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22/2/2015

SiniDinamichedell'universalismoromano

N2Marzo2003TradizioneRomana

FRANCESCOSINI

UniversitdiSassari

Daidocumentideisacerdotiromani:dinamiche
delluniversalismonellareligioneeneldirittopubblicodiRoma
antica

SOMMARIO:1.Urbsauspicatoinauguratoquecondita(Livius5.52.2).2.Una religio perla pax


deorum.3.Tensioniuniversalistichedellareligioneromana.4.Daidocumentideisacerdotiromani
(aperture cultuali e procedure operative delluniversalismo religioso). 5. La tradizione
documentariadeicollegisacerdotalicomememoriadelleistituzionigiuridicheepolitiche.

1.Urbsauspicatoinauguratoquecondita(Livius5.52.2)

NeilibriaburbeconditadiTitoLiviosiregistradinormaunaconvintaadesione
forseancheinfluenzatadallacoevarestaurazionereligiosadiAugustoallateologia
della storia propria dei collegi sacerdotali romani i quali, fin dalle prime elaborazioni
teologiche e giuridiche rilevabili nei loro documenti, teorizzarono un rapporto di
[1]
[2]
imprescindibilecausalitconlareligio
perlavitaelimperiumdelPopoloromano
.
Nellopera liviana, infatti, traspare pi volte la convinzione che la storia dei
Romani costituisse la prova pi inconfutabile di come nelle vicende umane omnia
[3]
prospera evenisse sequentibus deos
unitamente ad un altro convincimento
[4]
profondo: la pietas e la fides
avevano costituito (e costituivano) gli elementi
essenzialiperlalegittimazionedivinadellimperiumdeiRomani.Asuoavviso,gliDisi
sarebbero mostrati, in ogni circostanza, assai pi ben disposti verso coloro i quali
avesseroosservatolapietasedonoratolafides(favereenimpietatifideiquedeos,per
[5]
quaepopulusRomanusadtantumfastigiivenerit)
.
Per il tema che intendo trattare in questa comunicazione, appare rilevante un
[6]
altropassodiTitoLivio
,peraltroassaiconosciuto,trattodalquintodeisuoiaburbe
conditalibri(Liv.5.52.13).Inquestotesto,relativoallanarrazionedeglieventiappena
successivi alla distruzione dellUrbe ad opera dei Celti, il grande annalista, con un
discorso attribuito a Furio Camillo, ha voluto caratterizzare la citt di Roma come il
[7]
luogomassimamentevotatoallareligione
:

Titus Livius 5.52: [1] Haec culti neglectique numinis tanta monumenta in
rebus humanis cernentes ecquid sentitis, Quirites, quantum uixdum e naufragiis
prioris culpae cladisque emergentes paremus nefas? [2] Vrbem auspicato
inauguratoque conditam habemus nullus locus in ea non religionum deorumque
estplenussacrificiissollemnibusnondiesmagisstatiquamlocasuntinquibus
fiant.[3]Hosomnesdeospublicospriuatosque,Quirites,deserturiestis?.
[TitoLivio5.52.13:Vedendoquestecosgrandiprovedellimportanzache
hanellecoseumaneilrispettodegliDi,nonavvertite,oQuiriti.Qualeempietci
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prepariamo a commettere, appena scampati dal naufragio della colpa e della


rovinaprecedente?Abbiamounacittfondataconregolariauspicieaugurii,dove
non vi luogo che non sia pieno di cose sacre e di di per i sacrifici solenni,
nonch i giorni, sono stati fissati anche i luoghi in cui devono compiersi. Volete
abbandonare,oQuiriti,tuttiquestiDi,pubblicieprivati?]

La valenza religiosa di questo testo liviano era stata gi colta assai bene da
[8]
Huguette Fugier nelle sue ricerche sulle espressioni del sacro nella lingua latina

del resto il testo di Livio molto esplicito: con buone argomentazioni, tutte svolte sul
filo della teologia e dello iussacrum, Camillo sosteneva che il Popolo romano sarebbe
peritoqualoraavesseabbandonatoilsitodellUrbsRoma,doveperaltronulluslocusin
eanonreligionumdeorumqueestplenusciolunicoluogocheavevadeterminato(al
momento della fondazione) e poteva assicurare (nel tempo) lidentit religiosa e
giuridica del Popolo romano, in quanto fondato da Romolo con un atto inaugurale
seguendoilvoleredegliDi.
Dettoinaltreparole,ilpensierodiCamillochenonsipotesseconservarelapax
deorum al di fuori del solo ambito locale (la Urbs Roma) adatto a contenere i riti e i
sacrifici che ordinariamente assicuravano al Popolo romano la conservazione della pax
deorum.
Anzi nella parte finale del testo, si confondono volutamente i luoghi con gli Di
onorati in quei luoghi: Tito Livio, infatti, fa dire a Camillo che labbandono del sito di
RomacorrisponderebbeallabbandonodegliDiromani:Voleteabbandonare,oQuiriti,
tuttiquestiDi,pubblicieprivati?
QuestoimprescindibilelegametraDieluoghideputatialloroculto,dicuilaUrbs
Roma rappresenta un esempio tanto significativo, non deve far dimenticare, tuttavia,
chelareligionepoliteistaromana,proprioperchfinalizzataallaconservazionedellapax
deorum, fu sempre caratterizzata da forti tensioni universalistiche e da costanti
aperturecultualiversolesterno.Diquestotratternellamiacomunicazione.

2.Unareligioperlapaxdeorum

Lasapientia (teologica e giuridica) dei sacerdoti romani, mediante la definizione


delnefaschebenericordareriguardavatempoespazio,(siatemporasialoca)
rivolgeva le sue prime e maggiori cautele ai rapporti tra uomini e Di con lo scopo
precipuo di preservare la pax deorum, che riposava sulla perfetta conoscenza di tutto
cichepotesseturbarladegliattichemaidovevanoesserecompiutidelleparoleche
[9]
maidovevanoesserepronunciate
.
[10]
Nell'antitesifas/nefas
, fondata in particolar modo sulla concezione teologica
che spazio e tempo appartenessero agli Di, si manifestava compiutamente la
[11]
peculiaritdeirapportitrauominiedivinitnelsistemagiuridicoreligiosoromano
.
Come si gi accennato, la teologia e lo ius divinum dei sacerdoti romani
rappresentavano la vita e la storia del Popolo romano in rapporto di imprescindibile
causalitconlareligio:lavolontdegliDiavevaconcorsoadeterminareilluogo(eil
[12]
tempo) della fondazione dellUrbs Roma
ne aveva sostenuto la prodigiosa
[13]
crescita del numero dei cittadini (civitas augescens)
infine, presiedeva
allincomparabilefortunadellimperiumpopuliRomaniegarantivalasuaestensionesine
[14]
fine
.
I sacerdoti romani avevano postulato, dunque, fin dalle prime attestazioni della
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loromemoriastoricaedocumentaria,illegameindissolubiledellaUrbsRomaconilculto
degli Di e della vita del Popolo romano con la sua religio (religione, id est cultu
[15]
deorum)
alfinediconseguireeconservare,medianteiritieicultidellareligione
[16]
politeista,lapaxdeorum
(pacedegliDi,madaintenderenelsensodipacecon
[17]
gliDi)
.
Per la vita del Popolo romano si riteneva indispensabile il permanere di una
[18]
situazionediamicizianeirapportitrauominieDi
,consideratianchessiunadelle
parti del sistema giuridicoreligioso certo la pi importante, in ragione dellintrinseca
[19]
potenzachesiriconoscevaalledivinit
.
Dal punto di vista umano (cio dello ius sacrum e dello ius publicum), il
[20]
legalismo religioso (lespressione di Pasquale Voci)
dei sacerdoti romani
configuravalapaxdeorumcomeuninsiemediattiecomportamenti,aiqualicollettivit
eindividuidovevanonecessariamenteattenersiperpoterconservareilfavoredegliDi.
In questa prospettiva, pu ben comprendersi la ragione per cui la conservazione della
[21]
paxdeorumcostituisseilfondamentoteologicodell'interoritualeromano
.Oggetto,
quindi, dello ius del Popolo romano (ius publicum), non a caso tripartito in sacra,
[22]
sacerdotes,magistratus
.

3.Tensioniuniversalistichedellareligioneromana

Riguardo alluniversalismo della religione romana, sar bene partire da un dato


quasi ovvio: per i popoli che non credevano allesistenza di un unico dio, non cerano
falsidi.
Le basi delluniversalismo religioso romano poggiavano proprio su questa
concezionipoliteisticaemultireligiosa,propugnatadallateologiaedalloiussacrum dei
sacerdotiromaniconcezionebensintetizzatadaCiceroneinunpassodellorazionePro
Flacco:

[23]
Suacuiquecivitatireligio,Laeli,est,nostranobis
.

PerquantogliDidellediversepopolazioninonfosseroritenutituttiegualmente
potenti,tuttipereranoritenutiveriinegualemaniera.Iponteficiromaniaggiornavano
[24]
costantemente,perincludervinuoviDi,lelistedelledivinitconosciute
,inomina
[25]
deorum dei libri pontificum
. Grazie a questi scrupoli religiosi verso tutti gli Di, la
[26]
religionepoliteistaromanaignorava,quasideltutto,ilproselitismoelintolleranza
.
Questo spiega anche la condotta tenuta dai Romani nei confronti delle religioni
straniere nel corso della conquista dellImpero: non distruggevano i templi, n
proscrivevano le divinit dei popoli sottomessi la religio consigliava di onorarle in
maniera adeguata, volgendo in tal modo anche la loro potenza a favore dellimperium
[27]
populiRomani
.
A questo punto, va detto con chiarezza che riguardo alla religione politeista
romana risultano del tutto inadeguati e forse anche un poco fuorvianti i concetti
[28]
[29]
moderni di libert individuale
, isolamento e laicizzazione
. Costituirebbe
ugualmente un grave errore metodologico, assumere come parametro categorie quali
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tolleranza o intolleranza, per quanto limmagine della religione romana come


religione tollerante costituisca un motivo ormai accettato, in maniera quasi unanime,
[30]
dalladottrinapirecente
.
La prospettiva dei sacerdoti romani era piuttosto quella di tutelare i diritti degli
Di, mossi dalla preoccupazione di non violare, seppure inconsapevolmente, aliquid
diviniiuris: si voleva salvaguardare, insomma, soprattutto il diritto degli Di di essere
adorati come essi stessi avevano prescritto da qui traeva legittimit il diritto del
singolo di adorare la divinit secondo la propria coscienza, cio nella forma che a lui
sembravapinecessaria.
Grazie a questa peculiare concezione della pax deorum, la religione politeista
romana,nelcorsodiunastoriamillenaria,fusempreingradodifarcoesisterenelsuo
ambito le esigenze cultuali particolaristiche del Popolo romano e la tensione
universalisticadellasuateologiaedelsuodiritto(divinoeumano).
Del resto, le fonti antiche attestano in maniera non equivoca una religione
[31]
cittadina, affatto esclusivista fin dalla sua fase primordiale
anzi, a ben vedere,
questaaperturaoriginariadellareligioneromanasiricavadallastessamemoriastorica
[32]
deiponteficiromani,iqualipresentavanolacoesistenzadicultipatriieperegrini

regolamentata naturalmente dalla scienza sacerdotale , quale dato originario, e fra i


[33]
picaratteristici,dellariformareligiosadiNumaPompilio
.
Altre prove di questa originaria apertura cultuale dellantichissima religione
[34]
romanasonocostituitesiadalcarattereassairisalentedell'influenzagreca
,siada
quegliitalischeEinflsse,magistralmentestudiatidaKurtLattenelsuomanualesulla
[35]
religioneromana
.

