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Corso sicurezza generale

Seconda parte
Il DLgs. 626/94
… innova più la qualità che la quantità degli obblighi di sicurezza
… agisce più sulle procedure piuttosto che sulle regole

NON definisce nel dettaglio norme tecniche da rispettare ma delinea un

MODELLO ORGANIZZATIVO
per promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro.
Il DLgs. 626/94 ha introdotto almeno due
elementi innovativi:

Il concetto del miglioramento continuo

Il coinvolgimento attivo di più soggetti nella


gestione della sicurezza, ivi compresi i
lavoratori ed i loro rappresentanti
Le figure incaricate della gestione della
sicurezza

Le figure principali sono:

 Il Datore di Lavoro
 Il Lavoratore
 Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
 Gli addetti al Servizio Prevenzione e Protezione (ASPP)
 Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)
 Il Medico Competente
Il Datore di Lavoro
“… il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o,
comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto
dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria
attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità
produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa”

Dirigente
Persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e
funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del
datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa.

Preposto
Persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri
gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende
alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute,
controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un
funzionale potere di iniziativa.
Per LAVORATORE si intende…

«… la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge


un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro
pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere
un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e
familiari.»

Sono equiparati: «… gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari e i


partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di
laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi
comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi
in cui gli allievi siano effettivamente applicati alla strumentazioni o ai laboratori
in questione …»
Obblighi dei lavoratori

 Utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati


pericolosi, i mezzi di trasporto nonché i dispositivi di sicurezza e i
dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
 Non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di
sicurezza o di segnalazione o di controllo;
 Non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di
loro competenza e che possono compromettere la sicurezza propria o di
altri lavoratori;
 Partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati
dal datore di lavoro;
 Sottoporsi ai controlli sanitari previsti.
SERVIZIO DI PREVENZIONE E
PROTEZIONE
«…insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda
finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi
professionali per i lavoratori»

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)

Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP)

Addetti alla Prevenzione Incendi e lotta antincendio


Addetti al Primo Soccorso
Addetti alla gestione delle emergenze
Compiti del SERVIZIO DI PREVENZIONE
E PROTEZIONE

Individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e


all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli
ambienti di lavoro

Elaborare, per quanto di competenza, le misure di prevenzione e


protezione

Elaborare le procedure di sicurezza

Proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori

Fornire ai lavoratori le informazioni previste in materia di salute e


sicurezza nei luoghi di lavoro
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA
SICUREZZA (RLS)
“…persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori
per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza
durante il lavoro”

ATTRIBUZIONI

 Accede ai luoghi di lavoro


 E’ consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione
dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della
prevenzione nell'azienda o unità produttiva;
 E’ consultato sulla designazione del RSPP e degli ASPP, del MC, all’attività di
prevenzione incendi, primo soccorso ed evacuazione;
 Riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente la
valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle
inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti,
l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali;
ATTRIBUZIONI

 Riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;


 Promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di
prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori;
 Formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle
autorità competente dalle quali è, di norma, sentito
 Partecipa alla riunione periodica
 Avverte il responsabile dell'azienda dei rischi individuati nel corso della sua
attività;
 Può far ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di
prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro… non siano
idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.
LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il Datore di Lavoro deve valutare lo stato di fatto in materia di sicurezza e


salute dei lavoratori in relazione all’attività svolta.

All’esito di tale valutazione il datore di lavoro redige un documento di


valutazione del rischio, in collaborazione con il Responsabile del Servizio
Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente previa consultazione
del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza in cui descrive:
 I criteri adottati per la valutazione e i risultati ottenuti
 Le misure e i dispositivi di prevenzione e protezione adottati
 Il programma di intervento per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza
Informazione dei lavoratori
Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva
un'adeguata informazione su:
• I rischi per la sicurezza e la salute connessi all'attività
dell’impresa in generale;
• Sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta
antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;
• Sui nominativi del RSPP e dei ASPP, e del Medico Competente;
• Sui misure rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività
svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in
materia;
• Sulle misure di protezione e prevenzione adottate.
Formazione dei lavoratori
1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione
sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute, anche rispetto alle
conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:
• Concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della
prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti di vigilanza, controllo,
assistenza;
• Rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle procedure di prevenzione
e protezione.
2. La formazione deve avvenire in occasione:
• dell'assunzione;
• del trasferimento o cambiamento di mansioni;
• dell'introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di
nuove sostanze e preparati pericolosi.

