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QUARTO CAPITOLO:RELAZIONE GEOTECNICA E SULLE FONDAZIONI

Generalit
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La ricostruzione della locale successione stratigrafica dei terreni presenti stata


effettuata sulla base di prove SPT in foro. stato possibile quindi, desumere i
parametri geotecnici del terreno.
Il terreno presenta i seguenti litotipi:

Litotipo 1: materiale di riporto sciolto


Litotipo 2: ghiaie e brecce moderatamente addensate
Litotipo 3:ghiaie e brecce addensate

Il litotipo 1 presenta le seguenti caratteristiche:

Spessore: 0-2 m
DR (%): 32%
():28
Cu (Kg/cm2):0
(t/m3):1.6
sat(t/m3):1.92
K0 (Kg/cm3):2.16

Il litotipo 2 presenta le seguenti caratteristiche:

Spessore: 2-12 m
DR (%): 44%
():34
Cu (Kg/cm2):0
(t/m3):2
sat(t/m3):2.1
K0 (Kg/cm3):4.15

Il litotipo 3 presentale seguenti caratteristiche:

Spessore: 12-20 m
DR (%): 48%
():36
Cu (Kg/cm2):0
(t/m3):2.5
sat(t/m3):2.5
K0 (Kg/cm3):6.60

Sismicit
Categorie di suolo di fondazione
Ai fini della definizione dellazione sismica di progetto, in assenza di analisi specifiche
circa leffetto della risposta sismica locale, si utilizza un approccio semplificato basato
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sullindividuazione di categorie di sottosuolo di riferimento, come risultanti dalle


tabelle 3.2.II e 3.2.III del D.M. 14/01/08.

La Vs30 definita come la velocit media di propagazione entro 30 metri di profondit


delle onde di taglio. Per le fondazioni superficiali, tale superficie riferita al piano di
imposta delle stesse.
La Vs30 viene calcolata con la seguente espressione:

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Con :
Vs,i=valore di Vs nello strato i-esimo
hi=spessore dello strato i-esimo
N=numero di strati compresi entro i primi 30 m di profondit
Nel caso di studio sulla base di analisi pregresse effettuate su litologie confrontabili
nelle vicinanze del sito, nonch sulle risultanze delle prove S.P.T effettuate, la
categoria del suolo ascrivibile alla:
B Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a grana
fine molto consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale
miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di V S,30
compresi tra 360 m/s (ovvero NSPT >50 nei terreni a grana grossa e Cu,30 > 250 KPa
nei terreni a grana fine).
4.2.2 Azioni sismiche di progetto
Lazione sismica sulle costruzioni valutata a partire da una pericolosit sismica di
base, in condizioni ideali di sito di riferimento rigido con superficie topografica
orizzontale (di categoria A nelle NTC).
Le valutazioni della
pericolosit sismica di base debbono derivare da studi condotti a livello nazionale.
La pericolosit sismica di base, costituisce lelemento di conoscenza primario per la
determinazione delle azioni sismiche.
La pericolosit sismica in un generico sito deve essere descritta in modo da renderla
compatibile con le NTC e da dotarla di un sufficiente livello di dettaglio, sia in termini
geografici che in termini temporali; tali condizioni possono ritenersi soddisfatte se i
risultati dello studio di pericolosit sono forniti:
in termini di valori di accelerazione orizzontale massima ag e dei parametri che
permettono di definire gli spettri di risposta ai sensi delle NTC, nelle condizioni di sito
di riferimento rigido orizzontale sopra definite;

in corrispondenza dei punti di un reticolo (reticolo di riferimento) i cui nodi sono


sufficientemente vicini fra loro (non distano pi di 10 km);

per diverse probabilit di superamento in 50 anni e/o diversi periodi di ritorno


TR ricadenti in un intervallo di riferimento compreso almeno tra 30 e 2475 anni,
estremi inclusi.

Lazione sismica cos individuata viene successivamente variata, nei modi


chiaramente precisati dalle NTC, per tener conto delle modifiche prodotte dalle
condizioni locali stratigrafiche del sottosuolo effettivamente presente nel sito di
costruzione e dalla morfologia della superficie.
Tali modifiche caratterizzano la risposta sismica locale.
Le azioni di progetto si ricavano, ai sensi delle NTC, dalle accelerazioni ag e dalle
relative forme spettrali.
Le forme spettrali previste dalle NTC sono definite, su sito di riferimento rigido
orizzontale, in funzione dei tre parametri:
ag accelerazione orizzontale massima del terreno;
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Fo valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione


orizzontale;
Tc periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in accelerazione
orizzontale.
Per ciascun nodo del reticolo di riferimento e per ciascuno dei periodi di ritorno TR
considerati dalla pericolosit sismica, i tre parametri si ricavano riferendosi ai valori
corrispondenti al 50esimo percentile ed attribuendo a:
ag il valore previsto dalla pericolosit sismica,
FO e TC i valori ottenuti imponendo che le forme spettrali in accelerazione,
velocit e
spostamento previste dalle NTC scartino al minimo dalle corrispondenti forme spettrali
previste dalla pericolosit sismica (la condizione di minimo imposta operando ai
minimi quadrati, su spettri di risposta normalizzati ad uno, per ciascun sito e ciascun
periodo di ritorno).
Le forme spettrali previste dalle NTC sono caratterizzate da prescelte probabilit di
superamento e vite di riferimento.
A tal fine occorre fissare:

la vita di riferimento VR della costruzione,

le probabilit di superamento nella vita di riferimento P vR associate a ciascuno


degli stati limite considerati, per individuare infine, a partire dai dati di
pericolosit sismica disponibili, le corrispondenti azioni sismiche.

4.2.3 Amplificazione topografica


Il D.M. 14.01.2008 prevede che nei siti suscettibili di amplificazione topografica venga
introdotto un coefficiente moltiplicativo (St 1) per laccelerazione massima
orizzontale di progetto, che tenga conto delle seguenti caratteristiche morfologiche.
Quindi, per tener conto delle condizioni topografiche in assenza di specifiche analisi di
risposta sismica locale, si utilizzano i valori del coefficiente topografico ST riportati
nella seguente Tabella, in funzione delle categorie topografiche e dellubicazione
dellopera o dellintervento.

Il sito in oggetto situato in pianura, si sceglie pertanto S T = 1.

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Verifica della sicurezza e delle prestazioni


Verifiche nei confronti degli SLU
Per ogni stato limite ultimo deve essere rispettata la condizione
dove Ed il valore di progetto dellazione o delleffetto dellazione.

Ovvero:

con E = F, e dove Rd il valore di progetto della resistenza del sistema geotecnico:

Effetto delle azioni e resistenza sono espresse in funzione delle azioni di progetto FFk,
dei parametri di progetto Xk/M e della geometria di progetto ad. Leffetto delle azioni
pu anche essere valutato direttamente come Ed=E k E. Nella formulazione della
resistenza Rd, compare esplicitamente un coefficiente R che opera direttamente sulla
resistenza del sistema.
La verifica della suddetta condizione deve essere effettuata impiegando diverse
combinazioni di gruppi di coefficienti parziali, rispettivamente definiti per le azioni (A1
e A2), per i parametri geotecnici (M1 e M2) e per le resistenze (R1, R2 e R3).
I diversi gruppi di coefficienti di sicurezza parziali sono scelti nellambito di due
approcci progettuali distinti e alternativi.
Nel primo approccio progettuale (Approccio 1) sono previste due diverse combinazioni
di gruppi di coefficienti: la prima combinazione generalmente pi severa nei
confronti del dimensionamento strutturale delle opere a contatto con il terreno,
mentre la seconda combinazione generalmente pi severa nei riguardi del
dimensionamento geotecnico.
Nel secondo approccio progettuale (Approccio 2) prevista ununica combinazione di
gruppi di coefficienti, da adottare sia nelle verifiche strutturali sia nelle verifiche
geotecniche.
Azioni
I coefficienti parziali F relativi alle azioni sono indicati nella Tab. 6.2.I. Ad essi deve
essere fatto riferimento con le precisazioni riportate nel 2.6.1. Si deve comunque
intendere che il terreno e lacqua costituiscono carichi permanenti (strutturali) quando,
nella modellazione utilizzata, contribuiscono al comportamento dellopera con le loro
caratteristiche di peso, resistenza e rigidezza.
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Nella valutazione della combinazione delle azioni i coefficienti di combinazione ij


devono essere assunti come specificato nel Cap. 2.

Resistenze
Il valore di progetto della resistenza Rd pu essere determinato:
a) in modo analitico, con riferimento al valore caratteristico dei parametri
geotecnici del terreno, diviso per il valore del coefficiente parziale M specificato
nella successiva Tab. 6.2.II e tenendo conto, ove necessario, dei coefficienti
parziali R specificati nei paragrafi relativi a ciascun tipo di opera;
b) in modo analitico, con riferimento a correlazioni con i risultati di prove in sito,
tenendo conto dei coefficienti parziali R riportati nelle tabelle contenute nei
paragrafi relativi a ciascun tipo di opera;
c) sulla base di misure dirette su prototipi, tenendo conto dei coefficienti parziali R
riportati nelle tabelle contenute nei paragrafi relativi a ciascun tipo di opera.