4.Daidocumentideisacerdotiromani(aperturecultualicomeprocedure
operativedelluniversalismoreligioso)

Abbiamo gi visto che una costante apertura religiosa verso lesterno era
fortemente connaturata alla stessa concezione romana di pax deorum. La religione
politeista romana, nell'intero arco del suo sviluppo storico, appare caratterizzata dalla
costante esigenza (e preoccupazione) di integrare l alieno" (divino o umano): dalle
[36]
divinitdeivicinifinoalledivinitdeinemici
,incerchiconcentricisemprepilarghi,
che potenzialmente abbracciavano l'intero spazio terrestre e, quindi, tutto il genere
umano.
Dai documenti sacerdotali emergono numerose testimonianze e frammenti delle
procedure operative che hanno permesso ai sacerdoti di dare corpo a questa
vocazioneuniversalistica.Perragionidibrevit,inquestasede,milimiterasegnalare
soloalcuniesempi.

1.
Varro,Deling.Lat.5.33:Utnostriaugurespubblicidixerunt,agrorumsunt
genera quinque: Romanus, Gabinus, peregrinus, hosticus, incertus. Romanus
dictus unde Roma ab Rom<ul>o Gabinus ab oppido Gabis peregrinus ager
pacatus, qui extra Romanum et Gabinum, quod uno modo in his servantur
auspiciadictusperegrinusapergendo,idestaprogrediendo:eo[quod]enimex
agroRomanoprimumprogrediebantur.QuocircaGabinusquoqueperegrinus,sed
quodauspiciahabetsingularia,abreliquodiscretushosticusdictusabhostibus
[37]
incertusis,quidehisquattuorquisitignoratur
.
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Ilquestacitazionevarronianadidocumentisacerdotaliattienealladistinzionedei
[38]
genera agrorum elaborata dalla disciplina augurale
distinzione che possiamo
leggereinunpassodelquintolibroDelinguaLatinadiM.TerenzioVarrone.
La divisione dello spazio in cinque agrorum genera rappresenta un mirabile
esempiodellasemplicit,dellefficaciainterpretativaedellepotenzialituniversalistiche
della scienza sacerdotale. Pur salvaguardando la centralit dellager romanus (anche
versogliDi),laclassificazionedeigeneraagrorummostraunafortissimapropensione
teologica e giuridica ad instaurare rapporti tanto reali quanto potenziali con la
molteplicitdeglispaziterrestriconglihomineschehannorelazioniavariotitolocon
questispazicongliinnumerevoliDichequeglispazi(equantiliabitano)presiedonoe
tutelano.

2
Cicero,Denat.deor. 1.84: At primum, quot hominum linguae, tot nomina
deorumnonenimuttuVelleius,quocumqueveneris,sicideminItaliaVolcanus,
idem in Africa, idem in Hispania. Deinde nominum non magnus numerus ne in
[39]
pontificiisquidemnostris,deorumauteminnumerabilis
.

3
Servius Dan., in Verg. Georg. 1.21: DIQUE DEAEQUE OMNES post
specialem invocationem transit ad generalitatem, ne quod numen praetereat,
more pontificum, (per) quos ritu veteri in omnibus sacris post speciales deos,
quos ad ipsum sacrum, quod fiebat, necesse erat invocari, generaliter omnia
[40]
numinainvocabantur
.

Itesti2(Cicero,Denat.deor.1.84) e 3 (Servius Dan., inVerg.Georg. 1.21) si


riferiscono, invece, al collegio dei pontefici. In De nat. deor. 1.84, Cicerone attesta la
rigorosa propensione dei pontefici romani a determinare, con la maggiore certezza
possibile, i nomina deorum divinit di cui tuttavia sfuggiva alla conoscenza umana il
datonumericoquantitativo.
Il testo n. 3 si presenta in logica connessione col passo di Cicerone. Servio
Danielinoriferisceadunanticomospontificumlacautelaritualeosservatanellesolenni
formule di preghiera rivolte agli Di: quasi ad esorcizzare l'umana impossibilit di
conoscere il numero degli Di, i pontefici romani prescrivevano al fedele di rivolgersi
sempre ad generalitatem, ne quod numen praetereat, una volta pronunciata
l'invocazionealledivinitparticolarionoratenellacerimonia.
Non senza ragione, proprio in questo antico mos pontificum delle preghiere pu
ravvisarsi la potenzialit universalistica della religione politeista romana e la sua
propensioneadoperare,findaiprimordiacivitatis,unaaperturaillimitataversotutti
[41]
gliDi
.

4
Festus, De verb. sign., v. Peregrina sacra, p. 268 L.: Peregrina sacra
appellantur,quaeautevocatisdisinoppugnandisurbibusRomamsuntconata
[conlataGothofr.coactaAugustin.],autquaeobquasdamreligionesperpacem
suntpetita,utexPhrygiaMatrisMagnae,exGraeciaCereris,EpidauroAesculapi:
[42]
quaecoluntureorummore,aquibussuntaccepta
.

Il quarto testo citato, anchesso riferibile al collegio dei pontefici, attiene al


significato teologico e cultuale, nonch alla concreta procedura operativa,
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dell'interpretatioRomana.statoautorevolmentedimostratodaJ.L.Girard
chefu
propriotaleinterpretatioapermettereaisacerdotiromanidiconciliarelassolutafedelt
allareligionenazionale,conlapropensioneallaperturapotenzialmenteillimitataversoi
[44]
culti stranieri
. Proprio grazie alla concreta procedura operativa dellinterpretatio
Romana,icultistranieripotevanodinormaessereintegratinelritualeromano,comeha
sottolineatoSestoPompeoFestonelladefinizionediperegrinasacrachesileggenelDe
verborumsignificatu.
A fondamento dellinterpretatio Romana stava un senso cosmico e politico
della religione, che si traduceva, secondo J. Bayet, nei concetti di pax deorum e
[45]
religio
. La propensione ad allargare la sfera degli di, e quindi dei rapporti umani,
all'infinito fu una caratteristica congenita della religione politeista romana ci
determinava, necessariamente, un rapporto inscindibile tra polythisme et pluralisme
cultuel,comehascrittoinunsuorecentesaggioRobertTurcan:Lepolythismeest
foncirement tranger lesprit dune religion dEtat, puisquil implique la possibilit
[46]
dunlargissementdupanthonlinfini
.

5
TitusLivius5.21.3:Tesimul,Iunoregina,quaenuncVeioscolis,precorut
nos victores in nostram tuamque mox futuram urbem sequare, ubi te dignum
[47]
amplitudinetuatemplumaccipiat
.

6
Macrobius, Sat. 3.9.69: Nam repperi in libro quinto rerum reconditarum
Sammonici Sereni utrumque carmen, quod ille se in cuiusdam Furii vetustissimo
libro repperisse professus est. Est autem carmen huius modi quo di evocantur
cum oppugnatione civitas cingitur: Si deus, si dea est, cui populus civitasque
Carthaginiensisestintutela,tequemaxime,illequiurbishuiuspopuliquetutelam
recepisti, precor venerorque, veniamque a vobis peto ut vos populum
civitatemque Carthaginiensem deseratis, loca templa sacra urbemque eorum
relinquatis, absque his abeatis eique populo civitatique metum formidinem
oblivioneminiciatis,propitiiqueRomamadmemeosqueveniatis,nostraquevobis
loca templa sacra urbs acceptior probatiorque sit, mihique populoque Romano
militibusque meis propitii sitis. Si <haec> ita faceritis ut sciamus
intellegamusque, voveo vobis templa ludosque facturum. In eadem verba
[48]
hostiasfierioportet,auctoritatemquevideriextorum,uteapromittantfutura
.

Gli ultimi due frammenti proposti riguardano gli esempi pi conosciuti di


[49]
evocationes degli Di del nemico
: si tratta delle formule solenni concepite dai
sacerdoti romani per levocatio delle divinit che proteggevano due mortali nemici di
Roma, quali la citt etrusca di Veio e la metropoli africana dellimpero dei Fenici
[50]
dOccidente,Cartagine
.
Nonpossocertodiscutere,quieora,leimplicazioniteologicheegiuridichedella
formulaedelritodelleevocationesdegliDidelnemicobasteralriguardorichiamare
[51]
i risultati conseguiti nel lavoro, ormai fondamentale, di V. Basanoff
. Mi preme,
invece, evidenziare ancora una volta, proprio nelle evocationes degli Di del nemico,
una delle prove pi significative della costante apertura religiosa verso lesterno della
religione politeista romana, fortemente connaturata alla stessa concezione di pax
deorumelaboratadallateologiaedaldirittodeisacerdotiromani.
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5. La tradizione documentaria dei collegi sacerdotali come memoria delle


