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Virginia Woolf.

LE TRE GHINEE.
La Tartaruga, Milano 1975.

Titolo originale: "Three Guineas".


Traduzione di Adriana Bottini.
Copyright 1938 Quentin Bell and Angelica Garnett.

INDICE.
Le tre ghinee.
Una: pagina 3.
Due: pagina 66.
(Note con l'asterisco a "Due": pagina 143).
Tre: pagina 144.
(Note con l'asterisco a "Tre": pagina 244).
Note e riferimenti bibliografici.
Una: pagina 245.
Due: pagina 274.
Tre: pagina 299.

LE TRE GHINEE.
UNA.

Tre anni sono tanti per rispondere a una lettera, e la Sua giace
inevasa da pi tempo. Speravo che la risposta sarebbe venuta da sola,
o che qualcun altro rispondesse per me; invece, ecco l la lettera,
con la domanda "Cosa, secondo Lei, si deve fare per prevenire la
guerra?", che attende ancora una risposta.

A dire il vero di risposte me ne sono venute in mente diverse, ma


ciascuna andrebbe spiegata, e le spiegazioni richiedono tempo. Nel
caso specifico, poi, particolarmente facile creare equivoci. Si
potrebbe riempire un foglio intero di giustificazioni e di scuse: non
il nostro campo, non abbiamo le conoscenze e l'esperienza
necessarie... e sarebbero tutte cose vere. Ma, detto questo, rimangono
altre difficolt, cos di fondo, che pu darsi sia impossibile da
parte Sua capire e da parte nostra farci capire. Tuttavia sarebbe un
peccato lasciare senza risposta una lettera come la Sua, una lettera
che forse unica nella storia degli scambi epistolari dell'umanit:
quando mai, infatti, un uomo colto ha chiesto a una donna come secondo
lei si possa prevenire la guerra? Merita davvero di fare un tentativo,
anche se sar destinato a fallire.
Ma prima cerchiamo di immaginarci il destinatario della lettera; lo si
fa sempre, istintivamente, quando si scrive una lettera. Se dall'altra
parte non c' qualcuno in carne e ossa, non ha senso scrivere. Ecco,
Lei che ha posto quella domanda un uomo di mezza et, con qualche
filo grigio sulle tempie e i capelli, sulla fronte, non pi folti come
un tempo; fa l'avvocato; il suo cammino non stato del tutto liscio,
ma in complesso la vita stata generosa con Lei: non si notano sul
Suo viso segni di durezza, di meschinit o di insoddisfazione. E,
senza volerLa adulare, la Sua prosperit - moglie, figli, una casa
accogliente - ben meritata. Lei non si mai lasciato prendere dal
torpore soddisfatto della mezza et, tant' vero che, ne fa fede
questa lettera scritta in uno studio nel cuore di Londra, invece di
starsene tranquillo a allevare conigli e a portare i meli nella sua
piccola tenuta nel Norfolk, Lei si d un gran daffare a scrivere
lettere, a partecipare a riunioni, a presiedere comitati, a porre
interrogativi, e tutto questo con l'eco dei cannoni negli orecchi. Per
il resto, Lei ha cominciato gli studi in una delle nostre famose
scuole private e li ha terminati in una delle nostre famose
universit.
E' a questo punto che nasce la prima difficolt di comunicazione: ne
indicher brevemente il motivo. Entrambi proveniamo da quella che, in
quest'epoca di compromessi, in cui, anche se i matrimoni sono misti,
le divisioni di classe sussistono rigide, possiamo per convenienza
chiamare la classe colta. Quando ci incontriamo di persona, parliamo
con lo stesso accento, usiamo coltello e forchetta nello stesso modo,
sappiamo che tocca alla servit preparare il pranzo e lavare i piatti,
e la nostra conversazione a tavola verte senza eccessive difficolt su
problemi di politica e di rapporti umani, sulla guerra e sulla pace,
sulla barbarie e sui valori della civilt: i temi, appunto, a cui
accenna la Sua lettera. Inoltre, entrambi ci guadagnamo da vivere con
la nostra professione. Ma... dietro questi puntini si apre un
precipizio, un abisso cos profondo tra Lei e me, che per tre anni e
pi me ne sono rimasta ferma dalla mia parte del precipizio, incerta
se valesse la pena tentare di farmi sentire da Lei. Proviamo a
chiedere a qualcun altro, a Mary Kingsley, di parlare per noi. "Non so
se ti ho mai detto che l'unica istruzione a pagamento che mi hanno
concessa sono state le lezioni di tedesco. Per l'educazione di mio
fratello furono spese duemila sterline, e da sperare non invano"
(1). Mary Kingsley non parla soltanto per s stessa; le sue parole
valgono, ancor oggi, per molte donne, figlie di uomini colti. Non
solo, esse mettono in luce una realt sulla loro condizione che non

pu non influire su tutto il resto: l'esistenza del Fondo per


l'educazione di Arthur. Lei, che ha letto "Pendennis", certamente
ricorder di cosa si tratta. Dal tredicesimo secolo in avanti tutte le
famiglie inglesi hanno dato il loro contributo a quel fondo, hanno
deposto il loro obolo nella bocca vorace di Arthur, e questo, quando
si avevano tre figli maschi da far studiare, non era un sacrificio da
poco. Perch la vostra educazione non consisteva soltanto nel leggere
libri; bisognava educare il corpo con gli sport; e c'erano le amicizie
da coltivare, ancora pi importanti dei libri e degli sport per
allargare gli orizzonti e arricchire la mente; e, nelle vacanze, i
viaggi, per imparare a apprezzare l'Arte, per farsi un'esperienza
diretta di politica estera; e infine bisognava che vostro padre vi
passasse un assegno annuo con cui vivere mentre imparavate la
professione di vostra scelta. Tutto questo con il denaro del Fondo per
l'educazione di Arthur a cui pagavano il loro contributo, come ci fa
sapere Mary Kingsley, le vostre sorelle, regalandovi non solo la loro
istruzione, a parte i pochi quattrini che andavano all'insegnante di
tedesco, ma anche tutti quei lussi e quegli extra che, dopo tutto,
costituiscono una parte essenziale dell'educazione: viaggi, contatti
sociali, solitudine, appartamento fuori casa; tutte cose assorbite,
divorate dalla realt molto concreta che il Fondo per l'educazione
di Arthur, tanto concreta da velare con la sua ombra tutto il
panorama. Perci le cose, anche se sono le stesse, appaiono diverse, a
noi e a Lei. Cos' quel corpo di edifici un po' severi, con cappelle,
aule e prati tutt'intorno? Per Lei la scuola a cui andava da
ragazzo, Eton o Harrow; Oxford o Cambridge, la Sua universit, fonte
inesauribile di ricordi e di tradizioni. Ma per noi, che lo vediamo
attraverso il velo di quell'ombra, per noi un banco di scuola, il
viaggio in autobus per andare a lezione; una donnetta dal naso rosso
che ne sa poco pi di noi ma ha da mantenere la madre invalida; un
assegno di 50 sterline l'anno con cui comprare di che vestirci, fare i
regali a Natale e pagarci il viaggio verso la maturit. Tale
l'effetto che il Fondo per l'educazione di Arthur ha avuto su di noi,
al punto che le aristocratiche corti di Oxford e di Cambridge e gli
edifici che le circondano agli occhi delle figlie degli uomini colti
(2) si trasformano, come per magia, in sottovesti lise, in cene di
pane e formaggio consumate in una stanza gelida, nel treno per Dover
che parte sempre senza di loro.
Il fatto che il Fondo per l'educazione di Arthur modifichi tutto il
paesaggio - le aule, i campi da gioco, gli antichi palazzi - riveste
grande importanza, ma per il momento non staremo a analizzare in che
modo. Quello che vogliamo sottolineare qui il fatto che, di fronte a
una domanda cos importante - quale contributo possiamo dare alla
prevenzione della guerra - l'avere o no ricevuto un'istruzione
decisivo. E' evidente che per comprendere le cause delle guerre
necessario sapere qualcosa di politica, di rapporti internazionali,
avere qualche nozione di economia; anche la filosofia, e persino la
teologia possono darci un riferimento. Ma chi non ha ricevuto
un'istruzione, chi non ha la mente addestrata, come pu affrontare in
modo soddisfacente problemi del genere? Una mente non addestrata non
in grado, bisogna ammetterlo, di afferrare il concetto di guerra,
intesa come la risultante di forze impersonali. Altra cosa, per, la
guerra in quanto portato dalla natura umana. E se Lei non fosse
convinto che la natura umana, i pensieri e le emozioni di uomini e

donne comuni, a provocare le guerre, certamente non si sarebbe rivolto


a noi. Gli uomini e le donne comuni - questo deve essere stato il Suo
ragionamento - sono capaci di intendere e di volere; non sono semplici
pedine o burattini manovrati da mani invisibili. Possono agire e
pensare con la propria testa; forse possono persino influire sui
pensieri e sulle azioni degli altri. E' un ragionamento del genere che
deve averLa spinta a rivolgersi a noi; e si capisce come mai.
Fortunatamente, infatti, esiste una disciplina in cui si pu venire
istruiti senza pagare, vale a dire la comprensione degli esseri umani
e delle loro motivazioni, quell'insieme di conoscenze che, se si
sfronda il termine da ogni connotazione scientifica, potremmo chiamare
psicologia. La nostra scuola stata il matrimonio, l'arte di
scegliere la persona giusta con cui dividere la vita, l'unica grande
professione aperta alla nostra classe dall'inizio dei tempi fino al
1919. Ma a questo punto sorge una nuova difficolt. Perch, anche se
molti istinti sono ritenuti patrimonio comune dell'uomo e della donna,
combattere sempre stato un'abitudine dell'uomo, non della donna. La
legge e l'esercizio hanno sviluppato quella differenza, non importa se
innata o accidentale. In tutto il corso della storia si contano sulle
dita di una mano gli esseri umani uccisi dal fucile di una donna; e
anche la grande maggioranza di uccelli e di animali li avete sempre
uccisi voi, non noi; ed difficile giudicare ci di cui non si ha
esperienza (3).
Come possiamo comprendere un problema che solo vostro, e, quindi,
come rispondere alla domanda, in che modo prevenire la guerra? Non
avrebbe senso rispondere, basandoci sulla nostra esperienza e sulla
nostra psicologia: che bisogno c' di combattere? E' chiaro che dal
combattimento voi traete un'esaltazione, la soddisfazione di un
bisogno, che a noi sono sempre rimaste estranee. Una vera e totale
comprensione si potrebbe ottenere soltanto con la trasfusione completa
del sangue e della memoria, ma la scienza non ancora giunta a tanto.
Eppure, s, per noi che viviamo oggi esiste qualcosa di simile, un
surrogato istantaneo della trasfusione del sangue e della memoria, un
meraviglioso, inesauribile e ancora in gran parte inesplorato ausilio
alla comprensione della natura umana: le biografie e i diari. E poi ci
sono i giornali, la Storia nuda e cruda. Allora, oggi, non c' pi
motivo di rimanere confinate nell'ambito angusto dell'esperienza
personale, che, per noi, ancora cos ristretto, cos circoscritto. A
quel che manca possiamo supplire osservando il riflesso della vita
degli altri. Si tratta pur sempre, vero, di un riflesso, ma proviamo
a servircene ugualmente. Per prima cosa dunque cercheremo di scoprire
cosa significhi la guerra per voi dando un rapido sguardo alle
biografie. Ecco uno stralcio della vita di un uomo d'armi:
La mia vita stata delle pi felici, sempre al servizio della guerra,
e ora, in et ancora giovanile per un militare, ho la fortuna di
partecipare alla guerra pi grande di tutte. ...Grazie a Dio tra
un'ora si parte. Che grande reggimento il mio, con gli uomini
migliori, i cavalli migliori! Tra una decina di giorni al pi tardi
vedremo in faccia i tedeschi, e Francis e io gli cavalcheremo incontro
fianco a fianco (4).
Commenta il biografo:
Dal primo giorno la sua felicit non conobbe limiti perch aveva
scoperto la sua vera missione.

E ancora:
Parlammo della Lega delle Nazioni e delle prospettive di pace e di
disarmo. Il suo atteggiamento in proposito era marziale, pi che
militaristico. Quello che lo rendeva perplesso era il fatto che, se
mai si fosse verificata una pace permanente e non fossero pi esistiti
n eserciti n flotte, sarebbe venuto a mancare uno sbocco per le
virili virt del combattimento, e il fisico e il carattere dell'uomo
si sarebbero deteriorati (5).
Saltano subito all'occhio tre ragioni che spingono il vostro sesso a
combattere: la guerra un mestiere; una fonte di felicit e di
esaltazione; uno sbocco per le virt virili senza le quali l'uomo si
deteriorerebbe. Ma non tutti gli appartenenti al vostro sesso
condividono questi sentimenti e queste opinioni. Ne prova il
seguente brano, tratto da un'altra biografia, la vita di Wilfred Owen,
un poeta ucciso nella prima guerra mondiale:
Gi ho veduto una luce che non filtrer mai nei dogmi delle chiese
nazionali: che uno dei comandamenti fondamentali di Cristo fu,
passivit a qualunque prezzo! Soffri le ingiurie e il disonore
piuttosto di far ricorso alle armi. Sopporta di essere oppresso,
insultato, ucciso, ma non uccidere. ...L'essenza del cristianesimo
in contraddizione con l'essenza del patriottismo.
E negli appunti per una poesia che Owen non doveva mai scrivere
leggiamo:
L'innaturalit delle armi. ...Disumanit della guerra.
...L'insopportabilit della guerra. ...L'orrenda bestialit della
guerra. ...Stupidit della guerra (6).
E' evidente, come dimostrano i brani citati, che all'interno del
medesimo sesso coesistono opinioni diverse sul medesimo argomento. Ma
altrettanto evidente, a quel che si legge sul giornale di oggi, che
per numerosi che siano coloro che dissentono, la grande maggioranza
del vostro sesso favorevole alla guerra. Gli intellettuali al
convegno di Scarborough e gli operai al convegno di Bournemouth
trovarono giusta e necessaria una spesa annua di 300.000.000 per gli
armamenti. Costoro sono dell'opinione che Wilfred Owen aveva torto,
che meglio uccidere che essere uccisi. Tuttavia, giacch, a
giudicare dalle biografie, le opinioni sono diverse, dovr pur
esistere una qualche ragione pi forte delle altre che spieghi una
tale schiacciante maggioranza. La vogliamo chiamare, per semplicit,
"patriottismo"? Ma allora la domanda che dobbiamo porci la seguente:
cos' dunque questo "patriottismo" che vi spinge a andare in guerra?
Ce lo spiega il Presidente della Corte Costituzionale d'Inghilterra:
Gli inglesi sono orgogliosi della loro terra. Per chi ha studiato
nelle scuole e nelle universit inglesi e ha lavorato tutta la vita in
Inghilterra, non c' amore pi forte di quello per il proprio paese.
Quando guardiamo le altre nazioni, quando giudichiamo i meriti di
questo o quel paese, sempre al nostro che facciamo riferimento.
...La libert ha scelto l'Inghilterra a sua dimora. L'Inghilterra la
culla della democrazia. ...E' vero che si nascondono tra noi molti
nemici della libert, alcuni, forse, dove meno ce lo aspettiamo. Ma

noi resisteremo. E' stato detto che la patria del gentiluomo inglese
il suo castello. Ebbene l'Inghilterra la patria della Libert, il
suo castello, un castello che difenderemo fino all'ultimo. ...Il cielo
ci ha favoriti facendoci nascere inglesi (7).
E' una definizione abbastanza esauriente di ci che significa
patrimonio per un uomo colto, e dei doveri che ne derivano. Ma, per
sua sorella? cosa significa "patriottismo" per lei? Valgono anche per
lei gli stessi motivi per essere orgogliosa dell'Inghilterra, per
amarla, per difenderla? Si pu dire anche di lei che stata "favorita
dal cielo" a nascere in Inghilterra? Se si interrogano la Storia e le
biografie si ha l'impressione che la sua posizione nella patria della
libert sia stata diversa da quella di suo fratello e la Storia, come
sembra indicarci la psicologia, non senza effetto sulla mente e sul
corpo. E' probabile, dunque, che la sua interpretazione della parola
"patriottismo" differisca da quella del fratello, e che tale
differenza le renda molto difficile capire la definizione che egli ne
d. Se dunque la nostra risposta alla Sua domanda, "Come secondo Lei
si deve fare per prevenire la guerra?", dipendesse dalla nostra
comprensione delle ragioni, delle emozioni, dei sentimenti di lealt
che spingono gli uomini a fare la guerra, allora tanto varrebbe
stracciare subito questa lettera e buttarla nel cestino. Perch
chiaro che, a causa di queste differenze tra noi, impossibile
capirci. E' chiaro che pensiamo in modo diverso nella misura in cui
siamo nati diversi; infatti abbiamo il punto di vista di Grenfell; il
punto di vista di Knebworth; il punto di vista di Wilfred Owen; il
punto di vista del Presidente della Corte Costituzionale, e infine il
punto di vista delle figlie degli uomini colti. Tutti diversi l'uno
dall'altro. Possibile che non esista un punto di vista assoluto? Che
non stia scritto da qualche parte, a lettere di fuoco o d'oro, "Questo
giusto. Questo sbagliato."? Che non sia stato dato un giudizio di
ordine morale a cui tutti, nonostante le nostre differenze, dobbiamo
attenerci? Sar opportuno allora girare il problema della giustizia o
meno della guerra al clero, alla classe che fa della moralit la sua
professione. Senza dubbio se rivolgiamo agli ecclesiastici la semplice
domanda, "La guerra una cosa giusta o sbagliata?", essi ci sapranno
dare una risposta altrettanto semplice che non potremo smentire.
Eppure no..., anche la Chiesa d'Inghilterra, da cui sarebbe logico
attendersi che sappia sfrondare il problema morale da tutte le
sovrastrutture mondane, divisa su questo punto. I vescovi stessi
sono ai ferri corti. Da un lato c' il Vescovo di Londra, che ebbe a
dichiarare: "il vero pericolo per la pace nel mondo rappresentato
oggi dai pacifisti. Per brutta che sia la guerra, il disonore di
gran lunga peggio" (8). Dall'altro abbiamo il Vescovo di Birmingham,
che si definito un "pacifista" a oltranza. ...Per parte mia non
riesco a vedere come la guerra possa accordarsi con lo spirito di
Cristo" (9). Persino la Chiesa, dunque, ci d due responsi
contrastanti: in certi casi giusto combattere; in nessun caso
giusto combattere. Per quanto ci riempia di angoscia, di perplessit,
di confusione, bisogna guardare in faccia la realt: non esistono
certezze, n in cielo, n in terra. Anzi, quante pi vite si leggono,
quanti pi discorsi si ascoltano, quante pi opinioni si richiedono,
tanto pi la confusione aumenta, e, dal momento che non siamo in grado
di capire n gli impulsi, n le motivazioni, n l'etica che vi
spingono a fare la guerra, sempre pi remota appare la possibilit di

fare delle proposte che vi aiutino a prevenirla.


Ma non ci sono soltanto le descrizioni della vita e del pensiero degli
altri, non ci sono soltanto le biografie e la Storia, esistono anche
rappresentazioni di altro tipo, le immagini dei fatti concreti, le
fotografie. Le fotografie, vero, non sono argomentazioni dirette
alla ragione, sono semplici dichiarazioni di fatto dirette alla vista.
Ma proprio per questa loro semplicit ci possono essere d'aiuto.
Vediamo dunque se, guardando le stesse fotografie, proviamo gli stessi
sentimenti. Supponiamo di avere qui sul tavolo davanti a noi delle
fotografie. Il Governo spagnolo ce ne invia con paziente ostinazione
un paio di volte la settimana. [Scritto nell'inverno 1936-37] Non sono
piacevoli da guardare; per la maggior parte sono fotografie di
cadaveri. Tra quelle arrivate stamani ce n' una in cui si vede il
corpo di un uomo, o forse di una donna, non si capisce bene; cos
mutilato che potrebbe benissimo essere anche il corpo di un maiale. Ma
non c' dubbio che quelli laggi sono corpi di bambini morti, e quella
la sezione di una casa spaccata a met da una bomba, in quello che
doveva essere il salotto sta ancora appesa la gabbia degli uccelli, ma
il resto irriconoscibile: pi che a una casa assomiglia a un mazzo
di bastoncini di Shangai sospesi a mezz'aria.
No, le fotografie non costituiscono dimostrazioni razionali, sono
soltanto grossolane dichiarazioni di fatto dirette ai nostri occhi; ma
gli occhi sono collegati con il cervello e il cervello con il sistema
nervoso. I messaggi che questo invia attraversano come un lampo tutti
i ricordi del passato e tutte le sensazioni del presente. Ed ecco che
mentre guardiamo quelle fotografie si forma dentro di noi un contatto,
e, per diverse che siano la nostra educazione e le nostre tradizioni,
le sensazioni che proviamo sono identiche; sono violente. Lei,
Signore, le descrive come "orrore e disgusto". Anche noi diciamo
"orrore e disgusto". Ci vengono alle labbra parole identiche. La
guerra, Lei scrive, una cosa abominevole, una barbarie; bisogna
impedirla a ogni costo. E noi facciamo eco alle Sue parole. Perch
ora, finalmente, il paesaggio che vediamo identico: gli stessi
cadaveri, le stesse macerie.
Rinunciamo dunque, per il momento, a prendere in esame i motivi
politici patriottici e psicologici che vi spingono a fare la guerra,
nel tentativo di rispondere alla Sua domanda, in che modo possiamo
prevenirla. Non dobbiamo sciupare questa emozione con un'analisi
metodica. Concentriamoci invece sulle proposte concrete che Lei ci
sottopone. Le Sue proposte sono tre. La prima di sottoscrivere una
lettera ai giornali; la seconda di diventare membri della tale
associazione; la terza, di dare un contributo in denaro a
quell'associazione. Nulla di pi semplice. Scarabocchiare un nome su
un foglio di carta facile; altrettanto facile partecipare a una
riunione dove vengono pi o meno retoricamente ripetute a un pubblico
che ne gi convinto idee pacifiste; e firmare un assegno in favore
di quelle stesse idee genericamente accettabili anche se un po' meno
facile pur sempre un modo a buon mercato per mettersi a posto la
coscienza. E tuttavia esitiamo; sulle ragioni della nostra esitazione
ci soffermeremo meno superficialmente pi avanti. A questo punto
accontentiamoci di dire che, bench le tre misure da Lei suggerite
sembrino abbastanza ragionevoli, tuttavia si ha l'impressione che,
anche se facessimo quanto Lei ci chiede, ancora non si placherebbe
l'emozione suscitata da quelle fotografie. Quell'emozione, cos

precisa, esige qualcosa di pi preciso di un nome scritto su un foglio


di carta; di un'ora spesa ad ascoltare discorsi; di un assegno per la
cifra che riteniamo di poter spendere, diciamo per una ghinea. A noi
pare che l'occasione richieda un modo un po' pi energico, un po' pi
attivo di esprimere la nostra convinzione che la guerra una
barbarie, che disumana, che, come scriveva Wilfred Owen,
insopportabile, orribile, bestiale. Ma, lasciando da parte la
retorica, quali possibilit di azione ci sono aperte, a voi e a noi?
Voi potreste, per esempio, imbracciare di nuovo le armi - in Spagna
come gi in Francia - in difesa della pace. Ma probabilmente questo
un metodo che, dopo averlo sperimentato, rifiutate; e comunque non
accessibile al nostro sesso: l'esercito e la marina ci sono preclusi,
come del resto la Borsa. Sicch noi non possiamo esercitare n la
pressione della forza n quella del denaro. E anche le armi pi
indirette ma non meno efficaci che i nostri fratelli in quanto uomini
colti posseggono, la diplomazia e la Chiesa, a noi sono negate: noi
non possiamo parlare dal pulpito n negoziare trattati. E anche se,
vero, possiamo scrivere articoli e inviare lettere alla stampa, il
controllo della stampa - la facolt di decidere cosa vada e cosa non
vada pubblicato - esclusivamente nelle mani del vostro sesso. E' pur
vero che negli ultimi vent'anni siamo state ammesse alla Burocrazia
statale e al foro, ma la nostra posizione ancora troppo precaria e
il nostro peso minimo. Dunque, tutte le armi con le quali un uomo
colto pu dare forza alle proprie idee sono fuori dalla nostra portata
o cos precariamente in mano nostra che al massimo potremmo infliggere
al nemico un piccolo graffio da nulla. Se tutti i Suoi colleghi si
mettessero d'accordo su una rivendicazione e dichiarassero: "Se non ci
sar concessa smetteremo di lavorare", in Inghilterra non verrebbe pi
amministrata la legge. Se la stessa frase la dicessero le Sue
colleghe, le leggi inglesi non se ne accorgerebbero neppure. Noi siamo
non soltanto incomparabilmente pi deboli degli uomini della nostra
classe, siamo pi deboli anche delle donne della classe operaia. Se un
bel momento le operaie di tutto il paese dovessero dichiarare: "Se
fate la guerra, noi ci rifiuteremo di fabbricare munizioni, e di
lavorare a produrre beni", la difficolt di continuare la guerra
aumenterebbe sensibilmente. Mentre, se tutte le figlie degli uomini
colti dovessero deporre domani stesso gli attrezzi del mestiere,
nessun punto chiave della vita e dell'attivit bellica della comunit
ne rimarrebbe colpito. La nostra la classe pi debole tra tutte le
classi della nazione. Non possediamo alcuna arma per far valere la
nostra volont (10).
L'obiezione che a questo punto ci verr mossa ci cos familiare che
possiamo anticiparla. E' vero, le figlie degli uomini colti non godono
di alcuna influenza diretta; ma detengono l'arma pi potente di tutte,
possono cio esercitare una grande influenza sugli uomini colti. Se
questo vero, se, cio, tale influenza ancor oggi la nostra arma
pi potente, l'unica di qualche efficacia per aiutarvi a prevenire la
guerra, soffermiamoci, prima di firmare il Suo manifesto o di
iscriverci alla Sua associazione, a considerare in cosa consiste
questa influenza. Deve certamente trattarsi di una cosa di enorme
importanza, tale da meritare una profonda e prolungata analisi. La
nostra tuttavia non potr essere n profonda n prolungata; di
necessit essa sar rapida e imperfetta... ma ci proveremo ugualmente.
Qual stata dunque, in passato, la nostra influenza sulla professione

pi direttamente connessa con la guerra, sulla politica? Ecco ci


soccorrono di nuovo, innumerevoli e preziose, le biografie; ma anche
un alchimista si scoraggerebbe di fronte al compito di estrarre dalla
grande massa dei fatti quel tema particolare che l'influenza
esercitata dalle donne sugli uomini politici. Perci la nostra analisi
non potr essere che frammentaria e superficiale; comunque, se
restringiamo l'indagine entro limiti possibili, sfogliando, per
esempio, le memorie scritte nell'arco degli ultimi centocinquant'anni,
dobbiamo ammettere che sono esistite donne che hanno esercitato
un'influenza sulla politica. La famosa Duchessa del Devonshire, Lady
Palmerston, Lady Melbourne, Madame de Lieven, Lady Holland, Lady
Ashburton - per non citare che i nomi pi famosi - esercitarono tutte,
innegabilmente, una grande influenza positiva. Le loro case e i
personaggi che le frequentavano ricorrono cos frequentemente nei
memoriali politici del tempo che non si pu certo negare che la
politica inglese, e forse addirittura le guerre inglesi, sarebbero
state diverse ove quelle case non fossero esistite e quei ricevimenti
non avessero avuto luogo. C' per una particolarit che si riscontra
in tutti i nostri memoriali: mentre i nomi dei grandi uomini politici
- Pitt, Fox, Burke, Sheridan, Peel, Canning, Palmerston, Disraeli,
Gladstone - ricorrono a ogni pagina, le figlie degli uomini colti sono
completamente assenti; non si trovano n in cima alle scale a ricevere
gli invitati, n in nessun altro angolo della casa. Chiss, forse non
avevano abbastanza fascino, non erano abbastanza spiritose, o
altolocate; o forse non abbastanza eleganti. Comunque fosse, possiamo
sfogliare pagina dopo pagina, volume dopo volume, e bench vi si
facciano i nomi dei loro fratelli e mariti - Sheridan in casa
Devonshire, Macaulay in casa Holland, Matthew Arnold in casa
Landsdowne, e persino Carlyle in casa Bath - non c' traccia di Jane
Austen, di Charlotte Bront e di George Eliot; e la signora Carlyle,
che invece andava a quei ricevimenti, a suo stesso dire ci si trovava
a disagio.
Tuttavia, ci far notare Lei, le figlie degli uomini colti
esercitarono un'influenza d'altro genere, che non dipendeva dalla
ricchezza e dal rango, dai vini, dai cibi, dai vestiti e dalle altre
piacevolezze che fanno tanto apprezzare i ricevimenti delle signore
dell'aristocrazia. E qui Lei sembra aver toccato nel segno, perch ci
fu indubbiamente una grande causa politica che le figlie degli uomini
colti ebbero a cuore negli ultimi centocinquant'anni, quella del
suffragio universale. Ma se pensiamo a quanto tempo e a quanta fatica
occorsero a quelle donne per vincere la loro causa, non ci resta che
concludere che per divenire un'efficace arma politica l'influenza deve
essere accompagnata dalla ricchezza, mentre quella esercitata dalle
figlie degli uomini colti ha scarso potere, molto lenta ad agire e
molto dolorosa da applicare (11). Una cosa certa: l'unico suo grande
successo politico costato alla figlia dell'uomo colto oltre un
secolo di fatiche estenuanti e di umili lavori; l'ha veduta
trascinarsi in cortei, lavorare nel chiuso di un ufficio, tenere
comizi agli angoli delle strade; l'ha veduta, quando si decisa a
usare la forza, trascinata in prigione, dove con ogni probabilit
ancora si troverebbe se, abbastanza paradossalmente, l'aiuto prestato
ai fratelli nella violenza non le avesse valso il diritto a farsi
chiamare se non proprio figlia, almeno figliastra del suo paese (12).
Alla verifica dei fatti, dunque, l'influenza diviene veramente

efficace soltanto se accompagnata dalla ricchezza, dal rango e da un


salone per i ricevimenti. Le figlie dei nobili sono influenti, non le
figlie degli uomini colti. E in quel caso, di che tipo di influenza si
tratta? Ecco l'opinione di un Suo onorevole collega, il defunto Sir
Ernest Wild:
Sosteneva che l'enorme influenza esercitata sugli uomini dalle donne
era sempre stata, e sempre sarebbe dovuta essere, di tipo indiretto.
All'uomo piace pensare di essere lui a decidere, anche quando in
realt fa esattamente quello che vuole la donna; e se la donna
furba, gli fa credere che sia lui il padrone, anche quando non vero.
La donna che voleva interessarsi di politica aveva molto pi potere
senza il diritto di voto, perch allora poteva influenzare un gran
numero di votanti. A suo avviso non era giusto abbassare le donne al
livello degli uomini. Per lui la donna era oggetto di venerazione, e
tale sarebbe dovuta rimanere. Avrebbe voluto che l'et della
cavalleria non avesse a tramontare perch, diceva, agli uomini piace
prendersi cura di una donna e farsi ammirare da lei (13).
Eccetera, eccetera.
Se tale la natura della nostra influenza - e noi tutte riconosciamo
la verit della descrizione e ne abbiamo osservato gli effetti allora essa o troppo irraggiungibile per noi, poich molte di noi
sono brutte, povere e vecchie; o troppo degradante, e molte di noi,
piuttosto che usarla, preferirebbero farsi chiamare senza metafore
prostitute e passeggiare a viso scoperto sotto i lampioni di
Piccadilly Circus. Se tale la vera natura della nostra tanto
decantata arma, se la sua essenza indiretta, allora dobbiamo farne a
meno. Meglio allora sommare il nostro minuscolo peso alle vostre pi
consistenti forze e, secondo il Suo suggerimento, firmare lettere,
iscriverci ad associazioni, inviare di tanto in tanto un modesto
assegno. Questa sembra essere l'inevitabile anche se deprimente
conclusione della nostra indagine sulla natura dell'influenza
femminile. O meglio lo sarebbe, non fosse che, per ragioni che
sfuggono a una spiegazione veramente convincente, il diritto di voto
(14), in se stesso una conquista nient'affatto trascurabile, si
accompagn misteriosamente a un altro diritto di cos enorme valore
per le figlie degli uomini colti da modificare il senso di quasi tutte
le parole del vocabolario, compresa la parola "influenza". Quando Le
dir che mi riferisco al diritto di guadagnarci da vivere, le mie
parole non Le parranno esagerate.
Questo diritto ci venne conferito, Signore, nell'anno 1919, meno di
vent'anni fa, con una legge che ci apr l'accesso alle libere
professioni. Le pareti domestiche finalmente si aprivano; in ogni
borsellino brillava, o avrebbe potuto brillare, una bella moneta da
sei penny alla cui luce ogni pensiero, ogni oggetto, ogni azione
apparivano diversi. Vent'anni non sono molti e una moneta da sei penny
non rappresenta una cifra cospicua; troppo presto per trovare nelle
biografie l'immagine della vita e dei pensieri di questa donna ora in
possesso di una moneta da sei penny tutta sua. Possiamo per cercare
di vederla con la fantasia, mentre esce dall'ombra delle pareti
domestiche e, ritta sul ponte che unisce il vecchio con il nuovo
mondo, si chiede rigirando tra le mani la sacra moneta: "Cosa ne far?
Cosa ci vedr?" Alla sua luce possiamo immaginare che tutto le

apparisse diverso: gli uomini, le donne, le automobili, le chiese.


Persino la luna, ferita da antichi crateri dimenticati, era ai suoi
occhi una lucida moneta, una moneta casta, un altare sul quale giurare
solennemente di mai unirsi ai servili, a chi si vende al potere,
perch ora era sua, la sacra moneta guadagnata con le sue mani, e
poteva farne quello che voleva. E se Lei, frenando il volo della
fantasia con prosaico buon senso, obietta che dipendere da una
professione non che un'altra forma di schiavit, vorr ammettere
tuttavia, ricordando la Sua personale esperienza, che si tratta di una
forma di schiavit meno odiosa che dipendere dal proprio padre.
Ricorda che felicit, quando ricevette la prima ghinea per la prima
arringa, e come si sent libero e leggero quando si rese conto che ora
non doveva pi dipendere per vivere dal Fondo per l'educazione di
Arthur? Da quella prima ghinea, come da uno di quei petardi con cui
giocano i bambini, dai quali, ad accenderli, sbocciano un fiore o un
albero, nato tutto ci che pi le sta a cuore, sua moglie, i suoi
figli, la sua casa e, soprattutto, l'influenza che ora le consente di
influire su altre persone. A cosa si ridurrebbe quell'influenza se Lei
fosse ancor oggi costretto a prelevare 40 sterline all'anno dalle
finanze familiari, e per ogni spesa che superasse tale cifra dovesse
dipendere sia pure dal pi benevolo dei padri? Ma inutile dilungarsi
tanto. Quale ne fosse il motivo, orgoglio, o amore della libert o
odio dell'ipocrisia, Lei comprender l'esaltazione delle Sue sorelle
quando, nell'anno 1919, cominciarono a guadagnare non una ghinea, ma
una moneta da sei penny, e non si sentir di schernire quell'orgoglio
o di negare che era giusto perch da quel momento esse non avrebbero
pi avuto bisogno di usare l'influenza descritta da Sir Ernest Wild.
Da quel momento la parola influenza ha cambiato significato. La figlia
dell'uomo colto dispone ora di un'influenza nuova, diversa da
qualunque tipo di influenza posseduta prima. Non l'influenza che
esercita la gran dama, la Sirena; e non l'influenza che essa stessa
possedeva prima di avere diritto al voto; e neppure l'influenza che
possedeva quando, pur avendo diritto di voto, le era negato il diritto
di guadagnarsi da vivere. E' diversa perch ne stata tolta la
componente fascino; diversa perch ne stata tolta la componente
denaro. Non ha pi bisogno di esercitare il suo fascino per ottenere
quattrini dal padre o dal fratello. Poich la famiglia non ha pi il
potere di imporle sanzioni economiche, essa pu esprimere le proprie
idee. In luogo dell'ammirazione o dell'avversione, spesso
inconsciamente dettate dal bisogno di denaro, ora pu dichiarare le
proprie autentiche simpatie e antipatie. Insomma, non deve pi dire di
s; pu discutere. Possiede finalmente un'influenza che non dettata
dall'interesse.
Tale, a grandi linee, la natura della nostra nuova arma,
dell'influenza che la figlia dell'uomo colto pu esercitare ora che
in grado di guadagnarsi da vivere. La domanda che dobbiamo porci ora,
pertanto, in che modo essa pu usare questa nuova arma per aiutarvi
a prevenire la guerra. Ed chiaro fin d'ora che, se non si trova
nessuna differenza tra gli uomini e le donne che si guadagnano da
vivere con le libere professioni, questa lettera non ha motivo di
continuare; infatti, se il nostro punto di vista identico al vostro,
allora dobbiamo sommare i nostri sei penny alla vostra ghinea;
dobbiamo seguire i vostri metodi e ripetere le vostre parole. Ma,
fortunatamente o sfortunatamente, non cos. Tra le due classi

esistono ancora enormi differenze. E per dimostrarlo non necessario


fare ricorso alle pericolose e incerte teorie di psicologi e biologi;
basta appellarsi ai fatti. L'educazione un fatto. La vostra classe
viene educata in scuole private e nelle universit da cinque o
seicento anni, la nostra da sessanta. Un altro fatto la propriet
privata (15). La vostra classe possiede, di diritto e non attraverso
il matrimonio, praticamente tutto il capitale, tutta la terra, tutte
le risorse e tutto il potere clientelare d'Inghilterra. La nostra di
diritto e non attraverso il matrimonio non possiede alcuna parte del
capitale, della terra, delle risorse e del potere clientelare
d'Inghilterra. Che tali differenze determinano a loro volta differenze
notevolissime nella mente e nel corpo, nessuno psicologo o biologo
vorr negarlo. Da tutto ci sembra si debba dedurre un fatto
indisputabile: che "noi" - intendendo con "noi" l'intero organismo
costituito da corpo, cervello e spirito, memoria e tradizione dobbiamo necessariamente differire per qualche fondamentale aspetto da
"voi", il cui corpo, cervello e spirito hanno ricevuto un tirocinio
tanto diverso e sono influenzati in modo tanto diverso dalla memoria e
dalla tradizione. Pur vedendo il medesimo mondo, lo vediamo con occhi
diversi. L'aiuto che vi possiamo dare sar diverso e forse appunto per
la sua diversit potr avere qualche valore. Pertanto, prima di
decidere di sottoscrivere al Suo manifesto, o di farci membri della
Sua associazione, pu valere la pena di scoprire in cosa esattamente
consista tale diversit, perch allora pu darsi che si scopra in cosa
consiste l'aiuto che vi possiamo dare. Lasci che Le mostri, per
cominciare, una fotografia senza mezze tinte del vostro mondo quale
appare a noi che lo vediamo dalla soglia della casa paterna;
attraverso il velo che ancora San Paolo ci tiene steso sugli occhi;
dal ponte che unisce la casa paterna con il mondo della vita pubblica.
Bisogna ammettere che, visto da quest'angolo, il vostro mondo, il
mondo del lavoro, della vita pubblica, appare strano. A prima vista fa
una grande impressione. Entro una area limitata si affollano la
cattedrale di St Paul, la Banca d'Inghilterra, il Municipio, gli
imponenti seppure funerei bastioni del Palazzo di Giustizia e, pi in
l, l'Abbazia di Westminster e il Parlamento. E' l, pensiamo sostando
un attimo sul ponte in questo momento di transizione, l che nostro
padre e i nostri fratelli hanno passato la vita. Da centinaia di anni
salgono quelle scalinate, entrano e escono da quelle porte, ascendono
a quei pulpiti a tenere discorsi, a fare quattrini, ad amministrare la
giustizia. Da quel mondo la nostra casa ha tratto il suo credo, le sue
leggi, i vestiti, i tappeti e l'arrosto. Quindi, poich ora ci
concesso, spingendo con grande cautela il portale di uno di quei
templi, entriamo in punta di piedi a osservare la scena pi da vicino.
La prima impressione di colossali dimensioni, di maestose architetture
si frantuma in mille momenti di stupore. Gli abiti, innanzitutto, ci
lasciano a bocca aperta dalla meraviglia (16). Come sono vari e
sontuosi e ricchi di ornamenti gli abiti indossati dagli uomini colti
nella loro funzione di uomini pubblici! Ora siete vestiti di viola e
una croce tempestata di gemme vi ciondola sul petto, sulle spalle
portate ora una sciarpa di pizzo ora una stola di ermellino, ora
festoni di catene intrecciate, incastonate di pietre preziose. A volte
portate la parrucca, e file di boccoli sempre pi fitti vi scendono
sino al collo. A volte calzate la feluca o il tricorno; altre volte
dal vostro copricapo si elevano coni di pelliccia nera; a volte esso

fatto di bronzo e ha la forma di un secchio; a volte lo sormontano


pennacchi di crini ora rossi ora azzurri. Talvolta le gambe sono
nascoste dalla toga; tal'altra sono modellate da ghette. Cotte
ricamate con leoni e unicorni vi scendono dalle spalle e sul petto vi
luccicano ornamenti di metallo a forma di stella o di cerchio. Nastri
variopinti - blu, porpora, cremisi - sono drappeggiati da una spalla
all'altra. A paragone con la relativa semplicit con cui vestite a
casa, lo splendore delle vostre uniformi pubbliche ci abbaglia.
Di gran lunga pi strani ancora sono due altri fatti di cui ci
rendiamo conto via via che i nostri occhi si abituano a tanto fulgore.
Non solo intere categorie di uomini vestono allo stesso modo d'estate
come d'inverno - caratteristica ben strana per un sesso che afferma di
mutare d'abito a seconda della stagione e per motivi di gusto e di
comodit personali - ma ogni bottone, ogni fiocco, ogni nastro sembra
possedere un significato simbolico. Alcuni hanno diritto a indossare
soltanto bottoni lisci; altri dei fiocchi; alcuni possono fregiarsi di
un solo nastro, altri di tre, quattro, cinque o sei, e ogni alamaro o
barretta cucito esattamente alla distanza dovuta; per uno sar di un
centimetro, per l'altro di un centimetro e mezzo. Pure le spalline, le
trecce lungo i pantaloni, le coccarde sul cappello ubbidiscono a
regole precise, anche se nessun occhio mortale potrebbe discernere
tutte queste distinzioni di grado, e tanto meno dare conto di
ciascuna.
E ancora pi strane dello splendore simbolico delle vostre uniformi
sono le cerimonie nel corso delle quali le indossate. A un certo punto
vi inginocchiate; poi fate un inchino; ora invece incedete al seguito
di un uomo che reca in mano una mazza d'argento; ora ascendete a uno
scranno intagliato; ora sembra che rendiate omaggio a un pezzo di
legno dipinto; ora vi prostrate dinnanzi a tavole ricoperte di arazzi
preziosi. E, quale che sia il senso di queste cerimonie, voi le
eseguite sempre coralmente, sempre a tempo, sempre indossando
l'uniforme adatta alla persona e all'occasione.
Anche a parte le cerimonie, tali decorativi paludamenti ci paiono a
prima vista di una bizzarria estrema. L'abito, come lo usiamo noi,
una cosa relativamente semplice. Oltre al suo compito primario, quello
di ricoprire il corpo, svolge altre due funzioni: dare piacere
all'occhio con la bellezza che crea, e suscitare l'ammirazione del
vostro sesso. Poich, fino all'anno 1919 - meno di vent'anni fa l'unica professione che ci fosse aperta era il matrimonio, non si
corre certo il rischio di sopravvalutare l'importanza dell'abito per
la donna. Rappresentava per lei quello che la clientela per voi:
l'unico modo per diventare Lord Cancelliere. Ma evidente che il
vostro abito, cos enormemente elaborato, ha un'altra funzione ancora.
Non solo nasconde le nudit, gratifica la vanit e d piacere agli
occhi; serve anche a dare pubblicit alla posizione sociale,
professionale o intellettuale di chi lo indossa. Chiedo scusa per
l'umile esempio, ma l'abito per voi svolge la medesima funzione dei
cartellini nella vetrina del lattaio. Solo che, anzich dire "Questa
margarina; questo burro finissimo; questo il burro migliore sul
mercato", i vostri vestiti significano: "Quest'uomo intelligente,
Dottore in Lettere; questo molto intelligente, Dottore in
Filosofia quest'altro il pi intelligente di tutti, membro
dell'Ordine al Merito di Sua Maest". E' questa funzione - la funzione
pubblicitaria - che a noi pare la pi curiosa. Secondo San Paolo tale

uso dell'abito era sconveniente e impudico, per il nostro sesso


almeno; tant' che fino a pochi anni fa ci era negato. E ancor oggi
sopravvive la tradizione, o la credenza, che esprimere il valore, sia
esso intellettuale o morale, mettendosi addosso pezzettini di metallo,
nastri, cappucci o mantelli colorati sia una barbarie degna del
ridicolo che riserviamo ai riti dei selvaggi. Una donna che per fare
pubblicit alla sua condizione di madre si mettesse un ciuffo di crini
di cavallo sulla spalla sinistra non susciterebbe, Lei ne converr,
nessun senso di venerazione.
Ma in che senso la differenza tra voi e noi su questo punto pu far
luce sul problema che stiamo esaminando? Che rapporto c' tra l'"haute
couture" dell'uomo colto e le macerie e i cadaveri della fotografia?
Non occorre andare troppo lontano per trovare la connessione tra
l'abito e la guerra; gli abiti pi splendidi sono quelli che indossano
i soldati. Ma, poich il rosso e l'oro, gli ottoni e le piume vengono
messi da parte quando siete in servizio attivo, chiaro che il loro
costoso e presumibilmente non troppo igienico splendore stato
inventato in parte per imprimere nello spettatore il senso della
maest della funzione militare, in parte per indurre i giovani,
facendo leva sulla loro vanit a fare i soldati. Ecco un punto,
dunque, su cui la nostra influenza e la nostra differenza potrebbero
avere qualche effetto; noi, a cui proibito indossare abiti del
genere, potremmo esprimere l'opinione che ai nostri occhi chi veste in
quel modo non offre uno spettacolo n piacevole n impressionante. Al
contrario, lo troviamo ridicolo, barbaro, sgradevole. Ma in quanto
figlie di uomini colti, potremmo pi efficacemente usare la nostra
influenza in un'altra direzione, sulla nostra stessa classe, sulla
classe degli uomini colti. Anche qui, nei tribunali e nelle
universit, troviamo la stessa passione per i vestiti. Anche qui si
vedono velluti e sete, pellicce e ermellini. Possiamo dire che per gli
uomini colti indossare un abito diverso, o premettere o aggiungere al
proprio nome titoli e sigle onorifiche per sottolineare la propria
superiorit, di nascita o intellettuale, sono gesti che suscitano
competitivit e invidia, emozioni che (non c' bisogno di ricorrere
alle biografie o alla psicologia per dimostrarlo) contribuiscono la
loro parte a incoraggiare la tendenza a fare la guerra. Se dunque noi
esprimessimo l'opinione che tali distinzioni di grado coprono di
ridicolo chi le indossa e sminuiscono la cultura, indirettamente
contribuiremo a scoraggiare i sentimenti che portano a fare la guerra.
E fortunatamente ora possiamo fare qualcosa di pi che esprimere una
opinione; possiamo rifiutare noi stesse tutte queste distinzioni e
tutte queste uniformi. E questo sarebbe un contributo, esiguo ma
preciso, al problema che stiamo esaminando, come prevenire la guerra;
un contributo che, per la diversa educazione ricevuta e la diversa
tradizione che abbiamo alle spalle, a noi viene pi facile offrire che
non a voi (17).
Il rapido sguardo che abbiamo gettato sulla superficie delle cose non
ha dato risultati molto incoraggianti. La fotografia a colori che
abbiamo avuto sotto gli occhi ha messo in luce, vero, aspetti
interessanti; ma servita a rammentarci che esistono tante stanze
segrete a cui ci negato l'accesso. E che effettiva influenza
possiamo esercitare sulla legge o sul mondo degli affari, sulla
religione o sulla politica, noi che troviamo ancora tante porte
sprangate o appena socchiuse, noi che non abbiamo alle spalle n
capitale n potere? Si direbbe che la nostra influenza si debba

esaurire tutta in superficie. Una volta espressa la nostra opinione su


di essa, abbiamo fatto quello che in nostro potere fare. E' vero che
la superficie pu essere collegata con le profondit, ma se dobbiamo
esservi d'aiuto nel prevenire la guerra, bisogna che cerchiamo di
penetrare un po' pi a fondo, sotto l'epidermide. Proviamo a guardare
in un'altra direzione, una direzione naturale per le figlie degli
uomini colti, la cultura, l'istruzione.
Qui per fortuna l'anno 1919, il sacro anno 1919, ci viene in aiuto. Da
quando quell'anno diede loro la facolt di guadagnarsi da vivere, le
figlie degli uomini colti finalmente posseggono una qualche reale
influenza sulla cultura. Hanno quattrini, i quattrini per sostenere le
Cause. I tesorieri onorari invocano il loro aiuto. Ecco qui a
dimostrarlo, proprio accanto alla Sua, la lettera di una di questi che
chiede denaro per ricostruire un college femminile. E quando un
tesoriere onorario chiede denaro a qualcuno significa che si pu
contrattare. Che abbiamo il diritto di dire a quella signora: "Avr la
nostra ghinea per ricostruire il Suo college a condizione che Lei
aiuti questo signore, la cui lettera giace pure sul nostro tavolo, a
prevenire la guerra". Significa che possiamo dirLe: "Dovr educare la
giovent a odiare la guerra. Dovr insegnargli a sentire la
disumanit, la bestialit, l'insopportabilit della guerra". Ma che
tipo di educazione, esattamente, vogliamo in cambio della nostra
ghinea? Qual il tipo di universit che pu insegnare alla giovent a
odiare la guerra?
Ecco una domanda abbastanza difficile in se stessa, a cui potr
sembrare addirittura impossibile che sappiano rispondere le sorelle di
Mary Kingsley, che all'universit non sono mai andate. Tuttavia il
ruolo che l'istruzione svolge nella vita umana cos importante, e
cos notevole quello che potrebbe avere nel dare una risposta alla
Sua domanda, che non cercare neppure di capire in che modo, attraverso
di essa, potremmo instillare nella giovent l'odio per la guerra
sarebbe una vilt. Abbandoniamo pertanto il nostro posto
d'osservazione sopra il ponte sul Tamigi e sostiamo invece su un altro
ponte sopra un altro fiume, in una delle nostre grandi universit.
Entrambe infatti sono attraversate da un fiume e da un ponte, sul
quale possiamo sostare. Di nuovo, come appare strano questo mondo di
cupole e pinnacoli, di aule e laboratori, visto da dove stiamo noi! E
come diverso da come lo dovete vedere voi! A chi lo contempla dal
punto di osservazione di Mary Kingsley ("l'unica istruzione a
pagamento che mi hanno concesso sono state le lezioni di tedesco") pu
sembrare cos remoto, cos imponente, cos intricato con tutte le sue
cerimonie e tradizioni, da far ritenere futile qualunque giudizio o
commento. Anche qui rimaniamo stupite di fronte allo splendore dei
vostri abiti; anche qui vediamo levarsi mazze d'argento e snodarsi
processioni, e notiamo, con occhi abbagliati per registrare le
differenze e tanto meno spiegarle, le sottili distinzioni tra berrette
e cappucci, tra porpore e carminii, tra velluti e panni, tra tocchi e
toghe. E' uno spettacolo solenne. Ci salgono alle labbra le parole
della canzone di Arthur Pendennis:
Anche se io non entro,
Mi aggiro a volte
l attorno,
E ai sacri cancelli

Con occhi colmi di desiderio aspetto


sperando...
Non entrer l dentro
A contaminare la vostra pura preghiera
con disordinate emozioni.
Lasciate tuttavia che io mi aggiri
Attorno al luogo proibito,
sostando un attimo,
Come gli angeli scacciati
Che aspettano di vedere
Oltre i cancelli del Paradiso
gli angeli che vi abitano.
Ma poich Lei e la signora che fa il tesoriere onorario del fondo per
la ricostruzione del college femminile state ancora aspettando una
risposta alle vostre lettere, non possiamo continuare a spostarci da
un vecchio ponte all'altro canticchiando vecchie canzoni; conviene
metterci d'impegno e affrontare, sia pure in modo imperfetto, il
problema dell'istruzione.
In cosa consiste dunque questa "istruzione universitaria" di cui le
sorelle di Mary Kingsley hanno tanto sentito parlare e a cui hanno
contribuito con tanti sacrifici? In cosa consiste questo misterioso
processo che si compie in tre anni, costa una bella somma di denaro
sonante, e trasforma materiale umano greggio nel prodotto finito, in
uomini o donne colti? Innanzitutto qualcosa sul cui sublime valore
non possono sussistere dubbi. Su questo punto la testimonianza delle
biografie - ed l, sugli scaffali di qualsiasi biblioteca pubblica,
alla portata di chiunque sappia leggere - unanime; l'istruzione
universitaria annoverata tra i pi alti valori dell'umanit. E le
biografie lo dimostrano in due modi. Primo, con il fatto che la grande
maggioranza degli uomini che hanno governato l'Inghilterra negli
ultimi cinquecento anni e che ora la governano dal Parlamento e dalla
pubblica amministrazione ha ricevuto un'istruzione universitaria. In
secondo luogo c' il fatto, ancora pi impressionante se si considera
quante fatiche, quanti sacrifici costato (e anche questo
ampiamente documentato dalle biografie), il fatto dell'enorme somma di
denaro che negli ultimi cinquecento anni stata spesa per tale
istruzione. Le rendite dell'Universit di Oxford ammontano a 435.656
(1933-34), quelle dell'Universit di Cambridge a 212.000 (1930).
Oltre a quelle dell'Universit, ciascun college dispone di una rendita
autonoma che, a giudicare soltanto dalle donazioni e dai lasciti di
cui si ha notizia sui giornali, deve raggiungere in alcuni casi entit
favolose.
Se aggiungiamo poi le rendite di cui godono le grandi scuole private Eton, Harrow, Winchester, Rugby, per non citare che le pi famose arriviamo a una cifra tale che non in alcun modo possibile dubitare
dell'enorme valore attribuito dall'umanit all'istruzione
universitaria. E lo studio delle biografie - delle vite dei poveri,
degli oscuri, degli incolti - dimostra che essi sono disposti a
qualunque fatica, a qualunque sacrificio, pur di potersi istruire in
una delle nostre grandi universit (19).
Ma forse la pi decisiva testimonianza del valore dell'istruzione
universitaria che possiamo trovare nelle biografie data dal fatto
che le sorelle degli uomini colti non solo sacrificarono comodit e

piaceri personali per dare ai fratelli la possibilit di studiare, ma


desiderarono ricevere esse stesse quell'istruzione. Se pensiamo ai
dettami della Chiesa in proposito - ancora in vigore, come apprendiamo
dalle biografie, solo pochi anni or sono: "...mi dicevano che in una
donna il desiderio di studiare andava contro la volont di Dio,..."
(20) - dobbiamo riconoscere che quel desiderio doveva essere molto
forte. E se riflettiamo che tutte le professioni a cui l'istruzione
universitaria preparava i loro fratelli a quelle donne erano precluse,
ancora pi forte ci deve apparire la loro fede nel suo valore, perch
allora vuol dire che esse l'apprezzavano per se stessa. E se
riflettiamo, infine, che per l'unica professione aperta alle donne, il
matrimonio, la cultura non era considerata affatto necessaria, anzi,
per la natura stessa di quella professione, rendeva la donna inadatta
al suo ruolo, non ci stupiremo se avessero rinunciato a ogni desiderio
e a ogni tentativo di istruirsi e si fossero accontentate di mandare
all'universit i loro fratelli: la grande maggioranza delle donne,
quelle povere, senza nome, facendo economia sulle spese di casa, e la
piccolissima minoranza delle donne, le ricche, le titolate, fondando o
sostenendo con donazioni i colleges maschili. E cos di fatto stato.
Ma il desiderio di imparare cos connaturato negli esseri umani che,
nonostante tutti gli ostacoli frapposti dalla tradizione, dalla
povert e dallo scherno degli altri, come ci raccontano le biografie,
esso rimase anche tra le donne. A dimostrarlo basti esaminare la vita
di una di queste, Mary Astell (21). Si sa poco di lei, abbastanza
tuttavia per capire quanto fosse vivo in lei, quasi
duecentocinquant'anni fa, questo ostinato e forse empio desiderio;
Mary Astell si proponeva addirittura di fondare un college per le
donne. E, cosa quasi altrettanto eccezionale, la Principessa Anna era
disposta a offrirle 10.000, una somma considerevole a quei tempi, e
anche oggi, per una donna. Ma poi... poi accadde un fatto di estremo
interesse sia storico sia psicologico: intervenne la Chiesa. Il
vescovo Burnet era dell'opinione che dare una cultura alle sorelle
degli uomini colti sarebbe equivalso a rafforzare il ramo sbagliato
della religione cristiana, vale a dire il ramo cattolico romano. Quel
denaro fu destinato a altri scopi, e il college per le donne non venne
mai fondato.
Ma questi fatti, come sovente accade, hanno un doppio risvolto; mentre
affermano il valore dell'istruzione, dimostrano anche che essa non
affatto un valore assoluto; che non un bene per tutti e in qualunque
situazione; che un bene solo per alcuni e per certi scopi. E' un
bene se d come risultato la fede nella Chiesa d'Inghilterra; un
male se d come risultato la fede nella Chiesa di Roma; un bene per
un sesso e per talune professioni; ma un male per un altro sesso e
per un'altra professione.
Tale almeno sembra essere la risposta delle biografie: l'oracolo ha
parlato; ma la sua risposta ambigua. Siccome, tuttavia, della
massima importanza che noi si usi la nostra influenza per educare la
giovent a odiare la guerra, non dobbiamo lasciarci confondere
dall'evasivit delle biografie, n lasciarci sedurre dal loro fascino.
Dobbiamo cercare di capire che tipo di istruzione riceve attualmente
la sorella degli uomini colti, cos da poter fare del nostro meglio
per applicare la nostra influenza nelle universit, dove essa pi
pertinente e dove avr le maggiori probabilit di penetrare sotto la
superficie. Ora fortunatamente non dobbiamo pi basarci sulle

biografie, che inevitabilmente, poich riguardano la vita privata,


sono irte di tutte le contraddizioni delle opinioni personali. Ora
possiamo servirci dei documenti della vita pubblica, della Storia.
Anche il profano pu consultare gli annali degli organismi pubblici,
che registrano non gi le opinioni frammentarie di individui singoli,
bens trasmettono con pi vasta risonanza, per bocca di Parlamentari e
di Senati, le opinioni ponderate di intere categorie di uomini colti.
La prima cosa che la Storia ci rende nota che esistono oggi, e sono
esistiti dal 1870 circa, colleges femminili a Oxford e a Cambridge.
Essa ci rende noti anche, intorno a quei colleges, certi fatti che ci
dovrebbero convincere a abbandonare ogni speranza di influire sulla
giovent, attraverso l'istruzione che col viene impartita, affinch
odi la guerra. Di fronte a simili dati di fatto sarebbero tempo e
fiato sprecati parlare di "influire sulle nuove generazioni"; sarebbe
futile stabilire delle condizioni prima di concedere alla signora
tesoriere onorario la sua ghinea; molto meglio sarebbe prendere il
primo treno per Londra invece di aggirarci attorno ai sacri cancelli.
Di che fatti si tratta, chieder Lei; quali sono questi storici ma
deplorevoli dati di fatto? Glieli esporremo subito, con l'avvertimento
che sono tratti da documentazioni a cui possono accedere anche i
profani e dagli annali dell'Universit di Cambridge, non, quindi,
dalla Sua. Il Suo giudizio, pertanto, non sar distorto dal dovere di
fedelt verso l'istituzione a cui appartenuto o da sensi di
gratitudine per i favori ricevuti, ma rimarr imparziale e
disinteressato.
Per riprendere la nostra storia: la regina Anna mor, mor il vescovo
Burnet, e anche Mary Astell mor, ma il desiderio di fondare un
college per le donne non si estinse con lei. Anzi, si fece sempre pi
intenso. Verso la met del diciannovesimo secolo era divenuto cos
forte che fu acquistata una casa a Cambridge per ospitarvi le
studentesse. Non era una bella casa, non aveva giardino, dava su una
via rumorosa. Perci pi avanti fu presa una seconda casa, migliore
della prima, anche se quando pioveva si allagava la sala da pranzo e
non c'erano campi da gioco. Ma neppure quella casa fu pi sufficiente;
il desiderio di studiare era cos pressante che occorrevano altre
stanze, un giardino per passeggiare, un campo per le attivit
sportive. Occorreva insomma un'altra casa. Ma, come ci insegna la
Storia, per costruire una casa ci vogliono quattrini. E fin qui, nulla
di strano; quello che invece La meraviglier sapere che quel denaro
fu dato in prestito. A Lei sembrer pi probabile che l'avessero
ricevuto in regalo. Gli altri colleges erano ricchi e tutti derivavano
le loro rendite, direttamente o indirettamente, dalle loro sorelle. Lo
dice Gray nella sua "Ode": e qui Lei citer i versi in cui il poeta
rende omaggio ai benefattori: la Contessa di Pembroke, che fond
Pembroke; la Contessa di Clare, che fond Clare; Margherita d'Angi,
fondatrice di Queens' College; la Contessa di Richmond e Derby, che
fond St John's College e Christ's College.
Che grandezza, che potere?
Fatiche pi dure, pene pi sublimi.
E quale splendido premio ci attende?
Il grato ricordo dei buoni.
Dolce l'alito delle piogge di primavera,
Dolce il tesoro ammassato dall'ape,

