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“FACHINI DALLA VOLTOLINA”

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Forti, lavoratori e onesti

Dalla documentazione sui sodalizi dei Lombardi al Corso, di S. Maria

di Loreto, di S. Rocco a Ripetta, di S. Giacomo in Borgo e sugli istituti

della Consolazione, del S. Giovanni, del S. Giacomo e di Ponte Sisto abbiamo potuto riscontrare la presenza a Roma, nel secolo XVII, di una quantità pressochè impensabile di Valtellinesi. Di loro ben 429 erano fac-

chini. Un ulteriore studio su questa particolare tipologia di nostri emigra- ti ci ha portato a rintracciarne altri. Anche in questo caso il loro numero sembra incredibile, se non fosse documentato da precisi riscontri negli Stati delle anime e nei vari atti di battesimo, matrimonio e morte che li riguardano. Come al solito ci sono delle imprecisioni – a volte – riguardo

la loro età e l’esatta grafia dei nominativi o della provenienza. Sappiamo

però che i parroci delle parrocchie di appartenenza nell’Urbe si preoccu- pavano soltanto di renderli individuabili ai fini della frequentazione dei sacramenti. Dove lavoravano esattamente tutti questi fachini dalla Voltolina e per-

ché mai erano così numerosi ?

La maggior parte risultano addetti alle dogane di Roma. Quanto al numero era dovuto al fatto che si trattava di uomini forti, e quindi in grado di sopportare pesi e fatiche non comuni, lavoratori, e quin-

di affidabili per un’attività non certo tra le più ambite, onesti, e quindi

molti di loro pressochè indispensabili per le mansioni di controllo e fidu- ciarie a cui venivano preposti. Più specificatamente i Valtellinesi erano assunti dalle dogane dello Stato Pontificio in Roma nella qualità di :

- facchino (baiulus)

- facchino di grano

- facchino voltatore o conciatore di grano

- facchino misuratore di frumento

- primo misuratore di grano - caporale dei misuratori

- facchino capo

- facchino di vino

- facchino de arte de sale

C’era anche chi, arrivato a una certa età, si metteva in proprio asso- ciandosi ad altri dello stesso mestiere, sempre convalligiani e per lo più

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originari come loro dello stesso paese. In tal caso diventava:

- facchino magazziniere

Altri poi svolgevano questa attività presso istituti o al servizio di tutti. Così che abbiamo anche :

- facchino d’ospedale

- facchino di palazzo

- facchino di piazza.

I misuratori di frumento avevano la loro Corporazione, una delle dodi-

ci Università aggregate a S. Maria dell’Orto a Trastevere, oppure faceva-

no parte come i fornai del sodalizio della Madonna di Loreto; mentre i facchini di vino e gli altri erano a loro volta congregati alla Compagnia di

S. Rocco a Ripetta o all’Arciconfraternita dei Lombardi al Corso. Riguardo alle Dogane Pontificie, nel Seicento, va ricordato che a Roma esisteva la Dogana di Terra, situata nel rione di S. Eustachio e col dazio del grano dislocato a Campo dei Fiori; la Dogana di Ripa, sul Tevere, presso il porto di Ripa Grande; la Dogana di Ripetta, anch’essa sul

Tevere, al punto d’incontro fra la via della Scrofa e quella di Ripetta; la Dogana della Grascia, che si teneva sotto il Campidoglio a Campo Vaccino, per l’approvvigionamento e la vendita del bestiame da macello

ed anche dei grassi, l’olio, il pesce, frutta e verdura nonché vari generi ali-

mentari; la Dogana di Borgo e la Dogana della Pescaria, entrambe poste nei rispettivi approdi sul Tevere. Tranne quest’ultima, in tutte le altre ci lavoravano i nostri convalligiani.

Valtellinesi della Dogana di Terra

Nel rione di S. Eustachio, a lato di piazza Navona e dietro palazzo

Madama, si trovava la Dogana di Terra. Qui affluivano le merci prove- nienti per via terrestre soprattutto dall’Umbria, dalla Toscana e dal regno

di Napoli.

La cosiddetta Dogana Vecchia era ubicata in un edificio dell’omonimo vicolo, tra la piazza di S. Eustachio e quella di S. Luigi dei Francesi. Sul finire del secolo venne trasferita nelle vicinanze. Gli uffici della Dogana Nuova furono impiantati in piazza di Pietra, usufruendo dell’antico portico di Antonino Pio. Il pontefice Innocenzo XII, come ci fa sapere il Moroni (106), diede l’incarico all’architetto

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Francesco Fontana affinchè erigesse la fabbrica chiudendo gli intercolun- ni, creando un cortile spazioso e realizzando magazzini per le merci che giornalmente vi sarebbero state introdotte, nonché uffici per i ministri. L’edificio venne completato nel 1695. La maggior parte dei nostri convalligiani che lavoravano alla Dogana di Terra stavano a Campo de’ Fiori. Ci furono tuttavia alcuni di loro che restarono a prestare servizio prima alla dogana vecchia poi a quella nuova. Per comodità, a gruppi o con le famiglie, abitavano in zona: nel rione di S. Eustachio e nel rione Pigna. Molti ci passarono tutta la vita, come da documentazione:

BARTHOLOMEO GROSSO

di Giovanni

22 maggio 1602 è detto Il tartaglia;

fachino della Uoltolina dopo aver ricevuto i sacramenti muore e viene sepolto nella chiesa di S. Maria in Via Lata sua parrocchia, nel rione Pi- gna (101d).

GIACOMO del COPPA

15 agosto 1617

di

Pietro de Libero

muore ed è sepolto nella chiesa di S.

dalla Pioda

Marcello. Abitava nella parrocchia di S.

facchino

Maria in via Lata (102d).

GASPAR FASANO

45 a.

1629

ANDREA PAINO

28 a.

abitano tutti assieme nella Casa delli

PIETRO MAZOZOLA

25 a.

Facchini, situata nelle vicinanze del

GIOVANNI CALINO

26 a.

Pantheon e parrocchia di S. Maria ad

TOMASSO del PEDICOL

25 a.

Martyres (103d).

BARTHOLOMEO PELLINO

28 a.

BONETTO de BONETTO

30 a.

BATTISTA LO FOLLO

28 a.

GIOVAN ANTONIO

36 a.

1630

BERNARDONE GIACOMO CIVASCELLI

24 a.

nella stessa abitazione i facchini si sono alternati (104d).

SIMONE VIS DOMINI

30 a.

BENEDETTO VIS DOMINI

34 a.

GIOVANNI VALENA

30 a.

PIETRO VALENA

29 a.

ANTONIO SGUZZIRII

25 a.

LORENZO da S. Martino

23 a.

249

Nel 1658 nella casa, prima occupata dai nostri, si sono insediati dei facchini milanesi. Una decina di anni dopo tornano dei Valtellinesi

(105d):

ANTONIO TOMASETTI

30 a.

1669

da Valtollina BARTOLOMEO TOMASETTI

25 a.

suo fratello GIOVAN ANTONIO da Scen

20 a.

ANTONIO di GAGINO

20 a.

GIOVANNI DOMENICO RODELLI

22 a.

ALESSANDRO BARONCINO

40 a.

una squadra decisamente numerosa di

de Valtellina ANDREA STELLONI

55 a.

convalligiani, che abitano in un’altra Casa delli Facchini attigua (106d).

ALESSANDRO GUAI

38 a.

BATTISTA GUAI suo fratello

30 a.

GIOVANNI MAZZOLA

25 a.

DOMENICO FERRATINO

25 a.

STEFANO COCCO

26 a.

AMBROSIO MASOLATA

35 a.

BATTISTA MASOLATA

26 a.

MARTINO MASOLATA

21 a.

fratello di Battista DOMENICO MORELLO

24 a.

GIOVAN PIETRO BARONCINO

25 a.

PIETRO TOGNETTI

20 a.

MARTINO BROCCO di Andrea della Valle Tellina

3 agosto 1611 muore e viene sepolto nella basilica di S. Marco (107d).

ANTONIO fachino della Voltolina

19 ottobre 1623 viveva nella parrocchia di S. Marco. Passò da questa presente vita, avendo ricevuto tutti i sacramenti e fu seppelli- to nella chiesa della Madonna di Loreto. Evidentemente faceva parte di quella Confraternita (108d).

250

PAOLO D’ANTONIO della Voltolina MARTINO D’ANTONIO MARTINO D’AMBROGIO GIUANNE de Mel

1630

abitano tutti assieme in una casa delli Facchini nella parrocchia di S. Marco

(109d).

ANDREA POLETTI

dalla Voltolina di loro c’è anche la moglie, che si deve

abitano alcune case più avanti. Con uno

GIOVAN BATTISTA

adattare a quella sistemazione precaria

da S. Bernardo della Voltolina

(110d).

ANDREA della Teresa GIOVANNI di SUENINI GIOVAN PIETRO di Jacomo del bar PAOLO di BERNARDINI PIETRO BRESSO GIOVAN PIETRO SCHIENA CRISTOFANO di Pietro MARGARITA moglie milanese

1640

In casa di Martino Trapolini LORENZO TRAPOLINI MARTIA TRAPOLINI LIVIA TRAPOLINI

Un facchino valtellinese con famiglia e convalligiane della Costiera dei Cech. La loro abitazione è situata a S. Marco

BETTA SCINETTI

(111d).

MADALENA SCINETTI FLAMINIA MASCETTI

1641

In casa delli fachini BERNARDO RAPOLINI ANDREA RAPOLINI di Bernardo GIOVAN PIETRO SCINETTI LORENZO GUSELLINI DOMENICO ROSATI AMBROGIO ROSATI ANDREA SCIUCCHE’ GIOVANNI SCIUCCHE’ GIOVANNI MARIA GIOVAN PIETRO DOMENICO ROSATI GIORGIO VALENA GIORGIO D’ANTONIO VINCENZO RAVETTA

abitano anche loro a S. Marco (112d).

251

GIOVAN ANTONIO REPELINO

4 settembre 1641

di

Cino

muore e viene sepolto nella chiesa di S. Maria del Pianto (113d).

In

casa delli Fachini

1647

ANDREA SCIUCCHE’ i primi due sono gli stessi presenti fin

della Valtellina GIORGIO VALENA ANTONIO SCIUCCHE’ GIOVANNI PRADE’ altri 10 facchini

dal 1641. Anche qui i Valtellinesi sono aumentati (114d).

In casa del Caspano

GIOVAN BATTISTA CASPANO GIUSEPPE CASPANO BERNARDINA moglie

In casa delli fachini

BERNARDO RAPOLINI ANDREA RAPOLINI AMBROSIO ROSATI VINCENZO RAVETTI

DOMENICO RAPOLINI

42 a.

MARGARITA moglie MAURITIA figlia

44 a.

PIETRO VALENA ANDREA PEDRENI CARLO RAPOLINI DOMENICO CAMILLO ANTONIO da Mello ANDREA PENNONI

abitano poche case più avanti (115d).

1652

I primi quattro ci stanno fin dal 1641. Anche qui c’è un facchino che deve vivere con la famiglia assieme a tutti gli altri (116d).

GIUSEPPE ROMAGIOLI

13 novembre 1659

di

Giovan Pietro

muore e viene sepolto nella basilica di

de

Scino in Valtellina

S. Marco (117d).

Facchini PIETRO GARZETTI GUGLIELMO GULLOTTI PIETRO PONCETTA

252

1666

Abitano anche loro nella parrocchia di S. Marco al rione Pigna (118d).

ANTONIO RICCI ANTONIO GIOVANNINI SILVESTRO CAPORALE PIETRO CAPOLINO BARTOLOMEO GALENNE MARTINO GALENNE

LORENZO BARRI MARIA MADDALENA moglie GIUSEPPE FRANCESCO figlio

Vivono nella casa appresso (119d).

Facchini pigionanti

1667

ANDREA BERTO ANDREA DI GIANNI GIOVANNI GIANNOLINI MASSIMO PRASOLLANO ANTONIO TRIAL PIETRO BONETTO ANTONIO CAPORALE PIETRO TRAPPOLINO PIETRO RICCI LORENZO BRANCA MATTEO BALUNO GIOVANNI MAZZOLI

Dopo una bottega di falegname c’è la loro abitazione a S. Marco (120d).

GIUSEPPE BRANCHI

61 a.

1683

APOLLONIA moglie

46 a.

Il Valtellinese ha una moglie che è più giovane di 15 anni. Avremo modo di con- statare che non è certo l’unico (121d).

