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Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 100 del 4-8-2006

Ufficiale della Regione Puglia - n. 100 del 4-8-2006 Di trasmettere il presente provvedimento al Con-

Di trasmettere il presente provvedimento al Con- siglio regionale ai sensi dell’art. 13, comma 2, della L.R. n. 19/2005;

Di pubblicare il presente provvedimento sul BURP ai sensi dell’art. 42, comma 7, della L.R. n.

28/01.

Il Segretario della Giunta Dr. Romano Donno

Il Presidente della Giunta On. Nichi Vendola

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 12 luglio 2006, n. 1036

Legge Regionale 25 agosto 2003, n. 17 “Sistema integrato di interventi e servizi sociali in Puglia” – Piano regionale delle Politiche Sociali – Asse- gnazione agli Ambiti territoriali delle risorse

riservate al finanziamento di infrastrutture sociali.

L’Assessore alla Solidarietà, sulla base dell’i- struttoria espletata dall’Ufficio Politica per le per- sone e le famiglie, confermata dal Dirigente dello stesso Ufficio e dal Dirigente del Settore Sistema Integrato Servizi Sociali riferisce quanto segue:

In attuazione della L.R. 25 agosto 2003, n. 17 “Sistema integrato di interventi e servizi sociali in Puglia”, la Giunta Regionale con deliberazione n. 1104 del 4 agosto 2004 ha approvato il Piano Regionale delle Politiche Sociali.

Con il predetto Piano il 20%, pari ad Euro 18.465.017,71, delle risorse del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali (FNPS), attribuite alla Regione Puglia per il triennio 2001-2003, è stato

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riservato per il finanziamento delle seguenti tipo- logie di infrastrutture sociali e dotazioni logistiche connesse alla organizzazione dei servizi da asse-

gnare agli Ambiti territoriali sulla base delle proget- tualità presentate, in conformità alle modalità e ai termini stabiliti dal medesimo Piano regionale:

- strutture per la pronta accoglienza di donne e minori abusati e maltrattati;

- strutture residenziali per disabili gravi senza il necessario sostegno familiare (Dopo di noi”);

- riconversione di strutture chiuse per minori in comunità di tipo familiare, per il superamento di tutte le istituzioni chiuse;

- centri semiresidenziali e a ciclo diurno per anziani, disabili e minori.

Il Piano regionale delle Politiche Sociali ha

disposto che la trasmissione delle richieste di finan- ziamento dovesse avvenire nei termini di presenta- zione dei Piani Sociali di Zona e che le stesse dovessero essere valutate ed approvate separata- mente rispetto ai Piani Sociali di Zona, sulla base dei seguenti criteri:

-

progetti esclusivamente rivolti alla realizza ione

di

nuove infrastrutture sociali (e non sociosani-

tarie), ovvero per il recupero funzionale, la ristrut- turazione e l’ammodernamento di strutture pree- sistenti che abbiano valenza d’ambito;

-

progetti approvati da tutti i Comuni dell’Ambito territoriale, come attestato da apposito verbale del Coordinamento Istituzionale;

-

richiesta di finanziamento a valere sulle risorse del FNPS non superiore al 50% del valore dell’o-

pera;

-

le

risorse richieste a cofinanziamento del valore

dell’opera non devono superare il 30% dell’im-

porto complessivo delle risorse del FNPS asse-

gnate al Piano Sociale di Zona dell’ambito inte-

ressato;

-

progettazione sviluppata a livello di progetti ese- cutivi e coerenti con i vincoli di destinazione d’uso e i vincoli diversi che gravano sull’area

interessata;

-

gli interventi non devono riguardare l’acquisi-

zione di immobili da privati né il completamento

di

strutture realizzate da parte di privati;

-

gli

interventi devono essere coerenti con la mappa

delle strutture residenziali e semiresidenziali a ciclo diurno presenti nel rispettivo ambito territo-

riale, ovvero sul territorio della Provincia, per i servizi la cui dimensione ottimale è stata indivi- duata a livello sovra-ambito.

Il medesimo Piano ha stabilito che l’erogazione del finanziamento per i progetti approvati dalla Giunta Regionale sarà disposta con atto del Diri- gente del Settore Servizi Sociali, previa acquisi- zione del progetto esecutivo da presentare secondo le modalità da precisarsi nello stesso atto di appro- vazione del progetto.

Successivamente, in considerazione dei ritardi da parte dei Comuni nella presentazione dei Piani sociali di Zona, con nota assessorile n. 42/SS/1315/s del 3 giugno 2005, nel fornire ulte- riori istruzioni in ordine alla presentazione dei pro- getti, è stato ribadito che le richieste di finanzia- mento dovessero essere presentate contestualmente alla presentazione della progettazione di dettaglio dei Piani sociali di Zona (II parte) e, comunque, non oltre il 15.07.2005. Dall’esito dell’istruttoria delle istanze pervenute risultano presentate le proposte di finanziamento dei seguenti Ambiti, per le progettualità di cui all’Allegato a), parte integrante del presente prov- vedimento, riportante per ciascun Ambito territo- riale l’indicazione di ammissibilità/non ammissibi- lità con le relative motivazioni.

Dalla predetta istruttoria emerge che sono:

a) ammissibili le progettualità proposte dagli Ambiti territoriali di:

Ambito

Costo

Importo

territoriale

complessivo

complessivo

progetto

richiesto

- Gagliano del Capo

a 1.027.737,66

a 488.868,83

- Ginosa

a 1.000.000,00

a 300.000,00

- Gioia del Colle

a 1.500.000,00

a 373.800,00

- Triggiano a 650.000,00

a 325.000,00

- Molfetta a 1.210.644,96

a 407.091,00

- Mola di Bari

a

789.500,00

a 343.500,00

- Altamura

a 1.650.000,00

a 825.000,00

- Fasano

a

958.500,00

a 477.500,00

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b) parzialmente ammissibili in quanto proposti progetti per interventi non tutti previsti dal Piano regionale delle Politiche Sociali da parte degli Ambiti territoriali di:

Ambito

 

Costo

Importo

territoriale

complessivo

complessivo

progetto

richiesto

-

Barletta

a

840.000,00

a 420.000,00

-

Martano

a 2.208.000,00

a 293.000,00

c)

non ammissibili per la sola motivazione di aver presentato l’istanza oltre il termine del 15.7.2005 le progettualità degli Ambiti territo- riali di:

Ambito

 

Costo

Importo

territoriale

complessivo

complessivo

 

progetto

richiesto

-

Campi Salentina a 1.199.500,00

a

480.000,00

-

Casarano

a

550.000,00 a

262.500,00

-

Galatina

a

447.000,00 a

223.500,00

-

Nardò

a

998.187, 49

a

496.593,00

-

Maglie

a

85.000,00 a

42.500,00

d)

non ammissibili per più motivazioni indicate a fianco di ciascuno Ambito di cui all’Allegato a) nella colonna “note” le progettualità degli Ambiti territoriali di:

Ambito

Costo

Importo

territoriale

complessivo

complessivo

progetto

richiesto

- San Marco

in Lamis

- a 2.000.000,00 a 1.000.000,00

a 820.000,00 a 410.000,00

Cerignola

- San Severo

a 2.125.000,00

a 1.012.590,00

- Lucera

a 1.817.325,74

a 962.662,87

- Vico del

Gargano

a 1.140.000,00

a

570.000,00

- Manfredonia a

- Margherita

394.343,73 a 197.171,68

di

Savoia

a

180.000,00

a

90.000.00

- Gallipoli

a

485.038,00

a

239.018,93

- Poggiardo

a

700.000,00

a

268.445,46

- Lecce

a 1.427.334,77

a

828.667,38

- Grottaglie

a 1.340.000,00

a 1.007.500,00

- Canosa di

 

Puglia

a 1.696.000,00

a

344.000,00

- Bitonto

a 1.510.000,00

a

575.014,39

- Putignano

a 6.615.812,00

a 1.215.197,80

- Conversano

a 2.817.375,00

a 1.408,687,50

- Bari

a 4.700,000,00

a 2.350.000,00

- Mesagne

 

non indicato

non indicato

- Brindisi

a 3.416.392,00

a 1.250.500,00

Per quanto riguarda il criterio della coerenza degli interventi con la mappa delle strutture resi- denziali e semiresidenziali a ciclo diurno presenti nel rispettivo ambito territoriale, è da tener presente il programma degli interventi approvati e finanziati dalla Regione ai sensi della deliberazione di Giunta Regionale n. 978 del 09.07.2002, per l’attivazione dei centri di accoglienza per disabili gravi privi di assistenza familiare “Dopo di noi” di cui alle gra- duatorie provinciali approvate con provvedimenti del Dirigente del Settore Servizi Sociali, in base alle quali sono stati finanziati:

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ORGANIZZAZIONI

FINANZIAMENTO

COMUNE

AMBITO

COOP. SOC.

507.296,00

GIOVINAZZO

MOLFETTA

ANTHOPOS

GIOVINAZZO

COOP. SOC AUXILIUM ALTAMURA

605.422,44

ALTAMURA

ALTAMURA

COOP. SOC. ALIANTE BARI

439.431,52

TORITTO

GRUMO APPULA

COOP. SOC. CENTRO STUDI DON LUIGI SANSEVERINO GRAMEGNA GRAVINA IN PUGLIA

553.535,16

SPINAZZOLA

CANOSA DI PUGLIA

ASSOCIAZIONE VOLONTARIATO LA FONTANELLA - FASANO

511.990,27

FASANO

FASANO

COOPERATIVA

93.871,74

MONTELEONE

TROIA

SOCIALE FUTURA MONTELEONE DI PUGLIA

DI PUGLIA

ASSOCIAZIONE VOLONTARIATO SS. REDENTORE MANFREDONIA

760.187,21

MANFREDONIA

MANFREDONIA

COOPERATIVA AMICI TARANTO

700.034,00

GROTTAGLIE

GROTTAGLIE

COOP. Soc. C.I.S.S. TRICASE

425.090,33

TRICASE

GAGLIANO DEL CAPO

COOPERATIVA SOCIALE L’ADELFIA ALESSANO

404.114,21

ANDRANO

POGGIARDO

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Con riferimento, quindi, al criterio della coe- renza con la mappa delle strutture residenziali e semiresidenziali a ciclo diurno presenti nel rispet- tivo ambito territoriale, si fa presente che l’Ambito territoriale di Altamura ha proposto il finanzia- mento di due progettualità “Dopo di noi”, una nel Comune di Altamura e l’altra nel Comune di Sante- ramo in Colle e che nel medesimo Ambito è in corso di attuazione in Altamura un centro di acco- glienza “Dopo di noi” per disabili gravi privi di assistenza familiare per numero 13 utenti, già finan- ziato in attuazione della richiamata deliberazione.

Sulla base delle suddette risultanze istruttorie, pertanto, si propone:

1. di approvare e finanziare le progettualità ammis- sibili elencate nell’Allegato a) degli Ambiti ter- ritoriali di:

Importo finanziabile

- Gagliano del Capo

- Ginosa

- Gioia del Colle

- Triggiano

- Molfetta

- Mola di Bari

- Altamura *

Ambito territoriale

Euro

488.868,83

Euro

300.000,00

Euro

373.800,00

Euro

325.000,00

Euro

407.091,00

Euro

343.500,00

Euro

450.000,00

Euro

477.500,00

- Fasano

TOTALE

Euro 3.165.759,83

* ad eccezione del progetto “Dopo di noi” del Comune di Altamura in quanto già finanziato nel medesimo Comune analogo progetto.

