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La trib dei Mangiapaludi era irrequieta quella sera, da nord-est giungevano voci sull'eruzione dei

monti del lamento e sulla migrazione di massa delle grandi trib, inclusa quella del Grantiranno
Dente d'Oro. Intorno al fuoco del tiranno e dei suoi picchiatori si discuteva, per cos dire, della
possibilit di unirsi o meno al grande esodo. Pi cibo, pi soldi!, gridavano Grok e alcuni suoi
sostenitori per lo pi ubriachi e completamente ignari dell'argomento del dibattito. NO! Troppi
rischi, da Delta Bruciato passa tutti mercanti. Loro tanti soldi e buoni da mangiare se non paga. Il
tiranno, adagiato senza grazia sul proprio trono, rispondeva alternando sputi e copiosi morsi alla
gamba di cavallo cruda che teneva in mano. Il macellaio Sur ascoltava divertito mentre tagliava
distrattamente vari pezzi di carne e li gettava nel suo pentolone ribollente. Grande Mandibola
vuole che tutti noi va! Sua fame porta dove trova pi cibo!. Questa affermazione di Grok fece
ingozzare il tiranno e calare un silenzio innaturale, soprattutto per una banda di ogri ubriachi intenti
a mangiare. Non era uno scherzo nominare la grande divinit, l'unica cosa che ogni ogre al mondo
ritiene sacra. Gli sguardi di tutti i presenti si volsero lentamente a Sur che nel frattempo aveva
iniziato a guarda Grok da sotto il suo pesante cappuccio di cuoio. Il macellaio stava per imprecare
ma qualcosa dentro di lui si mosse, distraendo la sua attenzione dal giovane picchiatore. Le budella
del macellaio avevano iniziato a bruciare, una sensazione mai provata prima, non una semplice
fame ma qualcosa di insaziabile, di primordiale, un vuoto tanto profondo che nemmeno l'intero
universo avrebbe potuto colmarlo. Sur lanci un grido di dolore e cadde sulle ginocchia
stringendosi il ventre con tanta forza da conficcare le proprie luride unghie dentro la sua spessa
cotenna. Gli ogri intorno a lui si alzarono tutti, tranne il tiranno che continu ad osservarlo, seppur
con crescente preoccupazione. Dalla bocca di Sur fuoriusc un fiume di sangue, nero e corposo
come l'acqua della loro palude, che scorse rapidamente fino al fuoco al centro del cerchio. Quando
la marea fetida e nerastra tocc le braci sembr urlare di dolore ma continu il suo percorso fino ai
piedi del tiranno, per poi fermarsi quasi come se volesse chiamarlo. Solo a quel punto Atros
Spaccadenti Mangianemici Ruttaossa decise di alzarsi, mostrando la propria torreggiante figura, alta
ben pi dei suoi compagni.
Che vuole dire? Parla Sur!. Il tiranno non era un amante di stregonerie e affini, aveva sempre
preferito risolvere i problemi con la mazza piuttosto che affidarsi agli imprevedibili capricci della
magia. La sua voce tuonava come un temporale e a quel punto tutta la trib si stava riunendo
attorno ai propri capi. Il macellaio si rialz barcollando, le sue budella fremevano ancora come se
fossero vive e scalcianti e disse soltanto: La Mandibola ha parlato. Grok sorrise e stava per
rimarcare il proprio desiderio di partecipare all'esodo della propria razza, quando not un secondo,
pi piccolo rivolo di sangue, che si dirigeva lentamente verso di lui. Non fu l'unico a notarlo e Sur
aggiunse, sorridendo seppur ancora piegato dal dolore: Ma forse non tu a guidare noi. Atros, noto
per il suo pessimo carattere, ringhi con foga: Non amo scherzi! Volete sostituire me senza lottare,
vero? Tu servi disse con rammarico guardando Sur ma tu muori! disse rivolto a Grok mentre si
avviava gi verso la mandifossa. Il giovane picchiatore non aveva mai apprezzato il tiranno, e forse
avrebbe preso il suo posto un giorno, ma non era assolutamente pronto ad affrontarlo ora. Tuttavia
non aveva scelta, Atros era gi in posizione e stava lasciando cadere a terra le pesanti parti della sua
armatura per restare a torso nudo, col grasso ventre bene in vista. La trib si era riunita attorno
all'arena circondate di pali affilati, rappresentazione della loro famelica divinit. A Grok arriv
qualche pacca sulle spalle ma il tifo era tutto per il tiranno, decisamente favorito anche nelle
scommesse che si stavano facendo nelle file posteriori degli spettatori. Gettando le sue poche rozze
protezioni anche lo sfidante entr nella fossa e la carica del tiranno non si fece attendere.
Urla e rutti coprivano il suono delle ossa e dei denti che si spezzavano, ogni volta che Grok cadeva
a terra e tentava, sempre con maggiore fatica, di rialzarsi. Ben presto il tiranno scelse di fare del
duello, ormai gi vinto, un monito per gli sfidanti e prese a dare spettacolo con ogni colpo, facendo
volteggiare il corpo di Grok da una parte all'altra della mandifossa. Quando ormai il picchiatore non
prov pi ad alzarsi, Atros decise di finire lo scontro in bellezza e lo sollev per scagliarlo contro i
pali acuminati che li circondavano. Ci che accadde da l in avanti fu incredibile, il peso morto di
Grok si infranse contro i pali di legno spezzandoli come fuscelli e sent il proprio corpo ritrovare le
forze mentre il dolore si affievoliva. Il duello riprese e il suo esito ora era decisamente meno

scontato, tanto che tra gli scommettitori iniziarono risse minori. Nessuno per si accorse di loro,
siccome il frastuono dei tifosi si era fatto assordante e tra questi si poteva iniziare a sentire anche il
nome di Grok, pronunciato con crescente convinzione. Atros aveva perso ogni voglia di scherzare e
dare spettacolo, ma nonostante la durezza dei suoi colpi il suo avversario incassava e rispondeva
senza arretrare, tanto che iniziava a sentirsi in difficolt. Alla fine il tiranno tent una mossa
disperata, i due si afferrarono reciprocamente per le spalle e mentre Grok tentava di sbilanciarlo,
Atros lo colp con una violentissima testata, ma il risultato fu peggiore del previsto. Entrambi
barcollarono allontanandosi e infine caddero, fianco a fianco, nello stesso momento. Per un istante
cal il silenzio e poi gli scommettitori tornarono a litigare per determinare chi avesse vinto.
Sur prese in mano la situazione, scese nella mandifossa e grid: Silenzio! - ottenendolo all'istante Grande Mandibola ha parlato! Voi decidere se restare o seguire nuovo tiranno. Da adesso noi due
trib, Mangiapaludi e... - attese un'ispirazione per il nuovo nome, ma sembr non trovarla altro,
questo non importante ora!. Nell'ubriachezza e nell'esaltazione generale il discorso ebbe comunque
un certo impatto e fece presa, tanto che alcuni ogri raccolsero senza attendere i propri miseri averi e
si radunarono attorno al fal pi grande, in attesa del loro nuovo tiranno. Grok e Atros si rialzarono
a fatica e si salutarono con uno sguardo colmo di odio, per poi raggiungere le proprie rispettive
trib. Poco pi di una dozzina di ogri attendevano Grok, e non certo i migliori, ma era un tiranno
ora e se fosse stato in grado di ottenere fama e ricchezza quei pochi sarebbero presto cresciuti.
