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LA REDAZIONE DEL PROGETTO

LA REDAZIONE O STESURA DEL


PROGETTO E’ L’AREA DI AVVIO DI
UN INTERVENTO, NELLA QUALE
SONO ORGANIZZATE E
CONVERGONO TUTTE LE
INFORMAZIONI CHE DARANNO
FORMA E CONTENUTO ALL’IDEA
PROGETTUALE
GLI STEPS PRINCIPALI NELLA
REDAZIONE/STESURA DEI PROGETTI

ANALISI DEL CONTESTO INDIVIDUAZIONE DEI


PROBLEMI
PIANO
FINANZIARIO ANALISI DEI
FABBISOGNI/DOMANDA DEI
DESTINATARI

SISTEMA DI DEFINIZIONE OBIETTIVI


VALUTAZIONE GENERALI E RISULTATI
REDAZIONE
ATTESI
PROGETTO
PERSONALE DEFINIZIONE MACRO-
COINVOLTO & AZIONI, OBIETTIVI
RISORSE SPECIFICI E ATTIVITA’ DA
NECESSARIE INTRAPRENDERE

METODOLOGIE TEMPI E FASI DI


& STRUMENTI REALIZZAZIONE
1° 2° 3° STEPS
IL CONTESTO DELL’INTERVENTO,
L’INDIVIDUAZIONE DEI PROBLEMI
E L’ANALISI DEI FABBISOGNI DEI
DESTINATARI
LIVELLI DI ANALISI

L’AMBIENTE ESTERNO (TERRITORIO)


LE ORGANIZZAZIONI (STRUTTURE E RISORSE)
PRESENTI NEL TERRITORIO (DEST. INDIRETTI)
L’UTENZA DI RIFERIMENTO (DEST. DIRETTI)
IL CONTESTO DELL’INTERVENTO
E L’INDIVIDUAZIONE DEI
PROBLEMI
L’ANALISI DEL CONTESTO CI PERMETTE DI
RIFLETTERE SULLE MOTIVAZIONI DA CUI TRAE
ORIGINE IL PROGETTO.
LE MOTIVAZIONI POSSONO ESSERE DI DIVERSO
ORDINE: OCCUPAZIONALE, SOCIO-CULTURALE,
ECONOMICO ED ORGANIZZATIVO. GIUSTIFICANO LA
RICHIESTA DI FINANZIAMENTO.
INDICANO GLI OBIETTIVI CHE SI DOVRANNO
PERSEGUIRE E I RISULTATI CHE SI VOGLIONO
RAGGIUNGERE

STRUMENTO CHE PERMETTE DI DEFINIRE LA DISTANZA DA


COLMARE FRA LA SITUAZIONE REALE E QUELLA PREVISTA
DALLE INDICAZIONI E LINEEE GUIDA DEL BANDO
COME POSSIAMO DEFINIRE
“L’ANALISI DEL CONTESTO”?

CONOSCENZA APPROFONDITA DELLE PECULIARI


CARATTERISTICHE DEL CONTESTO DI RIFERIMENTO (FATTORI
SOCIO-ECONOMICI, CULTURALI, ORGANIZZATIVI, ATTORI
PRESENTI), PER POTER PREDISPORRE GLI STRUMENTI
METODOLOGICI ADEGUATI ALLA RILEVAZIONE DEI FABBISOGNI
DEI BENEFICIARI DIRETTI ED INDIRETTI INDIVIDUATI
ANALISI TERRITORIALE:
LIVELLI DI ANALISI

• Descrizione morfologica
• Descrizione socio-economica
• Descrizione socio-demografica
• Descrizione storico-antropologica
• Descrizione delle risorse e servizi
territoriali
IDENTIFICAZIONE DEI
PROBLEMI: OBIETTIVI

UNA COMPRENSIONE APPROFONDITA DELLE CAUSE DELLA


SITUAZIONE IN CUI SI DOVRA’ INTERVENIRE
UNA MAGGIORE CONOSCENZA DELLA RELAZIONE
QUALITATIVA ESISTENTE TRA “TERRITORIO” E SERVIZI DA
SVILUPPARE E IMPLEMENTARE
UNA INDIVIDUAZIONE COMPLETA E PUNTUALE DEI RUOLI E
DELLE MODALITA’ PIU’ ADEGUATE NELLA STRUTTURAZIONE DEL
SERVIZIO
ANALISI DEL CONTESTO:
DOMANDE GUIDA
quale e’ la specifica aerea territoriale a cui vi rivolgete?
quali sono le caratteristiche morfologiche e socio-economiche
generali?
quali sono le problematiche sociali, educative e formative?
quale è la domanda del territorio e del contesto allargato (livelli di
programmazione politica, indicazioni di priorità, sensibilità pubblica...)
quale e’ la sensibilità generale e quali sono le linee politiche in
riferimento alla problematica individuata?
quali sono i servizi e le risorse presenti nel territorio rispetto alla
problematica individuata?
quali sono le esperienze e specificità, (competenze particolari,
sperimentazioni e/o progetti innovativi sia in generale, sia
relativamente al progetto in questione, aspetti di qualità ed eccellenza
nelle metodologie e nell’organizzazione della didattica), dei soggetti
coinvolti?
INDIVIDUAZIONE DEI PROBLEMI:
DOMANDE GUIDA

