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Via Matteotti, 21 - Ancona

1. GRUPPO BENEDETTA:
Irene, Barbara, Emanuele, Benson, Christian, Giovanna, Lorenzo, Geri

2. GRUPPO JOSHUA:
Caterina, Matteo Lorenzo, Giampaolo, Francesco, Giovanni, Maria,
Marco, Simone

3. GRUPPO MADDALENA:
Camilla, Vladimir, Chrisler, Alessandro, Emilio, Federica, Alessandro,
Angelica

4. GRUPPO CAMILLA:
Matteo, Federico, Francesco, Cecilia, Riccardo, Cristina, Riccardo, Silvia

5. GRUPPO ALBERTO:
Susanna, Pietro, Michele, Samuele, Laura, Kirian, Seiana, Alessandro

6. GRUPPO MARTA:
Eleonora, Giorgio, Alessandro, Franco Maria, Pietro Domenico, Claudio,
Gaia, Valerio

7. GRUPPO CATERINA:
Marilisa, Chiara, Giuseppe, Chiara, Vitalik, Diletta, Olimpia, Luca

8. GRUPPO FRANCESCO:
Lorenzo, Mikhail, Anita, Lorenzo, Anastasia, Sara, Gaetano, Giorgia

9. GRUPPO MARIA EVELINA:


Valeria, Camilla, Luca, Alessio, Sarah, Lucia, Alessandro, Micol

10. GRUPPO SOFIA:


Ettore, Michele, Sofia, Camilla, Diego, Gianni, Elena, Alessio

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1. GRUPPO BENEDETTA

BRUNI BENEDETTA
BELLO GIOVANNA
BONTEMPI LORENZO
BARONE CHRISTIAN
PRENCE GERI
BENEDETTI BARBARA
BALDASSARI IRENE
ANGELONI EMANUELE
BACALOR BENSON

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Edith Stein nasce il 12 ottobre 1891. Suo padre muore quando aveva 21
anni e sua madre dovrà prendersi cura dell’azienda del marito e della
famiglia. Quando ella inizia a frequentare la scuola, perde interesse nella
religione ebraica ed è ammirata da tutti per la sua intelligenza.
Ci ha colpito molto il fatto che, in futuro, grazie al suo disinteresse, può
dedicarsi alla ricerca scientifica e si investe della figura della madre che,
da sola, porta avanti la famiglia.

Quando va all’università, incontra il filosofo Husserl. Ella chiede


di poter preparare in anticipo la sua tesi di laurea, infatti, supera con
successo anche diversi esami.
Il 31 luglio 1914, scoppia la Prima guerra mondiale e lei diventa
crocerossina. Questa scelta ci ha colpito molto per il fatto di volersi
dedicare agli altri mediante questa professione.

Dopo aver superato l’esame di Stato, che l’abilita


all’insegnamento, Edith diventa assistente di Husserl, professore
universitario, che approva la sua tesi. Il 3 agosto 1916 si laurea e, in
quell’anno, è l’unica donna con il dottorato. Ella decise di mettersi a fianco
di Husserl. In seguito, cerca di poter superare l’esame d’abilitazione per
l’insegnamento universitario, ma ciò era precluso alle donne. Secondo noi,
ciò era ingiusto, perché le donne dovrebbero avere gli stessi diritti degli
uomini.

In questo periodo Edith si accorge che manca qualcosa di


indispensabile nella sua vita: Dio. Allora si converte e si fa battezzare.
L’aiuta in questo cammino la lettura appassionata della vita di Santa
Teresa d’Avila.

Date le sue capacità scientifiche, torna a fare l’insegnante al


liceo. Incontra nel 1928 l’abate Raphael Walzer, che diventa la sua guida
spirituale.
Successivamente Edith diventa insegnante a Spira, lotta per i diritti delle
donne e tiene delle relazioni in Germania, Austria, Svizzera e Francia.
Partecipa pure alla vita politica nel Partito Democratico Tedesco.
In seguito riprova a ottenere l’abilitazione all’insegnamento universitario,
ma non avrà ciò che desidera. In seguito vengono stampati alcuni suoi
volumi.
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Il 30 gennaio 1933 Hitler attiva una politica antisemita e il 25 febbraio
tiene l’ultima relazione.

Edith vuole prendere i voti ed entrare nel Carmelo. Il 15 ottobre


1933, ottiene l’abito carmelitano, diventando Sr Teresa Benedetta della
Croce. In seguito a causa della persecuzione antisemita, quello non è più
un luogo sicuro per lei, così fugge in Olanda.
Il 1° settembre 1939 scoppia la Seconda guerra mondiale ma anche
l’Olanda viene occupata. Edith è fiduciosa dell’aiuto di Dio.
Consapevole di essere ebrea, tedesca e cristiana, decide d andare
incontro al suo destino.

Il 2 agosto 1942 lei e sua sorella vengono arrestate e deportate


ad Amesfort, successivamente a Westerbork, poi ad Auschwitz, dove
muoiono il 9 agosto.

Ci è piaciuta particolarmente questa biografia perché è ricca di


insegnamenti. Ad un certo punto
Edith capisce che nella sua vita manca
il Signore e si dedica completamente
a Lui. Molla tutto e non ha paura di
morire.
Lotta per la libertà del suo popolo e
delle donne. Il suo esempio è ricco e
significativo ed è un modello da
seguire per tutti.
Campo di concentramento di Belsen

EDITH STEIN

Da ebrea ad atea,
da atea a cristiana,
vita difficile e complicata,
quella di Edith.
Amava la scienza,
dove cercava risposte,
quelle profonde e necessarie.
Non le trovava con spiegazioni razionali,

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ma con la fede ecco tutto.
Lei ci credeva,
nonostante sua madre,
Dio l’ha chiamata,
l’ha convertita,
l’ha illuminata,
riguardo anche al male
inflitto agli Ebrei.
Lei si è mossa
ed ha fatto qualcosa,
ma è morta
in aiuto al suo popolo.
Ora è santa,
il 27 gennaio
ricordiamo anche lei,
per non dimenticare
ciò che è incancellabile.

Benedetta Bruni - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

UNA DONNA EBREA

Edith, una donna ebrea,


nella sua vita è stata sempre
molto attiva.
Cerca la verità,
la trova nella fede,
diventa cristiana:
prende i voti.
Come ebrea viene
deportata ad Auschwitz,
dove muore.
Il Papa la fa santa
e la dichiara patrona d’Europa.

Emanuele Angeloni - classe I A


Scuola Secondaria I Grado
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MARTIRE AD AUSCHWITZ

Edith Stein,
una ragazza dalle mille risorse,
è nata ad ottobre,
durante lo Yom kippur,
giorno importante per gli Ebrei.
Il Padre è morto.
La madre non accetta
lei cristiana.
Il suo ruolo è l’insegnante,
ma come ebrea finisce
nel campo di concentramento,
dove muore nella camera a gas.

Giovanna Bello - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

ULTIMI GIORNI

Gli ultimi giorni di vita


di Edith Stein,
sono giorni fatali
in posti brutali,
inviati in camere a gas,
dove morirà.
La sofferenza degli Ebrei
nei sei anni della guerra
caratterizza tutta la storia.
Quel pezzo di storia,
che niente e mai,
potrà cancellare.

Geri Prence - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

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GIORNI TREMENDI

La guerra è molto dura,


soprattutto per una bomba che struttura.
Non bisogna guardare il comportamento
dei nazisti che infatti sono razzisti.
E’ una cosa spregevole
uccidere un’ebrea innocente,
che non ha fatto niente.
E’ un grande incubo essere con i cattivi,
come ritrovarsi in una tribù di barboni.
Giorni tremendi quelli trascorsi da Edith Stein
ugualmente a quelli degli altri Ebrei.

