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1.

1 Premessa
LAssociazione Rinnovamento nello Spirito Santo attua le finalit previste dallart.2 dello
Statuto dellomonima Associazione che si specificano in tre direzioni:
a)
allinterno della Chiesa, promuovendo il Rinnovamento dei singoli cristiani e delle
comunit cristiane con la preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo per la riscoperta
del Battesimo e dellidentit cristiana e della vita carismatica;
b)
allinterno della stessa Associazione proponendo ladesione ad un cammino di fede per la
santificazione degli associati, con la formazione di Gruppi e Comunit da diffondere nel tessuto
ecclesiale e sociale;
c)
allinterno della societ civile e nel mondo, attraverso limpegno di tutta lAssociazione per
la promozione della Nuova Evangelizzazione e della Cultura di Pentecoste, per un profondo
rinnovamento cristiano delle attivit che animano la vita sociale e civile.
1.2 Preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo
1.2.1 Lesperienza spirituale derivante dalla preghiera per una rinnovata effusione dello
Spirito Santo favorisce in chi laccoglie una radicale conversione e pone tutta la vita sotto la guida
dello Spirito Santo e la signoria di Cristo.
La novit che scaturisce da questa esperienza avvia alladesione ad un progetto di vita nuova
che si significa attraverso:
a)
la comunione fraterna nella Associazione e nella Chiesa tutta;
b)
un cammino graduale di conformazione a Cristo;
c)
la ricerca della santit attraverso lobbedienza alla parola di Dio;
d)
la partecipazione ai sacramenti (specialmente Eucarestia e Riconciliazione);
e)
la preghiera personale e liturgica;
f)
limpegno per levangelizzazione;
g)
luso dei carismi per il bene comune;
h)
la creazione di ministeri di fatto a servizio della vita associativa ed ecclesiale.
1.2.2 Per coloro che hanno vissuto lesperienza della preghiera di effusione lAssociazione
propone di sviluppare consapevolmente le capacit spirituali derivanti dal battesimo, con un
cammino di fede che si attua mediante la partecipazione alla vita di un Gruppo o di una Comunit,
in cui si pu trovare cura pastorale, lopportuna formazione spirituale e il sostegno per un
equilibrato esercizio dei carismi e dellimpegno ministeriale.
1.2.3 La proposta per vivere lesperienza spirituale per una rinnovata effusione dello Spirito
Santo opportunamente preceduta da una serie di incontri preparatori nei quali vengono annunciati
in modo kerigmatico e testimoniale i contenuti della fede.
Tale percorso denominato Seminario di vita nuova nello Spirito. Ha come obiettivo la
riscoperta della grazia battesimale, linteriorizzazione delle principali verit della fede e
lintroduzione ad un cammino di vita nuova nello Spirito Santo.
1.2.4 Lesperienza ha sancito che il percorso del Seminario di vita nuova nello Spirito in
preparazione alla preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo necessario per tutti
coloro che decidono di aderire allAssociazione.
1.2.5 La preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo, esperienza centrale della
spiritualit del Rinnovamento nello Spirito Santo, deve essere personale e viene svolta
ordinariamente con un tempo di intercessione animato da un gruppo di fratelli/sorelle anziani del
cammino del Rinnovamento.
1.2.6 LAssociazione promuove la diffusione dellesperienza anche al di fuori dei propri
Gruppi e delle proprie Comunit offrendo il Seminario di vita nuova nello Spirito come strumento
per la Nuova Evangelizzazione.

A quanti hanno partecipato a questo tipo di Seminario di vita nuova ed intendano aderire
allAssociazione Rinnovamento nello Spirito si richiede di completare il cammino formativo
allinterno di un Gruppo o Comunit riconosciuta.
1.3 Itinerario formativo
1.3.1 Litinerario formativo della Associazione fondato sulla Parola di Dio. Il percorso
maturato dallesperienza di questi anni ha visto consolidarsi in modo fondamentale le seguenti
dinamiche:
1) seminario di preparazione alleffusione dello Spirito;
2) cammino di fede allinterno di un gruppo/comunit;
3) formazione permanente ispirata al progetto unitario di formazione;
4) impegno e formazione nei vari ministeri di fatto.
LAssociazione predispone a vantaggio di tali attivit e in generale della vita del
Rinnovamento nello Spirito Santo, un Progetto Unitario di Formazione destinato primariamente ai
Gruppi e alle Comunit.
Tale Progetto, pur non essendo esaustivo dei cammini formativi allinterno del
Rinnovamento, ne costituisce riferimento basilare.
Il Progetto articolato su tre livelli, in particolare:
a)
Livello di Base: destinato a fornire i principi formativi dellidentit carismatica
dellAssociazione, in ordine ai Seminari di vita nuova, alla Preghiera Comunitaria
Carismatica e alla Vita Comunitaria.
b)
Livello di Crescita: destinato a fornire i principi formativi agli animatori e ai
responsabili di ogni livello in ordine alla dimensione del Discepolato, della Vita Pastorale e
della Vita Carismatica;
c)
Livello di Approfondimento: destinato a fornire i principi formativi in ordine ad
alcuni ambiti di impegno e di evangelizzazione quali la Famiglia, i Giovani e i Sacerdoti.
LAssociazione propone inoltre giornate di ritiro, corsi, settimane formative, pubblicazioni e
riviste, audio, video e multimediali che supportino e integrino lindispensabile strumento formativo.
La specifica attenzione ai giovani, alla famiglia e ai sacerdoti si sviluppa in ambiti di
evangelizzazione che avranno cura di promuovere la diffusione della grazia del Rinnovamento in
tali condizioni di vita e vocazionali, perch possano trasmettere la spiritualit carismatica con
momenti esperienziali e formativi specifici, secondo lo stile proprio del Rinnovamento e con
particolare riguardo alla vita della Chiesa locale.
1.4 Formazione Liturgica
La liturgia fonte e culmine della vita della Chiesa (SC, 10). LAssociazione pertanto
educa gli aderenti ad una corretta formazione liturgica che aiuti a partecipare consapevolmente
attivamente e fruttuosamente (SC, 11) alle celebrazioni. A questo scopo invita a dare il giusto
spazio alla creativit e alla partecipazione, nel rispetto delle norme liturgiche vigenti. Tale
educazione avviene anche attraverso lorganizzazione di corsi e settimane dedicate al tema,
attraverso linterazione con la formazione destinata ai ministeri di animazione carismatica quali il
ministero di animazione della preghiera e della musica e del canto e il ministero di intercessione per
i sofferenti.
II APPARTENENZA
2.1 Condizioni
Appartengono allAssociazione i singoli fedeli che, dopo il previsto cammino di preparazione,
hanno ricevuto la preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo (Statuto art.4 1) e che
partecipano attivamente alla Associazione.

2.2 La dichiarazione di voler operare attivamente nellAssociazione sia verificata annualmente


nella realt locale (Gruppo/Comunit), in un tempo di preghiera fraterno e comunitario.
Ogni membro dellAssociazione, secondo i propri doni, partecipa attivamente al
Rinnovamento nello Spirito Santo e partecipa ordinariamente alla vita del Gruppo o Comunit di
appartenenza condividendone il cammino e garantendone anche lindispensabile sostegno
economico (cf art.25 statuto).
2.3 Gli aderenti possono abbandonare liberamente lassociazione in qualsiasi momento (cf
art.5 Statuto). Il Pastorale di Servizio cura di verificare periodicamente la partecipazione degli
aderenti alla realt locale. In caso di abbandono non dichiarato da parte degli aderenti svolge una
verifica da cui si evinca il reale abbandono della Associazione.
2.4 I gruppi beneficiano della presenza dei sacerdoti, soprattutto in ordine alla vita spirituale e
sacramentale indipendentemente dal grado di coinvolgimento dei sacerdoti stessi.
I sacerdoti, a norma dellart.4 comma 2 dello Statuto, possono essere membri
dellAssociazione secondo le condizioni e le prassi di ammissione previste per tutti gli aderenti:
come sacerdote che ha ricevuto la preghiera di effusione e che partecipa agli incontri senza
particolari responsabilit o compiti;
come sacerdote che ha ricevuto la preghiera di effusione e che viene chiamato ad esercitare il ruolo di
Consigliere Spirituale (art.3.8 del Regolamento) e partecipa al pastorale di servizio;
come sacerdote che ha ricevuto la preghiera di effusione e viene eletto nel pastorale di servizio o
viene eletto coordinatore di Gruppo/Comunit.
Ladesione di un sacerdote allAssociazione si fonda sulla consapevolezza di quanto espresso
da San Giovanni Paolo II allindirizzo dei sacerdoti che intendano partecipare attivamente alla vita
del Rinnovamento, qui riportato in modo integrale:
Il sacerdote, da parte sua, non pu esercitare il suo servizio a favore del Rinnovamento a meno che
e finch non adotti un atteggiamento comprensivo verso di esso, basato sul desiderio che egli
condivide con ogni cristiano grazie al Battesimo di crescere nei doni dello Spirito Santo.
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI AL IV CONGRESSO
DEI DIRIGENTI DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO Gioved 7 maggio 1981
2.5 Elenchi
I Pastorali di servizio, raccolte le adesioni a norma dellart.4 dello Statuto e dellart.2 del
Regolamento, curano annualmente di predisporre lelenco dei fratelli e delle sorelle che partecipano
attivamente alla realt locale e lo inviano alla Segreteria nazionale della Associazione per la
predisposizione del libro Soci generale.
2.6 Vita Associativa
2.6.1 LAssociazione si compone di singole persone le quali, in forza della medesima
spiritualit e della loro comune appartenenza, si aggregano in realt locali denominate Gruppi o
Comunit (art.6 dello Statuto).
2.6.2 La realt locale sempre:
1. il luogo della esperienza delleffusione dello Spirito e dellesperienza ordinaria dei carismi;
2. il luogo della conversione permanente in un cammino di vita nuova;
3. il luogo del discepolato e della formazione;
4.
il luogo della vita fraterna.
2.6.3 Gruppo
Un Gruppo risponde primariamente ad una chiamata di Dio che si esplicita attraverso la libera
iniziativa di alcuni credenti, i quali manifestano la loro volont di dar corso ad un nuovo gruppo, ai
responsabili competenti i quali si preoccuperanno di favorire in ogni modo laggregazione dei

singoli fedeli ed il loro accompagnamento, secondo le caratteristiche proprie dellesperienza del