Partiamo! disse, e si avvi verso sud-ovest. Dopo pochi passi per le gambe iniziarono a cedergli,
tutte le ossa del corpo a dolergli e la testa a girargli. Stava per cadere quando un braccio lo raccolse
fingendo di stringerlo amichevolmente. Mia magia gi finita? disse Sur ghignando. Grok alzo lo
sguardo e vide il macellaio che lo sosteneva: Tu...?. Profezie spesso bisogno di aiuto aggiunse
il macellaio Atros troppo stupido, Mandibola scelto te per guidare noi e io aiuta te a guidare.
Capisci?. Grok annu, realizzando di essersi decisamente sopravvalutato.
Nei giorni seguenti la nuova trib senza nome viaggi senza sosta fino al mare, dove attese il
passaggio di una nave mercantile. La fortuna fu dalla loro parte, una nave tileana di dimensioni
considerevi, armata ma guidata da marinai inesperti, prese il Delta Bruciato ignara dei rischi che
correva. La dogana dei Mangiapaludi si trovava pi a nord lungo il fiume, dove questo si stringeva,
ma Grok e i suoi compagni attesero invece la nave in un punto dove il fiume era pi basso, anche se
le rive erano pi distanti. Quando il mercantile fu abbastanza vicino gli ogri si nascosero tra le
piante acquatiche e non appena questo fu a portata di mano i torreggianti bestioni iniziarono a
risalire lungo la sua carena. I passeggeri credettero di aver urtato una secca e quando videro gli ogri
scavalcare il corrimano era troppo tardi, nessuno sopravvisse e quel che la trib di Gork ottenne fu
una vera benedizione: armi, armature, denaro e soprattutto... una nave! Ora i suoi seguaci non
avevano dubbi di aver fatto la scelta giusta, ma erano ancora troppo pochi.
Senza alcuna conoscenza del suo funzionamento gli ogri riuscirono, con non poca fortuna, a ruotare
la nave e a portarla in mare aperto. Scesero verso sud-ovest e infine attraccarono poco distante dal
deserto. Della nave non rimaneva nulla di utilizzabile, ma Grok non si perse d'animo e continu a
camminare seguendo le indicazioni che il macellaio gli confidava, in base alle visioni allucinatorie
che il dolore al ventre gli procurava. Non pass molto tempo che incontrarono altre trib nomadi,
nessuna delle quali per sembrava volergli credere... nessuna, tranne una piccola banda di
mangiauomini mercenari, anche se probabilmente attratta pi dal denaro che dal desiderio di seguire
il volere della Grande Mandibola.
Ora la banda di Grok stava crescendo, i mercenari avevano con se anche grandi macchine da guerra
trainate da rinocebuoi, ma il tiranno temeva che questi avrebbero potuto cambiare bandiera per
qualsiasi ragione, quindi doveva convincerli che era giusto seguirlo prima di tutto per la sua forza, e
poi per la sua ricchezza. L'occasione fortuita di dimostrare il suo valore si present tra i monti nelle
prossimit della Terra dei Morti, quando tra le rocce not un gigante sonnecchiante. Grok si avvi
da solo verso la creatura e svegliandola con un urlo poderoso la sfid a duello. Zot, il gigante, non
aveva ben capito cosa dicesse il piccoletto ma furioso per essere stato svegliato di soprassalto prov
ad afferrarlo... ci che ne consegu fu la definitiva prova del suo predominio ed anche i mercenari
iniziarono a rispettarlo. Grok afferr il mignolo di Zot con entrambe le mani e strattonandolo con

decisione fece fare un'immensa piroetta al gigante che atterr di schiena dalla parte opposta.
L'impatto fu tanto fragoroso e devastante che alcune cime nelle vicinanze franarono per il terremoto
e i rinocebuoi scalciarono terrorizzati. Grok strapp con forza il mignolo del bestione e mentre lo
ingoiava intero lo guard negli occhi dicendo: Tu ora mio! e il gigante rispose piagnucolando e
stringendosi la mano ferita Zot capito, piccoletto capo.
Ora Grok aveva una trib fedele, ben armata e guidata dal volere stesso della Grande Mandibola.
Marciando verso il proprio destino il tiranno fantasticava un giorno di prendere il posto dello stesso
Greasus Dente d'Oro per diventare il pi grande ogre vivente; e mentre queste immagini di gloria si
accalcavano nella sua mente scelse il nome della propria trib e lo sussurr con sguardo sognate:
Cercafortuna.
Grok aveva ormai marciato per decine e decine di chilometri, molte trib avevano scelto di seguirlo
senza combattere perch in lui vedevano davvero un condottiero e un profeta. La grande armata ora
spianava qualsiasi percorso e i passi pesanti degli ogri facevano vibrare la terra come una tempesta
fa vibrare il ponte di una nave scossa dai flutti. Una tale forza della natura non poteva passare
inosservata, questo Sur lo sapeva bene ma il suo giovane tiranno non sembrava altrettanto convinto.
Manda pochi avanti, noi ora tanti! Nemici molti, forse nascosti le parole del macellaio furono
sussurrate all'orecchio di Grok, il quale le prese pi come una sfida che come un consiglio: Tu
credi che noi non abbastanza forti? Nemici hanno paura, per questo loro si nasconde. Presto loro
scappare e dire a tutti che Grok pi grande tiranno.
Tu giovane rispose il macellaio ridendo se vivi capire, se no... - e qui si fece davvero
provocatorio trovare nuovo tiranno. Grok accett la sfida e decise che alla prima occasione
avrebbe dimostrato il suo valore, confermando quindi la sua avventatezza e dando
involontariamente ragione al saggio macellaio; la fortuna stavolta non sarebbe bastata. Tra i nuovi
membri dell'armata molti avevano sentito parlare di una valle colma di ricchezze e tesori, la cui
ubicazione era incerta ma che sembrava sempre pi chiaramente coincidere col luogo in cui le
visioni profetiche di Sur li stavano conducendo. Il deserto si fece pianura e poco a poco foresta,
verde e lussureggiante. Gli ogri non cercavano assolutamente di nascondere le proprie tracce, la loro
spavalderia, o forse semplice stupidit, li rendeva semplici da tenere d'occhio, in attesa del
momento giusto per colpire.
Questa foresta strana disse Zot all'improvviso, scostando delle fronde per farsi strada e
rischiando di inciampare. Strana? gli chiese Grok sospettoso Tu bevuto troppo ridacchi. Il
gigante non neg quella constatazione, eppure continuava a guardare al di sopra degli alberi con
fare circospetto. Cosa vedi? chiese ancora Grok, stavolta alzando la mano per dire alla colonna
dietro di lui di arrestare il passo. Zot si scherm dal sole con la grossa mano e socchiuse gli occhi
per distinguere le figure in lontananza: Cose... tante piccole cose... difficile vedere bene.
