tessuto linfoide, collocati ai lati della gola, subito dietro e
sopra la base della lingua.
Quando sono normali, le tonsille sono appena visibili e presentano un colore roseo uniforme. La
loro forma ovoidale ricorda quella di una mandorla.

Trovandosi in una posizione strategica, la funzione delle tonsille consiste nel formare una prima
barriera contro le infezioni delle prime vie aeree, importante soprattutto durante l'infanzia,
quando il sistema immunitario è ancora poco maturo.
Queste strutture favoriscono, inoltre, l'immunizzazione nei confronti dei microrganismi
provenienti dall'esterno, che penetrano attraverso il naso e la bocca: infiammandosi, le tonsille
obbligano l'organismo a produrre anticorpi in grado di neutralizzare virus e batteri. A
quest'attività di difesa nei confronti delle infezioni dell'apparato respiratorio partecipano anche le
tonsille faringee (o adenoidi).

In qualche caso, però, il compito delle tonsille viene meno: dopo ripetute aggressioni batteriche
o virali, queste possono diventano cronicamente infiammate o aumentare eccessivamente di
volume (ipertrofia) e trasformarsi, a loro volta, in un focolaio d'infezione per tutto l'organismo.

Anello linfatico di Waldeyer


un tessuto linfoide diffuso sulla mucosa del corpo, che prende il nome in base all'area in cui si
trova. Nello specifico, l'anello linfatico di Waldeyer è localizzato nello spazio intratonsillare.
Durante un'infezione del tratto dell'apparato respiratorio, le tonsille faringee e palatine tendono a
ingrossarsi, causando adenoiditi o tonsilliti. L'infiammazione, in genere, è di tipo batterico, in
seguito alla quale il tessuto linfoide ipertrofico porta a un'ostruzione delle vie respiratorie.
Per un'infiammazione persistente, dopo un trattamento antibiotico a base di beta-lattamasi,
potrebbe essere necessaria una risoluzione di tipo chirurgico. Tuttavia, dopo un'adenoidectomia
completa, alcuni soggetti sviluppano i sintomi dell'adenoidite, causati probabilmente da una
compensazione delle tonsille tubariche, che tendono a ingrossarsi per la mancanza delle
adenoidi.

L'anello linfatico di Waldeyer comprende piccoli tessuti linfatici, distribuiti sul rivestimento della
mucosa della faringe, e quattro strutture di tonsille, che sono:
● Tonsille faringee: dette anche adenoidi, sono localizzate sulla rinofaringe. Esse sono le
principali responsabili del controllo dell'aria che entra attraverso le narici.
● Tonsille tubarica: sono localizzate sul contorno dello sbocco delle trombe di Eustachio e
vengono anche dette tonsille di Gerlach.
● Tonsille palatine: sono comunemente chiamate "le tonsille", cioè quelle visibili nel tratto
orofaringeo quando sono infiammate.
● Tonsille linguale: sono le numerose protuberanze localizzate dietro la lingua, in basso,
da entrambe le parti.
Tonsillite acuta eritematosa

E la piu frequente , la sua eziologia e virale (Adenovirus , Rinovirus) Decorre con dolore ,
starnuti , congiuntivite , tosse disfonia e scarsa sintomatologia generale .All’esplorazione si
possono osservare arrossamento diffuso dell’orofaringe e scase adenopatie. Negli esame di
laboratorio non si evidenzia leucocitosi . Clinica : Esordio improvviso con malessere generale ,
febbre alta , odinofagia , otalgia riflessa e adenopatie cervicali dolorose (il linfonodo giugulo-
digastrico e il piu colpito). Puo essere associata a eritema nodoso o esantema scarlattiniforme .
Esplorazione : Tonsille iperemiche con placche pultacee (punti bianchi) e petecchie sul palato .
Trattamento : Penicilina G o amoxicillina e antinfiammatori

Complicanze :

*Ascesso (è una raccolta di essudato purulento che si forma all'interno di un tessuto del corpo.)

Ascesso peritonsillare : raro nei bambini ma comune nei giovani e negli adulti localizzato tra la
mucosa tonsillare e il muscolo costrittore faringeo superiore , la clinica ha peggioramento
generale , odinofagia , scialorrea con spostamente mediale di tonsilla e ugola . L’esplorazione
visualizza la tumefazione del pilastro tonsillare anteriore con spostamento mediale di tonsilla e
ugola . Il trattamento : Agoaspirato o incisione-drenaggio e penicillina G. Dopo uno o due
episodi acuti e indicata una tonsillectomia a causa del rischio i recidive

Ascesso Parafaringeo : Compare dopo una tonsillite ma e poco frequente . Si verifica a causa di
diffusione dell’infezione allo spazio parafaringeo .

Segni : Simile a l'ascesso peritonsillare , puo essere associato a torcicollo e tumefazione


dolorosa dell’angolo mandibolare Esplorazione : Tumefazione della parete laterale della faringe
. si fa una TAC per vedere l’estensione. Trattamento : Chirurgia d’urgenza (via cervicale)
copertura antibiotica con ceftriaxone e clindamicina . Se non trattato chirurgicamente ce rischio
di exitus nelle prime 24-48 ore

Ascesso Retrofaringeo : Raro , compare nei lattanti e nei bambini piccoli dopo un adenoidite.
Negli adulti e e piu frequente a seguito di patologia infettiva dentaria . Localizzato per
estensione dell’infezione nello spazio retrofaringeo . Segni : Peggioramento generale insieme a
torcicollo , stridore e dispnea . Puo provocare asfissia , sepsi , polmonite ab ingestis per
fissurazione della sacca ascessuale retrofaringea e svuotamento della stessa a livello
polmonare. Esplorazione : Si vede gonfiore della parete faringea posteriore . Incremento dello
spazio paravertebrale alla TC . Trattamento : Chirurgia d’urgenza ( via orale/cervicale) e
copertura antibiotica con ceftriaxone e clindamicina . Se non trattato chirurgicamente ce rischio
di exitus nelle prime 24-48 ore.

Disfagia

Per disfagia si intende un disturbo della deglutizione, intesa come atto del convogliare i
cibi dalla bocca allo stomaco, dipendente dall’interazione di bocca, faringe ed
esofago.

