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I SINGOLI CONTRATTI
A) ALIENAZIONI A TITOLO ONEROSO
1 - COMPRAVENDITA
Art. 1470 c.c. NOZIONE. La vendita il contratto che ha per oggetto il trasferimento della
propriet di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo .

necessaria la forma scritta per la validit della vendita di beni immobili o diritti reali
immobiliari (art. 1350 c.c.) e per la vendita di eredit (art. 1543 c.c.).
La vendita un contratto consensuale ad efficacia reale.
Il trasferimento delloggetto venduto si verifica, di regola, alla conclusione del contratto, per
effetto del semplice consenso manifestato dalle parti ( VENDITA CON EFFETTO REALE
IMMEDIATO), affinch ci accada necessario che loggetto esista nel patrimonio del
venditore e sia individuato, occorre inoltre che le parti vogliano il trasferimento immediato.
In caso contrario la vendita avr immediatamente solo EFFETTI OBBLIGATORI, il venditore
obbligato a procurare al compratore lacquisto, che si verificher in un momento successivo
(VENDITA OBBLIGATORIA), ci accade nei seguenti casi:
1.

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5.

Art. 1378 c.c. TRASFERIMENTO DI COSA DETERMINATA SOLO NEL GENERE. Nei
contratti che hanno per oggetto il trasferimento di cose determinate solo nel genere, la
propriet si trasmette con lindividuazione fatta daccordo tra le parti o nei modi da esse
stabiliti. Trattandosi di cose che devono essere trasportate da un luogo allaltro,
lindividuazione avviene anche mediante la consegna al vettore o allo spedizioniere .
Art. 1472 c.c. VENDITA DI COSA FUTURA. Nella vendita che ha per oggetto una cosa
futura, lacquisto della propriet si verifica non appena la cosa viene ad esistenza. Se oggetto
della vendita sono gli alberi o i frutti di un fondo, la propriet si acquista quando gli alberi sono
tagliati o i frutti separati. Qualora le parti non hanno voluto concludere un contratto aleatorio
la vendita nulla, se la cosa non viene ad esistenza .
Art. 1478 c.c. VENDITA DI COSA ALTRUI. Se al momento del contratto la cosa venduta
non era di propriet del venditore, questi obbligato a procurarne lacquisto al compratore. Il
compratore diventa proprietario nel momento in cui il venditore acquista la propriet della
stessa.
Art. 1523 c.c. PASSAGGIO DELLA PROPRIETA E DEI RISCHI. Nella vendita a rate con
riserva di propriet, il compratore acquista la propriet della cosa col pagamento dellultima
rata del prezzo, ma assume i rischi fin dal momento della consegna .

VENDITA SOTTOPOSTA A TERMINE O A CONDIZIONE.

VENDITE DI BENI AL CONSUMO


Per CONSUMATORE si intende qualsiasi persona fisica che acquisti per scopi estranei
allattivit imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (disposizioni applicabili
anche ai contratti di permuta, somministrazione, fornitura di beni di consumo da produrre o
fabbricare su richiesta del consumatore).
La conformit del bene al contratto deve essere valutata tenendo conto oltre che delle sue
qualit e prestazioni abituali anche delle dichiarazioni pubbliche fatte in proposito dal
produttore (in particolare dalla pubblicit, salvo che non potesse conoscerla con lordinaria
diligenza).
Se la riparazione e la sostituzione sono eccessivamente onerose, o comunque il debitore non
vi provvede entro un congruo termine, o se la sostituzione o la riparazione hanno arrecato

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notevoli inconvenienti al consumatore, questi pu, a sua scelta, chiedere la riduzione del
prezzo o la risoluzione del contratto.
Sono inoltre ampliati i termini per la denunzia del difetto (2 mesi) o quello di prescrizione
dellazione per difetti non dolosamente occultati dal venditore (24 mesi). inoltre nullo ogni
patto rivolto ad escludere o limitare preventivamente la garanzia.

OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE


Art. 1476 c.c. OBBLIGAZIONI PRINCIPALI DEL VENDITORE. Le obbligazioni principali del
venditore sono:
Quella di consegnare la cosa al compratore;
Quella di fargli acquistare la propriet della cosa o il diritto, se lacquisto non effetto
immediato del contratto;
Quella di garantire il compratore dallevizione e dai vizi della cosa .
1.
2.

3.

La garanzia per evizione dovuta dal venditore sia nellipotesi che egli non abbia fatto
acquistare perch questa non gli apparteneva, sia nellipotesi che abbia trasferito una
propriet gravata da vincoli o diritti altrui non previsti nel contratto (uguale garanzia per
diritti reali diversi dalla propriet).
Art. 1490 c.c. GARANZIA PER I VIZI DELLA COSA VENDUTA. Il venditore tenuto a garantire
che la cosa venduta si immune da vizi che la rendano inidonea alluso a cui destinata o ne
diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha
effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa .

La garanzia non dovuta se al momento del contratto, il compratore conosceva i vizi della
cosa; parimenti non dovuta se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo, in questo caso,
che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi. Tali vizi devono essere
denunziati entro OTTO GIORNI dalla scoperta, lazione si prescrive dopo un anno dalla
consegna.
Art. 1492 c.c. EFFETTI DELLA GARANZIA. Nei casi indicati dallart. 1490 il compratore pu
richiedere a sua scelta la risoluzione del contratto (AZIONE REDIBITORIA) ovvero la riduzione del
prezzo (AZIONE ESTIMATORIA) salvo che, per determinati vizi, gli usi escludano la risoluzione. La scelta
irrevocabile quando fatta con la domanda giudiziale. Se la cosa consegnata perita in
conseguenza dei vizi, il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto, se invece perita per caso
fortuito o per colpa del compratore, o se questi lha alienata o trasformata egli non pu domandare
che la riduzione del prezzo.
Art. 1497 c.c. MANCANZA DI QUALITA. Quando la cosa venduta non ha le qualit promesse
ovvero quelle essenziali per luso a cui destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione
del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, purch il difetto di
qualit ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi. Tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione
soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite dallart. 1495.

In alcuni casi lazione di garanzia per i vizi o per difetto di qualit della cosa venduta pu
concorrere con lazione di annullamento per errore. Questultima azione non assoggettata
al termine di decadenza e alla prescrizione breve dellart. 1495 c.c., ma richiede che lerrore
fosse riconoscibile da venditore al momento della conclusione del contratto; in seguito
allannullamento il danno deve essere valutato in relazione allinteresse negativo.
In caso di inadempimento relativo allACQUISTO DELLA PROPRIETA del venditore
lacquirente, se non era a conoscenza dei difetti del diritto in capo al venditore, pu:
CHIEDERE LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INADEMPIMENTO . Se ignorava il
difetto del diritto in capo al venditore; avr diritto al risarcimento del danno.
CHIEDERE UNA RIDUZIONE DI PREZZO. Se la cosa solo parzialmente altrui o se
solo gravata da diritti di godimento di terzi, qualora si possa ritenere che egli avrebbe
acquistato lo stesso. Avr comunque diritto al risarcimento del danno.

Art. 1516 c.c. ESECUZIONE COATTIVA PER INADEMPIMENTO DEL VENDITORE. Se la


vendita ha per oggetto beni fungibili che hanno un prezzo corrente a norma del terzo comma
dellart. precedente, e il venditore non adempie la sua obbligazione, il compratore pu fare
acquistare senza ritardo le cose, a spese del venditore, a mezzo di una delle persone indicate
nel secondo e terzo comma dellarticolo precedente. Il compratore ha diritto alla differenza tra
lammontare della spesa occorso per lacquisto e il prezzo convenuto, oltre al risarcimento del
maggior danno.