Grok chiam Sur con un cenno e disse semplicemente Vieni e guarda; dopodich si mosse con
passo deciso incitando parte della banda a seguirlo e dicendo al gigante di fare strada. Il macellaio
aveva un pessimo presentimento e mentre avanzava con gli altri ogri not delle figure alle loro
spalle; cos, mentre gli altri avanzavano, si volt a fronteggiarle e furioso maled la testardaggine di
Grok urlando: Avevo detto io a quella testa di gnoblar! Loro seguito noi, noi spacciati!.
Lo scontro con gli elfi silvani ebbe cos inizio: tra gli alberi della foresta alcuni mercenari dotati di
pistole e un cannone dei titani celesti tentarono di prendere di mira gli sfuggenti nemici, sparando
alle cieca tra le fronde. Il frastuono fu molto e questo spron Grok e i suoi ogri a caricare a testa
bassa, imitati da Zot, evidentemente divertito dalla situazione. Se invece gli ogri avessero saputo
che le armi non si erano dimostrate efficaci o si fossero almeno posti il problema di quale nemico
stessero fronteggiando, non sarebbero corsi cos stupidamente incontro alla morte. Dagli alberi e da
dietro alcune antiche rovine giunsero interminabili salve di frecce, a cui nemmeno la spessa cotenna
e le rozze armature degli ogri potevano opporsi.
Sur era stato colpito da alcune frecce al petto, ma la sua rabbia era inarrestabile e le sue ferite si
richiudevano con la stessa rapidit con cui erano state aperte, per volere della Grande Mandibola.
Gli elfi capirono di essere spacciati, ma si batterono comunque con coraggio per non essere sbranati
dal macellaio. Intanto Zot era arrivato in mezzo a quelle buffe creaturine e incuriosito ne raccolse

una per assaggiarla, calpestandone altre mentre le restanti lo colpivano con forza alle gambe. Grok
era furioso, continuava a spronare i suoi compagni ma le frecce non smettevano di piovere e
l'impeto della loro carica fu smorzato mentre altri ogri cadevano trafitti da decine di quegli infidi
strumenti.
Zot cadde infine sotto i colpi degli elfi e questi poterono assistere compiaciuti allo spettacolo di
cadaveri che ad ogni salva dei loro compagni stramazzavano al suolo. Credevano che non ce
l'avrebbero fatta, non potevano farcela... ma sotto gli sguardi increduli degli eroi elfici Grok
continu la sua carica, calpestando i compagni che cadevano e incassando di petto le frecce che gli
piovevano addosso. Finalmente il tiranno fu abbastanza vicino da sollevare la possente mazza e
roteandola con foga gener una pioggia di sangue, pietre e legno spezzato. Grok non smise di
correre, calpest e schiacci i nemici in fuga e quando sfinito si plac, nessuno era sopravvissuto.
Ansimante il tiranno si volt verso Gurp, il campione della sua unit, unico sopravvissuto alla
carica, che stava piegato sulla sua mazza con due frecce conficcare nella spalla. Afferrando una di
quelle che invece spuntavano dal suo petto il tiranno avrebbe voluto fare una battuta, ma fu
interrotto quando una freccia, dalla punta dorata, attravers improvvisamente il cranio di Gurp
facendolo cadere di colpo al suolo. Solo a quel punto Grok si permise di osservare il campo di
battaglia e non pot che essere spettatore della propria disfatta. I mercenari avevano seguito la sua
carica ed ora, decimati, stavano dirigendosi verso il nucleo delle truppe elfiche. Qui il cannone dei
titani celesti, trainato dal rinocebue, si stava facendo strada tra i nemici ma alla fine anche questo fu
ucciso e il suo pesante carico cadde fragorosamente al suolo. Pi indietro, Sur si nascondeva ferito
tra gli alberi, scagliando per quanto poteva i propri incantesimi. Grok si ritrov a sperare che
morisse, cos da non dover ammettere che avesse ragione, ma poi si ricord che senza il macellaio
anche lui era perduto, cos si mosse per aiutarlo ma una luce sfolgorante lo invest e perse i sensi.
Il risveglio non fu dei migliori, Sur estrasse senza grazia le frecce dal suo petto e sparse sulle ferite
un intruglio rivoltante, facendo urlare Grok di dolore mentre si alzava di scatto.
Avevo detto io critic il macellaio senza nota di ironia tu troppo giovane... e stupido. Se tu
stanotte ancora tiranno, forse impara. Grok sput un grumo di sangue, si sistem l'armatura e
raccolse la sua arma. Andiamo disse tu ragione, dovere costruire mandifossa. Oggi non ancora
finito di combattere. I due si avviarono con passo lento tra le spoglie di guerra, mentre in
lontananza potevano vedere i mercenari sopravvissuti costringere Zot, claudicante per le ferite, a
trascinare all'accampamento il loro prezioso cannone. Quella notte, fino al sorgere della luna, la
trib Cercafortuna assistette ai duelli per il predominio; ma, nonostante la prima sconfitta, la stella
della buona sorte, che brillava su Grok, era ancora ben lungi dallo spegnersi e il tiranno si erse
infine sui corpi dei suoi sfidanti.
Pioveva ormai incessantemente da giorni, il fango inghiottiva i piedi degli ogre ad ogni passo e ci
rendeva la marcia verso nord-est ancora pi estenuante. Zot era stato costretto a reggere una grossa
pelle di rinocebue, tesa con rozzi supporti, per impedire che Grok, Sur e i suoi campioni si
bagnassero inutilmente. Grok stava dicendo, senza mezzi termini, di picchiare chiunque si
lamentasse della marcia forzata, perch le condizioni del macellaio si facevano sempre pi instabili
e ora poteva avere crisi e visioni improvvise e spesso violente, che si concludevano sempre con
frasi sconnesse e profetiche Cercare...quattro ombre...morte, inganno delle quali il macellaio era
tanto perplesso quanto i suoi compagni.
Grok era pronto a sbraitare e ordinare di accelerare il passo, quando improvvisamente la pioggia
cominci a bagnargli il viso. Infuriato, il tiranno si volt verso il gigante che si era arrestato qualche
metro pi indietro e grid: Zot, idiota, vieni qui!. Dal suo punto di vista privilegiato il gigante
poteva vedere oltre il crinale che stavano per superare e l'apparizione dei 4 grandi idoli di pietra lo
aveva sconvolto. Cosa vedi? sibil Sur tornando sotto la copertura della grande pelle di
rinocebue. Il gigante biascic qualcosa di incomprensibile e spazientito Sur corse verso il crinale
guardando la valle sottostante. I giganteschi idoli proiettavano le proprie ombre scure in maniera
innaturale, non vi era alcuna fonte di luce ma l'oscurit che essi gettavano era chiaramente visibile e
le quattro ombre convergevano fino quasi a toccarsi sulla sommit del colle al centro della valle. Il
macellaio non aveva idea di cosa stesse per accadere, ma sentiva di nuovo il suo corpo formicolare

e la mente trasmigrare verso l'ignoto. Strillando come colpito da una fitta di dolore acuto chiam a
se Grok e disse solo Prepara a combattere... e il tiranno, ormai conscio di dover dare ascolto alle
parole di quel pazzo, sollev la sua mazza sopra la testa e grid Oggi noi combatte, stanotte noi
mangia! e il discorso fece una tale presa sui suoi sottoposti che il crinale fran accompagnando la
discesa in guerra della trib.