istituzionigiuridicheepolitiche

Vorrei concludere questa mia comunicazione, formulando alcune considerazioni


pi generali sull'attendibilit e sulla rilevanza dei documenti riferibili agli archivi dei
grandi collegi sacerdotali romani specialmente per quanto attiene alla ricostruzione
delleistituzionigiuridicheepolitichediRomaarcaica.
[52]
notocheimaterialireligiosiegiuridicidegliarchivisacerdotali
(equindiil
[53]
lessicoeiconcettielaboratidaisacerdoti)
rappresentanoleevidenzepiautentiche
[54]
e le prime riflessioni sistematiche dellantica giurisprudenza romana
. Questi
materiali costituiscono altres il nucleo pi risalente e affidabile della storiografia
romana, poich in essi possibile trovare gli elementi basilari, le caratteristiche
originarieeladialetticadellosviluppodelleistituzioni,pubblicheeprivate.
Idocumentisacerdotalisonodaconsiderare,dunque,strumentiindispensabiliper
un riesame complessivo dell'organizzazione 'politica' romana, a cominciare dalla
[55]
ridefinizionedelloiuspublicuminchiavenon"statualista"
ilricorsoatalidocumenti
consente, inoltre, di superare linadeguatezza delle moderne categorie giuridiche a
rappresentare pienamente le caratteristiche pi significative del "sistema giuridico
religioso"deiRomani.
Nella tradizione documentaria dei collegi sacerdotali, possono individuarsi due
linee di tendenza, in qualche misura complementari. Da una parte, si riscontra un
formalismo assai rigoroso (cio conservazione del testo originario, o di quello ritenuto
[56]
tale) per quanto riguarda gli antichissimi carmina
, recitati ancora in et imperiale
avanzata in una forma linguistica molto antica, ormai mal compresi dagli stessi
[57]
sacerdoti(Quintilianus,Instit.orat.1.6.3941)
.
Lautorevole testimonianza di Quintiliano chiarisce le ragioni di un simile
comportamento da parte dei sacerdoti romani: illa mutari vetat religio et consecratis
utendumest.Aquestoproposito,miparedacondividerelasuggestivainterpretazione
deltradizionalismoritualedellesocietantiche,elaboratanellOttocentodaNumaDenis
[58]
FusteldeCoulanges
.
D'altra parte i sacerdoti, mentre con prassi documentaristica costante e
minuziosaregistravanogliattisignificatividellorooperarequotidiano,procedevanonel
contempo all'aggiornamento linguistico dei testi riguardanti regole rituali e forme di
culto. Cos, di generazione in generazione, si vennero accumulando negli archivi
sacerdotali numerosi documenti per la maggior parte costituiti da decreta e
[59]
responsa
che attraverso revisioni e sistemazioni periodiche pervennero
sostanzialmente integri ai sacerdotigiuristi e agli antiquari degli ultimi due secoli
[60]
dell'etrepubblicana
.

(*) Pubblico senza alcuna modifica la comunicazione presentata nel XII Seminario Internazionale di
Studi Storici Da Roma alla Terza Roma Citt ed Ecumene. I luoghi delluniversalismo, da Roma a
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CostantinopoliaMosca(Roma,Campidoglio,1223aprile2002).

[1]
Per significati e spettro semantico della parola, cfr. H. FUGIER, Recherches sur l'expression du
sacr dans la langue latine, Paris 1963, pp. 172 ss. .BENVENISTE, Le vocabulaire des institutions indo
europennes,2.Pouvoir,droit,religion,Paris1969,pp.265ss.H.WAGENVOORT,Wesenzgealtrmischer
Religion,inAufstiegundNiedergangderrmischenWelt,I.2,BerlinNewYork1972,pp.348ss.[ripubblicato
coltitoloCharacteristicTraitsofAncientRomanReligion, in ID.,Pietas. Selected Studies in Roman Religion,
Leiden1980,pp.223ss.]G.LIEBERG,Considerazionisull'etimologiaesulsignificatodiReligio,inRivistadi
FilologiaediIstruzioneClassica102,1974,pp.34ss.R.MUTH,VonWesenrmischerreligio,inAufstiegund
NiedergangderrmischenWelt,II.16.1,BerlinNewYork1978,pp.290ss.R.SCHILLING, L'originalit du
vocabulaire religieux latin, in ID., Rites, cultes, diex de Rome, Paris 1979, pp. 30 ss. E. MONTANARI, v.
Religio,inEnciclopediaVirgiliana,IV,Roma1988,pp.423ss.Quantoinveceall'antitesireligio/superstitio,vedi
illavoroormaiclassicodiW.F.OTTO,ReligioundSuperstitio,inArchivfrReligionswissenschaft14,1911,pp.
406 ss. e il pi recente saggio di M. SACHOT, Religio/superstitio. Histoire d'une subversion et d'un
retournement,inRevuedel'HistoiredesReligions208,1991,pp.355ss.

[2]
Valgano, al riguardo, le acute osservazioni di R. ORESTANO, Dal ius al fas. Rapporto tra diritto
divinoeumanoinRomadall'etprimitivaall'etclassica,inBullettinodell'IstitutodiDirittoRomano46,1939,
p.198,perilqualecertochenellastoriaprimitivadiRomadominailconcettochenonsololeprincipali
vicende,maiprincipistessidell'organizzazionesocialefosserorispondentiallavolontdegliDi.

[3]
TitusLivius5.51.45:Equidem,sinobiscumurbesimulpositaetraditaequepermanusreligiones
nullae essent, tamen tam evidens numen hac tempestate rebus adfuit Romanis, ut omnem neglegentiam
divini cultus exemptam hominibus putem. Intuemini enim horum deinceps annorum vel secundas res vel
adversasinvenietisomniaprosperaevenissesequentibusdeos,adversaspernentibus.Cfr.TitusLivius1.9.3
4:Urbesquoque,utcetera,exinfimonascidein,quassuavirtusacdiiiuvent,magnasopessibimagnumque
nomenfaceresatisscireorigini Romanae et deos adfuisse et non defuturam virtutem. 1.21.12: Ad haec
consultandaprocurandaquemultitudineomniavietarmisconversa,etanimialiquidagendooccupatierant,
etdeorumadsiduainsidenscura,cuminteresserebushumaniscaelestenumenvideretur,eapietateomnium
pectoraimbuerat,utfidesaciusiurandumprolegumacpoenarummetucivitatemregerent.Etcumipsise
hominesinregisvelutuniciexemplimoresformarent,tumfinitimietiampopuli,quianteacastranonurbem
positaminmedioadsollicitandamomniumpacemcrediderant,ineamverecundiamadductisunt,utcivitatem
totam in cultum versam deorum violare ducerent nefas. 1.55.34: Inter principia condendi huius operis
movisse numen ad indicandam tanti imperii molem traditur deos nam cum omnium sacellorum
exaugurationesadmitterentaves,inTerminifanononaddixereidqueomenauguriumqueitaacceptumest,
nonmotamTerminisedemunumqueeumdeorumnonevocatumsacratissibifinibusfirmastabiliaquecuncta
portendere.8.3.10:HocdemumproeliumSamnitiumresitainfregit,utomnibusconciliisfremerentminime
idquidemmirumesse,si impio bello et contra foedus suscepto, infestioribus merito deis quam hominibus,
nihil prospere agerent. 28.11.1: In civitate tanto discrimine belli sollicita, cum omnium secundorum
adversorumquecausasindeosverterent,multaprodigianuntiabantur.

[4]
M.MERTEN,FidesRomanabeiLivius,Diss.FrankfurtamMain1965W.FLURL,Deditioinfidem.
UntersuchungenzuLiviusundPolybios,Diss.Mnchen1969,pp.127ss.sufidesepietasvediT.J.MOORE,
ArtistryandIdeology:LivysVocabularyofVirtue,FrankfurtamMain1989,inpart.pp.35ss.,56ss.

[5]
TitusLivius44.1.911:Paucispostdiebusconsulcontionemapudmiliteshabuit.Orsusaparricidio
Persei perpetrato in fratrem, cogitato in parentem, adiecit post scelere partum regnum veneficia, caedes,
latrocinio nefando petitum Eumenen, iniurias in populum Romanum, direptiones sociarum urbium contra
foedus. Ea omnia quam dis quoque invisa essent, sensurum in exitu rerum suarum favere enim pietati
fideique deos, per quae populus Romanus ad tantum fastigii venerit. Per una visione complessiva delle
concezionireligiosedelsommoannalistaromano,sonodaconsultareG.STBLER,DieReligiosittdesLivius,
StuttgartBerlin1941I.KAJANTO,GodandfateinLivy,Turku1957A.PASTORINO,Religiositromanadalle
StoriediTitusLivius,Torino1961W.LIEBESCHUETZ,TheReligiouspositionofLivysHistory,inTheJournal
ofRomanStudies67,1967,pp.45ss.D.S.LEVENE,ReligioninLivy, LeidenNew YorkKln 1993 per le
formule di preghiera, vedi invece F. V. HICKSON, Roman prayer language: Livy and the Aeneid of Virgil,
Stuttgart1993.

[6]
GiG.SCHERILLO,IldirittopubblicoromanoinTitusLivius,inAA.Vv.,Liviana,Milano1943,pp.
79ss.,sottolineava,aragione,lanotevolerilevanzadeilibriaburbeconditadelgrandeannalista,qualefonte
privilegiata per la conoscenza della complessa materia dello ius publicum in et repubblicana nello stesso
senso,pidirecente,C.ST.TOMULESCU,Lavaleurjuridiquedel'histoiredeTiteLive,inLabeo21,1975,pp.
http://www.dirittoestoria.it/tradizione2/SiniDaiDocumenti.htm

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295ss.

[7]
Cfr., in tal senso, A.FERRABINO, Urbs in aeternum condita, Padova 1942 J. VOGT, Rmischer
Glaube und rmisches Weltreich, Padova 1943. Per quanto riguarda, invece, pi specificamente lideologia,
vedi H. HAFFTER, Rom und rmische Ideologie bei Livius, in Gymnasium 71, 1964, pp. 236 ss. [= ID.,
RmischePolitikundrmischePolitiker,Heidelberg1967,pp.74ss.]M.MAZZA,Storia e ideologia in Livio.
Per un'analisi storiografica della praefatio ai libri ab urbe condita, Catania 1966, in part. pp. 129 ss. G.
MILES,Maiores,Conditores, and Livy's Perspective of the Past, in Transactions of the American Philological
Association118,1988,pp.185ss.B.FEICHTINGER, Ad maiorem gloriam Romae. Ideologie und Fiktion in
derHistoriographiedesLivius,inLatomus51,1992,pp.3ss.

[8]
H.FUGIER,Recherches sur l'expression du sacr dans la langue latine, cit., p. 207: En fait, le
populusnepourraitsubsistersilperdaitlemilieusacrquilenourritpourainsidire,enquittantlurbsfonde
avec lacquiescement des auspices et par un acte inaugural ou pour exprimer la mme ide un niveau
religieuxunpeuplusmoderne,ilnepourraitconserverlapaxdeorum,horsducadreseulaptecontenirles
sacrificesrguliers,parlesquelscettepaixsemaintient.TellessontlesvritsqueluirappelleCamille,pour
ruinerlafollesuggestiondestribuns,dmigrerenmasseverslesitedeViesmavedianchelariflessionedi
C.M.TERNES,TantaemoliseratDelancessitdefonderRome,vueparquelquescrivainsromainsdu
1ersicle, in Condere Urbem. Actes des 2mes Rencontres Scientifiques de Luxembourg (janvier 1991),
Luxembourg1992,pp.18s.