• quale e’ il “fenomeno sociale” oggetto d’intervento?

• come interpretate il problema? quali sottocause individuate?

• a quali esperienze, testimonianze, modelli teorici potete far


riferimento per fondare la vostra lettura?

• quali sono i dati e gli indicatori del problema e della vostra


interpretazione?
I DESTINATARI DELL’INTERVENTO
I DESTINATARI: BENEFICIARI DIRETTI

IN QUESTA FASE SI DOVRA’ SVOLGERE UN’ANALISI E


DESCRIZIONE DELLE ESIGENZE, DESIDERI E
CARATTERISTICHE DELL’UTENZA DEL CONTESTO DI
INTERVENTO PER RIFORMULARLI IN RIFERIMENTO ALLE
MODALITA’ DI AZIONE CHE SI VOGLIONO REALIZZARE.
L’ANALISI MIRA A RAGGIUNGERE UNA CHIARIFICAZIONE SUI
FABBISOGNI SOCIALI PERCEPITI E FABBISOGNI SOCIALI
REALMENTE INSODDISFATTI
BENEFICIARI DIRETTI: DOMANDE
GUIDA

QUALE E’ IL GRUPPO SOCIALE DIRETTAMENTE INTERESSATO DAL


PROGETTO? (numerosità indicativa, caratteristiche sociali e
psicologiche – specifici indicatori e criteri di scelta)

CHE TIPO DI RELAZIONI AVETE O POTETE AVERE CON I


DESTINATARI? CHE TIPO DI INCLUSIONE IN FASE PROGETTUALE
AVETE SVILUPPATO O SVILUPPERETE? (approccio bottom – up)

COME AVETE INDAGATO LE CARATTERISTICHE DEI DESTINATARI,


O COME LE INDAGHERETE?

QUALI SONO I LORO PROBLEMI?

COME LI LEGGETE? (quale interpretazione delle cause e con quali


modelli, riferimenti teorici o altre esperienze)

QUALE È LA LORO DOMANDA?


I DESTINATARI: STAKEHOLDERS O
BENEFICIARI INDIRETTI

OGNI SOGGETTO O CATEGORIA DI SOGGETTI PORTATORI DI UN


INTERESSE DI QUALSIASI NATURA (ECONOMICO, POLITICO,
IDEOLOGICO) NEI CONFRONTI DELLA REALIZZAZIONE (O DELLA
“NON REALIZZAZIONE”) DEL PROGETTO
BENEFICIARI INDIRETTI: DOMANDE
GUIDA

Quali sono gli stakeholders (possono essere più o meno


evidenti)- [mappa strategica stake holders]?

Che tipo di ruolo hanno nel territorio?

Quale la loro idea del problema?

Quale la loro domanda (interessi politici, economici,


strategici..)?

Quali le loro risorse potenzialmente coinvolgibili?

Quali le possibili reti di collegamento con loro (comunicazione


inter-organizzativa)?

Quali eventuali rischi futuri?


LA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI
GENERALI E DEI PRINCIPALI
RISULTATI ATTESI
OBIETTIVI: DEFINIZIONE

GLI OBIETTIVI POSSIAMO DEFINIRLI


COME GLI OGGETTI O GLI SCOPI DEGLI
INTERVENTI PROGETTUALI

SONO I CAMBIAMENTI CHE IL PROGETTO INTENDE


PERSEGUIRE. DEVONO ESSERE CONSEQUENZIALI ALLE
PROBLEMATICHE DEFINITE DALL’ANALISI DEI
FABBISOGNI E MIRARE ALLA LORO
RIDUZIONE/ELIMINAZIONE.
OBIETTIVI GENERALI