2. data la natura non perentoria del termine fissato per la presentazione delle istanze, di ritenere ammissibili, approvare e finanziare le progettua- lità degli Ambiti territoriali di:

Ambito territoriale

- Campi Salentina

- Casarano

- Galatina

- Nardò

- Maglie

TOTALE

Importo finanziabile

Euro

480.000,00

Euro

262.500,00

Euro

223.500,00

Euro

496.593,00

Euro

42.500,00

Euro 1.505.093,00

3.

di non approvare le progettualità relative alle “tipologie non previste dal Piano regionale”di cui all’Allegato a);

4.

di

consentire agli Ambiti territoriali di cui alle

precedenti lettere b) e d) nonché all’Ambito ter-

ritoriale di Altamura per il Comune di Altamura, entro e non oltre il termine di 90 giorni dalla data

di

pubblicazione del presente provvedimento sul

Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, il per- fezionamento e/o la riformulazione complessiva dei progetti presentati e non approvati con il pre- sente provvedimento, al fine dì adeguarli alle previsioni e alle modalità prescritte dal Piano Regionale delle Politiche Sociali;

5.

in considerazione che le risorse stanziate, con riferimento alle progettualità presentate, non sarebbero tutte utilizzabili, di consentire agli Ambiti che non hanno presentato proposte

l’invio delle richieste entro e non oltre 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente provve- dimento sul Bollettino Ufficiale della Regione

Puglia;

6.

di

stabilire che i progetti di cui ai punti 4) e 5)

devono essere corredati dalla dichiarazione a firma del responsabile del competente Settore Ragioneria e del Sindaco del Comune capofila e del Comune su cui graverà la spesa, dell’effet- tiva disponibilità delle risorse finanziarie per la quota del 50% a carico del Comune;

7.

di

fissare le seguenti modalità per la presenta-

zione dei progetti esecutivi da parte degli Ambiti

di cui ai punti 1) e 2), stabilendo che entro 90

giorni dalla comunicazione di approvazione e

finanziamento di cui al presente provvedimento:

- deve essere presentato il progetto esecutivo regolarmente approvato;

- deve essere presentata copia conforme del provvedimento di approvazione del progetto esecutivo;

- deve essere trasmessa dichiarazione a firma del responsabile del competente Settore Ragioneria e del Sindaco del Comune capofila e del Comune su cui graverà la spesa, dell’ef- fettiva disponibilità delle risorse finanziarie per il 50% a carico del Comune;

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8.

di stabilire che i progetti devono essere avviati

entro e non oltre 180 giorni dalla comunicazione

di erogazione del finanziamento e conclusi entro

e non oltre due anni decorsi infruttuosamente i quali il finanziamento dovrà essere restituito alla Regione.

Per gli adempimenti contabili di cui alla L.R. 16 novembre 2001, n. 28: il presente provvedimento non comporta oneri aggiuntivi a carico del Bilancio regionale in quanto attuativo della deliberazione di Giunta Regionale 4 agosto 2004, n. 1104 che, fra l’altro, ne ha individuato la copertura il cui onere è stato impegnato con atto del Dirigente del Settore Servizi Sociali n. 311 del 20.09.2004.

Il presente provvedimento è di competenza della Giunta Regionale ai sensi dell’art. 4, comma 4, lett. a), f) della L.R. n. 7/97.

L’Assessore relatore, sulla base delle risultanze istruttorie come innanzi illustrate, propone alla Giunta l’adozione del presente provvedimento

LA GIUNTA

-

udita la relazione e la conseguente proposta del- l’Assessore;

-

viste le sottoscrizioni poste in calce al presente provvedimento dal Funzionario istruttore, dal Dirigente dell’Ufficio e dal Dirigente del Set- tore;

-

a voti unanimi espressi nei termini di legge

 

DELIBERA

1.

di

prendere atto e approvare le risultanze istrut-

torie come definite nell’Allegato a) facente parte integrante del presente provvedimento;

2.

di

approvare e finanziare le progettualità ammis-

sibili elencate nell’Allegato a) degli Ambiti ter- ritoriali di:

Ambito territoriale

Importo finanziabile

- Gagliano del Capo

Euro

488.868,83

- Ginosa

Euro

300.000,00

- Gioia del Colle

Euro

373.800,00

- Triggiano

Euro

325.000,00

- Molfetta

Euro

407.091,00

- Mola di Bari

Euro

343.500,00

- Altamura *

Euro

450.000,00

- Fasano

Euro

477.500,00

TOTALE

Euro 3.165.759,83

* ad eccezione del progetto “Dopo di noi” del Comune di Altamura in quanto già finanziato nel medesimo Comune analogo progetto.

3. data la natura non perentoria del termine fissato per la presentazione delle istanze, di ritenere ammissibili, approvare e finanziare le progettua- lità degli Ambiti territoriali di:

Ambito territoriale

Importo finanziabile

- Campi Salentina

Euro

480.000,00

- Casarano

Euro

262.500,00

- Galatina

Euro

223.500,00

- Nardò

Euro

496.593,00

- Maglie

Euro

42.500,00

TOTALE

Euro 1.505.093,00

4. di non approvare le progettualità relative alle “tipologie non previste dal Piano regionale”di cui all’Allegato a);

5. di consentire ai seguenti Ambiti territoriali, entro e non oltre il termine di 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, il per- fezionamento e/o la riformulazione complessiva dei progetti presentati e non approvati, al fine di adeguarli alle previsioni e alle modalità pre- scritte dal Piano Regionale delle Politiche Sociali:

- Barletta

- Martano

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- San Marco in Lamis

- Cerignola

- San Severo

- Lucera

- Vico del Gargano

- Manfredonia

- Margherita di Savoia

- Gallipoli

- Poggiardo

- Lecce

- Grottaglie

- Canosa di Puglia

- Bitonto

- Putignano

- Conversano

- Bari

- Mesagne

- Brindisi

6. in considerazione che le risorse stanziate, con riferimento alle progettualità presentate, non sarebbero tutte utilizzabili, di consentire agli Ambiti che non hanno presentato proposte l’invio delle richieste entro e non oltre 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente provve- dimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia;

7. di stabilire che i progetti di cui ai punti 4) e 5) devono essere corredati dalla dichiarazione a firma del responsabile del competente Settore Ragioneria e del Sindaco del Comune capofila e/o del Comune su cui graverà la spesa, dell’ef- fettiva disponibilità delle risorse finanziarie per la quota del 50% a carico del Comune;

8. di fissare le seguenti modalità per la presenta- zione dei progetti esecutivi da parte degli Ambiti di cui ai punti 1) e 2), stabilendo che entro 90 giorni dalla comunicazione di approvazione e finanziamento di cui al presente provvedimento:

- deve essere presentato il progetto esecutivo regolarmente approvato;

- deve essere presentata copia conforme del provvedimento di approvazione del progetto esecutivo;

- deve essere trasmessa dichiarazione a firma del responsabile del competente Settore Ragioneria e del Sindaco del Comune capo- fila e del Comune su cui graverà la spesa, del- l’effettiva disponibilità delle risorse finan- ziarie per la quota del 50% a carico del Comune;

9. di stabilire che i progetti devono essere avviati entro e non oltre 180 giorni dalla comunica- zione di erogazione del finanziamento e con- clusi entro e non oltre due anni decorsi infrut- tuosamente i quali il finanziamento dovrà essere restituito alla Regione.

10. di demandare al Dirigente del Settore Sistema Integrato Servizi Sociali gli adempimenti attua- tivi del presente provvedimento;

11. di disporre la pubblicazione del presente provve- dimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.

Il Segretario della Giunta Dr. Romano Donno

Il Presidente della Giunta On. Nichi Vendola

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14827Bollettino
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14829Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 100 del 4-8-2006 TOTALE a 48.624.871,61 a 17.760.308,84
14829Bollettino
Ufficiale della Regione Puglia - n. 100 del 4-8-2006
TOTALE
a 48.624.871,61
a 17.760.308,84
CITTA’ DI GROTTAGLIE (Provincia di Taranto) P. R. G. Approvato in via definitiva con delibera

CITTA’ DI GROTTAGLIE

(Provincia di Taranto)

P. R. G.

Approvato in via definitiva con delibera della Giunta Regionale n. 1629 del 04/11/2003

NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

Testo integrato con le prescrizioni di cui al parere del Comitato Urbanistico Regionale n. 19/98

- ZONA “ A c” - ZONA ARTIGIANALE CERAMICHE

Superficie Territoriale

Superficie viaria

Standards urbanistici e parco

11.31.83

1.77.30

39.825

A) - PER LE FABBRICHE ESISTENTI :

Sono ammessi i seguenti interventi:

a) - opere di consolidamento;

b) - opere di restauro conservativo;

Sf=55.628

c) - opere di ristrutturazione e di risanamento interne che

lascino inalterato l’aspetto esterno.-

B) - Per le fabbriche esistenti con aree libere interne e retrostanti di pertinenza, sono possibili ampliamenti accorpati nei limiti del 10% del volume preesistente e comunque non superiore a 150 mc. - La parte in ampliamento deve uniformarsi esteticamente a quella preesistente. - La richiesta deve essere accompagnata da documentazione fotografica con l’inserimento della parte aggiuntiva e sottoposta al parere della Sovrintendenza alle Antichità ed ai Monumenti.- Le aree di pertinenza a servizio delle fabbriche costituenti cortili o spiazzi attigui a trame viarie devono rimanere inalterate. - Tali aree dovranno essere pavimentate in basolato calcareo o in cotto d’argilla;

C) - Le insegne da porre in opera dovranno essere realizzate in ceramica a piastrelle, a basso rilievo o ad altro rilievo;

D) - Non sono ammessi rivestimenti in marmo sulle facciate e l’eventuale rivestimento delle murature esterne dovrà essere realizzato con civile comune liscio. - Le eventuali coloriture esterne dovranno essere esclusivamente bianche scialbate a latte di calce. -

E) – Gli infissi esterni dovranno essere esclusivamente in legno;

intonaco

F) - Il quartiere sarà assoggettato a piano di recupero delle urbanizzazioni primarie con riformazione della pavimentazione in basolato calcareo e ad uno studio di arredo urbano. - L’impianto di pubblica illuminazione da ristrutturare dovrà uniformarsi all’ambiente. I progetti relativi compreso quello dell’arredo urbano dovranno riportare il parere favorevole della Sovrintendenza ai Monumenti;

G) – (N.B.: punto depennato, rispetto al testo originariamente adottato con delibera del C.C. n. 74 del 12/03/1988, con deliberazione della G.R. n. 1193 del 29/04/1998);

H) - Il complesso ricadente nella zona “A c ora utilizzato ad industria di trasformazione di prodotti agricoli e da trasferire nelle zone destinate dal P.R.G. ad aree industriali, potrà essere ristrutturato per iniziativa pubblica e/o privata con la seguente destinazione “Edificio per Mostra e Commercializzazione consortile dei prodotti della ceramica”, con ufficio di vendita e con servizi per il pubblico. Il progetto deve riportare il preventivo parere della Soprintendenza ai Monumenti di Puglia. Nell’ambito dell’Edificio una parte potrà essere destinata a bar e ristoro;

I) - Tutti gli immobili ricadenti nella zona “A c con destinazione attuale diversa da quella per attività ceramiche potranno essere ristrutturate per l’uso artigianale-ceramico;

L) - Nella zona destinata a parco, ricadente nell’ambito della zona “A c potrà utilizzarsi parte dell’area alla Mostra annuale dell’Arte Ceramica e ad attività culturali finalizzate anche con la realizzazione di manufatti fissi da prevedere con unico progetto organico a cura dell’Amministrazione Comunale e che dovrà riportare il parere della Sovrintendenza ai Monumenti di Puglia. - I manufatti fissi (stande per mostre) non potranno occupare una superficie superiore al 20% della intera area.