E dolce l'eco della musica che si spenge,


Ma pi dolce ancora
La ferma voce sottile della gratitudine (22).
Ecco giunta l'occasione, dir Lei con parole pi dimesse, per ripagare
il debito. Qual era infatti la somma occorrente? Diecimila misere
sterline, la stessa somma intercettata dal vescovo circa due secoli
prima. Dunque, dir Lei, fu la Chiesa a restituire quello che si era
intascata? Ma difficile che le Chiese restituiscano ci che
intascano. Furono i colleges, allora, che si erano goduti quei
quattrini: saranno stati contenti, dir Lei, di farne dono ora,
ricordo della loro nobile benefattrice. Cosa rappresentavano del resto
diecimila sterline per St John's, o Clare, o Christ's? Inoltre, il
terreno era di propriet di St John's. Il terreno, per, dice la
Storia, fu dato in affitto; e le diecimila sterline non furono offerte
dai colleges di Cambridge; vennero racimolate una per una dalla borsa
di privati. Tra i quali merita di essere ricordata in eterno una
signora che diede 1.000; mentre all'Anonima Donatrice vanno tutti i
ringraziamenti che le Anonime Donatrici ritengono di accettare, per
aver dato somme varianti dalle venti alle cento sterline. E ci fu
un'altra signora che, grazie all'eredit lasciatale dalla madre, pot
offrire i suoi servigi come direttrice senza stipendio. Anche le
studentesse parteciparono a loro modo alla sottoscrizione, rifacendosi
i letti e lavando i piatti, rinunciando a piaceri e comodit e
accontentandosi di un vitto semplice e modesto. Diecimila sterline non
sono affatto una misera somma, quando vengono estratte dalle borse dei
poveri, dal lavoro dei giovani. Occorrono tempo, energia, intelligenza
per raccoglierle; sacrifici per offrirle. Bisogna dire che parecchi
uomini colti si dimostrarono veramente gentili; si offrirono di tenere
lezioni alle loro sorelle; altri lo furono meno, e si rifiutarono di
tenere lezioni alle loro sorelle. Alcuni uomini colti furono cos
gentili da dare il loro incoraggiamento alle sorelle; altri lo furono
meno e cercarono di scoraggiarle (23). Comunque, bene o male, giunse
finalmente, come ci fa sapere la Storia, il giorno degli esami. Allora
le direttrici, o le presidi, o come si facevano chiamare - di che
titolo debba fregiarsi una donna che non si fa pagare lo stipendio
rimane una questione controversa - chiesero ai vari Rettori e Presidi,
sul cui titolo non sussistono dubbi, almeno per quel che riguarda lo
stipendio, se le ragazze che avevano superato gli esami potessero
rendere pubblico il fatto aggiungendo un titolo al proprio nome, come
facevano quegli stessi signori. La richiesta era giustificata, perch,
come ci informa l'attuale Rettore di Trinity College, Sir J. J.
Thomson, Cavaliere dell'Ordine al Merito, Membro della Royal Society,
non senza prima aver fatto della bonaria e giustificata ironia sulla
"perdonabile vanit" di quanti si fregiano di titoli onorifici, "la
massa della gente sprovvista di titoli accademici attribuisce al
'dott.' un'importanza molto maggiore di chi tale titolo ha conseguito.
Di conseguenza nelle scuole viene data la preferenza ai candidati
provvisti di titoli, tant' vero che le ragazze che avevano studiato a
Newnham e a Girton, non potendo premettere un 'dott.' al proprio nome,
si trovarono svantaggiate quando si tratt di trovare lavoro". Ma, in
nome del cielo, esclameremo entrambi, quale ragione pu avere impedito
a quelle ragazze di premettere un "dott." al proprio nome, se questo
poteva aiutarle a trovare lavoro? Ma a questa domanda la Storia non

fornisce risposta; la risposta dobbiamo cercarla nella psicologia,


nelle biografie; tuttavia la Storia ci fornisce dei fatti, questo per
esempio: "La proposta", continua il Rettore di Trinity College (vale a
dire la proposta di concedere alle ragazze che avevano superato gli
esami di farsi chiamare "dott".), "incontr la pi decisa opposizione.
...Il giorno della votazione si presentarono in massa anche i
consiglieri che non erano direttamente legati all'Universit, e la
proposta venne respinta con la schiacciante maggioranza di 1707 voti
contro 661. Credo non sia stato mai raggiunto un numero cos alto di
votanti. ...Il comportamento degli studenti quando il risultato della
votazione venne reso pubblico dal Senato Accademico fu deplorevole e
vergognoso oltre ogni dire. Un folta squadra si diresse a Newham dove
danneggi i cancelli di bronzo installati in memoria di Miss Clough,
la prima Direttrice di quel college" (24).
Non basta questo? Occorre cercare altri fatti, nella Storia e nelle
biografie, a riprova di quanto si detto, che meglio rinunciare a
ogni tentativo di influire sulla giovent attraverso l'istruzione
universitaria, perch odi la guerra? I fatti riportati non dimostrano
forse a sufficienza che l'istruzione, la migliore del mondo, non
insegna a odiare la violenza, bens a farne uso? Che, ben lungi
dall'insegnare la generosit e la magnanimit, essa rende la gente
cos ansiosa di tenersi stretti i propri privilegi, la "grandezza e il
potere" di cui parla il poeta, da essere disposta a usare sistemi ben
pi subdoli della violenza quando le si chiede di farne partecipi
altri? E non sono forse la violenza e il senso del possesso due
sentimenti connessi molto da vicino con la guerra? Che ce ne facciamo
dunque dell'istruzione universitaria, per prevenire la guerra? La
Storia, tuttavia, non si ferma. Un anno succede all'altro. E con gli
anni le cose cambiano; sottilmente, impercettibilmente si modificano.
E la Storia ci fa sapere che alla fine, dopo aver speso tempo e
energie il cui valore non misurabile nel sollecitare ripetutamente
le autorit con l'umilt che ci si attende dal nostro sesso e che si
conviene ai supplici, venne concesso il diritto a far colpo sulle
direttrici di scuola con un "dott." prima del nome. Si trattava per,
ce lo dice la Storia, di un diritto puramente nominale. A Cambridge,
nel 1937 - Lei stenter a crederci, Signore, ma ancora una volta la
voce dei fatti che parla, non la fantasia di un romanziere - i
colleges femminili non sono membri dell'Universit (25); e il numero
delle figlie di uomini colti cui concesso di ricevere un'istruzione
universitaria tuttora rigidamente limitato, anche se ai fondi
dell'Universit contribuiscono, beninteso, entrambi i sessi (26).
Quanto alla povert, le cifre ce le fornisce il "Times", e un righello
lo possiamo trovare in qualunque negozio di cancelleria. Basta
misurare il denaro destinato alle borse di studio nei colleges
maschili accanto a quello per le borse di studio dei colleges
femminili, e avremo evitato la fatica di fare i conti per giungere
alla conclusione che i colleges per le sorelle degli uomini colti
sono, a paragone di quelli dei loro fratelli, di una incredibile e
vergognosa povert (27).
La riprova di quest'ultimo fatto la troviamo qui, nella lettera della
signora tesoriere onorario, che chiede quattrini per ricostruire il
suo college. Ha cominciato la sottoscrizione parecchio tempo fa e, a
quanto pare, non l'ha ancora terminata. Dopo quanto si detto, non
sono la sua povert, n il fatto che il suo college abbia bisogno di

essere ricostruito che ci rendono perplessi. Quello che ci riempie di


perplessit, tenuto conto dei fatti riportati sopra, la risposta da
darle quando ci chiede di aiutarla a ricostruire il college. La
Storia, le biografie, i giornali messi insieme rendono problematico
sia rispondere alla sua lettera, sia dettare delle condizioni.
Infatti, Storia, biografie e giornali hanno fatto sorgere molti
interrogativi. Innanzitutto, cosa ci fa credere che l'istruzione che
viene impartita all'universit faccia odiare la guerra a coloro che la
ricevono? Anzi, se aiutiamo le figlie degli uomini colti a andare a
Cambridge, non le spingeremo di fatto a pensare non gi a istruirsi,
bens a fare la guerra? a preoccuparsi non gi di imparare bens di
lottare per conquistarsi i medesimi privilegi dei loro fratelli?
Inoltre, non essendo membri dell'Universit di Cambridge, le figlie
degli uomini colti non hanno voce in capitolo sull'istruzione che vi
viene impartita; come potrebbero dunque modificarla, anche se
chiedessimo loro di farlo? E poi ci sono altri problemi, problemi di
natura pratica che un uomo occupato come Lei - Lei pure tesoriere
onorario - non avr difficolt a comprendere. Sar Lei il primo a
convenire che chiedere a una persona che ha gi tanto da fare a
raccogliere fondi per la ricostruzione di un college di fermarsi a
riflettere sulla natura dell'istruzione da impartire e sugli effetti
che essa pu avere sulla guerra sarebbe come aggiungere un altro ramo
a una fascina gi troppo pesante. Da parte di una profana, che non ha
il diritto di parlare, una richiesta del genere meriterebbe una
risposta troppo vivace per poterla pubblicare. Ma abbiamo promesso
solennemente di fare il possibile per aiutarla a prevenire la guerra
usando la nostra influenza, l'influenza che ci viene dal denaro che
guadagnamo. E il modo pi ovvio di farlo pur sempre attraverso
l'istruzione. E visto che la signora tesoriere onorario povera,
visto che ci chiede quattrini, e visto che chi sborsa quattrini ha il
diritto di imporre condizioni, assumiamoci il rischio e proviamoci a
stendere un abbozzo di lettera a quella signora, in cui precisiamo le
condizioni alle quali potr avere il nostro denaro per ricostruire il
suo college.
"La Sua lettera, Gentile Signora, rimasta senza risposta per
parecchio tempo. Il fatto che sono sorti alcuni dubbi e problemi. Se
Lei permette, Glieli esporremo, da profane quali siamo, certe che Lei
vorr scusare la nostra ignoranza e anche la nostra franchezza. Lei
afferma che vuole raccogliere 100.000 per la ricostruzione del Suo
college. Ma come pu essere cos sciocca? O bisogna supporre che Lei
viva tra gli usignoli e i salici, cos isolata dal mondo o tanto
immersa in profondi problemi di tocchi e di toghe e in importanti
questioni di etichetta (a chi va data la precedenza nel salotto del
Rettore, al mastino del Preside o al volpino della Direttrice?), da
non avere il tempo di leggere i giornali? Oppure il problema di
chiedere il pi signorilmente possibile a un pubblico indifferente di
sborsare 100.000 La angustia a tal punto che riesce solo a pensare
ad appelli e a comitati, a pesche di beneficienza e a rinfreschi, o ai
pasticcini da servire con il t?
"Allora lasci che La informiamo: si spendono ogni anno centinaia di
milioni per l'esercito e la marina; infatti, a quanto si legge nella
lettera che abbiamo qui accanto alla Sua, siamo in grave pericolo di
guerra. Come pu dunque avere il coraggio di chiederci dei quattrini
per ricostruire il Suo college? S, certo, il college stato

costruito in economia e ora ha bisogno di essere ricostruito. Ma


quando afferma che il pubblico generoso e disposto a sborsare grosse
somme per la ricostruzione di un college, ci consenta di richiamare la
sua attenzione sul seguente brano altamente istruttivo, tratto dalle
memorie del Rettore di Trinity College. 'Fortunatamente, per, agli
inizi di questo secolo l'Universit cominci a ricevere una serie di
cospicui lasciti e donazioni che, in aggiunta a un generoso
finanziamento da parte del Governo, hanno conferito una tale solidit
alle sue finanze che risultato superfluo aumentare la quota dei
contributi dei vari colleges. Le rendite complessive dell'Universit
sono passate da circa 60.000 nel 1900 a 212.000 nel 1930. E'
ragionevole attribuire questo stato di cose alle notevoli e altamente
interessanti scoperte scientifiche compiute presso questa universit.
Cambridge costituisce un chiaro esempio degli ottimi risultati pratici
che si possono conseguire facendo della ricerca pura'.
"Prenda l'ultima frase soltanto, '...Cambridge costituisce un chiaro
esempio degli ottimi risultati che si possono conseguire facendo della
ricerca pura'. Cos'ha fatto il Suo college per sollecitare la grande
industria a sovvenzionarlo? Ha avuto una parte di rilievo
nell'inventare apparecchiature belliche? Le vostre allieve sono
diventate donne di affari e capitaliste di successo? Come pu allora
aspettarsi che Le arrivino 'cospicui lasciti e donazioni'? E poi, il
Suo college membro dell'Universit di Cambridge? No. Allora come pu
pretendere di partecipare alla decisione su come vanno ripartite le
rendite? E' chiaro quindi, Gentile Signora, che non Le rimane altro da
fare che organizzare rinfreschi e starsene sulla soglia con il
cappello in mano, consumando tempo e energie a chiedere contributi
alla gente. Su questo non ci sono dubbi. Ma altrettanto chiaro che
il profano che La vede darsi da fare in quel modo, di fronte alla
richiesta di dare un contributo per la ricostruzione del Suo college
ha il dovere di chiedersi: 'Devo mandargli questi quattrini oppure no?
E se glieli mando, quali condizioni devo porre? Devo dirgli di
ricostruire il college tale quale era? o di ricostruirlo su basi
diverse? Oppure giusto che gli dica di comperarsi stracci e benzina
e una scatola di fiammiferi svedesi e di dar fuoco una volta per tutte
all'intero edificio?'
"Sono state queste domande, Gentile Signora, a farci rimandare cos a
lungo la risposta alla Sua lettera. Sono domande molto difficili e
forse anche inutili. Ma Le pare possibile non porsele, di fronte alle
richieste di questo signore. Vuole sapere come lo possiamo aiutare a
prevenire la guerra. Vuole sapere come lo possiamo aiutare a difendere
la libert; a difendere la cultura. E poi, guardi queste fotografie:
ritraggono cadaveri e macerie. Ammetter che di fronte a queste
richieste e di fronte a queste fotografie, Lei deve riflettere molto
attentamente prima di mettersi a ricostruire il Suo college; deve
chiedersi quale lo scopo dell'istruzione universitaria, quale tipo
di societ, di esseri umani deve proporsi di produrre. E comunque io
Le invier una ghinea per ricostruire il Suo college soltanto se Lei
sapr dimostrarmi che la user per produrre il tipo di societ, il
tipo di persone che possano contribuire a prevenire la guerra.
"Analizziamo quindi il pi brevemente possibile il tipo di istruzione
che occorre. Dato che la Storia e le biografie - le uniche prove
accessibili al profano - sembrano dimostrare che la vecchia istruzione
impartita nei vecchi colleges non genera n particolare rispetto per

la libert, n particolare odio per la guerra, chiaro che il Suo


college va ricostruito su basi diverse. E' un college giovane e
povero: che tragga dunque vantaggio da queste qualit e sia fondato
sulla povert e sulla giovent. Di conseguenza dovr essere un college
sperimentale, un college avventuroso. Diverso da tutti. Dovr essere
costruito non di pietra scolpita e di vetri istoriati, bens di un
materiale economico, infiammabile, che non sia ricettacolo di polvere
e culla di tradizioni. Non metteteci cappelle (28). Non metteteci
musei e biblioteche con libri alla catena e prime edizioni in bacheche
di vetro. Che libri e quadri siano nuovi e sempre diversi. Che sia
affrescato di bel nuovo dalle nuove generazioni, con le loro stesse
mani; con poca spesa. Il lavoro dei vivi costa poco; spesso essi non
chiedono altro in cambio di poterlo fare. E poi, cosa si dovr
insegnare nel college nuovo, nel college povero? Certo non l'arte di
dominare sugli altri; non l'arte di governare, di uccidere, di
accumulare terra e capitale. Queste arti richiedono spese generali
troppo elevate: stipendi, uniformi, cerimonie. Nel college povero si
dovranno insegnare solo le arti che si possono insegnare con poca
spesa e che possono essere esercitate da gente povera: la medicina, la
matematica, la musica, la pittura, la letteratura. E l'arte dei
rapporti umani; l'arte di comprendere la vita e la mente degli altri,
insieme alle arti minori che le completano: l'arte di conversare, di
vestire, di cucinare. Lo scopo del nuovo college, del college povero,
dovrebbe essere non di segregare e di specializzare, ma di integrare.
Dovr inventare dei modi per far lavorare insieme la mente e il corpo;
scoprire da quali nuove combinazioni possono nascere unit che rendono
buona la vita umana. E gli insegnanti saranno scelti tra coloro che
sono bravi a vivere oltre che a pensare. Non dovrebbe essere difficile
attirarli. Perch nel nuovo college non esisteranno le barriere di
ricchezza e di etichetta, di esibizionismo e di competitivit che
rendono le vecchie e ricche universit dei luoghi in cui non bello
vivere: citt ostili e faticose, citt dove ci che non chiuso a
chiave fissato con una catena; dove nessuno pu passeggiare
liberamente e parlare liberamente per timore di oltrepassare la riga
di gesso, di scontentare qualche dignitario. Ma se il college fosse
povero, non avrebbe nulla da offrire; la competitivit sarebbe
abolita. La vita sarebbe libera e facile. Coloro che amano imparare
sarebbero contenti di venirci. Musicisti, pittori, scrittori
verrebbero volentieri a insegnare, certi di poter imparare. Cosa pu
esserci di pi utile per uno scrittore se non discutere intorno
all'arte di scrivere con persone che non pensano agli esami o ai
diplomi o alla fama o al profitto che potrebbero trarre dalla
letteratura, ma hanno a cuore quell'arte per se stessa?
"Lo stesso vale per le altre arti e per chi le pratica. Questi
verrebbero a insegnare nel college povero perch l troverebbero una
societ libera; una societ che non impacchettata in tristi ordini
di ricchi e poveri, di intelligenti e stupidi; ma dove tutti i diversi
gradi e tipi di valore della mente del corpo e dell'anima possono
esprimersi e integrarsi. Fondiamolo dunque questo college nuovo;
questo college povero; dove si impara perch bello imparare; dove
l'esibizionismo abolito; dove non ci sono diplomi; dove non si
tengono conferenze n prediche, dove le vecchie avvelenate vanit e le
parate che generano competitivit e invidia...".
A questo punto la lettera si interrotta. E non per mancanza di cose

da dire; anzi, la perorazione era appena cominciata. Ma perch ci


sembrato che il viso che ci stava davanti - il viso che chi scrive una
lettera vede sempre dinnanzi a s - fissasse con una certa mestizia il
brano di un libro che avevamo citato. "Nelle scuole viene data la
preferenza ai candidati provvisti di titoli, tant' vero che le
ragazze che avevano studiato a Newnham e a Girton, non potendo
premettere un 'dott.' al proprio nome, si trovarono svantaggiate
quando si tratt di trovare lavoro". La signora tesoriere onorario del
fondo per la ricostruzione del college aveva gli occhi fissi su quella
frase. "A che serve stare a pensare a come potrebbe essere diverso un
college", sembrava dire, "se deve essere un posto dove si insegna a
trovare lavoro?" "Lei continui pure a sognare", parve aggiungere poi,
volgendosi con un sospiro alla tavola apparecchiata per qualche pesca
di beneficenza a favore del Fondo, "noi dobbiamo fare i conti con la
realt".
Questa era dunque la "realt" su cui aveva fisso lo sguardo: alle
ragazze bisogna insegnare a guadagnarsi da vivere. E siccome quella
realt significa ricostruire il college sulle stesse basi degli altri,
di conseguenza anche il college per le figlie degli uomini colti dovr
fare in modo che la Ricerca dia risultati pratici per meritarsi
lasciti e donazioni da parte dei capitalisti; dovr incoraggiare la
competitivit; accettare titoli accademici e toghe variopinte;
accumulare grandi ricchezze da cui escludere tutti gli altri; e
quindi, di qui a cinquecento anni, anche quel college dovr rivolgere
la stessa domanda che Lei, Signore, ci sta rivolgendo oggi: "Come,
secondo Lei, si deve fare per prevenire la guerra?"
E' un risultato poco desiderabile. Perch spendere una ghinea per
conseguirlo? A ogni buon conto a questa domanda la risposta l'abbiamo
trovata. Neppure una ghinea del denaro guadagnato con il nostro lavoro
sar destinata alla ricostruzione del college sulle stesse basi di
prima; alla stessa stregua escluso che se ne possa spendere una per
ricostruirlo su basi nuove. Di conseguenza la nostra ghinea verr
annotata sotto la voce "Stracci. Benzina. Fiammiferi". E Le verr
spedita accompagnata dal seguente biglietto: "Prenda questa ghinea e
la usi per radere al suolo l'intera costruzione. Dia fuoco alle
vecchie ipocrisie. Che il bagliore dell'edificio in fiamme faccia
fuggire gli usignoli atterriti e invermigli i salici. E le figlie
degli uomini colti danzino attorno al grande fal, gettando di
continuo bracciate di foglie morte sulle fiamme, mentre le loro madri
sporgendosi dalle finestre pi alte, gridano, 'Che bruci! Che bruci!
Non sappiamo che farcene di questa "istruzione"'!"
Queste parole, Signore, non sono vuota retorica, perch si basano
sulla rispettabile opinione del Decano di Durham, gi direttore di
Eton (29). E tuttavia hanno un che di astratto, a causa di una piccola
contraddizione. Si detto che l'unica influenza che le figlie degli
uomini colti sono attualmente in grado di esercitare contro la guerra
quella disinteressata che deriva loro dal fatto di guadagnarsi da
vivere. Se non esistessero gli strumenti per addestrarle a guadagnarsi
da vivere sarebbe la fine di tale influenza. Non potrebbero trovare
lavoro. E se non potessero trovare lavoro, ritornerebbero a dipendere
dai loro padri e fratelli; e se tornassero a dipendere dai loro padri
e fratelli, finirebbero per essere di nuovo, consciamente e
inconsciamente, in favore della guerra. La Storia sembra affermarlo al
di l di ogni dubbio. Perci giusto inviare una ghinea alla signora
tesoriere onorario del fondo per la ricostruzione del college

femminile, perch la usi come meglio pu. E' inutile, stando cos le
cose, porre delle condizioni sul modo in cui dovr essere spesa la
nostra ghinea.
Questa dunque la risposta rinunciataria e deprimente alla domanda se
convenga chiedere alle autorit dei colleges per le figlie degli
uomini colti di usare la loro influenza, attraverso l'istruzione, per
prevenire la guerra. A quanto pare non possiamo chiedere che facciano
nulla; bisogna che seguano la vecchia strada sino alla fine di sempre;
la nostra influenza, in quanto siamo fuori dalle istituzioni, pu
essere solo di tipo molto indiretto. Se ci chiamano a insegnare, dopo
aver analizzato attentamente e a fondo le finalit di tale
insegnamento, possiamo rifiutarci di insegnare qualunque arte o
scienza che incoraggi la guerra. Inoltre possiamo riversare il nostro
non molto corrosivo disprezzo sulle pratiche religiose, sui titoli
accademici e sugli esami. Possiamo suggerire l'idea che dei versi che
hanno vinto un premio possono essere validi nonostante il premio che
hanno vinto; e affermare che pu valere la pena di leggere un libro
anche se l'autore si laureato con il massimo dei voti e la lode. Se
ci chiedono di tenere una lezione-conferenza, possiamo opporci a
questo assurdo e immorale sistema rifiutandoci di tenerla (30). E,
beninteso, se ci vogliono conferire cariche e onorificenze possiamo
rifiutarle (e come, considerati i fatti, potremmo fare altrimenti?).
Ma tutto questo non ci deve far dimenticare che, nell'attuale stato di
cose, la maniera pi efficace per prevenire la guerra, attraverso
l'istruzione, di contribuire il pi generosamente possibile ai
colleges per le figlie degli uomini colti. Perch, ripetiamo, se
queste donne non riceveranno un'istruzione universitaria, non potranno
guadagnarsi da vivere; se non saranno in grado di guadagnarsi da
vivere, torneranno a essere educate entro i confini angusti della casa
paterna e finiranno quindi, ancora una volta, per esercitare tutta la
loro influenza, consciamente e inconsciamente, in favore della guerra.
Su questo non possono esistere dubbi. Se Lei ne avesse, e esigesse
delle prove, La rimandiamo ancora una volta alle biografie. La loro
testimonianza talmente conclusiva, ma anche cos voluminosa, che
siamo costrette a condensare volumi interi in un'unica storia. Ecco
dunque il racconto della vita della figlia di un uomo colto che
dipendeva dal padre e dal fratello in una famiglia del diciannovesimo
secolo.
Era una bella giornata, ma la ragazza non poteva uscire. "Quante
interminabili, monotone giornate d'estate ho trascorso sepolta in casa
perch non c'era posto per me in carrozza e nessuna delle domestiche
aveva tempo di accompagnarmi a fare una passeggiata". Viene la sera, e
finalmente la ragazza esce di casa, vestita meglio che pu con le 40100 sterline all'anno che le passa il padre (31). Ma "dovunque andasse
doveva essere accompagnata dal padre, dalla madre o da qualche donna
sposata". E chi incontrava in quei luoghi di svago, lei vestita in
quel modo, con quella scorta? Uomini che avevano studiato a Oxford o a
Cambridge: "ministri, ambasciatori, famosi uomini d'arme, tutti
splendidamente vestiti, coperti di decorazioni". Di che cosa si
parlava? Di qualunque cosa potesse svagare la mente di quegli uomini
importanti che volevano dimenticare il loro lavoro; "i pettegolezzi
sul mondo del teatro" servivano ottimamente allo scopo. Passarono i
giorni. Venne il sabato. Di sabato "ministri e altri uomini importanti
si dedicavano ai piaceri della societ"; venivano a prendere il t,

erano invitati a pranzo. Il giorno dopo era domenica. Di domenica, "la


mattina era di prammatica andare in chiesa". Passarono le stagioni.
Venne l'estate. D'estate bisognava intrattenere gli ospiti, "per lo
pi parenti". Venne l'inverno. D'inverno, "studiavamo storia,
letteratura e musica; e prendevamo lezioni di disegno e di pittura.
Anche se i risultati non erano eccezionali, s'imparavano tuttavia cose
interessanti". Cos, tra le visite ai malati e la scuola ai poveri,
passavano gli anni. E qual era il finale grandioso e lo scopo di tutti
quegli anni, di quell'istruzione? Il matrimonio, naturalmente. "...non
era questione se sposarsi o meno, ma semplicemente chi avremmo dovuto
sposare", dice una di queste ragazze. Era in vista del matrimonio che
veniva formata la sua mente. Era in vista del matrimonio che
strimpellava il pianoforte ma non aveva il permesso di suonare in
un'orchestra; che ritraeva innocenti scene domestiche ad acquarello ma
non aveva il permesso di studiare dal nudo; che poteva leggere un
libro ma non l'altro; che intratteneva, accattivava, affascinava. Era
in vista del matrimonio che veniva educato il suo corpo; le veniva
fornita una cameriera; le venivano precluse le pubbliche vie e i
prati; le veniva negata la solitudine: tutto questo perch potesse
conservare intatto il suo corpo per il marito. In breve, l'idea del
matrimonio influenzava le sue parole, i suoi pensieri, i suoi gesti. E
come avrebbe potuto essere altrimenti? Il matrimonio era l'unica
professione che le fosse aperta (32).
Il quadro cos interessante per quel che ci dice sull'uomo colto
oltre che su sua figlia, che si tentati di soffermarvicisi.
L'importanza del fagiano nell'amore, per esempio, meriterebbe, da
sola, un capitolo intero (33). Ma per il momento non ci domanderemo
che effetto ebbe sulla razza umana quel tipo di educazione. Ci
chiediamo soltanto perch quell'educazione facesse s che chi la
riceveva fosse consciamente e inconsciamente in favore della guerra.
Consciamente, perch, ovvio, era obbligata a usare tutta la sua
influenza per tenere in piedi il sistema che le forniva servit,
carrozze, bei vestiti, ricevimenti: che erano i mezzi per arrivare al
matrimonio. Consciamente, doveva usare tutta la sua bellezza e le sue
attrattive per adulare e blandire l'uomo d'affari, l'uomo d'armi,
l'uomo di legge, l'ambasciatore, il ministro che volevano ricrearsi
dopo le fatiche della giornata. Consciamente doveva accettare i loro
punti di vista e assecondare i loro dettami perch solo cos poteva
indurli a concederle i mezzi per sposarsi o a sposarla (34). Insomma,
ogni suo sforzo cosciente non poteva che essere in favore di quello
che Lady Lovelace ebbe a definire "il nostro glorioso Impero" ..."il
cui prezzo", aggiunge, "viene pagato principalmente dalle donne". E
chi pu smentirla, o dubitare che fosse un prezzo molto alto?
Ma ancora pi decisamente in favore della guerra era forse la sua
influenza inconscia. Come possiamo spiegare altrimenti l'assurda
agitazione dell'agosto del 1914, quando si videro le figlie degli
uomini colti che avevano ricevuto questo tipo di educazione
precipitarsi negli ospedali, alcune accompagnate dalla cameriera,
guidare autocarri, lavorare nei campi e nelle fabbriche di munizioni,
e usare le loro inesauribili riserve di fascino e di simpatia per
convincere i giovani che combattere era eroico, e che i feriti sul
campo di battaglia erano degni di tutte le loro cure e di tutto il
loro encomio? La spiegazione va cercata, ancora una volta, in quel
tipo di educazione. Cos profondo era il disgusto della figlia

dell'uomo colto per la casa paterna, con la sua crudelt, la sua


grettezza, la sua ipocrisia, la sua immoralit, la sua vacuit, che
era disposta a intraprendere qualunque lavoro, per servile che fosse,
a esercitare qualunque fascino, per fatale che fosse, pur di
sfuggirvi. Perci consciamente voleva "il nostro glorioso Impero";
perci inconsciamente voleva la nostra gloriosa guerra.
Dunque, Signore, se vuole che La aiutiamo a prevenire la guerra, la
conclusione una sola; dobbiamo dare un contributo per la
ricostruzione del college che, con tutte le sue carenze, costituisce
l'unica alternativa alla casa paterna. Non ci resta che sperare che
col tempo quell'educazione cambier. Quella ghinea va data per prima,
prima di darne una a Lei per la Sua associazione. Ma un contributo
per il medesimo fine, la prevenzione della guerra. Le ghinee sono
rare, sono preziose; ma ne invieremo una, senza porre condizioni, alla
signora tesoriere onorario del fondo per la ricostruzione del college
per le figlie degli uomini colti, perch sappiamo, cos facendo, di
dare un contributo concreto alla prevenzione della guerra.

LE TRE GHINEE.
DUE.

Ora che abbiamo dato una ghinea per la ricostruzione di un college,


dobbiamo riflettere se non vi sia altro che possiamo fare per aiutarvi
a prevenire la guerra. E subito appare evidente che alle libere
professioni, se vero quanto si detto circa la nostra influenza,
che dobbiamo guardare; infatti, se riuscissimo a persuadere le donne
che sono in grado di guadagnarsi da vivere e pertanto hanno di fatto
in mano questa nuova arma, la nostra unica arma, l'arma
dell'indipendenza di pensiero frutto dell'indipendenza economica, se
riuscissimo a persuaderle a usare quell'arma contro la guerra, vi
saremmo pi utili che non chiedendo aiuto alle donne che devono
insegnare a guadagnarsi da vivere alle giovani, o aggirandoci
all'infinito attorno ai luoghi proibiti e ai sacri cancelli delle
universit dove questo appunto si insegna.
Ci consenta dunque di sottoporre la Sua lettera, in cui ci chiede di
aiutarla a prevenire la guerra, a chi possiede indipendenza e
maturit, alle donne che si guadagnano da vivere con le libere
professioni. Non ci sar bisogno di retorica n, si deve presumere, di
argomentazioni. "Ecco qui un uomo", baster dire, "che tutte abbiamo
ragione di rispettare, che ci dice che la guerra vicina; forse
imminente; che ci chiede, a noi che ci guadagnamo da vivere, di fare
il possibile per aiutarlo a prevenire la guerra". Baster questo, ne
siamo certi, per provocare una risposta, e una risposta che Le
fornir, Signore, l'aiuto di cui ha bisogno. Non sar neppure
necessario mostrare le fotografie che intanto si ammucchiano sulla
scrivania, fotografie di nuovi cadaveri, di nuove macerie. Ma... si
avverte una leggera esitazione, un dubbio forse: non gi il dubbio che
la guerra non sia orribile, bestiale, insopportabile, disumana, come

scrisse Wilfred Owen, n che non desideriamo di fare tutto il


possibile per aiutarvi a prevenirla. No, per il dubbio e l'esitazione
ci sono; e il modo migliore per spiegarli di mostrarLe una lettera,
autentica come la Sua, che per caso si trova accanto alla Sua qui sul
mio tavolo (1).
Ce l'ha inviata una signora, lei pure tesoriere onorario, e contiene
essa pure una richiesta di denaro. "Vuole essere cos gentile", ci
scrive, "da mandare un contributo (a una associazione che aiuta la
figlie degli uomini colti a trovare lavoro nelle libere professioni)
per aiutarci a guadagnarci da vivere? In mancanza di denaro", continua
la lettera, "accettiamo qualunque cosa - libri, frutta, abiti smessi che possa essere venduta in una pesca di beneficenza". Ebbene, questa
lettera ha talmente a che fare con i dubbi e l'esitazione di cui
dicevamo prima, e anche con il tipo di aiuto da darvi, che non sembra
possibile inviare una ghinea a quella signora, e neppure inviarne una
a Lei, prima di aver preso in esame gli interrogativi che essa
solleva.
Il primo interrogativo, com' ovvio, il seguente: Perch chiede
quattrini? Perch cos povera, questa rappresentante delle donne
libere professioniste, da essere costretta a mendicare abiti smessi
per una vendita di beneficenza? Questo il primo punto da chiarire,
perch, se quella signora cos povera come sembra indicare la sua
lettera, allora l'arma dell'indipendenza di pensiero su cui contavamo
per aiutarvi a prevenire la guerra a dir poco non molto potente.
D'altra parte la povert ha i suoi vantaggi, perch se quella signora
povera, allora possiamo contrattare, come gi abbiamo fatto con la
sua sorella di Cambridge; possiamo esercitare il diritto di tutti i
potenziali donatori di imporre delle condizioni. Ma prima di darle una
ghinea o di definire le nostre condizioni, chiediamole di spiegarci la
sua situazione finanziaria e taluni altri fatti. Ecco un abbozzo della
nostra lettera:
"Gentile Signora, voglia scusare il ritardo con cui rispondiamo alla
Sua lettera. Il fatto che sono sorti dei dubbi sui quali desideriamo
ricevere chiarimenti prima di inviarLe la nostra ghinea. Innanzitutto,
Lei chiede dei quattrini, i quattrini per pagare l'affitto del Suo
ufficio. Ma come pu essere, com' possibile, Gentile Signora, che Lei
sia cos incredibilmente povera? Sono quasi vent'anni che le libere
professioni sono aperte alle figlie degli uomini colti. Come pu
essere che Lei, la loro rappresentante, se ne stia l con il cappello
in mano, come Sua sorella a Cambridge, a chieder quattrini o, in
mancanza di questi, frutta, libri, abiti smessi da vendere in una
pesca di beneficenza? Come pu essere, ripetiamo. Sicuramente deve
esserci qualche gravissima carenza, vuoi di semplice umanit, o di
semplice giustizia, o di semplice buon senso. O non sar per caso che
Lei fa la faccia triste e racconta bugie, come la mendicante
all'angolo della via che tiene al sicuro sotto il materasso una calza
piena di ghinee? Comunque sia, questo continuo chieder quattrini e
accusare povert La espone a gravi critiche, non solo da parte di
profani indolenti per i quali il doversi occupare di problemi pratici
quasi altrettanto irritante che firmare assegni, ma anche da parte
degli uomini colti. Lei si sta attirando il biasimo e il disprezzo di
uomini di chiara fama come filosofi e romanzieri, di uomini come il
signor Joad e il signor Wells. Essi non solo non credono alla Sua
povert, La accusano anzi di apatia e indifferenza. Mi consenta di

sottoporre alla Sua attenzione le imputazioni che Le muovono questi


signori. Stia a sentire innanzitutto quello che ha da dirLe C.E.M.
Joad: "Credo che mai, negli ultimi cinquant'anni, le giovani abbiamo
mostrato tanta apatia riguardo ai problemi politici e tanta
indifferenza di fronte alle questioni sociali come accade oggi".
Questo l'inizio. Quindi il signor Joad continua dicendo, molto
giustamente, che non sta a lui dirvi quello che dovreste fare; ma poi
aggiunge, molto gentilmente, che vi porter un esempio di quello che
potreste fare. Potreste imitare le vostre sorelle d'America. Fondare
"un'associazione per propagandare la pace". E porta un esempio. La
loro associazione ha reso noto, "non so con quanta parte di verit,
che il numero di sterline spese nel mondo per gli armamenti uguale
al numero di minuti (o erano secondi?) trascorsi dalla morte di
Cristo, che predicava che la guerra contraria allo spirito del
cristianesimo...." Orbene, perch non seguite anche voi il loro
esempio fondando un'associazione analoga in Inghilterra? Richiederebbe
quattrini, vero; ma - e questo il punto che desideriamo
particolarmente sottolineare - non c' dubbio che i quattrini li
avete. La prova ce la fornisce il signor Joad. "Prima della guerra
nelle casse della W.S.P.U. (*1) stato versato denaro a fiumi per
fare ottenere il voto alle donne affinch potessero por fine per
sempre alle guerre. Il voto l'avete ottenuto", continua il signor
Joad, "ma le guerre esistono ancora". E' vero, lo posso confermare
personalmente, prova ne siano la lettera di questo signore che ci
chiede di aiutarlo a prevenire la guerra, e certe fotografie che
mostrano cadaveri e macerie... ma lasciamo continuare il signor Joad.
"E' cos irragionevole", prosegue, "chiedere alle donne di oggi di
essere disposte a sacrificare tempo e denaro, a subire offese e
insulti per la causa della pace, come fecero le loro madri per la
causa dell'uguaglianza?" Ancora una volta non posso che far eco alle
parole del signor Joad: cos irragionevole chiedere alle donne di
continuare, di generazione in generazione, a subire offese e insulti,
prima da parte dei loro fratelli e ora in favore dei loro fratelli?
Non forse questa una pretesa ragionevole, ottima, inoltre, per il
loro benessere fisico, morale e spirituale? Ma non interrompiamo il
signor Joad. "Se irragionevole, allora prima la smettono di far
finta di trastullarsi con gli affari pubblici e ritornano alla vita
domestica, meglio . Se non sono capaci di combinare nulla alla Camera
dei Comuni, che cerchino almeno di combinare qualcosa a casa loro. Se
non sono capaci di salvare gli uomini dalla distruzione sicura che
l'incurabile perversit maschile far abbattere su di essi, che almeno
imparino a nutrirli prima che si autodistruggano" (2). Non perdiamo
tempo a domandarci in che modo, sia pure con il voto, le donne
potrebbero curare un male che, a detta dello stesso signor Joad,
incurabile, perch il punto un altro; il punto come pu Lei, di
fronte a una dichiarazione del genere, avere l'impudenza di chiedermi
una ghinea per pagare l'affitto? Secondo il signor Joad, Lei non solo
eccezionalmente ricca; anche eccezionalmente pigra e se ne sta
tutto il giorno a sgranocchiare noccioline e a mangiare gelati; tanto
che non neppure capace di cucinargli un pranzo prima che si
autodistrugga, e tanto meno di impedire il gesto fatale. Ma ci sono
imputazioni ancora pi gravi. La Sua apatia tale che non disposta
a lottare neppure in difesa della libert che Sua madre ha conquistato
per Lei. Questa accusa Gliela muove il pi famoso dei romanzieri

inglesi viventi, H. G. Wells. Il quale afferma: "Non si assistito al


formarsi di alcun movimento femminile degno di nota diretto a
contrastare il virtuale annullamento della libert delle donne da
parte del fascismo e del nazismo" (3). Ricca, pigra, golosa e apatica
qual , come pu avere l'impudenza di chiedermi di dare un contributo
a un'associazione che aiuta le figlie degli uomini colti a guadagnarsi
da vivere con le libere professioni? Infatti, come dimostrano questi
signori, nonostante il voto e la ricchezza che il voto avr certamente
portato con s, Lei non ha posto fine alle guerre; nonostante il voto
e il potere che esso avr certamente portato con s, Lei non ha
contrastato il virtuale annullamento della Sua libert, da parte del
fascismo e del nazismo. Cos'altro possiamo concludere se non che il
cosiddetto "movimento femminile" nella sua totalit si dimostrato un
fallimento? La ghinea che Le allego deve essere destinata pertanto non
gi a pagare l'affitto, ma a dar fuoco all'intero edificio. E, fatto
questo, Gentile Signora, si ritiri di nuovo in cucina, e impari, se Le
riesce, a cucinare un pranzo da cui Lei sar probabilmente esclusa..."
(4).
A questo punto la lettera si interrotta; infatti, sul viso che ci
stava davanti - il viso che chi scrive una lettera vede sempre
dinnanzi a s - si era dipinta, cos ci pareva, un'espressione di
noia, o era forse stanchezza? Lo sguardo della signora tesoriere
onorario dell'associazione era fisso su un pezzetto di carta, sul
quale erano riportati due banalissimi fatti che, giacch riguardano il
problema in discussione - in che modo le figlie di uomini colti che si
guadagnano da vivere con le libere professioni possono prevenire la
guerra - vale la pena di trascrivere. Primo fatto: le entrate della
W.S.P.U., sulle quali il signor Joad ha basato le sue illazioni circa
la ricchezza delle donne, ammontarono (nell'anno 1912, l'anno di
massima attivit) a 42.000 (5). Il secondo fatto il seguente:
"Guadagnare 250 all'anno un'impresa notevole anche per una donna
altamente qualificata, con anni di esperienza alle spalle" (6). La
data di questa affermazione il 1934.
Entrambi i fatti sono interessanti; e giacch entrambi riguardano
direttamente il problema che ci interessa, proviamo a analizzarli pi
da vicino. Il primo fatto, dunque: molto interessante perch
dimostra come uno dei pi grandi mutamenti politici dei nostri tempi
sia stato conseguito con la somma incredibilmente minuscola di
42.000 all'anno. "Incredibilmente minuscola" , s'intende,
un'espressione relativa; vale a dire che incredibilmente minuscola a
paragone con le cifre che il Partito Conservatore o il Partito
Liberale - i partiti a cui appartenevano i fratelli della donna colta
- avevano a disposizione per le proprie cause. E' inoltre
considerevolmente inferiore alla somma che ha a disposizione il
Partito Laburista - il partito a cui appartengono i fratelli della
donna proletaria (7). E' incredibilmente minuscola a paragone delle
somme che un'associazione come quella per l'Abolizione della
Schiavit, per esempio, ebbe a disposizione per abolire quella
schiavit. Ed incredibilmente minuscola a paragone delle cifre che
l'uomo colto spende annualmente non per cause politiche, bens per gli
sport e i divertimenti. Ma la nostra meraviglia, vuoi per la povert
delle figlie degli uomini colti, vuoi per la loro parsimonia, una
sensazione decisamente scomoda in questo caso, perch ci obbliga a
sospettare che la signora tesoriere onorario stia dicendo la pura

verit: povera; e perch ci obbliga a porci una volta di pi la


domanda in che modo, se 42.000 sono tutto quello che le figlie degli
uomini colti riuscirono a racimolare, dopo anni di lavoro indefesso,
per la loro causa, in che modo possono aiutare voi a vincere la
vostra? Quanta pace riusciranno a comperare 42.000 all'anno, oggi
che se ne spendono trecento milioni per gli armamenti?
Ma il secondo fatto dei due il pi sorprendente e il pi deprimente,
il fatto che oggi, quasi vent'anni dopo che le donne sono state
ammesse alle professioni redditizie "guadagnare 250 all'anno
un'impresa notevole anche per una donna altamente qualificata e con
anni di esperienza alle spalle". Questo fatto, se vero, talmente
sorprendente e riguarda cos da vicino il nostro problema che dobbiamo
assolutamente soffermarci un attimo a esaminarlo. E' cos importante
che va esaminato, inoltre, alla luce neutra dei fatti, e non alla luce
colorata delle biografie. Conviene dunque fare ricorso a qualche
autorit impersonale e imparziale, che si erga al di sopra di tutte le
fazioni, come l'Obelisco di Cleopatra; l'Almanacco di Whitaker, per
esempio.
Whitaker, inutile dirlo, non soltanto uno degli autori pi
imparziali, anche uno dei pi sistematici. Ha raccolto nel suo
Almanacco tutti i fatti riguardanti tutte, o quasi tutte, le
professioni che sono state aperte alle figlie degli uomini colti.
Nella sezione intitolata "Pubblico impiego e carriere statali" ci
fornisce senza commenti l'elenco dei funzionari dello Stato e le cifre
che lo Stato paga ai suoi funzionari. Il sistema adottato
nell'Almanacco quello alfabetico; seguiamo anche noi Whitaker e
prendiamo in esame le prime sei lettere dell'alfabeto. Sotto la A
troviamo Admiralty (Ammiragliato), Air Ministry (Ministero
dell'aeronautica), e Ministry of Agriculture (Ministero
dell'agricoltura). Sotto la B troviamo British Broadcasting
Corporation (Radiotelevisione); sotto la C il Colonial Office (Ufficio
per le colonie) e Charity Commissioners (Commissione per
l'Assistenza); sotto la D, Dominion Office (Ufficio per i Dominions) e
Development Commission (Commissione per lo sviluppo); sotto la E
abbiamo Ecclesiastical Commissioners (Commissione per la Chiesa) e
Board of Education (Commissione istruzione e cultura); si arriva cos
alla lettera F sotto la quale troviamo Ministry of Fisheries
(Ministero della Pesca), Foreign Office (Ministero degli esteri),
Friendly Societies (Societ di mutuo soccorso) e Fine Arts
(Sovrintendenza alle belle arti). Queste sono alcune delle professioni
che oggi, come ci viene ripetuto sovente, sono aperte a uomini e donne
alla pari. E gli stipendi di coloro che vi lavorano vengono pagati con
il denaro pubblico, fornito da entrambi i sessi, alla pari. E la tassa
sul reddito con cui vengono pagati (tra le altre cose) quegli stipendi
oggi in ragione di 5 scellini per ogni sterlina. Siamo dunque tutti
direttamente interessati a sapere come viene speso quel denaro, e per
chi. Consultiamo l'elenco delle retribuzioni per l'istruzione e la
cultura, giacch quella la classe a cui sia Lei che io, pur in grado
molto diverso, abbiamo l'onore di appartenere. Il Presidente della
Commissione, ci informa Whitaker, guadagna 2.000; il suo Primo
segretario personale guadagna da 847 a 1.058; il Segretario
personale aggiunto da 277 a 634. C' poi il Segretario permanente
della Commissione, che guadagna 3.000; il suo Segretario personale
guadagna da 277 a 634. Il Segretario parlamentare riceve 1.200;

il suo Segretario personale da 277 a 634. Il Sottosegretario


guadagna 2.200. Il Segretario permanente per il Galles guadagna
1.650. Ci sono poi Primi segretari aggiunti e Segretari aggiunti; ci
sono Direttori di Divisione, Ragionieri di Stato, Capi Ufficio
amministrativo, Consulenti legali, Consulenti legali aggiunti: tutti
questi signori e signore, ci riferisce l'impeccabile e imparziale
Whitaker, hanno un reddito con tre zeri o pi. Bisogna ammettere che
un reddito intorno o oltre le mille sterline una bella somma quando
la si riceve tutti gli anni e la si riceve puntualmente; se per
teniamo presente che si tratta di un lavoro a pieno tempo e di un
lavoro qualificato, non invidieremo a questi signori e signore il loro
stipendio, anche se per ogni sterlina che guadagnamo dobbiamo pagare
cinque scellini di tasse, e anche se le nostre entrate non ci arrivano
tutti gli anni e non ci arrivano sempre puntualmente. Uomini e donne
che passano tutto il giorno in ufficio, tutti i giorni della loro
vita, dall'et di 23 all'et di 60, il loro pane se lo guadagnano.
Solo che, la riflessione inevitabile, se quelle signore guadagnano
1.000, 2.000, 3.000 all'anno, non solo nella Commissione per
l'istruzione e la cultura ma in tutte le altre commissioni, in tutti
gli altri uffici, dallo Ammiragliato all'inizio dell'alfabeto, fino al
Ministero del Tesoro alla fine, l'affermazione "guadagnare 250 una
impresa anche per una donna altamente qualificata e con anni di
esperienza alle spalle" deve essere, per dirla schietta, una bugia
bella e buona. Basta percorrere Whitehall (*2) basta pensare a quante
Commissioni, Divisioni e uffici hanno sede in quei palazzi; basta
riflettere che ciascuno di essi servito e diretto da uno stuolo di
segretari e sottosegretari, cos numerosi e cos finemente
differenziati che i loro nomi da soli ci fanno girare la testa; basta
ricordare che ciascuno o ciascuna ha il suo adeguato stipendio, per
farci esclamare che quell'affermazione inverosimile, inesplicabile.
Come ce la possiamo spiegare? Inforcando un paio di occhiali pi
potenti. Leggiamo tutta la lista, pi gi, pi gi, pi gi ancora.
Alla fine arriviamo a un nome preceduto dall'appellativo "Signorina".
Possibile che tutti i nomi prima del suo, tutti i nomi accompagnati
dagli stipendi alti, siano nomi di uomini? Parrebbe di s. Dunque non
sono gli stipendi che mancano; mancano le figlie degli uomini colti.
Tre ottime ragioni di questa assenza o disparit le si possono trovare
in superficie. Il dott. Robson ci fornisce la prima: "La classe della
burocrazia statale, che occupa tutte le posizioni chiave nella
pubblica amministrazione, formata nella quasi totalit dei pochi
eletti che riescono a entrare a Oxford e a Cambridge; e l'esame di
ammissione a quelle universit sempre stato strutturato
espressamente per quello scopo" (8). Le poche elette nella nostra
classe, la classe delle figlie degli uomini colti sono molto poche,
pochissime. Oxford e Cambridge, come si visto, limitano rigidamente
il numero di figlie di uomini colti che hanno diritto a ricevere
un'istruzione universitaria. In secondo luogo sono molto pi numerose
le figlie che rimangono in casa a accudire alle vecchie madri che non
i figli che rimangono in casa a accudire ai vecchi padri. La famiglia
patriarcale, non dimentichiamolo, e un'azienda ancora fiorente. Perci
agli esami per le Pubbliche carriere si presentano meno figlie che
figli. In terzo luogo, ragionevole supporre che sessant'anni di
abitudine agli esami non siano altrettanto efficaci quanto cinquecento
anni. L'esame di ammissione alle Pubbliche carriere piuttosto duro;

logico che siano pi numerosi i figli che lo superano che non le


figlie. Rimane nondimeno da spiegare il fatto curioso che, bench un
certo numero di figlie affrontino e superino quell'esame, i candidati
il cui nome preceduto da un "signorina" non entrano nell'area delle
cifre con tre zeri. Quella qualifica sessuale sembra stranamente
possedere, a quel che si legge nel Whitaker, un che di plumbeo, per
cui i nomi a cui conferita tendono a roteare sempre nelle sfere
inferiori. E' chiaro che la ragione di questo strano fatto non deve
stare in superficie, bens in profondit. Pu darsi che le figlie
siano, per dirla senza mezzi termini, costituzionalmente carenti; che
si siano dimostrate indegne di fiducia; che abbiano un rendimento
insoddisfacente; che difettino a tal punto delle capacit necessarie
che nell'interesse di tutti mantenerle sui gradini pi bassi dove,
se pure sono pagate meno, hanno meno occasione di ostacolare la
transazione dei pubblici affari. Questa sarebbe una soluzione semplice
e plausibile, ma purtroppo ci negata. E ci negata dal Primo
Ministro in persona. Le donne impiegate nella Pubblica amministrazione
non sono indegne di fiducia, ci ha spiegato l'altro giorno il signor
Baldwin (*3): "Molte di esse", ha detto, "hanno la possibilit durante
lo svolgimento del loro quotidiano lavoro di entrare in possesso di
informazioni segrete. Le informazioni segrete hanno una spiccata
tendenza a trapelare, come sappiamo a nostre spese noi politici.
Ebbene, non sono mai venuto a conoscenza di un solo caso di simili
fughe di notizie dovuto a una donna mentre so di casi del genere da
parte di uomini da cui ci si sarebbe aspettato maggiore
discernimento". Allora le donne non sono chiacchierone e pettegole
come le dipinge la tradizione? Ecco un utile contributo, a suo modo,
alla psicologia e un buon suggerimento per gli scrittori di romanzi;
tuttavia possono esservi altre ragioni che sconsigliano il loro
impiego nella pubblica amministrazione.
Forse dal punto di vista intellettuale sono meno capaci dei loro
fratelli. Ma anche su questo punto il Primo Ministro si rifiuta di
venirci incontro. "Non poteva affermare che si fosse giunti - ammesso
che fosse necessario - a una risposta conclusiva circa il problema se
le donne valessero quanto o pi degli uomini, ma a suo parere le donne
avevano prestato servizio nella pubblica amministrazione con piena
soddisfazione propria e di chiunque aveva avuto contatti con loro".
Per finire, quasi a integrare quella dichiarazione necessariamente
generica con un'opinione personale che poteva essere pi decisamente
positiva, il Primo Ministro aggiunse: "Desidero esprimere il mio
personale elogio per lo zelo, la competenza, l'abilit e la lealt
delle donne con cui ho avuto a che fare nella pubblica
amministrazione". Espresse quindi la speranza che gli uomini d'affari
volessero in futuro utilizzare in misura maggiore quelle preziosissime
qualit (9).
Ora, se c' qualcuno che ha la possibilit di conoscere i fatti,
questi il Primo Ministro; e se c' qualcuno che ha la facolt di
dire come stanno le cose, questi sempre il Primo Ministro. E
tuttavia il signor Baldwin dice una cosa; il signor Whitaker ne dice
un'altra. Se il signor Baldwin ben informato, altrettanto si pu
dire del signor Whitaker. Eppure si contraddicono l'un l'altro. Si
accende la disputa; il signor Baldwin dice che le donne sono
funzionarie di prima classe; il signor Whitaker che sono funzionarie
di terza classe. Baldwin contro Whitaker, insomma, e siccome si tratta

di una causa molto importante, perch da essa dipende la risposta a


tanti interrogativi che ci lasciano perplesse, non solo circa la
povert delle figlie degli uomini colti ma anche circa la psicologia
dei figli degli uomini colti, proviamoci a discuterla.
Lei, Signore, particolarmente qualificato a giudicare il caso; come
avvocato Lei ha conoscenza diretta di una professione, e come uomo
colto ha conoscenza indiretta di molte altre. E le sorelle di Mary
Kingsley, se vero che non hanno esperienza diretta di alcuna
professione, pure, attraverso padri e zii, attraverso cugini e
fratelli, possono vantare una certa conoscenza indiretta della vita
professionale - una fotografia che hanno avuto sovente sotto gli
occhi - e se posseggono un minimo d'intelligenza, possono allargare le
loro conoscenze sbirciando dalle porte prendendo appunti, interrogando
con discrezione. Se per discutere l'importante causa Baldwin contro
Whitaker sommiamo insieme tutte le nostre conoscenze, di prima e
seconda mano, dirette e indirette, sulle libere professioni, saremo
d'accordo fin dal principio nel dire che esse sono una una cosa
alquanto misteriosa. Per esempio non detto che gli intelligenti
arrivino in alto e gli stupidi rimangano in basso. Ascesa e caduta non
costituiscono affatto un processo razionale, prevedibile e lineare, su
questo anche Lei sar d'accordo. Dopotutto, come entrambi sappiamo, i
Giudici sono padri, e i Segretari permanenti hanno figli. I Giudici
hanno bisogno di consiglieri e i Segretari permanenti di segretari
personali. Nulla di pi naturale che un nipote diventi consigliere o
che il figlio di un vecchio compagno di scuola diventi segretario
personale. Sono gratifiche che spettano per consuetudine al
funzionario pubblico, n pi n meno del sigaro di tanto in tanto o
del vestito smesso che si regalano al maggiordomo. Ma l'attribuzione
di tali gratifiche, l'esercizio di tale influenza rendono misteriose
le libere professioni. Il successo pi facile per alcuni, pi
difficile per altri, anche a parit di valore intellettuale, sicch
alcuni si elevano inaspettatamente, altri inaspettatamente
precipitano; altri ancora rimangono inspiegabilmente stazionari, con
il risultato che le professioni hanno un che di misterioso. Spesso,
bisogna ammetterlo, questo un bene per la nazione. Dal momento che
nessuno, a cominciare dal Rettore di Trinity (fatta eccezione, forse,
per alcune direttrici di colleges femminili), crede all'infallibilit
delle commissioni di esame, una certa misura di elasticit un bene
per la nazione; dal momento che l'impersonale fallibile, bene che
venga integrato dal personale. Fortunatamente per tutti noi, quindi,
anche le commissioni hanno un cuore, e le divisioni dei ministeri non
sono sempre corazzate. Trasmettono simpatie umane e riflettono umane
antipatie, sicch le imperfezioni del sistema degli esami vengono
corrette; l'interesse pubblico viene servito; e i legami di sangue e
di amicizia ottengono il giusto riconoscimento. Pu darsi benissimo
che la parola "signorina" trasmetta alla commissione o alla divisione
vibrazioni che nell'aula d'esame non vengono registrate. La parola
"signorina" trasmette una vibrazione sessuale; e pu darsi che il
sesso porti con s un aroma speciale. La parola "signorina" suggerisce
forse un fruscio di sottovesti, lascia una scia di profumo, o emana
qualche altro effluvio percettibile alle narici al di l della parete
divisoria e ad esse odioso. Ci che delizia e consola tra le pareti
domestiche pu darsi che distragga o esasperi in un ufficio pubblico.
La Commissione episcopale ci assicura che cos accade sul pulpito

