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INTRODUZIONE

Questo lavoro nasce a seguito della mia esperienza in Islanda dove ho trascorso cinque
mesi in qualit di studente Erasmus presso l'University of Akureyri e ho avuto
loccasione di conoscere la letteratura scandinava.
Lobiettivo della mia tesi quello di realizzare una panoramica su alcuni degli studi
svolti nellambito delle traduzioni norrene di testi medievali francesi concentrando
maggiormente l'attenzione su la Chanson de Roland, il Tristan et Yseut e i Lais di Marie
de France.
Prima di illustrare le peculiarit che contraddistinguono le versioni scandinave e
l'atmosfera culturale entro la quale sono state eseguite, mi sembra opportuno fornire
alcune informazioni riguardanti la lingua con la quale queste opere furono redatte.
Il norreno stata una lingua germanica del Nord parlata dai popoli della Scandinavia e
dagli abitanti dei loro insediamenti d'oltremare durante l'epoca vichinga fino al 1300
circa.
Il proto-norreno si evoluto in norreno a partire dal VIII secolo e ha iniziato a
trasformarsi nelle moderne lingue germaniche (islandese, faroese, norvegese, danese e
svedese) dopo la met del XIV secolo.
Questa cronologia, tuttavia, non assoluta in quanto sono state trovate iscrizioni anche
nel XV secolo.
Il norreno suddiviso in tre dialetti: occidentale, orientale e antico gutnico.
I primi due formarono un continuum dialettale e geografico mentre il terzo ramo, quello
pi oscuro, svilupp caratteristiche uniche e condivise dagli altri due rami in una forma
differente.
L'antico islandese era sostanzialmente identico all'antico norvegese, e insieme hanno
costituito il dialetto norreno occidentale parlato anche negli insediamenti dell'Irlanda,
della Scozia, dell'Isola di Man e negli insediamenti norvegesi in Normandia.
Il dialetto norreno orientale, invece, venne parlato in Danimarca, Svezia, negli
insediamenti in Russia, in Inghilterra e negli insediamenti danesi in Normandia.
Infine, lantico dialetto gutnico stato parlato nell'Isola di Gotland e in vari
insediamenti in Oriente.
I pi antichi documenti dei paesi scandinavi sono caratterizzati dallimpiego delle rune,


lettere esclusivamente germaniche, che apparvero a partire dal II secolo su armi e
gioielli e di cui non nota la provenienza anche se certo che lalfabeto latino sia
servito da modello.
Le iscrizioni, cosiddette proto-norrene (150-700 circa), sono spesso molto brevi e di
difficile interpretazione in quanto costituite in molti casi da una sola parola che potrebbe
aver avuto una funzione protettiva o magica. A causa della quasi totale mancanza di
altre fonti coeve, esse hanno grande importanza poich sono documenti originali ed
unici non soggetti ad errori e modifiche.
Gli studiosi presumono che l'attivit di traduzione in norreno occidentale divenne
relativamente sistematica ed intensa durante il regno del re norvegese Hkon
Hkonarson il Vecchio (1204-1263) il quale intraprese una politica culturale volta
allintroduzione dei valori della civilt cristiana e cortese.
Egli sal al trono nel 1217 quando la nazione speriment, dopo un periodo di guerra
civile, un momento di pace e prosperit. Questo innesc un forte di desiderio di
avvicinamento agli standard culturali delle corti europee in modo da poter competere
con loro da un punto di vista politico e sociale come testimoniato da Sturla rarson
(1214-1284) nella Hkon saga Hkonarson
1
.
Conseguentemente nobilt e clero si avvicinarono al modello di erudizione francese ed
inglese e il norreno assunse il ruolo di lingua della comunicazione e
dell'amministrazione tanto da essere insegnato accanto al latino nelle scuole cristiane,
che si avvalsero di religiosi che avevano trascorso gli anni della loro formazione al di
fuori della Scandinavia.
Pertanto l'iniziale ripiegamento della Norvegia sulle proprie tradizioni venne
scongiurato dalla diffusione di testi stranieri.
Tra la fine del XIII secolo e l'inizio XIV secolo, il norreno parlato sia in Norvegia sia
in Islanda e le loro forti relazioni culturali consentirono le operazioni di traduzione
grazie anche alla ricezione di manoscritti anglo-normanni di opere francesi.
Vennero realizzati adattamenti di argomento religioso quali le Vite dei Santi, le omelie, i
sermoni ma anche diversi scritti filosofici e moralizzanti come pure trattati geografici,
storici e astronomici.
Islandesi sono i racconti storici antichi e medievali, come ad esempio l'Alexanders saga

