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Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

APPUNTI DI

MECCANICA COMPUTAZIONALE DELLE STRUTTURE

UNIPG 2015/2016

niels.saavedra@gmail.com

CONTENUTO

CONTENUTO

1

1 RICHIAMO DI ALTRI METODI

3

1.1

ELASTICITÀ

3

1.2

METODO

DELLE FORZE

3

1.3

METODO

DEGLI SPOSTAMENTI

3

1.3.1

Metodo diretto

4

2 IL METODO DEGLI ELEMENTI FINITI

5

2.1

GENERALITÀ SUL METODO

5

2.2

IL PROCESSO DI DISCRETIZZAZIONE

5

2.3

PROPRIETÀ DEI SINGOLI ELEMENTI

5

2.3.1

Matrice di trasposizione

5

2.4

ASSEMBLAGGIO

5

2.4.1 Matrice topologica

5

2.4.2 Esempi

6

2.5

SOLUZIONE DEL SISTEMA

7

2.5.1 Inversione della matrice

7

2.5.2 Eliminazione di Gauss

7

2.6

FUNZIONE DI FORMA

7

2.6.1 Matrice delle funzione di forma

7

2.6.2 Esempi

8

2.6.3 Criteri di convergenza

9

2.6.4 Esempi

9

2.6.5 Coordinate intrinseche

10

2.6.6 Polinomi di Lagrange

11

2.7 ALCUNE CLASSIFICAZIONI

12

2.7.1 Famiglia

Lagrangiana

12

2.7.2 Famiglia

Serendipity

13

2.7.3 Confronti fra le due famiglie

13

2.7.4 Elementi isoparametrici

14

2.8 STATO DI TENSIONE

14

 

2.8.1 Biella

14

2.8.2 Trave

14

2.8.3 Elemento triangolare

15

2.9 MATRICE DI RIGIDEZZA

15

2.9.1

Esempi

17

2.10

PASSAGGIO DI COORDINATE

17

2.10.1

Polinomi di Legendre

17

1/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

 

2.10.2 Integrazione con Quadratura

di Gauss

17

2.10.3 Calcolo della matrice di rigidezza

18

2.10.4 Interpolazione di tensione

 

19

3

DINAMICA CON ELEMENTI FINITI

20

 

3.1

EQUAZIONE DI EQUILIBRIO DINAMICO

 

20

 

3.1.1

Esempi

20

 

3.2

EQUAZIONE MATRICIALE DI EQUILIBRIO DINAMICO

20

 

3.2.1 Matrice delle masse

 

20

3.2.2 Matrice

di smorzamento

22

 

3.3

METODI DI INTEGRAZIONE

22

 

3.3.1 Metodo delle differenze centrali

22

3.3.2 Metodo

di

Houbolt

24

3.3.3 Metodo

di

Wilson theta

25

3.3.4 Metodo

di

Newmark

25

 

3.4

SOVRAPPOSIZIONE MODALE

 

25

ESERCITAZIONE

 

26

PRONTUARIO

27

BIBLIOGRAFIA

28

ALLEGATI

28

 

ELEMENTO QUADRILATERO WITH MAXIMA

 

28

2/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

1 RICHIAMO DI ALTRI METODI

1.1 ELASTICITÀ

Trave

Alcune definizioni:

dM

dx

V

;

dV

dx

w

;

dy

dx

La linea elastica per la trave di Eulero-Bernoulli viene definita come:

EI

d

2

y

dx

M

Con tutto quanto si possono utilizzare le seguenti equazioni differenziali:

Cioè:

y ;

dy

dx

;

M

EI

234

d

y

d

y

d

y

dx

;

V

EI

;

EI

234

dx

dx

w

w EI y IV

;

V EI y

;

M EI y

Oppure lavorare con un approccio integrale

w ;

V

wdx

;

M

V dx

;

;

M

EI

dx

y

; y

;

y

dx

Dove le condizione di contorno di solito vengono applicate ai appoggi della strutture, con zero nei gradi di libertà vincolati, ad esempio: 0 , y 0 per lincastro.

y

e

1.2 METODO DELLE FORZE

Equazione di congruenza.

i

i 0

N

j 1

ij

j

1.3 METODO DEGLI SPOSTAMENTI

Equazione di equilibrio.

