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SARA SEBENICO

I MOSTRI DELLOCCIDENTE MEDIEVALE: FONTI E DIFFUSIONE DI RAZZE UMANE MOSTRUOSE, IBRIDI ED ANIMALI FANTASTICI

Universit degli studi di Trieste

2005

INDICE

Introduzione

Capitolo I
Il mostro. 1. Etimologia ed evoluzione di "mostro". 2. Il significato sociale del mostro. 2.1. Antichit classica. 2.2. Evoluzione dall'Antichit. 3. Come Antichit e Medioevo spiegavano l'origine dei mostri. 4. Una panoramica sull'atteggiamento del Medioevo verso i mostri. 5. Il meraviglioso medievale. 6. Oltre il Medioevo. 7. Un approccio allo studio dei mostri medievali. 8. Mostri nati da errori nella trasmissione scritta. 7 7 10 10 11 15 19 27 31 35 38

Capitolo II
I bestiari. 1. Il Physiologus. 2. I bestiari: evoluzione. 3. I bestiari: il simbolismo e il Cristianesimo. 4. I bestiari e le auctoritates. 5. Il Liber monstrorum de diversis generibus. 43 44 48 50 54 57

Capitolo III
La geografia del mostruoso. 1. Lo spazio come orizzonte onirico. 65 65

2. La perfezione del centro. 3. L'India delle meraviglie. 3.1. Le origini del mito e i rapporti con l'Oriente. 3.2. I Greci. 3.3. I Romani. 3.4. Il Medioevo. 4. Le Lettere sull'India. 4.1. De rebus in Oriente mirabilibus. 4.2. L'Epistola Alexandri ad Aristotelem. 4.2.1. Il Romanzo di Alessandro. 4.2.2. Il muro di Alessandro e i popoli dell'Anticristo. 4.3. La Lettera del Prete Gianni. 5. I racconti di viaggio nel Medioevo. 5.1. La Navigatio Sancti Brendani e la ricerca del Paradiso terrestre. 5.2. Marco Polo. 6. I viaggi immaginari: Jean de Mandeville. 7. I viaggi nel Rinascimento e l'eredit medievale. 8. L'Oceano.

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Capitolo IV
I mostri: uomini, animali e ibridi. Parte I: Lumanit mostruosa. 1. Le razze umane mostruose. 2. Le fonti dei mostri medievali. 2.1. Il patrimonio greco. 2.2. Le fonti orientali. 2.3. Gli autori latini. 2.4. I testi medievali. 3. Alcune ipotesi sulla vera origine delle razze mostruose. 4. I limiti dellumanit. 5. I missionari e lorigine delle razze mostruose. 109 109 109 111 111 115 117 118 119 125 131

6. Segni della volont divina. 7. Lillustrazione dei popoli esotici nei manoscritti. 8. Il Nuovo Mondo. 9. Alcuni esempi di uomini mostruosi. 9.1. Gli Acefali. 9.2. I Cinocefali. 9.3. I Panotii. 9.4. Gli Sciapodi. 10. Le razze mostruose e il resto del mondo.

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Parte II: Fauna e flora fantastiche. 11. Levoluzione della zoologia nella letteratura dotta. 11.1. Antichit e Medioevo. 11.2. Il Rinascimento. 12. Il rapporto delluomo medievale con la natura. 13. Lorigine orientale degli animali fantastici. 14. Gli animali nelle illustrazioni. 15. Animali fantastici e ibridi. 15.1. Animali compositi. 15.1.1. Il grifone. 15.1.2. I rettili: il basilisco. 15.1.3. Lunicorno. 16. LOceano e i suoi mostri. 16.1. La sirena. 17. Esempi di animali mostruosi orientali. 18. Ibridi vegetali. 18.1. Lagnello vegetale. 18.2. Le anatre vegetali. 18.3. Il wak-wak. 18.4. La mandragora.