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VERIFICA ALLO STATO LIMITE ULTIMO (FONDAZIONI SU PALI)


Le verifiche devono essere effettuate almeno nei confronti dei seguenti stati limite:
- SLU di tipo geotecnico (GEO)
- collasso per carico limite dellinsieme fondazione-terreno
- collasso per scorrimento sul piano di posa
- stabilit globale
SLU di tipo strutturale (STR)
- raggiungimento della resistenza negli elementi strutturali
La verifica di stabilit globale deve essere effettuata secondo lApproccio 1:
- combinazione 2

(A2+M2+R2)

La rimanenti verifiche devono essere effettuate, seguendo almeno uno dei due approcci:
Approccio 1:
- combinazione 1

(A1+M1+R1)

- combinazione 2

(A2+M2+R2)

Approccio 2:
- unica Combinazione

(A1+M1+R3)

Resistenze di pali soggetti a carichi assiali


Il valore di progetto Rd della resistenza si ottiene a partire dal valore caratteristico Rk applicando i seguenti coefficienti parziali R

n.b. le resistenze caratteristiche Rk si ottengono dividendo quelle calcolate analiticamente per x (x funzione del numero di verticali
indagate)

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Resistenze di pali soggetti a carichi trasversali


Per la determinazione del valore di progetto Rtr,d della resistenza di pali soggetti a carichi trasversali si applicano i seguenti
coefficienti parziali T

Verifica allo stato limite ultimo di collasso per carico limite della palificata
nei riguardi dei carichi assiali

QEd = Sollecitazione assiale di progetto


Qlim = Capacit portante per carico verticale del palo
isolato
QS = Resistenza laterale
QP = Resistenza alla punta
WP = Peso proprio del palo

QEd QLIM = (QP + QS) WP = Rd WP

Per il calcolo della portata laterale si sfruttata la seguente equazione empirica:

qs K ' v0 tg
In cui:
-

k il coefficiente di spinta (assunto 0.55)


rappresenta langolo di attrito palo-terreno (assunto pari a tg)
sv0 rappresenta la pressione verticale effettiva

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Per il calcolo della portata alla punta:


'

qb q 0 Nq
In cui:

q0
-

'

rappresenta la tensione verticale effettiva in corrispondenza della punta del


palo
Nq un coefficiente che tiene conto dello schema di rottura del palo

Si riporta di seguito il risultato ottenuto per la verifica della portanza del palo:

Il palo risulta lungo 14 m. La verifica stata eseguita nel palo al di sotto del pilastro
oggetto di studio (numero 16).

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Modello per il calcolo della fondazione:


Il modello stato realizzato utilizzando il programma di calcolo SAP2000. Viene
riportato il modello utilizzato per il calcolo delle sollecitazioni sul palo:

Lungo il palo sono presenti le molle, in direzione X e Y, per simulare il comportamento


del terreno. Le molle hanno una rigidezza proporzionale alla natura del terreno:

K1 = 21600 KN/m3
K2 = 41500 KN/m3
K3 = 66000KN/m3

Con questo modello stato possibile realizzare la gerarchia sul palo, avendo a
disposizione i momenti resistenti (x e y) del pilastro e i tagli resistenti. Per le
sollecitazione agenti sul palo si rimanda alla tavola 3 allegata alla relazione.

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Il palo stato poi verificato a pressoflessione deviata mediante VCA SLU. Si riporta qui
di seguito la verifica:

La sezione risulta essere quindi verificata con 25fi20.


Alla testa del palo prevista la presenza di un plinto di fondazione (120x120x90 cm)
al quale convergono le travi di collegamento realizzate a tutta altezza (40x90 cm).
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Le travi di collegamento sono state armate tenendo conto delle sollecitazioni derivanti
da questo modello:

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Si riporta di seguito la verifica della trave di collegamento F:

Si scelto di armare inizialmente la trave di collegamento con il minimo imposto dalla


normativa, 0.2% Ac superiormente e inferiormente, ma la verifica non era soddisfatta.
Si preferito allora armare superiormente e inferiormente con 4fi18 cos, da come si
evince nellimmagine sopra la verifica soddisfatta.
Per quanto riguarda larmatura trasversale:
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Si scelto il passo dellarmatura trasversali pari a 21 cm per tutta la lunghezza della


trave di collegamento.

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