Impianti Solari
Impianti Solari
Enzo BOMBARDIERI
Appunti ad uso degli studenti del corso di:
TECNICHE DI RISPARMIO ENERGETICO NEGLI EDIFICI.
UNIVERSITÀ di BERGAMO – Facoltà d’INGEGNERIA
1
Capitoli tratti dalla Tesi di Laurea di Patelli Emanuele “L’efficienza energetica nelle abitazioni di nuova generazione:
confronto tra l’impianto tradizionale ed un impianto innovativo”; relatore Prof. Ing. Enzo Bombardieri.
1
Capitolo VI
CALCOLO DELL’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PANNELLI RADIANTI
109
6.2 Le cause di malessere fisiologico
I risultati delle varie Commissioni d'inchiesta concordano nel sostenere che,
negli impianti realizzati, le condizioni di malessere fisiologico sono da addebitarsi ai
valori troppo elevati di due grandezze:
x la temperatura superficiale del pavimento;
x l'inerzia termica delle solette.
In particolare, si dimostra che per evitare sensazioni di malessere, la temperatura
superficiale del pavimento non deve superare i 28÷29°C. Al contrario, negli impianti
esaminati, si raggiungevano temperature molto più elevate, spesso superiori anche a
40°C. Si prova, inoltre, che il troppo calore accumulato nelle solette degli impianti
realizzati comporta un surriscaldamento dei locali oltre livelli fisiologicamente
accettabili. Le stesse Commissioni non emettono alcun giudizio negativo nei confronti
degli impianti a pannelli, anzi, dimostrano che questi impianti, se costruiti a bassa
temperatura superficiale e ad inerzia termica non troppo elevata, possono offrire un
comfort termico sensibilmente superiore a quello ottenibile con gli impianti a radiatori o
a convettori.
I risultati delle Commissioni costituiscono di fatto un forte disincentivo alla
realizzazione degli impianti a pannelli e si devono aspettare diversi anni prima di
assistere ad un loro significativo ritorno.
L'evento, che di nuovo richiama l'attenzione su questi impianti, è la crisi energetica
degli anni settanta. Sotto la spinta di tale crisi quasi tutti i paesi europei emanano leggi
che impongono un buon isolamento termico degli edifici. È così possibile riscaldare i
locali con minor calore e quindi (nel caso dei pannelli) con temperature a pavimento più
basse. Inoltre, nella maggior parte dei casi, il livello di isolamento imposto consente di
riscaldare i locali con temperature del pavimento inferiori a quelle fisiologicamente
ammissibili. Temperature più basse a pavimento consentono anche di ridurre l'inerzia
termica dell'impianto. Un’ulteriore riduzione dell'inerzia termica è inoltre ottenuta
realizzando pavimenti “galleggianti” con isolamento termico sia sotto i pannelli, sia
verso le pareti. E sono proprio queste novità, di ordine legislativo e tecnico, che
consentono infine di poter realizzare impianti a pannelli sicuramente affidabili e con
elevate prestazioni termiche. Attualmente in Europa i “nuovi” impianti a pannelli sono
110
realizzati soprattutto nei paesi nordici, dove conoscono un meritato “successo”
certamente dovuto ai vantaggi (di seguito analizzati) che essi possono offrire.
Benessere termico
Come evidenziato dalla curva ideale riportata (immagine 6.3.1), per poter
assicurare in un locale condizioni di benessere termico, si devono mantenere zone
leggermente più calde a pavimento e più fredde a soffitto. Gli impianti che meglio si
prestano a offrire tali condizioni sono quelli a pavimento radiante per i seguenti motivi:
x la specifica posizione (cioè a pavimento) dei pannelli;
x il fatto che essi cedono calore soprattutto per irraggiamento, evitando così il
formarsi di correnti convettive d'aria calda a soffitto e fredda a pavimento
(immagine 6.3.2 - 6.3.3).
111
Qualità dell’aria
Il riscaldamento a pannelli è in grado di evitare due inconvenienti tipici degli
impianti a corpi scaldanti:
x la combustione del pulviscolo atmosferico, che può causare senso di arsura e
irritazione alla gola;
x l'elevata circolazione di polvere, che (specie nei locali poco puliti) può esser
causa di allergie e difficoltà respiratorie.
Condizioni igieniche
Gli impianti a pannelli esercitano un'azione positiva nel mantenimento di buone
condizioni igieniche ambientali, in quanto evitano:
x il formarsi di zone umide a pavimento, sottraendo pertanto il loro ambiente
ideale ad acari e batteri;
x l'insorgere di muffe (e della relativa fauna batterica) sulle pareti che confinano
coi pavimenti caldi.
Impatto ambientale
Nelle costruzioni nuove e negli interventi di recupero con rifacimento dei
pavimenti, gli impianti a pannelli sono gli impianti a minor impatto ambientale perchè:
x non pongono vincoli di natura estetica. La non visibilità dei pannelli risulta
molto importante soprattutto quando si devono climatizzare edifici di rilievo
storico o architettonico, dove la presenza di corpi scaldanti può compromettere
l'equilibrio delle forme originali;
112
x non limitano la libertà d'arredo, consentendo così il più razionale utilizzo dello
spazio disponibile;
x non contribuiscono al degrado di intonaci, pavimenti in legno e serramenti, in
quanto:
9
non sporcano le pareti di nerofumo;
9
non consentono il formarsi di umidità a pavimento;
9
limitano sensibilmente i casi di condensa interna in quanto aumentano
la temperatura delle pareti vicine alle solette con pannelli.