Chiamato anche metodo dell’equilibrio.

Sistemi: principale, equivalente.

R

i

R

i 0

N

j 1

R

ij

j

3/29

pari a

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

1.3.1 Metodo diretto

 

F

1

F

2

'

'

    

K

K

11

21

'

'

K

K

12

22

'

'



 

u

u

1

2

'

'

Kij

' è la forza agenti sul grado di libertà “i-esimodovuta allo spostamento unitario nel grado di libertà “j-

esimoquando tutti gli altri spostamenti sono zero.

1.3.1.1 Biella

- Biella:

K '

AE   1

L

1

1

1   

1   

- Biella nello spazio

1.3.1.2 Trave

- Trave:

K '

 AE    L   12 EJ    3 
 AE
L

12 EJ
3
L

- Trave nello spazio: occorre considerare il taglio.

4/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

2 IL METODO DEGLI ELEMENTI FINITI

2.1 GENERALITÀ SUL METODO

Procedura:

1. Discretizzazione

2. Proprietà dei singoli elementi

3. Assemblaggio

4. Soluzione

2.2 IL PROCESSO DI DISCRETIZZAZIONE

Un sistema (solido, piano o lineare) continuo diventa discreto.

Matrici di rigidezza degli elementi monodimensionali biella e trave nel sistema di riferimento locale.

2.3 PROPRIETÀ DEI SINGOLI ELEMENTI

2.3.1 Matrice di trasposizione

Trasformazione di assi: sistemi di riferimento: locale (SRL) e globale (SRG). Invarianza del lavoro.

È una matrice ortogonale:

L

T

L

I

Formule con la matrice di trasposizione:

K

L

T

K

'

L

;

F

'

 

L

F

Si utilizza l’apostrofo per matrice o vettore nel SRL.

;

u

'

 

L

u

2.4 ASSEMBLAGGIO

L’assemblaggio del sistema matriciale per tutta la struttura può essere effettuato con il metodo di sovrapposizione o con l’utilizzo della matrice topologica. Si definisce la matrice di rigidezza di tutta la

struttura come

Ks ,

il vettore di forze

Fs

e il vettore di spostamenti come

us.

2.4.1 Matrice topologica

Permette collegare i GDL 1 di ogni elemento con la sua corrispondente posizione nell’insieme di GDL di tutta la struttura. Le sue dimensione sono:

Numero di colonne = (numero di GDL in tutta la struttura)

Numero di righe = (numero delementi) × (numero di GDL che ha ogni elemento)

Formule con la matrice topologica:

u

 

A

u

s

;

F

 

A

F

s

;

 u      A u s  ;  F  

A

K

s

T

K   A

Dove

elemento nel SRG. Per gli spostamenti:

u

e Fsono i vettore degli spostamenti e delle forze di tutta la struttura, aggruppati per ogni

u

u

elem

.1

u

elem

.2

  u elem n .

u
elem n
.

T

Dimostrazione

1 GDL: grado di liberta

5/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

Con la condizione di:

una formula per calcolare

FKu,

Ks

si può trovare

. Il lavoro virtuale effettuato per spostamenti virtuali applicati sulla struttura

e la conoscenza di

uAus

FAFs

e

è pari a:

T

 

u

s

F

s

, il quale deve essere uguale al lavoro virtuale effettuato per spostamenti virtuali

applicati a tutti gli elemento è pari a:

T

 

u

F

, quindi:

T

 

u

s

F

s

T

 

u

F

A

u

s

T

F

T

 

u

s

A

T

F

  

u

F

s

s

T

 

1

A

T

T

 

u

s

F s

F

A

T

  

u

s

T

 

1

K   u A

K

s

T

 

u

s

A

T

F

T

K   A u

 

s

A

T

K   A

 

I

F

s

F

s

A

T

 

I

A

T

F

K   A u

 

s

2.4.2 Esempi Negi seguenti esempi si vede come determinare la matrice topologica.

2.4.2.1 Biella 1

come determinare la matrice topologica. 2.4.2.1 Biella 1  u  K s  u r

u

K

s

u

r

6

6

 