3. La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione


dei rischi, ovvero all'insorgenza di nuovi rischi.
Riunione periodica
Partecipanti
• Datore di Lavoro
• Medico Competente
• RSPP
• RLS

Periodicità
Ordinaria: minimo annuale
Straordinaria: variazioni significative su
richiesta del RLS

Viene esaminato
• Il Documento di Valutazione del Rischio
• Andamento infortuni, malattie professionali e sorveglianza sanitaria
• Idoneità dei Dispositivi Protezione Individuali
• I programmi di Informazione e Formazione ai fini della sicurezza e
salute
La sicurezza nella scuola riguarda tutti, dal
lavoratore (studente) al datore di lavoro (DS)

Affinché il SISTEMA AZIENDALE di sicurezza


funzioni ciascuna figura coinvolta deve
contribuire PARTECIPANDO IN MODO ATTIVO
per le proprie competenze e responsabilità
Infortunio
Evento non pianificato che da luogo a morte,
malattia, lesione, danno o ad altra perdita

Incidente
Evento non pianificato che ha la potenzialità di
condurre ad un infortunio
Per PERICOLO si intende la proprietà o la
qualità intrinseca di un determinato
PERICOLO fattore quale attrezzature, impianti,
metodo di lavoro, sostanze,
processo….ecc. avente la POTENZIALITA’
di causare un danno

Il RISCHIO è la combinazione tra la


PROBABILITA’ (o frequenza) del
RISCHIO verificarsi di un dato evento dannoso
(infortunio-incidente) e la GRAVITA’
(detta magnitudo) delle sue
conseguenze
RISCHIO

R = f (M, Pr)
R = Entità del Rischio
M = Magnitudo (Gravità) del Danno
Pr = Probabilità del verificarsi di quel evento dannoso
Valutazione del Rischio

Per Valutazione del Rischio si intende il processo


complessivo di stima dell’entità del rischio e di decisione se
un rischio sia o meno tollerabile od accettabile
Le Fonti del RISCHIO
TIPI DI RISCHIO
Elettrico
Rischi nelle strutture
Incendio
Macchine
Emergenze
Illuminazione
Rumore
Microclima
Organizzazione del lavoro
Biologico
Chimico
Movimentazione carichi
Videoterminali
RISCHIO CHIMICO

Rischio connesso all’uso professionale di sostanze o preparati


impiegati nei laboratori, che possono essere intrinsecamente
pericolosi o risultare pericolosi in relazione alle condizioni
d’impiego.
SCHEDA DI SICUREZZA

La scheda di sicurezza deve contenere i seguenti 16 capitoli


COSA PUÒ ESSERE UN AGENTE CHIMICO?
 Calce viva (ossido di calcio)
 Cemento
 Amianto (asbesto)
 Fibre di vetro e fibre minerali artificiali
 Sabbia e polveri silicotigene (mole abrasive, ecc.)
 Manufatti e prodotti contenenti piombo
 Oli disarmanti
 Additivi per cemento e calcestruzzo
 Prodotti vernicianti
 Solventi organici a base di idrocarburi aromatici
 Acidi e liscive
 Collanti e adesivi
 Polveri di legno
 Polveri metalliche
 Materie plastiche e gomma
 Ossido di ferro
 Sostanze derivanti dalla saldatura, ecc.
IL DANNO DA AGENTI CHIMICI È CAUSATO DA :

 Dall’inalazione
 Dal contatto (pelle e mucose)
 Dall’ingestione

EFFETTI RISCONTRATI

 Irritazioni apparato respiratorio


 Allergie respiratorie e cutanee
 Irritazioni pelle e occhi
 Alterazioni sul sistema nervoso
 Alterazioni al fegato e all’apparato digestivo
IL DANNO DA AGENTI CHIMICI È CAUSATO DA :

L’agente è presente
nell’aria e introdotto
nell’organismo con
l’atto respiratorio.
IL DANNO DA AGENTI CHIMICI È CAUSATO DA :

