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Opera, il caso strano dell'Italia: invent il melodramma, ora fanalino ... http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/20/opera-il-caso-strano-dellital...

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Opera, il caso strano dell'Italia: invent il melodramma, ora fanalino ... http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/20/opera-il-caso-strano-dellital...

Lopera lirica per decenni ha traghettato la cultura e la lingua


italiana in giro per il mondo, con i suoi grandi autori e i suoi titoli
pi celebri. Oggi, raccontano i dati di Operabase, il quadro della
cultura melodrammatica in Italia quasi desolante. Pochi festival,
poche rappresentazioni, scarsi finanziamenti, specie se tutto viene
rapportato a ci che avviene in Paesi come Germania,
Austria e Francia. Nonostante i nomi di Giuseppe Verdi,
Giacomo Puccini e Gioachino Rossini girino nei teatri di tutto
il mondo e nonostante Traviata, Bohme e Barbiere di Siviglia
siano tra le opere pi rappresentate in assoluto, lItalia non riesce in
alcun modo a fronteggiare gli standard quantitativi dei suoi
competitor europei, e questo a cominciare dal numero di festival
dopera e operetta che si tengono sul suolo peninsulare.

Nel 2016 lItalia pu vantare appena 14 festival di settore, tra cui


spiccano come il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Maggio
Musicale Fiorentino, il Rossini Opera Festival di Pesaro e il
Festival Pucciniano di Torre del Lago. Eppure la Francia
organizza 18 festival, lAustria e il Regno Unito 20 e la
Germania 43, quasi tre volte quelli italiani.

Significativo poi il fatto che, in media, a farla da padrone nei festival


stranieri siano sempre nomi e titoli italiani, con uninsolita
attenzione, ad esempio in Austria, per compositori e opere poco o
per nulla battuti nel nostro Paese: si tratta dellInnsbrucker
Festwochen der Alten Musik che, in programma dal 19 al 27
luglio, propone Le nozze in sogno di Pietro Antonio Cesti e Il
matrimonio segreto di Domenico Cimarosa.

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rappresentazioni, tanto per paese quanto per milione di abitanti. A


svettare su tutti, anche qui, la Germania che, a fronte dei suoi
quasi 82 milioni di abitanti, ha visto nella stagione 2014/2015 un
numero di rappresentazioni al di sopra della media europea e
mondiale: 7.386. Un numero che fa decisamente impallidire anche
i secondi in classifica, gli Stati Uniti, da sempre molto ricettivi in
quanto a tradizione melodrammatica e che, pur sempre a fronte
degli oltre 300 milioni di abitanti, ha presentato nella stessa
stagione 1.724 performance operistiche. Dopo le 1.675
rappresentazioni russe, lItalia si attesta al quarto posto con
1.349 performance a fronte dei suoi 60 milioni di abitanti, subito
seguita dallAustria che con 8 milioni di abitanti ha registrato 1225
repliche.

E se finora la patria dellopera non aveva fatto proprio una brutta


figura, andando a guardare il dato relativo al numero di
performance per milione di abitanti che lItalia sparisce
completamente dalla classifica, non rientrando neanche tra i primi
20 Paesi. Al primo posto c lAustria, con 146,6 performance
per milione di persone, al secondo posto lEstonia, con 97
rappresentazioni e, al terzo, la Svizzera, con 95,3 performance,
seguita da Germania, Repubblica Ceca e Ungheria.

Il paradosso, come si diceva, sta nel fatto che tra i primi cinque
compositori pi eseguiti nel mondo tre siano italiani (Verdi,
Puccini e Rossini) e che tra le prime dieci opere pi
rappresentate in assoluto ben sei siano italiane (tra
queste Traviata, Bohme, Barbiere di Siviglia e Rigoletto). Non
solo: 8 di queste 10 sono scritte in italiano (contando dunque il
Don Giovanni e Le Nozze di Figaro mozartiani). Una dbcle
clamorosa laddove, in ultima istanza, nessuna citt italiana si
classifica tra le prime venti al mondo per numero di performance,
scaletta che vede al primo posto Mosca subito seguita da Vienna,
Berlino, San Pietroburgo e Londra. Le ragioni di questi
numeri miseri? Sempre gli stessi: finanziamenti esigui e carente
cultura e insegnamento musicale.

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