● Disfagia meccanica, secondaria ad un restringimento intrinseco (corpo estraneo,


neoplasia oro ipofaringe, edema da caustici, faringiti, tonsilliti, epiglottiti...) o a
compressione estrinseca della faringe o dell’esofago (ascessi o masse
retrofaringee, spondilite cervicale, gozzo tiroideo, aneurisma aortico, masse
mediastiniche posteriori...)
● Disfagia motoria, risultato di un difficoltoso avvio riflesso della deglutizione
(lesione centro della deglutizione, paralisi della lingua) o di anomalie della
peristalsi esofagea e dei fenomeni di inibizione motoria associati, secondari a
malattie della muscolatura striata (astenia muscolare, paralisi bulbare, accidenti
cerebrovascolari, malattia dei motoneuroni, sclerosi laterale amiotrofica, affezioni
neuromuscolari, polimiositi, malattie extrapiramidali...) o liscia (acalasia, spasmo
esofageo diffuso...) del viscere.

Complicanze
• Aspirazione tracheo-bronchiale e polmonite ab ingestiis
• Malnutrizione e disidratazione, cui possono associarsi disturbi del comportamento e
diminuzione delle difese immunitarie Restrizioni sociali e conseguente compromissione della
qualità di vita.

Diagnosi - Strumenti

Valutazione strumentale statica


● Radiografia standard
● TC → RMN
● Laringoscopia indiretta Valutazione strumentale dinamica
● Video naso-faringo-laringofibroscopia flessibile (FEES) → Flexibile Endoscopic
● Evaluation of Swallowing with Sensory Testing (FEESST) → Videofluoroscopia
● (VFS) con pasto maritato modificato (MBS)
● Manometria faringo-esofagea → manofluorografia → scintigrafia → elettromiografia →
● Ecografia della fase orale → valutazione dei rumori della deglutizione

Tracheotomia

La tracheotomia è una manovra di tipo chirurgico che consente una comunicazione diretta tra la
trachea e l’ambiente esterno, escludendo in questo modo la zona più alta delle vie respiratorie
(bocca, naso, faringe e laringe). È bene precisare che questa procedura si differenzia dalla
tracheostomia in quanto, in quest’ultima, si opera una modificazione del tratto tracheale che non
ne permette la chiusura spontanea nel giro di poco tempo.
Tracheotomia, possibili complicanze

La tracheotomia, come tutte le procedure invasive, comporta un rischio di potenziali


complicanze, differenziabile in precoci, quindi insorte nel corso o subito dopo la procedura
stessa e tardive, quindi verificatesi ad una certa distanza di tempo:

● Complicanze precoci: emorragia, pneumotorace, enfisema sottocutaneo, ipossia e


lacerazione della parete tracheale, decannulazione accidentale
● Complicanze tardive: granulomi, stenosi tracheali, tracheomalacia, infezioni dello stoma,
fistole tracheo-esofacee e tracheo-innominate (tra trachea e arteria anonima),
decanullazione accidentale.

Gestione della cannula tracheostomica e prevenzione delle complicanze

Al fine di prevenire le infezioni e ridurre le complicanze tardive è importante che l’infermiere che
assiste un paziente portatore di tracheotomia tenga costantemente monitorata la quantità di
secrezioni prodotte, in quanto sarà proprio sua responsabilità valutare quante volte sostituire la
controcannula e la metallina con taglio ad Y (ovvero la medicazione che evita il contatto tra cannula
e le secrezioni da essa prodotta e la pelle del paziente) rispetto alla quantità di secrezioni prodotte
(da due a più volte al giorno).

È dunque auspicabile che siano sempre ben conservate nella stanza del paziente alcune
controcannule pulite in un contenitore nominale.

Pulizia della cannula


Quando sostituita, le linee guida indicano come la cannula sporca debba essere immersa in acqua
tiepida contenente un detergente enzimatico diluito secondo le indicazioni di ciascun prodotto per 5
minuti.

La cannula viene quindi sciacquata (anche con l’aiuto di uno scovolino, se molto incrostata) e riposta
in un contenitore a bagno con detergente disinfettante per almeno 30 minuti. Al termine di questo
procedimento la cannula deve essere sciacquata con bidistillata sterile, asciugata e riposta dunque
nel contenitore personalizzato.

Tracheo Aspirazione
Un’ulteriore procedura che consente di prevenire le complicanze è quella della tracheoaspirazione,
la quale permette la rimozione delle secrezioni tracheali qualora queste siano abbondanti e possano
costituire un rischio per il paziente.

È importante sottolineare come questa delicata manovra non debba essere eseguita di routine ma
solamente quando clinicamente necessaria. Per questo motivo le indicazioni sono molto strette e
sono le seguenti:
● Presenza di secrezioni visibili
● Presenza di rumori respiratori all’auscultazione toracica
● Sospetta inalazione di materiale gastrico
● Incremento obiettivo del lavoro respiratorio
● Peggioramento dei valori arteriosi dei gas nel sangue
● Picchi di pressione inspiratoria durante la ventilazione con volume controllato o riduzione
di volume corrente durante la ventilazione a pressione controllata
● Cambiamenti nei grafici di pressioni e di flusso.

Noduli Vocali

● Deficit tenso-adduttorio delle corde vocali con tipico aspetto di glottide a “;clessidra” in
fonazione (precontatto a livello dei noduli).
● Sono l’espressione organica di una disfunzionalità protratta e sono passibili di
regressione con la sola terapia logopedica se diagnosticati in fase iniziale.
● La voce è velata, di bassa intensità e con altezza tonale spostata sui gravi.

Polipi Vocali

● Lesioni frequenti dovute a surmenage-malmenage vocale acuto o cronico .


● Generalmente monolaterali colpiscono soprattutto gli adulti.
● Aspetto: sessili o peduncolati; gelatinosi, fibrosi, angiomatosi, interessano il bordo libero
della corda a livello del 3° anteriore o medio.
● Microscopia: alterazioni di vario tipo a carico della sottomucosa
(edema, vascolarizzazione, fibrosi), mentre l’epitelio di rivestimento è solitamente
normale.
● L’aumento di massa della corda vocale determina generalmente un abbassamento
della tonalità della voce, mentre l'asimmetria vibratoria giustifica la frequente diplofonia.
● L’entità della disfonia varia considerevolmente in rapporto a dimensioni e caratteristiche
(sessile/peduncolato) del polipo.
● Terapia chirurgica + logopedica.

