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MENSILE DI INFORMAZIONE DI ENEL

GIUGNO 2011 // NUMERO 5

5 MENSILE DI INFORMAZIONE DI ENEL GIUGNO 2011 // NUMERO 5 La CO 2 equivalente associata
5 MENSILE DI INFORMAZIONE DI ENEL GIUGNO 2011 // NUMERO 5 La CO 2 equivalente associata

La CO 2 equivalente associata a questo numero verrà neutralizzata

Uno SGUARDo nUoVo

Cresce la sensibilità ambientale dei cittadini. E le aziende fanno la loro parte

ambientale dei cittadini. E le aziende fanno la loro parte EnDESA El Hierro, l’isola del tesoro

EnDESA El Hierro, l’isola

del tesoro rinnovabile

REPoRtAGE

In Sicilia rinasce la diga di Ancipa

10 16

10

10 16

16

inSERto 150 anni elettrizzanti Quinta puntata

inSERto 150 anni elettrizzanti Quinta puntata 27

27

PRiSMA Enel Contemporanea

premia Carsten Höller

PRiSMA Enel Contemporanea premia Carsten Höller 36

36

sommario provvisorio
sommario provvisorio

IN QUESTO NUMERO

03

EDitoRiALE

04

bREVi

Enel360 o p4

06

zooM

Teniamocela stretta p6

08

oRizzonti

Come ti compenso la CO 2 p08 // In credito con la Terra p09 // L’isola del tesoro rinnovabile p10 // Archilede, effetto notte p12 // Grandi passi per piccole automobili p14 // Un atlante di rinnovabili p15 // Ancipa, quota massima p16 // Dal globale al locale p22 // Ciao Franco p23 // Qualità totale: Enel leader di mercato p24 // Il contratto? Si forma porta a porta p25 // Aprite bene le orecchie, è arrivata Enel.radio p25 // La magia del cinema p31

26

inSERto SPECiALE

Centocinquant’anni elettrizzanti p26

32

SiCUREzzA

Sistema sicurop32

33

zEnitH

L’integrazione passa dal business p33

34

SoStEnibiLitÀ

Playenergy, il futuro immaginato p34

35

EnEL CUoRE

Solidarietà da cliccare p35

36

PRiSMA

Giostre a Venezia. Cartsen Hölller vince l’Enel Conteporanea Award 2011 p36

38

GEntE EnEL

Danzando verso il successo // In prima linea contro i pirati

39

CAnALE APERto

Enel i nsieme A cura della

Mensile del Gruppo Enel // Anno 9, numero 5 Direzione Relazioni Esterne Enel Registrazione presso il Tribunale di Roma n.76/2004 del 05/03/2004 Gianluca Comin Enel spa, Viale Regina Margherita 137, 00198 Roma Brand Portal // www.brandportal.it Newton21 Roma // www.newton21.it System Graphic Srl // Via di Torre Sant’Anastasia 61, 00134 Roma Redazione Enel Insieme // Comunicazione Interna Enel Spa Viale Regina Margherita 125, 00198 Roma

enelinsieme @ enel.com

Direttore responsabile Editore

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tipografia

Per contattare la redazione

oppure inviare una mail

Enel insieme è anche consultabile on line sul portale intranet inEnel Stampato su carta ecologica Fedrigoni Symbol Freelife certificata FSC numero chiuso in redazione il 15/06/2011

certificata FSC numero chiuso in redazione il 15/06/2011 La CO 2 equivalente associata a questo numero

La CO 2 equivalente associata a questo numero verrà neutralizzata

Francesco Starace Direttore Divisione Energie Rinnovabili TEsTo in approvazionE Editoriale Rinnovabili, motore dello
Francesco Starace Direttore Divisione Energie Rinnovabili TEsTo in approvazionE Editoriale Rinnovabili, motore dello

Francesco Starace Direttore Divisione Energie Rinnovabili

TEsTo in approvazionE
TEsTo in approvazionE

Editoriale

Rinnovabili, motore dello sviluppo sostenibile

i l 2010 è stato un anno eccezionale per le rinnovabili e questa è una buona notizia per il nostro Pianeta. Un aumento della capacità di generazione di impianti solari, eolici, geotermici, a biomasse e idroelettrici, infatti, corrisponde a un notevole taglio delle emis-

sioni in atmosfera di anidride carbonica, la principale responsabile del cambiamento climatico.

Ma questo non è l’unico dato positivo che arriva dalle rinnovabili. L’altro è che qualsiasi previsione di crescita, anche la più ottimistica, da qualche anno a questa parte viene puntualmente corretta al rialzo. Gli investimenti in impianti di produzione di energia pulita nel 2010 sono stati di 243 miliardi di dollari con un aumento del 30% rispetto al 2009. Per avere un termine di paragone, si tratta dello stesso volume d’affari che registra il mercato mondiale dei beni di lusso. E tutto fa pensare che

i capitali investiti nelle rinnovabili andranno ad aumentare in futuro.

Anche perché questi risultati si sono verificati nonostante il ciclo econo- mico negativo che ha investito l’economia mondiale negli ultimi anni.

Secondo le previsioni riportate nel World Energy Outlook 2010 dell’A- genzia Internazionale dell’Energia (IEA), la crescita delle rinnovabili nel prossimo decennio potrà oscillare tra il 4,6% e il +8,7%. Anche la capacità totale è cresciuta a tassi elevati: nel 2010 sono stati installati a livello mondiale più di 80mila MW nelle diverse tecnologie rinnovabili (+ 6,8% rispetto al 2009). La crescita maggiore si è registrata nel solare (+71%), nell’eolico (+24%) e nelle biomasse (+11%) e, in misu- ra minore, ha riguardato anche il geotermico e l’idroelettrico. Il dato interessante è che questo sviluppo riguarda tutte le diverse aree geo- grafiche senza grandi distinzioni a prescindere dal volume di crescita delle singole economie. E così sarà nel prossimo decennio: secondo le previsioni del World Energy Outlook di quest’anno, nel 2020 le rinnova- bili cresceranno in Europa dal 4% al 9%, in Asia dal 7% al 9% e in Africa dal 4% al 12%. L’evoluzione tecnologica, inoltre, sta giocando un ruolo fondamentale. Alcuni studi dimostrano che gli impianti eolici odierni sono in grado di produrre il 70% di energia in più rispetto a quelli di 10 anni fa. Il vento

è sempre lo stesso ma l’efficienza e le dimensioni delle macchine sono

cresciute tantissimo. E gli ultimi rapporti dell’EPIA (European Photovol- taic Industry Association) prevedono una diminuzione sino al 50% dei costi di un impianto fotovoltaico di dimensioni medie. Dal 2009 Enel Green Power è protagonista assoluta di questo svilup- po senza precedenti. Oggi siamo presenti in 16 Paesi in Europa e nel

continente americano con oltre 6.100 MW di capacità installata. Siamo in

grado di generare circa 22 TWh di energia elettrica attraverso impianti idroelettrici, eolici, solari fotovoltaici e geotermici che sono gestiti da circa 3mila colleghi. Possiamo contare su un mix tecnologico ben diversificato e distribu- ito e, grazie a un ambizioso programma di investimenti, puntiamo a quasi raddoppiare la nostra potenza installata entro il 2015. Nel 2010 la potenza è aumentata di oltre 390 MW grazie all’entrata in esercizio di parchi eolici in Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Romania e Spagna, di impianti idroelettrici in America Latina, Grecia e Spagna, fotovoltaici e geo-termoelettrici in Italia e a biomassa in Spagna.

I nostri punti di forza sono la differenziazione geografica, che ci per-

mette di sfruttare la crescita delle rinnovabili nei Paesi dove queste sono presenti, e la differenziazione tecnologica, che consente di seguire

lo sviluppo delle singole fonti a prescindere dalle fasi di crescita. Enel

Green Power può inoltre far conto su di una bassa dipendenza dagli in-

centivi fiscali (in totale il 22% del fatturato complessivo), che non ci lega

a eventuali cambiamenti delle politiche dei governi, e, in ultimo, su di

un forte flusso di cassa che deriva, ad esempio, dalla produzione degli impianti idroelettrici e geotermici (che producono in maniera costante tutto l’anno) e ci permette di ricorrere in misura molto limitata al debito per realizzare nuovi investimenti.

Infine, vorrei sottolineare un ulteriore elemento distintivo di Enel Green Power e cioè la presenza lungo tutta la catena del valore. Il fotovoltaico è un ottimo esempio in tal senso: in questo settore siamo in grado di pro- durre i pannelli nella fabbrica di Catania, grazie all’accordo con Sharp

e ST, di installarli e di vendere l’energia prodotta sul mercato, ma anche

di impiegarli nell’ ambito della nostra rete di oltre 550 franchisee, che

offrono sul mercato retail impianti “chiavi in mano”. Questo ci permette

di valorizzare al massimo l’investimento.

Dieci anni fa in pochi avevano previsto una crescita simile delle energie rinnovabili, in termini di efficienza, diffusione e taglio dei costi. Il mo- mento storico a cui assistiamo è unico e viverlo in prima linea è emo- zionante. Grazie all’entusiasmo e all’impegno di tutti siamo convinti che continueremo a dare un contributo importante alla creazione di un Pianeta più sostenibile.

3 Enel insieme Giugno 2011

Brevi

 
   
 

Enel360

 
   
   
   
   
   

L’amministratore delegato e direttore generale di Enel Fulvio Conti è stato eletto presidente di Eurelectric, l’associazione europea del settore elettrico 01

di Enel Fulvio Conti è stato eletto presidente di Eurelectric, l’associazione europea del settore elettrico 01
 
di Enel Fulvio Conti è stato eletto presidente di Eurelectric, l’associazione europea del settore elettrico 01

01

 

Brasile, impiegando la stessa tecnologia

sociale di Terrae. Viene così collocato

dei contatori che Endesa sta installan- il 30% del capitale sociale della società che ha

dei contatori che Endesa sta installan-

il 30% del capitale sociale della società che ha come suo obiettivo la promo- zione e lo sviluppo di progetti per la generazione di energia elettrica da biomasse, alimentati da filiere locali. L’acquisizione delle quote fa segui-

FULVio Conti PRESiDEntE

in Spagna. Il Gruppo realizzerà il

progetto pilota attraverso Coelce, la società di distribuzione elettrica con- trollata da Endesa che opera nello Stato

do

Di

EURELECtRiC

Il

12 giugno l’amministratore delegato

e

direttore generale di Enel Fulvio

 

di

Cearà, in Brasile. Il progetto pilota è

Conti è stato eletto presidente di Eurelectric, l’associazione europea del

stato lanciato a Fortaleza con l’instal-

to

agli accordi siglati tra i partner,

lazione di cento contatori del modello messo a punto da Enel Distribuzione. Il

finalizzati alla promozione congiunta

settore elettrico. L’elezione è avvenuta

di

progetti di generazione elettrica

a

Stoccolma durante una riunione del

progetto prevede inoltre l’installazione

da

biomasse, con l’obiettivo di riunire

consiglio di amministrazione di Eure- lectric, a margine della conferenza an- nuale dell’associazione. “Garantire un adeguato livello di investimenti nelle tecnologie e nelle infrastrutture ener- getiche in Europa è di fondamentale importanza per assicurare ai cittadini forniture di elettricità sicure, a buon mercato e a basse emissioni di CO 2 nei decenni a venire” ha affermato Conti durante la conferenza stampa. “Tali investimenti hanno bisogno di due prerequisiti: un quadro regolatorio di lungo periodo stabile e prevedibile e parità di condizioni di mercato per consentire una remunerazione ade- guata a efficienti progetti innovativi”.

 

di

concentratori dei dati raccolti dai

in

un unico soggetto tre componenti

contatori nelle cabine di trasformazione

indispensabili: quella agricola, che dispone delle filiere per la produzione

e

giornate di formazione per i tecnici

delle aziende distributrici del Gruppo Enel dell’area: Coelce e Ampla in Brasi-

da

biomasse, quella industriale, per

gestire la generazione di energia, e

le

e Chilectra in Cile. I corsi verteranno

quella finanziaria, per garantire il so- stegno alla realizzazione dei progetti

sull’installazione delle apparecchiature

e

sull’utilizzo del sistema di telege-

di

investimento.

stione. Coelce diventa così la prima azienda latinoamericana a utilizzare tecnologie di telegestione per i suoi clienti residenziali.

04

di telegestione per i suoi clienti residenziali. 04 EnEL SPonSoR DEL GLobAL CoMPACt onU   03

EnEL SPonSoR DEL GLobAL CoMPACt onU

 

03

Si

è svolta a Copenhagen dal 16 al 20

bioMASSE: ACCoRDo tRA EGP, GEnERALi E tERRAE

bioMASSE: ACCoRDo tRA EGP, GEnERALi E tERRAE

maggio 2011 la settimana del Global Compact delle Nazioni Unite. E per

la

questo importante evento che racco- glie in una settimana di lavori più di 500 aziende di tutto il mondo, firma- tarie dei dieci principi di sostenibilità del Global Compact. Un’occasione, questa, per dare visibilità mondiale all’impegno del Gruppo nell’affron- tare le sfide della sostenibilità. Enel,

prima volta Enel è stata sponsor di

02

 

Enel Green Power e Generali hanno

finalizzato l’accordo con Terrae, la società che ha lo scopo di riconvertire

finalizzato l’accordo con Terrae, la società che ha lo scopo di riconvertire

bRASiLE: ARRiVA

iL

ContAtoRE

e

valorizzare il settore bieticolo-sacca-

ELEttRoniCo

rifero, e ANB (Associazione Nazionale dei Bieticoltori), per l’acquisizione di una quota del 15% ciascuno del capitale

Enel ed Endesa stanno realizzando un progetto pilota di telegestione in

4 Enel insieme Giugno 2011

 

Brevi

   
 

Enel360

 
   
   
   
   
   
Enel Green Power ha lanciato “Raggio senza pensieri”, il primo kit fotovoltaico integrato per il

Enel Green Power ha lanciato “Raggio senza

pensieri”, il primo kit fotovoltaico integrato per il

mercato residenziale

mercato residenziale 07

07

da

anni impegnata nel fare della

giamento solare. In ogni filare, dentro

07

sostenibilità un vero driver strategi-

apposite buste di plastica contenenti acqua di mare (la stessa che viene utilizzata per raffreddare l’impianto)

CO 2 , crescono e si moltiplicano le microalghe. Prima di andare in pasto

e

per raffreddare l’impianto) CO 2 , crescono e si moltiplicano le microalghe. Prima di andare in
 

co

per il proprio business, dal 2004

FotoVoLtAiCo:

aderisce a questo importante network globale di imprese e, dal 28 gennaio 2011, è entrata a far parte del gruppo

Un Kit DoMEStiCo SEnzA PEnSiERi

Enel Green Power, attraverso la

di

aziende del Global Compact Lead,

alle alghe i fumi di produzione ricchi

propria controllata Enel.si, ha lanciato “Raggio senza pensieri”, il primo kit fotovoltaico con servizi integrati per

un insieme di 56 aziende selezionate, leader della sostenibilità a livello mondiale: un riconoscimento dell’im- pegno del Gruppo per l’implementa- zione dei principi di sostenibilità del Global Compact.

di

CO 2 e l’acqua marina si incontrano

in

un reattore appositamente sviluppa-

to

da Endesa.

il

mercato residenziale. Un pacchetto

 

chiavi in mano che include la realiz-

06

zazione a regola d’arte dell’impianto fotovoltaico e una serie di servizi a valore aggiunto, per esempio lo smal- timento dei pannelli a fine ciclo di

 
 

05

SoLARE: L’ALGERiA APRE AL PRoGEtto DESERtEC

vita, che rendono l’offerta distintiva nel settore e competitiva per qualità

vita, che rendono l’offerta distintiva nel settore e competitiva per qualità

Il

Ministro dell’Energia algerino,

 

SCACCo ALLA Co 2 Con LE ALGHE

Prosegue il progetto per dare in pasto alle alghe l’anidride carbonica

attraverso la fotosintesi clorofilliana, per poi ricavarne una “massa algale” da destinare all’industria cosmetica, farmaceutica o alla filiera ittica. Ma anche alla produzione di biocombu- stibili. Il primo progetto a partire, nel 2006, è stato quello realizzato

Youcef Yousfi, ha dichiarato in un comunicato ufficiale di aver offerto,

nel corso di un colloquio svoltosi lo scorso 20 maggio con l’ad di Desertec Industrial Initiative, Paul Van Son,

prezzo. Il kit, che ha una potenza di

e

2,76 kWp e un prezzo unico nazionale di 11.500 euro (iva esclusa), è pensato per soddisfare i consumi medi di una famiglia italiana ed è rivolto in par- ticolare alle abitazioni indipendenti stimate, in Italia, in circa 9 milioni di unità. L’introduzione sul mercato di “Raggio senza pensieri” è la prima risposta di Enel Green Power alla pubblicazione del nuovo Conto Ener- gia che premia ancora di più impianti residenziali di potenza inferiore ai 3 kWp, installati su tetti a falda.

la

disponibilità dell’Algeria a colla-

 

borare con i responsabili del progetto

Desertec per l’avvio di un partenariato nel settore dell’energia solare. Benché nel corso dell’incontro Yousfi abbia ribadito alcune delle condizioni poste

da

Endesa nella centrale Litoral di

Almería (Spagna). Dove l’azienda, considerati i risultati ottenuti, ha di recente deciso di avviare la seconda fase del programma, con l’amplia- mento della coltivazione di alghe. Questa consiste in una specie di vi- gneto a spalliera inclinato, rivolto a sud per sfruttare al massimo l’irrag-

da

Algeri per la partecipazione al pro-

getto, mettendo in particolare l’accento sulle ricadute industriali e tecnolo- giche e sull’aspettativa di sviluppare una capacità produttiva nazionale di componentistica, l’incontro sancisce indubbiamente l’adesione algerina a Desertec.

5 Enel insieme Giugno 2011

tEniAMoCELA StREttA D i Terra ce n’è una sola e dobbiamo tenercela stretta. Abbiamo cominciato

tEniAMoCELA

StREttA

D i Terra ce n’è una sola e dobbiamo tenercela stretta. Abbiamo

cominciato a capirlo negli anni Settanta del secolo scorso,

quando la crisi petrolifera ci spinse a fare i conti con la limi-

tatezza delle risorse energetiche. E da quel momento in poi

l’attenzione all’ambiente è cresciuta costantemente ed è passata dall’es- sere una scelta di pochi a un vero e proprio sentimento collettivo. Oggi la parola “green” è sulla bocca di tutti. Stiamo più attenti a non sprecare acqua ed energia, facciamo la raccolta differenziata, acquistiamo prodotti biologici e a chilometri zero e non vediamo l’ora di poter guidare un’auto elettrica. Da una recente indagine della rivista Sette è emerso che la mag- gioranza degli italiani si dichiara sensibile ai temi legati alla sostenibilità. Insomma, è ormai chiaro a tutti che la salvaguardia dell’ambiente è nelle nostre mani. Anche le aziende lo hanno capito da tempo. Soprattutto hanno compreso che la sostenibilità ambientale è un elemento cruciale per la creazione del valore d’impresa e non ostacola lo sviluppo economico. Per questo motivo Enel da diversi anni ha dato vita a un percorso mirato al taglio delle emissioni di gas serra e delle sostanze inquinanti in atmosfera, nel suolo e in acqua: per farlo la nostra azienda promuove l’utilizzo delle fonti rinnovabili nella produzione di energia, l’adozione di tecnologie

6 Enel insieme Giugno 2011

di frontiera nella riduzione e nello stoccaggio delle emissioni, misure di efficienza e di risparmio energetico, l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale e campagne di sensibilizzazione sul tema del consumo razio- nale dell’energia. Come dice l’ad Fulvio Conti: “Abbiamo progressivamente maturato la coscienza di una responsabilità sociale e ambientale sempre più ampia e compreso la necessità di massimizzare le ricadute positive, non solo economiche, sui territori che ospitano le nostre attività rispettando e, ove possibile, migliorando l’ambiente. Perché essere apprezzati come buoni cittadini contribuisce in modo determinante a consolidare quel patrimo- nio di reputazione e credibilità che rappresenta il valore duraturo di una impresa”.