Risparmio energetico
Rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali, gli impianti a pannelli
consentono apprezzabili risparmi energetici essenzialmente per due motivi:
x la maggior temperatura operante che consente (a pari temperatura ambiente)
risparmi medi variabili dal 5 al 10%;
x il minor gradiente termico tra pavimento e soffitto che comporta risparmi
energetici tanto più elevati quanto maggiore è l'altezza dei locali.
Motivi (seppur meno importanti) di risparmio energetico possono considerarsi anche:
x l'uso di basse temperature che riduce le dispersioni lungo le tubazioni;
x il non surriscaldamento delle pareti poste dietro i radiatori;
x la mancanza di moti convettivi d'aria calda sulle superfici vetrate.
113
Mediamente gli impianti a pannelli (sempre in relazione agli impianti di tipo
tradizionale) consentono un risparmio energetico variabile dal 10 al 15%.
114
x maggior impegno per la determinazione dei parametri di progetto. Infatti oltre ai
parametri necessari per determinare le dispersioni termiche dei locali, la
progettazione degli impianti a pannelli richiede anche la conoscenza dettagliata
di tutti gli elementi costruttivi che riguardano i pavimenti e le solette.
x calcoli più complessi e laboriosi, anche se in merito il maggior impegno può
essere sensibilmente ridotto con l'uso del calcolo automatico.
x minor adattamento a varianti in corso d'opera o ad impianto ultimato, in quanto
non è possibile togliere o aggiungere porzioni di pannello come invece è
possibile con i radiatori.
115
Pannelli
L'analisi delle loro principali caratteristiche si suddivide in tre parti:
a) la scelta dei tubi;
b) lo sviluppo dei pannelli;
c) la messa in opera dei tubi.
116
Lo sviluppo a serpentine conviene soprattutto in locali con forme irregolari o in
applicazioni speciali, come ad esempio nel caso di rampe antighiaccio.
I pannelli possono essere realizzati ad interasse costante oppure ad interasse variabile
con tubi più ravvicinati in corrispondenza di vetrate o pareti molto disperdenti.
Con pannelli a serpentine è necessario convogliare l'andata verso le pareti esterne per
non incrementare ulteriormente le già sensibili differenze di temperatura superficiale a
pavimento, che caratterizzano questo sistema distributivo. Le distanze fra i tubi e le
strutture che delimitano l'ambiente devono essere almeno di:
x 5 cm nel caso di pareti e di pilastri;
x 20 cm nel caso di canne fumarie, caminetti e gabbie di ascensori.
I tubi dei pannelli non devono interferire con i tubi di scarico e non devono passare sotto
le vasche, i piatti doccia, i WC e i bidet (a meno che questi ultimi non siano di tipo
sospeso).
Posa in opera
I tubi devono essere trasportati, immagazzinati e posti in opera in modo da
evitare i danni di cantiere e l'esposizione diretta ai raggi solari. Per il fissaggio dei tubi
si possono utilizzare diversi sistemi, quali ad esempio:
x gli isolanti preformati con appositi profili e scanalature;
x le reti elettrosaldate con fascette o fermagli di fissaggio;
117
x i profilati metallici con clips di giunzione e di fissaggio.
In ogni caso si devono utilizzare solo sistemi di fissaggio in grado di:
x consentire un buon ancoraggio del tubo;
x evitare danni al tubo stesso (non sono concesse legature metalliche);
x permettere la realizzazione degli interassi definiti progettualmente.
Sistemi di regolazione
I sistemi di regolazione degli impianti a pannelli devono essere in grado di:
a) consentire la cessione del calore richiesto in modo da ottimizzare il comfort
termico e il risparmio energetico;
b) impedire l'invio di fluido troppo caldo ai pannelli, in quanto può causare rotture
e fessurazioni dei pavimenti e delle strutture murarie;
c) evitare la condensa dei fumi in caldaia, per non dar luogo a fenomeni corrosivi
che possono compromettere la tenuta della caldaia stessa.
Per ottimizzare la cessione del calore conviene generalmente adottare regolazioni di tipo
climatico. Queste regolazioni, infatti, consentono di minimizzare il calore accumulato
nelle solette e pertanto consentono di minimizzare anche i tempi richiesti all'impianto
per adeguarsi al variare del carico termico richiesto.
Si possono convenientemente adottare sia regolazioni climatiche semplici, sia
regolazioni climatiche integrate con valvole termoelettriche asservite a termostati
ambiente.
Le regolazioni a punto fisso sono indicate solo per impianti a funzionamento
discontinuo, utilizzati ad esempio per riscaldare le chiese, i teatri o le sale di
esposizione.
Invece, per impedire l'invio di fluido troppo caldo ai pannelli, si deve dotare l'impianto
di una sonda di sicurezza in grado, al superamento del limite prestabilito, di mandare in
chiusura la valvola di regolazione e fermare l'elettropompa dell'impianto ed è
consigliabile che tale sonda sia protetta contro possibili manomissioni.
Per evitare, infine, la condensa dei fumi è necessario mantenere la temperatura di
ritorno in caldaia a più di 55°C.
A tale scopo si possono adottare pompe anticondensa e valvole motorizzate con
dispositivi di precedenza.