GIOVAN PIETRO di BONO

3 novembre 1601

d’Arden della Voltulina della parrocchia di S. Eustachio, fac-

chino della Dogana nell’omonimo rione, muore dopo aver ricevuto tutti i sacramenti. E’ sepolto nella chiesa di S. Eustachio (122d).

PIETRO TARTAGLIA della Voltulina facchino della Dogana

23 luglio 1604 muore ed è sepolto nella chiesa della sua parrocchia di S. Eustachio (123d).

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DOMENICO del MOTTO della Voltulina della terra di Piazza Longa facchino della Dogana

DOMENICO PELANDA del q. Pietro

di Biolo

MARTINO del CAMERO

di Biolo diocesi di Como

facchino della Dogana

ALBERTO de ALBERTI della Voltulina diocesi di Como facchino della Dogana

1 giugno 1608 muore. Sepolto in S. Eustachio (124d).

16 settembre 1612 morì nella Dogana. Viene sepolto in S. Eustachio .

22 settembre 1616 muore. Sepolto in S. Eustachio (126d).

2 ottobre 1616 muore. Sepolto in S. Eustachio (127d).

LORENZO MESCIA

40 A.

22 marzo 1648

da

Arden

muore e viene sepolto nella basilica di

nella Voltulina diocesi di Como

 

S. Maria sopra Minerva. Evidentemente

fachino della Dogana

faceva parte di una delle Confraternite che in quella stupenda e importante chie- chiesa avevano la loro sede (128d).

MARTINO GIANNINI del Tognolo

12 ottobre 1651 muore. Sepolto in S. Eustachio (129d).

di

Biolo

della Valtelina Lago di Como

 

In

Dogana

GIOVAN PAOLO GRAZIOLI

GIUSEPPE GRAZIOLI figlio

30 a.

1661

del q. Antonio

15 a.

abitano tutti assieme in una casa della parrocchia di S. Eustachio (130d).

LORENZO del q. Martino

30 a.

di

Mossini

GIOVANNI suo fratello

30 a.

CARLO CATINACCI

39 a.

di

Giovanni

BARTOLOMEO MORELLI del q. Giacomo

30 a.

254

BARTOLOMEO FRANCIOLI

50 a.

 

di

Antonio

altri 8 facchini

sui

30 a.

 

DOMENICO MARTINELLI del q. Andrea e di Giovanna, già sposi di Cevo

6 aprile 1678 abitava negli edifici del monastero di S. Prassede. Muore e viene sepolto in S. Eustachio (131d).

MARTINO MOLTA del q. Andrea e di Petronilla Morelli, già coniugi della terra di Ca del Picco

26 a.

6 ottobre 1678 anch’egli, come tanti convalligiani dallo stesso ingrato mestiere, muore nel fiore degli anni.Viene sepolto in S. Eustachio parrocchia di S. Bartolomeo di Caspano

diocesi Comense Unus ex ministris Doganae

(132d).

GIUSEPPE CAMERA

51 a.

1689

del q. Bartolomeo

il facchino della Dogana abita con la

di

Caiolo

moglie nelle vicinanze del posto di

GIULIA CARONA moglie del q. Bartolomeo da Cevo di Voltolina

56 a.

lavoro. Li troviamo fino al 1694. Dopo sono presumibilmente tornati nella loro Valle (133d).

GIOVAN PAOLO GRAZIOLI

40 a.

un gruppo di facchini della Dogana che

LORENZO GRAZIOLI

45 a.

lavorano e vivono insieme. Li troviamo

DOMENICO ZECCA

35 a.

anche nel 1690 e nel 1691. Poi segue

ANTONIO CIOCCHINI

45 a.

un’ alternanza (134d).

PAGANINO RONCAIOLO

35 a.

GIOVANNI PANIGA

30 a.

PIETRO PANIGA

30 a.

PIETRO GIANNI

30 a.

FRANCESCO FACCHINO

40 a.

Dogana

 

PIETRO PANIGA

26 a.

1692

BARTOLOMEO PANIGA

35 a.

Tranne il primo facchino, che è rimasto,

FRANCESCO ZANNINI

40

a.

hanno preso il posto dei precedenti con-

ANTONIO MALANI

60 a.

valligiani (135d).

PIETRO FOLLA

40 a.

ANTONIO PICCINI

42 a.

BARTOLOMEO BAROLI

32 a.

255

MARTINO DI GIANNI altri 2 facchini

28 a.

CARLO TOGNETTI

45 a.

un altro gruppo di Valtellinesi che, in

CARLO ANTONIO TOGNETTI

50 a.

quello stesso anno, lavorano e vivono

GIUSEPPE TOGNETTI

27 a.

assieme. Anche nel 1693 sono presenti

ANTONIO BAULERI

46 a.

(136d).

 

GIUSEPPE SARTORI

27 a.

ANTONIO FRANSCI

27 a.

altri 2 facchini

1694

 

gli stessi di sopra ANDREA CORMELLO

38 a.

in un paio d’anni il gruppo è triplicato.

DOMENICO CIVENA

42 a.

Nel 1695 li ritroviamo (137d).

CARLO ANTONIO SPEZIALE altri 10 facchini

42 a.

GIACOMO della Voltolina

20 a.

1644

 

voltatore di grano

Giacomo, che sta all’ospedale infermo,

PIETRO della Valtillina

30 a.

è

pigionante

nella stessa

stanza col

facchino

compagno nella parrocchia di S. Maria in Publicolis nei pressi della Dogana (138d).

GIOVANNI GALLINA

60 a.

1665

 

fachino da Voltolina

abita nella parrocchia di S. Stefano del Cacco al rione Pigna (139d).

Casa di facchini da vino

1678

 

GIOVAN ANTONIO GIANNINI

35 a.

Vivono tutti in questa stessa casa nella

da Valtellina GIOVANNI CAMERA

25 a.

parrocchia di S. Agostino, al rione di S. Eustachio (140d).

STEFANO di Torci

20 a.

PIETRO FICONI

30 a.

DOMENICO MORELLI

27 a.

DOMENICO CIAMPINI

26 a.

NATALE MANCINI

29 a.

LORENZO MANCINI

24 a.

In aggiunta ai convalligiani, che si sono stanziati l’anno precedente, ci sono con loro altri Valtellinesi facchini di vino:

256

DOMENICO BARATTA

PIETRO PRANDINI 30 a. La maggior parte dei facchini di vino

32 a. svolgevano la loro attività a Ripetta e a

a. Ripa Grande. Ce n’erano tuttavia di quel-

li che lavoravano anche altrove come

appunto gli appartenenti a questa Com- pagnia (141d).

GIOVANNI del CAMER STEFANO del SORIE’

30 a.

25

1679

Sei anni dopo non solo li ritroviamo tutti, ma ci rendiamo conto che sono ancora aumentati. Ai soliti 12 si sono infatti aggiunti i seguenti convalligiani:

ROMEDIO CIAMPINI STEFANO DI STEFANO GIUSEPPE MANCINI TOMASO MANCINI

45 a.

31 a. La convivenza di ben 16 persone per

20

17 a.

a. anni non dev’essere stata delle più sem-

1685

plici (142d).

Tutti questi facchini lavorano e stanno insieme fino al 1689. L’anno successivo smobilitano in tanti. Si ritrovano solamente in tre:

DOMENICO MANCINI PIETRO CIAMPINI STEFANO TORCI

1690

Veniamo a sapere che abitavano, nel lo- ro rione di S. Eustachio, nel cantone in faccia alle Monache chiamato Isola Grande (143d).

Poco più avanti della loro abitazione ne troviamo comunque un’altra di Valtellinesi:

Casa di Facchini ANTONIO RUFFONI

56

a.

Un’ annotazione a lato precisa che sono

FRANCESCO PAINI

40 a.

tutti dalla Voltolina (144d).

GIOVANNI FIORELLI

35 a.

GIOVANNI GUSME’

28 a.

DOMENICO JACCHINI

23 a.

ANDREA FEROLA

20 a.

Pur abitando nello stesso rione della Dogana di Terra, questi due fac- chini si sono messi in proprio e che l’attività sia sufficientemente redditi- zia lo si deduce dal fatto che il primo ha messo su famiglia:

257

Casa Magazziniera di Vino

1699

MENATTI del q. Francesco FALLAGRANO vedova del

36 a.

Il piccolo nucleo si è installato nella ca- sa della vedova.

q. Gaudenzio moglie FRANCESCO figlio

9 a.

MADALENA figlia

8 a.

ANGELA figlia

5 a.

MICHEL ARCANGELO da Castel Gandolfo fratello del Menatti

29 a.

Il Valtellinese è definito da Castel Gandolfo per il suo ultimo luogo di

ANDREA GATTI

23 a.

provenienza e residenza. Molti nostri

di Battista convalligiani, appena arrivati a Roma tro-

facchino dalla Voltolina

trovavano infatti una sistemazione imme- diata nelle vicinanze dell’Urbe o ai Ca- stelli Romani (145).

Poco più avanti, in questa parrocchia di S. Agostino, c’è un secondo insediamento di Valtellinesi. Abitano a piano terra:

Casa di Facchini

GIOVANNI CASIMIRO del q. Lorenzo

33 a.

E’ riportato che questi ha la moglie al paese (146d).

dalla Voltolina GIOVANNI POLI

50 a.

di

Pietro

GIUSEPPE CROTTO

28 a.

di

Pietro

ANTONIO del q. Giovanni

35 a.

C’è poi una terza abitazione con dei convalligiani, che hanno indub- biamente tanto in comune:

Casa Facchini DOMENICO CIAMPINO del q. Tomaso dal Biolo ANTONIO MANCINI del q. Domenico GIOVANNI TOGNOLO dal Biolo

258

41 a.

50 a.

38 a.

Per i primi tre emigrati veniamo a sapere che hanno lasciato la moglie al paese.

VINCENZO BONOLE

25 a.

di Giovanni di Roncaja VINCENZO da Sciermine

25 a.

Il parroco, nella sua visita pasquale alle case, compilando il registro dello Stato delle Anime ha scritto Sciermine così come gliel’ha detto l’in- teressato: ossia Cermeledo, pronunciato secondo la forma dialettale dei Cech (147d). Ecco un altro dei nostri convalligiani che, a fine secolo, mette su casa a Roma. Il Valtellinese è della parrocchia di S. Marco, nel rione Pigna. Il matrimonio non viene però celebrato in questa basilica, ma nella chiesa di S. Nicola ai Cesarini, stesso rione, poiché ci si sposava nella parrocchia della sposa (148d):

15 gennaio 1685 GIOVANNI BARILANI figlio del quondam Guglielmo della Valle di S. Giacomo di Campodolcino, diocesi di Como, della parrocchia di S. Marco, sposa CATHERINA CICHERI romana figlia del q. Settimio.

Tra i Valtellinesi che si mettono al servizio di nobili romani, alla fine del Seicento, nel palazzo dell’Eccellentissimo Principe e Gonfaloniere del Popolo Romano Don Giovanni Battista Pamphili, pronipote di papa Inno- cenzo X, assieme a cocchieri e a garzoni di stalla abbiamo (149d):

PIETRO TOGNA

1695

facchino

L’anno successivo viene sostituito da un altro Togna :

BARTOLOMEO TOGNA facchino

1696

Trascorso qualche anno, mentre troviamo un Giacomo Guarescho ad occupare il posto del nostro, constatiamo che il Valtellinese ha un preciso incarico:

259

BARTOLOMEO TOGNA facchino di Casa

1699

Evidentemente, pur nella sua umile mansione, ha saputo farsi apprez- zare.

Valtellinesi della Dogana di Campo dei Fiori

Fin dalla seconda metà del Quattrocento, una disposizione del pontefi- ce Paolo II (1664-71) stabiliva il Dazio del Grano a Campo dei Fiori, dove già risiedeva il Gabelliere della Dogana de’ Cavalli e, unitamente a que- ste bestie e agli asini, si vendevano anche biade e granaglie. L’Annona di

Roma, che gestiva l’approvvigionamento dei cereali per l’Urbe e sovrin- tendeva alla loro vendita, nonché alla molitura e alla panificazione, rego- larmente aggiornata dai ministri delle Dogane di Ripa Grande e di Ripetta

e dai custodi delle Porte di Roma, aveva per lo più concentrato il suo mer-

cato di terra in questa piazza. Qui teneva una residenza con due ministri.