Nel caso in cui il compratore conosceva il difetto in capo al venditore, egli potr chiedere la
RISOLUZIONE DEL CONTRATTO , la RIDUZIONE DEL PREZZO, oltre al risarcimento del danno, ma
solo se subisce lEVIZIONE. In quanto il suo acquisto consapevole fa presumere che egli
abbia accettato di acquistare un diritto condizionato.

LE OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE


Obbligo principale del compratore consiste nel pagamento del prezzo, di solito nel luogo
dove la merce sar consegnata. Se il prezzo non esattamente determinato deve essere per
lo meno determinabile.
Art. 1474 c.c. MANCANZA DI DETERMINAZIONE DEL PREZZO. Se il contratto ha per oggetto
cose che il venditore vende abitualmente e le parti non hanno determinato il prezzo, n hanno
convenuto il modo di determinarlo, n esso stabilito per atto della pubblica autorit, si presume che
le parti abbiano volto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore. Se si tratta di cose aventi
un prezzo di borsa o di mercato, il prezzo si desume dai listini o dalle mercuriali del luogo in cui deve
essere eseguita la consegna, o da quelli della piazza pi vicina. Qualora le parti abbiano inteso riferirsi
al giusto prezzo, si applicano le disposizioni dei commi precedenti; e, quando non ricorrono i casi da
essi previsti, il prezzo, in mancanza di accordo, determinato da un terzo .

TIPOLOGIE DI VENDITA in relazione ai beni:


VENDITA IMMOBILIARE
Art. 1547 c.c. VENDITA A MISURA. Quando un determinato immobile venduto con lindicazione
della sua misura e per un prezzo stabilito in ragione di un tanto per ogni unit di misura, il compratore
ha diritto a una riduzione, se la misura effettiva dellimmobile inferiore a quella indicata nel
contratto. Se la misura risulta superiore a quella indicata nel contratto, il compratore deve
corrispondere il supplemento del prezzo, ma ha la facolt di recedere dal contratto qualora
leccedenza oltrepassi la ventesima parte della misura dichiarata .
Art. 1548 c.c. VENDITA A CORPO. Nel caso in cui il prezzo determinato in relazione al corpo
dellimmobile e non alla sua misura, sebbene questa sia stata indicata, non si fa luogo a diminuzione o
a supplemento di prezzo, salvo che la misura reale sia inferiore o superiore di un ventesimo rispetto a
quella indicata nel contratto. Nel caso in cui dovrebbe pagarsi un supplemento di prezzo, il compratore
ha la scelta di recedere dal contratto o di corrispondere il supplemento .

VENDITA DI COSE MOBILI


Art. 1510 c.c. LUOGO DELLA CONSEGNA. In mancanza di patto o di uso contrario, la consegna
della cosa deve avvenire nel luogo dove questa si trovava al tempo della vendita, se le parti ne erano
a conoscenza, ovvero nel luogo dove il venditore aveva il suo domicilio o la sede dellimpresa. Salvo
patto o uso contrario, se la cosa venduta deve essere trasportata da un luogo allaltro, il venditore si
libera dellobbligo della consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere; le spese del
trasporto sono a carico del compratore. (VENDITA CON SPEDIZIONE).

Le parti possono accordarsi affinch la consegna avvenga allarrivo ( VENDITA CON CONSEGNA
ALLARRIVO), in tal caso il venditore risponde dei danni dovuti alla colpa del vettore, il quale
agisce come suo ausiliario (art. 1228 c.c.). Il rischio del perimento fortuito invece a carico
del compratore, se la cosa gi gli appartiene

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Per la determinazione del prezzo e della sopportazione delle spese possono essere previste
due clausole.
CIF (cost, insurance, freight). In questo caso costo, assicurazione e nolo sono
compresi nel prezzo di vendita, quindi sono a carico del venditore.
FOB (free on board). Le spese di assicurazione e trasporto non sono comprese nel
prezzo e restano quindi a carico del compratore

Nel caso di inadempimento delle obbligazioni derivanti dalla compravendita di cose mobili la
legge concede due rimedi:
Art. 1517 c.c. RISOLUZIONE DI DIRITTO. La risoluzione ha luogo di diritto a favore del contraente
che, prima della scadenza del termine stabilito, abbia offerto allaltro, nelle forme di uso, la consegna
della cosa o il pagamento del prezzo, se laltra parte non adempie la propria obbligazione. La
risoluzione di diritto ha luogo pure a favore del venditore se, alla scadenza del termine stabilito per la
consegna, il compratore, la cui obbligazione di pagare il prezzo non sia scaduta, non si presenti per
ricevere preventivamente la cosa offerta, ovvero non laccetti. Il contraente che intende valersi della
risoluzione di diritto deve darne comunicazione allaltra entro otto giorni dalla scadenza del termine; in
mancanza di tale comunicazione si osservano le disposizioni sulla risoluzione per inadempimento .
Art. 1515 c.c. ESECUZIONE COATTIVA PER INADEMPIMENTO DEL COMPRATORE. Se il
compratore non adempie lobbligazione di pagare il prezzo, il venditore pu far vendere senza ritardo
la cosa per conto e a spese di lui. La vendita fatta allincanto a mezzo di persona autorizzata a tali
atti o, in mancanza di essa, nel luogo in cui la vendita deve essere eseguita, a mezzo di ufficiale
giudiziario. Il venditore deve dare tempestiva notizia al compratore del giorno, del luogo e dellora in
cui la vendita sar eseguita. Se la cosa ha prezzo corrente, stabilito per atto della pubblica autorit,
ovvero risultante da listini di borsa o da mercuriali, la vendita pu essere fatta senza incanto, al prezzo
corrente, a mezzo delle persone indicate nel comma precedente o di un commissario nominato dal
tribunale. In tal caso il venditore deve dare al compratore pronta notizia della vendita. Il venditore ha
diritto alla differenza tra il prezzo convenuto e il ricavo netto della vendita, oltre al risarcimento del
maggior danno.
Art. 1516 c.c. ESECUZIONE COATTIVA PER INADEMPIMENTO DEL VENDITORE. Se la vendita
ha per oggetto cose fungibili che hanno un prezzo correte a n orma del terzo comma dellart.
precedente, e il venditore non adempie la sua obbligazione, il compratore pu far acquistare senza
ritardo le cose, a spese del venditore, a mezzo di una delle persone indicate nel secondo e terzo
comma dellarticolo precedente. Dellacquisto il compratore deve dare pronta notizia al venditore. Il
compratore ha diritto alla differenza tra lammontare della spesa occorsa per lacquisto e il prezzo
convenuto, oltre al risarcimento del maggior danno.

VENDITA DI DOCUMENTI
Se la vendita ha per oggetto merci in viaggio o depositate in magazzini generali e
rappresentate da duplicato della lettera di vettura, da una polizza di carico o da una fede di
deposito, il venditore si libera dellobbligo della consegna rimettendo al compratore il titolo
rappresentativo della merce.