L’agente penetra nell’organismo


attraverso il cavo orale come
contaminante di alimenti o per
mezzo di oggetti portati alla bocca
IL DANNO DA AGENTI CHIMICI È CAUSATO DA :

L’agente penetra nell’organismo


attraverso il contatto con la pelle o
le mucose svolgendo un’azione
locale o venendo assorbito dagli
strati grassi dell’epidermide
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
« La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio tra l’altro dorso
lombare nei casi seguenti:

Il carico è troppo pesante (Kg 30) (è la soglia fissata per i maschi adulti; il limite
per le donne adulte è di Kg. 20. Entrambi valgono solo nei casi di sollevamento
occasionale)

E’ ingombrante o difficile da afferrare;

E’ in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di


spostarsi;

E’ collocato in una posizione tale per cui deve essere


tenuto o maneggiato ad una certa distanza dal tronco o con
una torsione o inclinazione del tronco;

Può, a motivo della struttura esterna e/o della


consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in
particolare in caso di urto.»
LA COLONNA VERTEBRALE
La pressione sui dischi intervertebrali varia in funzione
delle posizioni e dei movimenti della colonna

(disco compreso tra la terza e la quarta vertebra lombare)


… pertanto:

Adottare accorgimenti per favorire l’equa distribuzione del


peso sulla colonna
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

Definizione
“Lavoratore addetto all’uso
di attrezzature munite di videoterminale”

“Lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale, in modo


sistematico o abituale, per venti ore settimanali.”
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

L’utilizzo del videoterminale, soprattutto se


prolungato, può provocare:

Disturbi alla vista e agli occhi

Problemi legati alla postura

Affaticamento fisico e mentale

Osservando alcune norme di buona pratica è possibile prevenirli.


IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

Occhi e vista
Possibili disturbi:

Bruciore
Lacrimazione
Secchezza
Fastidio alla luce
Pesantezza
Visione annebbiata
Visione sdoppiata
Stanchezza alla lettura
Fattori che possono determinare disturbi
agli occhi e alla vista

Ubicazione sbagliata del videoterminale rispetto alle finestre e ad altre fonti di luce, con
conseguenti abbagliamenti o eccessivi contrasti di chiaro-scuro

Condizioni ambientali sfavorevoli (ad esempio aria troppo secca)

Caratteristiche inadeguate del software (ad es. rappresentazione insoddisfacente dei caratteri)
e del videoterminale (ad es. sfarfallamento dei caratteri e dello sfondo)

Insufficiente contrasto dei caratteri rispetto allo sfondo

Postazione di lavoro mal disposta

Posizione statica e impegno visivo di tipo ravvicinato e protratto nel tempo, che comporta una
forte sollecitazione dei muscoli per la messa a fuoco e la motilità oculare

Difetti visivi non corretti o mal corretti che aumentano lo sforzo visivo
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

Postura
Gli addetti ai videoterminali devono prevenire la possibile
insorgenza di:

Disturbi alla colonna vertebrale dovuti ad una errata posizione del corpo e dal
restare troppo tempo seduti

Disturbi muscolari dovuti all’affaticamento ed indolenzimento dei muscoli


perché poco irrorati dal sangue per la posizione contratta statica

Disturbi alla mano e all’avambraccio (il dolore, l’impaccio ai movimenti, i


formicolii alle dita), dovuti all’infiammazione dei nervi e dei tendini sovraccaricati
o compressi a causa dei movimenti ripetitivi rapidi
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

L’affaticamento fisico o mentale


Possono verificarsi problemi di affaticamento fisico o mentale, in
caso di:

Esecuzione di operazioni monotone e ripetitive per lunghi periodi

Cattive condizioni ambientali (temperatura, umidità e velocità dell’aria)

Rumore ambientale tale da disturbare l’attenzione

Software non adeguato


IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE
In generale, ai fini della prevenzione è necessario:
1. Progettare ergonomicamente il posto di lavoro con una corretta scelta e disposizione degli
arredi e dei videoterminali

2. Organizzare correttamente il lavoro, rispettando le pause ed evitando di mantenere una


posizione inalterata per tempi prolungati, la digitazione rapida e l’uso del mouse per lunghi
periodi