118
6.6 Il dimensionamento dei pannelli radianti
Per il dimensionamento dei pannelli radianti è necessario il calcolo di diversi
parametri, che possono essere cosi raggruppati:
x parametri relativi alle condizioni al contorno;
x parametri relativi alla configurazione dei pannelli;
x parametri relativi al tipo di tubo;
x parametri relativi alla struttura di contenimento dei pannelli;
x parametri relativi alla temperatura del fluido termovettore.
dove:
x Q = potenza termica verso l'alto emessa dal pannello, [W]
x S = 1 m2 superficie coperta dal pannello;
x ǻt = 13,344°C media logaritmica fra la temperatura del fluido e la temperatura
ambiente;
x B = 5,52 W/m2K fattore relativo alle caratteristiche del tubo;
x Fp = 1,122[adimensionale] Fattore relativo alla resistenza termica del
pavimento;
x FI = 0,933 [adimensionale] Fattore relativo all'interasse dei tubi;
x Fm = 1,096 [adimensionale] Fattore relativo allo spessore del massetto sopra i
tubi;
x FD =0,986 [adimensionale] Fattore relativo al diametro esterno del tubo.
119
x ǻt = media logaritmica fra la temperatura del fluido e la temperatura ambiente,
[°C]
x t e = temperatura di entrata del fluido scaldante, 36°C
x tu = temperatura di uscita del fluido scaldante, 31°C
x t a = temperatura dell'aria ambiente, 20°C
x ln = logaritmo naturale
Per tubi con diverso spessore e diversa conducibilità termica, il fattore B si calcola con
la formula sotto riportata. Quindi decidendo di utilizzare dei tubi in PEX con De=18mm,
Di=13mm e Ȝt = 0,350 W/mK si procede al calcolo del nuovo valore del fattore B.
1 1 1,1 § 1 De 1 De · m2K
FP FI Fm FD I ¨¨ ln ln ¸¸ 0,181 [c]
B B0 ʌ © 2Ȝ t D e 2s t 2Ȝ t0 D e 2s t0 ¹ W
B = 5,52 W/m2K
dove:
x B0, st0, Ȝt0 = simboli e valori sopra definiti;
x Fp = 1,122 [adimensionale];
x FI = 0,933 [adimensionale];
x Fm = 1,096 [adimensionale];
x FD = 0,986 [adimensionale].
x I = interasse tubi 0,10 m;
x De = diametro esterno del tubo 0,018 m;
x Ȝt = conducibilità termica del tubo 0,35 W/mK;
x st = spessore del tubo 0,005 m.
120
Fattore relativo alla resistenza termica del pavimento
Si indica col simbolo Fp. Il suo valore può essere determinato con la tabella 6.6.1,
oppure con la seguente formula:
1 s m0
Į Ȝ m0
FP [d]
1 s m0
RP
Į Ȝm
ponendo:
x Į = 10,8 W/m2K;
x sm0 = 0,045 m;
x Ȝm0 = 1,0 W/m K;
x Ȝm = conducibilità termica del massetto, [W/m K];
x Rp = resistenza termica del pavimento, [m2K/W].
121
essendo: I = interasse tubi 0,10 m.
Simboli tabella:
Rp = resistenza termica del pavimento, m2K/W
AI = fattore adimensionale
dove il fattore Am è determinabile con la tabella 6.6.3 e l'esponente y (per spessore del
massetto sopra i tubi maggiore di 0,015 m) è calcolabile con la relazione:
122
Fattore relativo al diametro esterno del tubo
Si indica con il simbolo FD e si calcola con la formula:
z
FD AD 0,986 [i]
123
piano terra
ª 1 s º
« RP m
x Q Į Ȝ m S t a t s » l
V «1 » 161,10 [b]
t e t u 1,16 « Rs QRs » h
« »
¬ ¼
ponendo: Į = 10,8 W/m2K
dove:
x
x V = portata del pannello [l/h];
x Q = 83,33 W potenza termica emessa verso l'alto da un pannello;
x te = 36°C temperatura di entrata del fluido scaldante;
x tu = 31°C temperatura di uscita del fluido scaldante;
x sm = 0,05 m spessore del massetto;
x Ȝm = 1,4 W/m K conducibilità termica del massetto;
x Rp = 1,00 m2K/W resistenza termica del pavimento;
x Rs = 0,133 m2K/W resistenza termica sotto pannello;
x S = 1 m2 superficie coperta dal pannello;
x ta = 20°C temperatura dell'aria ambiente;
x ts = 3°C temperatura del terreno sottostante.
piano primo
ª 1 s º
« RP m
x Q Į Ȝ m S t a t s » l
V «1 » 139,06 [c]
t e t u 1,16 « Rs Q Rs » h
« »
¬ ¼
ponendo: Į = 10,8 W/m2K
dove:
x
x V = portata del pannello [l/h];
x Q = 83,33 W potenza termica emessa verso l'alto da un pannello;
x te = 36°C temperatura di entrata del fluido scaldante;
x tu = 31°C temperatura di uscita del fluido scaldante;
x sm = 0,05 m spessore del massetto;
x Ȝm = 1,4 W/m K conducibilità termica del massetto;
124
x Rp = 1,00 m2K/W resistenza termica del pavimento;
x Rs = 0,133 m2K/W resistenza termica sotto pannello;
x S = 1 m2 superficie coperta dal pannello;
x ta = 20°C temperatura dell'aria ambiente;
x ts = 20°C temperatura del locale sottostante.
Se Q è maggiore di Qmax, si deve cedere col pannello una potenza termica inferiore o
uguale a Qmax e ricorrere, per la potenza mancante, ad un corpo scaldante integrativo.
