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Riforma del Lavoro – Nuove norme in vigore

per contratti a tempo e intermittenti


Oggi 23 agosto 2013 è entrata in vigore la Riforma del Lavoro:
vediamo quali sono tutte le nuove norme per il mercato del
lavoro italiano.

Con l’entrata in vigore della Riforma del Lavoro


(dopo la pubblicazione del testo della Legge n.99/2013 in Gazzetta Ufficiale il 23 agosto 2013),
sono entrate in vigore nuove norme per la regolamentazione del mercato del lavoro italiano con lo
scopo di incentivare l’occupazione nel paese, con misure atte all’assunzione e alla stabilizzazione
dei giovani.

► La Riforma del Lavoro è entrata in vigore: tutte le nuove norme

Poche le modifiche rispetto alla precedente normativa in vigore, la Riforma Fornero (legge
n.92/2012), ma piccoli interventi mirati a facilitare l’assunzione dei disoccupati italiani.

Riforma del Lavoro 2013: Contratto a tempo determinato

Due le modifiche principali apportate dalla nuova normativa del lavoro in Italia:

1. il periodo di sospensione tra un contatto e l’altro è stato ridotto a 10 giorni (da 60) per i contratti
a termine di durata inferiore ai 6 mesi e a 20 (da 90) per i contratti di durata superiore;

2. il contratto acausale diventa prorogabile fino ad una durata massima complessiva di 12 mesi.

Riforma del Lavoro 2013: Contratto intermittente


I contratti intermittenti possono avere una durata massima di 400 giornate lavorative presso lo
stesso datore di lavoro in 3 anni. Sorpassato questo limite, il contratto intermittente diviene
automaticamente un contratto a tempo indeterminato. Esclusi da questa norma i contratti di lavoro
del settore turistico, dello spettacolo e dei pubblici esercizi.

Riforma del Lavoro – Nuove norme in vigore


per contratti a progetto, apprendistato e
associazione
Oggi 23 agosto 2013 è entrata in vigore la Riforma del Lavoro:
vediamo quali sono tutte le nuove norme per il mercato del
lavoro italiano.
23 agosto 2013 15:060 commenti

Il 23 agosto 2013 è entrata in vigore la Riforma del


Lavoro voluta dal Governo Letta, voluta per incentivare la ripresa del mercato del lavoro in Italia
con particolare attenzione alla disoccupazione giovanile.

► La Riforma del Lavoro è entrata in vigore: tutte le nuove norme

Con questa legge, e con la precedente legge di conversione del Decreto Sviluppo (decreto n.
76/2013), sono state apportate delle piccole ma importanti modifiche al testo della tanto discussa
Riforma Fornero (legge n.92/2012), che mirano a stimolare l’assunzione dei disoccupati e la
stabilizzazione dei tanti lavoratori precari, sia con incentivi all’assunzione che all’imprenditorialità.

Vediamo nello specifico quali sono le nuove norme entrate in vigore con la Riforma del Lavoro
2013 in materia di contratti a progetto, di apprendistato e di partecipazione.

Riforma del Lavoro 2013: Contratti a progetto

I contratti a progetto non possono essere utilizzati in caso di lavori esecutivi e ripetitivi (nella
precedente normativa si parlava di lavori esecutivi o ripetitivi) e le mansioni del lavoratore devono
essere specificate per iscritto nel contratto di assunzione.
Riforma del Lavoro 2013: Contratti di apprendistato

Rimangono invariate le tipologie di apprendistato definite dalle precedenti normative ma con la


possibilità di convertire, una volta conseguito, l’apprendistato per la qualifica e il diploma
professionale, in apprendistato professionalizzante e contratto di mestiere.

Riforma del Lavoro 2013:  Associazione in partecipazione

I datori di lavoro che hanno sul loro libro paga un associato in partecipazione ha la possibilità di
assumerlo come apprendista o con contratto a tempo indeterminato con una serie di interessanti
incentivi.

Riforma del Lavoro – Nuove norme in vigore


per disoccupazione e start up
Oggi 23 agosto 2013 è entrata in vigore la Riforma del Lavoro:
vediamo quali sono tutte le nuove norme per il mercato del
lavoro italiano.
23 agosto 2013 15:060 commenti

E’ entrata in vigore il 23 agosto 2013 la Riforma del


Lavoro voluta dal Governo Letta (pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n.99/2013) che
apporta nuove modifiche alla legge 92/2012, la Riforma Fornero, per correggerne alcune
imprecisioni e colmare le lagune al fine di creare una normativa per il rilancio dell’occupazione in
Italia.

► La Riforma del Lavoro è entrata in vigore: tutte le nuove norme

La Riforma del Lavoro aggiunge delle nuove norme e prevede ulteriori incentivi e facilitazioni
all’assunzione dei disoccupati e per la stabilizzazione dei precari rispetto a quelle già contenute nel
Decreto Occupazione, entrato in vigore il 28 giugno 2013 con la pubblicazione in Gazzetta del
testo del decreto 76/2013.
Occupiamoci delle nuove norme per la disoccupazione e le start up.

Riforma del Lavoro 2013:  Disoccupazione

I disoccupati che lavorano ma non percepiscono redditi annui superiori a 8.000 euro in caso di
lavoro subordinato e 4.800 in caso di lavoro autonomo, manterranno lo status di disoccupazione e i
relativi ammortizzatori.

Riforma del Lavoro 2013:  Start Up

La Riforma del Lavoro prevede anche degli incentivi per l’autoimprenditorialità. A beneficiarne
le star up, per le quali sono state allentate le maglie della burocrazia e delle restrizioni:  i soci non
dovranno più essere obbligatoriamente persone fisiche e mantenere la maggioranza del capitale
sociale per almeno 2 anni, mentre la percentuale di spesa in R&S diminuisce al 15% e i 2/3 degli
impiegati possono avere una laurea magistrale.