EVENTUALI CLAUSOLE CONTRATTUALI


TIPICHE DELLA VENDITA
Art. 1520 c.c. VENDITA CON RISERVA DI GRADIMENTO. Quando si vendono cose con riserva di
gradimento da parte del compratore, la vendita non si perfeziona fino a che il gradimento non sia
comunicato al venditore. Se lesame della cosa deve farsi presso il venditore, questi liberato, qualora
il compratore non vi proceda nel termine stabilito dal contratto o dagli usi, o, in mancanza, in un
termine congruo fissato dal venditore. Se la cosa si trova presso il compratore e questi non si
pronunzia nel termine indicato, la cosa si considera di suo gradimento.
Art 1521 c.c. VENDITA A PROVA. La vendita a prova si presume fatta sotto condizione sospensiva
che la cosa abbia le qualit pattuite o sia idonea alluso a cui destinata. La prova si deve eseguire
nel termine secondo le modalit stabiliti dal contratto e dagli usi.

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Art 1522 VENDITA SU CAMPIONE O TIPO CAMPIONE. Se la vendita fatto su campione,
sintende che questo deve servire come esclusivo paragone per la qualit della merce, e in tal caso
qualsiasi difformit attribuisce al compratore il diritto alla risoluzione del contratto. Qualora per, dalla
convenzione o dagli usi risulti che il campione deve servire unicamente a indicare
approssimativamente la qualit, si pu domandare la risoluzione soltanto se la difformit dal campione
sia notevole. In ogni caso lazione soggetta alla decadenza e alla prescrizione stabilite dallart. 1495.

ATIPICHE
PATTO DI RISERVATO DOMINIO
Detta clausola differisce il trasferimento della propriet al momento in cui il prezzo sia
completamente pagato. Il trasferimento quindi sottoposto a condizione sospensiva.
La cosa consegnata al compratore, il quale potr utilizzarla subito, ma dovr astenersi da
ogni atto volto a ledere il riservato dominio, che costituisce la garanzia del venditore.
Art. 1523 c.c. PASSAGGIO DELLA PROPRIETA E DEI RISCHI. Nella vendita a rate con riserva
della propriet, il compratore acquista la propriet della cosa col pagamento dellultima rata del
prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna.

La propriet riservata al venditore gli consente di rivendicare la cosa, se il prezzo non viene
pagato, ad esclusione che sulla cosa stessa si possono soddisfare altri creditori del
compratore. Per lopponibilit a questi ultimi occorre per che il patto di riservato dominio
risulti da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento (art. 1524 c.c.). Se la
vendita ha per oggetto macchine del valore superiore a 15.49, la riserva di propriet
opponibile anche al terzo acquirente, purch il patto di riservato dominio sia trascritto in
apposito registro tenuto presso la cancelleria del tribunale nella giurisdizione del quale
collocata la macchina e su di essa sia apposto un apposito contrassegno.
Il mancato pagamento di una sola rata non da luogo alla risoluzione del contratto, se essa
non supera lottava parte del prezzo, e non determina neppure la perdita del beneficio del
termine rispetto alle rate successive
Art. 1526 c.c. RISOLUZIONE DEL CONTRATTO. Se la risoluzione del contratto ha luogo per
inadempimento del compratore, il compratore deve restituire le rate riscosse, salvo il diritto a un equo
compenso, per luso della cosa, oltre al risarcimento del danno. Qualora si convenuto che le rate
pagate restino acquisite al venditore a titolo di indennit, il giudice, secondo le circostanze, pu
ridurre lindennit convenuta. La stessa disposizione si applica nel caso in cui il contratto sia
configurato come locazione, e sia convenuto che, al termine di esso, la propriet della cosa sia
acquistata al conduttore per effetto del pagamento dei canoni pattuiti .

DIRITTO DI PRELAZIONE
Col patto di prelazione una parte promette di preferirla allaltra nella stipulazione di un
contratto di vendita, se decider di vendere.
Prima di alienare a un terzo il venditore dovr quindi interpellare lavente diritto alla
prelazione. se ci non venisse fatto lalienante si rende responsabile dei danni: lavente
diritto alla prestazione non potr pretendere di riscattare la cosa dal terzo acquirente, perch
il patto di prelazione ha efficacia solo tra le parti ( EFFICACIA OBBLIGATORIA).
Ci sono dei casi in cui la prelazione legale, e quindi i diritti acquisiti sono opponibili ai terzi
acquirenti e ai suoi aventi causa (EFFICACIA REALE):
1. La prelazione spettante al coerede nel caso che un altro coerede voglia vendere a un
esstraneo la sua quota di eredit o parte di essa;
2. Nella vendita del fondo rustico, la prelazione spettante allaffittuario o al proprietario
coltivatore diretto del fondo confinante;
3. Nella locazione di immobili urbani utilizzati per svolgere attivit commerciali ed
artigiane che abbiano rapporti diretti col pubblico la prelazione spetta al conduttore;

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4.

La prelazione dello Stato nel caso di alienazione di cose di interesse artistico,


archeologico o etnografico

RISCATTO CONVENZIONALE
Art 1500 c.c. PATTO DI RISCATTO. Il venditore pu riservarsi il diritto di riavere la propriet della
cosa venduta mediante la restituzione del prezzo e i rimborsi stabiliti dalle disposizioni che seguono. Il
patto di restituire un prezzo superiore a quello stipulato per la vendita nullo per leccedenza .
Art. 1502 c.c. TERMINE. Il termine per il riscatto non pu essere maggiore di due anni nella
vendita di beni mobili e di cinque anni in quella dei beni immobili. Se le parti stabiliscono un termine
maggiore, esso si riduce a quello legale. Il termine stabilito dalla legge perentorio e non si pu
prorogare.

La vendita con patto di riscatto sottoposta a condizione sospensiva risolutiva potestativa,


la quale consiste nella dichiarazione di riscatto da parte del venditore, unita alla restituzione
del prezzo e di altri rimborsi:
Art. 1503 c.c. ESERCIZIO DEL RISCATTO. Il venditore decade dal diritto di riscatto, se entro il
termine fissato non comunica al compratore la dichiarazione di riscatto e non gli corrisponde le
somme liquide dovute per il rimborso del prezzo, delle spese e di ogni altro pagamento legittimo fatto
per la vendita. Se il compratore rifiuta di ricevere il pagamento di tali rimborsi, il venditore decade dal
diritto di riscatto, qualora non ne faccia richiesta reale entro otto giorni dalla scadenza del termine.
Nella vendita di immobili l dichiarazione di riscatto deve essere fatta per iscritto, pena la nullit .

Il riscatto ha efficacia reale, opponibile al terzo al quale il compratore abbia alienato la cosa
nel frattempo.
Il patto di riscatto deve essere distinto dal PATTO DI RETROVENDITA, il quale obbliga il
compratore a rivendere al venditore, se questi lo chieder. Si tratta di un contratto
preliminare unilaterale, che ha effetto solo tra le parti.

2 VENDITA A TERMINE DI TITOLI DI CREDITO


Art. 1531 c.c. INTERESSI, DIVIDENTI E DIRITTO DI VOTO. Nella vendita a termine di titoli di
credito, gli interessi e i dividendi esigibili dopo la conclusione del contratto e prima della scadenza del
termine, se riscossi dal venditore, sono accreditati al compratore. Qualora la vendita abbia per oggetto
titoli azionari, il diritto di voto spetta al venditore fino al momento della consegna .

una vendita nella quale il pagamento del prezzo e la consegna dei titoli sono rinviati
entrambi a certa data (in Borsa: giorno della liquidazione).
Diventa cos possibile effettuare operazioni di acquisto o di vendita, per speculare sulle
variazioni delle quotazioni, anche se non si dispone attualmente di denaro o titoli.