ZONA “A” - Centro Storico Ambientale

Area Territoriale

Area Fondiaria

Viabilità

Standards Urbanistici

Volumi esistenti

Abitanti insediati

Ha 15.31.45

Ha 10.35.88

Ha 4.95.57

Esistenti e previsti Ha (vedi riepilogo)

mc. 984.572

anno 1984 n. 4.435

Volumi utilizzati mc. 620.900 per n. 4.435 abitanti.

mc. 181.836 per attività artigianale e commerciale Volumi non utilizzati da assoggettare a recupero di riutilizzazione mc. 363.672 di cui : mc. 181.836 per reinsediamento abitativo di n. 1.300 abitanti.

Edifici vincolati ai sensi della Legge 1°/06/1939 n. 1089

Per i sottoindicati edifici possono eseguirsi opere di consolidamento e di restauro conservativo. - I progetti relativi devono essere sottoposti al parere della Sovrintendenza ai Monumenti di Puglia:

- Castello Arcivescovile; - Palazzo Urselli in via Vittorio Emanuele II°; - Palazzo Pignatelli. -

Edifici di interesse architettonico - Vincolati - con lo strumento urbanistico

- Chiesa S. Francesco; - Chiesa Madonna del Lume; - Chiesetta Santa Lucia; - Palazzo De Felice; - Palazzo Cometa; - Palazzo Ettorre; - Congrega del Purgatorio; - Palazzo Tuzzo; - Chiesa Matrice;

10° - Palazzo La Sorte; 11° - Chiesa Madonna del Carmine; 12° - Convento Santa Chiara; 13° - Palazzo Cantore - Pignatelli;

14° - Palazzo del Principe;

e

tutti gli altri indicati nelle tavole di piano. - Per tali edifici potranno eseguirsi interventi di consolidamento e di restauro conservativo. - Per

il

Palazzo del Principe potranno pure eseguirsi opere di modifica del portone d’ingresso per armonizzare l’Edificio all’ambiente circostante.

CENTRO STORICO AMBIENTALE

E’ stato individuato nell’ambito della zona di recupero ai sensi dell’art. 27 della Legge 5 agosto 1978 n. 457 con delibera consiliare n. 17 del 28/02/1979 e n. 151 dell’ 11/04/1986 e riconfermata nel P.R.G. allegato. -

E’ da assoggettare a piano di recupero:

Piano di recupero da attuare:

a) - dai proprietari singoli o riuniti in consorzio; b) - dal Comune nei singoli casi:

- per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente dismesso e da utilizzare per edilizia sovvenzionata;

- per l’adeguamento delle

- per interventi da attuare, mediante esproprio od occupazione temporanea previa diffida nei confronti dei proprietari delle unità minime di intervento da indicare nel piano in caso di inerzia dei medesimi. -

Interventi di recupero:

Sono quelli dettati dall’art. 31 della Legge n. 457 del 5/08/1978 da indicare nel piano di recupero da redigere. - Potranno redigersi piani di recupero di minimo intervento da estendere ad isolati ben definiti ad iniziativa pubblica o privata. -

Opere che possono realizzarsi in assenza o prima della redazione del piano di recupero:

a) - interventi di manutenzione ordinaria secondo quanto indicato alla lettera a) dell’art. 31 della Legge 457/1978;

b) - interventi di manutenzione straordinaria atti a realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non vengano alterati i volumi, i prospetti e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso;

c) - opere di restauro e di ristrutturazione edilizia che riguardino esclusivamente opere interne a singole unità immobiliari, sempre che rimangano inalterati i volumi, i prospetti e le superfici utili;

d) - opere di consolidamento e di sostituzione di coperture previo accertamento e dichiarazione dell’Ufficio Tecnico Comunale sullo stato di pericolosità che non alterino l’aspetto estetico originario dello stabile, fermo restando che i lavori saranno eseguiti ripristinando le forme e le inclinazioni ed utilizzando gli stessi materiali delle vecchie coperture. -

Opere non ammesse nel centro storico ambientale:

a) - Posa in opera di infissi, grate e ringhiere in alluminio anodizzato o elettrocolorati;

b) - rivestimento in marmo o altro materiale di qualsiasi tipo ad eccezione di rivestimenti in pietra lavorata alla bocciarda

per l’altezza di mt. 1,00 dal piano viario;

c) - pitturazione delle facciate con colori diversi dal bianco e dal bianco sporco;

d) - pluviali in plastica ad eccezione di altri tipi verniciati con colore bianco;

Definizione degli interventi:

Saranno individuati nelle tavole di P.P. e/o P.R. relative alla zona “A”) gli interventi di cui all’art. 31 - lettere a - b - c - d - per la redazione

dei piani di

recupero.

L’adeguamento delle urbanizzazioni primarie dovrà realizzarsi con ricostruzione dei piani viari in basolato calcareo, con ricostruzione dei tronchi fognanti e degli allacciamenti in tubi di gres e con ammodernamento della pubblica illuminazione da adeguare all’ambiente. - Il progetto relativo alla pubblica illuminazione dovrà essere sottoposto al preventivo parere della Sovrintendenza ai Monumenti. -

In mancanza dei P.P.E. sono ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo (ex art. 31 Legge 457/78), con il rispetto delle seguenti prescrizioni da applicarsi in linea generale anche nei Piani Attuativi prescritti:

1) – nella manutenzione ordinaria e in quella straordinaria si deve tendere al mantenimento e al ripristino dei valori storici, al recupero delle tipologie costruttive e alla conservazione dei caratteri architettonici e materici (quali ad esempio le strutture murarie, le volte, i solai in legno, le

coperture a tetto, i collegamenti verticali, la composizione dei prospetti e quant’altro di specifico), comunque con l’obiettivo di dotare le singole unità abitative di tutti i servizi igienico sanitari e degli impianti, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, mediante l’uso di tecniche e di materiali appropriati; è comunque obbligatoria l’eliminazione degli interventi impropri in precedenza eseguiti sui prospetti e delle superfetazioni; 2) – negli interventi di restauro e di risanamento conservativo in linea generale si deve conservare la destinazione d’uso attuale, sempre che sia compatibile con la destinazione prevalentemente residenziale della zona. Si deve tendere al mantenimento e al ripristino dei valori storici, al recupero delle tipologie costruttive e alla conservazione dei caratteri architettonici e matrici quali ad esempio le strutture murarie, le volte, i solai in legno, le coperture a tetto, i collegamenti verticali, la composizione dei prospetti e quant’altro di specifico; in tutti i casi le facciate dovranno essere in toto lasciate inalterate; non sono ammesse aperture di nuova finestratura; è sempre vietato l’ampliamento dei vani porta esterni a piano terra; è comunque obbligatoria l’eliminazione degli interventi impropri in precedenza eseguiti sui prospetti e delle superfetazioni; . 3) – nel caso di edifici in struttura muraria, vanno conservati a “faccia vista” gli elementi lapidei di facciata quali zoccolature di piano terra, paraste e cornici marcapiano, cornicioni, mensole e balaustre di balconi e relativi sostegni, cornici di porte e finestre, eventuali decorazioni, con esclusione di qualsiasi trattamento superficiale con prodotti non trasparenti e colorati; sono comunque vietate arbitrarie decorticazioni di pareti intonacate; 4) – nel caso di rifacimento di trattamenti superficiali esterni prospicienti le strade ed in genere gli spazi aperti al pubblico, vanno esclusi intonaci plastici, cemento a vista, stilatura con malte cementizie, materiali ceramici e simili, lignei, pietra di Trani, travertino e simili; 5) – i rifacimenti di tinteggiature sulle facciate devono essere armonizzati con le restanti parti dell’isolato per tutta la lunghezza del fronte; gli infissi esterni devono essere in legno pitturato; le chiusure di oscuramento devono essere realizzate esclusivamente con persiane in legno con colori armonizzati con la tinteggiatura di facciata e prevalentemente in verde locale o marrone scuro; 6) – è vietato l’uso della plastica per pluviali; 7) – è vietato l’uso di ringhiere in anticorodal e simili: le stesse dovranno essere ripristinate secondo i tipi in uso nella tradizione locale (in ferro o in ghisa) con colore prevalentemente nero antracite opaco; non sono consentite colorazioni o finiture dorate, argentate o simili;

8) – negli interventi di restauro e risanamento conservativo, è ammesso l’inserimento di ascensori e montacarichi e altri impianti tecnologici, con la esecuzione dei soli volumi tecnici strettamente necessari in corrispondenza delle coperture, per i quali è obbligatorio l’arretramento di almeno tre metri dal filo del fabbricato con creazione di elementi di mascheramento in muratura, il tutto in coerenza con l’assetto architettonico dell’edificio;

9) – in tutti gli interventi è consentita la modifica e/o la realizzazione di nuove chiostrine, di pozzi di luce e di aerazione;

10) – è vietata la realizzazione di verande a chiusura di logge e balconi, affaccianti su strade ed in genere su spazi aperti;

11) – è vietata la realizzazione sui lastrici solari di attrezzature fisse o provvisorie di copertura quali pensiline, serre, ecc

;

12) – nel caso di rifacimenti di facciata è vietata l’apposizione di impianti a rete, pubblici o privati, ad eccezione degli impianti pubblici che per ragioni tecnologiche o di sicurezza debbano svilupparsi all’esterno nel caso di creazione o di rifacimento di canne fumarie le stesse non devono essere esterne alla muratura e la parte terminale deve essere armonizzata con l’edificio esistente;

13) – è vietata l’apposizione di apparecchiature di impianti di condizionamento sulle facciate dei fabbricati;

14) – non è ammessa in nessun caso la realizzazione di impianti tecnologici sui lastrici solari, ad eccezione di quanto previsto al punto 8;

15) – sulle facciate prospicienti spazi pubblici non sono ammessi elementi a insegne pubblicitarie luminose o no che sporgano dal filo dell’edifico oltre 1/50 della larghezza stradale; non sono ammesse insegne o tabelloni pubblicitari sui lastrici solari;

16) – è vietato modificare con manufatti sia permanenti sia precari tutti gli spazi (interni al lotto) dotati di qualsiasi tipo di vegetazione e piantumazione, alterandone le caratteristiche;

17) – è vietato alterare particolari elementi di pregio all0interno dell’edificio, ancorché non segnalati o vincolati; la eventuale presenza o assenza di tali elementi, sotto la responsabilità del tecnico preposto, va dichiarato nella istanza di concessione, o di autorizzazione, o nella denuncia;

18) – è vietata la costruzione di soppalchi;

19) – per gli edifici vincolati ai sensi della legge 1089/39 va richiesta la preventiva autorizzazione alla Soprintendenza ai Beni AA.AA.AA.SS. della Puglia”.

STANDARDS

URBANISTICI

ESISTENTI:

A) - Interesse comune a carattere pubblico:

a - Chiesa Matrice

mq.

1.527

b - Pretura

mq.

425

c - Chiesa Madonna del Carmine

mq.

1.820

d - Casa Comunale

mq.

700

e - Chiesetta Santa Lucia

mq.

50

f - Chiesa San Francesco de Geronimo

mq.

1.280

g - Ufficio Postale

mq.