GLI OBIETTIVI GENERALI (ANCHE DEFINITI


GLOBALI O FINALITA’) si riferiscono ai
“mutamenti” generali e ampi che il progetto
intende perseguire. Sono A LUNGO TERMINE
poiché mirano a cambiamenti di atteggiamenti
e mentalità.
OBIETTIVI SPECIFICI
GLI OBIETTIVI SPECIFICI si riferiscono ai
cambiamenti immediati che il progetto realizzerà.
Riguardano i destinatari e sono strumentali ed
intermedi rispetto ai risultati. Derivano dall’analisi
delle cause/domande e da un confronto con le
possibilità di intervento. Devono essere valutabili
e verificabili.
(Es. “aumento di conoscenze rispetto ad un problema”,
“aumento di relazioni sociali”, “aumento di competenze
professionali”…)

Rappresentano il primo livello di responsabilità e


di confine del progetto.
I RISULTATI ATTESI

STATO DI COSE DEFINIBILE IN TERMINI CIRCOSCRITTI E


MISURABILI DI CIO CHE SARA’ EFFETTIVAMENTE OTTENUTO
DALL’ATTUAZIONE DI UN PROGETTO. COSTITUISCONO L’ESITO
DEL PERSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI E L’IMPATTO DELLE
AZIONI PROGETTUALI
(ES.: aumento grazie alla formazione delle possibilità
occupazionali per i disoccupati di lunga durata; diminuzione atti
di vandalismo giovanile; creazione di una rete di collegamento
tra associazioni che si occupano di anziani ecc.)
UNA CARATTERISTICA FONDAMENTALE E’ LA POSSIBILITA’ DI MISURARLI
E VERIFICARLI.
L’ARTICOLAZIONE DELL’INTERVENTO:
LE AZIONI PROGETTUALI
LE AZIONI PROGETTUALI

RACCONTO DEL PROGETTO FINALIZZATO AD


ESPLICITARE LA SOSTENIBILITA’ INTERNA.
LE AZIONI E LE ATTIVITA’ RAPPRESENTANO
GLI STRUMENTI DI REALIZZAZIONE DEL
PROGETTO
AZIONI PROGETTUALI:
ARTICOLAZIONE DELLO STEP
In questa parte il progetto deve essere descritto nel suo svolgimento.
Si racconterà lo svolgimento del progetto in termini analitici, descrittivi
e discorsivi.
A tal fine bisogna immaginare le attività principali necessarie per
perseguire gli obiettivi globali e specifici. E’ una fase di metodo ed
organizzativa nella quale pensare tutto ciò che occorre fare per la
gestione, il coordinamento e lo sviluppo delle attività.
E’ la parte in cui mostreremo in modo convincente e realistico come
conseguiremo i vari obiettivi descritti. In tal senso, deve esistere una
stretta coerenza e completa corrispondenza tra le azioni e gli obiettivi:
ogni azione sarà funzionale al raggiungimento degli obiettivi e ogni
obiettivo dovrà trovare azioni che lo producano.
E’ necessario essere sufficientemente dettagliati e non troppo schematici
per mostrare di aver previsto tutti gli aspetti di fattibilità della nostra
iniziativa; ogni macro-azione sarà fondata su attività in termini di
sinergia e/o di consequenzialità pratica.
A tal fine è importante chiarire la sequenza temporale delle varie macro-
azioni e attività, ed ogni fase dovrà essere fondata sulle precedenti e
determinare le successive.
LO SVILUPPO DELLE AZIONI
PROGETTUALI: PASSAGGI PREVISTI

le azioni saranno suddivise in attività, ovvero le modalità


operative descritte nei dettagli;
sviluppare attività dirette ALLE MACRO-AZIONI e agli obiettivi
specifici e globali, ma anche necessarie agli aspetti di
sostenibilità interna ed esterna;
descrivere e motivare lo svolgimento temporale delle azioni;
prevedere azioni sufficienti per sviluppare ogni obiettivo e per
ogni destinatario;
prevedere sufficienti possibilità di cambiamenti e di
adeguamento agli imprevisti (fare più cose, affidarsi a più
risorse e iniziative, prevedere “azioni aperte”)
La delineazione delle azioni progettuali in termini
analitici:
LA SCHEDA “PACCHETTI DI LAVORO”

MACRO- ATTIVITA’ DURATA Professionalità


AZIONE Macro-Azione volontari
impiegati
1 1.1
1.2
….
2 2.1
2.2
…..
3 3.1
3.2
…..
PIANO DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

• La valutazione è l’insieme delle


-

attività con il fine di esprimere un


giudizio utilizzabile
• Stretta relazione con la
programmazione e la progettazione
• Integrazione funzionale tra
monitoraggio, verifica e valutazione
PIANO DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

• Il monitoraggio consiste nel rilevare


-

elementi di un progetto (indicatori)


per verificarne la conformità rispetto
a quelli prefissati;
• La valutazione è l’utilizzo di tale
rilevazione per adeguare le attività
• La valutazione è in stretta relazione
alla ri-progettazione in itinere