I suoi misuratori di frumento operavano con due Compagnie: una seden-

te in Banchi e l’altra a Tor de’ Conti (107). Una gran parte dei portatori,

misuratori e facchini di grani dell’Annona era costituita dai nostri emi-

grati Valtellinesi. C’erano inoltre altri convalligiani che a Campo de’ Fiori

e dintorni lavoravano come facchini di vino. La documentazione che li riguarda è decisamente rilevante:

Misuratori di grano MICHELE RIAMOLDI

36 a.

1634

MARTINO SPALLATO

28 a.

Occupano assieme una delle numerose

JACOMO POLA

45 a.

case della Compagnia dell’Annunziata,

JACOMO CHIESA

27 a.

in via del Biscione, nella parrocchia di

BARTOLOMEO BOLLA

30 a.

Grotta Pinta, al rione Parione (150d).

ANDREA BOLLA

25 a.

MAFFEO DEL FORNO

24 a.

DOMENICO RUMIGETTO

22 a.

BARTOLOMEO ROMIGETTO

30 a.

PIETRO DEL FRA

35 a.

Una ventina di anni dopo, nella stessa casa di proprietà del pio sodali- zio, vicino alla Hosteria del Biscione, troviamo sempre dei Valtellinesi:

260

Misuratori di grano SIMON BONOLO CRISTOFANO DELLA GOLA ANTONIO NERI ANDREA COPPA ANDREA ZAMPINO ANTONIO TOGNINO PIETRO GIANONI PIETRO MIOZZARO FRANCESCO CAIOLO

1657

Rispetto al passato, i convalligiani che occupano l’abitazione sono altri. Hanno però mantenuto la professione dei pre- decessori (151d).

In poco tempo questi misuratori di grano aumentano. Ai nove lavora- tori se ne aggiunge un numero consistente (152d):

DOMENICO DE CARPESINO ANTONIO GIOUANNINO GIACOMO GIANELLI GIOVANNI TARCA BARTOLOMEO GORNA VINCENZO FRANCHETTI SILVESTRO BERNICA

1660

Nell’Isola del Paradiso, a un centinaio di metri da Campo de’ Fiori, risiedono ancora altri Valtellinesi. Stavolta la parrocchia è quella di S. Lorenzo in Damaso. Il rione è lo stesso:

Mesuratori di grano TOMASSO MARTINOLI caporale de Mesuratori DOMENICO MARTINOLI anni 18 figlio GIOVANNI D’ANTONIO GIOVANNI CERESI LORENZO CERASI GIACOMO MARTINOLI ANDREA MARTINOLI ANDREA BOLLA GIOVANNI BONESI PIETRO D’ANTONIO LORENZO BONESI

1640

la loro presenza si riscontra per un paio d’anni (153d).

261

BARTOLOMEO MARTINOLI

Nella stessa casa dell’orzarolo valtellinese PAOLO CIAMPINI abita- no un gruppo di convalligiani (154d):

Facchini DOMENICO SCETTI ANTONIO di SCALCI PIETRO GRATENO ANTONIO di MERCURIO PIETRO PULCINELLA DOMENICO SCETTI altro

Poche case più avanti ce n’è un altro nutrito gruppo (155d):

Misuratori di grano FRANCESCO MATERNIN BARTOLOMEO FIORE GIACOMO CHIESA CHRISTOFANO ARDIGN TOMASSO VALMALA GIOVANNI CIAMPINO LORENZO MANCINI GIOVAN BATTISTA CIAMPINI GUGLIELMO FAZINI

Sempre per gli anni 1640-41, nella stessa zona, all’Isola di S. Marco, altro gruppo ancora di nostri emigrati. Abitano nella Casa dei Bresciani

(156d):

Facchini TOMASSO GIACOMOLI

25 a.

ROMEDIO VANNOLI

41 a.

PIETRO MANCINI

23 a.

DOMENICO CONTI

25 a.

GIACOMO FIORONI

22 a.

ANTONIO MESCIO

21 a.

ANTONIO de MENIGA

35 a.

ANTONIO GIANNOLO

25 a.

LORENZO CONCIA

50 a.

262

MARTINO BERTONI

41 a.

GIOVANNI CEFFI

50 a.

Trascorsi una decina d’anni, all’Isola del Paradiso troviamo sempre Tomasso Martinoli. Ha una sua nuova Compagnia di convalligiani (157d):

Misuratori di grano TOMASSO MARTINOLI caporale dei Misuratori GIOVANNI MARTINOLI DOMENICO DELLA PASQUINA GIOVANNI FRETTO PIETRO CERRESI BARTOLOMEO MARTINOLI ANTONIO BARISELLI AGOSTINO MARTINOLI LORENZO BONESE DOMENICO SONGINI LORENZO MARTINOLI PIETRO BONESE LORENZO CERASE GIOVANNI DELLA PASQUINA GIOVANNI D’ANTONI

Sette anni dopo c’è ancora il nostro Caporale dei facchini misuratori di grano con familiari e parenti vari, che il suo grado gli deve aver facilitato di chiamare a Roma. C’è anche qualche vecchio compagno e tanti nuovi Valtellinesi (158d):

1650

TOMASSO MARTINOLLI

65 a.

1657

BARTOLOMEO MARTINOLLI

35 a.

figlio TOMASSO MARTINOLLI

21 a.

fratello GIOVANNI MARTINOLLI

35 a.

LORENZO MARTINOLLI

38 a.

DOMENICO SONGINO

40 a.

GIOVANNI CAVIATONE

50 a.

LORENZO ROMESIO

38 a.

PIETRO POLO

45 a.

BARTOLOMEO POLO

40 a.

BARTOLOMEO CALLINA

40 a.

263

LORENZO RUSPAROLO

24 a.

GIOVANNI CERESA

25 a.

LORENZO CERESA ANTONIO D’ANTONIO GIOVAN BATTISTA MARTINOLI GIOVANNI MARTINOLI

1658

Una nota, a lato dei loro nominativi, li qualifica per Compagni: ossia fanno tutti parte della stessa Compagnia di Facchini (159d).

Poco più avanti, nello stesso isolato, altra Casa di Facchini (160d):

Facchini di vino PAOLO BONINO

21 a.

MARTINO ZANNI

33 a.

MARTINO TONASSA

38 a.

PIETRO GIANARDINI

41 a.

PIETRO LESENA

36 a.

Alcuni Valtellinesi, che una quindicina d’anni prima vivevano altrove, sono ora tutti assieme in questa casa di Misuratori alli Ciampini. Anche stavolta ne compaiono di nuovi (161d):

GIOVANNI MARTINOLI

50 a.

1673

della Valtellina TOMASSO MARTINOLI

35 a.

fratello JACOMO D’ANTONIO

38 a.

AGOSTINO MARTINOLI

32 a.

LORENZO CERASA

29 a.

PIETRO BONESE

29 a.

JACOMO MARCHESE

30 a.

GIOVANNI MASCIADRELLI

32 a.

BARTOLOMEO PIANTONI

30 a.

JACOMO MARTINOLI

33 a.

GIOVANNI BELLINI

32 a.

Andando avanti, sempre all’Isola del Paradiso, c’è un’altra “colonia” di Valtellinesi. Abitano in una casa tra il palazzo dei signori Massimi e quello spigionato – cioè non affittato – dei Vitelli (162d):

GIOVANNI PINOLO

264

è definito Svizzero.

DOMENICO CASCIONIO DOMENICO ANNESI JACOMO PULI GUGLIELMO BORLINI FRANCESCO GARICCIOTTI PIETRO BIONDI JACOMO BIGNODINO

Sono tutti qualificati come facchini.

Proseguendo per la stessa Isola verso la piazza di Campo de’ Fiori, alcuni nostri emigrati hanno affittato una stanza (163d):

Facchini SILVESTRO GAVAZZI

40 a.

della Valtellina ANTONIO CAVO

25 a.

FRANCESCO CRAPEL

38 a.

JACOMO CRAPEL

36 a.

GIOVAN PIETRO PIDOCH

35 a.

GIOVANNI BONDON

35 a.

Arrivati a questo punto, il registro su cui sono annotati gli Stati d’Anime per gli Anni 1673-1674 ci fornisce l’elenco completo delle isole in cui era stata suddivisa la parrocchia di S. Lorenzo in Damaso da noi presa in considerazione. Ai fini di un orientamento generale lo riportiamo:

Vicolo de Leutari Isola del Tassi Palazzo del signor Principe Panfilio Isola del Galli Vicolo dell’Aquila Isola del Manini, o Silvestri Isola de’ Pollaroli Isola del Pichi Fontana Brugiata Albergo del Moretto Isola del Paradiso Isola di Ciampini Isola di Campo di Fiore Cortile della Nave Facciata di Campo di Fiore Scaletta

265

Isola di S. Marco Isola de Pizzicaroli Cancellaria

Anche nel 1674 il solito gruppo dei Martinoli e degli altri sono tutti presenti. Nuovi compagni li affiancano (164d):

Misuratori alli Ciampini

1674

DOMENICO MARTINOLI

37 a.

BARTOLOMEO MARCHESE

37 a.

JACOMO BARISETTO

33 a.

PIETRO FONTANA

32 a.

All’Isola di Campo di Fiore, in una casa dalle stanze affittate a varie famiglie stanno a pigione dei facchini valtellinesi (165d):

GIOVANNI BIGIOLIERE PIETRO ROMIGIOLO LORENZO CERTANA GIOVANNI FOLINI ANTONIO DI GIOVANNI JACOMO D’ALESSIO GIOVANNI PETRUCCI

Nella Facciata di Campo di Fiore un convalligiano, di cui abbiamo pre- cedentemente riscontrato la presenza assieme a compagni della stessa terra e che si è sposato, vive ora con la sua famiglia in una stanza (166d):

STEFANO MARTINOLI

49 a.

da Valtellina MADDALENA VIRGILII

35 a.

romana moglie TOMASSO figlio

13 a.

JACOMO

5 a.

MARGHERITA

7 a.

VIRGINIA

3 a.

ISABELLA

6 a.

Nella stesso isolato, un poco più avanti, alcuni facchini si adattano a loro volta a vivere tutti assieme anch’essi in una stanza (167d):

PAOLO MAFFEI da Voltolina

266

MARTINO DELL’ACQUA GIOVANNI de BALESTRA ANDREA di TONEI MAFFEO DELL’ACQUA PIETRO DELL’ACQUA

E più avanti ancora, sempre in una stanza (168d):

Facchini Misuratori ANTONIO BARATTA

40 a.

STEFANO BORNIGA

40 a.

JACOMO MAZARA

45 a.

GIOVAN BATTISTA PANICA

25 a.

PIETRO SONGINO

25 a.

Alcuni anni dopo nella Facciata di Campo di Fiore, una stanza vicino all’abitazione di Stefano Martinoli, che col passare del tempo è riuscito a sistemarsi con la famiglia in una casa e che viene riportato come romano - erroneamente, o così inteso per “adozione” visto gli anni che si trova nell’Urbe, perché non è nato a Roma ma in Valtellina -, è occupata da altri convalligiani (169d):

Fachini dalla Voltolina TOMASO CAMERINO PASQUALE di Bernardo DOMENICO ANTONIO CALCIOLO MICHELANGELO di Jacomo FELICE di Vittorio PIETRO PAOLO COLETTA PIETRO ROSTO SANTI BELARDINO alias Moscatello

1682

Nella vicina osteria alloggiano ancora altri facchini della nostra terra

(170d):

GIOVAN ANTONIO del RE milanese ANTONIO della Voltolina JACOMINO BONINO ANTONIO MARCHETTO della Voltolina

267

Inoltre, negli abbaini, hanno trovato una sistemazione sotto tetto un secondo gruppo di facchini:

PAOLO del q. Giovan Antonio della Voltolina ANTONIO del MAFFE’ MARCO di Stefano GIOVANNI MARIA COLA dell’Antonio

Tutti questi facchini vivono qui perché godono presumibilmente di un trattamento di favore: il gestore dell’hosteria è il valtellinese GIOVAN ANTONIO BARONI, aiutato dallo zio MARTINO BARONI e di certo anche dai conterranei. Anche nell’ultimo decennio del secolo i convalligiani, che risiedono nella parrocchia di S. Lorenzo in Damaso e che lavorano a Campo dei Fiori, proseguono ad essere un numero di tutto rispetto (171d):

TOMASO BOLGIA della Voltolina

47 a.

1694

GIOVANNI BOLGIA nipote

24 a.

GIOVANNI

CIUENA

17 a.

Questo cognome, presumibilmente, si ri-

DOMENICO MARTINOLI

42 a.

chiama all’origine di Chiavenna dei no-

GIACOMO ROMIGLIOLI

24 a.

stri due emigrati: Ciuena è la forma dia-

GIOVAN BATTISTA CIUENA

40 a.

lettale.