Disfonia

Alterazione qualitativa e/o quantitativa della voce, conseguente ad una modificazione funzionale
e/o strutturale di uno o piu’ organi coinvolti nella sua produzione (apparato pneumo-
fonatorio).
● Disfonie organiche, sono rappresentate da tutte le alterazioni morfologiche o
neuromuscolari di uno o più organi od apparati implicati nella produzione e nel controllo
della voce. L’alterazione vocale si associa alla presenza di lesioni organiche a livello
laringeo.
● Disfonie disfunzionali, sono rappresentate da tutti i disordini vocali che riconoscono
fondamentalmente l’assenza di lesioni organiche e/o turbe motorie.

L'eziopatogenesi riconosce atteggiamenti posturali patologici della muscolatura


laringea (intrinseca ed estrinseca), l’utilizzo scorretto del mantice polmonare, atteggiamenti
pneumo fonatorio e posture non corretti (malmenage-surmenage).
L’alterazione vocale può non accompagnarsi, almeno nelle fasi iniziali, a lesioni
organiche laringe.

Anatomia del naso

La piramide Nasale

Il naso è costituito da una parte esterna detta piramide nasale, e dalle cavità nasali che si
approfondano nel piano medio facciale. la piramide nasale è costituita da due superfici laterali,
di forma triangolare e lisce fino al terzo inferiore, dovè presentano un’area convessa, detta ala
del naso, e una superficie inferiore ove si aprono le narici. Il margine anteriore, o dorso del
naso, si estende dalla radice( angolo naso-frontale) alla punta del naso.

Lo scheletro nasale e’ costituito da una porzione posteriore-superiore ossea ed ha una antero-


inferiore fibro-a cartilaginea.
La parte ossea è rappresentata principalmente dalle due ossa proprie del naso, del processo
frontale e dal margine anteriore del processo Palatino del mascellare.
La parte cartilagine è costituita dalle cartilagini alari che formano la punta del naso, la columella.
che divide i due orifizi narinali, e l’alla del naso.
La vascolarizzazione della piramide nasale sostenuta delle arterie dell’ala del naso e labiale
Superiore( rami della mascella esterna, collaterale della carotide esterna) è dalle arterie dorsali
del naso e angolare( Rami dell’arteria oftalmica, collaterale della carotide.

La parete anteriore delle cavità nasali è detta vestibolo e a termine a livello del limen Nasi rilievo
che corrisponde al Solco alare. Il vestibolo è rivestito da cute fornita da di ghiandole sebacee e
vibrisse le fosse nasali presentano una parete mediale una laterale una inferiore detta anche
pavimento e anche una superiore detta anche volta. la parete mediale corrisponde al setto
nasale lamina osteocartilaginea costituita posteriormente dalla lamina perpendicolare
dell'etmoide in alto e dal vomere in basso e anteriormente dalla cartilagine quadrangolare. la
parete laterale presenta tre ripiegature orizzontali della mucosa dei turbinati sostenute da una
lamina ossea e aderenti con il loro margine superiore alla parete stessa.
I turbinati posseggono un estremità anteriore o testa e una posteriore o coda. I turbinati si
distinguono in inferiore, medio e superiore e le loro dimensioni decrescono procedendo da
quello inferiore a quello superiore. Il turbinato inferiore è un osso proprio mentre il medio è il
superiore sono espansioni della superficie mediale dell'etmoide. Ogni turbinato delimita
inferiormente uno spazio libero che prende il nome di meato rispettivamente superiore, medio,
Inferiore.
Nel meato Inferiore Circa un cm dietro la testa si apre il condotto naso- lacrimale.
Il meato medio presenta nella sua parete laterale due rilievi: il processo uncinato e la bolla
etmoidale. questi delimitano lo hiatus semilunaris, in cui sbocca l'orifizio del seno mascellare,
mentre superiormente a esso vi sono gli orifizi del canale naso-frontale e delle cellule etmoidali
anteriori.
Il meato Superiore è in rapporto con il labirinto etmoidale e in esso drenano le cellule etmoidali
posteriori

Anatomia dei seni paranasali

I seni paranasali comprendono:

● il seno etmoidale (cepi poshte syrit)


● il seno frontale (siper vetulles)
● il seno mascellare (nofulla)
● il seno sfenoidale (cepi siper syrit)

Si tratta di cavità aeree scavate nella scatola cranica, pari e simmetriche, tutte comunicanti con
le cavità nasali .
Lo sviluppo dei seni paranasali avviene Soprattutto dopo la nascita. i seni mascellare e
etmoidale sono già presenti alla nascita e raggiungono una dimensione simile a quella
dell'adulto verso i 4-6 anni, il seno frontale si sviluppa a partire dall'età di un anno, il seno
sfenoidale, infine inizia a svilupparsi verso i 3 anni di età.

La vascolarizzazione arteriosa dei seni paranasali è sostenuta da Rami delle carotidi esterna è
interna. Il seno mascellare e irrorato dai rami infraorbitale e alveolare dell’arteria mascellare
interna, il seno sfenoidale dal ramo faringeo superiore dell'arteria palatina discendente
anch'essa ramo dell'arteria mascellare interna. Le arterie etmoidali anteriori e posteriori,
provenienti dall oftalmica vascolarizzano i seni frontali, il labirinto etmoidale e la cavità nasale.
Il seno o labirinto etmoidale alla forma di parallelepipedo, con asse Maggiore a direzione Antero
posteriore è interposto fra l'orbita e la fossa nasale ed è costituita da un insieme di cellule
aerate. Esso è separato dalla fossa cranica anteriore da una sottile lamina ossea detta lamina
cribra.
Il seno frontale scavato nel ossea frontale superiormente alla cavità orbitaria, e spesso
asimmetrico per la posizione assunta dal setto Inter sinusale e può avere dimensioni molto
variabili. Ogni seno frontale possiede una parete anteriore e una posteriore, in rapporto con il
lobo frontale dell'encefalo punto nella parete inferiore o pavimento si distingue una parte
laterale do orbitaria è una parte interna od etmoido nasale. Nella parte etmoido nasale si apre
l'orifizio interno del canale naso frontale.

