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Tribunale di Firenze

Sentenza 25 marzo 2009


Il Tribunale di Firenze
In composizione monocratica
IL GIUDICE designato
Per la trattazione del procedimento cautelare, sciogliendo la riserva di cui al verbale dell’udienza
del 20.3.2009 esaminati gli atti;
Rilevato che (...) di C. E. ha chiesto con apposito ricorso ante causam ex art. 700 c.p.c.,
depositato il 19.2.2009, che la (...) e/o la (...) s.p.a. provvedessero, per quanto di loro rispettiva
competenza, all’allaccio della linea telefonica 055-221666 presso via Gioberti n. 19/r a seguito di
spostamento della propria attività commerciale precedentemente situata in p.zza T. Tasso n. 11/r;
Rilevato che si sono costituiti entrambi i convenuti, sostenendo:
(...) s.p.a. di non dover adempiere in quanto nella zona in cui è stato richiesto l’allacciamento
dell’utenza tutte le linee riservate all’operatore (...) sono sature e che l’obbligo di (...) di
procedere all’espansione della linea ricorre solo nei confronti dei propri clienti e non anche nei
confronti di clienti degli altri operatori; essendo il numero telefonico in oggetto un’utenza (...),
spetta pertanto a quest’ultima l’obbligo dell’allacciamento della nuova linea;
(...) Telecomunicazioni s.p.a. rilevando, preliminarmente, l’incompetenza del Tribunale di
Firenze a favore di quello di Roma, luogo di conclusione del contratto per accettazione, quindi
l’improcedibilità della domanda stante la non effettuazione del tentativo obbligatorio di
conciliazione al Corecom; nel merito rileva di non poter adempiere perché la proprietà della rete
per l’ultimo tratto, c.d. “l’ultimo miglio”, appartiene a (...) s.p.a., potendo conseguentemente solo
lei procedere agli interventi necessari per l’allacciamento dell’utenza in questione;
ritenuta l’infondatezza dell’eccezione d’incompetenza avanzata da (...) Telecomunicazioni s.p.a.
in quanto il Tribunale di Firenze è competente quantomeno ex art. 20 c.p.c. con riferimento al
luogo di esecuzione dell’obbligazione e parimenti l’infondatezza anche dell’eccezione
d’improcedibilità della domanda per mancato esperimento del tentativo obbligatorio di
conciliazione, non ritenendolo la giurisprudenza tale incombente essenziale ai fini della
procedibilità delle domande cautelari;
osservato, in punto di fumus della domanda cautelare, che le ragioni della ricorrente sembrano
trovare conferma con riferimento all’obbligo del solo gestore (...) di provvedere allo spostamento
e riattivazione conseguente del numero telefonico, ciò in quanto il rapporto per la fornitura dei
servizi telefonici è intrattenuto unicamente con la (...), che, per fatto pacifico, ha garantito il
servizio anche in caso di necessità di spostamento della linea da un luogo ad un altro,
ritenuto per contra, per quanto riguarda (...) S.p.a. che tale pretesa non può essere direttamente
vantata dalla società ricorrente poiché l’obbligo posto ex lege al proprietario della rete telefonica
(...) di consentire a chiunque lo chieda di fruire del servizio essenziale del collegamento
telefonico non può prescindere dalla necessità previa instaurazione di un rapporto contrattuale
“diretto” dell’utente relativo alla fornitura del servizio stesso, sempre che la prestazione sia
tecnicamente possibile, ma casomai potrà essere oggetto di pretesa del diverso gestore telefonico
che lo richiede per i propri clienti e sulla base, quindi del diverso rapporto contrattuale (di
affitto/gestione di settori della rete) con la proprietaria della rete (anche qui sempre che la
prestazione sia possibile)”.