Lorenzo Bontempi - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

GRANDE DONNA

Povera Edith,
tanto studio,
impegno…
Alla fine uccisa
da un uomo
spregevole.
Dedicò la sua vita al Signore,
fu una grande donna.

Irene Baldassari - classe V A


Scuola Primaria

EDITH E SUA SORELLA

Una ragazza di nome Edith,


è una filosofa di grande valore.
Il primo settembre del 1939,
iniziò la secondo guerra
mondiale
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Più di mille e duecento persone,
compresa Edith e sua sorella,
vengono avviate alla camera a gas
e vennero sepolte in fosse comuni.

Benson Bacolor - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

PERSONE SENZA NOME

Questa persona è il simbolo


dell’olocausto e della shoah.
La morte degli Ebrei
che non avevano più
un nome, una casa, una famiglia,
ma soltanto un numero
ed una stella spalla.

Christian Barone - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

Edith e Rosa volano in cielo


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2. GRUPPO JOSHUA

BOCCANEGRA CATERINA
BRAMUCCI MATTEO LORENZO
BELLUCCI GIAMPAOLO
BRUNOZZI FRANCESCO
BONO GIOVANNI
CASTRO MARIA
EPSTEIN JOSHUA
TANSELLA MARCO
GAMBINI SIMONE

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Edith Stein, povera ragazza, travagliata dall’indecisione e da una guerra
scoppiata senza alcun motivo umano. Edith si è sempre data da fare, si
impegnava a scuola, fino alla laurea. Ella ha sempre lavorato sodo per
insegnare ed il suo sogno è stato realizzato.
Per molti anni ha insegnato malgrado le difficoltà, affrontate da lei a
testa alta e senza nessuna paura.
Edith, per via dei suoi studi scientifici, si è dichiarata atea, ma proveniva
da una famiglia ebrea, che credeva in tutto ciò che la fede possa dare.
Passati diversi anni in un monastero, Edith ha iniziato ad osservare i
comportamenti, le credenze e le usanze di noi cristiani e fu amore a prima
vista fra la ragazza e il cristianesimo.
Così Edith decise di entrare con tutto il suo corpo e la sua anima in questo
convento carmelitano. La ragazza convinse anche la sorella Rosa ma per
non deludere la famiglia raggiunse Edith
solo dopo la morte della madre.
Per fuggire alla minaccia nazista, il suo
ordine la trasferì al convento
Carmelitano nei Paesi Bassi. Neanche in
Olanda era al sicuro e poco tempo dopo
fu arrestata, deportata, uccisa ad
Auschwiz nel 1942.
Nel 1998 papa Giovanni Paolo II l'ha
proclamata santa e l'anno successivo l'ha
dichiarata compatrona d'Europa.
Questa vita, ci deve solamente far
capire come bisogna vivere la vita, con
impegno e con totale adesione a Cristo e
alla sua Parola, vivendo una religione che
irradi la sua forza in tutto il mondo.

EBREI

La fede, unica speranza,


dentro un buio cupo.
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Perché?
Perché nella vita
l’uguaglianza non esiste?
Come una goccia d’olio
in un bicchiere d’acqua,
un’altra, poi un’altra
ed un’altra ancora…
Resteranno sempre divise
come l’acqua e il fuoco,
come il nero e il bianco?
L’unica cura
per una tale scissione
è un uguale equilibrio,
una vicinanza l’una con l’altra,
l’amore.

Marco Tansella - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

NON CAPISCO PERCHÉ

Sono molto dispiaciuto


per quei poveri Ebrei,
non capisco perché
siano stati trattati così…
Venivano sfruttati con lavori forzati,
poi uccisi quasi fossero animali,
Ebrei di qualunque Nazione…
Sono tutti uguali,
non sono diversi,
se uno è Ebreo,
non significa ucciderlo.
Solo accogliendo
si avrà un mondo migliore

Giovanni Bono - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

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GRANDE TRISTEZZA

La storia di questa sfortunata ragazza,


Edith Stein,
è molto affascinante e fa riflettere.
Lei si convertita alla fede cristiana,
si è fatta suora,
condividendo il suo dono con tutti..
Era studiosa e molto intelligente.
A me questa storia
ha fatto provare tristezza.

Matteo Lorenzo Bramucci - classe V A


Scuola Primaria

RELIGIONI

La vita di Edith,
profonda e sincera,
bella ed innocente,
come la primavera.
Si è sempre data da fare
e la sua religione
si è impegnata a professare.
Religione, unica speranza,
per vivere bene ed in armonia,
gli Ebrei, uccisi e maltrattati,
non avevano commesso alcun reato.
Perché venivano trattati così?
Solo per pregiudizio,
unica ragione di una tragedia,
come quella causata dai nazisti.

Joshua Epstein - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

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La TRISTEZZA

La vita degli Ebrei è tristezza.


Essi non venivano
trattati come persone,
ma come animali:
li sfruttavano
e li uccidevano.
La loro liberazione
è stata giusta,
ma alquanto tardiva

Maria Castro - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

UN LIBRO

Da una vita vuota,


ad una ricca e piena:
un libro, la sua salvezza.
Divisa è la famiglia,
la religione non più li unisce.
Edith va per la sua strada.
Gli Ebrei sono schiavi
di un’ideologia balorda.
Non possono più vivere
da veri fratelli.

Giampaolo Bellucci - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

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3 GRUPPO MADDALENA
CANUTI CAMILLA
CHIODONI VLADIMIR
CANCREJO CHRISLER
CESARONI ALESSANDRO
GALLETTI EMILIO
GIOVAGNONI FEDERICA
MESSI ALESSANDRO
PETROLINI ANGELICA
D’AMICO MADDALENA

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Edith Stein è stata una grande filosofa, che ha avuto la possibilità di
conoscere e di entrare in relazione con alcuni dei maggiori pensatori del
novecento, da Edmund Husserl a Max Scheller, da Martin Heidegger a
Jacques Maritain. Il 1° maggio 1987 Giovanni Paolo Secondo, a Colonia, l’ha
proclamata beata, poi l’11 ottobre 1988 l’ha dichiarata santa, infine,
nell’ottobre 1999 Edith Stein, Suor Teresa benedetta della Croce, viene
proclamata patrona d’Europa con Caterina da Siena e Brigida di Svezia.