Il seno mascellare o antro di Higmoro ha una forma paragonabile a una piramide


quadrangolare e possiede quattro pareti:

Anteriore che corrisponde alla fossa canina


Superiore od orbitaria in cui decorre il canale del nervo infraorbitario
Posteriore in rapporto con la fossa pterigopalatina, ove è contenuta l'arteria mascellare interna
Inferiore che corrisponde al processo alveolare del mascellare Superiore

I semi sfenoidali sono separati l'uno dall'altro da un setto Antero posteriore spesso non
esattamente mediano.

Fisiologia del naso e dei seni paranasali


Il naso e i seni paranasali svolgono le seguenti funzioni:
● Respiratoria
● Detersiva
● Difensiva
● Di condizionamento dell'aria inspirata
● Fonatoria
● Riflessogena
● Olfatoria

Rinomanometria
Fornisce la misurazione simultanea del flusso aereo della pressione esercitata dallo stesso nel
passaggio attraverso le fosse nasali . La tecnica piu usata e la rinomanometria anteriore attiva
(RAA) , cosi definita perche la misuraizione avviene durante la respirazione normale e la
differenza di pressione e misurata a livello della narice non respirante . Pressione e flusso
nasale sono registrati in un grafico a 4 quadranti in quelli di destra si trovano i valori relativi alla
cavita destra , in quelli di sinistra della cavita sinstra , Sull’asse delle ordinate sono riportati i
valori di flusso , su quello delle ascisse i gradienti pressori . L’insipirazione , infine , e registratta
sul lato destro , l’espirezione a sinistra .IL tracciato normale consiste in un disegno a farfalla che
tende all’asse delle ordinate ,mentre in caso di ostruzione nasale il disegno a farfalla si presenta
stretto vicino all’asse delle ascisse

DIAGNOSI

Secondo le linee guida 2016 dell'Accademia Italiana di Rinologia l'iter diagnostica prevede :

| livello : Anamnesi , endoscopia , questionario

|| livello : Olfattometria , skin prick test , citologia nasale , rinomanometria , gustometria

||| livello : TC , RM , consulenze , esami ematici

|||| livello : Potenziali evocati olfattivi

Epistasi
Sanguinamento dal naso

Cause locali : Traumi (il dito nel naso ) , infiammazione o infezione locale , tumori intranasali ,
malformazioni vascolare
Cause sistemiche : Aterosclerosi , coagulopathie , alcolismo , farmaci antiaggreganti e
anticoagulanti , fans .
Trattamento :si applica un vasocostrittore topico e si aspirano i coaguli e si esamina la fossa
nasale tramite rinoscopia anteriore per localizzare il punto sanguinante e trattarlo . ( Se si
localizza il punto di sanguinamento 1- Compressione digitale 2- Cauterizzazione con nitrato
d’argento 3- Elettrocoagulazione ) /// ( Se non si localizza il sanguinamento 4- Tamponamento
nasale anteriore con garze tagliate , spugne tipo MEROCEL , materiale emostatici – occorre
provvedere a una copertura antibiotica . 5- Tamponamento posteriore con utilizzo di un
tampone con pallone emostatico posteriore tipo Epistat o catetere di Foley . 6- Interventi #
Chirurgia endoscopica rinosinusale # Embolizzazione Arteriosa # Legatura Arteriosa ) In caso di
emorragia intensa e importante valutare la necessità di ripristino della volemia o di emoderivati .

Rinite

La rinite e l'infiammazione della mucosa nase , si classificano in base all’eziologia e si


suddividono in acute e croniche in base all durata

1-Rinite acuta specifica : E la più frequente causato da agente virale ( rinovirus ) , si presenta
con insufficienza respiratoria nasale , rinorrea sierosa con colore verdastro , diminuzione
transitoria dell’olfatto . La diagnosi si fa con rinoscopia e dimostrerà una mucosa rossa ed
edematosa . Trattamento : Antipiretici e decongestionanti .
2- Rinite vasomotoria : Si verifica a causa di un’alterazione nella regolazione del sistema
vegetativo ( simpatico/parasimpatico) della vascolarizzazione nasale , per cui la mucosa diventa
ipersecretiva ed edematosa

3- Rinite allergica : Reazione di ipersensibilità di tipo 1 mediata da igE . Si distinguono in


Stagionali ( pollini , febbre da fieno ect) e Perenne ( parassiti , alimenti , polvere , allergie
occupazionali ) . Clinica: Insufficienza respiratoria nasale stagionale o perenne , starnuti ,
rinorrea sierosa e prurito oculo nasale . Esplorazione : Rinoscopio e Endoscopia .
Trattamento : Evitando l’allergene , (Lavaggi nasali con soluzione fisiologica , antistaminici e
corticosteroidi ) e immunoterapia .

4- Rinite non allergica (cellulare ) : Causa sconosciuta . Diagnosi : Reperti di laboratorio ,


anomalia della citologia nasale con incremento degli eosinofili NARES , o dei mastociti NARMA
o degli eosinofili che dei mastociti NARESMA . Trattamento : corticosteroidi per via inalatoria ,
antistaminici

5- Rinite Farmacologica : compare una ipertrofia della mucosa nasale dovuta a riniti acute
ripetute . Clinica : ostruzione nasale da ipertrofia dei turbinati , iposmia e rinolia chiusa .
Diagnosi : Rinoscopia , se non migliora con il trattamento medico , si esegue una chirurgia sui
turbinati ( turbinectomia , cauterizzazione , radiofrequenza )

6- ‘’ Sindrome del Naso Vuoto ‘’ : e una rinite iatrogena , conseguenza di un esagerato


trattamento chirurgico destinato ad ampliare le fosse nasali con la rimozioni completa o parziale
dei turbinati inferiori o medici . Questo determina un flusso di aria nelle fosse nasali turbolento
che provoca modificazioni dell’olfatto , alterata percezione degli odori (cacosmia) il continuo
bisogno di forzare l’inspirazione e puo’ portare a casi di disagio psichico . Clinica : Dispnea ,
croste maleodoranti , cefalee e problematiche a carico della tuba dell’orecchio medio .
Trattamento : Generalmente chirurgico con lo scopo di ricostruire i turbinati .

Rinosinusite

Per rinosinusite si intende genericamente un’infiammazione dei seni paranasali.k

Le cause di rinosinusite con e senza poliposi nasale sono molteplici e per certi versi ancora
ignote. Sensibilizzazione allergica, asma bronchiale, malattie sistemiche come la fibrosi cistica,
la sindrome di Kartagener o la malattia delle cilia immobili e vasculiti possono rappresentare un
fattore causale. La rappresentazione della popolazione cellulare della mucosa di naso e seni
paranasali, oggi valutabile con la citologia nasale, può rappresentare anch’essa un fattore
causale, così come la variabilità anatomica delle vie di drenaggio fra naso e seni paranasali.