1
La Hkon saga Hkonarson una saga norrena che tratta della vita e del regno del re norvegese Hkon
Hkonarson (1204-1263). Fu scritta da Sturla rarson, storico islandese, nel 1260.


(l'Alexandreis di Gautier de Chtillon), le Breta sgur (l'Historia Regum Britanniae di
Goffrey of Monmouth) e la Trjumanna saga (le Romane de Troie di Benot de Sainte-
Maure).
Per quanto riguarda la letteratura profana necessario introdurre il concetto di saga la
cui denominazione generica indica un racconto in prosa contraddistinto dal hefarstll
ossia uno stile cortese che si differenzia dal linguaggio quotidiano in quanto impiega
allitterazioni, rime e unaggettivazione frequente.
Esse si differenziano in due gruppi: da un lato le traduzioni prevalentemente dal
francese antico di romanzi cortesi, generalmente note come riddarasgur (saghe dei
cavalieri) o lygisgur (saghe delle menzogne), prodotte in Norvegia nel corso del XIII
secolo; dall'altro, le fornaldarsgur Norurlanda (saghe leggendarie) le quali,
nonostante siano state scritte contemporaneamente alle saghe sopracitate, hanno un
certo fondamento nella tradizione eroica e si svolgono in Scandinavia nel periodo
precedente la colonizzazione dell'Islanda.
Nello specifico, il corpus delle versioni scandinave comprende le traduzioni dal francese
antico delle chansons de geste e di una cronaca latina derivanti dalla matire de France:
- la Karlamagns saga, una voluminosa collezione di sette saghe sul ciclo di
leggende carolinge;
- l'Elis saga ok Rsamundu (llie de Saint Gille);
- la Bevers saga (la saga di Bevers);
- la Flvent saga (la saga di Flovent).
A seguire le traduzioni dal francese antico di romanzi di corte, fabliaux e lais che
riguardano la cosiddetta matire de Bretagne:
- la Tristrams saga ok sndar (la saga di Tristano e Isotta);
- la Mottuls saga (le Mantel mantaill);
- quattro testi basati sulle opere di Chrtien de Troyes, vale a dire l'ven saga (la
saga di ven), l'Erex saga (la saga di Erec), la Parcevals saga (la saga di
Parceval) e Valvers ttr (la storia di Valver);
- gli Strengleikar (strumenti a corda), traduzioni di lais attribuiti a Marie de
France.
Infine, la Flors saga ok Blankiflr (la saga di Florio e Bancifiore), la Partalopa saga
(la saga di Partalopi) e la Clri saga (la saga di Clarus) forse basata su una narrazione