LA FORZA DELL’ESEMPIO

Siamo presenti in 40 Paesi, lavoriamo con 80mila persone e serviamo 61 milioni di clienti. Di conseguenza centinaia di milioni di famiglie, im- prese ed enti pubblici nel mondo hanno a che fare con la nostra azienda. Per questo un atteggiamento ambientale virtuoso può avere un grande impatto sul destino del Pianeta. L’obiettivo a cui puntare è ambizioso: Enel vuole diventare il primo grup-

La Terra ha bisogno di tutti.

In questo numero vi raccontiamo

alcune iniziative del Gruppo Enel

per tagliare le emissioni di gas serra

zoom

po al mondo a produrre entro il 2050 energia elettrica senza emissioni.

ra

indispensabile per migliorare l’efficienza nei consumi finali e favorire

Già oggi quasi il 40% dei 97mila MW di capacità produttiva proviene da

la

produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili. Questa tecnologia

impianti che utilizzano acqua, sole, vento e calore naturale della terra.

consente, inoltre, un maggiore scambio di informazioni tra produtto-

Nelle fonti rinnovabili siamo protagonisti mondiali con Enel Green Po-

ri,

consumatori e gestori del sistema, a beneficio della flessibilità della

wer che gestisce oltre 6mila MW di capacità installata e ha un portafoglio

di progetti che mirano quasi a raddoppiarla entro il 2015. Un contributo

fondamentale arriverà nei prossimi anni dai progetti d’innovazione tecnologica che il Gruppo sta portando avanti, come la cattura e stoccag- gio della CO 2 , il solare termodinamico ad alta concentrazione, la mobilità elettrica e le Smart Grids.

RISULTATI CONCRETI

I risultati della politica ambientale di Enel sono tangibili. Attualmente

il 94% delle reti elettriche e l’83% della capacità di generazione a livello

globale sono certificate ISO 14001 e così i servizi come l’immobiliare e

le attività commerciali italiane. Nel 2010 cinque impianti di produzione

termoelettrica in Spagna e uno in Marocco, nonché le attività di distri- buzione nella città di Bucarest, hanno avuto la certificazione ISO 14001.

La produzione da fonti rinnovabili è in crescita e oggi supera il 30% del

totale. Aggiungendo il contributo del nucleare, nel 2010 la produzione

carbon free” ci ha consentito di evitare l’emissione in atmosfera di circa

100 milioni di tonnellate di CO 2 , come se avessimo cancellato le emissioni

di circa 60 milioni di automobili. Rispetto al 2009, per ogni kWh prodotto,

abbiamo diminuito di oltre il 5% le emissioni di CO 2 e, in campo termo- elettrico, del 17% quelle di SO 2 , del 18% quelle di NOX e del 17% quelle delle polveri. L’efficienza complessiva degli impianti termoelettrici è mi-

gliorata di quasi il 2%, i consumi di acqua sono diminuiti del 2%, l’indice

di recupero dei reflui è aumentato del 50% e le linee in cavo costituiscono

oltre il 60% della rete. Nel 2010 abbiamo unificato la carbon strategy del Gruppo, mettendo in comune le professionalità e le esperienze di Enel e

di

Endesa (vedi articoli alle pagg. 8 e 9). I nostri investimenti in progetti

di

riduzione delle emissioni e promozione del trasferimento tecnologico

nei Paesi in via di sviluppo attraverso i meccanismi di “compensazio- ne” introdotti dal Protocollo di Kyoto possono così essere migliorati. A Brindisi è stato inaugurato un impianto pilota per la cattura della CO 2 ed

è in programma la realizzazione di due impianti dimostrativi su scala

industriale, uno in Italia a Porto Tolle e uno in Spagna a Compostilla, che hanno già ottenuto finanziamenti dall’Unione Europea.

AUTO, RETI E BATTERIE

Anche nella diffusione della mobilità elettrica il Gruppo Enel è in prima fila. L’impiego di auto a zero emissioni significa abbattere drasticamente inquinanti come il benzene, gli ossidi di zolfo, gli ossidi di azoto e le

polveri, rendendo più respirabile l’aria delle nostre città. Senza contare il contributo che si può dare all’abbattimento delle emissioni di gas a effetto serra. Grazie alla partnership con Daimler-Mercedes oggi circolano circa

700 veicoli elettrici Smart in Italia e in Spagna (vedi articolo a pag. 14). Ed

è prevista l’installazione di circa 900 punti di ricarica Enel a Roma, Pisa,

Milano, Madrid, Barcellona e Siviglia. Anche l’evoluzione delle reti elettriche può dare un contributo fondamen- tale al futuro a zero emissioni. Con la diffusione dei contatori elettronici, che per prima al mondo Enel ha installato a tutti i clienti italiani (e ora anche spagnoli), sono state poste le basi per le Smart Grids, l’infrastruttu-

produzione e della capacità dei clienti di migliorare le proprie scelte e i

propri comportamenti.

Le infrastrutture di ricarica domestiche e pubbliche sono inoltre indi-

spensabili per favorire la diffusione della mobilità elettrica. Lungo questa strada Enel sta lavorando assiduamente con le case automobilistiche e

altri partner specializzati nello sviluppo di batterie avanzate. Enel è pronta a fare la sua parte per offrire un futuro migliore alle nuove

generazioni. E lo sta dimostrando con i fatti. Ma lo sviluppo e la diffusio-

ne

delle innovazioni richiede un sostegno pubblico non solo dal punto

di

vista dei finanziamenti. Ancor più importante è la definizione di un

quadro regolatorio stabile nei vari Paesi, specialmente in Europa. Ma un grande contributo possiamo darlo tutti noi, colleghi, cittadini e clienti con le nostre azioni quotidiane. Il filosofo cinese Lao Tse disse che

fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Grazie all’im-

pegno di tutti oggi anche quella foresta comincia a farsi sentire.

World wide WED

Sapevate che un rubinetto che sgocciola può sprecare sino a 5 mila litri d’acqua in un anno? E che una gomma da masticare impiega cinque anni prima di dissolversi? E che per evitare di tagliare un albero ci vogliono 70-80 kg di carta riciclata (quella che si ricava da 300 copie di un quotidiano)? Se volete togliervi un po’ di dubbi su quale sia il vostro impatto ambientale non vi resta che cliccare sul- la intranet aziendale dove, dallo scorso 1° giugno, è stata inaugura- ta un’area interamente dedicata all’ambiente. L’iniziativa è partita in concomitanza con la Giornata mondiale dell’ambiente (Wed) che dal 1972 è uno dei principali strumenti delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione a livello planeta- rio. Quest’anno la giornata è stata dedicata alla salvaguardia delle foreste. Enel ha celebrato la ricorrenza inaugurando un’area sulla Intranet per sensibilizzare i colleghi sui temi ambientali ed essere tutti più consapevoli che ognuno di noi è protagonista del cambia- mento globale. Oltre alle curiosità sull’impatto ambientale delle nostre azioni, nell’area dedicata si può navigare nella “mappa verde” di Enel, guardare i video forum, spedire la cartolina digitale, segnalare agli altri colleghi i propri comportamenti virtuosi con i post-it e misurare i propri contributi ambientali (in termini di CO 2 e litri d’acqua risparmiati) grazie al contatore verde. I contenuti, che saranno arricchiti per tutto il 2011, sono disponibili in italiano, inglese e spagnolo.

saranno arricchiti per tutto il 2011, sono disponibili in italiano, inglese e spagnolo. Sul web http://www.unep.org/wed

Sul web http://www.unep.org/wed

7 Enel insieme Giugno 2011

orizzonti

C ’è una lezione che ormai tutti abbiamo imparato: ogni nostra azione, anche il no- stro semplice respirare, corrisponde a una quantità di anidride carbonica immessa in atmosfera. E dato che questa sostanza è la principale responsabile del riscal- damento terrestre (ma ci sono altri gas che contribuiscono), significa che i nostri

comportamenti non sono a costo zero per il clima. Per essere più precisi, tutto ciò che facciamo produce una sua “impronta”, una valore che viene misurato in quantità di CO 2 equivalente (CO 2eq ), che in piccola parte andrà a influire sul futuro del Pianeta. Ma cosa possiamo fare per limitare questo impatto? Innanzitutto è fondamentale consumare meglio l’energia. Poi possia- mo scegliere prodotti e servizi che sono stati “compensati” grazie a una serie di iniziative che bilanciano il quantitativo di CO 2, equivalente a livello globale. In pratica la CO 2eq generata per produrli viene neutralizzata (come si dice in gergo) da iniziative volontarie, come il finanzia- mento di attività di riforestazione (gli alberi infatti per vivere immagazzinano CO 2 e rilasciano ossigeno) o di impianti di generazione da fonti rinnovabili in Paesi in via di sviluppo. Ecco quindi che concerti, convegni, campagne di vendita di energia, libri e così via possono essere oggi compensati. Enel ha così deciso di creare un logo che certifichi la neutralizzazio- ne di emissioni di CO 2eq associate a eventi e prodotti dentro e fuori l’azienda. A gestire questo processo c’è la Carbon Strategy Unit (vedi intervista a lato). Tra le iniziative realizzate ci sono per esempio la campagna Energia Tutto Compreso Green-Zero CO 2 , il Carbon Forum North America 2011 (lo scorso marzo), la giornata di premiazione del concorso internazionale Play Energy 2010, il nuovo catalogo Enel Premia, il Flagship Store di Milano e molti altri eventi in programma nella seconda parte del 2011.

Come ti compenso la Co 2

Questo numero di Enel Insieme non contri- buirà al surriscaldamento del nostro Pia- neta: le
Questo numero di Enel Insieme non contri-
buirà al surriscaldamento del nostro Pia-
neta: le emissioni di CO 2–eq associate alla
produzione e distribuzione della rivista,
infatti, saranno compensate. Per farlo sono
state considerate le emissioni associate al
ciclo di vita dei processi di produzione
della carta, il suo trasporto dalla cartiera
ai centri di stampa, l’utilizzo del PC da
parte dei colleghi della redazione, la stam-
pa, il trasporto dalla tipografia al centro
distribuzione, la distribuzione alle sedi e
lo smaltimento finale della carta. Il totale
delle emissioni contabilizzate verrà com-
pensato con l’acquisto e l’annullamento di
un numero equivalente di certificati VERs.
Il logo CO 2 Neutral

8 Enel insieme Giugno 2011

LA NEUTRALIZZAZIONE VOLONTARIA

Ma come funziona il meccanismo di compensazione? Semplice: si conteggiano le emissioni associate a un’attività, si studiano soluzioni per ridurle (efficienza energetica, fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, uso intelligente dei materiali, progetti di forestazione), infine si finanziano meccanismi di compensazione tramite l’acquisto volontario di crediti di riduzione di emissione. I crediti provenienti da progetti volontari si chiamano Voluntary Emissions Reductions. Ciascuno di questi corrisponde alla riduzione di 1 tonnellata di CO 2eq in atmosfera. Quando vengono certificati da un ente terzo (accreditato presso l’United Nation Framework Convention on Climate Change delle Nazioni Unite) diventano VER (Verified Emission Reduction). Nel mercato volontario Enel si muove su tre filoni: la compensazione di emissioni delle inizia- tive corporate e delle campagne di vendita energia, le iniziative di certificazione e neutralizza- zione per conto di altri clienti e infine lo sviluppo di un portafoglio di progetti per l’utilizzo proprio o per la vendita a una clientela selezionata.

MUSICA E IMPEGNO A ZERO EMISSIONI

Tutto cominciò con il “Safari Tour“ di Jovanotti nel 2008. Poi è stata la volta di Tiziano Ferro nel 2009 e quest’anno è toccato di nuovo a Jovanotti. Per compensare le circa 6mila tonnellate di CO 2 associate al suo tour, alla stampa di biglietti e manifesti, ai rifiuti prodotti e agli spostamen- ti di staff e spettatori, Enel finanzierà la riforestazione di un’area di 20 ettari in Camerun in col- laborazione con Treedom. I vantaggi non sono relativi solo alla compensazione delle emissioni. Il villaggio di Mankim si trova in un’area molto degradata e soggetta all’erosione per il taglio illegale di alberi secolari. In alternativa alla deforestazione, il progetto punta a promuovere la coltivazione sostenibile del cacao e della frutta tropicale da parte della popolazione locale. Inoltre per contribuire alla crescita sociale e alla tutela ambientale nei Paesi in via di svi- luppo, Enel SpA ha firmato lo scorso 16 giugno un accordo con il Programma Alimentare Mondiale (WFP) dell’Onu per investimenti fino a 8 milioni di euro. L’accordo prevede tre iniziative: Enel Trade distribuirà a Haiti stufe da cucina “verdi”per limitare l’uso di biomasse, contribuendo a ridurre la deforestazione e il rischio di violenze sulle donne impegnate nella raccolta della legna. Enel Trade e il WFP studieranno inoltre come generare dal progetto un pacchetto di Clean Development Mechanisms (CDM). Infine Egp installerà impianti fotovol- taici in alcune sedi del WFP ed Enel Cuore sosterrà una serie di iniziative del WFP nei Paesi in cui il Gruppo è presente.

orizzonti

In credito con la Terra

C i sono volute decine di anni perché la comunità interna- zionale si decidesse a fissare un tetto alle emissioni di gas serra: il primo accordo globale è del 1997 ed è universal- mente conosciuto come Protocollo di Kyoto. In quella sede

si

è deciso che i Paesi sviluppati avrebbero dovuto emettere di meno

e,

d’altra parte, Paesi come Cina, India, Brasile, Sudafrica e Indonesia,

che hanno una storia industriale più recente, avrebbero potuto ospitare iniziative di riduzione delle emissioni di CO 2 in casa propria. Questi progetti sono stati chiamati Clean Developement Mechanism (CDM) e, attraverso un processo di certificazione che coinvolge le Nazioni Unite, consentono di “stampare” una moneta che vale una tonnellata di anidride carbonica evitata. Oggi il Gruppo Enel-Endesa è leader mon- diale in questo settore. A gestire la Carbon Strategy Unit c’è Giuseppe Deodati, che ha spiegato a Enel Insieme come funziona il complesso meccanismo di creazione e scambio di crediti di emissione.

Chi decide quali sono i limiti da rispettare?

Il Protocollo di Kyoto ha assegnato alle varie nazioni un tetto massimo

di emissioni di gas serra. In Europa questo ambito è regolato dall’ETS

(Emission Trading Scheme) che monitora costantemente settori industriali come la generazione di energia, la raffinazione, l’industria dell’acciaio, ecc… Il risultato importante è che oggi in Europa la CO 2 ha

un costo esattamente come qualsiasi altro bene.

Cosa può fare un’azienda che ha superato il tetto?

Le strade sono due: promuovere iniziative CDM in Paesi in via di svi-

luppo per guadagnare nuovi crediti oppure acquistarli direttamente sul mercato.

Il Gruppo Enel-Endesa è una corazzata nel campo dei CDM… Siamo il più grande singolo operatore privato mondiale grazie a un portafoglio di crediti con potenziale di 200 milioni di tonnellate evitate entro il 2020. Nel 2010 abbiamo vinto anche il premio istituito dal pre- stigioso “World Finance” di miglior Carbon Market Trader nell’Europa Occidentale.

Di cosa si occupa l’Unità Carbon Strategy? Gestisce lo sviluppo di progetti CDM, ma fa anche consulenza strate- gica per altre aziende che devono tagliare le proprie emissioni. E non dimentichiamo l’importante lavoro di dialogo sulla regolamentazione

ambientale svolto presso l’Onu, l’Ue e i singoli governi nazionali. Le aziende infatti sono coinvolte in primo piano nella lotta ai cambia- menti climatici ed è importante che la loro voce venga ascoltata da chi definisce le leggi in materia.

Non è un caso allora che questa unità sia stata collocata all’interno della Funzione Regolamentazione e Ambiente? Certo. La nostra unità è nata nel 2007 sotto il cappello della Divisione Gem. Poi con l’aumento di funzioni e di obblighi commerciali legati a soggetti esterni è diventato fondamentale ripensarla. Inoltre nel 2010 c’è stata la fusione con l’analoga struttura di Endesa. Oggi può contare su 45 persone di dieci nazionalità diverse dislocate tra Roma, Madrid, Washington, Manila, Giakarta, Pechino, Shangai e Lima. Siamo state una delle prime realtà che ha lavorato tanto sull’integrazione interna- zionale.

Parliamo di compensazione volontaria. Si tratta di attività che, attraverso una rigorosa procedura certificata da enti esterni, permettono di pareggiare le emissioni di CO 2 con iniziative come la riforestazione. Il che non permette solo di assorbire l’anidride carbonica, ma anche di migliorare il contesto sociale e di promuovere lo sviluppo sostenibile. Pensiamo a Haiti dove vengono bruciate le foreste per la sussistenza primaria. Per questo abbiamo lanciato un’iniziativa di compensazione volontaria per costruire una fabbrica di cucine domestiche dove lavoreranno più di 80 persone. Oltre a tagliare le emissioni prodotte dai fuochi, si eliminerà il gravoso obbligo di raccogliere la legna, attività peraltro tradizionalmente svolta dalle donne.

Le azioni di compensazione volontaria non danno diritto a nuovi crediti. Perché si fanno? Oltre ad essere efficaci per abbattere le emissioni di CO 2 , queste attività hanno effetti estremamente positivi dal punto di vista sociale: da un lato aiutano a far crescere la consapevolezza ambientale dei nostri clienti, dall’altro spingono la nostra azienda a diventare sempre più sostenibile. E, soprattutto, l’analisi dettagliata dei processi da compen- sare ci fa capire dove possiamo risparmiare energia e adottare abitudi- ni di consumo più efficienti.

9 Enel insieme Giugno 2011

orizzonti

L’isola del tesoro rin

Grazie a Endesa, El Hierro,

la più piccola delle Canarie,

azzererà le sue emissioni

di anidride carbonica

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N ell’antichità era il meridiano di riferimento per i naviganti, oggi è la stella polare dello sviluppo sostenibile. L’isola El Hierro, nell’arcipelago spagnolo delle Canarie al largo delle coste africane, sarà la prima al mondo a essere totalmente autosufficiente con le sole fonti di energia rinnovabili. Il nome

vuole dire “il ferro” (ma la sua forma assomiglia piuttosto a quella di un cuore) e oggi è un simbolo mondiale dell’ecosostenibilità grazie al progetto “El Hierro 100% Renova- ble”, che Endesa sta portando avanti in collaborazione con soggetti istituzionali locali e nazionali. El Hierro è la più occidentale delle isole Canarie: fino all’epoca delle grandi scoperte geografiche era il punto più a ovest del mondo conosciuto. È per questo che già Tolomeo nel secondo secolo dopo Cristo l’aveva scelta come meridiano fondamentale per le carte geografiche. Nel 1634 il “Meridiano di Ferro” era stato ufficializzato come asse di riferi- mento dal governo francese, presieduto dal cardinale Richelieu. Solo nel 1884 l’egemonia economica e navale dell’Inghilterra le ha strappato il primato, privilegiando il sobborgo londinese di Greenwich alla remota isola spagnola. El Hierro, di origine vulcanica, è anche la più piccola delle isole Canarie: con una su- perficie di 268 chilometri quadrati è poco più grande dell’Isola d’Elba. Per secoli terra di emigrazione, oggi è abitata da poco più di 10mila persone, abituate a vivere isolate tra magnifici paesaggi vulcanici, uccelli marini, pecore e specie vegetali e animali uniche (l’isola è stata dichiarata dall’Unesco “Riserva mondiale della biodiversità”).