Alla Facciata di Campo di Fiore, nella seconda casa vicino al cantone un facchino misuratore di grano che già conosciamo si è sposato (172d):

DOMENICO SONGINI

49 a.

della Voltolina FAUSTINA MARCIANI moglie

30 a.

romana MARGARITA figlia

2 a.

DOMENICO figlio

8 mesi

Catarina nipote romana

15 a.

Nella casa attigua si è piazzato un secondo Valtellinese con lo stesso cognome, forse un fratello o un parente, ed anche con la stessa attività

(173d):

PIETRO SONGINI misuratore

268

50 a.

MARIA DIONISII moglie

29 a.

romana GIOVANNI figlio

9 a.

CATERINA figlia

10 a.

ANTONIO

8 a.

FRANCESCO

6 a.

INNOCENTE

4 a.

RAIMONDO

7 a.

CAETANO

5 a.

GIOVANNI DOMENICO

2 a.

L’anno dopo nelle vicinanze della piazza di Campo dei Fiori, oltrepas- sata la casa di un brigliozzaro, alcuni facchini di vino valtellinesi sono finalmente riusciti a mettersi in proprio (174d):

Magazzino di Vino MARTINO TOGNINO MICHELE TOGNINO MENICO TOGNINO VINCENZO TOGNINO GIOVAN PIETRO VOLTUNI

1695

è a Frascati dichiara una nota a lato; sta ai Castelli precisa un’altra nota; è a Marino dice una terza annotazione; sta ai Balestrari si puntualizza per lui.

Frascati, Marino, i Castelli… i nostri sapevano bene dove trovare del buon vino ! Appresso al magazzino stavano altri convalligiani (175d):

Facchini PIETRO FOLINI

40 a.

DOMENICO MOTTA

29 a.

ANDREA SCIGULIN

38 a.

MATTEO TROMBE’

30 a.

ANTONIO BOIANI

28 a.

I Valtellinesi che lavoravano a Campo dei Fiori, quando si sposavano ed avevano figli, li battezzavano prevalentemente nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso. Se numerosi furono i nostri convalligiani che si stan- ziarono in quella zona, c’è da dire che anche i battesimi dei loro figli non risultano certo limitati. Durante tutto il Seicento. Ci limitiamo a proporne una parte, come dagli stessi atti di battesimo:

269

22

gennaio 1600

GIOVANNI nato il 22 del q. GIOVANNI BALLABENI dalla Voltolina e di Donna PELLEGRINA sua moglie romana di questa parrocchia. Padrino Federigo de Pizzi e madrina Silvia Colonna (176d).

17 giugno 1600

GIOVAN BATTISTA di MARTINO SPALLA dalla Uoltolina e di FEDARICHA sua moglie. Padrini: GUGLIELMO SCHENA e madrina Donna GIOVANNA DE ROSSI

(177d).

6 luglio 1600

SIMONE nato il 6 di DOMENICO DE SIMONI dalla Voltolina e Donna ISA- BELLA sua moglie della parrocchia di S. Maria di Grotta Pinta. Padrino Battista Ballasoni e madrina Donna Speranza moglie di mastro Antonio Portughese (178d).

2 settembre 1601

BARBARA nata il 28 passato da ANTONIO PETRETTI dalla Voltolina e da Donna MARIA sua moglie della parrocchia dei SS. Vincenzo e Anastasio. Padrino Nicolò Benigno e madrina la signora Olimpia Rosa Felici (179d).

14 gennaio 1603

SOFIA nata il 12 da ALESSANDRO PADELLINI romano e di SUSANNA sua moglie della parrocchia di S. Maria del Pianto. Padrino Giovanni Brengo da S. Sofia e madrina Elena … (180d).

8 settembre 1606

AGATA di STEFANO MAZZA di Vincenzo da Ponte, diocesi Comense, e di Donna CATARINA sua moglie figlia di Tomasso de Cenci. Padrino Giovan Battista Lucatelli milanese e madrina Donna Vittoria Lucatelli (181d).

26 maggio 1607

JACOMO di DOMENICO del CARRO della Voltolina e di MARGARITA sua moglie. Padrino Taddeo Raimondi e madrina Antonia Cucarelli (182d).

26 giugno 1607

GIOVAN ANTONIO di DOMENICO BASSALORO della Voltolina e di MARIA di questa parrocchia. Padrino il signor MARIO MORONI e madrina Donna Lucrezia moglie di Giovan Paolo Barasi (183d).

270

29

febbraio 1608

VINCENZA di STEFANO del MAZZA da Ponte e di CATARINA a S. Tommaso de Cenci. Padrino Luigi Filippo de Guaschi e madrina Donna Vittoria di Giovan Battista ciambellaro (184d).

23 febbraio 1610

PIETRO nato il 22 di PAULO COMPAROLI della Veltolina e di GENTILE di Città di Castello sua moglie parrocchia di S. Caterina della Rota. Padrino FILIPPO CORTI e madrina Isabetta Bruscia (185d).

19 novembre 1614

CESARE nato il 16 di PAOLO COMPAROL del Lago di Como e di GENTI- LE sua moglie della parrocchia della Chiesa Nuova. Padrino Giovan Battista cremonese e madrina Donna Marta Petrucci roma- na (186d).

6 settembre 1650

ANTONIO GIORGIO nato il primo settembre da GIORGIO DUBIN diocesi di Como e da LORETA Scolastica romana, coniugi della parrocchia di S. Ma-

ria in Publicolis. Padrino Giorgio Piatti di Gravedona ed Elisabetta Pasta Calda ostetrica romana (187d).

8 settembre 1650

DOMENICO nato il 4 da LORENZO BARRUZIO de Valtelina de Arden, dio- cesi di Como, e da ORTENSIA GIANINI romana, coniugi della parrocchia di S. Maria in Monticelli. Madrina Santa moglie di Ippolito Desideri (188d).

Nell’ultimo decennio di secolo si diffuse l’usanza di dare più nomi ai battezzati: un sistema per accontentare nonni paterni e materni, che desi- deravano far chiamare come loro i nipotini. Anche i valtellinesi seguirono questa “moda”:

4 febbraio 1691

FLAMINIA GIOVANNA COSTANZA nata il 25 gennaio dal signor PIETRO SONGINO de Valtellina e da FAUSTINA Marciani romana. Padrino Paolo Canavasio romano e madrina la signora Francesca Catalani romana (189d).

271

6

gennaio 1692

GIOVANNA FRANCESCA INNOCENZA BENEDETTA nata il 2 da PIETRO SONGINO e signora FAUSTINA Marciani, coniugi di questa parrocchia. Padrino Illustrissimo Don Antonio Roccio, e per esso il rev. don Carlo De Angelis, e madrina signora Elisabetta Marciani (190d).

21 giugno 1692

FLAVIA PETRONILLA nata il 14 da GIOVANNI MANCINO de Biolo dioce-

si Comense e da MARTA Santelli da Giove.

Padrino Illustrissimo Giovan Antonio Sampieri e madrina Donna Maria Manfroni, e per essa Orsola De Rubeis (191d).

24 luglio 1694

GIACOMO BERNARDO DOMENICO nato il 19 da PIETRO SONGINO di Valtolina, diocesi di Como, e da FAUSTINA Marciani romana.

Padrino PINO DEL BELLO da Valtellina e signora MADDALENA FARINA

di

Marino (192d).

12

febbraio 1695

FRANCESCO MARIA INNOCENZO AMBROGIO nato il 7 da LORENZO GAVAZZI di Voltolina e dalla signora ANGELA CATERINA Galli romana, coniugi di questa parrocchia. Padrino Eccellentissimo Francesco Maria Costantini di Ascoli e la signora Cecilia Mida romana (193d).

1 luglio 1695

PIETRO CESARE FELICE nato il 30 giugno dal signor CARLO PRANDINI da Voltulina e da MARIA ANTONIA Valentini con parrocchia di S. Maria Egiziaca. Padrino PIETRO CESARI di Voltulina e madrina signora Agnese Poli terna- na (194d).

27 ottobre 1696

FEDERICO SIMONE nato il 26 da GIOVAN PIETRO CAMERA e da BAR- BARA Vidman romana con parrocchia di S. Carlo ai Catinari. Madrina Ursula Vidman (195d).

Abbiamo anche due gemelle valtellinesi :

25 febbraio 1697

ELENA ANNA e MARGARITA CECILIA nate questo stesso giorno da

272

LORENZO GAVAZZI di Valle Tellina, diocesi di Como, e dalla signora ANGELA Galli di questa parrocchia. Padrino di entrambe il signor Pietro Galli e madrina Lucia Rapagnani per la prima e per la seconda Faustina Ferrocci (196d).

15 febbraio 1699 FRANCESCO FILIPPO GREGORIO nato il 13 da GIOVAN PIETRO CAME- RA e da BARBARA Vidman romana con parrocchia di S. Carlo ai Catinari. Padrino Francesco Fracassi senese e madrina Ala De Santis romana (197d).

A proposito di nomi, il numero maggiore di quelli imposti a un neona- to riguarda il figlio del conte Fabio Lucatelli di Cesena (198d). Venne infatti battezzato come FABIO SEBASTIANO FRANCESCO GIOVAN- NI ANTONIO MARIA MELCHIORRE IGNAZIO GAETANO FILIPPO DEODATO ILARIO!… Una volta finito di essere chiamato, il bambino deve aver rischiato di essere diventato grande.

Tanti anche i Valtellinesi della parrocchia di S. Lorenzo in Damaso, che non sono più tornati nella loro terra d’origine:

PIETRO del GHIDOL della Voltolina facchino in Campo de Fiori

JACOMO di Domenico della Voltolina aiutante di cantina del Principe Peretti JACOMO MAGRINO DEL CUCCO della Vuoltolina di Biolo misurator de grani

DOMENICO del MOTTO di Giovanni della Voltolina misuratore in Campo de Fiore

DOMENICO del MOTTO di Andrea della Voltolina misuratore in Campo de Fiore

ANDREA COVA del q. Pietro della Voltolina facchino

17 febbraio 1603 muore ed è sepolto nella chiesa di S. Lo- renzo in Damaso (199d).

16 maggio 1615 fu ammazzato ai Leutari (200d). 4 marzo 1619 muore in casa di Antonio pollarolo vici- no alla piazza dei Muratori (201d).

20 settembre 1622 muore. Sepolto in chiesa (202d).

22 settembre 1622 muore. Sepolto in chiesa (203d).

28 luglio 1623 abitante al Paradiso muore. Sepolto in chiesa (204d).

273

BARTOLOMEO RAIETTA della Voltolina

35 anni

facchino

PIETRO MARTINELLO dalla Voltolina

25 anni

facchino

MARTINO PELLINO del q. Remedio

da Piazza Longa dalla Voltolina

33 anni

facchino

GIOVANNI CAMARINO dalla Valtolina

21 agosto 1623 muore a S. Salvatore in Campo nel vico- lo della Goletta a Campo di Fiore. Sepolto in chiesa (205d).

21 febbraio 1624 abitava in strada de Massimi, muore. Sepolto in chiesa (206d).

13 maggio 1625 abitava nel vicolo della Corte Savella, muore. Sepolto in chiesa (207d).

6 ottobre 1626 muore. Sepolto in chiesa (208d).

PIETRO BUFFONE

di

Valtolina

4 novembre 1626 muore. Sepolto in chiesa (209d).

25

anni

facchino a Campo de Fiore

ANDREA GRAZIOLI

di Valtolina

20 ottobre 1628 muore. Sepolto in chiesa (210d).

facchino sotto piazza di S. Maria de Planeta

GIOVANNI MOTTA

dalla Valtulina

40 anni

facchino in Campo de Fiore

17 luglio 1629 muore. Sepolto in chiesa (211d).

PIETRO CRACOLO

di

Valtellina

12 ottobre 1634 muore nella casa affittata a Campo de

60

anni

Fiore. Sepolto in chiesa (212d).

ANTONIO PRANDINI

di

Valtellina

12 gennaio 1636 muore in casa conducta a Campo de

55

anni

Fiori. Sepolto in chiesa (213d).

GIUSEPPE de MINIMI

274

16 luglio 1636

di

Valtellina

muore nella casa affittata in piazza delle

30

anni

Carrette. Sepolto in chiesa (214d).

DOMENICO MARTINOLI

di

Valtellina

4 agosto 1637 muore in casa affittata al Paradiso ed è

36

anni

seppellito in chiesa (215d).