5 CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE
Art. 1559 c.c. NOZIONE. La somministrazione il contratto con il quale una parte si obbliga, verso
corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dellaltra, prestazioni periodiche o continuative di cose .

Per lo pi lentit della somministrazione non determinata fin dallinizio in quantit fissa,
pu infatti essere determinata la misura della singola fornitura, lasciando indeterminata la
durata del contratto, oppure va determinata con riferimento al fabbisogno della parte che vi
ha diritto.

Art. 1560 c.c. ENTITA DELLA SOMMINISTRAZIONE. Qualora non sia determinata lentit della
somministrazione, si intende pattuita quella corrispondente al normale fabbisogno della parte che vi
ha diritto, avuto riguardo al tempo e alla conclusione del contratto. Se le parti hanno stabilito soltanto
il limite massimo e quello minimo per lintera somministrazione o per le singole prestazioni, spetta
allavente diritto alla somministrazione di stabilire, entro i limiti suddetti, il quantitativo voluto. Se
lentit della somministrazione deve determinarsi in relazione al fabbisogno ed stabilito un
quantitativo minimo, lavente diritto alla somministrazione tenuto per la quantit corrispondente al
fabbisogno se questo supera il minimo stesso.

Il contratto presenta alcune caratteristiche che lo rendono rilevante dal punto di vista
giuridico:
UNICITA DELLA FONTE CONTRATTUALE . Pur potendo essere le prestazioni ripartite nel
tempo, se non continue, non sar necessario stipulare un nuovo contratto ad ogni
prestazione.
1.

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3.

4.

5.

Art. 1562 c.c. - PAGAMENTO DEL PREZZO. Nella somministrazione a carattere periodico il
prezzo corrisposto allatto delle singole prestazioni in proporzione di ciascuna di esse. Nella
somministrazione a carattere continuativo il prezzo pagato secondo le scadenze duso .
Art. 1569 c.c. CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO. Se la durata della
somministrazione non stabilita, ciascuna delle parti pu recedere dal contratto, dando
preavviso nel termine pattuito o in quello stabilito dagli usi o, in mancanza in un termine
congruo avuto riguardo alla natura della somministrazione .
Art. 1564 c.c. RISOLUZIONE DEL CONTRATTO. In caso di inadempimento di una delle
parti relativo a singole prestazioni, laltra pu chiedere la risoluzione del contratto, se
linadempimento ha una notevole importanza ed tale da menomare la fiducia nellesattezza
dei successivi adempimenti .
Art. 1565 c.c. SOSPENSIONE DELLA SOMMINISTRAZIONE. Se la parte che ha diritto alla
somministrazione inadempiente e linadempimento di lieve entit, il somministrante pu
sospendere lesecuzione del contratto senza dare congruo preavviso .

Possono essere inoltre previste particolari clausole tra cui:


Art. 1566 c.c. PATTO DI PREFERENZA. Il patto con cui lavente diritto alla somministrazione si
obbliga a dare la preferenza al somministrante nella stipulazione di un successivo contratto per lo
stesso oggetto, valido purch la durata dellobbligo non ecceda il termine di cinque anni. Se
convenuto un termine maggiore, questo si riduce a cinque anni. Lavente diritto alla somministrazione
deve comunicare al somministrante le condizioni propostegli da terzi e il somministrante deve
dichiarare, sotto pena di decadenza, nel termine stabilito o, in mancanza, in quello richiesto dalle
circostanze o dagli usi, se intende valersi del diritto di preferenza .
Art. 1567 c.c. ESCLUSIVA A FAVORE DEL SOMMINISTRANTE. Se nel contratto pattuita la
clausola di esclusiva a favore del somministrante, laltra parte non pu ricevere da terzi prestazioni
della stessa natura, n, salvo patto contrario, pu provvedere con mezzi propri alla produzione delle
cose che formano loggetto del contratto .
Art. 1568 c.c. ESCLUSIVA A FAVORE DELLAVENTE DIRITTO ALLA SOMMINISTRAZIONE. Se la
clausola di esclusiva pattuita a favore dellavente diritto alla somministrazione, il somministrante
non pu compiere nella zona per cui la esclusiva concessa e per la durata del contratto, n
direttamente n indirettamente, prestazioni della stessa natura di quelle che formano oggetto del
contratto. Lavente diritto alla somministrazione, che assume lobbligo di promuovere, nella zona
assegnatagli, la vendita delle cose di cui ha lesclusiva, risponde dei danni in caso di inadempimento a
tale obbligo, anche se ha eseguito il contratto rispetto al quantitativo minimo che sia stato fissato .

N.B.

La figura del concessionario esclusivo per la rivendita non va confusa con quella
dellagente o del commissionario. Il primo infatti supporta i rischi relativi, lagente o il
commissionario invece promuovono o concludono vendite per conto del mandante e
perci non assumono il rischio degli affari trattati

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Il CONTRATTO DI AFFILIAZIONE COMMERCIALE (FRANCHISING) il contratto con
il quale una grande impresa concede a unimpresa minore di entrare a far parte della
sua catena di distribuzione.
LIMPRENDITORE AFFILIATO si giover della pubblicit e dellassistenza tecnica offerta
dallaffiliante, oltre che della possibilit di utilizzare marchi conosciuti e promuovere la
vendita di prodotti gi diffusi tra il pubblico
LAFFILIANTE invece avr diritto a una percentuale sulle vendite.
Tale contratto deve essere redatto per iscritto, pena la nullit. La legge precisa inoltre
alcuni obblighi precontrattuali di reciproca informazione e richiede che il testo del
contratto, e gli allegati informativi, sia sottoposto allaffiliante dallaffiliato ameno trenta
giorni prima della sottoscrizione.
Se il contratto a tempo determinato la durata stabilita deve essere tale da consentire
allaffiliato lammortamento dellinvestimento e deve essere comunque non inferiore a
tre anni.
Laffiliante di regola impegnato a non dare altre concessioni nella medesima zona e
per lo pi laffiliato si impegna a sua volta a non trattare beni o servizi in concorrenza
con quelli del concedente.

C) CONTRATTI
COSE

DI

UTILIZZAZIONE

DI

1 LOCAZIONE
Art. 1571 c.c. NOZIONE. La locazione il contratto con il quale una parte si obbliga a far godere
allaltra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso il corrispettivo di un prezzo .

La locazione pu avere ad oggetto beni immobili (appartamento, magazzino) e mobili


(animali, automobili) e non richiede generalmente una forma particolare, fatto salvo per
quanto previsto nella locazione di immobili per durata superiore ai nome anni, in questo caso
necessaria la forma scritta.

OBBLIGAZIONI DELLE PARTI


Art. 1575 c.c. OBBLIGAZIONI PRINCIPALI DEL LOCATORE. Il locatore deve:
Consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione;
Mantenerla in stato da servire alluso convenuto;
Gestirne il pacifico godimento durante la locazione .
1.
2.
3.

Il locatore ha quindi lobbligo di compiere tutte le riparazioni necessarie, fuorch quelle di


piccola manutenzione, idonee a mantenere la cosa in uno stato ottimale. Se la durata di tali
riparazioni supera i VENTI GIORNI il conduttore ha diritto a unequa riduzione del canone.
Il locatore inoltre deve astenersi dal compiere sulla cosa innovazioni che potrebbero limitarne
il godimento per il conduttore (DIVIETO DI INNOVAZIONE).
Art. 1587 c.c. OBBLIGAZIONI PRINCIPALI DEL CONDUTTORE. Il conduttore deve;
1.
Prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene
per luso determinato dal contratto o per luso che altrimenti pu desumersi dalle circostanze;
2.
Dare il corrispettivo nei termini convenuti .