UNA STORIA CHE INIZIA DA LONTANO

Tutto aveva avuto inizio in sordina nel 1986, in un momento storico in cui un’idea del ge- nere era a dir poco avveniristica. Per realizzarla l’ingegnere Ricardo Melchior di Unelco (all’epoca la filiale di Endesa nelle Canarie) pensò a un’innovativa centrale denominata “idro-eolica”, che cioè combinava l’energia eolica con quella idroelettrica. Lo ricorda bene José María Plans, allora direttore tecnico del settore Meccanica dell’area Genera- zione di Unelco: “L’idea era la stessa del progetto attuale. Era un progetto molto avan-

novabile

zato rispetto a quelli che circolavano nel settore in quel periodo. Aveva poca visibilità, ma è stato il seme”. Tomás Padrón, ex rappresentante di Endesa a El Hierro e attualmente presidente della giunta comunale, spiega poi i passi successivi: “L’idea

di Unelco era nata quando non esistevano gli strumenti per svilupparla.

Anni dopo il Comune ha ripreso il testimone e il progetto è rinato nel 2002”, anche grazie all’appoggio di Ignacia de Loyola de Palacio, allora

vicepresidente della Commissione Europea.

LE CARATTERISTICHE DELL’IMPIANTO

L’origine di tutto è il vento, che nelle Canarie soffia quasi tutto l’anno da nord-est a sud-ovest: sono gli alisei, tipici di queste latitudini.

Il nuovo progetto per rifornire di elettricità verde tutta l’isola, che ricalca

a grandi linee quello degli anni Ottanta, prevede di abbinare un impian-

to eolico con una centrale idroelettrica a pompaggio. L’energia eolica,

prodotta da cinque aerogeneratori (11,5 MW complessivi) servirà a pom- pare milioni di litri di acqua nel bacino superiore della centrale idroe-

lettrica, da dove, secondo le necessità, con un salto di 682 metri tornerà nel bacino inferiore, azionando le quattro turbine Pelton dell’impianto idroelettrico (11,3 MW in tutto).

orizzonti

L’autonomia dalle fonti fossili sarà realizzata gradualmente: nelle prime fasi le energie rinnovabili forniranno il 50% dell’elettricità, una per- centuale che poi salirà all’80% e infine al 100%. Nel frattempo il resto del fabbisogno sarà assicurato dalla centrale termoelettrica di Llanos Blancos, gestita da Endesa, che ha una potenza di 12,7 MW. La centrale resterà a disposizione anche in seguito, per garantire il rifornimento di energia anche in caso di assenza di vento. Grazie al nuovo impianto i consumi di petrolio si ridurranno di 40mila barili all’anno e saranno evitate circa 18.700 tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

INVESTIMENTI E INVESTITORI

Gli investimenti previsti per il progetto sono stimati in 64,7 milioni

di euro, di cui 35 milioni stanziati dall’Istituto per la diversificazione

e il risparmio energetico (Instituto para la Diversificación y el Ahorro

Energético, IDAE) del governo spagnolo. Il progetto sarà realizzato dalla

società Gorona del Viento, che prende il nome dalle “goronas de viento”, cioè le barriere di pietra semicircolari usate dagli allevatori dell’isola per proteggere il bestiame dal vento. Il consorzio è composto dal Comune

di El Hierro al 60%, da Endesa al 30% e dal governo della regione Isole

Canarie al 10%.

Il progetto El Hierro 100% Renovable consentirà a Endesa di rafforzare il

suo ruolo di azienda innovatrice nel settore energetico e di consolidare

la leadership nelle fonti rinnovabili. “È un progetto pionieristico a livello

mondiale ed è rappresentativo delle profonde trasformazioni in corso nel campo della generazione di elettricità a causa delle nuove tecnologie:

indica chiaramente la direzione verso cui sta andando il settore”, com- menta Pablo Casado, direttore generale di Endesa per le Isole Canarie. Secondo Casado, la ciliegina sulla torta sarà la diffusione nell’isola dei veicoli elettrici: “El Hierro, per le sue caratteristiche geografiche, è ideale per le automobili elettriche. Raramente nell’isola si percorrono più di 100 chilometri al giorno: una cifra alla portata dell’autonomia delle batterie elettriche”.

IL TURISMO SCIENTIFICO

Il progetto El Hierro 100% Renovable sta cambiando anche le modalità

del turismo dell’isola. Le sue strutture ricettive sono limitate (un albergo nella località di La Frontera è arrivato anche sul Guinness dei primati come “albergo più piccolo del mondo”), ma negli ultimi anni hanno ospitato visitatori di altissimo rango: nel 2006 il primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero e addirittura la coppia reale di Spagna; nel

2009 il lettone Andris Piebalgs, commissario europeo all’energia.

Si prevede che seguiranno personaggi meno illustri ma più numerosi,

che potranno pubblicizzare l’isola in modo altrettanto incisivo. Si calcola

infatti che in tutto il mondo siano un migliaio le isole con potenzialità si- mili a quella di El Hierro. Le prime a seguire l’esempio, anche se parzial- mente, saranno probabilmente le altre isole dell’arcipelago: se un tempo

El Hierro era la sorella povera e trascurata, per una volta diventerà la

vetrina smagliante verso cui si concentrerà l’attenzione di tutti. Così la

piccola isola è già stata visitata dagli inviati dei mezzi di comunicazione,

Il

bacino a monte sarà costituito da una vasca grande come cinque cam-

e

ha attirato l’attenzione di tecnici e ingegneri desiderosi di imparare la

pi

da calcio messi insieme, con una profondità uguale all’altezza di un

lezione di tecnologia e di ecosostenibilità.

palazzo di tre piani. Quello inferiore, situato quasi al livello del mare, avrà invece una superficie di poco più di due campi da calcio, per una profondità pari a un edificio di due piani. L’energia in eccesso generata dalle turbine eoliche sarà inoltre usata per immettere nella rete idrica l’acqua prodotta da due impianti di desali- nizzazione dell’acqua di mare.

È il “turismo scientifico”, che si affiancherà a quello tradizionale,

balneare e naturalistico: ai boschi, al cratere vulcanico, ai fondali marini cristallini si aggiungerà una nuova meta di richiamo: creata stavolta non dalla natura, ma dall’ingegno umano per proteggerla.

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orizzonti

ARCHiLEDE, EFFETTO NOTTE

C osa serve a un sindaco, di una qualunque cittadina italiana medio-piccola, per far quadrare i bilanci, rispettare l’am- biente, offrire più sicurezza ai cittadini e rendere il suo comune più bello e vivibile? Potete scegliere tra tre risposte

possibili: una maggioranza ampia e coesa, la lampada di Aladino oppu- re migliaia di diodi che emettono fotoni. Se avete optato per la terza pro- babilmente siete cittadini di uno degli oltre 4mila Comuni che hanno scelto Enel Sole e hanno detto addio ai vecchi lampioni di una volta. Un diodo che emette fotoni non è altro che un led (light-emitting diode), il cuore di Archilede, ovvero il lampione del futuro di Enel Sole che a partire dal 2009 ha cambiato il volto di molte strade e piazze d’Italia, dando il via a una vera e propria rivoluzione del concetto di illuminazio- ne pubblica.

IL LED CHE DÀ SICUREZZA

Se chiedete a sindaci e abitanti di Piacenza, Vasto, Arezzo o Lodi – solo per citare alcuni dei comuni serviti da Enel Sole – cosa pensano quando sentono la parola “Archilede” è molto probabile che vi dicano subito che nei quartieri in cui è stato installato il nuovo sistema di illuminazione pubblica made in Enel Sole la vita è cambiata in meglio. Piercarlo Fabbio,

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sindaco di Alessandria, ha scelto Archilede e il programma di gestione integrata dell’illuminazione pubblica promosso dalla società del Gruppo Enel. Spiega così l’effetto led sul capoluogo piemontese: “Illuminare

meglio la città ha fatto sì che la percezione di sicurezza, che da noi era bassa, si alzasse moltissimo e garantisse, di fatto, maggiore tranquillità”. L’arrivo di Archilede ad Alessandria è datato 31 marzo 2009. “Oggi rile- viamo una crescita netta nella soddisfazione dei cittadini rispetto alla vivibilità della città – prosegue – perché quando si parla di sicurezza ur- bana non si tratta solo di telecamere, azioni di polizia municipale e delle altre forze dell’ordine, ma anche e soprattutto di luce e illuminazione”. Con quasi mille strutture illuminanti installate tra Corso Lamarmora, Corso Cento Cannoni, Via Parma e Via Pontida, Alessandria non ha solo cambiato volto, ma anche realizzato un risultato importante dal punto

di vista della sostenibilità economica e ambientale. Archilede permette

infatti un risparmio di energia elettrica di circa il 60% rispetto al sistema

di illuminazione dei vecchi lampioni, una sensibile riduzione dei costi

per il Comune e un risparmio di circa 18 tonnellate di CO 2 ogni anno.

Non sorprende quindi che quasi il 90% delle nuove installazioni di illuminazione pubblica realizzate in Italia portino la firma Archilede perché, come sottolinea la campagna pubblicitaria lanciata a maggio da

Già 4mila Comuni italiani hanno scelto

Enel Sole. Risparmio, efficienza e maggiore

sicurezza alla base di questa vera e propria

rivoluzione dell’illuminazione pubblica

orizzonti

Enel Sole, una città illuminata bene è più vivibile, a misura d’uomo e sicura: insomma è un posto dove è bello passare le giornate e riscoprire

la magia della notte

DALL’ILLINOIS ALLE RIVE DEL TEVERE

E dire che quando, nel 1962, i primi led sono apparsi sulla scena tecno-

logica nessuno poteva immaginare che quel piccolo dispositivo elet-

tronico, all’origine disponibile solo nel colore rosso, fosse destinato a un avvenire così ”luminoso”. Andava bene per i telecomandi della tv

o

come spia dei circuiti elettronici, ma non certo per illuminare strade

o

monumenti. La storia poi ha dimostrato che il led aveva un grande

futuro. C’è voluta la creatività di Nick Holonyak junior che ha permes-

so che questa tecnologia dall’Illinois, nel Midwest americano, arrivasse

sino in Italia. Entrare oggi nella sede centrale di Enel Sole permette di scoprire molto

di più che la semplice storia di un successo. La sede centrale di Tor di

Quinto a Roma, infatti, raccoglie insieme la capacità di innovazione tecnologica, il gusto dell’impresa sul mercato, la passione per l’arte e l’impegno di radicamento nel territorio. Nata nel 2001 dall’unbundling

che ha dato il via alla liberalizzazione del mercato elettrico in Italia, la società del Gruppo che opera nel mercato dell’illuminazione pubblica

e artistica, oggi è una realtà snella e articolata. Come spiega Giovanni

Maria Pisani, direttore generale di Enel Sole, “contiamo su 320 persone

di

cui una quarantina sono nella sede centrale, in particolare a svolge-

re

attività come il coordinamento della progettazione o l’ufficio gare,

mentre sul territorio ci sono le 64 sedi operative, suddivise in 8 zone, che rappresentano il nostro modo di essere sempre vicino al cliente”. Quando nel 2008 è nato il primo prototipo di Archilede, i numeri, lo sviluppo e la leadership a livello europeo che oggi dettano il ritmo, le aspettative e il lavoro di Enel Sole erano forse impensabili, ma l’espe- rienza su cui costruire il successo di oggi era già in atto. E non poteva essere altrimenti perché l’escalation di risultati con il segno più, registrata soprattutto negli ultimi due anni, non nasce solo dalla capacità di ca- valcare lo sviluppo tecnologico, ma dalla presenza di persone capaci di interpretarlo e, in pratica, reinventarlo.

COME UN ABITO DI SARTORIA

Prima della nascita di Archilede il led era protagonista di una nicchia

di mercato dell’elettronica, aveva fatto breccia nel settore delle auto, e

nessuno aveva immaginato di usarlo per l’illuminazione stradale. “Anti- cipare il mercato ed essere pionieri”, per Claudio Liberatore, responsa- bile ingegneria di Enel Sole, sono stati i due punti di forza della società nello sviluppare e portare sul mercato un prodotto su scala industriale come Archilede. “La vera novità è nelle prestazioni che offre” spiega Liberatore. “Sfruttando al meglio le caratteristiche del led riusciamo ad abbattere l’inquinamento luminoso, direzionando meglio la luce, e ad avere una elevata resa cromatica, cioè una perfetta percezione dei colori. Riusciamo soprattutto, grazie all’intelligenza elettronica installata su ogni singola struttura, a regolare l’ntensità della luce in funzione delle esigenze del traffico o dello specifico contesto di illuminazione nel quale l’apparecchio è situato”. I numeri danno l’idea di quanta rivoluzione sia contenuta in questa struttura elegante e sinuosa. Chiamarla palo della luce sembra quasi un’offesa: risparmi energetici tra il 50% e il 70%, oltre 50mila ore di vita, una resa ottica pari al 70% del flusso luminoso. Non è però solo l’aspetto tecnologico a rendere unico il prodotto realiz-

zato da Enel Sole. Antonello Buondonno, responsabile commerciale di Enel Sole, spiega che “la chiave del successo è che Archilede non è né hardware software. Non viene venduto come una lampada e non viene semplicemente installato da un appaltatore. Noi vendiamo una soluzio- ne a tutto tondo” che coniuga esigenze di bilancio delle amministrazioni

pubbliche, ricadute positive sull’ambiente e risparmio energetico, attra- verso una gestione integrata del servizio che garantisce l’assistenza agli impianti d’illuminazione e la loro manutenzione rapida ed efficiente. Per dare l’idea di cosa significhi per Enel Sole installare Archilede in un Comune, Liberatore usa una metafora che sposa la precisione della tecnologia con la maestria dell’artigiano: “Noi progettiamo ogni singolo punto luce in maniera sartoriale sul tessuto urbano”. Con questo metodo oggi Archilede, con i suoi 70mila punti luce venduti in Italia, è il pro- dotto più distribuito in Europa nel settore dell’illuminazione pubblica. “Oggi gestiamo indicativamente il 50% dei Comuni italiani – dice Buon- donno – circa 4mila centri medio-piccoli, cioè 2 milioni di punti luce che rappresentano più o meno il 20% del totale del mercato e corrispondono

a un servizio che raggiunge almeno 15 milioni di abitanti”.

LA BELLEZZA ILLUMINATA

Non sono solo le strade e le piazze a splendere di luce nuova grazie ad Archilede. Perché il gioiello di Enel Sole è anche uno strumento estre- mamente efficiente per la valorizzazione del patrimonio architettonico e monumentale dell’Italia. Come spiega Francesca Migliorato, responsa- bile illuminazione artistica di Enel Sole, “l’utilizzo dei led per noi è qual- cosa che nasce da lontano. Il nostro primo intervento di questo tipo, il Ponte degli specchietti in provincia di Milano, è stato fatto nel 2004-2005. Abbiamo dato il via a un modo di fare illuminazione artistica sempre attenta al risparmio energetico, alla reversibilità e all’uso delle tecno- logie più avanzate”. Enel ha nel suo dna la passione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio di bellezze italiane. Ed è il progetto “Luce per l’arte” a dare forma a questo impegno che Enel Sole porta avanti come una vera e propria missione. Tra i monumenti riscoperti dalla luce bianca dei led ci sono i Giardini e il Cortile d’onore del Quirinale, la Ba- silica di Sant’Antonio di Padova, ma anche il duomo di Catania e singole opere d’arte come il Mosè di Michelangelo nella chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma. “I nostri progetti puntano a non invadere il monumento

o l’architettura industriale o temporanea” afferma Migliorato. “La nostra

tecnologia è contemporaneamente luce, conservazione, valorizzazione e fruizione del bene”, cioè il risultato di un processo anche in questo caso “sartoriale” e “fatto su misura” che parte dagli studi del monumento

artistico e della sua storia, sino ad arrivare alla scelta della miglior so- luzione tecnologica per valorizzare l’architettura, realizzare un impatto emozionale e rendere la luce un filo conduttore che accompagna lo sguardo del visitatore. Insomma più che l’installazione di un sistema integrato di illuminazione, con Archilede Enel Sole realizza uno vero e proprio spettacolo o, come recita l’ultima campagna pubblicitaria lanciata a maggio, “mette in luce la magia della notte”. Per cui, se il vostro sindaco dovesse promettere di far quadrare i bilanci, rispettare l’ambiente, offrire più sicurezza e rendere

il comune più bello e vivibile, assicuratevi che sappia cosa può fare un

led. Se non lo sa, portatelo sotto il cono di luce di Archilede così che possa scoprire con i suoi stessi occhi che qualcuno ha già cominciato a realizzare le sue promesse.

13 Enel insieme Giugno 2011

orizzonti

Grandi passi per piccole automobili

I l progetto e-mobility Italy, con cui Enel vuole favorire la diffusione

in Italia dei veicoli elettrici, continua a farsi strada. L’iniziativa è nata con un accordo quadriennale firmato nel 2008 da Enel e Daimler- Mercedes e prevedeva la messa in strada di 100 smart fortwo electric

drive. A tre anni di distanza il numero è cresciuto sino a 140 per far fronte alla forte richiesta da parte dei clienti. Ne sono state già consegnate 56 nelle città pilota: 38 a Roma, 10 a Pisa e 8 a Milano e altre consegne sono previste nelle prossime settimane. Le tre città, che rappresentano altret- tanti modelli di mobilità urbana, permetteranno di sperimentare le varie potenzialità del progetto.

SINERGIA TRA COSTRUTTORI E UTILITIES

Il punto di partenza è la consapevolezza che per una reale diffusione dei veicoli a zero emissioni è fondamentale una sinergia fra i costruttori di automobili e le aziende elettriche. Una collaborazione realizzata in questo caso ai massimi livelli: la prima società italiana di elettricità e il prestigio- so gruppo tedesco Daimler-Mercedes. È evidente infatti che senza un’adeguata e specifica rete infrastrutturale il mercato dell’auto elettrica non potrà decollare. Per questo Enel si è impe- gnata a installare 400 punti di ricarica “intelligenti”, in grado di dialogare con le vetture e di riconoscerle: una rete al momento unica al mondo, che consente un rapporto costante con i clienti. Alcuni punti di ricarica sono pubblici, situati nelle strade delle città cam- pione (a oggi 28 a Roma, 30 a Pisa e 2 nell’area milanese ma in progressivo aumento); gli altri, privati, si trovano nei luoghi di parcheggio dei singoli conducenti: in questo modo la ricarica si può effettuare durante le ore di sosta dell’auto. La smart elettrica ha una velocità massima di 100 km/h e un’autonomia di 135 km: caratteristiche perfettamente adatte alla mobilità cittadina. Grazie alla batteria agli ioni di litio, il tempo necessario per una ricarica completa è compreso fra 6 e 8 ore, ma una ricarica di sole 3 ore è già sufficiente per i 50-60 km che costituiscono la percorrenza media quotidiana in città.

OLTRE DUEMILA RICHIESTE

Il successo dell’iniziativa è stato confermato dall’interesse del pubblico. Gli aspiranti clienti sono stati oltre duemila, spinti anche dalle condizio- ni favorevoli dell’offerta. La vettura viene infatti proposta con formula “noleggio tutto incluso”, a un canone mensile di 400 euro più Iva che

14 Enel insieme Giugno 2011

Si moltiplicano in tutto il mondo

le iniziative del Gruppo Enel-Endesa

per la mobilità elettrica

comprende noleggio, manutenzione ordinaria, vettura sostitutiva, garan-

zia per la durata del progetto e pacchetto assicurativo completo. L’energia elettrica costa solo 25 euro al mese, Iva e imposte comprese, senza limite

di ricarica. Inoltre le auto elettriche, in quanto non inquinanti, non sono

soggette alle limitazioni del traffico decise dalle autorità locali, e a discre- zione dei comuni, entrano nelle ZTL e parcheggiano gratuitamente nelle aree di parcheggio a pagamento.