(10). Potrebbe darsi che Whitehall sia altrettanto sensibile. E


comunque, essendo una donna, la Signorina non ha studiato a Eton o a
Christ Church. Essendo una donna, la Signorina non un figlio o un
nipote. Qui ci avventuriamo tra gli imponderabili. Attenzione,
dobbiamo camminare in punta di piedi. Vogliamo scoprire, non
dimentichiamolo, che odore emana il sesso in un ufficio pubblico; non
di fatti si tratta, ma di effluvi appena percettibili. Converr dunque
non affidarci al fiuto del nostro naso, ma chiamare testimoni dal di
fuori. Rivolgiamoci alla stampa per vedere se tra le opinioni
ventilate riusciamo a scoprire qualche accenno che ci possa orientare
nel tentativo di risolvere il delicato e difficile problema
dell'aroma, della atmosfera che circonda la parola "signorina" a
Whitehall. Consultiamo i giornali.
Dunque:
A mio avviso il lettore... riassume correttamente la discussione
quando osserva che la donna gode di troppa libert. Probabilmente
questa cosiddetta libert le stata concessa in seguito alla guerra,
quando le donne si assunsero responsabilit fino a quel momento loro
ignote. E fecero un ottimo lavoro in quell'occasione. Purtroppo per
vennero lodate e coccolate in misura del tutto sproporzionata alle
loro prestazioni (11).
Non c' male come inizio. Ma proseguiamo:
Sono dell'idea che gran parte del disagio che si avverte in questo
settore della comunit (quello impiegatizio) verrebbe alleviato
applicando la politica di assumere uomini invece di donne ovunque
possibile. Negli uffici governativi, alle Poste, nelle compagnie di
assicurazione, nelle banche e in altri uffici sono occupate oggi
migliaia di donne che svolgono il lavoro che potrebbero fare gli
uomini. Al tempo stesso ci sono migliaia di uomini qualificati,
giovani e di mezza et, che non trovano lavoro. Nelle arti domestiche,
d'altro canto, vi forte richiesta di mano d'opera femminile; nel
processo di ristrutturazione il grande numero di donne passate al
settore impiegatizio sarebbe quindi disponibile come mano d'opera
domestica (12).
L'aroma si fa pi acuto, lo ammetterete.
E ancora:
Sono sicuro di esprimere l'opinione di migliaia di giovani dicendo che
se fossero gli uomini a occupare i posti occupati oggi da migliaia di
giovani donne, essi sarebbero in grado di mantenere in modo onorevole
quelle stesse donne. Il posto della donna in casa, mentre oggi essa
obbliga l'uomo all'ozio forzato. Sarebbe ora che il Governo facesse
pressioni sui datori di lavoro perch assumessero pi uomini, dando a
questi la possibilit di sposare le donne che ora non sono in grado di
avvicinare (13).
Finalmente! Non ci possono essere pi dubbi su quell'odore ora. Ecco
svelato l'arcano; ed di genere maschile. In base alle testimonianze
rese dai tre brani citati, vorr ammettere che esistono buoni motivi
per ritenere che la parola "signorina", per delizioso che sia il suo
profumo tra le pareti domestiche, a Whitehall emana un particolare

odore che riesce sgradito alle narici di l dalla parete divisoria; e


che se un nome preceduto dalla parola "signorina", con ogni
probabilit, a causa dell'odore che essa emana, continuer a aggirarsi
nelle sfere inferiori, dove gli stipendi sono pi bassi, invece di
ascendere alle sfere superiori dove gli stipendi sono alti. Quanto al
prefisso "signora", una parola infetta, una parolaccia. Meno se ne
parla meglio . Emana una puzza, sa talmente di rancido alle narici di
Whitehall, che Whitehall la esclude nel modo pi assoluto. A Whitehall
come in paradiso non si sposa n si d in sposa.
L'odore dunque - o la vogliamo chiamare "atmosfera"? - un elemento
importantissimo della vita professionale, anche se, al pari di altri
importanti elementi, impalpabile. Pu sfuggire al fiuto degli
esaminatori nell'aula degli esami, e tuttavia penetrare in Commissioni
e Divisioni e fare effetto su chi vi lavora. La sua pertinenza alla
causa che siamo chiamati a giudicare innegabile. Perch ci permette
di stabilire che nella causa Baldwin contro Whitaker sia il Primo
Ministro sia l'Almanacco dicono il vero. E' vero che le donne che
lavorano nella pubblica amministrazione meritano di essere pagate
tanto quanto gli uomini; ma anche vero che non vengono pagate
altrettanto. La disparit dovuta all'atmosfera.
L'atmosfera evidentemente qualcosa di molto potente. Non solo ha la
facolt di cambiare forma e dimensioni alle cose; influisce anche su
sostanze solide come gli stipendi, che si sarebbero creduti
insensibili alle atmosfere. Sulla atmosfera si potrebbe scrivere un
poema epico, o un romanzo in dieci o quindici volumi. Ma dal momento
che questa una semplice lettera, e che Lei tanto occupato,
limitiamoci alla semplice constatazione che l'atmosfera uno dei
nemici pi potenti, in parte perch cos impalpabile, contro i quali
le figlie degli uomini colti devono combattere. Se la nostra
affermazione le sembra esagerata, prenda in esame ancora una volta i
campioni di atmosfera contenuti in quelle tre citazioni. Vi trover
non solo la ragione per cui gli stipendi delle donne sono tuttora cos
bassi, ma anche qualcosa di ben pi pericoloso, qualcosa che, se si
diffondesse, potrebbe infettare allo stesso modo entrambi i sessi. L
dentro, in quelle citazioni, troviamo in embrione l'insetto che
riconosciamo sotto altri nomi in altri paesi. L sta racchiuso allo
stato embrionale l'essere che, quando italiano o tedesco, chiamiamo
Dittatore, un essere che convinto di avere il diritto, se derivato
da Dio, dalla Natura, dal sesso o dalla razza non ha la minima
importanza, di imporre a altri esseri umani come devono vivere, quello
che devono fare. Rileggiamo uno dei passi citati. "Il posto della
donna in casa, mentre oggi essa obbliga l'uomo all'ozio forzato.
Sarebbe ora che il Governo facesse pressioni sui datori di lavoro
perch assumessero pi uomini, dando a questi la possibilit di
sposare le donne che ora non sono in grado di avvicinare". E, subito
dopo, leggiamo quest'altro brano: "Esistono due mondi nella vita di
una nazione, il mondo degli uomini e il mondo delle donne. E' stata
saggia la Natura a affidare la protezione della famiglia e della
nazione all'uomo. Il mondo della donna la famiglia, il marito, i
figli, la casa". L'uno scritto in inglese, l'altro in tedesco. Ma
che differenza c'? Non dicono la stessa cosa? Non sono, l'uno e
l'altro, le voci di due dittatori, anche se l'uno parla la lingua
inglese e l'altro la tedesca, e non ci troviamo tutti d'accordo nel
ritenere che i Dittatori, quando li si incontrano all'estero, sono

animali pericolosissimi, oltre che molto brutti? Eccone qui uno, in


mezzo a noi, che alza la testa ripugnante a sputar veleno; ancora
piccolo, arrotolato su se stesso come un bruco su una foglia, ma
qui, nel cuore dell'Inghilterra. Non forse da questo embrione che,
per citare di nuovo H. G. Wells, nascer "il virtuale annullamento
della (nostra) libert da parte del fascismo e del nazismo"? E,
dunque, la donna che deve respirare quel veleno e combattere quel
verme silenziosamente e senza armi, nel chiuso di un ufficio, non
combatte forse contro il fascismo e il nazismo esattamente come chi lo
combatte con le armi in pugno, con tanta fanfara e sotto gli occhi di
tutti? Non forse quella della donna una lotta che consuma tutte le
sue forze e esaurisce il suo spirito? Non sarebbe giusto aiutarla a
schiacciare quel verme qui nel nostro paese, prima di chiederle di
aiutarci a schiacciarlo all'estero? E che diritto abbiamo noi,
Signore, di predicare a altri paesi i nostri ideali di libert e di
giustizia, quando ogni giorno della settimana dai nostri giornali pi
influenti sbucano fuori insetti come questo?
A questo punto Lei, molto giustamente, porr un freno a questa che d
tutti i segni di volersi trasformare in una perorazione retorica
facendo notare che le opinioni espresse in quelle lettere, anche se
non concordano del tutto con la nostra immagine nazionale, nondimeno
sono l'espressione di una paura e di una gelosia che meritano la
nostra comprensione prima che la nostra condanna. E' vero, osserver,
che questi signori sembrano preoccuparsi un pochino troppo del loro
stipendio e della loro sicurezza, ma questo comprensibile, date le
tradizioni del loro sesso, e non incompatibile con un sincero amore
per la libert e un odio sincero per la dittatura. Questi signori,
infatti, sono, o desiderano diventare, mariti e padri, e in tal caso
il mantenimento della famiglia dipender da loro. In altre parole,
Signore, Lei sta dicendo che il mondo qual oggi diviso in due
funzioni, l'una pubblica e l'altra privata. Da un lato c' il mondo
dove i figli degli uomini colti lavorano come funzionari statali, come
giudici, come soldati e vengono retribuiti per il lavoro che svolgono;
dall'altro il mondo dove le figlie degli uomini colti lavorano come
mogli, madri, figlie ma... vengono retribuite per il lavoro che
svolgono? Il lavoro di una madre, di una moglie, di una figlia, non ha
dunque alcun valore in moneta sonante per la nazione? Questo fatto, se
fosse vero, sarebbe cos sorprendente che dobbiamo accertarcene subito
ricorrendo una volta di pi all'impeccabile Whitaker. Sfogliamo dunque
le sue pagine. Possiamo sfogliarle una volta, due, tre. Sembra
incredibile, e tuttavia non lo si pu negare. Tra tutte quelle
funzioni non esiste la funzione di madre; tra tutti quegli stipendi
non esiste lo stipendio delle madri. Il lavoro di un vescovo vale
15.000 all'anno per lo Stato; il lavoro di un giudice vale 5.000
all'anno; il lavoro di un segretario permanente 3.000; il lavoro di
un capitano dell'esercito o della marina, di un sergente dei dragoni,
di un poliziotto, di un postino... il lavoro di tutte queste persone
vale abbastanza da imporre tasse per pagarlo, ma mogli madri e figlie
che lavorano tutto il giorno tutti i giorni, senza il cui lavoro lo
Stato cadrebbe a pezzi, senza il cui lavoro i Suoi figli, Signore,
cesserebbero di esistere, non ricevono un quattrino. Sar vero? O
abbiamo colto in fallo l'infallibile Whitaker?
Ah, esclamer Lei, qui c' un equivoco. Marito e moglie non soltanto
sono una carne sola; sono anche una borsa sola. Lo stipendio della

moglie met dei guadagni del marito. L'uomo viene pagato di pi


della donna proprio per questa ragione: che ha da mantenere la moglie.
Ma allora lo scapolo pagato come la donna nubile? Si direbbe di
no... un altro degli strani effetti dell'atmosfera, senza dubbio; ma
lasciamo perdere. La Sua affermazione che lo stipendio della moglie
la met dei guadagni del marito sembra un compromesso equo e senza
dubbio, essendo equo, sar confermato dalla legge. Meno soddisfacente
la Sua risposta che la legge lascia al privato di decidere su queste
questioni private, perch significa che la met dei guadagni comuni
che spetta alla moglie non viene per legge versata in mano sua, bens
del marito. Tuttavia un diritto morale pu essere altrettanto
vincolante quanto un diritto legale; e se la moglie dell'uomo colto ha
il diritto morale a met dei guadagni del marito, possiamo dedurne che
alla moglie dell'uomo colto rimarr, una volta pagate le normali spese
di casa, altrettanto denaro quanto ne ha il marito da spendere per la
cause che la interessano.
Ebbene suo marito, lo testimonia Whitaker, lo testimoniano i
testamenti di cui abbiamo notizia quotidianamente sul giornale,
sovente non solo ben pagato come professionista, dispone anche di
capitali personali notevolissimi. Pertanto la signora che afferma che
250 all'anno il massimo che pu guadagnare oggi una donna nelle
libere professioni in realt evade il problema; infatti la professione
di moglie nella classe colta molto ben pagata, dal momento che la
moglie ha diritto, un diritto morale, a met dei guadagni del marito.
La perplessit aumenta, il mistero si infittisce. Perch, se le mogli
degli uomini ricchi sono ricche esse stesse, come mai le entrate della
W.S.P.U. ammontavano soltanto a 42.000 all'anno; come mai la signora
tesoriere onorario del fondo per la ricostruzione del college continua
a chiedere quelle 100.000; come mai la signora tesoriere onorario
dell'associazione per aiutare le donne professioniste a trovare lavoro
non solo chiede quattrini per pagare l'affitto, ma sarebbe contenta
persino di ricevere libri, frutta o abiti smessi? Se la moglie ha il
diritto morale alla met dei guadagni del marito, dato che il suo
personale lavoro di moglie non viene retribuito, ragionevole
supporre che disponga di altrettanto denaro quanto ne ha il marito da
devolvere a quelle cause che suscitano il suo interesse. E poich le
cause che abbiamo nominato prima sono sempre l con il cappello in
mano a chiedere la carit dobbiamo necessariamente concludere che si
tratta di cause che non colpiscono la fantasia delle mogli degli
uomini colti. I capi d'accusa in questo caso sono gravi. Pensi un po':
il denaro non manca, quello che rimane dopo aver pagato le spese di
casa e pu essere devoluto a fini educativi, ai divertimenti, ad
attivit filantropiche; la moglie pu spendere la sua parte
liberamente, come fa il marito con la sua. La pu spendere per le
cause che vuole; e tuttavia non la spende per le cause che stanno a
cuore al suo proprio sesso. Eccole l, quelle cause, con il cappello
in mano a chiedere la carit. E' un'accusa terribile che muoviamo alla
moglie dell'uomo colto.
Ma fermiamoci un attimo prima di pronunciare il nostro verdetto.
Chiediamoci quali sono le cause, i divertimenti, le attivit
filantropiche a cui di fatto la moglie dell'uomo colto devolve la sua
parte di quello che avanza del denaro comune. E qui ci troviamo
davanti certe realt che, ci piaccia o no, dobbiamo guardare in viso.
Il fatto che i gusti della donna sposata della nostra classe sono

marcatamente virili. Essa spende ogni anno larghe somme per i partiti
politici; per gli sport; per le riserve di caccia; per il cricket e il
calcio. Profonde quattrini per circoli, come Brooks', White's, The
Travellers, The Reform, The Athenaeum, per non citare che i pi noti.
Le somme che spende per queste cause, divertimenti e attivit
filantropiche devono ammontare ogni anno a parecchi milioni. E in pi,
la parte di gran lunga maggiore di questa somma la spende per
divertimenti a cui non partecipa. Sborsa migliaia e migliaia di
sterline per circoli nei quali il suo sesso non ammesso (15); per
ippodromi nei quali non potr correre; per colleges dai quali il suo
sesso escluso. Paga annualmente un conto altissimo per vini che non
beve e per sigari che non fuma. Insomma, due sole sono le conclusioni
a cui possiamo giungere a proposito della moglie dell'uomo colto: una,
che il pi altruista degli esseri umani e preferisce spendere la sua
parte del denaro comune per i divertimenti e le cause del marito;
l'altra, pi probabile se pure meno edificante, che essa non gi il
pi altruista degli esseri, bens che il suo diritto morale alla met
dei guadagni del marito si riduce in pratica al diritto a vitto e
alloggio e a un modesto assegno per le piccole spese personali e per
il vestiario. L'una o l'altra di queste conclusioni pu essere vera, e
tutte le altre, come testimoniano le pubbliche istituzioni e gli
elenchi dei donatori, sono fuori discussione. Si pensi alla generosit
con cui l'uomo colto sostiene la sua scuola, il suo college; alla
larghezza con cui finanzia il suo partito; alla munificenza con cui
contribuisce a tutte le istituzioni e gli sport con cui lui e suo
figlio educano la mente e il corpo: quotidianamente i giornali
confermano questi inconfutabili fatti. Ma l'assenza del nome di lei
dagli elenchi dei donatori e la povert delle istituzioni che educano
la sua mente e il suo corpo sembrano dimostrare che c' qualcosa
nell'atmosfera tra le pareti domestiche che deflette
impercettibilmente ma irresistibilmente verso le cause che il marito
approva e verso i divertimenti che lui pratica la parte del denaro
comune a cui lei ha un diritto morale. Edificante o meno, questa la
realt. Ed anche la ragione per cui le cause che dicevamo prima sono
sempre l a chiedere la carit.
Con la lettura di Whitaker e degli elenchi dei donatori siamo arrivati
ad avere in mano tre dati di fatto inconfutabili, di cui bisogna
tenere conto nella nostra ricerca dei mezzi per aiutarvi a prevenire
la guerra. Il primo fatto che le figlie degli uomini colti sono
pagate ben poco con il denaro pubblico per i servizi che rendono al
pubblico; il secondo che non vengono pagate per nulla con il denaro
pubblico per i servizi che rendono in privato; e il terzo che la
parte loro spettante dei guadagni del marito non qualcosa che si pu
vedere o toccare, un diritto morale o nominale, il che significa
che, quando entrambi sono vestiti e nutriti, quello che avanza e che
pu essere destinato alle cause, ai divertimenti o alle attivit
filantropiche gravita misteriosamente ma inconfutabilmente verso
quelle cause, quei divertimenti, quelle attivit filantropiche che
pratica il marito e che il marito approva. Si direbbe che la persona
a cui viene versato di fatto lo stipendio a esercitare di fatto il
diritto di decidere come lo stipendio sar speso.
Questi fatti ci riportano, con uno stato d'animo pi disincantato e
con idee un po' diverse da prima, al punto di partenza. Se ben
ricorda, stavamo per sottoporre il Suo appello per la prevenzione

della guerra alle donne che si guadagnano da vivere con le libere


professioni. A loro, dicevamo, bisogna appellarsi, perch sono loro
che hanno in mano una nuova arma, l'influenza che deriva
dall'indipendenza di pensiero basata sull'indipendenza economica. Ma i
fatti ancora una volta sono deprimenti. Dimostrano innanzitutto che
bisogna escludere dal numero di coloro che ci potrebbero aiutare il
vasto gruppo di donne che fanno di professione le mogli, perch la
loro una professione non retribuita e perch il diritto morale alla
met dei guadagni del marito non , come sembrano dimostrare i fatti,
un diritto effettivo. Perci la loro influenza disinteressata basata
sull'indipendenza economica nulla. Se lui favorevole alla
violenza, anche lei sar favorevole alla violenza. In secondo luogo, i
fatti sembrano dimostrare che l'affermazione "guadagnare 250
all'anno un'impresa anche per donne altamente qualificate con anni
di esperienza alle spalle" non una sfacciata menzogna, ma una verit
fortemente plausibile. Pertanto, l'influenza che posseggono oggi le
figlie degli uomini colti grazie al loro potere economico non pu
essere tenuta in grande conto. Tuttavia, poich pi che mai evidente
che a loro che dobbiamo chiedere aiuto, perch solo loro ci possono
dare l'aiuto che cerchiamo, a loro dovremo appellarci. Questa
conclusione ci riporta alla lettera citata prima, la lettera della
signora tesoriere onorario, la lettera che ci chiede di dare un
contributo all'associazione che aiuta le figlie degli uomini colti a
trovare lavoro nelle libere professioni, Lei converr che abbiamo
forti motivi personali per volerla aiutare. Infatti, aiutare le donne
a guadagnarsi da vivere con le libere professioni equivale a aiutarle
a ottenere l'arma dell'indipendenza di pensiero, che rimane pur sempre
la nostra arma pi potente. Equivale a aiutarle a usare la facolt di
intendere e di volere con cui aiutare voi a prevenire la guerra. Ma...
ancora una volta i puntini nascondono dubbi e esitazione: giusto,
tenuto conto dei fatti esposti sopra, inviare la nostra ghinea a
quella signora senza dettare condizioni molto precise circa il modo in
cui essa dovr essere spesa?
Perch i fatti che abbiamo scoperto verificando le affermazioni di
quella signora riguardo alla sua situazione economica hanno sollevato
problemi che ci fanno dubitare della saggezza di incoraggiare la gente
a intraprendere le professioni se quello che vogliamo prevenire la
guerra. Come Lei ci ricorder, stiamo cercando di usare la nostra
intuizione psicologica ( l'unica qualifica che possediamo) per
stabilire quali caratteristiche della natura umana tendono a provocare
le guerre. E i fatti su esposti sono tali che ci obbligano a
domandarci, prima di firmare l'assegno, se incoraggiando le figlie
degli uomini colti a intraprendere le libere professioni non
incoraggeremo proprio le qualit che vogliamo estinguere. Anzi, non
metteremmo meglio a frutto la nostra ghinea garantendoci contro la
possibilit che nel giro di due o tre secoli non solo gli uomini
colti, ma anche le donne colte abbiano a porre - oh, a chi? come dice
il poeta - la stessa domanda che Lei pone oggi a noi: in che modo
possiamo prevenire la guerra? Se incoraggiamo le figlie a
intraprendere le libere professioni senza porre alcuna condizione
circa il modo in cui esse vanno esercitate, il risultato non sar
forse di imprimere a caratteri indelebili il vecchio ritornello che la
natura umana, come un grammofono rotto, va gracidando con tanta
catastrofica coralit? "Giro girotondo, gira intorno al mondo; lo
voglio tutto io, mio, mio, mio. Trecento milioni spesi per la

guerra". Con questa cantilena negli orecchi non possiamo inviare la


nostra ghinea alla signora tesoriere onorario senza avvertirla che la
potr avere solo a condizione che ci giuri solennemente che in futuro
le libere professioni verranno esercitate in modo da cambiare la
canzone, da portare una conclusione diversa. La potr avere soltanto
se ci sapr dimostrare che la nostra ghinea verr spesa per la causa
della pace. E' difficile formulare condizioni del genere, forse
impossibile, data la nostra attuale ignoranza della psicologia. Ma la
faccenda talmente grave, la guerra cos insopportabile, orribile,
disumana, che bisogna fare il tentativo. Ecco la bozza di una nuova
lettera alla stessa signora.
"Gentile Signora, la Sua lettera rimasta a lungo in attesa di
risposta, ma abbiamo dovuto verificare certe accuse che Le erano state
mosse, e chiarire certe questioni. L'abbiamo assolta, sar felice di
apprenderlo, dall'accusa di essere una bugiarda. Sembra sia vero che
Lei povera. L'abbiamo inoltre assolta dall'accusa di essere pigra,
apatica e golosa. Il numero di cause per cui Lei ha combattuto, anche
se in segreto e in maniera inefficace, gioca a suo favore. Se
preferisce i gelati e le noccioline all'arrosto e alla birra sembra
che sia per motivi economici pi che di gusti. E' verosimile che non
abbia molto denaro da spendere per il pranzo n molto tempo libero per
consumarlo, date le circolari e gli opuscoli che pubblica, le riunioni
che indice, le vendite di beneficenza che organizza. Anzi si direbbe
che Lei lavori, e senza paga, pi ore di quante ne consenta il
Ministero del Lavoro. Tuttavia, pur deplorando la sua povert e
encomiando la sua buona volont, non siamo disposte a inviarLe una
ghinea per aiutare le donne a intraprendere le libere professioni se
Lei non ci garantisce che esse le eserciteranno in modo tale da
prevenire le guerre. Questa, dir Lei, una frase troppo vaga, una
condizione inattuabile. Tuttavia, poich le ghinee sono rare e sono
preziose, Lei disposta a ascoltare di quali condizioni si tratta,
purch siano espresse molto succintamente. Ebbene, Signora, dal
momento che Lei non ha molto tempo a disposizione, con la legge sulle
pensioni al voto tra breve alla Camera dei Lord e tutti quei Pari
d'Inghilterra da guidare accortamente perch votino come da Sue
intenzioni; con la lettura dell'Hansard (*4) e dei giornali (anche se
questo presto fatto: le Sue iniziative non vengono riportate; su
queste cose sempre esistita una congiura del silenzio) (16); e
l'impegno di ottenere l'equiparazione salariale per le donne negli
impieghi pubblici, mentre contemporaneamente deve disporre in
bell'ordine sui banchi di vendita pernici e vecchie caffettiere per
indurre la gente a pagarle pi di quanto valgano... dal momento che,
in una parola, evidente che Lei ha molto da fare, saremo brevi;
qualche osservazione generale, un rapido commento su qualche passo dei
libri che ha in biblioteca e dei giornali che ha sul tavolo, quindi
cercheremo di rendere meno vaga la nostra frase, pi chiare le nostre
condizioni.
"Cominciamo col dare uno sguardo al lato esteriore delle cose, al loro
aspetto generale. Nelle cose, non dimentichiamolo, c' sempre anche un
lato esteriore. Poco distante c' uno dei ponti sul Tamigi, in
posizione perfetta per vedere quello che vogliamo vedere. Sotto di noi
scorre il fiume, passano le chiatte cariche di legname, stracolme di
grano; laggi si vedono le cupole e le guglie della 'city'; dall'altra
parte, Westminster e il Parlamento. Potremmo rimanere per ore su

questo ponte, a sognare. Ma non adesso. Adesso non c' il tempo. Siamo
qui per considerare i fatti; dobbiamo fissare lo sguardo sul corteo,
il corteo dei figli degli uomini colti.
"Eccoli, i nostri fratelli che sono stati educati nelle scuole private
e nelle due universit; salgono quelle scalinate, entrano e escono da
quelle porte, ascendono a quei pulpiti, pronunciano orazioni,
impartiscono lezioni, amministrano la giustizia, praticano la
medicina, concludono affari, fanno quattrini. E' sempre uno spettacolo
solenne, un corteo come la carovana del Sultano che attraversa il
deserto. Bisnonni, nonni, padri, zii, tutti hanno percorso quelle
strade, con la toga indosso, con la parrucca in testa, alcuni con
fasce e nastri sul petto, altri senza. Uno era vescovo. Un altro
giudice. Uno era ammiraglio. Un altro generale. Uno era professore
all'Universit. Un altro era medico. Alcuni uscirono dal corteo, e
alla fine si seppe che stavano in Tasmania a far nulla; o li si videro
male in arnese che vendevano giornali a Charing Cross. Ma i pi
tennero il passo, marciarono in riga, e di riffa o di raffa riuscirono
a mantenere la dimora degli avi, laggi nel West End, a portare a casa
l'arrosto per tutti e a mandare Arthur all'universit. E' uno
spettacolo solenne, questo corteo, e pi di una volta, osservandolo di
nascosto da una finestra dell'ultimo piano, dovemmo porci certe
domande. Ma ora, da circa vent'anni, non pi soltanto uno
spettacolo, una fotografia, un affresco dipinto sulle pareti del
tempo, che ci fa provare, quando lo contempliamo, semplicemente
un'emozione estetica. E basta questo perch tutto cambi. Noi che per
tanto tempo abbiamo ammirato il solenne corteo sui libri, o abbiamo
osservato da dietro i tendaggi della finestra gli uomini colti uscire
di casa verso le nove e trenta per andare in ufficio o in studio, e
ritornare a casa verso le sei e trenta dall'ufficio o dallo studio,
ora non dobbiamo pi accontentarci di guardare passivamente. Ora
possiamo noi pure uscire di casa, salire quelle scalinate, entrare e
uscire da quelle porte, indossare la toga e la parrucca, fare
quattrini, amministrare la giustizia. Pensate: uno di questi giorni
potreste portare la parrucca di giudice, mettervi sulle spalle una
cappa di ermellino; sedere sotto il leone e l'unicorno; ricevere uno
stipendio di cinquemila sterline l'anno e avere la pensione. Noi che
ora agitiamo futilmente quest'umile penna potremmo parlare dal
pulpito. Nessuno oser contraddirci, allora; saremo le portavoci dello
spirito divino... che visione grandiosa, non vero? E chi pu dire
che, in un tempo a venire, non porteremo l'uniforme dei soldati, con
alamari dorati sul petto, la spada al fianco e in testa qualcosa che
assomiglia al vecchio secchio per il carbone che avevamo in casa,
tranne che quel venerando utensile non mai stato decorato con un
pennacchio di bianchi crini di cavallo. Voi ridete: vero, l'ombra
delle pareti domestiche ci fa ancora sembrare un po' ridicole quelle
uniformi. Siamo cos abituate a portare vestiti normali, a portare il
velo che San Paolo ci impose. Ma non siamo qui per ridere o per
parlare di moda, maschile o femminile. Ci troviamo qui su questo ponte
per porci delle domande. E sono domande molto importanti; e abbiamo
pochissimo tempo per trovare la risposta. Le domande che dobbiamo
porci intorno a quel corteo e a cui dobbiamo trovare una risposta in
questo momento di transizione sono cos importanti da cambiare forse,
la vita di tutti gli uomini e di tutte le donne, per sempre. Questo
infatti dobbiamo domandarci senza indugi: abbiamo voglia di unirci a

quel corteo, oppure no? A quali condizioni ci uniremo ad esso? E,


soprattutto, dove ci conduce il corteo degli uomini colti? C' poco
tempo; cinque anni, dieci, o forse pu essere questione di pochi mesi
ancora. Ma bisogna trovare una risposta a quelle domande; e sono
domande cos importanti che se tutte le figlie degli uomini colti non
dovessero far altro, da mattina a sera, che osservare quel corteo da
ogni angolatura, se non dovessero far altro che meditare su di esso e
analizzarlo, e riflettere e leggere e mettere in comune le loro
riflessioni e le loro letture, e quello che vedono e quello che
immaginano, il loro tempo sarebbe speso meglio che non svolgendo
qualunque altra delle attivit oggi aperte. Ma, obietter Lei, Gentile
Signora, Lei non ha tempo di pensare; ha le Sue battaglie da
combattere, i Suoi affitti da pagare, le Sue vendite di beneficenza da
organizzare. Ma questa non una giustificazione sufficiente, Gentile
Signora. Come Lei sa per esperienza personale e come dimostrano i
fatti, le figlie degli uomini colti hanno sempre pensato i loro
pensieri cos alla buona; non a tavolino, nel proprio studio, nella
solitudine tranquilla di un chiostro d'universit. Hanno pensato
mentre rimestavano la minestra, mentre dondolavano la culla. In questo
modo ci hanno conquistato il diritto a possedere la nostra lucente
moneta da sei penny. E' nostro dovere, ora, continuare a pensare; come
la spenderemo quella moneta? Pensare, pensare, dobbiamo. In ufficio;
sull'autobus; mentre tra la folla osserviamo l'Incoronazione e
l'investitura del sindaco di Londra; mentre passiamo accanto al
Monumento ai Caduti; mentre percorriamo Whitehall; mentre sediamo
nella tribuna riservata al pubblico della Camera dei Comuni; nei
tribunali; ai battesimi, ai matrimoni, ai funerali. Non dobbiamo mai
smettere di pensare: che 'civilt' questa in cui ci troviamo a
vivere? Cosa significano queste cerimonie, e perch dovremmo prendervi
parte? Cosa sono queste professioni, e perch dovremmo diventare
ricche esercitandole? Dove, in breve, ci conduce il corteo dei figli
degli uomini colti?
"Ma Lei ha tanto da fare; torniamo ai fatti. Rientriamo nel Suo
ufficio, e sfogliamo i libri della Sua biblioteca. Perch Lei possiede
una biblioteca, e buona, per giunta; una biblioteca dove i libri non
sono fissati con catene, non sono chiusi a chiave; una biblioteca dove
il canto del poeta si leva con naturalezza dalla vita dell'uomo. Ci
sono libri di poesia, ci sono biografie. In che luce ci mostrano le
libere professioni, queste biografie? Fino a che punto ci incoraggiano
a pensare che aiutando le figlie a intraprendere le libere professioni
eviteremo le guerre? La risposta a questa domanda sparsa qua e l in
tutti questi volumi; accessibile a chiunque sappia leggere. E la
risposta, bisogna ammetterlo, molto curiosa. Infatti quasi tutte le
biografie degli uomini che hanno esercitato quelle professioni nel
diciannovesimo secolo, per limitarci a un'epoca non troppo distante da
noi e ben documentata, parlano di guerra. Amavano combattere, si
direbbe, i professionisti dell'et della Regina Vittoria. Ci fu la
battaglia di Westminster (*5). Ci fu la battaglia delle universit. La
battaglia di Whitehall. La battaglia di Harley Street (*6). La
battaglia della Royal Academy. Alcune di queste battaglie, come Lei
pu testimoniare, sono tuttora in corso. Anzi, l'unica professione in
cui non pare si sia combattuta un'aspra battaglia nel diciannovesimo
secolo quella degli scrittori. Tutte le altre, a giudicare dalla
testimonianza delle biografie, sembrano assetate di sangue non meno

della professione delle armi. E' vero che i contendenti non si


infliggevano ferite corporali (17); il senso di cavalleria lo vietava;
ma Lei converr che una battaglia che fa sprecare inutilmente il tempo
altrettanto mortale di una battaglia che fa versare inutilmente del
sangue. Lei converr che una battaglia che costa quattrini
altrettanto mortale di una battaglia che costa la perdita di un
braccio o di una gamba. Lei converr che una battaglia che obbliga le
giovani a spendere le proprie energie a mercanteggiare in seno a
comitati, a sollecitare favori, a indossare la maschera della
venerazione per coprire il disprezzo infligge allo spirito umano
ferite che nessuna chirurgia potr guarire. Persino la battaglia per
l'equiparazione salariale non senza sprechi, di tempo, di integrit:
Lei stessa, se non fosse cos inspiegabilmente reticente su certe
questioni, ne converrebbe. Ebbene, i libri della Sua biblioteca
registrano cos tante di queste battaglie che impossibile studiarle
tutte; ma poich la strategia sembra in tutte molto simile e i
contendenti gli stessi, vale a dire gli uomini che esercitano le
libere professioni contro le loro sorelle e figlie, scegliamo, giacch
il tempo stringe, una sola di queste campagne, prendiamo in esame la
battaglia di Harley Street, per cercare di capire che effetto hanno le
libere professioni su coloro che le esercitano.
"La campagna ebbe inizio nel 1869 sotto la guida di Sophia Jex-Blake.
Il suo caso un esempio cos tipico della gloriosa lotta condotta
nell'et vittoriana delle vittime del sistema patriarcale contro i
patriarchi, dalle figlie contro i padri, che merita di soffermarvicisi
un momento. Il padre di Sophia era un ammirevole esemplare di uomo
colto vittoriano, amabile, raffinato e ricco. Era Procuratore
dell'Ordine dei Medici. Poteva permettersi di tenere sei servitori,
cavalli e carrozze, e alla figlia forniva non solo vitto e alloggio,
ma una camera con 'bei mobili' e un 'allegro caminetto'. Come
stipendio, 'per il vestiario e per le spese personali' le passava 40
all'anno. Ma a lei quella cifra sembrava insufficiente. Nel 1859,
essendole rimasti solo nove scellini e nove penny e mancando tre mesi
ancora alla fine dell'anno, pens di mettersi a lavorare. E le vennero
offerte lezioni private a cinque scellini l'ora. Parl al padre
dell'offerta. Il padre rispose: 'Mia cara, ho capito solo ora che
intendi FARTI PAGARE quelle lezioni. Ti abbasseresti troppo, bambina
mia, NON POSSO DARTI IL PERMESSO'.
'Perch non dovrei farmi pagare?' obiett Sophia. 'Tu che sei un uomo
fai il tuo lavoro e vieni pagato, e a nessuno viene in mente di
considerarlo degradante, bens un giusto scambio. ...E Tom fa su larga
scala quello che io farei in piccolo'. Rispose il padre: 'I casi che
citi, bambina mia, non sono pertinenti. ...T. W. ...ha il dovere, COME
UOMO, ...di mantenere la moglie e i figli, e la sua una posizione
molto elevata che solo un uomo di eccezionali qualit pu occupare e
che gli frutta una somma annua pi vicina alle duemila sterline che
alle mille. ...La mia bambina in una situazione completamente
diversa! A te non manca nulla, e sai bene che (nei limiti delle
possibilit umane) non ti verr mai a mancare nulla. Ti dovessi
sposare domani, con qualcuno di mio gradimento - e sono sicuro che non
potrebbe essere altrimenti - io ti dar una dote pi che adeguata'.
Questo fu il commento di Sophia sul suo diario: 'Come una stupida ho
accettato di rinunciare a farmi pagare, per questo trimestre, anche se
sono in miseria. E' stato un gesto stupido. Non fa che rimandare lo

scontro' (18).
"Su questo punto aveva ragione. Lo scontro con suo padre era finito.
Ma lo scontro con i padri in generale, con il patriarcato come tale,
venne rimandato a un altro luogo e a un altro momento. La seconda
battaglia ebbe luogo a Edimburgo nel 1869. Sophia aveva chiesto di
essere ammessa alla Reale Scuola di Chirurgia. Ecco come riportarono i
giornali la prima scaramuccia: 'Ieri pomeriggio, davanti alla Reale
Scuola di Chirurgia si verificato un episodio molto disdicevole.
...Poco prima delle quattro, ...circa duecento studentesse si
radunarono davanti ai cancelli dell'edificio, ...'mentre gli studenti
di medicina schiamazzavano e intonavano ritornelli. 'I cancelli
vennero chiusi in faccia alle ragazze. ...Il dottor Handyside non
riusc neppure a cominciare la lezione... venne introdotta in aula una
pecora' e cos via. Erano pressappoco gli stessi metodi usati a
Cambridge durante la battaglia per le lauree. E ancora una volta le
autorit deplorarono quei metodi schietti e ne usarono altri di loro
preferenza, pi astuti e pi efficaci. Nulla pot indurre le autorit
asserragliate entro i sacri cancelli a lasciarvi entrare le donne.
Dicevano che Dio era con loro, che la Natura era dalla loro parte, e
la Propriet privata. Quella Scuola era stata fondata per gli uomini
soltanto; e soltanto gli uomini avevano diritto per legge a godere
delle sue ricchezze. Si formarono i soliti comitati. Si sottoscrissero
le solite petizioni. Si rivolsero le solite suppliche con la solita
umilt. Si tennero le solite vendite di beneficenza. Si dibatterono i
soliti problemi di tattica e di strategia. Come al solito, ci si
chiese, dobbiamo attaccare subito o meglio aspettare? Chi sono i
nostri alleati, e chi i nostri nemici? Sorsero le solite divergenze
d'opinione, e si formarono le solite divisioni tra i membri dei
comitati. Ma a che serve scendere nei dettagli? Tutta la procedura ci
cos familiare che la battaglia di Harley Street del 1869 potrebbe
benissimo essere la battaglia dell'universit di Cambridge dei giorni
nostri. In entrambi i casi si nota il medesimo spreco di energie, di
serenit, di tempo e di denaro. Quasi le stesse figlie chiedono quasi
gli stessi privilegi a fratelli che sono quasi gli stessi. Quasi gli
stessi signori intonano quasi le stesse parole di rifiuto per ragioni
che sono quasi le stesse. E' come se non esistesse progresso nella
razza umana, ma solo ripetizione. Sembra quasi di udirli, se tendiamo
gli orecchi, ripetere il vecchio ritornello di sempre: 'Giro
girotondo, giro intorno al mondo; lo voglio tutto io, mio, mio,
mio'.
"Ma non siamo qui per cantare vecchie filastrocche. Siamo qui per
considerare i fatti. E i fatti che abbiamo or ora dedotto dalle
biografie sembrano dimostrare che le libere professioni esercitano
innegabilmente un effetto particolare su coloro che le esercitano.
Diventano possessivi, gelosi di qualunque violazione dei loro
privilegi, e fortemente aggressivi nei confronti di chi osa metterli
in discussione. Non abbiamo dunque ragione di pensare che se anche noi
eserciteremo le stesse professioni acquisteremo le stesse qualit? E
non sono proprio queste qualit a provocare le guerre? Tra un paio di
secoli, se eserciteremo le professioni allo stesso modo, non saremo
anche noi possessive, gelose, aggressive, sicure di noi e del giudizio
immutabile di Dio, della Natura e della Propriet, come sono oggi
questi signori? Perci questa ghinea, che deve servire ad aiutare le
donne a intraprendere le libere professioni, legata alla seguente

condizione preliminare: Lei deve giurare solennemente che far tutto


quanto in suo potere affinch nessuna donna che eserciti una di tali
professioni impedisca in alcun modo a un altro essere umano, sia esso
uomo o donna, bianco o nero, purch in possesso delle necessarie
qualifiche, di intraprendere la professione prescelta; ma anzi che
ciascuna faccia il possibile per aiutarlo.
"Su questo punto Lei ci assicura che pronta a mettere la mano sul
fuoco immediatamente, e nello stesso tempo allunga quella stessa mano
per prendere la ghinea. Ma, aspetti. Ci sono altre condizioni da
rispettare, prima di poterla avere. Torni a riflettere sul corteo dei
figli degli uomini colti; torni a chiedersi dove conduce. Una risposta
che viene subito in mente questa: conduce a guadagni che, per lo
meno a noi, sembrano molto elevati. Whitaker ce lo dimostra al di l
di ogni dubbio. E oltre alla testimonianza di Whitaker, abbiamo, come
si visto, quella dei quotidiani, dei testamenti e degli elenchi dei
donatori. In un numero di un giornale, per esempio, annunciata la
morte di tre uomini colti; uno ha lasciato 1.193.251; l'altro
1.010.288; il terzo 1.404.132. Non sono somme da poco per essere
state accumulate da semplici privati, lo ammetter. E perch non
potremmo accumularle anche noi, col tempo? Ora che abbiamo accesso
alle pubbliche carriere potremo guadagnare facilmente dalle mille alle
tremila sterline l'anno; ora che abbiamo accesso al fro potremo
guadagnare facilmente 5.000 all'anno come giudici, e anche quaranta
o cinquantamila sterline l'anno come avvocati. Quando ci sar aperta
la Chiesa potremo ricevere stipendi di quindicimila, cinquemila,
tremila sterline l'anno, con l'aggiunta di palazzi e canoniche. Quando
ci sar aperta la Borsa, alla nostra morte potremo valere milioni,
come Pierpont Morgan o come Rockefeller. Come medici potremo
guadagnare dalle duemila alle cinquantamila sterline l'anno. Come
direttrici di riviste e di case editrici, i nostri stipendi saranno
tutt'altro che disprezzabili: c' chi guadagna mille sterline l'anno;
chi ne guadagna duemila; si mormora che il direttore di un quotidiano
a grande tiratura abbia uno stipendio di cinquemila sterline l'anno.
Tutta questa ricchezza potrebbe un giorno toccare anche a noi, se
intraprendiamo le libere professioni. Insomma, potremmo rovesciare la
nostra situazione, e da vittime del sistema patriarcale, pagate in
natura con l'aggiunta di 30 o 40 in moneta spicciola pi vitto e
alloggio, diventare esponenti del sistema capitalistico, con un
reddito annuo di parecchie migliaia di sterline che, investite
giudiziosamente, ammonteranno, alla nostra morte, a un capitale di
molti e molti milioni, pi di quanti ne possiamo contare.
"L'idea non priva di fascino. Pensi a quel che significherebbe avere
tra noi oggi una donna capitano d'industria con una fabbrica di
automobili, che con un tratto di penna potesse fare ai colleges
femminili una donazione di due o trecentomila sterline ciascuno. Le
pene della signora tesoriere onorario del fondo per la ricostruzione
del colleges, la Sua sorella di Cambridge, verrebbero sensibilmente
alleviate. Non ci sarebbe pi bisogno di appelli e di comitati, di t
con i biscotti, di vendite di beneficenza. E supponiamo che non ci
fosse soltanto una donna ricca, ma che le donne ricche fossero diffuse
come gli uomini ricchi. Non ci sarebbero pi limiti a quello che Lei
potrebbe fare. Potrebbe chiudere immediatamente il Suo ufficio.
Finanziare un partito delle donne alla Camera dei Comuni. Pubblicare
un quotidiano impegnato nella congiura non gi del silenzio, bens

della parola. Ottenere la pensione per le zitelle, le grandi vittime


del sistema patriarcale la cui rendita insufficiente e che non hanno
pi neppure vitto e alloggio assicurati. Potrebbe ottenere che a
parit di mansione corrispondesse parit di retribuzione. Assicurare a
tutte le madri il cloroformio quando partoriscono (19), ridurre il
tasso di mortalit dal quattro per mille a zero, forse. In una sola
seduta del Parlamento riuscirebbe a far approvare leggi che ora
richiedono forse cent'anni di duro e incessante lavoro per essere
discusse. Non c' nulla, si direbbe, che Lei non potrebbe fare se
avesse a Sua disposizione il capitale di cui dispongono i suoi
fratelli. Perch allora non ci aiuta a fare il primo passo, esclamer
Lei. Le libere professioni rappresentano l'unico modo per avere del
denaro. E il denaro l'unico mezzo per ottenere cose che sono
immensamente desiderabili. E invece, ci sembra di sentirla protestare,
Lei indugia a contrattare sul prezzo, vuole imporre condizioni. S,
ma... guardi questa lettera di un professionista, che ci chiede di
aiutarlo a prevenire la guerra. E guardi queste fotografie di cadaveri
e di macerie che il Governo spagnolo ci invia quasi settimanalmente.
Ecco perch necessario contrattare sul prezzo e porre condizioni.
"La testimonianza della lettera e delle fotografie, in aggiunta ai
fatti che sulle libere professioni ci forniscono la Storia e le
biografie, sembrano tutti insieme gettare su di esse una luce
particolare, una luce rossa, si potrebbe dire. Esercitando una
professione si fanno quattrini, questo vero; ma fino a che punto il
denaro, tenuto conto di quei fatti, in se stesso un bene
desiderabile? Oltre duemila anni fa una grande autorit in fatto di
vita umana sostenne che possedere ricchezze non desiderabile. Al che
Lei risponde, con un certo calore, come se sospettasse che cerchiamo
una scusa di pi per non allentare i cordoni della borsa, Lei risponde
che le parole di Cristo sui ricchi e il Regno dei Cieli non sono pi
valide per chi si trova davanti una realt diversa in un mondo
diverso. Lei obietta che nella situazione attuale, in Inghilterra, la
povert estrema meno desiderabile dell'estrema ricchezza. La povert
del cristiano, che dovrebbe regalare tutti i suoi beni, produce, come
possiamo constatare quotidianamente, corpi deformi e cervelli deboli.
I disoccupati, per fare l'esempio pi ovvio, non costituiscono certo
una fonte di ricchezza morale o intellettuale per il Paese. Le Sue
argomentazioni hanno grande forza; tuttavia, prenda la vita di
Pierpont Morgan. Non converr anche Lei, di fronte a una prova del
genere, che l'estrema ricchezza ugualmente indesiderabile, e per le
medesime ragioni? Se l'estrema ricchezza indesiderabile, e l'estrema
povert indesiderabile, si potrebbe sostenere che ci deve essere un
giusto mezzo tra le due che desiderabile. Qual il giusto mezzo:
quanto denaro occorre per vivere, oggi in Inghilterra? Come dovrebbe
essere speso quel denaro? Quale tipo di vita, quale tipo di essere
umano il Suo obiettivo, una volta ottenuta questa ghinea? Questi,
Gentile Signora, sono gli interrogativi su cui Le chiedo di
riflettere, e Lei non potr negare che si tratta di questioni della
massima importanza. Ma, ahim, sono questioni che ci porterebbero
troppo oltre il solido mondo di fatti concreti al quale dobbiamo qui
limitarci. Chiudiamo dunque il Nuovo Testamento; e Shakespeare,
Shelley, Tolstoy e tutti gli altri, e affrontiamo la realt che
abbiamo dinnanzi agli occhi ora, in questo momento di transizione: la
realt del corteo; la realt di arrancare dietro agli altri in coda al

corteo; dobbiamo considerare questa realt, prima di poter fissare lo


sguardo sulla visione lontana.
"Ecco dunque, davanti ai nostri occhi, il corteo dei figli degli
uomini colti; ascendono a quei pulpiti, salgono quelle scalinate,
entrano e escono da quelle porte, pronunciano orazioni, impartiscono
lezioni, amministrano la giustizia, praticano la medicina, fanno
quattrini. E' evidente che se Lei vuole guadagnare gli stessi
quattrini che guadagnano loro con le stesse professioni, dovr
accettare le stesse condizioni che accettano loro. Quali siano queste
condizioni lo possiamo capire o immaginare anche dalla finestra
dell'ultimo piano o sui libri. Dovr uscire di casa alle nove e
tornare alle sei. Perci i padri hanno poco tempo per conoscere i
figli. E lo dovr fare ogni giorno dall'et di ventun anni circa
all'et di circa sessantacinque anni. In questo modo non rimane molto
tempo per l'amicizia, per i viaggi, per l'arte. Dovr assolvere a
compiti che a volte saranno molto ardui, altre volte molto barbari.
Dovr indossare certe uniformi, professare la Sua lealt verso certe
cose. Se avr successo nella Sua professione, attorno al collo dovr
probabilmente portare la scritta: "Per Dio e per l'Impero", come
l'indirizzo sul collare di un cane (20). E se le parole hanno un
significato, come forse sarebbe giusto che avessero, Lei dovr
accettare quel significato e fare il possibile per farlo rispettare.
Insomma, dovr vivere la stessa vita e professare lealt per le stesse
cose per cui l'hanno per tanti secoli professata gli uomini. Su questo
non ci sono dubbi.
Se Lei di rimando ci obietta: ebbene che male c'? perch dovremmo
esitare a fare quello che i nostri padri e i nostri nonni hanno fatto
prima di noi? allora sar bene scendere nei particolari, consultare i
fatti oggi accessibili all'esame di chiunque sappia leggere,
consultare le biografie. Eccole, quelle opere innumerevoli e
inestimabili, sugli scaffali della Sua biblioteca. Diamo un ultimo
rapido sguardo alla vita degli uomini che hanno fatto una buona
riuscita nella loro professione. Ecco un estratto dalla vita di un un
grande avvocato. Saliva nel suo studio verso le nove e mezzo. Si
portava a casa la documentazione delle cause... sicch era fortunato
se riusciva a andare a letto verso la una o le due di notte (21). Ecco
perch di solito cos noioso avere per vicino di tavola un penalista
di grido: non fa che sbadigliare. E ora una citazione da un discorso
di un famoso uomo politico: '...dal 1914 non ho pi assistito alla
sagra delle stagioni, dal primo bocciolo sui susini all'ultimo frutto
dei meli... non una volta ho guardato quello spettacolo nel
Worcestershire dopo il 1914, e se questo non un sacrificio, non so
come lo si possa chiamare' (22). E che sacrificio! Ecco spiegata la
millenaria indifferenza dei Governi per l'arte: quei signori devono
essere ciechi come talpe. Prendiamo ora la professione ecclesiastica.
Ecco una citazione dalla vita di un grande vescovo. 'E' una vita
orribile, che distrugge l'anima e il corpo. Davvero non so come faccio
a viverla. Gli arretrati di lavoro importante si accumulano e mi
schiacciano' (23). Questo conferma ci che si dice oggi da parte di
molti sulla Chiesa e sulla nazione. I nostri vescovi e decani non
hanno pi un'anima con cui pregare n una mente con cui scrivere.
Basta ascoltare il sermone in una qualunque chiesa, o leggere gli
articoli del Decano Alington o del Decano Inge su qualunque giornale.
Prendiamo la professione dei medici. 'Quest'anno ho guadagnato

parecchio di pi di 13.000, ma non pensabile di mantenere questo


livello, e finch dura una schiavit. Quello che pi mi fa soffrire
di non poter stare con Eliza e i bambini la domenica e neppure a
Natale' (24). Cos si lamenta un grande medico; e i suoi pazienti
potrebbero fargli eco, perch quale specialista di Harley Street ha il
tempo di capire il corpo, per non parlare della mente o della
combinazione dell'uno e dell'altra, se schiavo di tredicimila
sterline l'anno? Ma forse che la vita di uno scrittore di professione
meglio? Eccone uno stralcio, tratto dalla biografia di un
giornalista di successo. "Un altro giorno a quest'ora aveva scritto un
articolo di 1.600 parole su Nietzsche, un fondo di uguale lunghezza
sullo sciopero delle ferrovie per lo 'Standard', 600 parole per il
'Tribune', mentre la sera era dedicata ai vicoli del romanzo
d'appendice' (25). Questo spiega tra le altre cose, perch la gente
cos scettica nei confronti della politica e dei giornali, e perch
gli scrittori leggono le proprie recensioni armati di centimetro; la
pubblicit che conta; la lode e il biasimo hanno cessato di avere
alcun significato. Un ultimo sguardo ancora alla vita dell'uomo
politico, dopotutto la sua professione la pi importante sul piano
pratico, e abbiamo finito. 'Lord Hugh SI AGGIR QUA E LA' PER I
CORRIDOI... e con questo la legge che doveva consentire a un vedovo di
sposare la sorella della moglie fu affossata e il futuro della causa
relegato alle alterne vicende di un anno a venire' (25). Questo non
solo serve a spiegare una certa prevalente diffidenza per i politici,
ci rammenta anche che, visto che Lei ha da manovrare la Legge sulle
pensioni per i corridoi di un'istituzione cos giusta e umana qual
la Camera dei Comuni, noi stesse faremmo meglio a non aggirarci troppo
a lungo tra queste piacevolissime biografie, per cercare invece di
ricapitolare le informazioni che ne abbiamo ricavato.
"Cosa dimostrano dunque, Lei ci domanda, queste citazioni dalla vita
di professionisti di successo? Non dimostrano nulla, non nel senso in
cui Whitaker dimostra le cose. Se Whitaker, per esempio, dice che un
vescovo viene pagato cinquemila sterline l'anno, questo un fatto; lo
possiamo controllare e verificare. Ma se il vescovo Gore dice che la
vita di un vescovo 'una vita orribile, che distrugge l'anima e il
corpo', questa soltanto la sua opinione; il prossimo vescovo che
viene insediato lo potrebbe contraddire in pieno. Queste citazioni non
provano nulla che possa essere controllato e verificato; si limitano a
delle opinioni. E queste opinioni ci fanno dubitare e criticare e
mettere in discussione il valore della vita professionale... non il
suo valore pecuniario; quello notevole; ma il suo valore spirituale,
il suo valore morale, intellettuale. Ci fanno ritenere che se una
persona ottiene molto successo nella sua professione, perde ogni
sensibilit. La vista si atrofizza. Non ha tempo di guardare i quadri.
L'udito si atrofizza. Non ha tempo di ascoltare la musica. Il
linguaggio si atrofizza. Non ha tempo da dedicare alla conversazione.
Si atrofizza anche il senso delle proporzioni, dei rapporti tra le
cose. E il senso dell'umano. Far quattrini diventa cos importante che
quella persona deve lavorare notte e giorno. E perde la salute. E
diventa cos competitiva che non cederebbe il suo lavoro a nessun
altro anche se ne ha pi di quanto ne possa svolgere personalmente.
Cosa resta di un essere umano che ha perduto la vista e l'udito, e il
senso delle proporzioni? Solo un povero storpio in una caverna.
Questa naturalmente solo un'immagine, e un'immagine fantasiosa; ma