780

 

h

- Caserma Carabinieri

mq.

1.155

i

- Chiesa Madonna del Lume

mq.

100

l

- Chiesa di Santa Chiara

mq.

2.195

m - Chiesetta di San Nicola

mq.

47

n - Ufficio Telefonico

mq.

160

o - Carcere Mandamentale (dismesso e da recuperare per altre strutture)

mq.

500

p - Chiesa dei Paolotti (fuori dal perimetro)

mq.

8.240

q - Castello Arcivescovile

mq.

6.195

r - Ufficio di Collocamento

mq.

107

 

TOTALE

mq.

25.286

B) - Edilizia Scolastica a servizio del Centro Storico:

 
 

a - Scuola Elementare parificata

mq.

1.455

b - Scuola Elementare di Via Oberdan

mq.

8.440

c - Scuola Materna di Via Oberdan

mq.

2.280

d - Scuola Media Pignatelli

mq.

4.960

e - Scuola istituto Statale per il Commercio

mq.

915

f - Scuola Materna P.zza Regina Elena

mq.

1.820

 

TOTALE

mq.

19.870

C) - Parcheggi:

 

a - Parcheggio in Piazzetta Rossano

mq.

500

b - Parcheggio tra Albergo e Ufficio Postale

mq.

10.000

c - Parcheggio in Piazza IV Novembre

mq.

6.920

 

TOTALE

mq.

17.420

D) - Spazio a verde attrezzato

mq.

00

OPERE DI INTERESSE PUBBLICO

A) - di interesse comune:

- Banca Popolare Jonica

mq.

452

- Cinema

mq.

600

STANDARDS URBANISTICI PREVISTI

a) - spazio a verde attrezzato

mq.

90.480

b) - attrezzatura sportiva

mq.

8.000

Totale Standards Urbanistici : 25.286 + 19.870 + 17.420 + 98.480 = mq. 161.056

Rapporto abitanti insediati

:

mq.

161.056

=

mq./Abit.

ab. 4435 + 1300

28,00

Sono state considerate attrezzature esistenti ed aree libere fuori della perimetrazione del centro storico a servizio però di tale Quartiere e del Quartiere di Via XXV Luglio e di Via Partigiani Caduti. - palazzo “ DE FELICE “ in Piazza Santa Lucia - Dovrà essere assoggettato a piano di recupero ad iniziativa comunale ed acquisito per attività Socio-Culturale di quartiere, ai sensi della lettera c) dell’art. 31 della Legge 457/1978. -

- edificio in Via Lupoli - già ceduto al Comune:

Dovrà essere recuperato e destinato ad uso pubblico-amministrativo di quartiere. I due edifici vanno a sommarsi agli standards urbanistici.

“ZONA OMOGENEA “A2” – AREE URBANE DI VALORE STORICO – AMBIENTALE

Sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo (ex art. 31 Legge 457/78), con il rispetto delle seguenti prescrizioni da applicarsi in linea generale anche nei Piani attuativi prescritti:

1 – nella manutenzione ordinaria e in quella straordinaria si deve tendere al mantenimento e al ripristino dei valori storici, al recupero delle tipologie costruttive e alla conservazione dei caratteri architettonici e materici (quali ad esempio le strutture murarie, le volte, i solai in legno, le coperture a tetto, i collegamenti verticali, la composizione dei prospetti e quant’altro di specifico), comunque con l’obiettivo di dotare le singole unità abitative di tutti i servizi igienico sanitari e degli impianti, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, mediante l’uso di tecniche e di materiali appropriati; è comunque obbligatoria l’eliminazione degli interventi impropri in precedenza eseguiti sui prospetti e delle superfetazioni;

2 – negli interventi di restauro e di risanamento conservativo in linea generale si deve conservare la destinazione d’uso attuale, sempre che sia compatibile con la destinazione prevalentemente residenziale della zona. Si deve tendere al mantenimento e al ripristino dei valori storici, al recupero delle tipologie costruttive e alla conservazione dei caratteri architettonici e materici, quali ad esempio le strutture murarie, le volte, i solai in legno, le coperture a tetto, collegamenti verticali, la composizione dei prospetti in toto lasciate inalterate; non sono ammesse aperture di nuova finestratura; è sempre vietato l’ampliamento dei vani porta esterni a piano terra, è comunque obbligatoria l’eliminazione degli interventi impropri in precedenza eseguiti sui prospetti e delle superfetazioni;

3 – nel caso di edifici in struttura muraria, vanno conservati a “faccia a vista” gli elementi lapidei di facciata quali zoccolature di piano terra, paraste e cornici marcapiano, cornicioni, mensole e balaustre di balconi e relativi sostegni, cornici di porte e finestre, eventuali decorazioni, con esclusione di qualsiasi trattamento superficiale con prodotti non trasparenti e colorati; sono comunque vietate arbitrarie decorticazioni di pareti intonacate;

4 – nel caso di rifacimento di trattamenti superficiali esterni prospicienti le strade ed in genere gli spazi aperti al pubblico, vanno esclusi intonaci plastici, cemento a vista, stilatura con malte cementizie, materiali ceramici e simili, lignei, pietra di Trani, travertino e simili;

5 – i rifacimenti di tinteggiature sulle facciate devono essere armonizzati con le restanti parti dell’isolato per tutta la lunghezza del fronte, gli infissi esterni devono essere in legno pitturato, le chiusure di oscuramento devono essere realizzate esclusivamente con persiane in legno con colori armonizzati con la tinteggiatura di facciata e prevalentemente in verde locale o marrone scuro;

6 – è vietato l’uso della plastica per pluviali;

7 – è vietato l’uso di ringhiere in anticorodal e simili: le stesse dovranno essere ripristinate secondo i tipi in uso nella tradizione locale (in ferro o in ghisa) con colore prevalentemente nero antracite opaco; non sono consentite colorazioni o finiture dorate, argentate o simili;

8 – negli interventi di restauro e risanamento conservativo, è ammesso l’inserimento di ascensori e montacarichi e altri impianti tecnologici, con la esecuzione dei soli volumi tecnici strettamente necessari in corrispondenza delle coperture, per i quali è obbligatorio l’arretramento di almeno tre metri dal filo del fabbricato con creazione di elementi di mascheramento in muratura, il tutto in coerenza con l’assetto architettonico dell’edificio;

9 – in tutti gli interventi è consentita la modifica e/o la realizzazione di nuove chiostrine, di pozzi di luce e di aerazione;

10 – è vietata la realizzazione di verande a chiusura di logge e balconi, affaccianti su strade ed in genere su spazi aperti;

11 – è vietata la realizzazione sui lastrici solari di attrezzature fisse o provvisorie di copertura quali pensiline, serre, ecc

;

12 – nel caso di rifacimenti di facciata è vietata l’apposizione di impianti a rete, pubblici o privati, ad eccezione degli impianti pubblici che per ragioni tecnologiche o di sicurezza debbano svilupparsi all’esterno nel caso di creazione o di rifacimento di canne fumarie le stesse non devono essere esterne alla muratura e la parte terminale deve essere armonizzata con l’edificio esistente;

13 – è vietata l’apposizione di apparecchiature di impianti di condizionamento sulle facciate dei fabbricati;

14 – non è ammessa in nessun caso la realizzazione di impianti tecnologici sui lastrici solari, ad eccezione di quanto previsto al punto 8;

15 – sulle facciate prospicienti spazi pubblici non sono ammessi elementi a insegne pubblicitarie luminose o no che sporgano dal filo dell’edifico oltre 1/50 della larghezza stradale; non sono ammesse insegne o tabelloni pubblicitari sui lastrici solari;

16 – è vietato modificare con manufatti sia permanenti sia precari tutti gli spazi (interni al lotto) dotati di qualsiasi tipo di vegetazione e piantumazione, alterandone le caratteristiche;

17 – è vietato alterare particolari elementi di pregio all’interno dell’edificio, ancorché non segnalati o vincolati; la eventuale presenza o assenza di tali elementi, sotto la responsabilità del tecnico preposto, va dichiarato nella istanza di concessione, o di autorizzazione, o nella denuncia;

18 – è vietata la costruzione di soppalchi;

19 – per gli edifici vincolati ai sensi della legge 1089/39 va richiesta la preventiva autorizzazione alla Soprintendenza ai Beni AA.AA.AA.SS. della Puglia”.

Sono consentiti inoltre i seguenti interventi:

- sopraelevazione, limitatamente al piano terra, con finiture e materiali secondo le indicazioni di carattere generale sopra riportate e con il rispetto dei fili di facciata, delle caratteristiche architettoniche della parte sottostante e degli edifici limitrofi.

Per quanto riguarda la composizione delle facciate, il rapporto tra i pieni ed i vuoti (finestrature) dovrà essere congruente con l’assetto degli edifici limitrofi; non sono consentite inoltre verande e bow-window”.

“ZONA OMOGENEA “A3” – Edifici sparsi di valore storico – ambientale.

Per tali edifici sono ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo (ex art. 31 Legge 457/78), con il rispetto delle seguenti prescrizioni:

1 – nella manutenzione ordinaria e in quella straordinaria si deve tendere al mantenimento e al ripristino dei valori storici, al recupero delle tipologie costruttive e alla conservazione dei caratteri architettonici e meterici (quali ad esempio le strutture murarie, le volte, i solai in legno, le coperture a tetto, i collegamenti verticali, la composizione dei prospetti e quant’altro di specifico), comunque con l’obiettivo di dotare l’immobile di tutti i servizi igienico sanitari e degli impianti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, mediante l’uso di tecniche e di materiali appropriati; è comunque obbligatoria l’eliminazione degli interventi impropri in precedenza eseguiti sui prospetti e delle superfetazioni;

2 – negli interventi di restauro e di risanamento conservativo in linea generale si deve conservare la destinazione d’uso attuale. Si deve tendere al mantenimento e al ripristino dei valori storici, al recupero delle tipologie costruttive e alla conservazione dei caratteri architettonici e materici, quali ad esempio le strutture murarie, le volte, i solai in legno, le coperture a tetto, i collegamenti verticali, la composizione dei prospetti e quant’altro di specifico; in tutti i casi le facciate dovranno essere in toto lasciate inalterate; non sono ammesse aperture di nuova finestratura; è sempre vietato l’ampliamento dei vani porta esterni a piano terra; è comunque obbligatoria l’eliminazione degli interventi impropri in precedenza eseguiti sui prospetti e delle superfetazioni;

3 - nel caso di edifici in struttura muraria, vanno conservati a “faccia a vista” gli elementi lapidei di facciata quali zoccolature di piano terra, paraste e cornici marcapiano, cornicioni, mensole e balaustre di balconi e relativi sostegni, cornici di porte e finestre, eventuali decorazioni, con esclusione di qualsiasi trattamento superficiale con prodotti non trasparenti e colorati; sono comunque vietate arbitrarie decorticazioni di pareti intonacate;

4 - nel caso di rifacimento di trattamenti superficiali esterni vanno esclusi intonaci plastici, cemento a vista, stilatura con malte cementizie, materiali;

5 – i rifacimenti di tinteggiature sulle facciate devono essere armonizzati con le restanti parti dell’immobile per tutta la lunghezza del fronte, gli infissi esterni devono essere in legno pitturato, le chiusure di oscuramento devono essere realizzate esclusivamente con persiane in legno con colori armonizzati con la tinteggiatura di facciata e prevalentemente in verde locale o marrone scuro;

6 – è vietato l’uso della plastica per pluviali;

7 – è vietato l’uso di ringhiere in anticorodal e simili: le stesse dovranno essere ripristinate secondo i tipi in uso nella tradizione locale (in ferro o in ghisa) con colore prevalentemente nero antracite opaco; non sono consentite colorazioni o finiture dorate, argentate o simili;

8 – negli interventi di restauro e risanamento conservativo, è ammesso l’inserimento di ascensori e montacarichi e da altri impianti tecnologici, con la esecuzione dei soli volumi tecnici strettamente necessari in corrispondenza delle coperture, per i quali è obbligatorio l’arretramento di almeno tre metri dal filo del fabbricato con creazione di elementi di mascheramento in muratura, il tutto in coerenza con l’assetto architettonico dell’edificio;

9 – nel caso di rifacimenti di facciata è vietata l’apposizione di impianti a rete, pubblici o privati, ad eccezione degli impianti pubblici che per ragioni tecnologiche o di sicurezza debbano svilupparsi all’esterno nel caso di creazione o di rifacimento di canne fumarie le stesse non devono essere esterne alla muratura e la parte terminale deve essere armonizzata con l’edificio esistente;

10 - è vietato alterare particolari elementi di pregio all’interno dell’edificio, ancorché non segnalati o vincolati; la eventuale presenza o assenza di tali elementi, sotto la responsabilità del tecnico preposto, va dichiarato nella istanza di concessione, o di autorizzazione, o nella denuncia;

11 – è vietata la costruzione di soppalchi;

12 - per gli edifici vincolati ai sensi della legge 1089/39 va richiesta la preventiva autorizzazione alla Soprintendenza ai Beni AA.AA.AA.SS. della Puglia”.