Il conduttore responsabile contrattualmente del deterioramento della cosa locata salvo che
non provi che esso sia a lui non imputabile.
Art. 1588 c.c. PERDITA E DETERIORAMENTO DELLA COSA LOCATA. Il conduttore risponde
della perdita e del deterioramento della cosa che avvengono nel corso della locazione, anche se
derivanti da incendio, qualora non provi che siano accaduti per causa a lui non imputabile. pure

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responsabile della perdita e del deterioramento cagionati da persone che egli ha ammesse, anche
temporaneamente, alluso o al godimento della cosa.

GARANZIELinteresse del conduttore al pacifico godimento della cosa richiede tutela nei
confronti del locatore ma anche nei contro eventuali molestie di terzi:
art. 1585 c.c. GARANZIA PER MOLESTIE. Il locatore tenuto a garantire il conduttore dalle
molestie che diminuiscono luso o il godimento della cosa, arrecate da terzi che pretendono di avere
diritti sulla cosa medesima. Non tenuto a garantirlo dalle molestie di terzi che non pretendono di
avere diritti, salva al conduttore la facolt di agire contro di essi in nome proprio .
Tale articolo concede quindi azione diretta al conduttore nei confronti dei molestatori di fatto.
Tale azione, di manutenzione, solitamente a tutela del possesso, ma concessa
eccezionalmente al conduttore che non possessore ma detentore della cosa.
Art. 1586 c.c. PRETESE DA PARTE DEI TERZI. Se i terzi che arrecano le molestie pretendono di
avere diritti sulla cosa locata, il conduttore tenuto a darne pronto avviso al locatore, sotto pena del
risarcimento dei danni. Se i terzi agiscono in via giudiziale, il locatore tenuto ad assumere la lite,
qualora sia chiamato nel processo. Il conduttore deve essere estromesso con la semplice indicazione
del locatore, se non ha interesse a rimanervi .
Il conduttore pu agire con lazione di reintegrazione nel caso in cui venga spogliato della
cosa in modo violento o clandestino. Ma questa possibilit concessa solo nel caso in cui la
cosa gli sia stata consegnata. In questo si manifesta il CARATTERE PERSONALE DEL DIRITTO DEL
CONDUTTORE.

Se la cosa alienata a un terzo, questi tenuto a rispettare la locazione, purch abbia data
anteriore certa al suo acquisto, ovvero il conduttore avesse gi la detenzione della cosa.
Art. 1599 c.c. TRASFERIMENTO A TITOLO PARTICOLARE DELLA COSA LOCATA. Il contratto di
locazione opponibile al terzo acquirente, se ha data certa anteriore allalienazione della cosa. La
disposizione del comma precedente non si applica alle locazioni di beni mobili non iscritti nei pubblici
registri, se lacquirente ne ha conseguito il possesso in buona fede. Le locazioni di beni immobili non
trascritte non sono opponibili al terzo acquirente, se non nei limiti di un novennio dallinizio della
locazione. Lacquirente in ogni caso tenuto a rispettare la locazione, se ne ha assunto lobbligo verso
lalienante.

DURATA
Per quanto concerne la durata la locazione pu essere a tempo determinato o indeterminato.
Art. 1573 c.c. DURATA DELLA LOCAZIONE. Salvo diverse norme di legge (artt. 1607;1627 c.c.), la
locazione non pu stipularsi per tempo eccedente i trenta anni. Se stipulata per un periodo pi lungo o
perpetuo, ridotta al termine suddetto.

La locazione per un tempo determinato cessa alla scadenza, senza che sia necessaria la
disdetta. Tuttavia la locazione si ha per tacitamente rinnovata se, scaduto il termine, il
conduttore rimane ed lasciato, nella detenzione della cosa. La locazione a tempo
indeterminato cessa per effetto della DISDETTA, cio una dichiarazione di recesso di una
delle parti, comunicata allaltra con congruo preavviso

RESTITUZIONE
Art. 1590 c.c. RESTITUZIONE DELLA COSA LOCATA. Il conduttore deve restituire la cosa al
locatore nello stato medesimo in cui lha ricevuta, in conformit della descrizione che ne sia stata fatta
dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dalluso della cosa in conformit del
contratto. In mancanza di descrizione si presume che il conduttore abbia ricevuto la cosa in buono
stato di manutenzione. Il conduttore non risponde del perimento o del deterioramento della cosa
dovuti a vetust. Le cose mobili devono essere restituite nel luogo dove sono state consegnate .
Art. 1591 c.c. - DANNI PER RITARDATA RESTITUZIONE. Il conduttore in mora a restituire la cosa
tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo lobbligo di risarcire il
maggior danno.

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TIPOLOGIE DI BENI LOCABILI


LOCAZIONE FINANZIARIA o LEASING FINANZIARIO
Contratto atipico per realizzare unoperazione di finanziamento a medio lungo termine.
Limprenditore che abbia necessit di un bene strumentale, in luogo di procurarsi il
finanziamento necessario allacquisto, pu rivolgersi a un impresa di leasing, dopo essersi
accordato con il fornitore, la quale acquister il bene su sua indicazione e glielo conceder in
uso dietro il pagamento di un canone periodico, calcolato per rientrare del capitale investito,
oltre che di un premio per il rischio di anticipata obsolescenza.
Tutte le opere di manutenzione e riparazione sono a carico dellimprenditore, come pure la
responsabilit per eventuali vizi della cosa.
Al termine del contratto limprenditore potr scegliere se restituire il macchinario, ed
eventualmente rinnovare il leasing su un altro di maggiore innovazione, oppure ritirare il
macchinario precedente pagando un prezzo di riscatto. Questultima ipotesi conveniente
nel caso in cui le innovazioni sono disgiunte dal macchinario, e quindi integrabili in quello gi
acquistato.

LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI


La locazione degli immobili deve essere accompagnata da una regolamentazione prevista da
legge speciale, tale normativa, LEGGE 392/1978 fa riferimento sia gli immobili urbani
destinati ad uso abitativo, ad uso alberghiero e infine commerciale.

IMMOBILI UTILIZZATI COME ABITAZIONE


Art. 1 L. 392/1978 la durata della locazione avente per oggetto immobili urbani per uso abitazione
non pu essere inferiore a quattro anni. Se le parti hanno determinato una durata inferiore o hanno
convenuto una locazione senza determinazione di tempo la durata si intende convenuta per quattro
anni. Il disposto del comma precedente non si applica quando si tratti di locazioni stipulate per
soddisfare esigenze abitative di natura transitoria .
Art. 3 L. 392/1978 - il contratto si rinnova per un periodo di quattro anni se nessuna delle parti
comunica allaltra, almeno sei mesi prima della scadenza, con lettera raccomandata, che non intende
rinnovarlo. La stessa disciplina si applica ad ogni altra successiva scadenza .
Il recesso del locatore ammesso quando intende destinare limmobile a uso proprio o
del coniuge o dei parenti prossimi, ovvero intenda ricostruirlo o ristrutturarlo, e ancora
nelle ipotesi in cui il conduttore abbia la piena disponibilit di un alloggio libero ed idoneo
nello stesso comune ovvero non occupi continuativamente limmobile senza giustificato
motivo. Il locatore pu inoltre dare disdetta quando intenda vendere limmobile a terzi e
non abbia la propriet di altri immobili oltre a quello a uso abitativo oltre a quello adibito
a propria abitazione. In tal caso al conduttore riconosciuto un DIRITTO DI PRELAZIONE.
Tale diritto ha efficacia obbligatoria salvo il caso in cui sia espressamente previsto dal
contratto (efficacia reale).