Rinnovamento nello Spirito.
Talvolta, la nascita di un gruppo espressione di una missione legata alliniziativa di un
gruppo o una comunit riconosciute, sulla base di una manifestazione di interesse espressa da un
Vescovo, un parroco o singoli fedeli.
Per la sua natura un gruppo del Rinnovamento nello Spirito, qualora fosse inserito allinterno
di una parrocchia, non da considerarsi strettamente parrocchiale perch aperto alla partecipazione
di fedeli che non ricadono nella parrocchia.
2.6.4 In base allart.14 comma 2 dello Statuto, un gruppo considerato formalmente costituito
dopo un adeguato periodo di formazione e di accompagnamento da parte di un organo pastorale di
livello superiore. In tale periodo il gruppo avr lo status di Gruppo in Formazione.
Il Comitato Regionale di Servizio di Servizio procede dopo un periodo di tempo non superiore
ai tre anni, e su richiesta del livello diocesano, alla formale costituzione del gruppo e allelezione
del Pastorale di servizio e del Coordinatore.
2.6.5 Requisiti per il riconoscimento del Gruppo in formazione
I Comitati Regionali di servizio per il riconoscimento dei Gruppi, curano, in comunione con il
livello diocesano, di promuovere e di verificare che il Gruppo in formazione abbia maturato i
seguenti requisiti:
a)
chiara identit carismatica e reale appartenenza alla vita associativa diocesana, regionale e
nazionale;
b)
presenza di un numero congruo di aderenti al Gruppo che abbia ricevuto la preghiera per
una rinnovata effusione dello Spirito Santo;
c)
presenza di elementi per eleggere un Pastorale di servizio;
d)
avvio di un cammino di crescita e di formazione;
e)
testimonianza di appartenenza effettiva attraverso le forme di partecipazione e contribuzione
alla vita della Associazione come previsto dal presente Regolamento.
2.6.6 Gruppo assistito
Il Comitato Regionale di Servizio di Servizio verifica periodicamente la presenza dei requisiti
di appartenenza delle realt locali ai sensi del precedente art.2.6.4. In caso di mancanza di tali
requisiti, sar cura del Comitato Regionale di Servizio di Servizio, sentito il livello diocesano, porre
la realt locale nello status di Gruppo assistito.
Il Comitato Regionale di Servizio di Servizio operer per ristabilire i requisiti previsti per i
Gruppi regolarmente costituiti, affinch il Gruppo ritrovi una piena identit carismatica, la piena
comunione e la piena appartenenza allAssociazione, entro il termine massimo di due anni. In
mancanza il Gruppo non pu essere annoverato nellannuario e considerato regolarmente
appartenente al Rinnovamento nello Spirito Santo.
2.6.7 LAssociazione favorisce relazioni di comunione e di collegamento con quelle realt
locali che, avendo perduto lo status di Gruppo riconosciuto, intendano condividerne gli eventi, le
esperienze e il cammino. Tale comunione, nella prospettiva della diffusione della spiritualit
carismatica, trova da parte degli Organi pastorali ad ogni livello, concrete forme di collaborazione e
di costante comunicazione.
2.6.8 Comunit
I gruppi che vivono assiduamente e con cadenza regolare secondo il modello della
comunit descritta in Atti 2,42:
Preghiera
Formazione permanente
Vita sacramentale
Vita fraterna

debbono intendersi comunit del RnS, in base allart.6 comma 3 dello Statuto, e possono
richiedere di essere iscritti nellAnnuario dellAssociazione con tale denominazione, previa una
fraterna verifica da parte degli Organismi regionali.
2.6.9 Comunit di Alleanza
La Comunit di Alleanza deve possedere anche i seguenti requisiti:
a) comunitariamente: la chiamata ad esprimere una particolare vocazione e missione
nellambito ecclesiale e/o sociale;
b) tra i singoli aderenti: vincoli pi stretti di corresponsabilit, di condivisione e di mutuo
sostegno.
La verifica dellesistenza di tali requisiti effettuata, ai sensi dellart.17 dello Statuto, dal
Consiglio Nazionale, su proposta del Comitato Nazionale di Servizio di Servizio, sentito il livello
regionale e la commissione giuridica.
Ai fini della verifica dei requisiti, gli impegni specifici alla vita fraterna e al servizio saranno
sanciti in una regola scritta, compatibile con lo Statuto dellAssociazione. Tali regole scritte
possono anche prevedere che gli impegni specifici siano assunti sotto forma di promesse e/o
formule di alleanza espressamente indicate.
Ordinariamente, una Comunit appartenente allAssociazione Rinnovamento nello Spirito
Santo esplica la sua missione allinterno della Diocesi di appartenenza.
Qualora dalla Comunit si costituiscano delle Fraternit insistenti su territori di altre Diocesi
e/o Regioni, la costituzione dovr avvenire in comunione con il Comitato Regionale di Servizio di
Servizio. Tale fraternit chiamata a partecipare alla vita dellAssociazione con gli stessi diritti e
doveri di un Gruppo del RnS ed entrer a far parte del Consiglio Diocesano, nel territorio nel quale
insiste.
Si estenda tale procedura, con le relative modifiche statutarie, anche alle Comunit gi in
essere nel Rinnovamento.
Qualora un Gruppo, o parte di esso, si costituisca in Comunit del Rinnovamento nello Spirito
Santo, ai sensi del combinato disposto degli artt.6 comma 3 e 17 comma 2 dello Statuto, godr
dellapprovazione insita nelle norme statutarie e, pertanto, non dovr richiedere ulteriori
approvazioni canoniche.
Qualora un Vescovo decida, in virt della particolare vocazione e missione della Comunit
nella propria Diocesi, di dotare tale realt locale di una Regola di vita valida ai fini canonici,
lappartenenza della Comunit allAssociazione Rinnovamento nello Spirito Santo sar
espressamente inserita nel testo approvato dal Vescovo.
La Regola stessa, in questo caso, dovr ricevere da parte degli organi della Associazione un
Nulla Osta preventivo di compatibilit con lo Statuto dellAssociazione RnS.
2.6.10 Nel caso in cui una Comunit nasca su volont di aderenti gi appartenenti ad uno
specifico gruppo del RnS, la costituzione della stessa avvenga in comunione e con il concorso nel
discernimento del Pastorale di Servizio del Gruppo di appartenenza e del livello regionale.
Nel caso che intenda aderire ad una comunit di alleanza un fratello e/o una sorella gi
appartenente ad uno specifico gruppo del Rinnovamento, si coinvolga in modo attivo, con una
condivisione fraterna, il Pastorale di servizio del gruppo di appartenenza nella fase di
accompagnamento e verifica della chiamata ad iniziare il percorso di discepolato e di crescita
nella comunit di alleanza.
Ladesione definitiva ad una specifica comunit di alleanza, ai sensi dello statuto vigente,
comporta la scelta fraterna di partecipare attivamente al cammino in una specifica realt locale, non
potendosi determinare doppio tipo di appartenenza alla stessa associazione che comporterebbe
inevitabili conseguenze in ordine allelenco aderenti del gruppo e alla chiamata ad un eventuale
servizio pastorale. Su tali aspetti chiamato a pronunciarsi il livello regionale per autorizzare
eventuali deroghe.