ANDREA RICCI

8 febbraio 1638

de

Valtellina

muore in casa affittata al Paradiso ed è

30

anni

seppellito in chiesa (216d).

TOMASO MARTINOLI di Giacobbe 5 maggio 1638

de

Valtellina

muore in casa affittata al Paradiso ed è

28

anni

seppellito in chiesa (217d).

PIETRO MARTINOLI

6 agosto 1638

de

Valtellina

muore. Sepolto in chiesa (218d).

43

anni

GIOVANNI FIORONI

27 settembre 1647

di

Piazza Lunga

nella casa a Campo de Fiore morì e fu

in

Valle Telina

seppellito in questa Basilica di S. Lo- renzo in Damaso (219d).

A metà del secolo, quando infierì la peste nell’Urbe, ci furono vittime anche fra i Valtellinesi. Fra loro, un convalligiano in particolare arrivato ad occupare col suo duro lavoro un posto d’una certa responsabilità e, per la sua attività, indubbiamente ambito (220 d):

25 giugno 1656 (a lato c’è la famigerata scritta con la crocetta del contagio di peste) GIOVANNI BELARDINELLI di Voltolina, di 35 anni in circa, infermo nel palazzo dell’Eminentissimo CARDINALE BARBERINI, della sua famiglia Facchino Capo a vicolo de Leutari, rese l’anima a Dio e il suo copro dai Deputati della Sanità per sospetto di contagio fu seppellito il giorno seguen- te in luogo per questo assegnato.

Com’è plausibile, dal giugno a tutto il dicembre di quello stesso anno, numerosissimi risultano i decessi per peste. Poi a cominciare dall’anno successivo:

275

LORENZO BIGIOLLI

de Arden de Voltolina

60 anni

facchino

GIACOMO RASPAROLI di Antonio di S. Martino di Voltolina

30 anni

PIETRO MARTINOLI di Giovanni di Valle Tellina

19 anni

misuratore di grano

ANTONIO D’ANTONIO da Valle Tellina

33 anni

misuratore di grano

17 gennaio 1657 abitava in piazza dei Pollaroli, muore. E’sepolto in chiesa (221d).

3 ottobre 1659 abitava all’Isola di Ciampini, muore. Sepolto in chiesa (222d).

19 luglio 1666 abitante all ’Isola dei Signori Ciampini muore d’infarto. Sepolto in chiesa

(223d).

19 ottobre 1666 era marito di MARIA MARTINOLI, abitante presso i Signori Ciampini, morì e il suo corpo fu seppellito il 20 in que- sta Chiesa nella tomba dei Confratelli del Santissimo Sacramento (224d).

9 settembre 1669 marito di Maria Vannella e abitante nel- le vicinanze della casa dei Ciampini,

misuratore di grano morì di morte improvvisa senza riceve- re li sacramenti per la rapiditate della

45 anni

di Cevo diocesi Comense

BARTOLOMEO D’ANTONIO

morte. Il suo corpo viene sepolto il giorno 10 nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso, fatte prima le ricognizioni me- diche del caso e con l’autorizzazione per per la sepoltura (225d).

LORENZO BAROLI di Giacomo

di Valle Tellina degente nella parrocchia dei SS.

Quirico e Giulitta e che in seguito fu trasferito ad vaporius sotto la parroc- chia di S. Stefano del Cacco e lì ricevu- ti i Sacramenti morì. Per sua disposi- zione dichiarata, dopo essere stato esposto, il suo corpo fu sepolto nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso (226d).

35 anni

2 gennaio 1671

276

PASQUINO PIANTON del q. Martino

18 dicembre 1672

abitante a Campo de Fiore, muore ed è

di

Valle Tellina

sepolto in chiesa (227d).

28

anni

FRANCESCO TAVELLA da Valtelina 6anni accidenti,

GIACOMO PANIGA del q. Pietro da Caspano de Valtellina diocesi di Como

19 anni

misuratore di frumento

ANTONIO BARATTA

di Piateda in Voltolina

marito di Margarita

45 anni

8 agosto 1676 marito di Margherita, ex improviso rese l’anima a Dio dopo aver ricevuto tutti i sacramenti in comunione con Santa Madre Chiesa e fu seppellito in questa nostra Basilica (228d).

13 luglio 1678 muore. E’ sepolto in chiesa (229d).

23 gennaio 1679 muore. E’ sepolto in chiesa (230d).

GIACOMO BARIGELLI

da Civo in Voltolina nella casa affittata, che è detta dai

marito di Caterina D’Antonio

38 anni

misuratore di frumento

21 marzo 1679

Ciampini, muore ed è sepolto in chie- sa (231d).

14 settembre 1685 abitava in una strada quae vulgo dici- tur delle Carrozze. Muore ed è sepolto in chiesa (232d).

L’attività che riguardava il Dazio del Grano, l’Annona e i suoi lavora- tori era costantemente regolamentata da disposizioni di legge. Ordini, bandi, editti, capitoli per appalti, divieti, monitori e perfino motupropri e brevi si susseguirono per tutto il secolo. Ne ricordiamo alcuni:

di Voltolina

GIUSEPPE MARCHESINI

- 1601, giugno 21 “Ordini da osservarsi dai portatori, misuratori e facchini di grani” in Roma, emanati dal cardinale camerlengo Pietro Aldobrandini (233d).

277

- 1603, giugno 10 “Ordini da osservarsi nel vendere e comprare grani e biade in Campo di Fiore”, emanati dal cardinale camerlengo Pietro Aldobrandini (234d).

- 1603, luglio 5 “Ordini da osservarsi dai portatori…” rinnovati dallo stesso cardinale (235d).

- 1604, giugno 12 “Ordini da osservarsi dai portatori…” sempre da parte dell’Aldobrandini (236d).

- 1604, luglio 13 “Ordine ai facchini che misurano il grano in piazza Campo di Fiore di non oltre- passare la selciata che circonda la detta piazza, sotto pena di tre tratti di corda, della frusta, della berlina e di multe ad arbitrio”, emanato dal cardinale camer- lengo Pietro Aldobrandini (237d).

Abbiamo sempre, nel contempo, testimonianze della presenza di nostri convalligiani addetti alle granaglie a Campo dei Fiori e che si erano stan- ziati non solo nei rioni Parione, Pigna e S. Eustachio, dove abbiamo avuto modo di rintracciarne tanti, ma anche nei rioni S. Angelo, Ponte, Regola, Campo Marzio, Trevi e Monti. Eccone una parte:

6 novembre 1601 abitante al rione S. Angelo in una stanza affittata nella parrocchia di S. Gregorio

facchino al Ponte Quattro Capi, colpito da morte

improvvisa passa a miglior vita. Viene sepolto nella chiesa di S. Gregorio

BARTOLOMEO CASTELLI di Voltolina 38 anni

(238d).

Nella parrocchia di S. Salvatore in Campo al rione Regola, dietro Campo dei Fiori, si era insediata una numerosa “colonia” di Valtellinesi. Nel vicolo della Goletta, accanto a una Hosteria troviamo (239d):

Casa di Pichini abitata da spallati PIETRO CRACCOLO PIETRO SPALLATO GIACOMO CRACCOLO GIACOMO BUFFONE

278

1602

GIACOMO DELLA CHIESA ANDREA FEROLO ANDREA MOTTA BARTOLOMEO DI STANA VINCENZO GRATIOLO PIETRO FONTANA

Alcune case più avanti ci sono altri facchini valtellinesi (240d):

PIETRO DELL’HERBA abitano nella casa di proprietà della BARTOLOMEO DELL’HERBA parrocchia di S. Lorenzo in Damaso. GIACOMO DELL’HERBA GIOVANNI MURETTI GIACOMO della BIANCA GIACOMO detto CHIOCCA MATTEO anche lui detto CHIOCCA GIOVANNI MORETTI GIACOMO DEL BIANCO

E, sempre nello stesso vicolo, troviamo un gruppo consistente di conval- ligiani – molti omonimi – e non meglio qualificati (241d):

Bioli

Domenico

alloggiano insieme nella casa di un certo

Giouanni

Giovan Battista De Marchi, che a sua

Giouanni

volta vi abita con tre fratelli.

Giouanni

Pietro

Pietro

Tomaso

Pietro

Domenico

Giacomo

Antonio

Martino

Tomaso

Proseguono intanto i provvedimenti, che vengono regolarmente ag- giornati:

- 1606, maggio 18

279

“Ordini da osservarsi nel vendere e comprare grani e biade in Campo di Fiore” in Roma, emanati dal cardinale camerlengo Pietro Aldobrandini (242d).

- 1606, maggio 31 “Ordini da osservarsi dalli portatori, misuratori di grani, e facchini” in Roma, emanati dal cardinale camerlengo Pietro Aldobrandini (243d).

- 1607, giugno 18 “Ordini da osservarsi dalli portatori…”, emanati dal solito camerlengo (244d).

- 1607, dicembre 19 “Editto di notifica dell’apertura di un magazzino di farina a Campo de’ Fiori, per servizio dei poveri”, emanato dal camerlengo (245d).

- 1608, giugno 14 “Ordini da osservarsi dalli portatori…”, emanati dal camerlengo (246d).

- 1609, giugno 15 “Ordini da osservarsi dalli portatori…”, emanati dal camerlengo (247d).

- 1610, giugno 7 “Ordini da osservarsi dalli portatori, misuratori e facchini deputati a misurare grani ed altre biade per la città di Roma, fuori della piazza di Campo di Fiore” (248d).

Nel rione Ponte, in questo periodo, presso la parrocchia di S. Cecilia a Monte Giordano - situata fra piazza Navona e piazza della Chiesa Nuova - un gruppo di facchini valtellinesi abitano sotto casa (249d):

GIOUANNI de FAZZINO CESARE TREUIGANTO MATTEO RASPINO PIETRO CASCHETTO DOMENICO del PARRINO PIETRO FAZZINO JACOMO FAZZINI GIOVANNI di Mele

1611

Mele dovrebbe stare per Mello.

Nel rione Campo Marzio, in piazza di S. Lorenzo in Lucina, un altro gruppetto di sei convalligiani si stanziano per otto anni. Di quattro abbia- mo i nominativi (250d):

280

Fachini di grano BERNARDO di Voltolina del Comune d’Ardenno BATTISTA BERTINOTTO GIOVAN ANTONIO CASTELLO ANTONIO GANDELINO

1611 - 1618

In un quinquennio, i facchini che abitavano sotto casa a S. Cecilia a Monte Giordano sono stati sostituiti da altri convalligiani. Il loro numero è aumentato (251d):

GIOVANNI PINOLLE JACOMO de SOCHI PAOLO de POLI ANTONIO di… BATISTA del NEGRI BATISTA CAPELETTO GIOVANNI GUARESCHO GIORGIO BATISTA BIANCO JACOMO GUIRO JACOMO DI PIETRO GIOVAN MARIA ENRICO de FENAIA BATISTA BAGGIULO

1616

Anche nella casa degli spallati a San Salvatore in Campo ai facchini, stanziatisi nel 1602, se ne sono aggiunti altri (252d):

GIOVANNI dalla FONTANA GIOVANNI FERONIO GIOVANNI CASSINELLO DOMENICO MOTTA

1616 - 1620

Più avanti, dopo l’abitazione dei due archibugieri valtellinesi CRISTO- FARO e TOMMASO PAINO, ancora dei convalligiani facchini (253d):

MARTINO BONINO ANTONIO DELLA GATTA MATTEO DEL NERO

1616 - 1620

281

BATTISTA DEL NERO GIOVANNI BONINI

L’anno dopo, finalmente, scopriamo i cognomi dei BIOLI ed altresì che la loro attività di facchini non riguarda le granaglie, ma il vino (254d):

Facchini di vino DOMENICO COVAIA ANDREA CAMERINI GIOVANNI BAROLA GIOVANNI CAMERINI LORENZO COVAIA DOMENICO CAMONICA LORENZO BIASOLA LORENZO PAPINO GIACOMO PALINA GIOVANNI COPPA

1621

Nell’abitazione accanto all’osteria gli spallati non ci sono più. O, meglio, due di loro che sono rimasti, Domenico Motta e Giovanni Fontana, hanno costituito una nuova compagnia di facchini tutti valtelli- nesi (255d):

Compagnia del Gallo DOMENICO FONTANA GIOVANNI CRACOLA DOMENICO CAMERINO GIOVANNI BUFFONE PAGANO FONTANA ANDREA CRACOLA PIETRO RONCAIOLA PIETRO BUFFONE DOMENICO MOTTA GIOVANNI FONTANA GIACOMO CARRA

1621

Un paio d’altre case più avanti ecco altri convalligiani (256d):

STEFANO DEL NERO DOMENICO DEL NERO PIETRO DEL NERO GIACOMO DEL NERO

282

GIUSEPPE MANINI PIETRO GAGLI GIOVAN ANTONIO GREGORI

E non è finita. Nell’abitazione attigua ancora Valtellinesi (257d):

Facchini di vino Compagnia dei Palombi GIOVANNI CIAPPA MATTEO BAIETTA PIETRO PETRICCIOLO GIACOMO BUFFONE PIETRO MUZIO GIOVANNI MASSIMO DOMENICO BAGINI PIETRO MOTTO SIMONE PIETROCCIOLO GIACOMO RIBUCCIO LORENZO CIORINO

Nel rione Monti, l’anno successivo, alla parrocchia di S. Lorenzo ci sono tre gruppetti di Valtellinesi che abitano nella casa di mastro Giovan Antonio muratore (258d):

PIETRO AMBROSINO

1622

facchino dalla Voltolina PIETRO MARTINOTTI facchino dalla Voltolina

alloggiano a pianterreno.