Edith Stein nacque a Breslavia nel 12 ottobre 1891. Il padre


Stigfrdi Stein muore durante un viaggio di affari, la madre Auguste Stein
si fa carico da sola di tutta la famiglia ed eredita l’azienda di commercio
dei legnami dal marito. La figura materna infonde in Edith una grande
sicurezza. Edith inizia a frequentare la scuola nel 1907, il 3 marzo del
1911 ottiene con il massimo dei voti il diploma liceale. In questo periodo la
giovane Edith non si sente in posizione di contraddizione verso Dio, ma
semplicemente è indifferente rispetto alle religioni. Infatti in questi anni
abbandona le pratiche religiose e si professa atea. A Breslavia Edith
incontra le opere del filosofo Husserl. Il 31 luglio 1914 scoppia la prima
guerra mondiale… Edith in questi anni assiste come infermiera volontaria
feriti ed ammalati di ogni genere negli ospedali, prodigandosi
generosamente. Tornata a Breslavia, Edith, avendo già superato l’esame di
stato per l’abilitazione all’insegnamento, accetta un incarico di docente. Il
5 gennaio del 1916 Edmund Husserl ,professore ordinario all’università di
Friburgo, la nomina assistente. Durante il lavoro a Breslavia e a Gottinga,
Edith era tutta presa dai suoi interessi scientifici e il problema di Dio non
la toccava minimamente. Continuava a dichiarasi atea e riteneva che dalla
riflessione filosofica potesse venire la risposta agli interrogativi che
l’uomo si pone e che tormentava se stessa. Una sera di Giugno Edith si
reca nella biblioteca di due suoi amici e si immerge nella lettura di un libro
sulla vita di Santa Teresa d’Avila. Nella sue vicende vede rispecchiata la
propria vita e la sua ricerca di verità. Ciò che aveva cercato nella filosofia
e nella scienza, ovvero la verità, la trova ora nella fede. Il 1° gennaio del
1922 si fa battezzare a Bergzabern, il 21 ricevette la cresima dal vescovo
di Spia. La conversione di Edith si scontra con l’assoluta contrarietà della
madre, mentre lei stessa cerca di far capire a sua madre che la
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conversione non è un rinnegamento della fede ebraica, bensì un
completamento con il riconoscimento che Gesù Cristo è figlio di Dio.
Questa conversione non è tuttavia un passaggio da un credo religioso ad
un altro, ma al contrario dall’ateismo alla fede. Dopo il battesimo Edith
vuole dedicare tutta la propria vita alla preghiera e alla meditazione. Il
canonico Schwind la convince però a desistere, in quanto con la sua
preparazione scientifica avrebbe potuto fare tanto bene nel mondo. Edith
decide di riprovare la strada dell’abilitazione all’insegnamento
universitario.
Nel 1931 si reca a Friburgo dal docente della facoltà, il professore
Friuke, il quale le consiglia di rivolgersi a Martin Heidegger (successore di
Husserl), che non accolse la richiesta di Edith, perché appoggiare un
candidato ebreo al dottorato l’avrebbe messo in cattiva luce presso i
nazisti. La situazione in Germania stava ormai degenerando e per Edith,
come per ogni persona di origine ebraica, si annunciavano tempi duri e
tristi. Il 7 aprile venne emanata la legge che prevedeva il licenziamento
dagli uffici pubblici di tutte le persone di origine ebraica. Il 25 febbraio
1933 Stein tiene la sua ultima lezione di docente universitaria a Munster.
Edith pensa di ritirarsi in convento , ma tutti volevano che si dedicasse
alla ricerca scientifica, per le grandi doti intellettuali che la
contraddistinguevano.
Nel 1933 però con i nazisti al potere Edith non poteva più insegnare,
quindi chiede il consenso per l’ingresso al convento e il 29 giugno
accettarono la richiesta, essa si adattò alla situazione e nel 1939 veste
l’abito Carmelitano e si fa chiamare Suor Teresa Benedetta della Croce,
senza il consenso della madre, che non condivideva la sua scelta. Ella
scrisse un libro “Essere finito ed essere eterno”, ma non fu pubblicato
perché l’autrice era di origini ebraiche. Nel 1937 muore sua madre e sua
sorella si convertì al cattolicesimo, facendosi anche lei battezzare. La
presenza di Edith è un pericolo per la comunità e così fu costretta a
trasferirsi in Olanda. Alcuni dei suoi parenti morirono e nel 1939 ebbe
inizio la seconda guerra mondiale. Edith sentì un forte dispiacere nel
cuore e offre tutta se stessa per il popolo ebraico e per la pace nel
mondo. A Westerbork ha conosciuto un'altra grande donna, Etty Hillesum
che condivideva le sue stesse idee. Il 2 agosto Edith e sua sorella Rosa
vennero arrestate e portate nel campo di concentramento, dove morirono
in camere a gas. Vennero sepolte in fosse comuni.

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Il lavoro che abbiamo svolto è stato davvero interessante perché ci
ha aperto gli occhi sulla vita di una santa straordinaria, vissuta in un epoca
davvero difficile e piena di intralci.
La parte più bella e significativa è rappresentata di certo dalla sua
conversione al cattolicesimo. Edith, infatti, da atea convinta, pensa solo
ai suoi studi. Un giorno, però, trova per caso un libro che narra le vicende
di S. Teresa d’Avila che la coinvolge a tal punto da leggerlo per tutta la
notte.
In questo avvenimento non si può non vedere la chiamata o l’intervento di
Dio che, con la sua misericordia, illumina Edith e le apre una nuova strada
che la conduce alla salvezza.
La sua vita, da quel momento in poi, è indirizzata sui passi della fede e del
sacrificio perché, essendo ebrea, le amarezze e le angustie della vita sono
anche maggiori; Edith, però, confida sempre in Gesù, nella sua chiarezza e
nella sua luce poiché fino all’ultimo avrà sempre speranza e non
abbandonerà mai il cammino che Dio le ha riservato. Sempre coerente alla
sua scelta e ubbidiente alla chiamata di Dio, Edith entra in clausura dove
la preghiera e la vita spirituale la impegneranno fino all’ultimo.
Purtroppo la sua vita viene interrotta bruscamente e dopo essere stata
catturata, viene uccisa ad Auschwitz, perché ebrea. È una fine triste, che
commuove e, forse, abbatte ma da una parte ricorda che la fede e la
speranza non si possono distruggere… Gesù è lì con te e ti tiene la mano;
Edith aveva capito questo ed è morta perdonando anche i suoi
persecutori.
Un vero esempio di vera conversione, di fede e di perseveranza
nell’insegnamento di Dio. Grazie Edith, la tua vita così piena e dura ha
dato un buon esempio a tutti noi.

EDITH STEIN

La morte del padre vissuta da ragazzina,


una cosa tremenda da sopportare
per tutta la vita mostrava dolore.
La madre le ha fatto anche da padre.
Dopo tanto dolore un po’ di sollievo,
ma dura poco…

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subentra un calvario più grande.

Alessandro Messi - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

RICORDO INFINITO

Ricordare è triste,
a volte, il cuore
sotto il suo peso
piange e stride.

Edith, perfetta cristiana,


che capisti ciò che è
l’amore di Dio,
proprio per questo
vivrai ancora.

Per tanti secoli


il nostro cuore
sempre…
e poi sempre…
ricorderà.

Maddalena D’Amico - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

GRANDE FILOSOFA

Edith Stein è una grande filosofa.


Studia la fenomenologia…
Giovanni Paolo Secondo
la proclama Santa.
Nel 1999 viene dichiarata
patrona d’Europa insieme
a Santa Caterina Da Siena
e Brigida di Svezia.
Il padre morì improvvisamente
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durante un viaggio d’affari.
Edith aveva ventuno anni.
La madre si assume
la responsabilità della famiglia..

Chrisler Cangrejo - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

UNA VITA STRONCATA

Stein, una grande filosofa,


fa di tutto per laurearsi.
Entra in relazione
con grandi pensatori
del novecento,
fa grandi sacrifici.
E’ assetata di verità.
La trova e non l’abbandona più.
La Chiesa riconosce la sua vita
straordinaria
e la dichiara Santa
e infine patrona d’Europa.
La vita di Edith è
un esempio da imitare.

Angelica Petrolini - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

CONVERSIONE

Edith Stein,
tu hai fatto molti sacrifici
per aiutare il tuo popolo
dalla brutta sorte
in cui era incappato.
Oh Edith,
tu ti sei convertita,
grazie ad un libro
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che rispecchiava la tua vita
e la tua ricerca di verità.

Camilla Canuti - classe V A


Scuola Primaria

LA MORTE DI EDITH

Edith Stein,
tu hai scoperto la vera vita,
hai capito il vero significato
del dono e hai offerto te stessa
per salvare i tuoi fratelli
non ci sei riuscita,
ma tutti ti siamo grati.

Vladimir Chiodini - classe V A


Scuola Primaria

UNA GRANDE LAVORATRICE

Edith, grande lavoratrice,


fa di tutto per ottenere la laurea,
compie grandi sacrifici.
E’ una donna intelligente e saggia.
Si converte al cattolicesimo
e dona la sua vita nella camera a gas,
come ha fatto Gesù sulla Croce.
E’ stata proclamata santa
e patrona d’Europa.