Marciando verso un nemico sconosciuto la trib si divise in due distaccamenti, per aggirare la
collina al centro della valle. Grok prese Sur e i suoi migliori guerrieri per dirigersi a Sud mentre i
mercenari, notando alcune antiche rovine potenzialmente ricche di tesori da razziare, si diressero a
nord. Zot segu il suo padrone, convinto di doverlo ancora proteggere dalla pioggia.
Giunto presso le rovine coperte di arbusti, il capitano dei mercenari si rese conto che non vi avrebbe
trovato altro che sassi e muschio, quindi contrariato si fece largo fino al lato opposto, abbattendo a
spallate le antiche colonne. Giunto infine alla sommit del basamento di quel luogo abbandonato,
pronto a dare l'ordine di ritirarsi, not in lontananza delle figure che si avvicinavano attraverso la
pioggia a gran velocit. Cavalieri. Portate cannone! grid per sovrastare lo scroscio della pioggia,
e di fianco alle rovine un rinocebue si fece largo trascinando un pesante cannone dei titani celesti.
Le figure ora si erano fatte pi nitide, cavalieri, di cui uno particolarmente evidente. Mira quello!
Quello capo! l'ogre addetto alla gigantesca arma annu con un ghigno e si mise in posizione.
Tutti pronti! Aspetta mio segnale... - disse il capo estraendo la propria pistola fuoco! grid
sparando un colpo in aria, seguito subito da una salva dei suoi compagni. Quel che avvenne poi fu
per imprevedibile: il proiettile vagante colp una colonna e per un puro scherzo del fato prese una
traiettoria che and a colpire la riserva di polvere nera del grande cannone. L'esplosione che ne
consegu spazz via pi di met del tempio e port con se met dei mercenari. Estraendo una
pesante scheggia di metallo dal proprio bracci, il mercenario borbott Lui no paga me
abbastanza... e rialzandosi prepar i suoi compagni rimasti ad incassare la terribile carica che li
stava per colpire.
Il boato oltre la collina non sembr turbare Grok, per il momento, perch il tiranno era troppo
preoccupato di capire contro cosa stava per combattere. Avrebbe voluto chiedere a Sur qualche
consiglio, ma tra di loro si trovava un orda di altri ogri poco inclini a perdersi in inutili quesiti. Oltre
la coltre di nebbia e di pioggia, allertati dal frastuono della marcia famelica, i ghoul raccolti attorno
al necromante che li aveva richiamati col proprio fetore di morte e la propria aura oscura, stavano
abbandonando la loro frenetica attivit di scavo per prepararsi a combattere. Quando infine gli ogri
videro le figure ingobbite e rachitiche ammassarsi a pochi passi da loro, si scaten una tempesta:
sferragliare di armi e armature come fulmini e grida di battaglia come tuoni. Ci che ne consegu fu
un massacro, una vera e propria pioggia di sangue tanto fitta da cancellare perfino in ricordo della
vera perturbazione, la quale non riusciva a lavare il sangue dai combattenti prima che questi se ne
ricoprissero nuovamente. Grok non badava a chi o cosa colpiva col suo mulinare incessante in preda
alla furia pi cieca, vide Zot sopraffatto dagli innumerevoli nemici e sentiva intorno a se i propri
guerrieri battersi con furore e arrancare tra pile di cadaveri. Sapeva che poteva vincere, questa volta
il giovane tiranno avrebbe dimostrato di essersi meritato il suo titolo... ma la fortuna, tanto propensa
ad aiutarlo al di fuori della battaglia, sembr nuovamente voltargli le spalle. Alzando lo sguardo dai
resti sfigurati dell'ultima creatura, i suoi occhi incontrarono quelli di un essere terrificante, umano
nell'aspetto ma bestia nello spirito. Gli ogri furono caricati da guerrieri scheletrici e spettri
incappucciati, in sella a destrieri ossei e intangibili. Mentre i guerrieri tentavano inutilmente di
rispondere agli attacchi di quei mostri e il loro signore li dilaniava come se fossero stati fantocci,
Sur si avvicin a Grok e gli grid sbavante e in preda alla follia Scappare! Ora! Tu non pronto per
questo... facendo s che il tiranno, senza porre ulteriori inutili domande, ordinasse di ritirarsi
mentre disarcionava uno dei nemici con un possente colpo di mazza e lo mandava in frantumi.
Il vampiro, coperto di sangue, scelse di non inseguire il suo nemico, convinto forse di potersi
divertire ancora con lui, come un gatto con il topo. E, osservando le possenti figure sparire nella
nebbia, si lecc il sangue dalle labbra, sorridendo.
A Grok la ritirata sembr una soluzione vile, ma Sur lo trascinava lontano, verso nord, e il tiranno
non si oppose, gridando a pieni polmoni per raccogliere a se i suoi guerrieri che, dopo la carica nella

valle, si erano dispersi. L'eco fu raccolto e rinvigorito da decine di sbraiti e corni, che
riecheggiarono fino alle montagne. Il clima non era migliorato, la nebbia era ancora fitta e la
pioggia battente, ma alcuni piccoli gruppi di guerrieri, capitanati dal fidato braccio destro Kerr, si
erano radunati attorno allo stendardo da battaglia e attendevano il loro tiranno con ansia e brama di
sangue. Tuttavia, prima che i due gruppi di ogre potessero ricongiungersi, si resero conto di non
essere soli; tutto attorno a loro, nascoste nella nebbia, brulicavano figure indistinte e dal passo
rapido. Grok era pronto a combattere, prese la sua pesante mazza e batt un colpo a terra, tanto
vigorosamente da far tremare il terreno, facendo cessare di colpo il brusio.
Siete ancora cose morte? chiese a gran voce il tiranno, mentre Sur dietro di lui sussurrava Odore
diverso, loro puzza di pi. La risposta che Grok ottenne fu uno stridio folle, seguito dalla comparsa
di un piccoletto incappucciato, poco pi grosso e non molto diverso da uno gnoblar. Lo sciamano
goblin pronunciava frasi insensate, fermandosi di tanto in tanto a far saettare lo sguardo tutto
intorno: Noi no koze morte, ma tante ci zono nel zantuario... zi-zi, nel zantuario. La pioggia era
cessata e la nebbia stava svanendo, ignorando le farneticazioni del piccoletto farfugliante Grok e
Sur si guardarono attorno, ce n'erano parecchi di quei cosini verdi, e non sembravano gente
affidabile. Spazientito il tiranno sollev lo sciamano tenendolo per il cappuccio, facendolo strillare
e scalciare come un pazzo Sei tu capo? chiese digrignando i denti, cosa che fece temere (e non a
torto) allo sciamano che avrebbe potuto essere ingoiato intero. No, io zono kapo! disse una voce
altisonante che proveniva dall'alto. Grok lasci cadere il goblin e si guard in su, schermandosi dai
raggi del sole che ora penetravano dalle nubi. Quello che vide fu un immensa creatura verde, alata,
che piombava in maniera decisamente sgraziata al suolo, conficcando i suoi lunghi artigli nel fango
e piegando il lungo collo per mostrare chi la stava cavalcando. Il possente capoguerra orco, fiero
della sua entrata trionfale, stava a braccia conserte, guardando dalla sua posizione di vantaggio il
tiranno dritto negli occhi. Tu ki zei? chiese con sufficienza l'orco, e Grok rispose, appoggiandosi
la mazza sulla spalla e mostrando fiero il grasso ventre: Io zo... sono Grok Sdraiagiganti, tiranno
della trib Cercafortuna. Seguo quello che dice le fauci e devo uccidere una cosa morta. Il
capoguerra finse di soppesare la cosa, anche se non aveva ascoltato granch; tuttavia aveva capito
cosa morta e sapeva che un tipaccio di tale stazza poteva tornargli utile. Molto bene disse
facendo aprire le ali alla sua viverna con due tallonate piuttosto indelicate kombattere inzieme, ti
va?. L'esercito degli orchi si era ormai radunato e Grok era abbastanza intelligente da sapere che
non poteva scoffiggere sia loro che i morti senza il suo intero esercito, sperduto chiss dove tra le
valli circostanti. La risposta, piuttosto d'effetto, che diede il tiranno fu un rutto a gola aperta, simile
al suono di una frana, mentre alzava con entrambe le mani la sua mazza delle dimensioni di un
albero sradicato. La viverna prese il volo e l'urlo di guerra del capo trascin in una corsa furiosa
tutto il suo esercito; guardando la bestia alata volteggiare sulla valle, Grok pens tra s e s che
anche lui ne voleva assolutamente una.