Il conduttore pu sempre recedere anticipatamente per gravi motivi, mentre il locatore


obbligato ad attendere il termine di scadenza del contratto.
La disciplina circa la durata minima non applicabile ad alcuni rapporti di locazione
specificati dalla legge, tra cui gli alloggi destinati esclusivamente per finalit turistiche.
Per la validit del canone pattuito fra le parti richiesta la forma scritta. Ove questa non sia
adottata, ma il rapporto sia istaurato di fatto, la misura del canone determinata dal giudice
in misura non superiore a quella dei contratti-tipo definiti mediante gli accordi in sede locale
cui si accennato sopra.

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Art.6 L. 392/1978 in caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi
ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento
del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al
conduttore laltro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a
questultimo. In caso di separazione consensuale o di nullit matrimoniale al conduttore succede
laltro coniuge se tra i due si sia stato cos convenuto .
Anche il convivente more uxorio succede nel contratto di locazione.

La DISCIPLINA DELLE LOCAZIONI DI IMMOBILI URBANI (392/1978) introdusse i principi dell EQUO
CANONE, con lo scopo di limitare lautonomia nella sua determinazione da parte dei locatori:
Il canone non poteva essere superiore al 3,85% del valore dellimmobile (canone
calmierato);
I contratti avevano durata minima 4+4.

Lequo canone non era remunerativo per i locatori e molti immobili rimasero cos sfitti,
avendo influssi negativi anche sulledilizia. Un provvedimento normativo del 1992 svincolava
gli immobili di nuova costruzione mentre per quelli meno recenti la locazione poteva
prevedere un maggior canone, purch la contrattazione venisse assistita dalle associazioni
rappresentanti le due parti contrattuali.
La L. 431/1998 abroga la L. 391/1997 per quanto riguarda la locazione degli immobili a
uso abitativo. Questa nuova norma disciplina inderogabilmente la durata e non il canone. Il
contratto di locazione previsto il 4+4, il locatore pu tuttavia svincolare a questobbligo
stipulando i contratti, redatti su appositi formulari, conclusi tra associazioni rappresentanti i
locatori e i conduttori; in questo caso la durata diviene 3+2, in questo caso il canone deve
avere un importo inferiore.
Possono essere inoltre previste PRESCRIZIONI DI NATURA REGIONALE che fanno riferimento a
usi specifici (ex. Contratto d locazione per studenti) concedenti al locatore delle particolari
agevolazioni fiscali.
IMMOBILI URBANI AD USO DIVERSO DA QUELLO ABITATIVO
Lart. 27 L. 392/1978 stabilisce che la durata usuale non pu essere inferiore a SEI ANNI e
rinnovo automatico alla scadenza, salva leventuale disdetta comunicata a mezzo
raccomandata al meno 12 MESI prima della scadenza (FACOLTA DI DINIEGO del locatore che
indente utilizzare limmobile per fini attinenti la sua persona e la sua famiglia) , se gli
immobili sono adibiti alle seguenti attivit:
1. Industriale, commerciale, artigiana;
2. Turistiche.
Diversamente se adibiti ad uso alberghiero, in questo caso la durata minima deve essere di
NOVE ANNI, il rinnovo automatico pu essere interrotto mediante disdetta anticipata
comunicata a mezzo raccomandata almeno 18 MESI prima della scadenza.
In caso di cessazione del rapporto di locazione relativo a tali immobili, quando ci non
avvenga per inadempimento, disdetta o recesso del conduttore, questultimo ha diritto a
unindennit pari a 18 MENSILITA dellultimo canone corrisposto, per le attivit alberghiere
lindennit pari a 21 MENSILITA, tale previsione volta a indennizzarlo per la perdita
dellavviamento.
Il collegamento fra il rapporto di locazione e lattivit produttiva esercitata si manifesta nella
seguente regola:
art. 36 L.392/1978 - il conduttore pu sublocare limmobile o cedere il contratto di locazione anche
senza il consenso del locatore, purch venga insieme ceduta o locata lazienda, dandone
comunicazione al locatore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Il locatore pu
opporsi, per gravi motivi, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Nel caso di cessione
il locatore, se non ha liberato il cedente,pu agire contro il medesimo se il cessionario non adempia le
obbligazioni assunte.

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Il conduttore ha inoltre diritto di prelazione, secondo quanto disposto dallart. 38 L.392/1978,
che il locatore che intenda trasferire limmobile a titolo oneroso deve darne comunicazione al
conduttore mediante atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario; in tale atto devono
essere indicati gli elementi essenziali della cessione (prezzo, e altre condizioni contrattuali).
Dalla ricezione di tale atto il conduttore ha tempo 60 GIORNI per esercitare il suo DIRITTO DI
PRELAZIONE, offrendo uguali condizioni a quelle comunicategli. Da tale data, il conduttore
deve versare limporto stabilito entro 30 GIORNI.
Il conduttore il quale diritto di prelazione stato violato, pu esercitare il c.d. RISCATTO
(sentenza risolutiva del giudice mediante la quale gli viene conferito limmobile).

2 - AFFITTO
Art. 1615 c.c. GESTIONE E GODIMENTO. Quando la cosa ha per oggetto il godimento di una cosa
produttiva, mobile o immobile, laffittuario deve curarne la gestione in conformit della destinazione
economica della cosa e dellinteresse della produzione. A lui spettano i frutti e le altre utilit della
cosa.

Appare chiaro che laffitto si differenzia dalla locazione per loggetto, che in questo caso si
configura come un bene produttivo, ossia in grado di produrre frutti. Tali beni sono di solito
quelli rurali(cosa di per s in grado di produrre frutti) e le aziende(complessi coordinato di
beni organizzato per una funzione produttiva).
Esso inoltre un contratto a titolo oneroso
Art. 1617 c.c. OBBLIGHI DEL LOCATORE. Il locatore tenuto a consegnare la cosa, con i suoi
accessori e le sue pertinenze, in stato da servire alluso e alla produzione a cui destinata .
Art. 1620 c.c. INCREMENTO DELLA PRODUTTIVITA DELLA COSA. Laffittuario pu prendere le
iniziative atte a produrre un aumento di reddito della cosa, purch esse non importino obblighi per il
locatore o non gli arrechino pregiudizio, e siano conformi allinteresse della produzione .

Entrambe le parti possono recedere, se non hanno pattuito la durata del contratto di affitto,
dando allaltra parte congruo preavviso. Inoltre laffitto si scioglie per interdizione,
inabilitazione o insolvenza dellaffittuario, salvo che al locatore sia prestata idonea garanzia.
Nel caso di morte dellaffittuario, il locatore e gli eredi dellaffittuario possono, entro tre mesi,
recedere dal contratto mediante disdetta comunicata allaltra parte con preavviso di sei
mesi.
rilevante sottolineare che norme particolari valgono per l AFFITTO DI FONDI RUSTICI.

3 - COMODATO
Art. 1803 c.c. NOZIONE. Il comodato il contratto col quale una parte(COMODANTE) consegna
allaltra(COMODATARIO) una cosa mobile o immobile, affinch se ne serva per un tempo o per un uso
determinato, con lobbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato essenzialmente gratuito .
Art. 1804 c.c. OBBLIGAZIONI DEL COMODATARIO. Il comodatario tenuto a custodire e a
conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia. Egli non pu servirsene che per luso
determinato dal contratto o dalla natura della cosa. Non pu concedere a un terzo il godimento della
cosa senza il consenso del comodante. Se il comodatario non adempie gli obblighi suddetti, il
comodante pu chiedere limmediata restituzione della cosa, oltre al risarcimento del danno.