Si prescrive inoltre che all’edificio vengano accorpate le pertinenze (per pertinenze di intendono precisi riferimenti fisici allo stato attuale quali il

giardino ed in genere la piantumazione ad alto fusto presente, le corti, la aie, i viali, etc identificazione del bene nella sua originale configurazione)”

ed in generale tutti quagli spazi necessari alla chiara

- ZONE OMOGENEE DI TIPO “B” -

- Sono state precedentemente assoggettate a Piano Particolareggiato in variante al P.R.G. vigente, approvato con Delibera G.R. n. 5369 del 30 giugno 1980 resa esecutiva in data 24 luglio 1980 con decisione del Commissario di Governo n. 9410.

- Comprendono le zone “B A2 - “B 1 e le “B r

( “B” di ristrutturazione ) secondo le perimetrazioni indicate nelle tavole di piano. -

1 - NORME DI ATTUAZIONE DEL P.R.G. RELATIVE ALLE ZONE DI TIPO “B” -

1 - 1 Nelle aree vincolate a verde privato nelle zone “B” sono consentiti interventi di ristrutturazione sui fabbricati esistenti al fine di migliorare le condizioni igienico sanitarie. - Detti interventi di ristrutturazione possono prevedere anche aumenti della cubatura esistente, alle condizioni seguenti:

a)

- La superficie coperta risulti uguale a quella preesistente e maggiorata di una percentuale non superiore al 10%;

b)

- L’indice di fabbricabilità fondiaria riferita all’intera area di pertinenza del fabbricato sia 0,5 mc./ mq.

c)

- L’altezza massima dei fabbricati non superiore a mt. 7,50. -

1 - 2

Nelle zone vincolate a verde privato nelle zone “B” è consentito, previa demolizione dei fabbricati precedentemente esistenti, la

costruzione di nuovi edifici su area da concordare con il Comune pari a quella preesistente ampliata nella misura massima del 10% dell’intera area vincolata a verde privato di pertinenza del vecchio edificio, purchè l’area che resta libera da costruzioni sia ceduta gratuitamente al Comune per essere destinata a verde attrezzato di uso pubblico. - A tali operazioni si applicano le seguenti prescrizioni:

- Sup. max copribile

mq. 400

- Indice fabbricabilità

1,20 mc. / mq.

- Altezza massima

10,000 ( tre piani fuori terra )

- Distanza dai confini

- Distanza tra i fabbricati

Parcheggi

H x o,5 con un minimo assoluto di m. 5,00 quando non si costruisce in aderenza.

Somma delle altezze dei fabbricati per 0,5 ( H 1 + H ) x 0,5

1 mq. ogni 20 mc. -

1 - 3

E’ consentito l’accorpamento di isolati contigui liberi da costruzioni o parzialmente interessati da viabilità secondaria a condizione che sia ceduta gratuitamente al Comune, per uso pubblico un’area appartenente agli stessi isolati oggetto dell’intervento di superficie pari a quelle delle strade da abolire aumentate del 30%. -

L’intervento potrà avvenire solo a mezzo di piano particolareggiato che, previo parere della Commissione Edilizia, dovrà essere sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale. -

2.

2 - 1

Nella zona tipizzata “B 1 con eccezione degli isolati di cui al punto 2-2 gli interventi devono rispettare le seguenti prescrizioni:

a) - Sopraelevazione di edifici esistenti:

- strumento di attuazione:

- indice di fabbricabilità :

- altezza max dell’edificio:

concessione singola;

7 mc. / mq.;

Hmax = mt. 11,00

- numero max di piani :

n. 3 ( P.T. + 2 piani superiori );

- rapporto tra altezza dell’edificio (H) e larghezza stradale (L) : H/L

= 1,25

N.B. : Su strade di larghezza inferiore a mt. 7,00 la sopraelevazione potrà essere consentita a condizione che si realizzi un arretramento dal fronte della fabbrica esistente tale che la distanza dall’asse della nuova costruzione sia uguale a mt. 4,50. -

- distacco dagli edifici: il rapporto tra l’altezza dell’edificio più alto (H max ) e la larghezza dello spazio esterno pubblico o privato (D) H/D =

1,25

- distacco minimo assoluto dagli edifici delle parti sopraelevate: d min = mt. 9,00

- distacco minimo assoluto dai confini delle sopraelevate : d min = 4,50 quando non si costruisca in aderenza sul confine. -

b)

- Costruzioni di nuovi edifici su suoli liberi in isolati parzialmente edificati. -

- strumento di attuazione :

concessione singola;

- indice di fabbricabilità fondiaria :

7 mc. / mq.

- altezza massima dell’edificio

H max =

mt.

11,00

- numero massimo di piani

n. 3 (P.T. + 2 piani superiori);

- rapporto tra altezza dell’edificio (H) e larghezza stradale (L) :

H

= 1,25

 

L

 

- distacco dagli edifici: il rapporto tra l’altezza dell’edificio più alto (H max ) e la larghezza

dello spazio esterno pubblico o privato (D) deve essere H max = 1,25

 

D

 

- distacco minimo assoluto tra edifici:

mt.

9,00

- distacco minimo dai confini:

mt. 4,50 quando non si costruisca in aderenza sul confine. -

c)

- Demolizione e ricostruzione di gruppi di edifici e costruzioni che interessano aree libere superiori a mq. 1.000. -

- Strumento di attuazione :

Piano particolareggiato esteso all’intero isolato; Piano di lottizzazione per aree libere superiore a mq. 1.000;

2 - 2

- Indice di fabbricabilità fondiaria:

- Altezza massima degli edifici:

- Numero massimo dei piani:

- Rapporto tra altezza dell’edificio (H) e larghezza stradale (L):

- Distacco minimo dai confini

5

mc. / mq. ;

H max = mt. 14,00

n. 4 (P:T: + 3 piani superiori);

Uguale alla semisomma delle altezze degli edifici prospicienti D = (H 1 + H 2 )/2 con un minimo assoluto di mt. 10,00. -

mt. 7,00 quando non si costruisca in aderenza sul confine. -

Le aree nell’ambito della zona “B 1 contrassegnate dai numeri I - II - III - IV - VI - VII - VIII nella tavola di piano n. 8 sono interessate da ipotesi di utilizzazione fondiaria e da indicazioni planovolumetriche. -

Ad accettazione consensuale dell’ipotesi proposta da parte dei proprietari interessati possono rilasciarsi concessioni edilizie previa cessione delle aree per urbanizzazione. -

Gli edifici da realizzare devono rispondere a tutte le indicazioni delle ipotesi per quanto riguarda:

- Sagoma di ingombro;

- Altezza;

- Numero dei piani;

- Distanza da fabbricati;

- Distanze dagli assi stradali.

In alternativa resta l’obbligo di presentare lottizzazione estesa all’intera maglia, da convenzionare ed approvare in Consiglio Comunale, nel rispetto rigoroso degli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale indicati nelle schede relative allegate alla presente normativa. -

La scheda n. V viene abolita in quanto esiste uno stato di fatto nell’ambito dell’isolato che non consente l’applicazione di quanto a suo tempo stabilito. -

Per tale isolato valgono le norme di cui alla lettera b del punto 2 - 1. -

2 - 3

NORME DI ATTUAZIONE PER EDIFICI RICADENTI SU AREE DI PARTICOLARE SITUAZIONE URBANISTICA

a) - L’edificabilità sull’isolato compreso tra le Vie Telesio, Sant’Agostino e Viale Gramsci è consentita con edifici da realizzare su porticato a piano terra da destinare ad uso pubblico.

b) - Per il fabbricato all’incrocio delle Vie Pacinotti e Leoncavallo prospiciente Piazza Verdi è consentita la sopraelevazione di due piani più un piano attico secondo il Piano planovolumetrico già approvato con Delibera Consiliare n. 83 del 16/09/1974. -

3

Nella zona tipizzata “B A2 , gli interventi devono rispettare le seguenti prescrizioni:

a) - Sopraelevazione di edifici esistenti:

- Strumento di attuazione

- Indice di fabbricabilità fondiaria

- Altezza massima dell’edificio

- Numero massimo di piani

- Rapporto tra altezza dell’edificio (H) e larghezza stradale (L)

concessione singola;

pari a quella medio preesistente nella zona;

H max = 11,00

n. 3 (P:T: + 2 piani superiori);

L

H

= 1,25

N.B.: Per le strade di larghezza inferiore a mt. 7,00 la sopraelevazione potrà essere consentita a condizione che si realizzi un arretramento dal fronte della fabbrica esistente tale che la distanza dall’asse stradale della nuova costruzione sia uguale a mt.

- Distacco dagli edifici:

il rapporto tra l’altezza dell’edificio più alto (H max ) e la larghezza

dello spazio esterno o privato (D) deve essere :

H

= 1,25

D

4,50.