Con i valori ottenuti è possibile calcolare la dimensione del pannello riscaldante e la sua
portata per ogni locale riscaldato.
S S
S Qtot qmax Qmax
Locale necessaria imposta
125
Bagno 6,04 359,61 83,33 4,32 4,50 374,99
Studio 9,91 369,19 83,33 4,43 4,50 374,99
Disimpegno 13,55 520,29 83,33 6,24 6,50 541,65
Soggiorno 36,69 1434,19 83,33 17,21 17,50 1458,28
PIANO PRIMO
Camera matrimoniale 17,47 675,24 83,33 8,10 8,50 708,31
Bagno-A 10,38 514,50 83,33 6,17 6,50 541,65
Studio 10,42 361,00 83,33 4,33 4,50 374,99
Bagno-B 6,49 297,73 83,33 3,57 4,00 333,32
Camera doppia 14,30 463,53 83,33 5,56 6,00 499,98
Camera singola 13,76 661,47 83,33 7,94 8,00 666,64
Disimpegno 14,65 564,90 83,33 6,78 7,00 583,31
126
x qmax = 8,92 35 20
1,1
175 W m 2 in zona perimetrale o in locali dove si
accede raramente.
Moltiplicando il valore di qmax per la superficie del pannello si ottiene la potenza
termica massima che il pannello può cedere all’ambiente senza causare condizioni di
malessere.
S La S/I L
Locale 2
[m ] [m] [m] [m]
PIANO TERRA
Cucina 12,50 9,0 125,0 134,0
Bagno 4,50 17,0 45,0 62,0
Studio 4,50 15,0 45,0 60,0
Disimpegno 6,50 2,0 65,0 67,0
Soggiorno 17,50 3,0 175,0 178,0
PIANO PRIMO
Camera matrimoniale 8,50 9,0 85,0 94,0
Bagno-A 6,50 15,0 65,0 80,0
Studio 4,50 16,0 45,0 61,0
Bagno-B 4,00 8,0 40,0 48,0
Camera doppia 6,00 8,0 60,0 68,0
Camera singola 8,00 4,0 80,0 84,0
Disimpegno 7,00 2,0 70,0 72,0
127
6.6.6 La determinazione delle perdite di carico del pannello
Le perdite di carico totali del pannello si calcolano sommando fra loro le perdite
di carico continue e localizzate, il cui valore si determina come segue:
x le perdite di carico continue si calcolano moltiplicando la lunghezza del pannello
per le perdite di carico unitarie;
x le perdite di carico localizzate si calcolano sommando fra loro le perdite di
carico dovute:
9
alla valvola di intercettazione del pannello;
9
alle curve del pannello (mediamente queste perdite si considerano
comprese fra il 20 e il 30% delle perdite di carico continue). In questo
caso vengono considerate pari al 25%.
Locale V S V TOT
[l/hm2] [m2] [l/h]
PIANO TERRA
Cucina 161,1 12,50 2013,75
128
Bagno 161,1 4,50 724,95
Studio 161,1 4,50 724,95
Disimpegno 161,1 6,50 1047,15
Soggiorno 161,1 17,50 2819,25
Totale = 7330,05
PIANO PRIMO
Camera matrimoniale 139,06 8,50 1182,01
Bagno-A 139,06 6,50 903,89
Studio 139,06 4,50 625,77
Bagno-B 139,06 4,00 556,24
Camera doppia 139,06 6,00 834,36
Camera singola 139,06 8,00 1112,48
Disimpegno 139,06 7,00 973,42
Totale = 6188,17
Andata
x LTOT v
VH 2O ĭ Tub. Ȋc e ȈȊc
Piano Tub. H2O
Ritorno
[l/h] [mm] [m] [mm c.a./m] [-] [mm c.a.] [m/s]
Piano terra 7330,05 54 x 51 7,00 18 2 252,00 < 1,0
Piano primo 6188,17 54 x 51 4,00 12,5 2 100,00 < 1,0
dove:
x
x W = potenza richiesta dalla pompa (W);
x Ȗ = peso volumico dell’acqua: 9810 N/m3;
x
x Vr = portata di acqua totale (m3/s);
x Hm,r = prevalenza monometrica (m);
Anche la prevalenza monometrica viene calcolata con la formula utilizzata
precedentemente:
129
p A v2A p B v2B
zA Hm zB ȈȊ c ȈȊ l [b]
Ȗ 2g Ȗ 2g
dove:
x zA = quota geodetica della sezione A = - 1,5 m;
x zB = quota geodetica della sezione B = + 4,5 m;
x pA = pressione nella sezione A = 0 Pa (situazione più sfavorevole in quanto
l’acqua arrivante dall’acquedotto possiede una pressione di circa 3 bar);
x pB = pressione nella sezione B = 0 Pa;
x vA = velocità dell’acqua nella sezione A;
x vB = velocità dell’acqua nella sezione B;
x ȈYTOT = 3,337 m perdite di carico totali.
2 2
vA vB
I termini cinetici e si ritengono trascurabili.