non inverosimile che abbia qualche relazione con un'altra immagine,


evocata dalle statistiche questa volta e non dalla fantasia, con
l'impegno di un apparato bellico per il valore di trecento milioni.
Tale ad ogni modo sembra essere l'opinione di certi osservatori
disinteressati la cui posizione offre loro ogni opportunit per dare
un giudizio globale, un giudizio equanime. Limitiamoci a citare due
sole di tali opinioni. Il marchese di Londonderry ha detto:
Siamo frastornati da una babele di voci senza senso e senza guida,
mentre il mondo sembra segnare il passo... Durante tutto il secolo
scorso si avuta un'esplosione incontrollata di scoperte tecnologiche
senza che si notasse un progresso corrispondente nella letteratura e
nelle scienze. ...La domanda che ci poniamo la seguente: in grado
l'uomo di godere di questi nuovi frutti della conoscenza e delle
scoperte scientifiche o ne far cattivo uso provocando la distruzione
di se stesso e dell'intero edificio della civilt? (27).
Winston Churchill ha detto:
Una cosa certa: mentre le conoscenze e la potenza dell'uomo
aumentano con incommensurabile e sempre crescente rapidit, le sue
virt e la sua saggezza non si sono visibilmente sviluppate nel corso
dei secoli. Il cervello dell'uomo moderno non sostanzialmente
diverso da quello dell'umanit che ha combattuto e amato su questa
terra milioni di anni fa. La natura dell'uomo rimasta praticamente
immutata. In condizioni di tensione sufficientemente acuta - per la
fame, la paura, lo scatenamento degli istinti guerreschi, o persino
per un freddo delirio intellettuale - l'uomo moderno che conosciamo
cos bene commetter gli atti pi terribili, e la sua donna lo
spallegger (25).
"Non sono che due tra i molti brani che avremmo potuto citare. Ad essi
vorremmo aggiungere un terzo, da una fonte pi modesta ma non meno
degna di essere letta, perch riguarda da vicino il nostro problema.
Ecco cosa pensa il signor Cyril Chaventry, di North Wembley.
Il sistema di valori della donna inconfutabilmente diverso da quello
dell'uomo. E' logico quindi che la donna si trovi svantaggiata e
appaia sospetta quando entra in competizione in una sfera di attivit
creata dall'uomo. Oggi come non mai le donne hanno l'occasione di
costruire un mondo nuovo e migliore, ma se cercano di imitare
pedissequamente gli uomini, non faranno che gettare al vento questa
possibilit (29).
Anche l'opinione del signor Chaventry rappresentativa delle molte
analoghe forniteci quotidianamente dai giornali. E le tre citazioni,
nel loro insieme, sono altamente istruttive. Le prime due sembrano
dimostrare come l'enorme sapere specialistico dell'uomo colto abbia
dato luogo a uno stato di cose non molto desiderabile nel mondo
civile; e l'ultima, che invita le donne libere professioniste a fare
uso del loro 'diverso sistema di valori' per 'costruire un mondo nuovo
e migliore' non solo sottintende che coloro che hanno costruito il
mondo attuale non sono soddisfatti del risultato ottenuto, ma, facendo
appello all'altro sesso perch ponga rimedio al male fatto, impone ad

esso una grave responsabilit mentre implicitamente gli rivolge un


grande complimento. Giacch, se il signor Chaventry e gli altri
signori che condividono la sua opinione sono convinti che
'svantaggiata e sospetta' qual , priva di esperienza politica o
professionale e con uno stipendio annuo di 250, la donna che
esercita le libere professioni sia tuttavia in grado di 'costruire un
mondo nuovo e migliore', vuol dire che le attribuiscono poteri a dir
poco divini. Devono, come Goethe, pensare che:
Ogni cosa che passa
solo una figura.
Quello che inattingibile
qui diviene evidenza.
Quello che indicibile
qui si adempiuto.
L'eterno Elemento Femminile
ci trae verso l'alto (30).
un altro grandissimo complimento, e da parte di un grandissimo poeta,
ne converr.
"Ma Lei non vuole complimenti; sta soppesando citazioni. E giacch la
Sua espressione decisamente abbattuta, si direbbe che queste
citazioni sulla natura della vita professionale L'abbiano fatta
giungere a qualche malinconica conclusione. Cosa sta pensando?
Semplicemente, ci risponde, che noi, le figlie degli uomini colti, ci
troviamo tra Scilla e Cariddi. Dietro di noi sta il sistema
patriarcale; le pareti domestiche, con il loro nulla, la loro
immoralit, la loro ipocrisia, il loro servilismo. Dinnanzi a noi si
apre il mondo della vita pubblica, con la sua possessivit, la sua
invidia, la sua aggressivit, la sua avidit. L'uno ci tiene
prigioniere come schiave nell'harem; l'altro ci obbliga, come bruchi
l'uno in fila all'altro, a fare il girotondo attorno all'albero sacro
della propriet privata. La nostra una scelta tra due mali. L'uno
peggiore dell'altro. Non faremmo meglio a buttarci da questo ponte gi
nel fiume; a rinunciare alla partita; a dichiarare che la vita umana
un errore, e a farla finita?
"Ma prima di compiere questo passo, un passo cos decisivo, Gentile
Signora, a meno che Lei non condivida l'opinione dei Dottori della
Chiesa d'Inghilterra che la morte la soglia della vita - "Mors Janua
Vitae", come sta scritto su un arco nella cattedrale di St. Paul - nel
qual caso, si intende, sarebbe desiderabile, prima di compiere questo
passo vediamo di trovare un'altra alternativa.
"Forse una risposta diversa l'abbiamo sotto gli occhi, l sugli
scaffali della Sua biblioteca, ancora una volta nelle biografie.
Forse, studiando gli esperimenti che i morti hanno fatto con la
propria vita in passato, potremo trovare l'aiuto che cerchiamo per
rispondere alla difficilissima domanda a cui dobbiamo rispondere. Ad
ogni buon conto possiamo provare. La domanda che rivolgeremo ora alle
biografie la seguente: per i motivi esposti sopra conveniamo che
dobbiamo guadagnare quattrini con le libere professioni; per i motivi
esposti sopra tali professioni ci sembrano assolutamente
indesiderabili. La domanda che vi poniamo, vite dei morti, questa:
come potremo intraprendere quelle professioni e tuttavia rimanere
esseri umani civili; esseri umani, cio, che vogliono evitare le

guerre?
"Questa volta rivolgiamoci alle vite non degli uomini bens delle
donne del diciannovesimo secolo, alle vite delle donne che hanno
esercitato le libere professioni. Ma, ci deve essere una lacuna nella
Sua biblioteca, Gentile Signora. Non si trova nessuna vita di donne
che hanno esercitato le professioni nel diciannovesimo secolo. Una
certa signora Tomlinson, moglie di un tal signor Tomlinson, membro
della Royal Society, Membro dell'Ordine dei Medici, ce ne spiega il
motivo. Questa signora, che pubblic un libro, 'in favore dell'impiego
delle giovani donne come governanti per i bambini', scrive: '...a
quanto pare una donna nubile non aveva altro modo di guadagnarsi da
vivere che fare la governante, lavoro per il quale, per natura e per
educazione, o per mancanza di educazione, sovente non era adatta'
(31). Queste parole furono scritte nel 1859, meno di cent'anni fa.
Ecco spiegata la lacuna della Sua biblioteca. Non esistevano donne che
esercitassero una professione, a parte le governanti, di cui scrivere
la vita. E anche le vite, le vite scritte, delle governanti, si
possono contare sulle dita di una mano. E che cosa possiamo imparare
sulla vita delle donne che esercitano una professione leggendo le vite
delle governanti? Per fortuna i vecchi bauli cominciano a svelare i
loro annosi segreti. Solo l'altro giorno ne saltato fuori uno, un
documento scritto intorno all'anno 1811. Ci fu, a quanto pare,
un'oscura signorina, a nome signorina Weeton, che quando i suoi
allievi erano a letto, aveva l'abitudine di segnare su un diario i
suoi pensieri sulla sua vita professionale, oltre che su altre cose.
Ecco uno di quei pensieri. 'Oh, come ardevo dal desiderio di imparare
il latino, il francese, le lettere e le arti, qualunque cosa piuttosto
che la noia di cucire, far lezione, copiare in bella scrittura, lavare
i piatti, tutti i giorni. ...Perch alle ragazze non permettono di
studiare fisica, teologia, astronomia, eccetera, eccetera e le scienze
ancelle, la chimica, la botanica, la logica, la matematica, eccetera?'
(32). Dall'oscurit ci arriva a chiarire tante cose, questo commento
sulla vita delle governanti, questa domanda formulata dalle labbra di
una governante. Ma continuiamo la nostra ricerca, tentoni, un accenno
qua, un indizio l; vediamo come erano le professioni esercitate dalle
donne nel diciannovesimo secolo. Ecco Anne Clough, sorella di Arthur
Clough, allievo del dottor Arnold (*7) e "fellow" di Oriel, la quale,
anche se non veniva pagata, fu la prima direttrice di Newnham, e in
questo senso pu essere definita una professionista in embrione. La
troviamo che fa il suo tirocinio professionale 'sbrigando da sola gran
parte delle pulizie di casa' ... 'cercando di guadagnare quattrini per
restituire il denaro avuto in prestito dalle sostenitrici',
'sollecitando la autorizzazione a fondare una piccola scuola',
leggendo libri imprestatile dal fratello; e la sentiamo esclamare: 'Se
fossi un uomo non lavorerei per arricchire, per farmi un nome o per
lasciare dopo di me una famiglia ricca. No, credo che lavorerei per il
mio Paese, e alla sua gente lascerei la mia eredit' (33). Non si pu
dire che le donne del diciannovesimo secolo fossero prive di
ambizione. Abbiamo poi Josephine Butler che, pur non essendo una
professionista in senso stretto, fu colei che condusse e vinse la
battaglia contro la Legge sulle malattie infettive e pi tardi la
campagna contro il commercio dei bambini 'per fini scellerati'.
Scopriamo che Josephine Butler si oppose a che venisse scritta la sua
biografia, mentre delle donne che l'avevano aiutata a combattere le

sue battaglie diceva: 'E' degna di nota in loro la assenza pi totale


di ogni desiderio di riconoscimento, di ogni traccia di egoismo in
qualunque forma. Nella purezza delle loro motivazioni esse risplendono
"limpide come il cristallo"' (34). Questa dunque era una delle virt
che la donna vittoriana apprezzava e praticava; una virt al negativo,
vero: non cercare riconoscimenti; non essere egoista; fare le cose
perch bello e giusto farle (35). A suo modo un interessante
contributo alla psicologia. Ed eccoci pi vicine ai tempi nostri; ecco
Gertrude Bell che, bench il Servizio Diplomatico fosse e sia tuttora
chiuso alle donne, occup in Oriente una posizione tale da meritarle
il titolo di quasi-diplomatica: ebbene con nostra sorpresa scopriamo
che 'Gertrude a Londra non poteva uscire se non in compagnia di una
amica o, in mancanza di questa, di una cameriera (36) ...se non le era
possibile evitare, recandosi da un ricevimento all'altro, di salire in
carrozza con un giovanotto, si sentiva in dovere di confessarlo a mia
madre' (37). Erano dunque cos caste le donne quasi-diplomatiche
dell'et vittoriana? (38). E non soltanto nel corpo; anche nella
mente. 'A Gertrude era proibito leggere "Il discepolo" di Bourget',
per timore che la malattia, quale che fosse, di cui era infetto quel
libro potesse contagiarla. Insoddisfatte ma ambiziose, ambiziose ma
austere, caste e tuttavia avventurose: ecco alcune delle qualit che
abbiamo scoperto. Ma continuiamo a leggere se non le righe tra le
righe delle biografie. E tra le righe delle biografie dei loro mariti
troviamo moltissime donne che esercitavano... ma come possiamo
chiamarla la professione che consiste nel mettere al mondo nove o
dieci figli, la professione che consiste nel dirigere la casa, nel
curare un invalido, nel visitare i poveri e i malati, nell'accudire
ora a un vecchio padre ora a una madre anziana? E' una professione che
non ha un nome, n uno stipendio; ma sono cos numerose le madri, le
sorelle, le figlie degli uomini colti che nel diciannovesimo secolo
esercitavano quella professione che siamo costrette a fare un unico
fascio di tutte quelle donne e delle loro vite che si intravvedono
dietro le vite dei mariti e dei fratelli, lasciando il compito di
raccogliere il loro messaggio a chi ha il tempo per districarlo e
l'immaginazione per decifrarlo. Quanto a noi che, come lei ci fa
capire, di tempo a disposizione ne abbiamo poco, ci limiteremo a
riassumere tutti gli accenti e le riflessioni sparse qua e l sulla
vita professionale delle donne del diciannovesimo secolo citando una
volta ancora le parole altamente significative di una donna che, se
non fu una professionista nell'esatto senso del termine, raggiunse
tuttavia una certa indefinibile fama con i suoi viaggi: Mary Kingsley.
Non so se ti ho mai detto che L'UNICA istruzione a pagamento che mi
hanno concesso sono state le lezioni di tedesco. Per l'educazione di
mio fratello vennero spese 2.000, e da sperare non invano.
"Questa frase talmente ricca di spunti che possiamo risparmiarci la
fatica di cercare tentoni tra le righe delle vite degli uomini che
esercitarono le libere professioni le vite delle loro sorelle. Se
sviluppiamo gli spunti contenuti in quella dichiarazione e se la
mettiamo in relazione con gli altri accenni e frammenti che abbiamo
trovato, forse giungeremo a costruire un'ipotesi, per rispondere alla
difficile domanda a cui ci troviamo di fronte. Perch, quando Mary
Kingsley dice, 'le lezioni di tedesco furono l'unica istruzione a

pagamento che mi hanno concesso', implicitamente ci fa sapere di aver


ricevuto un'istruzione che non era a pagamento. E le vite delle altre
donne che abbiamo preso in esame confermano la nostra deduzione. In
cosa consisteva dunque questa 'istruzione gratuita' che, per il bene o
per il male, ha caratterizzato la nostra vita per tanti secoli? Se
sommiamo le vite di tutte le donne oscure alle quattro vite che sono
uscite dall'oscurit e anzi hanno avuto successo al punto di essere
affidate alla pagine scritta, le vite di Florence Nightingale, di Anne
Clough, di Mary Kingsley e di Gertrude Bell, dobbiamo concludere che
esse furono educate tutte alla medesima scuola. Loro maestre, come
obliquamente e indirettamente ma non per questo meno enfaticamente e
inconfutabilmente ci indicano le biografie, furono la povert, la
castit, la derisione e... ma quale parola esiste per indicare la
'mancanza di diritti e di privilegi?'. Dovremo ricorrere una volta di
pi alla solita vecchia parola, 'libert?'. La 'libert da fittizi
legami di fedelt' fu dunque la quarta maestra; dalla fedelt alla
propria scuola, alla propria universit, alla propria Chiesa, ai riti
della propria casta, al proprio paese; la libert di cui tutte quelle
donne hanno goduto e di cui noi pure, in larga misura, ancora godiamo
grazie alle leggi e alle usanze inglesi. Non abbiamo tempo di coniare
nuove parole. Sia dunque la 'libert da fittizi legami di fedelt', la
quarta grande maestra delle figlie degli uomini colti.
"Le biografie ci insegnano che le figlie degli uomini colti
ricevettero un'istruzione gratuita e che loro maestre furono la
povert, la castit, la derisione e la libert da fittizi legami di
fedelt. Fu questa istruzione non pagata, ci informano le biografie,
che le rese, molto appropriatamente, adatte a esercitare professioni
non pagate. E, ci informano ancora le biografie, le professioni non
pagate avevano le loro leggi, le loro tradizioni e difficolt, non
meno delle professioni retribuite. Inoltre, lo studioso di biografie
non pu certo mettere in dubbio la testimonianza delle biografie
stesse circa gli orribili risultati di quelle professioni, sia per chi
le svolgeva gratuitamente, che per la loro discendenza. L'incessante
mettere al mondo figli della moglie non retribuita, l'incessante far
quattrini del ben retribuito marito ebbero fuor di ogni dubbio
conseguenze terribili sulle menti e sui corpi dell'epoca presente. A
dimostrarlo non occorre citare ancora una volta il passo famoso in cui
Florence Nightingale denuncia quell'educazione e i suoi risultati; n
occorre sottolineare la comprensibile gioia con cui accolse la guerra
di Crimea; n illustrare con esempi tratti da altre fonti - e sono,
ahim, innumerevoli - la vacuit, la meschinit, il rancore, la
tirannia, l'ipocrisia, l'immoralit a cui quell'educazione dette
origine, come testimoniano tanto copiosamente le vite di entrambi i
sessi. La prova conclusiva della sua crudelt, almeno nei riguardi di
un sesso, la si pu trovare negli annali della 'Grande guerra', quando
ospedali, campi e fabbriche di munizioni si riempirono di profughe che
fuggivano dai suoi orrori, a paragone dei quali ospedali, campi e
fabbriche parevano oasi di gioia.
"Ma il genere biografico multiforme e complesso, non restituisce mai
una risposta univoca alle domande che gli vengono rivolte. Perci le
biografie di coloro di cui stata scritta la biografia - Florence
Nightingale, Anne Clough, Charlotte Bront, Christina Rossetti, Mary
Kingsley, per esempio - dimostrano al di l di ogni dubbio che quella
medesima educazione, l'educazione non pagata, deve aver avuto grandi
virt, oltre che gravi difetti, perch non si pu negare che quelle

donne, se pure non erano istruite, erano tuttavia donne civili. Non
possiamo, quando prendiamo in esame la vita delle nostre incolte madri
e nonne, giudicare la loro educazione semplicemente in base alla
capacit di ottenere un impegno, di conseguire onori, o di fare
quattrini. Dobbiamo, se siamo oneste, ammettere che alcune donne che
non ricevettero alcuna istruzione a pagamento, alcuno stipendio, alcun
impiego, furono esseri umani civili (se le si possano a buon diritto
definire 'inglesi' resta una questione controversa); e dobbiamo
pertanto ammettere che sarebbe molto sciocco da parte nostra buttar
via i risultati di quell'educazione o rinunciare, quale che sia il
premio in denaro o in onori che ci viene promesso in cambio, al sapere
che in tal modo abbiamo accumulato. Cos dunque sembrano rispondere le
biografie alla domanda che abbiamo rivolto loro - come possiamo
intraprendere le libere professioni e tuttavia rimanere esseri umani
civili, esseri umani che cercano di impedire le guerre: se non
rinnegherete le quattro grandi maestre delle figlie degli uomini colti
- la povert, la castit, la derisione e la libert da fittizi legami
di fedelt - ma riuscirete a unire ad esse un po' di ricchezza, un po'
di sapere e un po' di dedizione a cause reali, allora potrete
intraprendere le professioni evitando i pericoli che le rendono
indesiderabili.
"Poich tale la risposta dell'oracolo, tali sono le condizioni a cui
legata la nostra ghinea. La potrete avere, cio, a condizione che
aiutiate a trovare lavoro nella vostra professione le persone in
possesso dei requisiti necessari, di qualunque sesso, classe o colore
esse siano, e a condizione inoltre che nell'esercizio della vostra
professione rifiutate di abbandonare la povert, la castit, la
derisione altrui, e la libert da fittizi legami di fedelt. E' pi
precisa ora la nostra frase, sono pi chiare le condizioni poste,
pensa di poterle accettare? Lei esita ancora. Le sembra che alcune
delle nostre condizioni vadano spiegate meglio. Va bene, esaminiamole
una per una. Per povert s'intende denaro sufficiente per vivere.
Cio, guadagnare abbastanza da non dipendere da nessun altro essere
umano e da poter comperare quel minimo di salute, di tempo, di sapere
e cos via che occorre per sviluppare appieno il corpo e la mente. Ma
nulla di pi. Non un centesimo di pi.
"Per castit s'intende che quando con il vostro lavoro vi sarete
assicurate quanto basta per vivere, dovrete rifiutarvi di vendere il
vostro cervello per denaro. Cio dovrete rifiutarvi di lavorare,
oppure farlo solo per amore della ricerca e della sperimentazione; o
per amore dell'arte, se siete artiste, oppure gratuitamente per
fornire a chi ne ha bisogno le conoscenze da voi acquisite
professionalmente. Ma non appena vi sentite attirare nel vortice del
girotondo, smettete subito. Spezzate il cerchio con una risata.
"Per derisione - brutta parola, ma, ancora una volta, la lingua
inglese cos povera, occorrerebbero nuove parole - s'intende che
dovrete rifiutare tutto ci che serve a far pubblicit al merito, e
tener per fermo che il ridicolo, l'oscurit e la disapprovazione sono
preferibili, per ragioni psicologiche, alla fama e alla lode. Non
appena vi offrono insegne, onorificenze o titoli, sbatteteli subito in
viso a chi ve li offre.
"Per libert da fittizi legami di fedelt s'intende che dovrete
liberarvi in primo luogo dell'orgoglio per la vostra patria; e anche
dell'orgoglio per la vostra religione, per la vostra universit,

scuola, famiglia, sesso, e da tutti i fittizi legami di fedelt che


queste forme di orgoglio creano. Non appena i tentatori si presentano
per sedurvi, stracciate le pergamene; rifiutatevi di compilare i
moduli.
"E se ancora Lei trova che queste definizioni sono arbitrarie e
insieme troppo generiche, e mi chiede come si fa a decidere quanto
denaro e quanto sapere occorrono per sviluppare appieno il corpo e la
mente, e come si fa a distinguere quando la nostra lealt diretta a
oggetti reali che dobbiamo servire e quando a oggetti fittizi che
dobbiamo disprezzare, non posso che rimandarLa - il tempo stringe - a
due autorit. Una la conosciamo tutte. E' lo psicometro che portiamo
al polso, quel piccolo congegno a cui facciamo riferimento in tutti i
rapporti personali. Se fosse visibile, assomiglierebbe un po' a un
termometro. Ha dentro una vena di mercurio che si dilata o si contrae
in presenza di qualunque corpo o anima, ambiente privato o pubblico, a
cui viene esposto. Se vuole sapere quanta ricchezza desiderabile,
provi a esporlo alla presenza di un ricco; se vuole scoprire quanto
sapere desiderabile, provi a esporlo alla presenza di un sapiente.
Lo stesso per il patriottismo, la religione e tutto il resto. Non
occorre interrompere la conversazione per consultarlo, n turbarne il
piacere. Ma se Lei ribatte che si tratta di un sistema troppo
soggettivo e fallibile per applicarlo senza rischio d'errore, prova ne
siano i molti matrimoni infelici e le amicizie bruscamente troncate a
cui ha condotto lo psicometro privato, allora rimane pur sempre
l'altra autorit oggi facilmente accessibile anche alla pi povera
delle figlie degli uomini colti. Vada in una pinacoteca e guardi i
quadri che vi sono esposti; accenda la radio e catturi la musica
trasmessa sull'aria; entri in una qualunque delle biblioteche
pubbliche che oggi sono aperte a tutti. Avr modo cos di consultare
personalmente lo psicometro pubblico. Un esempio solo, giacch il
tempo stringe. L'"Antigone" di Sofocle. Ne esistono numerose
tradizioni in prosa e in versi (39). Prenda il personaggio di Creonte.
In esso troviamo la pi profonda analisi condotta da un poeta, uno
psicologo in azione, degli effetti del potere e della ricchezza
sull'anima umana. Prenda la pretesa di Creonte al dominio assoluto sui
suoi sudditi. E' un'analisi della tirannide di gran lunga pi
istruttiva di tutti i discorsi dei politici del nostro tempo. Lei
vuole sapere quali sono i fittizi legami di fedelt che dobbiamo
disprezzare e quali invece quelli veri, che dobbiamo onorare? Pensi
alla distinzione che fa Antigone tra le leggi e la Legge. E' una
formulazione dei doveri dell'individuo verso la societ di gran lunga
pi profonda di qualunque definizione ci viene offerta dai sociologi
del nostro tempo. Per quanto pallida possa essere la traduzione,
quelle cinque parole di Antigone valgono tutti i sermoni di tutti i
vescovi del mondo (40). Ma fare altri commenti sarebbe impertinente.
Il giudizio individuale ancora libero nella sfera personale, e
questa libert l'essenza della libert.
Per il resto, anche se le condizioni possono sembrare tante e la
ghinea, ahim, una sola, non si tratta allo stato attuale delle cose
di condizioni troppo difficili da soddisfare. Ad eccezione della prima
- guadagnare quanto basta per vivere - essi ci vengono garantite dalle
leggi inglesi. La legge inglese fa in modo che non ereditiamo grandi
ricchezze; la legge inglese ci nega, e speriamo che continui a farlo
ancora per molto tempo, il marchio della piena cittadinanza. N

abbiamo motivo di dubitare che i nostri fratelli continueranno a


fornirci per molti secoli a venire, come hanno fatto per molti secoli
passati, quell'elemento tanto indispensabile per la salute mentale,
cos prezioso per prevenire i peccati capitali della nostra epoca, la
vanit, l'egoismo e la megalomania: voglio dire il ridicolo, la
disapprovazione e il disprezzo (41). E finch la Chiesa d'Inghilterra
rifiuter i nostri servigi - voglia il cielo che continui a farlo! - e
finch le antiche scuole e universit si rifiuteranno di ammetterci a
partecipare delle loro donazioni e dei loro privilegi, noi rimarremo
immuni senza troppi sforzi dal dovere di fedelt e dal vassallaggio
che quelle donazioni e quei privilegi portano con s. Inoltre, Gentile
Signora, Le verranno in aiuto le tradizioni della casa paterna, la
memoria ancestrale che sta dietro ogni attimo del presente. Abbiamo
visto nelle citazioni riportate sopra quanto sia stato importante il
ruolo della castit, la castit del corpo, nell'educazione non pagata
del nostro sesso. Non dovrebbe essere difficile trasformare il vecchio
ideale della castit del corpo nel nuovo ideale della castit della
mente, sostenere che se era peccato vendere il corpo per denaro, un
peccato ancora pi grave vendere la mente per denaro, giacch la
mente, lo dicono tutti, pi nobile del corpo. Non costituisce dunque
una forza nel resistere alle tentazioni del pi grande tentatore, il
denaro, l'avere dietro di noi simili tradizioni? Per quanti secoli
abbiamo esercitato il diritto di lavorare tutto il giorno tutti i
giorni per 40 all'anno pi vitto e alloggio? E non forse vero,
come attesta Whitaker, che met del lavoro delle figlie degli uomini
colti tuttora lavoro non retribuito? E onori, fama, importanza...
non forse facile per noi resistere anche a questa tentazione, noi
che per secoli abbiamo lavorato senz'altro onore che quello che ci
viene riflesso dalle medaglie e dai diademi che adornano la fronte e
il petto dei nostri padri o mariti?
"Con la legge dalla nostra parte, e la propriet dalla nostra parte e
la memoria ancestrale a farci da guida, non occorrono altre prove;
riconoscer che le condizioni alle quali questa ghinea potr essere
Sua sono, a eccezione della prima, relativamente facili da soddisfare.
Le impongono semplicemente di sviluppare, modificare e orientare con
l'aiuto dei due psicometri le tradizioni e l'educazione della casa
paterna che esistono da duemila anni. Se Lei accetta di farlo, la
nostra contrattazione pu dirsi terminata. E la ghinea per pagare
l'affitto Sua... e fossero mille ghinee, non una! Perch se Lei
accetter le nostre condizioni, potr intraprendere le libere
professioni senza lasciarsi contaminare; potr liberarle dalla
possessivit, dall'invidia, dalla aggressivit, dalla avidit che le
caratterizzano. Potr usarle per avere una mente autonoma, una volont
autonoma. E potr usare quella mente e quella volont per cancellare
la disumanit, la bestialit, l'orrore, la follia della guerra. Prenda
dunque questa ghinea, e la usi non per bruciare l'intero edificio, ma
per una grande luminaria. Risplendano tutte le sue finestre. Che le
figlie delle donne incolte intreccino una danza intorno alla nuova
casa, la casa povera, la casa che d su un vicolo dove passa l'autobus
e si sente il grido dei venditori ambulanti; che cantino tutte
insieme: 'Basta con le guerre! Basta con la tirannide!' E le loro
madri rideranno felici nella tomba: 'Per questo abbiamo sopportato
insulti e disprezzo! Illuminate le finestre della nuova casa, figlie!
Che risplendano!'

"Queste dunque sono le condizioni alle quali Le invio una ghinea per
aiutare le figlie delle donne incolte a intraprendere le libere
professioni. E speriamo, ponendo fine alla perorazione, che Le rimanga
il tempo per dare il tocco finale alla Sua vendita di beneficenza, per
sistemare la lepre e la caffettiera e accogliere l'Onorevolissimo Sir
Sampson Legend, insignito dell'Ordine al Merito, Cavaliere dell'Ordine
di Bath, Dottore in Legge, Dottore in Diritto Canonico, Ex-capitano di
fregata, eccetera, con quell'aria di sorridente deferenza che si
conviene alla figlia di un uomo colto alla presenza del fratello".
Tale, Signore, fu la versione definitiva della lettera inviata alla
signora tesoriere onorario dell'associazione che aiuta le figlie degli
uomini colti a intraprendere le libere professioni. Tali le condizioni
alle quali ricever la ghinea. Sono state formulate, nei limiti del
possibile, in modo da garantire che la signora far quanto potr fare
con una ghinea per aiutarvi a prevenire la guerra. Se le nostre
condizioni sono state espresse nel modo giusto, chi lo pu dire? Ma
Lei capisce che, prima di rispondere alla Sua lettera, era necessario
rispondere alla lettera di questa signora e a quella della signora
tesoriere onorario del fondo per la ricostruzione del college, e
inviare a ciascuna di loro una ghinea; perch, se non vengono aiutate
prima di tutto a ricevere un'istruzione e quindi a guadagnarsi da
vivere, le figlie degli uomini colti non potranno disporre
dell'influenza autonoma e disinteressata con cui aiutare voi a
prevenire la guerra. E', si direbbe, una catena di cause
interdipendenti. Dopo aver dimostrato come meglio sapevamo questa
interdipendenza, possiamo ora tornare alla Sua lettera e alla Sua
richiesta di dare un contributo alla Sua associazione.

Note con l'asterisco a "Le tre ghinee - Due".

*1. Women's Social Political Union, fondata nel 1903 da Emmeline


Pankhurst. (n.d.t.)
*2. La via dei Ministeri a Londra. (n.d.t.)
*3. Nel frattempo il signor Baldwin ha smesso di fare il Primo
Ministro e divenuto Conte.
*4. I verbali delle sedute del Parlamento, dal nome del primo editore
che li pubblic. (n.d.t.)
*5. Il Parlamento inglese: la battaglia per il diritto di voto.
*6. Via centrale di Londra, dove hanno il gabinetto medico gli
specialisti meglio pagati, quindi la battaglia per essere ammesse alla
professione medica. (n.d.t.)
*7. Thomas Arnold, direttore della scuola di Rugby da lui elevata al

rango di grande "public school". (n.d.t.)

LE TRE GHINEE.
TRE.

Ed eccoci alla Sua lettera. In cui, come si visto, dopo aver


richiesto la nostra opinione su come prevenire la guerra, Lei propone
alcune misure pratiche per prevenirla. Le Sue proposte sono: che
firmiamo un manifesto impegnandoci a "difendere la cultura e la
libert di pensiero'' (1); che entriamo a far parte di una certa
associazione che far certe cose il cui scopo di salvaguardare la
pace; e, da ultimo, che inviamo un contributo a quell'associazione
che, al pari delle altre, ha bisogno di denaro.
Per prima cosa vediamo come, difendendo la cultura e la libert di
pensiero, vi possiamo aiutare a prevenire la guerra, dal momento che
Lei ci assicura che esiste un legame tra quelle parole piuttosto
astratte e queste fotografie molto concrete: fotografie di cadaveri e
di macerie.
Ma se ci era parso sorprendente sentirci richiedere il nostro parere
su come prevenire la guerra, ancora di pi lo sentirci chiedere di
aiutarla nei termini alquanto astratti del Suo manifesto a difendere
la cultura e la libert di pensiero.
Si rende conto, alla luce dei fatti sin qui esposti, di cosa significa
questa Sua richiesta? Significa che nell'anno 1938 i figli degli
uomini colti chiedono alle figlie degli uomini colti di aiutarli a
difendere la cultura e la libert di pensiero. E perch, domander
Lei, questo vi sorprende tanto? Ebbene, provi a immaginare che il Duca
del Devonshire, con le sue medaglie al merito e la sua giarrettiera,
scenda in cucina e dica alla servetta che sta sbucciando le patate e
ha un baffo di unto sulla guancia: "Smetti di pelar patate, Mary, e
vieni a aiutarmi nella costruzione di questo difficile passo di
Pindaro". Non crede che Mary rimarrebbe sorpresa e correrebbe da
Louise, la cuoca, urlando: "Ges, Louise, il Padrone dev'essere
impazzito!"? E questo, o un altro molto simile, il grido che ci sale
alle labbra quando i figli degli uomini colti chiedono a noi, le loro
sorelle, di aiutarli a difendere la libert di pensiero e la cultura.
Ma cerchiamo di tradurre l'esclamazione della servetta nella lingua
delle persone colte.
Ancora una volta dobbiamo pregarLa, Signore, di guardare dalla nostra
prospettiva, dal nostro punto di vista, il Fondo per l'Educazione di
Arthur. Si sforzi un'ultima volta, anche se scomodo per lei girare
il capo in quella direzione, di capire cosa ha significato per noi
mantenere sempre colma quell'urna per tutti questi secoli, in modo che
una decina di migliaia dei nostri fratelli potessero ogni anno andare
a Oxford e a Cambridge a ricevere un'istruzione. Significa, Signore,
che noi abbiamo gi contribuito alla causa della cultura e della
libert di pensiero pi di qualunque altra classe della collettivit.
Infatti, non forse vero che le figlie degli uomini colti hanno
versato nella cassa del Fondo per l'Educazione di Arthur dall'anno

1262 all'anno 1870 tutto il denaro che sarebbe occorso per la loro
educazione, sottraendone soltanto i pochi spiccioli che servivano a
pagare la governante, l'insegnante di tedesco e il maestro di ballo?
Non forse vero che hanno finanziato sacrificando la propria
istruzione Eton e Harrow, Oxford e Cambridge, e tutte le grandi scuole
e universit d'Europa: la Sorbona e Heidelberg, e Salamanca, Padova e
Roma? Non forse vero che il loro contributo stato cos generoso,
prodigo, pur se cos indiretto, che quando finalmente, nel
diciannovesimo secolo, si conquistarono il diritto a un po' di
istruzione a pagamento, non trovarono una sola donna che avesse
ricevuto abbastanza istruzione a pagamento da essere in grado di far
loro da insegnante? (2) E ora, di punto in bianco, proprio quando
cominciavano a pensare di poter assaggiare non solo un pochino della
stessa istruzione universitaria, ma anche un po' di contorno - viaggi,
piaceri, libert - arriva la Sua lettera a informarle che tutta quella
enorme, favolosa somma - perch a contarla sia direttamente in moneta
sonante, sia indirettamente in sacrifici e rinunzie, si tratta di una
somma enorme - stata sperperata o usata per le cose sbagliate. A
quale altro scopo furono fondate le universit di Oxford e di
Cambridge, se non per difendere la cultura e la libert di pensiero?
Per quale altro fine le vostre sorelle hanno rinunciato a scuole,
viaggi, lussi, se non per mandare a scuola e all'universit, con il
denaro in tal modo risparmiato, i loro fratelli perch imparassero a
difendere la cultura e la libert di pensiero? Ma ora, dal momento che
Lei le dichiara in pericolo e ci chiede di unire la nostra voce alla
Sua, e la nostra moneta da sei penny alla Sua ghinea, dobbiamo dedurne
che quel denaro stato sprecato e che quelle associazioni hanno
fallito lo scopo. Se vero che le grandi scuole private e le due
universit, con il loro complicato meccanismo per l'addestramento
della mente e del corpo, hanno fallito lo scopo, sorge spontanea la
domanda: che motivi abbiamo per pensare che la Sua associazione, anche
se conta tra i promotori nomi illustri, riuscir nel suo scopo, o che
il Suo manifesto, anche se tra i firmatari si leggono nomi ancora pi
illustri, riuscir a fare proseliti? Non sarebbe meglio prima di
affittare una sede, assumere una segretaria, eleggere un comitato e
iniziare sottoscrizioni che Lei riflettesse sulle ragioni per cui
quelle scuole e quelle universit hanno fallito?
Ma a questa domanda sta a Lei rispondere. Il problema che tocca noi
direttamente riguarda invece il tipo di aiuto che vi possiamo dare noi
in difesa della cultura e della libert di pensiero: noi che cos
tante volte siamo state chiuse fuori dalle due universit e che solo
ora con cos tante restrizioni vi siamo ammesse; noi che non abbiamo
ricevuto nessuna istruzione a pagamento, o cos poca che sappiamo
appena leggere e scrivere la nostra lingua; noi che di fatto facciamo
parte non dell'"intellighenzia", ma dell'"ignoranzia". A conferma
della scarsa stima che abbiamo della nostra cultura, e a dimostrazione
che voi stessi la condividete, ecco qui Whitaker con i suoi dati di
fatto. Non una delle figlie degli uomini colti, dice Whitaker,
ritenuta capace di insegnare la letteratura della propria lingua in
nessuna delle due universit. E quando si tratta di acquistare un
quadro per la National Gallery, un ritratto per la Portrait Gallery, o
una mummia per il British Museum, ci informa ancora Whitaker, non
mette conto di chiedere la sua opinione. Di che utilit Le pu essere
allora chiederci di difendere la cultura e la libert di pensiero se,

lo dimostra Whitaker con i suoi freddi dati di fatto, voi stessi non
credete che il nostro consiglio abbia valore quando si tratta di
spendere denaro che anche nostro per acquistare cultura e libert di
pensiero per lo Stato? La meraviglia ancora che l'inatteso complimento
ci colga di sorpresa? D'altra parte, ecco qui la Sua lettera.
Anch'essa contiene dei dati di fatto. In questa lettera Lei dice che
la guerra imminente; e poi aggiunge in pi d'una lingua - questa la
versione francese (3): "Seule la culture dsintresse peut garder le
monde de sa ruine" - aggiunge che difendendo la libert di pensiero e
la nostra eredit culturale vi possiamo aiutare a prevenire la guerra.
E giacch la prima affermazione sicuramente inconfutabile e
qualunque servetta, anche se il suo francese lascia a desiderare, sa
leggere e capire le parole: "Allarme: incursioni aeree" quando stanno
scritte ben in grande sui muri, noi non possiamo trascurare la Sua
richiesta con il pretesto dell'ignoranza, n rimanere in silenzio con
il pretesto della modestia. E come qualunque servetta cercherebbe di
tradurre un passo di Pindaro se le dicessero che da ci dipende la sua
vita, cos le figlie degli uomini colti, per poco che siano
qualificate a farlo per preparazione culturale, devono riflettere su
ci che sono in grado di fare in difesa della cultura e della libert
di pensiero, se in tal modo vi possono aiutare a prevenire la guerra.
Esaminiamo dunque, come meglio sappiamo, anche se aderire alla Sua
associazione, se ci sar possibile firmare questo manifesto in favore
della cultura e della libert di pensiero con una certa sicurezza di
poter mantenere l'impegno.
Cosa significano quelle parole alquanto astratte? Se dobbiamo aiutarvi
a difenderle, sarebbe bene cominciare col definirle. Ma al pari di
tutti i tesorieri onorari, Lei ha pochissimo tempo, e sfogliare la
letteratura inglese alla ricerca di una definizione, se pure a suo
modo un passatempo delizioso, potrebbe condurci troppo lontano.
Diciamo dunque, per il momento, che entrambi sappiamo di cosa si
tratta, e concentriamoci sulla questione pratica di come aiutarvi a
difenderle. Abbiamo sul tavolo il giornale, con la sua riserva di
fatti; pu darsi che vi troviamo una citazione che ci far risparmiare
tempo limitando i termini della nostra ricerca. "Ieri a un convegno di
direttori di scuola venne stabilito che le donne non sono adatte a
insegnare ai ragazzi oltre i quattordici anni". Questo dato ci
utilissimo perch dimostra che certi tipi di aiuto non sono alla
nostra portata. Tentare una riforma delle scuole e delle universit
dei nostri fratelli equivarrebbe ad attirarci una gragnuola di gatti
morti, uova marce e cancelli infranti di cui solo i frugaimmondizie e
i robivecchi si avvantaggerebbero, mentre le autorit, ce lo conferma
la Storia, starebbero a guardare impassibili il tumulto dalla finestra
del loro studio senza neppure togliersi il sigaro di bocca o senza
smettere di centellinare, lentamente, per gustarne tutto il "bouquet"
come si conviene, il loro prezioso Bordeaux (4). La lezione della
Storia, confermata dalla lezione dei giornali, ci confina in uno
spazio pi limitato. L'unico modo in cui possiamo aiutarvi a difendere
la cultura e la libert di pensiero difendendo la nostra cultura e
la nostra libert di pensiero. Vale a dire che, quando da un college
femminile ci scrivono chiedendoci quattrini, possiamo far presente la
possibilit che qualcosa cambi in quell'istituzione satellite quando
essa cessi di essere satellite; oppure, se da un'associazione che

aiuta le donne a trovare un impiego ci scrivono chiedendoci quattrini,


possiamo far presente che nell'interesse della cultura e della libert
di pensiero sarebbe auspicabile qualche cambiamento nel modo di
esercitare le libere professioni. Ma poich l'istruzione a pagamento
ancora troppo giovane e acerba, e poich il numero delle donne cui
concesso di gustarla a Oxford e a Cambridge ancora rigidamente
limitato, per la grande maggioranza delle figlie degli uomini colti la
cultura rimane ancora quella che si pu acquisire fuori dai sacri
cancelli, nelle biblioteche pubbliche o private, i cui battenti per
qualche inspiegabile distrazione sono stati lasciati aperti. Consiste
ancora, oggi, nell'anno 1938, nel leggere e scrivere la nostra lingua.
In questi termini il problema assume proporzioni affrontabili.
Spogliato del suo alone glorioso pi facile trattarlo. Quel che
dobbiamo fare, Signore, di sottoporre la Sua richiesta alle figlie
degli uomini colti chiedendo loro di aiutarvi a prevenire la guerra
non con consigli ai fratelli su come difendere la cultura e la libert
di pensiero, ma semplicemente leggendo e scrivendo la propria lingua
in modo tale da difendere direttamente quelle divinit cos astratte.
Una cosa semplicissima, a prima vista, che non richiede n dialettica
n retorica. Ma subito incontriamo una difficolt. Abbiamo gi
osservato che la professione della letteratura, per chiamarla con un
nome semplice, l'unica professione che non sia stata teatro di
battaglia nel diciannovesimo secolo. Non si avuta una battaglia di
Grub Street (*1). Quella professione non fu mai chiusa alle figlie
degli uomini colti. Questo era dovuto naturalmente alla grande povert
delle attrezzature necessarie. Libri, carta e penne costano cos poco,
saper leggere e scrivere era cosa cos diffusa nella nostra classe,
che era impossibile che alcuna corporazione di uomini si accaparrasse
l'esclusiva sulle conoscenze necessarie e rifiutasse di ammettervi
chiunque desiderasse leggere o scrivere libri. Ma la conseguenza
che, dal momento che la professione della letteratura aperta alle
figlie degli uomini colti, non ci sono signore tesoriere onorarie cos
bisognose di ghinee per continuare la lotta da essere disposte a
ascoltare le nostre condizioni e a promettere di osservarle. Questo,
lo ammetter, ci pone in una posizione di svantaggio. Come possiamo
far pressioni su di loro; cosa possiamo fare per convincerle a
aiutarci? La professione della letteratura diversa, a quanto pare,
da tutte le altre. Non ha un capo; non esiste un Lord Cancelliere,
come nel Suo caso: non esiste alcun organo ufficiale con il potere di
definire delle regole e di farle rispettare (5). Non possiamo
interdire alle donne l'uso delle pubbliche biblioteche (6); o proibire
loro di comperare carta e calamaio; o stabilire che le metafore
possono essere usate solo da un sesso, come succedeva nelle Accademie
di Belle Arti, dove soltanto i maschi potevano studiare il nudo; e non
possiamo decretare che la rima pu essere usata solamente da un sesso,
come accadeva nei Conservatori di Musica, dove soltanto i maschi
potevano suonare nelle orchestre. Tale l'inaudita licenza della
professione letteraria, che la figlia di un uomo colto pu usare un
nome maschile - George Eliot, o George Sand, per esempio - con il
risultato che l'editore, a differenza delle autorit di Whitehall, non
pu cogliere alcuna differenza di odore o di sapore nei manoscritti, e
neppure sapere per certo se l'autrice sposata oppure no.
Perci, poich non abbiamo alcun potere sulle donne che si guadagnano
da vivere leggendo e scrivendo, dobbiamo rivolgerci a loro umilmente,

senza imporre ricatti o minacciare sanzioni. Dobbiamo presentarci con


il cappello in mano come questuanti, pregandole di essere cos gentili
da prestare orecchio alla nostra richiesta di esercitare la
professione del leggere e scrivere nell'interesse della cultura e
della libert di pensiero.
A questo punto sar utile definire un po' meglio le parole "cultura e
libert di pensiero". Fortunatamente ai nostri fini non occorre una
definizione completa o molto raffinata. Non occorre consultare Milton,
Goethe o Matthew Arnold; le loro definizioni riguarderebbero la
cultura a pagamento, quella che, nelle parole della signorina Weeton,
comprende la fisica, la teologia, l'astronomia, la chimica, la
botanica, la logica e la matematica, nonch il latino, il greco e il
francese. Noi invece ci rivolgiamo a persone la cui cultura del tipo
che non costa nulla, quella che consiste nel sapere leggere e scrivere
la propria lingua. Per fortuna c' il Suo manifesto ad aiutarci a
precisare meglio i termini: "disinteressata" la parola che Lei usa.
Pertanto ai nostri fini possiamo definire la cultura come
quell'attivit disinteressata che consiste nel leggere e scrivere la
lingua inglese. E la libert di pensiero pu essere definita ai nostri
fini come il diritto di dire o di scrivere con le proprie parole e a
modo proprio quello che si pensa. Sono definizioni molto
approssimative, ma dobbiamo accontentarcene. Il nostro appello dunque
potrebbe cominciare cos: "O figlie degli uomini colti, questo
signore, che noi tutte rispettiamo, afferma che la guerra imminente;
difendendo la cultura e la libert di pensiero questo signore dice che
lo possiamo aiutare a prevenire la guerra. Noi pertanto vi
supplichiamo, voi che vi guadagnate da vivere leggendo e
scrivendo...". Ma a questo punto le parole ci muoiono sulle labbra e
della preghiera che avevamo in mente non vengono fuori che quei tre
puntini; di nuovo colpa dei fatti che troviamo nei libri, nelle
biografie; fatti che ci rendono difficile, forse impossibile,
proseguire.
Di quali fatti si tratta? Anche questa volta dobbiamo interrompere il
nostro appello per esaminare i fatti. Non difficile trovarne. Ecco
per esempio un illuminante documento, una testimonianza molto
autentica, quasi commovente, l'autobiografia della signora Oliphant;
molto densa di fatti. La signora Oliphant era la figlia di un uomo
colto e si guadagnava da vivere leggendo e scrivendo. Scrisse libri
d'ogni genere. Romanzi, biografie, libri di storia, guide turistiche
di Firenze e di Roma, recensioni, articoli per i giornali. Con il
ricavato manteneva se stessa e mandava a scuola i figli. Ma fino a che
punto difendeva la cultura e la libert di pensiero? Lo potr
giudicare Lei stesso leggendo innanzitutto qualcuno dei suoi romanzi:
"La figlia del duca", "Diana Trelawny", "Harry Joscelyn", per esempio;
quindi le sue vite di Sheridan e di Cervantes; poi "Gli artefici di
Firenze e di Roma"; infine potr tuffarsi nella massa di sbiaditi
articoli, recensioni, quadretti di genere che pubblicava sulle riviste
letterarie. Fatto questo, analizzi la Sua mente, Signore, si chieda se
quelle letture hanno aumentato il Suo rispetto per la cultura
disinteressata e la libert di pensiero. Non trova che, al contrario,
quelle letture hanno lasciato un che di sporco nella Sua mente, hanno
avvilito la Sua fantasia, e Le hanno fatto deplorare che la Signora
Oliphant abbia venduto la sua intelligenza, che era ammirevole,
prostituita la sua cultura, resa schiava la sua libert di pensiero

per guadagnarsi da vivere e mandare i figli a scuola? (7) Se pensiamo


ai mali che la povert infligge alla mente e al corpo,
all'ineluttabilit per chi ha figli di doverli vestire, nutrire e
educare, non possiamo che approvare la sua scelta e ammirare il suo
coraggio. Ma se approviamo la scelta e ammiriamo il coraggio di quante
hanno fatto quello che ha fatto lei, possiamo risparmiarci la fatica
di rivolgere il nostro appello a quelle donne, perch esse non saranno
certo pi libere di lei di difendere la cultura disinteressata e la
libert di pensiero. Chiedere a queste donne di firmare il Suo
manifesto sarebbe come chiedere a un oste di sottoscrivere a un
manifesto contro il consumo di alcoolici. Personalmente potr essere
completamente astemio; ma poich sua moglie e i suoi figli dipendono
per vivere dalla vendita di alcoolici, l'oste dovr continuare a
venderne e la sua firma sotto il manifesto contro l'alcoolismo non
significa nulla, perch, appena firmato, deve correre dietro il
bancone a convincere i clienti a bere altro vino. Allo stesso modo
chiedere alle figlie degli uomini colti che si guadagnano da vivere
leggendo e scrivendo di firmare il suo manifesto non serve alla causa
della cultura disinteressata e della libert di pensiero perch,
appena firmato, esse devono mettersi al tavolino a scrivere libri
recensioni articoli con i quali la cultura viene prostituita e la
libert di pensiero venduta come schiava. Come espressione di
un'opinione, pu avere qualche valore; ma se non di questo che avete
bisogno, bens di un aiuto concreto, allora dovrete formulare
diversamente la vostra richiesta. Allora dovrete chiedere che si
impegnino solennemente a non scrivere nulla che corrompa la cultura, a
non firmare alcun contratto che violi la libert di pensiero. E a
questa richiesta la risposta delle biografie sar laconica ma
sufficiente: e come facciamo a guadagnarci da vivere?
Si chiarito dunque, Signore, che dovremo rivolgere il nostro appello
soltanto a quelle delle figlie degli uomini colti che posseggono
denaro sufficiente per vivere. Ad esse ci rivolgeremo con queste
parole: "Figlie degli uomini colti che avete denaro sufficiente per
vivere...". Ma di nuovo la voce ci viene meno; di nuovo la preghiera
si arresta e si congela in quei tre puntini. Quante sono? Abbiamo il
coraggio di presumere, nonostante Whitaker, nonostante le leggi sulla
propriet, nonostante i testamenti pubblicati sul giornale, nonostante
i fatti insomma, che a tale appello risponderanno in 1000, in 500, o
anche solo in 250? Comunque sia, manteniamo pure il plurale e
proseguiamo: "Figlie degli uomini colti che avete denaro sufficiente
per vivere e leggete e scrivete la vostra lingua per diletto, possiamo
molto umilmente pregarvi di sottoscrivere al manifesto di questo
signore con l'intenzione di tradurre in pratica la vostra promessa?
A questo punto, ammesso che acconsentano a darci udienza, potrebbero a
buon diritto chiederci di essere pi espliciti - non tanto di definire
i termini cultura e libert di pensiero, perch hanno libri e tempo a
disposizione e possono trovare da sole le definizioni delle parole.
Bens cosa intende Lei, Signore, per cultura "disinteressata", e in
che modo, in pratica, dovranno difendere tale cultura e la libert di
pensiero. Ecco, poich sono figlie e non figli, si potrebbe cominciare
citando il complimento che rivolse loro una volta un grande storico.
"La condotta di Mary", dice Macaulay, "era davvero un purissimo
esempio della dedizione disinteressata di cui l'uomo sembra essere
incapace, ma che si riscontra talvolta nelle donne" (8). I

complimenti, quando si deve chiedere un favore, non sono mai di


troppo. Quindi potremmo ricordare loro la tradizione per tanto tempo
tenuta in onore tra le pareti domestiche, la tradizione della castit.
"Come per tanti secoli, gentile signora", potremmo dire, "fu ritenuto
peccato per la donna vendere il proprio corpo senza amore, e giusto
donarlo al marito che amava, cos male, lo ammetter, vendere la Sua
mente senza amore, mentre giusto donarla all'arte che ama". "Ma cosa
s'intende", chieder forse la signora "con la frase 'vendere la Sua
mente senza amore'?". "Scrivere", risponderemo, "per ordine di un
altro e per denaro cose che Lei non vorrebbe scrivere. Ma vendere il
cervello peggio che vendere il corpo, perch quando la venditrice
del corpo ha venduto il suo momentaneo piacere fa in modo che la cosa
finisca l. Ma quando la venditrice dei cervello ha venduto il proprio
cervello, la sua anemica, maligna, appestata progenie invade il mondo
a contagiare, a corrompere, a seminare il morbo negli altri. Perci La
preghiamo, gentile Signora, di impegnarsi a non commettere mai
l'adulterio del cervello, perch si tratta di un crimine molto pi
grave di quell'altro adulterio". "Adulterio del cervello significa
dunque scrivere per denaro cose che non si vorrebbero scrivere. Allora
lei mi chiede di dire di no a tutti gli editori, direttori di riviste,
organizzatori di conferenze e cos via, che vorrebbero farmi scrivere
o dire col ricatto del denaro cose che non vorrei scrivere o dire? ".
Proprio cos, Signora; e in pi Le chiediamo, qualora dovesse ricevere
proposte del genere, di indignarsi e di denunciarle, cos come si
indignerebbe e denuncerebbe le proposte di vendere il Suo corpo, e
questo per il bene Suo e degli altri. Ma vorremmo farle notare che il
verbo 'adulterare' significa anche, secondo il dizionario,
'falsificare con l'aggiunta di ingredienti pi vili'. Il denaro non
l'unico ingrediente pi vile. La pubblicit e la ricerca della
notoriet sono pure agenti adulteratori. Perci, la cultura mescolata
al fascino personale, o la cultura mescolata alla pubblicit e alla
notoriet sono pure forme adulterine di cultura. E noi Le chiediamo di
rinnegarle; di non presentarsi alla ribalta, di non tenere conferenze;
di non permettere la pubblicazione della Sua immagine privata o di
particolari della Sua vita intima, di non usare, in breve, nessuna
delle forme di prostituzione del cervello cos insidiosamente
suggerite dai protettori e dai ruffiani della tratta dei cervelli; di
non accettare i sonagli e le etichette con i quali si pubblicizza e si
certifica il merito intellettuale - medaglie, premi, diplomi - Le
chiediamo di rifiutarli nel modo pi assoluto, perch son tutti segni
che la cultura stata prostituita e la libert di pensiero ridotta
schiava".
Forse, all'udire questa definizione, pur cos blanda e imperfetta, di
cosa significhi non soltanto firmare il Suo manifesto in favore della
cultura e della libert di pensiero, ma tradurre in pratica
quell'idea, persino le figlie degli uomini colti che posseggono denaro
sufficiente per vivere obietteranno che le condizioni sono troppo
dure. Perch implicherebbero perdita di denaro, e il denaro cosa
desiderabile, perdita di fama, e la fama universalmente considerata
cosa apprezzabile, e comporterebbero inoltre critiche e ridicolo, cose
nient'affatto trascurabili. Esse diventerebbero lo zimbello di quanti
hanno interesse al commercio dei cervelli. E cosa ne avrebbero in
cambio? La magra soddisfazione di avere, nei termini alquanto astratti
del Suo manifesto, "difeso la cultura e la libert di pensiero" non in

teoria ma nel modo di vivere.