3. Avere a disposizione un videoterminale moderno e appropriato nonché mobili idonei


(regolabili)

4. Allestire il posto di lavoro in modo ottimale in funzione delle dimensioni corporee


dell’operatore (altezza del sedile, del piano di lavoro e posizione del videoterminale)

5. Usare occhiali appropriati per correggere eventuali difetti di vista;

6. Fare pause per rilassarsi.

In alcuni casi può essere utile disporre di accessori ergonomici come poggiapolsi per l’uso di
tastiera e mouse.
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

Le condizioni ambientali


Veneziane
Finestre
Tende

Barra
luminosa 1

Postazione di
lavoro

Barra
luminosa 2
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

Il corretto posizionamento del


videoterminale


Distanza visiva raccomandata

schermi di 17 pollici = 80 cm
La direzione normale dello sguardo
verso il bordo superiore dello schermo
deve seguire una linea leggermente inclinata verso il basso
Organizzazione del piano di lavoro
IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

La postazione di lavoro


Rischio Residuo
Quando, anche con gli
interventi di
PREVENZIONE e
PROTEZIONE, rimane un
RISCHIO RESIDUO, è
necessario dotare i
lavoratori di adatti DPI
(Dispositivi di
Protezione Individuali)
DPI
(Dispositivi di Protezione Individuale)
Le REGOLE della SICUREZZA

La SALUTE e la SICUREZZA è un bene che riguarda TUTTI gli attori presenti (dal
datore di lavoro al dirigente, all’operaio, allo studente…)

Essere ATTENTI alla SICUREZZA conviene a tutti

Ognuno deve ATTUARE la SICUREZZA nel proprio posto di LAVORO e


PRETENDERE che anche gli ALTRI facciano altrettanto.

La SICUREZZA è utilizzare CORRETTAMENTE i DPI.

La SICUREZZA è seguire le PROCEDURE di lavoro CORRETTAMENTE.

La SICUREZZA è ORDINE e PULIZIA.


PULIZIE
“IN QUOTA”
E USO DELLE
SCALE
«Lavoro in quota: attività
lavorativa che espone il
lavoratore al rischio di
caduta da una quota posta
ad altezza superiore a 2 m
rispetto a un piano stabile.»

Rischio: frattura della base


cranica.
SCALE PORTATILI
1. Semplici da appoggio (che
vengono appoggiate a un
muro)

2. Autoportanti o “doppie”
dette anche “a libro” (che si
aprono a V rovesciata)

Entrambe possono essere utilizzate per eseguire a una


certa distanza da terra solo lavori temporanei.
Il datore di lavoro dispone che sia utilizzata una
scala portatile quale posto di lavoro in quota solo
nei casi in cui l’uso di altre attrezzature di lavoro,
considerate più sicure, non è giustificato, a causa
del limitati o livello di rischio e della breve durata
di impiego, oppure delle caratteristiche
immodificabili dei siti.
Rischio di caduta per scivolamento,
squilibri o vertigini;

Rischio di caduta di materiali, di


polvere e di utensili, che potrebbero
coinvolgere chi si trovasse nelle
immediate vicinanze.
NON USARE
ASSOLUTAMENTE
APPOGGI INSTABILI
O IMPROPRI
UTILIZZARE SCALE:
1. Solo in perfette condizioni
2. Solo in modo adeguato alle
caratteristiche di costruzione
LAVORARE SULLE
SCALE CON
PRUDENZA E IN
MODO CORRETTO
TRASPORTARE LE SCALE CON PRUDENZA
E IN MODO CORRETTO
A FINE USO
EFFETTUARE SEMPRE
LA
MANUTENZIONE
PARTICOLARE ATTENZIONE E
PRUDENZA NELLA PULIZIA
DI VETRATE E FINESTRE
I PRODOTTI
PER LE
PULIZIE
TIPI
Classificazione basata sulla finalità di impiego

Miscele più o meno complesse con vario grado di potere


sgrassante e varie indicazioni di impiego.
1 Detergenti ⇒ Preparati ad azione detergente (soprattutto detersivi liquidi,
sia per uso personale che ambientale).
Possono contenere disinfettanti (vedi).