2g 2g
Quindi la prevalenza manometrica è pari a:
Hm (z B z A ) ȈȊ TOT = 9,34 m
La potenza richiesta dalla pompa è pari a:
x x l § · hm
3
W Ȗ V r H m,r 9810
N
7730, 05 6188,17 ¨
1
¸ 9,34m 354,2 W
m3 h © 3600 1000 ¹ ls
130
Capitolo VII
GLI IMPIANTI SOLARI
*
Fonte:elaborazioni ENEA
131
sul livello del mare. Conoscere questa grandezza serve a quantificare l’energia termica
ottenibile (in un certo luogo) con un impianto solare e quindi a valutare se risulta
conveniente o meno la sua realizzazione. Una delle fonti più autorevoli in merito è
senz’altro l’Atlante Europeo delle Radiazioni Solari i cui dati, relativi a rilievi condotti
su base decennale, sono raccolti in mappe e tabelle. L’Atlante Europeo delle Radiazioni
Solari riporta i valori dell’insolazione annua non solo in relazione alle principali località
europee, ma anche in base all’orientamento e all’inclinazione della superficie unitaria
rispetto al piano orizzontale.
Successivamente, sono riportate indicazioni relative all’insolazione annua nei Paesi
europei riferite ad una superficie unitaria rivolta a Sud e inclinata di un angolo pari alla
latitudine del luogo. Come d’altra parte è facile prevedere, i valori relativi al nostro
Paese (specie se confrontati con la maggior parte degli altri Paesi europei) evidenziano
situazioni molto favorevoli all’uso del solare.
Immagine 7.1.1–Insolazione annua in base ai valori dell’Atlante Europeo delle radiazioni solari [kWh/m2]
132
di energia esterne. Ad esempio, sono quelli che prevedono l’uso di serre, lucernari,
frangisole, superfici riflettenti, oppure strutture ad elevata inerzia termica, quali i muri
di Trombe, i muri a cambiamento di fase e le pareti ad acqua. I sistemi attivi sono,
invece, quelli che si avvalgono di veri e propri impianti tecnici di supporto, con mezzi
per captare, convertire, trasportare e utilizzare l’energia solare. Sono, in concreto, i
sistemi a pannelli fotovoltaici e termici. I primi trasformano direttamente l’energia
solare in energia elettrica, mentre i secondi convertono l’energia solare in calore, che
può essere sfruttato, ad esempio, per attivare turbine di speciali centrali elettriche,
oppure per eseguire trattamenti industriali e agricoli, oppure ancora per produrre acqua
calda sanitaria e riscaldare ambienti.
133
superare i 40÷45°C. Per questo, in pratica, sono utilizzati prevalentemente per
riscaldare piscine. Il basso costo è il loro principale vantaggio. Sono però
soggetti a problemi di “invecchiamento” che dipendono sia dai materiali, sia
dalla tecnologia utilizzati per la loro produzione.
x Pannelli a fluido liquido con protezione. Sono costituiti da:
9
un assorbitore metallico (in rame, alluminio o acciaio) che incorpora
anche i tubi di passaggio del fluido vettore;
9
una lastra in vetro o in plastica con buona trasparenza alle radiazioni
emesse dal sole ed elevata opacità a quelle emesse dall’assorbitore;
9
un pannello di materiale isolante, posto sotto l’assorbitore;
9
un involucro di contenimento per proteggere i componenti di cui sopra
e limitare le dispersioni termiche del pannello.
Questi pannelli possono produrre acqua calda fino a 90÷95°C. La loro resa
diminuisce però in modo sensibile oltre i 65÷70°C. Non richiedono soluzioni
d’uso complesse, hanno un buon rendimento e costi relativamente bassi. Per tali
motivi sono i pannelli maggiormente utilizzati negli impianti civili. Per impianti
di piccole dimensioni sono disponibili anche con serbatoio incorporato.
Immagine 7.3.1 – Pannello a fluido liquido Immagine 7.3.2 – Panello a fluido liquido
senza protezione con protezione
134
x Pannelli a fluido liquido con tubi sotto vuoto. Sono costituiti da una serie di tubi
in vetro sottovuoto all’interno dei quali sono posti assorbitori a strisce. È una
tecnica costruttiva che consente di limitare le dispersioni termiche dei pannelli
ed assicurare, pertanto, rendimenti più elevati: caratteristica che può risultare
molto utile nelle zone con basse temperature esterne. I pannelli con tubi
sottovuoto possono produrre acqua calda fino a temperature di 115÷120°C: cioè
fino a temperature che possono essere utilizzate in campo industriale, alimentare
e agricolo, oppure per produrre acqua refrigerata con l’aiuto di appositi gruppi
frigoriferi. Il costo assai elevato di questi pannelli è il principale limite.
x Pannelli ad aria del tipo a cassetta. Sono costituiti da un contenitore a scatola
con superficie superiore trasparente (in vetro o in plastica) e con isolamento
termico sia sul fondo che sulle pareti laterali. L’assorbitore è una semplice lastra
metallica (in acciaio o in rame) sopra cui, e talvolta anche sotto, scorre libero un
flusso d’aria. Questi pannelli non hanno una resa elevata in quanto l’aria è un
vettore poco idoneo a scambiare e a trasportare calore. Tuttavia hanno il
vantaggio di costare poco e di non richiedere l’intervento di uno scambiatore.
Inoltre sono molto leggeri e, a differenza dei pannelli con fluido vettore liquido,
non sono esposti a pericoli di congelamento o di ebollizione. Sono utilizzati
soprattutto per riscaldare aria ambiente e per essiccare prodotti agricoli.