Emilio Galletti - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

COME EDITH

Anche noi dobbiamo cercare la verità,


e lasciarci guidare dalla speranza
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come cristiani e figli di Dio.
Amare tutti, anche i nemici,
cercare la pace e non la guerra.
Stare lontani da chi ci indica
la strada sbagliata…

Alessandro Cesaroni - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

UNA GRANDE AMMIRATRICE

Edith, umile lavoratrice,


laureata e felice,
sei tu che mi hai dato l’ispirazione
per la mia purificazione.
Tu hai sempre seguito il tuo sogno
e il tuo pensiero.
Io vorrei avere la tua stessa speranza.
Tu hai donato, come Gesù, la tua vita.
Insegnaci ad essere altruisti,
ad avere sempre un unico
obiettivo: la ricerca della verità.

Federica Giovagnoni - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

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4. GRUPPO CAMILLA

COZZOLINO MATTEO
DELL’AQUILA FEDERICO
DE ROSA FRANCESCO
FRATERNALE CECILIA
GRILLI CICILIONI RICCARDO
LEPORONI CRISTINA
IOANNACCI RICCARDO
IPPOLITI CAMILLA
MARCELLETTI SILVIA

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Puntualizzando la vita di Edith Stein
abbiamo creduto opportuno mettere in
evidenza i suoi pensieri e le sue opere,
ma anche la triste situazione degli Ebrei
in quegli anni terribili. Ciò che
maggiormente ci ha colpito è stata la
cattiveria dei soldati nazisti, comandati
da una mente malata, come Hitler, i quali
hanno commesso il fatidico genocidio di
seimilioni di Ebrei nei famosi lager, o
campi di sterminio o di concentramento. Questi gesti ed
atteggiamenti crudeli ci hanno fatto provare un senso di
disprezzo per coloro che compivano queste azioni disumane e
tanta tristezza verso quella povera gente uccisa ingiustamente.

MARTIRE AD AUSCHWITZ

Edith nasce a Breslavia,


il padre morì giovane,
la madre lo sostituì in fabbrica.
Da Ebrea diventò atea,
da atea fece un gran salto,
abbracciò la fede cattolica.
Morì nella camera a gas
e donò la sua vita
per i suoi fratelli ebrei.

Federico Dell’Aquila - classe V A


Scuola Primaria

UNA FILOSOFA DEL ‘900

Edith Stein ha compiuto


un lento e faticoso cammino:
ebrea, atea, cristiana,
beata ed infine santa.

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E’ stata ed è tutt’ora
un grande esempio di vita.
Donna stimata, intelligente,
originale ed apprezzata.
Muore vittima della crudeltà
e malvagità umana.

Francesco De Rosa - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

MARTIRE AD AUSCHWITZ

Edith nasce nel 1981.


Frequenta con passione la scuola.
Supera con il massimo dei voti
il diploma liceale.
Una volta laureata,
diventa un’eccellente insegnante.
Muore ad Auschwitz,
nella camera a gas.
Offre la sua vita
per il bene dell’umanità.

Matteo Cozzolino - classe V A


Scuola Primaria

EDITH STEIN

Edith è stata una grande persona,


intelligente e dall’animo d’oro.
Muore nei campi di concentramento,
viene sepolta in fosse comuni,
ma la sua storia non sarà mai dimenticata.
Trova la verità nella fede, viene ricordata
per la sua grandezza di cuore e di mente.
“Figlia del popolo ebraico”
e “della chiesa cattolica”
Dall’una riceve la santificazione
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e per l’altra il martirio.

Grilli Cicilioni Riccardo - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

UNA RAGAZZA DI GRANDE CORAGGIO

Edith Stein
ragazza dalle grandi doti intellettive.
Ha rinunciato ad esse
per consacrare la sua vita a Dio,
continuando il cammino
con fermezza e forza di volontà,
nonostante i gravi pericoli
che incombevano sulla sua razza.
Ha offerto se stessa per liberare
il suo popolo e per la pace.
E’ diventata patrona d’Europa,
per i suoi grandi gesti d’amore.

Cecilia Fraternale - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

GUERRA E DISTRUZIONE

La guerra è tristezza,
la guerra è il contrario
di dove ti porta il cuore.
Porta distruzione e morte:
quante vittime innocenti
cadono sotto i suoi strali,
che seminano sangue e rovine.
Cosa risolve la guerra? Niente!
Fa solo soffrire, piangere
e seminare distruzione.

Camilla Ippoliti - classe III A


Scuola Secondaria I Grado
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UNA DONNA INTELLIGENTE

Edith Stein,
donna intelligente,
forte e coraggiosa.
Tutto quello che ti hanno fatto
non te lo meritavi.
Tu, donna eccezionale,
sarai sempre nel mio cuore.

Silvia Marcelletti – classe III A


Scuola Secondaria I Grado

UNA RAGAZZA GENEROSA

Edith Stein, ragazza generosa,


di origine ebraica,
convertita poi al cattolicesimo.
Unica nella sua famiglia,
all’inizio,
come un fiore profumato
in mezzo ad una strada
arida e deserta.
Portata nei campi di concentramento
a motivo delle sue origini.
Martirizzata per amore di Dio,
ha donato speranza a molte persone,
facendo fiorire negli altri,
l’amore per il prossimo.

Cristina Leporoni - II A
Scuola Secondaria I Grado

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5. GRUPPO ALBERTO

FARELLA SUSANNA
FARINELLI PIETRO
FRATERNALE MICHELE
GATTO SAMUELE
LEPORONI LAURA
LUCCHETTI ALBERTO
PILETA MONIER KIRIAN
PRIANTE SEIANA
RAFFAELE ALESSANDRO

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La lettura della vita di Edith Stein è stata molto interessante sotto molti
punti di vista. Quello che ci ha colpito di più è stata la sua fermezza nel
voler continuare a studiare. Una
donna molto intelligente ed è stata
una delle menti più acute
dell’Europa del ‘900. Un altro
elemento che ci ha colpito ed
interessato è stata la sua
caparbietà nella ricerca della
verità, che poi ha trovato nella
fede cristiana cattolica. Il suo
esempio ha lasciato in ognuno di noi
tanta voglia di mettercela tutta in
ciò che facciamo per dare il meglio di noi stessi.

ANIMO LIBERO

A parole di disperazione,
si passa a quelle di liberazione.
Dopo la fredda ragione
di un uomo che porta
dolore e tristezza,
Edith, donna ebrea,
con grande forza d’animo
cambiò religione.
Nel suo cuore rimase
un unico e grande dolore,
la non comprensione
della famiglia.
Un animo libero
sempre la guidò.
Muore martire,
ma la Chiesa la proclama
prima beata e poi santa.

Susanna Farella - classe V A


Scuola Primaria

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PATRONA D’EUROPA

Edith, patrona d’Europa,


vissuta quasi da sola,
nonostante i tuoi undici fratelli.
Nata ebrea, studente atea,
infine adulta cristiana.
Discriminazione hai subito,
perché come donna
hai conquistato posti elevati.
In Dio e con Dio
hai ritrovato la pace
e tua sorella Rosa
ti è stata vicina.
Ti sei immolata
per il tuo popolo,
con Dio, nel momento più brutto
della storia ebraica,
ti sei ritrovata.
Molti problemi hai dovuto superare
nel tuo cammino su questa terra,
ma alla fine, felice,
hai conquistato la vetta.

Alberto Lucchetti - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

LA VITA DI EDITH

Edith, patrona d’Europa,


con madre soltanto
hai avuto rapporti.
Ti sei dedicata
alla ricerca della verità
e di risposte certe.
Hai provato soddisfazioni
e cambiato religione ed idee,
ma alla fine la giusta via hai trovato.