-

Distacco minimo assoluto dagli edifici delle parti sopraelevate: d min = 9,00;

- Distacco minimo dai confini:

d

min = 4,50 quando non si costruisca in aderenza.

b) - Costruzione di nuovi edifici su suoli liberi chiusi tra costruzioni esistenti. -

- Strumento di attuazione

- Indice di fabbricabilità fondiaria

- Altezza massima dell’edificio

- Numero massimo dei piani

- Rapporto tra altezza dell’edificio (H) e larghezza stradale (L)

- Distacco dagli edifici:

- Distacco minimo assoluto tra edifici:

- Distacco minimo dai confini:

c) - Demolizione e ricostruzione di gruppi di edifici. -

- Strumento di attuazione

- Indice di fabbricabilità fondiaria

concessione singola;

pari a quello medio preesistente nella zona;

H max = mt. 10,00;

n. 3 (P.T. + 2 piani superiori);

L

H

= 1,25

il rapporto tra altezza dell’edificio più alto (H max ) e la larghezza dello

spazio esterno pubblico o privato (D) deve essere

d min = mt. 8,00

H

= 1,25

D

mt. 4,00 quando non si costruisca in aderenza sul confine.

piano particolareggiato esteso all’intero isolato o lottizzazione convenzionata;

5 mc. / mq.;

- Altezza massima degli edifici

- Numero massimo dei piani

- Rapporto tra latezza edificio (H) e larghezza stradale (L) :

- Distacco edifici prospicienti:

- Distacco minimo dai confini:

L

H max = 14,00 mt.;

n. 4 (P:T: + 3 piani superiori);

H

=

1,00

uguale alla semisomma delle altezze degli edifici prospicienti D = (H 1 + H 2 ) x 0,5 con un minimo assoluto di mt. 10,00;

mt. 7,00 quando non si costruisca in aderenza. -

Per i fabbricati prospicienti con muri ciechi su aree a verde pubblico (ex verde privato) possono consentirsi aperture di finestre, formazioni di sporti dell’ampiezza non superiore a mt. 1,00 di elementi architettonici sulla facciata. - Le opere devono essere completate entro sei mesi dalla data dell’autorizzazione. -

- ZONE “B” DI RISTRUTTURAZIONE -

Nell’ambito delle perimetrazioni possono rilasciarsi singole concessioni edilizie su suoli liberi tra costruzioni, secondo le indicazioni planovolumetriche della tavola sostitutiva di piano di cui alla lettera e) dell’art. 15 della Legge Regionale 56/1980. Sugli allineamenti esistenti nel rispetto di tutti gli indici indicati per la zona “B” , ad eccezione dell’indice di fabbricabilità fondiaria che non potrà essere superiore a 5 mc. / mq. Per le costruzioni esistenti sono consentiti ampliamenti e volumi aggiuntivi purchè per l’esistente ed il realizzabile non venga superato l’indice di fabbricabilità fondiario di 5 mc. / mq.

Per i fabbricati a piano terra esistenti su viabilità definita, di larghezza inferiore a mt. 7,00, la sopraelevazione è consentita a

condizione che si realizzi un arretramento dal fronte della fabbrica tale che la distanza dall’asse stradale della nuova costruzione sia uguale a mt. 4,50. -

Rapporto tra l’altezza dell’edificio più alto (H max ) e la larghezza dello spazio esterno (D) deve essere:

H

=

1,25

D

- Distacco minimo assoluto dagli edifici delle parti sopraelevate: d min = mt. 9,00;

- Distacco minimo dai confini: d min = mt. 4,50 quando non si costruisca in aderenza. -

- Per le parti libere a completamento della zona perimetrata possono rilasciarsi singole concessioni edilizie ad accettazione consensuale da

parte di tutti i proprietari interessati, secondo le indicazioni planovolumetriche della tavola sostitutiva di cui alla lettera e) dell’art. 15 della Legge Regionale n. 56/1980. -

L’attuazione dovrà eseguirsi a comparto. - Altezza, distanze, superficie coperta, lotto, secondo le tavole di piano. - Piani: P.T. + 1° P. con piano cantinato - H max mt. 7,50. -

Gli standards urbanistici esistenti e previsti a servizio delle zone “B” sono i seguenti:

A) - Spazi attrezzati per il gioco e lo sport:

- ESISTENTI -

- Piscina coperta con contigui campi da tennis, campi di baskett e pallavolo

mq.

23.600

- Campo sportivo recintato

mq.

24.000

- Campo sportivo zona “Savarra”

 

mq.

6.000

- Campi di bocce

mq.

400

- Palazzetto dello Sport-Rione S. Elia

 

mq.

2.240

- Palazzo dello sport-Rione Campitelli- e Pista per pattini a rotelle

mq.

15.504

TOTALE

mq.

71.744

 

-

PREVISTO -

- Parco attrezzato

mq.

Ai proprietari da espropriare aree a destinazione pubblica nell’ambito della Zona “B” possono cedersi aree edificabili nelle zone destinate ad “Edilizia Convenzionata”.

B) - Area per l’istruzione:

- Scuola Media “Don Luigi Sturzo”

mq.

9.720

- Scuola Media “Campitelli”

mq.

6.840

- Scuola Elementare “Calò”

mq.

6.520

- Scuola Campus Savarra con Scuola elementare-Scuola Materna

mq.

22.240

- Scuola Materna “Campitelli”

mq.

5.480

- Scuola Liceo Classico

mq.

1.960

- Scuola Elementare “Sant’Elia”

mq.

3.000

- Scuola Istituto d’Arte “Calò”

mq.

2.840

- Scuola Materna - scheda “Volpe”

mq.

1.872 (da ristrutturare)

- Scuola Nuovo Istituto d’Arte

mq.

10.720

 

- PREVISTI -

- Scuola Liceo Scientifico

mq.

7.800

mq.

78.992

C) - Aree per attrezzature di interesse comune:

- ESISTENTI -

- Chiesa SS. Rosario

mq.

6.300

- Santuario

mq.

18.172 (da ristrutturare e da adibire ad altri usi di interesse comune)

- Ospizio di mendicità

mq.

9.400 (IDEM C.S.)

- Casa di riposo per anziani

mq.

7.120

- Ospedale San Marco

mq.

27.240

- Biblioteca Comunale

mq.

1.672

- Chiesa Madonna delle Grazie

mq.

1.190

- Mercato coperto “Capone”

mq.

2.500

- Mercato coperto “Via delle Torri”

mq.

2.040

- Mattatoio Comunale

mq.

8.440

mq.

84.074

D) - Area per parcheggio

- Parcheggio campo sportivo d’Amuri

mq.

11.200

- Parcheggio Via Campitelli

mq.

1.125

- Parcheggio Viale Venezia

mq.

4.520

- Parcheggio Campus Campitelli

mq.

18.192

- Parcheggi mercato coperto “Campitelli”

mq.

500

- Parcheggio Via Marconi e Campitelli

mq.

3.390

mq.

39.437

- PREVISTO A SERVIZIO DELLA ZONA “B” -

 

E) - Parco attrezzato nella zona “Campitelli”

Ha

35.37.50

Totale Standards 7.17.44 + 7.89.92 + 8.40.74 + 3.94.37 = Ha 27.42.40 + 35.37.50

=

 

Ha

52.79.90

- ZONA “ C B1” -

Già assoggettata a Piano Particolareggiato approvato con D. P. G. R. n. 1412 del 20/06/1975 e riapprovato con D. P. G. R. n. 431 del 20/03/1978. -

- ZONA “ C B1” Sud -

- NORME VIGENTI -

Ad eccezione dei lotti contrassegnati con le lettere A-B-C-D-E-F-G-H-I per i quali è valida la Normativa fissata dal Piano Regionale Generale per le zone “C B1 , per le rimanenti aree del presente piano particolareggiato, l’intervento edilizio è vincolato alla seguente normativa:

1

- Indice di fabbricabilità fondiaria

4,5 mc. / mq.

2

- Lotto minimo

mq. 350

3

- Indice di copertura

50%

4

- Altezza massima

mt. 11,00

5

- Volume ammissibile

mc. 2.000

6

- Numero dei piani 2 oltre piano attico nella misura del 50% del piano sottostante

=======

7

- Distanza dagli edifici

m/m 1,5

8

- Distanza in assoluto dagli edifici

mt. 12,00

9

- Distanza dai confini in rapporto all’altezza

m/m 0,75

10

- Distanza in assoluto dai confini

mt. 6,00

11

- Rapporto H / L

mt. 1,00

Il rilascio delle licenze edilizie dovrà essere subordinato alla stipula di una idonea convenzione che preveda da parte dei privati il versamento di una quota attinente gli oneri di realizzazione o miglioramento o ampliamento delle opere di urbanizzazione primaria, nonchè di un contributo per le opere di urbanizzazione secondarie spettanti al nucleo in parola e reperite in suoli appositamente indicati dal P. R. G. vigente. -

- ZONA “ C B1” Nord -

Per i lotti ricadenti negli isolati A-B-C-D-E-F-G-H-I-L-M valgono le norme di attuazione della zona “B” del P. R. G. vigente ad eccezione dell’indice di Fabbricabilità Fondiaria da limitare a 4,50 mc. / mq. ed all’altezza degli Edifici da contenere in mt. 8,00 per piano terra e primo piano. -

Per gli isolati contrassegnati con le lettere “T-Q-N-S varranno le norme del Piano Particolareggiato della zona “C B1 e secondo piano planovolumetrico. -

- PIANO DI ZONA “167” AD EST DELLA ZONA “ C B1” -

Il Piano di Zona “167” è stato approvato con D. P. G. R. n. 2310 del 21 giugno 1975 e riapprovato con D. P. G. R. n. 433 del 20 marzo 1978. -

- ATTUAZIONE -

Il Piano ha avuto completa attuazione secondo il piano planovolumetrico e la normativa allegata allo stesso piano. -

- URBANIZZAZIONI PRIMARIE -

Sono stati realizzati:

- Tronchi idrici - fognanti;

- Pubblica illuminazione;

- Rete di gas metano;

- Rete elettrica di distribuzione;

- Rete viaria con cordoni - fondazione strato di collegamento binder. Resta da completare parte delle reti con tappetino e da realizzare i marciapiedi.

- URBANIZZAZIONI SECONDARIE REALIZZATE -

- Campo di calcio - spazi a parcheggio. -

- URBANIZZAZIONI SECONDARIE DA REALIZZARE -

- Opere di interesse comune;

- Centro direzionale di quartiere;

- Edificio per Scuola Elementare;

- Edificio per Scuola Materna;

- Centro civico amministrativo;

- Spazio gioco bambini;

- Spazi a verde;

Superficie complessiva per urbanizzazioni secondarie realizzate e da realizzare Ha 4.21.00

- ZONE A “VINCOLO ARCHEOLOGICO” -

Nelle zone a vincolo archeologico è vietata qualsiasi opera di edificazione ad eccezione di opere di ristrutturazione conservativa o di consolidamento di fabbricati o di masserie preesistenti nella zona.

In caso di consistenti trasformazioni agricole (cambi di colture, espianti, scavi agricoli) deve essere data tempestiva e preventiva comunicazione alla Soprintendenza competente ai sensi dell’art. 48 della legge 1089/39.

Qualsiasi opera di trasformazione della parte del territorio ricadente nella zona vincolata è soggetta ad autorizzazione comunale, previo parere favorevole della Soprintendenza ai Monumenti ed ai Beni Culturali di Puglia. E’ vietata qualsiasi opera di scavo per il reperimento di reperti archeologici che resta di esclusiva competenza della Sovrintendenza.

- PIANTUMAZIONE -

E’ possibile la piantumazione su aree ricadenti nelle zone vincolate previa autorizzazione Comunale e della Soprintendenza ai Beni Culturali e Monumenti di Puglia.

ZONA “ D a” (ARTIGIANALE) SUD) - PICCOLA INDUSTRIA

- LUNGO LA SUPERSTRADA -

S t

Area Territoriale

S f

Area fondiaria

Viabilità

 

Spazi punto 1 art. 5 D.M. 02/04/1968 Ha 3.58.80 > 10% S t

insediamenti artigianali previsti n. 88

Ha 24.44.40

Ha 11.08.80

Ha 9.76.80

 

L m

lotto minimo

mq.

1.260

S

c

superficie coperta

mq.

360

S

u

superficie utile

mq.

306

H max = mt. 6,00 - sono consentite maggiori altezze per attività artigianali particolari

 

U.a. - Unità abitativa mq. 54,83 < 61,20 mq. S u (punto 2 art. 51 Legge Regionale n. 56/1980

Uff. - Uffici attinenti l’unità produttiva

mq. 30,20

Distanze:

dalla viabilità principale mt. 7,58

 
 

da un confine laterale e posteriore

mt.