I sintomi della rinosinusite includono:

● Ostruzione respiratoria nasale con congestione nasale


● Rinorrea anteriore
● Rinorrea posteriore
● Cefalalgia
● Iposmia e disgeusia
● Tosse
● Alito cattivo (alitosi)
● Cacosmia
● Ovattamento auricolare
● Febbre

La diagnosi di rinosinusite è clinica. Il racconto anamnestico indirizza verso la diagnosi e


l’endoscopia della fosse nasali con evidenza di essudato purulento a provenienza dalla vie di
drenaggio dei seni paranasali la conferma. Questo semplice esame ha completamente
sostituito la RX dei seni paranasali, che deve essere considerato un esame obsoleto. La TC del
massiccio facciale in proiezione assiale e coronale senza mezzo di contrasto è indispensabile.

Poliposi

Neoformazioni benigne che crescono a partire dalla mucosa che circonda l’etmoide e il
turbinato medio, in conseguenza di meccanismi infiammatori e in molti casi associati a fenomeni
allergici . Clinica : simile alle riniti allergiche ( ostruzione nasale , epifora , rinorrea , voce
iponasale , anosmia) Puo provocare sinusite cronica ( da ostruzione dei meati dei seni)
Diagnosi : Rinoscopia / Endoscopia Nasale Trattamento : Inizialmente di tipo medico
(corticosteroidi topici e sistemici , lavaggi nasali , antistaminici ) tranne nel caso del polipo antro-
coanale o di Kilian dove e chirurgico da subito .Il trattamento chirurgico si limita ai casi
resistenti. La percentuale delle recidive e elevato ma l’uso di corticosteroidi nasali riduce questo
numero .

Osteoma e mucocele

L’osteoma e il secondo tumore piu frequente dopo i polipi . Sia l’osteoma si il mucocele
( raccolta di secrezione mucosa che lentamente ma progressivamente aumento di volume )
sono localizzati piu frequentemente nel seno frontale e poi nell'etmoide . Clinica : possono
essere asintomatici fino a scatenare una cefalea intensa .Diagnosi : Negli esami di imaging
l’osteoma evidenzia densità ossea , mentre il mucocele mostra densità delle parti molli ., esiste
anche una predisposizione familiare nel caso dell’osteoma , così come una stretta correlazione
con microtraumi ripetuti . Complicanze : La complicanza principale delle due patologie e
l’erosione della parete orbitaria e possibili conseguente esoftalmo ,Trattamento : In entrambi i
casi e chirurgico .

Papilloma Invertito

Si trattò di un tumore premaligno perche nel 10% puo degenerare in un carcinoma


epidermoide . Si dovrà sospettare in presenza di un maschio di mezza eta 50-60 anni con
ostruzione nasale ed epistasi unilaterale . Diagnosi : Esplorazione radiologica dovea mostra una
velatura derivante da un turbinato e dal meato medio che si estende fino a uno o piu seni con
discreta distruzione ossea . La diagnosi definitiva e data dall’anatomia patologica del reperto .
Trattamento : Chirurgico , con ampi margini di resezione . Ha una % elevata di recidive.

Sinusite :
La sinusite e’ un’infiammazione dei seni paranasali, principalmente causata da allergia o
infezione virale o batterica ( Streptococcus pneumoniae , Haemophilus influenzae ,
Streptococcus B emolitica e Staphylococcus sp) In ordine di frequenza colpisce i seni à
mascellare , etmoidale , frontale e sfenoidale .

Clinica
● ACUTA < 4SETTIMANE ;
● SUBACUTA 4-12 SETTIMANE ;
● CRONICA > 12 SETTIMANE .

Acuta : cefalea intensa , soprattutto mattutina , dolore facciale e febbre .

Cronica : Segni più silenti come insufficienza nasale , iposmia e rinorrea purulenta.

Diagnosi :

● Anamnesi ,
● Rinoscopia , endoscopia nasale
● TC e l’esame di elezione nelle situazioni acute o croniche .

Trattamento :

Si basa su antinfiammatori , antibioticoterapia ( amoxicillina acido clavulanico per 10-15 giorni in


quelle acute e di 4 settimane in quelle croniche ) e trattamento topico ( corticosteroidi e
vasocostrittori inalanti ) .
Sara chirurgico nelle sinusiti croniche quando fallisce il trattamento medico e nelle sinusiti acute
con complicanze o recidive .

Complicanze possibili della sinusite sono la degenerazione in sinusite cronica, la formazione di


ascessi, la resistenza batterica agli antibiotici, osteomielite, una trombosi o tromboflebite dei
seni venosi cranici.

Tumori Naso – Sinusali :

Tumori poco frequenti (1% di tutte le neoplasie maligne). Nell 85% dei casi e’ stata evidenziata
l’associazione dell’adenocarcinoma con l’esposizione professionale a polveri di legno duro
come nei falegnami . Frequenza : Seno mascellare , fosse nasali , e seno etmoidale. Clinica :
Generali à rinorrea purulenta o siero sanguinolenta . ; In base alla sede . Diagnosi :TC à Studia
meglio l’interessamento/erosione dell’osso corticale RM à Discrimina meglio tra
muscolo/tessuto infiammatorio/ tessuto neoplastico e l;invasione perineurale della dura e della
periorbita. Biopsia à fornisce l’anatomia patologica del tumore Trattamento : In base all
gradazione e tipo del tumore , si può intervenire chirurgicamente oppure con chemioterapia
neoadiuvante.

Vertigini
Le vertigini sono un tipo di capogiro avvertito come una falsa sensazione di movimento. Al
soggetto spesso sembra che egli stesso, l’ambiente o entrambi stiano girando. La sensazione è
simile a quella che hanno i bambini quando girano continuamente su se stessi, si fermano
all’improvviso e vedono girare ciò che li circonda. Occasionalmente, i soggetti si sentono
semplicemente trascinati da un lato. Le vertigini non sono una diagnosi. Si tratta della
descrizione di una sensazione.

I soggetti con vertigini possono anche presentare nausea e vomito, difficoltà di equilibrio e/o
problemi a camminare. Alcuni presentano una contrazione ritmica degli occhi (nistagmo)
durante un episodio di vertigini.

