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Let umanistico- rinascimentale.

Fattori/contesto storico: Affermarsi della borghesia cittadina in contrapposizione alla nobilt. Signorie italiane: si sviluppa il mecenatismo per dare prestigio alle diverse corti. Formazione delle monarchie nazionali (Francia, Inghilterra, Spagna) che vede lalleanza della corona con la borghesia contro allaristocrazia che continua tuttavia a conservare molti dei suoi privilegi.

Breve definizione: con Umanesimo si intende quel vasto rinnovamento culturale che inizia nelle corti signorili italiane nella seconda met del 300 e che trova il suo apice nel 400 e 500 con il Rinascimento, un movimento culturale che interessa tutte le sfere del sapere e che si diffonder in tutta Europa. La caratteristica principale del periodo umanistico-rinascimentale la riscoperta della centralit delluomo attraverso la ricerca e la rilettura dei classici greci e latini (le humane litterae da cui deriva appunto il termine Umanesimo) nei quali si ricercava un fondamento autorevole per i nuovi valori, tra i quali lamore per la vita terrena, per la bellezza, lesaltazione della dignit delluomo e delle virt civiche che costituivano i valori vitali della nuova classe sociale emergente e che erano stati i valori fondamentali della cultura greca e latina. Alla visione medievale che poneva Dio al centro dellUniverso
e imponeva alluomo una totale sottomissione al volere e al potere della Chiesa, gli umanisti e gli uomini del Rinascimento contrappongono la centralit delluomo nelluniverso considerandolo come artefice del proprio destino, affermando la sua dignit e superiorit sugli altri esseri naturali.

Periodo:400 e 500, preceduto da Umanesimo (seconda met 1300 Dante, Petrarca, Boccaccio) Area geografica: prima nelle corti italiane (Firenze dei Medici, Venezia, Urbino, Roma dei papi) poi in tutta Europa. Settori dinfluenza: letteratura, filosofia, pittura, scultura, architettura. Capisaldi
Rapporto con i classici Medioevo Riutilizzo dei testi classici per finalit religiose (furto sacro di S. Agostino) Umanesimo/Rinascimento Riscoperta dei classici nella loro originalit e dei loro valori terreni (lamore per la vita terrena, la bellezza, la dignit delluomo e delle virt civiche. (si sviluppa la filologia, vedi Lorenzo Valla su La falsa donazione di Costantino). Uomo al centro del mondo (Umanesimo) Uomo come copula mundi (Marsilio Ficino), uomo come unione, mediet fra Dio e creato. Homo faber fortunae sue (Leon Battista Alberti) uomo come artefice del suo destino, predominio delle capacit delluomo sul destino. Maggiore dignit delluomo (Pico della Mirandola). Per luomo vi sono s dei limiti in natura ma con il suo sapere ed il suo fare egli pu superarli. Non siamo ancora al momento in cui nasce la scienza moderna ma rispetto al medioevo vi una maggiore volont da parte delluomo di capire la natura e i suoi segreti. Natura pu essere controllata dalluomo (magia/alchimia): luomo pensa di poter incidere sulla natura, conoscerne i segreti, le forze occulte e controllarla (magia/alchimia). Ci non significa rinnegare Dio e la sua potenza ma la conoscenza della natura, in quanto creato, diventa un modo per approssimarsi a Dio. Maggiore attenzione per la conoscenza della natura umana (Andrea Vesalio, Leonardo) anche nella pittura (primavera di Botticelli). Corpo come spazio da esplorare e conoscere (Leonardo, studi sul corpo umano)

Rapporto uomo/Dio

Dio al centro del mondo. Forte interesse per il divino ma incapacit delluomo nellincidere sul suo destino e sulle forze che lo dominano (vedi Dante). Uomo visto come creatura debole e peccatrice.

Uomo/Natura

Natura controllata dal divino e dalle forze del maligno. Essa non a disposizione delluomo ma ordine divino al quale luomo deve adeguarsi. Ad esempio leconomia agraria del medioevo dipendeva strettamente dagli eventi naturali: la natura era considerata come qualcosa di non controllabile e di fronte alle calamit (siccit, carestie, epidemie, fame) si poteva rispondere solamente con la preghiera indirizzata verso Dio o verso i santi. Ne risultava una mentalit fatalista secondo la quale solo Dio poteva controllare la natura e alluomo non restava che accettare il destino da Dio voluto.