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Capitolo V
I mostri nell'arte medievale: alcuni esempi. 1. Il brutto e il mostruoso. 2. Il simbolismo nellarte medievale. 3. Le influenze orientali sullarte medievale. 4. Larte romanica. 4.1. La scultura: i capitelli. 4.1.1. Deformazioni ed esigenze artistiche. 4.2. La chiesa di Sainte-Madeleine a Vzelay. 5. La miniatura. 5.1. Gli animali e i bestiari. 5.2. La miniatura romanica: i capilettera. 6. Larte gotica. 6.1. Le drleries. 6.1.1. I grilli. 7. Larte ai margini. 8. Oltre il Medioevo: Hieronymus Bosch. 203 204 206 210 212 214 215 216 220 220 223 225 225 228 233 236

Considerazioni finali

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Appendice Bibliografia

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Ringraziamenti

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INTRODUZIONE

I mostri ossessionano l'Occidente medievale e si ritrovano ovunque: nelle enciclopedie e nei bestiari, nei romanzi che narrano dei combattimenti degli eroi contro i mostri e nei resoconti di viaggio dei cosiddetti testimoni oculari e luomo medievale circondato dai mostri anche nelle chiese e ne sente parlare nei sermoni. Nel Medioevo il dotto e l'analfabeta condividono la credenza nell'esistenza dei mostri: il primo li conosce attraverso i libri, il secondo li vede e ne sente parlare in Chiesa. Ma cosa contribuisce a questo immaginario medievale? I mostri affondano le loro radici nei tempi pi remoti della storia dell'uomo: i mostri medievali sono il frutto della permanenza di credenze antiche, modificate da apporti esterni all'Europa, dalle tradizioni orali, da scoperte archeologiche interpretate secondo le conoscenze limitate del tempo, dal Cristianesimo, da semplici errori di copiatura, da libere interpretazioni dei testi, da contributi personali, ecc. Non si pu ridurre, quindi, il successo dei mostri durante il Medioevo a semplice ingenuit, ignoranza e ottusit, ma bisogna valutare a fondo e criticamente il fenomeno, che ha radici molto profonde e varie.

Parlare dei mostri dellOccidente medievale non stato facile, innanzitutto perch il Medioevo un periodo di tempo molto lungo e poi perch il tema dei mostri complesso e difficile da delimitare e sono moltissimi gli argomenti correlati. Il termine Medioevo si riferisce approssimativamente al millennio tra V e XV secolo, ma si tratta di una dimensione non gi obiettivamente storica, bens convenzionale e culturale, di comodo, storiografica1 e il Medioevo resta tale solo nella misura in cui ci si riferisce alla storia della Cristianit occidentale. Per questo motivo il campo della ricerca stato circoscritto ai soli mostri dellEuropa medievale, pur accennando anche alle credenze esistenti fuori dellEuropa.

Cardini 1995: 61. Inoltre, come sottolinea lo stesso autore, ha senso parlare di Occidente medievale per qualificare un periodo, una fase storica dellOccidente, ma non ha alcun senso usare lespressione Medioevo occidentale, perch il Medioevo non pu, per sua natura, che essere occidentale (ivi).

Nonostante il Medioevo sia un periodo molto lungo, non ci si limitati a esso: trattando dei mostri medievali non si potuto evitare di parlare dellAntichit greco-romana, dalla quale il Medioevo eredita la maggior parte dei mostri, e degli apporti ancora pi antichi dellOriente, n ci si fermati con la fine del Medioevo, perch alcuni mostri sono sopravvissuti fino al Rinascimento e a volte anche oltre. In questa sede si voluto fornire una panoramica il pi possibile esauriente sul complesso tema dei mostri nellOccidente medievale, rinviando gli approfondimenti alle note e alla bibliografia. Data la natura del tema trattato, la divisione degli argomenti nei diversi capitoli non rigida, anche se si cercato di dedicare ciascun capitolo a un argomento diverso.