30
Pietro Farinelli - classe V A
Scuola Primaria

GIOVANE LAUREATA

Ragazza giovane,
intelligente e volenterosa,
piena di grinta
ed aspirazioni profonde
e responsabili.
Martirizzata per il suo popolo,
insieme alla giovane sorella.
Un bel cammino hai compiuto:
beata, santa ed infine patrona d’Europa.

Laura Leporoni- classe II A


Scuola Secondaria I Grado

BEATA, SANTA E PATRONA

Edith ha percorso
una strada molto difficile,
ma anche molto bella e significativa:
beata, santa e patrona d’Europa.
Di origine ebraica,
ma attraverso i suoi studi
filosofici diventa atea.
Solo più tardi,
grazie ad un libro prezioso
si converte al cristianesimo
e si fa religiosa.
Era Ebrea,
quindi è stata perseguitata
e martirizzata,
ma lei offre tutta se stessa
per il suo popolo,
pienamente abbandonata
alla volontà di Dio.

Michele Fraternale - classe I A


Scuola Secondaria I Grado
31
6. GRUPPO MARTA
FATTOBENE ELEONORA
FURIA GIORGIO
GIACCHETTI ALESSANDRO
LUCCHETTI FRANCO MARIA
MARTORANO PIETRO DOMENICO
ORCIANI CLAUDIO
VIGNONI GAIA
RENZI MARTA
ROMAGNOLI VALERIO

32
Approfondire questa figura straordinaria ci ha fatto capire l’importanza
della giornata della memoria. Ascoltando le varie opinioni dei membri del
nostro gruppo ci siamo resi conto di come parlano in profondità le
testimonianze in genere, ma in particolare ci ha toccato la dinamica e la
grandezza di questa donna di eccezione, Edith Stein. Ha fatto proprio
bene il Papa Giovanni Paolo II a dichiararla patrona d’Europa. Ci ha molto
colpito l’unione e l’amore che legava Edith con Rosa, sua sorella… Insieme
donano la loro vita in una camera a gas. Ci ha insegnato a volerci bene sul
serio, superando ogni piccolo elemento che possono dividerci.

UN RICORDO

Bisogna ricordare questo giorno,


come un giorno importante,
in ricordo degli Ebrei,
che vennero uccisi senza motivo,
senza un perché.
Oltre gli Ebrei vennero uccise
persone con Handicap,
appartenenti ad altre religioni,
i Rom privi di una patria.

Marta Renzi - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

LA CONVERSIONE

Edith mi ha mostrato
com’è possibile capire
tutti quei perché profondi,
di cui non si hanno risposte:
aprirsi con la fede a Dio!
All’inizio era un fiore chiuso
nei confronti di Dio,
ma dopo aver letto il libro
di Santa Teresa d’Avila,
la corolla si è aperta
e Dio l’ha irrorata

33
con la sua dolce rugiada.
E’ stata veramente
una donna straordinaria,
per le sue doti naturali,
ma soprattutto per quelle
che Dio con il battesimo le ha donato.

Pietro Domenico Martorano - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

UN SOGNO

Edith Stein,
donna colta e coraggiosa-
Quel tuo sogno scomparso
come pietra polverosa,
la tua idea venne gettata via,
come niente
ed Hitler che non aveva
niente in mente
uccise tutta la tua gente.
Di fronte alla prova,
tu rimanesti ferma,
ma lui fuggì disperatamente,
non voleva morire,
nonostante avesse fatto
soffrire e sparire tanta gente.
Tu, Edith, devi rimanere viva
in mezzo a noi
per non farci dimenticare
tutte le atrocità subite.

Franco Maria Lucchetti - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

DONNA COLTA

Edith Stein,
donna colta e coraggiosa,
34
laureata in filosofia
ed anche in psicologia.
Dopo essersi convertita,
si lasciò trasportare e guidare
dalla bellezza della fede.
Gli obiettivi si illuminarono
con una intensità nuova.
Tutta la sua vita cambiò
forma, stile e direzione.
Muore ad Auschwitz
in una camera a gas
con la sorella Rosa.

Alessandro Giacchetti - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

VITA FATICOSA

Edith Stein
ha avuto una vita faticosa,
a causa della sua religione
ebraica,
era esclusa dalla società.
Fece ugualmente domanda
per insegnare, ma per poco
tempo poté esercitare.
Donna dalle capacità fuori del comune,
lasciò un segno ovunque operò.

Claudio Orciani - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

QUESTO GIORNO

Questo giorno per me


è molto significativo,
per ricordare e non dimenticare
questa povera gente,
uccisa in campi di sterminio.
Il testo che abbiamo letto
35
parla di Edith Stein,
una filosofa che è entrata
in contatto con i più grandi
pensatori del novecento.
Giovanni Paolo secondo
l’ha proclamata beata
e successivamente dichiarata santa
Durante la sua giovinezza,
la figura materna ha influito
sul suo carattere.
Edith era molto ammirata
per la sua intelligenza.
La parte più forte del brano
è il momento della deportazione
e la vita orribile dei lager.

Valerio Romagnoli - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

GIORNATA DELLA MEMORIA

Ricordare è importante.
La morte degli Ebrei
nei campi di concentramento
è stata una grande ingiustizia.
L’unica colpa era quella
di essere di origine ebraica.

Gaia Vignoni - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

LACRIME AMARE

Il sorriso di una ragazza


diventa lacrime e sofferenza,
una volta deportata.
Era una donna coraggiosa e forte
ed anche molto intelligente.
Amava tutti, aiutava con amore.
Ad Auschwitz fu uccisa
dai terribili nemici degli Ebrei.

Giorgio Furia - classe V A


Scuola Primaria

36
7. GRUPPO CATERINA
GAGLIARDI MARILISA
GAMBINI CHIARA
PIERSIGILLI GIUSEPPE
RENZI CHIARA
PANNELLI VITALIK
PERILLI DILETTA
ZEILER OLIMPIA
SABBATINI CATERINA
SALVUCCI LUCA

37
Con la giornata della memoria vogliamo ricordare le migliaia di persone
vittime di atrocità, di tortura, uccise nei campi di concentramento a causa
della loro religione. Tutto questo è stato uno sbaglio irreparabile, che ha
posto fine alla vita di uomini, bambini e donne, ad eccezione della razza
ariana, ritenuta perfetta.
Per me bisogna pensare più spesso alle vittime di queste atrocità, per non
ricadere negli stessi errori. Hanno patito la fame, il freddo, le torture, le
ingiustizie… dovremmo soprattutto ricordarli per il coraggio che hanno
avuto e non solo pensare a loro il 27 gennaio, ma in continuazione, perché
hanno subito discriminazioni, hanno versato sangue, sono stati trattati in
modo disumano, sono morti senza colpa. La stessa fine ha fatto anche la
nostra Edith Stein, che ho ammirato per la sua grandezza d’animo e
generosità.

CAMPI DI CONCENTRAMENTO

Ebrei rapiti,
portati nei campi
di concentramento.
Un mondo diverso,
senza amore ed amicizia.
Lavorando sempre,
senza fermarsi mai,
per non essere uccisi.
Unica colpa: essere
di razza ebraica.

Diletta Perilli - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

LA MORTE DI EDITH

Nel 1942 Edith venne portata


in un campo di concentramento.
Un giorno vennero degli uomini,
lei pensava per liberarla,
invece la portarono
in una camera bianca.
38
Il fumo le soffocò la gola e morì.
Il suo corpo finì in fosse comuni,
ma la sua anima volò in Cielo.

