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TECNOLOGIA – Prof.

Alessandra Codato

LE CENTRALI MAREMOTRICI:
energia dal mare
TEORIA: LE CENTRALI MAREMOTRICI TECNOLOGIA – Prof. Alessandra Codato

INPUT
FONTI PRIMARIE

OUTPUT
EN. SECONDARIA
ENERGIA ELETTRICA
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Le centrali elettriche sono classificate in base alla FONTE PRIMARIA DI ENERGIA
che sfruttano, quindi esauribile (non rinnovabile) o rinnovabile.

CENTRALI ELETTRICHE A FONTI RINNOVABILI


si distinguono in

IDROELETTRICHE SOLARI EOLICHE GEOTERMICHE A BIOMASSE MAREMOTRICI

che sfruttano l' che sfruttano l' che sfruttano l' che sfruttano l' che sfruttano l' che sfruttano l'

Energia termica Energia termica Energia cinetica e


Energia cinetica Energia cinetica Energia termica
En. luminosa energia chimica energia termica

dell' del del del delle del

ACQUA SOLE VENTO SOTTOSUOLO BIOMASSE MARE

attraverso attraverso attraverso attraverso attraverso attraverso

● Impianti a ● Impianti solari ● Parchi eolici ● Impianti ad ● Combustione ● Maree


serbatoio termici on-shore acqua di biomasse ● Moti ondosi
● Impianti ad ● Impianti solari ● Parchi eolici dominante asciutte ● Differenza di
acqua fluente fotovoltaici off-shore ● Impianti a ● Fermentazion temperatura
vapore e di biomasse
dominante umide
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LE CENTRALI MAREMOTRICI

Le centrali maremotrici consentono di ottenere energia elettrica


sfruttando i cambiamenti di livello (maree), i moti ondosi,
le correnti marine e le variazioni di temperatura del mare.

sfruttano

MAREE MOTO ONDOSO CORRENTI MARINE TEMPERATURA

Che forniscono Che fornisce

Energia cinetica Energia termica


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L'ENERGIA DALLE MAREE

La marea è un fenomeno ciclico caratterizzato dal regolare flusso (alta marea) e riflusso (bassa
marea) del livello marino, provocato dall'azione gravitazionale della Luna e del Sole.

In alcune zone del nostro pianeta le maree possono arrivare fino a 20 metri di ampiezza verticale.
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La prima centrale a marea è stata relaizzataa nel 1966 alla foce del fiume Rance, in Francia.
L'impianto impiega una diga di sbarramento (la diga di Saint-Malo) che chiude l'estuario di un bacino.
Con l'alta marea il bacino si riempie e durante la bassa marea, tra i due lati della diga si forma un dislivello
che può raggiungere i 13 metri.
L'acqua accumulata viene poi fatta defluire verso l'oceano attraverso lo sbarramento, dove sono installate
24 turbine Kaplan che mettono in azione altrettanti generatori di elettricità.
Questo moviemento delle acque marine avviene 2 volte al giorno e consente la produzione di elettricità
necessaria a soddisfare le esigenze di 300.000 abitanti.
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Attualmente esistono pochi impianti che sfruttano questa forma di energia, poiché non sono molte le
zone nel mondo che consentono lo sfruttamento delle maree.
Inoltre, i costi di installazione elevati, la difficoltà di collocazione (i siti idonei devono avere un ampiezza di
marea maggiore di 3 metri e topografia favorevole all'installazione) e l'impatto ambientale, anche sulla
fauna marina , limitano l'impiego massiccio di questa tecnologia.

Turbina Kaplan
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L'ENERGIA DAL MOTO ONDOSO

Le onde sono provocate dalle azioni di attrito e di pressione esercitate dal vento sulla superficie del mare.

Diversi Paesi hanno installato impianti che producono energia elettrica


sfruttando il movimento delle onde.
Le tecnologie utilizzate sono di due tipi:
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1. SISTEMI GALLEGGIANTI SEMISOMMERSI
che grazie al movimento delle onde, attivano dei
motori idraulici accoppiati ad alternatori che
producono energia elettrica (Progetto Pelamis):

Il movimento impresso dalle onde ai


gelleggianti viene trasmesso a pistoni che
pompando olio compresso attivano motori
idraulici, Questi a loro volta mettono in
movimento degli alternatori che generano
corrente elettrica.
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2. IMPIANTI A COLONNA D'ACQUA OSCILLANTE diffusi ed economici e sono sitiati sulle coste in
insenature naturali e/o artificiali e sfruttano il movimento delle onde che si infrangono sulla costa
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ENERGIA DALLE CORRENTI MARINE