[9]
R. ORESTANO, I fatti di normazione nell'esperienza romana arcaica, Torino 1967, p. 114: In
queste condizioni tutta la vita privata e quella pubblica erano dominate dall'assillo ansioso e ininterrotto di
operare in accordo con queste "forze" o "deit", di procurarsi il loro ausilio, di propiziarsi il loro assenso, di
mettersialriparodalleloroinfluenzeostili,dinonfarenullachepotessesuscitareillorosfavoreounaloro
reazione.Lapauradinonsoddisfareglidio,peggio,chequalcheattoocomportamentopotesseromperela
paxdeorumdacuidipendevanoilbenesseredell'individuo,dellafamiglia,dellacomunit,rendevailromano
continuamenteattentoacercareinqualunqueaspettodellanaturaisegnidellavolontdivina.

[10]
F.SINI,Bellumnefandum.Virgilioeilproblema"dirittointernazionaleantico",[Pubblicazionidel
SeminariodiDirittoRomanodell'UniversitdiSassari,7]Sassari1991,pp.83ss.

[11]
Houtilizzatolespressionesistemagiuridicoreligiosoinluogodiordinamentogiuridicosulla
basedellemotivazionioffertedaP.CATALANO,Lineedelsistemasovrannazionaleromano,Torino1965,pp.
30 ss., in part. p. 37 n. 75 ID.,Aspetti spaziali del sistema giuridicoreligioso romano. Mundus, templum,
urbs,ager,Latium,Italia,inAufstiegundNiedergangderrmischenWelt,II.16.1,BerlinNewYork1978,pp.
445s.ID.,Dirittoepersone.Studisuorigineeattualitdelsistemaromano,Torino1990,p.57conilquale
concorda, in parte, anche G. LOMBARDI, Persecuzioni, laicit, libert religiosa. Dall'Editto di Milano alla
"DignitatisHumanae'',Roma1991,pp.34s.Contro,R.ORESTANO,Diritto.Incontriescontri,Bologna1981,
pp.395ss.ID.,Lenozionidiordinamentogiuridicoediesperienzagiuridicanellascienzadeldiritto,inRivista
trimestralediDirittoPubblico4,1985,pp.959ss.,inpart.964ss.ID.,Introduzione allo studio del diritto
romano,Bologna1987,pp.348ss.seguito,fraglialtri,daP.CERAMI,Potereedordinamentonellesperienza
costituzionale romana, 3 ed., Torino 1996, pp. 10 ss. e parzialmente da A. GUARINO, Lordinamento
giuridicoromano,5ed.,Napoli1990,pp.56s.

[12]
GiilpoetaEnnioavevacantato,inquestomodo,lantichissimafondazionedellUrbe:Augusto
augurio postquam inclita condita Roma est (Svetonius, August. 7: cum, quibusdam censentibus Romulum
appellari oportere quasi et ipsum conditorem urbis, praevaluisset, ut Augustus potius vocaretur, non solum
novo sed etiam ampliore cognomine, quod loca quoque religiosa et in quibus augurato quid consecratur
augustadicatur,abauctuvelabaviumgestugustuve,sicutetiamEnniusdocetscribens:Augustoaugurio
postquaminclitaconditaRomaest.)cfr.ancheLivius1.4.1:Seddebebatur,utopinor,fatistantaeorigourbis
maximique secundum deorum opes imperii principium. Le varie fondazioni, di cui Roma sarebbe stata
oggetto in epoche diverse, sono state studiate da A. GRANDAZZI, La fondation de Rome. Rflexion sur
lhistoire,Paris1991dicuivedi,inpart.p.195,dovelostudiosofrancesesostienecheiRomaniebberopiena
coscienzadiquestorecommencementperptuelcheavevacaratterizzatolastoriadellalorocitt.

[13]
D. 1.2.2.7 (Pomponius libro singulari enchiridii): Augescente civitate quia deerant quaedam
genera agendi, non post multum temporis spatium Sextus Aelius alias actiones composuit et librum populo
dedit,quiappellaturiusAelianum.Leimplicazionigiuridicheepolitichedelconcettodicivitasaugenscens,con
particolare riguardo alla raccolta di iura ordinata dallimperatore Giustiniano, sono state ben delineate da P.
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CATALANO,Dirittoepersone.Studisuorigineeattualitdelsistemaromano,Torino1990,pp.XIV s. Sulla
stessa linea interpretativa, vedi ora M. P. BACCARI, Il concetto giuridico di civitas augescens: origine e
continuit,inStudiaetDocumentaHistoriaeetIuris61,1995[=StudiinmemoriadiGabrioLombardi, II,
Roma1996],pp.759ss.EAD.,CittadinipopoliecomunionenellalegislazionedeisecoliIVVI,[Pubblicazioni
delSeminariodiDirittoRomanodell'UniversitdiSassari,9]Torino1996,pp.47ss.

[14]
Vergilius,Aen.1.275279:Indelupaefulvonutricistegminelaetus/Romulus excipiet gentem
etMavortiacondet/moeniaRomanosquesuodenominedicet./Hisegonecmetasrerumnectemporapono:
/ imperium sine fine dedi. La forte carica ideologica e la precisa connotazione religiosa del passo non sono
sfuggiteaP.BOYANC,LareligiondeVirgile,Paris1963,p.54,perilqualepropriosullannuncioImperium
sine fine dedi sur lannonce de lEmpire dans la bouche du dieu suprme repose pour ainsi dire toute
luvre.Giicommentariantichi(cfr.Servius,inVerg.Aen.1.278)avevanostabilitounnessobenpreciso
tra limperium sine fine e leternit di Roma lo stesso orientamento si registra nella maggior parte della
dottrina contemporanea. Tuttavia, ad un esame pi attento, il verso non sembra avere univoco senso
temporale. Lo interpretano in senso spazio/temporale sia G. PICCALUGA,Terminus. I segni di confine nella
religioneromana, Roma 1974, p. 209 sia R. TURCAN,Rome ternelle et les conceptions grcoromains de
lternit,inRomaCostantinopoliMosca[DaRomaallaTerzaRoma,StudiI],Napoli1983,p.16mentreA.
MASTINO,Orbis,kosmos,oikoumene:aspettispazialidellideadellimperouniversaledaAugustoaTeodosio,in
Popoli e spazio romano tra diritto e profezia, [Da Roma alla Terza Roma, Studi III], Napoli 1986, p. 71,
sostiene che nei due versi Aen. 1, 278279 attestata la propensione augustea a superare tutti i limiti di
spazio:limperoromanoeraalmenoteoricamenteunimperiumsinefine,chenonavevafrontiere.Per la
bibliografiasulpoemavirgiliano,mipareutilerinviareaW.SUERBAUM,HundertJahreVergilForschung:eine
systematische Arbeitsbibliographie mit besonderer Bercksichtigung der Aeneis, in Aufstieg und Niedergang
der rmischen Welt, II.31.1, BerlinNew York 1980, pp. 3 ss. Quanto alla divini et humani iuris scientia di
Virgilio,vediinveceF.SINI,Bellumnefandum.Virgilioeilproblemadel"dirittointernazionaleantico",cit.,pp.
17ss.

[15]
Questo significato di religio attestato da Cicerone, De nat. deor. 2.8: C. Flaminium Coelius
religione neglecta cecidisse apud Transumenum scribit cum magno rei publicae vulnere. Quorum exitio
intellegipotesteorumimperiisrempublicamamplificatamquireligionibusparuissent.Etsiconferrevolumus
nostracumexternis,ceterisrebusautparesautetiaminferioresreperiemur,religione,idestcultudeorum,
multo superiores. Sul passo, vedi fra gli altri C. BAILEY, Phases in the religion of ancient Rome, Berkeley
1932,rist.Westport,Conn.1972,pp.274s.R.TURCAN,Religionromaine.2.Leculte,LeidenNewYork
KbenhavnKln1988,pp.5s.:C'estlapitcollectiveetinstitutionnelle,auxreligionsdelacitqueles
Romainsattribuaientlesuccsdeleurpolitiqueetleurhgmonieuniverselle.[...]Acetgard,lesRomains
pouvaientbondroitsetarguerdel'emportersurtouspeuplesreligione,idestcultudeorumdaultimo,M.
HUMBERT,DroitetreligiondanslaRomeantique,inMlangesFelixWubbe,FribourgSuisse1993,pp.196s.
Nellostessosenso,anchealtritesticiceroniani:Denat.deor.1.117(religionem,quaedeorumcultu
pio continetur) De leg. 1.60 (cum suis, omnesque natura coniunctos suos duxerit, cultumque deorum et
puram religionem susceperit) 2.30 (Quod sequitur vero, non solum ad religionem pertinet, sed etiam ad
civitatis statum, ut sine iis, qui sacris publice praesint, religioni privatae satis facere non possint continet
enim rem publicam consilio et auctoritate optimatium semper populum indigere. Discriptioque sacerdotum
nullum iustae religionis genus praetermittit. Nam sunt ad placandos deos alii constituti, qui sacris praesint
sollemnibus, ad interpretanda alii praedicta vatium neque multorum, ne esset infinitum, neque ut ea ipsa,
quaesusceptapubliceessent,quisquamextracollegiumnosset)Dehar.resp.18(Ego vero primum habeo
auctoresacmagistrosreligionumcolendarummaioresnostros,quorummihitantafuissesapientiavideturut
satissuperqueprudentessintquiillorumprudentiamnondicamadsequi,sedquantafueritperspicerepossint
qui statas sollemnisque caerimonias pontificatu, rerum bene gerendarum auctoritates augurio, fatorum
veteres praedictiones Apollinis vatum libris, portentorum expiationes Etruscorum disciplina contineri
putaverunt).

[16]
Per la definizione di pax deorum, vedi H. FUCHS, Augustinus und der antike Friedengedanke.
UntersuchungenzumneunzehntenBuchderCivitasDei,Berlin1926,pp.186ss.ampiriferimentiallefonti
attestanti i comportamenti umani suscettibili di violarla in P. VOCI, Diritto sacro romano in et arcaica, in
StudiaetDocumentaHistoriaeetIuris19,1953,pp.49ss.[=ID.,Scrittididirittoromano,I,Padova1985,
pp.226ss.]aiqualisonodaaggiungere:J.BAYET,Lareligionromaine.Histoirepolitiqueetpsychologique,
(1957),2aed.,Paris1969[rist.1976],pp.57ss.[= Id., La religione romana. Storia politica e psicologica,
trad.it.diG.Pasquinelli,Torino1959(rist.1992),pp.59ss.]M.SORDI,Paxdeorumelibertreligiosanella
storiadiRoma,inAA.VV.,Lapacenelmondoantico, Milano 1985, pp. 146 ss. E. MONTANARI, Il concetto
originariodipaxepaxdeorum,inLeconcezionidellapace.VIIISeminarioInternazionalediStudiStorici"Da
RomaallaTerzaRoma",Relazioniecomunicazioni,1,Roma1988,pp.49ss.ID.,Mitoestorianell'annalistica
romanadelleorigini, Roma 1990, pp. 85 ss. (Appendice I: "Tempo della citt e paxdeorum: l'infissione del
clavusannalis")F.SINI,Bellumnefandum.Virgilioeilproblema"dirittointernazionaleantico",cit.,pp.256
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ss.(ivifontieletteraturaprecedente)ID.,PopulusetreligiodanslaRomerpublicaine,inArchivioStoricoe
GiuridicoSardodiSassari2,N.s.,1995(ma1996),pp.77ss.ID.,Lanegazionenellinguaggioprecettivodei
sacerdotiromani,inIl Linguaggio dei Giuristi Romani. Atti del Convegno Internazionale di Studi, Lecce, 56
dicembre1994,acuradiO.BiancoeS.Tafaro,[UniversitdiLecceDipartimentodiScienzedellAntichit.
StudidiFilologiaeLetteratura5,1999]Galatina2000,pp.176ss.infine,maconqualcheriserva,R.FIORI,
Homosacer.Dinamicapoliticocostituzionalediunasanzionegiuridicoreligiosa,Napoli1996,pp.167ss.