A

u

s

A

T

6

8

 

K

 

8

u 1


u 2

u

3

 

u 4

u 3

u 4

u 5

u 6

 

8

A

K

r

1

F

r

   u

u

A

u

1

1

0

0

0

0

0

0

0

u

2

0

1

0

0

0

0

0

0

u

3

0

0

1

0

1

0

0

0

u

4

u

5

0 0

0 0

0 0

1 0

0 0

1 0

0 1

0 0

u

0

0

0

0

0

0

0

1

6



8 1

8 6


0

0



  

0

0

0

0

1

0

;

0

1

0

0

0

0

0

0

0

0

1

0

1

0

0

0

  K  

 

0

0

0

1

0

1

0

0

K

e 1

0

0

0

0

0

0

0

1

0

0

0

0

0

0

0

0

1




 

0

K

e 2

8

6

3 1

 

L

EA

4

2 2  1
2
2
1

1

1   0  

P

 

6/29

x

y

 


x

y


x

y


x

y

nodo

nodo

nodo

nodo


 


u

1

u

2

u

u

u

u

3

4

5

6

 

 

6 1

.1

.2

.2

.3




  


L

AE

K

r

 

P

P

 

 

elem

elem

.1

.2

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

Calcolati gli spostamenti sconosciuti, si possono calcolare le forze sconosciute della struttura nel SRG, e poi gli spostamenti e forze nel SRL con l’utilizzo della matrice topologica e le matrice di trasformazione.

2.4.2.2 Biella 2

Queste esempio è uguale all’esempio precedente però si scambiano i nodi 2 e 3, e quindi i suoi GDL.

u u u u u u 1 2 3 4 5 6  1 0
u
u
u
u
u
u
1
2
3
4
5
6
1
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
1
A 
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
0
0
0
1
0
0
 

u

 

A

u

s

u

1

u

2

u

u

u

u

u

u

5

6

5

6

3

4

8 1

0

0

1

0

0

0

0

0

0

1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

1

0

0

0

0

0

0

0

0

1

0

0

1

0

1

0

0

0

0

0

1

1

0

0

0

0

8


x

y


x

y

x

y

x

y



nodo

nodo

nodo

nodo

.1

.3


 

.3

.2


 


6

u

1

u

2

u

u

u

u

3

4

5

6

6 1

elem

elem

.1

.2

2.5 SOLUZIONE DEL SISTEMA

La matrice di rigidezza, vettori di forze e spostamenti di tutta la struttura sono:

ur:

uv:

F

s

K

s

u

s

:

 

F

r

F

v

  

K

K

K

K

 

   

rr

rv

u

u

r

vr

vv

v

spostamenti sconosciuti (GDL non vincolati)

spostamenti conosciuti (GDL vincolati)

2.5.1 Inversione della matrice

2.5.2 Eliminazione di Gauss

 

u

r

  F   v
F
v

2.6 FUNZIONE DI FORMA

Si definisce come la funzione di ogni nodo con cui ogni punto all’interno dell’elemento si deforma. Esiste una funzione di forma per ogni nodo dell’elemento finito.

2.6.1 Matrice delle funzione di forma

Viene definita come la matrice rettangolare che lega il vettore di funzioni di spostamenti col vettore di spostamenti nodali:

7/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

Le sue dimensione sono:

f Nu

Numero di righe: (numero di GDL che ha ogni nodo)

Numero di colonne: (numero di nodi che ha ogni elemento) × (numero di GDL che ha ogni nodo)

2.6.2

Esempi

2.6.2.1

Biella

Si analizza una biella nel piano sotto l’effetto di soltanto tensione assiale.

nel piano sotto l’effetto di soltanto tensione assiale. Il vettore degli spostamenti nei nodi si definisce

Il vettore degli spostamenti nei nodi si definisce come:

u

  

u

u

1

2

;

u

2 1

Per una biella soggetta soltanto ai carichi assiali, si sa che la deformazione assiale è lineare. Si assume per tanto un andamento lineare per il vettore delle funzioni di spostamenti dell’elemento:

f uxAB x

Sostituendo i valori degli spostamenti nodali nella funzione precedente si ottiene un sistema di equazioni:

  u

u

1

2

  (0)