LORENZO di TARQUINIO facchini

stanno di sotto.

PIETRO di TARQUINIO PIETRO MASEDA

da Voltolina

GIORGIO DI GIOVANNI della Giorgia dalla Voltolina con sua moglie MARTINO della Menicha GIOUANNI di Thomasso GIOUAN ANDREA CAPORALE

anche loro di sotto.

Continuano anche le disposizioni di legge:

283

- 1624, maggio 13 “Ordini da osservarsi dalli portatori, misuratori e facchini, deputati a misurar grani e altre biade per la città di Roma, e fuor dalla piazza di Campo di Fiore”, emanati dal cardinale camerlengo Ippolito Aldobrandini (259d).

- 1625, giugno 19 “Ordini con le norme da osservarsi da coloro che vendono o comprano grani e biade in Campo di Fiore” (260d).

- 1625, giugno 19 “Ordini da osservarsi dalli portatori…”, emanati dal camerlengo (261d).

A piazza S. Lorenzo in Lucina, i facchini di grano valtellinesi hanno lasciato il posto a convalligiani misuratori (262d):

PIETRO CIAMPINI BERNARDO BERTINELLI GIOVANNI SAVETTA JACOMO RUMIGET VINCENTIO RUMIGET LORENZO CASTELLI TOMASSO GANDELINO LORENZO GANDELINO

1626

L’anno dopo vengono emesse disposizioni di legge importanti (263d):

1627, giugno 10 “Ordini coi quali si regola il commercio dei grani e delle biade in Campo de’ Fiori”, emanati dal cardinale camerlengo.

Nello stesso anno, la casa occupata dai misuratori di grano valtellinesi a piazza S. Lorenzo in Lucina risulta occupata da altri convalligiani

(264d):

Facchini da vino JACOMO D’AGOSTINO AGNELLINO SALVISIO BENEDETTO FAROVINO PIETRO di CAPIOLA GIOVAN PIETRO di CANA PIETRO D’AGOSTINO

284

14 a.

1627

Nel 1628 si registrano due nuovi arrivi. Sono tutti presenti anche nel

1629.

Gli altri facchini di vino al vicolo della Goletta, tranne Giovanni Ca- merino, Lorenzo e Domenico Covaia, cedono a loro volta il posto a quel- li che evidentemente li sostituiscono anche nel lavoro (265d):

Compagnia dei Bioli TOMASSO TOMASSETTI LORENZO DI STEFANO LORENZO PAPINO ANTONIO del SCIGOLO MARTINO del CAMERO MARC’ANTONIO GIOVANNINI DOMENICO GIOVANNINI TOMASSO GIOVANNINI ANTONIO del CAMERO REMEDIO del CAMERO LORENZO COVAIA DOMENICO COVAIA GIOVANNI CAMERINO

1629

Degli altri Valtellinesi che alloggiano nello stesso vicolo, accanto all’o- steria, ne sono rimasti un paio. Gli altri sono cambiati. Ecco come si pre- senta il gruppo rinnovato (266d):

Compagnia del Gallo PIETRO CRACCOLA ANTONIO BUFFONE GIACOMO BIANCO LORENZO FEROLA BARTOLOMEO CRIMONESE CARLO della MILANESE GIOVANNI CRACCOLA ANDREA CRACCOLA

L’anno seguente i componenti di queste due Compagnie aumentano ancora (267d):

Compagnia dei Bioli GIOVANNI CAMERA

1630

285

MARTINO GIANNINI GIOVANNI CAMERA altro ANTONIO CAMERA BARTOLO BAROLA ANTONIO CICALA LORENZO PAPA TOMASSO CITTI TOMASSO TOMASSETTI DOMENICO GIOVANNINI LORENZO DI STEFANO

Compagnia del Gallo PIETRO PAOLO MARTINELLI CARLO MARTINELLI PIETRO MARTINELLI BATTISTA SCOLARO BARTOLOMEO CREMONESE ANTONIO BUFFONE ANTONIO DELL’HORTO GIOVANNI GROSSO CARLO GROSSO LORENZO FEROLA PIETRO CRACCOLA GIOVAN GIACOMO CARRA

Sempre nel vicolo si è installato un terzo gruppo di Valtellinesi (268d):

Compagnia dei Fedeli VINCENZO RONCAIOLO GIOVANNI ANDRIONI PIETRO PETRUCCIOLO ANTONIO del FOLLA JACOMO della CHIESA

Più avanti ancora, nella casa di Salomonii, troviamo infine ALTRI 7 FACCHINI VALTELLINESI di cui è riportato solamente il nome e la pro- venienza dalla nostra generosa Valle (269d). In questo stesso anno, a S. Lorenzo in Lucina, i facchini da vino hanno restituito l’alloggio a Lorenzo Gandelino, tornato dopo tre anni con una sua nuova squadra. Evidentemente i Valtellinesi si scambiavano le abita- zioni (270d):

286

Misuratori di grano LORENZO GANDELINO PIETRO PALOMBO ANDREA BARTORI GIOVAN PIETRO MIGRINI LORENZO SQUADRA ANDREA RONCHAIOL JACOMO VANON

1630

L’anno dopo, i misuratori sono ancora aumentati. Ai soliti si sono ag- giunti (271d):

JACOMO POLA ANDREA MARTINOLO PIETRO GAGIOLO

1631

Nel frattempo, al vicolo della Goletta, i componenti delle prime due Compagnie di Valtellinesi si sono sistemati tutti assieme in una stessa casa. Tranne Antonio Camera per il primo gruppo ed Antonio Buffone per il secondo, tutti gli altri sono cambiati. Si ha l’impressione che per i nostri emigrati non ci sia mai un momento di calma. Sono costantemente in movimento. Proprio una vita non facile (272d):

Compagnia dei Bioli ANTONIO CAMERA LORENZO CAMERA MARTINO CAMERA LORENZO CAMERA GIOVANNI GIANINI LORENZO COVAIA GIACOMO GALERA

1631

Compagnia del Gallo ANTONIO BUFFONE GIOVANNI MOTTA GIOVANNI GIROLLO MARTINO GIERA SIMONE RONCAIOLO ANDREA BERTONE ANTONIO ALBERTI CARLO DI GIOVANNI BIOLLO

287

C’è poi la terza squadra di convalligiani. E anche qui ne è rimasto uno solo degli anni precedenti, Antonio Folla. Gli altri sono forze nuove (273d):

Compagnia dei Fedeli ANTONIO FOLLA MUZIO MESCIA ANTONIO DI MATTIA ANTONIO CIAPPA DOMENICO VALLA’

E l’anno successivo, sempre nel vicolo della Goletta andando verso Campo de’ Fiore, abbiamo addirittura un quarto gruppo dei nostri (274d):

Compagnia dei Facchini della Trinità JACOMO COVAIA GIOVANNI CRACOLO MATTEO NIGROLA LORENZO TOGNETTO LIONARDO FOPAL

1632

Il nome della Compagnia è dovuto alla piazza della Trinità, tra Campo dei Fiori e piazza di S. Salvatore in Campo, dove i suoi componenti avevano sede.

Nello stesso anno uno dei tanti Valtellinesi che lavorano al Dazio del Grano, nella piazza di Campo dei Fiori, abita con la famiglia nella strada Salara - quella che noi chiamiamo “antica”, situata dietro piazza del Campidoglio parallelamente a via dei Fori Imperiali - in casa di tale Clemente Gargiolo scarpellino, che ci vive a sua volta (275d):

GIACOMO GABBANO misuratore dalla Voltolina Donna ROMEA moglie MARGARITA figlia

8 a.

FRANCESCO figlio

7 a.

MARTHA figlia

5 a.

LUCIA figlia ANTONIO FRANCESCO putto a balia

2 a.

Sempre in quell’anno, oltre ai ricorrenti Ordini da osservarsi dalli por- tatori, misuratori e facchini deputati a misurar grani e altre biade per la città di Roma…, viene emanato un documento interessante che riguarda

288

anche i nostri lavoratori (276d). Lo riportiamo:

PRECETTO ai Facchini Misuratori di Campo di Fiore

Ippolito di S. Angelo in Pescaria Diacono Cardinale Aldobrandino della S.R.C.

Camerlengo P.mo Con il presente Precetto d’ordine espresso di N. S. datoci a bocca, e per auto- rità del nostro Officio di Camerlengato, comandiamo, ed ordiniamo che fra il termine di tre giorni prossimi li facchini quali vorranno lavorare con la quar- ta nella Piazza di Campo di Fiore debbano fare le Compagnie vere, reali che non passino il numero di dieci Compagni per ciascheduna compagnia, e dare la nota vera, e reale così delli nomi di dette Compagnie, come dei Compagni

e Monsignor Prefetto dell’annona, ed alli Commissarj di detta Piazza.

2.°

Che li Compagni di dette Compagnie per l’avvenire non possano mutarsi, cacciarsi, o riceversi di nuovo senza prima parteciparne detti Commissarj, e senza l’approvazione di Monsignor Prefetto, sotto pena di 25 Scudi per ogni volta che si contravverrà, e per qualsiasi persona.

3.°

Che nessun Facchino, o persona che non sia alcuna di dette Compagnie, possa sotto qualsivoglia pretesto stare assistere o misurare in detta piazza, ne possino li Facchini, e misuratori di dette Compagnie chiamare a lavorare, o per loro ajuto altri, che li Compagni della sua Compagnia, acciò non si com- mettino fraudi sotto la pena di 25 Scudi per ogni volta che si contraverrà, ed altre pene ancora corporali ad arbitrio nostro, e di Monsignor Prefetto, dichiarando che il Compagno sarà tenuto per l’altro in quanto alle pene pe- cuniarie.

4.°

Che nessuno de suddetti facchini o misuratori ardischi di andare per le porte,

e

per le Strade ad incontrare li grani, biade, e legumi che entrano in Roma,

ne trattar con li Padroni, che li condurranno, sotto pena di Scudi Cento, e di

tre tratti di corda, ed altre pene maggiori come sopra.

5.°

Volendo Noi che il presente precetto affisso che sarà in Campo di fiore, astrin- ga ognuno come se fosse personalmente intimato. In fede. Dato in Roma nella Camera apostolica il dì 15 Giugno 1632.

Visa Octavianus Raggius annonae Prefectus

Rufinus Plebanus Die Mense et anno quibus supra supradictum Preceptum affixum et publicatum fuit

289

ad valvas Revd. Cam : Ap.lica in Campi Florae ac alie locis solitis et consuetis urbis per me Michael Angelum alterium apostolicum Cursorem. Augustinus de Bolis pro Mag. Cursor

Tra i Valtellinesi più longevi, in quel periodo, nell’Urbe abbiamo tro- vato:

17 marzo 1633 GIACOMO di Valtellina in età di 94 anni abitante nelle case di proprietà della parrocchia di S. Lucia della Tinta morì e fu sepol- to nella nostra Chiesa (277d).

Abbiamo altresì la testimonianza della presenza di un altro facchino

(278d):

GIOUANNI TOGNETTI della Voltolina

Quanto alle disposizioni di legge:

1683

abita nella strada delle Quattro Fontane.

- 1634, giugno 20 “Editto col quale si ordina ai venditori e compratori di grani, biade e legumi in Campo de’Fiori, di denunziare ai commissari della piazza i generi acquistati ed il prezzo relativo”, emanato dal cardinale camerlengo Ippolito Aldobrandini

(279d).