[17]
M.HUMBERT,DroitetreligiondanslaRomeantique,inMlangesFelixWubbe, Fribourg Suisse
1993,p.195:Laconceptiond'ordrephilosophiquedumonderomainestcelled'unensemblederapports
ou de forces en quilibre: toute action humaine affecte par dfinition cette harmonie naturelle et trouble
l'ordrevouluparlesdieux.D'olancessit,avant(ou,aupire,aprs)touteaction,deseconcilierl'accord
des dieux tmoignant leur adhsion. La paix universelle est alors sauvegarde. La religion consiste ainsi
resterenbonsrapportsaveclesdieux,pourlesavoiravecsoi.

[18]
P.VOCI,Dirittosacroromanoinetarcaica,cit.,p.49[=ID.,Scrittididirittoromano,I,cit.,p.
224].

[19]
J.SCHEID,Leprtreetlemagistrat.Rflexionssurlessacerdocesetledroitpubliclafindela
Rpublique,inAA.VV.,DesordresRome,directiondeC.Nicolet,Paris1984,pp.269s.:LaRpubliqueest
effectivementuneassociationdetroispartenaires:lesdieux,lepeupleetlesmagistrats

[20]
P. VOCI,Diritto sacro romano in et arcaica, cit., p. 50: Legalismo religioso l'insieme delle
regolecheinsegnanoamantenerelapaxdeorum[=Id.,Scrittididirittoromano,cit.,p.225].

[21]
C.BAILEY,PhasesinthereligionofAncientRome,Berkeley1932[rist.Westport,Conn.1972],
p.76:Romanritual,asitwaslaterformulatedintheiusdivinumoftheStatecult,recognizedfourmeans
(caerimoniae ) for securing and maintaining the pax deorum, the relation of kindliness between gods and
men.

[22]
D.1.1.1.2(Ulpianuslibroprimoinstitutionum):Huius studii duae sunt positiones, publicum et
privatum. Publicum ius est quod ad statum rei Romanae spectat, privatum quod ad singulorum utilitatem:
suntenimquaedampubliceutilia,quaedamprivatim.Publicumiusinsacris,insacerdotibus,inmagistratibus
consistit.RiguardoalframmentodiUlpiano,miparechepossanoormaiconsiderarsisuperatesiaaffermazioni
contrarie alla genuinit del testo (F. SCHULZ, Prinzipien des rmischen Rechts, Mnchen 1934 qui cit. in
trad.it.:Iprincipiideldirittoromano,trad.it.acuradiV.ArangioRuiz,Firenze1949,p.23nt.33U.VON
LBTOW,DasrmischeVolk.SeinStaatundseinRecht,FrankfurtamMain1955,p.618:Diemerkwrdige
Dreiteilungdesiuspublicum:insacris,insacerdotibus,inmagistratibusstammtsicherlichnichtvonUlpian),
siadubbieperplessit(B.ALBANESE,Premessaallostudiodeldirittoprivatoromano,Palermo1978,p.192
nt.295).Favorevoliall'autenticitdeltesto,fraglialtri:F.STELLAMARANCA,Ildirittopubblicoromanonella
storia delle istituzioni e delle dottrine politiche, in ID.,Scritti vari di diritto romano, Bari 1931, pp. 102 ss.
SILVIOROMANO,Ladistinzionefraiuspublicumeiusprivatumnellagiurisprudenzaromana,inScrittigiuridici
inonorediSantiRomano,IV,Padova1940,pp.157ss.G.NOCERA,Iuspublicum(D.2,14,38).Contributo
allaricostruzionestoricoesegeticadelleregulaeiuris,Roma1946,pp.152ss.:Ulpianosullasciadellapi
puratradizioneromana(p.161)Id.,Ilbinomiopubblicoprivatonellastoriadeldiritto,Napoli1989,pp.171
ss. F. WIEACKER, Doppelexemplare der Institutionen Florentins, Marcians und Ulpians, in Mlenges De
Visscher,II,Bruxelles1949,p.585,ilqualesostienechesacra,sacerdotiaemagistratusunasuddivisionedi
inconfondibilestamporepubblicanoA.CARCATERRA,Lanalisideliusedellalex come elementi primi. Celso,
Ulpiano,Modestino,inStudiaetDocumentaHistoriaeetIuris46,1980,pp.272ss.G.ARICANSELMO,Ius
publicum ius privatum in Ulpiano, Gaio e Cicerone, in Annali del Seminario Giuridico dell'Universit di
Palermo37,1983,pp.447ss.,inpart.461ss.H.ANKUM,Lanocindeiuspublicumenderechoromano,in
AnuariodeHistoriadelDerechoEspaol53,1983,pp.524ss.M.KASER,Iuspublicumundiusprivatum,in
ZeitschriftderSavignyStiftungfrRechtsgeschichte(R.A.)103,1986,pp.6ss.F.SINI,Bellumnefandum.
Virgilio e il problema del diritto internazionale antico, cit., p. 223 nt. 112 P. STEIN, Ulpian and the
Distinctionbetweeniuspublicumandiusprivatum,inCollatioiurisRomani.tudesddiesHansAnkum
loccasiondeson65meanniversaire,II,Amsterdam1995,pp.499ss.V.MAROTTA,Ulpianoelimpero, I,
Napoli2000,pp.153ss.

[23]
Cicero,ProFlacco28.

[24]
Arnobius, Adv. Nat. 2.73.18: Non doctorum in litteris continetur, Apollinis nomen Pompiliana
http://www.dirittoestoria.it/tradizione2/SiniDaiDocumenti.htm

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indigitamentanescire?Suinominadeorumchesiinvocavanonegliindigitamenta,risultadiqualcheutilitil
vecchio lavoro di J. A. AMBROSCH, ber die Religionsbcher der Rmer, Bonn 1843 ancora indispensabili,
invece, sia il bel libro di A. BOUCHLECLERCQ, Les pontifes de lancienne Rome. tude historique sur les
institutions religieuses de Rome, Paris 1871 [rist. an. New York 1975], pp. 24 ss. sia il manuale di J.
MARQUARDT,RmischeStaatsverwaltung,III.DasSacralwesen, 2 ed. a cura di G. Wissowa, Leipzig 1885
[rist.an.NewYork1975],pp.7ss.[=ID.,LecultechezlesRomains,I,trad.francesediM.Brissaud,Paris
1889, pp. 10 ss.] pi di recente, vedi l'importante articolo di J. BAYET, Les feriae sementivae et les
indigitationsdanslecultedeCrsetdeTellus,inRevued'HistoiredesReligions137,1950,pp.172ss.[ora
inID.,CroyancesetritesdanslaRomeantique,Paris1971,pp.175ss.]maancheG.B.PIGHI,Lareligione
romana,Torino1967,pp.45ss.A.PASTORINO,Lareligioneromana,Milano1973,pp.199ss.G.DUMZIL,
Lareligionromainearchaque,2ed.,Paris1974,pp.50ss.[=ID.,Lareligioneromanaarcaica,trad.it.a
curadiF.Jesi,Milano1977,pp.46ss.]R.DELPONTE,LareligionedeiRomani,Milano1992,pp.78ss.

[25]
Sullarchivio dei pontefici, ma senza pretesa di completezza bibliografica, si vedano: J.V. LE
CLERCQ,DesjournauxchezlesRomains,recherchesprcdesdunmmoiresurlesannalesdespontifes,et
suivies de fragments des journaux de lancienne Rome, Paris 1838,in part. pp. 127 ss. I. A. AMBROSCH,
StudienundAndeutungenimGebietdesaltrmischenBodensundCultus,Breslau1839,inpart.pp.159ss.
ID., Observationum de sacris Romanorum libris particula prima, Vratislaviae 1840 E. LUEBBERTUS,
Commentationespontificales,Berolini1859A.BOUCHLECLERCQ,LespontifesdelancienneRome,cit.,pp.
19 ss. P. PREIBISCH, Quaestiones de libris pontificiis, Vratislaviae 1874 ID., Fragmenta librorum
pontificiorum,Tilsit1878J.MARQUARDT,RmischeStaatsverwaltung,III,cit.,pp.299ss.[=ID.,Le culte
chez les Romains, II, cit., pp. 358 ss.] R. PETER, De Romanorum precationum carminibus, in
Commentationes Philologae in honorem Augusti Reifferscheidii, Vratislaviae 1884, pp. 67 ss. ID.,
Quaestionum pontificalium specimen, Argentorati 1886 W. ROWOLDT,Librorum pontificiorum Romanorum
de caeremoniis sacrificiorum reliquiae, Halis Saxonum 1906 C. W. WESTRUP, On the Antiquarian
HistoriographicalActivitiesoftheRomanPontificalCollege,Kbenhavn1929(lostessotemavienepoiripreso
dal Westrup nel quarto volume della sua opera di maggiore impegno: Introduction to early Roman Law.
Comparative sociological studies, IV. Sources and Methods, LondonCopenhagen 1950) G. ROHDE, Die
KultsatzungenderrmischenPontifices,Berlin1936,pp.14ss.R.BESNIER,Lesarchivesprives,publiques
etreligieusesRomeautempsdesrois,inStudiinmemoriadiEmilioAlbertario,II,Milano1953,pp.1ss.G.
B.PIGHI,Lareligioneromana,Torino1967,pp.41ss.infineF.SINI,DocumentisacerdotalidiRomaantica,
cit., pp. 17 ss. J. A. NORTH, The books of the pontifices, in La mmoire perdue. Recherches sur
l'administrationromaine,AvantproposdeC.Moatti,Rome1998,pp.45ss.