2.6.11 Comunit con statuto giuridicamente approvato da un Vescovo con diffusione extra
diocesana
Fermo restando che ordinariamente una Comunit esplica la propria missione allinterno della
Diocesi che lha giuridicamente riconosciuta, si rileva in molti casi lesistenza di Comunit di
alleanza del Rinnovamento nello Spirito Santo di pi antica fondazione e dotate di specifico
statuto/regola di vita da parte di un Vescovo di una Chiesa particolare che si sono sviluppate e
diffuse al di fuori della Diocesi di appartenenza. Ci avvenuto con la costituzione di Fraternit, ai
sensi del precedente articolo 2.6.9, in un numero tale da necessitare di un'apposita struttura di
coordinamento, quali ad esempio un Consiglio Generale e/o Moderatore/Moderatori Generale della
Comunit con responsabilit pastorale extra diocesana in ordine al cammino spirituale ed unitario
della Comunit stessa.
Laddove esistenti, tali strutture di coordinamento generale delle Comunit, ai sensi dello
Statuto vigente dell'Associazione con riferimento alla funzione pastorale di rappresentanza, non
sono associabili alle forme di responsabilit previste per i Gruppi e per le Comunit
dell'Associazione Rinnovamento nello Spirito Santo dal momento che, allinterno dellAssociazione
RnS, ogni membro concorre alla definizione degli Organismi pastorali, prescindendo dal luogo di
appartenenza, sia esso Gruppo o Comunit. Costituiscono, altres, un irrinunciabile punto di
riferimento per gli Organismi pastorali di ogni livello per il consolidamento dei vincoli di
appartenenza, comunione e collaborazione delle singole Fraternit delle Comunit all'Associazione
RnS.
Pertanto, nelle relazioni di comunione tra le varie strutture di servizio allinterno
dellAssociazione RnS, si tengano nella dovuta considerazione i seguenti principi:
a) da parte delle Comunit:
- favorire in ogni modo la partecipazione attiva delle singole Fraternit alla vita associativa a
tutti i livelli;
- procurare che le programmazioni e le attivit non si sovrappongano al cammino unitario dei
Gruppi e delle Comunit della propria Diocesi di appartenenza;
- evitare, nello svolgimento delle proprie attivit di evangelizzazione, la costituzione di
semplici gruppi di effusionati affini alla Comunit e da essa dipendenti;
- evidenziare, nelle relazioni con la Chiesa locale, lappartenenza e la comunione con il
livello Diocesano dellAssociazione RnS, senza che la "fraternit si ponga come un'espressione
distinta dal Rinnovamento nello Spirito;
b) da parte degli Organismi pastorali dell'Associazione RnS:
- favorire a qualsiasi livello e in ogni modo la presenza delle Comunit e, laddove esistenti,
delle loro Fraternit, valorizzando lo specifico carisma e la vocazione della Comunit, favorendone
l'integrazione e la presenza nei Consigli diocesani dellAssociazione RnS;
- relazionarsi ordinariamente con i massimi responsabili delle Comunit, principalmente per
favorire la comunione e la conoscenza dello specifico cammino comunitario e non soltanto per
dirimere eventuali problemi di appartenenza e di comunione;
- indicare nell'Annuario dellAssociazione il Moderatore o il Presidente delle Comunit con
diffusione extra diocesana, previa valutazione di congruit da parte del Comitato Nazionale di
Servizio di Servizio (in ordine alla realt numerica e diffusione);
- convocare il Moderatore o il Presidente delle Comunit inserite nellAnnuario, alla
Assemblea Nazionale annuale;

promuovere periodicamente incontri con i responsabili delle Comunit e il Consiglio


Nazionale o i Consigli Regionali per condividere gli orientamenti dell'Associazione e favorire il
cammino di amicizia, comunione e collaborazione allinterno dellAssociazione RnS.
2.7 Dissociazione

2.7.1 Nel caso in cui un singolo associato dovesse compiere gravi irregolarit, la decisione di
dichiarare la dissociazione spetta allorgano competente di livello superiore. Nel caso in cui si tratti
di un membro con responsabilit pastorali la decisione di dichiarare la dissociazione spetta al
Comitato Nazionale di Servizio di Servizio.
2.7.2 Contro la dichiarazione di dissociazione linteressato pu proporre ricorso entro sessanta
giorni dalla notifica del provvedimento allorgano superiore e, nel frattempo, il provvedimento rimane
sospeso.
2.7.3 Lorgano superiore, sentite le parti, decide in modo definitivo. Chiunque venga
dissociato, deve essere rimosso dallelenco ufficiale dei membri dellAssociazione.
2.8 Servizi, ministeri e commissioni
2.8.1 Ordinariamente le molteplici attivit del Rinnovamento nello Spirito Santo ad ogni
livello, vengono favorite dagli organi di servizio pastorale con la promozione di servizi e ministeri.
Gli organi pastorali favoriscono le istituzioni di servizi e/o ministeri di fatto, quali a titolo
esemplificativo: accoglienza, animazione della preghiera e della musica e del canto, intercessione
per i sofferenti, formazione, evangelizzazione e missione, Cultura della Pentecoste, etc. Per la
partecipazione alla vita dei singoli servizi e/o ministeri si tiene conto delle doti umane, del cammino
spirituale e del carisma dei singoli aderenti chiamati a farne parte.
2.8.2 Per ciascun servizio e/o ministero di fatto lorgano pastorale nomina un delegato
regionale, al quale dar gli indirizzi e gli orientamenti in relazione alla propria attivit ministeriale.
La delega sullattivit specifica sottoposta annualmente a verifica. I livelli pastorali hanno cura di
verificare anche la costante appartenenza alla vita attiva del movimento da parte dei delegati e delle
loro equipe.
I delegati dei servizi e/o ministeri agiscono su indicazioni del Comitato Regionale di Servizio
e dovranno collegarsi in relazione con la corrispondente ministerialit nazionale. I delegati non
hanno autonomia n pastorale, n organizzativa.
2.8.3 Eventuali commissioni siano istituite con criteri simili a quelli indicati per i ministeri di
cui al comma precedente. Esse potranno essere permanenti oppure costituite per un progetto
limitato nel tempo e rispondono del loro operato allorgano di servizio che le ha istituite.
III ORGANI DI SERVIZIO PASTORALE
3.1 Servizio pastorale
3.1.1 Gli Organi di servizio pastorale dellAssociazione sono indicati nello Statuto (titolo 3
art.7 Principi generali).
3.1.2 Le linee fondamentali del servizio pastorale devono essere svolte ai singoli livelli
locale, regionale e nazionale, cos come definito nello Statuto mantenendosi ciascuno nel proprio
ambito e rispettando il principio di sussidiariet, ossia affinch favorendo ciascun livello
pastorale possa operare nel rispetto delle proprie competenze e facolt, fatto sempre salvo il
riconoscimento del bene comune e lintervento degli organi superiori in termini supplitivi, di guida,
di vigilanza, di accompagnamento, di verifica, di esortazione e di correzione fraterna.
Tali linee fondamentali di impegno pastorale trovano, allinizio di ogni quadriennio, gli
orientamenti generali di riferimento per la vita di tutta lAssociazione in un apposito documento
approvato dal Consiglio nazionale.
Lattivit pastorale, a qualsiasi livello, deve essere ispirata concretamente al:
a)
criterio della vigilanza: custodire la vocazione e missione della Associazione;
b)
criterio dellaccompagnamento degli aderenti nel cammino di fede proposto ad ogni
livello;
c)
criterio della verifica personale, comunitaria e pastorale;
d)
criterio della correzione fraterna;

e) criterio della comunione per levangelizzazione e per la diffusione della Cultura di


Pentecoste.
3.1.3 Lassunzione della responsabilit pastorale comporta, inoltre, per i componenti
lOrgano di servizio:
a) la partecipazione attiva alla vita dellassociazione;
b) la partecipazione attiva agli eventi regionali e nazionali;
c) la formazione permanente per il proprio livello di responsabilit, anche attraverso la
valorizzazione dei testi e dei sussidi specifici promossi dallAssociazione;
d) la partecipazione attiva al sostegno economico della Associazione attraverso le forme stabilite dal
Consiglio Nazionale (Patto dAmore e forme similari);
e) la sottoscrizione delle Riviste dellAssociazione.
3.1.4 Il Pastorale di servizio
Il Pastorale di Servizio, regolarmente eletto ai sensi dellart.8 comma 1 dello Statuto, le cui
competenze sono indicate dal comma 2 dello stesso articolo, chiamato ad incontrarsi con cadenza
periodica, almeno quindicinale.
3.1.5 Ai sensi dellart.8 comma 2 dello Statuto, il Pastorale di servizio nel perseguire le
finalit dellAssociazione, ha cura di:
a)
assicurare che il giorno di incontro della preghiera comunitaria carismatica settimanale
avvenga regolarmente, secondo la prassi consolidata allinterno dellAssociazione;
b)
assicurare che il seminario di vita nuova per una rinnovata effusione dello Spirito Santo per
ammettere nuovi aderenti sia promosso con regolarit, preferibilmente annuale;
c)
assicurare che il cammino di formazione a vantaggio di tutti gli aderenti alla realt locale, si
ispiri ai contenuti proposti nel Progetto Unitario di Formazione;
d)
discernere lattuazione del cammino comunitario in armonia con il cammino di tutta
lAssociazione;
e)
favorire la vita fraterna e la capacit della realt locale di contribuire fattivamente ed
economicamente alla vita della Associazione attraverso le forme di contribuzione stabilite dal
Consiglio Nazionale, cos come indicato nellart.25 comma 5 dello Statuto.
3.1.6 Ai sensi dellart.8 comma 2 dello Statuto, il Pastorale di servizio favorisce la
diffusione della spiritualit carismatica e luso dei carismi da parte degli aderenti alla realt locale,
impegnando attivamente i singoli aderenti, a partire dai doni di grazia personali, anche avendo cura
di promuovere i servizi e i ministeri quali, a titoli esemplificativo:
a)
animazione della preghiera e animazione musicale;
b)
intercessione per i sofferenti.
c)
accoglienza e accompagnamento;
d)
carit fraterna.
3.1.7 Il Gruppo/Comunit avr cura di sostenere lattivit dei propri responsabili con la
preghiera, la disponibilit al servizio e la condivisione dei beni spirituali e materiali, dove ne
sorgesse obiettiva la necessit.
3.2 Coordinatori
3.2.1 Nel Rinnovamento nello Spirito Santo la funzione di pastoralit e di governo viene
esercitata in modo collegiale da un gruppo di persone presiedute da un coordinatore che, nella sua
funzione, rappresenta lOrgano sia allinterno che allesterno dellAssociazione.
3.2.2 Nellesercizio della responsabilit pastorale, i coordinatori devono creare un clima di
corresponsabilit e comunione, sia allinterno dellambito di propria competenza, sia allesterno
verso le altre realt ecclesiali e sociali.