IL POSTINO ELETTRICO

Pisa, oltre a essere una delle tre città campione del progetto e-mobility Italy, è protagonista anche di un altro progetto per i trasporti a zero emissioni: l’uso di veicoli elettrici per la distribuzione della posta nel

centro della città, reso possibile grazie a un accordo fra Enel, Poste Italiane

e il Comune di Pisa. La prima consegna ufficiale a zero emissioni è stata

effettuata il 26 maggio dal sindaco di Pisa Marco Filippeschi in occasio-

ne

dell’apertura del “Green City Energy”, il Forum sulle nuove energie per

lo

sviluppo della “città intelligente”, giunto alla seconda edizione.

Il

progetto e-mobility Italy non è l’unico che il Gruppo Enel sta portando

avanti per lo sviluppo della mobilità elettrica. Sono tante, infatti, le colla- borazioni in corso con varie case automobilistiche, come Piaggio, Toyota, Renault-Nissan e Citroen. Con Toyota, leader mondiale nel settore delle auto ibride, Enel lavora sul nuovo modello Prius Plug-in, che arriverà sul mercato nel 2012. La vettura

a trazione ibrida elettrica e a benzina, permette la diffusione dell’auto elet- trica anche prima che la rete di distribuzione sia consolidata, grazie anche

ai tempi rapidi di ricarica: meno di due ore assicurano un’autonomia di 20

km in modalità puramente elettrica a una velocità fino a 100 km/h. Anche Endesa corre veloce sul fronte dell’auto elettrica: ha firmato intese con Peugeot, Mitsubishi, Toyota, Piaggio e Bergé, e un accordo di due anni con Citroën per la commercializzazione di veicoli elettrici di pari passo con lo sviluppo di una rete di ricarica.

E nel Green Power cresce senza sosta all’interno del suo perime-

tro internazionale. Dal Portogallo alla Romania, dalla Grecia

agli Stati Uniti la società per le rinnovabili del Gruppo Enel

si attesta sempre di più come una multinazionale del settore,

avviando continuamente nuovi progetti e siglando accordi per consoli- dare gli asset verdi.

DAL PORTOGALLO ALLA ROMANIA

L’operazione più recente è l’acquisizione da parte di Enel Green Power España di un’ulteriore quota del 50% nella Sociedad Térmica Portugue- sa, SA (TP), che fa di EGPE, già proprietaria del 50%, l’unico azionista della società portoghese per le rinnovabili. TP detiene partecipazioni in 13 impianti di cogenerazione e in due parchi eolici in Portogallo, nonché una partecipazione diretta del 20% in Eneop, il Consorzio che intende costruire un totale di 1.200 MW di energia eolica in Portogallo. L’accordo consente a Enel Green Power España di aggiungere ulteriori 30,8 MW al proprio portafoglio di fonti energetiche rinnovabili sul mercato porto- ghese, raggiungendo così 177 MW di capacità installata nel Paese.

orizzonti

Enel Green Power prosegue

la sua crescita internazionale

con progetti e accordi sugli asset.

Aperti nuovi uffici in Perù

Un atlante di rinnovabili

In Spagna, invece, EGPE ha finalizzato con Gas Natural Fenosa l’accordo

per la suddivisione (break-up) degli asset della joint venture paritetica Enel Union Fenosa Renovables. In particolare, le attività Eufer sono state suddivise in due parti ben bilanciate in termini di valore, Ebitda, capa-

cità installata e mix di rischio e tecnologia. Una parte degli asset è stata assegnata a Gas Natural Fenosa, mentre EGPE ha mantenuto il resto in qualità di azionista unico di Eufer. Dalla penisola iberica a quella balcanica. In Romania, infatti, Enel Green Power, ha avviato i lavori per la realizzazione di un progetto eolico con una capacità installata di 70 MW a Corugea. Il parco eolico, nella regio-

ne della Tulcea, a regime produrrà 189 milioni di chilowattora all’anno,

sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di 70mila famiglie, evi- tando ogni anno l’emissione in atmosfera di 106mila tonnellate di CO 2 .

DALLA GRECIA AGLI STATES

Per restare ancora nella penisola balcanica, Enel Green Power ha avviato

in Grecia i lavori per la realizzazione di un progetto eolico da 28 MW

nelle aree di Chlogos (19 MW) e Profeta Elias (9 MW), vicino alla città

di Corinto. Il parco eolico sarà operativo entro ottobre 2011 e, una volta

a regime, sarà in grado di produrre 57 milioni di chilowattora all’anno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di 14.100 famiglie, evi- tando ogni anno l’emissione in atmosfera di 62.500 tonnellate di CO 2 .

“La Grecia, con il suo grande potenziale di risorse rinnovabili, rive- ste un’importanza strategica per Enel Green Power” ha sottolineato l’amministratore delegato di Enel Green Power Francesco Starace. “Per questo continuiamo a impegnarci in questo Paese che sta promuoven-

do lo sviluppo delle fonti rinnovabili, come una delle strade per uscire dall’attuale crisi finanziaria”. Nuovo vento anche oltreoceano, negli States, dove Enel Green Power North America ha avviato la costruzione dell’impianto eolico di Caney River nella contea di Elk, in Kansas. Il progetto è stato sviluppato dal partner di Egp NA, Trade Wind Energy, ed è stato già concluso un accordo con la Tennessee Valley Authority per la vendita dell’energia prodotta . Il nuovo impianto sarà costituito da 111 turbine eoliche V-90 della Vestas da 1,8 MW ciascuna, per una capacità totale installata di circa 200 MW. Una volta in funzione, l’impianto di Caney River produrrà a regime 765 milioni di kWh all’anno, in grado di soddisfare i consumi annuali di cir- ca 70mila famiglie e di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 580mila tonnellate di CO 2 all’anno.

UN UFFICIO IN PERÙ

Infine, in coerenza con il proprio piano di crescita internazionale, Enel Green Power ha inaugurato il proprio ufficio di Lima (Perú). Il nuovo quartier generale è ubicato nel business center Platinum nella zona di San Isidro, il quadrilatero dove si concentra il principale centro di affari economico-finanziario del Paese.

15 Enel insieme Giugno 2011

orizzonti

Enel Insieme ha visitato il cantiere della diga.

Ecco cosa ci hanno raccontato le persone

che stanno scrivendo una pagina importante

del futuro della Sicilia

ANCIPA Quota massima

A un certo punto si è girato verso il lago. Le mani sui fianchi, un mezzo sorriso sulla faccia e, come parlando tra sé, gli è venuta fuori una frase: “Pensavo che non lo avrei mai più visto così, con tutta quest’acqua”. Un pensiero a voce alta

che ha dentro tutta la storia del lago di Ancipa. Luigi Zitelli conosce bene la storia di questo specchio d’acqua nel cuore della Sicilia. Sulle sue rive, sul coronamento del colosso di cemento che sbarra il corso del fiume Troina, ha passato un bel pezzo di vita. È un guardia-diga, un mestiere che sa di antico ma ha ben poco di romantico. Tutti i giorni va su e giù per centinaia di scale, controlla i rockmeters, gli estensimetri e tutti gli apparecchi che misurano i movimenti millimetrici di una parete alta 111 metri e lunga 253, fatta di 110mila litri di cemento, che con i suoi colleghi quasi ausculta, come fossero un’equipe di medici che passa tutto il giorno a visitare l’unico paziente affidato alle loro cure per assicurarsi che sia in forze per fare il suo dovere quotidiano.

ERA UNA POZZANGHERA

Zitelli, come i suoi colleghi che da anni lavorano alla diga di Ancipa, del lago sa vita, morte e miracoli. Ne conosce la storia, le tante vicis-

16 Enel insieme Giugno 2011

situdini, l’ha visto soffrire sino a ridursi quasi a una pozzanghera e ora sorride a vederlo “con tutta quest’acqua”. Perché la diga è rinata, l’Ancipa è ormai tornato a vivere e chi, come lui, ha reso possibile tutto questo, sa cosa c’è voluto. L’invaso – come lo chiamano i tecni- ci – adesso è a quota 942,1 metri sul livello del mare, ma è destinato a salire ancora sino a 949,5. Che è solo un numero, ma quando Pasquale Morello, site manager di Enel per i lavori sulla diga, lo pronuncia, c’è un che di orgoglio misto quasi a commozione nel tono della sua voce. Quel numero, la quota massima di riempimento del lago, è il segno di un successo, dell’impresa riuscita, dell’obiettivo per il quale ha lavorato insieme a colleghi e ditte appaltatrici per tre anni. Come lui, molti altri protagonisti dell’impresa di Ancipa hanno percorso in lungo e in largo l’Italia durante la loro carriera lavorativa. “Noi del PRI”, dicono quando raccontano i progetti sui quali hanno lavorato assieme. In quell’acro- nimo che sta per Progetti Impianti Idroelettrici – l’unità di Torino che fa parte della Divisione Generazione ed Energy Management – è racchiusa la storia decennale di una sorta di squadra itinerante che ha condiviso cantieri e costruito dighe partendo dagli studi geologici sino

ad arrivare all’ultimo bullone. Alcuni, come Enrico Vergano , project manager di tutto l’intervento di

ad arrivare all’ultimo bullone. Alcuni, come Enrico Vergano, project

manager di tutto l’intervento di risanamento che ha riguardato la diga,

la centrale di Troina e le gallerie dell’intero sistema, hanno portato

anche all’estero la loro esperienza. Ma ad Ancipa tutti hanno fatto qual- cosa di diverso: non hanno contribuito alla realizzazione da zero di una diga, ma ne hanno reso possibile la rinascita. Ed è un po’ come se avessero partecipato anche loro, ormai sessant’anni dopo, all’impresa cominciata il 21 settembre 1949 e destinata a segnare una pagina nuova della storia della Sicilia.

UN PEZZO DI STORIA

La diga di Ancipa, infatti, non è catalogabile come una semplice infra-

struttura, perché è un pezzo della vita di un’intera regione, un punto

di svolta per migliaia di persone che all’apertura del cantiere sono

arrivate a Troina dai vicini paesi di Cesarò e San Teodoro, ma anche da Catania, Messina e Caltanissetta. Addirittura Elio Vittorini, nel suo “Le città del mondo”, mette in bocca a un suo personaggio: “Se lavorassi a costruire la diga di Troina, allora il denaro che guadagneresti saresti ”

tu a disporne

lasciando ai posteri il senso profondo di un’impresa

orizzonti

Giuseppe Di Bella, Claudio Fabiano, Franco Ciniglia e Pasquale Morello
Giuseppe Di Bella, Claudio Fabiano, Franco Ciniglia e Pasquale Morello
Galleria della finestra 2
Galleria della finestra 2

17 Enel insieme Giugno 2011

1
1
2 3
2
3

1 Giovanni Siracusa

2 Enrico Vergano

3 Andrea Cicero

18 Enel insieme Giugno 2011

che ha rappresentato una vera rivoluzione per un’intera generazione di siciliani, un cambiamento epocale con il quale una cultura sino ad allora

legata al lavoro della terra e alla mezzadria si è aperta allo sviluppo, e che ha segnato un passo deciso di emancipazione sociale per migliaia di famiglie.

A Troina, ma anche a Cesarò a Cerami e nei Comuni della zona, tutti

parlano della diga come di una cosa familiare, anche i più giovani, anche

i tanti che sono nati quando il lago era ormai parte integrante del paesag-

gio che segna il confine tra le provincie di Messina ed Enna. La stragran- de maggioranza però non conosce il lavoro certosino e costante che giorno dopo giorno ha permesso di riportare il lago al suo splendore, ignora anche le pastoie burocratiche con le quali gli ingegneri di Enel si sono

confrontati per anni per permettere alla diga di toccare i 942,1 metri di invaso attuale e alle centrali di Troina e Grottafumata di tornare a lavora-

re a pieno ritmo come è previsto per l’ottobre 2011. Tutti però hanno sotto

gli occhi i risultati di questo sforzo che dal 2003, anno di inizio dei primi

interventi di ristrutturazione, ha visto succedersi centinaia di persone, tra

dipendenti Enel e delle ditte appaltatrici, e oggi sta portando a compimen-

to un progetto, partito nel 2008, che è costato 45,7 milioni di euro.

“La prima volta che sono arrivato ad Ancipa era il 1981, ero appena entra-

to

a lavorare in Enel e mi hanno portato a visitare la diga durante il corso

di

formazione per i neoassunti. Quando sono entrato dentro il primo

sperone (era il numero sei) la prima cosa che mi è venuta in mente è stata:

questa non è una diga, è una cattedrale gotica”. Giovanni Siragusa, dal 2003 al 2006 sostituto del direttore dei lavori di ristrutturazione della diga

e

dal 2008 direttore, racconta così il suo incontro con Ancipa. Ingegnere

e

palermitano ha un duplice motivo di soddisfazione a rivedere oggi il

lago pieno perché sa di aver contribuito a un grande lavoro e “da siciliano

– dice deciso, ma anche un po’ commosso – sono orgoglioso per aver dato

un contributo alla mia terra”. Far rivivere la diga ha significato innanzitutto intervenire su due proble-

mi: la stabilità nel rischio terremoti e l’escursione termica. Per questo, tra

il

2002 e il 2005, ai piedi della diga sono stati realizzati contrafforti sismici

e

l’intera parete di cemento è stata coperta con un vero e proprio scu-

do. “La differenza di temperatura tra il fronte bagnato dal lago e quello esposto al sole – spiega Siragusa – negli anni ha causato la fessurazione

degli speroni. Nulla di imprevedibile e pericoloso ma il Registro Italiano Dighe ha chiesto a Enel di porre rimedio al fenomeno” e così Ancipa oggi

è coperta da un schermo che ne copre integralmente la struttura lasciando

fuori solo il coronamento. “Certo, toglie l’impatto visivo con l’imponenza degli speroni – dice Vergano – ma è stato il primo passo per ripartire”.

Il secondo, più nascosto e certosino, è invece avvenuto nel cuore della

diga stessa e ha rappresentato un lavoro di fino che ha unito le migliori tecnologie, una passione quasi artigianale e turni non stop per controllare centimetro per centimetro l’intera parete della diga.

L’ULTIMA FESSURA

Il problema delle fessure apertesi nel corpo della diga ha segnato sin dagli

anni Settanta la vita di Ancipa, costringendo man mano la riduzione del volume di acqua raccolto nel lago. A parlarne senza averle davanti agli occhi ci si può immaginare spaccature dalle quali zampilla acqua in modo

preoccupante. Non è così. In realtà si tratta di crepe superficiali molto fre- quenti nelle strutture in cemento costruite negli anni Cinquanta. “Già con

i primi studi abbiamo capito che le fessure risalivano alla fase costruttiva

– spiega Vergano – ed erano generate dallo sviluppo del calore di idrata-

zione del cemento, ricavato per praticità dalle rocce del monte Acuto che

sta sopra il lago, e del successivo raffreddamento dei getti. Il tempo poi ha fatto la sua parte, aumentando in maniera modesta l’estensione”. Per sem- plificare si potrebbe dire: un problema importante, ma non grave. Eppure l’intervento di risanamento richiesto a Enel ha significato anni di studi, indagini endoscopiche e lavoro senza sosta condotto palmo a palmo sugli speroni. Tra il 2008 e il 2009 sono state realizzate le cosiddette iniezioni

di colmataggio con il cemento, poi è toccato al riempimento delle lesioni

più ostiche fatto con una resina studiata ad hoc. “Stiamo parlando di un totale di 700 metri di fessure trattate – spiega Morello – più di mille fori e tre turni di lavoro continui con i quali, da dicembre a maggio, ci siamo alternati per coprire 24 ore su 24 l’intervento”. I risultati di quel lavoro e lo sforzo profuso oggi si possono solo immaginare camminan- do all’interno della diga. Non tanto per le sottilissime cicatrici delle fessure, “riempite una a una stando attenti alla pressione d’iniezione, alla temperatura della resina e alle sue fuoriuscite”, quanto per il nu- mero impressionante di impalcature allestite negli speroni che ora sono in fase di smantellamento. Una teoria di 27 piani fatti di tubi innocenti che, per mesi, gli uomini di Enel e delle ditte appaltatrici hanno salito e sceso senza sosta. “Dovevamo seguire ogni iniezione passo dopo passo e ogni singolo intervento era diverso da quello precedente” dice Franco Ciniglia, assistente site manager ai lavori della diga. “Un lavoro certosino che, nonostante la complessità, è stato concluso con otto mesi di anticipo grazie al ritmo serrato dei lavori e al clima di squadra instauratosi tra tutti i protagonisti chiamati in causa. L’ultima fessura l’abbiamo chiusa il 13 maggio 2010 e mancava poco a mezzogiorno” dice Ciniglia “ed è stata una bella festa per tutti”. Su e giù per le impal- cature a inseguire le fessure gli uomini di Enel e della Geo Ras, la ditta appaltatrice che ha contribuito all’intervento, hanno passato quattro mesi, duri e faticosi, durante i quali non sono mancati i momenti di tensione, ma anche quelli di familiarità. “Dopo due mesi passati dentro la diga a iniettare resina e fare perforazioni c’era ormai affiatamento e con alcuni era nata un’amicizia che continua anche oggi” dice Morel- lo. Calabrese come Ciniglia, condivide con il suo conterraneo un vero talento nel rendere anche il più semplice momento passato assieme una piccola festa di paese.

SOTTOTERRA

Oggi che la diga è tornata a toccare quota 942,1 metri è pronta a far ripartire tutto il cosiddetto bacino idroelettrico dei fiumi Salso-Simeto. Ma il lavoro di ristrutturazione degli speroni non servirebbe a nulla se

orizzonti

degli speroni non servirebbe a nulla se orizzonti Lavori nella galleria Ancipa-Troina nel contempo non fossero

Lavori nella galleria Ancipa-Troina

nel contempo non fossero proseguiti i lavori negli altri punti nevralgici del sistema nato negli anni Cinquanta. A valle e a monte del lago di Ancipa infatti sono all’opera altri cantieri che fanno un tutt’uno con la teoria di impalcature e resina della “cattedrale gotica”. Ogni mattina, infatti, la squadra diretta da Vergano prende strade diverse per portare

a termine l’unica grande impresa: a monte del lago ci sono i lavori

dell’allacciante, a valle, quelli di Finestra 2 e della centrale, che tradotto per i profani stanno a indicare i cantieri alla galleria che preleva acqua

da cinque torrenti per portarla al lago, e quello alla condotta forzata

che, passando sotto Troina, congiunge l’Ancipa con la centrale idro-

elettrica. Per capire in quale di questi cantieri siano stati gli uomini

di Enel durante la giornata basta guardare a sera le loro scarpe di

sicurezza: bagnate=diga, sbiancate dalla polvere=Finestra 2, coperte di fango=allacciante, sporche di grasso=centrale. Ognuno di questi quat- tro posti infatti è un mondo a sé stante.