L

A

B

  (

A

B

)

 

A

B

u

(

1

u

2

u

1

) /

L

u

x

u

1

(

u

2

u

1

)

L

x

E con l’ultima espressione si può determinare la matrice di funzione di forma:

2.6.2.2 Trave

1

x

L

 

u

N

  

1

1

x

L

 u  N      1   1 x L Il

Il vettore degli spostamenti nei nodi si definisce come:



u

T

u

1

u

2

u

3

u

4

u

5

u

6

  

x

L

  

u

2

x

L

;

  

 6 1

u

Per una trave soggetta ai carichi distribuiti rettangolari, si sa che la linea elastica corrisponde ad un polinomio di terzo grado. Si assume per tanto, un comportamento lineare per le deformazione assiale e un comportamento polinomiale di terzo grado per le deformazione trasversale. Il vettore delle funzioni di spostamenti sarà:

f

  

u

v

(

(

x

x

)

)

  

;

u

v

  

(

(

x

x

)

)

A

a

1

B x

a

2

x

a

3

x

2

a

4

x

3

Sostituendo i valori degli spostamenti nodali nella funzione precedente si può ottenere la matrice delle funzioni di forma.

8/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

2.6.2.3 Elemento triangolare piano

Ha tre nodi chiamati i, j, e k.

Il vettore degli spostamenti nei nodi si definisce come:

u

Con la funzione di spostamenti:

Funzioni di forma:

N

0

0

f

0

  

u

v

0

(

(

x

x

,

,

0

y

y

)

)

  

0

;

u

x

v x

(

(

,

,

T

y

y

)

)

u

i

v

i

a

a

1 2

a

4 5

a

x

x

u

j

a

a

3

6

v

j

y

y

u

k

v

k

;

u

6 1

2.6.3 Criteri di convergenza

Permettono sapere se la formulazione del problema è adeguata. Si devono sodisfare i seguenti criteri nella scelta delle funzioni di spostamenti per garantire la convergenza del metodo:

1.

Comportamento del singolo elemento: adeguatezza degli elementi

 

i. moti rigidi dell’elemento isolato:

f (x, y) costanteg(x, y)

 

Per verificare il moto rigido si può assumere uno spostamento noto nodi dell’elemento in qualsiasi direzione, sia l’asse x per esempio:

u

assegnato su tutti i

u(x u, y 0)

. Con

questa condizione, il risultato della funzione di spostamento, calcolata tramite la funzione di forma, sarà una espressione che non dipende della coordinata in x.

 

ii. modi di deformazione costanti:

u,v costante

2.

Conformità: assemblaggio degli elementi congruente. È rispettata quando le funzioni degli spostamenti nei contorni dipendono solo degli spostamenti di due nodi di estremità.

i.

linearità?

REV
REV

ii.

stessa funzione nei contorni

 
 
   
 

Fig. 2.1 Esempio di due elementi che non soddisfano la conformità

 

Per garantire la conformità si può seguire la seguenti procedura per determinare le funzione di forma: Ad esempio, per elementi con 2 nodi al contorno, la funzione di forma del nodo i-esimo deve essere proporzionale al prodotto delle equazione dei latti dell’elemento che no contengono il nodo i-esimo.

3.

Isotropia geometrica: la isotropia dell’elemento non deve cambiare in qualsiasi sistema di riferimento. Simmetria.

2.6.4

Esempi

 

2.6.4.1

Elemento rettangolare

 

Vedere l’allegato: Elemento quadrilatero con Maxima.

9/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

2.6.4.2 Elemento trapezoidale

Vedere l’allegato: Elemento quadrilatero con Maxima.