Il comodatario risponder del deterioramento solo se questo a lui imputabile, e non


conseguenza del normale uso della cosa.
Inoltre egli tenuto a restituire loggetto, salvo diversa pattuizione delle parti, non appena il
comodante glielo richieda.

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D)
CONTRATTI
DOPERA

DI

PRESTAZIONE

1 - APPALTO
Art. 1655 c.c. NOZIONE. Lappalto il contratto col quale una parte assume, con organizzazione
dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di unopera o di un servizio verso
un corrispettivo in denaro.

Affinch lappaltatore possa assumersi la gestione necessario che sia un imprenditore, un


artigiano o un piccolo imprenditore.
APPALTO
La fabbricazione intrapresa su
specifica
richiesta
del
committente.

COMPRAVENDITA DI COSA FUTURA


La
cosa
da
fabbricarsi
rientra
nellordinaria produzione di serie del
venditore.

Lappalto fondato sulla fiducia nelle qualit dellimpresa appaltatrice, perci lesecuzione
dellopera o del servizio non pu essere dato in subappalto senza il consenso del
committente (art. 1656 c.c.).

POSIZIONI DELLE PARTI


APPALTATORE

COMMITTENTE

Art. 1658 c.c. FORNITURA DELLA MATERIA


PRIMA.

Art. 1660 c.c. VARIAZIONI NECESSARIE AL


PROGETTO.

Materia prima necessaria a compiere lopera deve


essere fornita dallappaltatore, se non diversamente
stabilito dalla convenzione o dagli usi

Se per lesecuzione dellopera a regola darte


necessario approvare variazioni al progetto e le parti
non si accordano, spetta al giudice determinare le
variazioni da introdurre e le correlative variazioni di
prezzo. Se limporto della variazione supera il sesto del
prezzo complessivo convenuto, lappaltatore pu
recedere da contratto e pu ottenere, secondo le
circostanze, un equa indennit. Se le variazioni sono di
notevole entit, il committente pu recedere da
contratto ed tenuto a corrispondere un equo
indennizzo.
Art. 1668 c.c. - CONTENUTO DELLA GARANZIA
PER DIFETTI E VIZI DELLOPERA .
Il committente pu chiedere che le difformit o i vizi
dellopera siano eliminati a spese dellappaltatore,
oppure che il prezzo sia proporzionalmente diminuito,
salvo il risarcimento del danno nel caso di colpa
dellappaltatore. Se per le difformit o i vizi dellopera
sono tali da renderla del tutto inadatta alla sua
destinazione, il committente pu chiedere la
risoluzione del contratto
. Art. 1662 c.c. VERIFICA NEL CORSO DI
ESECUZIONE DELLOPERA.
Il committente ha diritto di controllare lo svolgimento
dei lavori e di verificarne a proprie spese lo stato.
Quando, nel corso dellopera, si accerta che la sua
esecuzione non procede secondo le condizioni stabilite
dal contratto e a regola darte, il committente pu
fissare un congruo termine entro il quale lappaltatore
si deve conformare a tali condizioni; trascorso
inutilmente il termine stabilito, il contratto risolto,
salvo il diritto del committente al risarcimento del

Art. 1659 c.c. VARIAZIONI CONCORDATE


DEL PROGETTO.
Lappaltatore non pu apportare variazioni alle
modalit convenute se il committente non le autorizza.
Lautorizzazione si deve provare per iscritto. Anche
quando le modificazioni siano state autorizzate,
lappaltatore, se il prezzo dellintera opera stato
determinato globalmente, non ha diritto a compenso
per le variazioni o per le aggiunte, salvo diversa
pattuizione

Art. 1663 c.c. DIFETTI DELLA MATERIA.


Lappaltatore tenuto a dare pronto avviso al
committente dei difetti della materia da questo
fornita, se si scoprono nel corso dellopera e
possono comprometterne la regolare esecuzione

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danno

Art. 1669 c.c. ROVINA E DIFETTI DI COSE


IMMOBILI.

Art. 1665 c.c. VERIFICA E PAGAMENTO


DELLOPERA.

Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili


destinate per loro natura alla lunga durata, se, nel
corso di dieci anni dal concepimento, lopera, per vizio
del suolo o per difetto di costruzione, rovina in tutto o
in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o
gravi difetti, lappaltatore responsabile nei confronti
del committente e dei suoi aventi causa, purch sia
fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto
del committente si prescrive in un anno dalla denunzia.

Il committente, prima di ricevere la consegna, ha


diritto di verificare lopera compiuta. La verifica deve
esser fatta dal committente appena lappaltatore lo
mette in condizione di poterla eseguire. Se, nonostante
linvito fattogli dallappaltatore, il committente tralascia
di procedere alla verifica senza giusti motivi, ovvero
non ne comunica il risultato entro breve termine,
lopera si considera accettata. Se il committente riceve
sena riserve la consegna dellopera, questa si
considera accettata ancorch non si sia proceduto alla
verifica. Salvo diversa pattuizione o uso contrario,
lappaltatore ha diritto al pagamento del corrispettivo
quando lopera accettata dal committente.

Art. 1667 c.c.


DELLOPERA.

DIFFORMITA

VISI

Lappaltatore tenuto alla garanzia per le difformit e


i vizi dellopera. La garanzia non dovuta se il
committente ha accettato lopera e le difformit o i vizi
erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purch, in
questo caso, non siano stati in mala fede taciuti
dallappaltatore.

E) CONTRATTI DI COOPERAZIONE
DELLATTIVITA GIURIDICA ALTRUI
1 - MANDATO
Art. 1703 c.c. NOZIONE. Il mandato il contratto mediante il quale una parte si obbliga a
compiere uno o pi atti giuridici per conto dellaltra.

Il mandato si perfeziona con laccordo delle parti, si ritiene per che esso debba rispettare la
forma ad substantiam prevista per la conclusione del negozio per il quale conferito.
Il mandato pu essere stipulato per compiere uno o pi atti determinati ( MANDATO SPECIALE)
o tutti gli atti giuridici nellinteresse del mandante ( MANDATO GENERALE).
Art. 1704 c.c. MANDATO CON RAPPRESENTANZA. Se al mandatario stato conferito il potere di
agire in nome del mandante si applicano le norme relative alla rappresentanza .
Art. 1705 c.c. MANDATO SENZA RAPPRESENTANZA. Il mandatario che agisce in proprio nome
acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno
conoscenza del mandato. I terzi non hanno alcun rapporto col mandante. Tuttavia il mandante,
sostituendosi al mandatario (azione surrogatoria), pu esercitare i diritti di credito derivanti
dallesecuzione del mandato, salvo che ci possa pregiudicare i diritti attribuiti al mandatario dalle
disposizioni seguenti.
Il mandatario senza rappresentanza dovr trasmettere al mandante gli acquisti fatti e le somme
ottenute, mentre il mandante dovr rimborsargli le spese e somministrargli i mezzi necessari per
ladempimento delle obbligazioni assunte verso i terzi. La trasmissione dei diritti e obblighi
giuridici in capo al mandante comporta per la sopportazione di maggiori costi fiscali e crea il
rischio che, avvenuto il trasferimento in capo al mandatario, i suoi creditori possano assoggettare
il bene a esecuzione forzata prima che esso sia effettivamente trasferito al mandante.
Art. 1707 c.c. CREDITORI DEL MANDATARIO. I creditori del mandatario non possono far
valere le loro ragioni su beni che, in esecuzione del mandato, il mandatario ha acquistato in nome
proprio, purch, trattandosi di beni mobili o di crediti, il mandato risulti da scrittura avente data
certa antecedente al pignoramento, ovvero, trattandosi di beni immobili o di beni mobili iscritti

15
nei pubblici registri, sia anteriore al pignoramento la data di trascrizione dellatto di
ritrasferimento o della domanda giudiziale diretta a conseguirlo.
A questo tipo di mandato ricorrer chi non voglia apparire di fronte al terzo, per paura che ci
pregiudichi unequa trattativa e qualora il terzo acconsenta a trattare solo col mandatario.