Il canale allacciante è una galleria di 14 km che taglia una serie di fiumi

stagionali: d’estate sembrano innocui ruscelli, ma durante il periodo delle piogge portano all’Ancipa il 50% del suo invaso, una massa di

20milioni di m 3 d’acqua. È soprattutto il regno di Ciniglia che quotidia- namente si arrampica per le stradine tortuose del Parco dei Nebrodi e raggiunge Tusa, Bracallà, Schicciomirra o qualcun’altra delle località dove le prese dell’allacciante incontrano i cinque torrenti. Non fosse per la natura rigogliosa del Parco dei Nebrodi che accompagna ogni viaggio, l’andirivieni lungo l’allacciante sarebbe un bell’inferno tra strade che smottano di continuo e mucche al pascolo che placidamente

si posizionano anche dietro le curve più insidiose. I lavori in galle-

ria effettuati dalla Notari di Milano, consistono nel ripristino della funzionalità della galleria con interventi di ordinaria amministrazione perché la struttura porta bene i suoi cinquanta e passa anni e chiede soltanto manutenzione e controllo. Niente di eccezionale se non fosse che in Sicilia, quando ci si infila sotto terra, bisogna fare i conti con un compagno tanto silenzioso quanto pericoloso: il gas. Per una semplice ricognizione alla galleria bisogna quindi munirsi di bombole, masche-

19 Enel insieme Giugno 2011

orizzonti

re e rilevatori e portarsi dietro nulla che possa generare la minima scintilla. A Troina sanno bene cosa è capace di fare il metano quando invade i tunnel. Per Ancipa, infatti, il 5 dicembre è una data che non si scorda per colpa di un incidente nel quale la fatalità si è mischiata all’imprudenza e al coraggio. Era il 1950, il cantiere era aperto da poco più di un anno, ma per due giorni consecutivi gli scavi della galleria che unisce la diga alla centrale, erano rimasti deserti. Prima la festa di Santa Barbara, protettrice dei minatori, poi lo sciopero bianco indetto dai lavoratori, avevano lasciato campo aperto al metano che i rigene- ratori d’aria non erano riusciti a spazzare via. La ricostruzione degli avvenimenti riportata dai giornali dell’epoca racconta che quando il capo finestra e un operaio entrano nella galleria per un sopralluogo, compiono l’imprudenza di ripetere un’azione di routine che gli costa la vita: danno fuoco al gas per desaturare l’aria, ma c’è troppo metano nel tunnel e quel gesto provoca un’esplosione che rimbomba in tutta la zona. La galleria crolla ma i colleghi e la gente di Troina, accorsa sul posto per il boato, cerca lo stesso di entrare a salvare chi è rimasto sotto terra. È uno stillicidio: a due a due entrano gruppi di soccorritori più o meno improvvisati che restano soffocati dal metano. Alla fine si contano undici morti tra gente comune, ingegneri e operai.

20 Enel insieme Giugno 2011

SI LAVORA IN SICUREZZA

Dall’incidente del 5 dicembre 1950 Troina e i lavoratori dell’Anci-

pa rimangono segnati in modo indelebile ma a guardare gli operai

impegnati a far risorgere la diga ed entrare oggi in galleria si capisce che almeno quelle morti non sono passate invano. Alla Finestra 2, dove il site manager di Enel è un altro calabrese, Claudio Fabiano, ci si infila in un tunnel di 400 metri per posizionare i tubi in fibra di vetro che ristabiliranno il flusso d’acqua forzata (interrotto dopo un crollo nel 1998) lungo i 7 km di galleria tra la diga e la centrale di Troina. Vi lavorano ragazzi che per lo più provengono da Santo Domingo, operai qualificati, dipendenti dell’Illesa, ditta bellunese specializzata negli scavi sotterranei. Parlano poco, quando lo fanno tradiscono l’accento veneto. Quel che colpisce di più è l’attenzione quasi naturale che hanno

per i dispositivi di sicurezza. Nella galleria Ancipa-Troina il rischio di incappare nel metano è ormai basso, ma loro non entrano mai senza tuta, maschere e rilevatori. Un’abitudine che Fabiano descrive in modo insolito, ma indicativo: “La loro attenzione alla sicurezza è 100% merito

di Enel, 100% merito della ditta per cui lavorano e 100% merito di

ognuno di loro singolarmente”. In un cantiere come quello di Finestra

2 si movimentano e mettono in posa ogni giorno 12 tubi di 6 metri

come quello di Finestra 2 si movimentano e mettono in posa ogni giorno 12 tubi di

Una veduta notturna della diga

l’uno, li si trasporta per chilometri sotto terra guidando piccoli trattori attrezzati per non incappare in incidenti nel caso di eventuali fuoriuscite

di gas. Ci si barda con tute, caschi protettivi, maschere, stivali rinforzati, e

ogni volta che si entra si segna l’orario d’ingresso nel tunnel. Non stupisce

che la galleria, come del resto tutto il grande cantiere di Ancipa, possa vantare l’invidiabile record di zero infortuni. Ma come dice Fabiano, con il suo fare dimesso e al contempo sornione, il merito è l’insieme del 100% dell’attenzione di tutti.

UN NUOVO INIZIO

Quando anche l’ultimo tubo in fibra di vetro verrà messo a posto nella galleria che porta alla centrale, la preziosa acqua proveniente della diga di Ancipa tornerà a svolgere a pieno il suo compito, unendo l’utilizzo potabi-

le (mai sospeso nonostante tutte le vicissitudini) a quello irriguo e di pro-

duzione di elettricità. L’impianto idroelettrico di Troina si sta preparando all’evento, previsto per l’ottobre 2011, in una nuova corsa contro il tempo che prevede la riattivazione della centrale, ferma da 12 anni, con due gruppi di 10 MW l’uno che andranno ad aggiungersi a quello dell’impian-

to di Grottafumata, altro snodo di tutto il sistema idroelettrico del Bacino

del Salso-Simeto, anch’esso alle prese con un restyling molto profondo.

Un lavoro anche questo non semplice, vista la lunga inattività dei due im- pianti e i tempi stretti, che è stato affidato a un site manager che di nome

fa Francesco Merlino. Prestato all’Unità di Business Sicilia dalla PRI di

Torino, con un’esperienza sul campo che lo ha portato sino in Spagna, ha nel nome il compito affidatogli da Enel: compiere l’ultima magia, l’ultimo passo per ridare definitivamente vita all’Ancipa. Quando anche le due centrali di Troina e Grottafumata saranno messe in linea allora davvero tutto sarà portato all’atteso compimento. Ma non si tratterà della fine di un’opera quanto piuttosto di un nuovo inizio, perché il lavoro realizzato dal gruppo guidato da Vergano passerà nelle mani dell’Unità di Business Sicilia e “solo allora – dice il direttore dell’UB, Girolamo Andrea Cicero – il puzzle sarà compiuto e prenderà a vivere”. Quando tutto il sistema del Salso-Simeto venne progettato le esigenze del territorio, la domanda di

elettricità e di acqua per l’irrigazione era ben lontana dai livelli di oggi. “Far ripartire la diga e le centrali per Enel significa scrivere una pagina decisiva per la Sicilia” che tocca la vita di famiglie, comunità, aziende e Comuni “che ci hanno chiesto a più riprese di realizzare quest’opera”.

Ci

sono voluti dodici anni per far risorgere il lago di Ancipa e riportare

la

diga a svolgere a pieno ritmo il compito di assoluta importanza per il

quale era stata creata. “Ne beneficerà la qualità del sistema energetico siciliano, la distribuzione di acqua potabile nella regione e l’irrigazione delle coltivazioni nella piana di Catania che dipende quasi completamente

dall’Ancipa”, sottolinea Cicero. Grazie alle centrali di Troina, Grottafuma-

ta e dei tre impianti che sino a oggi hanno continuato a lavorare solo con

l’apporto degli altri invasi del Bacino del Salso-Simeto “Enel potrà rispon-

dere al fabbisogno energetico di circa 10.000 famiglie e evitare l’emissione

di 25.000 tonnellate di CO 2 ”. È per questo che la chiusura del cantiere e

l’orgoglio per gli obiettivi raggiunti non sono un epilogo felice, ma l’aper- tura di un nuovo capitolo della lunga storia dell’Ancipa. Come dice Cicero “Ogni giorno ci prepariamo per il futuro e il bello deve ancor iniziare”.

Jumps
Jumps
per il futuro e il bello deve ancor iniziare”. Jumps Gennaro De Michele onda su onda
per il futuro e il bello deve ancor iniziare”. Jumps Gennaro De Michele onda su onda

Gennaro De Michele

onda su onda

James M. Utteback è una persona sorprendente anche per i sofisticati ambienti della Sloan School del MIT. Lo

capisci quando entri nel suo ufficio: ti dice che non ha fretta, che ha rinviato tutti i suoi impegni per incontrarti

e che è molto sorpreso che tu abbia percorso migliaia di

chilometri per parlare con lui. James infatti ha deciso

di non viaggiare più per lavoro e pensa che dovrebbero

fare tutti così. Grazie alla sua webcam tiene corsi sulla

dinamica dell’innovazione in tutto il mondo. Per Utte- back questo è un esempio concreto di come la tecnologia possa cambiare la vita della gente.

Se si dà un’occhiata alla dinamica dell’innovazione si

vede come la vendita di un nuovo prodotto sia come un’onda: parte da livelli bassi, sale rapidamente, rag- giunge un massimo e poi riscende sotto l’incalzare di un nuovo prodotto. Gli esempi non mancano: macchine

da scrivere che da manuali diventano elettriche e poi

vengono soppiantate dal software di Word oppure sistemi di illuminazione che passano dalle lampade a incandescenza a quelle fluorescenti e ai led. Onde suc-

cessive e micidiali che la pubblicità sa cogliere al meglio:

“Tu premi il pulsante e noi facciamo il resto” recitava uno slogan della Kodak di qualche anno fa. Con una nuova macchina digitale oggi andrebbe riscritto così: “Tu premi il pulsante e il resto lo faccio io”. Un caso emblematico è quello del ghiaccio. Tra il 1850 e

il 1900 questa industria era molto fiorente: ben 60mila

tonnellate di blocchi segati ogni anno dai laghi del Nord America venivano esportati in tutto il mondo

per conservare derrate alimentari e condizionare l’aria. Soppiantato dagli impianti frigoriferi a compressione,

il ghiaccio oggi sta vivendo una seconda giovinezza

grazie all’idea di usarlo per immagazzinare i surplus

di energia elettrica. L’eco-invenzione è stata lanciata da

un’azienda statunitense che ha sviluppato l’ice bear (let- teralmente orso di ghiaccio): una volta collegato agli im- pianti di condizionamento tradizionali, durante la notte

il macchinario produce ghiaccio che al mattino servirà

per raffreddare l’aria. Quando si scioglie il ghiaccio, il motore del condizionatore rientra in funzione, consen- tendo un notevole risparmio dei consumi elettrici.

Secondo James una nuova onda è partita. Gli orsi di ghiaccio, proprio come i vecchi blocchi bianchi dei laghi del Nord, presto invaderanno il mondo.

21 Enel insieme Giugno 2011

I risultati dell’indagine di clima: uno strumento per i responsabili locali Dal globale al locale

I risultati dell’indagine di clima:

uno strumento per i responsabili locali

Dal globale al locale

I risultati dell’indagine di clima e le azioni di miglioramento sono l’oggetto dei workshop che, nei mesi di maggio e giugno, coin- volgeranno 660 responsabili locali di tutte le realtà del Gruppo. L’obiettivo è condividere i risultati complessivi, sviluppare compe-

tenze metodologiche per la corretta analisi della propria unità per indi- viduare un piano d’azione locale, focalizzare la comunicazione ai propri collaboratori e appropriarsi di Archway. Questo strumento permette a ciascun responsabile di elaborare i risultati generali e specifici della pro-

pria unità e approfondirli anche attraverso la comparazione con quelli del 2008 e i benchmark interni all’azienda ed esterni (del settore energia e di Paese). I responsabili possono così vedere come hanno risposto le persone, trovando conferme o smentite rispetto alle proprie percezioni del micro clima. Per parlare di questa esperienza Enel Insieme ha raccolto la testimonian- za di alcuni “facilitatori” e di alcuni responsabili locali dei workshop di Endesa, di Enel OGK5 e della Divisione Infrastrutture e Reti.

Inés Arteaga Sanchez (facilitatore)

Responsable Organización

y Recursos Humanos (En-

desa España Portugal)

Abbiamo notato grande interesse per la nuova modalità di analisi dei dati. In Endesa, non siamo mai scesi a un livello così elevato di dettaglio (Unità locale). Per questo i partecipanti sono arrivati molto preparati e con molte domande sul loro ruolo. Percepiamo una risposta eccezionale rispetto alla possibilità di confrontarsi con altre unità in Endesa o con

analoghe unità in Enel.

Rozalina Azevedo Responsable Desarrollo de Personas (Endesa Brasil)

L’indagine è uno strumento utile per i capi che sono responsabili del clima lavorativo della loro area. La possibilità di confrontarsi con differenti aree e Paesi è davvero interessante. Ci permette di consolidare le nostre diagnosi e di integrare le iniziative corporate, come quelle relative alla meritocrazia, un’area di miglioramento per tutto il Gruppo. Inoltre possiamo conoscere le area di forza, come il coinvolgimento espresso dalle persone in Endesa Brasile.

il coinvolgimento espresso dalle persone in Endesa Brasile. Anna Maria Caprioglio (facilitatore) Responsabile Sviluppo

Anna Maria Caprioglio (facilitatore) Responsabile Sviluppo

Divisione Infrastrutture

e Reti

Abbiamo lavorato molto sulla contestualizzazione dei risultati, sull’efficacia dei piani d’azione messi in campo nella scorsa indagine di clima e sul metodo. Analizzare i dati senza inseguire il pregiudizio, approfondire la fase di diagnosi e indivi- duare gli elementi chiave su cui costruire azioni di miglioramento richiede la volontà di mettere in discussione il proprio operato. I responsabili locali hanno reagito positivamente. Molti sono arrivati con analisi quasi completate, curiosi di appro-

fondire le potenzialità di Archway e ne hanno apprezzato le nuove funzionalità. Secondo alcuni i tempi sono un po’ stretti, le

informazioni hanno bisogno di essere metabolizzate e possiamo ancora migliorare e spingerci oltre…

e possiamo ancora migliorare e spingerci oltre… Alexander Ilyenko Ngres Power Plant Director In questo

Alexander Ilyenko Ngres Power Plant Director

In questo periodo critico per gli impianti, in fase di ristrutturazione, l’indagine è davvero utile per i manager che possono così rivedere le proprie attività e le modalità di gestione. Purtroppo il tempo per sviluppare il piano di miglioramento è poco, vista la contemporanea realizzazione dei progetti di grande rilevanza. Sono rimasto sorpreso dalla scarsa conoscen- za dei risultati operativi della centrale. D’altra parte i risultati sulla safety sono stati molto apprezzati. Ora stiamo lavo- rando per migliorare il livello di informazione, in particolare dell’area tecnica, con l’obiettivo di ridurre la resistenza al cambiamento, aumentare l’ottimismo e la fiducia nel futuro.

orizzonti

Aprite bene le orecchie,

è arrivata Enel.radio

orizzonti Aprite bene le orecchie, è arrivata Enel.radio “ Video killed the radio star” cantavano i

Video killed the radio star” cantavano i Buggles nel 1979 segnando in modo indelebile un’epoca in cui la tv faceva ormai la superstar e sosti- tuiva la radio nei cuori della gente. Sembra passato un secolo. Oggi la radio vive una seconda giovinezza in termini di ascolti e di popolari-

tà. E grazie a Internet non è più possibile parlare di competizione tra i due mezzi di comunicazione: sulle piattaforme digitali, infatti, audio e video

si

fondono in un unico strumento multimediale e danno vita a un modo

di

gli ascoltatori/spettatori nel frattempo si sono trasformati in produttori di informazioni.

È in questo contesto che nasce la prima web radio della storia di Enel. Il

fruire i contenuti completamente nuovo. La logica 2.0 ha fatto il resto e

21 giugno cominciano sulla Intranet le trasmissioni di Enel Radio e si apre

così una nuova pagina nell’interazione e nel coinvolgimento dei colleghi.

PALINSESTO PER TUTTI I GUSTI

La

con news, ospiti e commenti in diretta, musica, il meteo, la rassegna stampa

e

tema a scelta che verrà affrontato durante il corso della giornata secondo vari aspetti. Grande spazio viene dato all’informazione. Ogni giorno ci sono cinque appuntamenti con il giornale radio che ci raccontano cosa succede in Italia

e

azienda e il mondo dell’energia. Una delle parole d’ordine della nostra azienda è l’integrazione. A questo argomento è dedicato “Community on air”, un programma dal vivo che punta a coinvolgere gli ascoltatori in diretta e le community online. All’in- terno di questo contenitore “Energie alternative”, un focus sulle divisioni, le

mattina si parte con “Buongiorno Enel” che tutti i giorni ci dà la sveglia

collegamenti col territorio. E ci sarà spazio per la domanda del giorno, un

nel mondo, con grande attenzione alle notizie che riguardano la nostra

iniziative solidali e le storie dei colleghi con tanti collegamenti col territorio

e con l’estero. E poi le rubriche dedicate alla sicurezza, all’ambiente e al

mercato raccontati dalle voci dei colleghi. Infine, a completare lo spazio di “Community on air”, c’è “Banca del tempo”, uno spazio dedicato alle inizia- tive dei colleghi e alle loro passioni.

E

ancora molto spazio per la cultura con “Enel on air”, una trasmissione che

coinvolgerà tantissimi ospiti del mondo dello spettacolo, della letteratura e dell’arte.

INTEGRAZIONE CON LA WEB TV

La

della web tv. Anche dal punto di vista funzionale i due canali sono “gemel- li”: l’utente li può individuare facilmente al centro della home page della

programmazione di Enel radio è realizzata in stretta sinergia con quella

intranet e scegliere così a quale media dare attenzione, attivando l’audio della radio o la schermata della tv. In un unico spazio integrato si possono quindi consultare la programmazione giornaliera e settimanale di entram-

bi

contributi preferiti anche a distanza di tempo.

i media e la sezione on demand, che permette di riascoltare o rivedere i

23 Enel insieme Giugno 2011

Per l’Aeeg, il call center di Enel Servizio Elettrico

è il primo in classifica in Italia.

Enel Energia sale dal terzo al secondo posto

Qualità totale:

Enel leader del mercato

L a notizia arriva direttamente dall’Autorità per l’Energia Elettri- ca e il Gas (Aeeg) che nell’ultima graduatoria riferita al periodo luglio-dicembre 2010 certifica la leadership di Enel per la quali- tà dei servizi dei call center fra 32 aziende di vendita di energia

elettrica e gas con oltre 50mila clienti. La classifica, espressa come Indice

di Qualità Totale (IQT), è strutturata su una serie di punteggi assegna-

ti ai singoli call center per i livelli di qualità effettivamente offerti ai

consumatori. E al primo posto della classifica c’è Enel Servizio Elettrico, passata dal 9° al 1° posto, mentre Enel Energia passa dal 3° al 2° posto, prima in assoluto tra le società che operano sul mercato libero.

“Il nostro obiettivo è offrire ai nostri clienti un servizio di eccellenza, e

questi risultati dimostrano che anche in questo Enel è un passo avanti ri- spetto a tutti gli altri fornitori di energia in Italia” commenta il direttore della Divisione Mercato, Gianfilippo Mancini. Secondo Luca Solfaroli Camillocci, responsabile Customer Service della Divisione Mercato, gli elementi che hanno permesso questo risultato sono gli investimenti nei sistemi di gestione, la control room dedicata, la massima attenzione alla formazione dei partner che rispondono 24 ore al giorno 7 giorni su 7, e la continua attenzione alle esigenze dei clienti.

SOTTO LA LENTE SIN DAL 2009

In generale la situazione delle utilities italiane è migliorata da tutti i

punti di vista, un terzo delle società monitorate ha infatti ottenuto un punteggio più alto rispetto ai sei mesi precedenti; in particolare, risul- tano migliorati i servizi di call center di 10 dei 32 venditori monitorati rispetto a parametri-chiave come la facilità di accesso, la qualità del servizio e il grado di soddisfazione.

La graduatoria dei call center viene pubblicata ogni sei mesi dall’Auto-

24 Enel insieme Giugno 2011

rità a partire dal 2009. I punteggi vengono assegnati sulla base di livelli standard del servizio fissati dall’Autorità, come la disponibilità di linee

telefoniche, i tempi di attesa, la chiarezza delle risposte, la cortesia degli operatori, la capacità di risolvere il problema nel minor tempo possibile.