L'alleanza era sancita, ora era il momento di scendere in battaglia. Seguendo la valle i due eserciti
raggiunsero infine un antico santuario, colonne fracassate e statue ne delimitavano i confini mentre
al centro la statua di Murrinich si ergeva ricoperta di edera. I nonmorti erano gi nella valle e
avvisati dal frastuono dell'orda in marcia iniziarono a disporre le proprie truppe per un immenso
scontro. Fra di loro spiccavano il vampiro che aveva sconfitto Grok ma anche figure pi esotiche,
creature giunte da terre molto lontane e adornate con vesti mai viste in quella parte del mondo.
Ogri e orchi non avevano un piano, si limitarono a calare e infrangersi sul nemico, come un fiume
che straripa dall'argine. Grok e Sur sapevano di doversi vendicare e non attesero, portandosi nel
tempio con tutti i propri guerrieri e aspettando che la cavalleria dei nonmorti si facesse avanti.
Intanto i mercenari, consapevoli della sorte toccata ai loro compagni nell'ultima battaglia,
imbracciarono le proprie armi e spararono con furia cieca contro la cavalleria non morta, addosso
alla quale si era appena abbattuto un goblin lanciato da una delle assurde macchine da guerra degli
orchi. Lo scontro dentro il tempio, con l'impatto della cavalleria nonmorta e dei carri da guerra
trainati da cavalli scheletrici, fu duro per Grok e i suoi guerrieri, ma raccolti attorno allo stendardo
da battaglia resistettero e la magia di Sur diede loro la forza di avere la meglio sui propri nemici.
Mentre Sur si gettava di peso sui carri, distruggendoli con la propria mole, i mercenari si erano

lanciati in aiuto del proprio tiranno e infine Grok, rinvigorito dal potere delle fauci, si trov faccia a
faccia con il vampiro che lo aveva lasciato fuggire con sdegno. Mentre il nonmorto, sfruttando i
propri poteri arcani, cercava di arrestare la montagna di muscoli e grasso che gli si avvicinava con
un ghigno diabolico, Grok rise e disse solo Questa volta... stai morto! e lasci cadere la propria
mazza, spargendo sangue immortale in ogni direzione.
Lo strillo della creatura fu assordante e mentre la sua anima corrotta abbandonava il corpo, tutti i
nonmorti furono percorsi da un brivido di terrore; ma il loro signore Nagash, risorto e divenuto
incarnazione stessa della morte, li sosteneva anche se distante migliaia di chilometri. Cos la
battaglia continu e Sur indic a Grok la collina, da cui una fonte arcana e devastante gettava la sua
luce mortale e imbrigliava i venti della magia. Il tiranno si lanci alla carica con tutti i suoi guerrieri
superstiti, mentre gli alleati pelleverde facevano strage dei nemici tutto attorno. Per risalire la
collina Grok si fece largo in una marmaglia apparentemente infinita di ghoul, schiacciando sotto i
pesanti stilavi decine di cadaveri, amici e nemici. Quando poi giunse alla sua meta vi trov uno
scrigno, che emanava energia oscura e diabolica, difeso da guerrieri scheletrici. Roteando la mazza
si disf rapidamente delle guardie e colp come un martello la superficie dell'arca che and in
frantumi. Ne scatur un'esplosione che gett a terra gli ogri e scagli una luce accecante su tutto il
campo di battaglia. Quando infine Grok, Sur e Kerr si rialzarono, ultimi superstiti del manipolo con
cui avevano compiuto quell'impresa, guardarono l'immenso spettacolo di morte che, illuminato dal
sole rosso del tramonto, si stagliava dinnanzi a loro. La battaglia non era ancora conclusa, ai piedi
della collina due mercenari sopravvissuti stavano sostenendo il capoguerra alleato, rimasto senza la
sua cavalcatura, difendendolo da vorticanti spiriti a cavallo. Ma pi a est gli orchi stavano
schiacciando i guerrieri scheletrici nel fango, gridando di gioia per il massacro. Avevano vinto.
Dopo la battaglia gli alleati si raccolsero al centro del campo e ora che era senza la sua viverna era
difficile per Borgut Schiantaviverne stare davanti a Grok: era lorco pi grozzo di tutta la sua trib,
ma logre lo superava di un buon braccio in altezza e almeno del doppio in larghezza. Gli ogre
erano rimasti in pochi, mentre lui aveva ancora la sua guardia del corpo a piene forze e nella sua
testa incominci a formarsi lidea di completare il massacro della giornata. Ma Grok, prevedendo
una tale possibilit, lo stava osservando mentre soppesava la sua mazza. I due guerrieri si fissavano,
squadrandosi e cercando di percepire le rispettive intenzioni, quando allimprovviso il piccolo
sciamano goblin, che durante la battaglia si era diretto verso le rovine, arriv urlando con la sua
voce stridula e fastidiosa che aveva trovato qualcosa, qualcosa di luccikoso. I due comandanti si
mossero verso il tempio, sempre osservandosi con diffidenza, finch non percepirono il bagliore che
tanto aveva attirato il goblin: su un piedistallo stava adagiata unarmatura intarsiata che sembrava
essere stata forgiata dalle fiamme di un drago, mentre su un altare giaceva un lucente talismano. I
due generali si mossero allunisono verso loggetto a loro pi vicino, cos lorco si liber della sua
armatura logora e vide che la nuova gli stava, mentre logre prese il talismano e percep il potere
che emanava, oltre al suo possibile prezzo di vendita. I due si guardarono di nuovo e lorco disse:
Noi kombattuto bene. Io preso giuzto premio, ora mangiare viverna morta!. Grok, agitando un
braccio per chiamare Sur, rispose: Nostro macellaio grande cuoco. Fare ottimo arrosto con
lucertolone!. Allora gli animi si distesero, Borgut sorrise e dichiar: Ora noi bazta battaglia. Dopo
mangiata e bevuta, non zo.... E Grok, altrettanto sollevato, e affamato, rispose frettolosamente:
Bene, ora mangiare!. Finch ci fosse stata carne di viverna per tutti, la nuova alleanza avrebbe
sicuramente retto.