2.6.5 Coordinate intrinseche

Per garantire alcuni criteri di convergenza si utilizza un sistema di coordinate che:

1   1

1

1

Ad esempio, per un elemento rettangolare con larghezza L ed altezza H, la trasformazione di coordinate dal

sistema (x, y) ad un altro sistema

(,)

si effettua come:

a

b

x

;  

0

1

;

;

x

x

L

L

/ 2

   

0

1

a

a

b

b

(

L

(

L

)

/ 2)

 

a  1

b 2 / L

Che facendo la stessa procedura per l’asse y, si trovano le espressione:

2 / Lx 1 ; 2

/ H

y

1

Gli elementi in coordinate intrinseche soddisfano le seguenti condizioni:

Qualunque rettangolo è ricondotto a un quadrato di lato 2

Qualunque triangolo assume area unitaria

Esempi delle coordinate d’alcuni elementi:

cartesiane

intrinseche

cartesiane intrinseche
cartesiane intrinseche
cartesiane intrinseche
cartesiane intrinseche
cartesiane intrinseche
cartesiane intrinseche

10/29

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

2.6.6 Polinomi di Lagrange

Si considera la funzione interpolanti più semplice. Si definisce una espressione formale come:

N

j

P

j

r

j

k

k

k

j

Dove r è il numero di punti noti necessari per definire il polinomio di Lagrange, k e j sono gli indici dei punti. Il polinomio stesso ha un grado pari a r-1.

Per ottenere un polinomio completo, cioè con tutti i coefficienti, si può aggiungere un coefficiente di proporzionalità e sommare r polinomi in questa forma:

N

j

r

j 1

P

j

j

r

a

1

a

2

2

a

3

 a  r  1 r
a
r 
1
r

Il polinomio di Lagrange per elementi bidimensionali si definisce come:

N

j

 Ph

,

r

Pk

s

2.6.6.1 Esempi

Si definiscono le funzione di forma per elementi lineare tramite l’uso dei polinomi di Lagrange. Nella pratica si utilizzano elementi con più di due nodi per l’analisi dei cavi di ponti e antenne di telecomunicazione.

2.6.6.1.1 Elemento lineare con 2 nodi

Con la conoscenza di 2 punti in coordinate intrinseche:

1 1 ; 2 1

Si calcolano le sue funzione di forma tramite l’uso dei polinomi di Lagrange:

j

1

;

k

2

j

2

;

k

1

P

1

2

P

2

2

        1    2  
1 
2
   1 1  (
 
1)
2
1
 
2
          1    1
 
1 
1
   ( (  1) 
1)
(1)
1
2
 
2

2.6.6.1.2 Elemento lineare con 3 nodi

Con la conoscenza di 3 punti in coordinate intrinseche:

1

1 ; 2 0 ; 3 1

Si calcolano le sue funzione di forma tramite l’uso dei polinomi di Lagrange:

j

1

;

k

2,3

j

2

;

k

1,3

P

1

3

P

2

3

 

2

2

1

  

3

3

1

1

1

2



 

3

3

2

  0



 

(1) (1)

 

(

0

(1)

1)

 

1

2

11/29

 

1 2

 

2

1

Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

j

3

;

k

1,2

P

2

3

 

 

 

1

1

3



 

 

 

2

2

3

 

2

1

I diagramma delle funzione di forme per i tre nodi sono, da sinistra a destra:

P

1

3

, P

2

3

da sinistra a destra: P 1 3    , P 2 3  
da sinistra a destra: P 1 3    , P 2 3  
da sinistra a destra: P 1 3    , P 2 3  

e P

3

3

:

2.7 ALCUNE CLASSIFICAZIONI

Per l’analisi degli elementi rettangolari, utilizzando le coordinate intrinseche e la definizione di funzioni di forma tramite i polinomi di Lagrange, si presentano a continuazione alcuni esempi:

2.7.1 Famiglia Lagrangiana

Sono elementi rettangolari piani con nodi all’interno. Ad esempio, per un rettangolo con 5 nodi in una direzione e 4 nell’altra:

un rettangolo con 5 nodi in una direzione e 4 nell’alt ra: N 9  

N9

,

P4

5

P2

4

Rispetto ai suoi criteri di convergenza:

Per definizione, r ed s non possono essere minori di 2, per tanto la funzione contiene sempre il polinomio completo di primo grado, rappresentativo dei moti rigidi e dei modi a deformazione costante.

L’elemento è conforme per che le funzioni di forma relative ai nodi interni si sono nulle ovunque sul contorno.