La graduatoria è elaborata in funzione di un punteggio globale (ovvero

l’Indice di Qualità Totale) che permette una valutazione comparati-

va dei servizi offerti dalle singole società di vendita. Nel dettaglio si

tratta dell’accesso al servizio (PA), qualità del servizio (PQ) e il grado di

soddisfazione dei clienti che si rivolgono ai call center (PSC). L’accesso

al servizio riguarda la disponibilità delle linee telefoniche, i periodi di

accessibilità per le chiamate (ampiezza degli orari e numeri di giorni

di apertura dei call center), la gratuità delle chiamate anche dalla rete

mobile e la possibilità di esprimere un giudizio tramite “emoticons” sui

servizi telefonici utilizzati. La qualità del servizio (PQ) invece valuta i tempi medi di attesa prima di riuscire a parlare con un operatore, la percentuale di chiamate con risposta di un operatore, la possibilità per il cliente di essere richiamato, la segnalazione del numero di chiama-

te che precedono in coda o del tempo stimato di attesa, la semplicità

dell’albero di navigazione in fase di accesso, l’eventuale presenza di un

portale internet e di servizi e l’adozione di iniziative con le Associazioni dei consumatori. Infine il PSC è ricavato dall’indagine demoscopica che l’Aeeg effettua ogni sei mesi, richiamando un campione di clienti di ogni impresa che hanno telefonato ai call center e chiedendo loro di esprime-

re un giudizio con un voto sul servizio ricevuto.

orizzonti

Il contratto? Si firma porta a porta

Ce li invidiano e cercano anche di portarceli via”. Sono gli oltre 3mila operatori per la vendita di Enel Energia: i cosiddetti uomini del porta a porta. E a descriverli come invidiati e contesi dalle altre aziende italiane è Nicola Lanzetta, responsabile Vendite mass

market di Enel Energia. Un’immagine che smentisce la rappresentazione del venditore “traffichino” che spopola sui blog. “Ci sono venditori che

si rivelano non corretti, ma sono casi molto limitati, e i primi a pagarne

i danni sono le aziende che hanno contratti con le agenzie per le quali questi personaggi lavorano”. Lanzetta spiega che la vendita diretta è “un approccio imprescindibile per chi si rivolge ai potenziali 30 milioni di clienti del mercato energe- tico italiano”, perché sono ancora molti i consumatori che preferiscono

parlare vis à vis di contratti, offerte e promozioni. Attraverso il porta a porta però non passano solo buona parte dei contratti del mercato libero

di

Enel Energia, ma anche l’immagine dell’azienda ed è per questo che

la

vendita diretta è un argomento delicato, fatto di tanti dettagli e di un

piccolo-grande segreto: la selezione delle agenzie e la formazione degli operatori.

Enel Energia si affida a oltre 80 agenzie diffuse su tutto il territorio italiano, “società terze specializzate – spiega Lanzetta – che selezionia- mo a partire da criteri oggettivi secondo lo standard del vendor rating comune a tutta l’azienda”. La scelta delle agenzie è però il primo passo

di un lungo percorso di costruzione dell’affidabilità. Enel infatti affida ai

venditori il compito di rappresentarla presso i clienti e per questo vuole formare direttamente la professio- nalità di ogni singolo operatore. “Seguiamo tre fasi che consistono nella formazione vera e propria, in un esame di valutazione e quindi

in un periodo di prova di training

on the job ”. Le agenzie e i venditori sanno che il rapporto fiduciario che

si instaura è tanto esigente quanto

trasparente: “Per chi non rispetta le regole ci sono penali economiche,

la possibilità di allontanamento del

singolo venditore o la rescissione

del contratto con l’agenzia” perché

in ballo c’è la fiducia del cliente,

l’immagine di Enel, ma anche delle società terze. E l’obiettivo è semplice e al contempo ambizio- so: “Vogliamo professionisti della vendita capaci di essere anche professionisti dell’informazione sul mercato perché il consumatore non chiede loro solo chiarezza sulle

offerte di Enel Energia, ma anche un aiuto per orientarsi in un contesto spesso ancora confuso come quello del mercato libero”. Per questo Enel offre ai singoli venditori una formazione permanente che nel tempo “costruisce un sentimento di appartenenza a una comunità professiona- le di eccellenza”. Per gli uomini del porta a porta esistono programmi di loyalty dedicati, e soprattutto strumenti che danno loro la possibilità di essere costantemente in rete attraverso una business community chiamata My village. “È uno spazio virtuale, gestito da una redazione dedicata che permette ai venditori di essere costantemente aggiornati e condividere esperienze e best practices ”. My village offre tutto ciò che serve per fare al meglio il proprio lavoro: dalle ultime delibere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas alle informazioni sulle attività di back office per attivare il contratto quasi in tempo reale e seguirne l’evoluzione. “Così come per il mercato, anche la figura dell’operatore è in costante evoluzione”, dice Lanzetta. “Oggi devono conoscere bene il contratto che offrono ma an- che il quadro normativo, vendere contratti per l’elettricità ma anche per il gas o programmi come la carta EnelMia. Sono veri professionisti. Ed è per questo livello di preparazione che molte aziende italiane li vorrebbe- ro da loro”.

che molte aziende italiane li vorrebbe- ro da loro”. Sul web www.my-village.it Le nuove divise dei

Sul web

www.my-village.it

Le nuove divise dei venditori di Enel Energia
Le nuove divise dei venditori di
Enel Energia

25 Enel insieme Giugno 2011

orizzonti

Ciao Franco

Con la scomparsa di Viezzoli,

ex presidente di Enel, l’Italia saluta

un protagonista dell’economia

pubblica di fine Novecento.

Franco Viezzoli era un uomo di grande competenza e un gran- de manager, ed è stato una figura chiave per l’industria pubblica italiana degli anni Settanta, Ottanta e Novanta”. Così l’ad Fulvio Conti ha salutato l’ex presidente di Enel, scomparso lo scorso 18 maggio all’età di 85 anni. E se si guarda a ciò che è diventata la nostra azienda negli ultimi anni si capisce quanto sia stato importante il decennio di presidenza del manager genovese. Viezzoli ha infatti

di presidenza del manager genovese. Viezzoli ha infatti 26 Enel insieme Giugno 2011 guidato Enel a

26 Enel insieme Giugno 2011

guidato Enel a partire dal 1987 al 1996, un periodo cruciale per il cammino che ha trasformato l’ente nazionale per l’energia elettrica in una multinazionale presente in oltre 40 Paesi. Fu sotto la sua presi-

denza che all’inizio del 1991 il Parlamento italiano diede avvio alla liberalizzazione del settore della produzione di energia elettrica con- sentendo a Enel di promuovere, in Italia e all’estero, la costituzione

di Società per Azioni e di assumere partecipazioni in altre aziende. Il

cambiamento fu reso necessario dall’espansione dell’industria italia-

na che fece aumentare notevolmente la domanda di energia elettrica.

“Lo sviluppo del Paese ha bisogno di energia elettrica – diceva Viez-

zoli nell’anno del suo insediamento – e noi intendiamo mantenere

il nostro dovere istituzionale di renderla disponibile”. Sotto la sua

guida, Enel ha aumentato la capacità produttiva con impianti sempre più efficienti e compatibili con l’ambiente, e nello stesso tempo ha

promosso lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, una politica del risparmio energetico e un’attenzione costante alla qualità e alla continuità del servizio. Negli stessi anni Enel ha promosso anche il programma “Luce per l’Arte”, che dal 1990 ha illuminato e continua a illuminare i gran-

di monumenti e le opere d’arte del nostro Paese, a testimonianza

dell’impegno di Enel nella promozione e valorizzazione della cultura

(vedi articolo a pagina 12).

FIGURA CHIAVE DELL’ECONOMIA

Quella di Viezzoli è stata una figura chiave ai vertici dell’industria pubblica italiana negli anni Settanta, Ottanta e Novanta. La sua car- riera è iniziata nel 1950 quando entrò come ingegnere nella Società di

navigazione Italia del gruppo Iri-Finmare. Nel 1956 passò all’Istituto

di Ricostruzione Industriale (IRI), di cui poi divenne direttore centra-

le. In quegli anni l’IRI modernizzò e rilanciò l’economia italiana sino

a diventare la più grande azienda industriale al di fuori degli Stati

Uniti: nel 1980 l’ente arrivò a essere formato da circa mille società con più di 500mila dipendenti.

A dimostrazione delle sue qualità non comuni Viezzoli venne

nominato consigliere in vari enti pubblici e privati, tra cui Finsider, Italsider, Italcantieri, Banco di Santo Spirito, Credito Italiano, Alfa Ro- meo, Assonime, Abi e Finanziaria regionale Friulia. Nel 1976 diventò presidente e amministratore delegato di Finmeccanica per passare dopo più di un decennio alla presidenza di Enel.

1861 - 2011 150° anniversario dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a

1861 - 2011

150° anniversario dell’Unità d’Italia

1861 - 2011 150° anniversario dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a n

Centocinquant’anni

elettrizzanti

dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a n t i che hanno fatto
dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a n t i che hanno fatto
dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a n t i che hanno fatto
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dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a n t i che hanno fatto
dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a n t i che hanno fatto
dell’Unità d’Italia Centocinquant’anni elettrizzanti b r i l l a n t i che hanno fatto

b r i l l a n t i

che hanno fatto l’energia (e l’Unità) italiana

S t o r i e

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m e n t i

Quinta puntata

Anche Enel Insieme si unisce ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo facciamo raccontando le storie di scienziati, tecnologi e industriali italiani che, con le loro visioni, idee e imprese hanno contribuito, dal Risorgimento a oggi, allo sviluppo dell’industria elettrica a livello nazionale e internazionale. Gennaro De Michele ci accompagna in un viaggio appassionante in dieci puntate attraverso le vicende e le intuizioni geniali che hanno contribuito alla crescita culturale, scientifica e industriale del nostro Paese. Questa avventura è raccontata attraverso la vicenda di Giovanni Manconi, uno studente che alla fine degli anni Sessanta ebbe la fortuna di imbattersi in Gustavo Hermann, un eccentrico professore na- poletano, e nel fisico americano Richard Feynman, premio Nobel e grande comunicatore. La quinta puntata parla di un eroe dimenticato della scienza, Augusto Righi, i cui studi sulle onde elettromagnetiche posero le basi per l’invenzione della radio. Non a caso, infatti, tra i suoi studenti ci fu Guglielmo Marconi che nel 1895, per la prima volta, ottenne la prova che si può trasmettere un segnale a grande distanza. Qualche anno dopo brevettò la radio che nel 1909 gli valse il premio Nobel. La sua invenzione rivoluzionò per sempre il nostro modo di comunicare ed è anche grazie a lui se il mondo oggi ci sembra così piccolo.

27 Enel insieme Giugno 2011

150 anni elettrizzanti Da sinistra: Righi e Marconi Il punto di svolta. Augusto Righi e

150 anni elettrizzanti

150 anni elettrizzanti Da sinistra: Righi e Marconi Il punto di svolta. Augusto Righi e Guglielmo
150 anni elettrizzanti Da sinistra: Righi e Marconi Il punto di svolta. Augusto Righi e Guglielmo
150 anni elettrizzanti Da sinistra: Righi e Marconi Il punto di svolta. Augusto Righi e Guglielmo

Da sinistra: Righi e Marconi

Il punto di svolta.

Augusto Righi e Guglielmo Marconi

S teso sul letto con due cartelli davanti e uno sotto il letto, Gio- vanni Manconi rifletteva su come si doveva preparare alla lezione più importante del corso sull’elettromagnetismo. Richard avrebbe parlato delle famose equazioni di Maxwell e

lui doveva parlare di scienziati italiani. Per fortuna aveva due cam- pioni da esibire, Augusto Righi e Guglielmo Marconi e non voleva sprecarli. Decise che ne avrebbe parlato in modo semplice e pacato e sarebbe partito anche lui dalle famose equazioni. Pragmaticamente decise di cambiare cartelli. Mise i vecchi sotto al letto insieme a quello sul gatto metafisico e ne fece due nuovi: sul primo riportò le equazioni aggiun- gendo per ognuna il significato fisico più elementare; sul secondo ri- portò, conscio dell’eccezionalità dell’occasione, la terza legge di Clarke citata spesso da Gustavo quando, durante le lezioni, si imbatteva in scoperte eclatanti.

Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistin- guibile dalla magia

Arthur C. Clark

Con le equazioni davanti, Giovanni si rese subito conto che la vera trovata di James era stata quella di averle messe tutte insieme in modo che fossero in grado di sintetizzare come i vari fenomeni elettrici e magnetici si influenzano a vicenda. Provò a verificare la loro potenzialità e scoprì che quelle quattro formule spiegavano cose semplici come, ad esempio, perché l’ago della bussola si dirige verso nord e cose complicate come cosa succede al motore di un’auto quando si attiva il contatto con la chiave oppure

28 Enel insieme Giugno 2011

come funziona una chitarra elettrica (una sua vecchia ma indimentica-

ta

passione) e, soprattutto, come il suo mito Jim Hendrix fosse in grado

di

ottenere straordinari effetti con il suo strumento.

Poi, pensando al suo seminario, si soffermò su radio e televisione cer- cando un collegamento semplice tra le equazioni e le scoperte dei suoi eroi: Augusto Righi e soprattutto Guglielmo Marconi. Disegnò lo schema della più semplice radio possibile, fece i dovuti riscontri teorici e poi incominciò le sue ricerche storiche, partendo ovviamente da Augusto Righi: un eroe dimenticato della scienza, fondamentale per lui e per gli studenti della sua scuola, ma noto solo a pochi. Diplomatosi in Ingegneria civile nel 1872 a Bologna, Augusto succe- dette a Pacinotti come insegnante di fisica presso l’Istituto Tecnico di Bologna, dove ebbe come allievo Orso Mario Corbino, un personaggio

Come funziona la radio

Un oscillatore è un circuito elettrico che collega tra loro un condensatore, un componente in grado di accumulare cariche elettriche e una bobina, che ha invece la proprietà di opporsi alle variazioni della corrente nello stesso circuito. Quando un oscillatore viene alimentato con una batteria, la carica elettrica viene continuamente accumulata nel condensatore e poi rilasciata in una bobina che, opponendosi a questo moto, determina una corrente variabile. Se questa corrente attraversa un’antenna, si generano onde elettromagnetiche che vengono irradiate nello spazio. Le onde possono poi essere captate da altre antenne che alimentano oscillatori detti “riceventi”. Se con un microfono si trasforma la voce in un segnale elettrico che alimenta l’oscillatore “trasmittente” e si fa l’operazione inversa sul sistema ricevente, il gioco è fatto: siamo pronti ad ascoltare la nostra radio!

molto importante per la ricerca italiana, soprannominato molti anni dopo il “Padreterno” dai ragazzi di via Panisperna. Nel 1885 Righi si trasferì all’Università di Padova e infine nel 1889

all’Università di Bologna dove rimase fino alla morte. Nel 1893 iniziò

il

suo lavoro sperimentale più noto, ovvero lo studio delle proprie-

elettromagnetiche dei materiali e delle onde dimostrando spe-

rimentalmente che le onde elettromagnetiche presentano gli stessi fenomeni (riflessione, rifrazione e polarizzazione) di quelle luminose, confermando l’identità di natura dei due tipi di radiazione. In questo periodo Guglielmo Marconi seguì le sue lezioni, ottenendo anche il

permesso di frequentare il laboratorio e la biblioteca. Cosa che risulte-

fondamentale per la nascita delle telegrafia senza fili.

Le

ricerche sulle onde elettromagnetiche pongono Righi, assieme

a Rudolf Hertz, Nikola Tesla, Oliver Joseph Lodge, Alexander Stepa-

novitch Popov, fra i precursori più importanti di Guglielmo Marconi, che potrebbe dire di loro (come fece Newton con i sui predecessori):

“Ho visto lontano perché sono salito sulle spalle di giganti”.

Fu

proprio Rudolf Hertz a dimostrare nel suo laboratorio al Politecni-

co

di Karlsruhe la possibilità di trasmettere onde elettromagnetiche,

ma nessuno vide alcuna applicazione pratica della scoperta. A cogliere l’importanza dell’esperimento fu invece Guglielmo Marconi. Guglielmo aveva allora vent’anni, i suoi studi non erano stati molto

regolari e, di fatto, era un autodidatta. Prima era stato educato in casa, poi aveva frequentato un istituto tecnico di Livorno senza arrivare ad alcun diploma. Viveva la giovinezza godendo degli agi della sua con- dizione sociale. Amico del padre era Augusto Righi che all’università

di Bologna si occupava, come abbiamo visto, proprio di ricerche sulle

onde elettromagnetiche. Attratto da questi studi, Guglielmo decise di

iniziare a Villa Grifone, a Pontecchio, alcune esperienze dirette tenen- dosi nel contempo diligentemente al corrente di tutte le pubblicazioni

di quel tempo relative ad argomenti scientifici comprendenti lavori di

Hertz e Branly .

I risultati dei suoi esperimenti, intanto, miglioravano progressiva-

mente e nel 1895 ottenne una prova significativa della trasmissione di

segnali a distanza. La madre colse subito il significato della scoperta e

ne propose l’impiego alla marina militare italiana. Annie si sentì sug-

gerire di rivolgersi alla marina britannica e, grazie ad amici londinesi

e al cugino ingegnere Henry Jameson Davis, presentò il figlio all’inge- gnere capo del Post Office inglese, William Preece. Anche lui impe- gnato su questo fronte fu incuriosito dalle descrizioni del giovane

italiano e accettò di ripetere i test in Inghilterra rendendosi conto della buona strada intrapresa. Nel frattempo dalle discussioni tra la madre

e

il cugino ingegnere emerse l’opportunità di brevettare l’invenzione.

Il

brevetto (Improvements in Transmitting. Electrical Impulses and Signals

and in Apparatus Thereof) porta la data del 2 giugno 1896. Iniziò così lo sviluppo della “comunicazione senza fili”. Le ricerche

continuarono, si effettuarono trasmissioni su lunghezze sempre più ampie, i sistemi migliorarono sino ad arrivare nel 1901 a ricevere

a Poldhu, in Cornovaglia, un segnale transoceanico, in condizioni

ambientali difficilissime: la lettera S del sistema Morse consistente in tre punti. L’esperimento rese celebre Marconi nonostante le ovvie contrarietà delle compagnie dei cavi transatlantici e le opinioni contrarie di alcuni scienziati che ritenevano impossibile inviare segnali su distanze tanto grandi (famosa l’affermazione apodittica che lord Kelvin aveva fatto qualche anno prima: “La radio non ha futuro”). Nel 1909 Marconi ricevette la consacrazione del premio Nobel per la

fisica quando già era un mito internazionale. Poco prima, infatti, du- rante il naufragio dei piroscafi Florida e Republic, grazie al radiotelegra-

fo installato a bordo, i passeggeri furono salvati. E fu ancora per l’SOS

lanciato via radio dal transatlantico Titanic che molti sopravvissuti trovarono la salvezza dopo lo scontro con l’iceberg che fece inabissare

Quinta puntata

scontro con l’iceberg che fece inabissare Quinta puntata GiACoMo BALLA Mercurio passa davanti al Sole (1914)
scontro con l’iceberg che fece inabissare Quinta puntata GiACoMo BALLA Mercurio passa davanti al Sole (1914)

GiACoMo BALLA Mercurio passa davanti al Sole (1914)

Le equazioni di Maxwell

Le leggi di Maxwell legano tra di loro i fenomeni elettrici e magnetici derivanti da cariche elettriche ferme o in moto. Per dirla in parole semplici si potrebbero riassumere così:

In

un corpo elettricamente carico, tutta la carica si dispone sulla

sua superficie.

Non è possibile separare il polo positivo dal polo negativo di una

calamita.

Se

muoviamo un circuito chiuso nei pressi di una calamita, nel

circuito passerà una corrente elettrica.