Prodotti costituiti da sostanze a variabile effetto germicida


2 Disinfettanti ⇒ aggiunte ad una base di detergente.

Sostanze detergenti, sgrassanti, che sostituiscono i saponi


Prodotti a base
3
di solventi ⇒ (smacchiatori, acquaragia, trementina, diluenti,
anticorrosivi, ecc.).

Sostanze caratterizzate da una notevole reattività chimica,


4 Disincrostanti ⇒ utilizzati prevalentemente per la pulizia dei servizi igienici.

Sostanze usate per la protezione di pavimenti e altre


5 Cere ⇒ superfici.
L’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI

Come per le sostanze chimiche e i preparati, sulle confezioni dei


prodotti per le pulizie devono essere riportate – tramite apposita
etichetta o direttamente sull’imballaggio (a mezzo stampa, rilievo
o incisione) – alcune informazioni essenziali.

Di ogni prodotto fornito ai lavoratori, il datore di lavoro deve


conservare una “scheda informativa in materia di sicurezza” (detta,
semplicemente, “scheda di sicurezza”). Le schede sono a
disposizione del personale, che ne deve prendere visione.
L’etichettatura non è di per sé una garanzia di sicurezza, ma un semplice
strumento per migliorare i livelli della sicurezza: le etichette forniscono
informazioni e raccomandazioni, ma riescono a informare soltanto
chi legge con attenzione e chi ne sa interpretare il linguaggio e i
simboli grafici.

Anche il semplice sospetto che una sostanza possa


produrre effetti negativi deve suggerire la massima
prudenza;
bisogna cambiare il concetto secondo cui “mi difendo solo
se ho la certezza del danno” in “non utilizzo una
sostanza (o la utilizzo solo con la massima cautela) se
non ho la certezza che non provochi danni”.

L’ignoranza delle conseguenze, in particolare a lungo termine,


nell’uso di alcune sostanze è stata in passato causa di
gravissimi guasti alla salute
Ammesso che per ottenere un buon risultato vadano necessariamente usate
determinate sostanze (per pulire la pittura a tempera da un banco o da un
pavimento, per esempio, non servono particolari prodotti, ma è sufficiente usare
la comune “acqua del rubinetto”!),

posto che a parità di risultato finale sia stato fornito il prodotto meno nocivo,

posto che siano state date tutte le indicazioni e forniti i mezzi per l’uso corretto e
sicuro del prodotto (schede tecniche ed eventuali presentazioni dirette,
dispositivi di protezione individuale…)

E’ compito del lavoratore operare in modo coerente e adeguato.


LE SOSTANZE E I PREPARATI PERICOLOSI
INFIAMMABILI: sostanze e preparati liquidi con basso punto di infiammabilità.

TOSSICI: sostanze e preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento


cutaneo, in piccole quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche.

NOCIVI: sostanze e preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo,


possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche.

CORROSIVI: sostanze e preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di
essi un’azione distruttiva.

IRRITANTI: sostanze e preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto
con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria.

SENSIBILIZZANTI: sostanze e preparati che, per inalazione o assorbimento cutaneo, possono


dar luogo a una reazione di ipersensibilizzazione, per cui una successiva esposizione alla
sostanza o al preparato produce reazioni avverse caratteristiche.

PERICOLOSI PER L’AMBIENTE: sostanze e preparati che, qualora si diffondano


nell’ambiente, presentano o possono presentare rischi immediati per una o più delle
componenti ambientali.
SIMBOLI DI PERICOLOSITA’
Inalazione = introduzione di sostanze attraverso le vie respiratorie;
si tratta della possibilità potenzialmente più pericolosa, per
un’incomprimibile necessità dell’uomo di respirare ogni pochi
secondi.

Assorbimento cutaneo = assorbimento di sostanze attraverso la


pelle, le mucose o gli occhi, normalmente dovuto a contatto con
sostanze allo stato liquido o con vapori di tali sostanze.

