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Permutazione

di
Luca Gavazzi
(www.izalmaim.it)

Permutare è un'opera di raffinazione, è un vero e proprio processo alchemico che


consente di passare “dalla materia grezza all’oro” rendendo possibile la
comprensione profonda delle accezioni positive e negative di un termine
mostrandolo, di volta in volta, sotto una nuova luce. Questo metodo consiste
nell'anagrammare in tutti i modi possibili le consonanti di una parola ebraica per
ottenerne, quando è possibile, nuovi significati. È una tecnica cabalistica che può
essere messa in parallelo con l'arte alchemica del “solve et coagula”. Il termine
permutato, infatti, si “dissolve” - ovvero perde le proprie connotazioni iniziali
trasmutando in un nuovo vocabolo - e si “coagula” poi in un nuovo significato.
Vorremmo far notare che una parola formata da due lettere porta a due combinazioni
possibili (2X1), una di tre lettere a sei combinazioni (3X2X1), una di quattro lettere a
24 combinazioni (4X3X2X1) e così via...
Per dare un semplice esempio di questa tecnica mostriamo alcuni dei possibili
significati legati alle permutazioni del termine Chapas (Chet, Peh, Shin) che in
ebraico significa cercare (ricordiamo che l’ebraico si legge da destra verso sinistra):

yt g= Chapas = Cercare, Controllare


gyt = Pashach = Spezzare, Dividere, Demolire
syg = Chasaf = Scoprire, Mettere a nudo (1)
gty = Radice della parola Shifchah (dgty) = Serva, Schiava
s gy = Shachaf = Gabbiano
y gt = Questa permutazione non possiede alcun significato

© 2010 Izal-Maim
Possiamo qui dedurre che “Cercare” (Chapas) equivale a “Spezzare” (Pashach) -
“Dividere” (Pashach), o meglio “Mettere a nudo” (Chasaf) un oggetto di studio al
fine di “Scoprire”(Chasaf) nuove verità. La permutazione delle lettere ci mostra
inoltre la radice della parola “Schiava”(Shifchah). Ciò è da intendere come monito:
attenzione a non rimanere schiavi di una perenne ricerca, specialmente quando si
tratta di una via che porta allo spirito (quante persone al giorno d'oggi saltano da una
disciplina esoterica all'altra senza giungere a niente). Per il cabalista il fine ultimo
della propria ricerca è rappresentato dal “pilastro centrale” dell'Albero della Vita, il
“fulcro interiore” che ogni essere umano possiede inconsapevolmente. Tale “asse”,
una volta ritrovato, è capace di azzerare ogni genere di contrapposizione esistente,
portando in questo modo pace interiore e certezze eterne.
Mentre per le prime quattro permutazioni le connessioni tra un significato e l'altro
risultano più che evidenti, non è così per la quinta permutazione che dà origine alla
parola Schachaf, “Gabbiano”. Questo termine può a prima vista sconcertare, perché
sembra non avere rapporti con gli altri elementi; ma sia che si veda il “gabbiano” da
un punto di vista metaforico come il solitario ricercatore dello spirito - basti pensare
al famoso racconto del gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach - , sia che lo si
veda come il volatile affamato in cerca di cibo sulla spiaggia che si affanna a
“Cercare”(Chapas) e “Demolire”(Pashach) con il proprio becco qualsiasi cosa appaia
commestibile ai suoi occhi, non possiamo far altro che riscontrare una consonanza
con gli altri significati ottenuti dalle varie permutazioni. È come se, attraverso questa
tecnica, si potesse scorgere un sottilissimo “filo” che lega tutti i significati ottenuti al
fine di ricostruire una storia coerente, che illumina e nutre al tempo stesso l'intelletto
del cabalista con profonde valenze simboliche.
Come potrete intuire da questo semplice esempio tutto ciò contribuisce notevolmente
ad aumentare le conoscenze e la consapevolezza del cabalista che permuta le lettere.

Note:
(1) Per una caratteristica regola della lingua ebraica la lettera Peh ( t) quando si trova in finale di parola muta
di aspetto assumendo una forma allungata (s ).

© 2010 Izal-Maim

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