5,00

dal 2° confine laterale

 

mt. 12,40

Parcheggi: l’area sul 2° confine laterale di mq. 42,00 x 12,50 = mq. 525,00 è destinata a parcheggio;

 

Verde ecologico di pertinenza: sul resto dell’area libera indice di piantumazione una pianta a medio od alto fusto - ogni 25 mq.

I lotti limitrofi alla zona turistica-alberghiera dovranno essere utilizzati per attività non inquinanti e non rumorose. –

-

NORME PARTICOLARI -

 

a) - E’ possibile l’accorpamento sino a tre lotti con Edifici contigui ed in aderenza nel rispetto degli indici innanzi indicati. - L’edificio su

lotti accorpati deve rispettare le distanze minime di normativa. -

b) - Le industri artigianali con scarichi di acque di lavorazione inquinanti dovranno essere dotate di depuratore per l’abbattimento del

“BOD” secondo gli indici della tabella “A” della Legge “319” prima di essere immesse nella fognatura dinamica. -

c) - Le industrie artigianali producenti fumi con “BOD” dovranno dotarsi di depuratori di fumi.

Tutti i progetti dovranno riportare il preventivo parere dell’Organo competente dell’Unità sanitaria Locale. -

La zona, come da tavola generale è stata particolareggiata con l’indicazione dei lotti.

La tipologia edilizia di massima è quella allegata agli elaborati di Piano.

- ZONA “ D A” OVEST VERSO LA STAZIONE FERROVIARIA -

E’ stata già interessata da Piano P. I. P. approvata con delibera consiliare n. 328 del 25/10/1982. - col P. R. G. il P. I. P. è stato ampliato della superficie territoriale di Ha 1.70.56 così suddivisa:

S f = mq. 13.906 Standards 3.150;

La parte in ampliamento è soggetta ad assunzione di nuova delibera di approvazione. - Per le aree fondiarie valgono le stesse norme indicate nel P. I. P. approvato che di seguito si riportano.

A T T U A Z I O N E

La Zona “Da” dovrà attuarsi con piano P. I. P. secondo quanto prescritto dall’art. 27 della Legge 22/10/1971, n. 865 e con la procedura della Legge 18/04/1962, n. 167. -

Alle tavole di P. R. G. devono aggiungersi i seguenti atti:

1° - Tavola planovolumetrica; 2° - Riporto del piano sulle tavole catastali; 3° - Elenco delle ditte da espropriare; 4° - Elaborati relativi alla realizzazione delle infrastrutture primarie; 5° - Piano finanziario con prezzo di cessione delle aree; 6° - Schema di convenzione tipo per la cessione delle aree in diritto di proprietà ( 50% di S f ); 7° - Schema di convenzione tipo per la cessione delle aree in diritto di superficie ( restante 50% di S f ). -

Progetti per opere di urbanizzazione primaria. - Superficie destinata a spazi pubblici o ad attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio: mq. 35.880. -

Rapporto

mq.

35.880

=

S t = 244.440 mq.

14.67%

10% ( punto 1° art. 5 D.M. 01/04/1968 )

PIANO PARTICOLAREGGIATO PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI

D A OVEST

NORME URBANISTICO EDILIZIE

- Superficie territoriale con perimetro di P. R. G.

mq.

154.906, =

- Superficie per viabilità esterne di collegamento

mq.

13.056, =

- Superficie per verde ecologico

mq.

2.114, =

Totale “S t

mq.

170.073

UTILIZZAZIONE DELLA SUPERFICIE TERRITORIALE PERIMETRALE NEL P. R. G. : “ S t”

mq. 154.903

A) Viabilità: mq. 15.432 + 1.420 (sistemata)

-

mq.

16.852, =

B) Spazi a parcheggio e di interesse collettivo

-

mq.

7.942, =

C) Aree fondiarie

-

mq.

122.681,=

D) - Verde ecologico - svincolo superstrada

mq.

7.428,=

Totale

mq.

154.903,=

Standards: 2.114 + 7.942 + 7.428 = 17.487 > 10% di 170.073

INDICAZIONI DI PIANO PER UTILIZZAZIONE - Superficie fondiaria -

LOTTI

 

SUPERFICIE MQ.

SUPERFICIE COPERTA

VOLUME MAX

N.

1

19.265,00 mq.

(x)

57.795 mc.

N.

2

3.272,00 mq.

1.082

9.816 mc.

N.

3

2.968,00 mq.

1.040

8.904 mc.

N.

4 (*)

3.299,00 mq.

756

9.897 mc. (*) per attrezz. collett.

N.

5

2.800,00 mq.

1.082

8.400 mc.

N.

6

2.040,00 mq.

816

6.120 mc.

N.

7

2.421,00 mq.

946

7.263 mc.

N.

8

2.800,00 mq.

1.082

8.400 mc.

N.

9

2.040,00 mq.

816

6.120 mc.

N.

10

2.689,00 mq.

946

8.067 mc.

N.

11

2.777,00 mq.

1.082

8.331 mc.

N.

12

2.040,00 mq.

816

6.120 mc.

N.

13

2.516,00 mq.

946

7.548 mc.

N.

14

2.024,00 mq.

710

6.072 mc.

N.

15

2.195,00 mq.

878

6.585 mc.

N.

16

2.040,00 mq.

791

6.120 mc.

N.

17

2.040,00 mq.

791

6.120 mc.

N.

18

2.040,00 mq.

791

6.120 mc.

N.

19

2.040,00 mq.

791

6.120 mc.

N.

20

2.040,00 mq.

791

6.120 mc.

N.

21

2.040,00 mq.

791

6.120 mc.

N.

22

2.340,00 mq.

726

7.020 mc.

N.

23

2.478,00 mq.

807

7.434 mc.

N.

24

2.411,00 mq.

958

7.233 mc.

N.

25

2.415,00 mq.

958

7.245 mc.

N.

26

3.407,00 mq.

1.272

10.221 mc.

 

S f =

80.437,00 mq.

Sono da aggiungere le superfici fondiarie in ampliamento per mq. 13.905 e quelle dei lotti A-B-C-D. S f totale mq. 125.980.

NORMATIVA

1 Per il lotto n° 1 della superficie fondiaria di 19.265 mq. può realizzarsi in ampliamento alla superficie coperta esistente di mq. 2.110 un ulteriore “S c di mq. 5.596 nel rispetto dell’indice di fabbricabilità fondiario di 3 mc/mq. esteso all’intera area e delle distanze dagli edifici e dai fili stradali.

-

2 Per i lotti dal n° 2 al n° 26 possono presentarsi soluzioni plano-volumetriche alternative nel rispetto dell’indice di copertura pari al 40% di “S f1 ”, della volumetria massima consentita, delle distanze tra fabbricati dai confini e dai fili stradali.

-

3 L’altezza massima dei corpi di fabbrica potrà essere pari al rapporto tra il volume massimo consentito e la superficie coperta del fabbricato.

-

4 Per ogni lotto dovrà essere realizzato e mantenuta a cura dei proprietari l’area a verde indicata nel piano.

-

5 Sono consentite abitazioni ed uffici a primo piano secondo le tipologie di piano o con soluzioni alternative nei limiti del 10% del volume massimo consentito per il lotto.

-

6 Per le parti di piano contrassegnate con le lettere “A” - “B” già interessate da attività industriali potrà procedersi all’ampliamento delle parti edificate esistenti purchè il totale delle superfici coperte esistenti e da realizzare sia contenuto nel 40% della superficie fondiaria e l’indice di fabbricabilità complessivo non superi i 3 mc/mq.

-

7 Per la parte di piano contrassegnata dalla lettera “C”, già interessata da attività per trasformazione di prodotti agricoli, potrà richiedersi deroga agli indici di PRG per ulteriori ampliamenti nel rispetto delle distanze dai nastri stradali.

-

8 Per la parte di piano contrassegnata con la lettera “D” l’edificabilità è consentita nei limiti del 40% della superficie del lotto, del volume massimo consentito di 3 mc/mq. delle distanze dal nastro stradale e con l’obbligo della formazione del verde ecologico indicato nel piano particolareggiato.

-

9 Le recinzioni sulle strade e sui confini devono realizzarsi con muro dell’altezza massima di mt. 1,20 con sovrastante ringhiera in ferro.

-

La normativa del P.R.G. vigente, approvato in via definitiva con Delibera della Giunta Regionale n. 1629 del 4/11/2003, come originariamente adottata con delibera del C.C. n. 74 del 12/03/1988, ha prescritto per la zona omogenea tipizzata “Cres” (Zona Residenziale Estensiva Stagionale) quanto viene qui di seguito testualmente riportato:

- ZONA RESIDENZIALE STAGIONALE - ESTENSIVA “ R Se”

Interessa le parti improduttive del territorio ove si sono rilevate tendenze abitative nel corso della stagione estiva. (Vedi relazione).

Zona Territoriale

Lotto minimo

Superficie coperta max

Volume max

I ff = 0,085 mc/mq.

Standards Urbanistici

investita

per abitazione

> 18 mq. per ogni insediato

S t = Ha 337.92.50

L = mq. 2.500

S c = mq. 66,50

mc. 200

I t = 0,065

Ha 22.81.38

D I S T A N Z E:

Abitanti stagionali Ha 337.92.50 x 0,065 = mc.

219.651

80

= n. 2.745

a) - dalla viabilità

mt.

19,00

b) - dal confine posteriore

mt.

20,00

c) - dal confine destro

mt.

14,00

e come da tipologia edilizia

d) - dal confine sinistro

mt.

17,00

PRESCRIZIONI PARTICOLARI:

a) - Sono ammesse costruzioni di cisterne per deposito acque e raccolta acque piovane;

b) - In assenza di rete fognante è ammessa la costruzione di cisterna a perfetta tenuta stagna munita di fossa biologica del tipo

“IMHOFF” o di depuratore per l’abbattimento batteriologico secondo la tabella “A” della Legge n. 319/1976;

c) - Il restante terreno libero dovrà essere tenuto a coltura di ortaggi o con alberi da frutto. -

Sono ammesse piante infruttifere nel numero massimo di dieci.

d) - E’ ammessa la sola viabilità d’accesso all’abitazione e la formazione di piazzale antistante, di superficie non superiore a mq.

100 (cento). -

e) - Per lotti di superficie superiore a mq. 5.000 è consentita la realizzazione di campi da tennis, basket, piscine, purchè non

occupino una superficie superiore al 10%. -

f) - E’ ammesso l’accorpamento sino a mq. 10.000

g) - Il volume consentito può essere realizzato ad un solo piano o a piano terra + 1° piano (mt. 7,00 ). -

h) - E’ ammessa la costruzione di porticati nei limiti del 20% della superficie coperta. -

Per la zona saranno stabiliti i comparti ai fini dell’equa distribuzione dei diritti ed oneri e delle eventuali permute per la costituzione del lotto minimo. - Gli oneri di urbanizzazione saranno rapportati ai costi per la realizzazione delle urbanizzazioni primarie e secondarie. - Per ogni comparto dovrà redigersi piano finanziario. -

-

TIPOLOGIA DI MASSIMA

-

( vedi allegati )

I volumi realizzabili sono incluse nel fabbisogno quindicennale perchè ad utilizzazione stagionale. - Parcheggio sul piazzale esterno. -

-

STANDARDS

URBANISITICI

-

- Per l’istruzione

mq.