Uomo/corpo

Corpo come fonte del peccato

Uomo/cultura

Cultura asservita alla teologia (philosophia ancillae theologiae). La ragione deve spiegare il divino

Uomo/storia

Lettura religiosa della storia. Appiattimento della storia: i classici vengono letti decontestualizzandoli dalla loro epoca.

Uomo/lingua Uomo/parola divina

Affermarsi del volgare A parola di Dio rivolta agli uomini ma la Chiesa che si fa interprete esclusivo di tale parola e la diffonde fra gli uomini

Uomo/Spazio

Lo spazio considerato soprattutto quello terrestre. Il mondo ristretto, gli europei conoscono solo i territori corrispondenti allodierna area europea e poco sanno di ci che vi sta oltre.

La cultura si emancipa dalla religione la filosofia smette di essere ancilla theologiae per diventare disciplina autonoma. Ideale del genio universale (Leonardo Da Vinci), uomo libero da pregiudizi, versatile, aperto ad ogni esperienza, studioso della natura e delluomo. Nascita della prospettiva storica, lo studio degli antichi deve essere condotto come tale. Attenzione per loriginalit dei testi e del pensiero degli antichi, nascono editori (Aldo Manunzio a Venezia) che attraverso la stampa a caratteri mobili (invenzione di Gutemberg 1450) pubblicano i testi degli antichi classici greci e latini. Rimane una lettura religiosa della storia ma si elabora il concetto di modernit e con essa si afferma la nozione di Medioevo (tripartizione della storia). In pittura nasce la prospettiva. Uso del latino come strumento di avvicinamento agli antichi e come lingua universale di condivisione. La riscoperta dei classici significa anche riscoperta della parola originale di Dio, della lettura de retta di ci che ha comunicato agli uomini. E proprio a partire dal 300 con John Whucliffe che iniziano le traduzioni della bibbia in volgare, diventando poi sistematiche con Lutero e la diffusione del protestantesimo. Il mare diventa un nuovo orizzonte di scoperte. Luomo amplia la conoscenza degli spazi, nuove scoperte geografiche.

Machiavelli e la nascita della politica nel Rinascimento: Machiavelli (Il principe, 1513): 1 Forma le sue teorie politiche sulla base di: 1.1 Studio dellantichit romana 1.2 Esperienza diretta nella politica internazionale 2 Premesse: 2.1 Luomo non cambia (natura malvagia dell'uomo): 2.2 La storia fonte di esempi per la politica e il governo (forte uso di esempi concreti) 3 Conseguenze: possibile studiare le opere degli antichi (storici latini) e la politica (Roma antica) per trarne delle leggi di comportamento valide in tutte le epoche: 3.1 Si deve studiare la realt fattuale e non proiettare i propri desideri nella politica: la realt ci dice che lo Stato esiste e va studiato per come esso . 3.2 Fortuna incide per met sulle sorti di uno Stato. 3.3 I caratteri fondamentali del principe: 3.3.1 Forte come un leone e astuto come una volpe: capace di dominare la fortuna con l'astuzia (uso della dissimulazione, prudenza) ma anche con la forza; 3.3.2 Bisogna sempre valutare se i mezzi sono adeguati ai fini che si vogliono raggiungere (grossolanamente associato a: Il fine giustifica i mezzi, fra se non di Machiavelli) 4 Scoperta della politica: la politica una disciplina autonoma da ogni altra sfera della vita spirituale dell'uomo; 4.1 morale, religione devono essere piegate alle esigenze della politica, devono essere instrumentum regni 4.2 Violenza: sempre legittima per mantenere e rafforzare il potere del Regno

Esercizio: dopo aver studiato il periodo rinascimentale ed i suoi capisaldi, confrontali con il pensiero di Machiavelli, individua le similitudini e le eventuali differenze e scrivi un testo dal titolo Machiavelli uomo del Rinascimento.