[26]
G.BOISSIER,LareligionromainedAugusteauxAntonins,I,cit.,p.228:Siellesegardaitbien
de dtruire la religion des peuples vaincus, elle tait bien plus loigne encore de vouloir leur imposer la
sienne.

[27]
PerlanozionegiuridicadiimperorisultaormaiindispensabileilsaggiodiP.CATALANO,Alcuni
sviluppidelconcettogiuridicodiimperiumpopuliRomani,inPopoliespazioromanotradirittoeprofezia,[Da
RomaallaTerzaRoma,StudiIII],Napoli1986,pp.649ss.

[28]
PerunarecentediscussionesulproblemadeLalibertnellaRomaarcaicaerepubblicana,vedi
G.LOMBARDI,L'edittodiMilanodel313elalaicitdelloStato,inStudiaetDocumentaHistoriaeetIuris50,
1984, pp. 10 ss., il quale si propone di chiarire come la consapevolezza del fondamento dell'autonomia
dell'uomosiasostanzialmentemutataasguitodeldiffondersidelcristianesimo(p.11)ID., Persecuzioni,
laicit,libertreligiosa.Dall'EdittodiMilanoalla"Dignitatishumanae",Roma1991.

[29]
Sulla questione vedi ora, brevemente, le puntuali riflessioni di P. CATALANOP. SINISCALCO,
Laicit tra diritto e religione. Documento introduttivo del XIV Seminario Da Roma alla Terza Roma,
pubblicato in Index 23, 1995, pp. 461 ss. in part. paragrafo 5 'Laicizzazione' della giurisprudenza e
cosiddetta 'Isolierung' del diritto, p. 463: Il sistema romano antico, sia precristiano sia cristiano, non
conosce l'isolamento del diritto rispetto alla morale o alla religione. Non vi isolamento del diritto nell'et
repubblicana (ius civile in penetralibus pontificum repositum erat, Liv. 4.3.9), n nell'Impero cristiano
(publicum ius in sacris, in sacerdotibus, in magistratibus consistit, D. 1.1.1.2). Quanto alla giurisprudenza,
significativaladefinizionecontenutainD.1.1.10.2:divinarumatquehumanarumrerumnotitia,iustiatque
iniustiscientia.[...]E'correntepoinelladottrinaromanistical'usodeltermine"laico"perindicareigiuristinon
sacerdoti(ondesiparladilaicizzazionedellagiurisprudenza).

[30]
Sulla sostanziale tolleranza della religione politeista romana, vedi fra gli altri: M. ADRIANI,
Tolleranza e intolleranza religiosa nella Roma antica, in Studi Romani 6, 1958, p. 507 ss. R. BLOCH, La
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religioneromana,inH.CH.PUECH,Storiadellereligioni,I.2L'Orienteel'Europanell'antichit,trad.it.,Roma
Bari1976,pp.554s.,ilqualeindical'aperturaelatolleranzaversodivinitstranierecomeun'espressione
singolare e affascinante della religione romana J. A. NORTH, Religious Toleration in Republican Rome, in
Proceedings of the Cambridge Philological Association 25, n. s., 1979, pp. 85 ss. Sottolinea, invece, le
ambiguit insite nell'atteggiamento tollerante dei Romani A. MOMIGLIANO, Appunti preliminari
sull'opposizionereligiosaall'imperoromano,inID.,Saggidistoriadellareligioneromana,Brescia1988,p.
154mainaltrosenso,ID.,ThedesadvantagesofmonotheismforauniversalState,inClassicalPhilology81,
1986,pp.285ss.

[31]
Lastessatradizioneanticaricorda,delresto,l'introduzioneaRomadinumerosiculti"stranieri"
gi ad opera dei re: cfr., da ultimo, P. M. MARTIN, L'ide de royaut Rome. I. De la Rome royale au
consensusrpublicain,ClermontFerrand1982,pp.110ss.

[32]
Titus Livius 1.20.6: Cetera quoque omnia publica privataque sacra pontificis scitis subiecit, ut
esset quo consultum plebes veniret, ne quid divini iuris neglegendo patrios ritus peregrinosque adsciscendo
turbareturneccelestesmodocaerimonias,sediustaquoquefunebriaplacandosquemanesutidempontifex
edoceret, quaeque prodigia fulminibus aliove quo visu missa susciperentur atque curarentur. Commento al
passoinR.M.OGILVIE,ACommentaryonLivy.Books15,Oxford1965[reprinted1998],p.101.

[33]
SullariformareligiosadelprimosovranosabinodiRoma,vediF.RIBEZZO,NumaPompilioela
riforma etrusca della religione primitiva di Roma, in Rendiconti dell'Accademia dei Lincei, ser. VIII, vol. 5,
1950,pp.553ss.E.M.HOOKER,TheSignificanceofNuma'sReligiousReforms,inNumen10,1963,pp.87
ss.F.DELLACORTE,Numaelestreghe,inMaia26,1974,pp.3ss.M.A.LEVI,IlreNumaeipenetralia
pontificum,inRendicontidell'IstitutoLombardo115,1981(pubbl.1984),pp.161ss.J. MARTINEZ PINNA,
LareformadeNumaylaformacindeRoma,inGerin3,1985,pp.97ss.J.POUCET,LesoriginesdeRome.
Tradition et histoire, Bruxelles 1985, in part. pp. 194 ss., 219 ss. L. FASCIONE, Il mondo nuovo. La
costituzioneromananella'StoriadiRomaarcaica'diDionigid'Alicarnasso,Iparte,Napoli1988,pp.128ss.G.
CAPDEVILLE, Les institutions religieuses de la Rome primitive d'aprs Denys d'Halicarnasse, in Pallas, 39,
1993,pp.153ss.

[34]
Sul tema, a parte i pi usati manuali di storia della religione romana, cfr. E. NORDEN, Aus
altrmischen Priesterbchern, LundLeipzig 1939, pp. 246 ss. J. GAG, Apollon romain. Essai sur le culte
d'Apollonetledveloppementdu"ritusGraecus"RomedesoriginesAuguste,Paris1955frailavoripi
recenti,G.RADKE,ZurEntwicklungderGottesvorstellungundderGottesverehrunginRom,Darmstadt1987,
pp.31ss.A.BERNARDI,LaRomadeirefrastoriaeleggenda,inStoriadiRoma,I.RomainItalia,direzionedi
A. Momigliano e A. Schiavone, Torino 1988, pp. 191 s. (con breve cenno a culti locali e influenze greco
asianiche)M.A.LEVI,AppuntisuRomaArcaica,inLaParoladelPassato46,1991,pp.121ss.

[35]
K.LATTE,RmischeReligionsgeschichte,cit.,pp.148ss.

[36]
Sulcomplessofenomenodeirapporticonglidideivicinieconglidideinemici,interpretatoin
termini di "estensioni" e "mutamenti" della religione tradizionale, vedi G. DUMZIL, La religion romaine
archaque,cit.,pp.409ss.,425ss.[=ID.,Lareligioneromanaarcaica,cit.,pp.355ss.,369ss.].

[37]
A. BRAUSE(Librorum de disciplina augurali ante Augusti mortem scriptorum reliquiae, Lipsiae
1875,p.42,fr.XXVII.

[38]
In merito a questa divisione elaborata dal collegio degli auguri e, pi in generale, sul valore
giuridicodell'ager,cfr.P.CATALANO,Aspettispazialidelsistemagiuridicoreligiosoromano.Mundus,templum,
urbs,ager,Latium,Italia,cit.,pp.492ss.

[39]
Cfr. Gellius, Noct. Att. 13.23.1: Comprecationes deum immortalium, quae ritu Romano fiunt,
expositaesuntinlibrissacerdotumpopuliRomanietinplerisqueantiquisorationibusAgostinus,Deciv.Dei
4.8).PerA.S.PEASE,M.TulliCiceronisDenaturadeorum, I, Darmstadt 1968 [rist. della 1 ed. 1955], p.
426,nelpassociceronianoThewordlibrisisunderstood,asoftenwithannalescfr.ancheledizionecurata
daM.VANDENBRUWAENE,Ciceron,Denaturadeorum.Livrepremier, Bruxelles 1970, p. 146: dans nos
livrespontificaux.G.ROHDE,DieKultsatzungenderrmischenPontifices,Berlin1936,pp.1819,formula
invece lipotesi che Cicerone abbia attinto alle Antiquitates rerum divinarum di Varrone: Woher diese
Vorstellung stammt, ist nicht zu sagen doch darf nicht vergessen werden, dass zur Zeit, als Cicero seine
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philosophischenSchriftenabfasste,VarrosAntiquitatesbereitsandasLichtgetretenwaren,unddassCicero
diesesWerkkannte.Infine,F.SINI,DocumentisacerdotalidiRomaantica,cit.,p.94e96.

[40]
Su questo passo di Servio, vedi da ultimoF.SINI,Daiperegrina sacra alle pravae et externae
religionesdeibaccanali:alcuneriflessionisualieniesistemagiuridicoreligiosoromano,cit.,pp.59s.

[41]
M.ADRIANI,TolleranzaeintolleranzareligiosanellaRomaantica,cit.,p.516:Ora,lecitosu
questa base parlare di tolleranza? A noi interessa, come si detto, questo sfondo, in quanto vale
pregiudizialmente a far intendere un certo tono e tipo di tolleranza vigente a Roma. Volgersi a tutti gli di
comenelmospontificiusdelleinvocazionisiverifica,eattraversounrinviodallambitodeglidiconosciutie
nominabiliallambitodeimoltidicuinonsisailnomeechenonpossonoquindiavereuncultodeterminato,
ma dei quali si pensa lesistenza e cui si vuole rendere perci un ossequio almeno indiretto attraverso il
riconoscimento di un limite che il limite proprio, linea implicita alla tolleranza religiosa, perch
confessione della generalit rispetto al particolare di partenza, e quindi ammissione delladventicium. E da
questoangolovisualechesilegittimaunatteggiamentochepotremmodirepositivoinquantoravvisabilein
una apertura illimitata, e insieme un modo altrettanto costante, ordinato negativamente, poich quella
illimitatezzarivelanonostantetuttodeilimiti.

[42]
Quantoallafontedeltestoverriano,F.BONA,Contributoallostudiodellacomposizionedelde
verborum significatu di Verrio Flacco, Milano 1964, p. 16 n. 11, ipotizza che possa essere una glossa
catoniana:unadelleglosse,cio,ilcuilemmacostituitodaespressioniverbalionominalitrattedallessico
di Catone (nella quasi totalit dalle orazioni) (p. 15) nello stesso senso ID., Opusculum Festinum, Ticini
1982,p.15.