OBBLIGAZIONI DEL MANDATARIO (artt. dal 1710 al 1718 c.c.)


1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

9.

Il mandatario deve usare la diligenza del buon padre di famiglia nellesecuzione del
mandato, se il mandato gratuito la responsabilit per colpa valutata con minor
rigore.
Non pu farsi sostituire nellincarico se non autorizzato.
Egli non pu eccedere i limiti posti al mandato, latto che esorbita il mandato resta a
carico del mandatario salvo il caso in cui il mandante lo ratifichi.
Deve comunicare tempestivamente al mandante lesecuzione del mandato.
Il mandato congiuntivo non ha effetto se non accettato da tutti i mandatari.
Deve rendere conto del suo operato al mandante e rimettergli ci che ha ricevuto a
causa del mandato.
Nel caso in cui non consegni le somme dovuto al mandante alla data concordata
tenuto al pagamento degli interessi legali.
Il mandatario deve provvedere alla custodia delle cose che gli sono state spedite per
conto del mandante e determinare eventuale loro deterioramento o avarizia per
tutelare gli interessi del mandante stesso.
Ha diritto di soddisfarsi sui crediti pecuniari sorti dagli affari conclusi.

OBBLIGAZIONI DEL MANDANTE (artt. dal 1719 al 1721 c.c.)


1. Deve somministrare al mandatario i mezzi necessari per consentirgli lesecuzione del
mandato.
2. Deve rimborsare al mandatario le anticipazioni, con gli interessi legali dalla data in cui
sono state fatte e pagargli il compenso pattuito.
3. Deve risarcire i danni che il mandatario ha subito a casa dellincarico.
4. Pu revocare il mandato ma solo se esso non nellinteresse del mandatario (se il
mandato collettivo la revoca deve provenire da tutti i mandanti).

ESTINZIONE DEL MANDATO (artt. da 1722 a 1730 c.c.)


Il rapporto di mandato ha carattere personale, poich fondato sulla fiducia.
Art. 1722 c.c. CAUSE DI ESTINZIONE. Il mandato si estingue:
1. Per la scadenza del termine o per il compimento, da parte del mandatario, dellaffare per il
quale stato conferito.
2. Per revoca da parte del mandante.
Se tuttavia il mandato era speciale, a titolo oneroso e conferito a tempo determinato la revoca
ingiustificata obbliga il mandate a risarcire il danno.
3. Per rinunzia del mandatario.
Ma se la rinunzia senza giusta causa il mandatario sar obbligato al risarcimento del danno
4. Per la morte, linterdizione o linabilitazione del mandante o del mandatario. Tuttavia il mandato
che ha per oggetto il compimento di atti relativi allesercizio di unimpresa non si estingue, se
lesercizio dellimpresa continuato, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi.

Il mandato a favore conferito nellinteresse del mandatario o di terzi non si estingue per
revoca da parte del mandante, salvo che sia diversamente stabilito o che ricorra una giusta
causa di revoca; non si estingue per morte o sopravvenuta incapacit del mandante.

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F) CONTRATTI DI CREDITO E BANCARI


1 MUTUO

(contratto di credito)

Art. 1813 c.c. NOZIONE. Il mutuo il contratto col quale una parte(mutuante) consegna
allaltra(mutuatario) una determinata quantit di danaro o di altre cose fungibili, e laltra si obbliga a
restituire altrettante cose della stessa specie e qualit .

Poich lo scopo del mutuo di consentire lutilizzazione di denaro e beni fungibili da parte
del mutuatario, le cose stesse passano in propriet al mutuatario.
Il mutuo si presume oneroso, il corrispettivo per la temporanea possibilit di utilizzare il
capitale costituito dagli interessi:
Art. 1815 c.c. - INTERESSI. Salvo diversa volont delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli
interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dellart. 1284.
Se sono convenuti interessi usurai, la clausola nulla e non sono dovuti interessi .

Sono usurai gli interessi che superano il tasso medio praticato per operazioni della stessa
natura dalle banche o dagli intermediari finanziari abilitati, aumentato della met
Non di regola consentito pattuire che gli interessi producano interessi ( ANATOCISMO, Art.
1283 c.c.).
Se il mutuatario non adempie lobbligo del pagamento degli interessi, il mutuante pu
chiedere la risoluzione del contratto, al fine di ottenere subito la restituzione

2 FIDEIUSSIONE

(contratto di credito)

Art. 1936 c.c. NOZIONE. fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore,
garantisce ladempimento di un obbligazione altrui. La fideiussione efficace anche se il debitore non
ne ha conoscenza.

La volont di voler prestare fideiussione deve essere espressa. La fideiussione pu garantire


la totalit del credito o solo una parte, inoltre pu essere prestata anche per unobbligazione
condizionale o futura, purch venga stabilito un limporto massimo garantito.
Se manca lobbligazione garantita la fideiussione priva di causa; essa non pu eccedere
limporto dovuto dal debitore principale, n pu essere prestata a condizioni pi onerose.
Linvalidit dellobbligazione si riflette normalmente sulla fideiussione, mentre lestinzione
dellobbligazione principale estingue la fideiussione.
Fideiussore e debitore principale sono obbligati in solido, il creditore pu chiedere il
pagamento alluno o allaltro indistintamente, salvo che sia convenuto diversamente (le parti
possono convenire che il fideiussore non sia tenuto a pagare prima dellescussione preventiva del
debitore principale).
Art. 1950 c.c. REGRESSO CONTRO IL DEBITORE PRINCIPALE. Il fideiussore che ha pagato ha
regresso contro il debitore principale, bench questi non fosse consapevole della prestata fideiussione.
Il regresso comprende il capitale, gli interessi e le spese che il fideiussore ha fatte dopo che ha
denunziato al debitore principale le istanze proposte contro di lui. Il fideiussore ha inoltre diritto agli
interessi legali sulle somme pagate dal giorno del pagamento, se il debito principale produceva
interessi in misura superiore al saggio legale, il fideiussore ha diritto a questi fino al rimborso del
capitale. Se il debitore incapace, il regresso del fideiussore ammesso solo nei limiti di ci che sia
stato rivolto a suo vantaggio.

CONTRATTO AUTONOMO DI GARANZIA

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Il garante si impegna a pagare al garantito non appena questi, dichiarato linadempimento
del debitore principale, ne faccia richiesta, restando esclusa la possibilit di rifiutare il
pagamento in base a eccezioni relative allobbligazione garantita (se la garanzia ha ad oggetto
il pagamento di una penale in caso di inadempimento di una fornitura si parla di PERFORMANCE
BOND).