Immagine 7.3.3 – Pannello a fluido liquido Immagine 7.3.4 – Panello ad aria del tipo a
con tubi sottovuoto cassetta
135
7.4 I serbatoi d’accumulo dell’energia solare
L’energia solare non è sempre disponibile. Di conseguenza, per poter utilizzare i
servizi ad essa connessi in modo continuo serve l’aiuto di sistemi d’accumulo: sistemi
che possono essere realizzati con sostanze liquide, solide (ad esempio pietre o ciottoli)
oppure a scambio di fase (ad esempio sali fusi). Di seguito verranno considerati solo
sistemi con serbatoi che contengono acqua: gli unici adottati in impianti solari ad uso
civile.
x Serbatoi ad intercapedine. Presentano, in corrispondenza della loro superficie
laterale, un’intercapedine entro cui può circolare il fluido proveniente dai
pannelli. Sono utilizzati soprattutto in impianti di piccole dimensioni.
x Serbatoi a serpentini. Possono essere semplici o a doppio serpentino. I primi
servono solo ad accumulare calore, i secondi anche per riscaldare l’acqua (se
necessario) fino alla temperatura d’uso richiesta. Sono utilizzati in impianti di
piccole e medie dimensioni.
136
x Serbatoi combinati. Immagine 7.4.3 – Serbatoi a doppio serpentino
137
Immagine 7.4.5 – Serbatoio combinato Immagine 7.4.6 – Serbatoi semplice con
scambiatore esterno
138
7.6 Il luogo e le modalità d’istallazione dei pannelli solari
I pannelli solari devono essere installati su superfici in grado di garantire una
buona insolazione, un ancoraggio sicuro e un’adeguata manutenzione. Per ottenere una
buona insolazione sono tre gli aspetti da considerare:
x la formazione di possibili zone d’ombra;
x l’angolo di orientamento dei pannelli;
x il loro angolo di inclinazione rispetto al piano orizzontale.
Zone d’ombra
L’ambiente circostante può indurre ombre sui pannelli, riducendo in tal modo la loro
resa. Pertanto, prima di decidere dove installare i pannelli, bisogna verificare se ci sono
ostacoli in grado di impedire o limitare l’irraggiamento diretto: ostacoli, ad esempio,
costituiti da edifici, muri, alture o anche da vegetazione d’alto fusto. In ogni caso,
l’ombra indotta da tali ostacoli deve essere molto limitata o di breve durata, per non
penalizzare troppo la resa dei pannelli.
L’esistenza o meno di ombre provocate da ostacoli e la loro durata nel tempo può essere
determinata con l’aiuto di diagrammi solari, in grado di darci la posizione del sole
relativamente ad ogni giorno dell’anno e ad ogni ora. Il diagramma solare riportato nella
139
pagina è riferito ad una latitudine di 44° Nord, più o meno la latitudine di Milano. Oltre
alle ombre indotte dall’ambiente circostante, vanno considerate anche quelle che i
pannelli possono proiettare su se stessi quando sono disposti a schiera.
Immagine 7.6.2 – Altezza solare
140
7.7 La circolazione del fluido vettore
La circolazione del fluido vettore, cioè del fluido che ha il compito di portare
l’energia termica captata dai pannelli ai serbatoi d’accumulo, può essere di tipo naturale
o forzato.
141
Immagine 7.7.2 – Circolazione forzata
142
x
x V P = 80 l/h portata;
x ¦Y P
= 20 mm c.a. perdite di carico.
x
Per il calcolo delle perdite di carico ¦Y al variare della portata V è utilizzata la
formula:
§ x2 ·
¨V ¸
¦Y ¨ x2 ¸ ¦ YP [a]
¨ VP ¸
© ¹
Immagine 7.8.1 – Flussi interni al pannello con Immagine 7.8.2 – Perdite di carico
attacchi laterali opposti
Le batterie di pannelli in serie possono poi essere collegate fra di loro in parallelo sia
con circuiti compensati a tre tubi sia con circuiti a due tubi bilanciati con valvole di
taratura o autoflow.
Immagine 7.8.3 – Bilanciamento reti pannelli con collegamento a te tubi e con autoflow
143
7.9 I possibili casi di surriscaldamento
Con forte insolazione e utilizzo limitato, negli impianti solari possono insorgere
problemi di surriscaldamento, in quanto il calore che i pannelli cedono all’impianto non
può essere bloccato se non con accorgimenti alquanto complessi e costosi.
Il surriscaldamento può interessare sia i serbatoi d’accumulo, sia il circuito solare.
144
Immagine 7.9.1 – Controllo temperatura massima Immagine 7.9.2 – Controllo temperatura massima
serbatoio con valvola solenoide serbatoio con fermo pompa
145
problemi si possono risolvere dimensionando in modo opportuno i sistemi di sicurezza,
espansione ed eliminazione dell’aria, e ricorrendo inoltre ad una manutenzione attenta.
In particolare vanno tenute sotto controllo (con analisi almeno biennali) le
caratteristiche chimiche del fluido antigelo e in caso di necessità bisogna intervenire con
integrazioni o sostituzioni complete del fluido stesso. Negli impianti medio-grandi, in
genere, conviene smaltire direttamente l’eccesso di calore. Anche qui si presentano due
possibili soluzioni. La prima utilizza serpentini interrati, la seconda un aerotermo. Si
tratta di soluzioni che risolvono in maniera soddisfacente il problema del
surriscaldamento e che non incidono in modo significativo sul costo totale
dell’impianto.