Spesso, i termini “capogiri” e “vertigini” sono recepiti in modo diverso, forse perché queste
sensazioni sono difficili da descrivere a parole. Inoltre, il soggetto può descrivere le proprie
sensazioni in modo differente in momenti diversi. Per esempio, a volte le sensazioni possono
sembrare di stordimento, mentre altre volte di vertigine.

In qualunque modo siano descritte, queste sensazioni possono essere preoccupanti e perfino
debilitanti, soprattutto se accompagnate da nausea e vomito. I sintomi causano problemi
particolari per le persone che eseguono compiti pericolosi o di precisione, come autisti, piloti
d’aereo od operatori di macchinari pesanti.

Anatomia dell’orecchio

L’organo dell’udito, sotto il profilo anatomo-funzionale, è composto da sistema di trasmissione


dell’energia meccanica vibratoria, dal sistema che la trasforma in energia nervosa ed al sistema
che la trasferisce alla corteccia del lobo temporale, o viene trasformata in sensazione acustica.

Le parti anatomiche che partecipano alla funzione uditiva sono:


● Orecchio esterno
● Orecchio medio
● Orecchio interno
● Nervo acustico
● Vie uditive centrali
Orecchio esterno

È composto dal padiglione auricolare ed al condotto uditivo esterno.


Il padiglione auricolare è costituito da un lembo di cartilagine a forma di Conca è ricoperto da
cute, che si proietta i lati del Capo. Al centro del padiglione auricolare si apre l’orifizio del
condotto uditivo esterno.
Il condotto uditivo esterno è un canale che si estende in profondità per circa 24 mm la cui
struttura è fibro-cartilaginea nel terzo canale e le ossa nei due terzi mediali.
Il punto di passaggio tra parte ossea e cartilaginea è caratterizzato da un restringimento, detto
istmo.
Ha una forma ellittica è un decorso non perfettamente rettilineo in quanto caratterizzato da una
curvatura verso l’avanti e il basso
In profondità il condotto uditivo esterno è chiuso dalla membrana timpanica ed è rivestito in tutto
il suo decorso, compresa la superficie esterna del timpano, da cute.

Orecchio medio

Orecchio medio suddiviso in


● Tuba uditiva o di Eustachio
● Cassa del timpano
● Apparato mastoideo

La tuba di Eustachio è un canale che pone in comunicazione la rinofaringe con la cassa del
timpano . E‘ costituito da un canale osseo nel suo terzo più vicino alla cavità dell'orecchio
medio, e fibrocartilagineo, nei suoi due terzi più vicino alla rinofaringe..

La cassa del timpano è una fessura appiattita a forma di lente biconcava, Vi si distinguono due
pareti, laterale e mediale è una circonferenza suddivisa in quattro pareti: anteriore, posteriore,
superiore, Inferiore.
Nella membrana del timpano si riconoscono due parti:
● La pars tensa più estesa in cui è presente lo strato fibroso;
● La pars flaccida che costituisce la porzione superiore della membrana timpanica
Caratterizzata dalla mancanza dello strato fibroso.

La cavità dell'orecchio medio può essere suddivisa in cinque regioni:


● Atrio rappresentanto dalla parte di cassa timpanica che può essere esaminata
attraverso il condotto uditivo esterno : l'atrio contiene il manico del martello, parte del
processo lungo dell'incudine e Il capitello della staffa.
● Epitimpano o attico, localizzato dalla parte più alta della cassa del timpano è delimitato
lateralmente dal muro della loggetta, Sukhumi si inserisce la pars flaccida della
membrana timpanica : le epitimpano contiene la testa del martello e il corpo e l'apofisi
breve dell’incudine.
● Protimpano, cavità vuota posta anteriormente in cui si apre la tuba di Eustachio.
● Ipotimpano, cavità vuota posta inferiormente.
● Retro Timpano, cavità della morfologia estremamente complessa posta nella parte più
posteriore della cassa del timpano è in cui si trovano le due finestre ovale è rotonda e, e
la staffa.

A eccezione del atrio e talvolta di parte del retro timpano, tutte le restanti regioni dell'orecchio
medio non possono essere visualizzate dall'ispezione attraverso il condotto uditivo esterno
otoscopia : per la loro esplorazione è necessaria ricorrere a indagini radiologiche o a particolari
approcci chirurgici.

Gli ossicini sono sottoposti all'azione di due piccoli muscoli:


● il tensore del timpano che si inserisce medialmente al collo del martello
● Lo stapedio che si inserisce sulla crusposteriore della staffa .

Orecchio interno

L'orecchio interno è il compartimento più profondo dell'orecchio.


Preceduto dall'orecchio medio e ancor prima dall'orecchio esterno, l'orecchio interno si occupa
di ultimare il processo di percezione dei suoni e di garantire il senso dell'equilibrio, sia quando
l'essere umano è fermo sia quando si muove.
L'orecchio interno consta di tre elementi principali: l'apparato vestibolare, che è l'organo
deputato all'equilibrio, la coclea, che è la struttura preposta alla funzione uditiva, e il labirinto
osseo, che è la cavità dell'osso temporale incaricata di contenere e proteggere i due elementi
precedenti.
L'orecchio interno può essere oggetto di varie patologie, tra cui la labirintite e la sindrome di
Ménière.
Malattia di Ménière

La malattia di Ménière è una patologia dell'orecchio interno, che causa vertigini, ipoacusia
neurosensoriale fluttuante e acufeni. Non esiste un esame diagnostico affidabile. Le vertigini e
la nausea sono trattate sintomaticamente con anticolinergici o benzodiazepine durante gli
attacchi acuti.

Otodinia

È un dolore auricolare secondario a una patologia a carico dell'orecchio esterno o medio.


Si accompagna sempre a ipoacusia, a causa della notevole sensibilità dell'orecchio esterno e
medio, l’otodonia e spesso di notevole intensità.

