UNA TENSIONE INESSENZIALE
CAPITOLO 1
-Il problema della sociologia sta proprio nel suo oggetto di studio in quanto
non é scientificamente provabile ed é soggetto a moltissime variazioni.
GALILEO aveva spostato l’attenzione scientifica dall’oggetto alle proprietà di
tale oggetto così si è sviluppata la “tesi della doppia residenza”, qualità
primarie risiedono nell’oggetto (oggettive) e quelle secondarie nella mente
dell’osservatore dell’oggetto (soggettive).
In contrapposizione a Galileo abbiamo PEARSON il quale ci parla
dell’Interosggettività andando contro al criterio di soggettività e oggettività.
Secondo Galileo era importante stabilire dei rapporti matematici tra le diverse
proprietà del fenomeno studiato; riprendendo questo GEYMONAT sostiene
che bisogna far corrispondere a ogni fenomeno un particolare numero.
Secondo la teoria neoplatonica e neopitagorica ciò avveniva grazie al valore
magico e simbolico, invece secondo Galileo attraverso la misura dei
fenomeni stessi (solo la misura fa compenetrare esperienza e matematica);
infatti Galileo nelle sue opere accompagna la descrizione del fenomeno con
l’illustrazione delle tecniche e degli strumenti usati.
Secondo GEYMONAT gli strumenti utilizzati da Galileo erano ROZZI e
APPROSSIMATIVI, non davano una misura effettiva del fenomeno studiato.
-Difficoltà nel passaggio dall’aspetto teorica a quello empirica—> ci aiuta P.F.
LAZARSFELD
Secondo lui nessuna scienza studia il suo oggetto nella sua interezza ma ne
sceglie alcune PROPRIETÀ, però è importante la modalità di scelta e
soprattutto il fatto che tra i membri della comunità scientifica ci sia d’accordo
sul significato.
HEMPEL ci parla del “requisito dell’univoca eliminabilità” e questo impedisce
che ci siano 2 definizioni differenti dello stesso termine che potrebbero
portare a contraddizioni.
Il significato di un termine scientifico deve essere IDENTICO PER OGNI
MEMBRO della comunità e questo non può essere soddisfatto dal linguaggio
naturale ma abbiamo bisogno di un linguaggio artificiale che è alla base del
linguaggio usato nelle scienze naturali perché i membri della comunità si
mettono d’accordo sul significato da attribuire ai concetti scientifici.
Invece nelle scienze sociali è presente questa CONFUSIONE
TERMINOLOGICO-CONCETTUALE, in quanto diverse persone danno
significati diversi agli stessi termini.
Nel 1970 a Monaco SARTORI denunciava questa situazione cercando di
risolverla e fu aiutato ai politologi RIGGS e TEUNE e nacque così il COCTA
(Committe on Conceptual and Terminological Analysis) con l’obiettivo proprio
di risolvere questo problema terminologico-concettuale, stabilire un unico
significato di un oggetto condiviso da tutti.
Questo problema è portato anche dal carattere fluttuante della realtà sociale
perché i concetti sociologici sono legati al periodo storico e al contesto
culturale che li hanno prodotti e in queste circostanze hanno acquisito un
significato; dato che la società muta continuamente e quindi il contesto
storico-culturale cambia anche i significati di determinati concetti cambia in
relazione.
Se si vuole evitare il pericolo di una continua definizione dei termini
sociologici deve essere separato l’aspettò teorico da quello empirico di questi
termini.
-OGGI un confronto tra scienze sociali e scienze naturai NON È
REALIZZABILE.
La misurazione di una grandezza si ha quando viene confrontata con una
grandezza di RIFERIMENTO chiamata UNITÀ DI MISURA.
Uscirà fuori un numero con un simbolo che indica quale unità di misura è
stata utilizzata.
La scelta dell’unità di misura porta a dei problemi, bisogna stabilire delle
regole che dice come operazioni differenti conducono a risultati equivalenti.
Nell’amito delle scienze fisiche sono state introdotte delle convenzioni,
creando un SISTEMA INTERNAZIONALE DI UNITÀ DI MISURA (SI); con
questa invenzione ci creano ancora più distinzioni tra le scienze sociali e
quelle naturali.
Le unità di misura fondamentali del SI sono 7.