Giuseppe Piersigilli - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

LOTTARE PER VIVERE

La vita è sempre un po’ dura


nei momenti difficili.
Bisogna superarli
e metterci una pietra sopra.
In ogni cosa bella bisogna
metterci un fiore colorato.
Le persone Ebree morirono
per professare la loro religione.
Il loro inferno era: le camere a gas,
le sedie elettriche, il filo spinato.
Loro sacrificano la vita per far vedere
quanto credono nella religione…
Lottano per vivere…
Essere strappati dalla madre, mentre ti coccola…
Edith soffrivi fame e sete…
La gente moriva lì,
ma le loro anime continuavano a vivere

Chiara Renzi - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

SE FOSSI LIBERO

Se fossi libero,
ti porgerei una mano.
Se fossi libero
scaccerei l’odio da ogni persona
Se fossi libero
farei capire il senso della vita
39
Se fossi libero
ti insegnerei la pace.
Se fossi libero
starei con te

Olimpia Zeiler - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

EDITH

La patrona d’Europa
si chiama Edith Stein.
Beata e Santa l’hanno dichiarata
e alla fine patrona è diventata.
Ebrea era, ma anche studiosa,
intelligente e laboriosa.
Atea è diventata,
i testi l’hanno influenzata
Nella scienza le risposte non trova.
Una volta battezzata,
al cattolicesimo si è avvicinata,
la chiamata di Dio le è arrivata…
Suora è diventata,
Teresa Benedetta della Croce
si è chiamata.
I tedeschi l’hanno deportata
e poi nel cielo è volata.

Chiara Gambini - classe V A


Scuola Primaria

SE POSSO VIVERE

Mi alzo e vengo sgridata


per non aver fatto niente,
lavoro per tutto il giorno
e vengo picchiata,
ho fame, ho sete…
40
Ogni giorno ho paura
di morire di fame o uccisa,
vedo i miei amici morire…
Quanto mi è caro, sparisce.

Vitalik Pannelli - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

VIVERE

Vivere?
In quei tempi era un lusso
Vivere?
Grazie all’impero russo.
Vivere?
Non c’è stato molto tempo.
Vivere?
Neanche per provare sgomento
Vivere?
Si chiedevano se ce la facevano.
Vivere?
Neanche sorridevano
Edith Santa è diventata
e nel cuore ci è restata.

Caterina Sabbatini - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

LA VITA DI EDITH

Edith Stein
è la patrona degli Europei.
A me la guerra non va
e speriamo che più non verrà.
In ogni fucile bisognerebbe
mettere un fiore,
segno d’amore e di libertà.
41
Cosa che prima o poi
in certi paesi si capirà.
Da Dio la chiamata
le è arrivata
e suora è diventata.
Poi Dio l’ha richiamata
e su in cielo è arrivata.

Marilisa Gagliardi - classe V


Scuola Primaria

42
8. GRUPPO FRANCESCO

GRILLI CICILIONI LORENZO


MIRASHNICHENKA MIKHAIL
RIBIGHINI ANITA
SACCHI LORENZO
PESCE ANASTASIA CARLOTTA
PIESIGILLI SARA
VERDONI GAETANO
TANSELLA FRANCESCO
VIGNONI GIORGIA

43
Sin dai tempi del Mein Kampf, Hitler proponeva la
discriminazione razziale come strumento per l’affermazione
della razza ariana tedesca, la cui purezza doveva essere
salvaguardata dal pericolo costituito dagli Ebrei, quindi per la
loro inferiorità essi dovevano essere eliminati. Per questo Edith
Stein, di origini ebree, durante gli anni di Hitler, si trovava in
pericolo e non poteva pubblicare le proprie produzioni. Per molto
tempo lei si dichiara atea, ritenendo che dalla riflessione
filosofica possa venire la risposta agli interrogativi che l’uomo si
pone. Dopo aver letto la storia di Santa Teresa D’Avila, in cui si
riconosce, decide di convertirsi al cristianesimo, capendo che
tutto ciò che fino allora aveva cercato nelle filosofia e nella
scienza, cioè la verità, lo avrebbe sicuramente trovato nella
fede. Comunque sia, Edith Stein, anche durante la sua vita da
atea era riuscita a compiere opere grandi e belle su Hitler,
cristiano battezzato. Quando si è convertita al cristianesimo ha
compreso una grande verità: che la via della fede porta sempre a
credere in qualcosa più grande di te, impossibile da spiegare con
la scienza; è a quel punto che smette di capire e inizia a credere.

EDITH STEIN

Una grande donna,


che ha dato la sua vita
per salvare un popolo,
perseguitato ed odiato,
senza motivo,
tutto questo dopo
la conversione al cristianesimo
dall’ateismo
che l’ha fatta riflettere.

Anastasia Carlotta Pesce - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

44
LA FEDE

Spinta dalla voglia di fare


non si è lasciata scoraggiare,
magari dalle disfatte
che le sono toccate.
Nonostante la morte,
per mano di Hitler,
è riuscita a diventare
una persona
da cui prendere esempio
e seguire.

Gaetano Verdoni - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

RAGGIUNGERE UNO SCOPO

Hai uno scopo da raggiungere


e con la fede ce la farai.
Amerai il tuo prossimo
e sconfiggere il male di Hitler
che pur essendo cristiano
battezzato non ha l’elemento
migliore per la vita,
il cuore.

Lorenzo Sacchi - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

GIORNATA DELLA MEMORIA

Ha visto un’alba
su di un campo
tutto grigio…
Gli uomini in fila
45
per la camera a gas…
fumo…
Offre se stessa,
la propria vita
per la pace nel mondo
e un sorriso…

Sara Piersigilli e Giorgia Vignoni - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

CIAO, DONNA

Edith, grazie!
Come un soffio
te ne sei andata.
Come una bufera,
però, hai scosso
le nostre umili
e spoglie membra.
Grazie, donna!

Francesco Tansella - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

SPAZIO INFINITO

Lo spazio è infinito
come la vita e le cose.
Edith Stein,
donna dal cuore grande,
ha dato tutta se stessa,
perché aveva scoperto
la forza dell’amore
gratuito…

Lorenzo Grilli Cicilioni – classe V A


Scuola Primaria
46
9. GRUPPO MARIA EVELINA
PANICHI VALERIA
PANSERA CAMILLA MARIA LUDOVICA
SANTARELLI LUCA
PIGNOCCHI ALESSIO
SARDONE SARAH
ROMANI LUCIA
LEONE ALESSANDRO
ZEILER MARIA EVELYN ELEA
SPAGNA MUSSO MICOL

47
Edith Stein nacque a Breslavia il 12 ottobre 1891 da una coppia di
commercianti. Il padre in un viaggio d'affari muore improvvisamente e la
madre di Edith, Auguste Stein, è costretta a sostenere tutta la famiglia.
Nel mese di ottobre del 1807 Edith inizia a frequentare la scuola e si
distingue subito per la sua precoce intelligenza. Ottenuta al maturità
liceale inizia a studiare germanistica e psicologia all'università di
Breslavia. Nel 31 luglio 1914 è scoppiata la prima guerra mondiale. Edith,
contro il parere della madre, inoltra la domanda alla Croce Rossa per
essere assunta come crocerossina. Edith il 1° gennaio1922 si fa
battezzare a Bergzabern e da lì comincia la sua vita da cristiana. Edith,
un volta cristiana, scelse di entrare nel Carmelo. Nel 1933 Edith non può
più insegnare perché i nazisti erano al potere. Una cosa che a me e al mio
gruppo ha colpito molto, sono state le domande che lei si poneva. Esse
erano molto profonde e sembravano delle incertezze o perplessità che lei
teneva dentro di sé. Una di esse che ci ha colpito è stata la seguente: “Chi
muterà questa colpa orribile in una benedizione per entrambe le stirpi?”.
Questa frase ci fa capire che Edith intelligentemente sa perché i
tedeschi fanno queste cose brutte, ma sa anche che gli ebrei hanno fatto
qualcosa per provocare questo macello. Dice anche che il Signore non li
deve castigare, anzi li deve benedire per far capire ad entrambi che
hanno sbagliato.
Il 2 agosto 1942 Edith e la sorella Rosa vengono prelevate dal loro
convento dalla Gestapo e deportate prima nel campo di Amerfost. Il 7
agosto Edith Stein e la sorella vengono fatte salire su un treno che da
Westerbork le porta ad Auschwitz dove arrivano il 9 agosto. Lì Edith e
Rosa vengono mandate nelle camere a gas con altre persone destinate alla
loro stessa fine. Nell'agosto del 1942 ad Auschwitz i forni crematoi non
erano ancora entrati in funzione e probabilmente Edith e Rosa furono
sepolte vive in fosse comuni.
La storia di Edith ha senz’altro suscitato rancore ma anche aperto gli
occhi sulla cruda realtà: il primo perché tutti abbiamo sofferto per la
triste fine che ha fatto lei e sua sorella, il secondo perché ci ha fatto
capire quanto era atroce vivere in quegli anni.