3.2.3 In caso di impossibilit o di necessit, il coordinatore pu delegare, fra i membri


dellOrgano di servizio che presiede, un sostituto per lesercizio di determinate funzioni.
In caso di temporaneo impedimento nellesercizio delle sue funzioni, il Pastorale di Servizio
pu conferire a uno dei suoi membri una delega generale temporanea.
3.3 Livello diocesano
3.3.1 Il livello diocesano si costituisce ai sensi dellart.10 comma 1 dello statuto che ne
individua anche le attivit.
3.3.2 Il livello diocesano si articola, ai sensi dellart.11 comma 1 dello statuto, nelle seguenti
modalit:
a) nelle diocesi con un numero di gruppi riconosciuti inferiore a 5 con la presenza del
Consiglio diocesano formato dalle realt locali e un coordinatore diocesano eletto ai sensi dello
statuto e regolamento;
b) nelle diocesi con un numero di gruppi pari o superiore a 5 con la nomina del Comitato
diocesano, composto da 3 membri, compreso il Coordinatore diocesano che lo presiede.
Nelle ipotesi di cui allart.10 lettera d) dello Statuto, nelle Diocesi in cui non possibile
eleggere il Comitato Diocesano, il Consiglio Diocesano ne assume tutte le competenze.
3.3.3 Ai sensi dellart.11 comma 2 lettera a) dello Statuto, nel favorire lavvio e la
costituzione delle realt locali gli Organi pastorali diocesani si avvarranno della testimonianza e
dellimpegno di fratelli responsabili, anziani o animatori di altri gruppi o comunit del
Rinnovamento, senza preordinare o esaurire nellimpegno proprio dellOrgano, le attivit necessarie
rispetto alle quali tuttavia eserciter vigilanza e accompagnamento.
3.4 Consiglio Regionale
La composizione e i compiti del Consiglio Regionale sono normati dallart.13, comma 1 e 2,
dello Statuto.
Il Consiglio Regionale presieduto e convocato dal Coordinatore regionale ai sensi dellart.15
dello Statuto.
Al Comitato Regionale di Servizio di servizio data la facolt di invitare agli incontri del
Consiglio Regionale, per motivate esigenze pastorali, in qualit di uditori (senza diritto di voto),
persone aderenti al Rinnovamento che per la loro anzianit o per il proprio servizio possono
apportare un valido contributo al discernimento dellorgano.
Il Consiglio Regionale abbia cura di approvare la programmazione regionale dopo la
pubblicazione del programma annuale nazionale. La programmazione cos approvata inviata al
Comitato Nazionale di Servizio, in segno di comunione e condivisione e, al contempo, per una
verifica di congruit con gli orientamenti stabiliti in Consiglio nazionale.
Il Consiglio Regionale si avvale nellorganizzazione degli eventi e delle attivit di un
Comitato Eventi, valido ai fini civili e fiscali. Il Comitato Eventi avr cura di predisporre,
annualmente, un conto economico delle proprie attivit, da sottoporre al parere preventivo del
Consiglio Regionale.
Il rendiconto economico approvato dal Comitato Eventi inviato alla Segreteria nazionale.
3.5 Comitato Regionale di Servizio di servizio
Il Comitato Regionale di Servizio formato da cinque membri. La responsabilit delle attivit
del Comitato Regionale di Servizio derivante dallart.14 comma 3 dello Statuto di tutto lorgano
collegiale. I Comitati Regionali di Servizio curano e promuovono le seguenti aree pastorali:
- carismatica;
- formazione;
- evangelizzazione;
- organizzazione.

Si favorisca che allinterno del Comitato Regionale di Servizio di servizio eletto, nella
cura e nella promozione delle suddette aree si tenga conto di carismi e competenze specifiche.
I Comitati Regionali, assumendo le linee del Consiglio Nazionale in merito alla vita
ministeriale, formativa e di evangelizzazione, avranno cura di:
a)
avviare le attivit regionali;
b)
favorire la partecipazione agli eventi e alle attivit formative proprie dellassociazione;
c)
favorire il sostegno economico necessario alla vita associativa, nazionale e regionale;
d)
gestire con la diligenza del buon padre di famiglia le risorse economiche;
e)
individuare i ministeri di cui si avverte reale necessit;
f)
nominare i delegati regionali;
g)
affiancare ai delegati una quipe di sostegno e di condivisione del lavoro.
3.6 Il Coordinatore regionale
In attuazione dellart.15 comma 2 lettera a) dello Statuto, il Coordinatore regionale presiede il
Comitato Eventi istituito a supporto delle attivit organizzative del livello regionale, secondo
quanto previsto nellatto costitutivo dello stesso.
3.7 Comunione fra gli organi pastorali
Per un proficuo rapporto e una maggiore comunione fra gli Organi pastorali di livello
territoriale differente, pur nel rispetto delle diverse competenze e responsabilit pastorali, si
favorisca la comunicazione delle decisioni e la condivisione dei programmi.
4.1 Assemblea nazionale
LAssemblea nazionale, disciplinata dallart.16 dello Statuto sociale, viene convocata
annualmente, preferibilmente allinizio dellanno sociale, per svolgere le attivit consultive e
propositive proprie.
4.2 Il Consiglio nazionale
Il Consiglio Nazionale, agli inizi di ogni quadriennio, dopo le elezioni degli organi nazionali e
regionali, risulta composto come indicato nellart.17 dello Statuto della Associazione.
Le decisioni del CN, ispirate secondo i principi del discernimento comunitario, spirituale ed
evangelico, costituiscono le linee guida di riferimento di tutta la vita associativa. Esse sono il
fondamento delle attivit spirituali, formative, missionarie, pastorali, organizzative ed economiche a
tutti i livelli.
Il Consiglio Nazionale, oltre ad assicurare le linee guida in ordine alla vita associativa,
determina anche i principi generali delle modalit contributive dei singoli aderenti; ha cura di
monitorare periodicamente la situazione economica, in relazione alle attivit deliberate; approva
annualmente i rendiconti consuntivi e i previsionali elaborati e proposti dal Comitato Nazionale di
Servizio.
Il Consiglio Nazionale, in relazione alla propria attivit, pu nominare commissioni referenti
che istruiscano proposte che il Comitato Nazionale di Servizio valuter e sottoporr allo stesso
Consiglio Nazionale perch decida sugli argomenti trattati.
Il Consiglio Nazionale lOrgano cui statutariamente spetta linterpretazione delle norme dello
Statuto e del presente regolamento.
4.3 Il Comitato Nazionale di Servizio
Il Comitato Nazionale di Servizio un organo attuativo di natura collegiale e i vari membri
assumono responsabilit in solido.
I membri eletti nel Comitato Nazionale di Servizio hanno un profilo pastorale definito e il loro
impegno, pur caratterizzandosi su una specifica area della vita dellAssociazione, non pu
considerarsi una mera delega di servizio ministeriale.

Il Comitato Nazionale di Servizio il luogo di accoglienza, di elaborazione e di promozione


di tutte le proposte e le istanze legate alla vita del Rinnovamento nello Spirito.
organo propositivo e di impulso rispetto al Consiglio Nazionale, di cui attua le scelte
generali deliberate, sulla base delle circostanze e situazioni specifiche, usando la diligenza del buon
padre di famiglia.
I tre membri del Comitato Nazionale di Servizio assumono la specifica responsabilit nelle tre
aree di impegno pastorale previamente definite, al termine di ogni mandato, dal Consiglio
Nazionale. Essi collaborano con il Presidente e il Consigliere Spirituale nazionale alla elaborazione
del cammino del RnS e con il Coordinatore Nazionale e il Direttore nella attuazione ai diversi livelli
pastorale e organizzativo.
4.4 Il Presidente nazionale
Spetta al Presidente promuovere la visione complessiva del cammino del Rinnovamento nello
Spirito Santo, dare impulso e favorirne lattuazione in tutte le sedi.
A)
Ha, primariamente, un ruolo di impulso e di verifica dellidentit carismatica ed
ecclesiale della Associazione.
B)
Favorisce nei contesti ecclesiali, sociali e civili, i progetti pi rappresentativi della
Associazione e della sua missione.
C)
Assicura che le attivit e finalit della Fondazione Alleanza del RnS siano
rispondenti alla missione a supporto della vita dellAssociazione, delle attivit formative,
allo sviluppo delle attivit sociali e a garanzia della sua integrit patrimoniale.
Il Presidente assicura il rispetto delle procedure e regole derivanti dallo statuto e regolamento,
secondo il principio della sussidiariet vigente tra gli Organi pastorali.
4.5 Consigliere spirituale nazionale
Esprime pareri e valutazioni a supporto del Consiglio Nazionale, del Comitato Nazionale di
Servizio e del Presidente in ordine alla vita spirituale ed ecclesiale della Associazione, facendosi
garante dellortodossia e dellortoprassi presso lAutorit ecclesiastica.
Al fine di assicurare ladeguato sostegno alla vita spirituale dellAssociazione, supporta il
Comitato Nazionale di Servizio nella formulazione delle linee spirituali della formazione degli
aderenti.
Incontra periodicamente, con cadenza almeno annuale, i consiglieri spirituali regionali;
promuove incontri di fraternit sacerdotali nelle regioni e nelle diocesi, in comunione e con la
collaborazione dei consiglieri spirituali regionali e diocesani.
Pur non esprimendo diritto di voto nelle materie economiche ed amministrative, presente e
contribuisce alla discussione e al discernimento su tali aspetti della vita associativa.
5 Il Coordinatore nazionale
Il Coordinatore nazionale, in comunione con il Presidente, individua i punti all0rdine del
giorno dellAssemblea Nazionale. Favorisce unapprofondita valutazione degli stessi anche con la
produzione di strumenti di lavoro e documenti che possano agevolare i contributi e la
partecipazione dei singoli membri.
Verifica gli aspetti dellAssociazione in ordine alla dimensione dellappartenenza e alla vita
pastorale a tutti i livelli, curando che gli indirizzi pastorali decisi dal Consiglio Nazionale trovino
nei livelli locale, diocesano e regionale piena attuazione. Ha il compito di verificare lannuario.
Incontra periodicamente i Comitati Regionali di Servizio nelle proprie regioni e verifica le
attivit dei ministeri nazionali di animazione carismatica. Predispone per il Comitato Nazionale di
Servizio una sintesi del cammino delle singole regioni e delle attivit dei Comitati Regionali di
Servizio da porre a fondamento degli incontri di Fraternit con i Comitati Regionali stessi.
6 il Direttore