latina perduta.
Il corpus, anche se incompleto ed eterogeneo rispetto ai generi che i suoi testi riflettono,
tende a fondersi nell'insieme delle riddarasgur, il cui termine non ha un preciso valore
scientifico ma piuttosto generico in quanto rappresenta le traduzioni e gli adattamenti
norreni di testi originariamente stranieri.
Come gi detto le attivit di trasposizione ebbero inizio intorno alla met del XIII
secolo ed possibile affermarlo in relazione ai dettagli contenuti nei manoscritti, in
particolare nei prologhi e negli epiloghi, che citano il re Hkon in qualit di
committente di alcune saghe quali la Tristrams saga ok sndar, l'Elis saga ok
Rsamundu, gli Strengleikar, l'ven saga ed infine la Mottuls saga.
Tuttavia importante ricordare che questi rimandi sono stati trovati in manoscritti
recenti, talvolta posteriori alla Riforma e perci non cronologicamente affidabili.
Nonostante queste riserve, possibile tracciare i contorni della divulgazione di queste
saghe.
Nella prima met del XIII secolo le opere pi importanti della letteratura arturiana
furono tradotte in norreno da ecclesiastici e da personalit che ruotavano attorno alla
corte mentre le chansons de geste furono presumibilmente tradotte singolarmente ed in
anticipo.
Infatti la traduzione della Cronaca di Pseudo-Turpino, inserita all'interno della IV
branche della Karlamagns saga con il nome di Af Alungando konungi, fu con tutta
probabilit scritta prima del 1200 in Islanda e senza il bisogno di un intermediario
norvegese.
Il primo riferimento temporale di una riddarasaga presente nel prologo della
Tristrams saga ok sndar dove si dice:
Hr skrifaz sagan af Tristram ok sndar drttningu, hverri talat verr um briliga
st, er au hfu sn milli. Var liit fr hingatburi Christi 1226 r, er essi saga
var norrnu skrifu eptir befalningu ok skipan viruligs herra Hkonar kngs. En
Brir Robert efnai ok upp skrifai eptir sinni kunnttu me essum ortkum, sem
eptir fylgir sgunni ok n skal fr segja.
Qui scritta la storia di Tristano e della regina Isotta e dello straziante amore che essi
condivisero. Questa storia fu tradotta nella lingua norrena al comando e al decreto del re
Hkon quando furono passati 1226 anni dalla nascita di Cristo. Fratello Robert prepar


abilmente il testo e scrisse le parole che appaiono in questo racconto. Ora esso deve
essere narrato.
Un altro, si trova nel manoscritto DG 4-7, al termine della Elis saga ok Rsamundu,
dove si recita:
en Robert aboti sneri, oc Hakon konungr, son Hakongs konungs, lt sn a essi
noerroenu bok yr til skemtanar.
L' abate Robert ha tradotto e il re Hkon ebbe questo libro per il vostro divertimento.
Gli studiosi hanno dedotto che questo Abate Robert fu lo stesso traduttore della
Tristrams saga ok sndar. Una supposizione che, se ben fondata, potrebbe provvedere
alla cronologia di due saghe.
Nella Clri saga citato il chierico norvegese Jn Halldrsson come traduttore della
storia dal latino. Tuttavia non ci sono altre indicazioni sui nomi dei traduttori delle altre
saghe e, sulla base della conoscenze attuali, non possibile disporre di un'assoluta e
perfino relativa cronologia dei testi del corpus.
Le fonti francesi e anglo-normanne alle quali le riddarasgur attinsero, pongono grandi
problemi filologici poich nessun manoscritto si conservato e la maggior parte dei
manoscritti norvegesi e islandesi risalgono ad un periodo successivo alle traduzioni.
Daltra parte, i testi norreni si rivelano utili per la ricostruzione degli originali perduti,
come nel caso della Tristrams saga ok sndar, oppure di alcune branches della
Karlamagns saga e degli Strengleikar, ma anche della Flvent saga e di altre.
Tuttavia necessario tener conto di tutte le versioni disponibili e dei rimaneggiamenti
islandesi di traduzioni norvegesi, spesso anche della stessa saga.
Intorno al 1300, il contenuto degli adattamenti dei romanzi cortesi fu reimpiegato in
altri generi, probabilmente ad opera degli stessi membri della corte norvegese.
Secondo Bengt R. Jonsson, la cultura letteraria scandinava del XIII e XIV secolo fu alla
base della creazione delle ballate, le quali, contrariamente a quanto ipotizzato in
precedenza sulla loro origine, hanno seguito un percorso simile a quello delle
riddarasgur: quello che, generatosi nel nord della Francia, raggiunse l'Inghilterra
anglo-normanna e fu condotto da l come parte della letteratura cortese tradotta - a
Bergen, in Norvegia
2
.