Se

si fa passare una corrente elettrica variabile in un circuito, si

determina la formazione di un campo magnetico, simile a quello

di una calamita.

la nave. Mussolini usò Marconi come rappresentante del regime fascista e della sua politica. E, dopo averlo nominato marchese, nel 1930 lo insediò come presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e, nel settembre dello stesso anno, lo nominò anche presidente della Reale Accademia d’Italia. Altri episodi consolidarono nel frattempo la sua fama senza confini. Nel 1928 sempre grazie alla radio, l’equipaggio del dirigibile Italia im- pegnato in una missione al Polo Nord comandata da Umberto Nobile, venne recuperato dopo lo scontro con i ghiacci dell’Artico. Ma la sua influenza andò al di là della politica e permeò nella cultura:

è certo che il secondo e il terzo periodo Futurista abbiano risentito

29 Enel insieme Giugno 2011

150 anni elettrizzanti L’ELETTRA Varata come yacht nel 1904, fu acquista da Marconi nel 1919

150 anni elettrizzanti

L’ELETTRA Varata come yacht nel 1904, fu acquista da Marconi nel 1919 per 21mila sterline
L’ELETTRA
Varata come yacht nel 1904, fu
acquista da Marconi nel 1919 per
21mila sterline

delle suggestioni delle sue scoperte. Basta guardare alcuni quadri di Balla per avere una rappresentazione vivida di come ognuno di noi può immaginare il propagarsi di un fronte di onde elettromagnetiche nello spazio. Il 26 marzo 1930 dalla nave Elettra ancorata nel porto di Genova con la trasmissione di un segnale radio accende le luci del municipio di Sidney, in Australia, e il 12 ottobre 1931, con lo stesso metodo, da Roma viene illuminata la statua del Redentore sul monte Cordovado di Rio de Janeiro. Il 20 luglio 1937 Guglielmo Marconi muore nel suo letto a Roma: l’annuncio venne dato via radio in tutto il mondo.

Finita la ricerca, Giovanni guardò il cartello con la legge di Clark e la trovò perfetta. La radio era quasi una magia e le “magie”, si sa, sono possibili solo se dietro c’è scienza autentica, magari scritta con quattro semplici ma pregnanti equazioni. Ma c’era di più. Giovanni si rese conto di aver appena esaminato

quello che Guglielmo chiamava un punto di svolta: una serie di eventi e scoperte in grado di cambiare il mondo. Una cosa che nella cultura cinese si sintetizza in un suggestivo ideogramma che Guglielmo aveva riportato su un cartellone che appendeva in classe nelle grandi occa- sioni. Lo aveva fatto per Newton, Galileo, Carnot e pochi altri grandi a cui ora Giovanni aggiungeva Righi e Marconi senza nessun timore di essere smentito.

Righi e Marconi senza nessun timore di essere smentito. L’ideogramma cinese che rappresenta il concetto di
Righi e Marconi senza nessun timore di essere smentito. L’ideogramma cinese che rappresenta il concetto di

L’ideogramma cinese che rappresenta il concetto di “punto di svolta”

Correva l’anno

Nell’anno in cui Augusto Righi arrivava all’Università di Padova per condurre i suoi studi sulle onde elettromagnetiche, la medicina ebbe una svolta fondamentale. Il 6 Luglio 1885 Louis Pasteur sperimentò con successo per la prima volta sull’uomo un vaccino antirabbico, finora provato solo sui cani. Il 1 0 marzo 1886, Pasteur poteva affermare davanti all’Accademia delle scienze che la terapia preventiva aveva funzionato su 350 pazienti. L’Italia post-risorgimentale viveva l’esperienza di governo della Sinistra storica, un movimento liberale progressista che si rifaceva alle idee mazziniane e garibaldine. Questa fase politica cominciò nel 1876 con il governo di Agostino Depretis che, con l’occupazione di Massaua (in Eritrea), diede di fatto il via al colonialismo italiano, e si concluse nel 1896 dopo la sconfitta di Adua (in Abissinia).

Nel 1889 l’entusiasmo per l’Unità diede vita a uno dei simboli italiani più conosciuti al mondo: la pizza margherita. La inventò Raffaele Esposito per rendere omaggio alla regina Margherita di Savoia e al tricolore (il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro e il verde del basilico). La fine dell’Ottocento si rivela densa di scoperte scientifiche. Il 22 dicembre 1895 Wilhelm Roentgen fa una radiografia alla mano sinistra della moglie Anna Berthe, inaugurando l’utilizzo in medicina dei raggi X. L’anno dopo Henri Becquerel scopre la radioattività e nel 1897 Karl Ferdinand Braun costruisce una valvola con fascio elettronico che sarà alla base dei moderni cinescopi televisivi. A consacrare questo periodo così fortunato per la scienza, nel 1901, anno in cui il primo segnale radio inviato da Marconi giunge in Cornovaglia, a Stoccolma si svolge la prima cerimonia per l’assegnazione dei premi Nobel.

30 Enel insieme Giugno 2011

orizzonti

La magia del cinema

C ’è grande soddisfazione tra i ragazzi dell’ARCA. Con un loro cortometraggio infatti hanno vinto il primo premio della giuria del Festival del cortometraggio Off. Ma partiamo dall’inizio. L’ARCA è l’associazione

ricreativa, culturale e sportiva per i dipendenti del Gruppo Enel e delle aziende associate che, senza fini di lucro, promuove e rea- lizza iniziative per i bambini, i giovani, le famiglie e gli anziani. L’associazione ha offerto ai ragazzi la possibilità di cimentarsi nel mondo della cinematografia attraverso l’iniziativa “ARCA Cinema Giovani” che ogni anno, da venti edizioni, è dedicata alla parte- cipazione dei giovani alla Mostra internazionale d’arte cinemato- grafica di Venezia.

DIETRO LE QUINTE

Durante la rassegna il gruppo è stato impegnato nella redazione

di “EcoARCA”, il giornale quotidiano che racconta in tempo reale

gli accadimenti della Mostra del cinema. Sono stati poi coinvolti

in un laboratorio di regia, diretto da professionisti del settore, che

si concretizza nella realizzazione di un cortometraggio ispirato ai

soggetti scritti dai ragazzi.

Al termine di tre giorni di intenso lavoro, il montaggio delle ri-

prese ha dato vita al cortometraggio “Il giorno del bucato”. “Grandi professionisti ci hanno guidati in questo tour alla scoperta di tutto quello che è rigorosamente escluso dal campo descritto dall’obiettivo della camera – hanno raccontato i ragazzi – Oltre

al regista Alessandro Valori e allo sceneggiatore Pier Paolo

Piciarelli (un ex ragazzo ARCA che ha intrapreso la sua attività professionale nel mondo del cinema) e agli attori principali, Ma- rio Donatone e Giulia Perelli, l’esperienza è stata un esempio di

dedizione e serietà per chi ha intenzione di muovere i primi passi

in questo complicato mondo”. Hanno così conosciuto i mestieri del

set (direttore della fotografia, macchinista, scenografo e monta- tore, tecnico del suono, segretaria di edizione) apprezzandone il

lavoro spesso nascosto e silenzioso ma assolutamente indispensa- bile alla buona riuscita del prodotto finale. “La cosa più impor- tante che abbiamo capito – hanno detto poi – è che il mestiere del cinema è, forse più di ogni altro, un lavoro di squadra”. Il film racconta una storia di quotidianità che apre le porte allo straordinario: in una lavanderia di una Roma deserta, una mat- tina d’estate, un signore anziano incontra una ragazza. A poco a poco si snoda un racconto intenso ed emozionante, intessuto di memorie, capaci di svelare una realtà che stupisce e commuove.

PELLICOLA D’ORO

Il cortometraggio, realizzato in formato digitale, è stato premiato con la “Pellicola d’oro” a Palazzo Valentini, sede della Provincia

di Roma, alla presenza di professionisti del mondo del cinema e

della politica. Successivamente il lavoro è stato insignito anche del premio per il miglior attore durante la 4° edizione del Festival internazionale Film corto a tema: “Tulipani di seta nera”. All’iniziativa “ARCA cinema giovani” hanno partecipato non solo i ragazzi italiani ma anche di altre nazionalità: il progetto è infatti inserito nell’ambito di accordi di interscambio con associazioni straniere con finalità di formazione analoghe all’associazione na- zionale. In particolare, il soggetto del corto è stato scritto da una ragazza canadese.

UNA NUOVA SFIDA

Sull’onda del successo ottenuto l’ARCA ha voluto continuare il

suo percorso nel mondo del cinema commissionando ai protago- nisti di questa avventura (professionisti e ragazzi) la realizzazione

di un corto a tema, attualmente in fase di montaggio, che verrà

presentato in occasione della manifestazione che l’associazione terrà a Marsala nel mese di settembre per i 150 anni dell’unità d’Italia.

31 Enel insieme Giugno 2011

sicurezza

Per essere competitiva

un’azienda deve avere

un approccio sistematico

alla gestione della safety

Sistema sicuro

C ostruire una cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro è fondamentale per le organizzazioni che vogliono essere competitive e responsabili. Per Enel non si tratta soltanto di uno slogan, ma di un valore integrato nell’essere azienda

L’adozione del sistema è funzionale soprattutto a raggiungere l’eccellen- za: l’essere certificati garantisce una maggiore competitività sul mercato

e un forte interesse da parte di tutti gli stakeholder (azionisti, collabora- tori, clienti, fornitori, istituzioni, comunità, gruppi d’interesse, etc.).

leader nel settore dell’energia.

Il

Bilancio di Sostenibilità, ad esempio, è uno degli strumenti che prende

Una delle strategie globali per riuscirci è introdurre all’interno dell’a-

in

esame gli indicatori di performance di gestione responsabile e svi-

zienda un approccio sistemico di gestione della sicurezza. Questo approccio permette di creare valore attraverso una più agevole confor- mità alle leggi, una migliore gestione delle proprie attività in termini

luppo sostenibili, tra i quali rivestono una particolare importanza quelli relativi alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Solo nel 2010 l’investimento economico per il miglioramento degli standard di sicurezza nel Gruppo

di efficienza e di qualità (sia per la salvaguardia dell’ambiente che della

è

stato di circa 121 milioni di euro, per un valore pro-capite di 1.559 euro

sicurezza), un vantaggio d’immagine, la possibilità di integrazione nel

e

con un incremento del 19,3% circa rispetto al 2009.

modello organizzativo dalla legge sulla responsabilità d’impresa, il

IL CASO DI ENEL ROMANIA

miglioramento delle prestazioni e una migliore valutazione dei costi di gestione e degli investimenti.

In Romania Enel ha raggiunto standard di safety sempre più elevati. A

confermarlo di recente è stat l’inserimento come caso di studio sul sito

IN ITALIA E NEL MONDO

Ancor prima dell’entrata in vigore della normativa, Enel si è impegnata

a favorire una gestione strutturata dei processi. L’azienda ha adottato

così sistemi di Gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) secondo lo standard internazionale OHSAS 18001. In Italia il Sistema

è già stato implementato nelle Divisioni Generazione ed Energy Ma-

nagement, Ingegneria e Innovazione, Mercato, Energie Rinnovabili ed Infrastrutture e Reti che, in particolare, ha adottato un sistema integrato

qualità-sicurezza-ambiente. In Enel SpA ed Enel Servizi è in fase di pianificazione. Per quanto riguarda il perimetro estero in Romania e Slovacchia, è stato adottato il sistema di gestione integrato (qualità, sicurezza e ambiente),

mentre in Russia è stato avviato il processo di certificazione per i sistemi

di gestione ambiente e sicurezza.

32 Enel insieme Giugno 2011

internet dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul lavoro. Si tratta della prima volta in 49 anni di storia aziendale.

Il caso di studio si riferisce alle misure relative al progetto Integrated

Nine Point Safety Improvement Plan, che rappresenta una strategia comune in tutte le Countries. In particolare si fa riferimento all’adozione

strutturata dei processi e delle misure di prevenzione per cambiare la cultura del lavoro all’interno dell’azienda in due modi. In primo luogo,

i colleghi sono stati consultati sulle tematiche riguardanti l’ambiente

di lavoro e l’organizzazione. Successivamente le loro osservazioni e

suggerimenti sono state integrate nel processo di cambiamento cultu- rale. Inoltre, è stato lanciato un concorso per le idee sul miglioramento della SSL ed è stato distribuito il manuale tascabile che indica le azioni corrette nei luoghi di lavoro.

zenith L’integrazione passa dal business L a trasformazione di Enel in un Gruppo internazionale passa
zenith L’integrazione passa dal business L a trasformazione di Enel in un Gruppo internazionale passa

zenith

zenith L’integrazione passa dal business L a trasformazione di Enel in un Gruppo internazionale passa dal

L’integrazione passa dal business

L a trasformazione di Enel in un Gruppo internazionale passa dal core business dell’azienda: la generazione dell’energia. Ed è proprio lungo questa traiettoria che si muove il progetto Best Practice Sharing Generation, pensato per condividere in tutto il

perimetro internazionale le buone pratiche produttive, allineare i processi

e i controlli, creare risparmi tangibili e valori tecnici e culturali comuni. In tutti e tre i principali ambiti della generazione: carbone, ciclo combinato e

idroelettrico. “Ma l’obiettivo è ancora più alto”, afferma Roberto Renon, responsabi-

le Area di Business Generazione della Divisione GEM: “Innescare un progresso a catena che, partendo dalle best practice condivise, stimoli tutti

i colleghi ad apportare ulteriori miglioramenti che possano diventare know-how aziendale.

Qual è il target operativo del progetto e la sua struttura organizzativa? BPS è un progetto strategico per Enel nella logica di diventare la migliore multinazionale al mondo. È stato avviato nell’ottobre del 2009, inizialmente sulla tecnologia del carbone. La struttura organizzativa prevede un techni- cal committee e un executive committee formato dai responsabili della Gene- razione in Italia, Spagna, America Latina e nella Divisione Internazionale.

Quando si è deciso di estenderlo ai cicli combinati e all’idroelettrico?

Il progetto è nato subito sotto una buona stella, nel senso che c’è stata una

grande partecipazione da parte di tutti. Tanto che, quasi contemporanea- mente alla conclusione della fase relativa al carbone, a fine 2010, abbiamo

deciso di allargare il modello alle altre tecnologie: cicli combinati e idroe- lettrico. E questo ci ha portato lo scorso maggio a Presenzano (Caserta) al primo report di avanzamento per il carbone, dopo aver completato il BPS,

e a concludere la prima ondata (wave) per i cicli combinati e l’idroelettrico.

Quanti meeting ci sono stati e quante persone hanno coinvolto? In tutto abbiamo previsto sei executive meeting con il coinvolgimento di circa 200 persone: uno in Russia, due in Italia, due in Spagna e uno in Slovacchia. Non cerchiamo obiettivi formali o di sola comunicazione. Ci interessa invece creare le condizioni affinché questo gruppo integrato di

persone lavori assieme, costituisca un network e valorizzi le differenti cul- ture in una logica di integrazione. Un beneficio che apprezzeremo senz’al- tro nel lungo periodo. Ma ci sono già i primi risultati: i nostri responsabili chiamano i colleghi spagnoli, latinoamericani e dell’internazionale con grande facilità.

E i vantaggi economici?

Beh, finora il progetto prevede di recuperare in cinque anni 100 milioni di euro per il carbone, 23 per i cicli combinati (prima wave) e 15 per l’idroe- lettrico (prima wave).

Quali sono i prossimi passi per le singole tecnologie? Dopo il completamento, il carbone è in fase di controllo performance con due riunioni annuali. Mentre i cicli combinati chiuderanno la seconda wave a settembre con l’obiettivo di incrementare il valore economico del best practice sharing. Anche l’idroelettrico chiude a settembre, ma qui c’è un elemento di differenza rappresentato dai grandi progetti di investimento dell’America Latina. Rispetto a questi stiamo facendo approfondimenti in seconda wave sugli aspetti di ingegneria, grazie anche al contributo del team che abbiamo inviato in America Latina. Vogliamo capire meglio in che misura la struttura italiana possa essere d’aiuto tecnico e di esperien- za su progetti che hanno grandi dimensioni.

E i tempi per l’intero progetto BPS nella Generazione?

Con l’ultima riunione di settembre che si svolgerà a Bratislava, il BPS si avvia verso la conclusione con questo format, ma la logica delle best practice e dell’integrazione non s’interrompe. Con i colleghi di Personale e Organizzazione stiamo lavorando a un modello evoluto che consenta di recuperare i concetti di miglioramento continuo, dell’implementazione delle best practice e del continous know how. Per questo abbiamo attivato lo scambio di persone che ricoprono posizioni gemelle nell’ambito del Twin Position Exchange Program, con l’avvio dei primi scambi 4+4 nel carbone: 4 italiani sono andati in Spagna, 2 senior e 2 junior, e 4 spagnoli sono venuti in Italia. A luglio lanceremo il 2+2 o 3+3 nei cicli combinati e subito dopo l’estate nell’idroelettrico.

33 Enel insieme Giugno 2011

sostenibilità

PlayEnergy, il futuro immaginato

Siete voi che guidate la nostra innovazione”. Con queste parole l’ad di Enel, Fulvio Conti, si è rivolto alla platea di oltre 300 ragazzi di scuole medie e superiori, provenienti da dodici Paesi di Europa, America del Nord e del Sud, che il 30 maggio hanno gremito l’Au- ditorium Enel di Roma per la cerimonia di chiusura del concorso PlayE- nergy. L’evento conclusivo del progetto è stato il degno coronamento di

un anno appassionato che ha coinvolto oltre 460mila studenti di 83mila istituti italiani ed esteri, registrando la partecipazione al concorso finale

di 125mila ragazzi con 2.830 progetti in gara.

A celebrare questi giovani protagonisti dell’iniziativa di Enel, giunta or-

mai alla sua ottava edizione e sempre più proiettata in una dimensione internazionale, sul palco dell’Auditorium sono saliti due ospiti d’eccezio- ne: Victoria Cabello, madrina e presentatrice della giornata, e Jovanotti, accolto con una vera propria ovazione sulle note del suo successo “Io penso positivo”.

RAGAZZI CONSAPEVOLI E CREATIVI

Ai

ragazzi provenienti da Italia, Russia, Bulgaria, Guatemala o Stati Uni-

ti,

per citare solo alcuni dei Paesi coinvolti da PlayEnergy, l’ad di Enel ha

ricordato che “il mondo ha bisogno di immaginare il suo futuro” e che

in questo compito le giovani generazioni hanno una responsabilità deci-

siva, perché “i ragazzi di oggi sono i cittadini consapevoli di domani”. I progetti in gara hanno documentato come questa fiducia nei giovani sia più che ben riposta perché energia, tecnologia e tutela della natura

sono sempre più pane quotidiano per le nuove generazioni. Un dato di fatto che lo stesso Jovanotti riscontra confrontando la consapevolezza della sua generazione su temi come il risparmio energetico e la respon-

sabilità ambientale e di quella della figlia dodicenne, “che spesso spiega

a noi adulti come si devono fare le cose nel rispetto dell’ambiente” per-

ché già dalla scuola ha imparato i piccoli gesti necessari per realizzare

nel quotidiano quella che i grandi definiscono sostenibilità.

Il concorso PlayEnergy 2010-2011 ha avuto come titolo “Sulle Tracce

dell’energia”, spunto offerto ai ragazzi per mettere in pratica le loro ca- pacità creative. Ma non solo: gli oltre 100mila studenti si sono impegnati

nello studio delle realtà energetiche di altri Paesi per scoprire le fonti più impiegate, le tecnologie più innovative ed efficienti e proporre progetti

di comunicazione, informazione e anche di soluzioni pratiche. Come la

tesi “Pianificazione del territorio e riduzione delle emissioni” realizzata

dagli studenti del Liceo Scientifico Tecnologico A. Meucci di Massa Car- rara, vincitori della la quarta edizione del Master PlayEnergy.