IL SACRIFICIO

Il sacrificio
fino all’ultimo,
48
il terrore
che non vince sulla fede.
Mettendo tutti contro di lei,
tranne Dio, il Giusto.
Rischiando lei stessa
per gli altri…
Una cristiana vera
con l’amore e la verità
nel cuore…

Lucia Romani - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

EDITH STEIN

Ebrea era.
Atea diventò
Suora si fece.
Hitler l’ammazzò

Alessio Pignocchi _ classe II A


Scuola Secondaria I Grado

AUSCHWITZ

Luogo di lutto…
Brutti ricordi...
Per i sopravvissuti,
dove Hitler sterminò
anche gli innocenti:
mosche che volano,
proprio come gli uomini.

Alessio Pignocchi II A
Scuola Secondaria I Grado

49
ANGELO FELICE

Edith Stein, angelo felice,


portatrice di fede,
anima violata.
Fedele a Cristo,
fedele alla vita,
fedele al dono di grazia.
Persona fedelissima,
devota al suo popolo.
Uccisa dalla follia
di una mente malata.

Alessandro Leone - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

UNA GRANDE STUDIOSA

Una ragazza studiosa,


vissuta in Breslavia.
Si è convertita,
ha amato la vita,
ma qualcuno gliel’ha tolta.
Una ragazza modello,
era dolce e forte,
apprezzata e ricercata.
Peccato che sia morta!

Valeria Panichi - classe V A


Scuola Primaria
EDITH STEIN

Studiosa lei era,


atea per scelta,
in contrasto con la madre,
quando si convertì.
Suora si fece,
50
ma ebrea lei era.
Hitler neanche di lei
e di sua sorella
ebbe pietà.
Il Papa i suoi atti riconobbe
e santa e patrona d’Europa
la fece diventare.

Camilla Panzera - classe V A


Scuola Primaria

UNA GRANDE DONNA

Edith Stein,
all’inizio ebrea era,
poi atea diventò,
infine cristiana si dichiarò.
Studiosa era,
con la lode si laureò
e ad insegnare cominciò.
Suora si fece,
sua sorella la seguì.
Per la pace nel mondo
alla morte si donò.
Una donna dal cuore
grande lei era
e per la fede
contro la madre andò.

Micol Spagna Musso - Classe III A


Scuola Secondaria I Grado

UN GRANDE EVENTO

Gli Ebrei sono stati trattati male,


è giusto ricordarli,
anche se non è una cosa bella
ma perché non si ripeta più.
51
Edith è un modello di vita,
per tutti noi è una maestra,
in suo onore ricorderemo
le sue gesta di amore,
ma anche di dolore.
Per tutti noi è uno stimolo
di vita da seguire
nel presente e nel futuro.

Luca Santarelli - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

CARA EDITH

Il tuo amore
è rivelazione
ed aiuto a noi oggi.
Hai salvato
molte persone
e le hai rese libere
nella loro fede.

Maria Evelyn Zeiler - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

52
10. GRUPPO SOFIA
FIORANELLI SOFIA
POLITO ETTERO
POLONARA MICHELE
SPROVIERI SOFIA
SPAZIANI CAMILLA
ROSI DIEGO
SARDONE GIANNI BATTISTA
TRICOLI ELENA
VINCI ALESSIO

53
Secondo il nostro parere questa lettura è stata meravigliosa perché narra
la vita di una straordinaria ebrea, Edith Stein, ricca di emozioni, a volte,
anche tristi , ma molto significative. Ci ha particolarmente colpiti la
sofferenza provata dall’umile ragazza che, a causa dei nazisti, è morta
come martire.
Grazie alla lettura dell’articolo abbiamo potuto comprendere quanto siano
negativi i pregiudizi, infatti è proprio per questo che la povere Edith
Stein ha avuto una morte ingiusta.

IL TEMPO E’ PASSATO

Il tempo è passato,
ma la memoria inestinguibile
di uomini ridotti a bestie
per colpa di un odio
ingiustificato, rimane.
Razza ariana, definita
superiore, importante, perfetta.
Chi è così perfetto
per decidere la morte
di bambini, anziani?
Distruggere famiglie
che si amano? Nessuno!
Chi riporterà i padri
alle loro famiglie?
I giovani al loro nido?
Chi risanerà le ferite
del cuore e della mente?
Solo un uomo può
seminare tanto male,
ma l’amore e la fede
sono le uniche forze
che gli Ebrei vivono
profondamente.

Sofia Fioranelli - classe III A


Scuola Secondaria I Grado

54
EDITH STEIN

All’Università si è laureata,
nelle camere a gas è stata eliminata.
Suora lei si è fatta.
Per cambiar religione ha lottato.
E’ stata sottoposta a persecuzione.
Auschwitz , un luogo molto brutto,
nei nostri tenebrosi ricordi rimarrà.

Diego Rosi - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

AUSCHWITZ

Auschwitz…
Luogo di tristi ricordi,
luogo che ha infranto
meravigliosi sogni,
luogo che ha tolto agli Ebrei,
la libertà…
Luogo che non ci farà mai
smettere di piangere i morti…
Luogo tenebroso e spaventoso
Auschwitz…

Elena Tricoli - classe II A


Scuola Secondaria I Grado

EDITH STEIN

Passati i suoi anni in convento.


Morta nei campi di concentramento.
Per la sua intelligenza ammirata,
ma lei a Dio si è abbandonata.
Dei suoi fratelli undicesima:
l’unica che ha fatto la cresima.
Nella camera a gas l’hanno portata:
55
a Breslavia non è più tornata
Lei si è fatta suora di clausura
ed ha subito ogni tortura.

Sofia Sprovieri - classe V A


Scuola Primaria

EDITH STEIN

Una giovane donna,


sacrificata per l’umanità…
E’ una filosofa,
insegnante, monaca…
Nella sua vita ha dovuto
superare molti momenti difficili:
la morte dei genitori,
la dispersione dei fratelli
e tante ingiustizie.
Nonostante tutto è rimasta
forte e fedele al Signore.
Niente è riuscita ad abbatterla,
come un albero sulle sue radici.
E’ un modello da imitare,
ma anche da ammirare.
La sua storia è molto
toccante e triste…
ci insegna a saper lottare
per ciò in cui crediamo,
senza lasciarci abbattere
al primo ostacolo…

Camilla Spaziani - classe I A


Scuola Secondaria I Grado

GIOVANE DONNA

Una giovane donna


con un carattere sereno.
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In un campo brutale è finita.
Da un dolce pregare in convento
è finita in una camera a gas.
Ed è stata una fine partita.
La sua una vita fedele
ed anche crudele.
Un fiore che sboccia,
una vita apparentemente finita.
La sua grande offerta,
una risposta di fede,
come in un’alta marea,
diventa un angelo lucente
dalla vita smagliante.