La isotropia geometrica, simmetria, è assicurata da una maglia quadrata (

i nodi interni non si connettono con gli elementi adiacenti e si presentano deformazioni all’interno

dell’elemento molto localizzati. Elementi di ordine elevato presentano un certo numero di gradi di libertà

poco efficaci. Il numero di nodi è pari a

Per

r s

).

r 3

2

, il grado del polinomio è

m r

r 1.

2.7.1.1 L4

Ha 4 nodi,

r 1.

È una maglia di 2×2 nodi, presenta 4 nodi ai vertici. Polinomio completo di ordine 1.

Polinomio approssimante bilineare.

L4 :

a1a2 a3a4 

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Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

2.7.1.2 L9

Ha 4 nodi,

completo di ordine 2. Polinomio approssimante biquadratico.

r 2

. È una maglia di 3×3 nodi, presenta 8 nodi al contorno e 1 nodo all’interno. Polinomio

2.7.1.3 L16

Ha 4 nodi,

completo di ordine 4. Polinomio approssimante bicubico.

r 2

. È una maglia di 4×4 nodi, presenta 12 nodi al contorno e 4 nodo all’interno. Polinomio

2.7.2 Famiglia Serendipity

Insieme di elementi rettangolari piani che permette ridurre l’inconveniente dei termini aggiuntivi della famiglia Lagrangiana. I nodi vanno se possibile, posizionati esclusivamente sul contorno dell’elemento.

posizionati esclusivamente sul contorno dell’elemento. La funzione di forma è un’espressione proporzionale al

La funzione di forma è un’espressione proporzionale al prodotto delle equazioni di rette passanti per i nodi rimanenti, assicurando la conformità.

2.7.2.1 S4

È uguale a L4.

2.7.2.2 S8

2.7.2.3 S12

2.7.2.4 S17

Si deve aggiungere un nodo addizionale al centro dell’elemento per completare il polinomio e conservare la simmetria nelle due direzione.

2.7.3 Confronti fra le due famiglie

La differenzia sono principalmente i nodi interni e il numero di componenti dei polinomi.

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Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

2.7.4 Elementi isoparametrici

Il termine isoparametrico indica che la trasformazione geometrica e il modelo di spostamento sono controllati con lo stesso numero di parametri. il numero di nodi in cui sono note le funzioni spostamento e geometria sono uguali; è il tipo di elemento più diffuso in quanto semplice ed efficiente.

È possibile formulare elementi iperparametrici, in cui la trasformazione geometrica è di grado più elevato che il modello di spostamento. Si utilizzano ad esempio per ottenere uno stato di sforzo costante.

Elementi ipoparametrici o sub-parametrici vincolano la geometria più di quanto concesso dalle funzioni di forma. In questo caso il numero di nodi in cui è nota la geometria è inferiore rispetto a quello che descrive la funzione incognita: una soluzione di questo genere può essere adottata nel caso in cui la forma dell'elemento sia geometricamente semplice ma si desideri descrivere uno stato di deformazione e sforzo più complesso.

uno stato di deformazione e sforzo più complesso. 2.8 S TATO DI TENSIONE Invece di usare

2.8 STATO DI TENSIONE

Invece di usare il tensore delle deformazione della meccanica del continuo, si utilizza un vettore di deformazione soltanto con quelli componenti di deformazione che sono distinte. Il vettore delle deformazione all’interno del elemento si può scrivere in funzione di spostamenti nodali:

Bu

si determina in base le equazioni di congruenza (tra spostamenti e deformazioni) e i

suoi termini contengono le derivate delle funzioni di forma. Tramite le equazioni di legame (tra deformazioni e tensioni), il vettore di deformazione viene collegato col vettore di tensione con la espressione:

Dove la matrice

B

D

2.8.1 Biella

B1/ L 1/ L

;

DE

;

L’analisi della temperatura si considera come:

0

T

.

2.8.2 Trave

u

x

;

2

v

x

2

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Appunti di Meccanica Computazionale delle Strutture

2.8.3

Elemento triangolare

xx

xx

yy

xy

 

 

u

x

;

;

yy

  y v

;

B1/ L 1/

L