Osservato, in punto di periculum, che l’irreparabilità del danno appare in re ipsa, trattandosi, per
fatto pacifico, di utenza relativa all’attività commerciale svolta dal ricorrente e funzionale a
precise esigenze lavorative, anche in considerazione del fatto, incontestato, che fino al
mutamento d’indirizzo dell’attività il numero era attivo e dedicato al contatto telefonico con la
clientela,
osservato, quanto alle pretese della (...)s.p.a. che le stesse non paiono trovare giustificazione
adeguata dalla documentazione contrattuale tra i due gestori prodotta in atti, e infatti:
dagli accordi tra (...) s.p.a. e (...) Telecomunicazioni s.p.a. (v. documentazione allegata al fasc.
(...) s.p.a., “Contratto per la fornitura della portabilità del numero tra operatori “service provider
portability” tra (...) s.p.a. e (...) Telecomunicazioni s.p.a., “Allegato B programmazione e
fornitura del servizio di portabilità del numero”), è emerso che la (...) deve comunicare alla (...)
con tempistica periodica regolare e programmata le richieste di cambio di gestore pervenutele e
che la (...) s.p.a. ha la facoltà, qualora ricorrano date condizioni, di respingere le richieste di (...);
la documentazione contrattuale prodotta si riferisce tutta all’ipotesi di cambiamento di gestore,
non risultando invece regolate le ipotesi in cui il passaggio a diverso gestore sia già avvenuto con
successo e le difficoltà riguardino il solo spostamento da un lato ad un altro del medesimo
numero telefonico che rimane presso lo stesso gestore a cui era già stato “portato”, e tantomeno
ipotesi come quella di specie in cui lo spostamento non va a buon fine per saturazione della linea
che necessiti, per essere superata, di un’espansione della rete e, quindi di una vera e propria
attività tecnica di realizzazione/ampliamento della rete (con posa di cavi ecc.);
che pertanto non vi sono elementi per ritenere (...) s.p.a. obbligata a rendere interventi tecnici di
estensione della rete a suo totale carico a prescindere da un diverso ed ulteriore accordo con gli
altri gestori che regolino la questione di chi debba assumersi e in che misura il costo di tali
interventi, sicché è onere del gestore “affittuario” della rete attivarsi verso il proprietario della
rete per garantire al proprio cliente il servizio promesso,
ritenuto che pertanto nel caso di specie, sussistano i presupposti per l’emissione del
provvedimento richiesto ex art. 700 c.p.c. solo verso (...), che, per fatto pacifico, ha garantito il
servizio anche in caso di necessità di spostamento della linea da un luogo ad un altro e che
quindi ha l’obbligo di fornire il servizio richiesto dal proprio cliente o direttamente, o anche
attivandosi ed incaricando altro operatore come la (...) di provvedere, dietro pagamento,
all’espansione della rete in modo tale da garantire l’allacciamento dell’utenza già esistente,
rilevato che si deve disporre sulle spese considerata la possibilità della stabilizzazione
dell’efficacia del presente provvedimento ex art. 669 octies comma 6 c.p.c. e che applicando il
principio di soccombenza (...) debba rifondere al ricorrente quelle sostenute nella fase cautelare
liquidate come appare equo in dispositivo,
ritenuto invece che sussistano giusti motivi ravvisabili nella complessità della vicenda e
soprattutto nella inadeguatezza degli strumenti legislativi contrattuali a regolare casi come quello
di specie si dispone la integrale compensazione delle spese tra le due resistenti
P.Q.M.
In accoglimento della domanda cautelare proposta con il ricorso:
ordina alla (...) Telecomunicazioni S.p.a. di effettuare tutto quanto necessario (interventi tecnici
ovvero intervenire con richieste idonee presso l’ente proprietario della rete) per provvedere al
collegamento dell’utenza n. 055-221666;
pone a carico della resistente (...) Telecomunicazioni S.p.a. le spese del giudizio cautelare
sostenute dalla Fortezza delle Scienze di C. E. che liquida in complessivi € 1.100 (di cui € 600
per onorari e € 500 per diritti), oltre 12,5% per spese forfettarie e I.V.A. e C.A.P. se dovute,
manda la Canceleria per comunicare alle parti la presente ordinanza.
Si comunichi
Firenze, 25.3.2009
Il Giudice
(G. Guttadauro)