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Litanie di Capodanno

Nella tempesta e nel sereno, nell'afflizione e nella gioia; ogni gior


no comincia il tuo amore!
Nell'angoscia e nella pace, nel dubbio e nella fede; ogni giorno co
mincia il tuo amore!
Nel lavoro e nel riposo, nella stanchezza e nel ristoro; ogni giorno
comincia il tuo amore!
D'estate e d'inverno, nella canicola e nel gelo; ogni giorno comin
cia il tuo amore!
Come posso cedere al tedio, se ogni giorno comincia il tuo amore?
Quando mi levo, al mattino; ogni giorno comincio ad amarTi!
Quando mi reco al lavoro; ogni giorno comincio ad amarTi!
Quando saluto la gente; ogni giorno comincio ad amarTi! Quando incontro il postino, con la sua borsa gonfia;
ogni giorno
comincio ad amarTi!
Quando mi fermo al semaforo rosso; ogni giorno comincio ad
amarTi!
Quando vedo un bambino; ogni giorno comincio ad amarTi!
Quando rientro, la sera; ogni giorno comincio ad amarTi! Quando mi siedo a cena; ogni giorno comincio ad
amarTi!
Quando la testa mi cade dal sonno; ogni giorno comincio ad
amarTi!
E quando guardo le cose, è per la prima volta!
Quando dico «buon giorno», è per la prima volta!
Quando compio i gesti di sempre, è per la prima volta!

Quando consumo i pasti quotidiani, è per la prima volta!

Quando dico antichissime parole, è per la prima volta!

E quando, Signore, Ti amo, è per la prima volta. Ti ho amato ieri,

e spero che fosse meno di oggi; Ti amo oggi, e spero che sia meno

di domani. L'oggi, il domani, lo ieri; l'anno passato, l'anno futuro so

no scadenze fittizie di un qualche COsa che incomincia sempre e non


si ripete mai.
Adriana Zarri*

Maria dell' anno nuovo

Venne il giorpo, Maria, in cui nacque Colui che era nato da sem

pre. E ti parve una nascita. E fu una nascita. E ti parve un inizio.

E fu un inizio. Ma la radice degli inizi che sperimentavi era senza


fondo e senza fine: piantata in cielo, nell'eternità.

E venne il giorno in cui vedesti l'amore di Dio fatto carne da te.

E ti parve di vederLo, per la prima volta; e fu la prima volta. Poi ti

accorgesti che ogni volta che amiamo e ci lasciamo amare è la prima

e l'ultima; e la seguente è tutta nuova, mai vissuta. Allora il vivere

ti calò in mano vergine, irripetuto e irripetibile: qualcosa che nasceva

e moriva nel vivere, consumato da un tempo che non consentiva in

vecchiamenti, non concedeva repliche, ma ogni cosa ti dava per la

prima volta e per l'ultima: un'occasione da lasciare o da prendere. E

se si lascia, quena, non si ritrova più. Se ne trovano altre perché l'a

more di Dio non ha Soste, ma quelle uccise dal nostro rifiuto non pos
sono tornare: sono perse per sempre.

E per fortuna non l'avevi persa l'occasione che ti aveva portato Ga

briele; ed ora era in braccio a te; e la cullavi; e di giorno la facevi suc

chiare dal tuo seno e, di notte, la facevi dormire sul tuo sonno. Giorni

e giorni, notti e notti; e il sole che si levava e tramontava da sempre,

sempre nuovo ogni volta. E l'amore sempre nuovo ogni volta.

Maria den' anno nuovo, Vergine degli inizi; Madre di Cristo, ma

dre della perenne novità, guarda su questa inutile scadenza: sugli uo

mini che brindano ad un corso perenne, che non comincia questa

{lotte ma che comincia tutte le notti, e tutti i giorni, e tutte le ore.

E una festa puerile ma che, talora, ha gesti simbolici, quasi profetici.

In alcune regioni si gettano via le COse rotte. Ciò che non serve, ciò

che è inutile, ciò che è vecchio, ciò che ci invecchia prende un volo

gioioso, dalle finestre aperte e si schianta in faville di vetri rotti. E

all'alba le strade sono festanti di cocci. Da' senso, o Vergine, a queste


piccole, banali o forse sapienti usanze: fa' che significhino e realizzi

no la sconfitta della vecchiezza, la fine dell'abitudine, la morte della


morte.
Adriana Zarri*