UN EVENTO CARBON NEUTRAL

Per Jovanotti un’iniziativa come PlayEnergy “rispecchia l’esigenza dei nostri tempi” perché “viviamo ormai in un mondo 2.0, dove nessuno può più permettersi di non rispettare le persone” e quindi anche la responsabilità ambientale assume un valore sempre maggiore. Rivol- gendosi ai ragazzi il cantante ha invitato a coltivare e diffondere una consapevolezza diffusa sui temi energetici e nel contempo a compiere scelte che testimonino a tutti la possibilità di prendere davvero sul serio

la responsabilità ambientale. La stessa iniziativa Play Energy del resto

è stata un’occasione per documentare quest’attenzione. La cerimonia

conclusiva ne è un esempio: le emissioni di anidride carbonica prodotte durante la giornata saranno infatti compensate con la piantumazione in Camerun di 450 alberi da frutto, uno per ogni ragazzo premiato.

di 450 alberi da frutto, uno per ogni ragazzo premiato. Victoria Cabello, Fulvio Conti e Jovanotti

Victoria Cabello, Fulvio Conti e Jovanotti durante la premiazione

34 Enel insieme Giugno 2011

Enel Cuore

Solidarietà da cliccare

Sino al 15 luglio puoi votare on line

il progetto che ti sta più a cuore

C he cosa vi dice il cuore? Forse che vorresti aiutare gli 80mila bambini e ragazzi dei quartieri più degradati di Torino, Roma e Napoli? Oppure sostenere l’apertura a Palermo o a Firenze di una Clubhouse in cui giovani e adulti con disagio

psichico possano sperimentare la propria autonomia? O magari far parte

di un programma innovativo per l’assistenza domiciliare a mille anziani

soli che vivono a L’Aquila, Napoli e in provincia di Frosinone? Sono tutti desideri di solidarietà e volontariato realizzabili nel modo più semplice che esiste. Cioè con un click. Da esprimere partecipando

a “Scegli con il cuore”, la campagna lanciata Enel Cuore per chiamare

gli italiani a contrastare le emergenze sociali la cui incidenza nel Paese

è sempre maggiore: povertà alimentare dei minori, disagio psichico, soli- tudine degli anziani.

TRE EMERGENZE SOCIALI

“Scegli con il cuore” è un’iniziativa di solidarietà che promuove tre pro- getti nazionali, sostenuti da Enel Cuore con un contributo complessivo

di 600mila euro, focalizzati sulle tre emergenze sociali e condotti rispet-

tivamente da Save the Children Italia, Progetto Itaca Onlus e Comunità

di

Sant’Egidio.

La

onlus di Enel ha però deciso di mettere a disposizione un ulteriore

contributo, pari a 200mila euro, che viene assegnato a ciascuna associa- zione proporzionalmente al numero delle preferenze ricevute attraverso un’operazione di “click raising ”. Dal 30 maggio al 15 luglio infatti gli ita -

liani possono votare per il progetto e l’associazione a cui tengono di più con un semplice gesto: un click sul sito www.enelcuore.org/scegliconil- cuore, o un sms al numero 366.44.00.182 indicando il codice dell’inizia- tiva: (BAMBINI per Save the Children Italia), FAMIGLIA (per Progetto Itaca Onlus) e ANZIANI (per la Comunità di Sant’Egidio).

DAI COLLEGHI UN GESTO IN PIÙ

A

tutti i colleghi di Enel, inoltre, la onlus del Gruppo offre l’opportunità

di

fare ancora di più. Con i nostri click, infatti, possiamo contribuire ad

aumentare il numero di voti per il progetto che ci sta più a cuore. Tutti i click raccolti saranno trasformati in dono speciale per realizzare il pro- getto. Ecco nel dettaglio le iniziative: un pulmino per accompagnare gli utenti dalle proprie abitazioni alla Clubhouse per il Progetto Itaca Onlus; due ape car per gli operatori sociali della Comunità di Sant’Egidio; una unità mobile che sosterà davanti alle scuole e ai centri sportivi per Save The Children Italia.

È la prima volta che una onlus d’impresa chiama la comunità aziendale

e nazionale a esprimere il proprio parere sulle priorità sociali del nostro tempo attraverso il meccanismo di assegnazione di fondi di solidarietà.

È una scelta mirata a sollecitare la responsabilità del singolo, a favorirne

una presa di coscienza rispetto alle emergenze sociali cruciali che coin- volgono la persona, la famiglia e l’intera comunità.

volgono la persona, la famiglia e l’intera comunità. Sul web www.enelcuore.org/scegliconilcuore 35 Enel insieme

Sul web www.enelcuore.org/scegliconilcuore

35 Enel insieme Giugno 2011

prisma
prisma

Giostre a Venezia

Cartsen Hölller vince l’Enel Conteporanea Award 2011

I l sodalizio di Enel con l’arte contemporanea quest’anno si è cele- brato sulla Laguna all’ombra del Leone di San Marco, tra l’Ar- senale, le calli e i Giardini di Venezia. Main sponsor della 54ma Esposizione internazionale d’arte, l’azienda ha approfittato della

cornice della Biennale per presentare il 2 giugno scorso il vincitore dell’edizione 2011 di Enel Contemporanea Award. È il belga Carsten Höller l’artista premiato dal concorso che ogni anno prevede la realizzazione di opere sul tema dell’energia da parte di artisti provenienti da tutto il mondo. Un’iniziativa, oggi alla sua quinta edizione, che si propone di esplorare il concetto di energia attraverso il linguaggio universale dell’arte. A partire dall’edizione 2010, c’è una nuova formula, ancora più internazionale: Enel Contemporanea Award, un premio a inviti per artisti internazionali, con una giuria di esperti chiamata a scegliere l’opera vincitrice. Dopo la “casa delle farfalle” del duo olandese Bik Van der Pol, che a

36 Enel insieme Giugno 2011

dicembre 2010 ha inaugurato i nuovi spazi del MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma, quest’anno la giuria di esperti è stata chiamata

a decretare il vincitore fra tre artisti di fama internazionale, quali Car-

sten Höller (Belgio), Bruce Mau (Canada) e Paola Pivi (Italia). A comporre la giuria, presieduta da Gianluca Comin, direttore Rela- zioni esterne di Enel, c’erano i rappresentanti di alcune fra le più presti- giose istituzioni artistiche internazionali: Joseph Backstein, commis- sioner della Biennale d’Arte Contemporanea di Mosca, Luca Massimo Barbero, direttore del MACRO di Roma, Iwona Blazwick, direttrice della Whitechapel Gallery di Londra, Massimiliano Gioni, direttore

artistico della Fondazione Nicola Trussardi di Milano, Ivo Mesquita,

chief commissioner della Pinacoteca Nazionale di San Paolo del Brasile,

e Jack Persekian, direttore della Al-Ma’mal Foundation for Contempo-

rary Art di Gerusalemme. L’opera vincitrice, “Double Carousel with Zöllner Stripes“, sarà donata ed

esposta in autunno al MACRO. Negli spazi della grande sala Enel, il pubblico potrà interagire con due giostre in movimento che, muovendo-

si

a velocità molto ridotta in senso opposto, consentiranno ai visitatori

di

salire e scendere liberamente, come fossero enormi mulini o macine

in

cui le persone, sedute sopra, si avvicinano e si allontanano in un

moto rotatorio costante. Intorno, linee visive dalle trame apparente-

mente incrociate, creeranno un effetto complessivo destabilizzante in un’esperienza che distorce la percezione dello spazio, generando una visione rallentata della realtà stessa. Il doppio appuntamento veneziano è in linea con la scelta compiuta

anni orsono da Enel che, in Italia come nei 40 Paesi del mondo nei quali è presente, ha deciso di sposare in particolare il linguaggio dell’arte contemporanea per la sua capacità di esprimere e trasmettere i valori

di innovazione, attenzione all’ambiente e internazionalità che oggi

costituiscono le tre direttrici fondamentali su cui si gioca la sfida di un futuro sostenibile.

LE PRECEDENTI EDIZIONI

Le precedenti edizioni di Enel Contemporanea hanno presentato gli

interventi di otto artisti internazionali: nel 2010, la “casa di farfalle” del duo olandese Bik Van der Pol che ha inaugurato il nuovo MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma. Nel 2009, l’installazione a cielo aperto dell’americano Doug Aitken sulla punta dell’Isola Tiberina a Roma. Nel 2008, una sala d’attesa eco-sostenibile dello statunitense

Jeffrey Inaba al Policlinico Umberto I di Roma (opera permanente), un percorso di immagini, neon e video proiezioni degli Assume vivid astro focus fra le rovine di Largo Argentina a Roma e un giardino nascosto del gruppo A12 nella laguna di Venezia in occasione della

11esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Vene- zia. Nel 2007, a Roma, una grande opera-cantiere dell’italiano Patrick Tuttofuoco in Piazza del Popolo, una fontana d’acqua interattiva del danese Jeppe Hein nel quartiere della Garbatella e una suggestiva eclissi lunare dell’inglese Angela Bulloch sopra l’Ara Pacis a Roma.

La

sponsorship dell’edizione 2011 dell’Esposizione Internazionale d’Ar-

te

di Venezia, dal 4 giugno al 27 novembre, conferma la collaborazione

tra Enel e la Biennale avviata in occasione della 53ma edizione dell’e-

vento e apre già all’appuntamento del 2013, per il quale il Gruppo ha

assicurato il suo ruolo di main sponsor, con l’obiettivo di favorire una più agevole programmazione e gestione culturale di lungo periodo. Con lo sbarco di Enel Contemporanea in Laguna, la cultura dell’arte che

da sempre caratterizza Venezia si arricchisce di un nuovo capitolo che

unisce la dimensione locale a quella internazionale, lo splendore del passato alla ricerca espressiva dell’epoca contemporanea.

passato alla ricerca espressiva dell’epoca contemporanea. Sul web www.enelcontemporanea.enel.com prisma L’arte

Sul web www.enelcontemporanea.enel.com

prisma

L’arte della cognizione Nato nel 1961 a Bruxelles e laureato in Agronomia con una specializzazione
L’arte della cognizione
Nato nel 1961 a Bruxelles e
laureato in Agronomia con una
specializzazione in fitopatologia
e una tesi sulla comunicazione
olfattiva tra gli insetti, Carsten
Höller concepisce l’arte come
strumento cognitivo, indagando
la realtà oggettiva e la sua percezione e utilizzando il disorienta-
mento come caratteristica imprescindibile di tutti i propri lavori:
dai funghi rotanti appesi al soffitto della Fondazione Prada nel
2000 ai cinque scivoli in acciaio Test Site installati nella Turbine
Hall della Tate Modern di Londra nel 2006 per la Unilever Series,
fino ad arrivare alla sua mostra più recente, Soma, presso l’Ham-
burger Bahnhof - Museum für Gegenwart di Berlino. Carsten
Höller ha partecipato a numerose mostre collettive e personali
in alcune delle più importanti istituzioni internazionali, tra cui
il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, il Museum
of Contemporary Art di Zagabria e la Kunsthaus Bregenz. Ha
rappresentato la Svezia alla 51esima Esposizione Internazionale
d’Arte – La Biennale di Venezia, oltre ad aver partecipato diverse
volte alla Biennale di San Paolo e a Documenta. Prossimamente il
New Museum di New York presenterà una sua personale. Vive e
lavora a Stoccolma.

37 Enel insieme Giugno 2011

Gente Enel Gente Enel Paolo Beschi Danzando verso il successo Ana Belén Paz Pena in

Gente Enel

GenteEnel

Gente Enel Gente Enel Paolo Beschi Danzando verso il successo Ana Belén Paz Pena in prima
Paolo Beschi
Paolo Beschi

Danzando verso il successo

Ana Belén Paz Pena
Ana Belén Paz Pena

in prima linea contro i pirati

 

A

soli 32 anni, è in prima linea nella battaglia contro la pi-

Quando la passione porta a grandi traguardi. È il caso di Paolo Beschi, programmatore presso una unità operativa di Enel

Distribuzione, che all’età di vent’anni ha iniziato un corso di ballo insieme alla sua ragazza che oggi è diventata sua moglie. “Abbiamo cominciato per gioco – racconta – frequentando un normale corso e partendo dai primi passi”. Oggi, Paolo e la sua dolce metà non solo sono diventati insegnanti di liscio, ballo

rateria marittima. Laureata in Chimica per l’ambiente e in tecniche specializzate per la prevenzione dei pericoli del lavoro e per la sicurezza industriale, Ana Belén Paz Pena ha iniziato a lavorare in Endesa nel 2007 e, solo due anni dopo, è diventata responsabile del Terminale portuario di

Ferrol, in Galizia. Ana Belén coordina 21 persone di Ende-

da

sala e ballo country, ma il 27 febbraio scorso alla Fortezza

sa

e 150 persone che collaborano con l’azienda e gestisce

da

Basso di Firenze hanno ottenuto il titolo di vice campioni

tutte le attività di bilancio, del personale, della preven-

italiani nel ballo da sala e nella combinata sei balli. Non solo

zione dei rischi sul lavoro, della qualità, della formazione

e

del coordinamento con le imprese. Il tutto, nell’ambito

una soddisfazione ma anche una tappa importante di un per- corso fatto di impegno. Ore e ore a provare e riprovare passi e

figure tra un valzer e una polka, dal fox trot e fino al sensuale tango. Beschi ne è convinto: la sua passione è destinata a diventare sempre più viva. I traguardi a cui puntare non mancano e sono sempre più ambiziosi: il primo fra tutti è il campionato mondiale Italian Open Championship che, dal 24 al 26 giugno 2011, ospiterà a Bellaria ballerini provenienti da venticinque nazioni. Paolo gestisce la sua attività di ballerino negli orari serali, dopo il lavoro in Enel. Negli anni è riuscito a coinvolgere anche alcuni suoi colleghi: “Ho trasmesso questa passione, in particolare, a due di loro che hanno iniziato a seguire corsi di danza – dice – mi piacerebbe coinvolgere di più anche la mia azienda perché credo che il talento e le attività dei dipendenti possano essere un valore aggiunto anche per Enel”. Paolo Beschi e sua moglie Lara, ventinove anni lui e ventisei lei, ora si stanno allenando per la loro nuova sfida: dopo anni

del trasporto del carbone attraverso le navi. “Quello che apprezzo di più e arricchisce il mio lavoro è il lavoro a stretto contatto con il mio team “, dice Ana Belén.

Oggi il suo lavoro è incentrato, in particolare, sulla pi- rateria: “Oltre il 90% delle navi proviene dall’Indonesia

e

il tragitto abituale comprende il passaggio nel Canale

di

Suez – racconta – poiché in questa zona c’è il costan-

te

rischio dell’assalto dei pirati, le navi sono obbligate

ad aspettare vari giorni per formare un convoglio che garantisce loro un attraversamento sicuro. Il nostro lavoro consiste nell’occuparci di questo e di tutte le emergenze connesse”. Con la grinta di chi vuole sempre imparare e accrescere

la

propria professionalità, Ana Belén ha iniziato a studia-

re

la lingua italiana per ottenere ulteriori titoli a livello

europeo.

Il

suo impegno nel porto galiziano è importante anche a

livello d’esempio per tutte le donne. Ana contribuisce così

di

sacrifici e di fatiche nel 2008 sono diventati professionisti e lì

a

scardinare i luoghi comuni sulla divisione dei lavori in

è cominciata l’avventura delle gare. Il trofeo di Firenze è solo il primo importante passo di una strada ancora molto lunga.

base al genere: “Incontrare donne in questo tipo di lavoro non è abituale – afferma – ma devo dire che le cose stanno cambiando: siamo sempre di più”.

abituale – afferma – ma devo dire che le cose stanno cambiando: siamo sempre di più”.

38 Enel insieme Giugno 2011

Canale aperto Canale Aperto CarPe, GUiDA ALLE nUoVE CARtELLE PERSonALi Dal 2 maggio per tutti

Canale aperto

CanaleAperto

Canale aperto Canale Aperto CarPe, GUiDA ALLE nUoVE CARtELLE PERSonALi Dal 2 maggio per tutti i

CarPe, GUiDA ALLE nUoVE CARtELLE PERSonALi

Dal 2 maggio per tutti i colleghi è disponibile sulla Intranet la nuova versione della CAR- tella PErsonale Web. Salvatore Pignalosa, responsabile dell’Unità di staff Servizi acces- sori del Centro Servizi Personale, spiega a Enel Insieme le novità e le modalità d’uso del sistema di archiviazione

Qual è la funzione di CarPe e quali sono le novità?

Il sistema CarPe realizzato da Enel

Servizi – Amministrazione del Persona-

le, in collaborazione con ICT, archivia e

rende disponibili ai colleghi i documenti

riguardanti la gestione del loro rapporto

di lavoro (cedolino paga, CUD, Mod. 730,

ecc.) in una cartella personale elettronica

con accesso protetto. La nuova versio-

ne, tra le altre novità, ha una grafica allineata alle altre procedure aziendali

e una migliore modalità di navigazione.

L’architettura del sistema è stata migrata dalla piattaforma internet a quella in- tranet per garantire maggiore sicurezza

e sono state unificate le due modalità di

accesso. Come avviene l’accesso al sistema? Per visualizzare i propri documenti occorre essere titolari di un “certificato elettronico attivo” generato con il pro-

Enel Insieme pubblica, in questa rubrica, le domande e i contributi dei lettori. L’indirizzo a cui spedirle è:

Redazione Enel insieme - Comunicazione interna Enel Spa — Viale Regina Margherita, 125 — 00198 Roma oppure via posta elettronica a: enelinsieme@enel.com

prio codice fiscale. Per accedere a CarPe tramite la rete Intranet Enel, occorre digitare l’indirizzo: http://carpe.risorse. enel oppure collegarsi a ePAS (https:// epas.risorse.enel/irj/portal). Per l’in- gresso tramite Internet occorre digitare l’indirizzo http://carpe.enel.it per i titolari di certificato digitale epf e http:// cedolino.enel.it per i titolari di certificato digitale roaming. Quando la nuova ver- sione del sistema sarà accessibile fuori rete Enel, un automatismo provvederà a reindirizzare il login sul link unificato http://carpe.enel.it. Cosa bisogna fare per visualizzare i documenti? Il formato dei documenti archiviati in CarPe è il pdf: è possibile quindi con- sultarli, stamparli o salvarli con molta facilità. Per visualizzare i documenti del personale in propria amministrazione/ gestione, e quindi visualizzare non solo la propria cartella personale, occorre inoltrare una mail di richiesta a carpe@ enel.com, che risponde ed è comunque competente per qualsiasi esigenza relati- va alla sicurezza di CarPe. Chi rilascia i certificati? La richiesta di un certificato digitale va inserita in IAM/Ginevra dal competente user manager (il responsabile di struttu- ra) con la successiva formalizzazione del “referente alle abilitazioni”. Per cono- scere i nominativi dei propri referenti, al menu di sinistra di IAM/Ginevra è disponibile la funzionalità “Visualiz-

za Referenti”. Mentre per verificare il tipo di certificato digitale assegnato, è disponibile la funzionalità “Anagrafica Personale > Ruoli”. Come viene garantita la privacy? La password del proprio certificato digi- tale è la garanzia di sicurezza della pri- vacy e va quindi custodita con cura. Per modificarla con frequenza o verificarne la correttezza, è possibile collegarsi alla procedura Enel PKI (http://sar.enel.it). Se la password non risulta corretta oppure se il file del certificato digitale epf viene smarrito, occorre avvisare il proprio referente alle abilitazioni che provvederà a eseguire un reset del certificato digi- tale e a comunicare al titolare le nuove credenziali. Il codice fiscale è l’elemento base dell’architettura di CarPe: la sua modifica va dunque comunicata tempe- stivamente. In caso di problemi è previsto un servi- zio di assistenza? Per ulteriori chiarimenti o supporti sull’utilizzo di CarPe sull’homepage del sistema sono disponibili le FAQ e il Glossario. ci si può rivolgere all’indiriz- zo carpe@enel.com. In caso di malfun- zionamento tecnico, il Call Center di ICT al numero telefonico 655.5555 (da rete aziendale) o 06.8313.5555 (fuori dalla rete aziendale e/o da cellulare).

655.5555 (da rete aziendale) o 06.8313.5555 (fuori dalla rete aziendale e/o da cellulare). 39 Enel insieme

39 Enel insieme Giugno 2011

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