[43]
J.L.GIRARD,InterpretatioRomana.Questionshistoriquesetproblmesdemthode,inRevue
d'Histoire et Philosophie Religieuses 60, 1980, pp. 21 ss. scopo dichiarato dello studioso quello di
comprendere pienamente la ragione del fait, solidement attest, mais devenu un peu surprenant, que les
grandesdivinitstrangres,etnotammentgrecques,aient,pourlaplupartsansdifficultaucune,trouvdes
homologuesRome.Asuoavviso,inoltre,sarebbeungraveerrorevalutarenegativamenteilprocedimento
teologico che stava alla base dellinterpretatio sacerdotale: non si tratta, infatti, n di un confusionnisme
dissolvant lhritage primitif de la religion romaine, n di un irnisme bas en dernire analyse sur le
scepticismelgarddetouteslesformesdespritreligieuxalcontrario,concludelostudiosofrancese:elle
permetdviterlafoislesconflitsouvertsaveclesreligionstrangresetlaconversiondecertainslments
de la population des cultes nouveaux, et tmoigne de la sagesse dun peuple qui ne crut jamais que sa
recherche de luniversalit dt passer par une autre voie que par lapprofondissement de ses traditions
particulires(pp.26s.).
Qualcheannoprima,alcomplessofenomenodell'interpretatioavevadedicatounapprofonditostudio
ancheR.BLOCH,Interpretatio,inID.,Recherchessurlesreligionsdel'Italieantique,Genve1976,pp.1ss.
Pursenzasoffermarsispecificamentesugliaspettigeneralidellacomplessaproblematica,l'illustrestudiosonon
trascuravacomunquedievidenziareduequestioni:Toutaulongdeleurhistoire,lejeudel'interpretatio a
permisauxRomainsderapprocherdeleurspropresdivinitsetdeleurunirdesdieuxlointainsparleslieuxde
culteetmme,parfois,parleurnature.Certes,untelprocessusn'estpasleseulfaitdeRome.Onretrouve,
dansbiendessecteursdupaganismeancien,lesentimentplusoumoinsclairque,sousdesnomsdiffrents,
lesdiverspeuplesnepouvaientpasnepashonorerlesmmesdieux.D'orsultaunmcanismecomplexeet
rciproqueparlequellesdiverspanthonsantiquesserapprochrentlesunsdesautresmalgrlesdiffrences
profondes qui, le plus souvent, les sparaient. Sans doute, cependant, la relative pauvret de l'imagination
religieuse romaine et le caractre essentiellement fonctionnel des dieux de Rome ontils permis, plus
qu'ailleurs,untrslargedveloppementd'interpretationesdetoutessortes.Latolrancereligieuse,presque
constammentatteste,desRomainsytrouvaitsoncompte.

[44]
Inquestaprospettiva,risultanochiaramenteinvecchiatealcuneesposizionimanualistichedella
materia:cfr.,adesempio,K.LATTE,RmischeReligionsgeschichte,cit.,pp.264s.,perilqualeilfenomeno
da intendersi nel senso di Hellenisierung der Gtter: Die rationalistische Kritik an den berlieferten
Vorstellungen,diedieseEpocheinGriechenlandbewegthatte,erklangnun,ineindrucksvollenSchlagworten
zusammengefasst, vor den Ohren des rmischen Publikums. Es konnte seine Wirkung um so weniger
verfehlen,alsmanjetztzwischengriechischenundrmischenGtternkeinenUnterschiedmehrzumachen
gewohntwar.

[45]
Quilnesagissepointldunphnomnesecond,maisdunprimatpsychologique,cestceque
prouvent deux expressions spcifiquement latines: pax deorum religio. Les Romains dsirent, chaque
instantdeleurviepubliquelapaixdesdieux,cestdirelassurancequaudeldeleurnatureetdeleur
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activithumainesilsnerencontrentpas,sopposantleurvouloir,laractionhostiledesdieuxycompris
(ceciestimportant)ceuxdeladversaireouceuxdontlecampestdouteux:questeparolesileggonoinun
breve, ma denso, paragrafo significativamente intitolato Il cosmico e il politico: pax deorum e religio: J.
BAYET,Lareligionromaine,cit.,p.58[=ID.,Lareligioneromana,cit.,pp.61s.].

[46]
Cfr. in tal senso R. TURCAN, Lois romaines, dieux trangers et religion dEtat, in Diritto e
religionedaRomaaCostantinopoliaMosca[DaRomaallaTerzaRoma,RendicontidellXISeminario],acuradi
M.P.Baccari,Roma1994,pp.23ss.:lacitazioneap.31.

[47]
L'evocatiodiGiunoneReginastatastudiata,fraglialtri,daV.BASANOFF,Evocatio.tuded'un
rituelmilitaireromain,cit.,pp.42ss.S.FERRI,LaIunoReginadiVeii,inStudiEtruschi24,1955,pp.106
ss.J.HUBAUX,RomeetVies.Recherchessurlachronologielgendairedumoyengeromain,Paris1958,
pp.154ss.R.E.A.PALMER,RomanReligionandRomanEmpire.FiveEssays,Philadelphia1974,pp.21ss.
G.DUMZIL,Lareligionromainearchaque,cit.,pp.426s.[=ID.,Lareligioneromanaarcaica,cit.,pp.370
s.]R.BLOCH,Interpretatio,cit.,pp.15ss.

[48]
SulframmentoesulgiuristasonodavedereP.PREIBISCH,Fragmenta librorum pontificiorum,
cit.,p.11fr.52F.P.BREMER,Iurisprudentiaeantehadrianaequaesupersunt,I,cit.,p.29fr.1C.THULIN,
ItalischesakralePoesieundProsa.EinemetrischeUntersuchung,Berlin1906,pp.59ss.PH.E.HUSCHKE
E.SECKELB.KBLER,Iurisprudentiaeanteiustinianaereliquias,I,cit.,p.15fr.1.

[49]
Plinius,Nat.hist.28.18:VerriusFlaccusauctoresponit,quibuscredatinobpugnationibusante
omniasolitumaRomanissacerdotibusevocarideum,cuiusintutelaidoppidumesset,promittiqueillieundem
aut ampliorem apud Romanos cultum. Et durat in pontificum disciplina id sacrum, constatque ideo
occultatum,incuiusdeitutelaRomaesset,nequihostiumsimilimodoagerentServiusDan.,inVerg.Aen.
2.351: EXCESSERE quia ante expugnationem evocabantur ab hostibus numina propter vitanda sacrilegia.
Indeest,quodRomanicelatumessevoluerunt,incuiusdeitutelaurbsRomasit.Etiurepontificumcautum
est, ne suis nominibus dii Romani appellarentur, ne exaugurari possint Macrobius, Sat. 3.9.25: Constat
enimomnesurbesinalicuiusdeiessetutela,moremqueRomanorumarcanumetmultisignotumfuisseut,
cumobsiderenturbemhostiumeamqueiamcapiposseconfiderent,certocarmineevocarenttutelaresdeos
quodautaliterurbemcapipossenoncrederent,autetiamsiposset,nefasaestimarentdeoshaberecaptivos.
NamproptereaipsiRomanietdeumincuiustutelaurbsRomaestetipsiusurbisLatinumnomenignotum
essevoluerunt.Seddeiquidemnomennonnullisantiquorum,licetintersedissidentium,librisinsitumetideo
vetusta persequentibus quicquid de hoc putatur innotuit. Alii enim Iovem crediderunt, alii Lunam, sunt qui
Angeronam, quae digito ad os admoto silentium denuntiat alii autem, quorum fides mihi videtur firmior,
OpemConsiviamessedixerunt.Ipsiusverourbisnomenetiamdoctissimisignoratumest,caventibusRomanis
nequodsaepeadversusurbeshostiumfecissesenoverant,idemipsiquoquehostilievocationepaterentur,si
tutelaesuaenomendivulgaretur.

[50]
Per il contesto storico dellevocatio, cfr. V. BASANOFF, Evocatio. tude d'un rituel militaire
romain,cit.,pp.37ss.R.BLOCH,Interpretatio,cit.,pp.17s.N.BERTI,Scipione Emiliano, Caio Gracco e
l'evocatiodiGiunonedaCartagine",inAevum64,1990,pp.69ss.

[51]
Perunesamecompletodelladocumentazioneanticaedelladottrinamodernasullaformulaesul
rito,rinvioall'ampiostudiodiV.BASANOFF,Evocatio.tuded'unrituelmilitaireromain,cit.mavediancheK.
LATTE,RmischeReligionsgeschichte,cit.,p.125G.DUMZIL,Lareligionromainearchaque,cit.,pp.425s.
[=ID.,Lareligioneromanaarcaica,cit.,pp.369s.]J.ALVAR,Lafrmuladelaevocatio y su presencia en
contextos desacralizadores, in Archivo Espaol de Arqueologa 57, 1984, pp. 143 ss. ID., Matriaux pour
ltude de la formule sive deus, sive dea, in Numen 32, 1985, pp. 236 ss. J. RPKE, Domi militiae. Die
religise Konstruktion des Kriges in Rom, Stuttgart 1990, pp. 162 ss. A. BLOMART, Die evocatio und der
Transfer fremder Gtter von der Peripherie nach Rom, in H. CANCIKJ. RPKE (a cura di), Rmische
ReichsreligionundProvinzialreligion,cit.,pp.99ss.

[52]
Lebasiperlaricostruzionecriticadelmaterialecontenutonegliarchivisacerdotalieranogistate
poste,nellaprimametdellOttocento,dalleoperediI.A.AMBROSCH:StudienundAndeutungenimGebiet
des altrmischen Bodens und Cultus, Breslau 1839, in part. pp. 159 ss. Observationum de sacris
Romanorum libris particula prima, Vratislaviae 1840 ber die Religionsbcher der Rmer, Bonn 1843
Quaestionum pontificalium caput primum, Vratislaviae 1848 Quaestionum pontificalium caput alterum,
Vratislaviae 1850. Sulle compilazioni sacerdotali e sul valore storicogiuridico dei dati provenienti da tali
documenti, vedi, fra gli altri, C. W. WESTRUP,On the AntiquarianHistoriographical Activities of the Roman
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PontificalCollege,Kbenhavn1929(lostessotemavienepoiripresodalWestrupnelquartovolumedellasua
operadimaggioreimpegno:IntroductiontoearlyRomanLaw.Comparativesociologicalstudies,IV.Sources
and Methods, LondonCopenhagen 1950) E. NORDEN, Aus altrmischen Priesterbchern, LundLeipzig
1939 R. BESNIER, Les archives prives, publiques et religieuses Rome au temps des rois, in Studi in
memoriadiEmilioAlbertario,II,Milano1953,pp.1ss.G.B.PIGHI,Lareligioneromana,Torino1967,pp.41
ss.infineF.SINI,DocumentisacerdotalidiRomaantica,I.Libriecommentarii,Sassari1983,pp.17ss.J.
A. NORTH, The books of the pontifices, in La mmoire perdue. Recherches sur l'administration romaine,
AvantproposdeClaudeMoatti,[CollectiondelcoleFranaisedeRome,243]Rome1998,pp.45ss.