Nel Capitolo I viene introdotto il concetto di "mostro": saranno approfonditi l'evoluzione etimologica del termine monstrum, che inizialmente si riferiva a un prodigio che fungeva da ammonimento divino, il significato attribuito al mostro e l'approccio adottato nei suoi confronti dallAntichit al Medioevo. Per capire meglio cosa l'Occidente pensava dei mostri sono stati riportati alcuni esempi delle spiegazioni formulate per giustificare la nascita di esseri umani o animali mostruosi: cera ad esempio chi si rifaceva alla religione e a divieti non rispettati, chi tentava un approccio pi scientifico, chi parlava di demoni incubi e succubi e chi sosteneva che limmaginazione e la vista della donna incinta giocava un ruolo fondamentale nella genesi di mostri ibridi. Nel Medioevo mostro non si riferisce pi solo alle nascite mostruose, ma anche alle razze umane e agli animali fantastici: pochi dubitavano della loro esistenza, perch nessuno osava contraddire le autorit del passato che ne avevano parlato. Dopo aver visto come lOccidente medievale fosse immerso nel meraviglioso, si vedr anche latteggiamento del Rinascimento verso i mostri che, da presagio divino nellAntichit a creature reali e allegorie nel Medioevo, nel XV e XVI secolo tornano a essere interpretati come presagi, perlopi funesti. Infine, vengono riportati alcuni esempi di mostri nati da errori di trascrizione, da interpretazioni etimologiche, da descrizioni inadeguate per mancanza di termini e conoscenze specifiche, ecc.

Il Capitolo II approfondisce il tema dei bestiari medievali: tutti derivavano dal Physiologus greco e si componevano di diversi capitoli, ciascuno dedicato a un animale. Ogni capitolo si divideva in due parti: nella prima era descritto il comportamento dellanimale e nella seconda era contenuto il significato simbolico corrispondente, che nei primi tempi era mistico-teologico e in seguito divent morale e allegorico. I bestiari furono importanti nel Medioevo perch costituirono un repertorio di simboli utilizzati nella predicazione e nelle arti figurative, ma nei bestiari, come nella mentalit delluomo medievale, non si faceva distinzione tra animali realmente esistenti e animali fantastici. I bestiari, infatti, non erano delle opere di carattere scientifico, perch vedevano nella Natura un insieme di simboli che rimandavano al Creatore, tanto che a volte alcune caratteristiche degli animali descritti erano alterate per rispondere meglio alle esigenze simboliche. LOccidente collocava uomini e animali mostruosi nelle zone pi remote e lontane dallEuropa e nel Capitolo III, dopo una panoramica sulla concezione spaziale e sulla rappresentazione del mondo da parte delluomo medievale, si affronter anche il tema delletnocentrismo. Per lOccidente cristiano, infatti, il centro del mondo erano Gerusalemme e lEuropa e i margini erano costituiti dallarea a nord, dallAfrica e dallAsia. Il centro rappresentava la norma e pi ci si allontanava da esso pi si era lontani dalla perfezione e pi le condizioni ambientali erano un habitat ideale per i mostri. Nel Medioevo i mostri erano relegati perlopi in India, termine che non indicava la zona occupata dallattuale Stato asiatico, ma unarea molto pi vasta e dai confini indefiniti, che comprendeva, oltre allOriente, anche lAfrica orientale e in particolare lEtiopia. Nel Capitolo III si cercher di ricostruire lorigine del mito dellOriente favoloso e della sua evoluzione dagli scrittori antichi fino agli autori medievali, che spesso si limitarono a ripetere quanto gi detto dalle auctoritates del passato. Saranno analizzati un po pi in dettaglio alcuni tra i testi pi importanti nella trasmissione e nella diffusione delle meraviglie orientali: dalle lettere che si credeva redatte nellantichit, tra cui lEpistola Alexandri ad Aristotelem, che si inserisce nellampia tradizione del Romanzo di Alessandro, alla letteratura di viaggio. Nei loro resoconti, infatti, i viaggiatori confermavano di aver visto o di aver sentito parlare dei mostri della tradizione, e questo si aspettavano di trovare leggendo i loro racconti anche i lettori europei: la carenza di