I festeggiamenti durarono giorni, immensi fal bruciarono ininterrottamente per intere notti e ci,
insieme al baccano, attir infine il resto della trib Cercafortuna. Il tempio era diventato un
accampamento e gli ogri montarono le proprie tende nomadi, costituite di zanne e pelli di diversi
animali enormi. Quella del tiranno era ovviamente la tenda pi grande, sorretta dalle zanne di
mastodontici mammoth e coperta con le loro spesse pellicce. Qui Grok stava sdraiato sui resti dei
suoi precedenti pasti, con la testa poggiata su un barile di birra nanica ormai svuotato fino all'ultima
goccia. Sonnecchiando il tiranno rifletteva, se cos si pu dire, sui suoi nuovi compagni: erano gente
simpatica, ma erano strani... si chiedeva come fossero nati; forse uno gnoblar particolarmente
fortunato aveva trovato un'ogressa troppo ubriaca e poi... il suo pensiero fu interrotto dallo scostarsi

della pelle che copriva l'ingresso. Capo, mangiauomini va'... sussurr, chiaramente intimorito
dall'imminente reazione del suo tiranno, un piccolo gnoblar. Alzandosi di scatt, senza fare
domande, l'ogre si precipit fuori alla luce del giorno e schiacci il malcapitato messaggero
ponendo fine alle sue preoccupazioni.
Fuori dalla tenda Grok si mosse in direzione delle tende dei mercenari, disposte nel cerchio pi
esterno dell'accampamento, vedendo che erano gi state smontate. Cosa fate! Io paga bene, voi
sa'! i mangiauomini avevano salvato Grok pi di una volta, ma le loro perite erano state ingenti in
tutte le battaglie e adesso temeva che avessero deciso di cercare la protezione e il compenso di un
nuovo tiranno. Il capo dei mercenari, un filibustiere ormai esperto, guard Grok con il suo unico
occhio buono e rispose: Noi sa', tu buon capo e ricco. Ma altro aspetta noi. Il tiranno ora era
sicuro della sua supposizione e grid infuriato: Chi lui? Quanto paga? ma inaspettatamente il
capo mercenario scoppi in una grassa risata. Tu sicuro conosci, Golgfag Mangiauomini! Adesso
vicino. Lui non paga, ma tutti vuole combattere con lui! Dove combatte sempre pi cibo, pi
soldi!. Grok avrebbe voluto rispondere, ma l'eco di quelle ultime parole nella sua memoria gli
ricordarono perch era iniziato tutto quanto. Scendendo faticosamente a patti con questi sui strani
pensieri, che qualcuno chiamerebbe sentimenti, disse solo Portate lui miei saluti... e si volt per
andarsene. Lui gi conosce te, Prescelto di Grande Mandibola! disse il capo mangiauomini,
issando l'ultima bisaccia sulla schiena di un rinocebue e dandogli una sonora pacca per metterlo in
marcia. Grok gir lo sguardo per seguire la carovana, aveva gli occhi fissi e un rivolo di bava alla
bocca Pre...scel...to..., ripet tra s e s, una parola lunga ma suonava molto bene.
Col sorgere della Luna nuova le visioni allucinatorie di Sur ricominciarono e se possibile si fecero
anche pi intense. Grok aveva visto ripartire gli alleati verdi gi da giorni e, per quanto avrebbe
voluto, non poteva pi aspettare adagiandosi sugli allori di una vittoria che, nelle piccole menti dei
suoi sottoposti, era gi scomparsa ed era stata sostituita dalla fame e dall'avidit crescenti. Cosa
fa'? Noi va', capo? chiese Kerr, evidentemente spazientito, una mattina. Lasciando vagare lo
sguardo fra i suoi campioni, il tiranno infine si sofferm sugli occhi di Sur che brillavano di luce
folle sotto il suo cappuccio di cuoio. S, noi va' rispose il macellaio Qualcuno qui crede che lui
gi ricco e famoso Sput un osso e riprese Ma lui stupido, secondo me. Grok si gett ad
afferrare il macellaio sollevandolo da terra, ma quando lo ebbe fra le mani, fissando ancora i suoi
occhi folli, non seppe cosa controbattere e lo lasci cadere fragorosamente. Noi va', ma io deciso!
concluse tagliando corto, mentre Sur ridacchiava rialzandosi, consapevole che le sue tattiche di
persuasione avevano funzionato di nuovo.
La trib prese a camminare sulle orme delle altre armate, affrettando il passo per recuperare il
terreno perduto. Senza l'ausilio dei mercenari, partiti per inseguire la fine dei tempi, Grok aveva
dato ordine di recuperare i cannoni e la polvere nera, sottratti al vascello durante la sua prima
impresa, trovando qualche ogre abbastanza folle da testarne il funzionamento in battaglia. Inoltre,
diede ordine di ammansire i rinocebuoi pi grossi e riottosi, adibiti ai carichi pesanti, perch fossero
cavalcabili e pronti a combattere. Alcuni dei maschi pi feroci diedero del filo da torcere anche agli
ogri pi robusti e in un paio di occasioni Grok stesso dovette usare la testa, letteralmente, per
riuscire a calmarli. Quando infine ne ebbe scelto uno per se, si rese conto di due sgradevoli
inconvenienti: prima di tutto la bestia, per quanto robusta, sembrava risentire del suo peso,
notevolmente aumentato da quando riceveva sempre le portate maggiori; in secondo luogo, non si
sentiva abbastanza imponente, poich da quando era diventato tiranno anche il suo ego era
notevolmente aumentato. Cos, smontando dall'animale sofferente, disse a Kerr: Porta avanti tutti,
io torna presto e senza dare ulteriori spiegazioni si incammin, solo, verso i monti che si
scorgevano all'orizzonte.
Continuando a marciare, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, gli Ogri giunsero, senza il
proprio tiranno, in prossimit di quello che, dal fragore, aveva tutta l'idea di essere un fiume. Il Sole
era sorto da poco al di l di una collina e gli ogri stavano costeggiando il fiume, quando avvertirono
di non essere soli. Il primo ad accorgersene, per via della forte corrente di venti magici percepita, fu
Sur. Il macellaio, capendo che si trattava nuovamente di non-morti, disse a Kerr di seguirlo con un
piccolo gruppo di guerrieri, per guadagnare tempo mentre il grosso delle truppe guadavano il fiume

portando in salvo tende, provviste e tesori. Coperti dalla boscaglia gli ogri avanzavano cautamente,
finalmente Sur poteva condurre una battaglia con i proprio subdoli stratagemmi senza dover, come
ogni volta, vedere quell'idiota di Grok caricare a testa bassa fomentando tutti gli altri guerrieri.