Un confronto tra scienze sociali e scienze fisiche: in sociologia non si è mai
riuscito a trovare un accordo sui termini, invece nelle scienze fisiche su sono
ottenute talmente tante opinioni da creare un sistema di unità di misura.
Ma il metodo sperimentale classico non può essere applicabile alla sociologia
perché i concetti scientifici sono di natura QUANTITATIVA mente quelli
sociologici sono di natura QUALITATIVA.
È qualcosa di molto complesso perché il processo di misurazione delle
scienze sociali avviene con due attori, chi misura e chi viene misurato quindi
inevitabilmente non è possibile utilizzare le unità di misura delle scienze
fisiche.
CAPITOLO 3
-Prime 4 Tesi
-HEMPEL——> teoria della spiegazione scientifica
EXPLANANS (C e L)
EXPLANANDUM (E)
Requisito della rilevanza esplicativa= fattori ritenuti rilevanti al fine della
spiegazione (cereria paribus) —> questi fattori devono essere selezionati.
Cominciano a sorgere i PROBLEMI per la sociologia perché la selezione di
questi fattori porta a una vera e propria complessità che viene definita
COMPLESSITÀ QUANTITATIVA.
Gli assetti generali della sociologia sono incerti, non possono essere
osservati regolarmente e la maggiore complessità dei fenomeni sociologici è
uno schema di generalizzazione imperfetto perché sono presenti troppi
fattori.
SALMON, che analizza il modello di Hemple
BLALOCK, sostiene che sarà impossibile tener conto di tutte le variabili
rilevanti.
Sia Salmon che Blalock hanno uno stampo rispettivamente ontologico e
metodologico e ad essi può opporsi un approccio deterministico.
Si basa sul fatto che tutti i sistemi incompleti devono essere ampliati e fatti
diventare certi; invece Salmon e Blalock ci parlano di “non controllabilità”.
-Una seconda forma di complessità è quella QUALITATIVA.
La difficoltà non è nel numero delle variabili ma nel numero dei valori diversi
alle variabili.
Il problema è nel contesto storico-culturale dell’oggetto di studio della
sociologia.
Fenomeni simili o uguali possono risultare differenti in base al contesto.
Infatti il Contenuto Empirico dei concetti sociologici non è FISSATO UNA
VOLTA PER TUTTE E RISULTA SEMPRE UGUALE ma DI VOLTA IN
VOLTA VA INTERPRETATO E QUINDI COSTRUITO MAGARI IN MODO
DIVERSO.
Questo anche perché lo scienze sociale osserva il concetto in base alla sua
interpretazione personale, quindi viene inserito l’aspettò soggettivo che può
cambiare di volta in volta.
La formulazione di un concerto sociologico si fonda su l’aspettò
intersoggettivo.
-La Complessità Qualitativa è basta sul fatto che gli oggetti sociali sono
collegati all’aspetto storico-culturale, quindi oggetti simili posso significare
cose diverse in corrispondenza allo spazio-tempo.
Quindi la GENERALIZZAZIONE entra in crisi.
Il linguaggio rispecchia il mondo, dato che il mondo sociale è vario anche il
linguaggio lo è e quindi non va bene per scopi scientifici perché essi hanno
un linguaggio, linguaggio della scienza, costituito da termini definiti.
Esso infatti è in grado di rappresentare il mondo esterno sotto un punto di
vista oggettivo; questo in campo delle scienze sociali non potrà mai avvenire
perché la realtà è frammentata e mutevole e quindi non possiamo avere un
unico linguaggio.
Secondo MERTON il nesso tra i fenomeni che costituiscono la spiegazione
non devono essere esclusivamente a carattere empirico o a carattere teorico,
anche perché sia i concetti ottenuti con la sola osservazione empirica sia
quelli ottenuti con la sola teoria sono soggetti a mutamento in relazione al
contesto spazio-tempo in cui vengono osservati.
WEBER ritiene che i concetti delle scienze sociali non possono essere
concetti osservanti ma si devono riferire a caratteri IDEALI che non
corrispondono alla realtà, il così detto TIPO IDEALE.
Il contributo di Weber è importante al fine della spiegazione perché affinché la
teoria risulti utile deve essere collegata ad un aspetto empirico.