Se queste condizioni sono troppo dure e non esiste alcun organismo
ufficiale alle cui decisioni queste figlie di uomini colti debbono
sottostare, vediamo quale altro mezzo di persuasione ci resta.
Soltanto, si direbbe, le fotografie: quelle fotografie di cadaveri e
di macerie. Riusciremo a mettere in luce la relazione esistente tra
quelle immagini o la prostituzione della cultura, la schiavit del
pensiero? Riusciremo a rendere cos chiaro che le une implicano le
altre, da far s che le figlie degli uomini colti preferiscano
rifiutare il denaro e la fama, e essere oggetto di disprezzo e di
ridicolo piuttosto che pagare, o lasciare che paghino, il prezzo
tradotto in immagini in quelle fotografie? E' difficile, nel cos
breve tempo a nostra disposizione e con ]e fragili armi in nostro
possesso, chiarire quella relazione; ma se ci che Lei afferma,
Signore, vero, e il legame esiste ed molto reale, dobbiamo
sforzarci di dimostrarlo.
Evochiamo, sia pure soltanto nel mondo della fantasia, la figlia di un
uomo colto che abbia denaro sufficiente per vivere e possa leggere e
scrivere per diletto, e, assumendola a rappresentante della sua
classe, che forse in realt non neppure una classe, chiediamole di
analizzare i prodotti di quel suo leggere e scrivere che ha l
dinnanzi a s. "Vedo che ha dei giornali sul tavolo, signora"; le
diciamo, "Perch compera tre quotidiani e tre settimanali?" "Perch mi
interessa la politica e desidero conoscere i fatti". "Un desiderio
encomiabile, signora. Ma perch tre? Esistono dunque divergenze sui
fatti, e, in tal caso, come si spiegano?" Risponde la signora con
leggera ironia: "Lei si definisce figlia di un uomo colto e pretende
di non conoscere i fatti; i fatti sono, schematicamente, che ogni
giornale finanziato da un consiglio di amministrazione; che ogni
consiglio di amministrazione persegue una sua linea politica; che a
tale scopo paga degli scrittori; e che, se gli scrittori non
condividono quella linea politica, si trovano, come capir se ci
riflette un momento, sul lastrico senza lavoro. Perci, se vuole
conoscere i fatti, in politica, deve comperare almeno tre diversi
giornali, mettere a confronto almeno tre diverse versioni del medesimo
fatto, per giungere alla fine alla sua personale conclusione. Ecco il
perch dei tre quotidiani sul mio tavolo". Dopo avere sommariamente
discusso quella che potremmo chiamare la lettura dei fatti, passiamo a
quella che potremmo definire la letteratura delle idee. "Esistono cose
come i quadri, gli spettacoli di prosa, la musica, i libri, anche per
queste cose", domandiamo, "segue la stravagante prassi di dare
un'occhiata a tre quotidiani e a tre settimanali quando vuole
conoscere i fatti riguardanti i quadri, la prosa, la musica, i libri,
dato che chi scrive d'arte pagato da un direttore, che pagato da
un consiglio di amministrazione, che ha una linea politica da
perseguire, sicch ciascun giornale ha un punto di vista diverso e
solo confrontando tre diversi punti di vista Lei pu giungere alla Sua
personale conclusione: quali quadri vedere, a quale spettacolo o
concerto andare, quale libro comperare?" Questa la risposta della
signora: "Poich io sono la figlia di un uomo colto, con
un'infarinatura di conoscenze raccolte qua e l nelle mie letture, non
mi sognerei neppure lontanamente, data l'attuale situazione del
giornalismo, di trarre le mie opinioni sui quadri, sugli spettacoli,
sulla musica o i libri dai giornali, cos come non mi sogno di formare

le mie opinioni politiche sui giornali. Mettere a confronto i punti di


vista, calcolare il margine di distorsione, e poi giudicare da sola:
l'unico modo. Ecco il perch di tutti questi giornali" (9).
Dunque la letteratura dei fatti e la letteratura delle idee, per
operare una grossolana distinzione, non forniscono puri fatti, o pure
idee, ma fatti adulterati e idee adulterate, vale a dire fatti e idee
"falsificati con l'aggiunta di ingredienti pi vili", come dice il
dizionario. In altre parole, Lei deve spogliare ciascuna affermazione
della motivazione del denaro, della motivazione del potere, della
motivazione della pubblicit, della vanit, per non parlare di tutte
le altre motivazioni che, come figlia di un uomo colto, Lei ben
conosce, prima di decidere a quali fatti credere, in politica, e
addirittura a quali idee credere, nelle arti. "Proprio cos", assente
la signora. Ma se una persona che non ha nessuna di queste motivazioni
per camuffare la verit Le dicesse che a suo parere i fatti sono
questi e questi, Lei le crederebbe, tenuto conto, s'intende, della
fallibilit del giudizio umano certo non trascurabile quando si tratta
di opere d'arte? "Naturalmente" risponde la signora. Se una persona
del genere dicesse che la guerra una brutta cosa, Lei dunque le
crederebbe? e crederebbe a una persona del genere se dicesse che un
certo quadro, o una certa sinfonia, commedia, o poesia sono belle?
"Tenuto conto della fallibilit umana, s". Supponga allora, gentile
Signora, che esistano al mondo 250, o 50, o 25 persone del genere,
persone che si sono impegnate a non commettere l'adulterio del
cervello, sicch per arrivare al granello di verit non occorre
spogliare quello che dicono della motivazione del denaro, della
motivazione del potere, della pubblicit, della vanit, e cos via;
non crede che si verificherebbero due straordinarie conseguenze? Non
crede che, se conoscessimo la verit sulla guerra, l'alone di gloria
che la circonda ne verrebbe ammaccato e giacerebbe schiacciato e
contorto al suo posto, tra le putride foglie di cavolo dei nostri
prostituti fornitori di fatti? E che, se conoscessimo la verit
sull'arte, invece di vagolare annaspando tra le pagine imbrattate e
deprimenti di coloro che devono sopravvivere prostituendo ]a cultura,
allora godere l'arte e fare l'arte diventerebbero cose cos
desiderabili che al confronto la guerra apparirebbe come un gioco
tedioso per dilettanti attempati bisognosi di un passatempo per tenere
a bada gli acciacchi: un lancio di bombe anzich di palline sopra le
frontiere invece che sopra la rete? Insomma, se i giornali fossero
scritti da persone il cui solo scopo nello scrivere fosse quello di
dire la verit sulla politica e la verit sull'arte, noi non
crederemmo nella guerra e crederemmo nell'arte.
Dunque esiste un legame preciso tra cultura e libert di pensiero e
quelle fotografie di cadaveri e di macerie. E chiedere alle figlie
degli uomini colti che posseggono denaro sufficiente per vivere di non
commettere l'adulterio del cervello equivale a chiedere loro di
aiutarvi a prevenire la guerra nel modo pi concreto loro accessibile
oggi - giacch la professione della letteratura pur sempre per loro
la pi accessibile.
Cos parleremmo a quella signora, in modo approssimativo, affrettato,
vero; ma il tempo stringe e non possiamo dare definizioni pi
precise. E al nostro appello la signora, se pure esiste, potrebbe
rispondere: "Quello che Lei dice evidente; cos evidente che ogni
figlia di uomo colto gi lo sa, o, se non lo sa, basta che legga il

giornale per convincersene. Supponiamo che ci sia una figlia di uomo


colto abbastanza agiata non solo da firmare questo manifesto in favore
della cultura disinteressata e della libert di pensiero, ma da poter
tradurre in pratica la sua idea, da che parte potrebbe cominciare? E
badi bene di non sognare mondi ideali lass tra le stelle; consideri i
fatti concreti del mondo concreto". E' vero, il mondo concreto molto
pi difficile da fronteggiare del mondo dei sogni. Tuttavia, Signora,
la tipografia privata un fatto concreto, e alla portata di chi
disponga di una modesta rendita. La macchina da scrivere e il
ciclostile sono fatti concreti, e costano ancor meno. Usando questi
modesti e fino ad oggi non proibiti strumenti, Lei potr liberarsi
istantaneamente dalle pressioni di consigli di amministrazione, linee
politiche, direttori. Essi esprimeranno il Suo pensiero, con le Sue
parole, con i suoi ritmi, su ordine Suo. E questa, se ben ricorda,
la nostra definizione di libert di pensiero. "Ma, 'il pubblico'? Come
lo posso raggiungere senza far passare la mia mente nel tritatutto e
ridurla a una polpetta?" "'Il pubblico', Signora", la rassicureremo,
" proprio come noi; vive in una casa; passeggia per le strade, e in
pi si dice che sia stanco di polpette. Distribuisca volantini negli
scantinati; li affigga sui muri; li esponga per le strade su un
carrettino e li venda per pochi spiccioli o li regali. Inventi nuovi
modi di avvicinare 'il pubblico'; lo suddivida in individui invece di
impastarlo in un unico mostro dal corpo grosso e dalla mente debole. E
poi rifletta: dal momento che Lei ha di che vivere, possiede
certamente una stanza, non necessariamente accogliente o elegante, ma
pur silenziosa e tutta per s; una stanza dove, al riparo dalla
pubblicit e dai suoi veleni, Lei potrebbe, facendosi magari pagare
una somma ragionevole, parlare agli artisti e dire la verit sui
quadri, sulla musica, sui libri, senza timore di compromettere le loro
vendite, che sono esigue, o di ferire la loro vanit, che prodigiosa
(10). In questo modo, al Mermaid, Ben Jonson criticava Shakespeare, e
nulla lascia supporre, a giudicare dall'"Amleto", che la letteratura
ne abbia sofferto. I critici migliori non sono forse le persone che
non lo fanno per mestiere, e le uniche critiche di cui valga la pena
tener conto quelle che ci vengono rivolte a tu per tu? Ecco alcuni dei
modi attivi in cui Lei, come scrittrice della Sua lingua, pu tradurre
in pratica le Sue idee. Ma se Lei passiva, una lettrice non una
scrittrice, allora dovr adottare metodi non attivi, bens passivi per
difendere la cultura e la libert di pensiero. "E quali sono?"
chieder la signora. L'astensione, naturalmente. Non abbonarsi a
giornali che incoraggiano la schiavit intellettuale; non assistere a
conferenze che prostituiscono la cultura; si convenuto, infatti, che
scrivere per ordine di altri cose che non si vorrebbero scrivere
equivale a essere schiavi, e mescolare la cultura con il fascino
personale o con la pubblicit equivale a prostituire la cultura. Con
queste misure attive e passive lei far quanto in Suo potere fare
per spezzare il cerchio, il circolo vizioso, il girotondo ipnotico
intorno alla pianta velenosa della prostituzione intellettuale.
Spezzato che sia il cerchio, gli schiavi fuggiranno. Chi pu dubitare
che gli scrittori, gustata una volta la possibilit di scrivere ci
che gli piace scrivere, non lo trovino tanto pi piacevole da
rifiutarsi di scrivere a qualunque altra condizione? O che i lettori,
gustata una volta la possibilit di leggere ci che agli scrittori
piaciuto scrivere non lo trovino tanto pi nutriente di ci che viene

scritto per denaro da rifiutarsi di ingoiare pi a lungo stantii


surrogati? Gli schiavi condannati a ammucchiare parole su parole per
produrre libri, parole su parole per produrre articoli, come gli
antichi schiavi ammucchiavano pietre su pietre per costruire le
piramidi, scrolleranno le catene dai polsi, smetteranno l'odiosa
fatica. E la 'cultura', quel groviglio amorfo, fasciato d'insincerit
che emette mezze verit da pavide labbra, che addolcisce o diluisce il
suo messaggio con qualunque zucchero o acqua serva a gonfiare la fama
dello scrittore o il borsellino del suo padrone, riacquister forma e
torner ad essere, come Milton, Keats e altri grandi scrittori ci
assicurano sia per sua natura, vigorosa, avventurosa, libera. Mentre
oggi, Signora, al solo udirne il nome la testa duole, le palpebre si
appesantiscono, si chiudono le porte, l'aria si fa spessa; siamo in
una sala, tra le esalazioni maleodoranti di fogli stantii, ad
ascoltare la conferenza di un signore obbligato ogni mercoled, ogni
domenica, a parlare in pubblico o a scrivere di Milton, di Keats,
mentre in giardino il lill scuote i rami, libero, e i gabbiani
volteggiano e s'impennano, e suggeriscono con la loro libera risata
che un pesce cos vecchio meglio sarebbe gettarlo in pasto a loro.
Questa la supplica che Le rivolgiamo, gentile Signora; e queste le
ragioni della nostra insistenza. Non si limiti a firmare questo
manifesto in favore della cultura e della libert di pensiero; Si
sforzi, almeno, di tradurre in pratica la sua promessa".
Se le figlie degli uomini colti che posseggono denaro sufficiente per
vivere e leggono e scrivono la loro lingua per diletto presteranno
ascolto alla nostra richiesta, non sappiamo dire. Ma se la cultura e
la libert di pensiero vanno difese, e non con le idee soltanto, ma
con il modo di vivere, questo sembra l'unico metodo. Non un metodo
facile, vero. Tuttavia abbiamo buoni motivi per ritenere che ad esse
riuscir pi facile seguirlo che non ai loro fratelli. Le figlie sono
immuni, e non per loro merito, da certe costrizioni. Difendere con i
fatti la cultura e la libert di pensiero significa ridicolo e
castit, oscurit e povert. Ma queste, si visto, sono sempre state
le loro maestre e compagne. E poi ad aiutarle c' Whitaker con i suoi
fatti; poich, come egli dimostra, i frutti della cultura
professionale - la direzione delle gallerie d'arte e dei musei, le
cattedre all'universit, la direzione di riviste e case editrici ancora non li possono cogliere, esse dovrebbero essere in grado di
avere una visione pi disinteressata della cultura che non i loro
fratelli, senza avere la pretesa di ritenersi, come asserisce
Macaulay, per natura pi disinteressate. Favorite dalla tradizione e
dai fatti quali esse sono, non solo abbiamo qualche diritto di
chiedere loro di aiutarci a spezzare il cerchio, il circolo vizioso
della prostituzione della cultura, possiamo nutrire qualche speranza
che persone del genere, se esistono, ci verranno in aiuto. Ma torniamo
al Suo manifesto: lo firmeremo se potremo rispettare quelle
condizioni; se non potremo rispettarle, non lo firmeremo.
Ora che abbiamo cercato di capire come possiamo aiutarvi a prevenire
la guerra tentando una definizione di quel che s'intende per difesa
della cultura e della libert di pensiero, prendiamo in esame la
successiva e inevitabile proposta: che si dia un contributo in denaro
alla Sua associazione. Perch Lei pure tesoriere onorario e, come
tutti i tesorieri onorari, ha bisogno di quattrini. Poich anche Lei
ci chiede quattrini, si potrebbe domandare anche a Lei di definire i

Suoi obiettivi, e contrattare, e imporre condizioni, come abbiamo


fatto con le due signore che l'hanno preceduto. Quali scopi si
prefigge la Sua associazione? Prevenire la guerra, naturalmente, Ma in
che modo? In generale, difendendo i diritti dell'individuo;
opponendosi alla dittatura; garantendo l'ideale democratico
dell'uguaglianza di tutti i cittadini. Questi sono i principali mezzi
per "garantire? - come dice Lei - una pace duratura nel mondo". Allora
Signore, non c' bisogno di contrattare e mercanteggiare. Se quelli
sono gli scopi che si prefigge, e se Lei, ed impossibile dubitarne,
intende fare quanto in Suo potere fare per realizzarli, la ghinea
Sua... e fosse un milione! La ghinea sua; un regalo, dato in piena
libert, da utilizzarsi in piena libert.
Ma la parola "libert" viene usata cos di sovente e, come tutte le
parole molto usate, ha finito per significare cos poco, che pu
essere utile spiegare esattamente, pedantemente, che significato le
diamo in questo contesto. Significa che non chiediamo in cambio alcun
diritto o privilegio. La donatrice non Le chiede di essere ammessa
agli ordini sacri; alla Borsa, e neppure al Servizio diplomatico. La
donatrice non desidera essere "inglese" nel senso in cui Lei
"inglese". La donatrice non pretende in cambio il favore di essere
ammessa ad alcuna professione; non pretende in cambio onorificenze,
titoli o medaglie; n cattedre n incarichi universitari; n alcuna
carica in associazioni, commissioni o comitati. Il dono libero da
qualsivoglia condizione perch l'unico diritto di supremo valore per
tutti gli esseri umani gi stato conquistato. Il diritto a
guadagnarsi da vivere non glielo potete pi sottrarre. Oggi, per la
prima volta nella storia d'Inghilterra, la figlia di un uomo colto ha
la possibilit di dare al fratello, dietro sua richiesta, una ghinea
guadagnata con il proprio lavoro, per gli scopi descritti sopra, senza
chiedere nulla in cambio. E' un regalo, dato senza paura, senza
adulazione, senza condizioni. Si tratta di un evento di tale
importanza per la storia della civilt che va celebrato. Ma non
ricorriamo alle solite vecchie cerimonie: il Sindaco di Londra, col
suo seguito di colombe e di sceriffi, che batte nove volte su una
pietra con la mazza, mentre l'arcivescovo di Canterbury in pompa magna
impartisce la benedizione. Inventiamo una nuova cerimonia per questa
nuova occasione. La celebrazione pi adatta di distruggere una
vecchia parola, una parola infetta e corrotta che ha fatto tanto male
ai suoi tempi e ormai superata. Intendiamo la parola "femminista".
Secondo il dizionario indica "una persona che si batte per i diritti
delle donne". Poich l'unico diritto, il diritto di guadagnarsi da
vivere, stato conquistato, quella parola non ha pi senso. E una
parola senza senso una parola morta, una parola corrotta. Celebriamo
dunque l'occasione bruciandone il cadavere. Scriviamola a grandi
lettere nere su un foglio protocollo; quindi con gesto solenne
appicchiamo il fuoco. Guardate come brucia! Lingue di luce danzano
sulla terra! E ora frantumiamone le ceneri nel mortaio con una penna
d'oca, cantando all'unisono che chi la user ancora come il moccioso
che suona alla porta e poi si nasconde (11), un seminatore di
zizzania, un ladro di tombe, che porta scritta sul viso lordato di
fango la prova del suo crimine. Ecco, il fumo si diradato, la parola
distrutta. Osservi, Signore, il risultato della nostra cerimonia. La
parola "femminista" distrutta; l'aria ritornata pura, e cosa
vediamo attraverso quest'aria chiara? Uomini e donne che lavorano

insieme per la medesima causa. Si diradata anche la nube che velava


il passato. Per che cosa lottavano nel diciannovesimo secolo quelle
buffe donnine con cappellino e mantella? Per la stessa causa per cui
lottiamo oggi. "La nostra lotta non era soltanto per i diritti delle
donne"; - Josephine Butler che parla - "era pi vasta e pi
profonda; era la lotta per il diritto di tutti - di tutti gli uomini e
di tutte le donne - a vedere rispettati nella propria persona i grandi
principi della Giustizia, dell'Uguaglianza e della Libert". Sono le
stesse parole che usa Lei; la stessa lotta che conduce Lei. Le
figlie degli uomini colti che venivano chiamate - e la parola le
offendeva - "femministe" in realt furono le antesignane del Suo
stesso movimento. Combattevano il medesimo nemico per i medesimi
motivi. Combattevano contro l'oppressione dello stato patriarcale come
voi combattete contro l'oppressione dello stato fascista. Noi non
facciamo che portare avanti la lotta iniziata dalle nostre madri e
dalle nostre nonne; lo dimostrano le loro parole; lo dimostrano le
vostre. Ma ora, la Sua lettera ci garantisce che oggi voi combattete
al nostro fianco, non contro di noi. E' una circostanza cos
straordinaria da giustificare un'altra celebrazione. E quale cerimonia
pu essere pi adatta dello scrivere altre parole morte, altre parole
corrotte su altrettanti fogli per poi distruggerle col fuoco: le
parole Tiranno, Dittatore, per esempio. Ma ahim, quelle parole non
sono ancora cadute in disuso. Dai giornali escono ancora le uova di
quegli insetti; Whitehall e Westminster esalano ancora quell'odore
tipico e inconfondibile. E all'estero il mostro si fatto pi audace.
Non ci si pu sbagliare. Ha ampliato il suo raggio d'azione. Ostacola
ora la vostra libert; vi impone come dovete vivere; opera distinzioni
non solo tra i sessi, ma tra le razze. Ora voi provate sulla vostra
persona quello che hanno provato le vostre madri quando furono
escluse, quando furono imprigionate perch erano donne. Ora voi siete
esclusi, ora voi siete imprigionati, perch siete ebrei, perch siete
democratici, per ragioni razziali, per ragioni religiose. Non una
fotografia quella che vi sta davanti; siete voi stessi, che arrancate
in fila. Allora tutto cambia. Ora vi appare evidente in tutto il suo
orrore l'iniquit della dittatura, non importa dove, se a Oxford o a
Cambridge, a Whitehall o a Downing Street, in Inghilterra o in
Germania, in Italia o in Spagna; non importa contro chi, se contro gli
ebrei o contro le donne. Ma oggi lottiamo fianco a fianco. Le figlie e
i figli degli uomini colti oggi lottano uniti. Si tratta di un fatto
cos esaltante, bench ancora non sia giunto il momento di celebrarlo
solennemente, che se questa ghinea potesse essere moltiplicata un
milione di volte, il milione di ghinee sarebbe tutto per voi,
senz'altra condizione che quelle che vi siete voi stessi imposti.
Prenda questa ghinea, dunque, e la usi per affermare "il diritto di
tutti - di tutti gli uomini e di tutte le donne - a veder rispettati
nella propria persona i grandi principi della Giustizia,
dell'Uguaglianza e della Libert". Accenda questa candela alla
finestra della Sua nuova associazione: dio voglia che si viva fino a
vedere il giorno che le parole tiranno e dittatore verranno ridotte in
cenere, perch le parole tiranno e dittatore saranno cadute in disuso.
Accordata la ghinea e firmato l'assegno, non resta ora da considerare
che l'ultima richiesta: che compiliamo il modulo e diveniamo membri
della Sua associazione. A prima vista sembra una richiesta semplice,
facile da soddisfare. Cosa pu esservi di pi semplice di entrare a

far parte della associazione a favore della quale abbiamo appena


versato una ghinea? In superficie facilissimo, semplicissimo; ma nel
profondo, com' difficile, com' complesso. ...Quale nuova esitazione,
quali nuovi dubbi possono nascondersi dietro quei tre puntini? Quale
pensiero, o quale emozione ci pu far esitare a divenire membri di
un'associazione i cui scopi approviamo, ai cui fondi abbiamo
contribuito? Forse non si tratta n di un pensiero n di un'emozione,
ma di qualcosa di pi profondo, di pi fondamentale. Di una
differenza, forse. E diversi lo siamo, come hanno dimostrato i fatti,
per sesso e per educazione. E' da quella differenza, ancora una volta,
che pu venirvi l'aiuto, se aiutarvi possiamo, per difendere la
libert, per prevenire la guerra. Ma se firmiamo il modulo che ci
impegna a diventare membri attivi della Sua associazione, sarebbe come
perdere quella differenza e quindi sacrificare la possibilit di
aiutarvi. Non facile spiegare perch, anche se l'avervi regalato una
ghinea ci ha dato (cos ci siamo vantate) la libert di parlare senza
paura, senza adulazione. Lasciamo in bianco il modulo per un momento,
mentre esaminiamo, come meglio sappiamo, le ragioni e le emozioni che
ci fanno esitare ad apporre la nostra firma. Perch quelle ragioni e
quelle emozioni affondano le radici lontano, nel buio della memoria
ancestrale; si sono intrecciate crescendo, ed molto difficile
districarle ora, alla luce.
Cominciamo col fare una prima elementare distinzione: un'associazione,
una societ, un insieme di persone che si uniscono per raggiungere
certi scopi; mentre Lei, che scrive in prima persona, di Sua mano,
un individuo. Lei, l'individuo, un uomo che abbiamo motivo di
rispettare un fratello che sentiamo vicino, come altri lo sono stati,
e lo dimostrano le biografie. Per esempio, Anne Clough, parlando del
fratello, dice: "Arthur il mio migliore amico e consigliere.
...Arthur il conforto e la gioia della mia vita; per lui e da lui
sono spinta a cercare quanto esiste di bello e di buono al mondo". E
William Wordsworth, parlando della sorella ma rispondendo a Anne
Clough, come se gli usignoli si chiamassero l'un l'altro nelle foreste
del passato, le dice:
La Benedizione dei miei anni tardi
Era con me quand'ero ragazzo:
Lei mi diede occhi, Lei mi diede orecchi;
E umili cure, e delicate paure;
Un cuore, fonte di dolci lacrime;
E l'amore, il pensiero, e la gioia (12).
Tale era, e forse tuttora, il rapporto di molti fratelli e sorelle
in privato, come individui. Si rispettano l'un l'altra e si aiutano
l'un l'altra, e hanno scopi in comune. Perch dunque, se tale pu
essere il loro rapporto privato, come dimostrano le biografie e la
poesia, il loro rapporto pubblico, come dimostrano la legge e la
storia, deve essere cos diverso? Giacch Lei un uomo di legge e ha
una memoria giuridica, non necessario rammentarle certe leggi del
diritto inglese dagli inizi al 1919 per dimostrare che il rapporto
pubblico, il rapporto sociale tra fratello e sorella stato ben
diverso da quello privato. La parola "sociale", da sola, fa risuonare
nella memoria i cupi rintocchi di una musica crudele: non devi, non
devi, non devi. Non devi imparare non devi guadagnare; non devi

possedere, non devi... Questo stato il rapporto sociale del fratello


con la sorella per tanti secoli. E anche se possibile, e per
l'ottimista probabile, che un giorno una nuova societ - e la Sua
lettera l'annuncia - intoner con festoso scampanio una splendida
armonia, quel giorno ancora lontano. Oggi non possiamo non pensare
che deve esserci qualcosa nel riunirsi degli individui in societ che
fa scattare quanto di pi egoistico e violento, di meno razionale e
umano esiste in ciascuno. Non possiamo non pensare che la societ,
cos benevola con voi, cos dura con noi, una forma sconnessa che
distorce la verit; che deforma la mente; che impaccia la volont. Non
possiamo non pensare che le societ sono congiure che soffocano il
fratello privato che molte di noi hanno motivo di rispettare, e
generano al suo posto un maschio mostruoso, dalla voce prepotente, dal
pugno duro, puerilmente intento a tracciare cerchi di gesso sulla
superficie della terra entro i quali vengono ammassati gli esseri
umani, rigidamente, separatamente, artificialmente; dove dipinto di
rosso e di oro, adorno come un selvaggio di piume, nostro fratello
consuma mistici riti e assapora il dubbio piacere del potere e del
dominio, mentre noi, le "sue" donne, siamo chiuse a chiave tra le
pareti domestiche, senza spazio alcuno nelle molte societ di cui la
societ si compone. Per queste ragioni, cos dense di memorie e di
emozioni - e chi pu analizzare la complessit di una mente che
contiene in s una cos profonda riserva di passato - ci sembra
sbagliato razionalmente e impossibile emotivamente compilare il Suo
modulo e unirci alla Sua associazione. Perch cos facendo annegheremo
la nostra identit nella vostra; entreremo, riproducendoli e
rendendoli ancora pi profondi, dentro i vecchi slabbrati solchi lungo
i quali la societ, come un grammofono rotto, va gracidando con
insopportabile coralit: "trecento milioni spesi per gli armamenti".
Cancelleremmo la visione che la nostra esperienza della societ ci ha
aiutate a intravedere. Perci, Signore, mentre La rispettiamo come
persona, e Glielo dimostriamo regalandoLe una ghinea da spendere come
vuole, siamo convinte di aiutarLa pi efficacemente rifiutandoci di
entrare nella Sua associazione; continuando a lavorare per i nostri
fini comuni - la giustizia e l'uguaglianza e la libert per tutti gli
uomini e per tutte le donne - al di fuori della Sua associazione, non
all'interno.
Ma questo, dir Lei, pu solo voler dire che voi, le figlie degli
uomini colti che ci avete promesso un aiuto concreto, vi rifiutate di
entrare a far parte della nostra associazione perch ne volete fondare
un'altra tutta per voi. E quale associazione vi proponete di fondare,
separata dalla nostra ma in collaborazione con quella, cos da poter
entrambi lavorare insieme per i fini comuni? E' una domanda che Lei ha
tutto il diritto di porre, alla quale dobbiamo cercare di rispondere
per giustificare il nostro rifiuto di compilare il Suo modulo.
Cercheremo di delineare brevemente il tipo di associazione che le
figlie degli uomini colti potrebbero fondare al di fuori della vostra
ma al suo fianco con gli stessi fini. In primo luogo, questa nuova
associazione, sar per Lei un sollievo apprenderlo, non avr alcun
tesoriere onorario, perch non avr bisogno di fondi. Non avr alcuna
sede, alcun comitato, alcuna segreteria; non convocher riunioni, non
organizzer convegni. Se un nome dovr avere, la si potr chiamare la
Societ delle Estranee. Non un nome altisonante, ma presenta il
vantaggio di essere coerente con i fatti - i fatti della Storia, della

legge, delle biografie; e perfino, forse, con i fatti ancora


indecifrati della nostra ancora oscura psicologia. Sar formata di
figlie di uomini colti che lavorano all'interno della propria classe
(e come potrebbero lavorare in qualunque altra?) (13) e con i propri
metodi per la causa della libert, dell'uguaglianza e per la pace. Il
loro primo dovere, che si impegneranno ad adempiere senza giuramenti,
perch giuramenti e cerimonie non hanno posto in una societ che deve
sopra ogni altra cosa essere anonima e flessibile, sar di non
combattere mai con le armi. Questa regola sar facile da rispettare
perch, come ci informa il giornale, "il Consiglio Superiore della
Difesa non ha alcuna intenzione di istituire corpi armati femminili"
(14). E' il Paese a garantirlo. Inoltre si rifiuteranno, in caso di
guerra, di fabbricare munizioni o di fare le infermiere. Poich
nell'ultima guerra entrambe queste attivit furono svolte
principalmente dalle figlie dei proletari, anche in questo caso le
pressioni non saranno pesanti, anche se con ogni probabilit
sgradevoli. Il terzo dovere che le Estranee si impegneranno ad
adempiere presenta invece grandi difficolt e richiede non solo
coraggio e spirito d'iniziativa, ma le conoscenze specifiche della
figlia di un uomo colto. Si tratta, in breve, non di incitare i
fratelli a combattere, e neppure di cercare di dissuaderli, bens di
mantenere un atteggiamento di totale indifferenza. Ma l'atteggiamento
espresso dalla parola "indifferenza" cos complesso e talmente
importante che persino in un discorso come il nostro va definito
meglio. Innanzitutto, all'indifferenza va data una solida base nei
fatti. Ed un fatto che la donna non in grado di capire l'istinto
che spinge il fratello a combattere, la gloria, l'interesse, la virile
soddisfazione che il combattimento gli offre - "senza la guerra
verrebbe a mancare lo sbocco per le virili virt che si sviluppano
combattendo"; un fatto che l'istinto del combattimento una
caratteristica sessuale che lei non pu condividere, il corrispettivo,
dicono alcuni, dell'istinto materno che lui non pu condividere;
dunque un istinto che lei non in grado di giudicare. L'estranea
quindi deve lasciare libero il fratello di gestire da solo questo
istinto, perch la libert di opinione va sempre rispettata,
soprattutto quando si basa su un istinto completamente estraneo a lei,
tanto estraneo quanto sono riusciti a renderlo secoli di tradizione e
di educazione (15). Questa una distinzione fondamentale e istintiva
su cui pu poggiare l'indifferenza. Ma l'estranea si deve sforzare di
basare la propria indifferenza non sull'istinto soltanto, ma sulla
ragione. Quando lui dice, come la Storia dimostra che ha detto e potr
dire ancora, "Combatto per difendere il nostro Paese", nel tentativo
di risvegliare l'emozione patriottica di lei, essa si chieder: "Cosa
significa per me, un'estranea, l'espressione 'il nostro Paese'?" Per
rispondersi analizzer il significato che il patriottismo ha per lei
personalmente. Si informer sul posto che hanno avuto il suo sesso e
la sua classe in passato. Si informer sulla quantit di ricchezza, di
terre e di propriet in possesso del suo sesso e della sua classe nel
presente: quanta "Inghilterra" le appartiene di fatto? Si informer
sulla protezione giuridica che le ha accordato la legge in passato e
che le accorda ora. E se lui aggiunge che combatte per proteggere il
corpo di lei, lei rifletter sul grado di protezione fisica che le
viene offerto oggi, quando sui muri stanno scritte a grandi lettere le
parole: "Allarme: incursioni aeree". E se lui dice di combattere per

proteggere l'Inghilterra dal dominio straniero, lei rifletter che per


lei non esistono "stranieri", giacch per legge diviene essa stessa
straniera se sposa uno straniero. E far del suo meglio per far
divenire una realt questa riflessione, e non per un forzato senso di
fratellanza, ma per autentica simpatia umana. Tutti questi fatti
convinceranno la sua ragione che il suo sesso e la sua classe hanno
avuto ben poco di cui ringraziare l'Inghilterra nel passato; e non
molto di cui ringraziare l'Inghilterra nel presente; mentre
l'incolumit della sua persona nel futuro quantomeno dubbia. Ma
probabilmente avr assorbito in qualche misura, chiss, dalla balia,
la romantica idea che gli inglesi, i cui padri e nonni vede marciare
nell'affresco della Storia, siano "superiori" agli uomini degli altri
paesi. Sar dunque suo dovere verificare quest'idea mettendo a
confronto gli storici francesi con quelli inglesi; gli storici
tedeschi con quelli francesi; la testimonianza di chi sottoposto al
dominio - gli indiani, gli irlandesi, per esempio - con i vanti di chi
esercita il dominio. Ma ancora pu rimanerle qualche emozione
"patriottica", qualche scheggia di fede nella superiorit del suo
Paese rispetto agli altri Paesi. Allora metter a confronto la pittura
inglese con quella francese; la musica inglese con quella tedesca; la
letteratura inglese con quella greca, ch non mancano le traduzioni.
Una volta fatti diligentemente con la logica questi raffronti,
l'estranea si trover in possesso di ottime ragioni per assumere un
atteggiamento di indifferenza. Scoprir di non avere, per contro,
alcuna ragione per chiedere al fratello di combattere per lei in
difesa della "nostra" patria. "La 'nostra patria'", dir, "durante
tutta la Storia mi ha trattata da schiava, mi ha negato l'istruzione e
qualunque partecipazione alle sue ricchezze. La 'nostra' patria cessa
di essere mia se sposo uno straniero. La 'nostra' patria mi nega i
mezzi per difendermi, mi obbliga a pagare annualmente grosse somme per
farmi proteggere, e riesce cos poco, ci nonostante, a proteggermi,
che su tutti i muri stanno scritte le parole "Allarme: incursioni
aeree". Perci, se tu insisti nel voler combattere per proteggere me o
la 'nostra patria', mettiamo bene in chiaro, a tu per tu, lucidamente
e razionalmente, che tu stai combattendo per gratificare un istinto
sessuale che io non condivido; per conquistare vantaggi che io non ho
mai condiviso e probabilmente mai condivider; e non per gratificare i
miei istinti o per proteggere la mia persona o la mia patria. Perch,
dir l'estranea, "io in quanto donna non ho patria. In quanto donna,
la mia patria il mondo intero". E se, quando la ragione ha detto
quello che aveva da dire, ancora rimane qualche ostinata emozione,
qualche po' di amore per l'Inghilterra lasciato cadere nel suo
orecchio di bambina dallo zirlare di un merlo sull'olmo, dal mormorio
dell'onda sulla battigia, o da voci inglesi recitanti una filastrocca
infantile, di questa goccia di pura, se irrazionale, emozione essa
user per regalare all'Inghilterra prima che ad altri il proprio
desiderio di pace e di libert per il mondo intero. Tale sar dunque
la natura della sua "indifferenza", e da quell'indifferenza dovranno
scaturire certe azioni. L'estranea si impegner a non prendere parte a
manifestazioni patriottiche, a non dare il suo avvallo ad alcuna forma
di orgoglio nazionale; ad essere assente da qualunque parata militare,
torneo, carosello, premiazione o altre cerimonie che rinforzano il
desiderio di imporre la "nostra" civilt o il "nostro" dominio ad
altri popoli. E la psicologia della vita quotidiana giustifica la

convinzione che un simile uso dell'indifferenza da parte delle figlie


degli uomini colti vi sar materialmente di aiuto per prevenire la
guerra. La psicologia infatti sembra dimostrare che agli esseri umani
riesce molto pi difficile agire quando chi li circonda rimane
indifferente e permette loro completa libert di azione che non quando
le loro azioni diventano il centro di intese emozioni. Provate a
supplicare un ragazzino che marcia e strombetta fuori dalla finestra
di smettere; continuer a far chiasso; non dite nulla e la smetter. A
non dare ai fratelli n la bianca piuma della codardia n la rossa
piuma del coraggio, a non dargli nessuna piuma; a chiudere quegli
occhi vivaci che irradiano influenza o a fissarli altrove quando si
parla di guerra: a questo dovere le estranee si addestreranno in tempo
di pace, prima che inevitabilmente la minaccia della morte renda
impotente la ragione.
Questi dunque alcuni metodi con i quali l'associazione, l'anonima e
segreta Societ delle Estranee, vi aiuter, Signore, a prevenire la
guerra e a garantire la libert. Comunque Lei li valuti, vorr
convenire che si tratta di doveri pi difficili da assolvere per il
Suo sesso che per il nostro; doveri inoltre specificatamente
appropriati alle figlie degli uomini colti. Perch richiedono qualche
conoscenza della psicologia degli uomini colti, e la mente degli
uomini colti meglio addestrata, e le loro parole sono pi sottili
della mente e delle parole degli uomini della classe proletaria (16).
Vi sono altri doveri, naturalmente - molti li abbiamo gi delineati
nelle lettere alle due signore che l'hanno preceduta. Ma anche a
rischio di ripeterci, vogliamo sommariamente e rapidamente passarli di
nuovo in rassegna, perch possano costituire la piattaforma su cui
costituire una societ di estranee. Innanzitutto, le estranee si
impegneranno a guadagnarsi da vivere. L'importanza di questo fatto
come metodo per por fine alla guerra evidente; gi abbiamo
sottolineato abbastanza quanto sia maggiore la forza di persuasione di
un'opinione che si basa sull'indipendenza economica rispetto a
un'opinione basata su una rendita inesistente o sul diritto morale a
una rendita. Ne consegue che l'estranea riterr suo compito fare
pressioni perch tutte le professioni oggi aperte al suo sesso vengano
retribuite con salari sufficienti per vivere; e far inoltre in modo
di creare nuove professioni che le consentano di guadagnarsi il
diritto all'indipendenza di pensiero. Dovr pertanto impegnarsi a far
ottenere uno stipendio in denaro alle lavoratrici non retribuite della
sua classe: le figlie e le sorelle degli uomini colti che, come ci
hanno dimostrato le biografie, vengono ora pagate in natura, con
vitto, alloggio e un'elemosina di 40 all'anno. Ma soprattutto dovr
fare pressioni perch venga pagato uno stipendio dallo Stato, per
legge, alle madri degli uomini colti. Sarebbe una conquista di
importanza incommensurabile per la nostra lotta comune; perch
rappresenta il sistema pi efficace per garantire che la numerosa e
onorevolissima classe delle donne sposate possegga una mente e una
volont autonome con le quali sostenere il marito, se a giudizio della
moglie la mente e la volont del marito sono buone, e per resistergli
se sono cattive, e comunque per smettere di essere "la sua donna" e
essere invece se stessa. Lei converr, senza voler fare illazioni
sulla signora che porta il Suo nome, che dipendere economicamente da
lei provocherebbe nella Sua psicologia un sottile e poco desiderabile
cambiamento. Ma a parte questo, quella misura riveste una tale
importanza diretta per tutti voi, per la vostra lotta per la libert e

l'uguaglianza e la pace, che se si dovesse formulare una condizione


all'uso di questa ghinea essa sarebbe la seguente: che otteniate dallo
Stato uno stipendio per le donne che fanno di professione le mogli e
le madri. Rifletta, anche se Le sembrer una digressione, sull'effetto
che questo avrebbe sul tasso di natalit nella classe dove esso sta
calando e dove le nascite sono pi desiderabili, nella classe colta.
Come l'aumento delle paghe dei soldati ha fatto aumentare le reclute
nelle forze armate, lo dicono i giornali, cos il medesimo incentivo
servirebbe a aumentare le forze riproduttive, un esercito non meno
necessario e onorevole che, a causa della sua povert e faticosit,
non riesce pi a attirare nuove reclute. Pu darsi che questo sistema
riesca l dove quello in uso attualmente - gli insulti e il ridicolo ha fallito. Ma il punto sul quale alle estranee pi sta a cuore
insistere un punto che tocca direttamente la vostra vita personale
di uomini colti e l'onore e l'efficacia del vostro lavoro. Perch, se
Sua moglie ricevesse uno stipendio, un vero stipendio in denaro, per
il lavoro che svolge, il lavoro di fare figli e di allevarli, in modo
che quella di moglie e madre diventasse una professione ambita invece
di una professione senza paga e senza pensione e quindi precaria e
disonorevole, come ora, anche la Sua schiavit ne verrebbe
alleggerita (17). Lei non dovrebbe pi andare in ufficio alle nove del
mattino e rimanervi fino alle sei di sera. Il lavoro potrebbe essere
distribuito equamente. I pazienti verrebbero inviati a chi non ha
pazienti; le cause legali a chi non ha cause. Non occorrerebbe pi
scrivere certi articoli. E la cultura ne verrebbe stimolata. Lei
avrebbe la possibilit di vedere le gemme aprirsi sugli alberi da
frutta in primavera. Di partecipare alla primavera dei Suoi figli. E,
dopo, Lei non verrebbe pi espulso dall'ingranaggio e gettato nel
mucchio dei rifiuti senza pi vita n interessi, condannato a
percorrere su e gi la passeggiata di Bath o di Cheltenham, affidato
alle cure di qualche sfortunato schiavo. Lei non sarebbe pi il
visitatore del sabato, l'albatros appollaiato sul collo della societ,
il drogato dall'altrui piet, lo schiavo dal lavoro che ha bisogno di
riempire un vuoto; o, come dice Hitler, l'eroe bisognoso di svago, o,
come dice Mussolini, il guerriero bisognoso di schiave che gli fascino
le ferite (18). Se lo Stato retribuisse il lavoro di Sua moglie, un
lavoro sacro, ma non pi sacro di quello del sacerdote che pure viene
retribuito senza che questo lo svilisca; se si compisse questo passo
ancora pi vitale per la Sua libert che per quella di Sua moglie, il
vecchio mulino in cui il professionista macina oggi la propria vita,
cos stancamente il pi delle volte, con cos poco piacere per se
stesso e cos poco vantaggio per la professione, crollerebbe; Lei
potrebbe varcare la soglia della libert; avrebbe fine la pi
degradante di tutte le schiavit, la schiavit intellettuale; l'uomo a
met diverrebbe intero. Ma, poich si devono spendere trecento milioni
per le forze armate, un investimento del genere ovviamente, per
usare un termine molto comodo in grande uso presso i politici,
"impraticabile"; torniamo quindi a progetti pi attuabili.
Le estranee dunque si impegneranno non solo a guadagnarsi da vivere,
ma a farlo con tanta competenza che un loro rifiuto sarebbe motivo di
preoccupazione per il padrone. Si impegneranno a conoscere a fondo
tutti i meccanismi della loro professione, e a denunciare ogni
prevaricazione o abuso attuali al suo interno. E, raggiunta la cifra
che consente loro di vivere, si impegneranno non a cercare di

guadagnare di pi, ma a ritirarsi dalla competizione e a praticare la


loro professione a fini sperimentali, nell'interesse della ricerca e
per pura passione. Si impegneranno inoltre a rimanere fuori da
qualunque professione nemica della libert, come quelle in cui si
inventano o si perfezionano gli strumenti di guerra. E si impegneranno
a rifiutare incarichi e onori da qualunque associazione che,
professando di rispettare la libert invece la limita, come le
universit di Oxford e di Cambridge. E riterranno loro dovere
verificare le affermazioni di tutte le associazioni pubbliche, come la
Chiesa e le universit, che sono obbligate a finanziare come
contribuenti, minuziosamente e senza paure, come farebbero le
associazioni private che finanziano volontariamente. Controlleranno le
donazioni delle scuole e delle universit e gli scopi per cui viene
speso quel denaro. Lo stesso faranno con la professione ecclesiastica.
Leggeranno il Nuovo Testamento, in primo luogo, e poi i teologi e gli
storici, le cui opere sono facilmente accessibili alle figlie degli
uomini colti, in modo da avere qualche conoscenza della religione
cristiana e della sua storia. Quindi si informeranno sul modo in cui
la religione viene praticata presenziando alle funzioni religiose,
analizzando il valore spirituale e intellettuale dei sermoni;
esprimendo il proprio giudizio sulle idee degli uomini che fanno della
religione la loro professione con la stessa libert con cui si
esprimerebbero circa le idee di qualunque altro gruppo di uomini. In
questo modo la loro attivit sar creativa, non puramente critica.
Esprimendo le loro critiche sulla scuola contribuiranno a creare una
societ civile che difende la cultura e la libert di pensiero.
Esprimendo le loro critiche alla religione cercheranno di liberare lo
spirito religioso dall'attuale stato di servit, e contribuiranno, se
sar il caso, a creare una nuova religione fondata, forse, sui
Vangeli, ma forse molto diversa da quella che stata eretta finora su
di essi. E in tutte queste attivit, come in molte altre che non
abbiamo tempo di specificare, sar loro di aiuto la loro posizione di
estranee, quella libert da fittizi legami di fedelt, quella libert
da motivi di interesse, attualmente garantita loro dallo Stato.
Definire in numero maggiore e con maggior precisione i doveri delle
appartenenti alla Societ delle Estranee sarebbe facile ma non
vantaggioso. Per la loro associazione essenziale la flessibilit, e
ancor pi essenziale, come dimostreremo pi avanti, un certo grado di
segretezza. Ma la descrizione vaga e imperfetta che Le abbiamo dato
sufficiente a dimostrarLe, Signore, che la Societ delle Estranee
persegue i vostri stessi fini: la libert, l'uguaglianza, la pace; ma
anche che cerca di raggiungerli con i mezzi che un sesso diverso, una
tradizione diversa, un'educazione diversa e i diversi valori che
derivano da tutte queste diversit hanno messo a nostra disposizione.
In generale possiamo dire che la principale differenza tra noi che
siamo fuori dalla societ e voi che siete dentro la societ consiste
in questo: che voi utilizzerete i mezzi che la vostra posizione vi
offre: leghe, convegni, campagne, grossi nomi e tutte le misure
pubbliche che la ricchezza e il potere politico vi mettono a
disposizione, mentre noi, restandocene fuori, faremo degli esperimenti
non con strumenti pubblici in pubblico, ma con strumenti privati in
privato. E i nostri esperimenti non saranno soltanto critici, ma
creativi. Per esempio, le estranee faranno a meno delle cerimonie, ma
non per un puritano disprezzo della bellezza. Al contrario, uno dei
loro scopi sar di aumentare l'esperienza della bellezza: la bellezza

della primavera, dell'estate, dell'autunno; la bellezza dei fiori,


delle sete, dei vestiti; la bellezza che riempie non solo ogni prato,
ogni bosco, ma ogni bancarella di Oxford Street; i frammenti di
bellezza che sono ovunque e aspettano solo che un artista li componga
per divenire visibili. Ma faranno a meno della bellezza imposta,
irreggimentata, ufficiale delle cerimonie in cui un solo sesso prende
parte attiva: quelle, per esempio, che traggono ispirazione dalla
morte dei re o dalla loro incoronazione. E faranno a meno dei segni di
distinzione personale - medaglie, nastrini, distintivi, cappucci,
toghe - non per antipatia verso gli ornamenti personali, ma perch
tali distinzioni finiscono per costringere, stereotipare, distruggere.
Su questo punto, come su tanti altri, abbiamo vicino l'esempio
istruttivo degli Stati fascisti: se non esiste un modello di ci che
desideriamo essere, abbiamo per, ed forse altrettanto prezioso, il
modello quotidiano e illuminante di ci che non desideriamo essere.
Con l'esempio che essi ci forniscono del potere ipnotico sulla mente
umana di medaglie, simboli, decorazioni, e persino di calamai scolpiti
(19), il nostro scopo deve essere di sottrarci a tale potere. Dobbiamo
estinguere le luci volgari della pubblicit e della notoriet, non
soltanto perch tali luci sono di solito manovrate da mani
incompetenti, ma per l'effetto psicologico che esse esercitano su
coloro che ne sono illuminati. Provi a pensare, la prossima volta che
percorrer in macchina una strada di campagna, all'atteggiamento di un
leprotto colto nel fascio di luce dei fari: gli occhi vitrei, le zampe
rigide. Non Le sembra logico pensare, senza uscire dai nostri confini,
che gli "atteggiamenti", le false e irreali posizioni assunte dalla
forma umana in Inghilterra come in Germania, sono dovuti alle luci
della ribalta che paralizzano le facolt dell'uomo e inibiscono la sua
capacit di cambiare e di creare nuove unit, esattamente come la luce
dei fari paralizza gli animaletti che piombano dall'oscurit dentro il
cono dei suoi raggi? E' solo una congettura, e le congetture sono
pericolose; tuttavia abbiamo dei punti fermi a guidarci nella nostra
idea che spontaneit e libert, la capacit di cambiare e di crescere,
si difendono solo con l'oscurit; e che, se vogliamo aiutare la mente
umana a creare qualcosa di nuovo invece di percorrere eternamente,
inevitabilmente la stessa carreggiata, dobbiamo fare il possibile per
tenerla avvolta nell'oscurit.
Ma basta con le congetture. Torniamo ai fatti: che probabilit ci
sono, Lei ci chieder, che questa Societ delle Estranee, senza una
sede, senza riunioni, senza capi n gerarchie, senza nessun modulo da
compilare, o una segretaria da stipendiare, possa non diciamo
realizzare qualcosa, ma semplicemente nascere? Certo avremmo sprecato
inutilmente il nostro tempo se la nostra pur sommaria definizione
della Societ delle Estranee fosse solo un seguito di parole dirette a
cantare le lodi di un sesso o di una classe, una bolla di sapone che
serve solo, come spesso accade, a dare sfogo all'emozione di chi
scrive, ad addossare la colpa ad altri, e poi scoppia. Ma per fortuna
esiste un modello vivente, a cui ci siamo ispirate per il nostro
ritratto, quasi rubandogli l'immagine, perch il nostro modello, lungi
dal stare immobile in posa, si muove continuamente e scompare. Il
modello, la prova che quel corpo, forse senza nome, esiste e agisce,
non ha ancora trovato posto nella Storia e nelle biografie, perch le
estranee sono nate da soli venti anni: da quando alle figlie degli
uomini colti sono state aperte le professioni. Ma la prova della loro
esistenza ce fornisce la storia allo stato grezzo, il giornale: a

volte esplicitamente, a volte tra le righe. E sul giornale chi voglia


verificare l'esistenza di quel corpo trova prove a non finire. Molte,
vero, sono di dubbia validit. Per esempio, il fatto che le figlie
degli uomini colti svolgano un'enorme quantit di lavoro gratuitamente
o con una minima retribuzione non dimostra necessariamente che stiano
liberamente facendo un esperimento sul valore psicologico della
povert. Cos come il fatto che molte figlie degli uomini colti non
"mangino a sufficienza" (20) non una prova che esse stiano facendo
un esperimento sul valore fisiologico della denutrizione. E neppure il
fatto che solo una piccola percentuale di donne, rispetto agli uomini,
accetti onorificenze costituisce necessariamente la dimostrazione che
le donne vogliano sperimentare le virt dell'oscurit. Molti di questi
esperimenti sono forzati e pertanto di nessun valore dimostrativo. Ma
altri molto pi positivi ne emergono quotidianamente sulla stampa.
Prendiamone in esame tre soltanto, per dimostrare che la Societ delle
Estranee esiste gi. Il primo abbastanza lineare.
In un discorso pronunciato a una festa di beneficenza della Chiesa
Battista di Plumstead Common, la signora Kathleen Rance, sindaco di
Woolwich, disse: "...Personalmente mi rifiuterei persino di rammendare
una calza in favore della guerra". Le sue parole hanno provocato
irritazione nella maggioranza dei presenti che ritengono il loro
sindaco a dir poco privo di tatto. L'elettorato di Woolwich lavora in
gran parte nelle fabbriche di munizioni dell'Arsenale (21).
Non occorre commentare l'inopportunit di una dichiarazione del genere
resa pubblicamente in quelle circostanze; e tuttavia non si pu non
ammirarne il coraggio; se altre donne sindaco in altre citt e in
altre nazioni dove l'elettorato lavora nell'industria bellica
seguissero il suo esempio, il valore dell'esperimento sarebbe
incommensurabile. E comunque dobbiamo convenire che la signora
Kathleen Rance, sindaco di Woolwich, ha compiuto un coraggioso e
efficace esperimento di prevenzione della guerra astenendosi dal fare
le calze per i soldati. Come seconda prova della attivit delle
estranee scegliamo un altro esempio tratto dal giornale; un esempio
meno ovvio, ma rappresenta indiscutibilmente l'esperimento di
un'estranea, un esperimento molto originale che potrebbe rivestire
grande valore per la causa della pace.
In un discorso sull'opera educativa delle grandi societ sportive, la
signorina Clarke (E. R. Clarke, del Ministero della pubblica
istruzione) ricord le societ femminili di hockey, lacrosse, palla a
volo, e cricket, soffermandosi sul fatto che secondo i loro
regolamenti le squadre vincenti non avevano diritto a coppe n a
premi. Le misure dei loro campi erano forse inferiori a quelle dei
campi sportivi maschili, ma le giocatrici giocavano per il gusto di
giocare, dimostrando che coppe e premi non sono indispensabili per
stimolare l'interesse per lo sport: infatti ogni anno si registra un
aumento del numero delle iscritte (22).
Si tratta, lo ammetter, di un esperimento interessantissimo, che
potrebbe provocare nella natura umana un cambiamento psicologico di
alto valore, un cambiamento che potrebbe concretamente contribuire a
prevenire le guerre. E' interessante anche perch si tratta di un

esperimento che alle estranee, grazie alla loro relativa libert da


certe costrizioni e da certi preconcetti, riesce molto pi facile
compiere che non a coloro che, stando all'interno, sono
necessariamente esposti a simili influenze. Questa ipotesi
confermata da un'interessante notizia riportata dai giornali:
Nei circoli calcistici ufficiali di Wellingborough, Northants, si
guarda con preoccupazione alla crescente popolarit del calcio
femminile. La notte scorsa si tenne una riunione segreta del comitato
consultivo della Northants Football Association, per discutere
l'incontro in programma tra due squadre femminili sul campo di
Peterborough. I membri del comitato sono reticenti. Uno di essi,
tuttavia, ha ammesso: "La nostra societ proibir il calcio femminile.
La sua popolarit tra le ragazze giunge in un momento in cui molte
societ calcistiche maschili versano in uno stato di precariet a
causa dello scarso interesse del pubblico. Un altro aspetto da tenere
presente il pericolo di gravi infortuni fisici alle giocatrici"
(23).
Abbiamo qui una prova delle inibizioni e dei pregiudizi che rendono
pi difficile al vostro sesso che al nostro fare esperimenti di
capovolgimento dei valori correnti; e, senza bisogno di perderci nelle
sottigliezze dell'analisi psicologica, basta un'occhiata ai motivi
portati dalla societ calcistica a giustificazione della sua
decisione, per capire i motivi che spingono altre e anche pi
importanti societ a prendere le decisioni che prendono. Ma torniamo
agli esperimenti delle estranee. Come terzo esempio ne sceglieremo uno
che potremmo definire un esperimento di passivit.
Ieri sera, a Oxford, il Canonico F. R. Barry, vicario di St. Mary the
Virgin (la chiesa dell'Universit), parl dell'impressionante
cambiamento rilevabile nell'atteggiamento delle giovani verso la
Chiesa. ...Il compito che si pone oggi alla chiesa, disse, quello
imponente di moralizzare la civilt, un compito che richiede la
collaborazione e l'impegno di tutti i fedeli. Non pu essere svolto
dai soli uomini. Negli ultimi uno o due secoli le donne hanno sempre
predominato tra i fedeli nella proporzione di circa il 75 per cento
contro il 25 per cento di uomini. La situazione si va oggi modificando
radicalmente, e la cosa che pi colpisce l'osservatore attento in
quasi tutte le chiese d'Inghilterra la scarsit delle giovani.
...Tra la popolazione studentesca le ragazze sono nel complesso pi
lontane dalla Chiesa e dalla fede cristiana dei loro coetanei (24).
Anche questo un esperimento di grande interesse. Un esperimento,
come si detto, di passivit. Perch, mentre il primo esempio
illustrava l'esplicito rifiuto di fare le calze per i soldati allo
scopo di scoraggiare la guerra, e il secondo era un tentativo di
verificare se coppe e premi siano davvero necessari per stimolare
l'interesse sportivo, il terzo rappresenta il tentativo di scoprire
cosa succede quando le figlie degli uomini colti sono assenti dalla
Chiesa. Senza essere in s pi valido degli altri due, questo
esperimento riveste maggiore interesse pratico perch il tipo di
esperimento che pu essere attuato senza particolari difficolt o
pericoli da un grande numero di estranee. Essere assenti: questo pi
facile che tenere discorsi alle feste di beneficenza o inventare

regole di gioco originali. Vale dunque la pena di analizzare


attentamente quali effetti abbia avuti - se ne ha avuti l'esperimento di essere assenti. I risultati sono positivi e
incoraggianti. Non c' dubbio che nelle Universit la Chiesa
incomincia a preoccuparsi dello atteggiamento delle figlie degli
uomini colti verso la religione. La relazione della Commissione
Episcopale sul sacerdozio delle donne lo dimostra. Questo documento,
che costa uno scellino soltanto e dovrebbe essere in mano a tutte le
figlie degli uomini colti, fa notare che "una differenza notevole tra
i colleges maschili e quelli femminili l'assenza in questi ultimi
del cappellano". Osserva che " naturale che in questa fase della loro
vita gli studenti esercitino al massimo le proprie capacit critiche".
Deplora che "pochissime giovani che frequentano le universit si
possano oggi permettere di svolgere in modo continuativo un servizio
volontario di tipo sociale o direttamente religioso" E conclude che
"sono molte le specifiche sfere in cui si sente particolare bisogno di
tale servizio, ed ormai giunto il momento di definire nuovamente le
funzioni e la posizione della donna in seno alla Chiesa" (25). Che
questa preoccupazione sia dovuta alle chiese vuote di Oxford, o al
fatto che la voce delle ex-alunne di Isleworth che esprimono
"gravissima insoddisfazione per il modo in cui viene praticata la
religione istituzionalizzata" (26) sia non si sa come penetrata fino
alle auguste sfere dove il loro sesso non ha diritto di parola, oppure
al fatto che il nostro sesso, sempre cos incorreggibilmente idealista
stia finalmente tenendo conto dell'avvertimento del vescovo Gore, "Gli
uomini non danno valore a un ministero gratuito" (27) e cominci a
esprimere l'opinione che 150 all'anno - il massimo stipendio che la
Chiesa concede alle sue figlie diaconesse - non sono sufficienti, o a
qualunque altro motivo, innegabile che l'atteggiamento delle figlie
degli uomini colti provoca un notevole disagio; e questo esperimento
di passivit, qualunque cosa pensiamo della Chiesa anglicana in quanto
portatrice di valori spirituali, molto incoraggiante per noi
estranee. Perch dimostra che essere passive vuol dire essere attive;
che anche chi rimane al di fuori utile. Facendo sentire la loro
assenza, le estranee rendono desiderabile la loro presenza. Che
proporzioni assuma in questa luce il potere delle estranee di abolire
o modificare altre istituzioni che esse disapprovano; se i banchetti e
i discorsi ufficiali, i ricevimenti del sindaco di Londra e altre
antiquate cerimonie possano o meno essere intaccati dall'indifferenza
e cedere di fronte alla sua forza, son tutti problemi frivoli, buoni a
riempire le ore d'ozio o a solleticare la nostra curiosit. Ma non
questo il nostro scopo. Abbiamo cercato di dimostrarLe, Signore, con
tre diversi esempi di tre diversi tipi di esperimenti, che la Societ
delle Estranee esiste e funziona. Se Lei riflette che questi tre
esempi sono quelli venuti in superficie sulle pagine del giornale,
dovr ammettere che sono rappresentativi di un numero di gran lunga
superiore di esperimenti privati, segreti, della cui esistenza non
abbiamo una prova pubblica. Dovr ammettere inoltre che essi
confermano il modello di societ descritto sopra e dimostrano che non
si trattava di un'immagine visionaria tracciata a caso, bens di un
ritratto, ispirato da un corpo reale che lavora con mezzi diversi per
i medesimi fini che Lei ci ha proposto con la Sua associazione. Un
osservatore attento, come il canonico Barry, potrebbe se volesse
scoprire tante altre prove di esperimenti in corso, e non soltanto