2
Cfr. B. R. Jonsson, Oral Literature, Written Literature: The Ballad and Old Norse Genres, 1991, in
Joseph Harris (ed.) The Ballad and Oral Literature, (Harvard English Studies 17), Cambridge MA and
London, pp. 139-170.


Le saghe dei cavalieri ebbero una grande influenza sulla letteratura islandese del tardo
XIII e XIV secolo. Infatti le family sagas, le fornaldarsgur Norurlanda, le
riddarasgur locali e le rmur (poemi narrativi islandesi) non solo usarono i loro motivi
e soggetti, ma anche strutture e modi di narrazione.
Come gi accennato, la trasmissione manoscritta delle riddarasgur pone molti
problemi.
Il pi antico manoscritto che riporta una riddarasaga interamente preservata il codice
DG 4-7 del XIII secolo che fu scritto in Norvegia e contiene i testi della Elis saga ok
Rsamundu e degli Strengleikar, probabilmente datati intorno al 1250-1270.
Tuttavia, la maggior parte di esse ci giunta in forma completa solo tramite manoscritti
islandesi del XIV e XV secolo.
Ad esempio il manoscritto Perg. 4To nr. 6 del 1400 circa rappresenta un'importante
collezione per questo periodo. Esso conserva la Bevers saga, l'vens saga, la Parcevals
saga, la Valvers ttr, la Flvents saga, l'Elis saga ok Rsamundu, la Mottuls saga e la
Clri saga, ed certamente un'ottima chiave di lettura per la ricezione della letteratura
cortese tradotta nel tardo Medioevo in Islanda.
Nonostante la ricerca sulle trasmissioni tra romanzi norvegesi e islandesi sia
sistematicamente esigua, essa rende evidente come gi nel XIII e XIV secolo furono
realizzati tentativi di unione di riddarasgur, indicando una pronunciata
consapevolezza di questa tipologia letteraria da parte dei lettori del tempo.
Tuttavia, con qualche eccezione, questi fattori storico-letterari non sono
immediatamente deducibili dalle edizioni dei testi esistenti. regola che le saghe siano
ancora edite individualmente e conseguentemente isolate l'una dall'altra; solo delle
copie delle edizioni riproducono i manoscritti per esteso ed solo grazie alle edizioni
complete dei codici che si pu avere unidea della situazione manoscritta delle saghe e
di quello fu il loro contesto di trasmissione.
Recentemente sono state fatte nuove edizioni critiche, alcune di esse con traduzioni in
inglese.
Le ricerche sulle riddarasgur nel XIX e XX secolo furono condotte da studiosi quali
Carl Richard Unger, Eugen Klbing, Gustaf Cederschild, Rudolf Meissner.
Importanti studi furono svolti in questo contesto anche nel campo della letteratura
comparata, nell'ambito della quale testi come la Karlamagns saga, gli Strengleikar e la