citazioni dalle auctoritates fece cadere il Milione di Marco Polo sotto il sospetto di essere un falso viaggio, perch Marco Polo non aveva visto i mostri che si credeva vivessero in Oriente. Al contrario, invece, proprio i riferimenti e la ripresa di temi dagli autori del passato contribuirono allenorme popolarit dei Viaggi di Jean de Mandeville, che in realt scrisse il suo resoconto di viaggio senza mai viaggiare. Il capitolo si conclude con i viaggi nel Rinascimento e il tentativo di adeguare le nuove scoperte ai racconti delle auctoritates scritturali e della tradizione. Il Capitolo IV studia a fondo i mostri: nella prima parte si parler delle razze umane mostruose e nella seconda parte degli animali e delle piante fantastiche. Nella prima parte si tracceranno le origini delle razze mostruose dalle fonti greche e romane integrate dagli apporti orientali e si mostrer come questo materiale sar ereditato e rielaborato dagli autori medievali. Lorigine di alcune razze mostruose pu essere ricondotta a fraintendimenti e modificazioni nel corso della tradizione scritta, a errori di percezione e a reali deformazioni fisiche, ma anche a differenze nellalimentazione, nel comportamento, nellabbigliamento e nella lingua. Durante il Medioevo furono molti i missionari che si recarono in Oriente e che si interessarono alle razze mostruose, perch credevano fosse possibile convertirle al Cristianesimo. Gi santAgostino aveva visto negli uomini mostruosi dei cristiani potenziali ed egli stato anche il primo ad affrontare direttamente il tema del rapporto tra i mostri e Dio, concludendo che tutto ci che Dio ha creato bello, ma luomo, che non pu contemplare linsieme del Creato, si lascia turbare dallapparente difformit di qualche sua parte. Infine, dopo alcuni esempi di uomini mostruosi, ne saranno analizzati quattro tra quelli pi importanti e pi rappresentativi del Medioevo: Acefali, Cinocefali, Panotii e Sciapodi, chiudendo con alcune razze mostruose cinesi e giapponesi. Nella seconda parte del capitolo, si cercher di ricostruire la storia degli animali fantastici nella zoologia da Aristotele al Rinascimento. Dopo aver mostrato come molti animali fantastici medievali abbiano origini orientali molto antiche, si passer agli esempi dei mostri veri e propri, tra i quali il grifone, il basilisco e lunicorno.

I mostri popolavano anche il mare e lOceano, che era considerato il riflesso del mondo terrestre: tutto ci che esisteva sulla terra doveva esistere anche in mare e questo spiega mostri marini come il vitello di mare, il cavallo di mare, la scrofa marina, ecc. Tra gli abitanti dellOceano viene ricordata la sirena, che subisce unimportante metamorfosi dallantichit, in cui era raffigurata come una donna-uccello, al Medioevo, quando diventa una donna-pesce. Non mancarono nel Medioevo gli ibridi vegetali, come gli alberi che producevano agnelli e anatre e quelli che producevano esseri umani. I mostri erano presenti anche nelle diverse manifestazioni artistiche, anzi, diventarono uno dei soggetti preferiti dellarte medievale e in particolare del romanico e del gotico. Lultimo capitolo dedicato allarte e mostra alcuni tra gli esempi pi significativi dei mostri nellarte romanica, come sui capitelli, sul timpano di Vzelay in Francia e nella miniatura, e nellarte gotica, dove i mostri si spostarono ai margini con i doccioni, gli stalli e le drleries, la cui fonte stata individuata nei grilli rappresentati su gemme e cammei antichi. Il capitolo si conclude con Bosch, per mostrare che i mostri non scomparirono con la fine del Medioevo. Bosch stato lartista che meglio di tutti ha saputo raccogliere leredit del Medioevo: le sue opere sono invase dai grilli gotici, che egli interpret e trasform in modo personale e originale.

Le immagini hanno giocato un ruolo fondamentale nella comunicazione del mostruoso: le illustrazioni dei mostri avevano il potere di attribuire lesistenza al diverso, invece di sottrargliela, perch da un lato limmagine del mostro si ricollegava alla tradizione, dallaltro essa rendeva concreto ci che la parola riusciva appena a evocare. Il presente testo costellato di illustrazioni, perch limmagine costituisce il modo migliore di rappresentare il mostro, che un oggetto essenzialmente visivo, per questo motivo, tutte le volte che stato possibile, parlando di un dato mostro si offerta limmagine corrispondente. In alcune occasioni si scelto di inserire un particolare dellimmagine originale, al fine di facilitare lindividuazione di un determinato mostro, come nel caso dei mappamondi, rimandando allAppendice per le Figure intere. Le didascalie che accompagnano le illustrazioni riportano il soggetto, a volte anche una breve descrizione e tra parentesi lautore e lanno dellopera da cui sono state tratte.