Il Direttore d attuazione alle delibere del Comitato Nazionale di Servizio verificando che le
procedure, economiche, giuridiche e amministrative, siano rispondenti ai principi di trasparenza,
legalit e diligenza richiesti, nonch ai requisiti spirituali, evangelici e pastorali dellAssociazione.
Su delega del Presidente, assume responsabilit di firma in ordine alle attivit economiche,
secondo le modalit del regolamento amministrativo interno emanato tempo per tempo dal
Comitato Nazionale di Servizio.
Cura che lorganizzazione del lavoro e delle strutture associative siano funzionali e rispondano
ai bisogni della vita della Associazione e alle indicazioni del Consiglio Nazionale.
Assicura un costante monitoraggio delle attivit economiche e dei flussi economici e
finanziari. Effettua, di concerto con il Coordinatore nazionale, la verifica dei criteri di appartenenza
degli Organi pastorali specificamente per quanto riguarda le forme di partecipazione e sostegno
degli aderenti alla vita del Movimento.
Pu proporre la decadenza degli organi pastorali nel caso in cui riscontri oggettiva carenza dei
requisiti richiesti o mancata accettazione dei criteri di appartenenza e vita pastorale.
IV ELEZIONI
7.1 Diritto di voto per il rinnovo degli organi pastorali
7.1.1 Hanno diritto di voto tutti coloro che fanno parte legittimamente dellAssociazione (art.4
dello Statuto; art.2.3 del Regolamento).
7.1.2 Perde il diritto di voto:
- chi incorso in sanzioni canoniche (cf artt. 313-338 Codice di Diritto Canonico);
- chi per pi di dodici mesi, coincidenti con lultimo anno di mandato precedente la data delle
elezioni, non partecipa regolarmente e/o attivamente alla vita del Rinnovamento nello Spirito Santo
per cause non giustificate.
7.1.3
Il diritto di voto non pu essere esercitato tramite deleghe. Per le elezioni del livello
diocesano, regionale e nazionale, in caso di assenza o impedimento di un Coordinatore, il voto potr
essere espresso da un membro scelto a maggioranza nellorgano pastorale da lui presieduto.
7.2 Requisiti per le candidature
7.2.1 Le persone che vengono candidate, oltre a testimoniare in modo concreto ladesione al
Rinnovamento nello Spirito Santo, secondo quanto indicato negli artt.2, 3.1.2 e 3.1.3 del
Regolamento devono rispondere a precisi requisiti - verificati nel discernimento comunitario - di
idoneit:
a) umana: buon senso, equilibrio, maturit e senso di responsabilit, specchiata moralit;
b) spirituale: evidente e comprovato cammino di conversione; vita guidata dallo Spirito Santo;
adeguata conoscenza della Parola di Dio e del Magistero derivante da un cammino di
formazione permanente;
c) carismatica: esperienza maturata nellesercizio dei carismi e capacit di discernimento;
d) di comunione nella realt locale e/o nellorgano pastorale in cui si pu essere eletti;
e) di maturit ecclesiale necessaria per affrontare adeguatamente le responsabilit derivanti
dallassunzione dellincarico;
f) di impegno temporale adeguato all'incarico assunto e prioritario rispetto ad altri impegni di natura
ecclesiale o di tipo associativo o di volontariato.
Non di ostacolo alla candidatura la relazione di parentela o affinit con altro candidato della
stessa lista.
7.2.2
Ogni singolo aderente alla associazione pu dichiarare la disponibilit ad essere
candidato. La dichiarazione di disponibilit ad essere formato, secondo quanto previsto dal
tradizionale documento pastorale di prassi elaborato dal Comitato Nazionale di Servizio e dal
Consiglio Nazionale in vista delle elezioni, non comporta lautomatica accettazione della

candidatura, che sempre subordinata alla verifica della presenza dei requisiti richiesti, alla
effettiva formazione e al discernimento degli organi pastorali ai vari livelli. Non ammessa in
qualsiasi forma la propaganda elettorale o lautocandidatura.
7.2.3 Per essere eletti in un Pastorale di servizio, di norma, si richiede unanzianit di almeno
due anni dalla data di effusione e la partecipazione al cammino di orientamento e formazione
previsto nel documento pastorale appositamente emanato, fatta eccezione per il Pastorale di
servizio dei gruppi di nuova formazione.
Lorgano superiore pu preventivamente autorizzare deroghe su richiesta dellorgano
pastorale uscente.
7.2.4
Per essere eletti negli organi di servizio di livello diocesano e regionale si richiede
unesperienza di almeno un mandato in un organo di servizio pastorale o, se ministeriale, di livello
regionale/nazionale, o di un mandato come Consigliere spirituale. Oltre ai requisiti previsti al punto
7.2.1 costituisce elemento per il discernimento da parte dellorgano superiore, anche per i sacerdoti
aderenti, la partecipazione al cammino di orientamento e formazione previsto nel documento
pastorale appositamente emanato.
7.3 Modalit per le candidature
7.3.1 Per essere inseriti in una lista di candidati per il livello diocesano - laddove esistono i
Comitati diocesani necessario ricevere almeno due segnalazioni da parte del pastorale di
servizio delle realt locali.
Per il livello regionale, per lelezione del Comitato Regionale di Servizio necessario che
ogni Consiglio Diocesano proponga fino a cinque nominativi; nelle regioni in cui lassemblea
elettiva regionale ai sensi dellart.13 comma 2 dello Statuto, i cinque nominativi saranno proposti
dal pastorale di servizio delle realt locali.
7.3.2 Per il livello delle realt locali, diocesano e regionale, ogni organo di servizio uscente
responsabile del discernimento sui candidati di cui prepara la lista che comunica all'organo
competente per la nomina del presidente dell'assemblea elettorale. Leventuale esclusione di
candidati, comunque frutto di un attento discernimento, deve essere comunicata fraternamente e
secondo i principi evangelici e deve essere motivata allorgano pastorale superiore.
Lorgano pastorale superiore ha facolt di effettuare osservazioni, di richiedere ulteriori
approfondimenti ed eventualmente di riammettere i candidati esclusi.
7.3.3 La suddetta comunicazione va fatta secondo tempi necessari e sufficienti perch si
sviluppi, in un clima autenticamente evangelico, una reale verifica pastorale spirituale e
comunitaria.
7.3.4 data facolt anche agli organi pastorali di livello superiore verificare, per ogni
candidato, precedentemente alle elezioni, la presenza dei requisiti necessari, con il metodo del
discernimento collegiale.
Nel caso si ravvisi levidente carenza dei requisiti necessari, tale da poter compromettere
loperato dellorgano pastorale o il buon nome dellAssociazione, lorgano pastorale di livello
superiore pu operare lesclusione della candidatura, motivandola al diretto interessato e allorgano
pastorale di livello inferiore. La verifica delloperato, in ultima istanza, spetter al Comitato
Nazionale di Servizio.
7.3.5 Per il Pastorale di servizio sono candidati tutti i membri che ne abbiano i requisiti, come
dallultimo elenco ufficiale di aderenti alla realt locale, eccetto coloro che si autoescludono, in
forma scritta o la rendano manifesta pubblicamente, o siano stati esclusi dagli organi preposti.
7.3.6 Ogni Comitato diocesano di servizio stabilisce il numero di candidature che possono
essere fatte da ogni realt locale per il rinnovo del Comitato di Servizio stesso, fino ad un massimo
di 3 per lelezione dei Comitati diocesani composti da tre membri e fino ad un massimo di 5 per i
Comitati diocesani composti da cinque membri.