70.450

- Per attrezzature di interesse comune

mq.

27.165

- Per parcheggi

mq.

57.440

- Per spazi pubblici attrezzati per il gioco e lo sport

mq.

73.083

TOTALE

mq.

228.138

Rapporto

mq.

228.138

abit. 2.745

84 mq. / abit.

N. B. : - Possono presentarsi soluzioni alternative dai proprietari interessati per zone con estensione minima di 10 ettari, da attuare sempre a comparto e da sottoporre all’adozione ed approvazione del Consiglio Comunale. -

NORMATIVA COMUNE A TUTTE LE ZONE RESIDENZIALI:

- E D I L I Z I A

R E S I D E N Z I A L E

-

- N O R M A T I V A

-

1° - Tutte le zone di espansione vanno attuate a comparto ai sensi degli art. 15 ed art. 5, lettera h - Legge Regionale 12/02/1979, n. 6 modificata ed integrata con Legge Regionale 31/10/1979, n. 66 e Legge Regionale n. 56/1980. -

2° - Ad accettazione consensuale da parte di tutti i proprietari dei terreni ricadenti in ogni singolo comparto o su iniziativa comunale le tavole particolareggiate allegate saranno riapprovate dal Consiglio Comunale come facenti parte di strumento urbanistico esecutivo, integrate dagli altri elaborati prescritti dalle norme vigenti per i Piani Particolareggiati. -

3° - Entro sei mesi dall’approvazione del P. R. G. tutti i proprietari dei terreni ricadenti nei comparti possono contestualmente presentare proposte urbanistiche alternative a quelle indicate nelle tavole particolareggiate di piano nel rispetto degli indici delle distanze, degli standards della viabilità, della percentuale per edilizia economica e popolare e di quanto altro indicato nella presente Normativa. -

- TIPOLOGIA EDILIZIE E LOTTIZZAZIONI -

A) - EDILIZIA PRIVATA

La tipologia proposta per edilizia privata è puramente indicativa. -

B) - EDILIZIA SOVVENZIONATA E CONVENZIONATA

Le parti territoriali relative vanno adottate con Piano di Zona Legge 18/04/1962, n. 167 nell’ambito dell’intero comparto ai fini della verifica degli standards urbanistici.

C) - ALLEGATI:

-

Edilizia privata:

P.T. + 3 P. Lottizzazione - pianta - sezione

-

Edilizia privata:

P.T. + 4 P. Lottizzazione - pianta - sezione

-

Edilizia Sovvenzionata Unifamiliare:

P.T. + 1° P. Lottizzazione - pianta – sezione

-

Edilizia Sovvenzionata Plurifamiliare:

P.T. + 3 P. Lottizzazione - pianta - sezione

-

Edilizia Sovvenzionata Plurifamiliare:

P.T. + 4 P. Lottizzazione - pianta - sezione

Si precisa:

-

Edilizia Convenzionata:

P.T. + 1 P. Lottizzazione - piante - sezioni

- che la predetta normativa, a seguito della definitiva approvazione con deliberazione della Giunta Regionale n. 1629 del 4/11/2003,, è stata definitivamente modificata sia per quanto riguarda la consistenza della superficie territoriale dell’intero comparto, conseguente allo stralcio di tutte le nuove previsioni residenziali aggiuntive rispetto al P.R.G. previgente, con conseguente ritipizzazione delle stesse come zona agricola E, sia per quanto riguarda il volume complessivo che è stato proporzionalmente ridotto;

- tutte le zone omogenee di tipo C di cui al D.M. 1444/1968 sono assoggettate a strumenti urbanistici esecutivi di iniziativa pubblica e/o privata, come disciplinati dagli artt. 19 e segg. della L.R. n. 56/1980;

- con riferimento alle c.d. “tavole sostitutive di dettaglio” (da tav. 27° a tav. 38F), le stesse hanno valore puramente indicativo, potendo avere valore cogente le previsioni contenute in dette tavole solo se confermate con apposito strumento attuativo (P.P. e/o P.L.).

La normativa del P.R.G. vigente, come originariamente adottata dal C. C. con delibera n. 74 del 12/03/1988, approvato in via definitiva con delibera della Giunta Regionale n. 1629 del 4/11/2003, ha prescritto per le zone commerciali “ED C ” quanto di seguito riportato:

ZONE “ ED c” - ZONA PER DEPOSITI ED ESPOSIZIONI COMMERCIALI

Superficie Territoriale

Superficie Fondiaria

Superficie Viaria

Standards

S t = “E Dc1 ” + “E Dc2 ” + “E Dc3 ” = Ha 12.32.40

S f = Ha 4.95.92

S v = Ha 6.06.60

Ha 1.29.88

Lotto minimo mq. 1.500 Superficie coperta S cmax = 0,30 S L

Distacchi:

H max =

dalla viabilità

mt.

13,00

dal confine posteriore

mt.

9,00

da un confine laterale

mt.

8,00

dall’altro confine

in aderenza

per la parte a deposito

mt.

7,00

per la parte su porticato

mt.

8,20

Volume massimo:

V max = mc. 3.000

I f

= mc.

3.000

1.500

=

2 mc. / mq.

Area parcheggio nell’ambito del lotto

0,30 x mq. 1.500 = mq. 450

100

= 4,50 x 80 mq. = mq. 360

Nella tavola sostitutiva sono indicati gli spazi a parcheggio esterni a carattere pubblico. - Sono ammessi fabbricati per depositi ed esposizioni non soggetti alla disciplina commerciale se non previsti nel relativo piano. -

Possono pure insediarsi unità per lavorazione e commercializzazione di prodotti agricoli da esportare sul mercato nazionale ed estero. -

E’ possibile l’accorpamento sino ad un massimo di quattro lotti per la realizzazione di un solo edificio nel rispetto degli indici innanzi indicati. -

N. B. :

La tipologia edilizia allegata è a carattere indicativo. - Può essere proposta altra soluzione nel rispetto degli indici soprariportati. - Anche per la soluzione urbanistica, se non consensualmente accettata, può proporsi un diverso assetto da approvarsi come piano di lottizzazione nel rispetto della presente normativa. - Le zone sono da attuarsi a comparto. -

Si precisa che la predetta normativa, a seguito della approvazione in via definitiva del P.R.G. con delibera della Giunta Regionale n. 1629 del 4/11/2003, è stata in parte modificata nei termini che vengono qui di seguito riportati:

- Con riferimento alle c.d. “zone Dc” – commerciali ed in particolare alla zona Dc1, la stessa è stralciata dalle previsioni di P.R.G. e ritipizzata quale zona Es – agricola speciale; ciò in relazione alla localizzazione ed alla contiguità con aree Es – agricola speciale poste a protezione del nucleo storico dell’abitato, emergente nel paesaggio e come tale da tutelare.

- ZONA “E” -

Comprende tutta la parte a Nord – Sud ed Ovest del territorio Comunale con terreni in gran parte ad alta produttività con impianti irrigui. –

St = comprende tutto il territorio comunale escluso il centro abitato con le zone di espansione per residenze, per attività artigianali, industriali e commerciali. –

- La minima unità colturale con possibilità edificatorie passa da mq. 5.000 a mq. 10.000;

- Sono consentiti interventi di edificazione, nel rispetto dell’art. 9 delle LL.rr. n. 6 e n. 66/1979, con concessioni onerose ai sensi dell’art. 3 della L. n. 10/1977, soltanto nelle aree del territorio agricolo non interessate da ambiti distinti e/o estesi previsti nel P.U.T.T. approvato dalla Regione Puglia e/o non assoggettate ad altri vincoli previsti dal P.R.G. e dalla normativa statale e regionale. Nelle aree interessate da ambiti estesi e/o distinti previsti dal P.U.T.T. e/o assoggettate ad altri vincoli è possibile soltanto il rilascio di concessioni a favore di coloro i quali siano in possesso del requisito di imprenditore agricolo, di coltivatore diretto o di bracciante agricolo secondo le modalità previste dall’art. 9, lett. a) della L. n. 10/1977 e dall’art. 9 della L.r. n.6/1979 come modificato dall’art. 2 della L.r. n.66/1979, previa acquisizione dei pareri e/o autorizzazioni e/o nulla-osta necessari secondo le previsioni delle Norme Tecniche del P.U.T.T. e/o del P.R.G

- Indice di fabbricabilità fondiario

- Altezza massima pari a mt. 4,00;

- Superficie coperta: l’1% (uno per cento) dell’unità colturale;

- Distanze dai confini: in assoluto mt. 10,00;

0,03 mc/mq.;

- Dalla viabilità rurale non compresa nella comunale esterna:

mt. 15,00;

- Dalla strada a carattere autostradale Taranto-Brindisi:

mt. 60,00;

mt. 40,00;

- Dalle provinciali e comunali di larghezza maggiore o uguale a mt. 10,50: mt. 30,00;

mt. 20,00;

- Dalle comunali esterne:

- Dalla statale Appia 7 ter:

- NORME PARTICOLARI –

Per le aziende con terreni non confinanti è ammesso l’accorpamento delle aree con asservimento delle stesse regolarmente trascritto e registrato a cura e spese del richiedente.- L’intervento di edificazione può avvenire su una delle particelle purché di superficie non inferiore a mq. 10.000 e nei limiti di 0,03 mc/mq. per tutti i terreni asserviti e purché l’accorpamento non superi i 20.000 mq.

E’ vietata qualsiasi opera di edificazione e di qualsiasi altra opera di trasformazione del territorio all’interno della fascia di mt. 300 dalle gravine interessanti il territorio indicate nelle tavole al 5.000 ed al 10.000.

Per terreni irrigui oltre l’intervento edilizio nei limiti di 0,03 mc/mq. è pure consentita la costruzione di cabine elettriche tipo “ENEL” e comunque di superficie coperta non superiore a mq. 20,00.-

Per gli interventi di edificazione a scopo residenziale, l’abitazione dovrà essere munita di cisterna a tenuta stagna per il contenimento dei liquami e

dotata di impianto di depurazione per l’abbattimento batteriologico secondo la tabella “A” della legge 319/ parte territoriale può consentirsi

. Per le zone agricole ricadenti nella

- Per le Masserie esistenti del territorio ed ancora in uso, possono eseguirsi solo opere di consolidamento e di ristrutturazione interne anche per l’uso agro-turistico. Nuove strutture, qualora consentite dall’indice di fabbricabilità, devono essere realizzate a distanza di mt. 25 dal corpo principale della Masseria per non disturbare l’aspetto architettonico. Per i volumi aggiuntivi nell’ambito degli interventi agrituristici l’altezza massima consentita è fissata in mt. 4,00 (H max).

Per le Masserie destinate ad attività agro-turistiche può consentirsi la realizzazione di piscina e di altre attrezzature sportive che non investano una superficie superiore a mq. 2.500.-

E’ prescritto l’obbligo di acquisizione del parere preventivo della Soprintendenza ai BB.AA.AA.AA.SS. per gli interventi da realizzare su aree e/o immobili assoggettati a vincoli specifici di competenza della stessa Soprintendenza negli elaborati del P.U.T.T. e/o del P.R.G

STANDARDS URBANISTICI: Attrezzature di cui alle lettere a) e b) dell’art. 3 del D.M. 2/04/1968 nella misura di mq. 6 per insediato:

Le Masserie per uso agro-turistico sono le seguenti:

- Masseria Mutata

- Lella

- S.Angelo

- Angiulli Piccola

- Angiulli Grande

- Mannara