nelle vuote chiese di Oxford. Persino H. G. Wells, se si mettesse in


ascolto con l'orecchio a terra, si potrebbe convincere che c' un
movimento che avanza, e non del tutto impercettibilmente, tra le
figlie degli uomini colti contro il nazismo e il fascismo. Ma
essenziale che il movimento passi inosservato, anche a osservatori
attenti e a romanzieri famosi.
La clandestinit essenziale. Dobbiamo tenere nascosto quello che
facciamo e pensiamo, anche se quello che facciamo e pensiamo per la
causa comune. E' necessario; e non difficile capirne il perch, date
le circostanze. Quando, come dimostra Whitaker, gli stipendi sono
bassi, e quando, come tutti sanno, difficile trovare e conservare un
lavoro, sarebbe "a dir poco privo di tatto", come dice il giornale,
criticare il padrone. Nelle campagne, come Lei sapr, i lavoratori non
votano per il partito dei lavoratori. Dal punto di vista economico le
figlie degli uomini colti sono come i braccianti delle campagne. E non
occorre cercare troppo lontano per trovare il motivo della loro come
della nostra clandestinit. La paura un motivo molto forte; chi
economicamente dipendente ha buoni motivi per avere paura. Non occorre
cercare oltre. Ma a questo punto Lei ci rammenter una certa ghinea e
l'orgoglio con cui ci siamo vantate che il nostro dono, pur cos
modesto, non solo era servito a bruciare una certa parola corrotta, ma
ci consentiva di parlare liberamente, senza paura e senza adulazione.
Ebbene, in quel nostro vantarci c'era troppa baldanza. Un po' di
paura, qualche presagio ancestrale di guerra, rimasta. Ci sono
ancora argomenti che le persone colte, anche quando hanno
l'indipendenza economica, se appartengono a sessi diversi preferiscono
sorvolare o accennare appena per passare subito ad altro. Avr forse
notato questo fenomeno nella vita reale; l'avr riscontrato nelle
biografie. Anche quando ci si trova a tu per tu e si parla, come ci
siamo vantate, "di politica e di rapporti umani, di guerra e di pace,
di barbarie e dei valori della civilt", ci si mantiene nel vago, si
tacciono molte cose. Ma cos importante abituarci ai doveri della
libert di parola, giacch non si liberi nella societ se non si
liberi nei rapporti personali, che dobbiamo fare ogni sforzo per
mettere a nudo questa paura e affrontarla. Cos' dunque questa paura
che ancora, tra due persone colte, rende necessario nascondersi, e
riduce la nostra vantata libert a una farsa? ... Di nuovo tre
puntini; di nuovo essi rappresentano l'abisso che si apre tra noi;
l'abisso del silenzio, questa volta, del silenzio ispirato dalla
paura. E poich a entrambi manca il coraggio e la capacit di
spiegarlo, stendiamo tra noi due il velo di San Paolo, ripariamoci,
insomma, dietro un interprete. Per fortuna ne abbiamo qui uno le cui
credenziali sono al di sopra di ogni sospetto. E' l'opuscolo che gi
abbiamo citato, il rapporto della Commissione episcopale sul
sacerdozio delle donne, un documento per tante ragioni del pi alto
interesse. Perch non soltanto getta una luce razionale e scientifica
su questa paura, ci offre anche l'occasione di analizzare la
professione religiosa che, essendo la pi nobile, pu essere presa a
modello di tutte le altre, e sulla quale finora di proposito poco o
nulla stato detto. E poich il modello di tutte le professioni,
potr far luce sulle altre di cui qualcosa si detto. Lei ci vorr
scusare pertanto, se ci soffermeremo un momento a esaminare nei
particolari la relazione dei vescovi. La Commissione fu nominata dagli
Arcivescovi di Canterbury e di York "allo scopo di esaminare tutti i

principali teologi o di altro tipo che hanno governato o dovrebbero


governare la Chiesa in relazione al sacerdozio delle donne" (28).
Orbene, la professione religiosa, ai nostri fini la Chiesa anglicana,
pur assomigliando in superficie alle altre professioni - nel senso
che, come dice Whitaker, gode di una grossa rendita, possiede molte
terre, comprende una gerarchia di funzionari che guadagnano alti
stipendi e hanno la precedenza l'uno sull'altro - tuttavia sta al
primo posto rispetto a tutte le altre. L'Arcivescovo di Canterbury ha
la precedenza sul Lord Cancelliere; l'Arcivescovo di York sul Primo
Ministro. Ed la pi nobile perch la professione della religione.
Ma cos' la "religione"? Cosa sia la religione cristiana stato
stabilito una volta per tutte dal suo fondatore con parole che tutti
possono leggere in una traduzione di straordinaria bellezza; e, che
accettiamo o no la interpretazione che ne stata data, non possiamo
negare che quelle parole hanno un significato molto profondo. Possiamo
quindi tranquillamente affermare che, mentre pochi sanno cosa sia la
medicina, o cosa sia il diritto, chiunque possegga una copia dei
Vangeli sa cosa voleva dire la religione nella mente del suo
fondatore. Perci quando nel 1935 le figlie degli uomini colti dissero
che volevano avere accesso alla professione religiosa, i sacerdoti di
quella religione, che corrispondono grosso modo ai medici e agli
avvocati delle altre due, furono obbligati a consultare non
semplicemente uno statuto o una costituzione che riservassero il
diritto di praticarla professionalmente al sesso maschile; furono
obbligati a consultare i Vangeli. Cos fecero, e quello che trovarono
fu, come sottolinea la Commissione, che i "Vangeli ci indicano che
nostro Signore considerava gli uomini e le donne senza distinzione
membri del medesimo regno dello spirito, figli della famiglia di Dio,
in possesso delle medesime facolt spirituali...". E a riprova di ci
portano questa citazione: "Non si d n maschio n femmina: perch
siete tutt'uno in Cristo Ges" (Gal. III, 28). Si direbbe che il
fondatore di questa religione credesse che per questa professione non
occorressero n una particolare preparazione n un sesso particolare.
I suoi discepoli li scelse tra la classe proletaria, da cui egli
stesso proveniva. La qualifica principale consisteva in un raro dono
che a quei tempi veniva concesso arbitrariamente a falegnami e a
pescatori, e anche alle donne. Come fa notare la Commissione, non vi
dubbio che a quei tempi esistessero le profetesse, donne sulle quali
era disceso il dono divino. Che avevano il permesso di predicare. Per
esempio San Paolo si preoccup di precisare che le donne, quando
pregavano in pubblico, dovevano portare il velo. "E' implicito che la
donna, purch velata, poteva far profezie (cio predicare) e intonare
le preghiere". Come possono dunque essere escluse dal sacerdozio se il
fondatore di quella religione e uno dei suoi apostoli le ritenevano
atte a predicare? Quello era il problema, e la Commissione lo risolse
appellandosi non al pensiero del fondatore, bens al pensiero della
Chiesa. Questo naturalmente comportava di operare una distinzione.
Perch il pensiero della Chiesa andava interpretato mediante un altro
pensiero, e il pensiero prescelto fu quello di San Paolo; e San Paolo
nell'interpretare quel pensiero mut pensiero. Infatti, dopo aver
evocato dagli abissi del passato certe venerabili se pur misteriose
figure - Lidia e Cloe, Euodia e Sintiche, Trifena e Trifosa e Persi;
dopo averne discusso il prestigio; dopo aver stabilito quale fosse la
differenza tra una profetessa e una sacerdotessa, e quale la posizione

di una diaconessa nella Chiesa prima e dopo il Concilio di Nicea, la


Commissione, rifacendosi ancora una volta a San Paolo, conclude: "In
ogni caso evidente che l'autore delle Epistole Pastorali, sia esso
San Paolo o altri, riteneva che la donna fosse da escludersi, a causa
del suo sesso, dalla funzione dell''insegnamento' in seno alla Chiesa,
e da qualunque carica che comportasse l'esercizio dell'autorit sopra
un uomo (1 Tim. II, 12)". Ma, in tutta franchezza, la risposta non
completamente convincente: Perch non ci riesce di conciliare le
decisioni di San Paolo con le decisioni di Cristo che "considerava gli
uomini e le donne senza distinzione membri del medesimo regno dello
spirito, ...in possesso delle medesime facolt spirituali". Qualunque
cosa intendessero dire Cristo e San Paolo, il fatto che nel quarto o
quinto secolo la professione religiosa aveva raggiunto
un'organizzazione cos articolata che "il diacono (a differenza della
diaconessa) 'dopo aver portato a buon fine il ministero affidatogli'
poteva aspirare alla nomina a pi alti incarichi in seno alla Chiesa;
mentre per la diaconessa la Chiesa si limita a pregare che Iddio
'faccia scendere su di lei lo Spirito Santo... acciocch possa
degnamente compiere il lavoro affidatole'". Nel giro di tre o quattro
secoli dunque il profeta e la profetessa, il cui messaggio era
spontaneo e istintivo, scomparvero e il loro posto venne preso dai tre
ordini sacri, i vescovi, i preti e i diaconi, che sono invariabilmente
uomini e invariabilmente, come ci informa Whitaker, uomini stipendiati
giacch, quando la Chiesa divenne una professione, i suoi professori
ricevettero uno stipendio. Dunque in origine la professione religiosa
deve essere stata molto simile a quella che ora la professione
letteraria (29). Alle origini era aperta a chiunque avesse ricevuto il
dono di far profezie. Non occorreva una preparazione tecnica; i
requisiti professionali erano della massima semplicit: la voce, una
piazza del mercato, carta e penna. Emily Bront, per esempio, che
scrisse:
Non anima di codarda la mia
Non trema nella sfera della terra turbata da tempeste;
Vedo splendere le glorie celesti,
Serena splendere la fede, e mi arma contro la paura.
Dio che stai dentro il mio petto,
Onnipotente, onnipotente Divinit!
Vita - che in me trova riposo,
Quale forza ho io - Vita immortale - in Te!
anche se indegna del sacerdozio nella Chiesa anglicana, l'erede
spirituale di qualche antica profetessa, che operava quando far
profezie era un'occupazione volontaria e non retribuita. Ma quando la
Chiesa divenne una professione e pretese dai suoi profeti conoscenze
specialistiche e li pag perch le impartissero, un sesso vi rimase
dentro; l'altro ne fu escluso. "I diaconi crebbero in prestigio - in
parte senza dubbio per gli stretti contatti che avevano con i vescovi
- e divennero ministri secondari della fede e dei sacramenti; mentre
per le diaconesse questa evoluzione si arrest a uno stadio
elementare". Quanto sia stata elementare quell'evoluzione dimostrato
dal fatto che in Inghilterra nel 1938 lo stipendio di un arcivescovo
ammonta a 15.000; quello di vescovo a 10.000 e quello di un
diacono a 3.000. Ma lo stipendio di una diaconessa di 150;

quanto alla "coadiutrice di parrocchia" il cui "lavoro stremante e


spesso solitario", riceve da 120 a 150 all'anno; non c' da
stupirsi se, come afferma la Commissione, "la preghiera deve essere il
centro propulsore della sua attivit". Ci si potrebbe spingere pi in
l e dichiarare che l'evoluzione della diaconessa non semplicemente
"elementare", decisamente atrofizzata; bench abbia ricevuto gli
ordini - e "l'ordinazione conferisce... un carattere indelebile e
comporta l'obbligo di servire per tutta la vita" - deve rimanere fuori
della Chiesa e stare al di sotto del pi umile curato. Tale la
decisione della Chiesa. Infatti la Commissione, dopo aver consultato
il pensiero e la tradizione della Chiesa, giunge alla seguente
conclusione: "Mentre la Commissione restia a dare il suo assenso
alla opinione che, considerando la donna per natura incapace di
accogliere la grazia sacramentale dell'Ordine, la giudica di
conseguenza inammissibile ad alcuno dei tre ordini sacri tuttavia
convinta che il pensiero generale della Chiesa coincida tuttora con
l'ininterrotta tradizione del sacerdozio maschile".
Dimostrandoci che la pi nobile delle professioni ha molti punti in
comune con le altre, il nostro interprete ha anche chiarito
ulteriormente lo spirito, l'essenza di tali professioni. Ci rimane da
chiedergli di aiutarci a analizzare il carattere di quella che ancora,
come abbiamo ammesso, ci impedisce di parlare liberamente, come si
conviene a delle persone libere. E anche in questo il nostro
interprete ci di valido aiuto. Pur essendo per molti aspetti
identica alle altre, la professione religiosa se ne differenzia in un
senso molto profondo: la Chiesa essendo una professione spirituale,
deve giustificare le proprie azioni con ragioni spirituali, e non
semplicemente storiche; deve consultare lo spirito, non la legge.
Perci, quando le figlie degli uomini colti chiesero di essere ammesse
alla professione ecclesiastica, la Commissione ritenne opportuno
portare ragioni psicologiche e non semplicemente storiche a
giustificazione del suo rifiuto di ammetterle. Chiamarono allora in
causa il Professor Grensted, Dottore in teologia, e Professore di
filosofia del cristianesimo presso l'universit di Oxford, perch
"riassumesse il materiale psicologico e fisiologico pertinente" e
indicasse "le basi delle opinioni e delle raccomandazioni espresse
dalla Commissione". Sappiamo bene che una cosa la psicologia e una
cosa la teologia; e la psicologia dei sessi, come ribad il
Professore, "con la sua influenza sulla condotta umana di competenza
degli specialisti ... mentre ... la sua interpretazione rimane
controversa e per molti aspetti oscura". Il Professore port tuttavia
la sua testimonianza, per quel che poteva valere, e si tratta di una
testimonianza cos chiarificatrice nei riguardi di quella paura che
abbiamo confessato e deplorato che sar opportuno riportare
esattamente le Parole del Professore.
"E' stato posto in evidenza di fronte alla Commissione che l'uomo ha
una naturale priorit sulla donna. Questa opinione, nel senso che le
stato dato, non pu essere suffragata dalla psicologia. Gli psicologi
ammettono la esistenza di fatto della supremazia maschile, ma questa
non va confusa con una superiorit del maschio, e ancor meno con
qualunque tipo di superiorit che possa influire sul problema
dell'ammissibilit agli ordini sacri di un sesso piuttosto che
dell'altro".

Gli psicologi dunque possono gettar luce soltanto su certi fatti. Ecco
il primo:
E' evidentemente della massima importanza pratica il fatto che di
fronte a qualunque proposta di ammettere le donne alla dignit e alle
funzioni dei tre ordini sacri vengano risvegliate emozioni cos
intense. E le testimonianze presentate alla Commissione stanno a
indicare che si tratta di emozioni prevalentemente ostili a tali
proposte. ...L'intensit di tali emozioni, razionalizzate di volta in
volta con le pi diverse giustificazioni, costituisce prova evidente
della presenza di potenti e diffuse motivazioni inconscie. Anche in
assenza di materiale psicoanalitico dettagliato, di cui non si ha
traccia a questo proposito, tuttavia chiaro che la fissazione
infantile svolge una parte predominante nel determinare l'intensa
emotivit con la quale viene comunemente affrontato questo argomento.
L'esatta natura di questa fissazione differisce necessariamente da
individuo a individuo, e le ipotesi che qui possiamo avanzare sulla
sua origine possono solo essere di carattere generale. Ma, quali che
siano il valore preciso e l'interpretazione esatta del materiale su
cui sono state fondate le teorie del "complesso di Edipo" e del
"complesso di castrazione", evidente che la generale accettazione
della supremazia maschile, e ancor pi dell'inferiorit femminile,
basata sull'idea della donna come "uomo mancato", nasce su uno sfondo
di concezioni infantili di questo tipo. Nonostante la loro
irrazionalit, tali concezioni sopravvivono di solito nell'adulto
anche normale e tradiscono la loro presenza, sotto il livello del
pensiero cosciente, con la forza stessa delle emozioni che suscitano.
Il fatto che l'ammissione delle donne agli ordini sacri, e soprattutto
al contatto con il tabernacolo, sia tanto comunemente considerata
qualcosa di vergognoso, costituisce una conferma di questa
interpretazione. Tale senso di vergogna non pu essere visto in
nessun'altra luce che come un irrazionale tab sessuale.
A questo punto crediamo sulla parola al Professore quando ci assicura
di aver cercato, e trovato, "numerose prove dell'esistenza di tali
forze inconscie" sia nelle religioni pagane sia nel Vecchio
Testamento, e possiamo dunque seguirlo fino alla sua conclusione:
Al tempo stesso non dobbiamo dimenticare che la concezione cristiana
del sacerdozio riposa non su questi fattori emotivi subconsci, bens
sull'istituzione di Cristo. In questo senso esso completa e supera il
sacerdozio del paganesimo e del Vecchio Testamento. Per quel che
riguarda la psicologia non esistono basi teoretiche perch il
sacerdozio cristiano non possa essere esercitato dalle donne come
dagli uomini e precisamente nel medesimo senso. Le difficolt che lo
psicologo prevede sono esclusivamente di ordine emotivo e pratico
(30).
E su questa previsione abbandoniamo il Professore.
La Commissione, come Lei stesso ammetter, ha portato a termine il
delicato e difficile compito che le avevamo affidato. Ci ha fatto da
interprete. Ci ha portato un ammirevole esempio di professione allo

stato pi puro; ci ha dimostrato come una professione si basi sul


pensiero e sulla tradizione. Ci ha anche spiegato come mai le persone
colte, quando appartengono a due sessi diversi, non parlano
apertamente di certi argomenti. Ci ha dimostrato perch le estranee,
anche quando non c' un problema di dipendenza economica, possono
ugualmente avere paura di parlare liberamente o di fare esperimenti
alla luce del sole. Ci ha, infine, con termini di una precisione
scientifica, rivelato l'essenza di quella paura. Mentre il Professor
Grensted portava la sua testimonianza, a noi figlie degli uomini colti
sembrava di assistere all'intervento di un chirurgo, di un tecnico
imparziale e scientifico che, mentre sezionava la mente umana con
strumenti umani, esponeva alla vista di tutti la causa, la radice
della nostra paura. E' una larva. Il suo nome scientifico
"fissazione infantile". Noi, che siamo ascientifiche, l'avevamo
chiamata impropriamente. Larva, l'abbiamo chiamata; insetto. Ne
avevamo sentito l'odore nell'atmosfera; ne avevamo individuata la
presenza a Whitehall, nelle universit, nella Chiesa. Ora il
professore l'ha definito e descritto cos esattamente che nessuna
figlia di uomo colto, per incolta che sia, potr pi sbagliare a
chiamarlo o a interpretarlo. Ascolti come stato descritto. "Di
fronte alla proposta di ammettere le donne - non importa a quale
sacerdozio: della medicina, della scienza o della chiesa - vengono
risvegliate emozioni molto intense". Ed emozioni intense, la figlia
dell'uomo colto lo pu confermare, vengono indubbiamente risvegliate
ogni volta che chiede di essere ammessa. "L'intensit di tali emozioni
costituisce prova evidente della presenza di potenti motivazioni
inconscie". Su questo punto alla figlia di un uomo colto basta la
parola del Professore, che pu anzi suffragare suggerendo alcune
motivazioni che al Professore sono sfuggite. Fermiamo l'attenzione su
due soltanto. Per escluderla, se vogliamo parlar schietto, c' la
motivazione del denaro. Lo stipendio non forse una motivazione,
oggi, qualunque cosa fosse ai tempi di Cristo? L'arcivescovo prende
15.000; la diaconessa 150; e la Chiesa, cos afferma la Commissione,
povera. Pagare di pi le donne significherebbe pagare di meno gli
uomini. E nascosta dietro quella che la Commissione definisce una
"considerazione di ordine pratico", non s'indovina forse un'altra
motivazione per escluderla, una motivazione psicologica? "Oggi",
spiega la Commissione, "un prete sposato in grado di adempiere
all'obbligo del suo ministero di 'abbandonare e mettere in secondo
piano ogni cura e occupazione mondana' soprattutto perch la moglie
a occuparsi dell'andamento della casa e della famiglia,..." (31) La
possibilit di mettere in secondo piano, addossandole a una altra
persona, ogni cura e occupazione mondana una motivazione per alcuni
molto potente. Perch alcuni certamente desiderano ritirarsi dal mondo
e dedicarsi agli studi, come dimostrano le raffinatezze della teologia
e le sottigliezze dell'esegesi; per altri, vero, si tratta invece di
una motivazione brutta, maligna, che la causa della separazione tra
la Chiesa e la gente; tra la letteratura e la gente, tra il marito e
la moglie; e ha concorso non poco a deteriorare la cosa pubblica. Ma
quali che siano le potenti motivazioni inconscie che stanno dietro
l'esclusione della donna da tutti i sacerdozi - e in questa sede non
possibile enumerarle tutte e tanto meno scavare fino alle loro radici
- la figlia dell'uomo colto pu testimoniare per esperienza personale
che esse "sopravvivono di solito nell'adulto anche normale e

tradiscono la loro presenza, sotto il livello del pensiero cosciente,


con la forza stessa delle emozioni che suscitano". Lei converr che
per opporsi a una forte emozione occorre del coraggio; quando il
coraggio viene meno si osservano silenzio e evasivit.
Ma ora che il nostro interprete ha svolto la sua funzione, tempo che
solleviamo il velo di San Paolo per tentare, viso a viso, un'analisi,
anche approssimativa e maldestra, di quella paura e della rabbia che
la provoca; pu darsi infatti che quella rabbia e quella paura abbiano
a che fare con la domanda che Lei ci ha rivolto: come possiamo
aiutarLa a prevenire la guerra. Supponiamo dunque che nel corso di
quella famosa conversazione bisessuale intorno a problemi di politica
e di rapporti umani, di guerra e di pace, di barbarie e valori della
civilt, sia venuta fuori la questione, per esempio, dell'ammissione
delle figlie degli uomini colti alla Chiesa, o alla Borsa o al
Servizio diplomatico. La questione solo accennata; tuttavia noi,
dalla nostra parte del tavolo, avvertiamo subito la presenza, dalla
parte opposta, di un'"intensa emozione" "che nasce da qualche
motivazione sotto il livello del pensiero cosciente"; ce ne accorgiamo
perch dentro di noi squilla un campanello d'allarme che ripete
confusamente ma insistentemente: Non devi, non devi, non devi... I
sintomi fisici sono inconfondibili. I nervi si tendono; le dita si
irrigidiscono automaticamente sul cucchiaio o la sigaretta; uno
sguardo allo psicometro privato indica che la temperatura emotiva
salita da dieci a venti gradi sopra la norma. Intellettualmente,
sentiamo il forte desiderio di stare in silenzio o di cambiare
argomento; di metterci a parlare, per esempio, del vecchio e fedele
domestico, a nome Crosby, il cui cane, Rover, morto... per evadere
il problema e abbassare la temperatura.
Ma come possiamo analizzare le emozioni dalla vostra parte del tavolo?
Spesso, per essere sincere, mentre parliamo del vecchio Crosby, ci
poniamo delle domande su di voi - di qui la poca vivacit del dialogo.
Quali sono le potenti motivazioni inconscie che vi fanno drizzare il
pelo, l dalla parte opposta del tavolo? Forse il vecchio cavernicolo
che ha ucciso un bisonte vuole che la compagna ammiri il suo coraggio?
O il professionista stanco cerca simpatia e teme la competizione? O il
patriarca sta chiamando la sua sirena? O la supremazia ha bisogno
della sottomissione? E poi - la domanda pi insistente e pi
difficile che il nostro silenzio ricopre - che soddisfazione potr mai
dare il dominio al dominatore? (32) Ora, poich il Professor Grensted
ha detto che la psicologia dei sessi "di competenza degli
specialisti" mentre "la sua interpretazione rimane controversa e per
molti aspetti oscura", sarebbe pi saggio lasciare che a quelle
domande rispondano gli specialisti. D'altro canto, se le donne e gli
uomini qualunque devono liberarsi, bisogna che imparino a parlare
liberamente; non possiamo quindi continuare a lasciare la psicologia
dei sessi in mano agli specialisti. Esistono due buone ragioni per
cercare di analizzare la nostra paura e la vostra rabbia; primo perch
quella paura e quella rabbia impediscono una vera libert tra le
pareti domestiche; secondo, perch quella paura e quella rabbia
possono impedire una vera libert nel mondo della vita pubblica:
possono contribuire concretamente a provocare le guerre. Facciamoci
dunque strada a tentoni, da dilettanti, tra queste antichissime e
oscure emozioni, che conosciamo fin dal tempo di Antigone e Ismene e
Creonte; che San Paolo stesso sembra aver provato; ma che i Professori

solo di recente hanno portato alla superficie chiamandole "fissazione


infantile", "complesso di Edipo" e cos via. E' nostro dovere cercare
di analizzare sia pure approssimativamente quelle emozioni, perch Lei
ci ha chiesto di aiutarla in ogni modo a difendere la libert e a
prevenire la guerra.
Prendiamo allora in esame questa "fissazione infantile", giacch
questo sembra essere il suo nome scientifico, per poi metterla in
relazione con la domanda che Lei ci ha posto. Ancora una volta, poich
noi siamo generaliste e non specialiste, dobbiamo basarci sulle
testimonianze che possiamo raccogliere dalla Storia, dalle biografie e
dal giornale: le uniche testimonianze accessibili alle figlie degli
uomini colti. Prenderemo il primo esempio di fissazione infantile
dalle biografie, e anche questa volta faremo ricorso alle biografie
dell'Et vittoriana, perch solo in quell'epoca il genere biografico
si fa ricco e rappresentativo. Nelle biografie vittoriane i casi di
fissazione infantile sono cos numerosi che non sappiamo quali
scegliere. Il caso del signor Barrett di Wimpole Street forse il pi
famoso e il meglio autenticato. Cos famoso che quasi superfluo
ripetere i fatti. Conosciamo tutti la storia di questo padre che non
voleva che i figli, n maschi n femmine, si sposassero; conosciamo
tutti nei minimi particolari come la figlia Elizabeth fu obbligata a
nascondere al padre l'uomo che amava; a fuggire con l'innamorato da
quella casa di Wimpole Street; e sappiamo che il padre non le perdon
mai quell'atto di disubbidienza. Dobbiamo convenire che le emozioni
del signor Barrett erano intense al massimo; e la loro intensit ci fa
capire che traevano origine da qualche oscura lontananza sotto il
livello del pensiero cosciente. Un tipico, classico caso di fissazione
infantile. Ma ce ne sono altri, meno famosi, che con qualche ricerca
potremmo portare alla luce e che si rivelerebbero della stessa natura.
Uno il caso del Rev. Patrick Bront. Il Rev. Arthur Nicholls si era
innamorato di sua figlia Charlotte; "Quali furono le sue parole",
scrisse Charlotte quando il Rev. Nicholls le chiese la mano, "te lo
puoi figurare; il suo tono non lo puoi immaginare, e io non riesco a
dimenticarlo. ...Gli chiesi se aveva parlato con il Babbo. Rispose che
non ne aveva il coraggio". Perch gli mancava il coraggio? Era
giovane, forte, innamorato; il padre era un vecchio. Il perch si
capisce subito. "Il Rev. Patrick Bront disapprovava tutti quelli che
si sposavano e parlava sempre male del matrimonio. Ma questa volta non
si limitava a disapprovare; l'idea dell'attaccamento del Rev. Nicholls
per sua figlia gli era intollerabile. Per paura di quello che sarebbe
potuto accadere, Charlotte si affrett a promettere al padre che,
l'indomani, avrebbe respinto definitivamente l'offerta del Rev.
Nicholls" (33). Il Rev. Nicholls lasci Haworth, e Charlotte rimase
con il padre. La sua vita matrimoniale - che doveva essere molto breve
- fu resa ancor pi breve dal desiderio di suo padre.
Come terzo esempio di fissazione infantile sceglieremo un caso meno
semplice, ma appunto per questo pi illuminante. E' il caso del signor
Jex-Blake. Qui ci troviamo davanti a un padre che viene messo di
fronte non al matrimonio della figlia, bens al suo desiderio di
guadagnarsi da vivere. Si direbbe che anche questo desiderio abbia
suscitato nel padre un'emozione molto intensa che sembra anch'essa
nascere negli strati sotto il livello del pensiero cosciente. Avevano
offerto alla figlia, Sophia, una modesta somma in cambio di alcune
lezioni di matematica; Sophia chiese al padre il permesso di

accettare. Il permesso fu immantinente e concitatamente negato. "Mia


cara, ho capito solo ora che intendi FARTI PAGARE quelle lezioni. Ti
abbasseresti troppo, bambina mia, NON POSSO DARTI IL PERMESSO". Il
corsivo del padre. "Accetta il posto per farti onore e renderti
utile e ne sar lieto. ...Ma farsi PAGARE il lavoro svolto
equivarrebbe a CAPOVOLGERE l'intera faccenda e ti farebbe scadere agli
occhi di tutti". Ecco un'affermazione molto interessante. Sophia per
non si accontent di questa spiegazione. Perch era una cosa indegna
di lei, volle sapere, perch doveva farla scadere agli occhi di tutti?
Accettare denaro in cambio del lavoro non faceva scadere Tom agli
occhi di nessuno. Ma quello, le spieg il padre, era un caso ben
diverso; Tom era un uomo; Tom "ha il dovere, COME UOMO, ... di
mantenere la moglie e i figli"; Tom pertanto non faceva che seguire
"il RETTO CAMMINO del dovere". Ma ancora Sophia non era soddisfatta.
Insistette: non solo era povera e aveva bisogno di quel denaro;
sentiva anche profondamente "l'onesto e ai miei occhi perfettamente
giustificabile orgoglio di guadagnarmi da vivere". Alla fine il signor
Jex-Blake lasci capire, con molti giri di frase, la vera ragione per
cui era contrario a che la figlia si facesse pagare. Si offerse di
darle lui stesso quella somma, se Sophia avesse promesso di non farsi
pagare dalla scuola. Era chiaro dunque che non era contrario a che la
figlia ricevesse dei soldi; era contrario a che li ricevesse da un
altro uomo. La stranezza della proposta non sfugg a Sophia: "In tal
caso", disse, "dovr dire al Direttore non gi 'Sono disposta a
lavorare senza paga', bens 'Mio padre preferisce che io venga pagata
DA LUI invece che dalla scuola', e credo che il Direttore ci trover
ridicoli entrambi, o quanto meno stupidi". Qualunque cosa avrebbe
pensato il Direttore del comportamento del signor Jex-Blake, non ci
sono dubbi sull'emozione che lo determinava. Voleva mantenere in suo
potere la figlia. Se Sophia riceveva denaro da lui, rimaneva in suo
potere; se lo accettava da un altro uomo non solo si rendeva
indipendente da lui, ma diventava dipendente da un altro uomo. Che
desiderasse la dipendenza della figlia e avvertisse oscuramente che
essa poteva essere garantita soltanto dalla dipendenza economica
indirettamente dimostrato da un'altra delle sue velate dichiarazioni.
"Ti dovessi sposare domani, con qualcuno di mio gradimento - e sono
sicuro che non potrebbe essere altrimenti - io ti dar una dote pi
che adeguata" (34). Se Sophia avesse avuto uno stipendio su cui
contare, avrebbe potuto fare a meno della dote e sposare chi voleva.
Il caso del signor Jex-Blake facile diagnosi, ma molto
significativo perch un caso normale, tipico. Il signor Jex-Blake
non era il mostro di Wimpole Street, era un padre normale; faceva
quello che migliaia di padri vittoriani le cui storie rimangono
anonime facevano quotidianamente. E' un caso dunque che spiega molte
delle cose che stanno alle radici della psicologia vittoriana - quella
psicologia dei sessi che rimane ancora, come ci dice il Professor
Grensted, in gran parte oscura. Il caso del signor Jex-Blake dimostra
che a nessun costo le figlie devono potersi guadagnare da vivere,
perch cos facendo si renderebbero indipendenti dal padre e
potrebbero sposare chi vogliono. Il desiderio della figlia di
guadagnarsi da vivere fa nascere dunque due distinte forme di gelosia.
E se separatamente esse sono forti, insieme diventano fortissime. E'
poi significativo che, per giustificare questa fortissima emozione che
nasce sotto il livello del pensiero cosciente, il signor Jex-Blake

abbia fatto ricorso a una delle scappatoie pi comuni; a


un'argomentazione che non un'argomentazione bens un appello alle
emozioni. Fece appello a quella profondissima, antica e complessa
emozione che noi che siamo dilettanti potremmo chiamare l'emozione
della femminilit. Accettare denaro era indegno di lei; l'avrebbe
fatta scadere agli occhi di tutti. Tom, essendo un uomo, non si
abbassava; era dunque il suo sesso a determinare la differenza. Il
signor Jex-Blake fece appello alla femminilit di Sophia.
Ogni volta che un uomo fa appello alla femminilit di una donna,
suscita in lei un conflitto di emozioni molto profondo e primitivo che
per lei difficile analizzare o riconciliare. Per comunicare questo
sentimento si potrebbe forse fare un paragone con il confuso conflitto
di emozioni relative alla virilit che viene risvegliata in voi,
Signore, quando una donna vi conferisce la bianca piuma del codardo
(35). Ma interessante vedere in che modo, nell'anno 1859, Sophia
abbia cercato di far fronte a questa emozione. Il suo primo istinto fu
di attaccare la forma pi evidente di femminilit, quella che stava
pi in superficie nella sua consapevolezza e sembrava responsabile
dell'atteggiamento del padre: la sua signorilit. Al pari di altre
figlie di uomini colti, Sophia era quel che si diceva "una signora".
Era la Signora che non poteva guadagnarsi da vivere; bisognava,
dunque, uccidere la Signora. "Pensate davvero, Babbo", chiese, "che
una signora valga di meno per il solo fatto che riceve del denaro? La
signora Teed forse scaduta ai vostri occhi per il fatto che la
pagavate?" Ma subito, quasi rendendosi conto che la signora Teed,
essendo una governante, non era al suo stesso livello, perch lei
proveniva da una famiglia dell'alta borghesia "il cui albero
genealogico era riportato nel 'Burke's Landed Gentry'", si affrett a
chiamare in aiuto, per uccidere la Signora, "Mary Jane Evans... una
delle pi nobili famiglie tra le nostre conoscenze", e poi la
signorina Wodehouse, "la cui famiglia pi antica della nostra":
entrambe ritenevano giusto il suo desiderio di guadagnarsi da vivere.
Anzi, la signorina Wodehouse "dimostra di condividere le mie idee con
le sue stesse azioni. Non trova nulla di meschino nel guadagnarsi da
vivere, la meschinit la vede in quelli che lo giudicano tale.
Nell'accettare quel posto presso la scuola di Maurice, disse, con
grande nobilt, a mio avviso, 'Se Le sembra giusto che io venga
retribuita, accetter lo stipendio che riterr conveniente; in caso
contrario, sono disposta a lavorare gratuitamente'". A volte la
Signora era d'animo nobile, e allora era duro ucciderla; ma Sophia
doveva farlo, lo sentiva, se voleva entrare in quel Paradiso in cui
"migliaia di ragazze passeggiano per Londra quando e dove vogliono",
in quei "Campi Elisi in terra" che sono (o erano) Queen's College,
Harley Street, dove le figlie degli uomini colti avrebbero assaporato
la felicit non di una signora, "ma di una regina: il lavoro e
l'indipendenza!" (36). Il primo istinto di Sophia fu dunque di
uccidere la Signora (37); ma quando la Signora fu uccisa, rimaneva
sempre la Donna. Vediamo la Donna nascondere e scusare la malattia
della fissazione infantile pi chiaramente negli altri due casi. Fu la
Donna, l'essere umano il cui sesso le impone come sacro dovere di
sacrificarsi al padre, che Charlotte Bront e Elizabeth Barrett
dovettero uccidere. E se era difficile uccidere la Signora, ancor pi
difficile era uccidere la Donna. Charlotte lo trov, all'inizio, quasi
impossibile. Respinse l'innamorato. "...cos, sollecita verso il padre

e dimentica di s stessa, non volle neppure pensare ad altra risposta


che non fosse quella desiderata dal padre". Amava Arthur Nicholls;
eppure lo respinse. "...nelle parole e nei gesti si limit a non
reagire, ma dentro le forti espressioni che suo padre usava parlando
del Rev. Nicholls le causavano un dolore acuto". Attese; sofferse;
finch "il Tempo che tutto vince", come dice la signora Gaskell, "ebbe
la meglio sui pregiudizi e l'ostinazione umana". Suo padre diede il
consenso. Il Tempo, tuttavia, aveva trovato nel signor Barrett un
avversario suo pari; Elizabeth attese; sofferse; alla fine dovette
fuggire.
Questi tre casi comprovano la straordinaria forza delle emozioni cui
d luogo la fissazione infantile. E' una forza che riusc a
schiacciare non solo Charlotte Bront, ma anche Arthur Nicholls; non
solo Elizabeth Barrett, ma anche Robert Browning. Una forza che pot
sfidare la pi forte delle passioni umane: l'amore tra l'uomo e la
donna; che fece indietreggiare i pi intelligenti e i pi audaci tra i
figli e le figlie dell'et vittoriana; che li costrinse a ingannare il
padre, a mentire, a fuggire da lui. Ma a cosa era dovuta questa forza
straordinaria? In parte, come dimostrano questi tre casi, al fatto che
la fissazione infantile era protetta dalla societ. La natura la legge
la propriet erano l, pronte a giustificarla e a nasconderla. Era
facile per il signor Barrett, per il signor Jex-Blake e per il Rev.
Patrick Bront nascondere a se stessi la vera natura delle proprie
emozioni. Se volevano che le figlie rimanessero in casa, la societ
dava loro ragione. Se le figlie si ribellavano, accorreva in aiuto la
natura. Una figlia che abbandonasse il padre era una figlia snaturata;
la sua femminilit era sospetta. Se la figlia si ostinava, veniva in
aiuto dei padri la legge. La figlia che abbandonava il padre non aveva
mezzi per mantenersi. Le professioni dentro la legge le erano vietate.
Se alla fine ripiegava sull'unica professione retribuita che le fosse
aperta, la pi antica professione del mondo, doveva rinnegare il
proprio sesso. Non c' dubbio: la fissazione infantile sempre
virulenta, anche quando ne infetta la madre. Ma se il malato il
padre, la sua virulenza triplicata; perch c' la natura a
proteggerlo, e la legge, e la propriet. Con queste protezioni, il
Rev. Patrick Bront pot tranquillamente infliggere un "dolore acuto"
alla figlia Charlotte per parecchi mesi e rubare parecchi mesi alla
sua breve felicit matrimoniale senza incorrere nella disapprovazione
della societ in cui esercitava la professione di ministro della
Chiesa anglicana; mentre, se avesse maltrattato un cane o rubato un
orologio, quella stessa societ lo avrebbe spretato e ripudiato. A
quanto pare la societ era un padre, e un padre malato di fissazione
infantile.
Dal momento che nel diciannovesimo secolo la societ proteggeva e anzi
giustificava le vittime della fissazione infantile, non ci sorprende
che il morbo, anche se privo di nome, infuriasse. Qualunque biografia
si sfogli, troviamo quasi sempre i noti sintomi: il padre si oppone al
matrimonio della figlia; il padre si oppone al desiderio della figlia
di guadagnarsi da vivere. Il suo desiderio di sposarsi o di
guadagnarsi da vivere suscita in lui una forte emozione; e per
giustificarla egli porta sempre le medesime scuse: la signorilit
della Signora ne verr degradata; la femminilit della figlia ne verr
offesa. Di tanto in tanto, per, troviamo qualche padre completamente
immune dalla malattia. I risultati sono allora estremamente

interessanti. Come nel caso del signor Leigh-Smith (38). Questo


signore era un coetaneo del signor Jex-Blake e apparteneva alla stessa
casta sociale. Aveva anch'egli possedimenti nel Sussex; disponeva
anch'egli di cavalli e carrozze; e anch'egli aveva dei figli. Ma la
rassomiglianza finisce qui. Il signor Leigh-Smith amava i suoi figli,
era contrario alle scuole; e li teneva a casa. Sarebbe interessante
discutere i metodi educativi del signor Leigh-Smith; come scegliesse i
maestri per farli istruire; come si portasse i figli in giro per
l'Inghilterra tutti gli anni in una carrozza che sembrava un omnibus.
Ma al pari di tanti sperimentatori, il Signor Leigh-Smith rimane nella
oscurit; e noi dobbiamo accontentarci di sapere che "sosteneva la
poco comune idea che le figlie andassero trattate come i figli". Ed
era cos totalmente immune dalla fissazione infantile, che "non
seguiva la prassi normale di pagare i conti delle figlie dando loro di
tanto in tanto qualche regalo, ma quando nel 1848 Barbara raggiunse la
maggiore et le assegn una rendita annua di 300". I risultati di
quella immunit dalla fissazione infantile furono degni di nota.
Infatti, "considerando il denaro come un mezzo per fare del bene,
Barbara utilizz subito la sua rendita per fini educativi". Fond una
scuola; una scuola aperta non solo a entrambi i sessi e a tutte le
classi, ma anche a tutte le fedi religiose; vi furono accolti
cattolici romani, ebrei e figli e figlie di liberi pensatori e di
radicali. Fu una scuola del tutto fuori dal comune, la scuola delle
estranee. Ma non fece solo questo con quelle trecento sterline l'anno.
Da cosa nasce cosa; con il suo aiuto un'amica apr una scuola serale
femminile in forma cooperativa "per disegnare dal nudo". Nel 1858 a
Londra esisteva una sola sezione di studio dal vero aperta alle donne.
Barbara invi allora una petizione alla Royal Academy in seguito alla
quale nel 1861 le scuole dell'Accademia vennero aperte alle donne,
anche se, come tanto spesso accade, solo nominalmente (39); quindi
Barbara si occup della legislazione riguardante la donna; e nel 1871
le donne sposate ottennero il diritto di propriet; per ultimo aiut
la signorina Davies a fondare il College di Girton. Se riflettiamo su
cosa riusc a far succedere un solo padre immune da fissazione
infantile assegnando 300 a una figlia, non ci sorprende che la
maggior parte dei padri si rifiutassero fermamente di concedere alle
figlie altro che 40 pi vitto e alloggio.
La fissazione infantile dei padri rappresent dunque una forza
potente, tanto pi potente in quanto era nascosta. Ma con il volgere
del diciannovesimo secolo i padri si dovettero scontrare con un'altra
forza divenuta cos potente a sua volta, che auspicabile che gli
psicologi le trovino un nome. I vecchi nomi sono, come abbiamo visto,
vuoti e falsi. "Femminismo" l'abbiamo dovuto distruggere.
"Emancipazione della donna" altrettanto inespressivo e corrotto.
Dire che le figlie si ispirano ante-litteram ai principi
dell'antifascismo equivale a riprodurre l'odioso gergo di moda.
Chiamarle campioni della libert di pensiero e della cultura fa venire
in mente l'aria stantia delle sale per conferenze e lo squallore
umidiccio delle assemblee. Inoltre nessuna di queste etichette esprime
le vere emozioni che ispirano la rivolta delle figlie contro la
fissazione infantile dei padri: quella forza, come dimostrano le
biografie, aveva dietro di s molte e svariate emozioni, spesso
contraddittorie. Dietro quella forza c'erano lacrime, naturalmente, le
lacrime cocenti di quelle figlie che venivano frustrate nel loro

desiderio di imparare. C'era una ragazza che voleva imparare la


chimica; ma dai libri che trovava in casa poteva imparare solo
l'alchimia. "Pianse amaramente perch non le lasciavano studiare
nulla". C'era anche il desiderio di un amore aperto e razionale,
dietro quella forza. E, anche qui, lacrime, lacrime di rabbia. "Si
gett sul letto piangendo. ...'Oh', disse, 'Harry sul tetto'. 'Chi
Harry?' le chiesi, 'quale tetto? Perch?' 'Oh, non fare la stupida',
rispose; ' dovuto scappare'" (40). E poi c'era il desiderio di non
amare, di condurre un'esistenza razionale senza amore. "Devo umilmente
confessare... che personalmente non so cosa sia l'amore", scrisse una
di quelle figlie (41). Strana confessione da parte di una figlia della
classe la cui unica professione per tanti secoli era consistita nel
matrimonio. Altre volevano viaggiare; esplorare l'Africa; fare scavi
in Grecia e in Palestina. Alcune volevano imparare la musica, non per
strimpellare canzoncine, ma per comporre opere, sinfonie, quartetti.
Altre volevano dipingere, non casette ricoperte di edera, ma corpi
umani nudi. Tutte volevano... ma quale parola pu, da sola, riassumere
tutte le cose che volevano, e avevano sempre voluto, consciamente o
inconsciamente, per tanto tempo? La formula di Josephine Butler Giustizia, Uguaglianza, Libert - buona; ma pur sempre una
formula, e in quest'epoca di formule abbiamo imparato a diffidarne; le
formule imprigionano, uccidono. Neppure la vecchia parola "libert"
serve, perch non era la libert nel senso della licenza, che quelle
figlie volevano; volevano, come Antigone, non violare le leggi, ma
trovare la Legge (42). Con la nostra ignoranza delle motivazioni umane
e con la scarsit di vocaboli a disposizione, dobbiamo ammettere che
nessuna parola esprime, da sola, la forza che nel diciannovesimo
secolo si contrappose alla forza dei padri. Tutto quello che si pu
dire di quella forza che aveva un vigore straordinario. Riusc a
spalancare le porte della casa paterna. Ad aprire Bond Street e
Piccadilly, i cancelli dei campi di cricket e dei campi di calcio; a
lacerare falpal e corsetti; a rendere poco proficua la pi antica
professione del mondo (ma su questo Whitaker non fornisce cifre).
Nell'arco di cinquant'anni, insomma, quella forza rese invisibile e
quasi inconcepibile la vita vissuta da Lady Lovelace, da Gertrude
Bell. I padri, che avevano trionfato sulla pi forte emozione di
uomini forti, dovettero arrendersi.
Se questa fosse la conclusione della storia, la parola fine, il
chiudersi definitivo della porta alle spalle delle figlie degli uomini
colti, ci potremmo finalmente occupare della Sua lettera, Signore, e
del modulo che Lei ci chiede di compilare. Ma non fu la fine; fu
l'inizio. E se finora abbiamo usato il passato remoto, ben presto
dovremo usare il presente. In privato i padri, vero, si arresero, ma
in pubblico i padri, riuniti in associazioni, in corporazioni erano
ancora pi colpiti dal morbo fatale che non i padri in privato. La
malattia aveva acquisito una motivazione, si era collegata a un
diritto, a un concetto, che la rendeva ancora pi virulenta fuori di
casa che dentro. Il desiderio di mantenere la moglie e i figli...
quale motivazione poteva essere pi potente, pi radicata? Perch era
connessa con la virilit: l'uomo che non era in grado di mantenere la
famiglia era, ai propri occhi, un uomo fallito. E il concetto di
virilit era profondamente radicato in lui, quanto il concetto di
femminilit in lei. Ed erano quelle motivazioni, quei diritti, quei
concetti cui ora veniva rivolta una sfida. Il bisogno di difenderli,

di difenderli dalle donne, produsse, e produce un'emozione forse al di


sotto del pensiero cosciente, ma certamente molto violenta. Non appena
viene sfidato il diritto del sacerdote a esercitare la sua
professione, la fissazione infantile cresce sproporzionatamente e
diventa una emozione esasperata, esacerbata, il cui nome scientifico
tab sessuale. Prendiamone due esempi, uno privato e uno pubblico. Un
Professore deve "sottolineare la propria disapprovazione per
l'ammissione delle donne alla sua beneamata universit rifiutandosi di
mettervi pi piede" (43). Un ospedale deve rifiutare l'offerta di una
borsa di studio perch la donatrice una donna che la vuole destinare
alle donne (44). Possiamo dubitare che questi due gesti siano ispirati
dal senso di vergogna che, come dice il Professor Grensted, "non pu
essere visto in nessun'altra luce che come un irrazionale tab
sessuale"? Ma, poich quell'emozione era divenuta pi forte, fu
necessario invocare l'aiuto di pi forti alleati per giustificare e
negarla. Ci si appell alla Natura; la Natura, si sostenne, non solo
cosciente, immutabile, e ha creato il cervello della donna della
forma e delle dimensioni sbagliate. Scrive Bertrand Russell: "Chiunque
abbia voglia di divertirsi pu andare a leggere le acrobazie logiche
di eminenti craniologi che cercano di dimostrare con misurazioni del
cervello che le donne sono pi stupide degli uomini" (45). La scienza,
a quanto pare, non asessuata; un uomo; un padre, affetto da quel
morbo. E la scienza, malata, forn su ordinazione le misurazioni
richieste: il cervello della donna era troppo piccolo perch lo si
potesse sottoporre a esame. Per anni si dovette attendere davanti ai
sacri cancelli di universit e di ospedali prima di ottenere il
permesso di sottoporre ad esame quei cervelli che i professori
sostenevano essere per natura non suscettibili d'esame. Ma quando
finalmente fu accordato il permesso, quei cervelli superarono tutti
gli esami. Esistono probabilmente negli archivi delle universit
lunghissimi e desolanti elenchi di simili sterili ma necessari
trionfi, che le direttrici dei colleges femminili tuttora consultano
angustiate quando vogliono un attestato ufficiale di impeccabile
mediocrit. Ma la Natura non si dette per vinta. Il cervello capace di
superare gli esami non era un cervello creativo, capace di assumersi
responsabilit, e di guadagnare alti stipendi. Era un cervello di tipo
pratico, buono a occuparsi di piccinerie, a svolgere lavori di routine
agli ordini di un superiore. E poich le libere professioni erano
inaccessibili, non era possibile dimostrare il contrario: le figlie
degli uomini colti non avevano retto Imperi, guidato flotte, condotto
eserciti alla vittoria; a testimonianza delle loro capacit
professionali non avevano che pochi banali libri, giacch la
letteratura era l'unica professione loro aperta. E poi, qualunque cosa
potesse fare il cervello una volta ottenuto l'accesso alle
professioni, rimaneva sempre il corpo. Nella sua infinita saggezza la
Natura, dicevano i grandi sacerdoti, aveva stabilito come legge
immutabile la creativit dell'uomo. Lui gode; lei si limita a
sopportare passivamente. E al corpo che sopporta pi affine il
dolore che il piacere. "Fino a poco tempo fa", scrive Bertrand
Russell, "le idee dei medici sulla gravidanza, il parto e
l'allattamento erano improntate al sadismo. Fu pi difficile, per
esempio, convincerli con prove scientifiche che si potevano usare gli
anestetici durante il parto di quanto lo sarebbe stato persuaderli del
contrario". Cos argomentava la scienza, e i professori assentivano. E

quando alla fine le figlie obiettarono: ma il corpo e il cervello non


vengono forse modificati dai condizionamenti ambientali? Il coniglio
selvatico non forse diverso dal coniglio che sta in gabbia? Non
dobbiamo dunque modificare, come del resto facciamo, questa immutabile
natura? Basta avvicinare un fiammifero acceso agli sterpi e il
ghiaccio si scioglie, il verdetto di morte della Natura ritardato. E
l'uovo che mangiate a colazione, incalzavano le figlie, tutto opera
del gallo? Senza tuorlo, senza albume, sarebbe fecondo, o sacerdoti e
professori, il vostro pasto? Allora sacerdoti e professori intonarono
all'unisono: tuttavia il parto, un fardello che non potete negare,
quello tocca soltanto alla donna. E loro non lo potevano negare, n
volevano rinunciarvi. Tuttavia, sostenevano consultando le
statistiche, il tempo occupato dalla donna a far figli, nelle
condizioni attuali (siamo nel ventesimo secolo, ora, non lo
dimenticate) non che una frazione della sua vita (47). Ci ha forse
impedito, quella frazione, di lavorare nei Ministeri, nei campi e
nelle fabbriche, quando la patria era in pericolo? Al che i padri
risposero: la guerra finita, siamo in Inghilterra, ora.
Ebbene, restiamo in Inghilterra, Signore, e sintonizziamoci sull'onda
della stampa quotidiana: sentiremo la risposta che danno oggi a quelle
domande i padri colpiti oggi dal morbo della fissazione infantile. "Il
posto della donna in casa. ...Che le donne ritornino tra le pareti
domestiche... Il Governo dovrebbe dare lavoro agli uomini. ...Il
Ministero del lavoro avanzer una decisa protesta. ...le donne non
devono comandare gli uomini... Esistono due mondi, quello delle donne
e quello degli uomini. ...Che imparino a cucinare il pranzo. ...Le
donne non sono capaci. ...Non sono capaci. ...Non sono capaci. ...".
Perfino oggi, perfino oggi, il clamore, il fracasso che fa la
fissazione infantile tale che a malapena udiamo le nostre parole; ci
toglie le parole di bocca; ci fa dire cose che non abbiamo detto.
Mentre ascoltiamo ci sembra di udir piangere un bambino nella notte,
la notte nera che copre oggi l'Europa; un pianto senza parole, Uh-,
uh- ...Ma non un pianto nuovo, antichissimo. Spegniamo la radio,
ascoltiamo il passato. Siamo in Grecia, ora; Cristo non ancora nato,
e neppure San Paolo. Ascoltiamo:
"Colui che lo Stato ha scelto per suo capo, a costui bisogna ubbidire,
nelle questioni piccole come nelle grandi, nelle cose giuste come
nelle ingiuste... la disubbidienza il male pi grande che ci sia.
...Bisogna difendere l'ordine; mai, in nessun modo lasciarsi vincere
da una donna. ...Servi, riportatele in casa: d'ora in poi dovranno
essere donne, non essere libere". E' la voce del tiranno Creonte. Cos
gli risponde Antigone, che sarebbe dovuta diventare sua figlia: "Non
sono queste le leggi sancite tra gli uomini da Giustizia, colei che
abita con gli dei degli inferi". Ma Antigone non aveva alle spalle n
capitale n potere, e Creonte pu decidere: "La far condurre dove
pi deserto il sentiero e in una fossa di pietra, viva, la chiuder".
E la rinchiuse non a Holloway o in un campo di concentramento, ma in
una tomba. E Creonte, si legge, attir la rovina sulla sua casa e
semin di cadaveri la terra. Ascoltando le voci del passato, Signore,
come se avessimo di nuovo sotto gli occhi le fotografie di cadaveri
e di macerie che il governo spagnolo ci invia quasi settimanalmente.
Le cose si ripetono. Immagini e voci sono le stesse oggi come duemila
anni fa.
Questa la conclusione cui ci ha portato la nostra analisi della paura,

la paura che impedisce la libert nella casa paterna. Quella paura,


cos piccola, insignificante, privata, ha a che fare con quell'altra
paura, tutt'altro che piccola e insignificante, la paura pubblica che
ha spinto Lei a chiederci di aiutarLa a prevenire la guerra. Se cos
non fosse non avremmo sotto gli occhi di nuovo quella fotografia.
Eppure non si tratta della stessa immagine che all'inizio di questa
lettera ci ha fatto provare le medesime emozioni: Lei le ha chiamate
"orrore e disgusto"; orrore e disgusto le abbiamo chiamate noi. Via
via che la lettera proseguiva accumulando dati di fatto, si
sovrapposta in primo piano un'altra immagine. E' l'immagine di un
uomo; secondo alcuni, anche se altri lo negano, si tratta dell'Uomo
per eccellenza (48), la quintessenza della virilit, l'idea perfetta
di cui tutti gli altri sono solo l'ombra imperfetta. Di sicuro si
tratta di un uomo. Ha gli occhi vitrei: feroci. Il corpo, irrigidito
in una posa innaturale, inguainato nell'uniforme. Sul petto sono
cucite diverse medaglie e altri simboli mistici. La mano poggia
sull'elsa della spada. In tedesco e in italiano si chiama F hrer o
Duce; nella nostra lingua, tiranno o dittatore. Dietro di lui si
vedono macerie e cadaveri: uomini, donne, bambini. Non le mostriamo
questa fotografia per suscitare una volta di pi la sterile emozione
dell'odio. Al contrario vogliamo che vengano fuori le altre emozioni,
quelle che la figura umana, sia pure in fotografia, suscita in noi che
siamo esseri umani. Perch ci suggerisce un collegamento che per noi
molto importante. Ci suggerisce che il mondo pubblico e il mondo
privato sono inseparabilmente collegati; che le tirannie e i
servilismi dell'uno sono le tirannie e i servilismi dell'altro. Ma la
figura umana, anche in fotografia, evoca altre e pi complesse
emozioni. Ci fa capire che non possiamo dissociarci da quell'immagine,
ma siamo noi stessi quell'immagine. Ci fa capire che non siamo
spettatori passivi condannati all'ubbidienza, ma possiamo con i nostri
pensieri e con i nostri gesti modificare quell'immagine. Ci unisce un
interesse comune; un unico mondo, un'unica vita. E' indispensabile
renderci conto dell'unit che cadaveri e macerie ci dimostrano. Perch
cadaveri e macerie saranno il nostro destino se voi, nell'immensit
delle vostre astrazioni pubbliche, dimenticherete l'immagine privata,
e se noi, nell'intensit delle nostre emozioni private dimenticheremo
il mondo pubblico. Entrambe le case, quella pubblica e quella privata,
quella materiale e quella spirituale, verranno distrutte, perch sono
inseparabilmente collegate. Ma la Sua lettera ci d motivo di sperare.
Perch, chiedendo il nostro aiuto, voi riconoscete il legame; e
leggendo le vostre parole noi riconosciamo altri legami, che stanno
sotto la superficie dei fatti. Perfino qui, perfino ora, la Sua
lettera ci fa venire la tentazione di tapparci le orecchie, di non
ascoltare questi piccoli fatti, questi dettagli triviali, l'abbaiare
dei fucili e il gracidare del grammofono; ci fa venire la tentazione
di prestare orecchio soltanto alla voce dei poeti, che si rispondono
l'un l'altra, confermandoci un'unit che cancella le divisioni come
fossero semplici righe tracciate con il gesso; ci viene voglia di
discutere con Lei della capacit dello spirito umano di espandersi
oltre i confini, e di creare l'unit dalla molteplicit. Ma questo
sarebbe sognare, sognare il sogno ricorrente che ha ossessionato la
mente umana dall'inizio del tempo; il sogno della pace, il sogno della
libert. Ma, con il rombo dei cannoni negli orecchi, voi non ci avete
chiesto di sognare. Non ci avete chiesto di definire cosa sia la pace;

ci avete chiesto di aiutarvi a prevenire la guerra. Lasciamo dunque ai


poeti di descrivere il sogno: noi fissiamo lo sguardo su quella
fotografia: il dato di fatto.
Qualunque cosa pensino gli altri dell'uomo in uniforme - e le opinioni
sono diverse - la Sua lettera dimostra che per Lei quell'immagine
l'immagine del male. E, anche se guardiamo da angolature diverse, la
nostra conclusione uguale alla Sua: il male. Entrambi siamo decisi
a fare il possibile per distruggere il male che quell'immagine
rappresenta: voi con i vostri metodi, noi con i nostri. E poich siamo
diversi, i nostri metodi saranno diversi. Quali potrebbero essere i
nostri, abbiamo cercato di dimostrarlo, sia pure imperfettamente,
superficialmente (49). Ma chiaro che la risposta alla vostra
richiesta non pu essere che una: il modo migliore per aiutarvi a
prevenire la guerra non di ripetere le vostre parole e seguire i
vostri metodi, ma di trovare nuove parole e inventare nuovi metodi.
Non di entrare nella vostra associazione, ma di rimanere fuori pur
condividendone il fine. E il fine il medesimo: affermare "il diritto
di tutti - di tutti gli uomini e di tutte le donne - a vedere
rispettati nella propria persona i grandi principi della Giustizia,
dell'Uguaglianza e della Libert". Non occorre spiegare altro, perch
abbiamo la certezza che voi interpreterete queste parole nel nostro
stesso modo. E non occorre che ci scusiamo, perch abbiamo fiducia che
non ci deriderete per le manchevolezze che vi abbiamo anticipato e che
questa lettera testimonia.
Torniamo al modulo che ci avete chiesto di compilare: per le ragioni
spiegate non lo firmeremo. Ma per dimostrarvi il pi concretamente
possibile che i nostri fini coincidono con i vostri, eccovi la ghinea,
un regalo dato liberamente senza condizioni. E' la nostra terza
ghinea; ma anche se inviate a tre diversi tesorieri onorari, tutte e
tre sono destinate alla medesima causa, giacch le tre cause sono
identiche e inseparabili.
E ora, poich avete fretta, mi affretter a concludere, chiedendo tre
volte scusa a tutti e tre; primo, per la lunghezza della lettera,
secondo, per l'esiguit del contributo, terzo, per essermi permessa di
scrivere. Ma la colpa vostra, perch questa lettera non sarebbe mai
stata scritta, se voi non aveste scritto per primi, sollecitando una
risposta.