- 1634, giugno 22 “Precetto col quale si regolano le compagnie dei facchini di Campo de’ Fiori”, emanato dal cardinale camerlengo (280d).

- 1636, giugno 20 “Editto col quale si ordina ai compratori e venditori di grani, biade e legumi in Campo de’Fiori di denunziare ai Commissari della Piazza i generi acquistati ed il relativo prezzo”, emanato dal cardinale camerlengo (281d).

- 1636, giugno 30 “Motuproprio col quale si sostituiscono ai subappaltatori le comunità dello Stato Pontificio per l’esazione della gabella di un giulio per ogni rubbio di grano macinato”, emanato da papa Urbano VIII (282d).

290

- 1637, giugno 1 “Ordini coi quali si regola il commercio dei grani e delle biade in Campo de’ Fiori”, emanato dal cardinale camerlengo (283d).

Nel rione Monti, in una delle case di proprietà della Compagnia della Madonna di Loreto dei Fornari, si è insediato un gruppo di Valtellinesi

(284d):

Facchini da grano

1645

JACOMO CAPORALE

30 a.

CARLO PULITO

20 a.

PIETRO ROSSO

40 a.

PIETRO BARTELLI

36 a.

PIETRO PULITO

30 a.

CARLO BULLI

40 a.

JACOMO BERNARDO

27 a.

GIOUANNI D’OMODEI

30 a.

NAZZEI PUNCINI

22 a.

Un paio d’anni dopo, nella solita abitazione, sono rimasti soltanto i primi due convalligiani. Nel non comune avvicendamento dei nostri fac- chini e misuratori di granaglie constatiamo che, ancora una volta, tutti gli altri compagni sono stati sostituiti. Ecco i nuovi Valtellinesi (285d):

PIETRO AMBROSINO

39 a.

CARLO GIOMELLO

23 a.

BATISTA BULLO

24 a.

GIO: BATTISTA MARANGONI

25 a.

CARLO ANTONIETTO

29 a.

GIOVANNI DOTTINO

26 a.

I nostri abitano accanto alla chiesa di S. Maria di Loreto, del cui soda-

lizio – occupando la casa e data la loro professione – presumibilmente devono aver fatto parte. Un’annotazione ci fa sapere che in questo tempio sono addetti ben 10 sacerdoti. Un numero rilevante, che rende l’idea del-

l’importanza sia della chiesa che della sua Confraternita.

I nostri, come abbiamo già sovente trovato, stanno anche vicino a un’o-

steria: l’Hostaria della Croce Bianca, gestita da tale Bartolomeo Vachini, con tre garzoni tra cui il valtellinese ANDREA BOTTA. Insomma, vivendo in quel posto, hanno a pochi passi il sacro e il pro- fano.

291

Al rione Trevi, nella strada di S. Nicola, troviamo:

GERONIMO CEVO facchino

1651

la stessa casa è affittata di sotto ad una famiglia di Acquasparta e di sopra ad una di fiorentini

(286d).

Al rione S. Angelo, nella parrocchia di S. Tommaso a’ Cenci, vive- vano altri convalligiani:

8 maggio 1651

GIOVANNI facchino dalla Voltolina dopo essere stato confessato e comunicato andò all’ Ospedale Fate bene Fratelli, dove morì (287d).

1 settembre 1652

GIOVANNI BALLETTI della Vultulina di circa 90 anni abitante in questa parrocchia facchino della Compagnia della SS. Trinità morì e fu seppellito nella tomba della Compagnia (288d).

In quel periodo proseguono le disposizioni in merito all’attività dei no- stri emigrati:

- 1651, giugno 3 “Ordini da osservarsi nel vendere e comprare grani e biade in Campo di Fiore”, emanati dal cardinale pro-camerlengo Lorenzo Raggi (289d).

- 1652, giugno 3 “Ordini da osservarsi nel vendere e comprare grani…”, emanati dal cardinale pro-camerlengo Lorenzo Raggi (290d). - 1652, luglio 6 “Ordini e provisioni da osservarsi dalli misuratori de grani con la rubbiatella”, emanati dal prefetto dell’annona mons. Lazzaro Pallavicini (291d).

Anche nella seconda metà del Seicento, la presenza dei Valtellinesi a Campo dei Fiori è rilevante:

Facchini dalla Uoltolina PIETRO MESCIO

292

25 a.

1664

Abitano al rione Campo Marzio, nella

PIETRO GUAZZA

30 a.

parrocchia di S. Nicola dei Prefetti

PIETRO BERTINELLI

27 a.

(292d).

Facchini Misuratori di Grano

del q. Tomasso da Valtellina

1669

GIOVANNI PETRUCCI

61 a.

Vivono, sempre in Campo Marzio, nella parrocchia dei SS. Celso e Giuliano

JACOMO PETRUCCI

23 a.

(293d).

di

Lorenzo

ANTONIO CIAMPINI del q. Giovanni

41 a.

SEBASTIANO COPPINO

21 a.

del q. Sebastiano PAOLO CARLINI

50 a.

di

Antonio

GIOVANNI MARCHETTI del q. Domenico

28 a.

REMEDIO PETRUCCI

40 a.

di

Tomaso

PIETRO TAIEGIO

26 a.

del q.Giacomo GIOVANNI MOTTA

35 a.

di

Giovan Domenico

JACOMO LITTI

27 a.

del q. Paolo LORENZO CIAMPINI fratello di Antonio

20 a.

L’anno dopo viene emessa un’importante disposizione di legge che interessa anche i nostri lavoratori:

- 1670, giugno 4 “Bando col quale si notifica il monopolio concesso a Pier Maria Gherardi e Giuseppe Tapignetti di misurare grani e biade in Campo di Fiore con rubiatelle e quarte”, emanato dal tesoriere generale monsignor Girolamo Gastaldi (294d).

In quello stesso anno al rione Regola, nella parrocchia di S. Maria del Pianto, alloggia un’altra numerosa colonia di nostri emigrati (295d):

JACOMO MAFFIOLI facchino da Voltolina

55 a.

1670

293

DOMENICO TOGNOLINO

25 a.

compagno GREGORIO GIULIANO

27 a.

PIETRO MOLADORE

30 a.

PIETRO PONCETTA

27 a.

MICHELE ZOPPO

26 a.

GIUSEPPE D’ALOTTO

26 a.

BERNARDO MAFFIOLI

28 a.

GIOVAN ANTONIO della BARONA

32 a.

JACOMO AMBROGINO

33 a.

Facchini

1675

GIOVAN BATTISTA di PETRINO 23 a. di Giovanni

GIOVANNI della Menica

20 a.

della Valtolina ANDREA BIGIOLLI

25 a.

BATTISTA GIUSTI

26 a.

Facchini

1675

PIETRO BELLOTTI

73 a.

BERNARDO DEL PIANTO

21 a.

GIACOMO DEL PIANTO

30 a.

GIOVANNI DEL PIANTO

25 a.

ANDREA PONCIETTA

16 a.

GIOVAN BATTISTA PONCIETTA 22 a. GIOVAN ANTONIO PONCETTA

PIETRO RIZZOLO

25 a.

GIOVANNI de TOGNA

25 a.

DOMENICO MOZADONE

30 a.

BARTOLOMEO DELLA ZOPPA

30 a.

MICHELE TARGA

30 a.

GREGORIO GIULIANO

35 a.

DEFENDINO FIORINO

35 a.

Piccola considerazione: per chi come i nostri Bernardo DEL PIANTO, Giacomo DEL PIANTO, Giovanni DEL PIANTO siano stati portati dalle circostanze della vita ad abitare proprio nella parrocchia di S. MARIA DEL PIANTO… è indubbiamente un caso molto particolare !…

294

Nel medesimo rione, ma nella parrocchia di S. Salvatore in Campo, anco- ra un nutrito gruppo di valtellinesi (296d):

GIACOMO ROMIGLIOLO

55 a.

1677

facchino

 

Facchini pigionanti GIACOMO MONASAT

26 a.

vivono assieme alla Casa delle Muratte.

di

Pietro

dalla Valtollina

 

EVANGELISTA

D’EVANGELISTA

38 a.

del q. Pietro GIACOMO DELL’AGOSTO

30 a.

del q. Andrea CARLO PUNGERINI

27 a.

MARTINO GIANNONE

27 a.

GASPARO PUNGERINI

23 a.

Casa dei Facchini GREGORIO CARLINI

25 a.

l’abitazione è ubicata nel vicolo adiacen- te all’Hostaria di S. Lorenzo in Damaso.

dalla Val Tollina BERNARDO del BOFF

23 a.

GIOVAN PIETRO della GERLA

25 a.

GIOVANNI BALESTRERI

25 a.

da Ponte PIETRO BORGOGNONE

26 a.

Magazzino de Vini dell’Apollinara

facchini

ANTONIO PIETRETTI dalla Voltolina del q. Pietro ANTONIO DEL MAS

di Giacomo

PIETRO FUMASI

di Domenico

TOMASSO FALDARINI

di Giacomo

AGOSTINO DELLA MARCA GIUSEPPE FALDARINI

cioè in piazza di S. Apollinare

295

Casa della SS. Concettione in S. Lorenzo in Damaso GIOVANNI MARTINOLI

46 a.

dalla Valtolina PASQUA DELL’ORSO

43 a.

genovese moglie AGOSTINO figlio GIOVAN BATTISTA figlio GIACOMO figlio BERARDINO figlio GIOVAN PIETRO PENTOLASCA garzone

28 a.

Appartamento di sopra BERARDINO FALDERINI

Altre stanze al pari

30 a.

dalla Val Tollina facchino VERONICA NATALE

23 a.

romana sua moglie

Facchini ANTONIO di RICCI

24 a.

BARTOLOMEO BARATTI

45 a.

ANDREA PULETTI

60 a.

GIUSEPPE PULETTI

23 a.

Sempre in questa parrocchia di S. Salvatore in Campo, l’anno dopo, ritroviamo quasi tutti i nostri. Cambiano soltanto gli occupanti della Casa di Facchini. Ecco i nuovi arrivati (297d):

BATTISTA TOGNIOLATTI DOMENICO BAROLI GIOVANNI GIORDANI

1678

Più avanti, nella casa dell’Ill.mo Santa Croce, ci sono:

Facchini ANTONIO CAO dalla Valtolina

50 a.

BATTISTA dalla COLOMBERA

21 a.

JACOMO TUJA

23 a.

296

ANTONIO MONINO

20 a.

FRANCO della CHRISTINA

29 a.

Avanti ancora in stanza nel cortiletto:

GIOVAN ANTONIO del RE da Ciuezna diocesi di Como “Ciuezna” dovrebbe stare per Chiavenna. JACOMO CACIOLI dalla Voltolina PIETRO COTTA dalla Voltolina

Alla Casa delle Muratte, oltre ai soliti facchini, un altro Valtellinese:

STEFANO BURNAL

25 a.

E nell’adiacente vicolo delle Muratte:

Casa di Facchini GREGORIO CARLINI

26 a.

dalla Voltolina ANTONIO CANTONE

24 a.

GIOVANNI BALESTRER

28 a.

GIOVANNI FERRARI

29 a.

PIETRO BONGIOGNO

28 a.

GIOVAN PIETRO TOMEI

28 a.

ANTONIO d’Albaredo

23 a.

PAOLO RAINA

23 a.

TOMASSO CASA NOVA

26 a.

Al rione Trevi, nella parrocchia dei SS. Apostoli, assieme a due fac- chini milanesi abita anche un nostro convalligiano (298d):

MARTINO MASOLATTA de Voltolina facchino

35 a.

1680

Al rione S. Angelo, nella parrocchia di S. Tommaso ai Cenci, consta- tiamo infine un ulteriore insediamento di Valtellinesi (299d):

Casa dei Misuratori di Grano

GIOVANNI BELLINO di Martino 40 a. da Voltolina

CARLO BELLO di Gabriele

PIETRO SMACHETTO di Filippo 25 a.

25 a.

297

PIETRO SIMONI di Giovanni

30 a.

AMBROGIO MENAZATO

23 a.

FRANCESCO BELLO di Gabriele

30 a.

GIOVANNI ORSINO

30 a.

GIOVAN GIACOMO GRATIOLI

30 a.

BARTOLOMEO GIORGINO D’ANTONIO

20 a.