Ogni Comitato Regionale di Servizio stabilisce il numero di candidature, fino ad un massimo di 5,


che possono essere fatte da ogni Comitato diocesano per il rinnovo del Comitato Regionale di
Servizio.
7.3.7 Per lelezione del Comitato diocesano o del Comitato Regionale di Servizio, ogni
Comitato, relativamente al proprio ambito, viste le candidature formulate, pu proporre fino a un
massimo di candidati pari al numero dei membri da eleggere.
7.3.8 Per lelezione del Coordinatore diocesano, ove non fosse costituito il Comitato
diocesano di servizio, ogni coordinatore di realt locale, in comunione con i pastorali di servizio,
pu esprimere una candidatura.
7.3.9 Qualora l'organo di servizio uscente sia inadempiente nello svolgimento delle suddette
funzioni, interverr l'organo di servizio di livello superiore.
7.3.10 Il pastorale di servizio di una realt locale che non superi i 20 aderenti, sar composto
da tre membri; per le realt locali con pi di 20 aderenti il pastorale di servizio sar composto da tre
fino a un massimo di cinque membri.
La congruit del numero dei membri di un pastorale di servizio pu essere verificata
dallorgano di livello superiore.
7.3.11 Le Diocesi con un massimo di 4 realt locali riconosciute eleggeranno il solo
Coordinatore diocesano. Nelle diocesi con un solo gruppo il coordinatore di gruppo sar anche
coordinatore diocesano.
7.3.12 Per le diocesi da 5 a 25 realt locali riconosciute il Comitato diocesano di servizio sar
formato da tre a cinque membri; da 26 in poi da cinque membri.
La congruit del numero dei membri di un Comitato diocesano di servizio deve essere
verificata dal Comitato Regionale di Servizio.
7.3.13 Per il livello nazionale prevista apposita procedura disciplinata dagli artt.7.5 e
seguenti.
7.4 Procedimento nelle elezioni per il livello delle realt locali, diocesane, regionali.
7.4.1 Dopo unadeguata informazione e preparazione circa la natura e le funzioni degli organi
da costituire o da rinnovare, tutti gli aventi diritto al voto sono convocati, di norma, in forma scritta,
ad eccezione delle elezioni per le realt locali.
La convocazione va spedita almeno quindici giorni prima della data fissata per il rinnovo
dellorgano pastorale.
7.4.2 Il giorno previsto per l'elezione si proceda in un clima di preghiera e di discernimento,
affinch ciascun aderente faccia la propria scelta nella libert della sua coscienza e sotto la guida e la
signoria dello Spirito Santo.
7.4.3 Il procedimento da seguire per le elezioni degli organi pastorali delle realt locali e
diocesane, il seguente:
a) per la validit dellelezione necessario che sia presente almeno la maggioranza degli
aventi diritto al voto e che lassemblea degli elettori sia presieduta da un incaricato dellorgano di
servizio di livello superiore appositamente delegato;
b) lassemblea designa due scrutatori non candidati che, con il presidente, procederanno allo
spoglio delle schede e controfirmeranno il verbale;
c) organo pastorale di servizio e coordinatore vengono eletti con votazioni separate;
d) si possono esprimere un numero di preferenze pari al numero intero arrotondato per
eccesso, della met dei membri da eleggere (es. su 5 da eleggere si possono esprimere 3
preferenze);
e) risulteranno eletti nellorgano pastorale di servizio coloro che avranno riportato il maggior
numero di voti, fino al numero previsto; in caso di parit si procede al ballottaggio esprimendo una
sola preferenza;
f) il coordinatore risulta eletto solo se riceve la maggioranza assoluta dei voti. Se al
primo scrutinio nessuno raggiunge detta maggioranza, si ripete la votazione tra i primi due
candidati della lista con il maggior numero di voti, fino a quando uno dei due non abbia

raggiunto la maggioranza assoluta. Se dopo 5 scrutini nessuno avr raggiunto il quorum, il


Presidente dellAssemblea elettiva, previo discernimento, ha facolt di sospendere e aggiornare
le elezioni;
g) per l'elezione del pastorale di servizio preferibile non pubblicizzare il numero delle
preferenze conseguite da ciascun candidato, mentre per il livello diocesano siano resi noti i risultati
delle votazioni relative a tutti i candidati;
h) di norma non pu essere eletto coordinatore chi eletto in quell'organo per la prima volta,
fatta eccezione per i gruppi di nuova costituzione e per le realt locali fino a 20 aderenti. Lorgano
superiore pu preventivamente autorizzare la deroga su richiesta dellorgano pastorale uscente, solo
sulla base di rilevanti considerazioni di natura pastorale;
i) qualora ai fini della elezione del coordinatore risulti eleggibile una sola persona con i
requisiti richiesti al punto h), il coordinatore potr essere eletto tra tutti i membri dellorgano
collegiale.
7.4.4 Il procedimento da seguire per le elezioni del Comitato Regionale di Servizio, il
seguente:
a) in tutte le Regioni il Comitato regionale eletto dal Consiglio Regionale e, nelle regioni in
cui lassemblea elettiva regionale ai sensi dellart.13 comma 2 dello Statuto, dai Coordinatori
delle realt locali;
b) per la validit dellelezione necessario che sia presente almeno la maggioranza degli
aventi diritto al voto e che lassemblea degli elettori sia presieduta da un incaricato dellorgano di
servizio di livello superiore appositamente delegato;
c) lassemblea designa due scrutatori non candidati che, con il presidente, procederanno allo
spoglio delle schede e controfirmeranno il verbale;
d) ogni elettore voter i componenti del Comitato Regionale di Servizio, tenendo presenti le
quattro aree di attivit ed impegno di cui allart.3.5 del presente Regolamento;
e) ogni elettore dovr esprimere necessariamente cinque preferenze;
f) risulteranno eletti nellorgano pastorale di servizio coloro che avranno riportato il maggior
numero di voti; in caso di parit si procede al ballottaggio esprimendo una sola preferenza.
7.4.5 Il procedimento da seguire per le elezioni del Coordinatore regionale il seguente:
a) subito dopo lelezione del Comitato Regionale, si procede allelezione del Coordinatore
Regionale tra i membri del Comitato che hanno riportato il maggior numero di voti;
b) risulter eletto chi avr riportato i 2/3 (due terzi) dei voti.
Se al primo scrutinio nessuno raggiunge detta maggioranza, si ripete la votazione tra i primi
due candidati della lista con il maggior numero di voti, fino a quando uno dei due non abbia
raggiunto i 2/3 dei voti.
Se dopo 5 scrutini nessuno avr raggiunto il quorum, il Presidente dellAssemblea
elettiva, previo discernimento, ha facolt di sospendere e aggiornare le elezioni.
7.4.6 Il presidente e i due scrutatori sono responsabili del corretto procedimento di ogni fase
elettorale. Il presidente dellassemblea, concluse le votazioni e proclamati i risultati, procede al
passaggio delle consegne dallorgano uscente al nuovo.
7.4.7 Linvocazione dello Spirito Santo sui nuovi eletti, da parte dei fratelli che hanno
presenziato alla votazione, sancisce linizio delle attivit dellorgano eletto. Linizio di tale attivit,
dopo la preghiera di invocazione dello Spirito Santo, sar seguita dalla sottoscrizione dellaccettazione
dellincarico e dalla assunzione della nuova responsabilit da parte di tutti gli eletti negli organi
pastorali a qualsiasi livello.
La prosecuzione del mandato, per i livelli diocesano e regionale, subordinata alla partecipazione
ad un tempo di formazione e condivisione sulle linee di impegno pastorale del Movimento.
Gli organi pastorali di servizio di livello superiore vigilino e si adoperino, fattivamente,
per un fraterno e corretto passaggio di consegne tra organi pastorali uscenti e subentranti.
Terminato il primo anno di servizio pastorale, lorgano pastorale superiore effettuer unattenta

verifica delle attivit poste in essere. In presenza di comprovate carenze, tale organo, in
comunione con lorgano pastorale superiore, pu decidere lo scioglimento dellorgano di
servizio e/o la decadenza dalle funzioni del singolo membro.
7.4.8 Sono cause di decadenza:
a) dimissioni;
b) sopravvenute cause di ineleggibilit o sopravvenuta conoscenza di preesistenti cause di
ineleggibilit ai sensi dellart.7.2.1;
c) ingiustificata assenza per oltre dodici mesi consecutivi dalla vita del gruppo o comunit e/o
dallorgano pastorale del quale membro o al quale partecipa in funzione della carica;
d) ingiustificata assenza per oltre sei mesi consecutivi dalle attivit del Comitato Regionale di
Servizio;
e) ingiustificata assenza per oltre tre sedute consecutive del Consiglio Nazionale;
f) mancata accettazione di fatto dei principi sanciti dallo Statuto e dal regolamento
dellAssociazione;
g) mancata accettazione di fatto dei programmi e delle prassi dellAssociazione e venir
meno agli impegni assunti ai sensi dellart.2 del presente Regolamento;
h) reiterata assenza ai momenti formativi previsti, a partire dagli eventi nazionali e
regionali;
i) reiterata richiesta nei confronti dellAssociazione di prestazioni economiche collegate e
collegabili al servizio svolto, in qualsiasi forma esso sia esercitato ed in qualsiasi modo le
pretese economiche siano state avanzate.
La decadenza pronunciata dallorgano pastorale di livello superiore, dopo le opportune
verifiche. In caso di inerzia, in ultima istanza, interviene il Comitato Nazionale di Servizio.
7.5 Procedimento elettorale per il livello nazionale
7.5.1 Il Coordinatore nazionale uscente convoca lAssemblea nazionale per lelezione del
Presidente e dei sei membri aggiunti del Consiglio nazionale.
Contestualmente il Presidente convoca il Consiglio Nazionale uscente per lelezione dei
membri del Comitato Nazionale di Servizio.
Tutti gli aventi diritto al voto sono convocati in forma scritta. La convocazione va spedita
almeno quindici giorni prima della data fissata per lelezione.
7.5.2 LAssemblea nazionale presieduta dal Coordinatore nazionale uscente; il Consiglio
nazionale dal Presidente nazionale uscente.
Per la validit dellelezione necessario che siano presenti in prima convocazione i 2/3 degli
aventi diritto.
Nel caso non si costituisca validamente in prima convocazione, lAssemblea nazionale
risulta validamente costituita, in seconda convocazione, con la presenza della maggioranza assoluta
(50%+1) dei suoi componenti.
7.5.3 Possono essere candidati al ruolo di Presidente solo coloro che hanno gi maturato
almeno un mandato di servizio nel Comitato Nazionale di Servizio.
Per lelezione del Presidente possono proporre candidature:
a) il Consiglio Nazionale uscente, il quale pu proporre fino a 3 candidature con le seguenti
modalit: ogni membro del Consiglio Nazionale, appositamente convocato in seduta ordinaria, ha
facolt di proporre un candidato. I nominativi che avranno riportato il maggior numero di
segnalazioni, saranno inseriti nella lista. Per essere inseriti in una lista di candidati, necessario
ricevere almeno tre segnalazioni;
b) ogni Consiglio Regionale pu proporre candidature fino ad un massimo di tre, con procedura
analoga a quella prevista per il Consiglio Nazionale.
7.5.4 Il Comitato Nazionale di Servizio uscente raccoglie le candidature e verifica, a norma
del regolamento, la presenza dei requisiti e la disponibilit da parte dei singoli candidati. Il
Comitato Nazionale di Servizio, in caso di non accettazione di candidature, comunica a chi propone