Note con l'asterisco a "Le tre ghinee - Tre".

*1. Ora Milton Street, via di Londra dove abitavano pennaioli e


scrittori squattrinati. (n.d.t.)

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI.

UNA.

1 - "The Life of Mary Kingsley", di Stephen Gwynn, p. 15. E' difficile


calcolare esattamente la cifra spesa per l'istruzione delle figlie
degli uomini colti. Si deve presumere che per coprire l'intero costo
dell'educazione di Mary Kingsley (1862-1900) siano bastate 20 o
30. La media nel diciannovesimo secolo e anche pi tardi si pu
calcolare intorno alle cento sterline annue. Spesso le donne a cui
toccava questo tipo di istruzione ne avvertivano acutamente
l'insufficienza. "Le carenze della mia educazione si fanno sentire in
modo particolarmente doloroso quando mi trovo in pubblico", scriveva
Anne J. Clough, la prima direttrice di Newnham. ("Life of Anne J.
Clough", di B. A. Clough, p. 60). Elizabeth Haldane, che proveniva
come la Clough da una famiglia di intellettuali e aveva ricevuto
pressappoco lo stesso tipo di istruzione, dice che, divenuta adulta,
"la prima cosa di cui mi resi conto fu che non avevo la minima
cultura; subito mi chiesi cosa potevo fare per rimediarvi. Avrei tanto
voluto andare all'universit, ma a quei tempi era raro per una ragazza
andare all'universit, e l'idea non venne incoraggiata. Inoltre era
costoso. E poi non era concepibile che l'unica figlia lasciasse sola
la madre vedova, cos non ci fu nessuno che mi aiutasse a realizzare
il mio progetto. A quei tempi si stava diffondendo una nuova
iniziativa, i corsi per corrispondenza..." ("From One Century to
Another", di Elizabeth Haldane, p. 73). Quelle donne facevano spesso
sforzi immani per nascondere la propria ignoranza, ma non sempre ci
riuscivano. "Sapevano conversare piacevolmente dei fatti del giorno,
ma evitavano con cura ogni argomento controverso. Quello che mi faceva
impressione era la loro ignoranza e indifferenza per tutto ci che
avveniva al di fuori della loro cerchia di conoscenze... una
personalit in vista come la madre del Presidente della Camera dei
Comuni era convinta che la California facesse parte del nostro
Impero!" ("Distant Fields", di H. A. Vachell, p. 109). Che nel
diciannovesimo secolo l'ignoranza fosse anche sovente simulata per la
diffusa convinzione che agli uomini colti piacessero le donne
ignoranti dimostrato dalla forza con cui Thomas Gisborne nel suo "On
the Duties of Women", una lettura quanto mai istruttiva, biasima
coloro che raccomandano alle donne "di evitare accuratamente di
lasciar intravedere al marito tutte le loro abilit e cognizioni".
"Questo non riserbo ma artificio. E' simulazione, deliberato
inganno... E alla lunga viene sempre scoperto".
Ma ancor pi che dei libri, la donna del diciannovesimo secolo era

ignorante della vita. Uno dei motivi di tale ignoranza ce lo


suggerisce il passo seguente: "Si riteneva che la maggior parte degli
uomini non fossero 'virtuosi', vale a dire che quasi tutti avrebbero
tentato di avvicinare e importunare - o peggio - qualunque ragazza
sola incontrassero". ("Society and the Season", di Mary contessa di
Lovelace, in "Fifty Years", 1882-1932, p. 37). Perci la tenevano
confinata entro una cerchia ristretta; la sua "ignoranza e
indifferenza" per tutto ci che avveniva al di fuori di essa era
dunque giustificata. Che esistesse un legame tra quell'ignoranza e il
concetto di virilit del diciannovesimo secolo che - ne prova il
protagonista dei romanzi vittoriani - considerava incompatibili
"virt" e virilit, evidente. In un passo famoso di un suo romanzo
Thackeray lamenta le limitazioni che l'una e l'altra impongono alla
sua arte.
2 - La nostra ideologia ancora cos inveteratamente antropocentrica
che si reso necessario coniare questa goffa espressione, figlie di
uomini colti ("educated men's daughters"), per designare la categoria
di donne i cui padri hanno studiato nelle famose "public schools" e in
una delle due universit di Oxford e Cambridge. E' evidente che
sarebbe vistosamente scorretto applicare il termine "borghese", adatto
forse per descrivere i suoi fratelli, a chi cos profondamente
estranea alle due principali caratteristiche della borghesia, il
capitale e le opportunit sociali.
3 - Il numero di animali uccisi per sport in Inghilterra nello scorso
secolo deve essere incalcolabile. 1212 capi di selvaggina sono dati
come il risultato medio di una giornata di caccia a Chatsworth nel
1909. ("Men, Women and Things", del duca di Portland, p. 251). Nelle
memorie sportive non si fa quasi mai menzione di donne brave a
maneggiare il fucile; e la loro apparizione nelle partite di caccia
provoca sarcasmi corrosivi. "Skittles", la famosa cavallerizza del
diciannovesimo secolo, era una signora di facili costumi. Molto
probabilmente si riteneva esistesse una qualche relazione, per le
donne, tra sport e licenziosit.
4 - "Francis and Riversdale Grenfell", di John Buchan, p.p. 189,105.
5 - "Antony (Viscount Knebworth)", del Conte di Lytton, p. 355.
6 - "The Poems of Wilfred Owen", a cura di Edmund Blunden, p.p. 25,
41.
7 - Lord Hewart, nel proporre un brindisi in onore dell'"Inghilterra",
al banchetto annuale della Society of St. George, a Cardiff.
8 e 9 - "The Daily Telegraph", 5 febbraio 1937.
10 - C' naturalmente una merce di prima necessit che la donna colta
in grado di fornire: i figli. E un sistema per contribuire a
prevenire le guerre sarebbe rifiutarsi di fare figli. Di questa
opinione la signora Helena Normanton: "L'unica cosa che le donne di
qualunque paese del mondo possono fare di smettere di rifornire la
nazione di 'carne da cannone'". (Report of the Annual Council for

Equal Citizenship, "Daily Telegraph", 5 marzo 1937). Spesso nelle


lettere ai giornali si leggono opinioni analoghe. "Posso spiegare io
al signor Harry Campbell perch le donne oggi si rifiutano di avere
figli. Quando gli uomini avranno imparato a governare lo Stato in modo
che le guerre colpiscano solo quelli che hanno interesse a litigare,
invece di falciare quelli che non c'entrano, allora forse le donne si
decideranno a avere di nuovo famiglie numerose. Perch una donna
dovrebbe mettere al mondo dei figli, visto come il mondo oggi?"
(Edith Maturin-Porch, nel "Daily Telegraph" del 6 settembre 1937). La
caduta del tasso di natalit nella classe colta sembra indicare che le
donne di questa classe seguono il consiglio della signora Normanton.
E' lo stesso consiglio offerto loro in circostanze molto simili oltre
duemila anni or sono da Lisistrata.
11 - Esistono, s'intende, innumerevoli altri tipi di influenza, oltre
a quelli descritti nel testo. Da quella molto semplice di cui si parla
nel passo seguente, "Tre anni pi tardi... quando lui fu divenuto
Ministro, la vediamo scrivergli per sollecitare il suo interessamento
in favore di un parroco a lei vicino, per fargli ottenere la pensione
della Corona." ("Henry Chaplin, a Memoir", di Lady Londonderry, p.
57), a quella pi subdola esercitata da Lady Macbeth sul marito. A
met strada tra le due sta l'influenza descritta da D. H. Lawrence:
"E' inutile che cerchi di combinare qualcosa se non ho una donna alle
spalle... Non ho il coraggio di affrontare il mondo, se non ho una
donna dietro di me. ...Ma se sono innamorato di una donna, come se
lei mi mantenesse in comunicazione con l'ignoto, in cui altrimenti mi
sentirei un po' smarrito". ("Letters of D. H. Lawrence", p.p. 93-94).
Si confronti, anche se l'accostamento pu sembrare strano, la famosa e
quasi identica definizione data dall'ex-re Edoardo Ottavo il giorno
dell'abdicazione. All'estero la situazione politica sembra favorevole
a un ritorno all'uso dell'influenza interessata. Per esempio: "La
storia seguente serve bene a illustrare il grado di influenza delle
donne nella Vienna di oggi. Lo scorso autunno si stava varando un
progetto di legge per ridurre ulteriormente gli sbocchi professionali
delle donne. Alla fine, per disperazione, un gruppo di signore
dell'alta societ viennese... si riun per concertare un piano. Per
tutti i quindici giorni successivi, per un certo numero di ore al
giorno, le signore telefonarono ai Ministri con cui erano in rapporti
di amicizia con il pretesto di invitarli a pranzo, e, usando tutto il
fascino di cui le viennesi sono capaci, li tennero a lungo al telefono
parlando del pi e del meno e solo alla fine accennando alla questione
che tanto le angustiava. Quando i Ministri ebbero ricevute parecchie
di queste telefonate da parte di signore che conveniva non offendere,
perdendo cos tempo prezioso per lo Stato, decisero di venire a un
compromesso,... e il progetto fu per il momento accantonato". ("Women
Must Choose", di Hilary Newitt, p. 129). Un uso analogo dell'influenza
femminile fu pi volte adottato come tattica durante la lotta per il
suffragio universale. Eppure si dice che il diritto di voto abbia
diminuito l'influenza della donna. Il Maresciallo von Bieberstein, per
esempio, era dell'opinione che "le donne comandassero gli uomini
comunque... ma non augurava loro di avere il voto". ("From One Century
to Another", di Elizabeth Haldane, p. 258).
12 - Le donne inglesi furono molto criticate per aver fatto ricorso

alla violenza durante la lotta per il suffragio. Nel 1910, quando le


suffragette, dopo aver preso a calci nelle caviglie l'onorevole
Birrell, gli "ridussero in poltiglia il cappello", Sir Almeric Fitzroy
comment: "Un attacco del genere a un povero vecchio indifeso da parte
di una banda organizzata di 'giannizzeri' convincer tutti, si spera,
del folle e anarchico spirito che anima il movimento". ("Memoirs of
Sir Almeric Fitzroy", vol. 2, p. 425). Lo stesso giudizio non valeva,
a quanto pare, per la violenza usata nella prima guerra mondiale. Anzi
il diritto di voto alle donne inglesi fu concesso essenzialmente per
l'aiuto prestato agli uomini inglesi che usavano la violenza in quella
guerra. "Il 14 agosto (1916) anche Asquith rinunci alla sua
opposizione (al suffragio alle donne). 'E' vero', disse, '(che le
donne) non possono combattere nel senso di scendere in campo con il
fucile in mano, tuttavia... hanno saputo dare un aiuto molto concreto
per la prosecuzione della guerra'". ("The Cause", di Ray Strachey, p.
354). Questo fa sorgere il difficile problema se sia giusto che quelle
che non diedero il loro aiuto per la prosecuzione della guerra, ma
fecero il possibile per ostacolarla, usino del diritto di voto
concesso loro essenzialmente per i meriti di altre donne. Che le donne
siano figliastre e non vere e proprie figlie d'Inghilterra
dimostrato dal fatto che cambiano nazionalit con il matrimonio. Una
donna, indipendentemente dal fatto che abbia contribuito a sconfiggere
la Germania, diventa tedesca se sposa un tedesco. Da quel momento deve
capovolgere tutte le sue opinioni politiche e cambiare l'oggetto della
sua devozione filiale.
13 - "Sir Ernest Wild, K. C.", di Robert J. Blackburn, p.p. 174-75.
14 - Che il diritto di voto non sia stato una conquista di poco conto
dimostrato dai dati pubblicati regolarmente dall'Unione nazionale
delle associazioni per i diritti civili. "Questa pubblicazione ('What
the Vote Has Done') era inizialmente un volantino di un solo foglio;
ora (1927) si trasformato in un opuscolo di sei pagine e deve essere
continuamente ampliato". ("Josephine Butler", di M. G. Fawcett e E. M.
Turner, p. 101).
15 - Noi disponiamo di dati quantitativi a verifica di fatti che pure
devono avere un'enorme influenza sulla biologia e sulla psicologia dei
sessi. Si potrebbe cominciare a colmare una lacuna di questa ricerca
preliminare indispensabile ma inspiegabilmente trascurata,
contrassegnando con matite colorate su una carta dell'Inghilterra a
grande scala tutte le propriet terriere; rosse quelle degli uomini,
blu quelle delle donne. Bisognerebbe poi paragonare la quantit di
ovini e bovini consumata dai due sessi, le botti di vino e di birra,
le balle di tabacco; dopo di ch si dovrebbero analizzare
dettagliatamente le rispettive attivit atletiche e sportive; le
mansioni domestiche per cui vengono assunti i due sessi; le occasioni
di rapporti sessuali, eccetera. Gli storiografi si occupano invece
principalmente di guerre e di politica; a volte tuttavia riescono a
illuminarci sulla natura umana. Per esempio Macaulay, quando parla del
gentiluomo di campagna nell'Inghilterra del diciassettesimo secolo,
dice: "Sua moglie e sua figlia per gusti e cognizioni erano inferiori
a una massaia o a una cameriera dei giorni nostri. Tessevano e
filavano, preparavano il vino d'uva spina, facevano tinture di
calendula e stendevano la pasta per il pasticcio di selvaggina". E

ancora: "Le signore di casa, a cui di solito toccava preparare il


pranzo, si ritiravano non appena questo era stato divorato, lasciando
i signori alla loro birra e al loro tabacco". (Macaulay, "History of
England", cap. 3). Ma i signori continuarono a bere la loro birra, le
signore si ritiravano, ancora molto tempo dopo. "Quando mia madre era
ragazza, l'usanza, per gli uomini, di bere forte diffusasi sotto la
Reggenza e nel diciottesimo secolo era ancora viva. A Woburn Abbey era
costume che il vecchio e fidato maggiordomo facesse ogni sera la sua
relazione a mia nonna, che si era ritirata in salotto. 'I signori
hanno bevuto parecchio, stasera; tanto vale che le signorine salgano
in camera loro', oppure, 'I signori stasera hanno bevuto poco', era
l'annuncio del fedele servitore, a seconda delle circostanze. Se
venivano spedite in camera loro, le 'signorine' amavano trattenersi
sul pianerottolo dell'ultimo piano a guardare la vociante e licenziosa
compagnia che usciva dalla sala da pranzo". ("The Days Before
Yesterday", di Lord F. Hamilton, p. 322). Lasciamo agli scienziati del
futuro il compito di dirci quale effetto hanno avuto sui cromosomi
umani il bere e la propriet privata.
16 - Il fatto che entrambi i sessi posseggano una pronunciata anche se
molto dissimile passione per i vestiti sembra essere sfuggito
all'attenzione del sesso dominante, a causa soprattutto, si deve
supporre, dell'effetto ipnotico che il dominio produce. Per esempio,
il giudice MacCardie, riassumendo il caso della signora Frankau,
comment: "Non si pu pretendere che una donna rinunci a una delle
caratteristiche della femminilit o si privi di una delle consolazioni
che la natura concede per compensare una menomazione fisica permanente
e insuperabile. ...L'abito, dopo tutto, uno dei principali mezzi di
autoespressione della donna. ...In fatto di vestiti a volte le donne
rimangono eterne bambine. L'aspetto psicologico della questione non va
trascurato. Tuttavia, pur tenendo presenti tutte le considerazioni su
accennate, la legge ha giustamente stabilito di rispettare la norma
della prudenza e della misura". Il giudice che cos legiferava
indossava in quel momento una toga scarlatta, una cappa di ermellino e
un'imponente parrucca di boccoli artificiali. Se stesse godendo di
"una delle consolazioni che la natura concede per compensare una
menomazione fisica permanente e insuperabile" o stesse invece
rispettando "la norma della prudenza e della misura" non sta a noi
giudicare. Ma, "l'aspetto psicologico della questione non va
trascurato", e il fatto che la stranezza del suo proprio aspetto,
nonch di quello di Ammiragli, Generali, Consiglieri Araldici, Guardie
della Regina, Pari del regno, Guardie della Torre di Londra, eccetera,
passasse del tutto inosservata ai suoi occhi, permettendogli di fare
la predica a quella signora senza la minima coscienza di essere
partecipe della medesima debolezza, fa sorgere due interrogativi:
quante volte deve essere ripetuto un gesto prima di divenire
tradizionale e perci stesso venerabile? e a quale grado di prestigio
sociale si comincia a essere ciechi di fronte alla stranezza del
proprio abbigliamento? La stravaganza nel vestire, quando non
associata a una carica, raramente sfugge al ridicolo.
17 - Secondo l'elenco annuale delle onorificenze per il 1937, hanno
accettato il titolo 147 uomini contro 7 donne. Per evidente motivi
queste cifre non possono essere considerate una misura del rispettivo

desiderio di distinzione ufficiale. Ma che per una donna debba essere


pi facile, psicologicamente, rifiutare le onorificenze sembra
inconfutabile. Il fatto che l'intelletto (in generale) sia la
principale qualifica professionale dell'uomo, e che stelle e nastrini
siano il mezzo principale per fare pubblicit all'intelletto fa
pensare che stelle e nastrini equivalgano a cipria e belletto, il
principale mezzo a disposizione della donna per fare pubblicit alla
sua precipua qualifica professionale: la bellezza. Chiedere a lui di
rifiutare il titolo di cavaliere sarebbe altrettanto assurdo che
chiedere a lei di rifiutare un bel vestito. E bisogna dire che la
somma spesa nel 1901 per un cavalierato avrebbe consentito di
comperare un numero pi che sufficiente di vestiti: "21 aprile,
domenica. Sono stato da Meynell, che come sempre era al corrente di
tutti i pettegolezzi. Si dice che i debiti del Re siano stati regolati
privatamente dai suoi amici, uno dei quali pare gli abbia prestato
100.000, accontentandosi di riaverne indietro venticinquemila pi il
titolo di cavaliere". ("My Diaries", di Wilfred Scawen Blunt, Parte
seconda, p. 8).
18 - E' difficile per un profano riuscire a conoscere le cifre esatte.
Che si tratti di rendite cospicue lo si pu dedurre dalla spiritosa
recensione di una storia del Clare College di Cambridge, apparsa
alcuni anni fa su "The Nation" a firma di J. M. Keynes. Il libro, "si
dice, costato seimila sterline". Si racconta anche che, pressappoco
nello stesso periodo, alcuni studenti che tornavano all'alba da una
festa videro in cielo una nuvola che assunse davanti ai loro occhi
stupiti le sembianze di una donna; richiesta di dare un segno, la
nuvola lasci cadere, tra una pioggia di grandine incandescente,
quest'unica parola: "Ratti". Il prodigio fu interpretato come la
rappresentazione di uno stato di cose che, a quanto si legge in un
altro articolo dello stesso numero di "The Nation", doveva essere
molto reale. Le studentesse di uno dei colleges femminili erano
costrette a dormire "nel seminterrato, in stanze fredde, umide e buie,
in cui i topi la facevano da padroni". L'apparizione si era riferita a
questo fatto per suggerire ai signori di Clare che, se volevano
renderle onore, un assegno di 6.000 pagabile alla Direttrice di
avrebbe rappresentato un modo migliore di celebrarla che non un libro,
pur se "confezionato con carta finissima e rilegato in elegante tela
nera...". Meno mitico il fatto riferito nel medesimo numero di "The
Nation" che "Somerville College ricevette con patetica gratitudine le
7.000 che ad esso erano dovute l'anno scorso come dono per il
Giubileo e come lascito di privati".
19 - Cos ha descritto un grande storico l'origine e il carattere
delle due Universit, in una delle quali aveva egli stesso studiato.
"Le universit di Oxford e di Cambridge vennero fondate in un'epoca
oscura di falsa e barbarica scienza; e ancora risentono dei vizi della
loro origine. ...La costituzione in enti giuridici di queste
associazioni attraverso la concessione di statuti da parte di papi e
sovrani ha dato loro il monopolio dell'istruzione pubblica; e lo
spirito dei monopoli sempre ristretto, pigro e autoritario. Le loro
prestazioni sono pi costose e meno produttive di quelle di enti
autonomi; e le novit e i miglioramenti, cos prontamente accolti nel
clima di libera emulazione, vengono ammessi con lenta e accigliata

riluttanza in quelle orgogliose corporazioni, che sono al di sopra


della paura di un rivale, e al di sotto della confessione di un
errore. Non c' da sperare che le riforme siano per loro un atto
volontario; esse hanno radici cos salde nella legge e nel pregiudizio
che persino l'onnipotenza del Parlamento indietreggerebbe all'idea di
un'inchiesta sulla situazione e gli abusi delle due universit".
(Edward Gibbon, "Memoirs of My Life and Writings"). Verso la met del
diciannovesimo secolo, tuttavia, "l'onnipotenza del Parlamento" si
decise a istruire un'inchiesta "sulla situazione dell'Universit di
Oxford, i suoi regolamenti, l'attivit scientifica e le sue rendite.
Ma gli inquirenti incontrarono una cos tenace resistenza passiva da
parte dei Colleges che l'ultima voce fu lasciata perdere. Venne
accertato tuttavia che dei 542 posti di "Fellow" di tutti i Colleges
di Oxford, solo 22 erano veramente aperti a tutti i candidati senza
restrizioni di clientelato, di luogo o parentela. ...I Commissari...
conclusero che le imputazioni di Gibbon erano fondate...". ("Herbert
Warren of Magdalene", di Laurie Magnus, p.p. 47-19). Nondimeno il
prestigio dell'istruzione in quelle universit non ne rimase scosso, e
il titolo di "Fellow" continu a essere considerato un privilegio
molto ambito. Quando Pusey divenne "Fellow" di Oriel, "le campane
della sua chiesa diedero voce alla soddisfazione di suo padre e della
sua famiglia". Cos pure, quando Newman fu nominato "Fellow" "tutte le
campane delle tre torri vennero fatte suonare a festa... a spese di
Newman". ("Oxford Apostles", di Geoffrey Faber, p.p. 131, 69). Eppure
sia Pusey sia Newman erano indubbiamente persone ascetiche.
20 - "The Crystal Cabinet", di Mary Butts, p. 138. La frase completa
: "Cos come mi dicevano che in una donna il desiderio di studiare
andava contro la volont di Dio, lo stesso valeva per tante innocenti
libert, tanti innocenti piaceri, tutti negati in nome della stessa
Divinit". Sarebbe interessante leggere una biografia, scritta dalla
figlia di un uomo colto, di questa Divinit nel cui nome sono state
commesse simili atrocit. E' difficile sopravvalutare la multiforme
influenza della religione nell'educazione delle donne. "Se, per
esempio", scrive Thomas Gisborne, "si parla delle applicazioni della
musica, non si trascuri di sottolinearne la capacit di accrescere la
devozione. Se si tratta di pittura, si inculchi nell'allieva
l'abitudine a contemplare nelle cose del creato la potenza, la
sapienza e la bont del Creatore". ("The Duties of the Female Sex", di
Thomas Gisborne, p. 85). Il fatto che il signor Gisborne e compagnia e sono numerosi - fondino le loro teorie educative sull'insegnamento
di San Paolo fa nascere il sospetto che nel sesso femminile vada
inculcata "l'abitudine a contemplare nelle cose del creato la potenza,
la sapienza e la bont" non tanto della Divinit quanto del signor
Gisborne. Da questo possiamo concludere che la biografia della
Divinit si ridurrebbe a un Dizionario di vite di ecclesiastici.
21 - "Mary Astell", di Florence M. Smith. "Purtroppo l'opposizione a
un'idea cos nuova (un college per le donne) fu pi forte
dell'interesse che suscitava, e non proveniva soltanto dagli scrittori
satirici allora in voga, i quali, al pari dei begli spiriti di tutti i
tempi, trovavano comica la donna emancipata e fecero oggetto Mary
Astell del solito repertorio di battute di commedie sul tipo delle
"Femmes Savantes"; l'opposizione veniva anche dalle autorit

ecclesiastiche, che vedevano nel suo progetto un tentativo di


riproporre il papismo. L'avversario pi accanito fu un eminente
vescovo che, come sostiene Ballard, imped a una dama molto in vista
di fare a Mary Astell una donazione di 10.000. Interrogata da
Ballard in proposito, Elizabeth Elstob fece il nome dell'eminente
vescovo. 'A detta di Elizabeth Elstob fu il vescovo Burnet che fece
naufragare l'ottimo progetto dissuadendo quella signora
dall'appoggiarlo'". (Op. cit., p.p. 21-22). "Quella signora" potrebbe
essere stata la Principessa Anna oppure Lady Elizabeth Hastings, ma vi
ragione di ritenere che fosse la Principessa. Che la Chiesa si sia
intascato il denaro solo una supposizione, giustificata peraltro
dalla sua storia.
22 - "Ode for Music", presentata presso il Senato Accademico di
Cambridge l'1 luglio 1769.
23 - "Vi assicuro che non sono un nemico delle donne. Sono molto
favorevole al loro impiego come operaie o in altre mansioni
subalterne. Nutro tuttavia seri dubbi circa le loro possibilit di
riuscita nel mondo degli affari come capitaliste. Sono sicuro che
nella maggior parte dei casi i loro nervi non reggerebbero alla
tensione; e poi le donne nella grande maggioranza mancano nel modo pi
assoluto dell'autodisciplina e del riserbo indispensabili per
qualunque tipo di lavoro in collaborazione. Di qui a duemila anni pu
darsi che sarete diverse, ma la donna di oggi non farebbe che
civettare con gli uomini e bisticciare con le altre donne". Estratto
di una lettera di Walter Bagehot a Emily Davies che gli aveva chiesto
la sua collaborazione per fondare Girton.
24 - "Recollections and Reflections", di Sir J. J. Thomson, p.p. 8687-88, 296-7.
25 - "L'Universit di Cambridge rifiuta tuttora di ammettere le donne
come membri con pieni diritti; i titoli che concede loro sono
puramente nominali e non danno il diritto di partecipare alla
conduzione dell'Universit". ("Memorandum on the Position of English
Women in Relation to that of English Men", di Philippa Strachey, p.
26, 1935). Ci nonostante, il governo concede un "generoso
finanziamento", con il denaro di tutti i cittadini, all'Universit di
Cambridge.
26 - "Il numero complessivo delle studentesse residenti presso gli
Istituti Femminili di Istruzione Superiore legalmente riconosciuti che
frequentano l'Universit o lavorano presso i laboratori o i musei
dell'Universit non dovr superare un totale di cinquecento allieve".
("The Student Handbook to Cambridge", 1934-35, p. 616). Whitaker ci
informa che il numero degli studenti maschi residenti a Cambridge
nell'ottobre 1935 era 5328. N sembrano esistere limitazioni di sorta.
27 - L'elenco delle borse di studio maschili a Cambridge, pubblicato
su "The Times" del 20 dicembre 1937 misura all'incirca settantasette
centimetri; quello delle borse di studio femminili a Cambridge misura
circa dodici centimetri. I colleges maschili sono per diciassette,
mentre l'elenco qui misurato ne include solo undici. I settantasette

centimetri andrebbero dunque aumentati. I colleges femminili sono solo


due, entrambi compresi nella misurazione.
28 - Finch visse Lady Stanley di Alderley, a Girton non ci fu la
cappella. "Quando le proposero di costruire una cappella, lei si
oppose, dicendo che tutti i fondi disponibili dovevano essere spesi
per l'istruzione. 'Finch sono viva io non ci saranno cappelle a
Girton', era solita dire. L'attuale cappella fu costruita
immediatamente dopo la sua morte". ("The Amberley Papers", Patricia e
Bertrand Russell, vol., p. 17). Almeno il suo spirito avesse avuto
altrettanta influenza del suo corpo! Ma gli spiriti, come noto, non
hanno il libretto degli assegni.
29 - "Ho l'impressione che le scuole femminili si sono accontentate,
in complesso, di riprodurre gli orientamenti educativi delle
istituzioni da pi tempo affermate, destinate all'educazione del mio
sesso, il sesso debole. Personalmente sono convinto che il problema
dovrebbe essere affrontato da qualche mente geniale e originale su
basi completamente diverse...". ("Things Ancient and Modern", di C. A.
Alington, p.p. 216-17). Non occorre essere dei gni per capire che gli
"orientamenti" devono essere, innanzitutto, pi economici. Ma sarebbe
interessante sapere in che senso usata la parola "debole" in questo
contesto. Il dottor Alington, essendo stato direttore di Eton,
dovrebbe sapere che il suo sesso non solo ha ricevuto ma detiene
tuttora le cospicue rendite di quell'antica fondazione, prova questa,
si sarebbe portati a supporre, non gi di debolezza bens di potenza
sessuale. Che Eton non sia "debole", almeno da un punto di vista
materiale, lo dimostra la seguente citazione del medesimo dottor
Alington: "In esecuzione della proposta di una delle Commissioni
governative per l'istruzione, il Sovrintendente e il corpo accademico
di Eton decisero, ai tempi miei, che tutte le nostre borse di studio
avessero un valore minimo fisso, da aumentarsi a discrezione in caso
di bisogno. Gli aumenti furono cos discreti che ora abbiamo diversi
studenti che non devono pagare nulla n per il mantenimento n per gli
studi". Uno dei benefattori di Eton fu il defunto Lord Rosebery. "Fu
molto generoso con la nostra scuola", ci informa il dottor Alington,
"istituendo una borsa di studio per ]a storia, in relazione alla quale
accadde un episodio caratteristico. Mi chiese se la donazione fosse
sufficiente e io suggerii di aggiungere 200 per coprire anche il
pagamento della commissione d'esame. Lord Rosebery ci sped un assegno
di 2.000; quando gli fu fatta notare la differenza in eccesso,
rispose - e conservo ancora la sua lettera - che gli era sembrato
meglio fare cifra tonda". (Op. cit., p.p. 163, 186). La somma totale
spesa al Cheltenham College for Girls nel 1854, per stipendi e
commissioni d'esame, ammontava a 1.300; "e in dicembre risult un
deficit di 400". ("Dorothea Beale of Cheltenham", di Elizabeth
Raikes, p. 91).
30 - L'uso degli aggettivi "assurdo e immorale" richiede una
precisazione. Sarebbe sciocco sostenere che tutte le lezioni di questo
tipo e tutti coloro che le tengono sono "assurdi e immorali"; ci sono
molte materie che si possono insegnare solo con grafici e
dimostrazioni dirette. Nel testo i due aggettivi sono riferiti
esclusivamente ai figli e alle figlie di uomini colti che insegnano in

questo modo ai loro fratelli e sorelle la letteratura inglese; il


sistema definito "assurdo e immorale" perch si tratta di un
arcaismo risalente al medioevo, quando i libri erano rari; perch deve
la sua sopravvivenza a motivi pecuniari; o a una superficiale
curiosit; perch la pubblicazione sotto forma di dispense prova
sufficiente dell'effetto negativo che il pubblico ha sul conferenziere
dal punto di vista intellettuale, perch dal punto di vista
psicologico l'eminenza ottenuta con l'aiuto di una pedana coltiva la
vanit e l'autoritarismo. Inoltre la riduzione della letteratura
inglese a materia d'esame va guardata con sospetto da tutti coloro che
hanno conoscenza diretta della difficolt di quest'arte e quindi della
assoluta superficialit del giudizio positivo o negativo di un
esaminatore; e con profondo rammarico da quanti vorrebbero che almeno
una delle arti evitasse di cadere nelle mani di mediatori e
intermediari e si mantenesse libera da ogni sia pur minima
associazione con la competitivit e il desiderio di guadagno. E anche
la violenza con cui oggi le varie correnti letterarie si combattono e
la rapidit con cui i gusti cambiano possono con qualche ragione
essere fatte risalire al potere che una mente matura che predica a
menti immature pu avere di infettarle con opinioni rigide seppur
passeggere e di colorire quelle opinioni di pregiudizi personali. N
si pu dire che il livello della critica o della letteratura creativa
si sia elevato. Una deplorevole prova della docilit mentale a cui
stata ridotta la giovent data (come ogni scrittore pu
testimoniare) dal costante aumento delle richieste di simili
conferenze sulla letteratura inglese, e questo da parte della classe
che dovrebbe aver imparato a leggere a casa propria, la classe colta.
Se vera la giustificazione che viene portata a volte, che quello a
cui tendono le associazioni letterarie universitarie non tanto la
conoscenza della letteratura, quanto un'occasione d'incontro con gli
scrittori, ebbene per questo ci sono i cocktails e c' lo sherry,
entrambi molto migliori senza l'aggiunta di Proust. Il discorso non
vale, s'intende, per coloro che non hanno libri in casa. Se la classe
operaia trova pi facile assimilare la letteratura inglese per
trasmissione orale, ha tutto il diritto di chiedere alla classe colta
di aiutarla con questo sistema. Ma per i figli e le figlie della
classe colta continuare anche dopo i diciotto anni d'et a sorseggiare
la letteratura inglese un goccio per volta con la cannuccia
un'abitudine che merita di essere definita assurda e immorale;
definizione che pu giustamente applicarsi, con enfasi maggiore, a
coloro che fanno da mezzani.
31 - E' difficile conoscere l'ammontare esatto delle somme assegnate
dalla famiglia alle figlie degli uomini colti prima del matrimonio.
Sophia Jex-Blake riceveva dalle trenta alle quaranta sterline l'anno;
e suo padre apparteneva all'alta borghesia. Lady M. Lascelles, figlia
di un conte, nel 1860 ricevette, pare, 100; il signor Barrett, un
ricco commerciante, passava alla figlia Elizabeth "dalle quaranta alle
quarantacinque sterline... ogni tre mesi, dopo averne dedotto la tassa
sul reddito". Ma quella cifra rappresentava l'interesse delle 8.000,
"poco pi o poco meno, ... difficile farselo dire", che Elizabeth
possedeva "in titoli di stato", "con tassi diversi", ma che,
evidentemente, pur appartenendo alla figlia, erano controllate dal
signor Barrett. Ma queste erano donne non sposate. Le donne sposate
non ebbero diritto a possedere beni fino all'approvazione del Married

Woman's Property Act, nel 1870. Lady St Helier scrive che, poich il
suo contratto matrimoniale era stato steso in conformit alla legge di
prima, "i miei beni dotali vennero intestati a mio marito, e io non
potevo usarne personalmente ...non possedevo neppure un libretto degli
assegni, n potevo in alcun modo procurarmi del denaro, altro che
chiedendone a mio marito. Lui era buono e generoso, ma condivideva
l'idea vigente allora che i beni della donna appartengono al marito...
pagava lui tutti i miei conti, teneva lui il mio libretto bancario, e
mi passava una piccola somma per le mie spese personali". ("Memories
of Fifty Years", di Lady St Helier, p. 341). Per non ci dice a quanto
ammontasse. Le somme assegnate ai figli maschi erano notevolmente pi
alte. 200 all'anno erano considerate appena sufficienti, intorno al
1880, per uno studente di Balliol, un college "tradizionalmente
frugale". Con quella somma "non potevano andare a caccia n giocare
d'azzardo... Ma con un po' di attenzione, e una famiglia a cui
appoggiarsi durante le vacanze, riuscivano a farla bastare". ("Anthony
Hope and His Books", di Sir C. Mallet, p. 38). Oggi la somma
necessaria molto pi alta. Gino Watkins "non spendeva mai di pi
delle 400 del suo assegno annuo, con cui si pagava tutte le spese
del college e anche le vacanze". ("Gino Watkins", di J. M. Scott, p.
59). Questo a Cambridge pochi anni fa.
32 - Quale inesauribile oggetto di scherno e di ridicolo abbiano
rappresentato per tutto il diciannovesimo secolo le donne per i loro
tentativi di accedere a quell'unica professione i lettori di romanzi
lo sanno bene, giacch tali sforzi costituiscono una buona met del
repertorio fisso di situazioni della narrativa. Ma le biografie ci
mostrano quanto anche nel nostro secolo sia naturale, persino per gli
uomini pi illuminati, considerare le donne come zitelle tutte senza
eccezioni aspiranti al matrimonio. Per esempio: "'Dio mio, che ne sar
di loro?' mormor tristemente (G. L. Dickinson) nell'osservare la
processione di coraggiose ma scoraggianti zitelle che si affollavano
nella corte principale di King's College; 'Io non lo so, e neppure
loro lo sanno'. Quindi, abbassando la voce per timore forse che i
libri sugli scaffali lo potessero udire, concluse: 'Mio Dio, quello di
cui hanno bisogno un marito! '" ("Goldsworthy Lowes Dickinson", di
E. M. Forster, p. 106). "Quello di cui avevano bisogno" avrebbe potuto
essere il fro, la Borsa, o delle stanze nel Gibbs's Building, se
avessero avuto facolt di scelta. Ma non l'avevano; perci il commento
di G. L. Dickinson era pi che naturale.
33 - "Di tanto in tanto, almeno nelle grandi case, era consuetudine
dare un banchetto, i cui partecipanti venivano scelti e invitati con
grande anticipo, e nel quale il vero festeggiato e santo patrono era
lui, il fagiano. L'occasione e la ragion d'essere del banchetto, era
la caccia. Allora il capofamiglia poteva imporsi. Se la sua casa
doveva riempirsi fino a scoppiare, se dovevano essere stappate le
migliori bottiglie del suo vino, se doveva essere sacrificata la sua
selvaggina migliore, allora per quella partita voleva i fucili
migliori. Immaginate che disperazione per una madre che aveva figlie
da maritare sentirsi dire che proprio quello tra tutti i loro
conoscenti che pi avrebbe desiderato invitare era un pessimo tiratore
e quindi assolutamente inammissibile al banchetto!" ("Society and the
Season", di Mary, contessa di Lovelace, in "Fifty Years, 1882-1932",
p. 29).

34 - Un'idea di quello che gli uomini avrebbero voluto che le loro


mogli dicessero e facessero, almeno nel diciannovesimo secolo, la
possiamo dedurre dalle allusioni contenute nella seguente lettera di
John Bowdler, "indirizzata a una giovane donna da lui molto stimata,
poco tempo prima delle nozze di lei". "E, soprattutto, evita tutto
quello che SIA PUR LONTANAMENTE indelicato o sconveniente. Le donne
NON SI IMMAGINANO NEPPURE quanto disgusto susciti in un uomo il minimo
segno di indelicatezza in un'appartenente al sesso femminile,
soprattutto in una a lui vicina. Nell'accudire ai bambini e nel curare
gli ammalati, le donne troppo facilmente tendono a acquistare
l'abitudine di conversare di simili argomenti con un linguaggio che
scandalizza gli uomini d'animo delicato". ("Life of John Bowdler", p.
123). Ma, pur essendo una dote cos indispensabile in una donna, una
volta sposati, la delicatezza poteva all'occasione essere accantonata.
"Intorno agli anni '70 del nostro secolo Sophia Jex-Blake e le sue
compagne combattevano con grande vigore la battaglia per l'accesso
delle donne alla professione medica, mentre i medici con vigore ancora
maggiore si opponevano alla loro ammissione, con il pretesto che per
una donna sarebbe stato sconveniente e depravante dover studiare e
affrontare problemi di medicina molto delicati e intimi. A
quell'epoca, Ernest Hart, direttore del 'British Medical Journal', mi
disse che la maggior parte degli articoli che riceveva per la
pubblicazione, e che trattavano di problemi di medicina molto delicati
e intimi, erano scritti con grafia femminile; dalle mogli dei medici,
evidentemente, a cui i mariti li avevano dettati. A quei tempi non
esistevano macchine da scrivere n stenografi". ("The Doctor's Second
Thoughts", di Sir J. Crichton-Browne, p.p. 73, 74)
L'ipocrisia della delicatezza, tuttavia, era gi stata notata molto
tempo fa. Nella "Fable of the Bees" (1714), Mandeville scrive:
"...vorrei per prima cosa far notare che la Modestia delle Donne il
risultato del Costume e dell'Educazione, per cui Denudarsi quando non
si conviene e il Parlar sporco sono resi paurosi e abominevoli ad
esse; e ci nonostante la pi Virtuosa delle Giovani di questa terra,
malgrado suo, sentir nascere nella sua Fantasia Pensieri e Immagini
confuse di Cose che non rivelerebbe a certe Persone per Nulla al
Mondo".

DUE.

1 - Queste le parole precise di uno di tali appelli: "Con la presente

Le chiediamo di mettere da parte per noi indumenti che non usa pi...
Saranno ben accette anche calze di ogni tipo, non importa in quali
condizioni di usura. Il Comitato rileva che offrendo tali indumenti a
basso prezzo... si rende un utilissimo servizio a tutte le donne la
cui professione richiede che indossino abiti presentabili ma che non
possono acquistarli ai prezzi correnti". (Estratto da una lettera
della London and National Society for Women's Service, 1938) .
2 - "The Testament of Joad", di C. E. M. Joad, p.p. 201-11. Poich le
associazioni direttamente o indirettamente organizzate da donne
inglesi sono talmente numerose che sarebbe troppo lungo citarle tutte,
evidente che la critica del signor Joad non va presa sul serio,
anche se dal punto di vista psicologico molto illuminante. Per un
elenco delle iniziative pacifiste delle donne d'affari, libere
professioniste e operaie, vedi "The Story of the Disarmament
Declaration", p. 15.
3 - "Experiment in Autobiography", di H. G. Wells, p. 486. Pu darsi
che il movimento maschile "diretto a contrastare il virtuale
annullamento della libert degli uomini da parte del fascismo e del
nazismo" sia stato pi degno di nota. Ma che abbia ottenuto risultati
migliori rimane dubbio. "I nazisti hanno ora il controllo sull'intero
territorio austriaco" (dai giornali del 12 marzo 1938).
4 - "Le donne, secondo me, non dovrebbero sedere a tavola con gli
uomini; la loro presenza rovina la conversazione perch tende a farla
diventare banale e formale o nella migliore delle ipotesi volutamente
intellettuale". ("Under the Fifth Rib", di C.E.M. Joad, p. 58). La
franchezza del signor Joad davvero ammirevole, e se tutti coloro che
condividono i suoi sentimenti fossero capaci di esprimerli altrettanto
apertamente il problema della padrona di casa - chi invitare e chi no
- ne risulterebbe alleggerito e le verrebbe risparmiata tanta inutile
fatica. Se coloro che a pranzo preferiscono la compagnia del proprio
sesso segnalassero il fatto appuntandosi una coccarda sull'abito, che
so, rossa per gli uomini e bianca per le donne, mentre coloro che
gradiscono una compagnia mista portassero all'occhiello un bottone
bicolore, rosso e bianco, non solo si eviterebbero imbarazzo e
equivoci, ma la sincerit del bottone riuscirebbe forse a spazzar via
una certa forma di ipocrisia sociale ora troppo diffusa. In attesa che
questo avvenga, il candore del signor Joad merita il pi alto encomio,
e i suoi desideri la pi esplicita osservanza.
5 - Secondo la signora H. M. Swanwinck, la W.S.P.U. ricevette
"nell'anno 1912 donazioni per un totale di 42.000". ("I Have Been
Young", di H. M. Swanwick, p. 189). Le spese complessive della Women's
Freedom League nello stesso anno ammontarono a 26.772 12 s. 9 d. Ma
le due associazioni erano, naturalmente, in concorrenza.
6 - "Ma, tranne casi eccezionali, la media dei guadagni delle donne
generalmente bassa, e guadagnare 250 all'anno un'impresa anche per
una donna altamente qualificata con anni di esperienza alle spalle".
("Careers and Openings for Women", di Ray Strachey, p. 70). Ci
nonostante, "negli ultimi vent'anni, il numero delle donne che
svolgono attivit professionali ha subito un rapidissimo incremento,
arrivando a circa 400.000 nel 1931, a cui vanno aggiunte le donne

occupate come segretarie o impiegate nella Pubblica Amministrazione".


(Op. cit., p. 44).
7 - Le entrate del Partito Laburista nel 1936 furono di 50.153.
("Daily Telegraph", settembre 1937).
8 - "The British Civil Service. The Public Service", di William A.
Robson, p. 16.
Il professor Ernest Barker propone l'istituzione di un esame
alternativo di ammissione alle Pubbliche Carriere per "uomini e donne
di una generazione precedente" che hanno alcuni anni di esperienza
lavorativa nel campo dell'assistenza e del servizio sociale. "Le
donne, in particolare, ne verrebbero facilitate. Nell'attuale forma di
aperta competizione solo una piccolissima percentuale di candidati
donne superano l'esame; in realt sono pochissime le donne che
presentano la loro candidatura. Con il sistema alternativo che
proponiamo possibile, e anzi probabile, che si presenti una
percentuale molto pi alta di donne. Le donne posseggono talento e
doti innate per l'assistenza e il servizio sociale e l'esame
alternativo offrirebbe loro la possibilit di dimostrare quel talento
e quelle doti. Potrebbe anche rappresentare un nuovo incentivo a
intraprendere le carriere amministrative dello Stato, in cui si sente
il bisogno delle loro doti e della loro presenza". ("The British Civil
Servant". "The Home Civil Service", del prof. Enest Barker, p. 41). Ma
finch il servizio domestico continuer a essere cos impegnativo,
difficile immaginare come qualsiasi incentivo possa rendere le donne
libere di offrire "le doti e la loro presenza" allo Stato, a meno che
lo Stato stesso si assuma la cura dei genitori anziani, o stabilisca
che un reato penalmente perseguibile, da parte delle persone anziane
di entrambi i sessi, pretendere i servigi delle figlie in casa.
9 - Da un discorso del signor Baldwin a Downing Street in occasione di
un ricevimento a beneficio del Newnham College Building Fund, il 31
marzo 1936.
10 - L'effetto che fa una donna sul pulpito viene cos definito in
"Women and the Ministry, Some Consideration on the Report of the
Archibishops' Commission on the Ministry of-Women", 1936, p 24. "Noi
sosteniamo tuttavia che la celebrazione degli uffici divini da parte
delle donne... tenderebbe a abbassare il tono generale del culto
cristiano, cosa che non si verifica nel caso di celebranti uomini
quando la comunit dei fedeli prevalentemente o anche esclusivamente
femminile. E' un alto omaggio alla nobilt della femminilit cristiana
che si possa esprimere questa conclusione; d'altro canto non facciamo
che rilevare un dato di fatto quando affermiamo che nei pensieri e nei
desideri del sesso femminile il naturale si assoggetta al
soprannaturale e il carnale allo spirituale pi facilmente di quanto
avvenga nell'uomo; e che la celebrazione dei riti divini da parte di
sacerdoti maschi non risveglia di norma quella parte della natura
femminile che durante il culto di Dio onnipotente bene che rimanga
sopita. Siamo altres convinti che riuscirebbe impossibile ai
componenti maschili di una normale comunit anglicana assistere a
funzioni officiate da una donna senza avere indebitamente presente il
sesso del celebrante".

A giudizio della commissione episcopale, dunque, le donne cristiane


sono pi spirituali degli uomini cristiani: un motivo un po' strano,
forse, ma senza dubbio sufficiente per escluderle dal sacerdozio.
11 - "Daily Telegraph", 20 gennaio 1936.
12 - "Daily Telegraph", 1936.
13 - "Daily Telegraph", 22 gennaio 1936.
14 - "Non esistono, per quanto ne so, norme universalmente valide su
questo punto (i rapporti sessuali tra funzionari statali); ma non c'
dubbio che dai funzionari degli enti statali o locali di entrambi i
sessi ci si attende che osservino certe convenzioni e evitino
qualunque comportamento che possa ricevere pubblicit sui giornali e
trovare spazio sulle pagine definite 'scandalistiche'. Fino a poco
tempo fa i rapporti sessuali tra funzionari delle Poste venivano
puniti con il licenziamento in tronco di entrambi gli interessati.
...Il problema di evitare la pubblicit degli organi di stampa di
abbastanza facile soluzione per quel che riguarda i procedimenti
giudiziari, ma le restrizioni alla condotta dei funzionari pubblici
arrivano al punto d'impedire alle donne (che di norma devono perci
ripiegare sul matrimonio) di coabitare pubblicamente con un uomo. La
questione assume quindi un colore ben diverso". ("The British Civil
Servant. The Public Service", di William A. Robson, p.p. 14, 15).
15 - Nella maggior parte dei club maschili le donne sono confinate in
una saletta apposita e escluse dalle altre sale non si sa in onore a
quale principio, se a quello osservato in S. Sofia che la donna
impura, o a quello osservato a Pompei, che troppo pura.
16 - Il potere degli organi di stampa di affossare qualunque
discussione su argomenti scomodi era ed tuttora enorme. Fu uno degli
"eccezionali ostacoli" che Josephine Butler dovette superare nella sua
campagna contro la legge sulle malattie infettive. "Agli inizi del
1870 gli organi di stampa londinesi cominciarono a adottare quella
politica del silenzio che dur molti anni e che provoc da parte della
Ladies' Association la famosa 'Protesta contro la congiura del
silenzio' a firma di Harriet Martineau e Josephine E. Butler, che si
chiudeva con le seguenti parole: 'E' certo che, finch pu esistere
una simile congiura del silenzio in cui sono coinvolti i pi
autorevoli giornalisti, noi inglesi esageriamo di molto nel
considerarci un popolo libero che incoraggia la libert di stampa e si
vanta di godere del diritto di sentire entrambe le parti in una cos
grave questione morale e legislativa'". ("Personal Reminiscences of a
Great Crusade", di Josephine E. Butler, p. 49). Anche in occasione
della battaglia per il voto la stampa ha fatto efficacemente ricorso
al boicottaggio. E ancora molto recentemente, nel luglio 1937,
Philippa Strachey, in una lettera intitolata "La congiura del
silenzio", pubblicata (va detto a suo onore) dallo "Spectator", ebbe a
scrivere, ripetendo quasi le stesse parole di Josephine Butler:
"Centinaia di migliaia di uomini e donne hanno preso parte a ripetute
iniziative volte a indurre il governo a eliminare dal progetto di
legge sulle pensioni per i ceti impiegatizi la disposizione che per la

prima volta introduce limiti di reddito differenziati per gli uomini e


per le donne aventi diritto alla pensione... Per tutto lo scorso mese
il progetto di legge stato discusso alla Camera dei Lord, dove
questa disposizione ha incontrato forte e decisa opposizione da parte
di tutti gli schieramenti politici... Si tratta di avvenimenti che
rivestono interesse sufficiente da essere riportati sulla stampa
quotidiana. Eppure sono stati fatti passare sotto il silenzio pi
totale dai quotidiani, dal "Times" al "Daily Herald"... Il trattamento
discriminatorio nei confronti delle donne ha suscitato in loro un
fortissimo risentimento, quale non si era pi registrato dal tempo
della battaglia per il voto... Come si spiega che la stampa non ne
abbia mai dato notizia?"
17 - Durante la battaglia di Westminster vennero inflitte anche,
s'intende, ferite corporali. Anzi la lotta per il diritto di voto fu
probabilmente pi violenta di quanto ora si voglia ammettere. Per
esempio, Flora Drummond dice: "Sia che abbiamo ottenuto il voto con la
nostra militanza, come credo io, sia che ce l'abbiano concesso per
altre ragioni, come sostengono alcuni, non credo che la nuova
generazione possa riuscire a immaginare la furia e la brutalit
risvegliate dalla nostra rivendicazione del voto per le donne, meno di
trent'anni fa". (Flora Drummond sul "Listener", 25 agosto 1937).
Probabilmente la nuova generazione talmente abituata alla furia e
alla brutalit che la rivendicazione di ogni forma di libert provoca,
che non le rimangono emozioni da spendere per questo caso particolare.
Inoltre quella lotta non ancora stata fatta rientrare nel numero
delle lotte che hanno reso l'Inghilterra la patria della libert, e
gli inglesi i suoi paladini. Ancor oggi della battaglia per il voto si
parla di solito in termini di stizzosa disapprovazione: "...e le
donne... non avevano ancora dato inizio alla serie sistematica di
incendi, violenze e distruzioni di quadri che doveva alla fine
dimostrare ai pezzi grossi di entrambi i partiti la loro idoneit a
far parte dell'elettorato". ("Reflections and Memories", di Sir John
Squire, p. 10). La nuova generazione va dunque scusata se crede che
non ci sia stato nulla di eroico in una lotta che si risolta con
qualche vetro infranto, qualche gamba rotta e uno sfregio, peraltro
non irreparabile, al ritratto di Henry James dipinto da Sargent. A
quanto pare incendi violenze e distruzioni di quadri diventano eroici
soltanto quando a compierli sono uomini armati di mitragliatrici.
18 - "The Life of Sophia Jex-Blake", di Margaret Todd, p. 72.
19 - "Si parlato e scritto molto in questi ultimi tempi delle opere
e dei meriti di Sir Stanley Baldwin durante il suo mandato di Primo
Ministro, e molto resta da dire. Mi si consenta tuttavia di richiamare
l'attenzione su ci che ha fatto Lady Baldwin. Nel 1929, quando fui
chiamato a far parte della direzione di questo ospedale, l'uso di
analgesici (per alleviare il dolore) nei normali casi di maternit in
corsia era pressocch sconosciuto, mentre ora di ordinaria
amministrazione praticamente nella totalit dei casi; e ci che vale
per questo ospedale vale anche per tutti gli altri dello stesso tipo.
Un cambiamento cos importante in cos breve tempo fu dovuto
all'iniziativa, all'interessamento e all'infaticabile attivit della
allora signora Baldwin..." (da una lettera al "Times", di C. S.

Wentworth Stanley, Presidente del Consiglio di Amministrazione del


City of London Maternity Hospital, 1937). Da quando venne usato per la
prima volta il cloroformio, per la regina Vittoria alla nascita del
principe Leopoldo nell'aprile 1853, "i normali casi di maternit in
corsia" hanno dovuto attendere settantasei anni perch le loro
sofferenze venissero alleviate.
20 - Secondo il "Debrett", i Cavalieri e le Dame dell'Eccellentissimo
Ordine dell'Impero Britannico portano un distintivo fatto di "una
croce di Gerusalemme di madreperla e smalto, frangiata e sormontata da
un medaglione d'oro su cui riprodotta Britannia seduta entro un
cerchio rosso sul quale inciso il motto 'Per Dio e per l'Impero'".
Questo uno dei pochi ordini aperti alle donne, in cui peraltro la
loro posizione subalterna sottolineata dal fatto che nel loro caso
il nastro largo solo due pollici e un quarto, mentre quello dei
Cavalieri largo tre pollici e tre quarti. Anche la croce di misura
diversa. Il motto tuttavia uguale per i due sessi e deve quindi
significare che coloro che si mettono quel cartellino al collo vedono
una qualche relazione tra la Divinit e l'Impero e si dichiarano
pronti a difendere l'una e l'altro. Cosa accadr se Britannia seduta
nel suo cerchio rosso dovesse trovarsi in contrasto (cosa affatto
inconcepibile) con quell'altra autorit il cui trono non appare nel
medaglione, "Debrett" non ce lo dice, e i Cavalieri e le Dame dovranno
prendere da soli una decisione.
21 - "Life of Sir Ernest Wild", Consigliere della Corona, di R. J.
Rackham, p. 91.
22 - Da un discorso di Lord Baldwin riportato sul "Times" del 20
aprile 1936.
23 - "Life of Charles Gore", di G. L. Prestige, p.p. 240-1.
24 - "Life of Sir William Broadbent", Cavaliere dell'ordine della
Regina Vittoria, Membro della Royal Society, a cura della figlia M. E.
Broadbent, p. 242.
25 - "The Lost Historian, a Memoir of Sir Sidney Low", di Desmond
Chapman-Huston, p. 198.
26 - "Thoughts and Adventures", del Molto Onorevole Winston Churchill,
p. 57.
27 - Da un discorso tenuto a Belfast da Lord Londonderry riportato sul
"Times" dell'11 luglio 1936.
28 - "Thoughts and Adventures", cit., p. 279.
29 - "Daily Herald", 13 febbraio 1935.
30 - "Faust", di Goethe, nella traduzione a cura di Franco Fortini.
31 - "The Life of Charles Tomlinson", scritta dalla nipote Mary
Tomlinson, p. 30.