Michele Polonara - Classe V A


Scuola Primaria

UNA MARTIRE

Martire, senza colpa,


nei grigi campi di concentramento,
inutilmente, solo per la grande voglia
di Hitler di distruggere ed annientare,
per creare la sua razza perfetta.
Intelligentissima, si laurea
con ottimi voti…
Uccisa nella camera a gas
e sotterrata in fosse comuni.
Morte terribile!

Ettore Polito - classe V A


Scuola Primaria

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58
L’OLOCAUSTO

Gli Ebrei, come foglie


d’autunno…
Gli ebrei, non più un nome,
ma un numero…
Gli Ebrei marchiati
con la stella…
Gli Ebrei non più persone,
ma oggetti…
gli handicappati privati
della loro vita…
I comunisti eliminati
per la loro idea…
Gli omosessuali privati
della loro sessualità

Valerio Romagnoli

IN MEMORIA…

In memoria…
degli Ebrei sterminati
nei campi ormai annientati.

In memoria…
delle madri senza i loro figli
strappati dai nazisti.

In memoria…
dei padri pensierosi
per la loro brutta fine

In memoria…
dei poveri bambini
privati dei loro beni
e dell’amore dei loro cari.

Simone Gambini
59
IL VERO PIANTO

Le farfalle,
la minestra,
i lettini,
le tendine,
la bella casa,
la calda casa.

La camera grigia,
i letti neri,
il cielo grigio:
il pianto di un bambino.

Maria Eveyna Elea Zeiler

NOTTE A TEREZIL

La notte scende impietosa


sul ghetto dei bambini,
non è una notte buona.
E’ pericolosa.
Porta morte e freddo per i piccini.
Dormono in strada, dove capita.
Ricordano la casa,
il bel fumo dei camini,
hanno perso tutto…
Rimane solo il breve futuro
di un bimbo dall’infanzia negata
e la sfortuna di nascere
in questo crudo momento,
di un mondo corrotto
da male ed odio,
dove gli uomini non sono più degni
di essere detti tali

Sofia Fioranelli
60
LO SHOA

La shoa, ricordata
come il giorno della memoria,
un momento molto triste
per gli ebrei, morti
nei campi di concentramento.
Tutti la ricordiamo, grazie
alla televisione e ai mass media.
Dovrebbe essere , ricordato sempre
come un giorno importantissimo,
dovrebbe essere impresso nella mente!
Perché anche i bambini
che non avevano nessuna colpa,
sono morti,
solo perché erano ebrei
e questo non va bene.
Per concludere il 27 gennaio
dobbiamo ricordarci
di questi avvenimenti.

Angelica Petrolini

COME CARTA STRACCIA

Accadde che la vita dell’uomo


fu simile a quella della carta.
Era bianca e linda,
anche profumata, a volte.
Compì il suo dovere
e, a penna o matita incise
la sua anima candida.
Per un po’ fu rinchiusa
in qualche scatola marcia
per poi essere presa,
catturata, accartocciata
e gettata via con sdegno
61
nel sudiciume di un cestino.
Accadde che la vita di un uomo
fu simile a quella della carta.

Maddalena D’Amico

LA TRISTE VERITA’

La Shoah
è la triste tragedia
degli Ebrei
morti in campi di concentramento,
la falsa verità
raccontata dai Nazisti.
La storia passa,
la tragedia no,
il disastro umano
non sarà mai coperto
né di fango,
né di cemento.
La pace ci attende
e l’uomo ne approfitterà,
non commettendo lo stesso errore?
Pace in terra ci sarà
se prendiamo la giusta strada,
così il mondo ancora girerà.

Geri Prence

I BAMBINI NEL CAMPO

I bambini nel campo,


ormai scheletri,
che camminano.
Non hanno nomi,
ma solo numeri,
incomprensibili per loro.
62
La morte incombe
sui loro deboli corpicini,
gli occhi non piangono più.
Disegni di sofferenza,
poesie di tristezza.
Che male avranno mai fatto?
Ecco, conservano la speranza,
l’unica e sola fonte di verità.
Questa la loro colpa,
quella del loro cuore
di non dimenticare.
Ciò li rende più forti,
anche degli aguzzini.
Ricordiamo, allora, anche le creature innocenti,
le più nobili,
che non sono mai state sconfitte.

Benedetta Bruni

VITA PERDUTA

Tu, corpo ormai privo di vita,


ti agiti in modo continuo,
senza saper il perché.
Tu sai che questa tragedia,
non avrà più fine.
Anime dal cuore indurito,
per il pianto e la tristezza
che state vivendo.
Cuori, ancora pieni,
di speranza,
nel rivedere il sole e la gioia
al di là del filo spinato.

Silvia Marcelletti

63
FOLLIA

La guerra è qualcosa di atroce


e non è mai veloce.
La guerra è stata un errore,
ma nessuno se ne assume
la responsabilità.
Per la guerra non c’è via d’uscita,
essere ebreo per quei tempi
era una parola proibita.
A causa della religione
molti uomini sono messi
in prigione.
La vita per loro è terminata,
la memoria resta incancellata.

Caterina Sabbatini

DISEGNI

Ci sono dei disegni in quella stanza…


Disegni di piccoli bambini,
bambini presi dai tedeschi,
separati dai loro genitori,
senza una meta…
ma con la possibilità di…
DISEGNARE…
64
Disegni di ricordi belli,
passati con la loro famiglia,
ma anche disegni della cruda realtà,
che stanno vivendo…
Ho visto un disegno
che mi ha colpito:
un bambino ha disegnato
un giardino,
pieno di fiori e di animali,
pieno di senso di libertà
e dai colori più luminosi…
Un disegno pieno di…
gioia di vivere.

Marta Renzi

ANGELI

La loro infanzia è stata rubata


e dopo poco la vita hanno perduto
nei loro disegni, mille progetti,
nei loro occhi la speranza,
nei loro cuori la vita.
Buttati al vento…
Nessuna colpa avevano,
ammazzarli non dovevano…
Nei nostri pensieri sempre staranno
e come tutti gli angeli in cielo
prima o poi voleranno.

Micol Spagna Musso

VITE DISTRUTTE

Vite mutilate,
vite stracciate,
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vite calpestate,
vite straziate,
vite torturate,
vite distrutte e uccise.
Nel tempo il ricordo
non si dissolverà mai,
perché la vita è un dono immortale
che non va gettato
in stanze buie
e stretti fossi.
Questa dolorosa memoria
ci accompagni sempre
e ci aiuti a capire ciò che è bene
da ciò che è male.

Giorgia Vignoni

LA MEMORIA

La giornata della memoria


ci fa ricordare…
La memoria è sofferenza,
la memoria è tristezza…
E’ da custodire, coltivare,
non cancellare…
Ricordare vuole anche dire
imparare, evitare, valorizzare.

Alessandro Leone

LA GUERRA

Ti porta via la vita,


la guerra.
E’ come una strada in salita.
Grazie ad Hitler,
un uomo che erra.
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Grazie ad uomo
cristiano e felice,
prima di usare la mitragliatrice.
Delle vite stroncate,
per religione “sbagliata”,
mai a casa tornate…
Esistenze bruciate…
Abbiamo un ricordo
che rimane sicuro
anche nelle orecchie di un sordo,
anche tra le pietre di un muro.

Francesco Tansella

EDITH STEIN

Edith ha molto sofferto:


una vita stroncata,
un’intelligenza bloccata,
una testimone annientata…
La Chiesa l’ha esaltata,
la beatificata e dichiarata santa…
Come se non bastasse,
l’ha definita patrona d’Europa.
Grazie Edith Stein
per la tua vita donata,
il tuo esempio sarà la mia guida.

Lorenzo Bontempi

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