la candidatura, fraternamente e secondo i principi evangelici, lesclusione. Tale decisione, se


richiesto e ne ricorre la possibilit, si pu motivare ai diretti interessati.
7.5.5 Le candidature raccolte saranno presentate in ununica lista il giorno stabilito per le
elezioni. Lassemblea procede alla nomina del Presidente e di due scrutatori e costituisce il seggio
elettorale. Lassemblea poi procede a scrutinio segreto alla votazione, esprimendo un'unica
preferenza. Risulta eletto chi riceve almeno i due terzi (2/3) dei voti. Se dopo il primo scrutinio
nessuno raggiunge detta maggioranza, si ripete la votazione tra i primi due candidati della lista
con il maggior numero di voti, fino a quando uno dei due non raggiunga i 2/3. Se dopo 5
scrutini nessuno avr raggiunto il quorum, il Presidente dellAssemblea elettiva, previo
discernimento, ha facolt di sospendere e aggiornare le elezioni.
7.5.6 Linvocazione dello Spirito Santo sul Presidente eletto, da parte dei fratelli che hanno
presenziato alla votazione, sancisce linizio dellattivit e limmediata entrata in carica dellorgano
pastorale eletto. Laccettazione dellincarico e lassunzione della responsabilit da esso derivante - a
norma del regolamento - viene formalizzata unitamente alla sottoscrizione del verbale della seduta
da parte del nuovo Presidente.
7.5.7 LAssemblea, dopo lelezione del nuovo Comitato Nazionale di Servizio da parte del
Consiglio Nazionale uscente (cf art.7.5.8), procede alla elezione di sei membri aggiunti del
Consiglio Nazionale che, oltre alla funzione statutaria loro propria allinterno del CN, hanno anche
la funzione di collaborare con il Comitato Nazionale di Servizio nellattuazione delle delibere del
CN e delle attivit pastorali ed organizzative.
Lelezione dei sei membri aggiunti del Consiglio nazionale avviene con le seguenti modalit.
Il Comitato Nazionale di Servizio uscente avr cura di predisporre le liste dei candidati per
lelezione dei sei membri aggiunti del Consiglio nazionale sulla base di sei ambiti di impegno
precedentemente individuati e approvati dal Consiglio nazionale uscente.
Possono proporre candidature:
a) il Consiglio Nazionale uscente, il quale pu proporre fino a sei candidature. Ogni membro del
Consiglio Nazionale pu proporre fino a tre nominativi. I primi sei nominativi con maggior numero
di segnalazione saranno proposti al Comitato Nazionale di Servizio uscente. Per essere inseriti in
una lista di candidati occorre avere ricevuto almeno tre segnalazioni;
b) ogni Consiglio Regionale pu proporre candidature di sorelle e di fratelli (anche di altre regioni)
fino al numero complessivo di sei per ogni ambito, con procedura analoga a quella prevista per il
Consiglio Nazionale.
Il Comitato Nazionale di Servizio di servizio uscente raccoglie le candidature e verifica, a
norma del regolamento, la presenza dei requisiti, la disponibilit da parte dei singoli candidati e
predispone le liste per ogni ambito.
Costituito il seggio elettorale si procede allelezione a scrutinio segreto, in ordinata
successione, con singola votazione e per singolo ambito di impegno. Ogni membro dellassemblea
pu esprimere fino a due preferenze.
Risulter eletto al Consiglio Nazionale il primo nominativo di ogni lista. In caso di parit nella
lista, si procede al ballottaggio.
Linvocazione dello Spirito Santo sui membri del Consiglio Nazionale eletti, da parte dei
fratelli che hanno presenziato alla votazione, sancisce linizio dellattivit degli stessi e limmediata
entrata in carica nel Consiglio Nazionale. Laccettazione dellincarico e lassunzione della
responsabilit da esso derivante dovr essere firmata dai nuovi eletti con la sottoscrizione di estratto del
verbale della seduta.
La prosecuzione del mandato subordinata alla partecipazione ad un tempo di formazione e
condivisione delle linee guida di impegno pastorale.
7.5.8 Il Consiglio nazionale uscente, nella stessa seduta di elezione del Presidente, presieduto
dal nuovo Presidente nazionale, procede alla elezione in ordinata successione e con singola
votazione del:

1) Coordinatore nazionale;
2) Direttore;
3) altri eventuali membri del Comitato Nazionale di Servizio, fino ad un massimo di tre, secondo
quanto stabilito dal Consiglio Nazionale uscente.
7.5.9 Di norma possono essere candidati al ruolo di Coordinatore nazionale e di Direttore
coloro che hanno gi maturato almeno un mandato di servizio nel Comitato Nazionale.
Possono essere candidati tra i 3 membri del Comitato Nazionale di Servizio coloro che hanno
gi maturato almeno un mandato di servizio nel Consiglio nazionale.
Le candidature per il Coordinatore nazionale e per il Direttore possono essere proposte dal:
a) Comitato Nazionale di Servizio uscente il quale pu proporre nella lista fino a tre candidati
con le seguenti modalit: ogni membro del Comitato Nazionale di Servizio, appositamente
convocato in seduta ordinaria, ha facolt di proporre un candidato;
b) ogni Comitato Regionale di Servizio pu proporre al Comitato Nazionale di Servizio uscente
le candidature di sorelle e di fratelli, fino ad un massimo di tre, con procedura analoga a quella
prevista per il Comitato Nazionale di Servizio.
I nominativi che avranno riportato il maggior numero di segnalazioni, saranno inseriti nella
lista. Per essere inseriti in una lista di candidati, necessario ricevere almeno tre segnalazioni.
7.5.10 Il Comitato Nazionale di Servizio uscente raccoglie le candidature, verifica, a norma
del regolamento, la presenza dei requisiti, la disponibilit da parte dei singoli nominativi proposti e
predispone le liste per ogni ambito.
7.5.11 Il giorno delle votazioni il Consiglio Nazionale, costituito il seggio elettorale, procede
in ordinata successione e con singola votazione a scrutinio segreto, alla elezione del Coordinatore
nazionale e del Direttore.
Per ogni singola votazione, ciascun membro del Consiglio Nazionale pu esprimere una sola
preferenza. Risulta eletto chi riceve almeno i due terzi (2/3) dei voti. Se dopo il primo scrutinio
nessuno raggiunge detta maggioranza, si ripete la votazione tra i primi due candidati della lista
con il maggior numero di voti, fino a quando uno dei due non raggiunga i 2/3. Se dopo 5
scrutini nessuno avr raggiunto il quorum, il Presidente dellAssemblea el ettiva, previo
discernimento, ha facolt di sospendere e aggiornare le elezioni, o procedere a votazione a
maggioranza assoluta.
7.5.12 Il Consiglio Nazionale procede di seguito alla elezione di altri membri il Comitato
Nazionale di Servizio, fino ad un massimo di tre. Il Consiglio Nazionale uscente avr cura,
precedentemente alle votazioni, di individuare fino a tre aree di attivit, per le quali si rende
necessario eleggere i rimanenti componenti del Comitato Nazionale di Servizio.
7.5.13 La procedura per le candidature degli altri componenti del Comitato Nazionale di
Servizio la seguente:
a) il Comitato Nazionale di Servizio pu esprimere fino a 5 candidature;
b) ogni Comitato Regionale di Servizio pu esprimere fino a 5 candidature.
Il Comitato Nazionale di Servizio uscente raccoglie tutte le candidature, verifica a norma del
Regolamento la presenza dei requisiti e la disponibilit da parte dei singoli nominativi proposti.
Tutti i nominativi raccolti saranno assegnati dal Comitato Nazionale di Servizio alle liste
corrispondenti alle aree di attivit. Per essere inseriti nella lista di candidati, necessario ricevere
almeno due segnalazioni.
Il Consiglio Nazionale a norma di quanto indicato allart.7.5.13 del presente Regolamento
procede con votazione separata per ogni singolo membro allelezione dei componenti del Comitato
Nazionale di Servizio, utilizzando le apposite liste predisposte per aree di attivit. Per eleggere i
membri del Comitato Nazionale di Servizio, ciascun membro del Consiglio Nazionale pu
esprimere una sola preferenza per lista. Risulta eletto chi riceve al primo scrutinio almeno il
cinquanta per cento pi uno (50%+1) dei voti. Se dopo il primo scrutinio nessuno raggiunge detta
maggioranza, si ripete la votazione tra i primi due candidati della lista con il maggior numero
di voti, fino a quando uno dei due non raggiunga la maggioranza assoluta dei voti. Se dopo 5

scrutini nessuno avr raggiunto il quorum, il Presidente dellAssemblea elettiva, previo