Acufeni / Acusia
Sono caratterizzati da percezioni Sonore in assenza di stimolazione acustica
Si differenziano in :

● Vascolare
● Tubarica
● Muscolare
● Articolare

La malattia di Raynaud

La malattia di Raynaud è un disturbo raro dei vasi sanguigni presenti nelle dita delle mani e dei
piedi. I vasi sanguigni si restringono quando una persona sente freddo o è stressata, cosa che
fa sì che il sangue non sia in grado di raggiungere la superficie della pelle. Le aree interessate
diventano bianche o blu. Quando il flusso sanguigno ritorna la pelle si arrossa e si avvertono
pulsazioni e formicolio.
La malattia di Raynaud colpisce la circolazione sanguigna e i sintomi possono durare da pochi
minuti a poche ore. I sintomi, che in genere colpiscono le dita delle dita e dei piedi, includono:

● Cambiamento di colore: diventano blu


● Dolore
● Intorpidimento
● Sensazione di formicolio
● Difficoltà a muovere l’area interessata
● Possono essere colpiti anche le orecchie, il naso, le labbra ed i capezzoli
In casi rari la malattia di Raynaud potrebbe essere un segno di una condizione più grave, come
l’artrite reumatoide o il lupus.

Malattie reumatiche

Le malattie reumatiche sono patologie caratterizzate dall'infiammazione di articolazioni, muscoli


e talvolta organi interni.

I sintomi più comuni delle malattie reumatiche dipendono dalla sede colpita. Per esempio
possono manifestarsi con l'artrite (dolore, gonfiore e rigidità delle articolazioni colpite), sintomi
da coinvolgimento degli organi interni (per esempio, difficoltà a respirare, incapacità a ingerire i
cibi, insufficienza renale) e sintomi da infiammazione sistemica come febbre e stanchezza
eccessiva.

La sindrome di Sjögren

La sindrome di Sjögren primaria è una malattia immunologica caratterizzata principalmente da


secchezza orale e oculare, ma può coinvolgere anche altri organi e apparati, come il sistema
nervoso centrale e periferico e le articolazioni. Ne esiste anche una forma secondaria, con
segni e sintomi tipici di altre malattie reumatologiche. Colpisce in genere le donne tra i trenta e i
cinquant’anni.

I sintomi caratteristici sono sensazione di bocca e occhi secchi. Si possono associare


congiuntiviti e parodontopatie, ingrossamento delle ghiandole salivari, soprattutto delle parotidi,
tosse secca, secchezza di cute e organi genitali. Altre manifestazioni comprendono artralgie,
parestesie, astenia, vasculite cutanea.

Colesteatoma

Un colesteatoma è una crescita anormale della pelle nell'orecchio medio, dietro la membrana
del timpano, che di solito si sviluppa sotto forma di cisti o tasche che rilasciano strati di vecchia
pelle. Nel tempo può crescere e distruggere le ossa dell'orecchio medio adiacenti o altre
strutture dell'orecchio. Rappresenta inoltre un'alterazione in grado di distruggere una parte della
mucosa dell'orecchio medio. Questa malattia genera cellule epiteliali morte che, quando
entrano in contatto con la mucosa in cui si trova, si infettano facilmente. Il colesteatoma può
essere di diversi tipi:
● Congenito: forma rara, è presente fin dalla nascita;
● Acquisito: insorge dopo la nascita, di solito a causa di malattie croniche dell'orecchio
medio.

A sua volta, è possibile distinguere il colesteatoma acquisito in:


● Primario: tipologia più comune, si forma a causa un'alterazione cronica nella tromba di
Eustachio, che genera pressioni negative nell'orecchio medio. Lì si formano sacchi
termoretraibili, dove le cellule desquamate sono intrappolate e possono influenzare la
catena degli ossicini e l'osso temporale;
● Secondario: si verifica quando le cellule desquamate passano dall'orecchio esterno a
quello medio mediante perforazioni del timpano, in cui si accumulano e danno luogo al
colesteatoma.

Sintomi del colesteatoma

Alcuni sintomi che possono derivare da tale crescita possono essere:


● Perdita dell'udito
● Perdita di equilibrio
● Vertigini
● Paralisi
● Disfunzione muscolare facciale

Diagnosi per il colesteatoma

Un esame dell'orecchio può diagnosticare una sacca o un'apertura, detta anche perforazione,
nel timpano, con secrezione costante. La conservazione delle vecchie cellule della pelle può
essere osservata con un microscopio o un otoscopio, strumenti speciali usati per esaminare
l'orecchio. Inoltre possono essere effettuati i seguenti test per escludere altre cause di vertigine
come:
● Tomografia computerizzata
● Electronistagmografía

Quali sono le cause del colesteatoma?

Sebbene possa essere congenito, in genere il colesteatoma insorge a causa di infezioni


dell'orecchio. Il funzionamento della tromba di Eustachio compensa la pressione nell'orecchio
medio, ma quando non funziona bene la pressione negativa può accumularsi e spingere parte
della membrana timpanica nell'orecchio medio. Questo crea una sacca o una cisti con pelle
vecchia e altri materiali di scarto: il colesteatoma. La cisti può crescere o infettarsi e causare la
rottura delle ossa dell'orecchio medio o di diverse strutture dell'orecchio. Questi danni
potrebbero influenzare l'udito, l'equilibrio e possibilmente il funzionamento dei muscoli facciali.

Pertanto, i principali fattori di rischio sono:

● Storia dell'otite media ricorrente


● Malformazioni craniofacciali
● Storia familiare di patologie nell'orecchio medio
● Sindrome di Down
● Sindrome di Turner
● Palatoschisi

Trattamenti per il colesteatoma

Normalmente deve essere rimosso con un intervento chirurgico, ma saranno necessari dei
controlli periodici e la pulizia dell’orecchio da parte di uno specialista. Inoltre, il colesteatoma
potrebbe manifestarsi nuovamente, rendendo necessario unsecondo intervento.

Audiometria

L'audiometria è un test che consente di valutare la capacità del sistema uditivo dell'orecchio,
con l'obiettivo di determinare se una persona sente bene. L'orecchio umano può percepire i
suoni con frequenze che vanno da 20 a 20.000 Hz.

Il test è diviso in audiometria tonale e verbale. L'audiometria tonale valuta la via aerea e la via
ossea, e in entrambi i casi implica l'esplorazione delle due orecchie separatamente, con il
paziente posto all'interno di una cabina insonorizzata ed ermeticamente chiusa.