Tristrams saga vennero utilizzati per ricostruire le perdute versioni francesi.
Questo approccio lo si vede concretizzato, negli anni '50 e '60, dal lavoro di Paul
Aebischer e Eyvind Fjeld Halvorsen sulla Karlamagns saga/La Chanson de Roland.
In generale l'attenzione della ricerca fu inizialmente focalizzata sulla grande collezione
della Karlamagns saga poi dagli anni '60 agli anni 80, l'interesse si trasfer sempre pi
sui romanzi arturiani.
Per molto tempo i processi di traduzione furono anch'essi al centro della ricerca sulle
riddarasgur, bench nella maggior parte dei casi essi erano volti a determinare quanto
si potesse far affidamento sul contenuto e sugli aspetti stilistici delle traduzioni norrene
conservate rispetto alle loro fonti.
Come per il processo di traduzione, anche il processo di trasmissione dei testi tradotti
stato oggetto della ricerca. Ad esempio, studi stilistici sugli Strengleikar hanno
dimostrato come allitterazioni e altre costruzioni retoriche presenti nelle traduzioni
norvegesi venissero eliminate dai copisti islandesi.
Per ci che riguarda la funzione assolta da questi testi, essa stata spesso connessa ai
cambiamenti apportati a livello stilistico che, secondo molti studiosi, potrebbero
determinare la tipologia dellopera, i destinatari e stabilire se essa avesse uno scopo
dintrattenimento o di istruzione.
Sulla base di questi elementi, Eyvind Fjeld Halvorsen delinea tre diverse variet dello
stile dei traduttori della corte norvegese del XIII secolo:
- Real court style, fortemente retorico e ad effetto, caratterizza la Tristrams saga e
lo Strengleikar;
- Colloquial translator prose, povero di espedienti retorici e vicino al linguaggio
delle saghe, contraddistingue la Karlamagns saga;
- Court style, espressione di fedelt ai modelli latini
3
.
La ricerca degli anni '80 ha tentato di comprendere se la funzione di questi testi fosse
quella di allietare il pubblico oppure ammaestrarlo.
Gli studiosi che appoggiarono la prima soluzione, trovarono una spiegazione plausibile
nei prologhi e negli epiloghi delle saghe che rendevano frequentemente esplicito il loro
valore di intrattenimento. Al loro interno c' spesso un riferimento che esplicava il fine
per il quale esse erano state composte: til gamans ok skemmtanar', per il piacere e il

3
Cfr. E. F. Halvorsen, The Norse Version of the Chanson de Roland, 1959, Bibliotheca Arnamagnana,
19, Kbenhavn.


divertimento.
Inoltre Matthew Driscoll ricorda che anche le riddarasgur erano state scritte per un
pubblico che era in grado di leggere ed erano probabilmente destinate ad essere
declamate ad alta voce, specialmente durante linverno. In questo contesto la
performance assume una grande importanza dal punto di vista dellintrattenimento
4
.
Tuttavia questi sono topoi estremamente formalizzati e stereotipati; e in aggiunta si deve
tener presente che le saghe riferiscono anche intenzioni didascaliche, in accordo con il
loro status di fonti non solo di distrazione ma anche di insegnamento: 'frleikr',
informazione.
Sebbene la ricerca sulle riddarasgur sia stata per lungo tempo uno studio sui processi
di traduzione, ironicamente non si ancora giunti alla formulazione di una teoria su di
essi.
stato perci loro affiancato l'aggettivo limitante di 'rewritings' (riscritture) quando
invece sarebbe corretto valutarle come traduzioni letterarie figlie di un processo di
appropriazione culturale che ha contribuito a creare il concetto di straniero all'interno
della societ ricevente.
Infatti i traduttori abbreviarono le opere francesi sopprimendo dei versi o dei passaggi
che non suscitavano interesse nel pubblico scandinavo come la descrizione psicologica
dei personaggi, i monologhi, la presenza dellautore nel testo.
Il risultato fu quello di una categoria di saghe che differiva contemporaneamente sia dai
modelli stranieri sia dalle stesse saghe islandesi.
Le riddarasgur sono, sia individualmente sia come corpus, un esempio di dialogo tra
culture diverse con una relativa fascinazione da parte delle popolazioni scandinave per
la cultura dell'Europa continentale.




4
Cfr. M. J. Driscoll, Late Prose Fiction (lygisgur), 2005, in Rory Mc Turk (ed.) A Companion to Old
Norse-Icelandic Literature and Culture, Blackwell Publishing Ltd, pp. 190-204.