Non serve che noi combatte, vedi? Quelli aspetta ma noi non stupidi, noi non... Sur avrebbe
voluto spiegare a Kerr che non sempre necessario combattere, quello era uno scontro evitabile e la
loro presa di posizione avrebbe dovuto essere solo un deterrente... avrebbe dovuto. Ci che aveva
interrotto il macellaio era stato una crescente vibrazione, avvertita da prima sotto i piedi ma che ora
faceva danzare vistosamente le sue guance, come quelle degli altri compagni. No... sussurr
chiudendo gli occhi e sforzandosi di non pensare al peggio No, non potere essere.... Il pensiero si
tradusse in realt prima ancora che Sur finisse di formularlo, due figure emersero dalla vegetazione
alle loro spalle, correndo in preda alla frenesia. Io detto che era loro visto capo? Strillava Zot
correndo e saltellando, incespicando ad ogni passo. Il gigante cadde infine sulle ginocchia e si
ritrov a sorridere a pochi passi da Sur, mostrando i suoi pochi denti buoni. La figura che lo seguiva
invece, molto pi sicura sulle proprie quattro zampe, si impenn e atterr di nuovo producendo un
frastuono assordante, cui fece eco un ruggito cavernoso. Sono tornato! Grid Grok, ergendosi
sulla schiena dell'immensa bestia, le cui ossa scure sembravano essere fatte di pietra e si
arricciavano a formare due minacciosi corni ricurvi. Sur si lasci cadere, sconsolato, abbozzando un
sorriso falso e innaturale che lo rendeva simile ad una rana pescatrice. Io scalato grandi monti!
Bevuto cascate e mangiato fuoco delle montagne! Io attraversato tutto mondo, per trovare questa...
Disse Grok in tono fortemente enfatico, interrompendosi solo per lanciare una pietra a Zot, che
aveva tentato di contraddirlo affermando che veramente l'aveva addomesticata lui, la bestia. Sur si
stringeva la testa fra le mani perch sapeva cosa stava per succedere, mentre Zot piagnucolava per
la botta ricevuta: Io torna da lui con regalo, noi festeggia per giorni e beve tanta birra, e adesso
tratta me cos... vedendo lui arrivare lasciando altri credeva che lui contento di vedere me.... Tutti
gli altri ogri per erano rapiti dal racconto e quando sentirono Grok concludere con ... e adesso,
carica! si scagliarono senza pensare attraverso la foresta, seguiti da un nuovamente elettrizzato
Zot, da uno sconsolato Sur e da Grok, tronfio sulla sua nuova, mastodontica, cavalcatura.
Mentre il principe scheletrico, dall'alto della sua sfinge, schierava le sue truppe, gli ogri eruppero
dalle fronde come una caotica orda. il gigante e l'enorme creatura dalle corna di pietra guidavano
l'avanzata insieme agli ogri sul dorso dei rinocebuoi. Kerr con il resto degli ogri, alcuni armati coi
cannoni da poco riabilitati, li seguiva affiancato da Sur, tentato di tenere compatto il loro
schieramento. I carri leggeri si stavano precipitando verso di loro, preannunciando un imminente
scontro in campo aperto. Anche l'immensa sfinge di giada, una statua semovente, si stava gettando
dalla sua posizione sopraelevata per infrangersi con uno slancio sugli ogri sottostanti, ma la trib
Cercafortuna dimostr ancora la propria buona sorte: l'artefatto millenario si arrest, sconfitto dal
terreno avverso. Assistendo a quella scena Grok si lasci sfuggire una risata gutturale e con
soddisfazione pens che solo lui meritava una cavalcatura cos imponente, non certo un piccoletto
tutto ossa. Tutto preso da questi suoi pensieri il tiranno non si cur del fatto che, essendo il bersaglio
pi grosso, sarebbe stato il primo ad essere preso di mira dalle catapulte. Quando finalmente Grok
riemerse dal pozzo dei suoi vaneggiamenti, era troppo tardi: due proiettili erano prossimi a
raggiungerlo. Il primo si infranse sulle corna di pietra, facendo sbandare la bestia e portandola a
mostrare inavvertitamente la parte meno protetta del capo, che fu centrata dal secondo proiettile. Il
corpo della bestia impieg alcuni istanti a realizzare di essere morto e prosegui nella sua folle corsa,
finendo per con l'incespicare e capovolgendosi in mezzo al campo di battaglia. Ben ti sta'! pens
Sur; Tutta colpa di Zot! Mugugn Grok tentando di liberarsi dal peso morto della sua inutile
cavalcatura; Ops... Concluse Zot, come se sapesse cosa il tiranno stesse pensando.
Non deve meravigliare che, vedendo abbattere il loro tiranno, gli ogri avessero addirittura
aumentato il passo! Infatti, ora che il trono poteva rivelarsi vacante, tutti avrebbero cercato di
dimostrarsi degni di occuparlo! L'unico che, innocentemente, voleva solo farsi perdonare, era Zot,
che si lanci a capofitto contro i ranghi serrati di scheletri arcieri. Contemporaneamente, giungendo
al culmine della foga e della rabbia, i rinocebuoi si gettarono fra i ranghi delle altre unit di
scheletri, calpestandoli senza ritegno. Ma i pi folli e avventati furono Kerr e i suoi compagni che,

per aggiudicarsi il diritto di comandare, scelsero di attaccare proprio il generale nemico e la sua
megalitica cavalcatura. Gli ogri rimasti nelle retrovie, armando i cannoni, assistettero invece ad uno
strano fenomeno: una nube dalla forma vagamente antropomorfa si aggirava per il campo di
battaglia, sgusciando come un'ombra dietro i ranghi dei loro compagni. Senza perdersi in inutili
domande, diedero fuoco alle polveri, ma le loro munizioni caddero qualche decina di metri pi in
l, senza incontrare alcun corpo dentro quella nube inquietante.
Le ossa bianche furono spezzate come ramoscelli da un fiume che esonda, non potevano opporre
alcuna resistenza a quell'assalto devastante. Assistendo con sdegno al massacro delle sue truppe, il
principe punt la sua arma verso gli ogri sottostanti come gesto di sfida. Kerr non si azzard a
coglierla ma per sua fortuna un altro campione si fece avanti, uscendo dai ranghi, per accettarla. Il
giovane ogre spavaldo incontr la morte sotto la zampa di pietra della sfinge, prima ancora di poter
sollevare la proprio arma. Il non-morto mummificato sembr quasi sorridere e volse nuovamente la
sua arma contro i nemici, mentre la sfinge si voltava per fronteggiarli. Stavolta Kerr intravide la
possibilit di abbattere l'artefatto semovente e si lanci verso le sue enormi zampe. Pur ricevendo
profondi graffi sulla schiena, riusc a posizionarsi nel punto cieco del costrutto e, assestato un
possente colpo, le energie magiche che lo animavano svanirono. La sfinge dunque si sgretol,
crollando sul principe e seppellendolo sotto tonnellate di pietra.
Sur si guard intorno, i pochi nemici rimasti tentavano di aggirarli in un contrattacco disperato.
Avrebbe dovuto rallegrarsi della vittoria, ma qualcosa non gli quadrava, era tutto troppo facile... e
poi... e poi... aveva avvertito un grande potere magico, avvicinandosi a quel luogo, ma non ve ne era
alcuna traccia. E poi la vide, in mezzo al campo di battaglia, trasportata come sabbia dal vento, una
sacerdotessa. Dimenticando tutto il fragore della battaglia che infuriava, Sur si volt a fronteggiarla
e mentre il suo corpo attingeva all'inestinguibile fame della grande mandibola, vide scatenarsi
contro il proprio esercito un vortice di pura energia nera, massima espressione del potere distruttivo
del vento della morte, che travolgeva e consumava tutto ci che si trovava sul suo percorso.