[53]
F. SINI,Documenti sacerdotali e lessico politicoreligioso di Roma arcaica, in Atti del Convegno
sullalessicografiapoliticaegiuridicanelcampodellescienzedell'antichit(Torino,2829aprile1978),acura
diI.LanaeN.Marinone,[Suppl.alvol.113,Attidell'AccademiadelleScienzediTorino,II.ClassediScienze
Morali, Storiche e Filologiche], Torino 1980, pp. 127 ss. pi in generale vedi C. NICOLET, Lexicographie
politiqueethistoireromaine:problmesdemthodeetdirectionsderecherches,ibid.,pp.19ss.

[54]
Cfr.,intalsenso,leRemarquesprliminairessurladignitetlantiquitdelapenseromaine
di G. DUMZIL, Ides romaines, Paris 1969, pp. 9 ss. in quelle pagine lillustre studioso francese ha
dimostrato,inmanieraperaltroassaiconvincente,chedestechniquesaussicomplexesquelauguraleiuset
leiusciviletaientconstituesdslafindestempsroyaux,aveclarglementationrigoureusequenousleur
connaissonsauseuildelEmpire(25).
Gi negli studi sulla giurisprudenza romana di P. JRS, Rmische Rechtswissenschaft zur Zeit der
Republik,I.BisaufdieCatonen,Berlin1888,pp.15ss.,sidedicavaampiospazioallanalisidellapontificale
Jurisprudenz e al ruolo insostituibile dei suoi Ritualvorschriften, intesi non senza ragione come modelli
dellasuccessivaelaborazionegiurisprudenziale.Nellostessosenso,G.NOCERA,Iurisprudentia.Perunastoria
del pensiero giuridico romano Roma 1973, pp. 11 ss. ma soprattutto F. WIEACKER, Altrmische
Priesterjurisprudenz, in Iuris professio. Festgabe fr Max Kaser zum 80. Geburtstag, WienGrazKln 1986,
pp.347ss.ID.,RmischeRechtsgeschichte.Quellenkunde,Rechtsbildung,JurisprudenzundRechtsliteratur,
I,Mnchen1988,pp.310ss.cfr.ancheM.BRETONE,Storiadeldirittoromano, RomaBari 1987, pp. 107
ss.A.SCHIAVONE,Lineedistoriadelpensierogiuridicoromano,Torino1994,pp.4s.eC.A.CANNATA,Per
unastoriadellascienzagiuridicaeuropea,I.DalleoriginiaLabeone,Torino1997,pp.33ss.

[55]
Per la critica all'interpretazione "statualista'' del sistema giuridicoreligioso romano, rinvio ad
alcunistudidiP.CATALANO:PopulusRomanusQuirites,Torino1974,pp.41ss.(conampiaanalisi[pp.52
ss.] dei motivi di opposizione nei confronti della Staatslehre mommseniana, presenti nella cultura
giuspubblicisticaitalianadellOttocento)La divisione del potere in Roma repubblicana, in P. CATALANO G.
LOBRANO, Il problema del potere in Roma repubblicana [Pubblicazioni del Seminario di Diritto Romano
dellUniversit di Sassari, 1], Sassari 1974, pp. 9 ss. = ID.,La divisione del potere in Roma (a proposito di
Polibio e di Catone), in Studi in onore di Giuseppe Grosso, VI, Torino 1974, p. 673 ss. Da vedere anche J.
BLEICKEN, Lex publica. Gesetze und Recht in der rmischen Republik, BerlinNew York 1975, pp. 16 ss.
(Kritik der Staatsrechtslehre von Th. Mommsen). Pi di recente, tutta questa problematica stata
riaffrontata, con importanti contributi critici e metodologici, da G. LOBRANO, Note su diritto romano e
scienze di diritto pubblico nel XIX secolo, in Index 7, 1977 [ma 1979], p. 66 Il potere dei tribuni della
plebe,Milano1982,pp.6ss.Dirittopubblicoromanoecostituzionalismimoderni[PubblicazionidelSeminario
diDirittoRomanodellUniversitdiSassari,5],Sassari1990,pp.81ss.Respublicarespopuli.Laleggeele
limitazioni del potere [Pubblicazioni del Seminario di Diritto Romano dellUniversit di Sassari, 10], Torino
(1994)1996,pp.42ss.

[56]
Perilsignificatoel'antichitdelterminevediA.ROSTAGNI,Storiadellaletteraturalatina,3ed.,
I,Torino1964,p.41.Derivanocertamentedagliarchivideisacerdotisiailcarmensaliare(frammentiin:C.
M.ZANDER,Carminissaliarisreliquiae,Lundae1888B.MAURENBRECHER,CarminumSaliariumreliquiae,in
Jahrbcher fr classische Philologie, Suppl. XXI, 1894, pp. 315 ss. W. MOREL, Fragmenta poetarum
latinorumepicorumetliricorumpraeterEnniumetLucilium,2ed.(1927),rist.Stutgardiae1963,pp.1ss.)
siailcarmenArvale(sulqualevedi:M.NACINOVICH,CarmenArvale,2voll.,Roma19331934E.NORDEN,
AusaltrmischenPriesterbchern,cit.,pp.99ss.G.RADKE,ArchaischesLatein, Darmstadt 1981, pp. 100
ss.I.PALADINO, Fratres Arvales. Storia di un collegio sacerdotale romano, Roma 1988, pp. 195 ss.) ma
anche le solenni formule giuridicoreligiose di cui le fonti ci hanno conservato i testi: Inauguratio, in Titus
Livius1.18.6ss.foedus,inTitusLivius1.24.3ss.indictiobelli,inTitusLivius1.32.1113deditio,inTitus
Livius 1.38.2 devotio, in Titus Livius 8.9.16 evocatio, in Macrobio, Sat. 3.9.7. Cfr. C. M. ZANDER, Versus
Italiciantiqui, Lundae 1890 C. THULIN, Italische sakrale Posia und Prosa. Eine metrische Untersuchung,
Berlin 1906 G.APPEL,De Romanorum precationibus, [Religionsgeschichte Versuche und Vorarbeiten, 7.1]
(Gissae1909)rist.an.NewYork1975G.B.PIGHI,Lapoesiareligiosaromana,Bologna1958.

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[57]
Quintilianus, Instit.orat. 1.6.3941: Verba a vetustate repetita non solum magnos adsertores
habent, sed etiam adferunt orationi maiestatem aliquam non sine delectatione: nam et auctoritatem
antiquitatishabent,et,quiaintermissasunt,gratiamnovitatisimilemparant.Sedopusestmodo,utneque
crebrasinthaecnecmanifesta,quianihilestodiosiusadfectationenecutiqueabultimisetiamoblitteratis
repetitatemporibus,qualiasunttopperetantegerioetexanclareetprosapiaetSaliorumcarmina
vixsacerdotibussuissatisintellecta.Sedillamutarivetatreligioetconsecratisutendumest.Cfr.E.PERUZZI,
AspetticulturalidelLazioprimitivo,Firenze1978,p.166.

[58]
N.D.FUSTELDECOULANGES,Lacitantique.tudesurleculte,ledroit,lesinstitutionsdela
GrceetdeRome (1864), 16 ed., Paris 1898, p. 197: Toutes ces formules et ces pratiques avaient t
lguesparlesanctresquienavaientprouvlefficacit.Ilnyavaitpasinnover.Ondevaitsereposersur
cequecesanctresavaientfait,etlasuprmepitconsistaitfairecommeeux.Ilimportaitassezpeuque
lacroyancechanget:ellepouvaitsemodifierlibrementtraverslesgesetprendremilleformesdiverses,
augrdelarflexiondessagesoudelimaginationpopulaire.Maisiltaitdelaplusgrandeimportanceque
lesformulesnetombassentpasenoublietquelesritesnefussentpasmodifis[=ID.,Lacittantica,trad.
it.diG.Perrotta(1924),rist.connotaintroduttivadiG.PuglieseCarratelli,Firenze1972,p.202].

[59]
Ladistinzionetraidecretaeiresponsasacerdotalinonrisultadeltuttochiaraindottrina:per
tutti, P. JRS, Rmische Rechtswissenschaft zur Zeit der Republik, cit., pp. 29 ss. E. DE RUGGIERO, v.
Decretum,inDizionarioEpigraficodiAntichitRomane,II.2,Roma1910,pp.1497ss.G.WISSOWA,Religion
undKultusderRmer,2ed.,Mnchen1912,pp.541s.,527ss.,551F.SCHULZ,HistoryofRomanLegal
Science, 2 ed., Oxford 1953, pp. 15 ss. [= ID., Storia della giurisprudenza romana, trad. it. a cura di G.
Nocera, Firenze 1968, pp. 37 ss.]. Nellambito di uno studio pi ampio sulla normativa decretale in Roma
repubblicana, si occupa dei decreta pontificum G. MANCUSO, Studi sul decretum nellesperienza giuridica
romana, in Annali del Seminario Giuridico dellUniversit di Palermo 40, 1988, pp. 78 ss. infine da
menzionare(manonhopotutovedere)L.L.COHEE,ResponsaanddecretaofRomanpriesthoodsduringthe
Republic,DissertationUniversityofColoradoatBoulder1994.Perquantoriguardairesponsa,nonneppure
certose,einchemisura,essivincolasseroilmagistrato,ilsenatooilprivatocheliavevanorichiestituttavia
ilprestigiodeisacerdotierataledafarscheraramentevenisserodisattesi.Cfr.Cicero,Deharusp.resp.6.12:
QuaetantareligioestquanoninnostrisdubitationibusatqueinmaximissuperstitionibusuniusP.Serviliac
M.Luculliresponsoacverboliberemur?Desacrispublicis,deludismaximis,dedeorumpenatiumVestaeque
matriscaerimoniis,deilloipsosacrificioquodfitprosalutepopuliRomani,quodpostRomamconditamhuius
uniuscastitutorisreligionumscelereviolatumestquodtrespontificesstatuissent,idsemperpopuloRomano,
semper senatui, semper ipsis dis immortalibus satis sanctum, satis augustum, satis religiosum esse visum
est.

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Mipermettodirinviareaquantohogitrattatoinunmioprecedentelavoro(F.SINI,Documenti
sacerdotali di Roma antica, cit., pp. 163 ss.), dove credo di aver dimostrato la sostanziale continuit della
tradizione documentaria sacerdotale, individuando, anche, alcune probabili revisioni o sistemazioni dei
materialidegliarchivinelcorsodellastoriadiRoma.

http://www.dirittoestoria.it/tradizione2/SiniDaiDocumenti.htm

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