discernimento, ha facolt di sospendere e aggiornare le elezioni.
7.5.14 Linvocazione dello Spirito Santo su tutto il Comitato Nazionale di Servizio eletto, da
parte dei fratelli che hanno presenziato alla votazione, sancisce linizio dellattivit degli stessi e
limmediata entrata in carica nel Comitato Nazionale di Servizio come organo collegiale.
Laccettazione dellincarico e lassunzione della responsabilit da esso derivante dovr essere
firmata dai nuovi eletti singolarmente, unitamente alla sottoscrizione di estratto del verbale della seduta.
La prosecuzione del mandato subordinata alla partecipazione ad un tempo di formazione e condivisione
delle linee guida di impegno pastorale.
7.5.15 A norma dello statuto, il nuovo Comitato Nazionale di Servizio, fin dalla prima seduta
utile, pu nominare fino a quattro membri del Consiglio Nazionale che si insedieranno in
sostituzione di quelli in carica nel precedente mandato.
Tali nuovi membri designati saranno convocati nella prima seduta utile del Consiglio
nazionale, successiva alla nomina.
Linvocazione dello Spirito Santo sui fratelli, con la sottoscrizione dellaccettazione
dellincarico e lassunzione di responsabilit da esso derivante, sancisce lentrata in carica degli
stessi.
7.5.16 A norma di quanto previsto dallo statuto - allart.17 1 lett. d) - ai fini della compiuta
composizione del Consiglio Nazionale, le regioni con un numero di realt locali superiori a cento
provvederanno allelezione di un membro di Consiglio Nazionale.
A tal fine il Coordinatore regionale neoeletto, sentiti previamente e singolarmente i membri
del Comitato Regionale di Servizio, nella prima seduta utile dellorgano collegiale, propone i
nominativi disponibili tra i membri del CRS. Il CRS, a scrutinio segreto, elegge il membro del
Consiglio Nazionale.
I nuovi membri designati saranno convocati nella prima seduta utile del Consiglio Nazionale.
Linvocazione dello Spirito Santo su tali fratelli, con la sottoscrizione dellaccettazione dellincarico
e lassunzione di responsabilit da esso derivante, sancisce lentrata in carica degli stessi.
Ai membri cos eletti non consentito il rilascio di delega.
7.5.17 Per la predisposizione della terna dei nominativi da presentare alla CEI per la nomina
del Consigliere Spirituale nazionale, il Comitato Nazionale di Servizio pu indicare fino a tre
nominativi. I Comitati Regionali di Servizio possono proporre un nominativo. Effettuate le
segnalazioni il Comitato Nazionale di Servizio uscente raccoglie in un apposito elenco i nominativi
segnalati, verifica la presenza dei requisiti e la disponibilit da parte dei singoli e predispone una
lista. I primi tre nominativi che avranno raggiunto il maggior numero di preferenze costituiranno la
terna da consegnare alla Conferenza Episcopale Italiana per la nomina del Consigliere spirituale
nazionale.
7.6 Durata in carica
7.6.1 La durata in carica di quattro anni per ogni mandato, ai sensi di Statuto.
7.6.2 necessario prevedere un regolare ricambio dei componenti degli organi di servizio e dei
delegati dei ministeri e dei servizi organizzativi allo scopo di impedire lappiattimento e
luniformit nellesercizio dei loro compiti e al fine di favorire la crescita e la moltiplicazione dei
doni e dei carismi.
7.6.3 A tal fine la prassi prevede una permanenza nella carica per tre mandati consecutivi, ma
sono fatte salve rielezioni per mandati successivi, in considerazione di valutazioni pastorali
comunitariamente condivise nel discernimento carismatico.
7.6.4
Alla scadenza dei mandati si eleggono in ordinata successione il Presidente, il
Comitato Nazionale di Servizio, i sei membri aggiunti del Consiglio Nazionale, i Comitati
Regionali di Servizio, il membro del Consiglio Nazionale di pertinenza delle regioni ai sensi
dellart.17 1 lett. d), i Comitati diocesani di servizio e/o i Coordinatori diocesani, i Pastorali
di servizio.

V - RAPPORTI CON I VESCOVI ITALIANI


8.1 LAssociazione Rinnovamento nello Spirito Santo, avendo ricevuto ufficiale
approvazione da parte dei vescovi italiani, si pone in perfetta comunione con i Pastori della Chiesa:
Santo Padre, Congregazioni romane, Conferenza Episcopale Italiana, singoli vescovi e parroci.
Perci tutti gli organi di servizio pastorale, tramite i coordinatori ai vari livelli, con cura
particolare alimentino relazioni cordiali e regolari con tutte le realt ecclesiali di propria
competenza.
8.2 LAssociazione soggetta alla vigilanza dellautorit ecclesiastica per quanto riguarda
lintegrit della fede e dei costumi (CDC, can 305).
Normalmente questo avviene, oltre che attraverso il Consigliere spirituale, anche con la
presenza di quei presbiteri che fanno parte dellAssociazione e che detengono la responsabilit di
vigilare in forza del sacramento dellordine.
8.3 In caso di conflittualit con qualche Pastore (vescovo o parroco) si cerchi di appianare
ogni cosa nella preghiera e con il dialogo.
In casi molto gravi e inconciliabili possibile il ricorso allistanza gerarchica superiore
mantenendo sempre e comunque un atteggiamento di rispetto, di dialogo e di preghiera.
8.4 Nel caso in cui si vedesse lopportunit di chiedere alla Conferenza Episcopale Italiana
un Consigliere spirituale della Associazione si proponga una terna di nominativi appartenenti alla
Associazione tra i quali la Conferenza Episcopale Italiana far la sua scelta.
8.5 Il Delegato Diocesano o il Delegato Regionale, che alcuni vescovi o Conferenze
Episcopali Regionali nominano per la loro diocesi, trovano la loro configurazione nei documenti
ufficiali della Chiesa e della Conferenza Episcopale Italiana (cfr. CEI, Le aggregazioni laicali nella
Chiesa, 46; ECEI, V, 735; anche: Pontificio Consiglio per i Laici, I sacerdoti nelle associazioni di
fedeli, EV, VII, 1282-1387).
Essi sono tramite tra le chiese locali e il Rinnovamento nello Spirito Santo, ma non hanno
competenza e poteri allinterno dei gruppi.
VI - MEZZI DI SOSTENTAMENTO
9.1 LAssociazione Rinnovamento nello Spirito Santo non avendo finalit di lucro e non
potendo possedere beni soggetti a pubblica registrazione, per sostenere le spese relative alle proprie
attivit si avvale unicamente delle libere offerte degli associati.
9.2 Molti membri dellAssociazione, mossi dal desiderio di contribuire alla grande missione
del Rinnovamento nello Spirito Santo e dalla giusta comprensione del valore evangelico dei beni di
questo mondo, offrono spontaneamente allAssociazione la decima delle loro entrate. Il Pastorale
di Servizio di ogni gruppo/comunit effettuer, annualmente, tra gli aderenti della propria realt
locale, una specifica raccolta denominata Sostegno Fraterno, da destinare al sostentamento di
tutta lAssociazione, ai sensi dellart. 25 comma 4 dello Statuto.
9.3 Per poter operare in campo giuridico ed economico (organizzare convegni, pubblicare
libri e riviste, acquistare beni strumentali e di consumo, accettare donazioni, lasciti o eredit, ecc.),
lAssociazione Rinnovamento nello Spirito Santo si serve, a livello nazionale, della Fondazione
Alleanza del Rinnovamento nello Spirito Santo che stata costituita, nel rispetto delle leggi dello
Stato italiano, proprio per questo scopo.

9.4 Per assicurare che la Fondazione Alleanza del Rinnovamento nello Spirito Santo
ONLUS agisca sempre in conformit alle finalit dellAssociazione Rinnovamento nello Spirito
Santo, tre membri del Comitato Nazionale di Servizio e due Consiglieri Nazionali fanno parte del
Consiglio Direttivo della Fondazione Alleanza del Rinnovamento nello Spirito Santo ONLUS.
Questi ultimi vanno eletti nella prima seduta utile di Consiglio Nazionale dopo il rinnovo del
Comitato Nazionale di Servizio. Per lelezione, ogni membro del Consiglio Nazionale dispone di un
voto. Risultano eletti i primi due. A parit di voto si proceda al ballottaggio; in caso di ulteriore
parit al sorteggio.
VII - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
10.1 Nel caso che lAssociazione Rinnovamento nello Spirito Santo dovesse sciogliersi, le
risorse disponibili passeranno alla Conferenza Episcopale Italiana la quale ne assicurer la
destinazione ad altre associazioni che abbiano finalit simili alla nostra. In questa operazione il
CDC (cfr. can 326, 1 e 2) prescrive che siano salvaguardati gli eventuali diritti acquisiti come
anche le volont degli offerenti.
10.2 Per quanto non previsto dallo Statuto o dal presente Regolamento si far riferimento
alle prassi di comportamento approvate ed aggiornate dal Consiglio Nazionale.
10.3 I Consigli Regionali nella loro autonomia organizzativa ed amministrativa possono
emanare direttive purch non siano gi previste od in contrasto con le norme dello Statuto e del
Regolamento e dandone comunicazione scritta al Coordinatore Nazionale.
10.4 Nelleventualit che sorgessero dei dubbi o delle controversie sullinterpretazione dello
Statuto, del Regolamento o delle prassi di comportamento lorgano competente il Comitato
Nazionale di Servizio, il quale pu avvalersi di una Commissione consultiva nominata dal
Consiglio Nazionale. Tale commissione pu essere incaricata anche di valutare preventivamente se
ladozione di eventuali Regolamenti a livello regionale e/o diocesano e la conformit degli Statuti
e/o Regolamenti di Comunit o altre aggregazioni che chiedono di associarsi al Rinnovamento nello
Spirito Santo non siano in contrasto con le finalit dellAssociazione Rinnovamento nello Spirito
Santo.