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4Ced
17 Ott, 2012 in ARGOMENTI con tag 4C / 4CED / Max Mathews / Music N / Rtsked /
Sequential Drum da Alex Di Nunzio (aggiornato il 30 marzo 2013)

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4Ced un software di controllo realizzato allIrcam di

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Parigi da Curtis Abbott sul finire degli anni Settanta. Fu


sviluppato per la gestione del 4C, il processore di
Giuseppe Di Giugno dedicato alla composizione e
allesecuzione di musica attraverso il computer.
Cenni storici
storici 4Ced un software ideato per il controllo e la gestione
del processore 4C, inserito in un sistema dedicato alla computer music.
stato sviluppato allIrcam, intorno al 1978, da Curtis Abbott.
Caratteristiche tecniche
tecniche 4Ced si presentava strutturato in due parti
distinte: la prima, essenzialmente un compilatore, era dedicata alla
compilazione di file di testo (redatti in una specifica sintassi) che
andavano tradotti in dati gestibili dal computer. La seconda parte,
invece, si occupava di tradurre questi dati in comandi di controllo per il
processore 4C. La parte del compilatore era stata programmata in
Pascal mentre quella esecutiva con lassembler del PDP-11. Questo
software fu progettato con diversi livelli di sofisticatezza, in maniera da
rispondere bene alle diverse esigenze dei compositori. Consentiva un
controllo anche molto dettagliato del processore 4C e quindi la
possibilit di comporre o eseguire musica con un certo grado di libert.
Differenze rispetto a Syn4B Il modello a cui Curtis Abbott fece in
qualche modo riferimento fu quello del Syn4B, a sua volta un
linguaggio di controllo ma progettato per il processore 4B. Le
differenza tra i due software erano sostanziali. In primo luogo Syn4B

era stato sviluppato per un computer diverso, il DEC LSI-11, poi lintero
stato equipaggiato con
ADC e per
noi sistema
assumiamo4B
che non
tu ne era
sia felice.
Leggiconvertitori
di pi
questo incapace a trattare segnali in ingresso da gestire ed elaborare in
tempo reale.[1]

the Arts
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Barry Truax
Acoustic
Communication

Leredit dei Music N Di certo, tuttavia, anche 4Ced nasceva con


lintento di offrire allutente finale, il compositore o il musicista, uno
strumento flessibile allinterno del quale riunire il maggior numero di
funzionalit possibili. I Music N, con la loro logica modulare delle Unit
Generatrici, si ponevano ancora una volta come un modello valido; del
resto 4CED era stato progettato per un processore che a sua volta si
basava su una logica di moduli interconnettibili.[2] I Music N a cui
Abbott fece riferimento in particolare quelli disponibili allIrcam: il Music
V e il Music 10. Il rapporto con i due Music N talmente stretto che,
anche secondo Abbott, la conoscenza dei primi avrebbe agevolato
lutilizzo di 4Ced. Effettivamente anche il software gestionale del 4C si
basava sullutilizzo di file testuali attraverso cui programmare algoritmi,
partiture e controlli da eseguire sul processore.[2]
Score Per quanto riguarda la definizione degli eventi sonori (che
avveniva nella sezione definita Score partitura), il rapporto di
continuit con il Music V appariva ancora pi evidente. In 4Ced, Curtis
Abbott mise a punto due differenti modalit di approccio: la prima era
ricavata dai Music N (cio una lista sequenziale di eventi, comprensivi di
parametri quali durata, frequenza, ampiezza, etc., abbinati a specifici
algoritmi di sintesi), la seconda invece si basava sullutilizzo di semplici
espressioni aritmetiche e di controllo che avrebbero consentito
esecuzioni pi sofisticate ed espressive. Bench entrambe le modalit
fossero considerate efficaci, la seconda era concettualmente e
tecnicamente pi complessa ma, del resto, anche pi sofisticata dal
punto di vista del compositore, visto che consentiva di poter avviare,
simultaneamente e in tempo reale, pi azioni sul processore 4C.[2]
Command Language 4Ced si presentava, in un certo senso, come un
vero e proprio ambiente di lavoro dedicato al 4C. Per questo motivo
Curtis Abbott prest una certa attenzione al rapporto tra lutente e il
suo software. Al fine di facilitare luso di 4Ced (di conseguenza
facilitando luso del 4C), Abbott predispose il suo software con un
Command Language, ovvero uninterfaccia che consentiva allutente un
uso facilitato di 4Ced.[2]
RTSKED
RTSKED 4Ced si presentava come un programma molto sofisticato
che ha contribuito a rendere il 4C uno dei primi sistemi per la computer
music dotato di una certa flessibilit ma senza limitare le potenzialit di
calcolo. Bench destinato ad una obsolescenza di pari passo con il
processore a cui era dedicato, 4CED ha avuto una grande importanza
sugli sviluppi successivi della computer music tanto da diventare

essenziale
per la realizzazione del ben pi noto Max/Msp.
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Effettivamente 4Ced funoimolto
apprezzato
dafelice.
Max Mathews, il quale
assumiamo
che tu ne sia
Leggi ne
di pi
apprezz la sofisticatezza, la personalizzazione delluso del 4C e il suo
essere abbastanza generalista.[3] Per questo motivo il ricercatore
americano guard a questo software per lo sviluppo di RTSKED, un
linguaggio per il controllo del sintetizzatore Crumar General
Development System.[4] RTSKED, a sua volta, fu un punto di
riferimento fondamentale per Miller Puckette nel suo percorso di ricerca
che lo avrebbe portato alla realizzazione di Max/Msp.
Sequential Drum Tornando a Max Mathews, va precisato che questi
ne rimase talmente colpito da prenderlo come modello di riferimento
anche per lo sviluppo del Sequential Drum, uno speciale controller
esterno dedicato al processore 4C, che si lega profondamente al
software 4Ced.[5]

Per scrivere questa voce ho letto:


[1] Gerald Bennett, Research at Ircam in 1978 , Rapports IRCAM 1/78, Centre Georges
Pompidou, Parigi, 1978.
[2] Curtis Abbott, The 4CED Program in The Music Machine: Selected Readings from
Computer Music Journal , Edited by Curtis Roads, The MIT Press, 1989.
[3] Curtis Roads, Interview with Max Mathews , Computer Music Journal, Vol. 4 [4],
1980.
[4] Max Mathews, Joseph Pasquale, RTSKED, a Scheduled Performance Language for
the Crumar General Development System , Proceedings of International Computer
Music Conference, San Francisco, 1981.
[5] Max Mathews, Curtis Abbott, The Sequential Drum , Computer M usic Journal, Vol.
4 [4], 1980.

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