Botte da orbi

Sul posto di lavoro, ma più frequentemente quando avevano terminato

la

fatica quotidiana e si ritiravano a consolarsi in qualche hostaria, prima

o

poi i facchini finivano con l’essere coinvolti in qualche rissa, dove spes-

so e volentieri volavano botte da orbi. Il risultato era quello di dover anda- re, pesti e malconci, a farsi medicare nei “Pronto Soccorso” dell’epoca:

l’ospedale della Consolazione o la bottega del più vicino magister barbi- tonsor, ossia barbiere, che allora esercitava anche la medicina. In questi casi, per legge, bisognava compilare un verbale da consegnare alla curia

di

Governo da chiunque medicasse un ferito (108).

Nelle Relazioni dei Chirurghi e dei Barbieri erano solitamente riporta-

ti

il nome del relatore, le generalità del ferito, il tipo di lesione che aveva

richiesto l’intervento medico e, se nota, l’identità dell’aggressore nonché

la motivazione che aveva causato il danno. Il Tribunale del Governatore

di Roma avrebbe poi deciso se fosse stato il caso di adottare provvedi-

menti in merito. Fatto, questo, che - per evitare ulteriori grane e problemi

portava spesso i feriti a dichiarare di non conoscere l’aggressore e che

si

trovavano in quelle condizioni per essere caduti. Di queste relazioni, diverse riguardano anche i Valtellinesi. Specifi-

catamente ai nostri facchini ne riportiamo alcune:

30 ottobre 1600

Maestro Michele Blasi barbiere a S. Lorenzo in Damaso richiesto che medicasse MICHELE GIACOMELLI abitante in via Giulia di fronte al palazzo dell’Ill.mo Cardinal Farnese ferito all’occhio sinistro per un sasso lanciato da uno sconosciuto (300d).

12 febbraio 1601

M. Giacomo Gregori barbiere a S. Rocco

298

richiesto affinchè medicasse GIACOMO BERTOLA di Vultolina facchino abitante dietro al palazzo dell’Ill.mo Carlo Dessa ferito in testa nella parte sinistra per la bastonata di uno sconosciuto (301d).

25

aprile 1601

M.

Gerolamo Casentini barbiere in Campo de Fiore a via del Pellegrino

richiesto che medicasse VINCENZO BESESTI facchino di Voltulina abitante in via della Goletta sopra il fornaio ferito in fronte nella parte sinistra

da un sasso lanciato da sconosciuto. Senza pericolo (302d).

19

ottobre 1609

M.

Felice barbiere in Campo de Fiore

richiesto che medicasse FRANCESCO de Voltolina facchino in Campo de Fiore lì abitante in casa in società con altri facchini ferito al capo alla parte destra da GIOVANNI FONTANA facchino abitante nel vicolo della piazza del Duca. Senza pericolo (303d).

30

luglio 1625

M.

Agostino Monticelli barbitonsore in piazza St. Pantaleo

richiesto che medicasse GIACOMO CARRA baiulum a Campo de Fiore ferito al capo nella parte destra con un bastone da uno sconosciuto (304d).

14 ottobre 1625

GIOVAN MARIA ALBERTI baiulus abitante vicino a S. Maria in Via ferito al ciglio destro e dalla parte sinistra dixit di essere caduto (305d).

8 novembre 1635

M. Bartolomeo barbitonsore alla Chiavica di S. Lucia

richiesto che medicasse VINCENZO TAVAGLIA de Valle tellina facchino ferito in bocca

299

disse casualmente cum baculo. Senza pericolo (306d).

11 febbraio 1636

M. Ludovico barbitonsore alla Colonna Traiana richiesto che medicasse ANTONIO GUATTI di Valle tellina baiulum contuso in faccia nella parte sinistra con lividi ed escoriazioni da parte di Andrea e compagni. Abitano tutti a San Lorenzolo a Macel de Corbi (307d).

Nella maggior parte dei casi, sono più che evidenti le motivazioni pre- testuose addotte dai feriti per evitare di denunciare i loro aggressori.

Investigazioni del Tribunale Criminale

Quando però le risse creavano situazioni insostenibili, che rischiavano di protrarsi nel tempo, si ricorreva alle querele. Bastava la sola querela per far carcerare l’accusato sulla base di semplici sospetti. Era tuttavia tassa- tivo, come stabilito fin dal 1548 da Paolo III con la Bolla Ad unus apo- stolicae servitutis, che gli indizi dovessero sopravvenire entro le 48 ore dall’arresto. Anche i verbali delle investigazioni necessarie per il processo investi- gativo erano svolte dal Tribunale Criminale di Roma con una certa solle- citudine (109). Alcuni casi riguardavano i nostri Valtellinesi:

10 maggio 1610

BARTOLOMEO RAIETTI di Voltolina facchino a S. Marcello fa querela contro PIETRO RASCA facchino di Voltolina abitante in casa del signor Arcangelo Mandolii denuncia:

“esso nella casa a S. Marcello dove noi abitiamo detto Pietro mi assaltò senza causa alcuna, et me dette molte botte con una cucchiara di ferro per la testa che mi ammac- cò et gonfiò la testa in più luoghi et poi mi buttò per terra facendomi anco uscir del sangue dalla bocca, et l’altro giorno ancora mi diede delli pugni et mi venne al letto la sera per ammazzarmi, et questo me l’ha fatto perché gli ho fatto presentare un monito- rio da monsignor Governatore che debbia partire da detta casa per essere così scan- daloso et lui non vuol partire et di più disse che si voleva nettare il culo con quel moni- torio che gli hanno fatto…”

300

li

testimoni sono

BARTOLOMEO JACOMONI

JACOMO FINI

GIOVANNI CIAPPA (308d)

-

11 ottobre 1624 ANTONIO MAZZA di Valtolina facchino nella piazza di S. Sisto fa querela contro

ANDREA FORNONCINI figlio di Giacomo

DOMENICO ROSSI

TOMMASO SCHO ANDREA CASTIGLIONE GIOVANNI MARIANO calzolaro denuncia “Mi hanno pigliato et buttato in terra, dandomi pugni et bastonandomi.”

di Montagna

(309d)

“Imbriaco et bastonatore”

Dalle querele si arrivava anche ai relativi processi. Uno di questi, istruito come al solito presso il Tribunale del Governatore, vide coinvolto un nostro convalligiano in una situazione alquanto pittoresca ed altresì dovuta all’inadeguatezza delle umili dimore di quel tempo. La testimo- nianza, anche se un po’ confusionaria, ci sembra talmente “gustosa” da proporla pressochè come nell’originale (310d):

Martedì 28 luglio 1637 Querelante la signora EMILIA vedova di Andrea BENTIVOGLIO romana contro LORENZO DI VALLE TELLINA abitante in piazza del Paradiso.

“Vostra Signoria deve sapere che domenica sera prossima passata circa alle ore tre,

essendo io in casa mia posta in questa piazza del Paradiso, nella qual casa abita anco

il detto querelato et perché della detta casa abita anco Giulia moglie di Marchiorre

foriero, che sta in un appartamento su le stanze del detto Lorenzo et le dette tre ore

essendo nell’appartamento mio detta GIULIA, se ne andò nelle sue stanze et l’andò ad accompagnare PAULA mia figliola et perché per andare alle stanze della detta Giulia

si passa dalle stanze del detto Lorenzo querelato.”

“Nel ritornare la detta PAULA mia figliola volse fare a basso detto LORENZO, che se

ne fece avanti et essendo come si suol credere imbriaco non voleva lasciar passare

301

detta mia figlia et, cominciando quella a strillare, detto querelato diede di mano ad un bastone, con il quale offese detta PAULA mia figlia zitella in un braccio solamente, che anco se riconosce il livido e, strillando quella, corsi io et CARLO mio figlio per reme- diare all’impertinenza del detto querelato. Et corse anco CESARE BONETTI et MAR- TA sua moglie, padrone della casa, et dopo ANTONIO altro suo figlio, che era in gran difficoltà, fu remediato all’insolenza del detto querelato, che col bastone in mano tira- va contro tutti, restando in detta zuffa offesi quasi tutti noi altri.” “Che perciò io ne do querela contro detto Lorenzo per le insilenze fatte a detta mia figlia e seguentemente a tutti noi altri. Così per remediare al maggior male, facendo istanza che sia castigato per giustizia.”

Intervengono anche i sopracitati CESARE BONETTI e la moglie MARTA, che confermano la testimonianza della querelante.

Molestie a una gallina

Un altro processo, stavolta a difesa di un Valtellinese facchino di gra- naglie presso la Dogana del Dazio, dove l’elemento “scatenante” è costi- tuito da una gallina affamata ed impertinente (311d):

31 marzo 1651

ANDREA VIOLE di Voltolina figlio del q. Paolo ha ferita con sangue inferta. Interrogato su cos’ha avuto riferisce:

“Signoria Vostra, io sono venuto qui in questo officio perché sono stato ferito come la S. V. vede. Dirò alla S.V. come è successo questo fatto… ritrovandomi io poco fa, alle… potevano essere le ventuno ore incirca, nella piazza delle Carrette in Campo de Fiore, ho tirato il mio cappello a una gallina. E così Titta, garzone d’Antonio carrettiero della Voltolina, me ha detto perché io avevo tirato alla gallina.” “Et io li ho risposto che li ho tirato il cappello perché la detta gallina stava a magnar- se del miglio alla bottega dell’orzarolo.” “Et lui me ha soggiunto che, se mi coglievo quella gallina, lui me dava questa bacchetta sulla testa. Chè teneva in mano una bacchetta con la frusta da carrettiero.” “Et io gli ho risposto che bisognava me avesse colto perché altrimente io averia colto lui.” “Allora esso Titta con quella bacchetta della frusta me l’ha data in testa, et poi nel naso et nella bocca, dove sono restato ferito nelle labbra, sì come S.V. puote vedere. Che ancora adesso mi esce sangue dalla bocca…” Il notaio mette a verbale:

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“Vidi dalla bocca del detto interrogato uscire qualche quantità di sangue. E tutto ciò ho annotato qui ad ogni buon fine ed effetto.”

Il Valtellinese precisa:

“Per il che sono comparso in questo tribunale a darne querela tanto contro esso Titta, come anco contro sua madre, che ha corso al rumore et l’ha aiutato. Et a prova del tutto si ponno esaminare tutti quelli artigiani intorno.”

Un colorito e “ruspante” episodio di vita che sa di ambiente paesano nell’Urbe Caput Mundi.

Un monumento ai Facchini

In una città definita la piazza universale di tutte le professioni, gli emi- grati valtellinesi portatori e misuratori di granaglie non hanno certo sfigu- rato. Così numerosi e ben organizzati, con un’iperbole si può dire che nel Seicento abbiano retto Roma sulle loro spalle. Alcuni avranno anche avu- to qualche problema con la legge, tuttavia mai particolarmente grave. I nostri riuscirono ad inserirsi bene nella struttura socio-economica dell’Urbe. Molti hanno messo su casa in questa città e i figli sono diven- tati romani. La popolazione li ha sempre guardati con simpatia, forse per quel loro modo testardo di affrontare la vita con un costante impegno in un lavoro così usurante. In via Lata, a pianterreno di palazzo De Carolis, si trova una delle più antiche fontane di Roma: quella del Facchino, con la berretta e il cami- ciotto della sua corporazione, occupato a lasciar zampillare l’acqua dal barile che sta trasportando. Un monumento molto particolare, fatto erigere nel Cinquecento da Gregorio XIII a ricordo del facchino Abbondio Rizio, famoso per la sua forza nel sollevare pesi enormi ed anche fondatore del sodalizio degli acquaroli, facchini specializzati nel trasporto di acqua. E’ curioso, ed ironico, che questi lavoratori instancabili e grandi esti- matori di vino siano stati immortalati mentre trasportano acqua. E pensa- re che il Garzoni, già nel 1589, consigliava: Se vuoi buon vino ancora parla in un tratto con un di loro – così si esprime riferendosi ai facchini perché sono prattici delle cantine di tutti i gentiluomini e cittadini, e sanno dov’è il dolce, dove il garbo, dove il piccante, dove il grande, dove il piccolo, dove il bianco, dove il nero, dove il vecchio, dove il nuovo, e

303

con tre sorsi d’un bicchiero cortesemente ti fanno il saggio, ti dicono s’è buono o no… (110). Per questo poi erano particolarmente adatti i Valtel- linesi sia perché provenienti da una terra dove ben si sapeva come pro- durre buoni vini, sia perché molti lavoravano proprio come facchini di vino e, comunque, nessuno di loro fu mai astemio. Quanto all’acqua c’è da dire che i facchini si limitavano a portarla agli altri. Loro, coi soldi guadagnati, potevano bere del vino nell’osteria sotto casa. Era forse l’unico diversivo, anche per i nostri emigrati, in quella vita di sacrifici incommensurabili.

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