Le correnti marine sono enormi masse d'acqua che scorrono come immensi fiumi all'interno del
mare, possiedono ingenti quantità di energia cinetica. Le correnti possiedono una velocità tra i 2 e i
10 km/h e si distinguono dalle acque circostanti per temperatura e salinità.
Le correnti possono avere origine diversa: possono essere dovute all'azione combinata dei venti e
delle differenze di pressione atmosferica oppure essere innescate dalle maree oppure ancora
dipendere dalle differenze di densità dell'acqua del mare, causate, per esempio, dal diverso
riscaldamento delle varie parti degli oceani e da diversi valori di salinità.
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Per sfruttare l'energia delle correnti marine sono stati progettati degli impianti a turbina, da collocare
appena sotto la superficie dell'acqua o sul fondo del mare, collegati ad un'alternatore per la
produzione di energia elettrica.

Il progetto Seagen è un impianto a


turbina, posto a 400 metri dalle coste
dell'Irlanda, lavora per 20 ore al
giorno. Funziona come un mulino
sottomarino, con i due rotori spinti da
una delle più veloci correnti marine al
mondo, in media 8 nodi (quasi 15
km/h). Ha una potenza di 1,2
Megawatt. La potenza sviluppata da
una sola turbina è sufficiente a
corrente elettrica necessaria per un
anno a 1100 abitazioni.

https://www.youtube.com/watch?
v=OIoHgTQ4LlA
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ENERGIA TERMICA DALL'OCEANO

L'energia solare assorbita quotidianamente dalla superficie del mare porta alla formazione di un
gradiente termico (talassotermia), ovvero una differenza di temperatura tra le acque superficiali e
quelle profonde.

Tra la superficie e i primi


500 metri di profondità, si
ottiene un gradiente
termico compreso tra i 21 e
i 31°C.
Se si considera che è
sufficiente una differenza di
temperatura di 20°C per
produrre energia sfruttabile
economicamente, si
comprende che le aree in
questa fascia sono le più
adatte all'installazione di
impianti per l'utilizzo
dell'energia termica
dell'oceano.
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Questa differenza di temperatura può essere sfruttata per la produzione di energia elettrica.

Il principio è simile a quello di una centrale termoelettrica: mediante un circuito chiuso un fluido (come
l'ammoniaca che vaporizza a basse temperature) viene portato allo stato di vapore dal calore delle acque
scaldate in superficie dal Sole (circa 25°C); il vapore mette in azione le turbine che a loro volta azionano un
generatore di corrente.
All'uscita dalle turbine il fluido viene fatto raffreddare utilizzando le acque fredde (circa 5° C) aspirati dai
fondali e riportato allo stato liquido per ripetere il ciclo.

EN. TERMICA

in strato superficiale dell'acqua

EN. CINETICA
in Con la turbina
EN. MECCANICA

in Con l'alternatore

EN. ELETTRICA
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La prima centrale di questo tipo è stata realizzata nel 2015 nelle Isole Hawaii, nell'Oceano Pacifico
attraverso la tecnologia degli impianti OTEC (Ocean Termal Energy Conversion).
Vengono realizzati su chiatte o piattaforme marine in disuso per l'estrazione di idrocarburi.

https://www.impianto.it/energia-dal-mare-gli-scambiatori/
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IMPATTO AMBIENTALE DELL'ENERGIA DAL MARE

ASPETTI POSITIVI ASPETTI NEGATIVI


● Si basa su una fonte di energia ● Malgrado la tecnologia si sia consolidata
rinnovabile, inesauribile ed in questi ultimi anni, lo sfruttamento di
economica. queste fonti è ancora scarso e limitato.
● Non contribuisce all'immissione di ● Gli impianti in uso presentano
sostanze inquinanti nell'atmosfera e caratteristiche tali da renderli costosi in
non emette anidride carbonica rapporto all'effettivo rendimento
energetico.
● L'uso di impianti semisommersi al
largo delle coste riduce sensibilmente ● Non tutti i luoghi sono adatti
l'impatto ambientale. all'installazione di impianti per lo
sfruttamento di queste fonti.
● L'oceano si raffredda lentamente e
quindi l'energia può essere ● L'energia dalle onde non è facile da
trasformata anche di notte. utilizzare nel suo stato naturale, data la
variabilità della sua durata e intensità.
● Il costo degli investimenti di alcune
tecnologie è inferiore a quello
richiesto per il settore eolico.

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