Ingestione = introduzione di sostanze dalla bocca. Si verifica


normalmente per errore. Si tratta di un caso pericolosissimo, anche
se, per fortuna, abbastanza raro.
GLI EFFETTI SULLA SALUTE

La probabilità che, tramite inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, una


sostanza o un preparato possano provocare danni alla salute dipende da diversi fattori:

• La tossicità della sostanza;


• La concentrazione;
• La modalità di esposizione;
• Le caratteristiche del “soggetto esposto” (l’individuo che usa tali sostanze);
• La presenza di particolari condizioni ambientali.

Ciascun fattore è caratterizzato da molte variabili.

L’intensità dell’azione dannosa di certe sostanze dipende dunque da un complesso


quadro d’insieme e i danni prodotti possono avere diversa gravità e durata nel tempo
(acuti, cronici, reversibili, irreversibili).
Intossicazioni acute per ingestioni accidentali

Gli effetti a lungo termine (cancerogeni, mutageni e


teratogeni)

Ustioni o serie irritazioni della cute e delle mucose.

Dermatiti allergiche da contatto

Reazioni allergiche a carico dell’apparato


respiratorio con forme asmatiche

Lesioni oculari di tipo irritativo

Irritazioni delle vie aeree e le cefalee (mal di testa)


COME PROTEGGERSI
1. USARE adeguati dispositivi di protezione individuale (DPI).
2. ADOTTARE corrette procedure di lavoro.

• Usare un prodotto solo se è assolutamente necessario e solo nelle quantità


previste.

• Leggere attentamente le etichette dei contenitori (e le schede di sicurezza).

• Rispettare rigorosamente le indicazioni d’uso.

• Non utilizzare prodotti conservati in contenitori senza etichetta e


presumere sostanza pericolosa un prodotto sconosciuto, senza l’etichettatura
prevista dalla legge.

• Non eseguire assolutamente travasi di prodotti dai contenitori d’origine in


bottiglie normalmente adibite ad altri usi (bottiglie di acqua minerale, bibite,
ecc.) o in contenitori vuoti di altri prodotti con o senza etichetta.

• Non annusare i prodotti.

• Tenere aperto un contenitore solo per il tempo strettamente necessario.

• Non riporre neppure provvisoriamente un contenitore (soprattutto se


ancora aperto) in una posizione precaria o su un sostegno instabile.

• Mantenere chiusi i contenitori con i tappi originari.

• Nell’eventuale diluizione rispettare scrupolosamente le indicazioni del


produttore.

• Se un prodotto deve essere diluito in acqua, usare contenitori (secchi o


vaschette) di dimensioni adatte a evitare versamenti all’esterno.

• Non mescolare prodotti diversi.

• Quando si nebulizza un prodotto farlo a braccio teso (tenendosi dunque


lontani dalla “nube”) e lasciarlo depositare prima di riavvicinarsi, per
evitare di inalarlo; se necessario usare la mascherina e gli occhiali
protettivi.
• Quando si usano determinati prodotti gli ambienti devono
essere ben aerati.

• Durante l’impiego non fumare.

• Usare tutti i dispositivi di protezione individuale utili .

• Stracci, carte e vestiario impregnati di particolari prodotti


devono essere eliminati in appositi contenitori.

• A fine lavoro pulire gli attrezzi e pulire sempre le mani (per la


pulizia delle mani non usare diluenti); lavare i capi indossati se
capita che ci si versi addosso un prodotto.
Informazione e formazione
Informazione ai lavoratori (art. 36)

Rispetto al D.Lgs. 626/94, è stato ampliato il tema dell’informazione ai


lavoratori.

Il datore di lavoro deve provvedere affinché ciascun lavoratore, riceva una


adeguata informazione:

• Sui rischi connessi alla attività della impresa in generale;

• Sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio,


l’evacuazione dei luoghi di lavoro;

• Sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di primo


soccorso e prevenzione degli incendi;

• Sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e


protezione e del Medico Competente.
Informazione ai lavoratori (art. 36)

Il Datore di lavoro provvede all’informazione del lavoratore su:

• Rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di


sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;

• Pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base
delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle
norme di buona tecnica;

• Misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.

Fornisce inoltre le informazioni anche ai lavoratori a domicilio e ai lavoratori


che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari
dei fabbricati.
BERGAMO Via G.B. Moroni,
BRESCIA 255
BUSTO Viale A. Castellini, 7
ARSIZIO Via Pascoli, 1

Info: 035 259090 – 0331 677284


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