32 - "Miss Weeton, Journal of a Governess, 1807-1811", a cura di


Edward Hall, p.p. 14, XVII.
33 - "A Memoir of Anne Jemina Clough", di B. A. Clough, p. 32.
34 - "Personal Reminiscences of a Great Crusade", di Josephine Butler,
p. 189.
35 - "Tu ed io sappiamo che poco importa se il nostro destino di
essere i piloni invisibili conficcati nel fondo melmoso su cui
poggiano le arcate che reggono il ponte. Non c'importa se, dopo, la
gente si dimentica persino che esistono; se alcuni verranno consumati
per fare degli esperimenti, prima che si scopra il modo migliore di
costruire il ponte. Siamo contente di far parte di questi piloni. Ci
sta a cuore il ponte, non quale parte ne siamo; e siamo convinte che
fino all'ultimo tutte terranno presente che questo deve essere il
nostro unico fine". (Lettera di Octavia Hill alla signora N. Senior,
20 settembre 1874. "The Life of Octavia Hill", di C. Edmund Maurice,
p.p. 307-8).
Octavia Hill fu l'iniziatrice del movimento per "garantire alloggi pi
decenti ai poveri e spazi verdi per tutti... In tutti i nuovi
quartieri popolari di Amsterdam stato adottato il 'sistema di
Octavia Hill'. Nel gennaio del 1928 erano stati costruiti non meno di
28.648 alloggi". (Octavia Hill, dalle lettere pubblicate da Emily S.
Maurice, p.p. 10-11).
36 - Nel 1914 la Nobildonna Monica Grenfell si present all'ospedale a
curare i feriti accompagnata dalla cameriera. La cameriera personale
ha sempre svolto una parte cos importante nella vita dell'alta
borghesia inglese, che sembra giusto offrirle un qualche
riconoscimento. Aveva dei doveri molto particolari. Per esempio doveva
accompagnare la sua padrona se questa si recava a Piccadilly "dove gli
uomini avrebbero potuto guardarla dalle finestre del loro club",
mentre la sua presenza non era necessaria a Whitechapel, "dove
potevano esserci malfattori in agguato dietro a ogni angolo". Il suo
compito era certamente dei pi ardui. Chi ha letto il famoso
epistolario sa bene quale ruolo gioc Wilson nella vita privata di
Elizabeth Barrett. Pi tardi (verso il 1889-92) troviamo Gertrude Bell
che "andava con Lizzie, la sua cameriera, alle mostre d'arte; Lizzie
la veniva a prendere ai ricevimenti; con Lizzie and a visitare la
Comunit di Whitechapel dove lavorava Mary Talbot...". ("Earlier
Letters of Gertrude Bell", a cura di Lady Richmond). Basta pensare
alle ore che passava in attesa nei guardaroba, agli ettari che copriva
nelle gallerie d'arte, ai chilometri che percorreva per le vie del
West End, per concludere che, se ai giorni nostri l'epoca di Lizzie
ormai vicina alla fine, le sue giornate, allora, non finivano mai. Non
ci resta che sperare che l'idea di mettere in pratica i comandamenti
di San Paolo nelle sue lettere a Tito e ai Corinzi le fosse di
sostegno; e che la consapevolezza di fare del suo meglio per
consegnare intatto nelle mani del padrone il corpo della sua padrona
le fosse di consolazione. Tuttavia, poich la carne debole e il
seminterrato infestato di scarafaggi, essa deve avere pi volte
deprecato la castit di San Paolo da un lato e la sensualit dei
signori di Piccadilly dall'altro. E' motivo di grande rammarico dover

rilevare che nel "Dictionary of National Biography" non sono riportate


vite di cameriere su cui basare una descrizione pi documentata.
37 - "The Earlier Letters of Gertrude Bell", raccolte e pubblicate da
Elsa Richmond, p.p. 217-18.
38 - Il problema della castit, della mente e del corpo, un problema
di grande interesse e complessit. Il concetto di castit vigente
nelle et vittoriana, edoardiana e per gran parte del regno di Giorgio
Quinto si fondava, per non risalire troppo indietro, sulle parole di
San Paolo. Per comprendere il significato delle quali bisognerebbe
capire la sua psicologia e il suo ambiente, compito tutt'altro che
facile, data la sua frequente oscurit e la mancanza di materiale
biografico. Possiamo tuttavia inferire che San Paolo indubbiamente era
un poeta e un profeta, ma mancava di capacit logiche ed era
sprovvisto di quell'abitudine all'introspezione che spinge anche
l'individuo meno poetico e meno profetico di oggigiorno a analizzare
le proprie emozioni. Pertanto, la sua famosa presa di posizione sul
problema del velo, su cui sembra fondarsi la teoria della castit
delle donne, offre il fianco a molteplici critiche. Nella lettera ai
Corinzi egli basa la sua dimostrazione che la donna deve avere la
testa velata quando prega o fa profezie sull'assunto che non portare
il velo " la stessa medesima cosa che avere il capo rasato". Ammesso
questo, dobbiamo chiederci: che c' di vergognoso nell'avere il capo
rasato? Invece di rispondere, San Paolo fa un'altra affermazione
assoluta: "L'uomo infatti non deve velarsi perch egli l'immagine e
la gloria di Dio"; dal che sembrerebbe che non radersi il capo che
male; male essere donna e radersi il capo. Ed male, per la donna,
perch "la donna la gloria dell'uomo". Se San Paolo avesse detto
esplicitamente che gli piacevano i lunghi capelli delle donne, molte
di noi gli avrebbero dato ragione e l'avrebbero stimato di pi per
averlo ammesso. Ma a San Paolo dovettero sembrare preferibili altre
ragioni, perch subito dopo aggiunge: "Perch l'uomo non appartiene
alla donna, ma la donna all'uomo; n l'uomo fu creato per la donna, ma
la donna per l'uomo: a causa di ci dovrebbe la donna portare in capo
un segno di autorit, a causa degli angeli". Non ci dato di sapere
cosa pensassero gli angeli dei capelli lunghi; San Paolo stesso non
deve essere stato troppo sicuro del loro appoggio, altrimenti non
avrebbe sentito la necessit di ricorrere alla solita complice, la
Natura. "Non forse la natura stessa a insegnarci che se un uomo
porta i capelli lunghi, ci disonorevole per lui? Ma se una donna
porta i capelli lunghi, ci una gloria per lei: infatti le sono
stati dati i capelli per coprirsi. Tranne che per i ribelli, noi
uomini non seguiamo tale costume, e neppure le chiese di Dio".
L'argomentazione basata sulla natura a noi sembra che lasci un po' a
desiderare; la natura, quando si allea al privilegio economico,
raramente di origine divina; ma, se le premesse sono un po'
vacillanti, la conclusione ferma e sicura: "Che le donne stiano in
silenzio in chiesa: ch a loro non permesso parlare; e che siano
sottomesse, come afferma inoltre la legge". Dopo aver cos invocata la
complicit della ben collaudata ma sempre sospetta trinit, gli
angeli, la natura, la legge, a sostegno della propria opinione
personale, San Paolo giunge alfine alla conclusione di cui avevamo
avuto sentore fin dall'inizio: "E se v' qualcosa che vogliono sapere,

lo chiedano al marito a casa: ch vergognoso per una donna parlare


in chiesa". La natura di quella "vergogna" intimamente legata alla
castit, viene, via via che la lettera procede, notevolmente
contaminata. E' evidente, infatti, che vi sono mescolati pregiudizi
sessuali e personali. San Paolo non era soltanto, ovviamente, uno
scapolo (per il rapporto con Lydia si veda Renan, "Saint Paul", p.
149. "Est-il cependant absolument impossibile que Paul ait contract
avec cette soeur une union plus intime? On ne aurait l'affirmer"), e,
al pari di tanti scapoli, piuttosto sospettoso nei confronti
dell'altro sesso; era anche un poeta e, al pari di tanti poeti,
preferiva far profezie lui stesso piuttosto che ascoltare le profezie
degli altri. Apparteneva inoltre al tipo d'uomo virile o dominante,
cos diffuso oggi in Germania, per la cui gratificazione
indispensabile avere a disposizione una razza o un sesso sottomessi.
La castit quale la definisce San Paolo risulta dunque essere un
concetto complesso, fondato sull'amore dei capelli lunghi; sull'amore
del dominio; sul desiderio di avere un pubblico; sul desiderio di
dettar legge, e, a livello inconscio, su un fortissimo e naturale
desiderio che la donna, il suo corpo e la sua mente, siano riservati
all'uso di un solo e unico uomo. Una simile concezione, appoggiata
dagli angeli, dalla natura, dalla legge, dal costume e dalla Chiesa, e
imposta da un sesso che aveva un forte interesse personale a imporla,
e i mezzi per farlo, ebbe indubbiamente una forza enorme. La stretta
delle sue candide ancorch scheletriche dita riconoscibile in ogni
pagina della Storia, da San Paolo a Gertrude Bell. Si fece appello
alla castit per impedire alla donna di studiare medicina; dipingere
dal nudo; leggere Shakespeare; suonare nelle orchestre; passeggiare da
sola per Bond Street. Nel 1848 era "un'imperdonabile scorrettezza" da
parte delle figlie di un giardiniere passare per Regent Street in
carrozza ("Paxton and the Bachelor Duke" di Violet Markham, p. 288);
scorrettezza che diventava peccato, di quale entit sta ai teologi
decidere, se si dimenticavano di tirare le tendine. Agli inizi del
nostro secolo la figlia di Sir Hugh Bell, il padrone delle ferriere
(dobbiamo tenere nel debito conto le distinzioni che oggi si dicono di
primaria importanza), era "arrivata all'et di 27 anni e si era
sposata senza aver mai percorso da sola Piccadilly. ...E Gertrude,
s'intende, non si sarebbe mai sognata di farlo...". Il West End era la
zona infetta. "Era la propria classe che veniva considerata tab...";
("The Earlier Letters of Gertrude Bell", raccolte e pubblicate da Elsa
Richmond, p.p. 217-18). Ma la complessit e le contraddizioni della
castit erano tali che la stessa ragazza che doveva andare velata,
vale a dire accompagnata da un uomo o dalla cameriera, a Piccadilly,
poteva recarsi a Whitechapel o a Seven Dials, a quei tempi covi del
vizio e delle malattie, da sola e con l'approvazione dei genitori.
Questa incongruenza non pass del tutto inosservata. Per esempio,
quand'era ragazzo, Charles Kingsley un giorno esclam: "... e le
ragazze hanno la testa piena di scuole popolari e quartieri poveri e
elemosine. Al diavolo; e vanno in giro tra le pi abominevoli scene di
sporcizia, miseria e indecenza a visitare i poveri e a leggere loro la
Bibbia. Mia madre stessa dice che i posti in cui vanno non sono fatti
per gli occhi di una ragazza, anzi una ragazza non dovrebbe nemmeno
sapere che esistono cose del genere". ("Charles Kingsley", di Margaret
Ferrard Thorpe, p. 12). Ma la signora Kingsley era un'eccezione. Quasi
tutte le figlie degli uomini colti avevano veduto quelle "abominevoli

scene" e sapevano che "cose del genere" esistevano. E' probabile che
tenessero nascosto il fatto di sapere; quali effetti avesse sulla loro
psiche lo sforzo di nasconderlo non possibile analizzarlo qui. Ma
che quella castit, reale o imposta, possedesse una forza enorme non
possibile dubitarlo. E' probabile che ancor oggi, prima di decidersi
ad avere rapporti sessuali con un uomo che non sia il marito, la donna
debba combattere una battaglia psicologica non indifferente con il
fantasma di San Paolo. Non soltanto la societ sosteneva la castit
con la forza del suo marchio infamante, c'era anche la legge a imporla
con la forza della pressione economica. Fino a quando, nel 1918, le
donne non ottennero il voto, "la 'legge sui figli bastardi' del 1872
fissava a un massimo di cinque scellini la settimana la somma che si
poteva pretendere, indipendentemente dalle sue possibilit economiche,
dal padre del bambino per il suo mantenimento". ("Josephine Butler",
di M. G. Fawcett e E. M. Turner, p. 101 n.). Oggi che la scienza ha a
sua volta strappato il velo a San Paolo e a molti dei suoi seguaci, il
concetto di castit stato notevolmente riveduto. Tuttavia sembra si
stia affermando un movimento per il ripristino della castit per
entrambi i sessi. In parte ci dovuto a cause economiche: affidare
la protezione della castit alla cameriera rappresenta una spesa non
indifferente per il bilancio della famiglia borghese. I motivi di
ordine psicologico per un ritorno alla castit sono ben espressi da
Upton Sinclair: "Oggi si fa un gran parlare dei disturbi mentali
provocati dalla repressione sessuale; lo stato d'animo del momento.
Dei complessi che possono nascere dalla permissivit sessuale, invece,
non si parla mai. Ma io ho constatato che coloro che cercano di
soddisfare tutti gli impulsi sessuali sono altrettanto infelici di
coloro che tutti i propri impulsi sessuali li reprimono. Ricordo un
compagno di corso all'universit a cui dissi: 'Non ti viene mai voglia
di fermarti a guardarti dentro? Tutto quello che ti circonda si
trasforma immediatamente in sesso'. Il mio amico sembr sorpreso; si
vedeva che era un'idea del tutto nuova per lui; dopo averci pensato un
po', mi disse: 'S; forse hai ragione' ". ("Candid Reminiscences", di
Upton Sinclair, p. 63). Un altro esempio dato dal seguente aneddoto:
"Nella stupenda biblioteca della Columbia University sono racchiusi
tesori di bellezza, costosi volumi di incisioni, e io mi buttai su di
essi con la consueta avidit, con l'intenzione di imparare tutto
sull'arte del Rinascimento in capo a un paio di settimane. Ma rimasi
sopraffatto da tutte quelle nudit; i miei sensi impazzivano, e
dovetti rinunciare". (Op. cit., p.p. 62-3).
39 - E' impossibile giudicare un libro dalla traduzione. Eppure, anche
tradotta, l'"Antigone" ci appare uno dei massimi capolavori della
letteratura drammatica. Si presta inoltre, se necessario, a essere
usata come strumento di propaganda antifascista. Antigone stessa
potrebbe personificare Emmeline Pankhurst, che fu gettata in prigione
per aver rotto il vetro di una finestra; oppure quella Frau Pommer
moglie di un prussiano, funzionario delle miniere di Essen, che per
aver detto: "'La spina dell'odio gi stata conficcata abbastanza a
fondo nelle carni del popolo dai conflitti religiosi, ed ora che gli
uomini di oggi scompaiano dalla faccia della terra'. ...E' stata
arrestata e processata per vilipendio dello Stato e oltraggio al
nazismo". ("The Times", 12 agosto 1935). Il delitto di Antigone era
della stessa natura e fu punito in modo analogo. Le sue parole,

"Guardate cosa devo soffrire, e da quale gente, per aver onorato la


piet!... Quale legge divina ho mai violato? Perch io, disgraziata,
dovrei levare lo sguardo al cielo? Quali alleati dovrei invocare,
quando con la piet il nome di empia ho acquistato?", avrebbero potuto
essere pronunciate dalla signora Pankhurst o dalla signora Pommer, e
sono certamente molto attuali. E Creonte, che aveva "uno dei vivi
spinto sottoterra e spietatamente chiusa un'anima ad abitare nella
tomba", che sosteneva che "la disubbidienza il male pi grande che
ci sia", e che "colui che lo Stato ha scelto per suo capo, a costui
bisogna ubbidire nelle questioni piccole come nelle grandi, nelle cose
giuste come nelle ingiuste", assomiglia a certi uomini politici del
passato, a Hitler e a Mussolini, oggi. Ma se facile costringere
questi personaggi in abiti moderni, difficile mantenerveli a lungo.
Sono troppo complessi; quando cala la tela proviamo simpatia persino
per Creonte. Questo risultato, che non pu piacere a chi ha come scopo
la propaganda ideologica, dovuta al fatto che Sofocle usa
liberamente di tutte le facolt dello scrittore e ci fa capire,
persino in traduzione, che se si vuole usare l'arte per diffondere
opinioni politiche, si costringe l'artista a mutilare e a imprigionare
i suoi doni per renderci uno scadente ed effimero servizio. La
letteratura subir la medesima mutilazione che stata inferta al
mulo. E non nasceranno pi cavalli.
40 - Le cinque parole di Antigone sono:
"Outoi synechthein alla symphilein ephyn".
"Non compagna dell'odio ma compagna nell'amore io nacqui" (Antigone,
v. 523). A cui Creonte risponde: "Vattene dunque nel mondo dei morti
e, se devi amare, ama quelli. Finch avr vita, non sar una donna a
comandarmi".
41 - E' significativo come anche oggi, in un periodo di gravissima
crisi politica, le donne ricevano tanta ostile attenzione. Nei
bollettini delle case editrici viene annunciata in media tre volte
l'anno "un'analisi maliziosa, penetrante e provocatoria della donna
moderna". L'autore appartiene invariabilmente al sesso maschile; e si
tratta di "un libro - si legge sulla fascetta di copertina - che
aprir gli occhi a tutti noi. ("Times Lit. Sup.", 12 marzo 1938).

TRE.

1 - E' da sperare che qualche persona sistematica si sia presa la pena


di raccogliere i vari manifesti e questionari fatti circolare negli
anni 1936-37. Individui privati sprovvisti di preparazione politica
venivano invitati a firmare appelli al proprio e all'altrui governo
perch modificassero la loro linea politica; gli artisti venivano
sollecitati a compilare questionari dai quali risultasse quale doveva
essere il corretto rapporto tra l'artista e lo Stato, la religione, la
morale; agli scrittori veniva chiesto di impegnarsi a rispettare la
grammatica e a evitare espressioni volgari; e i sognatori venivano
invitati a analizzare i propri sogni. Come allettamento si prometteva
di solito di pubblicare i risultati sui quotidiani o settimanali. Che
effetti abbia avuto questa indagine sui governi tocca ai politici
stabilirlo. Sulla letteratura, visto che la produzione di libri non ha
subito arresti e la grammatica non n migliorata n peggiorata, i
risultati rimangono dubbi. Ma dal punto di vista psicologico e
sociologico, il fenomeno riveste grande interesse. Probabilmente esso
trasse origine dallo stato d'animo descritto dal Decano Inge ("The
Rickman Godlee Lecture", riportate sul "Times" del 23 novembre 1937) "ci si chiedeva se si stesse andando nella direzione giusta. L'uomo
del futuro sarebbe stato superiore a noi oppure no? ...Le persone pi
responsabili cominciarono a rendersi conto che prima di congratularci
con noi stessi per la velocit con cui ci muovevamo, occorreva avere
un'idea di dove si stesse andando: uno stato d'animo di diffusa
insoddisfazione e un generico desiderio di "vivere in modo diverso".
Indirettamente esso anche un'indicazione della morte della Sirena,
un personaggio spesso ridicolo, di solito una signora dell'alta
borghesia che, tenendo salotto per l'aristocrazia, la plutocrazia,
l'intellighenzia, l'ignoranzia, eccetera, offriva a tutte le classi
una palestra di discussione, o comunque uno spazio in cui tutti
potevano esercitare la mente, e aggiornare le maniere e i costumi pi
privatamente e forse altrettanto utilmente. La parte svolta nel
diciottesimo secolo dalla Sirena nel diffondere la cultura e nel
promuovere la libert di pensiero considerata dagli storici non
priva d'importanza. Anche ai giorni nostri la Sirena ha avuto la sua
funzione. Vedi W. B. Yeats: "Quante volte gli ho augurato (a Synge) di
vivere abbastanza da godere quella comunione con donne disponibili,
affascinanti e raffinate che Balzac in una delle sue dediche definisce
'la principale consolazione del genio'!" ("Dramatis Personae", W. B.
Yeats, p. 127). Lady St Helier, continuatrice della tradizione del
diciottesimo secolo, ci informa tuttavia che "uova di pavone a due
scellini e mezzo l'uno, fragole di serra, punte d'asparagi, 'petits
poussins'... sono ormai considerati indispensabili in un pranzo che si
rispetti" (1909); la sua osservazione che il giorno di ricevimento
"era stato faticosissimo... alle sette e mezzo ero esausta; che gioia
quando alle otto mi sono potuta sedere a tavola con mio marito, noi
due soli! " ("Memories of Fifty Years", di Lady St Helier, p.p. 3, 5,
182), ci spiega come mai oggi quei salotti sono chiusi, le Sirene non
esistono pi e l'aristocrazia, la burocrazia, la borghesia, eccetera
sono costrette (se qualcuno non riproporr quella tradizione a un

livello pi economico) a far conversazione in pubblico. Ma i manifesti


e i questionari oggi in circolazione sono gi cos numerosi da
sconsigliare di redigerne un altro che indaghi sulla mente e le
intenzioni dei loro autori.
2 - "Il 13 marzo (1844) tuttavia diede inizio presso Queen's College
al corso organizzato da Maurice e da altri docenti di King's College
per la formazione delle istitutrici. Kingsley si sobbarc a questo
incarico impopolare perch credeva nell'istruzione delle donne".
("Charles Kingsley", di Margaret Farrand Thorp, p. 65).
3 - I francesi, come dimostra la presente citazione, sono altrettanto
attivi degli inglesi nel pubblicare manifesti. Tuttavia, che i
francesi, i quali tuttora negano alle donne il diritto di voto e
impongono loro una legislazione la cui crudelt di stampo medievale
pu essere verificata leggendo "The Position of Women in Contemporary
France", di Frances Clark, facciano appello alle donne inglesi perch
li aiutino a difendere la libert e la cultura, cosa che non pu non
lasciare stupefatti.
4 - A voler essere precisi, con lieve scapito del ritmo e
dell'eufonia, bisognerebbe dire Porto. C' una fotografia sul giornale
che ritrae i "Professori nella Sala Comune dopo pranzo" e mostra un
"carrello su rotaie che trasporta la caraffa del porto passando vicino
ai commensali seduti intorno al camino e facendo ininterrottamente il
giro senza mai trovarsi contro il sole". Un'altra fotografia mostra il
boccale in uso per la "penitenza". "Secondo un'antica tradizione
ancora viva a Oxford, chi menziona certi argomenti a tavola viene
condannato a bere tre pinte di birra in un sol fiato...". Esempi del
genere bastano da soli a dimostrare come sia impossibile per la penna
di una donna descrivere la vita in un college maschile senza cadere in
qualche imperdonabile imprecisione. Ma i signori uomini, le cui usanze
sovente sono, ahinoi, delle buffonate, saranno cos indulgenti da
tener conto che le scrittrici, pur con le pi rispettose intenzioni,
operano sovente in condizioni fisiche molto svantaggiose. La donna che
volesse descrivere, per esempio, la Festa di Trinity College, a
Cambridge sarebbe costretta "a origliare dal buco della serratura
nella stanza della moglie del Rettore per sentire quello che si dice
alla Festa". Ci si prov Elizabeth Handane nel 1907; quello che vide
dal suo punto di osservazione le ispir il seguente commento: "Tutta
la scena aveva un'aria medievale". ("From One Century to Another", di
E. Haldane, p. 235).
5 - Secondo Whitaker esistono una Royal Society of Literature e anche
una British Academy, entrambe, da supporre, visto che posseggono una
sede e dei funzionari, organi ufficiali. Quali siano i loro poteri,
tuttavia, impossibile dire, giacch se Whitaker non si fosse fatto
garante della loro esistenza, nessuno l'avrebbe mai sospettata.
6 - Nel diciottesimo secolo, tuttavia, le donne dovevano essere
escluse dalla Sala di lettura del British Museum. Infatti: "Miss
Chudleigh chiede il permesso di essere ammessa alla sala di lettura.
L'unica altra donna che ci abbia finora onorati della sue presenza fu
la signora Macaulay; e come Vossignoria ricorder si verific in

quell'occasione un increscioso incidente che offese il senso di


delicatezza della signora". (Daniel Wray a Lord Harwicke, 22 ottobre
1768. Nichols, "Literary Anecdotes of the Eighteen Century", vol. 1,
p. 137). Il curatore aggiunge in nota: "Si allude all'indelicatezza di
uno dei signori presenti di fronte alla signora Macaulay, di cui
sarebbe sconveniente riportare i dettagli".
7 - "The Autobiography and Letters of Mrs. M.O.W. Oliphant", a cura di
Mrs. Harry Coghill. La signora Oliphant (1825-1897) "fu afflitta per
tutta la vita da preoccupazioni economiche dovute all'essersi
accollata l'educazione e il mantenimento oltre che dei due propri
figli anche di quelli del fratello rimasto vedovo..." ("Dictionary of
National Biography") .
8 - Macaulay, "History of England", Vol. 3, p. 278 (standard edition).
9 - Cos descrisse Littlewood, gi critico teatrale del "Morning
Post", le condizioni attuali del giornalismo, a un pranzo dato in suo
onore il 6 dicembre 1937: egli "si era sempre battuto, durante la
stagione e fuori stagione, per ottenere pi largo spazio per il teatro
sulle pagine dei quotidiani londinesi. Fleet Street era il luogo dove,
tra le undici e mezzanotte e mezza, per tacere del prima e del dopo,
venivano sistematicamente massacrate migliaia di bellissime parole e
idee. Per vent'anni buoni gli era toccato ritornare ogni sera in quel
pubblico macello con la matematica certezza di sentirsi dire che il
giornale era gi pieno di notizie importanti e non c'era posto per i
suoi pezzi sanguigni sul teatro; per poi ritrovarsi la mattina
successiva con il proprio nome in calce ai resti mutilati di quella
che era stata una buona recensione. ...La colpa non era dei redattori.
Alcuni di essi avevano le lacrime agli occhi quando dovevano tirar
righi con la matita blu. Il vero colpevole era la massa del pubblico,
che non sapeva nulla di teatro e nulla voleva saperne". ("The Times",
6 dicembre 1937).
Cos descrive Douglas Jerrold il rapporto tra la politica e la stampa:
"In quel breve arco di tempo (1928-1933) la verit era scomparsa da
Fleet Street. Neppure prima, naturalmente, si poteva dire tutto il
tempo tutta la verit; questo non sar mai possibile. Ma si poteva se
non altro dire la verit sugli altri Paesi. Nel 1933, ormai, chi lo
faceva lo faceva a proprio rischio e pericolo. Nel 1928 non c'erano
pressioni dirette da parte degli inserzionisti. Oggi, le pressioni
sono non solo dirette, ma anche efficaci".
La critica letteraria sembra trovarsi nelle stesse condizioni, e per
gli stessi motivi. "Non esistono pi critici in cui il pubblico abbia
fiducia. Al massimo esso si fida dei vari Club del Libro, e della
scelta di certi quotidiani, e tutto considerato fa bene. ...I Club del
Libro sono dichiaratamente delle societ fatte per vendere libri e i
quotidiani a grande tiratura non possono permettersi di turbare le
menti dei loro lettori. Devono tutti scegliere libri che promettano,
al livello corrente del gusto del pubblico, buone vendite". ("Georgian
Adventure", di Douglas Jerrold, p.p. 282, 283, 298).
10 - Se evidente che, date le attuali condizioni del giornalismo, la

critica letteraria non pu che essere insoddisfacente, altrettanto


evidente che non si avr alcun cambiamento se non si cambiano la
struttura economica della societ e la struttura psicologica
dell'artista. Dal punto di vista economico, oggi indispensabile che
il critico letterario annunci la pubblicazione di un libro con il
grido del banditore: "Venite gente, stato pubblicato il libro tale;
tratta di questo e questo argomento". Dal punto di vista psicologico,
la vanit e il desiderio di "riconoscimento" sono ancora cos forti
tra gli scrittori che togliergli il pane della pubblicit e negargli
le scosse frequenti e alternate della lode e della condanna tutto d'un
tratto sarebbe avventato come l'introduzione dei conigli in Australia:
l'equilibrio naturale ne verrebbe turbato con conseguenze disastrose.
Quello che vogliamo suggerire non di abolire la critica pubblica;
bens di integrarla con un nuovo servizio sul modello della pratica
medica. Per esempio costituendo gruppi di critici (scelti tra coloro
che scrivono le recensioni sui giornali, che sovente dimostrano di
possedere ottime capacit critiche e gusto e cultura autentici) che
eserciteranno la professione garantendo la massima riservatezza, come
i medici con le loro pratiche private. Eliminata la pubblicit,
saranno di conseguenza abolite molte delle occasioni di distrazione e
di corruzione che inevitabilmente tolgono ogni validit, per lo
scrittore, alla critica contemporanea; verranno a mancare gli stimoli
per plausi e stroncature per ragioni personali; la vanit e le vendite
rimarranno indenni; lo scrittore potr riflettere sulle critiche
rivoltegli senza preoccuparsi del loro effetto su amici e lettori,
mentre il critico potr criticare senza preoccuparsi della matita blu
del redattore o dei gusti del pubblico. Dal momento che le critiche
sono richieste e desiderate dagli scrittori viventi; e che libri
freschi sono essenziali per la mente del critico quanto lo la carne
fresca per il suo corpo, tutti ne trarrebbero vantaggio; perfino la
letteratura. I vantaggi dell'attuale sistema sono principalmente
economici, mentre i suoi cattivi effetti psicologici si possono vedere
nel caso di due famose recensioni di Keats e di Tennyson. Keats ne
rimase profondamente ferito, mentre "su Tennyson l'effetto fu profondo
e prolungato. Il suo primo atto fu di ritirare immediatamente dalla
circolazione 'The Lover's Tale'. ...Lo troviamo che medita di
espatriare e di stabilirsi all'estero". ("Tennyson", di Harold
Nicolson, p. 118). Analogo fu l'effetto che ebbe Churton Collins su
Edmund Gosse: "La sua fiducia in se stesso ne fu minata, la sua
personalit impoverita... gli sembrava di avere addosso gli occhi di
tutti, di essere condannato dal destino. ...Lui stesso descrive le sue
sensazioni dicendo che era come se lo avessero spellato vivo". ("The
Life and Letters of Sir Edmund Gosse", di Evan Charteris, p. 196).
11 - L'espressione stata coniata per indicare quelle persone che
usano le parole per fare del male e al tempo stesso per non scoprirsi.
In quest'epoca di transizione, in cui il valore di molti attributi si
va modificando, si sente il bisogno di nuove parole che esprimano
nuovi valori. La vanit, per esempio, che, a giudicare da quanto si
pu vedere all'estero, sembra portare con s gravi complicazioni di
crudelt e dittatura, si maschera ancora dietro a un nome che
suggerisce associazioni banali e leggere. Occorrerebbe un supplemento
al dizionario.

12 - "Memoir of Anne J. Clough", di B. A. Clough, p.p. 38, 67.


13 - "The Sparrow's Nest", di Williams Wordsworth.
14 - Nel diciannovesimo secolo le figlie degli uomini colti svolsero
un'opera preziosa a favore del proletariato nell'unico modo ad esse
possibile. Ma oggi che alcune di esse hanno ricevuto un'educazione
costosa, si pu sostenere che la loro opera risulter molto pi
efficace se rimarranno nella propria classe e useranno i metodi propri
di quella classe per migliorarla: e di migliorare essa ha certamente
bisogno. Gli appartenenti alla classe colta che (e sono molti)
rinunciano alle qualit stesse che la cultura avrebbe dovuto fargli
acquisire - raziocinio, tolleranza, comprensione - e giocano a fare i
proletari sposandone la causa, non fanno che esporre quella causa al
ridicolo, senza far nulla per migliorare la propria classe. Ma la
quantit di libri scritti dalla classe colta intorno al proletariato
sembra dimostrare che il suo fascino e le gratificazioni emotive che
l'adottarne la causa garantisce sono per la borghesia di oggi
altrettanto irresistibili del fascino dell'aristocrazia vent'anni fa
(vedi "A La Recherche du Temps Perdu"). Nel frattempo sarebbe
interessante sapere cosa pensano i veri proletari dei signorini e
delle signorine della borghesia che adottano la causa del proletariato
senza sacrificare il capitale borghese, o senza condividere
l'esperienza proletaria. "La casalinga media" secondo la signora
Murphy, Direttrice dei Servizi Sociali della British Commercial Gas
Association, "lava 4.000 metri quadrati di piatti sporchi, un
chilometro e mezzo di bicchieri, quattro chilometri e mezzo di panni,
e sette chilometri di pavimenti all'anno". ("Daily Telegraph", 29
settembre 1937). Per una descrizione pi dettagliata della vita nella
classe proletaria, si veda "Life as We have Known It", della
Cooperativa donne proletarie, a cura di Margaret Llewelyn Davies.
Anche "The Life of Joseph Wright" offre un ammirevole resoconto della
vita del proletariato, di prima mano e non attraverso lenti rosa.
14 - "Il Ministero della Difesa ha reso noto ieri che il Consiglio
Superiore della Difesa non ha alcuna intenzione di istituire corpi
armati femminili". ("The Times", 22 ottobre 1937). Questo segna una
fondamentale distinzione tra i sessi. Il pacifismo obbligatorio per
le donne. Agli uomini concessa ancora libert di scelta.
15 - La seguente citazione dimostra tuttavia che l'istinto del
combattimento, quando riceve approvazione ufficiale, si sviluppa
facilmente. "Gli occhi infossati, i lineamenti tesi, l'amazzone si
regge ritta in sella alla testa del suo squadrone. ...Cinque
parlamentari inglesi guardano questa donna con la rispettosa e un po'
inquieta ammirazione che si prova per un animale selvatico di qualche
specie sconosciuta... - Avvicinati, Amalia - ordina il comandante. La
donna sprona il cavallo verso di noi e saluta il suo superiore con la
spada. - Sergente Amalia Bonilla - continua il comandante dello
squadrone - Quanti anni hai? - Trentasei - Dove sei nata? - A Granada
- Perch ti sei arruolata? - Le mie due figlie erano miliziane. La pi
giovane fu uccisa sull'Alto de Leon. Pensai che dovevo prendere il suo
posto e vendicarla - E quanti nemici hai ucciso per vendicarla? - Lei
lo sa, comandante, cinque. Il sesto non sicuro. - No, ma gli hai
preso il cavallo. Infatti l'amazzone Amalia cavalca uno stupendo

animale grigio pomellato, dal portamento di un cavallo da parata...


Questa donna che ha ucciso cinque uomini - ma non sicura del sesto rappresent per gli inviati della Camera dei Comuni una perfetta
introduzione alla guerra di Spagna". ("The Martyrdom of Madrid",
Testimonianze inedite, di Louis Delapre, p.p. 34, 35, 36. Madrid,
1937).
16 - Lo dimostrano le ragioni portate dai vari ministri dei governi
succedutisi dal 1870 al 1918 per bocciare il progetto di legge sul
suffragio alle donne. Un'acuta analisi di tali ragioni stata
condotta da Ray Strachey (vedi il capitolo "Gli inganni della
politica" nel suo libro "The Cause").
17 - "Il problema dei diritti politici e civili delle donne stato
preso in considerazione dalla Lega soltanto nel 1935". Dalle relazioni
inviate alla Lega sulla posizione della donna come moglie madre e
custode della famiglia, "venne in luce il deplorevole fatto che la sua
situazione economica in molti paesi (compresa la Gran Bretagna)
estremamente precaria. Non ha diritto a stipendio n ad alcuna forma
di retribuzione pur avendo mansioni precise da svolgere. In
Inghilterra, anche se ha dedicato l'intera vita al marito e ai figli,
pu essere lasciata in miseria alla morte del marito, anche se questi
era ricco, e non ha modo di adire a vie legali. Dobbiamo cambiare
stato di cose, con una nuova legislazione...". (Linda P. Littlejohn,
citata sul "Listener", 10 novembre 1937).
18 - Questa particolare definizione delle funzioni della donna di
fonte tedesca, non italiana. Ne esistono versioni cos numerose e
tutte cos somiglianti che non vale la pena di controllarle una per
una. La cosa curiosa quanto sia facile continuare la canzone con
materiale di fonte inglese. William Gerhardi, per esempio, scrive:
"Non sono mai caduto nell'errore di considerare le scrittrici alla
stregua di colleghe in arte. Il piacere che esse mi danno piuttosto
quello che si trae da una compagna spirituale che, con la sua
sensibilit e il suo apprezzamento, pu aiutare quelli di noi che
hanno la malattia del genio a sopportare con buona grazia la nostra
croce. Il loro vero ruolo, quindi, quello di porgerci la spugna, di
asciugarci la fronte mentre noi sanguiniamo. E se la loro simpatia
umana e la loro comprensione possono avere sbocchi pi romantici,
quanto gliene siamo grati!" ("Memoirs of a Polyglot", di William
Gerhardi, p.p. 320, 321) . Questa concezione del ruolo della donna si
inquadra perfettamente con quelle citate nel testo.
19 - Pi precisamente: "il Presidente Hindenburg fece fondare una
grande piastra d'argento nella forma dell'aquila del Reich... come
onorificenza da assegnare agli scienziati e ad altri eminenti
cittadini. ...Non la si porta indosso. La si tiene di solito sullo
scrittoio". (dal giornale del 21 aprile 1936).
20 - "E' uno spettacolo diffuso vedere le ragazze degli uffici
accontentarsi nell'intervallo di mezzogiorno di una focaccia o di un
panino: e anche se c' chi dice che lo fanno per scelta... la verit
che il pi delle volte non si possono permettere di mangiare a
sufficienza". ("Careers and Openings for Women", di Ray Strachey, p.

74). Si confronti inoltre E. Turner: "...in molti uffici si notato


un calo di rendimento e si scoperto che le dattilografe il
pomeriggio erano sfinite perch a colazione potevano permettersi
soltanto un panino e una mela. I datori di lavoro dovrebbero venire
incontro all'aumentato costo della vita aumentando gli stipendi".
("The Times", 28 marzo 1938).
21 - La signora Kathleen Rance, sindaco di Woolwich, in un discorso
riportato sull'"Evening Standard", 20 dicembre 1937.
22 - E. R. Clarke, discorso riportato sul "Times" del 24 settembre
1937.
23 - "Daily Herald", 15 agosto 1936.
24 - Il canonico R. F. Barry, al convegno organizzato dal Gruppo
anglicano di Oxford; riportato sul "Times" del 10 gennaio 1933 .
25 - "The Ministry of Women. Report of the Archbishops' Commission",
VII, Secondary Schools and Universities, p. 65.
26 - "La signorina D. Carruthers, Direttrice della Green School di
Isleworth, disse che tra le allieve pi grandi era diffusa una
'gravissima insoddisfazione' per il modo in cui veniva praticata la
religione istituzionalizzata. 'La Chiesa non riesce a soddisfare i
bisogni spirituali dei giovani', osserv la signorina Carruthers. 'E
si tratta di una carenza comune a tutte le Chiese". ("Sunday Times",
21 novembre 1937).
27 - "Life of Charlie Gore", di G. L. Prestige, dott. in teologia, p.
353.
28 - "The Ministry of Women. Report of the Archbishops' Commission",
passim.
29 - Bench con ogni probabilit in origine il dono della profezia e
il dono della poesia coincidessero, in seguito i due doni e le
relative professioni furono mantenuti distinti. Ma sempre rimasta
una certa confusione, come dimostra il fatto che il Cantico dei
Cantici, opera di un poeta, compreso tra i libri sacri, mentre versi
e romanzi di propaganda politica o morale, opera di profeti, vengono
inclusi nella letteratura secolare. Chi ama la letteratura inglese non
ringrazier mai abbastanza il caso che ha fatto nascere Shakespeare
troppo tardi per essere canonizzato dalla Chiesa. Se le sue opere
fossero state annoverate tra i testi sacri, avrebbero ricevuto lo
stesso trattamento del Vecchio e Nuovo Testamento: ci sarebbero state
somministrate a spizzichi e bocconi la domenica dalle labbra dei
preti, ora un soliloquio dall'"Amleto", ora un passo corrotto dalla
penna di qualche assonnato scrivano; ora una canzone oscena; ora una
mezza paginetta dell'"Antonio e Cleopatra", cos come il Vecchio e il
Nuovo Testamento vengono tagliuzzati e intercalati con inni durante il
servizio divino nella Chiesa anglicana; e Shakespeare sarebbe divenuto
illeggibile come la Bibbia. Eppure quanti non sono stati obbligati sin
dalla infanzia a sorbirla cos smembrata assicurano che la Bibbia

un'opera del pi alto interesse, bellissima e profonda.


30 - "The Ministry of Women", Appendix I, "Alcune considerazioni
psicologiche e fisiologiche", del Professor Grensted, dott. in
teologia, p.p. 79-87.
31 - "The Ministry of Women", p. 32.
La Commissione afferma e appoggia qui un principio affermato sovente e
appoggiato dalle dittature. Hitler e Mussolini hanno entrambi pi
volte e con parole molto simili espresso l'opinione che "esistono due
mondi nella vita di una nazione, il mondo degli uomini e il mondo
delle donne", definendone in termini molto simili le rispettive
funzioni. Gli effetti che questa divisione ha avuto sulla donna; la
circoscritta e personale natura dei suoi interessi; la sua immersione
nella sfera del pratico; la sua apparente incapacit a sollevarsi alle
sfere dell'avventuroso e del poetico, sono tutti aspetti divenuti
repertorio fisso di troppi romanzi, bersaglio di troppe satire, che
hanno confermato a troppi teorici la teoria che la donna per legge
di natura meno spirituale dell'uomo che non occorre aggiungere altro
per dimostrare come essa, lo volesse o no, abbia adempiuto alla sua
parte del contratto. Scarsa attenzione tuttavia si prestata agli
affetti intellettuali e spirituali di questa divisione dei compiti su
coloro cui essa ha consentito di "abbandonare ogni cura e occupazione
mondana". Eppure non c' dubbio che dobbiamo a questa stessa
segregazione l'enorme sviluppo attuale di strumenti e tattiche di
guerra; le straordinarie sottigliezze della teologia; le vaste riserve
di note in calce ai testi greci, latini e perfino inglesi; gli
intagli, i ceselli e tutte le superflue decorazioni del mobilio e del
vasellame domestico; le infinite distinzioni del "Debrett" e del
"Burke"; e tutte quelle acrobazie e contorsioni ingegnose ma prive di
senso in cui si perde la mente umana quando sgombra dalle
preoccupazioni "della casa e della famiglia". La forza con cui preti e
dittatori sottolineano la necessit dei due mondi dimostra a
sufficienza che tale distinzione indispensabile perch essi
continuino a dominare.
32 - Che le gratificazioni del dominio siano molte e complesse lo
dimostra la seguente citazione: "Mio marito vuole che lo chiami
'Signore'", dichiar ieri una donna al Commissariato di polizia di
Bristol, in appoggio alla sua richiesta di separazione. "Per quieto
vivere ho ubbidito; inoltre devo lucidargli gli stivali, porgergli il
rasoio quando si fa la barba, e rispondere immediatamente quando mi
chiama". Nel medesimo numero del medesimo quotidiano si legge che Sir
E. F. Fletcher ha "insistito presso la Camera dei Comuni perch prenda
posizione contro le dittature". ("Daily Herald", 1 agosto 1936). Se ne
pu dedurre che la coscienza collettiva, che comprende marito, moglie
e Camera dei Comuni, senta contemporaneamente il desiderio di
dominare, il bisogno di ubbidire per quieto vivere, e la necessit di
dominare il desiderio di dominare: un conflitto psicologico che spiega
molte delle incoerenze e delle inquietudini rilevabili oggi
nell'atteggiamento della gente. Il piacere del dominio ulteriormente
complicato, beninteso, dal fatto che esso tuttora strettamente
connesso, nella classe colta, con i piaceri della ricchezza e del
prestigio sociale e professionale. Che sia diverso dai piaceri
relativamente pi semplici - per esempio il piacere di una passeggiata

in campagna - dimostrato dalla paura del ridicolo che i grandi


psicologi, come Sofocle, individuano nel dominatore, il quale ,
inoltre, particolarmente suscettibile, secondo la medesima fonte, al
ridicolo e alla sfida da parte del sesso femminile. Una componente
sostanziale di tale piacere, dunque, sembra derivare non dal
sentimento in s ma dal riflesso dei sentimenti degli altri; ne
consegue che essa potrebbe venire modificata da un cambiamento di quei
sentimenti. Forse un antidoto indicato contro il piacere del dominio
potrebbe essere la risata.
33 - "The Life of Charlotte Bront", di Mrs Gaskell.
34 - "The Life of Sophia Jex-Blake", di Margaret Todd, p.p. 67-9, 701, 72.
35 - Si direbbe che ancor oggi l'uomo viva come un grave insulto
l'accusa di vigliaccheria da parte di una donna, cos come la donna
vive come grave ingiuria l'accusa di immoralit da parte dell'uomo. La
citazione seguente conferma questa impressione. Scrive Bernard Shaw:
"Non bisogna dimenticare la gratificazione che la guerra offre
all'istinto bellicoso e alla tendenza ad ammirare il coraggio tanto
pronunciati nelle donne. ...In Inghilterra allo scoppiare della guerra
si vedono giovani donne del tutto civilizzate che vanno in giro ad
appuntare piume bianche a tutti i giovanotti che non indossano
l'uniforme. Questo, come altri residui di barbarie, perfettamente
naturale, ...nei tempi antichi la vita di una donna e dei suoi figli
dipendeva dal coraggio e dalla capacit di uccidere del suo compagno".
Dal momento che grandi masse di giovanotti continuarono per tutta la
durata della guerra a lavorare negli uffici senza ricevere un simile
ornamento, e dal momento che il numero di "giovani donne del tutto
civilizzate" che appuntarono piume bianche sulla giacca dei giovanotti
fu infinitesimale rispetto a quelle che non fecero nulla del genere,
l'esagerazione del signor Shaw dimostra a sufficienza l'enorme
impressione psicologica che una cinquantina di piume (non esistono
statistiche in merito) pu ancora fare sull'uomo. Il maschio sembra
dunque possedere ancor oggi un'abnorme suscettibilit a simili accuse;
ci significa logicamente che il coraggio e la bellicosit sono
tuttora tra i principali attributi della mascolinit; che il maschio
desidera tuttora essere ammirato per tali attributi; e che il metterli
in ridicolo otterrebbe un effetto direttamente proporzionale. Sembra
anche probabile che l'"emozione della virilit" sia legata
all'indipendenza economica. "Non ho mai conosciuto un uomo che non
fosse, apertamente o segretamente, orgoglioso di essere capace di
mantenere delle donne, fossero le sorelle o le amanti. Non ho mai
conosciuto una donna che non considerasse un'onorevole promozione il
passaggio dall'indipendenza economica nei riguardi del datore di
lavoro alla dipendenza economica nei riguardi di un uomo. A che serve
mentirci l'un l'altro, uomini e donne, su queste cose? Non siamo stati
noi a inventarle". ("A. H. Orage", di Philip Mairet, VII).:
interessante dichiarazione attribuita a A. H. Orage da G. K.
Chesterton.
36 - Fino agli inizi degli anni ottanta, una vera signora, a quanto
dice Elizabeth, sorella di R. B. Haldane, non poteva lavorare.

"Naturalmente mi sarebbe piaciuto studiare per prepararmi a una


professione, ma era un'idea inconcepibile se non ci si trovava nella
triste situazione di 'dover lavorare per vivere', cosa di per s
orribile. Perfino un fratello rilev questa triste circostanza dopo
aver visto recitare la Langtry: ' una vera signora, e recita come una
vera signora, ma che tristezza pensare che costretta a farlo!'"
("From One Century to Another", di Elizabeth Haldane, p.p. 73-4).
Harriet Martineau, anni prima, fu felice quando la sua famiglia cadde
in miseria, perch in tal modo lei perdette la sua "signorilit" e
ottenne il permesso di lavorare.
37 - "Life of Sophia Jex-Blake", di Margaret Todd, p.p. 69, 70.
38 - Del signor Leigh-Smith si parla in "The Life of Emily Davies", di
Barbara Stephen. Barbara Leigh-Smith divenne in seguito Madame
Bodichon.
39 - Quanto fosse nominale l'ammissione delle donne dimostrato dal
seguente racconto delle condizioni effettive in cui si trovavano a
studiare le donne nelle scuole della Royal Academy intorno al 1900.
"Perch alle femmine della specie non vengano mai offerti i medesimi
vantaggi dei maschi non si riesce a capirlo. Noi ragazze alle scuole
della Royal Academy dovevamo competere con i maschi per tutti i premi
e le medaglie assegnati ogni anno, per potevamo seguire solo met
delle lezioni e usufruire di meno della met delle loro facilitazioni
per studiare. ...Nelle scuole di pittura per le donne non potevano
posare modelli nudi. ...Gli studenti maschi non solo disegnavano dal
nudo, sia maschile che femminile, durante la giornata, potevano
seguire anche lezioni serali in cui sotto la guida di qualche docente
avevano la possibilit di fare studi di figura". Questo alle ragazze
sembrava "una vera ingiustizia"; Margaret Collyer ebbe il coraggio e
il prestigio sociale necessari per affrontare dapprima Frank Dicksee,
il quale tuttavia ribatt che, visto che le ragazze si sposano, il
denaro speso per istruirle denaro sprecato; e quindi Lord Leighton;
e alla fine la grande concessione fu fatta. Ma "i vantaggi delle
lezioni serali non riuscimmo mai a ottenerli...". Le ragazze perci si
unirono e noleggiarono lo studio di un fotografo di Baker Street. "La
necessit di trovare il denaro necessario ridusse i nostri pasti a una
dieta da fame". ("Life of an Artist", di Margaret Collyer, p.p. 79-81,
82). Lo stesso regolamento vigeva alla Scuola di Belle Arti di
Nottingham, nel ventesimo secolo. "Le donne non avevano il permesso di
disegnare del nudo. Se i ragazzi dovevano fare studi dal nudo, io ero
costretta a ritirarmi nell'Aula delle Antichit... a tutt'oggi provo
un odio intenso per quelle figure di gesso. Non ho mai imparato nulla
studiandole". ("Oil Paint and Grease Paint", di Laura Knight, p. 47).
Ma le Belle Arti non rappresentano l'unica professione aperta solo
nominalmente alle donne. La professione medica "aperta", ma
"...quasi tutte le Scuole di specializzazione presso gli ospedali di
Londra sono chiuse alle donne, che possono fare tirocinio quasi
esclusivamente presso la Facolt di Medicina". ("Memorandum on the
Position of English Women in Relation to that of English Men", di
Philippa Strachey, 1935, p. 26). "Alcune delle studentesse di medicina
a Cambridge si sono costituite in gruppo per rendere pubblica la loro
protesta". ("Evening News", 25 marzo 1937). Nel 1922 furono ammesse le
donne alla Scuola di Veterinaria di Camden Town: "...da allora la

professione ha attirato cos tante donne che il numero delle iscritte


stato di recente limitato a 50". ("Daily Telegraph", 1 ottobre
1937).
40 e 41 - "The Life of Mary Kingsley", di Stephen Gwyn, p.p. 18, 26.
In un frammento di lettera si legge: "Di tanto in tanto ho modo di
rendermi utile, come quando, alcuni mesi fa, un'amica che ero andata a
trovare mi chiese di salire in camera sua a vedere il suo nuovo
cappellino: una richiesta che mi lasci di stucco, ben conoscendo la
sua opinione sulle mie opinioni su queste cose". "Nella lettera"
scrive Stephen Gwyn, "non si racconta la conclusione dell'avventura di
quel fidanzato illecito, ma sono sicuro che Mary lo aiut a scendere
dal tetto e si divert immensamente".
42 - Per Antigone esistono due tipi di legge, la legge scritta e la
legge non scritta, e, come sostiene la signora Drummond, per
migliorare la legge scritta pu essere necessario infrangerla. Ma
chiaramente le molte e svariate attivit della figlia dell'uomo colto
nel diciannovesimo secolo non erano semplicemente e neppure
principalmente volte a infrangere la legge. Si trattava al contrario
di tentativi sperimentali di scoprire le leggi non scritte; ossia le
leggi personali che dovrebbero regolare certi istinti, certe passioni,
certi desideri fisici e intellettuali. Che tali leggi esistano e siano
rispettate dai popoli civili generalmente concesso; e ormai si
comincia ad ammettere che esse non furono stabilite da "Dio", un
concetto, come oggi si ritiene, di origine patriarcale, valido solo
per certe razze in determinati momenti storici; e neppure dalla
Natura, i cui dettami si scoperto non vanno soggetti a variazioni
molto ampie e che in grande misura possibile controllare; si tratta
invece di leggi che vanno scoperte ogni volta da ogni nuova
generazione con uno sforzo della ragione e dalla fantasia. Tuttavia,
poich ragione e fantasia sono in qualche misura il prodotto del
nostro corpo, ed esistono due tipi di corpi, il maschile e il
femminile, e poich questi due corpi, come stato dimostrato in
questi ultimi decenni, presentano differenze sostanziali, ne consegue
che le leggi che essi percepiscono e rispettano devono essere
interpretate in modo diverso. Il Professor Julian Huxley, per esempio,
scrive: "...dal momento della fertilizzazione dell'ovulo, l'uomo e la
donna differiscono in ogni cellula del corpo rispetto al numero dei
cromosomi, i corpuscoli che le pi recenti ricerche hanno dimostrato
essere i portatori della nostra eredit, i determinanti del nostro
carattere e delle nostre qualit". Bench, dunque, "la sovrastruttura
della vita intellettuale e pratica sia potenzialmente la stessa per
entrambi i sessi", e bench "l'ultimo rapporto ministeriale sulla
differenziazione delle materie d'insegnamento per ragazzi e ragazze
delle scuole secondarie (Londra, 1923) abbia stabilito che le
differenze intellettuali tra i due sessi sono molto pi insignificanti
di quanto comunemente si creda" ("Essays in Popular Science", di
Julian Huxley, p.p. 62-3), evidente che i due sessi sono diversi
oggi e sempre lo saranno. Se per fosse possibile a ciascun sesso non
solo scoprire le proprie leggi e rispettare quelle dell'altro, ma
anche condividere con l'altro i risultati delle proprie scoperte, ecco
che ciascun sesso potrebbe svilupparsi appieno e migliorare
qualitativamente senza rinunciare alle proprie specifiche

caratteristiche. Il vecchio concetto che un sesso deve "dominare"


l'altro risulterebbe non solo antiquato, ma cos odioso che quando si
rendesse necessario per motivi pratici imporre certe decisioni, il
repellente compito della coercizione e del dominio verrebbe affidato a
qualche gruppo inferiore e segreto, pressappoco come le impiccagioni
dei criminali sono oggi eseguite da individui incappucciati immersi
nell'oscurit. Ma tutto questo prematuro.
43 - Dal necrologio di H. W. Green, "fellow", di Magdalene College,
Oxford, sul "Times" del 6 fabbrico 1933.
44 - "Nel 1747 l'Ospedale del Middlesex stabil di destinare alle
partorienti alcuni dei letti, a condizione che venisse interdetto a
qualunque donna di fare da levatrice. L'esclusione delle donne
rimasta per tradizione la tendenza prevalente. Nel 1861 la signorina
Garrett, in seguito dottor Garrett Anderson, ottenne il permesso di
seguire le lezioni ...e di visitare le corsie al seguito dei medici di
reparto, ma gli studenti protestarono e le autorit dell'Ospedale
cedettero. La direzione dell'Ospedale ha rifiutato poi la sua offerta
di finanziare una borsa di studio per studentesse di medicina". ("The
Times", 17 maggio, 1935).
45 - "Esiste nel mondo moderno un vasto corpo di conoscenze comprovate
...ma non appena interviene a deformarne il giudizio qualche forte
passione, lo scienziato diventa inattendibile, quali che siano gli
strumenti di conoscenza in suo possesso". ("The Scientific Outlook",
di Bertrand Russell, p. 17).
46 - Una delle trionfatrici, tuttavia, diede di tali trionfi una
giustificazione che non pu che ispirare rispetto: "E poi io ero
sicura che di quando in quando le donne devono fare in prima persona
le cose che gli uomini hanno gi fatto (e anche, a volte, le cose che
gli uomini non hanno fatto), perch in tal modo ci si afferma come
persone ai propri occhi e forse si incoraggiano altre donne a
dimostrare una maggiore indipendenza di pensiero e di azione.
...Quando una donna fallisce, il suo fallimento deve rappresentare una
sfida per le altre". ("The Last Flight", di Amelia Earhart, p.p. 21,
65).
47 - "Di fatto questo processo (la nascita dei figli) rende inabili le
donne per una minima frazione della loro vita: anche la donna che
facesse sei figli sarebbe costretta a letto per dodici mesi soltanto
in tutto l'arco della sua vita". ("Careers and Openings for Women", di
Ray Strachey, p.p. 47-8). In realt essa occupata per un periodo
molto pi lungo. C' per chi ha fatto notare che quell'"occupazione"
non esclusivamente materna, e che potrebbe essere condivisa da
entrambi i genitori con vantaggio di tutti.
48 - I dittatori italiano e tedesco si preoccupano spesso di definire
la natura della virilit e quella della femminilit. Entrambi
ripetutamente ribadiscono che combattere fa parte della natura
dell'uomo, anzi l'essenza stessa della virilit. Hitler, per
esempio, opera la distinzione tra "una nazione di pacifisti e una
nazione di uomini". Entrambi ripetutamente ribadiscono che fa parte

della natura della donna curare le ferite del guerriero. Tuttavia si


sta affermando tra gli uomini una forte tendenza verso l'emancipazione
della vecchia "legge naturale ed eterna" secondo la quale
essenzialmente guerriero; lo testimonia il diffondersi del pacifismo
tra i giovani d'oggi. Si confronti inoltre la preoccupazione di Lord
Knebworth che "se mai si fosse realizzata una pace permanente e non
fossero pi esistiti n eserciti n flotte sarebbe venuto a mancare
uno sbocco per le virili virt che si sviluppano combattendo", con la
dichiarazione resa alcuni mesi or sono da un giovane della medesima
casta sociale: "...non vero che ogni bambino in cuor suo aspiri a
fare la guerra. Sono gli altri che ce lo insegnano dandoci spade e
fucili, uniformi e soldatini per giocare". ("Conquest of the Past",
del Principe Hubertus, p. 215). Pu darsi che gli Stati fascisti,
facendo scoprire alle giovani generazioni se non altro il bisogno di
emanciparsi dalla vecchia concezione di virilit, svolgano per gli
uomini la medesima funzione che ebbero per le loro sorelle la guerra
di Crimea e la guerra mondiale. Il professor Huxley ci avverte
tuttavia che "qualunque rilevante modificazione della costituzione
ereditaria questione di millenni, non di decine di anni". D'altro
canto, poich la scienza ci assicura che anche la nostra vita sulla
terra "questione di millenni e non di decine d'anni", pu valere la
pena di tentare qualche modificazione della costituzione ereditaria.
49 - Coleridge esprime invece con una certa precisione le idee e gli
scopi delle estranee nel passo seguente: "L'Uomo deve essere libero; a
che scopo altrimenti fu creato Spirito della Ragione invece che
Macchina dell'Istinto? L'Uomo deve ubbidire; a che scopo altrimenti
possiede una coscienza? Le facolt che creano questa contraddizione
contengono altres la sua soluzione; servire quelle infatti perfetta
libert. E qualunque legge o sistema di leggi ci obblighi a servire
altro che quelle toglie nobilt alla nostra natura, fa lega con il
ferino contro il divino, uccide in noi il principio stesso dell'agire
rettamente, che fonte di gioia, e va contro l'umanit... Un governo
legittimo, capace di imporre a Esseri razionali un reale obbligo
morale all'ubbidienza, dovr dunque reggersi su principi tali che
ciascun individuo segua la propria ragione mentre ubbidisce alle leggi
dello Stato ed esegua la volont dello Stato mentre segue gli
imperativi della propria Ragione. Questo concetto espresso
esplicitamente da Rousseau, che parlando della perfetta forma di
governo cos definisce i termini del problema: "Trouver une forme
d'Association - par laquelle chacun s'unisant tous, n'obisse
pourtant qu' lui mme, et reste aussi libre qu'auparavant, cio
trovare una forma di societ per la quale ciascuno pur unendosi con
tutti gli altri non ubbidisca che a se stesso e rimanga libero come
prima". ("The Friend", di S. T. Coleridge, Vol. 1, p.p. 333, 334, 335,
edizione del 1818). A cui si pu far seguire una citazione di Walt
Whitman:
"L'Uguaglianza: come se mi nuocesse dare agli altri le stesse
possibilit e diritti che vengono dati a me! come se non fosse
indispensabile ai miei stessi diritti che anche gli altri li
posseggano".
E, per finire, vale la pena di riflettere su queste parole di una
scrittrice troppo presto dimenticata, George Sand:
"Toutes les existences sont solidaires les unes des autres e tout tre

humain qui prsenterait la sienne isolment, sans la rattacher celle


de ses semblables, n'offrirait qu'une nigme dbrouiller... Cette
individualit n'a par elle seule ni signification ni importance
aucune. Elle ne prend un sens quelconque qu'en devenant une parcelle
de la vie gnrale, en se fondant avec l'individualit de chacun de
mes semblables, et c'est par l qu'elle devient de l'histoire".
("Histoire de ma Vie", di George Sand, p.p. 240-1).