Immagine 7.9.3 – Raffreddamento del circuito Immagine 7.9.4 – Raffreddamento del circuito
solare con serpentino solare con aerotermo
146
7.10.1 Il dimensionamento del serbatoio
Un dimensionamento di massima della capacità del serbatoio può essere fatto
sulla base della quantità d’acqua che l’impianto è in grado di contenere.
Conseguentemente si calcola la quantità d’acqua contenuta nei pannelli radianti,
considerando la lunghezza totale di sviluppo ricavabile dalla tabella 6.6.6, tramite la
formula seguente:
D i2
V L S 0,1318m 3 [a]
4
dove:
x V = volume occupato dall’acqua [m3];
x L = 993 m lunghezza totale dei tubi;
x Di = 0,013 m diametro interno dei tubi.
dove:
x m = massa dell’acqua [l];
x V = 0,1318 m3 volume occupato dall’acqua;
x U H 2O = 1000 kg/m3 massa volumica.
dove:
147
x m = massa dell’acqua [l];
x V = 0,1318 m3 volume occupato dall’acqua;
x U H 2O = 1000 kg/m3 massa volumica.
Considerando una temperatura d’ingresso dell’acqua nel serbatoio pari a 55°C, dalla
tabella del vapor d’acqua, si ricava il volume massico per tale temperatura pari a
0,0010145 m3/kg e calcolando l’inverso otteniamo la massa volumica dell’acqua per
tale temperatura pari a 985,71 kg/m3. Ora moltiplicando la massa volumica per la
portata volumica si ottiene la portata massica e successivamente la potenza assorbita dal
bollitore.
x x
m V U 0,152 kg s [g]
dove:
x
x m = portata massica [kg/s];
148
x m3
x V 1,54 10 4 portata volumica;
s
x U = 985,71 kg/m3 massa volumica.
x x
Q m c *p,m 'T 22,27 kW [h]
dove:
x
x Q potenza assorbita [kW];
x
x m = portata massica [kg/s];
x c *p,m 4,1868 kJ/kg K;
Sulla base dei parametri calcolati, il modello di serbatoio scelto è “Bolly 2 WSB/WSC
DF” della casa costruttrice Cordivari dalla capacità di 300 litri.
149
Descrizione del pannello:
1. Piastra captante: in rame saldata ad ultrasuoni sul fascio tubiero, assicura la
migliore trasmissione del calore. Tre sono i trattamenti selettivi della piastra, specifici
per ogni esigenza di utilizzo o climatica.
2. Tubazione: fascio tubiero in rame da 3/8” saldato ad ultrasuoni su tubo
collettore in rame da 1/8”.
3. Attacchi: quattro attacchi laterali da 3/4” femmina in ottone pesante.
4. Rivestimento in alluminio: tra il fascio tubiero e l’isolamento è inserita una
lastra di alluminio che riflette il calore sulla piastra captante evitando le dispersioni
termiche posteriori.
5. Vetro temperato: singola lastra di vetro temperato prismatico e antiriflesso da
3,2 mm., pigmentato internamente contro la radiazione riflessa con procedimento
elettrolitico dello spessore di qualche micron, a flessione ridotta e resistente alle forti
grandinate. Composizione: ossido di ferro 0,03% - trasmissività 91%.
6. Isolamento: tre livelli di isolamento: unico strato di lana di roccia dello
spessore d i 60 mm; strato a sandwich di lana di roccia di 25 mm. e di schiuma
poliuretanica per le alte temperature di 25 mm, iniettata a pressione senza CFC da 37
kg/mq; solo strato di schiuma poliuretanica.
7. Struttura cassa: cassa a basso profilo in Acciaio Inox AISI 316 o in Alluminio
con uno speciale disegno che consente l'integrazione dei collettori con la falda del tetto.
Appositi attacchi e tralicci consentono il fissaggio su tetto a falda o tetto piano.
8. Guarnizioni: guarnizione flessibile realizzata in EPDM, consente di assorbire
le dilatazioni termiche della lastra di vetro e della cassa. E’ resistente alle alte
temperature e ai raggi UV. Chiude ermeticamente il collettore solare evitando le
dispersioni di calore.
9. Pannello – fondo: fondo di chiusura cassa con pannello in alluminio o
polipropilene.
150
Tabella 7.10.2 – Caratteristiche tecniche modelli
Il numero di pannelli solari che devono essere installati in un impianto combinato, per il
riscaldamento dell’acqua sanitaria e degli ambienti, dipende fortemente dalla zona in cui
l’impianto sarà realizzato, in quanto varia la radiazione giornaliera media. A questo
proposito si riporta la tabella 7.10.5 indicante la radiazione media mensile su superfici
piane orientate a sud della città di Milano (città più vicina alla zona di progetto con dati
reperibili). I valori riportati sono riferiti a tre inclinazioni possibili che i pannelli
possono avere:
151
x 30°: ottimale per la resa massima in estate;
x 45°: intermedia per una buona resa annuale;
x 60°: ottimale per la resa massima in inverno.
Tabella 7.10.5 – Insolazione giornaliera media mensile su superfici piane orientate a sud [kcal/m2giorno]
MI gen. feb. mar. apr. mag. giugno luglio agosto sett. ott. nov dic.