Ossa e corpi ancora frementi di ogri e rinocebuoi venivano inghiottiti come pietre che affondano
nell'oceano, ma per loro fortuna n Kerr n Zot dovettero subire una sorte tanto terribile; entrambi,
stanchi e malconci per le ferite, abbattuti tutti i nemici circostanti, non ebbero la forza di soccorrere
Sur, che, fuggiti tutti gli altri guerrieri, restava solo a fronteggiare la terribile sacerdotessa. Al
macellaio era completamente indifferente la sorte dei suoi compagni, li vide solo per un istante
fuggire o resistere agli ultimi assalti disperati del nemico. Tutto ci che sentiva in quel momento era
la fame, un dolore straziante, mille uncini che dilaniavano il suo ventre in ogni direzione. Il mondo
introno a lui spariva, divorato dal suo desiderio crescente di saziarsi; non sapeva pi chi fosse, n
per cosa stesse combattendo. Egli era la Grande Mandibola, la voragine insaziabile, poteva sentire il
cuore del mondo pulsare e in quell'istante apr le fauci per addentarlo: dal corpo del macellaio
fuoriuscirono getti copiosi di sangue quando questi bagnarono la terra la mutarono in un corpo vivo
e fremente. Le rocce si modellarono in zanne acuminate e fra di esse si apr una voragine ampia e
profonda quanto l'universo stesso, dal quale soffiava un alito di inesplicabile ferocia primordiale. In
uno scatto le enormi fauci si serrarono e Sur riemerse dalla sua trance, ma non appena i suoi occhi
tornarono a vedere, non trov quello che si sarebbe aspettato. La sua nemica, volando di nuovo
come il vento del deserto, era sfuggita al suo morso letale e ora richiamava nuovamente a s il vento
della morte per finirlo. Le sue ginocchia erano troppo deboli per permettergli di fuggire e, in fondo,
non desiderava farlo. Mentre il piccolo sole purpureo veniva scagliato impietosamente verso di lui,
Sur piant saldamente i piedi, si strinse le braccia al petto e chiam a se tutte le sue ultime energie.
Quando infine la sfera di energia lo invest, sent la carne lacerarsi e il sangue venir risucchiato dalle
vene. Ma non si arrese, e la sua divinit lo premi concedendogli la forza di continuare a vivere.
Quando riapr gli occhi, il globo era passato e ormai scomparso, come la sua nemica. No finita...
qui... sussurr al vento, sicuro che questo avrebbe portato quelle parole attraverso la notte, fino
all'orecchio della sacerdotessa.
Io visto... una mano afferr la spalla di Sur ...tu forte pi che io pensa disse seriamente Grok. Il
tiranno capiva di aver sempre sottovalutato il macellaio, ed ora lo temeva e lo rispettava. Sur
invece, voltandosi con un sorriso, disse con sincerit: Peccato, piaceva me bestione.

Passati mesi dal loro ultimo scontro, gli ogri della trib si erano fatti impazienti e scatenavano risse
per ogni minima sciocchezza. Grok era il pi irrequieto di tutti, perch sapeva che il suo potere era
vincolato al suo successo in battaglia, ma sembrava che le visioni di Sur si fossero placate dopo
l'ultima vittoria. Senza le profezie del macellaio a guidarli, i Cercafortuna vagarono senza meta nei
territori difesi dagli uomini di Bretonnia, che per evitavano saggiamente gli scontri aperti.
Senza pi cibo n denaro, Grok fu costretto a congedare buona parte dei suoi mercenari e si ritrov
a comandare un manipolo di fedelissimi, che ancora credevano nelle sue promesse di gloria e
ricchezza. Fu allora che finalmente Sur ebbe la visione decisiva: Una battaglia disse che fa te
immortale; Nel sogno il macellaio aveva visto il suo tiranno ergersi sui nemici sconfitti, brillante di
gloria, ma ritenne saggio non menzionare l'ombra oscura che lo inghiottiva poco prima di
risvegliarsi. Felice come un bambino, Grok radun tutti i compagni rimasti e, facendo sfoggio di
un'eloquenza rara per un ogre, pronostic la vittoria finale. Il boato fragoroso scosse le montagne e
seguendo il percorso indicato dal macellaio la trib fu presto in prossimit del luogo dello scontro
decisivo. Una antica fortezza dominava il campo di battaglia e pi in l un fitto bosco faceva ombra
agli accampamenti degli uomini. Le forze potevano sembrare bilanciate, ma Sur avvert la presenza
di altre entit che si celavano oltre il limitare della foresta: Vecchi nemici tuoi sibil guardando
beffardo il suo capo. Grok dovette sforzarsi per qualche istante di capire a cosa si riferisse il folle
mago, ma alla fine pass le tozze dita sulle cicatrici che gli adornavano il petto e ringhi
ferocemente. In preda alla furia cieca, il tiranno era pronto a scendere in battaglia, ma con non pochi
sforzi Sur riusc a convincerlo che erano troppo pochi per poter vincere. Grok aveva imparato a
fidarsi del macellaio, ma tutta la situazione era troppo complessa per lui e si illudeva di poterla
concludere semplicemente distruggendo e uccidendo qualunque cosa gli si parasse davanti. Conscio
che Grok non avrebbe pazientato a lungo prima di gettarsi in uno scontro suicida che lo liberasse
del duro compito di pianificare una strategia, Sur ottenne di attendere altri due giorni e part senza
dare altre spiegazioni.
Dopo due notti del macellaio non c'era ancora traccia e ormai Grok aveva esaurito tutta la pazienza.
Si alz dal suo trono, prese la mazza e ordin di suonare i corni da guerra al suo segnale. Gli ogri si
disposero attorno a lui, coperti delle armature migliori che fossero riusciti a procurarsi o a costruire
in previsione della pioggia di frecce che li avrebbe accolti. Conscio che sarebbe stato il suo ultimo
scontro, grok aveva schierato tutte le forze che gli erano rimaste e perfino gli gnoblar, intelletti fini,
avevano costruito una rudimentale macchina da guerra. Zot avvist in lontananza l'esercito nemico
che si disponeva, erano almeno il doppio di loro. Inoltre il gigante aveva intravisto del movimento
nell'antica fortezza abbandonata, anche se prefer non parlarne al tiranno per paura di subire la sua
ira. Disposto davanti alle sue esigue forze, Grok alz la mano in maniera quasi teatrale e si prepar
a dare il segnale per far riecheggiare i corni da guerra, ma qualcosa and storto; prima che il braccio
si abbassasse, dei corni suonarono alle sue spalle. Inferocito per aver perso la sua occasione di
mettersi in mostra, si gir di scatto ed era pronto a spaccare qualche testa, ma ci che vide lo lasci
a bocca aperta. Dietro le sue truppe si avvicinava a gran velocit un'intera orda di piccoli esserini
verdi, e non solo. Prima ancora di capire cosa stesse succedendo, Grok fu raggiunt da Sur, che lo
fece voltare con uno strattone e gli url, per sovrastare il frastuono della massa: Allora capo, si
va?. Il tiranno sorrise, seppur ancora non avesse capito nulla di ci che stava succedendo, e grid
soltanto Avanti!, spingendo cos tutti gli ogri in una carica folle.