Nell'audiometria aerea, l'individuo indossa degli auricolari e lo specialista riproduce una serie di
suoni da maggiore a minore volume fino a quando non sono più percepibili. L'ultimo suono
percepito determina la soglia uditiva, cioè fino a quale intensità il paziente può ascoltare ad una
certa frequenza. Nell'ispezione della via ossea viene applicato un vibratore dietro l'orecchio del
paziente, nel mastoide, dove riceve il suono. L'audiometria verbale viene eseguita anche con il
paziente in una cabina e con auricolari, ma invece del suono vengono emesse delle parole ad
un volume differente, che devono essere ripetute in maniera esatta.
● L'audiometria può rilevare la perdita dell'udito in età precoce. Viene eseguita quando il
paziente presenta problemi di udito.
● Durante la prova il paziente non sente alcun fastidio. La durata dell'esame varia a
seconda che sia una valutazione iniziale, che può durare tra 5 e 10 minuti, o una
valutazione dettagliata che può durare fino a quasi un'ora.
● Il test dura circa venti minuti e i risultati vengono mostrati in un grafico (audiogramma). Il
confronto dei dati ottenuti negli esami aerei e ossei consente di sapere quale parte
dell'apparato uditivo mostra il deficit (ipoacusia) e qual è il grado della perdita.
● Questo esame non comporta alcun rischio per il paziente.
● Non è necessaria alcuna preparazione particolare per eseguire il test.

Foniatria

La Foniatria è quella branca della Medicina che si occupa dello studio e della cura dei disturbi
della voce, del linguaggio e della comunicazione.

Tra le patologie trattate dal foniatra vi sono ad esempio: afasie, disfonie, disfemie, disturbi del
linguaggio primari e secondari, problemi di deglutizione e di fonetica, dislalia, ma anche disturbi
della comunicazione scritta (disgrafia).

Il foniatra interviene nel caso in cui il paziente manifesti una perdita o la mancata acquisizione
congenita del linguaggio verbale, un’alterazione nella pronuncia, delle difficoltà nella
deglutizione, delle alterazioni della voce normale o cantata o, ancora, una scorretta
articolazione delle parole dovuta a problemi neurologici, a sordità o disturbi dell’apprendimento.

Impedenzometria

Una valutazione impedenziometrica svolta da un otorino aiuta ad identificare i possibili problemi


all'apparato uditivo, e in particolare al timpano,

L'impedenziometria è un esame diagnostico obiettivo, non invasivo, che fornisce indicazioni


circa la motilità della membrana timpanica (timpanometria), la presenza o meno di versamento
endotimpanico (orecchio medio) e la presenza o meno dei riflessi stapediali, come ad esempio
può accadere nell’otosclerosi. L’esame in sé dura circa dieci minuti e si attua mediante una
particolare apparecchiatura chiamata impedenzometro.
Non necessita di alcuna procedura di preparazione; condizione necessaria è l’integrità della
membrana del timpano, l’assenza di cerume e l’assenza di secrezioni nell’orecchio (esempio
otite esterna purulenta).
L’impedenzometria si esegue, abitualmente, dopo aver effettuato la visita specialistica e
l’esame audiometrico presso qualsiasi struttura pubblica di otorinolaringoiatria o ambulatorio
privato. Il medico una volta stabilito che il condotto uditivo è libero da secrezioni o cerume, vi
introduce una piccola sonda, con terminale in gomma. La pressione erogata dalla sonda,
determinerà una serie di tracciati, visibili sull’impedenzometro che forniscono, in sequenza,
indicazioni sulle condizioni del timpano e dell’orecchio medio (timpanogramma) e della
presenza o meno dei riflessi stapediali. Il costo dell’esame impedenzometrico varia in base alle
tariffe applicate dai singoli specialisti privati e, in regime di Sistema Sanitario Nazionale, dal
pagamento del ticket regionale o completa esenzione per chi ne ha diritto.

Risultati e timpanogramma

L’esame impedenzometrico serve a valutare la resistenza che le strutture dell’orecchio medio


(membrana timpanica e catena degli ossicini) oppongono al passaggio dell’energia meccanica
vibratoria (onde sonore) dall’aria ai liquidi presenti nella coclea. Fornisce, quindi, specifiche
indicazioni sul funzionamento dell’orecchio medio (sistema timpano-ossiculare).
È un esame atto a identificare eventuali problemi di udito determinati da patologie dell’orecchio
medio (es. otite media catarrale, timpanosclerosi, otosclerosi ecc.), non invasivo e di facile
esecuzione. Generalmente l’impedenzometria viene suddivisa in timpanometria e studio del
riflesso stapediale. La timpanometria si effettua inserendo una sonda dotata di un gommino
morbido necessario per la perfetta tenuta nel condotto uditivo esterno. Si ricava un grafico detto
timpanogramma (visibile come una curva a forma di campana) che è il valore esatto della
pressione esistente nell’orecchio medio. La rappresentazione grafica della curva
timpanometrica, permette allo specialista di avere utili indicazioni circa lo stato dell’orecchio
medio.

Generalmente le curve che si ottengono vengono distinte in:


● timpanogramma di tipo A (curva a campana, normale con picco sullo zero);
● timpanogramma di tipo B (piatta, segno di aumentata rigidità, indice di versamento
endotimpanico come nel caso dell’otite media purulenta);
● timpanogramma di tipo C (curva con morfologia normale con picco spostato sui valori di
pressione negativi, tipico dell’otite media senza effusione).

Curve di tipo D ed E più rare a vedersi, sono sempre indice di patologia dell’orecchio medio. La
timpanometria consente anche l’esplorazione della funzionalità della tuba di Eustachio, mentre
lo studio del riflesso stapediale è molto utile nell’identificazione di alcuni fenomeni patologici che
possono interessare l’orecchio medio (es. otosclerosi).

Nei bambini l’esame impedenzometrico e, in particolare, il timpanogramma forniscono allo


specialista indicazioni fondamentali sulla presenza o meno di un’infiammazione dell’orecchio
medio.
Le otiti medie possono essere suddivise in catarrali e purulente e possono determinare la
presenza di un essudato mucoso, siero mucoso o purulento più o meno abbondante che
occupa in parte o totalmente l’orecchio medio (cassa del timpano). Con minore frequenza
durante i mesi estivi, le otiti medie, hanno la loro massima incidenza nella stagione invernale in
pieno periodo influenzale. L’otite media catarrale può verificarsi in qualsiasi età, anche se è più
comune nella fascia pediatrica tanto che l'80% circa dei bambini ha almeno un episodio di otite
media prima dell'età scolare.

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