Ore
2,0 3,4 5,1 6,2 7,2 8,0 9,1 8,2 6,0 3,9 1,7 1,5
sole
30° 1063 1738 2617 3334 3669 3945 4132 3871 3331 2248 1096 865
45° 1147 1822 2628 3191 3412 3635 3840 3709 3359 2381 1177 940
60° 1176 1817 2511 2887 2957 3095 3315 3354 3219 2392 1201 970
152
Dividendo tale superficie per la superficie netta del pannello solare scelto, si ottiene il
numero di pannelli solari necessari a soddisfare l’intero fabbisogno dell’abitazione per il
riscaldamento degli ambienti.
51,7m 2
# 19,9 n [c]
2,6 m 2 n
Si evince che cono necessari 20 pannelli solari CR-120 Selective.
153
Capitolo VIII
CONFRONTO ENERGETICO TRA LE ABITAZIONI
8.1 Premessa
Dopo aver studiato le due abitazioni si rende necessario un confronto sul
consumo energetico ed economico per poter meglio comprendere come sia
fondamentale una progettazione attenta al contenimento del dispendio di calore
all’interno degli edifici. Dal punto di vista energetico si prendono in esame i dati
ottenuti dalle due abitazioni studiate precedentemente e si paragonano:
x le dispersioni termiche;
x i ponti termici;
x il calore di ventilazione.
1600,00
1400,00
1200,00
1000,00
800,00
600,00
400,00
200,00
0,00
Cucina Bagno Disimpegno Studio Soggiorno
Abitazione classica 981,47 405,35 613,84 422,43 1600,36
Wolf Haus 382,11 130,24 248,57 164,19 646,48
154
Grafico 8.2.2 – Dispersioni termiche del piano primo
[W] 900,00
800,00
700,00
600,00
500,00
400,00
300,00
200,00
100,00
0,00
Camera Camera Camera
Bagno-A Studio Bagno-B Disimpegno
matrimoniale doppia singola
Abitazione classica 831,06 484,83 432,30 244,09 576,90 719,85 570,49
Wolf Haus 329,87 170,57 167,10 86,77 200,26 365,09 296,42
600,00
500,00
400,00
300,00
200,00
100,00
0,00
Cucina Bagno Disimpegno Studio Soggiorno
Abitazione classica 265,57 124,56 122,37 140,22 604,71
Wolf Haus 83,82 37,16 40,87 37,64 159,32
155
Grafico 8.3.2 – Ponti termici del piano primo
[W] 350,00
300,00
250,00
200,00
150,00
100,00
50,00
0,00
Camera Camera Camera
Bagno-A Studio Bagno-B Disimpegno
matrimoniale doppia singola
Abitazione classica 314,36 180,75 143,20 106,67 205,36 297,24 123,88
Wolf Haus 47,15 27,11 21,48 16,00 30,80 44,59 18,58
450,00
400,00
350,00
300,00
250,00
200,00
150,00
100,00
50,00
0,00
Cucina Bagno Disimpegno Studio Soggiorno
Abitazione classica 437,36 151,80 165,27 122,45 443,73
Wolf Haus 423,64 145,30 162,99 119,20 441,33
156
Grafico 8.4.2 – Ventilazione naturale del piano primo
[W] 300,00
250,00
200,00
150,00
100,00
50,00
0,00
Camera Camera Camera
Bagno-A Studio Bagno-B Disimpegno
matrimoniale doppia singola
Abitazione classica 216,99 259,09 132,31 161,42 177,90 171,05 176,22
Wolf Haus 210,14 249,71 125,34 156,13 172,01 165,51 176,22
3000,00
2500,00
2000,00
1500,00
1000,00
500,00
0,00
Cucina Bagno Disimpegno Studio Soggiorno
Abitazione classica 1937,05 783,96 1036,70 787,86 3046,12
Wolf Haus 1023,00 359,61 520,29 369,19 1434,19
157
Grafico 8.5.2 – Calore totale piano primo
[W] 1800,00
1600,00
1400,00
1200,00
1000,00
800,00
600,00
400,00
200,00
0,00
Camera Camera Camera
Bagno-A Studio Bagno-B Disimpegno
matrimoniale doppia singola
Abitazione classica 1566,78 1063,38 813,99 589,00 1104,18 1366,36 1001,17
Wolf Haus 675,24 514,50 361,00 297,73 463,53 661,47 564,90
7000,00
6000,00
5000,00
4000,00
3000,00
2000,00
1000,00
0,00
PIANO TERRA PIANO PRIMO
Abitazione classica 7591,69 7504,86
Wolf Haus 3706,29 3538,36
158
Capitolo IX
CALCOLO DEI CONSUMI E DEI COSTI RELATIVI AI DUE IMPIANTI
159
Tabella 9.2.1 – Richiesta energetica da fornire mediante combustibile
Richiesta energetica da fornire mediante combustibile
Abitazione classica 37643,76 kWh/anno
Abitazione Wolf Haus 0 kWh/anno
Risparmio energetico di combustibile 37643,76 kWh/anno
160
Tabella 9.3.2 – Costo d’allestimento impianto innovativo
161
Bibliografia
Prof. Enzo Bombardieri - “Appunti e dispense di fisica tecnica”
Prof. Enzo Bombardieri - “Appunti e dispense di impianti termotecnici”
Ing. Silvano Onori - “Appunti e dispense di impianti termotecnici”
“Elementi di termoventilazione e condizionamento dell’aria”- pubblicazione Aermec
“Idraulica – Gli impianti autonomi” - pubblicazione Caleffi
“Idraulica – Gli impianti a pannelli” - pubblicazione Caleffi
“Idraulica – Gli impianti a pannelli solari” - pubblicazione Caleffi
162